TORNATA DI MARTEDÌ 8 APRILE 1884

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TORNATA DI MARTEDÌ 8 APRILE 1884
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PRESIDENZA DEL VICE-PRESIDENTE TAJAN1
• E POSCIA
DEL PRESIDENTE BIANCHERI.
SOMMARIO. E data lettura di una proposta del deputato Frola per distaccare il comune di Penango dal mandamento
di Tonco ed aggregarlo a quello di Moncalvo. — E data comunicazione di una interrogazione del deputato Papa intorno al grave' fatto avvenuto in Gavardo,
provincia di Brescia, il giorno 6 corrente mese — Il presidente del Consiglio si riserva di rispondere.
— Seguito della discussione del bilancio di previsione del Ministero degli affari esteri per l'esercizio 1884-85 — Parlano i deputati Branca, Peruzzi e il ministro degli affari esteri. — Insediamento e discorso del presidente Biancheri. = Seguito della discussione del bilancio degli affari
esteri —- Senza osservazioni sono approvati i capitoli dal 1° al'10 — Sul capitolo 11 parlano
il ministro degli affari esteri ed il deputato La Porta, presidente della Commissione generale del
bilancio — Sul capitolo 13 parlano i deputati Novi-Lena,
Solimbergo, Cappelli, relatore, ed il
ministro degli esteri — Approvami i capitoli dal 13 al 14 — Sul capitolo 15 parla il deputato
Brunialti —- Approvatisi i capitoli dal 15 al 19 ed ultimo, il totale della spesa ordinaria e
straordinaria
e l'articolo unico del disegno di legge.
E annunziata
la seguente
interpellanza
dei deputati Gagnola, Majocchi e Pavesi: I sottoscritti domandano interpellare i signori ministri dell'interno, dei lavori pubblici e delle finanze sulla concessione di derivazione d'acqua dal Jiume Adda
a Marzano che si annunzia approvata per un Comitato cremonese, e rifiutata al comune di Lodi
— Il presidente del Consiglio si riserva di rispondere. = E data comunicazione della seguente'
interrogazione del deputato Luzzatti: Il sottoscritto domanda d'interrogare il ministro dei lavori
pubblici sulle condizioni della Cassa delle pensioni delle ferrovie dell'Alta Italia e sul modo di
provvedere ai fini morali ed, economici ch'essa deve raggiungere. = Il presidente proclama l'esito
della votazione a scrutinio segreto sul bilancio del Ministero degli affari esteri. ==. Il deputato
Chimirri presenta la relazione sul disegno di legge per la responsabilità degli imprenditori
per
gli infortuni degli operai ed il deputato Maffi ne chiede l'urgenza. = Se la Camera debba aggiornare le sue sedute discutono i deputati Borgatta, Maurigi, Pinzi, Toscanelli, Lualdi,
Lucca,
Trompeo ed il presidente del Consiglio —- La Camera è aggiornata al 21 corrente mese. — E
data lettura del disegno di legge per l'aggregazione del comune di Castagneti» in provìncia
di
Torino al mandamento di Chivasso ed è approvato con un emendamento proposto dal
deputato
Sanguiìietti. = E data altresì lettura della proposta di legge per aggregare il comune di Settimo
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Torinese al mandamento di Voi piano ed è approvato con un emendamento proposto dal deputato
Ckiapusso, — Il ministro dei lavori pubblici dà alcuni schiarimenti al deputato Ferrari Carlo
riguardanti i lavori della succursale dei Giovi. = Sull'ordine del giorno parla il deputato Codronchi. — Votazione a scrutinio segreto sui disegni di legge: Aggregazione del comune di • Castagneto in provincia di. Torino al mandamento di Chivasso ; Aggregazione del comune di Settimo
Torinese al mandamento di Volpiano.
L a seduta comincia alle ore 2 e 25 pomeridiane..
Di San Giuseppe, segretario-, legge il processo
verbale della tornata precedente, che è approvato.
Congedi.
Presidente. Chiedono'congedi: per motivi di
famiglia, l'onorevole Romanin-Jacur, di giorni 3,
l'onorevole Buttini, di giorni 65 per ufficio pubblico, l'onorevole Cavalletto, di giorni 20.
(Sono
conceduti.)
Si dà lettura di una proposta di legge del deputato
Frola.
Presidente. Si dà lettura di una proposta di legge
d'iniziativa parlamentare ammessa dagli Ufìici.
Ungaro, segretario, legge:
" Art. 1. Il comune di Penango, circondario di
Casale Monferrato, è separato dal mandamento
di Tonco ed aggregato al mandamento di Moncalvo a datare dal 1° gennàio 1885.
" Art. 2. Con decreto reale sarà provveduto
alla esecuzione della presente legge nei rapporti
e per gli effetti amministrativi e giudiziarii.
" Frola. „
Presidente. Domando all'onorevole Frola quando
intenda di svolgere la sua proposta di legge.
Frola. Quando che sia; dopo le prossime ferie
di pasqua.
Presidente. Onorevole ministro dell'interno, acconsente che questa proposta di legge sia svolta
dopo le vacanze?
Depret'lS, ministro dell' interno. Acconsento.
Presidente. Sta bene, così rimarrà stabilito.
Annunzio di una interrogazione del deputato Papa.
Presidente. Essendo presente l'onorevole ministro dell'interno, do lettura di una domanda di
interrogazione a lui diretta:
" Il sottoscritto desidera d'interrogare il ministro dell'interno, intorno al grave fatto avvenuto
in Gravardo, provincia di Brescia, il giorno sei corrente.
" Papa. „
Ospretls, ministro dell'interno. Io posso dire
quello che so adesso ; ma non potrei dare all'onorevole Papa i particolari del fatto.
In Gravardo, se mi permetto l'onorevole Papa
che dica intanto ciò che so, in Gavardo avvenne
il 6 corrente, giorno festivo, una grave rissa; i
carabinieri e la pubblica forza si intromisero per
sedarla, ma non vi riuscirono. La rissa ed il tumulto crebbero tanto da produrre una ribellione
alla forza pubblica, la quale fu costretta ad adoperare le armi.
Yi furono un morto e due feriti; io ho chiesto immediatamente, per telegrafo, all'autorità politica del luogo tutti i particolari, ma non ho ancora potuto riceverli: e però non so più di quello
che ho detto.
Se l'onorevole deputato Papa vuol riservarsi di
ritornare sull'argomento quando io abbia potuto
ricevere piena notizia del fatto, io sarò ai suoi
ordini nel giorno che egli vorrà.
Papa. Attenderò che il ministro abbia ricevuto
tutti gli schiarimenti chiesti, per isvolgere la mia
interrogazione.
Presidente. Sta bene.
Seguito della discussione sul bilancio di previsione
del Ministero degli affari esteri.
Presidente. L'ordine del giorno reca: Seguito
della discussione della stato di previsione del Ministero degli affari esteri per l'esercizio 1884-85.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Branca.
Branca. L'aver reso giusta testimonianza ai servizi resi dall'onorevole ministro degli affari esteri,
e ad alcuni atti importanti della sua ^politica, come
non mi ha distolto la prima volta che ho parlato
in questa discussione dal muovere una timida voce
di protesta contro l'indirizzo generale della politica stessa, così mi obbliga ora, dopo la sua risposta, a mettere in maggior luce le ombre di
questa politica; acciocché sia chiaramente determinata la responsabilità che a ciascuno spetta
nell'avvenire, per quanto grande sia quella del Governo, piccolissima quella di un deputato come me.
L'onorevole ministro ha detto che io ho citato a caso due soli dei documenti del Libro
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Verde. E d io invece affermo, che tutto il Libro
Vierde prova quello eli' io ho detto, cioè che dai
nostri alleati abbiamo avuto delle parole cortesi,
dei procedimenti graziosi, ma nessun appoggio
reale abbiamo ottenuto circa ai nostri interessi.
È vero, come ha detto il ministro degli esteri,
che il Governo germanico attese a pubblicare
l'ordinanza per l'abolizione della sua giurisdizione consolare in Tunisi il 3 gennaio di quest'anno, cioè dopo che noi avevamo notificato di
aver stabilito gli accordi colla F r a n c i a : ma dalla
prima nota del sotto segretario Busch del 3 giugno dello scorso anno, come dalla nota del 5
giugno in cui il sotto-segretario Busch, dopo aver
manifestato le sue opinioni personali, diceva di
aver riferito a S u a Altezza il principe di Bism a r k quanto gli aveva riferito l'ambasciatore
italiano, rileviamo che eran state prese già quelle
risoluzioni che sono stato poi pubblicate con l'ordinanza del 3 gennaio di quest'anno.
E rimontando più oltre, le prime informazioni
che sono state trasmesse al ministro degli esteri
dal nostro incaricato di affari presso la Spagna,
sono state quelle informazioni le quali si sono poi
ufficialmente verificate ben diciotto mesi più tardi.
Si sapeva insomma con sicurezza che la diplomazia europea, sia pei precedenti della Bosnia, sia
per la condotta dell'Inghilterra in Egitto, era disposta a chiudere la questione di Tunisi, acconsentendo alla soppressione o, se piace meglio, alla
sospensione della giurisdizione consolare in . quel
paese. Ora io resi omaggio all'onorevole ministro degli esteri dicendo che nella parte giuridica
della controversia aveva conseguito qualche concessione; ma il valore di queste concessioni non
era certo espresso in quelle parole pronunziate
alla tribuna francese dal ministro F e r r y , quando
ha detto che le concessioni stesse erano fatte in
omaggio a scrupoli dottrinari degli uomini di
Stato italiani; ed è poi innegabile che essendosi
riconosciuta la giurisdizione francese, nell'amministrazione della- giustizia in Tunisia, si era implicitamente riconosciuta la sua sovranità nella
Reggenza,
Quindi la verità è questa, che il possesso di Tunisi, il quale prima della convenzione circa la sospensione della giurisdizione consolare era un
puro stato di fatto, è diventato ora uno stato giuridico internazionale.
Comprendo che si potranno fare anche delle riserve su di questo; ma è innegabile che si è compiuto un atto solenne di riconoscimento di quella
sovranità; Io non ne ho fatto appunto all'onore*
vole ministro degli esteri * perdi© in questo era
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concorde con quello che diceva l'onorevole mio
amico Maurigi, cioè che innanzi a certi fatti compiuti, come già credo altra volta abbia dichiarato
anche l'onorevole Crispi, non v'era di meglio che
chiudere una questione, che era rimasta aperta. Ma
risulta però che noi, in una questione come quella
di Tunisi, nessun appoggio abbiamo ricevuto dai
nostri alleati, dalle potenze centrali.
Vengo ad un'altra questione, sulla quale ringrazio 1' onorevole ministro delle dichiarazioni
fatte. E io non intendo di sollevare altri veli, perchè ritengo che sia anche dovere patriottico di chi
parla dallo stallo di deputato, di non insistere
molto su certe questioni. Ma egli stesso ha detto
che ha creduto necessaria la sua circolare, per impedire l'ipotesi che potessero esser fatte delle rimostranze. Ora questa ipotesi su che si f o n d a v a ?
S u ciò che l'alleanza con le potenze centrali non
era così intima, da impedire alle altre potenze di
dare un appoggio eventuale, almeno per procedimenti diplomatici.
E d io qui mi fermo e solamente faccio un augurio, cioè, che l'azione del Governo e quella speciale dell'onorevole ministro degli affari esteri sia
tale che, informata a grande spirito di equità all'interno, mantenga assoluto ed integro il nostro
diritto rispetto all'estero.
Ma dopo questa dilucidazione io credo di porre
la questione vera, che era quella che io chiamava
questione dell'avvenire. •
E g l i è certo che l'adesione della Prussia all'alleanza degli altri due imperi ha menomato per se
stessa l'importanza dell'adesione dell' Italia alla
triplice alleanza. Questo è un fatto superiore ad
ogni apprezzamento. E da esso deriva che, eliminata la possibilità di una guerra continentale, possono avvenire nuovi accordi f r a le varie potenze,
comprese le occidentali, per nuovi mutamenti nel
bacino del Mediterraneò.
Ecco perchè la politica dell' Italia, oggi più che
mai, deve essere vigilante.
L a triplice alleanza, se aveva un significato,
questo era che nella possibilità di una guerra continentale, noi avevamo la certezza di non essere
isolati, di procedere d'accordo con un gruppo di
potenze. E su questo proposito, come accennai
fino dall'anno passato, avrei preferito una politica
di raccoglimento e di libertà d'azione: tuttavia riconosco che per questo verso soltanto la politica
del ministro degli affari esteri ha reso un servizio
alla pace d ' E u r o p a , poiché l'aggruppamento delle
tre potenze ha fatto, non dico sparire la possibilità
di una guerra, perchè .non era in prospettiva, m a
la possibilità di accordi che potessero menare ad.
