Progetto Educativo annuale

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Progetto Educativo annuale
COMUNE DI ROVIGO
Sezione Istruzione
Nido Integrato alla Scuola dell’Infanzia Statale di
Buso di Rovigo
PROGETTO PSICOPEDAGOGICO
ORGANIZZATIVO E GESTIONALE
Anno educativo 2015-2016
Citazione
"Il bambino - è fatto di cento. - Il bambino ha cento lingue - cento mani - cento pensieri cento modi di pensare - di giocare e di parlare - cento sempre cento - modi di ascoltare - di
stupire di amare - cento allegrie - per cantare e capire - cento mondi - da scoprire - cento
mondi - da inventare - cento mondi - da sognare. Il bambino ha cento lingue - (e poi cento
cento cento) - ma gliene rubano novantanove. - La scuola e la cultura - gli separano la
testa dal corpo. - Gli dicono: - di pensare senza mani - di fare senza testa - di ascoltare e
di non parlare - di capire senza allegrie - di amare e di stupirsi - solo a Pasqua e a Natale.
- Gli dicono: - di scoprire il mondo che già c'è - e di cento - gliene rubano novantanove. Gli dicono: - che il gioco e il lavoro - la realtà e la fantasia - la scienza e l'immaginazione il cielo e la terra - la ragione e il sogno - sono cose - che non stanno insieme. - Gli dicono
insomma - che il cento non c'è - . Il bambino dice: - invece il cento c'è."
[L. Malaguzzi, (Caroly Edwards, L. Gandini, G. Forman, I cento linguaggi dei bambini,
Bergamo, edizioni Junior, 1999, p. 9)].
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Premessa
L'espansione e la qualificazione dell'offerta educativa dei servizi per la prima
infanzia e le famiglie rappresenta per il Comune di Rovigo, uno dei punti di
eccellenza del governo della città ed è uno degli obiettivi fondamentali delle
linee programmatiche di questi ultimi anni.
La scelta di istituire un nido Integrato in una frazione, rientra nella politica di
valorizzazione delle periferie della città; tiene conto dell’emergenza abitativa
ormai diffusa e della difficoltà per le giovani coppie di reperire sul territorio
comunale alloggi con prezzi relativamente bassi e nello stesso tempo il
desiderio di ambienti e spazi esterni più tranquilli e vivibili.
L’idea di creare un Nido Integrato nasce dalle seguenti considerazioni:
 Promuovere una periferia cittadina che accoglie giovani famiglie e può
diventare punto di riferimento a livello educativo per la prima infanzia
per le altre frazioni che sono più lontane dal centro cittadino (Sant’
Apollinare, Fenil del Turco, Sarzano e Mardimago);
 Valorizzare le risorse culturali, le tradizioni, le usanze e il patrimonio
umano di questo territorio;
 Favorire il passaggio graduale dei bambini dal nido alla Scuola
dell'Infanzia, mantenendo una continuità di spazi e persone di
riferimento.
Il Nido Integrato è situato in un’area pubblica al centro della popolosa
frazione di Buso nel medesimo edificio che ospita la Scuola dell’Infanzia
Statale. Accoglie inizialmente 16 bambini di età compresa tra i 12 e i 36 mesi
e la massima capienza è di 24 bambini.
La scelta di privilegiare la fascia di età 12 / 36 mesi, nasce proprio dall’analisi
della domanda di Servizi alla prima infanzia e dalla volontà
dell’Amministrazione Comunale di Rovigo, di rispondere al bisogno delle
famiglie di reinserimento lavorativo allo scadere dell’anno di età dei bambini.
Il progetto educativo per laboratori e la programmazione didattica
conseguente, vede la costante integrazione fra le attività del nido e della
Scuola dell’Infanzia Statale, proprio finalizzate ad un passaggio graduale e
sereno dei bambini da una struttura educativa all’altra.
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Aree di riferimento
Il servizio prevede l’attivazione di 3 aree di riferimento:
L’area amministrativa, in condivisione con le altre strutture comunali per la
prima infanzia, che attiene alla raccolta delle domande di inserimento, alla
predisposizione delle graduatorie, delle rette e ad ogni incombenza relativa le
informazioni da fornire tempestivamente agli utenti.
L’area gestionale, anch’essa in condivisione con le altre strutture comunali
per la prima infanzia, relativa alla organizzazione e gestione del servizio che
investe vari ruoli e figure: da quella dirigenziale, a quelle di coordinamento.
L’area strutturale relativa agli spazi fisici in cui il servizio è erogato, assume
un’importanza elevata, sia per l’area territoriale che serve, sia per gli spazi
interni ed esterni che la connoteranno.
Finalità della Programmazione psico-socio-pedagogica
 garantire la continuità educativa fra le due tipologie di servizi alla prima
infanzia (Nido Integrato e Scuola dell’Infanzia Statale), favorendo il
raggiungimento di concreti risultati di raccordo mediante comuni
esperienze educative ( programmazione didattica laboratoriale), il
confronto e la verifica fra educatori e insegnanti e fra questi e i genitori;
 promuovere fra le Educatrici del Nido Integrato e le Insegnanti della
Scuola dell’Infanzia tempi di interazione e collaborazione, per
raggiungere gli obiettivi del progetto educativo, sviluppare assieme la
programmazione didattica; promuovere e favorire l’ integrazione fra
gruppi di bambini di età diversa attraverso i laboratori, momenti comuni
di routine e gioco;
 attivare, durante l’anno educativo, un programma formativo comune
per il personale di entrambi gli Enti, allo scopo di promuovere la
condivisione e integrazione delle conoscenze e delle specifiche
professionalità;
 offrire alle famiglie l’opportunità di scegliere un percorso educativo per
i bambini fino a 6 anni che sia garanzia di continuità educativa
superando con facilità il momento del passaggio dal Nido alla Scuola
dell’Infanzia;
 documentare
La documentazione educativa è parte integrante delle azioni
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educative. Documentare dà valore e visibilità ai processi di
apprendimento soggettivi e di gruppo dei bambini e degli adulti e
l’osservazione
ne
diventa
l’elemento
fondamentale.
La
documentazione sostanzia l’idea di Nido come espressione di una
cultura dell’infanzia e dell’educazione.
