il mia fair va a singapore (ma poi torna a milano

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il mia fair va a singapore (ma poi torna a milano
N. 19 - MENSILE - OTTOBRE 2014
Il matrimonio è cambiato. Da quello video a quello con i droni:
qui vi raccontiamo come i ricordi fotografici del giorno fatidico
tengono il passo con le novità tecnologiche
L’INCONTRO SPECIALE
IL MIA FAIR VA A SINGAPORE PHOTOKINA 2014
(MA POI TORNA A MILANO) TUTTE LE NOVITÀ
PROVATE PER VOI DAL WEB
PANASONIC AG-AC8E A TU PER TU
TRAVOR SL-572 E SL-582 CON GIANLUCA NERI
EDITORIALE
Ci siamo fatti in tre per voi,
e non è detto che prima o poi non riusciremo a farci in quattro.
Ci siamo fatti in tre con due pubblicazioni online nuove, PhotoWedding e PhotoFood, per soddisfare le esigenze dei
nostri amici fotografi che vogliono attirare in Italia eventi importanti o per quelli che vogliono esportare le immagini
del nostro cibo che - come tutti sanno - è il più bello del mondo. Ed entrambe le cose hanno parentela con quella
meteora prevista per Milano l’anno prossimo dal nome EXPO 2015. “Sperem”, come dicevano i milanesi, perché è
un’occasione per mettere i migliori prodotti e i servizi in vetrina, e noi come sempre lo faremo.
Intanto apriamo questo numero di Foto-Notiziario alla russa: il grande drammaturgo Anthon Cechov ha addirittura
dato il titolo a una sua celebre opera: “La domanda di matrimonio”. Ma anche oggi non è passata di moda. E
continua ad avere una grande importanza.
Ecco perché noi di Foto-Notiziario cerchiamo di raccontarla nel nostro miglior modo: illustandovi e raccontandovi il
lavoro di fotografi che si adeguano a nuove tecnologie per immortalare il giorno più bello.
Su questo numero scoprirete che potrete vedere le vostre foto quasi in tempo reale su Instagram. E che invece se
volete qualcosa di nuovissimo potrete chiamare chi scatta con i droni: tutta la festa dall’alto. E su questo argomento
vi promettiamo novità e competenza perché gli ARP, Aeromobili a Pilotaggio Remoto, saranno presto un “must”
della fotografia, e avremo presto i corsi di ARP per piloti fotografi, ci avevate pensato?
Certo dovrete dare delle indicazioni precise perché altrimenti non sarà così facile riconoscere gli ospiti. E se la
nonna non si dovesse vedere potrebbe offendersi.
Vi veniamo in aiuto segnalandovi anche altri strumenti più “tradizionali”, se non avete voglia di belle stranezze.
Se non avete scelto la versione Instagram non vi perderete l’articolo sull’ultima frontiera dei photobook: dagli storici
album di famiglia a quelli super elettronici avrete un aggiornamento completo su tutto quello che c’è oggi.
Come sempre avremo le due prove: una videocamera Panasonic e due flash marchiati Travor.
L’incontro di questo numero è dedicato a Mia Fair & D a Singapore: ce lo raccontano il creatore Fabio Castelli e uno
dei galleristi, Jean Blanchaert, alla guida dell’omonima galleria milanese che avrà sei stand dove esporrà le opere di
3 fotografi italiani, 2 israeliani e una designer di Singapore.
La storia parlerà di moda, rappresentata e fotografata da Guy Bourdin.
Cerchiamo di abitare il futuro guardandolo dall’alto, con i droni,
e da dentro, con la nostra rivista. Per voi, come sempre.
SOMMARIO
www.fotonotiziario.eu
[email protected]
DIRETTORE
RESPONSABILE
Diego Gelmini
CAPOREDATTORE
Astrid Bianca Bemori
CAPOSERVIZIO
Davide Grilli
Wedding
photography
22
HANNO COLLABORATO
Osvaldo Esposito
Monica Papagna
Diego Papagna
Edoardo Sansonne
ART DIRECTOR
Monica Zavan
04
DIETRO LA FOTO
06
NEXT
Edizioni Gelmini
Via Fraccaroli, 3
20134 Milano
Tel +39 02 70122000
Fax +39 02 70120130
[email protected]
Rino Stefano Tagliafierro
Le novità in arrivo
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L’INCONTRO
Il Mia Fair va a Singapore
PROVATA
PER VOI
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Travor SL-572 e SL-582
PROVATA
PER VOI
44
Panasonic AG-AC8
PHOTOKINA
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DAL WEB
Le novità presentate a Colonia
Gianluca Neri
UN PASSO
NELLA STORIA
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PUBBLICITÀ
Edizioni Gelmini
Tel +39 02 70122000
Guy Bourdin
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APPUNTI
Mostre, eventi
e workshop
Direttore Marketing
& Advertising
Ernesto Lombardo
[email protected]
Registrazione n. 484
del 27/12/1980
presso il Tribunale
di Milano.
La Proprietà e l’Editore
declinano ogni
responsabilità nel merito
delle opinioni espresse
dagli Autori.
Media Partner
FOTOGRAFIA DI ARCHITETTURA E DESIGN
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Stampa
Grafiche Gelmini srl
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Iscritta al Registro
Nazionale
degli Operatori di
Comunicazione al n. 12650
Costo singola copia 2 euro
Abbonamento annuo 20 euro
DIETRO LA FOTO
ARTE IN MOVIMENTO
Si intitola Beauty il video che spopola sul web prodotto da
Rino Stefano Tagliafierro. È una rielaborazione di diverse
opere pittoriche che prendono vita con il fotoritocco
di Osvaldo Esposito
I
n questa rubrica presentiamo spesso lavori fotografici che subiscono
diversi interventi di postproduzione finalizzati all’ottenimento di immagini particolarmente impressive, talvolta surreali. Questa volta abbiamo voluto dare spazio a un esempio creativo nato dall’estro e dalla
fantasia di un artista impegnato soprattutto nella visual art.
Si tratta di un videoclip che spopola sul web, realizzato utilizzando ben
112 capolavori d’arte pittorica trasformandoli in modo da produrre un
quadro in cui la staticità della tela ha preso vita.
Impresa non certo facile quella di presentare su carta il “dietro la scena” di un videoclip, ma il lavoro svolto da Rino Stefano Tagliafierro è
significativo e ricco di spunti, meritando senz’altro l’attenzione di chi
opera nel mondo della fotografia e delle videoproduzioni.
Beauty, questo il nome del video prodotto da Tagliafierro, richiama
l’enigma della bellezza direttamente dai sonetti di Shakespeare rie-
4
laborando, tramite una paziente opera di fotoritocco, numerose opere pittoriche dal rinascimento al simbolismo di fine Ottocento,
passando per il manierismo, il paesaggismo,
il romanticismo e il neoclassicismo. Parte con
un mix di paesaggi dove l’elemento comune è
il sole, che dà luce a un’alba romantica attraversata però da uccelli neri, per passare attraverso l’affetto, l’amore e la tragedia. Apre
l’animazione “The Catskill Valley”, un olio su
tela del 1863, poi attraverso valli e vallate si
giunge all’amore materno sviscerato dall’opera di William Adolphe Bouguereau con “Song
of the Angels”, per sfociare nella tragedia del
RINO STEFANO TAGLIAFIERRO
Caravaggio, analizzando però la bellezza sotto diversi punti di vista. Si
conclude con un grottesco paesaggio funebre dichiarato dall’”Abbazia
nel querceto” del tedesco Friedrich.
Il messaggio armonioso del videoclip è caratterizzato da uno stupefacente lavoro di fotoritocco che ha visto impegnato Rino Stefano Tagliafierro per ben sei mesi nell’acquisizione delle opere, nell’accostamento
sequenziale del progetto narrativo, ma soprattutto nella ricostruzione
di parti mancanti, utili a creare scene immaginarie di grande effetto
evocativo. Uno spunto decisamente interessante per dare forza a quei
video, spesso realizzati in occasione di matrimoni o per presentare location di alto profilo artistico, cui attingere per dare un tocco di
profesionalità sopra le righe. Si potrebbe ipotizzare la trasposizione
degli sposi, da una foto scattata nel prato, a un quadro di fine Ottocento che apre la scena del videoclip. Poco da dire sulle tecniche
utilizzate, basta avere una pazienza certosina, lavorando con i tibri
di Photoshop, ma è necessario avere l’estro artistico, quello che ha
permesso a Rino Stefano Tagliafierro di avere un’eco internazionale e
di ricevere numerosi riconoscimenti. Fondamentale anche la colonna
sonora, qui firmata Enrico Ascoli.
È nato nel 1980 a Piacenza, ma ha sempre vissuto a
Parma. Ora vive e lavora a Milano. Regista di video
sperimentali e animatore. Si è laureato presso l’ISIA di Urbino e allo IED Istituto Europeo di Design di Milano. Ha realizzato numerosi video musicali per importanti artisti italiani
e internazionali. Nel corso degli anni ha avuto esperienza in artdirection, visual-art, graphic design, 2D animation,
compositing per la produzione di commerciali,
cortometraggi, fashion video e videomapping, videoproiezioni e impianti interattivi per mostre, musei ed
eventi speciali.
Nel 2013 ha dato vita, insieme ad altri due registi,
al progetto Karmachina, con cui ha realizzato la video installazione per la cerimonia di apertura del
Golden Apricot International Film Festival 2014 a
Yerevan in Armenia.
Ha partecipato a numerosi festival e concorsi, ricevendo diversi riconoscimenti tra cui: Festival internazionale del Film d’animation d’Annecy, Ottawa
Internazionale Animation Festival, Video Art & Experimental New York Film Festival, Atlanta Film Festival, Sapporo Corto Fest, Berlin Interfilm, Animamundi
Brasile e SICAF Seoul. Quest’anno ha pubblicato il corto d’animazione
“BEAUTY”.
www.rinostefanotagliafierro.com
http://vimeo.com/rinostefanotagliafierro
Clip versione ridotta (2:37 min)
http://vimeo.com/86398580
Clip versione completa (9:49 min)
http://vimeo.com/84251721
Gif animate
http://www.rinostefanotagliafierro.com/beauty_
artpaintings.html
Per segnalare i vostri lavori da pubblicare in queste pagine
potete mandare una mail a:
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Foto di Jordan Miller
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di Monica Papagna
ANV CAMPUS SUL WEDDING
SIGMA: NUOVI OBIETTIVI
150-600MM E 18-300MM
L’Associazione Nazionale Videografi presenta
l’ANV CAMPUS, un evento che si terrà dal 4
all’8 novembre 2014 a Lupari, nelle Isole Eolie.