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una guerra. Sotto questo punto di vista la politica
dell'onorevole ministro degli esteri e l'adesione
alla triplice alleanza è S lattei utile più all' Europa
che a noi stessi; perche io non credo che se anche
l'Italia non fosse entrata in quell'alleanza e fossero
avvenute complicazioni fra le varie potenze di
Europa, si sarebbe potuto lasciare in disparte un
grande Stato, che sta al centro dell'Europa, e che,
non avendo interessi suoi particolari da difendere
si poteva raccogliere in una neutralità minacciosa.
Ma pure, per questo verso io fo la concessione che
la triplice alleanza abbia reso un servigio, e soggiungo che poiché avviene delle nazioni come degli
uomini, che una volta preso un impegno, bisogna
mantenerlo, non essendo conveniente cambiare il
proprio indirizzo politico da un giorno all'altro,
consento di buon grado che avendo noi stabilito
delle buone relazioni cogli imperi centrali, dobbiamo conservarle; però per tutte le nostre questioni nel bacino del Mediterraneo, come la triplice alleanza non ci ha giovato sinora, difficilmente ci potrà giovare in seguito.
E giacche l'Austria provvede da sè a svolgere
la sua azione in Oriente, e lo stesso fanno le altre
potenze, ciascuna per proprio conto, così occorre
che l'Italia anch'essa provveda da sè ; e siccome
10 felicitava l'onorevole ministro degli esteri di
aver migliorato le relazioni colle potenze occidentali, così circa lo sviluppo della futura influenza
italiana nel Mediterraneo, credo che non ci dobbiamo addormentare facilmente sotto questa tenda
della triplice alleanza, ma dobbiamo avere una
più forte coscienza dei nostri interessi e delle nostre forze.
Ecco quali erano le dichiarazioni che io intendeva di fare, e conchiuderò ricordando le parole
dell'onorevole ministro degli esteri, con le quali
ha creduto di magnificare come uno dei grandi
successi; dei grandi portati delia triplice alleanza
la visita del principe imperiale di Grermania in
Roma. Certo l'Italia l'ha accolta quella visita assai festosamente e volentieri: ma non vi era mestieri di certo della triplice alleanza per indurre
11 principe Federico Guglielmo, che già altre volte
era venuto in Italia, a fare quella visita.
Egli è certo che in questa triplice alleanza la
parte nostra di deferenza e di benevolenza verso
le altre potenze era stata mantenuta scrupolosa
mente; in vece noi non eravamo stati trattati alla
pari, e specialmente per parte dell'Austria, rispetto alla quale io credo si debbano mantenere i
buoni l'apporti ora esistenti, e ohe pure dall'ami'
alita wft c a i l'Italia aveva ppeaUlme&te ripariate
Il f r a u d i vantaggisi di svilupperà la u à i a l u e a i a
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in Oriente, sicura come era di non essere menomamente turbata nella sua frontiera occidentale,
dall'Austria almeno, io diceva, noi avevamo il diritto di aspettarci se non altro il ricambio di cortesie necessarie.
L'onorevole ministro degli affari esteri ha creduto a questo proposito di commentare le parole
dell'onorevole Kalnoki, e certo quelle parole non
potevano avere un commento, ne più autorevole
nè più abile di quello fatto da lui ; ma veramente
quando si tratta di parole di ministri dirigenti di
altri Stati, io vorrei che i commenti venissero
dalla loro bocca, e non dal nostro Groverno, che
ha certo interesse ad attenuare dichiarazioni, le
quali provano che non tutte le sue previsioni si
possono essere avverate.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Peruzzi.
Peruzzi, La Camera ricorderà come altre volte
io abbia intrattenuto quest'Assemblea intorno ad
un argomento, che in alcuni momenti ha agitato
assai il mondo artistico in Europa, l'argomento
cioè dei dazi d'importazione sopra i marmi e sopra gli oggetti d'arte negli Stati Uniti di America.
Io ebbi l'onore d'interrogare sopra quest'argomento l'onorevole ministro degli esteri Cairoli, e
poi l'onorevole ministro attuale: ed ebbi la fortuna nell'una e nell'altra occasione di trovare
consenzienti con me gli onorevoli ministri.
Sono lieto di dire che la questione ha fatto dei
passi abbastanza importanti verso una soluzione
favorevole, conforme agl'interessi degli artisti,
così italiani, come delle altre parti di Europa, e
conforme agl'interessi di tutti gli amatori delle
Belle Arti.
E di questo, in gran parte, andiamo debitori
alle buone disposizioni che si sono trovate, così
nel Congresso, come nei tribunali degli Stati Uniti
di America; e dobbiamo anche andarne debitori
alle pratiche fatte dalla diplomazia, e particolarmente dai rappresentanti dell'Italia a Washington
e recentemente dall'attuale ministro signor barone
Fava. Un nostro, non dirò concittadino,ma oriundo
italiano, negoziante di oggetti d'arte, stabilito da
lungo tempo a Filadelfia, il cavalier Viti, intentò
lite al segretario del Tesoro degli Stati Uniti di
America per erronea interpretazione della tariffa
doganale.
Egli ha ottenuto, grazie alla valentìa del suo
avvocato, signor Edoardo Schippen, piena vittoria
così presso la Corte di Filadelfia come presso il
Tribunale Supremo degli Stati* Uniti di America.
Conviti*©
ohe lo dica é m P a a o r i f e l i aoi-tre
mi»istra degli affari mUti ha molto aiutato, § p «
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cialmente per la sollecita soluzione dell'affare, il
nostro concittadino. Ora è stato presentato un
bill per iniziativa parlamentare neli'intendimento
di esentare da ogni dazio le opere così degli artisti europei, come quelle degli artisti americani
in Europa.
Gli artisti americani stabiliti in Francia e
quelli stabiliti in Italia, specialmente a Roma ed
a Firenze, hanno fatto premure perchè fossero
esentate da' ogni dazio così le opere di artisti
americani, che ora già sono esenti da ogni dazio,
come quelle degli artisti europei, che ora sono
gravate da un dazio dal 30 al 50 per cento ad valorem.
Io mi permetto di richiamare su di ciò l'attenzione del nostro ministro degli affari esteri,
sebbene non credo sia necessario; ma ho colto
questa occasione della discussione del bilancio
degli affari esteri, perchè credo che una raccomandazione fatta dinanzi alla Camera italiana,
possa avere molta efficacia sui rappresentanti della
Repubblica americana, e forse maggiore di quella
pure efficacissima fatta dagli artisti, di cui ho
parlato.
Mi è caro altresì il cogliere quest'occasione per
ringraziare il signor cavalier Viti, ed il suo illustre avvocato per i servizi resi agli artisti italiani, ottenendo l'applicazione equa e ad essi favorevole della tariffa doganale rispetto alle opere
d'arte introdotte colà.
Ora si tratta di vincere completamente ed io
confido che l'opera solerte del nostro Ministèro,
sul quale faccio assegnamento, varrà ad ottenere
questa vittoria.
Perciò io mi limito a domandare all'onorevole
ministro degli affari esteri se egli intenda di fare
tutto quello che, pur rispettando la completa indipendenza dei rappresentanti di quella grande nazione, possa giovare alla vittoria completa che desidero sia conseguita a prò degli artisti italiani.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Corvetto.
Corvetto. E una semplice preghiera che intendo
rivolgere all'onorevole ministro degli affari esteri.
La nostra frontiera al Moncenisio si trova in
una condizione anormalissima; noi siamo padroni
della spianata del Moncenisio sul quale si trovano
tre forti e se ne farà presto un quarto; ma il nostro
posto doganale dista dal confine non meno di 17
chilometri. Questo posto si trova a Bart, assai prima
di giungere al piede dell'erta della Grande-Oroix^
ossia efilad a metà iliaci» £r» Sttsu § Vestìgio del
del Moncenisio, è come un terreno neutro per rispetto al servizio doganale; è un terreno nel quale
i francesi si credono più padroni di noi e sul
quale lo spionaggio e il contrabbando trovano
larga e comoda base d'operazioni; e questo io dichiaro per averlo personalmente verificato. Al centro di questa spianata, in alcuni casolari, vi sono
dei magazzini, nei quali si trovano articoli di commercio d'ogni specie e di non piccolo valore, dei
veri e copiosi bazar dove si trova di tutto; ma tutti
articoli provenienti dalla Francia e quindi da
essere introdotti di contrabbando in Italia.
Non uno se ne troverebbe di provenienza italiana e destinato all'altra parte. Io non so bene se
questo stato di cose sia una conseguenza del trattato nostro colla Francia, conchiuso quando si cede
la Savoia. Prego in ogni modo l'onorevole ministro
degli affari esteri di vedere se non sia il caso, se
non vi sia modo di riparare a questa condizione di
cose per noi poco propizia sotto parecchi riguardi.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
ministro degli affari esteri.
Mancini, ministro degli affari esteri. La Camera
mi permetterà di dire brevi parole. L'onorevole
Branca che si proponeva, com'egli si espresse, di
mettere in maggior luce le ombre della nostra
politica estera, si è limitato, ed io lo ringrazio,
a due sole affermazioni.
Con la prima ha voluto contraddire le considerazioni da me fatto intórno a ciò che risulta
dal Libro Verde riguardante i negoziati per la
giurisdizione consolare nella Tunisia.
E questo un argomento sul quale la Camera
può riserbarsi di discutere più opportunamente,
e con cognizione di causa, allorché prossimamente
dovrà portarsi innanzi ad essa l'esame del disegno
di legge speciale che riguarda tale soggetto; ma
non posso lasciare senza una risposta la osservazione dell'onorevole Branca.
Egli dice: è ben vero che da questo Libro
Verde risulta che il Governo germanico, per deferenza verso il Governo italiano, indugiò ad
emanare la sua Ordinanza, che fa cessare la giurisdizione consolare tedesca in Tunisia, fino al
3 gennaio, dopo cioè che i negoziati tra l'Italia e la Francia fossero conchiusi; ma fino dal
giugno il signor Busch aveva detto all'inviato
italiano che la Germania non poteva ricusarsi,
che anzi era disposta, in massima, ad assentirvi.
Ebbene, io rispondo all'onorevole Branca, che appunto il i^vviamamaato questi due documenti
aostltuise® imi» prova della« «sondolia amle'ke?«!©
l'Italia»
Ha oìù Begm che tetta il t m m m delia sciattata* 4©1 Governa germanico
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Ed in vero, allorché noi fummo informati di
queste disposizioni, che del resto erano comuni a
tutte lo potenze di Europa, ci parve conveniente,
se si voleva nel campo giuridico ottenere per noi
dalla Francia quelle garentie clie sembravano
indispensabili per la tutela degli interessi della numerosa colonia italiana, che a noi gioverebbe di
non rimanere ultimi e soli. E conseguentemente,
avendo noi ciò desiderato, sta in fatto che abbiamo ottenuto prove di deferenza e di amicizia
dai Governi coi quali noi eravamo in quelle benevole relazioni che felicemente continuano. Dunque la osservazione dell' onorevole Branca nulla
toglie al valore delle affermazioni che ebbi l'onore
di fare; anzi sotto un certo aspetto le conferma.
Crede egli che le concessioni fatte dalla Francia siano interamente merito mio ? Io lo ringrazio;
mi vuol fare troppo onore. Ma se io mi fossi trovato
abbandonato da tutta l'Europa, gli sforzi che
avessi tentato per ottenere concessioni eque, concessioni in loro medesime giuste e legittime, per
quanto utili ed importanti, probabilmente non
avrebbero approdato ad un sodisfacente successo.
E ciò basti, dappoiché, come dissi, non è
questo il momento di discutere la bontà di quegli
accordi; la Camera se ne occuperà presto in un
tempo più conveniente.
La seconda osservazione dell'onorevole Branca
è stata questa: che la circolare da me inviata ai
nostri agenti all'estero, intorno all'argomento di cui
ieri ebbi l'onore di parlarvi per i lamenti sollevati
dalla congregazione di Propaganda, costituisca la
prova che io avessi la persuasione di non esistere
un'alleanza così intima dell'Italia con altre potenti
nazioni da impedire a tutti gli altri Governi d'Eiv
ropa anche d'intraprendere uffici amichevoli su
quel soggetto, presso il Governo italiano. Ma è
facile rispondere che l'onorevole Branca aspira all'impossibile, se pretende che, solo per essere in
buoni ed intimi rapporti alcuni Governi tra loro,
ciò basti per prevenire ed escludere sino la possibilità, non dico di rimostranze, ma di uificii amichevoli da parte di altre potenze in qualunque
materia di loro interesse. Guardi egli un po'se l'amicizia intima tra l'Austria e la Germania ha risparmiato all'Austria le opposizioni della Romania
all'accettazione dell'ultimo trattato di Londra. Si
potrebbe, con questa maniera d'argomentare, sostenere che l'alleanza dell'Austria e della Germania
è debole, che non è abbastanza efficace, che non
può inspirare sufficiente fiducia. Ben si vede adunque, esser questi argomenti, i quali proverebbero
troppo, se potessero provare qualche cosa.
