Centro Donna consulenza e assistenza in materia penale

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Centro Donna consulenza e assistenza in materia penale
STUDIO LEGALE GARISTO
Viale Regina Margherita n. 30 - 20122 MILANO
Tel. 02 – 89078617 - Fax 02 - 54118758
e-mail: [email protected]
Avv. Francesca Romana Garisto
patrocinante in cassazione
Avv. Luisa Bontempi
patrocinante in Cassazione
Avv. Paola Frasson
Centro Donna
consulenza e assistenza in materia penale
Lo studio legale Francesca Garisto ha elaborato, con il Centro Donna, la possibilità di fornire alle
iscritte un’assistenza legale per gli aspetti penali insiti nelle vicende che le riguardano.
L’assistenza legale di carattere penale, unitamente alla difesa prestata dal punto di vista civilistico e
lavoristico dalle altre colleghe che collaborano con il Centro, oggi consente di offrire, laddove
necessario, un’assistenza legale completa, per tutti i diversi aspetti di una singola vicenda.
Le situazioni portate alla nostra attenzione si sviluppano soprattutto:
• in ambito familiare: violenza in famiglia (fisica, piscologica, economica, sessuale),
maltrattamenti in famiglia, violazione degli obblighi di assistenza familiare;
• in ambito lavorativo: molestie sessuali, mobbing sufficientemente grave da integrare il reato
di maltrattamenti sul luogo di lavoro, violenza privata;
• nei rapporti personali: stalking, fenomeno che in realtà può nascere anche da pregressi
rapporti di famiglia o di lavoro;
In particolare, il nostro intervento si articola nelle seguenti attività:
• un primo incontro con l’utente del Centro Donna, in cui si raccolgono le informazioni
necessarie e si effettua un’analisi della situazione La prima consulenza è sempre gratuita;
successivamente, qualora la cliente decida di procedere nell’azione legale penale, si valuta la
sua situazione economica e, se sussistono le condizioni di legge, si ricorre al patrocinio a
spese dello Stato; se ciò non è possibile, si pattuisce un compenso adeguato alle sue capacità
economiche;
• in stretta collaborazione con le colleghe che seguono l’utente del Centro Donna sul fronte
del diritto di famiglia e di quello del lavoro, si valutano, poi, le iniziative e azioni legali da
intraprendere e si ponderano le possibili conseguenze ed implicazioni dal punto di vista
sostanziale e processuale;
• si procede, in seguito, alla redazione e al deposito dell’atto di denuncia-querela oppure di un
atto di integrazione della denuncia-querela già presentata dalla lavoratrice e si collabora con
il Pubblico Ministero nello sviluppo delle indagini presentando gli ulteriori elementi e
documenti utili;
• si chiede l’eventuale applicazione di una misura cautelare, quale l’allontanamento dalla casa
familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa;
• durante il processo, si fornisce l’assistenza tecnica alla parte con la costituzione di parte
civile e l’eventuale citazione del responsabile civile;
• infine, si svolgono tutte le attività necessarie a dare esecuzione, anche coattiva, alle
disposizioni civili relative al risarcimento del danno e alla rifusione delle spese legali
contenute nella sentenza di condanna.
Di fondamentale importanza è la collaborazione e il coordinamento con le colleghe che seguono
l’utente del Centro Donna sul fronte del diritto di famiglia e di quello del lavoro, che consente di
valutare la complessiva situazione della lavoratrice e decidere quali siano le azioni più opportune da
intraprendere, se civili, penali o entrambe, anche in funzione delle implicazioni in ambiti diversi da
quello del diritto penale e di tutti gli altri interessi coinvolti.
Questa stretta collaborazione consente in alcuni casi, soprattutto quelli che si sviluppano
nell’ambiente di lavoro, di giungere a una conciliazione, che coinvolge sia la vertenza lavoristica,
sia il procedimento penale e che provvede una tutela in tempi più brevi.
Con la nascita e lo sviluppo dell’assistenza legale penale all’interno del Centro Donna, il Sindacato
ha direttamente preso parte ad alcuni processi ritenuti più rilevanti ed emblematici degli interessi
delle lavoratrici, relativi, in particolare, a casi di molestie sessuali sul luogo di lavoro integranti il
reato di violenza sessuale. Ciò è avvenuto dapprima attraverso l’intervento nel processo, consentito
agli enti ed associazioni rappresentativi degli interessi lesi dal reato, e, successivamente, con una
vera e propria costituzione di parte civile. Il Tribunale di Milano ha ritenuto il Sindacato soggetto
leso dal reato e pertanto legittimato a costituirsi parte civile a fianco e a rinforzo delle parti civili
delle lavoratrici.
Milano, 1 marzo 2013