Indirizzi e criteri
Considerato che anche per quanto riguarda il Nido Integrato alla Scuola
dell’infanzia di Buso, così come per gli altri Nidi Comunali, il riferimento
teorico è dato dall’orientamento sistemico e gli autori di riferimento sono:
Ronald David Laing (1927-1989) e Gregory Bateson (1904-1980), Ludwig
von Bertalanffy (1901- 1972) e Edgar Morin (1921-) secondo i quali, alla
base della teoria dei sistemi sta la consapevolezza dell’insufficienza del
classico schema causale deterministico (e in generale di tutte le ipotesi
meccaniciste: S-R) per spiegare la complessità delle interazioni che
caratterizzano la società tecnologica avanzata.
Soprattutto dopo lo sviluppo della scienza della cibernetica si sono proposti
dei modelli interpretativi nuovi: i sistemi più atti a cogliere la complessità dei
fenomeni; questi ultimi vanno visti come globalità da studiarsi nell’interazione
dinamica delle parti. L’oggetto della cibernetica è l’informazione portata dagli
eventi o dalle cose. Gli eventi sono importanti in quanto propongono
messaggi, percezioni, fatti. Pertanto è importante il contesto ove tutto ciò
viene prodotto. E’ nel contesto dunque, che sono possibili le relazioni fra tutti i
protagonisti.
Il Contesto del nido integrato
educatrici 
 bambini
genitori
coordinatore
Bambini
psico-pedagogico 
► pediatra
►
assistente-sanitaria 
personale ausiliario
insegnanti e bambini della Scuola dell’Infanzia
territorio
(Scuola dell’Infanzia, operatori, Azienda ULSS.)
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Secondo l’orientamento sistemico, nel contesto “Nido”, tutte le educatrici
saranno per il bambino punto di riferimento e presenza significativa e ogni
bambino sarà libero di ”adottare affettivamente” la persona preferita che,
con l’evolversi delle situazioni e delle relazioni, potrà anche essere
modificata.
In particolare le educatrici seguiranno i bambini nelle loro esperienze e il loro
ruolo sarà essenzialmente quello di proporre e coordinare senza intervenire
in maniera direttiva.
Il “fare al nido” comporta la consapevolezza che ogni giorno, si svolgono
molteplici azioni e il bambino agisce nell’ambito di una situazione libera e/o
progettata dall’educatore.
E’ importante chiarire il concetto di situazione; la situazione è il concetto
operativo aperto in cui si realizza l’offerta che può essere sia occasionale che
progettata:
Situazione occasionale: intesa come il saper cogliere in base alla sensibilità
osservativa dell’educatore, l’intreccio di elementi spesso irripetibili e
particolari, utili sia all’approfondimento di contesti conoscitivi, sia all’apertura
di nuovi contesti.
Situazione Progettata: è una situazione che, partendo da una rielaborazione
delle osservazioni, mette in condizione il bambino di espandere il suo
percorso in una direzione che gli è congeniale in base alla sua storia e alle
sue esperienze.
In entrambi i casi, il bambino mette in gioco l’apprendimento, le sue abilità, la
sua memoria ecc.
La situazione quindi, è pensata come offerta educativa, dove l’educatrice, il
bambino, il gruppo e l’ambiente si organizzano su una proposta
dell’educatrice, non risolutiva, dove ognuno è protagonista nell’apprendere
strategie per conoscere.
La situazione è, quindi, un contesto di apprendimento dove le soluzioni sono
molteplici e non vincolate ad una consegna rigida. Gli spazi devono prestarsi
a continui cambiamenti e una particolare attenzione dovrebbe essere posta
rispetto al materiale proposto ai bambini poiché è su quest’ultimo che si
organizzano gli apprendimenti.
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Obiettivi in relazione al gruppo e al singolo bambino
Obiettivi psicologici:
 concorrere allo sviluppo e all’ educazione armonica ed integrale dei
bambini garantendone nel contempo la cura e l‘assistenza proprie
della fascia di età di appartenenza nel rispetto e valorizzazione delle
tappe di sviluppo di ognuno;
 garantire al bambino un distacco sereno rispetto alle figure parentali
che affiancano gli educatori durante l’ambientamento, secondo il
metodo dell’ “ambientamento breve nel grande gruppo”;
 acquisire gradualmente le nozioni di tempo (attraverso i ritmi sonno
/veglia e i ritmi del pasto) e di spazio (attraverso la sperimentazione
degli spazi della sezione e gli spazi comuni ai bambini del Nido e
della Scuola dell’Infanzia);
 far maturare, a poco a poco, l’autonomia affettiva attraverso la
gestione delle richieste e dei tempi di attesa sia degli oggetti che
rispondono a bisogni affettivi sia della figura dell’educatrice come
sostituto d’affetto;
Obiettivi sociali:
 proporre esperienze comuni fra Nido Integrato e Scuola dell’Infanzia
atte a sviluppare o potenziare la conquista dell’autonomia nelle diverse
aree di sviluppo (cognitiva, psico-motoria, sociale, emotiva,
logico/matematica, conoscenza del sé e dell’altro);
 favorire i momenti di socializzazione nel piccolo gruppo e nel gruppo
misto;
 incoraggiare, attraverso l’accesso libero ai giochi, ai materiali e i
laboratori ludici - manipolativi comuni, l’incontro e lo scambio fra
bambini di età diversa;
 dare impulso a forme di cooperazione e aiuto reciproco fra bambini
attraverso l’apprendimento delle regole di convivenza nella comunità
dei piccoli.
Obiettivi pedagogici (verso i bambini):
 avviare percorsi educativi comuni che mirino a promuovere nei bambini,
lo sviluppo di abilità motorie, espressive, di
simbolizzazione e
relazione;
 favorire e stimolare la creatività e la curiosità del bambino attraverso la
ricerca, la selezione e la cura dei materiali educativi strutturati e non
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strutturati;
 offrire al bambino l’opportunità di sperimentare situazioni educative
opportunamente pensate e organizzate al fine di garantire una pluralità
di esperienze con i coetanei e con bambini di diversa età.
Obiettivi pedagogici (verso gli educatori):
 promuovere un’ efficace rete relazionale fra Educatrici del Nido
integrato ed Insegnanti della Scuola dell’Infanzia allo scopo di poter
avviare una dinamica sistemica fra le singole parti per favorire il
benessere all’interno della comunità educativa;
 allargare il cerchio degli incontri/confronti anche con il personale
ausiliario che rientra pienamente nel contesto e nella dinamica
relazionale del Nido e della Scuola dell’Infanzia;
 programmare incontri di confronto, autoformazione e formazione fra
Educatori di Nido ed Insegnanti della Scuola dell’Infanzia allo scopo di
apprendere contenuti e strategie operative da condividere per favorire
la continuità educativa;
 applicare la modalità operativa dell’osservazione nella pratica
quotidiana del fare e del pensare educativo.