Poscia l'onÒtéVok Branca ha proftunaiato una
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parola solenne e troppo importante; ha detto
che voleva dare uno sguardo sulla politica dell'avvenire. Mi permetterà che io non lo segua su questo campo, perchè è difficile per tutti di essere
profeti, soprattutto in politica, e nella grande politica.
Egli si fonda sull'avvenuto avvicinamento della
Russia alla Germania, che crede solido e duraturo, per desumerne ragione ai suoi voti, alle
aspirazioni dello scorso anno, secondo le quali
sarebbe stata preferibile una politica di raccoglimento e di libertà d'azione per l'Italia.
Chiamiamo le cose col loro vero nome: egli
avrebbe preferito una politica d'isolamento, una
politica di debolezza, una politica circondata di
estremi pericoli.
Il paese e, aggiungerò; anche quest'Assemblea
mi pare che siano stati di un avviso perfettamente
diverso.
A lui sembra che la triplice alleanza sia stata
utile più all'Europa che all'Italia. Ma, signori, io
non credo che vi sia antagonismo fra i generali interessi d'Europa e gli interessi dell'Italia, allorché si tratta del beneficio della pace; della pace
abbiamo bisogno noi come ne ha bisogno l'Europa ;
e l'Italia, nazione politicamente ancor giovane,
che sta sviluppando le sue forze economiche, ed
ordinando i suoi mezzi di difesa nazionale, ne ha
forse bisogno più di molte altre potenze d'Europa.
Laonde, tutto quello che ha potuto accrescere le
garantie di questa pace e assicurarne ancora per
lungo tempo i beneficii, non è un vantaggio solamente per l'Europa, ma è un vantaggio in prima
linea, oserei dire, dell'Italia; almeno noi tale lo
consideriamo; e quell'accrescimento di garantie,
che è prodotto dai migliorati rapporti fra Governi
rivali, può riguardarsi esso stesso un benefico effetto derivato dalla potente alleanza stretta fra
l'Italia e i due imperi centrali.
Finalmente, sebbene l'onorevole Branca abbia
avuto la cortesia di dire olio mi faceva la conees
sione di felicitarmi per le migliorate nostre condì«
¡sioni anche colle potenze occidentali, però mi esortava a tutelare i nostri interessi nel Mediterraneo,
A quest'ultimo suo eccitamento non posso rispondere che dichiarandomi perfettamente consenziente al suo ordine d'idee. Egli può essere sicuro,
come il resto della Camera ed il paese, che noi, conscii dei nostri diritti e dei nostri interessi, non tralasceremo un sol giorno di esercitare una vigilanza assidua sopra tutto quello che può accadere
in vicinanza della nostra casa, il che certamente,
.piti eli (guanto avviene m lontane, regioni» diva
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preoccuparci; e che in ogni circostanza ci ador e r e m o per armonizzare, come ieri mi espressi,
gl'interessi generali con gli interessi speciali della
nostra nazione.
L'onorevole Peruzzi ha rinnovato le raccomandazioni più volte da lui fatte in myore- degli artisti italiani minacciati, come si sa, di danno 'gravissimo eia mia nuova -specie di dàzi differenziali
di cui gli Stati Uniti per i primi avrebbero dato
•'esempio nel mondo commerciale, cioè da un dazio
differenziale non determinato secondo i luoghi di
provenienza dei prodotti e delle merci, ma se
concio la nazionalità dei produttori.
L'onorevole Peruzzi non ignora, che noi abbiamo energicamente protestato contro questo sistema; e debbo aggiungere che abbiamo avuto
aiutatori in queste nostre rimostranze gli stessi
artisti americani stabiliti in Italia, i quali hanno
con nobile generosità dichiarato che ospitati e largamente da noi giovati nei loro studi artistici, arrossirebbero di una protezione la quale costituix^ebbe un'ingratitudine verso gli ottenuti benefici!.
E mio debito rendere altresì giustizia all' illustre rappresentante degli Stati Uniti in Italia, il
quale si è a noi associato, ed ha ripetute volte adoperata la sua influenza presso il proprio Governo
affine di ottenere che le nostre amichevoli rimostranze ed i nostri richiami conseguissero equo
soddisfacimento.
Noi non mancammo di far presentire che l'Italia,
in estremo caso, non avrebbe mancato di mezzi efficaci per ristabilire l'equilibrio in favore dei suoi artisti, dappoiché avrebbe potuto, senza che meritasse
questo fatto il titolo odioso di rappresaglia, ma unicamente di legittimo compenso, imporre una tassa
di esportazione sulle opere d'arte degli americani
in Italia, eguale al maggiore ed enorme dazio di
importazione che si riscuoterebbe agli Stati Uniti
sopra l'introduzione delle opere d'arte degli artisti italiani; ma che noi rifuggivamo dal pensiero
di dover ricorrere a questo mezzo poco amichevole verso una libera nazione, con la quale ci legano tanti vincoli di simpatia e fiducia reciproca.
Oggi ho il piacere di annunciare all'onorevole
Peruzzi ed alla Camera, che in conseguenza di
queste rimostranze è stato presentato al Congresso
americano un bili, col quale i nostri artisti otterrebbero ancor più di quello che domandavano;
imperocché essendosi già colà per legge accordato
ingresso in assoluta franchigia ed esenzione da
ogni dazio alle opere d'arte degli artisti americani,
non si è osato tornare indietro; e quindi il bill,
pareggiando le opere d'arte degli stranieri a quelle
degli americani, avrebbe per oggetto di autoriz-
—
TORNATA DELL'S
APRILE
Deputati
1884
zare anche la loro importazione negli Stati Uniti
in piena franchigia da qualunque dazio.
F u nominata la Commissione, alla quale nel
Congresso è stato inviato questo bill, e ricevo un
telegramma dal nostro ministro a Washington, il
barone Fava, cui rendo pure testimonianza di lode,
per lo zelo e l'energia spiegati in queste trattative,
nel quale mi si annunzia eh(3 il signor Hurd, membro del Congresso che ne è il relatore, nel prossimo dì 21 del corrente mese di aprile presenterà
il suo rapporto al Congresso medesimo, con conclusioni interamente favorevoli alla proposta franchigia. Tale è lo stato di questa vertenza, e credo
che noi dobbiamo esserne soddisfatti, aspettando
divedere la accennata proposta convertita in legge.
Finalmente signori, non dirò che una sola parola all'onorevole Corvetto. Io mi dichiaro assolutamente profano alla questione riguardante la
frontiera del Cenisio. Egli sa meglio di me, che
questa frontiera fu delineata da una Commissione
militare, la quale in conseguenza del trattato del
1880 fu incaricata di fissare questi limiti.
Sono certo che i nostri delegati fecero il loro
dovere, acciò la frontiera fosse disegnata nel modo
più conforme agli interessi dei due paesi; essa
rimane tale quale fu stabilita da quel trattato.
Ci si dice esservi una specie di zona intermedia fra i due uffici doganali. Quale sia la condizione giuridica di questa zona, a me non risulta;
ma credo che da quel trattato non appaia essersi
riconosciuta veruna zona di territorio apparten e r e a nessuno eli quegli Stati limitrofi; ma ad
ogni modo gli prometto di esaminare la quistione
d'accordo co' ministri della guerra e delle finanze ;
e se vi saranno degli abusi, provvederemo acciò
i medesimi cessino.
Presidente. Dichiaro chiusa la discussione ger
nerale.
tJ
Insediamento del presidente Biancheri.
Presidente- (Segni d'attenzione) Invito l'onorevole Biancheri a prender possesso del seggio presidenziale.
(Il presidente Biancheri sale alla presidenza e
si abbraccia col vice-presidente. Vivissimi e prolungati
applausi.)
Presidenza del presidente Biancheri.
Presidente. (Segni di attenzione) Onorevoli colleghi! —• L'adempimento di un dovere che da Voi
mi viene imposto, non vaghezza di onori da me nè
Atti
Parlamentari
L E G I S L A T U R A XV —- l
— 7188 —
a
SESSIONE
—
DISCUSSIONI —
ricercati, ne ambiti, mi riconduce a questo seggio
che modestamente già occupai, ed oggi modestamente riprendo.
Al sentimento del dovere unicamente obbedisco nell'assumere l'alto, onorevolissimo ufficio che
mi avete affidato; e se le esigue mie forze parranno impari al disimpegno di così arduo mandato, nel sentimento del dovere attingo ardimento
a sperare che da voi, nel culto del dovere educati,
non mi v e r r à mai negato un compatimento benigno ed una benevolenza indulgente.
Mi confortano in questa speranza, e il dolce
ricordo di amicizie carissime, e la consuetudine
g r a d i t a di personali relazioni, delle quali ognora
mi compiacqui come di singolare onoranza.
Con animo riverente invoco da voi fiducia ed
appoggio. Mi assicura di non esserne indegno la
lealtà dei propositi, gli intendimenti retti, la coscienza intemerata e pura con cui mi consacro
ai vostri lavori. {Benissimo!
Bravo!)
F e r m o irremovibile nel voler compiere scrupolosamente il mio dovere, in tutto e verso tutti,
t r a r r ò esempio dall' illustre mio predecessore Domenico F a r i n i che, con desiderio ardentissimo, mi
studierò di imitare; senza che mai mi sia dato
emularlo nella nobiltà del suo ingegno e delle
sue doti preclare. {Benissimo !)
Ho fede in me stesso per esser certissimo che
saprò mostrarmi giusto, retto, imparziale; l'imparzialità non tanto dal dovere mi è imposta
e dalla coscienza richiesta, quanto severamente
la esige l'indole mia, schiva onninamente da
qualsiasi passione di parte. {Bravo!)
Cresciuto
nell'affetto delle libere istituzioni, manterrò invulnerata quella libertà di discussione che n'è il
fondamento e il prestigio e quella libertà di parola che tuteli ogni diritto legittimo ed ogni onesta opinione. Rispettoso e deferente presso di voi
rappresentanti della nazione, sarò pur lieto di
darvi ogni prova della mia devozione e attestarvi in quanto pregio io tenga le private relazioni, di cui confido non vorrete cessare di onorarmi.
Se, animato da questi intendimenti, ai quali
non dubito di mai venir meno, potrò meritare la
vostra .fiducia, dalle rinvigorite mie forze sentirò
accrescersi la mia lusinga di poter forse non deludere la vostra aspettazione. Se mi vorrete concedere anche la impetrata vostra benevolenza, avrò
conseguito la ricompensa a me più cara, quella di
cui, con orgoglio, vorrei poter menar vanto.
Onorevoli colleghi, nelle lotte, non di rado
vivaci, che si combattono entro quest'Aula, ho
sempre avvertito che un luminoso pensiero ri-
Camera
TORNATA D E L L ' 8 A P R I L E
dei
Deputati
1884
schiara le vostre contese, il pensiero del bene
della patria che scalcia il cuore ed illumina la
mente di voi tutti; se difatti vi scorgo divisi
nella ricerca dei mezzi, uniti e concordi vi veggo
mirare ad un unico intento, la prosperità e la
grandezza di questa nostra dilettissima Italia.
Nel rendere testimonianza sincera e solenne
al caldo patriottismo, alla virtù del sacrifizio, agli
intendimenti retti, elevati, che riconosco ed ammiro in ogni parte di questa nostra Assemblea, vi
indirizzo, onorevoli colleghi, i miei auguri ed i
miei voti più fervidi perchè possiate dell'opera
vostra raggiungere l'ambito successo.
Me felice, se potrò, mercè vostra, v a n t a r m i
ancor io di aver servito utilmente il Re e la patria,
(jBravo! Benissimo! — Applausi vivissimi e prolungati.)
Seguilo della discussione del bilancio di previsione del Ministero degli affari esteri.
Presidente. Essendo stata chiusa la discussione
generale sul bilancio degli affari esteri, si passerà alla discussione dei capitoli.
Titolo I . — Spesa ordinaria. —Categoria prima
— Spese effettive. •—- Spese generali. — Capitolo 1.
Ministero-Personale (Spese fisse), lire 379,760.