Il Filmmaker inglese Philip White terrà un
corso di due giorni sul Wedding.
Oltre al workshop si avrà la possibilità di seguire diversi seminari di approfondimento:
- Paolo Baccolo, Guru Adobe, terrà un seminario
sulla gestione del colore nel video (Color Grading
/ Color Correction) tramite Adobe Speedgrade.
- Nino Cannatà, Artista e Documentarista, terrà un seminario di Regia
nel documentario d’autore.
- Salvatore Tigani, Sceneggiatore, terrà un seminario sulla scrittura
creativa e la sceneggiatura.
Massimiliano De Martinis, Videografo professionista e socio ANV, terrà un seminario sull’Aerial video coordinato assieme a Marco Strano
vicepresidente EDPA (European Drone Pilots Association).
Tra workshop, seminari, tavole rotonde, proiezioni video e altro ancora, il CAMPUS ANV 2014 sarà un’esperienza immersiva nell’audiovisivo, una occasione unica all’insegna della formazione e dello scambio
di esperienze.
Per saperne di più: http://www.associazionevideografi.com/
article/anv-campus-2014
Novità importanti in casa Sigma: il primo è un
150-600mm che sarà disponibile in due versioni, la prima sarà dedicata ai fotografi sportivi
più esigenti, il 150-600mm F/5-6.3 DG OS HSM
Sports, il secondo obiettivo sarà molto simile, il
150-600mm F/5-6.3 DG OS HSM Contemporary,
e si differenzierà solo per la robustezza, ovviamente sarà più economico, ma con la stessa
qualità. Sigma ha presentato anche un’altra
novità: il 18-300mm F/3.5-6.3 DC Macro OS
HSM Contemporary. una nuova ottica perfetta
per chi non vuole mettere in borsa tanti obiettivi, ma solo uno che può garantire di portare a
casa qualunque scatto da qualsiasi distanza.
Per saperne di più: http://www.m-trading.it/
ita/index.php
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Fowa annuncia le nuove fotocamere compatte
Ricoh: la WG-30 e la WG-30W. Le nuove macchine andranno a sostituire la WG-20 e saranno
impermeabili fino alla profondità di 12 metri,
resistenti agli urti corrispondenti ad una caduta
da 1,5 metri e sopporteranno le temperature
fino a -10°C. La risoluzione è di 16 megapixel
effettivi e, non ultimo, le nuove fotocamere
possono registrare video Full HD.
Per saperne di più: http://www.fowa.it/
DISPONIBILE PRESSO:
athenaevolution.com
R ALPH BACK STROM
Foto di: Ralph Backstrom
NEXT
CANON CLUB ITALIA:
NASCE IL CLUB SICILIANO
Si è svolto a Ca-
tania, lo scorso 28
Settembre, il primo
Meeting Siciliano
Canon Club Italia.
Il tema era quello della Street
Photography che
ha condotto i 300
partecipanti a un
percorso fotografico
attraversato le vie
del centro storico
della città siciliana.
Una vera e propria
maratona fotografica che ha avuto
come scopo la
condivisione di una
passione comune,
quella per la fotografia.
Visto il grande
successo di partecipazione, gli amministratori Domenico
Addotta e Corrado
Cabras hanno creato la delegazione regionale Canon Club
Sicilia sul Forum
Canon Club Italia.
L’esperienza siciliana è stata la prima,
ma altre delegazioni regionali sono
pronte a nascere e
a collaborare con
enti locali. L’obiettivo è per tutti lo
stesso: condividere
la passione per la
fotografia.
Per saperne di
più: http://www.
canonclubitalia.
com/public/forum/
Canon-ClubSicilia-f288.html
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QUDOS
Qudos è un piccolo
faretto specifico per
l’utilizzo a fianco di
una action camera
come la GoPro.
Il faretto ha un
involucro in alluminio
10
con tre LED Cree di
potenza fino a 400
Lumen, tre fasci luminosi con due livelli
di potenza ognuno, è
impermeabile fino a
40 metri, dotato di un
indicatore del livello
della batteria, il peso
è di 115 gr (compresa
batteria). La Qudos
si può posizionare a
fianco di una GoPro,
su un treppiede, o
vicino a fotocamera
tramite accessori
dedicati. La confezione comprende una
batteria ricaricabile
via USB, un cavo USB
e gli accessori per il
montaggio. Distribuita da Plaber sarà
disponibile nei colori
nero e argento.
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è uno stabilizzatore
molto leggero per l’uso con GoPro e altre
piccole telecamere di
peso fino a 450g.
Dotato di una piastra
di montaggio per
fotocamera con il
classico attacco
da 1/4 integrato,
permette di utilizzare lo stabilizzatore
anche con iPhone
tramite un adattatore
opzionale.
Sotto la piastra della
fotocamera vi è un
post telescopico che
si estende dai 10 ai 13
pollici e sul lato l’impugnatura a maniglia
con giunto cardanico
a tre assi che consente i movimenti di Pan
e Tilt delle steadycam
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di Osvaldo Esposito
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MB5050 e MB5350,
e una stampante,
iB4050 che offrono
una più ampia scelta
di prodotti alle piccole
imprese con volumi di
stampa elevati.
I primi due modelli
sono consigliati per
una produzione fino a
1.000 pagine al mese,
mentre MB5050,
MB5350 e iB4050
sono stati progettati
per piccoli uffici con
volumi di stampa più
elevati, fino a 1.500
pagine al mese. I
nuovi dispositivi risultano sempre pronti
consentendo la prima
stampa in soli 7 secondi. Maxify MB5350
include, inoltre, la
funzione di scansione
fronte-retro a singolo passaggio, che
permette di acquisire
entrambi i lati del documento contemporaneamente. Le nuove
stampanti utilizzano
l’inchiostro Dual Resistant High Density
(DRHD), progettato
specificamente per
la nuova gamma,
che resiste all’acqua,
all’attrito e all’evidenziatore. La connettività
Wi-Fi delle stampanti
e dei multifunzione
consente di effettuare
stampe wireless da
dispositivi mobili. Si
possono inviare file
da scansioni o da
soluzioni di cloud storage come Evernote,
Dropbox, OneDrive e
Google Drive, anche
direttamente dallo
schermo della stampante mentre l’app
Maxify Printing Solutions di Canon offre
funzionalità analoghe
tramite smartphone o
tablet. I prezzi vanno
da 164 euro per la
stampante MB2050 a
329 euro per il modello MB5350.
“Sono sempre alla ricerca della bellezza... E delle sfide.”
Clark Little
I AM DIFFERENT
Questa immagine è stata scattata da Clark Little e raffigura le onde delle Hawaii North Shore.
I AM NIKON d750
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L’INCONTRO
MILANO-SINGAPORE
Dopo il successo delle edizioni milanesi, Fabio
Castelli, creatore del Mia, porta la fiera in
Oriente, dal 24 al 26 ottobre, per fuggire la crisi.
E cercare nuovi stimoli e creare futuro
di Bianca Astrid Bemori
U
na gita a Singapore (questa volta non a
Chiasso) per riprendere fiato. Perché è
meglio non fermarsi. Neanche di fronte a
una delle crisi economiche più interminabili
(forse la congiuntura della Guerra dei
trent’anni è durata di più?) che mette a
rischio anche i più tenaci, dotati di alto tasso
di resistenza alle avversità. Ecco allora che
il Mia (Milano image art festival) parte con
molte valigie piene di opere di fotografi (e
designer) italiani ed europei per Singapore,
che si mescoleranno con quelle di autori di
altri 15 Paesi. Dopo il successo ottenuto nelle
edizioni milanesi.
“Ho deciso di portarla dove ci sono condizioni
più favorevoli per offrire maggiori possibilità
a chi mi segue da anni, fotografi e galleristi”,
spiega Fabio Castelli, il creatore. Dove la crisi
In alto, MEIRA MEISLER, APPLE, 2014, ARCHIVAL PIGMENT PRINT, 15X15 CM,
EDITION 10, COURTESY MEIRA MEISLER.
A fianco, CLAUDIO MONTECUCCO, WITHOUT YOU, NOTHING HAS SENSE. I LOVE YOU,
2014, FINE ART PRINT SU CARTA HAHNEMULE PHOTO RAG PEARL, CM 33X45, 10 + 2
PA, COURTESY GALLERIA BLANCHAERT MILANO
16
17
L’INCONTRO
non è un freno come da noi. “Avevo pensato
inizialmente a Miami, dove c’è Art Basel.
Ma proprio per questo e per l’affolamento
con altre, ho creduto che il Mia non avrebbe
avuto l’attenzione dovuta”. E così ha gettato
uno sguardo a est. Ed è arrivata l’idea
giusta. “La scelta di Singapore non è solo
legata a vantaggi commerciali”, aggiunge
Jean Blanchaert, gallerista milanese, che
dal primo anno partecipa alla mostra della
fotografia a Milano e che a Singapore porterà
3 fotografi italiani, 2 israeliane e una designer
della città ospite. “C’è un’altra ragione:
18
Singapore è un luogo di riferimento per l’arte
contemporanea asiatica: questo significa
maggiore sensibilità e attenzione. Oltre al
fatto che ci sono ricerche artistiche eccellenti
in quelle aree, ormai da tempo. Nei miei
stand per esempio esporrò Iyvonne Khoo,
di Singapore, che realizza video e oggetti di
design non seriali. La conosco dall’ultima
Biennale d’arte del vetro contemporaneo a
Venezia”. Per indagare e conoscere meglio
le nuove terre asiatiche è stata allestita
una mostra ad hoc, Mekong Platform con
numerose gallerie dell’area del Mekong dove
Sotto, CANDIDO
BALDACCHINO,
KISSING (FROM
“VISUAL
PERCEPTIONS”),
2010, B/W DIGITAL
PRINT ON COTTON
PAPER, 50 X 60
CM, ED. 1/5,
COURTESY GALLERIA
BLANCHAERT MILANO
A fianco, IYVONE
KHOO, HERE AND NOW,
2014, PHOTOGRAPHY,
VIDEO, ICE
SCULPTURE MEASURES,
PRINT EDITION 3,
VIDEO EDITION 3,
COURTESY IYVONE
KHOO.