La giornata educativa al Nido Integrato
La giornata educativa al Nido Integrato prevede le attività di routine.
E’ garantita la flessibilità sia al momento dell’ accoglienza che al momento del
ricongiungimento del bambino con la famiglia. Durante la giornata, i riti che
preparano i bambini alla varie situazioni, sono rassicuranti e scandiscono il
passare del tempo in modo riconoscibile. Di essi fanno parte il rito del
commiato dai genitori, il riconoscersi tutti assieme nella sezione con il gioco
del “io ci sono”; le canzoncine durante e dopo la pappa, il racconto prima
della nanna; la musica che accompagna il ricongiungimento con i genitori.
La giornata al Nido:
Ore 7.45-9.30 accoglienza
Ore 9.30 spuntino
Ore 10.00-11.15 esperienze educative
Ore 11.15-11.30 igiene personale
Ore 11.45-12.30 pranzo e igiene personale
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Ore 12.30-13.00 gioco libero
Ore 13.00 riposo
Ore 13.00-14.00 uscita dei bambini che frequentano con orario part-time
Ore 15.15 merenda
Ore 15.30-16.00 ricongiungimento con le famiglie.
Organizzazione degli spazi interni ed esterni
Il Nido è un luogo di vita quotidiana in cui il bambino cresce facendo
esperienze ed intessendo relazioni significative. La strutturazione dello spazio
e la disposizione degli arredi sono quindi elementi fondamentali per dare a
tutti le medesime possibilità di crescita. Prendersi cura dei bambini piccoli
significa costruire una relazione significativa con loro, saperli osservare,
rassicurare, consolare. Pertanto è fondamentale essere in grado di ricreare
per loro un ambiente familiare, accogliente, che trasmetta serenità, che li
faccia stare bene. Il nostro Nido Integrato è strutturato in modo che il
bambino possa:
 esplorare e conoscere;
 sviluppare le proprie autonomie;

sapere orientarsi nello spazio.
Il Nido deve dire ai bambini a ai genitori, “senza parole” che cos’è,
attraverso la sua organizzazione, i suoi oggetti, i suoi colori, la sua luce. Il
Nido esprime quindi:
 significato perché il bambino riconosce il contesto e sa cosa fare nelle
situazioni che si svolgono nei vari ambienti;
 funzionalità poiché gli spazi sono delimitati, facilmente accessibili,
stimolanti;
 ricchezza in quanto i materiali offerti servono a conoscere e ad
apprendere, sono in parte naturali ed in parte strutturati; servono per
fare esperienza e per elaborarne l’uso in maniera autonoma e creativa;
 flessibilità consentendo cambiamenti ed inserimento di elementi di
novità in base ai bisogni dei bambini.
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Il Nido Integrato dispone dei seguenti spazi :
INTERNI
 L’Ingresso
L’Ingresso è lo spazio che conduce alla Sezione dove avviene l’ accoglienza
e la comunicazione con le famiglie. Rappresenta il passaggio del bambino da
casa al Nido e dal Nido a casa. E’ uno spazio comune con i bambini della
Scuola dell’Infanzia. Il primo spazio che il genitore incontra insieme al
bambino entrando al Nido. Qui genitori, educatrici, ausiliarie, si incontrano
quotidianamente e si scambiano informazioni sull’andamento della giornata
dei bambini. Nell’Ingresso i genitori trovano la bacheca informativa “NIDO –
FAMIGLIA” con le informazione sulla vita del Nido e le iniziative che possono
interessare i genitori. Inoltre vi sono gli armadietti personalizzati,
contrassegnati con i nomi dei bambini che contengono i loro oggetti
personali.
 La Sezione
La sezione è lo spazio più importante per i bambini poiché in essa si
svolge l’ambientamento, ci si conosce, si gioca, si fanno tante
esperienze. In questo spazio si impara a stare assieme con piccole
regole che aiutano a crescere. E’ un’area con grandi finestre da cui si
vede il giardino; è spaziosa ed organizzata per angoli di interesse con
la possibilità di cambiare la disposizione degli arredi in funzione delle
opportunità date ai bambini e dei loro specifici bisogni. Infatti essendo
una sezione “verticale” con bambini che possono avere dai dodici ai
trentasei mesi, è necessario essere pronti a varie situazioni, ad
esempio: bambini che ancora gattonano assieme a bambini con abilità
motorie consolidate. La stanza è arredata con tavolini adeguati alle
esperienze fatte da seduti, con tappeti per gli angoli morbidi adeguati al
rilassamento, il racconto delle storie, la lettura ad alta voce; c’è il
teatrino per la drammatizzazione e gli elementi per la pittura e la
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manipolazione. Vi sono inoltre lettini estraibili da pedane multifunzionali
che durante la giornata sono utilizzate per il gioco. Per oscurare la
stanza, sono state installate delle tende adeguate allo scopo.
 Il Bagno dei bambini
Il bagno è adiacente alla sezione, con visibilità su di essa, grazie ad una
grande vetrata che permette il controllo sui bambini rimasti in sezione. È
anch’esso molto spazioso e luminoso. I water sono a misura di bambini
medio/grandi. È presente un fasciatoio dotato di scaletta ed i lavabi per i
bambini. L’igiene personale dei bambini non è solo legata alla pulizia ed
all’igiene ma è un momento molto intimo con le educatrici fatto di fiducia, di
dialogo, di sorrisi e di sguardi faccia a faccia durante il cambio. E’ lo spazio
dove si impara a fare la pipì e la popò da soli nel water lasciando andare
senza paura qualcosa di sé.
 L’aula psicomotoria
Questa stanza è ampia, colorata alle pareti con tinte calde; è speciale per il
suo scopo cioè quello di dare spazio e tempo al movimento dei bambini sia
durante il gioco libero, sia durante le esperienze vissute per sviluppare
l’autonomia del corpo, la conoscenza di esso, le relazioni fra bambini, il
rispetto delle regole, il liberare la fantasia e far crescere la creatività
attraverso la danza, il “faccio finto di essere...”, “faccio finta di fare...”
Durante il sonno, i bambini che frequentano il nido part-time, attendono i
genitori, giocando in questo spazio.
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 La sala da pranzo
I bambini pranzano in una stanza predisposta a tale scopo ed arredata
con tavolini e seggioloni per i più piccoli. Con le Educatrici i bambini
imparano ad assaggiare, a conoscere nuovi gusti, ad aspettare il
proprio turno, a vivere questo importante momento della giornata come
momento fortemente socializzante. In questa stanza avvengono spesso
dei piccoli miracoli: bambini che si aiutano, autonomie che nascono e
crescono; conflitti che si risolvono, amicizie che si consolidano.