(.E appro vato e si approvano pure senza
sione i seguenti fino al 7 inclusivamente:)
discus-
Capitolo 2. Ministero-Spese d ' u f f i c i o , lire
115,700.
Capitolo 3. Manutenzione del palazzo della Consulta ed arredamento delle sale di rappresentanza,
lire 28,500.
Capitolo 4. Spese postali e telegrafiche (Spese
obbligatorie), lire 41,000.
Capitolo 5. Spese segrete, lire 100,000.
Capitolo 6. Casuali, lire 57,840.
Spesa di rappresentanza
all'estero. — Capitolo 7. Stipendi ed assegni del personale delle legazioni (Spese fisse), lire 2,141,700.
Capitolo 8. Stipendi ed assegni al personale
dei Consolati (Spese fisse), lire 2,373,276.
H a facoltà di parlare l'onorevole Di Breganze.
Di Bt'egarize. Rinunzio a parlare, signor presidente.
Presidente. R i n u n z i a ?
Di Breganze. Credo esaurito l'argomento che io
intendeva trattare.
Atti-
f 189
Parlamentari
LEGISLATURA XY —
l
a
SESSIONE —
DISCUSSIONI —
Presidente. Non essendovi altri oratori iscritti
e nessuno chiedendo di parlare, pongo a partito
il capitolo 8.
{È
approvato.)
Capitolo 9. Stipendi ed assegni al personale
4egli interpreti ed al capitano di porto in Costantinopoli (Spese fisse), lire 130,840.
(È
approvato.)
Capitolo 10. Indennità di primo stabilimento
ad agenti diplomatici e consolari, viaggi e missioni, lire 450,000.
(È approvato.)
•
Capitolo 11. Indennità d'alloggio ad agenti diplomatici, fitto e manutenzione di palazzi all'è
stero. Spesa proposta dal Ministero lire 186,000;
dalla Commissione 163,000.
Domando all'onorevole ministro se accettila cifra
proposta dalla Commissione o mantenga la propria.
iancini, ministro degli affari esteri. Nella Giunta
generale del bilancio veggo che a maggioranza, mi
pare di un voto solo, è prevalso il concetto di diminuire di lire 23,000 la somma stanziata nel capitolo 11 per indennità di alloggio ad agenti diplomatici, fitto e manutenzioni di palazzi all'estero.
L a diminuzione riguarda il palazzo recèntemente
locato ad uso della regia Ambasciata in Parigi.
Ora dietro un esame assai facile io ho dovuto
convincermi che la proposta di questa diminuzione non è ragionevole, e non è attuabile, e la
Camera mi permetterà in brevi parole di dimostrarlo.
Non è ragionevole, perchè non avrà dimenticato
la Camera che nell'ultima discussione sul bilancio
degli affari esteri per il primo semestre del corrente
anno 1884, furono da me rammentate le reiterate
doglianze che si erano sollevate in questo recinto
perchè la regia Ambasciata a Parigi occupasse da
tanto tempo l'appartamento di un albergo, e ciò
non convenisse nè al decoro di un'Ambasciata di
grande potenza, nè ai nostri scopi politici, dappoiché
un tale stato eli cose prolungato creava quasi l'apparenza di rapporti precari e provvisori invece
di quelli che sono, e desideriamo che sieno, definitivi e permanenti tra le due vicine nazioni amiche-,, e come più volte la Camera, coi suoi eccitamenti, avesse sollecitato di provvedersi all'affitto
di un palazzo conveniente alla sede della reale
Ambasciata a Parigi, fino a che non si presentasse
la sospirata opportunità di poter fare l'acquisto,
nell'interesse dello Stato italiano, di un palazzo,
che ne diventasse la sedo costante.
986
Camera dei
TORNATA D E L L ' 8 A P R I L E
Deputati
1884
Io allora dichiarai di deferire, come era mio
dovere, ai vostri desideri tanto evidentemente
legittimi, disponendo che assolutamente quello
stato di cose cessasse, e che dovesse procedersi
senza indugio all'affitto di un palazzo conveniente.
Ma dovevasi rimuovere una difficoltà fin d'allora
manifestata, quella cioè che essendovi sole 30 mila
lire annue disponibili per tale affitto in questo capitolo dol bilancio, incontravasi la materiale assoluta impossibilità, con questa somma, di potere,
nelle condizioni attuali delle pigioni in Parigi,
trovare ad affittare un conveniente palazzo. E d
io pur rammento di avere anche allora manifestato alla Camera che, se si trovavano stanziate
in bilancio sole lire 30 mila annue, era questo un
fatto accidentale e recente, perchè costantemente,
fino a che fu occupata l'Ambasciata dal conte Nigra, prima ancora che fosse elevata ad Ambasciata, il palazzo della regia Legazione in Parigi
era affittato consacrandosi a quest'uso nel capitolo
del bilancio la somma di lire 53 mila, compreso il
fitto della Cancelleria: che, se si era poi ridotta
a 30 mila, ciò era avvenuto nel momento del
richiamo del nostro ambasciatore Cialdini da Parigi, perchè allora divenne questa una spesa puramente figurativa duranfte la vacanza dell'Ambasciata, e perciò era indifferente che fosse iscritta
in bilancio la somma di 30, o di 53 mila lire, la
differenza dovendosi in fin dell' anno riversare
come economia alla tesoreria.
Ma dal momento che era cessato questo stato di
interruzione della presenza dell'ambasciatore italiano a Parigi, e si trattava di provvedere nuovamente l'Ambasciata italiana di una conveniente sede, il meno che si poteva fare era di rimettere in
bilancio la somma di lire 35,000 tante volte approvata e riconosciuta necessaria dal Parlamento; necessità cresciuta al di d'oggi, perchè nessuno ignora
come il costo delle pigioni in quella, come pure
in quasi tutte le grandi capitali d'Europa, siasi
sempre più venute accrescendo. F u allora che da
queste considerazioni voi foste indotti ad accordare il suffragio della vostra approvazione alla
somma di lire 53,000 per questo affitto, la cui
metà quindi fu iscritta per il primo semestre nel
bilancio del 1884.
In base a questa vostra deliberazione, la quale
confortata anche dal suffragio dell'altro ramo del
Parlamento, divenne legge dello Stato, (è la legge
del bilancio), io ordinai, come ne aveva il dovere
ed il diritto, che si ricercasse immediatamente un
palazzo da affittare per la nostra Ambasciata,
e ciò fu fatto.
E un palazzo non molto vasto, ma conveniente,
A tti Parla
mutar i
LEGISLATURA XV —
Camera ftei
7190
Ia
SESSIONE —
DISOUSSIONI —
posto nella strada dell'Eliseo, poco lungi dalla residenza del presidente della Repubblica.
Il contratto trovasi regolarmente stipulato fin
dal 4 gennaio, approvato dal Ministero con decreto
del 4 febbraio; esso è stato poi diligentemente
esaminato ed approvato dal Consiglio di Stato, e
registrato dalla Corte dei conti.
Ora, essendo il contratto in corso di esecuzione,
a me non può sembrare ragionevole una proposta
di diminuzione dello stanziamento del bilancio,
perchè, se i'j contratto è pienamente regolare e
legale, non possiamo ricusarci di eseguirlo ne
quindi cancellare dal bilancio una parte dello
stanziamento necessario; altrimenti il proprietario
andrà innan d ai tribunali, ed il Governo italiano
sarà ugualmente condannato a pagare l'affitto.
Quindi, nelle condizioni attuali mi sembra impossibile accettare la diminuzione proposta da
una parte della Giunta del bilancio di 23,000 lire.
Se per avventura taluno osservasse che queste
23,000 lire si potrebbero pagare dall'ambasciatore
sopra il suo assegno di rappresentanza, s'incontrerebbe pure un ostacolo insuperabile nel sistema
del bilancio medesimo. Giova sapere, o signori, che
prim^, credo, del 1869 erano riuniti in un sol
capitolo del bilancio tanto gli assegni di rappresentanza quanto le indennità d'alloggio.
F u un pensiero di economia che consigliò un
cangiamento, dappoiché talvolta non era necessario di affittare la casa, ed intanto l'assegno di
rappresentanza, in cui era conglobata una somma
cospicua e considerevole per l'indennità d'alloggio, apparteneva al titolare, il quale aveva diritto
di riscuoterla. Quindi, per voto del Parlamento,
confermato dalla legge relativa del bilancio, fu
stabilito che s'introducesse una divisione di questo capitolo in due, ed infatti oggi noi abbiamo
sotto gli occhi nel capitolo 7 del bilancio gli assegni di rappresentanza al personale delle legazioni, e nel capitolo 11 le' indennità d'alloggio.
Come dunque noi potremmo pretendere che sovra
gli assegni, evidentemente destinati a tutti gli
altri oneri fuori del pagamento dell'alloggio, sia
obbligato il titolare a spendere la somma mancante, facendo così gravitare l'indennità di alloggio sopra due distinti capitoli, sul capitolo 11 per
più della metà, e solo per queste lire 23,000 sul
capitolo degli assegni? A ciò ripugna, mi pare,
anche un ostacolo di forma, la questione d'ordine
pel modo con cui i bilanci sono ordinati e composti.
Se si fosse inteso che gli assegni dovessero
comprendere ben anche una parte delle inden-
TGRKATA D E L L ' 8 APRILE
Deputati
1884
nità d'alloggio, è da presumere che sarebbero
stati determinati in una somma più elevata.
Conseguentemente senza pregiudicare l'avvenire, allo stato attuale delle cose, io credo impossibile per la Camera di approvare la diminuzione
delle 23 mila lire, molto più che si tratta di spese
per le quali io non credo di avere legale autorità
per obbligare l'ambasciatore a versarle del proprio sopra i propri assegni di rappresentanza.
Questi assegni di rappresentanza fanno fronte a
tante altre spese, che ognuno può concepire quali
e quante siano in una grande capitale, da parte di
chi rappresenta e deve rappresentare degnamente
una grande potenza come l'Italia.
Non aggiungo altro; e voglio sperare, ove sia
necessario, che anche qualche voce autorevole
conforti le mie osservazioni a giustificare l'opinione della minoranza della Commissione; e che
la Camera in ogni caso si degnerà di approvare
lo stanziamento ne la cifra proposta 'lai Ministero.
La Porta .{Presidente della Commissione) Chiedo
di parlare.
Presidente. L'onorevole presidente della Commissione ha facoltà di parlare.
La Porta. {Presidente della Commissione) Dopo
le dichiarazioni fatte alla Camera dall'onorevole
ministro degli affari esteri, la maggioranza della
Giunta del bilancio recede dalla sua proposta, ed
accetta lo stanziamento proposto dall'onorevole
ministro.
Presidente. La Commissione accetta lo stanziamento ministeriale in lire 186,000.
Pongo dunque a partito il capitolo 11, con questo stanziamento.
(E
approvato.)
Spese diverse — Capitolo 12. Spese rimborsabili degli uffici all'estero, lire 632,000.
(.E approvato.)
Capitolo 13. Sovvenzioni, lire 305,000. A questo capitolo gli onorevoli Novi-Lena, Finocchiaro
e Solimbergo hanno proposto un aumento di
lire 45,000.
. Ha facoltà di parlare l'onorevole Novi-Lena.
Movi-Lena. Su questo capitolo fu dall'onorevole
Cavalletto e da altri proposto un aumento eli
lire 45,000, che è' da noi pure appoggiato. Prendendo atto delle esplicite e rassicuranti dichiarazioni fatte, nella tornata di ieri, dall'onorevole
ministro degli affari esteri, io desisto dalla proposta anche a nome degli altri firmatari, sicuro
però, che ben più larghe sovvenzioni di quelle
date finora saranno date alle scuole italiane al-
Atti
Parlamentàri
LEGISLATURA XV —
— 7191
l
a
SESSIONE —
-
DISCUSSIONI —
l'estero, poiché ciò troverà sempre favore in qualunque parte della Camera; certo ancora che, se
ragioni di finanza non rendono queste sovvenzioni
completamente adeguate ai bisogni, esse saranno
certamente pronte e tali da rendere aiuto e sollievo
a quelle scuole, che del nostro aiuto e soccorso
hanno veramente bisogno.
E giacche ho facoltà di parlare, sebbene il signor ministro, certo por involontaria dimenticanza,
perchè conosco troppo la sua squisita cortesia, non
abbia dato a me risposta personale sulla questione
relativa alle indennità per le vittime degli avvenimenti del 1882 in Egitto, io mi trovo costretto a dichiarargli che non mi potrò chiamare sodisfatto finche liquidazione non voglia
dire pagamento; e, pur confidando nella di lui
opera, sempre illuminata ed energica, io gli rinnovo le più vive, e le più calde raccomandazioni in proposito.
