LABORATORIO DI RESTAURO

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LABORATORIO DI RESTAURO
UNIVERSITÀ DELGLI STUDI DI GENOVA -FACOLTÀ DI ARCHITETURA
Corso di laurea Magistrale in Architettura
LABORATORIO DI RESTAURO
IV anno
PROTEZIONI
a.a. 2010-2011
prof. Stefano Francesco Musso
PROTEZIONI ‐ definizioni
• Con il termine protezione si intende difesa di un edificio o di un
manufatto dall’aggressione degli agenti naturali o di origine
antropica, attuata con sistemi, materiali e procedure riconducibili a
due tipi di intervento:
• Protezioni di tipo attivo:
• impediscono l’innesco di un processo di degrado, agendo sulle cause
del degrado stesso e/o all'intorno del manufatto.
• A questa categoria appartengono: schermi, strutture di copertura o
barriere (provvisionali o definitive), come nel caso delle vetrate poste
ad isolamento delle parti lapidee scolpite sulla facciata del Duomo di
Orvieto, o la copertura di molti siti archeologici, le tettoie o i veri e
propri nuovi tetti di copertura aggiunti, ad esempio, alle rovine delle
Domus pompeiane o della “Villa del Casale” di Piazza Armerina.
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-prof. arch. Stefano F. Musso
PROTEZIONI ‐ definizioni
• Protezioni di tipo passivo:
• includono tecniche e prodotti applicati sulle superfici da proteggere ‐
solitamente di sintesi ma compatibili con quelli del supporto ‐ dotati
di caratteristiche in grado di costituire un vero e proprio nuovo
“strato di sacrificio” che si deteriora in luogo della materia protetta.
• Si tratta, in sintesi di un
Insieme di trattamenti, lavorazioni superficiali, installazione di
elementi fisici di riparo, o di applicazione di sostanze in grado di
rendere idrorepellente e non attaccabile dagli agenti ambientali
aggressivi la superficie dei manufatti trattati.
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PROTEZIONI ‐ definizioni
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PTZ 01
IMPREGNAZIONE CON PRODOTTI A BASE DI SILICIO
PTZ 02
PROTEZIONE CON POLIFLUOROURETANI
PTZ 03
PROTEZIONE CON COPOLIMERI FLUORURATI
PTZ 04
IMPREGNAZIONE DI SUPERFICI LAPIDEE CON RESINE ACRILICHE
PTZ 05
IMPREGNAZIONE CON CERE DI MARMI E PIETRE
PTZ 06
IMPREGNAZIONE PARZIALE CON PRODOTTI POLIMERICI/SILANI
PTZ 07
PROTEZIONE CON METILFENILSILOSSANO
PTZ 08
PROTEZIONE DELLA PIETRA MEDIANTE MICROEMULSIONE SILICONICA
PTZ 09
PROTEZIONE COL METODO DELL’ "OSSALATO DI CALCIO ARTIFICIALE"
PTZ 10
IMPREGNAZIONE CON PERFLUOROPOLIETERI
PTZ 11
PROTEZIONE CON FLUOROELASTOMERI
PTZ 12
ALLONTANAMENTO DEI VOLATILI
PTZ 13
RIVESTIMENTO SUPERFICIALE CON PRODOTTI POLIMERICI,RESINE VINILICHE O RESINE POLIACRILICHE
PTZ 16
TRATTAMENTO ALL'ACQUA DI CALCE
PTZ 16a
PROTEZIONE ANTIGRAFFITI
PTZ 17
APPLICAZIONE DI STRATO PITTORICO A VELATURA
PTZ 18
PROTEZIONE DI CRESTE DI MURI COL METODO DELLA FODERATIRA DI MALTA
PTZ 21
PROTEZIONE DELLE CRESTE DEI MURI CON BAULETTO DI MALTA
PTZ 22
PROTEZIONE DI CORNICI E AGGETTI PTZ 24
APPLICAZIONE DI PRODOTTI IMPERMEABILIZZANTI
PTZ 28
PROTEZIONE DEI METALLI CON VERNICI A PENNELLO O A SPRUZZO
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PROTEZIONI ‐ definizioni
PROTEZIONI DI TIPO ATTIVO
PROTEZIONI DI CORNICI E AGGETTI
I manufatti sono di due tipi:
Scossaline di lamiere di metallo piegate (piombo, rame, ecc.)
Copertine di materiale
lapideo
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PROTEZIONI ‐ definizioni
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PROTEZIONI ‐ definizioni
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PROTEZIONI ‐ definizioni
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PROTEZIONI ‐ definizioni
PROTEZIONI DI TIPO ATTIVO
PROTEZIONI DAI VOLATILI
Possono essere utilizzate barriere fisiche come reti e simili, sistemi elettrostatici, sistemi chimici (sostanze repellenti). Esistono anche metodi che utilizzano gli ultrasuoni o la radiofrequenza.
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PROTEZIONI ‐ antivolatili
PROTEZIONI DI TIPO ATTIVO
barriere fisiche come reti e simili, sistemi elettrostatici, sistemi chimici (sostanze repellentiultrasuoni o radiofrequenza.
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PROTEZIONI ‐ coperture
PROTEZIONI DI TIPO ATTIVO
PROTEZIONI IN AREE ARCHEOLOGICHE
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PROTEZIONI attive ‐ coperture di aree archeologche
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PROTEZIONI attive ‐ coperture di aree archeologiche
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PROTEZIONI attive ‐ coperture di aree archeologiche
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PROTEZIONI passive
PROTEZIONI DI TIPO PASSIVO
Gli interventi di protezione passiva cercano di rendere meno
probabili o più lente le trasformazioni che i materiali subiscono con i
processi di alterazione provocati dagli agenti esterni aggressivi e dalle
condizioni di squilibrio con l’ambiente circostante.
