dossier in pdf - Teatro del Piccione

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ROSASPINA
una bella addormentata
DI Simona Gambaro
REGIA Antonio Tancredi
CON Simona Gambaro e Massimiliano Caretta
SCENE e COSTUMI Roberta Agostini, Simona Panella, Laboratorio Fulmicotone PUPAZZI Compagnia Maniambulanti LUCI
Enzo Monteverde, Simona Panella, Sigfrido Gaiani ORGANIZZAZIONE Paolo Piano
E nacque una bambina e fu chiamata Rosaspina. Sette fate furono chiamate alla festa e portarono per la bimba
i doni più desiderabili: bellezza, intelligenza, virtù...E l'ottava fata? perché non fu invitata? Al suo arrivo il cielo si fece buio
ed ella pronunciò parole che nessuno voleva sentire: la bambina si pungerà un dito e si addormenterà.
Così ogni cosa rivela luce ed ombra, la propria vitale imperfezione. E mentre Rosaspina va incontro al suo destino per
diventare grande, un re e una regina imparano ciò che nessun sonno può sciogliere, nessuna spina può far dimenticare,
e lasciano una figlia per non lasciarla mai più.
Una versione dolce e visionaria della Bella Addormentata,
dedicata a grandi e piccoli, insieme. Per parlare con la profondità e la leggerezza della fiaba, per ridere di piccole cose e
dar voce a grandi domande, e poi sorprendere e poi lasciarsi cadere e poi dire la rabbia e la paura e tutto l'amore, e farsi
minimi e poi esagerare, divertirsi questo sì, e alla fine mettere ordine, quello esatto del cuore.
La storia di Rosaspina viene rappresentata con semplicità, nello stile proprio della compagnia che affianca ad
una cura particolare dell'immagine scenica un teatro d’attore molto fisico, in questo caso contaminato e arricchito da
interventi di teatro di figura. La chiave comica e l'uso di un linguaggio di immediata comunicazione con i ragazzi fondano
una visione teatrale che vuole essere principalmente emotiva, accessibile ma non didascalica, evocativa e metaforica
come proprio di ogni espressione artistica. Per raggiungere in questo modo la verità della fiaba, perchè, come scrive
Italo Calvino:
“Le fiabe sono vere. Sono, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende
umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle
coscienze fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna,
soprattutto per la parte di vita che è appunto il farsi di un destino: la giovinezza, dalla nascita al
distacco da casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano”
TEATRO DEL PICCIONE
COMPAGNIA DI PRODUZIONE, ORGANIZZAZIONE E CREAZIONE DI TEATRO RAGAZZI
sede organizzativa: via fracchia 10A, 16134 genova – tel.fax 010.2724046 – cell.347.4467008
indirizzo e-mail: [email protected]
www.teatrodelpiccione.it
SCHEDA DIDATTICA
SVOLGIMENTO di Antonio Tancredi
Dato uno spazio, un uomo e una donna, un desiderio, una bambina che verrà, una maledizione non prevista:
svolgimento.
E’ uno spazio stretto, quello che abbiamo scelto come luogo del racconto, stretto come una zattera che protegge e isola,
sopraelevato e obliquo quasi a suggerire la costante ricerca di un equilibrio da parte dei due personaggi della nostra
storia, una scena sbilanciata volutamente che diventa metafora della condizione del re e della regina e del loro
desiderare. Ed infatti è il desiderio il motore primo dell’azione, in quanto ricerca inquieta di qualcosa al di fuori di sé. Così
anche quando un equilibrio sembra essere raggiunto ecco che la vita, nella storia l’arrivo della fata che annuncia un
destino, ci porta fuori dai piani previsti e ci conduce in altri territori da percorrere fino in fondo.
Questa scena stretta e nuda, è stato il foglio bianco su cui abbiamo disegnato la danza delle emozioni che hanno agito il
re e la regina. Ciò che muove dentro i due personaggi si materializza, si rende visibile, si fa carne nel loro stare in scena,
nel gioco continuo di azione e reazione, nelle pieghe delle parole e dei respiri che si intrecciano. E’ un gioco continuo
quello che abbiamo voluto creare tra corpo, parola e scena, come se fossero strumenti di un’orchestra in cui si
percepiscono i singoli elementi senza perdere il tutto, come nei brani di Bach che abbiamo scelto per rendere il tempo e
lo spazio della fiaba. Una trama continua in cui la fine si perde in un nuovo inizio, in questo costante sbilanciamento
verso quello che verrà.
APPUNTI E SPUNTI di Simona Gambaro
Quello che non voglio fare è spiegare una fiaba. Altrimenti, tolto il velo, il mistero svanisce.
Per questo suggerisco solo i temi di lavoro che hanno mosso i miei passi nella scrittura, da indagare in letture, in disegni,
in parole.