Presidente. In questo capitolo è pure iscritto
per parlare l'onorevole Cavalletto.
E presente?
Voci. Non c'è.
Presidente. L'onorevole Solimbergo ha facoltà
di parlare.
Solimbergo. Approfitto di questo capitolo del bilancio per rilevare qualche frase che trovo nel
pregevole rendiconto dell'Associazione italiana di
beneficenza in Trieste nel suo 15° anno, e per
provocare intorno ad esse una esplicita, dichiarazione dell'onorevole ministro degli affari esteri;
dichiarazione che mi auguro possa avere il significato d'una precisa promessa, d'un affidamento
sicuro.
L a benemerita Associazione italiana di beneficenza in Trieste, alla formazione del cui capitale contribuì e contribuisce largamente, quasi
per una metà, la privata generosità dei benefattori triestini, non appartenenti alla nostra
cittadinanza politica, è invero meritevole, per
molti e diversi aspetti, d'ogni maggiore riguardo
per parte del nostro Governo e d'ogni maggiore
anche morale incoraggiamento nel difficile e pietoso suo compito.
Ho detto che ad una larga parte del fondo
della Società italiana di beneficenza ha provveduto la cittadinanza triestina.
I n qualunque altro paese si fosse prodotto un
simile fenomeno, noi avremmo dovuto riguardarlo
un'anomalia, quasi un'umiliazione.
Non così a Trieste.
L a patria italiana accetta con riconoscenza
I/obolo fraterno dei generosi triestini 5 © scrive
mi ìiim dV£uoi ricordi questa nuòva Bglendictà,
Camera
TORNATA D E L L ' 8 A P R I L E
dd
Deputati
1384
prova che non mente nè traligna latin sangue gentile.
Ma, pur troppo, questo altresì giova notare, che
attualmente codesta istituzione benefica, patriottica, si trova, per diverse cause, specificate nell' ultima relazione della Società stessa, in condizioni
assai critiche; tali da tenerla lontana dal poter
provvedere efficacemente ai molteplici e gravi bisogni c h e suo nobile scopo di alleviare.
L e condizioni commerciali, ora poco favorevoli,
del paese; la necessità di provvedere a numerosi
rimpatri; l'assiduo crescere del numero de' soccorsi, col divulgarsi della conoscenza della pietosa
istituzione, sono tutte cause che concorrono a rendere più difficile la vita della istituzione medesima. Si aggiunga un' altra causa, assai grave e
che trovo così esposta nella relazione di cui parlo:
" Di gravissimo peso alla nostra Associazione
furono le conseguenze di un fatto che non venne
avvertito dai negoziatori del trattato di pace del
1866. —• Dopo l'unione delle provincie venete al
regno d'Italia, si stipulò che gli oriundi di quelle
province avevano la facoltà di dichiarare entro
due anni, se intendevano assumere la cittadinanza
italiana; si supponeva quindi che quelli i quali
non farebbero questa dichiarazione, essendo domiciliati già da moltissimi anni ed anche nati qui
(a Trieste), rimarrebbero sudditi austriaci appartenenti a questo Comune.
Collo stabilire questa massima generale non si
prese in considerazione lo statuto speciale della
città di Trieste, il quale richiede, che la pertinenza
al Comune debba venir chiesta di caso in caso al
Consiglio municipale, il quale ha diritto di accordarla 0 rifiutarla; ed esso la rifiuta, naturalmente,
a tutti quelli che non hanno mezzi assicurati di
sussistenza, per non incorrere nella necessità di
soccorrerli. — Oltreciò, molti avendo negletto di
fare la loro dichiarazione in tempo utile, invece
di essere considerati sudditi austriaci, come dovevasi interpretare dal trattato di pace, furono di»
ohiarati italiani,
Questo fatto gettò in braccio all'Associazione
circa 9000 italiani appartenenti alla più povera
classe dei giornalieri e che forniscono il maggior
contingente degli individui meritevoli di soccorso;
i quali non hanno verun diritto all'assistenza della
beneficenza pubblica triestina. ,,
E un fatto invero^ singolare e meritevolissimo di
speciale attenzione per parte del nostro Governo
quando formula le sue proposte.
Ma mi preme di venire ad una conclusione concreta, ©ci k perciò oh© intendo di richiamare l a più
tóevolà
attenzione cUH'oaoravóle ministro degli.
Atti
Parlamentari
LEGISLATURA
—
XV —
l
a
SESSIONE —
7X92
Camara
—
DISCUSSIONI
—
T O R N A T A ÌDELL'8 A P R I L E
dei
Deputa
1384
esser variate, per la ragione ricordata già dall'onorevole ministro degli esteri, in occasione della
proposta dell'onorevole Cavalletto. Se si mutassero troppo facilmente le somme dei vari capitoli,
" E questa così miserabile condizione della nola cifra complessiva del bilancio potrebbe risenstra italiana famiglia, frutto fatale delie circotire una tal variazione da mutare radicalmente
stanze suaccennate, ci obbligò a ricorrere al regio
le previsioni. Se l'onorevole Solimbergo all'inconGoverno, chiedendo un sussidio di almeno lire
tro ha inteso rivolgere all'onorevole ministro una
10,000 annue, facendo valere le suesposte ragioni
raccomandazione, perchè il sussidio di lire 1000
(alle quali io ho prima accennato rapidamente) e
finora dato alla Società di beneficenza di Trieste
basandoci sui vistosi sussidi governativi, dei quali
sia alquanto accresciuto, io non potrei che unire
godono le colonie italiane di Alessandria, Smirne,
le mie alle sue raccomandazioni.
Marsiglia, Parigi ecc. Se non che per ragioni fiPresidente. H a facoltà di parlare l'onorevole
nanziarie, il regio Governo ci accordò quest'anno
ministro
degli affari esteri.
un sussidio di lire 1000 soltanto, promettendoci di
Mancini, ministro degli affari esteri. L'onorevole
chiedere al Parlamento un credito speciale per gii
Novi-Lena
è ritornato a dire una parola sopra le
anni venturi.
indennità egiziane, che ieri annunciai essere state
" Facciamo voti — eosì chiude la relazione —
liquidate a favore dei danneggiati italiani nella
perchè questa promessa non sia dimenticata. „
somma ben rilevante di oltre 20 milioni. Ma egli
Io, alla mia volta, attendo dall'onorevole mi- dice che liquidazione non è pagamento, ed insiste
nistro non soltanto una precisa conferma di quella acciò questo pagamento venga sollecitato. Or io
promessa, ma un pegno positivo e concreto che credo di aver detto ieri che non solo questa
quella promessa avrà pieno compimento. E per somma è stata liquidata, ma in parte anche pagata,
ciò faccio formale preghiera all'onorevole ministro e che si sta pagando per tutte le indennità minori,
che nel bilancio che ora si discute, sia, per la vale a dire per le somme che non eccedano le 4200
Società italiana di beneficenza in Trieste, accre- 0 4300 lire italiane; e che per le indennità magsciuto, secondo la possibilità, il sussidio ; e che giori è indispensabile che si attenda il negoziato
di maggior somma s'intenda disporre nel bilancio di una operazione finanziaria col Groverno del Virettificativo di novembre e nei successivi, secondo ceré, la quale operazione è in corso di trattative.
persuade e domanda la speciale convenienza del
L'onorevole Novi-Lena deve considerare che se i
caso che ho avuto l'onore di presentare alla con- nostri italiani affrettano coi voti il più pronto
siderazione dell'onorevole ministro e della Camera. adempimento di questo pagamento, essi non sono
Presidente. L a Commissione vuole esprimere 1 soli; il Groverno italiano non è in ritardo più
il suo avviso su queste proposte?
degli altri ; tutti gli altri Governi d'Europa, e più
Cappelli, relatore. Io credo che la proposta di potenti, sono nelle medesime condizioni nostre, ed
a u m e n t o d e l l ' o n o r e v o l e C a v a l l e t t o e d a l t r i Sl£L stcltcl I hanno diritto ugualmente a vedere pagata l'indenritirata dall'onorevole Novi-Lena, che ha detto nità ai loro connazionali ; ma è inevitabile aspetesprimere il suo parere anche a nome dell'onorevole tare l'esito delle trattative delle quali ho parlato.
Cavalletto. Non resta quindi che la proposta del- Dal canto nostro non mancheremo di sollecitare
l'onorevole Solimbergo. Io non ho potuto ben per quanto sarà possibile l'adempimento di questo
comprendere, se egli proponga un aumento alla pagamento.
cifra stanziata nel capitolo; ovvero se egli faccia
L'onorevole Novi-Lena poi, nel ritirare la mouna semplice raccomandazione al ministro perchè zione fatta ieri dall'onorevole Cavalletto, anche
questi procuri, con le somme fissate nel capitolo a nome degli altri colleghi che vi avevano preso
stesso, di accrescere il sussidio di lire 1000, che è parte, per l'aumento'di lire 45,000 alla cifra instato concesso alla nostra Società di beneficenza scritta in bilancio per sovvenzione delle scuole
in Trieste.
italiane all'estero, ha specialmente dichiarato di
Nella prima di queste due ipotesi, cioè se l'ono- ritirare quella proposta, facendo assegnamento
revole Solimbergo intendo che la cifra stanziata sopra le dichiarazioni che da me ieri furono fatte.
in bilancio debba essere accresciuta, io non poIo non ho che a confeimiare anche oggi, che
trei, in nome della Commissione, esprimere una mio desiderio è di poter disporre di maggiori
opinione favorevole; perchè, salvo casi straordi- mezzi di quelli che sono in bilancio, già tutti
nari nei quali il bisogno dell'aumento sia ben di- impegnati, ed ho qui un prospetto della distrimostrato, le cifre stanziate in bilancio non possono , buzione fatta per quest'anno delP intera somma
affari esteri anche su questo punto del documento
che ho tra mani e che credo opportuno di riferire
testualmente :
Atti Parlamentari
LEGISLATURA
— 7193 —
XY —
l
a
SESSIONE
—
DISCUSSIONI
di sussidi; e veggo assolutamente che sono in difetto e ho bisogno di qualche somma suppletiva.
Ma essa potrà, nei limiti delle rigorose ed evidenti necessità, essere provveduta sul fondo delle
spese impreviste, nella forma che ieri indicai, allorché si presenteranno codeste manifeste necessità.
L'onorevole Solimbergo mi raccomanda l'Associazione italiana di beneficenza di Trieste, la
quale, fra le associazioni di beneficenza italiane
all'estero, finora ha ricevuto un sussidio governativo di annue lire mille, sussidio che l'onorevole
Solimbergo ritiene insufficiente. Egli vi ha letto
una deliberazione della direzione di quella benemerita Associazione, la quale si lusinga di poter
conseguire essa sola un sussidio di annue lire diecimila. Lascio alla Camera considerare quale
dovrebbe essere ia somma complessiva stanziata
in bilancio per poter concedere ad una sola di
queste associazioni una somma così rilevante.
Anche qui io ho sotto gli occhi l'elenco delle
Società di beneficenza sussidiate dal Governo.
Non sono destinate a quest'uso che lire 57,000
annue, di cui 55,500, credo, si trovano già distribuite o impegnate.
lo dunque per verità potrei dire di non avere
a mia disposizione più di lire 1500; ma farò
ogni sforzo con le possibili economie, e col metodo anche poc'anzi accennato, per dare all'Associazione triestina non meno di lire 2000 ; farò
anche il tentativo, senza poter assumere alcun
positivo impegno, di elevare questa concessione,
vove mi riesca possibile, fino a lire 3000, non di più
per l'anno corrente. Negli anni successivi, se mai
la somma complessiva verrà ad essere accresciuta,
naturalmente si potrà un po' più largheggiare nei
sussidi verso le associazioni più operose e benemerite, tra le quali mi compiaccio di annoverare
l'Associazione di beneficenza di Trieste.
Presidente. L'onorevole Novi-Lena ha ritirata
la proposta di aumento al capitolo 13. L'onorevole
Solimbergo insiste nella sua proposta?
Solimbergo. Io non ho fatto una proposta formale affinchè dalla somma stanziata in questo
capitolo del bilancio si cavino lire 9000 o altra
somma precisa, per sopperire ai gravi bisogni
della nostra Associazione di beneficenza in Trieste.
Io conosco le necessità del momento e mi sono
limitato ad una discreta domanda e ad una viva
preghiera all'onorevole ministro, e sono lieto e lo
ringrazio che questa preghiera egli abbia esaudita
in parte, cioè di ricavare da questa somma ben
più dello 1000 lire, allatto insufficienti, di sussidio ohe l'onorevole ministro intendeva di asse«
gnare alla Associazione, delle coi benemerenze ho
Camera dei
—
TORNATA D E L L ' 8
APRILE
Deputati
1884
detto breve parola. L'onorevole ministro mi ha
dato affidamento che saranno 3000 lire, ed io, per
ora, mi contento.
mancini, ministro degli affari esteri. 2000, possibilmente 3000.