20
L’INCONTRO
A fianco, PAOLO
SOLARI BOZZI,
VAN ZYL’S PASS
(BOY WITH BOW),
NAMIBIA, 2010,
SILVER GELATIN
PRINT, CM 98.5 X
65.5, ED. OF 12,
COURTESY GALLERIA
BLANCHAERT MILANO
Sotto, DIANE HENIN
SAFRA, SHADOWS
AND FACES, 2007,
ARCHIVAL PIGMENT
PRINT, CM 72 X
96, EDITION OF
6, COURTESY DIANE
HENIN SAFRA
si vedranno lavori dal Myanmar, Tailandia,
Laos e Vietnam. “Singapore è uno dei centri
di affari e di scambi in Asia, quindi è abituata
a confrontarsi con altre culture”, aggiunge.
“Inoltre da diversi anni c’è una Biennale della
fotografia organizzata da Gwen Lee”. Il Mia,
in Oriente, avrà una nuova identità: sarà il
Mia&D dove la d sta per design. “Perché chi
ama la fotografia ama anche il design. Lo
ha dimostrato quello che accade in molte
importanti gallerie del mondo dove sono
esposti insieme. Sono opere vicine all’arte
concettuale come quelle di Andrea Branzi
o di Ettore Sottsass”, precisa Castelli. “Il
Mekong sta al Danubio, come Singapore
sta a Bruxelles”, aggiunge Blanchaert.
“Intendo, che sono stati e sono importanti
crocevia culturali e artistici. In grado di
comprendere senza preconcetti”. Per
questo porta lavori diversi tra loro. Anche
se i 3 fotografi italiani hanno in comune il
bianco e nero, e gli scatti di luoghi: Claudio
Montecucco ridisegna una Perugia piena di
luce e irriconoscibile, un b/n più rarefatto
è invece usato da Candido Baldacchino nel
paesaggio. Asciutto ed essenziale è quello di
Paolo Solari Bozzi che da diversi anni riscrive
l’Africa, in particolare Namibia, Algeria e
Zambia. Sono a parte le foto di Diane Henin
Safra che usa il b/n: “È poesia rarefatta e
raffinata. E fa vedere un Israele sconosciuto:
poetico e letterario. Espone da 5 anni al Mia”,
racconta Blanchaert. Poetiche altrettanto, ma
immote, sono le nature morte di Mira Meisler.
“Hanno valore: negli anni ho imparato a
selezionare il bello dal bellissimo”. Una
bravura conquistata sul campo: Blanchaert
allestisce da 15 anni mostre di fotografia nella
sua galleria milanese aperta dalla madre
Silvia Rota Blanchaert, punto di riferimento
internazionale per l’arte del vetro e della
ceramica.
21
GOOD
FELLAS
Anche il giorno del sì è
finito su Instagram, il
social che permette di
condividere in diretta
le immagini. Ne abbiamo
parlato con Giulio
Giacconi, uno dei primi a
utilizzare e sfruttare le
sue grandi potenzialità
di Monica Papagna
È
su Instagram da quando esiste questo social e lavora con un tipo di
fotografia alternativa: nella moda, nel turismo e anche nel matrimonio.
Come hai iniziato a fare foto su Instagram?
Sono su Instagram da quando esiste. All’inizio ho cominciato per curiosità
facendo dei puri esercizi di filtri. Io non sono un fotografo professionista,
sono un appassionato. Anni fa scattavo in pellicola e avevo una camera
oscura in casa, ma con l’arrivo del digitale mi ci sono un po’ allontanato e
per un sacco di anni non ho fatto più fotografie. Acquistando il mio primo
22
smartphone ho capito che, sapendolo utilizzare,
si potevano ottenere dei buoni risultati. Mi sono
accorto che c’erano davvero dei bravi fotografi
che avevano scelto di usare lo smartphone e ho
deciso di studiarlo bene anche io. Gradualmente ho imparato a ottenere una buona qualità fotografica. Sono stato uno dei primi e sono stato
spesso nella pagina popular di Instagram, questo
mi ha permesso di ottenere una grande visibilità.
CHE TIPO DI MATRIMONI REALIZZATE?
Ci piace fare dei matrimoni alternativi. Noi arriviamo dalla strada, facciamo street e il nostro approccio è proprio quello di
valorizzare l’aspetto spontaneo, quindi facciamo una sorta di backstage del matrimonio. Creiamo un hashtag della giornata e
condividiamo in diretta le immagini. Gli sposi si trovano una gallery immediata. I fotografi ufficiali hanno dei tempi molto diversi
quindi noi possiamo affiancare il lavoro del fotografo senza entrare in concorrenza perché sono proprio due lavori diversi.
DURANTE IL MATRIMONIO COSA FATE?
Possiamo proiettare le foto direttamente durante l’evento, per esempio, ma anche tante altre cose. Ci richiedono l’immediatezza
e gli strumenti che utilizziamo ci permettono di essere molto veloci. Lavoriamo sull’aspetto social, una cosa che un fotografo
ufficiale non può seguire durante un matrimonio. Arriverà l’album ufficiale bellissimo dopo qualche mese, intanto però gli sposi
e gli invitati hanno qualcosa con cui divertirsi. Poi volendo possono anche decidere di avere un piccolo album quadrato, con il
formato di Instagram, una cosa un po’ alternativa. Ma è importante sottolineare che non entriamo in competizione con i fotografi
professionisti, anzi, spesso sono proprio i fotografi a richiedere la nostra presenza ai matrimoni per lavorare in team con noi.
23
Come sono nati i Good Fellas?
Ho conosciuto altri appassionati come me e
abbiamo deciso di provare a darci una struttura. Prima eravamo in tre, io, Raffaele e Giovanna. Ora siamo più di venti in tutta Italia. Siamo
cresciuti e ora siamo abbastanza conosciuti su
Instagram.
Che lavoro facevi prima di Instagram?
Io nasco art director, vengo dalla pubblicità e
sono sempre stato una persona creativa. La
mobile photography è riuscita a darmi la possibilità di dire qualcosa. Il “trucco” è quello di
puntare sulla qualità, non importa che Instagram non abbia una platea di professionisti,
non è quello il punto. Io ho 40.000 persone che
mi seguono, ma c’è chi ne ha centinaia di migliaia e addirittura milioni, ognuno ha il proprio
pubblico. Bisogna, per prima cosa, capire cosa
si vuole comunicare.
Come hai iniziato a lavorare
con Instagram?
A un utente inesperto potrebbe sembrare una
cosa molto difficile e forse nemmeno un vero
lavoro. Instagram ha 200 milioni di iscritti, facciamo in fretta a capire che cosa ti può offrire.
Ovviamente non ci si deve fossilizzare sui numeri, è vero che le aziende spesso parlano solo
di numeri, ma il punto non è quello. Bisogna
puntare solo sulla qualità. Io con i miei 40.000
follower posso offrire una vetrina. I Good Fellas
offrono 100.000 follower in team, è chiaro che
un’azienda che sbarca su Instagram può essere
interessata a lavorare con noi.
Chi sono i tuoi clienti?
Principalmente lavoriamo con brand della
moda oppure con importanti eventi, sempre
della moda come per esempio Pitti, Fashion’s
night out, Fashion Week. Ma stiamo puntando
anche molto sul turismo.
Lavori sempre con gli
smarthphone o anche con le
nuove macchine mirrorless?
Ho iniziato con il telefono, ma sono arrivato alle
mirrorless, prima con la Samsung Galaxy e ora
con la NX. Come smartphone sto usando un
telefono Samsung S5, ha una buona maneggevolezza e un grande display da 5,1 pollici. La
24
qualità è ottima e ha anche una buona velocità
di messa a fuoco. Quello che mi ha conquistato è stata la possibilità di cambiare la messa a
fuoco dopo aver scattato e il tutto con un semplice touch sul display. Divertente, proprio un
bel giocattolino!
Ci sono molte immagini in
bianco e nero sul tuo profilo,
come mai questa scelta?
Il bianco e nero serve a sintetizzare la scena,
il colore o racconta qualcosa o distrae. Se devi
fare delle foto di moda ovviamente il colore
spesso è necessario, ma gestire il colore con
gli smartphone è un po’ più complicato rispetto a una reflex, bisogna saperlo fare bene
quindi il bianco e nero a volte aiuta, soprattutto quando si ha poco tempo a disposizione. Poi
ovviamente può anche semplicemente essere
una scelta stilistica.
Come si fa a conquistare così
tanti follower?
Ci sono tanti meccanismi su Instagram, teoricamente dovrebbe bastare fare delle belle foto, ma
in realtà bisogna anche rispondere ai commenti e
interagire con le persone. Talvolta la non risposta
ai commenti viene presa male dai follower, ma
è un lavoro anche quello di rispondere ai commenti che spesso
sono davvero tanti e
porta via un sacco di
tempo. Per un fotografo professionista
è un impegno, quindi
è chiaro che diventa
una cosa difficile da
seguire. È importante però capire
che funziona proprio
così, senza interazione difficilmente
ci sarà una grande
crescita del profilo,
a meno che uno non
sia già famoso.
Per saperne di più:
instagram.com/tenebrogg oppure @
tenebrogg
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RITRATTI RUBATI
Riccardo Spatolisano utilizza le mirrorless di Fujifilm,
che hanno le prestazioni di una reflex e i vantaggi di una
compatta. Come quello di confondersi tra gli invitati
di Monica Papagna
S
i può fare un intero matrimonio solo con le mirrorless? A giudicare
dai risultati di Riccardo Spatolisano sembra proprio di sì. L’abbiamo
intervistato per conoscerlo meglio.
Come ti sei avvicinato alla fotografia di
matrimonio?
La mia passione è iniziata da bambino. Poi mi sono trasferito da Torino a Roma per studiare all’Istituto Italiano di Fotografia e ci sono
rimasto sei anni, prima ho fatto l’assistente e poi ho intrapreso il mio
percorso nella fotografia di matrimonio. Quando sono tornato a Torino mi sono messo in proprio. Ora ho uno studio in centro a Torino e
una sede distaccata a Milano.
Come mai hai deciso di utilizzare le mirrorless?