Ad-tendere:
troppo desiderare: tutto volere senza fare spazio nel cuore
riti magici per avverare un desiderio
situazioni e sensazioni nell'attenzione dell'attesa
Una famiglia:
maschile e femminile: come un re e una regina
interno stanza con tavolo: piccole ritualità quotidiane di una famiglia
Nascita e morte:
tutto nasce dall’amore: il ciclo naturale e la rete della vita
ricordi del nascere: parto, partorire, partenza, partire, passaggio
ombra e luce, la parte luminosa di noi e della nostra vita (tutto ciò che amiamo)
ombra e luce, la parte buia di noi, della nostra notte e della nostra foresta di spine
(rabbia, dolore, sonno, malattia)
Accogliere:
i nostri segni distintivi: pregi e difetti che danno forma alla nostra identità
sentirsi accolti e accogliere gli altri
una riflessione aperta sull'idea di destino
Così un'indicazione bibliografica sui temi indicati, in attesa di altrettanti suggerimenti di rimando.
Molti i punti di contatto con lo spettacolo, ma tutti da scoprire...
Su questa fiaba:
La Bella Addormentata, nella raccolta di Charles Perrault, traduzione di Carlo Collodi
Rosaspina, nella raccolta di Jacob e Wilhelm Grimm
Rosaspina, nella trascrizione di Roberto Piumini
Per i più piccoli:
Tharlet Éve Knister, Te lo prometto!
Kristian Voltz La carezza della farfalla
Wolf Erlbruch La grande domanda
Luisa Aguilar, Orecchie di farfalla
D'Allancé Mireille, Che rabbia!
Per i piccoli un po' grandi:
Wolf Erlbruch L'anatra, la morte e il tulipano
Bruno Tognolini, Zio mondo
Brigitte Minne, Adoro
Jutta Bauer, Selma
Per i più grandi:
Eric-Emmanuel Schmitt, Oscar e la dama in rosa
Roberto Piumini, Lo stralisco
Davide Calì, Io aspetto
Mara Cerri, A una stella cadente
Beatrice Alemagna, Che cos'è un bambino?
Florence Seyvos, La tartaruga che viveva come voleva
Per gli adulti, oltre a tutti i libri sopra citati:
Bruno Bettelheim, ll mondo incantato
Cristina Campo, Gli imperdonabili
Margaret Mazzantini, Venuto al mondo
Mariolina Venezia, Mille anni che sto qui
William Saroyan, La commedia umana
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RASSEGNA STAMPA
SPETTACOLO VINCITORE del FIT - Festival Internazionale Teatro – Lugano 2009
Per l’originalità della reinterpretazione della fiaba classica, per la bravura degli attori, per la bellezza della scenografia e
delle ambientazioni, e per la forte carica poetica delle immagini evocate.
Motivazione della giuria, FIT sezione teatro ragazzi
Che la nota fiaba Rosaspina potesse trasformarsi in uno spettacolo esilarante come una commedia, delicato e onirico
come un rassicurante racconto della buonanotte, che potesse anche essere una lezione di educazione sessuale e a tratti
persino surreale come in un play del teatro dell'assurdo, avrei stentato a crederlo. Eppure è questo che la compagnia
genovese Teatro del Piccione è riuscita a fare [...]
MENTELOCALE.IT 20/03/2009
“Al tempo delle fate, i problemi della vita e dell'amore” di Laura Santini
Spettacolo animatissimo, ben recitato [...]
Un piccolo capolavoro, anche pedagogico, di come trattare con ironia e sentimento temi quali l'amore e la famiglia [...]
Una favola teatrale pienamente riuscita.
CORRIERE MERCANTILE 21/02/2009
“Rosaspina vivace capolavoro su nascita e infanzia” di Ludovica Radif
Particolarmente applaudito al suo esordio, Rosaspina si inserisce nella tradizione del Teatro del Piccione sposando la
poetica e la delicatezza tipiche della compagnia.
GENOVAPRESS.IT 21/02/2009
“Rosaspina, le favole al Teatro della Tosse”
Riesce a incantare e far riflettere i grandi e i più piccini con garbo e intelligenza.
SALTINARIA.IT 22/02/2009
“Giochiamo? Tu fai la mamma io il papà in Rosaspina”
La messinscena ha fuso con intelligenza e gusto il teatro di figura e quello d'attore.
Una sorta di cosmogonia […] che racconta il mistero della vita senza imporre riflessioni ai piccoli spettatori: uno
spettacolo naturalmente educativo, che vive in una dimensione autentica perchè distante dai moduli del teatro didattico.
LA PROVINCIA di Cremona 9/2/2011
“In Rosaspina l'amore è forza della vita”
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