Solimbergo. ...ed io prendo atto delle sue parole, fiducioso che sieno possibili le 3000 lire per
quest'anno, e ch'egli vorrà provvedere, siccome ha
promesso, più largamente nei successivi bilanci.
Presidente. Non essendovi altri orator inscritti,
e non essendovi nessuna proposta, poiché l'onorevole Novi-Lena ha ritirata la sua, pongo a partito lo stanziamento di questo capitolo nella somma
di 305,000 lire.
(E
approvato.)
Capitolo 14. Provvigioni (Spesa obbligatoria),
lire 15,500.
(E
approvato.)
Capitolo 15. Spesa per la colonia italiana di
Assab, lire 110,321.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Brunialti.
Brunialti. Io mi sono inscritto su questo capitolo, perchè mi è parso l'unico modo che a me
restasse per compiere il mio dovere. •
Avendo presentato una interpellanza e non
essendo stato invitato, per le condizioni della
Camera, a dichiarare prima della chiù ara della
discussione generale, se io fossi, o no, ¡sodisfatto
delle dichiarazioni dell'onorevole ministro degli
affari esteri, io mi credo in dovere di fa -e adesso
questa dichiarazione.
Devo però premettere un'osservazione riguardo
alla interpretazione che dall'onorevole Cavalletto è
stilici data, non solo a qualche mia parola, ina
a tutto quanto l'indirizzo del mio discorso.
L'onorevole Cavalletto ha supposto che io volessi eccitare il Governo del mio paese a seguire
quella politica di violenti annessioni coloniali colla
quale la Francia e l'Inghilterra aggiungono sempre nuovi possedimenti ai loro domini europei.
Ora il mio pensiero era lontanissimo dall'eccitare l'onorevole Mancini a seguire questa politica.
Io sono troppo fiero a questo riguardo di essere
stato discepolo dell'onorevole Mancini, prima di
diventare suo collega, ed apprezzo interamente y
anche sotto l'aspetto del nostro diritto internazionale, la nostra onesta e rispettosa polii ca coloniale. Non arriverò certamente fino al punto di
riconoscere un diritto di nazionalità ai mercanti
di schiavi dèi Sudan; ma certo do lode ill'onorevole Mancini di tener sempre in onore quei principi! oh© sono il fondamento della nostra unità
Atti Parlamentari
LEGISLATURA XV — l
~~ 7194
a
Camera dei Deputati
SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DELL'8 APRILE 1 8 8 4
nazionale. La Camera comprenderà come il rispetto altissimo che io ho per l'onorevole Cavalletto, mi vieti di aggiungere a qnesto riguardo
una parola di più, per quanto io sia addolorato di
essere stato da lui così duramente frainteso.
Di qualche altra parola che taluno ha forse avuto
l'intenzione di volgermi a guisa di censura non mi
do pensiero. Bensì ringrazio quei benevoli oratori
che sono venuti in appoggio al mio assunto e confortarono di nuovi argomenti le mie domande.
Riguardo alle interruzioni fatte a me da tale,
che avrebbe avuto maggior dovere di dare ad altri
esempio, non dirò di cortesia, ma di tolleranza, io
so troppo che cosa valgano queste interruzioni e
dove esse mirino per darmi nemmeno la pena di
rilevarle.
Un ultima parola dirò all'onorevole ministro
degli affari esteri, per dichiarargli, che io sono
molto lieto delle dichiarazioni che io gli ho dato
occasione di fare alla Camera ed al paese. Tutti
avranno notato, nel suo discorso, un' energia assai
maggiore di quella che noi eravamo abituati a
sentire da quei banchi ; ed io confido che se anche
noi non faremo una politica di annessioni e di conquiste, sapremo però aspirare fortemente ad un
avvenire di espansione civile e commerciale, quale
è, a mio avviso, assolutamente necessaria per l'avvenire del nostro paese. (Bravo ! Bene!)
Presidente. Non essendovi altre osservazioni in
contrario pongo a partito il capitolo 15.
(È approvato, e lo sono del pari senza discussione i seguenti:)
Categoria quarta. — Partite di giro. — Capitolo 16. Fitto di beni demaniali destinati ad uso
od in servizio di amministrazioni governative,
lire 100,500.
Titolo II. —- Spesa straordinaria. —- Categoria
prima. — Spese effettive. — Spese generali. — Capitolo 17. Assegni provvisori e d'aspettativa (Spese
fìsse), lire 8,300.
Capitolo 18. Spesa di prima istituzione dell'archivio e della biblioteca, lire 10,000.
Capitolo 19. Spesa per la continuazione delle
costruzioni in corso d'Àssab, lire 28,000.
Riassunto. — Titolo I. — Spesa ordinaria,
Categoria prima. — Spese effettive. — Spese generali, lire 722,800.
Speso di rappresentanza all'estero, lire 5,281,816.
Spese diverse, lire 1,062,321.
Totale della categoria prima, lire 7,066,937.
Categoria quarta. — Partite di giro, lire 100,500.
Totale della spesa ordinaria^ lira 7^167^37«
{È
Titolo II. — Spesa straordinaria. — Categoria
prima. — Spese effettive. —• Spese generali, lire
46,030.
Totale della spesa straordinaria, lire 46,300.
(È approvato.)
Insieme (spesa ordinaria e straordinaria), lire
7,213,737.
(.E approvato.)
Ora viene l'articolo unico del disegno di legge.
Ne do lettura.
" Articolo uuico. Il Governo del Re è autorizzato a far pagare le spese ordinarie e straordinarie del Ministero degli affari esteri per l'esercizio finanziario dal 1° luglio 1884 al 30 giugno
1885, in conformità dello stato di previsione annesso alla presente legge. „
Chi approva quest'articolo unico è pregato di
alzarsi.
{E approvato.)
Annunzio di domande d'interrogazione
e d'interpellanza.
Presidente. È giunta alla Presidenza la seguente
domanda d'interpellanza:
" I sottoscritti domandano interpellare i signori
ministri dell'interno, dei lavori pubblici e delle
finanze sulla concessione di derivazione dal fiume
Adda a Marzano che si annunzia approvata per
un comitato cremonese, e rifiutata al comune di
Lodi.
" Cagnola Francesco,
" Maiocchi, Pavesi, „
Prego l'onorevole presidente del Consiglio, ministro dell'interno, di dire se e quando il Governo
intenda di rispondere a questa interpellanza.
Sepretis, presidente del Consìglio. Evidentemente
io non potrei dir nulla oggi, marni riservo di dire
nella prossima tornata se, e quando potremo rispondere alla interpellanza dell'onorevole Cagnola
e dei suoi colleghi.
Presidente. Acconsente, onorevole Cagnola?
Gagnola. Non ho difficoltà da opporre.
Presidente. Si stabilirà allora in altra seduta se
e quando avrà luogo lo svolgimento dell'interpellanza degli onorevoli Cagnola, Maiocchi, Pavesi.
L'onorevole Luzzatti ha presentata la seguente
domanda d'interrogazione ;
XI sottoieritto domanda di interrogare Fono*
setoli ministro dei latori ròiiki g'ulli condì*
u
7195 —
A iti Parla,mentavi
LEGISLATURA
XV —
LA
SESSIONE —
DISCUSSIONI —
TORNATA
Camera dei Deputati
DELL'8 I P R I L E 1884
zioni della Cassa-pensioni delle ferrovie dell'Alta tato la relazione l'onorevole Chimirri, sia dichiaItalia e sul modo di provvedere ai fini morali ed rato urgente.
economici che essa deve raggiungere. „
{L urgenza è ammessa.')
Non essendo presente l'onorevole ministro dei
lavori pubblici, prego il presidente del Consiglio
Discussione sull'ordine del giorno.
di comunicargli questa domanda d'interrogazione.
Depretis, presidente del Consiglio. Non mancherò
Borgatta, Chiedo di parlare.
di comunicargliela.
Presidente. L'onorevole Borgatta ha facoltà di
parlare.
Borgatta. Mi pare che oramai siamo giunti al
Votazione a scrutinio segreto del bilancio
momento...
[Ilarità — Rumori)
del Ministero degli esteri.
Presidente. Onorevoli colleghi, li prego di fare
Presidente. Procederemo ora alla votazione a silenzio.
Borgatta. Siamo oramai giunti al momento in
scrutinio segreto del bilancio degli affari esteri.
cui
la Camera suole prendere le sue ferie paSi faccia la chiama.
squali.
{Commenti) Io credo che, questo anno,
Quartieri, segretario fa la chiama.
per
molte
ragioni, convenga che le vacanze siano
Presidente. Annunzio alla Camera il risulta- brevi quanto
più è possibile; quindi mi permetto
mento della votazione a scrutinio segreto sul bilan- di proporre che,
dopo la seduta di oggi, la Cacio di prima previsione della spesa del Ministero mera voglia prorogare
le sue sedute al giorno 21
degli affari esteri per l'esercizio 1884-1885.
di questo mese. {Mormorio —- Commenti)
Maurigi. Chiedo di parlare.
Presenti e votanti . . . . 240
Presidente. Parli pure.
Maggioranza
121
Maurigi. Se la Camera è d'avviso di non prenVoti favorevoli . . 175
dere le vacanze, io, con gran piacere, darò il mio
Voti contrari . . 65
voto
in questo senso ; però se si crede di asso{La Camera approva.)
luta necessità che vacanze vi siano, allora il
giorno 21, per parecchie coincidenze che ricorrono agli ultimi del mese, e che la Camera coPresentazione eli una relazione'.
nosce, non mi pare il più opportuno ; giacche in
Presidente. Invito l'onorevole Chimirri a recarsi quel giorno assai difficilmente potrà aversi a Roma
un numero conveniente di deputati. Anche l'alalla tribuna per presentare una relazione.
Chimirri. Mi onoro di presentare alla Camera tro inaino del Parlamento ha prorogato le sue torla relazione sul disegno di legge intorno alla re-, nate fino al giorno 2 di maggio. Io dunque non
sponsabilità civile dei padroni e di altri commit- fo che una proposta subordinata : se la Camera
tenti nei casi d'infortunio di operai sul lavoro. respinge la proposta delle vacanze, io la respingerò volentieri ; ma, se la ammette, propongo che
(Vedi Stampato n° 73-A.)
Presidente. Questa relazione sarà stampata e le vacanze si prolunghino fino al 1° di maggio.
( Commenti)
distribuita.
Maffi. Chiedo di parlare.
Finzi. Chiedo di parlare.
Presidente. Ne ha facoltà.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Maffi. Prego la Camera di consentire che sia Finzi.
iscritto nell'ordine del giorno, il disegno di legge
Finzi. Io credeva che non si avrebbe a parsul quale l'onorevole Chimirri ha testé presentato lare sì tosto delle vacanze pasquali, poiché la
la relazione.
Camera è oggi molto numerosa. Pare a me che a
Presidente. Onorevole Maffi, soltanto quando la tutto giovedì le sedute della Camera potrebbero
relazione sarà stampata e distribuita, ella potrà continuare, giacche dal venerdì al sabato, coi
chiedere che il disegno di legge venga inscritto mezzi di comunicazione che ci sono, tutti posnell'ordine del giorno.
sono far ritorno alle loro case, e passare nel seno
Maffi. Allora prego la Camera di voler dichia- delle loro famiglie le feste pasquali.
In quanto poi a riprendere i nostri lavori, in
rare urgente quel disegno eli legge.
Presidente. L'onorevole Maffi chiede che que- vista della situazione parlamentare, io credo che* si.
sto disegno di legge, sul quale or ora ha presen- dovrebbe determinare il termine più breve posJ
}
Atti Po damentari
LEGISLATURA
— 7198 —
XV
—
l
a
SESSIONE —
DISCUSSIONI — TORNATA DE'Ll/8
sibile: proporrei quindi che le vacanze terminassero al 15 del corrente mese.
Voci. Ilo! no!
Pinzi. Perchè no ? Abbiamo molto lavoro da
compiere e dobbiamo far tesoro del tempo.
Toscane!!!. Chiedo di parlare.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Toscanelli.
Toscanoili. Io credo che la proposta dell'onorevole Finzi sia piuttosto teorica che pratica, poiché
ritengo ci e la Camera domani non sarà in numero;
e però mi unisco alla proposta dell'onorevole Maurigi, che cioè la Camera sia riconvocata per il
primo di maggio.