Sono presenti inoltre i seguenti locali per il personale il servizio: due
educatrici e due ausiliarie:
 servizi del personale
 bagni del personale
 ufficio
Spazio esterno
Lo spazio esterno assume un ruolo fondamentale all’interno del progetto
educativo ed è considerato a tutti gli effetti luogo di esperienza e di
conoscenza per i bambini. L’area sarà adibita in parte ad un piccolo orto con
alcuni alberi da frutto e ad un piccolo giardino. Questo spazio sarà un vero e
proprio “laboratorio” a cielo aperto dove i bambini entreranno in diretto
contatto con la terra, con l’acqua, con la sabbia; conosceranno cosi come la
natura cambia durante il passaggio delle stagioni e come nasce e cresce la
vita attraverso la semina, la cura delle piante e dei fiori e la raccolta dei frutti.
Inoltre sarà uno spazio per giocare, per divertirsi in maniera libera ma sicura.
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Modalità di accesso al servizio
L’accesso al Servizio avviene attraverso l’iscrizione e la collocazione nella
graduatoria unica per l’inserimento nei Nidi comunali. La disponibilità di posti
viene definita annualmente.
Ambientamento
Metodologia
La metodologia adottata vede l'ambientamento in un gruppo allargato
composto dai genitori e dai loro bambini, da quelli già inseriti e dal gruppo
delle educatrici. Il numero dei bambini inseriti per sezione è bene che sia in
rapporto con l'educatrice di 1:6. L'approccio sociale all'ambientamento vuole
mettere le risorse sistemiche dei gruppi in primo piano.
L’ambientamento del bambino al Nido è fondamentale per il suo sviluppo e
per una permanenza serena nella consapevolezza che il distacco dai genitori
è solo temporaneo. Il mondo che conosce al Nido, è un mondo nuovo dove vi
sono tanti bambino come lui. L'esperienza familiare dalla quale proviene è
spesso ricca di figure adulte. Il contesto Nido è fatto di gioco e di relazioni che
possono sfociare in conflitti sui quali vigila la figura dell’adulto educatore che
però non blocca questi conflitti ma li controlla in modo da orientare i
comportamenti dei bambini in maniera positiva. Questo aiuta i bambini a
crescere sviluppando la propria autonomia nel rispetto degli altri.
I genitori cominciano a pensare al nido quando devono tornare a lavorare o
quando hanno necessità di reinserirsi nel lavoro oppure vogliono dare un
ambiente fortemente socializzante ai loro bambini. Da qui inizia l’idea di
separazione e il successivo percorso attraverso il quale si preparano per il
distacco con il bambino.
Il metodo tiene conto di queste situazioni e, attraverso gli incontri e i colloqui
di pre-ambientamento, i genitori si preparano al distacco, costruendo
quell’alleanza
educativa che permette loro di trasmettere ai figli la
tranquillità necessaria per affrontare l’esperienza del Nido.
Il processo di ambientamento prevede che la mamma o il papà, nei primi
giorni siano presenti al Nido per aiutare il figlio o la figlia a riconoscere un
ambiente nuovo e delle figure sconosciute.
La separazione avverrà con gradualità e procederà sulla base delle reazioni
del piccolo che saranno valutate dagli educatori assieme al Coordinatore
pedagogico.
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Strategie:
le azioni che vengono intraprese si dividono in tre fasi:
1. le visite che durano un’ora circa per due giorni consecutivi;
2. l’ambientamento che prevede due ore di permanenza al giorno per due
giorni;
3. il distacco che dura circa tre settimane.
Il bambino
La realtà dei bambini in ambientamento è complessa e legata in maniera
forte alle sensazioni che provano gli adulti che sono coinvolti in questa
dinamica. Il bambino sicuramente vive la paura dell’abbandono ma l’obiettivo
implicito è quello di trasformarla, attraverso un sistema di ritualità, in un
ritorno costante per strutturare lo scorrere del tempo, ed integrare in sé la
strategia dell'affidarsi ad altro.
Durante la prima fase delle visite il bambino è avvicinato dagli educatori. Il
bambino con il genitore presente esplorerà lo spazio e le sue risorse, facendo
sempre riferimento alla presenza della mamma o del papà. Mentre il bambino
familiarizza con l’ambiente, gli educatori si fanno vicino al bambino. È in
questa fase che il bambino dimostra delle predilezioni verso un’educatrice o
un'altra. Benché si usi un “sistema” di riferimento è fondamentale riconoscere
il bisogno per il bambino, di scegliere una persona a cui affidarsi. Durante le
prime fasi di distacco, quando la mamma o il papà hanno lasciato il nido, il
bambino vorrà con più decisione stare vicino all’educatrice che ha scelto.
La possibilità di vivere il Nido per breve tempo, durante la fase delle visite,
aiuta il bambino a far sue le interazioni che scambia con quelli che di li a poco
non saranno più estranei; le visite offrono la possibilità di mettere la presenza
degli altri nella sua dinamica di vita.
Durante i giorni della fase di ambientamento il bambino vive lo scorrere del
tempo con la presenza della madre che lo sostiene nell'apprendimento delle
routine quotidiane. Il bambino può spostare su un oggetto i suoi bisogni di
relazione con la madre. Vengono accolti, al Nido, gli oggetti transizionali dei
bambini ed inoltre si propongono oggetti che lo possono diventare, facilitando
la loro accessibilità.
Il bisogno di contenimento del bambino è molto elevato durante tutto il
processo di ambientamento, soprattutto quando piange.
Il bambino ha bisogno che gli sia detto quello che sta succedendo e che gli
sia ripetuto più volte. È importante che l’Educatore continui a dire al bambino
che “La mamma torna o che “il papà torna” e che l’ha portato al Nido perché
impari a stare con i bambini per il tempo in cui lavora.
Per aiutare il bambino a rappresentarsi il genitore durante l'assenza fuori dal
campo percettivo vengono utilizzati alcuni giochi in cui una parte si nasconde
e poi riappare. Sono importanti quei giochi che danno al bambino il senso del
controllo. E' importante anche raccontare, attraverso le storie quello che il
bambino sta vivendo, con il supporto di bambole o piccoli peluche che
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diventano nuovi amici al Nido.
Dopo circa tre settimane il bambino evidenzia la capacità di ri-orientamento
nell'ambiente, pur perdurando ancora piccole rimostranze quotidiane che
vanno via via scomparendo.
L’educatrice
Altro attore fondamentale del processo è l’educatrice. Essa deve sentirsi in
grado di essere una parte importante nell’ambientamento del bambino.