Ho iniziato ad utilizzare la serie X di Fujifilm agli esordi della sua uscita
sul mercato. Sono un X-Photographer e collaboro con Fujifilm nell’ambito della fotografia di Matrimonio. Ho utilizzato, e uso tutt’ora, tutte le
mirrorless Fuji. Hanno le prestazioni delle reflex professionali, ma hanno i
vantaggi delle compatte. Mi piace essere confuso con gli invitati, per avere
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un punto di vista non contaminato dal mio ruolo.
Il peso e l’ingombro sono fattori importanti da
tenere in considerazione nel mio lavoro e avere
attrezzature affidabili e leggere allo stesso tempo mi aiuta nelle lunghe ore di lavoro.
Cambia il modo di rapportarti con i soggetti fotografati
quando hai una macchina di
ridotte dimensioni?
C’è da dire che una grossa reflex può anche
intimorire i soggetti, ognuno ha le proprie timidezze, in fondo. Questi mezzi mi aiutano e
rendono il rapporto molto più semplice. Con
una mirrorless il fotografo ha ¾ di volto scoperto quindi si recupera quel lato umano ed è
più facile conquistare la fiducia dei soggetti.
In termini di prestazioni invece?
L’approccio al lavoro tra una mirroless e una re-
flex è molto differente. Le prime richiedono una
visione dell’immagine completamente nuova e
ripensata. In un certo senso cambiano i ritmi del
lavoro stesso. Devo dire quindi che in termini di
prestazioni se la giocano ad altissimi livelli.
Come definisci il tuo stile
fotografico?
Non sono alla continua ricerca del reportage
estremo e anche se amo molto raccontare le
cose come accadono, se voglio fare un ritratto posato lo chiedo. E’ questione di trovare il
giusto equilibrio tra me ed il soggetto. Questo
è complicato da fare direttamente il giorno
del matrimonio, quindi dedico molto tempo
prima a parlare con gli sposi, ad ascoltare le
loro aspettative e raccontare loro le mie visioni. Chiedo solo di dedicarsi l’uno all’altra e alla
giornata, il resto lo raccontano le immagini. In
una giornata così lunga come è quella del ma-
trimonio è davvero importante che si crei un rapporto di totale fiducia.
Quale credi sia il tuo punto di forza?
Dietro un’ottima immagine non c’è solo estetica, non c’è solo luce,
ma ci deve essere un messaggio. Fondamentale nel nostro lavoro è
la continua ricerca, quindi passo molto del mio tempo ad osservare.
Quindi se dovessi definire il mio punto di forza con una sola parola
direi, la pazienza.
Chi sono i tuoi clienti?
L’80% sono stranieri che mi contattano attraverso il sito. Spesso vengono a sposarsi in Italia, ma ci sono anche casi in cui sono io a spostarmi. La restante percentuale nasce dal passaparola. Ho un sito
completamente in inglese, è stata una chiara scelta di percorso.
Hai un team di persone o lavori da solo?
Si, ho un team che mi affianca a Torino ed una persona a Milano. Ci
dividiamo i compiti: ricerca, grafica, post-produzione, comunicazione
e video. Mi piace lavorare in squadra, credo che la contaminazione dei
vari punti di vista renda il risultato sempre sopra le aspettative, nostre
e dei clienti.
Per saperne di più: www.whiteinkphoto.com
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WEDDING PLANNER
È un mestiere dove si approda da ogni professione. Come nel
caso di Laura Ferrari, che si occupava di eventi aziendali.
Poi ha sperimentato con un’amica e ha preso il volo
di Monica Papagna
S
i chiama Laura Ferrari e ha abbandonato un ottimo lavoro nel campo
della comunicazione per dedicarsi all’organizzazione di eventi parecchio più divertenti: i matrimoni!
Lavoravi nella comunicazione aziendale, come
sei arrivata a occuparti di matrimoni?
Ho iniziato per caso in realtà. Mi occupavo di eventi aziendali e comunicazione quando un’amica del liceo, che si era trasferita in Svizzera, mi ha contattata su Facebook per chiedermi aiuto nell’organizzazione del suo matrimonio, che si sarebbe celebrato in Italia. Cercava qualcuno in grado di gestire
l’organizzazione di un evento e sapeva che io avrei potuto farlo. Quella è stata
la mia prima esperienza e devo dire che mi ha aperto un mondo.
Cosa ti ha conquistata?
Rispetto agli eventi aziendali un po’ “asettici”, i matrimoni vivono di emozioni, di idee e di creatività. Ho iniziato per caso, è vero, poi mi sono mes-
28
sa a studiare e ho fatto un corso della durata di
sei mesi organizzato dall’Associazione Wedding
Planners Italia. Per un po’ ho affiancato il lavoro di ufficio stampa a quello di wedding planner.
Ora, invece, mi sono spostata quasi completamente sull’organizzazione di matrimoni, ma anche altri eventi privati o per brand.
Come hai fatto a farti conoscere?
Principalmente attraverso i social network, soprattutto Facebook e Instagram mi hanno dato
una buona visibilità. Il mio sito è stato il migliore
dei biglietti da visita. Si può capire che c’è dietro
un investimento e una vera professionalità. Poi ho
un blog e anche quello mi ha aiutata moltissimo.
shabby chic, ma ci sono anche delle nuove tendenze che pian piano stanno arrivando anche da noi: per esempio sta cambiando la grafica delle
partecipazioni. Stiamo abbandonato il classico carattere inglese a favore
del calligrafico, un po’ più moderno e fresco. Stanno arrivando anche le
partecipazioni piene di colori.
Lavori con un team di fornitori già selezionati?
Esatto, ho un portfolio di fornitori con cui collaboro e di cui mi fido ciecamente. Se gli sposi non hanno già scelto un fornitore mi permetto di dare
dei suggerimenti in base al budget che hanno a disposizione e allo stile
che vogliono creare.
La tua precedente esperienza
nella comunicazione ti è servita?
Tantissimo. Siamo abituati a vedere in televisione solo una parte del nostro lavoro: bellissimi
allestimenti e fiocchetti. In realtà c’è tutta una
parte di organizzazione, coordinamento dei fornitori, rispetto delle tempistiche che forse le
persone non riescono a immaginare. Quello che
comunichi agli altri è l’allestimento, certo, ma è
solo la punta dell’iceberg.
Quali sono i trend
to?
del momen-
In Italia piace ancora molto tutto quello che è di
ispirazione vintage, quello che viene chiamato
Funziona così anche per la scelta del fotografo?
Di solito, quando gli sposi non hanno già trovato il fotografo, faccio tre diverse proposte, rispettando il budget e gli input che mi vengono dati.
Come hai selezionato i fotografi con cui
collabori?
Principalmente sul web. Un paio anche in occasione delle fiere dedicate
agli sposi, ma quasi tutti attraverso i social network e i siti dedicati al
matrimonio.
Come funziona il coordinamento tra wedding
planner e fotografo?
Io sono il referente del fotografo, quindi è necessario lavorare in team.
Divento il tramite tra il fotografo e la coppia. Il mio obiettivo è quello di
alleggerire il lavoro degli sposi e facilitare anche quello del fotografo.
Per saperne di più: www.laweddy.com
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SCENE DA UN MATRIMONIO
Demetrio Caracciolo, presidente dell’Associazione Nazionale
Videografi, ci spiega quali sono le nuove tendenze nei video di
matrimonio e qual è l’attrezzatura ideale per un simile evento
di Diego Papagna
P
er festeggiare il primo anniversario di ANV, incontriamo Demetrio Caracciolo, presidente dell’Associazione Nazionale Videografi.
Quali sono le caratteristiche di un videografo?
Lo dice la parola stessa che è “composta da “Video-” (dal lat. Vidére – prim.
pers. sing. del presente ind.) che è l’atto del vedere; e “-Grafia” (dal gr.
Graph-é ) che è scrittura o segno. La prassi e l’arte tramite cui si rappresentano le immagini, fisse o in movimento, attraverso un flusso elettronico
e digitale temporalizzato”. Chiunque può essere videografo, naturalmente il
talento e l’attitudine alla narrazione danno una marcia in più, come anche la
preparazione tecnica e la voglia di ricerca. E’ anche vero che le conoscenze
tecnico-pratiche devono essere molteplici, il videografo deve saper “leggere” la luce con occhi esperti, deve avere delle ottime basi fotografiche, deve
conoscere bene lo strumento utile al suo scopo narrativo, deve saper editare
le immagini che ha ripreso documentando il tutto con una buona tecnica
30
di montaggio e deve saper sceneggiare il proprio
pensiero. Aggiungerei che qualunque spettatore
è sceneggiatore in pectore, come ha detto Pasolini “quando sogniamo e ricordiamo, giriamo dentro di noi dei piccoli film”. Lo spettatore avverte
istintivamente se la storia che gli viene proposta
è strutturata in maniera coinvolgente, appassionante, credibile: e solo in questo caso è disposto
a concedere quella sospensione di incredulità
che fa di un film un sogno collettivo.
Da presidente dell’associazione, quali sono le nuove e
ultime tendenze proposte nei
video di matrimonio?
Il matrimonio oggi è diventato e viene visto come
trovasse la giusta collocazione sul mercato. Questo è uno
dei motivi che ha portato alla nascita di ANV (Associazione
Nazionale Videografi). Penso che oggi le tendenze si possono
racchiudere in due grandi blocchi: i videografi che con la loro
sensibilità riescono a narrare in modo molto intimo ciò che
essi stessi vivono durante il giorno del matrimonio realizzando un prodotto dal sapore profondo e non proprio commerciale, e i videografi che documentano in modo asettico quasi
distante il giorno del matrimonio, raccontato con strumenti
e accessori utili a enfatizzare movimenti camera o azioni che
altrimenti non darebbero il giusto livello emozionale, strumenti che difficilmente utilizza il primo blocco di videografi.
Due prodotti totalmente diversi per target diversi.
