Banca e Finanza in Europa

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Banca e Finanza in Europa
Universitàd
degliS
Studid
diP
Parma
Banca e Finanza in Europa
Prof. Carlo Salvatori
Carlo Salvatori
1. LE FUNZIONI DELLA BANCA
2. GLI EQUILIBRI DELLA BANCA
–
L’EQUILIBRIO ECONOMICO
–
L’EQUILIBRIO FINANZIARIO
–
L’EQUILIBRIO PATRIMONIALE
3. I RISCHI DELL’ATTIVITA’ BANCARIA
Carlo Salvatori
1. LE FUNZIONI DELLA BANCA
2. GLI EQUILIBRI DELLA BANCA
–
L’EQUILIBRIO ECONOMICO
–
L’EQUILIBRIO FINANZIARIO
–
L’EQUILIBRIO PATRIMONIALE
3. I RISCHI DELL’ATTIVITA’ BANCARIA
Carlo Salvatori
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Carlo Salvatori
Carlo Salvatori
Le banche: profilo giuridico
• La banca: si tratta di un’impresa autorizzata
all’esercizio dell’attività bancaria.
• Cos’è l’attività bancaria ?
– l’esercizio congiunto del credito e della raccolta del
risparmio presso il pubblico;
ma anche:
– ogni altra attività finanziaria (es. leasing finanziario,
consulenza alle imprese, custodia e amministrazione
di valori mobiliari);
– le attività connesse e strumentali (es. produzione di
servizi informatici per proprio uso) alle precedenti.
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Le banche: profilo economico
•
•
La banca è un’impresa di servizi;
Si tratta di un’impresa multibusiness che svolge
essenzialmente due funzioni:
1. F. MONETARIA
(e di trasmissione degli impulsi di politica monetaria)
2. F. CREDITIZIA
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1. La funzione monetaria
Questa perchè:
• i depositi sono accettati come mezzo di pagamento.
– Questo è possibile solo se:
• il sistema bancario godano della fiducia del pubblico;
• esistono procedure operative e di strutture tecnologiche che
rendano efficiente, sicuro ed accessibile l’uso della moneta
bancaria.
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2. La funzione creditizia
•
La funzione creditizia si sostanzia nel consentire il collegamento l’incontro - delle unità in surplus e in deficit affinché possano scambiarsi
risorse finanziarie.
•
La banca si interpone tra gli scambisti finali e assume posizioni debitorie
nei confronti delle prime e creditorie verso le seconde.
Banca
Circuito intermediato
Unità in deficit
Unità in surplus
Circuito diretto
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Il bilancio della banca
Il Bilancio delle banche si compone di:
• Stato Patrimoniale;
• Conto Economico;
• Nota Integrativa.
… esiste inoltre una
• Relazione sulla gestione
a commento dell’andamento dell’esercizio.
• Si tratta degli strumenti principali con cui le banche
“comunicano” all’esterno i propri risultati.
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Lo Stato Patrimoniale
•
Lo stato patrimoniale presenta in via generale la seguente struttura
stilizzata:
Attività fruttifere di interesse
(AFI)
Altre attività finanziarie
(AAF)
Passività onerose di interessi
(PFI)
Passività non onerose di interessi
(PNO)
Attività non finanziarie
(ANF)
Mezzi propri
(MP)
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Lo Stato Patrimoniale
•
•
•
•
•
•
Attività fruttifere di interessi (AFI): riserve di liquidità fruttifere,
finanziamenti concessi in varie forme (prestiti bancari, finanziamenti di
leasing e di factoring, credito al consumo)
Altre attività finanziarie (AAF): moneta legale, altri valori monetari in
cassa, crediti non fruttiferi
Attività non finanziarie (ANF): immobilizzazioni materiali e immateriali
Passività onerose di interessi (PFI): depositi bancari, depositi
rappresentati da titoli (obbligazioni, certificati di deposito), debiti verso
banche, passività subordinate
Passività non onerose di interessi (PNO): fondo TFR, Fondo rischi, Fondi
per spese future
Mezzi propri (MP): capitale sociale e riserve di capitale, fondo rischi
bancari generali, utile d’esercizio
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Carlo Salvatori
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Il Conto Economico
Il Conto Economico presenta la seguente forma stilizzata:
Ricavi per Interessi attivi
- Costi per interessi passivi……………………….