L’educatrice assieme al gruppo di lavoro dedica del tempo a pensare ed
elaborare il sistema assieme al coordinatore pedagogico con l’obiettivo di
condividere e progettare un piano temporale e rielaborare il regolamento
dell’ambientamento.
L’ambientamento ha la seguente scansione di massima:
La prima conoscenza del nido avviene attraverso le visite. Le visite durano
quanto una merenda e/o un’attività, generalmente dalle 10 alle 11 da 2 a 3
giorni. Esse semplificano la conoscenza del Nido che entra gradualmente
nella vita di tutti i giorni.
Nei due o tre giorni successivi, i bambini con i genitori , frequentano il Nido
per alcune ore. In questo tempo l’educatore instaura relazioni con il bambino
ed il genitore per costruire con il primo un rapporto di fiducia e con il secondo
un rapporto di alleanza.
Nei giorni seguenti il bambino comincia a staccarsi dalla mamma o dal papà
per un tempo crescente, seguendo i segnali che il bambino invia, per valutare
i tempi della sua permanenza al nido. I rapporti genitore-educatrice, in questa
prima fase sono molto stretti e supervisionati dal coordinatore pedagogico.
Nella fase di distacco il pianto del bambino è un comportamento atteso dalle
educatrici.
Quando piange il bambino sta tra le braccia dell’educatrice per il tempo
necessario a calmarsi. Nei casi più difficili si può usare il passeggino del
bambino che ha odore di casa e dove si sente protetto. Il bambino ha bisogno
di controllare la realtà vissuta dal punto fi vista emotivo, partecipando a ciò
che accade: va quindi avvisato e preparato al distacco e al ricongiungimento.
È importante che al piccolo sia detto che la mamma torna, per ritualizzare il
distacco e trasformare la paura dell’abbandono in sicurezza dell’affidamento.
La stabilizzazione dei riti dall’entrata all’uscita è fondamentale: l’operatore
farà in modo di costruire dei riti di accoglienza e di ricongiungimento. E’
importante che i genitori lo affidino all’educatore anche se sta piangendo;
l’iniziativa deve venire dal genitore.
Durante la permanenza del bambino al nido l’operatore comunicherà il
disagio e le difficoltà che trova ai colleghi e all’equipe che sarà
particolarmente coinvolta nell’elaborazione delle emozioni condivise. La
calma e la tranquillità e l’accoglienza sono elementi essenziali che
rassicurano sia il genitore che l’educatore.
Gli educatori si atterranno all’ organizzazione dello scandire del tempo che
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permette all’intero sistema di mantenere il controllo sulle situazioni e sulle
dinamiche relazionali tra i partecipanti.
I genitori
I genitori partecipano ad una riunione con il coordinatore e le educatrici. A
loro si chiede poi di compilare un questionario d’ingresso, che ha lo scopo di
far riflettere e comunicare le aspettative su quello che sta per accadere. Sono
definiti gli orari in cui il bambino dovrà essere abituato a casa per affrontare
meglio gli orari del nido. Si invitano inoltre i genitori ad organizzarsi in modo
che sia un’unica persona di riferimento a seguire il bambino in
ambientamento.
I giorni in cui la costruzione della relazione con gli educatori prende forza
sono le visite: il tempo limitato di un’ora in cui gli educatori vivono a contatto
con i genitori permette di entrare in relazione a piccoli passi, a sorrisi e a
sguardi, a piccoli giochi fatti dalla vicinanza e dalla lontananza. Il tempo breve
della visita favorisce nei genitori il pensiero rivolto alle azione delle educatrici
in quell’ ora passata al nido, ad aspettarsi attenzioni e relazioni nuove che li
attendono il giorno dopo. L'educatrice ha il tempo di fare spazio nei pensieri
per quella famiglia, per quel bambino.
Durante i giorni in cui i genitori staranno al nido per il tempo lungo, fase
dell'ambientamento, vivranno la sensazione di caos dovuta alla necessaria
nuova strutturazione del tempo. Molto spesso essi vivono l'ansia del
distaccarsi dal figlio e riempiono il tempo lento del nido di parole e relazioni
con gli altri. Il momento più difficile per un genitore è il distacco che avviene
nel momento in cui il bambino manifesta una certa fiducia verso l'ambiente
sociale e fisico del nido.
Il genitore va invitato a salutare il bambino oltre che a spiegare al bambino
quello che sta avvenendo.
Il coordinatore è disponibile per lo scambio di informazioni e per le richieste e
i genitori hanno la possibilità di un confronto istituzionale alla fine del
percorso con una riunione di verifica dell'ambientamento.
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Rapporti con il territorio
Considerato l’approccio sistemico/relazionale del Servizio Nido Integrato di
Buso, si pensa alla creazione di un forte rapporto con il territorio incentrato
sullo “Sviluppo di comunità” volto ad inserire il servizio nel tessuto sociale e a
farlo diventare nucleo di attività dentro e fuori i suoi confini. Saranno
importanti pertanto i rapporti di collaborazione con le Associazioni culturali e
ricreative della frazione.
Oltre a questo vi saranno rapporti di carattere istituzionale con l’Istituto
Comprensivo Rovigo 1 in merito alla continuità educativa con la Scuola
dell’Infanzia Statale di Buso; con l’Azienda Socio Sanitaria Locale ed i Servizi
Sociali del Comune di Rovigo relativamente a bisogni educativi speciali; con i
pediatri di famiglia; con alcune fattorie didattiche del territorio in merito ad
esperienze legate alla conoscenza della natura. Saranno pertanto
organizzate una o due uscite didattiche in primavera; con il Canile Sanitario
per l’approccio alla cura e rispetto degli animali d’affezione.
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PROGETTO EDUCATIVO ANNUALE
La Mission Educativa
Si intende favorire nel bambino uno sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo
e sociale come fondamentale possibilità di espressione di sé stesso e della
propria crescita e di creare con le famiglie un clima di fiducia verso la
comunità educante dei Nidi attraverso la relazione, la comunicazione e
l’informazione quali azioni indispensabili e basilari per una prima forma di
alleanza educativa.
Il concetto di Asilo Nido che ha trasformato le strutture da assistenziali ad
educative, ha fatto sì che col passare degli anni, sempre più il Nido sia
diventato, un ambiente ricco di stimoli che facilitano la crescita armonica dei
bambini e perseguono l’obiettivo dell’autonomia nelle varie aree (cognitiva,
psico-motoria, sociale, emotiva, logico/matematica, ecc) per ciascuno di essi.