Quali sono secondo te le attrezzature
ideali per un videografo?
un evento da spettacolarizzare, di conseguenza
si tende sempre a produrre e/o vendere prodotti
che tramite strumenti “non sempre consoni”
enfatizzano le emozioni di quel giorno, lasciando,
forse, poco spazio alle “vere” emozioni. Tutto
questo non per forza deve essere inteso come
un errore o una critica non costruttiva, ma spesso cadiamo in tentazione utilizzando linguaggi
che non appartengono alla nostra cultura del
matrimonio. Il mercato spinge verso l’americanizzazione dell’evento, un’evoluzione forse
naturale dettata dalla diffusione dei video sul
web, dalla cosiddetta globalizzazione, dalla figura del wedding planner e dagli inglesismi che
ormai sono molto utilizzati tipo “wedding cinema
o wedding film, save the date, ecc. ecc.” Il punto
oggi è trovare una valida giustificazione a questo
repentino cambiamento senza stravolgere il
concetto iniziale di “matrimonio”. E’ anche vero
che il salto qualitativo che si è avuto nel video
negli ultimi quattro anni non si vedeva dall’avvento del vhs. Si trattava di un mercato fermo e
stagnante da circa venticinque anni che è esploso in modo convulso in pochissimo tempo senza
alcun controllo e, in molti casi, senza le giuste
basi teoriche e tecniche affinché tale prodotto
Premetto dicendo che il videografo non è legato a uno strumento ma cerca quello più utile per potersi esprimere. Detto ciò, il desiderio di ogni videografo è avere un’attrezzatura
leggera, veloce, poco ingombrante, performante e soprattutto
con un grande sensore, sia esso cmos o ccd. Il linguaggio che
ci piace utilizzare prevede quasi sempre una ridotta profondità di campo (pdc) e la fotografia prevede un parco luci ridotto al minimo
indispensabile. Ritengo che i sensori full frame e tutte le nuove serie degli
obiettivi cinema rispondano al nostro ideale. Se usati con parsimonia anche
slider steady minicrane e sistemi di stabilizzazione sono utilissimi, purché
poco ingombranti. Il nostro lavoro infatti non prevede un’impalcatura tecnica
come quella del cinema, gran parte del lavoro è svolto in solitaria. Personalmente mi accontento di un buon parco obiettivi, molto luminosi, un’ottima
e affidabile Full Frame, un cavalletto e un monopiede. Altro accessorio indispensabile per me che riprendo con una reflex è il viewfinder.
Come si è evoluta l’associazione?
ANV è cresciuta tantissimo, ma c’è ancora tanta strada da fare, voglia di
ricerca e crescita costante. I soci ad oggi sono circa 100 e altrettanti in attesa
di entrare, un bel traguardo considerando che siamo al primo compleanno.
Il concetto vincente è la voglia di prendere per mano tutti i giovani videografi
o aspiranti tali e accompagnarli in un percorso di crescita ad alti livelli. Ho
molta fiducia e sono certo che ce la faremo.
Tra le ultime novità c’è anche il campus, di
cosa si tratta?
Dal 4 all’8 novembre saremo a Lipari (Isole Eolie) per il secondo Campus
ANV, un grande evento nel panorama Italiano, come quello dello scorso
anno svoltosi a Corciano (PG). Come lo scorso anno si parlerà di matrimoni,
di cinema, di sceneggiatura, di regia, di fotografia, di attrezzature, software,
grading, ecc. ecc. Una maratona di cinque giorni immersi in uno dei posti più
belli d’Italia. Naturalmente anche quest’anno saremo supportati dal nostro
sponsor tecnico esclusivo, Professional Service.
www.associazionevideografi.com
31
I CONIUGI SELFIE
La Go Pro Hero 4 Silver ha un processore migliore delle
precedenti e un display touch incorporato che permette di
accedere a tutte le funzioni e visualizzare i video
di Diego Papagna
1
080p a 120fps: numeri che fanno emozionare ogni videomaker alla sola
lettura e numeri che sono anche la caratteristica principale della nuova
GoPro 4 black. Super slow motion in full HD quindi, ma non solo.
Consolidata la registrazione in 4k, disponibile ora a 30fps e poi ancora 2.7K
50fps/1440p 80fp, ce n’è per tutti i gusti, oltre a un nuovo processore due
volte più potente.
Anche la Go Pro Hero 4 Silver non rimane indietro quanto a innovazioni.
Oltre ad avere un processore notevolmente migliorato, diventa l’unica GoPro nella storia a essere munita di un display touch incorporato grazie al
quale è possibile accedere a tutte le funzioni e visualizzare video in memoria o quello che state riprendendo.
La GoPro Hero 4 Silver cattura video a 2.7K 30fps, Full HD a 1080p 60fps
(disponibili anche le risoluzioni4K 15fps, 960p 100fps e 720p 120fps) e
scatta foto a 12MP.
Queste le belle notizie dal mondo GoPro, ma tornando al tema principale
del nostro numero, cioé il matrimonio, vediamo come sia possibile usare
questo gioiellino in maniera creativa anche in ambito wedding.
Sfruttare la moda del selfie per esempio è una valida idea per dare una
verve più personale e un tocco creativo al video e potrebbe aggiungere
ottimi e divertenti stacchi per il vostro montaggio finale.
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Con un po’ di complicità da parte della coppia,
basta munire gli sposi di una GoPro e un’asta
telescopica e il gioco è fatto. Gli sposi potranno
quindi sbizzarrirsi in riprese in soggettiva per
esempio mentre sono in macchina nel tragitto
dalla chiesa al ristorante oppure riprendere divertenti situazioni insieme agli amici e ai parenti
nel corso dei festeggiamenti.
Le proposte in termini di aste sono davvero innumerevoli. Una delle più indicate è la racchetta
estensibile Remote Pole 23 o la Remote Pole 39
che permettono una buona maneggevolezza e
un massimo controllo di tutte le sue funzionalità
grazie all’alloggio per il telecomando Wi-Fi Remote posizionato sul manico.
Telescopica e con struttura in alluminio, la Remote Pole 23 può essere regolata grazie ai suoi
sistemi di blocco a qualsiasi lunghezza compresa tra i 27 cm (chiusa) e i 58 cm (totalmente
estesa), mentre la Remote Pole 39 tra i 33 cm
SCHEDA TECNICA
GOPRO 4 BLACK
• Processore due volte
più potente con frame
rate video due volte
più veloce rispetto al
precedente modello
HERO 3+ Black Edition
• Video di qualità
professionale con
risoluzioni 4K a 30fps,
2.7K a 50fps e 1080p a
120fps.
• Foto a 12MP con una
frequenza massima di
30 scatti al secondo.
• Wi-Fi e Bluetooth
integrati.
• Protune: modalità
per una cattura di
qualità cinematografica
per consentire
elevate possibilità di
regolazioni durante la
postproduzione.
• Night Photo e Night
Lapse: modalità per
una configurazione
personalizzata
dell’esposizione
notturna.
• HiLight Tag: seleziona
gli highlights dei video
durante la registrazione
per facilitare la
visualizzazione
dei contenuti, la
riproduzione e la
condivisione.
• QuikCapture: funzione
che consente lo scatto
di foto in continuo,
tenendo premuto il
tasto shutter.
• SuperView™:
modalità che permette
di catturare video con
l’angolo di ripresa più
ampio al mondo.
• Auto Low Light:
funzione che regola
in modo intelligente il
frame rate in condizioni
di scarsa luminosità.
• Miglior navigabilità
del menu rispetto ai
precedenti modelli
GoPro.
• Migliore qualità e
precisione del suono
rispetto al precedente
modello HERO 3+ Black
Edition.
• Compatibile con
GoPro App e Smart
Remote (venduto
separatamente).
(chiusa) e i 99 cm (totalmente estesa).
Altra applicazione interessante può essere l’utilizzo di aste telescopiche coem quelle proposte
da Airvision (www.airvision.it) che consentono
spettacolari riprese delle location, una valida alternativa al difficile uso dei droni.
Consistono in un sistema composto da aste
telescopiche in vetroresina o fibra di carbonio
da 4,3 m a 13,5 m alle cui estremità si collegano supporti per camere analoghi a quelli che
si utilizzano sotto i droni. Le camere si possono comandare grazie a un joystick posto sulla
maniglia che regge il palo. Sempre aggianciato al palo, oppure tenuto da un aiutante/
operatore, un monitor consente di visionare
costantemente l’inquadratura.
Le riprese che si possono effettuare con questo
“semplice” sistema sono stupefacenti, con una
serie di vantaggi in termini di costi e soprattutto
di sicurezza e permessi.
33
UNO SGUARDO
DALL’ALTO
Massimo De Marinis è un video maker
indipendente che usa i droni.
Tutto merito del nipote.
E ora non ne può fare più a meno
di Diego Papagna
Sei nato prima videografo o pilota di droni?
Sono un videografo con la passione per i multirotori. Lavoro nel settore
video dal 1984, per un decennio dipendente in una tv privata, dal 1996 svolgo la mia attività di videomaker professionista indipendente.
Come ci si avvicina al mondo dei droni e com’è
nata questa passione in te?
Il mio approccio a questo mondo è avvenuto per caso, grazie a mio nipote,
un appassionato di aeromodellismo dinamico che nel 2010 mi ha invitato
a filmare una manifestazione sportiva presso un Campo di Volo ai piedi
del Gargano. In quell’occasione, vedendo aerei ed elicotteri RC esibirsi
in manovre spettacolari, mi chiesi se fosse possibile montarci sotto una
piccola videocamera per tentare di effettuare delle riprese aeree. Considerando che all’epoca le Sport Camera come la GoPro non esistevano e i
multirotori erano semplici elicotteri senza alcun sensore che li stabilizzas-
34
se in volo, provammo a fare piccole riprese con
un telefono cellulare (di quelli con la camerina
orientabile) sotto un elicottero a scoppio con
pessimi risultati. Da questa esperienza mi appassionai al modellismo e costruii il mio primo
multirotore in kit di montaggio, un Gaui X330 a
cui successivamente agganciai con due semplici fascette in plastica una Gopro 960 riuscendo
a fare i miei primi training di volo con riprese
aeree traballanti. La tecnologia nel giro di 2-3
anni ha rivoluzionato totalmente il settore e da
semplici multirotori, senza sensori e automatismi di volo, questi mezzi si sono evoluti in veri
e propri droni che grazie a gps, accelerometri,
bussole magnetiche e barometriche sono diventati molto più semplici da pilotare permettendo
l’accesso a questo mondo, una volta riservato ai
soli esperti del settore, anche a chi non ha molta
esperienza in ambito modellistico.
Oggi con poche centinaia di euro si può accedere
a modelli “pronti al volo” dotati di gimbal stabilizzato plug and play che permette riprese stabili
e di qualità fino a poco tempo fa impensabili.