= Margine di interesse
+ Ricavi netti da servizi ………………………….
= Margine di intermediazione
- Costi operativi ………………………………….
= Risultato di gestione
- Accantonamenti, proventi e oneri diversi ……...
= Risultato lordo di imposte
- Imposte …………………………………………
= Risultato netto
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Carlo Salvatori
1. LE FUNZIONI DELLA BANCA
2. GLI EQUILIBRI DELLA BANCA
–
L’EQUILIBRIO ECONOMICO
–
L’EQUILIBRIO FINANZIARIO
–
L’EQUILIBRIO PATRIMONIALE
3. I RISCHI DELL’ATTIVITA’ BANCARIA
Carlo Salvatori
La banca e gli equilibri aziendali
• Il fine istituzionale di una banca, in quanto impresa, è
quello di produrre un margine economico che risulti
adeguato.
• L’obiettivo aziendale è la massimizzazione della
redditività nel rispetto dei vincoli di liquidità e solvibilità.
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L’equilibrio economico
•
La nozione di equilibrio economico può essere identificata nella
capacità dell’intermediario di conseguire un risultato economico
che consenta una durevole permanenza dell’azienda nel sistema.
•
Tale risultato deve essere soddisfacente in termini di livello e di
rischio. Questo con riferimento:
- alle aspettative del soggetto economico;
- alle previsioni della direzione aziendale;
- all’andamento medio del settore.
Carlo Salvatori
L’equilibrio economico
•
Tradizionalmente, l’equilibrio economico delle banche si fonda sul
margine di interesse, costituito da:
-
•
Ricavi da interessi attivi
Costi per interessi passivi
--------------------------------Margine da interesse
Questo deriva dalla tipica attività di intermediazione, orientata alla:
– acquisizione di attività finanziarie fruttifere;
– emissione di passività onerose.
•
Oggi, sempre più importante risulta il contributo dei ricavi da
servizi, misurato nell’ambito del margine di intermediazione.
Carlo Salvatori
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L’equilibrio finanziario
• Si sostanzia nella capacità di:
- mantenere l’equilibrio fra i flussi di cassa in entrata e quelli
in uscita;
- far fronte ai propri impegni di pagamento.
• Si deve tenere presente che eventuali difficoltà di
fronteggiare tempestivamente ed economicamente le uscite
di cassa espongono la banca al rischio di liquidità.
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L’equilibrio finanziario
• Si tratta di un profilo ricercato da tutte le imprese;
• Per le banche è particolarmente importante in
considerazione del fatto che:
– molti dei “debiti” sono a vista : è quindi elevatissimo il rischio
di prelievo a discrezione del depositante;
– molti dei crediti (i prestiti concessi) non sono negoziabili sui
mercati secondari e non sono quindi facilmente liquidabili.
• La scadenza media dell’attivo è dunque normalmente
superiore a quella del passivo.
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L’equilibrio patrimoniale
•
Ci si riferisce alla capacità della banca di mantenere nel tempo un
Patrimonio Netto positivo;
•
Questo si ha se il valore dell’attivo risulta maggiore di quello nominale
del passivo;
•
In tal caso si dice che la banca è solvibile, è cioè in grado di
fronteggiare totalmente le obbligazioni verso i propri creditori senza
perdite di capitale proprio in ipotesi di liquidazione dell’attività.
•
L’equilibrio deve essere mantenuto anche nei confronti di indicatori
(come quello di solvibilità) che misurano l’adeguatezza patrimoniale
delle banche in relazione ai rischi assunti.