Modello di riferimento
Il modello educativo di riferimento si rifà alla pedagogia di Loris Malaguzzi
dove la parola d'ordine è promuovere la formazione fin dalla più tenera età
favorendo l'inclusione il più possibile. L'intento è quello di fornire e sviluppare
le abilità legate all'autonomia e alle strategie di adattamento rispetto alle
problematiche che la vita pone, in modo da rafforzare la fiducia in se stessi e
anche negli altri. La creatività, quindi, diventa un elemento fondamentale
nella progettazione e realizzazione delle esperienze da proporre all'interno
dei laboratori. Altro elemento fondamentale è il feed-back che si deve stabilire
tra educatori, insegnanti e bambini. Il senso di appartenenza al gruppo e la
facilitazione nei processi di comunicazione dovrebbero essere la chiave di
volta del progetto e ogni piccolo patrimonio personale di esperienza dovrebbe
essere condiviso lasciando una traccia. Ogni bambino all'interno di questo
metodo ha le sue “chances” e può esprimere le sue potenzialità e capacità
rafforzando la consapevolezza di sé. Rispetto a questo modello il bambino è
al centro del processo educativo, è un soggetto di diritto e deve essere
sollecitato ad esprimersi, impara il rispetto per gli altri, rafforza il senso di
appartenenza al gruppo e la funzione dell'educatore-insegnante è, in
prevalenza, di indirizzo e di orientamento.
Il progetto educativo del Nido Integrato è caratterizzato da un’ organizzazione
nella quale i bambini si sentono parte di un unico contesto educativo e la
fruizione dei laboratori si distingue solo per il fatto che, attraverso le
medesime proposte laboratoriali, vengono in maniera differenziata, stabiliti gli
obiettivi generali e specifici riferiti alle varie età di riferimento e ai loro gradi di
18
sviluppo nelle varie aree di esperienza.
Punti di forza del modello:
 pedagogici
la possibilità per i bambini di partecipare al laboratorio che è più consono ai
suoi bisogni, tenuto conto non solo dell'età anagrafica, ma anche del suo
“piccolo/grande” bagaglio di esperienza e della sua individuale necessità di
sperimentare;
 sociali
la sinergia con la comunità locale per l'organizzazione e il sostegno delle
iniziative fuori scuola;
Rimanendo all'interno della filosofia alla quale si rifà il progetto psicopedagogico dei Servizi Socio-educativi per la Prima Infanzia (modello
sistemico), si strutturerà il progetto educativo secondo una organizzazione
per laboratori che avranno come elementi qualificanti ed identificanti la
riscoperta delle tradizioni del nostro territorio, la valorizzazione della
manualità e dello “scoprire-facendo”, prendendo come riferimento la natura e
il tipo di ambiente che contestualizza la struttura educativa, la salvaguardia e
la tutela di questi ambienti. Nello specifico saranno realizzati i seguenti
laboratori:
 Il nostro piccolo orto
 Il giardino dei nostri sogni
 Cari amici animali
 Impariamo ad amare la frutta
 Piccoli cuochi in erba
 Sporchevolezze
 La lingua del cuore
Obiettivi generali
 Offrire ai bambini un luogo dove fare esperienza del mondo, di cura e
socializzazione per il loro benessere psico-fisico e per lo sviluppo delle
loro potenzialità cognitive, affettive, relazionali;
19

Sostenere le famiglie nella cura ed educazione dei figli;
 Facilitare la conciliazione dei tempi di lavoro e familiari dei genitori;
 Promuovere e diffondere la cultura dell’infanzia attenta ai suoi diritti;
 Perseguire un lavoro di “rete” collaborando con enti e altri servizi del
territorio.
Obiettivi specifici
Motricità
 manipolazione sempre più precisa e raffinata;
 compiere movimenti quali deambulare, saltare, correre, rotolare;
 mangiare e bere da solo;
 lavarsi le mani da solo;
 accettare il contatto con gli altri.
Conoscenza del mondo
 comporre frasi con numero di parole sempre maggiore;
 aumento delle capacità di attenzione e memoria;
 eseguire piccole e mirate consegne verbali;
 uso sempre maggiore del pensiero simbolico.
Il sé e l’altro
 partecipare ed interagire durante giochi ed esperienze di gruppo;
 accettare il distacco dal familiare;
 condividere i diversi momenti di routine;
 sperimentare la condivisione di giochi e situazioni nuove.
Linguaggio, creatività ed espressione
 accettare semplici travestimenti;
 favorire la scoperta del colore;
 manipolare materiali diversi;
 riconoscere alcuni colori.
Discorsi e parole
 usare parole per accompagnare azioni;
 ricordare brevi storie;
 esprimere interessi e bisogni utilizzando semplici frasi;
 riconoscere libri e immagini.
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PROGETTARE PER LABORATORI
Ogni laboratorio avrà come referente una o due educatrici che seguiranno la
stesura e lo sviluppo del progetto dall’inizio del suo percorso sino alla fine.
Compito delle referenti sarà l’organizzazione di ogni singola attività
giornaliera differenziata a seconda del gruppo di bambini seguiti quella
mattina. I laboratori verranno organizzati sia con gruppi omogenei (del Nido
integrato) che eterogenei (bambini di Nido e Scuola dell’Infanzia) con un
numero di bambini che sarà stabilito in fase di programmazione didattica.
Il lavorare in piccoli gruppi, permetterà alle educatrici una valutazione più
attenta e specifica delle attività proposte oltre che un clima di assoluta
serenità per i bambini.
Progettare per laboratori significa:
 lavorare per piccoli gruppi in un clima tranquillo e stimolante;
 avere un contatto più stretto con le educatrici;
 fare esperienze significative all’interno della programmazione didattica;
 favorire l’approccio imitativo che diverte e stimola il bambino che sta
realizzando la sua autonomia e indipendenza;
 che i bambini più grandi diventano fonte di curiosità, stimolo ed
interesse per i più piccoli;
 che i bambini più grandi diventano consapevoli del “prendersi cura” di
qualcuno;
 favorire nel gruppo la diminuzione dei conflitti e l’aumento degli
atteggiamenti di sostegno reciproco;
 sostenere le relazioni verticali come opportunità emotiva e cognitiva
dove il bambino più piccolo impara dal più grande, dove si crea
complicità e coesione;
 i bambini imparano a rapportarsi con figure adulte diverse da quelle
parentali.
Si ritiene fondamentale l’osservazione, che sarà strumento di rilettura
costante e continua dei significati di ciò che accade in un’ottica evolutiva.