Se da un lato è positivo, dall’altro sta generando molta approssimazione e faciloneria nell’approccio a questi mezzi, diffondendo la falsa convinzione che i droni volino da soli. Tanti neo piloti
si affidano totalmente all’ausilio dei sensori e
non fanno un adeguato percorso di training di volo, ho visto video di gente
che fin dal primo volo ha tentato riprese aeree sulla testa della gente ignari della pericolosità dei mezzi e totalmente all’oscuro delle regole vigenti,
considerando i multirotori alla stregua di gadget da mostrare per stupire
il pubblico. Come ANV da sempre cerchiamo di fare informazione sull’uso
corretto di questi mezzi e di come approcciare a questa “disciplina”, perché il modellismo è una disciplina sportiva e la sua applicazione in ambito
Foto/Video deve avvenire successivamente e con le adeguate competenze.
Che norme bisogna conoscere e rispettare?
In Italia i modelli radiocomandati (tra cui Aerei, Elicotteri e Multirotori)
rientrano nella normativa ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) che li
ha denominati APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) per l’uso generico
(sportivo/amatoriale) e SAPR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto Specializzato) per l’utilizzo commerciale e professionale.
35
Il Regolamento distingue i mezzi per due fasce
di peso: quelli sopra i 25 kg e quelli sotto i 25
kg. Da una dichiarazione dell’Ing. Cifaldi (Presidente di Enac) è stata proposta una variante del
regolamento che a breve permetterà la certificazione semplificata per mezzi leggeri sotto a
2kg di peso (per intenderci la categoria del DJi
Phantom).
Il regolamento è univoco sia per l’utilizzo “ludico”
che per quello “professionale” e pone non pochi
limiti all’uso dei droni, tra cui: il divieto di utilizzo nei centri abitati, il sorvolo di assembramenti
di persone, limiti di altitudine operativa (70mt) e
distanza da edifici, (150mt), da Aereoporti (raggio di 6km) ecc. e non
ultimo il rispetto della legge della
Privacy. Inoltre per l’utilizzo professionale viene richiesta: “Certificazione” del mezzo (una sorta di
omologazione del Drone), esame
medico di secondo livello, certificato di idoneità del pilota che attesta le sue capacità (previo corso
da effettuare presso scuole di volo
riconosciute dell’ENAC), tutta una
serie di documentazioni relative
al Drone e Assicurazione Professionale, con massimali adeguati
all’utilizzo commerciale.
Per l’uso “ludico”, invece basta
un’autocertificazione che dichiara
il possesso del mezzo, un’assicurazione sportiva presso la FIAM
(Federazione Italiana Aero Modellismo), quindi si può volare a scopo
di training o per divertimento in
spazi aperti, da centri abitati, in campagna o in
campi di volo federali, sempre nel rispetto dei
limiti imposti dal regolamento vigente.
Per intenderci lo stesso mezzo richiede o meno
la certificazione in base alla diversa tipologia
di utilizzo, “Ludico” o “Specializzato”. Di conseguenza un Videografo/Fotografo che effettua
lavoro aereo rientra nella tipologia SAPR e pertanto per essere in regola è tenuto alla Certificazione.
Hai anche steso un manuale per
quanto riguarda il volo RC;
36
com’è nata l’idea e di cosa tratta?
Il manuale è nato proprio per dare una base di partenza e informare, sia
tecnicamente che sul regolamento, i tanti che tramite l‘Associazione chiedono informazioni riguardo i Droni e nello specifico le applicazioni aerial
video. Il Manuale è un “work in progress” in continuo aggiornamento ed è
scaricabile in PDF dal sito ANV o stampato con un piccolo contributo spese
quando ci incontriamo nei Campus o negli eventi associativi.
Di che tipo di attrezzatura ti avvali?
Attualmente ho un hangar operativo con tre modelli di vario peso e playload: un quadrimotore Mikrokopter QuadroXL (che supporta una mirrorless
del tipo Sony Nex5/7), un Esacottero su elettronica DJi Naza 2 che supporta una Handycam Sony PJ650 e un piccolo e più versatile Dji Phantom con
si tutte le responsabilità, sia civili che penali,
ma da quel che percepisco tantissimi operatori
ignorano il regolamento e operano senza farsi
problemi in centri urbani sorvolando persone senza il rispetto delle più elementari regole
(non scritte) della sicurezza. Questa situazione
è preoccupante perché se si verificasse un incidente di una certa entità finiremmo in pasto
ai media e un’intera categoria verrebbe criminalizzata. Personalmente in ambito wedding
utilizzo esclusivamente il piccolo Phantom con
le protezioni alle eliche e mai, dico mai, volo su
assembramenti di persone (uscita chiesa, taglio
della torna, ecc.), così come vedo fare in tanti video sulla rete. Credo che le riprese aeree siano
utili e bellissime per la contestualizzazione di
un film, spesso le realizzo anche in date differenti dal giorno del matrimonio. Quando con gli
sposi facciamo le riprese degli esterni, solitamente andiamo “a giocare” in spazi aperti,
fuori dai centri abitati, senza gente e curiosi
intorno e le coppie sono sempre sotto il mio
diretto controllo.
Sei anche l’artefice
dell’accordo che si
stipulerà tra ANV ed
ENAC, puoi anticiparci su cosa verterà?
Zenmuse e Gopro3, Ground Station per il controllo video, radiocomandi,
varie batterie Lipo e caricatori per garantire una buona autonomia operativa. Confesso che dopo l’entrata in vigore del Regolamento ho messo
in standby i Droni “pesanti” e mi limito all’utilizzo del piccolo e leggero
Phantom in attesa di Certificazione e con la speranza che l’Enac finalmente emani la variante sulla normativa per i SAPR sotto i 2kg che ci permetterebbe la Certificazione semplificata e il sorvolo di assembramenti di
persone attualmente vietata per qualsiasi Mezzo RC.
Quali sono le maggiori difficoltà che si possono avere riprendendo un matrimonio con i
droni?
E’ chiaro che chi vola con questi mezzi nei matrimoni, lo fa assumendo-
Vorrei chiarire che c’è un errore
nella domanda, l’accordo di intenti
non è con l’ENAC ma con l’EDPA
(European Drone Pilot Association), altra Associazione a cui appartengo e che da tempo interloquisce con ENAC per l’apertura di
scuole di volo riconosciute e si fa
promotore di proposte e varianti
al regolamento che permettano
ai mezzi leggeri una certificazione
semplificata. EDPA tra l’altro è legata alla Protezione Civile, molti di
noi operano come volontari a supporto delle Forze dell’Ordine, CTU
(consulente tecnico d’ufficio in ambito giudiziario), nella prevenzione
degli incendi, nella sicurezza, supporto tattico e
ricerca persone scomparse, tra noi ci sono anche diversi videografi e fotografi professionisti,
per questo motivo abbiamo stipulato un protocollo di intesa tra le due associazioni, soprattutto riguardo lo scambio di esperienze tecniche e
informative, noi in quanto esperti di video e loro
come supporto avanzato per training di volo, tecnologie aeree, specializzazione e qualifica dei
soci e interlocutori con ENAC. Di fatto l’intesa già
esiste ed è in fase di formalizzazione.
www.megawattvideo.it
37
Produzione valige per album f
www.vald
VALDAM s.r.l. - Via Appia Antica, 1 - 83030 Lapio (Av)
fotografici digitali ed analogici
dam.com
- Tel./fax: +39 0825 982399 - email: [email protected]
PHOTOBOOK O SLIDESHOW?
Dubbio amletico di difficile risoluzione. Le tecnologie digitali
hanno messo in discussione l’identità dell’album di foto.
Che resiste e sfodera le armi per competere sul mercato
di Osvaldo Esposito
I
l settore fotografico si basa su equilibri delicati e uno tra tutti riguarda
i photobook che hanno una precisa identità, messa però in discussione
dalle tecnologie digitali. Con l’avvento del digital living, del mobile computing, dei social network, le richieste sono innegabilmente calate. Il mercato
dovrebbe orientare le scelte guardando al futuro, ovvero a quei giovani costantemente collegati al web. È senz’altro vero che la carta non morirà mai,
ma è altrettanto vero che le abitudini stanno cambiando e il futuro adesso è
facilmente prevedibile. I tempi cambiano ma le foto restano sempre e rappresentano la memoria storica della nostra vita, stanno cambiando le abitudini: non ci si incontra più sul divano di casa, ma sui social network con la
possibilità di invitare un numero indefinibile di persone. La carta stampata
come può competere? Sembrerebbe un confronto perso in partenza, eppure
i segnali di un aumento spropositato di immagini dovrebbero aiutarci a condurre il gioco a favore di un mercato ancora tutto da scoprire. Bisogna operare il cambiamento giocando con le stesse regole dei social network, ma
puntando sulla capacità emotiva determinata dal tatto, dalla consistenza
OLIMP
Gli album matrimoniali classici, dalla
linea semplice ma elegante, conservano nel tempo la loro attualità.
Particolari rilievi e tonalità di colore
arricchiscono gli album Olimp, lavorati interamente a mano da valenti
artigiani. Il cuoio viene plasmato ottenendo giochi di forme e colori senza
rinunciare a un tocco di classicità.
Gli album in cuoio Fiorentino sono
realizzati con spalle di vitello di prima
scelta al naturale
www.olimpalbum.it
38
della carta, dell’album da sfogliare, consolidando
il messaggio a favore della riservatezza. Va bene
condividere le foto sul web, ma tutti noi abbiamo
una selezione di ricordi che desideriamo tenere
chiusi in uno scrigno molto riservato, quindi quale
occasione migliore se non una stampa di qualità,
selezionata e racchiusa in un contenitore da mostrare solo agli amici più intimi. C’è un altro elemento da considerare: la fruibilità. Se pensiamo
alle persone anziane, troviamo un’ampia platea
disposta a sfogliare un album piuttosto che litigare con la tecnologia di un display. È chiaro che bisogna focalizzare le offerte mandando messaggi
ben delineati alle utenze che vogliamo catturare.
Ma andiamo a vedere quali sono al momento le
novità relative alla produzione del photobook.
MARCELLO STRADA
Continua a mietere successi in campo internazionale,
ma con la presenza a Photokina conferma il consolidamento della sua leadership in Europa. Un mercato attento ai dettagli, così come lo stesso Strada che ha pensato bene di personalizzare la produzione in base alle
esigenze dei territori in cui distribuisce le sue macchine.