Presidente. Stimo opportuno far osservare alla
Camera, che il primo disegno di legge inscritto
nell'ordine del giorno " Disposizioni intese a promuovere i rimboschimenti „ non potrebbe essere
messo in discussione, perchè il relatore, l'onorevole
Giolitti, è ammalato.
L'onorevole Finzi ha facoltà di parlare.
Finzi. Ho chiesto di parlare soltanto per rispondere all'oiorevole Toscanelli che la teoria da lui
invocata ili riesce del tutto nuova. Egli vuol fondarsi sop: a un atto dei deputati che potrebbe verificarsi e all'avvenire, ma che oggi non si può considerare che come un'ipotesi, ch'io non giudico
fondata. Il fatto è che oggi la Camera è molto numerosa, e che con un po'di buon volere si potrebbe
continuar .) a discutere domani e dopo.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Lualdi.
Luaidi. Pregherei la Camera di voler accogliere
la proposta dell'onorevole Maurigi. Il fatto dell'inauguri zione dell'Esposizione nazionale di Torino mi p^re abbastanza importante per giustificare in noi il desiderio di prendere parte a quella
solennità.
Preside-ite. Dunque ci sono tre proposte : una
dell'onorevole Finzi, che la Camera incominci le
sue vacanze venerdì, un'altra dell'onorevole Borgatta che la Camera si aggiorni da oggi fino al 21
aprile, e la terza dell'onorevole Maurigi il quale
vorrebbe che la Camera si aggiornasse da oggi fino
al primo maggio.
Maurigi Chiedo di parlare.
Preside ite. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Maurigi,
iVlaurigi Onorevole presidente, la mia proposta
è subordii ata ai caso in cui la Camera ammetta
il principio delle vacanze, perchè, come ho dichiarato, io sono contrario alle vacanze; ma se si delibera di prenderle bisogna dare agio a tutti di
profittarne.
Camera dei Deputati
APRILE
1884
Depretispresidente del Consiglio. Chiedo di parlare.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
presidente del Consiglio.
Depretis, presidente del Consiglio. Io farei una
prima proposta, che cioè la Camera impieghi la
seduta d'oggi, il tempo che ancora le rimane, a
discutere due disegni di legge che sono nell'ordine
del giorno, dei quali si era rimandata la discussione a dopo le vacanze e che non possono incontrare nessuna difficoltà: sono notati ai numeri 6
e 7. (Rumori)
Presidente. Facciano silenzio.
Depretis, presidente del Consiglio. Sarà tanto
tempo guadagnato per le sedute della Camera.
Crispi. Non è tempo guadagnato facendo vacanza.
Depretis, presidente del Consiglio. Se la Camera
delibera di non prendere le vacanze, il Ministero
le sarà gratissimo della sua diligenza, e non farà
che associarsi al suo voto; ma io dubito che la
Camera voglia deviare quest'anno dalla sua consuetudine di prendere alcuni giorni di vacanza per
le feste pasquali, ed in questo caso io desidererei
che le vacanze fossero le più brevi possibili. Perciò io non potrei assolutamente consentire nella
proposta di rimandare la ripresa dei lavori parlamentari al 1° maggio : si tratta di perdere nientemeno che 22 giorni : è troppo, assolutamente
troppo.
D'altra parte, se vacanze ci devono essere, bisogna che siano di un certo numero di giorni, perchè i nostri onorevoli colleghi possano fare il
viaggio, visitare le loro famiglie, fermarvisi qualche giorno, e ritornare; quindi se sono troppo brevi,
proprio troppo brevi, credo che alla ripresa dei
lavori la Camera non sarà in numero ; e pertanto
io volevo proporre il 17. (Rumori)
Voci. Brutto numero.
Depretis, -presidente del Consiglio. E il numero,
se non erro, della speranza il 17. (Ilarità)
Non saprei. Prendere il giorno prima, è troppo
presto e non mi piace; ne il successivo, perchè è
un venerdì, e ci sono anche taluni che credono
che il venerdì sia un giorno infausto. Tuttavia io
mi arrenderei alla prima proposta che fu fatta,
cioè che la Camera riprendesse i suoi lavori lunedì 21 aprile, se tale è il desiderio della Camera;
e sempre premettendo che, se essa vuol deviare
dalla consuetudine di prender le vacanze, il Ministero non potrà che associarsi a questo voto.
Presidente. Onorevole presidente del Consiglio,
quanto ai due disegni di legge che sono inscritti
ai numeri 6 e 7 dell'ordine del giorno, se non sor-
A Hi Parlarmntarì
LEGISLATURA
— 7197 —XV —
l
a
SESSIONE —
DISCUSSIONI
gono opposizioni, si metteranno in discussione oggi
stesso.
L'onorevole Finzi mantiene la sua proposta,
anche dopo le dichiarazioni del presidente del
Consiglio?
Finzi. Ma l'onorevole presidente del Consiglio
non ha detto che la Camera debba prendere le ferie oggi stesso, quindi io mantengo la mia proposta, che la Camera debba prorogarsi giovedì.
Lucca. Chiedo di parlare.
Presidente. Ha facoltà di parlare.
Lucca. Ho chiesto di parlare per domandare all'onorevole presidente del Consiglio, se, nella sua
saviezza, abbia ricordato che il giorno 23 del corrente aprile quarantatre deputati, per incarico
della Camera, debbono recarsi a Biella per assistere al funerale del compianto Sella.
Presidente. Io pongo a partito prima la proposta dell'onorevole Finzi, che ha carattere sospensivo. Poi porrò ai voti quella dell'onorevole Maurigi, che è la più larga, e, quando questa non sia
accettata, quella dell'onorevole Borgatta.
L'onorevole Finzi propone di sospendere qualsiasi deliberazione intorno alla durata delle vacanze fino al giorno di giovedì, cioè, propone di
rimandare a giovedì ogni deliberazione intorno
ad esse.
Chi approva questa proposta è pregato di alzarsi.
—
TOIiìJATÀ D E L L ' 8
Camera dei
APEILE
Deputati
1884
cioè che la Camera si aggiorni sino al 21 corrente.
La proposta dell'onorevole Trompeo, essendo la
più larga, la porrò a partito per la prima; ove la
medesima non sia dalla Camera approvata, metterò ai voti quella dell'onorevole Borgatta. Chi è
d'avviso che la Camera, a partire da domani, si
aggiorni al 25 aprile è pregato di alzarsi.
(.La Camera non approva.)
Pongo a partito la proposta dell'onorevole Borgatta, cioè che la Camera si aggiorni da oggi al
21 corrente.
{E approvata.)
Interrogazione dei deputati Sanguinetti e laffì.
P r e s i d e n t e . Prima di procedere alla discussione
dei due disegni di legge ai numeri 6 e 7 dell'ordino del giorno, debbo chiedere all'onorevole presidente del Consiglio ed all'onorevole ministro
della marineria quando intendano di rispondere
alla interrogazione che fu presentata ieri dagli
onorevoli Sangui netti e Maffi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro della
marineria.
Brin f ministro della marineria. Io desidero di
dare alla Camera tutti gli schiarimenti sopra la
questione che forma argomento dell'interrogazione
{Dopoprova e controprova, la proposta dell'onodegli onorevoli Sanguinetti e Maffi; quindi credo
revole Finzi non è approvata.)
che si potrebbe determinare per lo svolgimento
di quella interrogazione una delle prime sedute
Ha facoltà di parlare l'onorevole Trompeo.
Trompeo. Vorrei fare una proposta, che oserei che terrà la Camera quando riprenderà i suoi lachiamare conciliativa e spero sarà accolta dalla vori.
P r e s i d e n t e . L'onorevole Sanguinetti ha facoltà
Camera e dal Ministero. Il giorno 23, parecchi dei
di
parlare.
nostri colleghi, in seguito a deliberazione della
Camera stessa, debbono recarsi a compiere un
Sanguinetti. Anche in nome dell'onorevole Maffi,
mesto e doveroso ufficio nella patria e sulla tomba dichiaro di accettare la proposta fatta dall'onorevole
di Quintino Sella; e quindi io proporrei che le va- ministro della marineria, cioè che ai riprendersi
canze si protraessero almeno fino al giorno 25. dei lavori parlamentari si stabilisca il giorno per
{Rumori a sinistra)
lo svolgimento della nostra interrogazione.
Però io debbo esprimere all'onorevole ministro
Presidente. Facciano silenzio.
Presidente. Ha facoltà di parlare 1' onorevole un mio desiderio. La questione sulla quale abbiamo chiesto di interrogarlo è altamente delicata
Maurìgi.
^aurigi. Io ritiro la mia proposta e mi associo e anche importante. Io spero che l'onorevole mia quella dell'onorevole Trompeo, la quale, come nistro della marineria, il quale è uomo non solo
proposta media, e che risponde alle necessità par- di mente, ma anche di cuore, vorrà in questo periodo di tempo esaminarla per vedere se da parte
lamentari, spero potrà essere accolta.
Presidente. Dunque ci sono due proposte. Una del- del Governo non ci sia da prendere qualche provl'onorevole Trompeo, alla quale si associa l'onore- vedimento, il quale soddisfaccia alle esigenze della
vole Maurigi, cioè che la Camera si aggiorni sino giustizia e dell'equità e valga a rendere inutile lo
al 25 aprile 5 una dell'onorevole Borgatta, alla quale svolgimento dell'interrogazione.
si è associato l'onorevole presidente del Consiglio5
Confido nel suo senno e nel suo cuore; e spero
m
Atti Parlamentari
LEGISLATURA XV —
7198 —•
la
SESSIONE —
DISCUSSIONI —
che, se egli studierà con intelletto d'amore la gravissima questione, prenderà quei provvedimenti
che sono di sua spettanza, ed eserciterà anche quella
legittima influenza che pur non è estranea alle sue
attribuzioni, renderà meno difficile e meno aspra
la soluzione d'una questione che pur include tanti
legittimi interessi. Questo mi importava di dire
fin d'ora5 salvo ad esaminare poi quale sia stata
l'azione governativa, e se meritevole o no di lode.
Presidente. Rimane dunque stabilito che il
giorno per lo svolgimento di questa interrogazione
verrà determinato quando la Camera riprenderà
i suoi lavori.
Discussione della proposta di legge per aggregare
il comune di Castagneto al mandamento di Citi—
vasso.
Presidente. Ora si procederà alla discussione
del disegno di legge relativo all'aggregazione del
comune di Castagneto, in provincia di Torino, al
mandamento di Chivasso.
Si dia lettura del disegno di legge.
Ungaro, segretario. ne dà lettura (Vedi stampato n. 119-a.)
Presidente. Dichiaro aperta la discussione generale. (Pausa)
Nessuno chiedendo di parlare e non essendovi
oratori iscritti, dichiaro chiusa la discussione generale.
Passeremo alla discussione degli articoli.
Art. 1. A cominciare dal 1° gennaio 1884, il comune di Castagneto, in provincia di Torino, e
distaccato dal mandamento di Casalborgone, ed
unito al mandamento di Chivasso per tutti i rapporti amministrativi e giudiziari.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sanguinetti.
Sanguinetti. (Della Commissione) Siccome il disegno di legge non fu discusso in tempo, è necessario introdurre una ' piccola modificazione
nell'articolo primo, cioè, invece di dire " p r i m o
gennaio 1884 „ si dovrà dire " primo gennaio
1885. „
Presidente. L'onorevole Sanguinetti propone che
alle parole : 1° gennaio 1884, si sostituiscano le altre :
1° gennaio 1885.
Onorevole ministro accetta?
Ferracci«, ministro di grazia e giustizia. Acconsento.
Presidente. Nessun altro chiedendo di parlare,
pongo a partito l'articolo primo che ho letto, colla
modificazione proposta dall'onorevole Sanguinetti.
(È
approvato.)
^
^^
Camera dei
TORNATA BELL'8 APRILE
Deputati
1884
" Art. 2. Il Governo del Re farà, con decreto
reale, quanto occorre per l'esecuzione della presente legge. „
{È approvato.)
Questo disegno di leggo sarà votato oggi stesso
a scrutinio segreto.
Discussione Clelia proposta di legge per aggregare
il contine di Settimo-Torinese al mandamento
ili Vociano.
JL
Presidente. Passeremo alla discussione dell'altro
disegno di legge: aggregazione del comune di Settimo-Torinese in provincia di Torino al mandamento di Volpi ano.
Si dia lettura del disegno di legge.
Ungaro, segretario, ne dà lettura (Vedi stampato
n° 120-a.)
Presidente. Dichiaro aperta la discussione generale. {Pausa)
Nessuno chiedendo di parlare e non essendovi
oratori iscritti, dichiaro chiusa la discussione generale.