I prodotti utilizzati come protettivi possiedono oggi proprietà chimico‐
fisiche simili a quelle dei consolidanti, ma debbono assicurare:
idrorepellenza, permeabilità al vapore.
L’idrorepellenza: necessaria per ridurre il ristagno dell’acqua meteorica
sulle superici e la sua penetrazione all’interno del materiale costitutivo
del manufatto che si intende proteggere
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definizioni
PROTEZIONI DI TIPOPROTEZIONI passive ‐
PASSIVO
Con permeabilità al vapore o traspirabilità, s'intende la proprietà,
altrettanto importante rispetto alla precedente, che permette al vapore
acqueo, già presente nei muri o che si forma all’interno dell’edificio, di
attraversare le murature e portarsi all’esterno, garantendo l’equilibrio
igrometrico delle strutture e degli spazi abitati.
I protettivi più diffusi sono:
Scialbature
Intonaci
Grassi
Olii
Cere
Resine (Acriliche, siliconiche)
Perfluoropolieteri
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PROTEZIONI passive ‐ trattamento a latte di calce
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PROTEZIONI passive ‐ trattamento a latte di calce
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PROTEZIONI passive ‐ materiali
Protettivi tradizionali
CERE NATURALI – Le cere d'api hanno dato problemi di
assorbimento della polvere. Nel secolo XIX è stata applicata la
ceresina.
OLI SICCATIVI – A volte in miscela con resine terpeniche, danno
alterazioni cromatiche.
GRASSI ANIMALI – Perdono rapidamente l'idrorepellenza
PROTEINE _ Colle animali e caseinato. Subiscono la trasformazione
in ossalati, che assumono colorazioni più o meno gialle a seconda
delle impurezze contenute.
SCIALBI A CALCE - Addittivati con materiale proteico, o inerti, o
pozzolane.
ACIDO OSSALICO - Per ottenere effetti di lucidatura, genera
naturalmente ossalati.
Cennino Cennini consiglia, ad esempio, una successione di colla di
pelle (materiale proteico), oleoresine e tempera all'uovo (grassi e
proteine)
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PROTEZIONI passive ‐ materiali
PROTETTIVI IDROREPELLENTI
Raccomandazione UNI 10921 (ex Normal 20/85)
Proprietà di un idrorepellente :
1. inerzia chimica nei riguardi del materiale lapideo;
2. assenza di sottoprodotti dannosi dopo invecchiamento;
3. buona stabilità chimica (inquinanti ed ossigeno);
4. buona stabilità alle radiazioni U.V.;
5. bassa permeabilità all’acqua liquida (idrorepellenza)
6. buona permeabilità al vapor d’acqua;
7. influenza minima sulle proprietà ottico‐cromatiche;
8. buona reversibilità;
9. Non filmogeno
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PROTEZIONI passive ‐ materiali
Idrorepellenti: classi chimiche
Silossani e alcossisilani – Buona idrorepellenza. Resistenza
agli UV. Non applicabili su gesso.
Acrilici - Scarsa resistenza agli UV. Riduzione di permeabilità.
Basso costo e semplicità di applicazione.
Cere microcristalline – solo su pietre compatte (marmi e
graniti). Riduzione permeabilità.
Elastomeri fluorurati – con effetto riaggregante. Per pietre
porose e decoese. Adesione polveri. Reversibilità.
Perfluoropolieteri – Per pietre poco porose. Ottima
idrorepellenza. Reversibilità.
Sistemi misti (effetto consolidante e idrorepellente)
Acrilsiliconici
Acrilfluorurati
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PROTEZIONI passive ‐ materiali
problemi
La riduzione di permeabilità al vapor d’acqua,
dipendente dal tipo e dalla quantità di prodotto
applicato, e dal tipo di pietra.
Durabilità: dipende sia dalla resistenza del polimero
stesso che dalla sua distribuzione nel supporto
lapideo.
Variazione cromatica: se il prodotto rimane troppo in
superficie può esserci un effetto “verniciatura”. Nel
caso dei silossani questo può avvenire se si applica il
prodotto su superfici calde o se il sole scalderà le
superfici nelle prime 24 ore. Per gli acrilici, filmogeni,
questo rischio è ancora maggiore.
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PROTEZIONI passive ‐ materiali
Il problema “attacco alle spalle”
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PROTEZIONI passive ‐ materiali
Modalità di applicazione
L'impregnazione per capillarità permette la distribuzione di maggior
quantità di prodotto e più in profondità.
ciò è esaltato dalle dimensioni del polimero.
Studio comparativo tra Paraloid B‐72 e Silirain 50 (Borgia et al. in
Studies in Conservation 48 (2003), 217‐226
Con l'applicazione a pennello si applica solo 1/8 di Paraloid, ma
l'efficacia protettiva è maggiore, dato che tutto il prodotto si
accumula in superficie.
Questa differenza è molto ridotta per il silossano, che ha molecole
piccole.
L'applicazione di una mano di solvente riduce l'efficacia protettiva.
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PROTEZIONI passive ‐ materiali
Confronto tra prodotti
Silossani
Reversibilità
Durabilità
Riduzione di
permeabilità
Effetto sul
colore
Effetto
riaggregante
No
Massima
Minima
Minimo
No
(teme SO2)
Acrilici
Scarsa
Scarsa
Massima
(migliora)
Massimo
(migliora)
Massimo
Elastomeri
fluorurati
Si
Media
Media
Minimo
(polveri)
Medio
Perfluoro
polieteri
Media
Massima
Minima
Medio
No
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