Al salone tedesco ha presentato una serie di macchine
che definisce “mignon” in grado di effettuare le varie lavorazioni su album dalle dimensioni ridotte. L’imprenditore italiano ha fatto una piccola indagine di mercato
dalla quale è venuto fuori un dato significativo: nel resto
d’Europa il formato maxi dell’album non ha attecchito.
Mentre in Italia lo standard è rappresentato da album 30
x 40 o 40 x 40, nelle nazioni di confine non si va oltre il 30
x 30. Da questa considerazione è partita la produzione
di una serie di allineatori, tagliacarte e altri macchinari
in linea con le esigenze locali, con un significativo contenimento sia delle dimensioni, sia dei costi. I risultati
non si sono fatti attendere, infatti in Photokina c’è stato
un notevole interesse da parte dei visitatori. “Quest’anno
abbiamo notato un flusso più professionale, o comunque un interesse maggiore da parte dei visitatori – commenta Marcello Strada – probabilmente la crisi ha spinto i fotografi a cercare soluzioni concrete per affrontare il
mercato. Abbiamo riscontrato interessi dal nord Europa,
dalla Croazia, dalla Bosnia, dall’Ungheria e dall’Olanda,
e una piacevole conferma da tutti i paesi del corno d’Africa e dall’America del Sud”.
www.fotolibrofaidate.com
VALDAM
Due le novità dell’azienda di Lapio, in provincia
di Avellino: il sito e il nuovo materiale di lavorazione. Il sito è stato recentemente riprogettato
e si presenta con uno stile facile da consultare
e moderno. Nuovo anche il concept produttivo
degli album, basato su pietra di ardesia, materiale unico e pregiato, estratto dalla roccia,
dall’aspetto luminescente, che cambia tonalità
a seconda della luce. www.valdam.com
39
NOVITÀ STAMPANTI
EPSON
L’azienda nipponica punta sulla
stampa diretta su varie tipologie
di supporti. La stampante SureColor SC-F2000 nasce per la personalizzazione di magliette ma si
inserisce in un mercato sempre
più versatile. La gamma di stampanti Epson per la realizzazione
di prodotti promozionali è molto
ampia e comprende modelli per
la stampa su supporti vari che
permettono di personalizzare oggetti anche tridimensionali. Ep-
son SureColor SC-F2000, grazie
alle prestazioni elevate e ai bassi
costi di manutenzione e gestione,
consente di creare capi finiti dal
design personalizzato. Mentre le
stampanti a sublimazione Epson
SureColor SC- F7100 (64”) e Epson SureColor SC- F6000 (44”)
sono invece adatte per la realizzazione di materiale promozionale di vario tipo: segnaletica
in piccoli formati,
banner, bandiere, abbigliamento sportivo
ecc. Esemplare in
questo settore è il risultato ottenuto da
Shadow, un’azienda
bergamasca che con
la sua linea di prodotti
Sublitec può personalizzare oggetti di qualsiasi tipo: occhiali,
forbici, manici di posate, oggetti di bigiotteria, caschi,
vasi e cover di cellulari.
www.epson.it
OKI
Nuovo modello a 5 colori in casa Oki: ES9541. Si tratta di una
stampante LED digitale A3 a colori che dispone, come quinto colore, del toner bianco o trasparente. Caratteristica interessante
per la valorizzazione degli stampati, che consente ampie possibilità di personalizzazione. Con ES9541 è possibile stampare
l’intera gamma dei colori di quadricromia con l’aggiunta di un
quinto colore spot bianco o con la
finitura lucida trasparente.
I formati di stampa vanno da
A6 a SRA3 e banner lunghi
fino a 1.300 mm con grammature fino a 360 g/mq anche su carta lucida, film trasparenti, trasferibili a caldo e
carta impermeabile
www.oki.it
40
ITALIANWEDDINGALBUMS
Dopo più di cinquant’anni di attività sul territorio, l’azienda storica Acerboni oggi ha
una connotazione internazionale. Rappresentata da un distributore britannico propone un catalogo ricco di soluzioni vintage
dal design raffinato secondo la tradizione
Acerboni. Sul web si possono definire diversi tipi di lavorazione confrontando anche i video appositamente realizzati per
offrire una visione più ampia sulle caratteristiche del prodotto.
www.italianweddingalbums.com
SARLO ALBUM
Sempre richiestissima la linea di produzione
americana caratterizzata dalle mascherine,
prodotto di punta della famiglia Sarlo, operante a Contursi Terme, dopo una lunga esperienza a Londra. La produzione comprende varie
tipologie di album incluso il digitale, il classico
con le veline, il fotolibro misto con mascherine
e tanti altri modelli.
www.sarloalbums.it
PASQUALINO
ESPOSITO
La linea della nuova
collezione Via dei
Condotti firmata i
Nobili e distribuita da
Pasqualino Esposito,
evidenzia la qualità
della produzione
made in Italy attraverso un’elegantissima
valigetta riportante
una stampa sul dorso
e un simpatico foulard applicato
alla maniglia.
Pasqualino Esposito,
oltre a distribuire gli
album della linea I
Nobili, mantiene un
costante contatto con
i fotografi professionisti organizzando
ogni anno un incontro
formativo con maestri
internazionali.
www.pasqualinoesposito.it
41
PROVATA PER VOI
TRAVOR SL-572 E SL-582
Due flash low cost compatibili sia con Canon sia con Nikon provati
dal fotografo di matrimoni Filippo Serra sul campo, ossia durante
un matrimonio. Ecco i pregi e i difetti riscontrati dal fotografo
di Osvaldo Esposito
F
ilippo Serra è un fotografo di matrimonio di Mazara del Vallo, all’estremo sud della Sicilia, sul canale che divide la Tunisia dall’Italia.
Ha provato per noi due nuovi flash proposti da FF Distribuzione, azienda toscana nata da pochi mesi con alle spalle molti anni di esperienza
nel settore fotografico. Un impegno storico e consolidato che ha per-
42
messo all’azienda di selezionare diversi prodotti e accessori in base a specifiche esigenze
dei fotografi. Da qui la scelta di importare dei
flash low cost marchiati Travor e compatibili
sia con Nikon sia con Canon.
Due i modelli oggetto della prova da parte di Filippo Serra, che li ha
utilizzati proprio in occasione di un servizio di matrimonio, usandoli tra
l’altro anche in studio. SL-572 ed SL-582 si distingono per le caratteristiche wireless di cui è dotato il secondo, in grado quindi di lavorare
anche in modalità slave o master. Entrambi hanno un numero guida 58,
la parabola zoom 24/105 mm, inclinazione: 90° e rotazione: 270° con
funzionalità TTL dispobili in versione Nikon o Canon.
I flash si sono comportati bene in diverse situazioni, sia in modalità
remote comandato da un flash Nikon, sia in modalità slave. Restano da
aggiornare la guida cartacea, poco intuitiva, attualmente non disponibile in italiano, e il display, anch’esso difficile da interpretare, regolabile
solo seguendo il numero degli impulsi prodotti dalla luce led, opera-
zione questa che potrebbe far perdere tempo
prezioso quando è necessario cogliere l’attimo. Da sottolineare la possibilità, per il modello SL-582 di lavorare come slave o master
e in grado di gestire tre gruppi flash.
I costi al pubblico li rendono particolarmente
interessanti per chi ha necessità di contenere le spese o per chi deve dotarsi di diversi
lampeggiatori per illuminare la scena. 149,90
euro per il modello SL-572 e 249,90 euro per il
più performante SL-582.
www.ffdistribuzione.it
SCHEDA TECNICA
Travor Flash SL-572
Flash compatibile
TTL disponibile nella
versione
Canon e Nikon.
Numero guida: 58
Inclinazione: 90° –
Rotazione: 270°
Parabola zoom:
24/105mm
• Compatibilità con
funzioni TTL
• Impostazioni manuali
• Sincronizzazione sulla
seconda tendina
• Terminale PC e
presa per battery pack
esterno
Alimentazione: 4
batterie AA
Dimensioni:
76x137x117 mm
Peso: 0,405 g
Travor Flash SL-582
Flash compatibile
TTL disponibile nella
versione
Canon e Nikon.
Numero guida: 58
Inclinazione: 90° –
Rotazione: 270°
Parabola zoom:
24/105mm
• Compatibilità con
funzioni TTL
• Funzione Wireless
• Possibilità di lavorare
come master o slave
• Possibilità di
controllare tre gruppi
flash
• Impostazioni manuali
• Funzione multi lampo
• Terminale PC e
presa per battery pack
esterno
Alimentazione: 4
batterie AA
Dimensioni:
79,7×142,9×125,4 mm
Peso: 405 g
L’originale arte
di custodire il tempo
Operiamo nel settore fotografico dal 1969
Un inconfondibile stile made in Italy firmato Olimp
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VE
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43
PROVATA PER VOI
PANASONIC AG-AC8
Una telecamera digitale super versatile
adatta a professionisti e semi professionisti.
Per seguire le tendenze del mercato
di Edoardo Sansonne
M
ai capitato di sentire la frase “non è importante la meta ma il cammino”? Beh, parlando della AG-AC8 Panasonic te li puoi godere
entrambi. È la più economica fra le telecamere digitali semiprofessionali Panasonic, ma quando la impugni ti senti Ridley Scott, e i risultati
sono sorprendenti.
Avete mai provato quella sensazione di ansia di arrivare a casa o in ufficio e scoprire che le riprese fatte il giorno prima non sono all’altezza
delle aspettative? Con questa Panasonic è acqua passata. Sia che siate
o non siate professionisti del mestiere non vi lascerà mai con l’amaro in
bocca. Per quale motivo? Non ce n’è solo uno.
Leggera e maneggevole, anche se dall’importante presenza, la Telecamera monta uno zoom x21 che può arrivare fino a x50 in digitale, la cosa
sorprendente è che anche quando si arriva al massimo ingrandimento
la qualità dell’immagine quasi non ne risente. I comandi per azionarlo
sono comodamente distribuiti sul corpo camera per l’utilizzo sia a spalla che a mano, inoltre la ghiera dell’obiettivo ha doppia funzione di zoom
e messa a fuoco manuale a seconda della modalità selezionata. L’obiettivo arriva lontano ma si comporta egregiamente anche nella ripresa in
ambienti ridotti con i suoi 28mm / F1.8. La camera è inoltre dotata di un
sensore ad alta sensibilità di tipo 1/4.5 con S-FS da 4,14 M che assicura
immagini nitide e brillanti anche nelle scene meno illuminate.