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1. LE FUNZIONI DELLA BANCA
2. GLI EQUILIBRI DELLA BANCA
–
L’EQUILIBRIO ECONOMICO
–
L’EQUILIBRIO FINANZIARIO
–
L’EQUILIBRIO PATRIMONIALE
3. I RISCHI DELL’ATTIVITA’ BANCARIA
Carlo Salvatori
I rischi tipici dell’attività bancaria
• Coerentemente con l’analisi degli equilibri dell’impresa
bancaria i rischi tipici si dividono in:
– Rischi di tipo economico;
– Rischi di tipo finanziario;
– Rischi di tipo patrimoniale.
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Il rischio economico nell’azienda bancaria
• I rischi di tipo economico si suddividono in:
– Rischi di insolvenza:
• Rischio di credito;
• Rischio di regolamento.
– Rischi di mercato:
• Rischio di interesse;
• Rischio di cambio;
• Rischio di prezzo.
– Rischi di variazione del livello generale dei prezzi.
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Rischio economico
Rischio di insolvenza
Rischio di credito
• Si tratta dell’eventualità che alle scadenze convenute il
prenditore di fondi risulti insolvente;
• Questo sotto due profili:
– quota capitale;
– quota interessi.
• L’insolvenza non si traduce necessariamente e
immediatamente in perdita: occorre aspettare le
operazioni di recupero;
• Un ruolo importante è assunto dalla politica dei prestiti:
– dimensione del portafoglio prestiti;
– composizione del portafoglio prestiti;
– criteri di valutazione dei singoli prestiti.
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Rischio economico
Rischio di insolvenza
Rischio di regolamento
• Si tratta del rischio di insolvenza nell’ambito di un
contratto di compravendita dove una parte risulta
obbligata a consegnare denaro in contropartita di
strumenti finanziari e viceversa;
• Si tratta di rapporti:
– nei quali può mancare il profilo temporale;
– non sorgono posizioni di credito e debito.
• In caso di contestualità perfetta:
– il rischio è limitato;
• In caso di compravendita a termine:
– il rischio è maggiore.
• Spesso la contestualità non esiste o è impossibile.
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di interesse
•
•
•
L’andamento dei tassi di mercato può provocare variazioni del
rendimento medio degli impieghi diverso dal costo medio della
raccolta;
La conseguenza si avrà sul sul margine di interesse (differenza tra
ammontare degli interessi attivi e passivi);
In particolare, il rischio scaturisce dalla presenza in bilancio da
poste attive e passive diverse per quel che riguarda:
- la durata contrattuale >>> per i contratti a scadenza determinata;
- i tempi di repricing/rivedibilità dei tassi >>> per le operazioni a
scadenza indeterminata.
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di interesse
Per valutare tale rischio si deve:
1.
definire un’orizzonte temporale;
2.
riclassificare il bilancio individuando l’ammontare delle poste attive e
passive suscettibili di variazione del tasso nel periodo considerato;
3.
quantificare l’ammontare del GAP attraverso la differenza tra
posizioni attive e passive;
4.
“strutturare” il GAP dell’azienda bancaria sulla base delle ipotesi di
variazione dei tassi e della strategia - prudenziale o speculativa - che si
intende seguire.
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di interesse
L’orizzonte temporale
•
E’ essenziale definire chiaramente l’orizzonte temporale assunto come
riferimento del calcolo perché esso consente di discriminare tra poste
sensibili e non sensibili;
•
Una posta può essere “sensibile” ai tassi o invece essere ” non sensibile”
a seconda del periodo prescelto.
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di interesse
La riclassificazione del bilancio
•
Occorre considerare solo le poste che generano il margine di interesse: le
attività fruttifere di interesse e le passività onerose;
•
Al loro interno occorre distinguere le operazioni a tasso rinegoziabile –
c.d. sensibili - da quelle a tasso non rinegoziabile – c.d. non sensibili.
