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Mercato del lavoro
Forza lavoro (FL)
Popolazione civile
Inattivi (bambini,
pensionati,
casalinghi,
studenti)
Occupati (N)
Disoccupati (U)
Tasso di partecipazione alla forza lavoro = (Forza lavoro/Popolazione civile) × 100
Tasso di disoccupazione = (Disoccupati/Forza lavoro) × 100
Determinazione dei salari:
I salari nominali (W) richiesti dai lavoratori saranno tanto maggiori quanto più:
( )
è elevata la forza contrattuale dei lavoratori e dei sindacati (F). Forza contrattuale F u , z
− +
•
Se aumenta la disoccupazione (u) si riduce il potere contrattuale dei lavoratori, infatti
ciascun lavoratore non potrà rivendicare un salario elevato minacciando di non accettare il
lavoro poiché esiste un “esercito di riserva” (i disoccupati) che sarebbero disposti ad
accettare quell’impiego al posto suo.
•
Se si intensificano le condizioni istituzionali a favore del lavoratore (z = sussidi di
disoccupazione generosi e di lunga durata, forte grado di sindacalizzazione, ecc.) il salario
rivendicato sarà maggiore.
è elevato il livello dei prezzi attesi ( P e ). Infatti, i contratti di lavoro vengono siglati in anticipo
rispetto a quando i lavoratori utilizzeranno il loro salario per scopi di consumo. Ciò che conta per i
lavoratori è il potere d’acquisto futuro del loro salario nominale. Quindi, qualora si attendano
prezzi crescenti in futuro, rivendicheranno salari più elevati durante la contrattazione.
( )
W = P e F u, z
− +
La precedente viene definita
equazione dei salari (WS, wage setting)
Determinazione dei prezzi:
tecnologia (funzione di produzione) → costi → prezzi (P)
Funzione di produzione: Y=AN
Se uso 1 lavoratore in più la produzione aumenta di A
Se A aumenta servono meno lavoratori per produrre ciascuna unità di bene o servizio (Y)
Il costo marginale del lavoro è in questo caso W/A
Ipotizziamo funzione di produzione 1 a 1 (Y=N), con A=1
Usiamo una funzione di produzione che utilizza il solo fattore lavoro come input:, dove N è il numero di
lavoratori e A è la produttività marginale del lavoro. In concorrenza perfetta: P = ricavo marginale =
costo marginale. Se non c’è concorrenza perfetta: P > ricavo marginale = costo marginale (W) →, ossia il
ricarico sul costo marginale, che cresce all’aumentare del potere (concentrazione) di mercato.
N.B. µ include anche tutti i costi marginali diversi dal costo del lavoro
P = (1+ µ )W
equazione dei prezzi (PS, price setting), dove µ è il mark-up + altri costi marginali diversi dal costo del
lavoro
U
FL − N
N
Y
= 1−
= 1−
=
FL
FL
FL
FL
Infatti, se Y aumenta sono necessari più lavoratori per produrre, quindi la disoccupazione scende.
N.B. Esiste una relazione inversa tra Y e u: u =
N.B. DEFINIZIONE DI MEDIO PERIODO (MP). Il medio periodo si può definire come una
situazione in cui:
• i prezzi (effettivi, o correnti) sono uguali ai prezzi attesi
• le variabili Y e u assumono un valore cosiddetto “strutturale” o “naturale”. A caratterizzare
le differenze tra i livelli strutturali delle variabili Y e u in un confronto tra paesi o blocchi continentali
sono le condizioni istituzionali e le leggi, nonché le caratteristiche socio-culturali. F e µ infatti sono il
risultato delle condizioni istituzionali dei vari paesi (potere sindacale, antitrust, ecc.).
Le due definizioni sono equivalenti (quando vale una vale anche l’altra). Perciò se non ci sono movimenti
in termini di prezzi le variabili si collocano al loro valore strutturale di medio periodo, e viceversa.
Equilibrio sul mercato del lavoro:
E’ un equilibrio di medio periodo. Definisce il salario reale (W/P) e il tasso di disoccupazione naturale
( uN )
Algebricamente si trova richiedendo che W/P e u N vadano a soddisfare contemporaneamente:
-l’equazione dei salari (WS)
-l’equazione dei prezzi (PS)
-la definizione di medio periodo ( P = P e )
( )
W = P e F u , z
− +

 P = (1 + µ )W

e
 P = P
WS
PS
Def. MP
Risolvendo si ottiene l’equilibrio: F (u N , z ) =
1
1+ µ
Si noti che (data le def. di MP discussa sopra) una volta imposto l’equilibrio di medio periodo ( P = P e ),
il tasso che si va a determinare implicitamente nell’equazione sopra è proprio il tasso naturale. Si noti
W W 
inoltre che il salario di medio periodo  = e  è determinato esclusivamente dal mark-up
P P 
(eventualmente anche dalla produttività marginale del lavoro A in un modello che la pone diversa da 1).
W/P
W


= F uN , z 
+
P
 −

W
1
PS :
=
P
(1 + µ )
WS :
W/P equil.
PS
WS
uN equil.
uN
Se aumenta z (efficacia dei meccanismi di tutela dei lavoratori) la WS si sposta verso destra e il tasso di
disoccupazione naturale aumenta. Ad esempio:
• se aumenta il sussidio di disoccupazione molti lavoratori preferiranno rifiutare il salario
di equilibrio W/P perché coperti da un sussidio più generoso. Inoltre, entreranno nella forza lavoro
coloro che, dato l’aumento del sussidio, si ritrovano con un salario di riserva (ciò che produrrebbero
conducendo attività domestiche) più basso del sussidio stesso (meglio entrare nella forza lavoro da
disoccupati e percepire il sussidio che stare a casa a “guadagnare” un salario di riserva più basso del
sussidio).
• se aumenta il salario minimo entreranno nella forza lavoro coloro che, data la presenza di
un minimo salariale, si trovano con un salario di riserva più basso del minimo fissato. Tuttavia, questi
saranno i lavoratori meno produttivi, che più facilmente si ritroveranno a far parte della forza lavoro,
ma da disoccupati.
W/P
PS
W/P
WS’
WS
uN
uN ’
uN
Se aumentano i costi marginali diversi dal costo del lavoro (sale µ ) aumentano i prezzi. Scende il
salario reale di equilibrio, scende la produzione (perché se i beni e servizi costano di più la domanda
scende) e di conseguenza servono meno lavoratori. Il tasso naturale di disoccupazione aumenta.
W/P
1/(1+µ)
1/(1+µ’)
PS
PS’
WS
uN
uN ’
uN
Forma lineare della WS:
W = P e (β z − αu ) WS

PS
 P = (1 + µ )W

e
Def. MP
P = P
W
 P = β z − α u N
W
 = 1
 P 1 + µ
WS
PS
Rappresentiamo graficamente le due rette WS e PS:
W/P
βz
W/P equil.
PS
WS, incl. − α
uN
uN equil.
Se diminuisce la sensibilità dei salari alla disoccupazione la WS diventa più piatta (scende α ) e il tasso
di disoccupazione naturale aumenta. Questo accade se c’è scarsa concorrenza tra lavoratori, specie se una
parte di essi è rimasta disoccupata a lungo e ha perso skills (sono lavoratori non più competitivi). Quindi
la minaccia di accettare il posto di lavoro rifiutato da qualcuno è esercitata da un sottoinsieme dell’
“esercito di riserva” (è come se ci fossero meno disoccupati a fare pressione sull’accettazione di un posto
di lavoro).