Osservare significa partecipare ad un contesto e interpretarlo costruendone i
significati, legittimando i differenti punti di vista di ciascun protagonista del
contesto.
L’osservazione diverrà modalità operativa e pratica quotidiana del fare e del
pensare educativo. Per attuarla ci si avvale di tutti i possibili mezzi a
disposizione: osservazioni descrittive: carta/penna, foto, videoregistrazioni
ecc. Saranno redatte le schede crescita per ogni bambino e, alla fine del
percorso educativo, il “Diario di Bordo” che sarà consegnato alle famiglie.
Tale strumento (l’osservazione) è ritenuto fondamentale anche dal personale
insegnante della scuola dell’infanzia poiché negli orientamenti per la
21
definizione dei Piani Personalizzati si legge che lo strumento
dell’osservazione è il più affidabile allo scopo di verificare le abilità dei
bambini nei diversi campi di esperienza.
Nell’ambito dell’approccio sistemico prevale l’ottica della complessità ossia la
lettura della realtà senza alcun riduzionismo semplicistico atto a percepire in
ogni evento una causa o un effetto di altri eventi.
La pluralità dei punti di vista, la diversità delle esigenze e dei bisogni, la
molteplicità delle storie che ogni bambino e adulto porta con sé, rappresenta
quella differenza che arricchisce il contesto entro cui operiamo, pertanto il
riconoscimento e l’integrazione di questa eterogeneità di aspetti personali
sono la “garanzia” di “competenza” che un servizio nido può offrire a chi
frequenta, a chi ci lavora ma anche a chi lo propone istituzionalmente.
Altro aspetto significativo sarà rappresentato dalla documentazione delle fasi
della programmazione didattica e della verifica del lavoro stesso che le
famiglie avranno a disposizione nei momenti definiti all’interno dell’anno
educativo.
MODALITA' DI REALIZZAZIONE DEI LABORATORI
IL NOSTRO PICCOLO ORTO
Per la realizzazione di questa esperienza sarà necessario adibire una
porzione del giardino esterno della Scuola a orto biologico; il ritaglio di terreno
dovrà essere contenuto da una piccola recinzione di modo che sia ben
distinguibile dal resto del giardino. Il laboratorio prevede la cura dell'orto
stesso, delle piante aromatiche e degli ortaggi che vi sono piantati dal
momento della semina fino alla maturazione dei frutti/verdure.
Si prevede la semina di ortaggi di stagione in modo da seguire la crescita
completa degli stessi; si chiederà la collaborazione eventuale del SOS
Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – Dipartimento di Prevenzione e la
Centrale Ortofrutticola di Lusia (RO) per la realizzazione del laboratorio.
In particolare si prevedono esperienze specifiche differenziate in base alle
diverse età dei bambini: per i più piccoli ci si concentrerà sulla manipolazione
degli elementi e sulla stimolazione sensoriale, cioè ci saranno giochi con i
diversi tipi di terra e di ortaggi al fine di distinguere i vari colori, forme,
consistenze. Per i bambini più grandi, invece, l'esperienza sarà centrata sul
ciclo di maturazione delle piantine con la semina, l'innaffiamento, la cura e la
raccolta di esse, al fine di potenziare l'autonomia e la capacità del “prendersi
cura”. Per ogni raccolta si può organizzare una piccola festa in cui verranno
utilizzati gli ortaggi cresciuti nell'orto, valorizzando l'idea della coltivazione
biologica e i corretti stili alimentari.
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IL GIARDINO DEI NOSTRI SOGNI
L’esperienza prevede la creazione di uno spazio nella zona all'aperto della
struttura educativa da adibire a parco fiorito, da recintare affinché sia ben
distinguibile dal resto del giardino. Il laboratorio consiste nella cura dei fiori e
delle piante ornamentali messe a dimora.
Si prevede l'interramento di piantine di varie floricolture che abbiano diversi
tempi di fioritura in modo che, durante buona parte dell'anno, si possa
operare nel giardino; per la fornitura si potrà richiedere un'eventuale
collaborazione all'Azienda Floricoltura Bovo di Rovigo.
In particolare si prevedono esperienze specifiche differenziate in base all'età
dei bambini: per i più piccoli il laboratorio sarà strutturato in modo da
potenziare le stimolazioni sensoriali, attraverso giochi con i petali dei fiori,
conoscenza dei profumi e esperienze tattili di riconoscimento delle varie
consistenze.
Per i bambini più grandi sarà possibile seguire lo sviluppo della pianta fino
alla fioritura, prendendosi regolarmente cura del giardino e usando i fiori, i
petali, le foglie ogni volta che una pianta avrà terminato il suo ciclo, potranno
riutilizzare tale materiale naturale essiccato per creare composizioni floreali.
In questo modo si potenzia la consapevolezza del trascorrere cadenzato del
tempo secondo i ritmi della natura, il grado di autonomia personale e la
capacità della cura.
CARI AMICI ANIMALI
Il laboratorio sarà centrato sull’ educazione alla cura degli animali attraverso
visite programmate presso il Canile Municipale, struttura pubblica che
metterà a disposizione spazi e personale qualificato in appoggio al personale
educativo affinché le esperienze si svolgano in assoluta sicurezza e garanzia
di igiene e salubrità. I contatti con il cane saranno sempre effettuati sotto la
sorveglianza degli educatori e nei luoghi predisposti e riguarderanno la
programmazione di esperienze tese ad imparare il rispetto per gli animali, la
cura e la tutela, la conoscenza delle abitudini.
Le esperienze saranno differenziate in base all'età dei bambini: i più piccoli
entreranno in contatto con l'animale attraverso la stimolazione sensoriale,
principalmente il tatto, e potranno partecipare al momento della “pappa per
l'animale” somministrandola direttamente.
I bambini più grandi si occuperanno in modo più diretto della cura e della
tutela dell'animale, ponendo attenzione a come i cani comunicano con le
persone. Saranno inoltre programmate alcune visite e laboratori presso una
fattoria didattica del territorio, per conoscere altri animali d'affezione.
Questo laboratorio permette di potenziare la capacità di cura, la
socializzazione e la comunicazione, il riconoscimento e il rispetto per l'altro e
per i suoi bisogni.
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IMPARIAMO AD AMARE LA FRUTTA
E' un'esperienza che si svolge sullo stesso piano di quella dell'orto biologico,
infatti, oltre a permettere l'osservazione e la conoscenza del ciclo di sviluppo
di una pianta, permette anche di inserire i principi dell'educazione alimentare.