Quali sono le operazioni sensibili?
•
Quelle il cui tasso di interesse può variare al variare dei tassi sul mercato:
⇒ quelle che scadono nell’intervallo temporale considerato;
⇒ quelle che prevedono contrattualmente la possibilità di revisione del tasso;
⇒ quelle scadenti a vista o a tempo indeterminato.
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di interesse
Il GAP
• Il Gap è la differenza tra le attività sensibili e le
passività sensibili:
GAP = AS - PS
dove:
AS : sono le attività sensibili ai tassi d’interesse;
PS : sono le passività sensibili ai tassi di interesse.
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di interesse
1.
Se AS > PS il GAP è positivo: significa che nell’orizzonte considerato vi
sono maggiori attività sensibili al variare dei tassi di interesse (… quelle
che producono interessi attivi).
•
Conseguenza: il Margine di Interesse (MI) migliora in fase di interessi
crescenti e peggiora in fase di tassi calanti;
2.
Se AS = PS il GAP è nullo : si tratta di una situazione in cui
l’intermediario risulta in prima approssimazione protetta dal rischio di
tasso di interesse;
3.
Se AS < PS il GAP è negativo: significa che nell’orizzonte considerato vi
sono maggiori passività sensibili al variare dei tassi di interesse (…quelle
che producono interessi passivi).
•
Conseguenza: il Margine di Interesse (MI) peggiora in fase di interessi
crescenti e migliora in fase di tassi calanti;
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di cambio
• A prima vista: ci si espone a rischio di cambio ogni
volta che le attività in valuta non pareggiano le
passività in valuta;
• Ma anche in caso di matching perfetto fra attività e
passività nominali, vi sono flussi di interessi:
– di diverso importo;
– caratterizzati da tempi di incasso e di pagamento differenti.
• Oltre all’obiettivo dell’immunizzazione può anche
essere assunta una posizione “speculativa”.
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Rischio economico
Rischio di mercato
Rischio di prezzo
• Deriva dalla variazione del prezzo dei valori mobiliari
esistenti nel portafoglio delle banche;
• L’esposizione a tale rischio non deriva solo dai titoli in
portafoglio, ma deve essere combinata con quella che
consegue all’esistenza di operazioni sotto la riga
(operazioni a termine);
• La posizione netta deriva quindi:
dall’investimento in un certo titolo;
+ dall’impegno a a ricevere quel medesimo titolo;
- dall’impegno a consegnare quel medesimo titolo.
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Rischio economico
Rischio di variazione del livello generale dei prezzi
• Si tratta dell’inflazione;
• Si tratta di una “minaccia” importante per gli
intermediari: il bilancio è composto in larga parte da
crediti e debiti nominali.
• In particolare, in estrema sintesi il bilancio bancario è
dato da:
Af0 + Ar0 = Pf0 + Mp0
dove:
–
–
–
–
Af = attività finanziarie;
Ar = Attività reali;
Pf = passività finanziarie;
Mp = mezzi propri.
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Rischio economico
Rischio di variazione del livello generale dei prezzi
• In ipotesi che:
– non vi sia variazione nelle consistenze ed i ricavi uguaglino i
costi;
– l’inflazione sia pari a k.
• Al termine dell’anno, il medesimo bilancio a valori
correnti può essere espresso come:
Af0 - Pf0 + Ar0 (1+k) = Mp1
Il CN si rivaluta nella misura del
tasso di inflazione
E se:
– Af = Pf Ar0 = Mp0 Mp1 = Mp0 (1+k)
– Af < Pf Ar0 > Mp0 Mp1 > Mp0 (1+k)
– Af > Pf Ar0 < Mp0 Mp1 < Mp0 (1+k)
Il CN si rivaluta in misura
minore del tasso di inflazione:
caso tipico degli intermediari
Il CN si rivaluta in misura
maggiore del tasso di
inflazione
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