Passeremo alla discussione degli articoli :
Art. 1. Il comune di Settimo Torinese è separato
dal mandamento di Caselle ed aggregato al mandamento diVolpiano a datare d a l l 0 gennaio 1884.
ChiapiSSSO, relatore. Chiedo di parlare.
Presidente. Ne ha facoltà.
Chiapusso, relatore. La proposta della Commissione avrebbe modificato il disegno di legge nella
parte che concerne il tempo nel quale dovrà andare in attività, stabilendo che si sostituisca al
1° gennaio 1884, il 1° gennaio 1885.
Presidente. Non essendovi altre osservazioni in
contrario, pongo a partito l'articolo primo che ho
letto coll'emendamento proposto dall'onorevole relatore.
(È
approvato.)
Art. 2. Con decreto reale sarà provveduto alla
esecuzione della presente legge nei rapporti e per
gli effetti amministrativi e giudiziari.
(E
approvato.)
Svolgimento di una interrogazione del deputato
Ferrari .Carlo al ministro dei lavori pubblici.
Ferrari Carlo. Chiedo di parlare.
Presidente. Ha facoltà di parlare.
Ferrari Carlo. Nei primi giorni del mese di marzo
io aveva presentata un' interrogazione all'onore-
Atti Parlamentari
LEGISLATURA XV — l
— 7199 —a
Camera; dei Deputati
SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA BEI.L'8 APRILE 1884
vole ministro dei lavori pubblici, relativa all'andamento dei lavori della succursale dei Giovi. L'onorevole ministro si era riservato di assumere
informazioni per rispondere a questa mia interrogazione. Da un privato colloquio avuto seco lui
seppi che queste informazioni gli arrivarono soltanto alla vigilia del giorno in cui è sopravvenuta
la crisi* per conseguenza la mia interrogazione
non ha potuto essere svolta dinanzi alia Camera
prima d'oggi. Ora, giacche ho il piacere di vedere
oggi presente l'onorevole ministro dei Lavori pubblici, dovrei pregarlo di volere fare conoscere in
qual giorno egli gradirebbe di rispondere alla mia
interrogazione; ma il lungo tempo decorso dal
giorno in cui e.3sa fu presentata, il desiderio
sempre in me vivo di occupare il meno possibile il tempo prezioso della Camera, e l'impazienza ben giusta dei miei colleghi di cominciare
le vacanze pasquali, mi consigliano a compendiare brevemente le mie interrogazioni all'onorevole ministro prescindendo da qualsiasi svolgimento; colla speranza che le sue risposte varranno
a tranquillare le inquietudini delle popolazioni
interessate al sollecito compimento della succursale dei Giovi, ed a far paghi gli abitanti delle
frazioni suburbane di Genova.
Io prego per conseguenza l'onorevole ministro
dei lavori pubblici di volermi dire, 1° quale sia
la natura e l'importanza delle difficoltà che si
sono incontrate nell'accollamento dei lavori della
succursale dei Giovi. 2° Se queste difficoltà non
potevano con opportuni assaggi prevedersi ed evitarsi. 3° Se le stesse difficoltà potranno facilmente
superarsi, quale ritardo ne deriverà nell'ultimazione dei lavori, e quale approssimativamente
sarà l'aumento di spesa occorrente. 4° Se infine
il Governo è informato che i lavori siano eseguiti
in modo soddisfacente, e con materiali di buona
qualità. Quanto poi alla stazione orientale, se
l'onorevole ministro e con esso il Governo non
ritengono affatto angusta e disadatta ai bisogni
del traffico l'attuale stazione piazza Principe in
Genova, e non ritengono necessario ampliarla o
trasferire altrove la stazione principale di eletta
città. Data questa seconda ipotesi, se non crede
l'onorevole ministro meno opportuna la cessione
al municipio di Genova dell'area che si ricaverà
dalla demolizione delle fronti basse e dalla spianata del Bisagno, senza riservarsi la facoltà di riscattarle qualora occorressero per l'ampliamento
della stazione di piazza Brignole.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
ministro dei lavori pubblici.
Cenala, ministro dei lavori pubblici. Se l'onorevole Ferrari lo crede e la Camera lo acconsente,
io sono in grado di dare anche subito all'onorevole
Ferrari alcune notizie, che gli possono interessare.
Voci. Sì! sì!
Ferrara Carlo. Le
udirò con piacere.
Genala, ministro dei lavori pubblici. Dirò dunque che si sono infatti incontrate difficoltà nella
costruzione delle gallerie per la succursale dei
Giovi. Per conoscere esattamente le cagioni di
questo fatto, e soprattutto perchè mi venissero
proposti provvedimenti concreti, che rendessero
più breve che fosse possibile il tempo per la esecuzione dei lavori, ho inviato sul posto uno dei
migliori ispettori del Genio civile. E dal suo rapporto risulta che realmente i terreni sono cattivi,
e che non si può adoperare così largamente, come
si credeva, la perforazione meccanica. Di lì la
necessità di prendere altri provvedimenti i. quali
costerebbero allo Stato una somma maggiore, e ritarderebbero di circa un anno il compimento della
linea.
Questi provvedimenti sono già stati sottoposti
al voto del Consiglio superiore, ed io credo che
forse entro quindici giorni potranno essere approvati e verso i primi di maggio, si potrà incominciare a metterle in azione.
Ulteriori saggi per altro lasciano sperare che in
qualche parte vi sia una roccia sufficientemente
dura, da consentire la perforazione meccanica;
questa è una speranza che mi nasce da una notizia ricevuta or ora, e che spero sia vera.
Un' altra interrogazione voleva farmi l'onorevole Ferrari, intorno la stazione orientale di
piazza' Brignole.
Gli studi per questa stazione, debbono rifarsi
da capo; ma sono già incominciati in seguito
alla convenzione stipulata tra il Governo ed il
comune di Genova. Per essa si potrà dare a
cotesta stazione un maggior sviluppo in modo da
corrispondere,,non solo agli interessi di Genova,
ma altresì a quelli di tutte le derivazioni che da
Torino e da Milano sono dirette verso la capitale
del regno. A questo proposito io posso assicurare
l'onorevole Ferrari che nel disegno di legge per
le maggiori spese ferroviarie sarà compresa la
somma necessaria per ingrandire maggiormente
la stazione orientale di Genova.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Ferrari.
Ferrari Carlo. Io mi dichiaro soltanto in parte
sodisfatto della risposta datami dall'onorevole mi-
Atti
Parlamentari
LEGISLATURA XV
Camera dei Deputati
7200
I
a
SESSIONE
DISCUSSIONI
nistro; imperocché, non avendo io avuto modo di
sviluppare la mia interrogazione, l'onorevole ministro non ha potuto dare completo esaurimento
alle mie interrogazioni, e non ha potuto conoscere
un'altra domanda che io intendeva pur di rivolgergli. E questa domanda è la seguente.
La stazione di piazza Brignote di Genova, serve
esclusivamente agli abitanti delle frazioni suburbane di Genova, frazioni che contano una popolazione di oltre 30,000 abitanti. Orbene, queste
popolazioni, per accedere alla stazione di piazza
Brignolc, devono attraversare la linea daziaria di
Genova, e l'onorevole ministro ben conosce quante
siano le noie e le molestie a cui si deve andare
incontro per attraversare una linea daziaria.
Vi sarebbe modo, con pochissima spesa, di liberare queste popolazioni da tale incomodo e da
tali noie, e cioè col procurare loro un accesso
diretto alla stazione, indipendentemente dalla linea daziaria. Io vorrei che l'onorevole ministro
dei lavori pubblici, sia che le ferrovie dovessero
essere affidate all' esercizio privato, sia che dovesse lo Stato continuare ad esercitarle, prendesse
in considerazione la preghiera che gli ho ora rivolta. Poiché se quelle popolazioni non l'hanno
fino ad ora molto annoiato colle loro istanze, creda
però l'onorevole ministro, che quella da ine accennata è una questione la quale merita tutta la
sua attenzione, e che egli, provvedendo all'inconveniente lamentato, farà opera altamente giusta.
Presidente. L'onorevole ministro dei lavori pubblici ha facoltà di parlare.
Genaio,, ministro dei lavori pubblici. Terrò in
considerazione l'osservazione molto giusta fatta
dall'onorevole Ferrari, perchè tutto quanto può
agevolare l'accesso alle stazioni ferroviarie, è certamente anche nell'interesse dell'esercizio ferroviario.
Presidente. L'onorevole Co dronghi ha facoltà di
parlare.
Codronch!. Pregherei la Camera di volere iscrivere nell'ordine del giorno, alla ripresa dei lavori
parlamentari, la discussione del disegno di legge
per aggregare il comune di Castel di Rio alla provincia di Bologna; disegno di legge, la cui relazione...
Presidente, Non è stata distribuita ancora.
Codrenohi. ...sarà distribuita oggi.
Presidente. Siccome la Camera si aggiorna, così
parmi che possa deliberare l'iscrizione nell'ordine
del giorno, alla ripresa dei lavori, del disegno di
legge testé accennato dall'onorevole Codronchi.
TORNATA B E L L ' S APRILE 1 8 8 4
Io poi prego la Camera di volere autorizzare la
Presidenza a fare stampare, distribuire, ed iscrivere nell'ordine del giorno quelle relazioni che la
Commissione del bilancio possa presentare durante
le vacanze, come fu sempre praticato al fine di accelerare i nostri lavori. [Si, si)
Rimane dunque così stabilito.
Intanto, se non ci sono osservazioni in contrario, s'intenderà anche approvata la proposta
dell'onorevole Codronchi, cioè l'iscrizione nell'ordine del giorno del disegno di legge al quale egli
ha fatto allusione.
(.La Camera approva.)
È presente l'onorevole Luzzatti? (Sì, sì)
L'onorevole Luzzatti aveva presentato una domanda d'interrogazione all'onorevole ministro dei
lavori pubblici, circa alle condizioni della Cassapensioni delle ferrovie dell'Alta Italia, e al modo
di provvedere ai fini morali ed economici che
essa deve raggiungere.
L'onorevole ministro ha facoltà di parlare per
dire se e quando intenda di rispondere a questa
domanda d'interrogazione.
Oenaia, ministro dei lavori pubblici. Io indicherò nella prossima tornata, quando potrò rispondere all'onorevole Luzzatti; credo che ciò
potrà essere nel primo giorno della ripresa dei
nostri lavori ; intanto, fino da questo momento,
posso assicurare l'onorevole Luzzatti che, sia i
diritti e gli interessi degl'impiegati, siala situazione della Cassa-pensioni, hanno già formato oggetto di studi e di provvedimenti da parte del
Governo.
itti. Ringrazio l'onorevole ministro di questa sua dichiarazione. Molti interessi sono involti
in questa delicata questione; quindi attenderò che
egli mi indichi il giorno in cui potrà rispondere
più particolarmente alla mia domanda.
Presidente. Ella dunque, non insiste per ora,
nella sua interrogazione, ed è sodisfatto delle dichiarazioni dell'onorevole ministro. (Uonorevole
Luzzatti fa segni di assenso.)
Presidente, Gli Uffici I e IX, non avendo esaurito ancora l'esame dei disegni di legge ad essi
sottoposti, io stimerei opportuno che, domani, alle
11 antimeridiane, fossero convocati per terminare
il loro ordine del giorno. (Si si!) Rimarrà così stabilito.
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Atti Parlamentari
LEGISLATURA
Camera dei Deputati
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XV —
la
SESSIONE —
i ii. hwaiMMaiiii
DISCUSSIONI
—
TORNATA
DELL'8
APRILE
1884
La Presidenza farà stampare e distribuire agli
onorevoli deputati quelle relazioni che saranno
Presidente. Ora si procederà alla chiama per la nel frattempo presentate dalla Commissione del
votazione a scrutinio segreto dei due disegni di bilancio, e le aggiungerà nell'ordine del giorno.
legge che furono poco fa votati per alzata e seduta.
La seduta è levata alle ore 6 15.
Quartieri, segretario, fa la chiama.
Presidente. Dichiaro chiusa la votazione.
Votazione a scrutinio segreto.
(I segretari Quartieri e Ungaro numerano i voti)
Dalla numerazione dei voti, essendo risultato
la Camera non trovarsi in numero, dichiaro nulle
le votazioni teste seguite.
In conformità della deliberazione presa, la Camera aggiorna lo suo sedute al giorno 21 aprile.
Prof.
ÀVT. LUIGI RAVANI
Capo dell'ufficio di revisione
Roma, 1884. — Tip. della Camera dei Deputati
(Stabilimenti del Fibreno).

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