In questo laboratorio è previsto l'interramento di alcuni alberi da frutto. La
scelta delle “cultivar” dovrebbe concentrarsi su quelle che hanno diversi tempi
di fruttificazione per far sì che per buona parte dell'anno si possano
raccogliere i vari frutti. Per questo motivo si è pensato a: un melo/pero, un
pesco, un ciliegio, una vite, un giuggiolo; sarebbe utile scegliere un albero per
ogni stagione dell'anno.
L'osservazione del ciclo di sviluppo degli alberi permette ai bambini di
conoscere l'alternanza delle stagioni e il trascorrere del tempo, il
riconoscimento dei colori, dei sapori e dei profumi della natura, le forme e le
consistenze nei vari mesi dell'anno.
Per i più piccoli si prevedono assaggi di vari frutti, manipolazione dei frutti e
delle parti dell'albero (polpa, corteccia, foglie...), al fine di ampliare la scelta
nell'alimentazione conoscendo sapori nuovi e stimolare e affinare le abilità
sensoriali.
I bambini più grandi abbineranno all'assaggio dei vari frutti la conoscenza in
situazione della vita della natura, raccogliendo le foglie in autunno,
proteggendo l'albero dal freddo invernale, annusando il profumo delle fioriture
in primavera e raccogliendo i frutti. La programmazione prevederà favole,
canzoni, giochi da “fare con” l'albero e con i frutti, affinché sia espresso il
valore della tutela dell'ambiente e della natura.
E' possibile pensare al contributo di qualche azienda del territorio per quanto
riguarda la fornitura degli alberi da frutto, mentre per la manutenzione degli
stessi ci si può affidare al contributo volontario delle famiglie.
PICCOLI CUOCHI IN ERBA
Questo è un laboratorio di cucina: si prevedono esperienze di manipolazione
degli alimenti, riconoscimento degli utensili della cucina, conoscenza delle
forme e dei colori, discriminazione dei sapori (dolce, salato, amaro, acido),
riprodurre alcuni semplici procedimenti del cuoco. Il laboratorio sarà proposto
nella sala pappa dove saranno predisposti materiali adatti all'uso da parte dei
bambini. La creazione e preparazione dei cibi avverrà principalmente con i
prodotti dell'orto e degli alberi da frutto del nido, ma ci sarà bisogno anche di
altro materiale, magari fornito dalle famiglie (farina, sale, zucchero,
cioccolato, ecc.).
Il laboratorio permette la conoscenza di pietanze nuove e la sperimentazione
di nuovi sapori allargando le maglie dell'alimentazione; la manipolazione
consente di instaurare un buon rapporto con il cibo vissuto anche come
24
gioco; il lavoro di gruppo aiuta la relazione tra pari.
Si potranno programmare varie preparazioni di pietanze in base alle
produzioni dell'orto e degli alberi: “Prepariamo il minestrone dell'orto”, “Tutti
pizzaioli”, “La macedonia mille-colori”, “Giovedì gnocchi!”, ecc...
Ogni bambino può, inoltre, preparare un ricettario da aggiornare tutte le volte
che si cucina. Gli obiettivi per i bambini più piccoli si concentreranno sulla
manipolazione e sulla sperimentazione, quelli per i più grandi sulle capacità
linguistiche, comunicative e di relazione.
SPORCHEVOLEZZE
Il laboratorio ha un titolo eloquente, infatti punta il suo obiettivo sulla “gioia di
sporcarsi”; il bambino vivrà l'esperienza di truccarsi, manipolare e pasticciare
con vari elementi. Dovrà, ovviamente, essere predisposto un ambiente adatto
per questo tipo di esperienze, all’interno della struttura nella sala pappa e
all’esterno nello spazio verde.
Tre sono gli ambiti pensati per vivere serenamente la possibilità di sporcarsi:
il gioco del camuffamento, manipolazione e giochi con la terra, il laboratorio
del colore. La prima esperienza prevede di istituire delle giornate a tema in
cui i bambini si potranno mascherare in modo semi-autonomo, con l'ausilio di
trucchi per bambini, stoffe e cappelli. La seconda esperienza è centrata sulla
manipolazione di elementi naturali (terra/sabbia, sassi, legnetti...,) per fare
formine e piccole costruzioni. L'ultima esperienza pensata è probabilmente la
più “sporchevole” perché prevede la pittura manuale, cioè fatta usando le
mani come pennelli, con vernici adatte per i bambini.
Questo laboratorio permette ai bambini di esprimersi liberamente e di
sperimentare il corpo come mezzo di comunicazione, di stimolare le abilità
sensoriali, motorie e cognitive.
LA LINGUA DEL CUORE
L'apprendimento della lingua italiana è necessario per un positivo
inserimento nella società, ma è anche vero che il mantenimento della
lingua d'origine è fondamentale, sia per rafforzare le capacità di
acquisizione della seconda lingua sia per restare in due mondi diversi.
Cercare di sostenere la lingua madre significa aiutare emotivamente il
bambino nella fase di ambientamento al nido; per questo motivo
l’educatrice userà qualche parola o piccola frase che trasmetta al
bambino quell'affetto che solo la lingua d'origine può fare ed è per questo
viene spesso definita “la lingua del cuore”. Le educatrici con l’aiuto dei
genitori impareranno parole chiave per salutare, consolare, durante
l’abbraccio, per attirare l’attenzione. I genitori saranno registrati mentre
cantano una canzoncina nella loro lingua madre in modo da farla poi
ascoltare ai bambini.
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Alcuni studi hanno rivelato che i bambini piccoli percepiscono la diversità
fin dai primi mesi di vita, soprattutto quella somatica legata al colore della
pelle. Questo aspetto può rivelarsi vantaggioso per educare alla scoperta
ed al rispetto delle diversità ma anche delle somiglianze.
A questo scopo può essere utile il gioco dei travestimenti e del far finta di
essere un altro per i più grandi.
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Indice degli argomenti
Premessa
p. 3
Aree di riferimento
p. 4
Finalità della programmazione psicosocio- pedagogica
p. 4
Indirizzi e criteri
p. 5
Obiettivi in relazione al gruppo e al
singolo bambino
p. 7
La giornata educativa al Nido
Integrato
p. 8
Organizzazione degli spazi interni ed
esterni
p. 9
Modalità di accesso al servizio
p. 13
Ambientamento
Rapporti con i Servizi del territorio
p. 13
p. 17
Progetto educativo
p. 18
Mission educativa
Modello di riferimento
p. 18
p. 18
Obiettivi generali
p. 19
Obiettivi specifici
p. 20
Progettare per laboratori
p. 21
Modalità di realizzazione dei
laboratori
p. 22
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