L’AG-AC8 compensa l’importante zoom di cui è dotata con un’incredibile
stabilità di ripresa. Il potente stabilizzatore OIS (Optical Image Stabili-
44
ser) ibrido a 5 assi, mette al riparo anche da
forti vibrazioni. Inoltre l’algoritmo di correzione dell’inclinazione è stato migliorato nel tracking dell’immagine anche quando le inclinazioni si susseguono in rapida successione. In
questo modo le immagini rimangono sorprendentemente fluide e stabili anche nelle condizioni di ripresa più estreme.
Per continuare, mettiamo che vi trovate in condizione di dover iniziare a riprendere al volo,
senza preavviso né tempo per settare manualmente le impostazioni professionali della
camera. Non c’è problema, basta un tasto. La
modalità iA (Intelligent Auto) agevola l’utilizzo
nelle situazioni in cui si dispone di poco tempo,
adattandosi a ogni ambiente e condizione con
un autofocus dalla buona velocità di risposta.
Le modalità di registrazione progressiva AVCHD variano da 1920x1080/50p max. 28 Mbps,
1920x1080/50i max. 24 Mbps a 1280x720 8
Mbps (modalità PM e garantiscono un FULL
HD coi fiocchi e la modalità Relay Recording,
nella quale viene utilizzato un disco rigido
esterno per la registrazione continua dell’audio, permette di eliminare
perdite di segnale vocale quando si cambia la scheda SD.
Stiamo parlando di una macchina dal prezzo relativamente contenuto
ma dalle sorprendenti capacità e caratteristiche. La telecamera è dotata di un doppio slot SD e registra le vostre immagini simultaneamente
su entrambe le schede di memoria, un mirino ottico molto stabile e un
touch screen da 460.800 punti.
Il modello AG-AC8 è adatto a professionisti e semi-professionisti che
richiedono ottime prestazioni in contesti quali matrimoni, documentari e filmati naturalistici, spettacoli ed eventi sportivi e, perché no,
addirittura film.
SCHEDA TECNICA
Obbiettivo Panasonic
Grandangolo 28 mm
/ F1.8
Zoom iA x50 (ottico x21)
Sensore S-FSI tipo
1/4.5 4,14 M
Stabilizzatore OIS
ibrido a 5 assi
Correttore inclinazione
immagine
Risoluzione
1920x1080/50p max. 28
Mbps
Risoluzione
1920x1080/50i max. 24
Mbps
Risoluzione 1280x720 8
Mbps (modalità PM)
AVCHD progressiva
Microfono stereo
LCD touch screen tipo 3
con 460.800 punti
Registrazione
simultanea con scheda
SD x 2
Supporta la copia di file
su disco rigido esterno
Design innovativo con
supporto ergonomico
per l’uso professionale
a spalla
45
Ricerca, Innovazione, Tecnologia e attenzione alle esigenze
Questi sono i principi che portano alla realizzazione dei prodo
Aste Telescopiche
Le nostre aste telescopiche ON AIR, sia in fibra di vetro che in carbonio,
permettono un innovativo sistema di ripresa a quote impensabili
per un sistema tradizionale tipo “Crane”, con una stabilità ed una possibilità
di movimento davvero unica.
e dei clienti.
otti e servizi che vi offriamo.
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PHOTOKINA 2014
CHE C'È DI NUOVO
Le migliori fotocamere, ma non solo.
Ecco le principali novità presentate dai
marchi più celebri in occasione della
fiera internazionale di Colonia
di Diego Papagna
CANON EOS 7D MARK II E NUOVE OTTICHE STM
D
opo 5 anni di attesa susseguiti da moltissimi rumors, Canon presenta l’erede della Eos 7D, denominata come ci si attendeva dalla
sigla MarkII.
L’upgrade parte innanzitutto dal sensore che offre una risoluzione maggiore rispetto al precedente (18mpx) pari a 20mpx in un CMOS che mantiene il formato APS-C.
Punto di forza, sotto l’aspetto fotografico, è sempre la velocità di scatto
fino a 10fps al secondo unita alla precisione dell’autofocus che dispone
di 65 punti di messa a fuoco tutti a croce.
Parte rilevante del successo della 7D furono le caratteristiche video che
permettevano infatti la registrazione a 60fps (a una risoluzione inferiore)
rispetto alla 5D Mark II che non lo consentiva. Qui sono ancora presenti
le maggiori novità, è stato introdotto il sistema di autofocus video Dual
Pixel (già visto su Eos 70D) unito alla possibilità di registrare in full HD
fino a 60 fps in entrambi i formati disponibili: MOV e MP4.
Infine da segnalare la compatibilità con le lenti STM che consentono
maggiore silenziosità ed evitano il rumore del motore del’autofocus, audio che viene registrato in PCM lineare per i file MOV, o nel formato AAC
per i file MP4.
In quest’ottica sono stati presentati in contemporanea un nuovo 24-105
EF f: 3.5-5.6 IS STM adatto anche al pieno formato e il secondo pancake
della linea Canon, un 24mm f 2.8 STM per APS-C con lunghezza focale
equivalente di 38mm.
46
NIKON D750
S
ul fronte Nikon la novità principale è data dalla nuova
uscita, la full frame Nikon D750 che si colloca in un
nuovo segmento a cavallo tra la D610 e la D810.
Fotocamera in formato FX che unisce un sensore CMOS
da 24,3 megapixel di ultima generazione a un gamma ISO
molto ampia (100 – 12.800 estendibile fino a 50–51.200
equivalente), monta il processore di immagini Nikon EXPEED 4 (lo stesso in dotazione alla D810 e alla D4S).
Le prestazioni dell’autofocus sono estremamente elevate
con il sistema AF a 51 punti, velocità di scatto in sequenza
fino a 6,5 fps e registrazione di filmati Full HD.
Inoltre, è presente un monitor basculante da 3,2", modulo
Wi-Fi incorporato, il sistema Picture Control 2.0 di Nikon
(che consente l’elaborazione delle immagini on-camera)
il tutto all’interno di un corpo macchina che è addirittura
100 grammi più leggero della D610.
Sul versante video la D750 registra in Full HD 1920 x 1080
a diversi frame rate: 60, 50, 30, 25 e 24p. Durante la registrazione si può intervenire manualmente su ISO, velocità
dell’otturatore e diaframma. I filmati vengono ovviamente
salvati su SD (la macchina ha due slot), ma possono essere anche registrati automaticamente su un Hard Disk
esterno. Non manca infine la porta HDMI tramite la quale
visualizzare immagini e video su monitor esterno.
PANASONIC LUMIX LX100
P
anasonic ha presentato Lumix LX100, la sesta generazione della serie di fotocamere
LX, che si presenta con un sensore MOS da 16MP ad elevata sensibilità da 4/3 di pollice,
abbinato al nuovo Venus Engine, dotato di CPU quad-core che aumenta le prestazioni e
consente l’elaborazione del segnale ad alta velocità. Il nuovo Venus Engine è stato sviluppato anche per offrire diversi sistemi di riduzione del rumore, quali Multi Process NR, Random Filter e Aperture Filter. Panasonic
consolida la sua predisposizione al formato 4k consentendo in questa piccola
camera riprese dei video a risoluzione
Ultra HD, 3840 x 2160 pixel, fino a 25fps.
E’ possibile girare anche in formato AVCHD Progressive (MPEG4/H.264), con
risoluzione Full HD 1.920 x 1.080 a 50
fps. Un pulsante dedicato permette di
attivare istantaneamente la registrazione di video, anche mentre si eseguono
scatti. L’ottica è un LEICA DC VARIOSUMMILUX F1,7-F2,8, con una lunghezza focale 24-75 mm equivalente. È
presente un mirino Live View con una
risoluzione equivalente a 2,764 milioni
di punti, mentre il display sul retro è un
LCD TFT fisso, con una diagonale da 3”
e una risoluzione pari a 921.000 punti.
47
PHOTOKINA 2014
PANASONIC GM5
T
elaio in lega di magnesio con selettori e ghiere in alluminio e un’impugnatura di colore rosso o
nero, Panasonic GM5 è la
mirrorless con mirino live
view più piccola al mondo.
Misura appena misura 99 x
60 x 36 mm e ha un peso di
soli 211 grammi ed è dotata
di un sensore Live MOS da 16 megapixel accoppiato al processore Venus Engine che permette di arrivare ad una sensibilità ISO 25,600.
Altro punto di forza il mirino Live View (LVF),
dotato di una risoluzione pari a 1.166.000 punti
e una copertura dell’inquadratura pari al 100%
del campo e dotato di sensore di prossimità
per avviare o arrestare l’inquadratura da mirino passando al monitor.
Ovviamente non manca il wi-fi integrato e registrazione video full-HD 1.920 x 1.080 50p nei
formati AVCHD Progressive e MP4, con audio
stereo. Tra le svariate funzioni offerte, sicuramente interessante la nuova funzione “Snap
Movie” che permette di registrare brevi filmati
della durata di 2/4/6/8 secondi.
48
CANON G7X
N
uova compatta premium per Canon, che va a piazzarsi tra la G1X
e la G16. La G7X è dotata di un CMOS
retroilluminato da 1 pollice e 20,2 megapixel di risoluzione, con processore
DIGIC 6 che le permette arrivare fino a
una sensibilità di 12,800 ISO.
Scatto continuo da 6,5 scatti al secondo, registrazione video Full HD
60p con uno stabilizzatore sulla carta
molto efficace per le riprese, che agisce su 5 assi.
L’ottica è un 24-100mm equivalente
e molto luminosa con apertura f/1,8,
non mancano inoltre il display orientabile touchscreen e connessione WiFi e NFC.
LEICA S (Typ 007)
L
eica presenta il nuovo modello di punta del
sistema S. Le novità cominciano dal sensore che è di tipo CMOS, misura 30x45mm e
conta 37,5 Mpixel. Risoluzione identica al modello precedente ma, anche grazie al nuovo
processore d’immagine Maestro II, sono migliorate le prestazioni per quanto riguarda frequenza di scatto e sensibilità.Raggiunge infatti
i 6400 ISO, con una gamma dinamica di 13 stop
e scatta 3,5 fps. Anche l’autofocus é migliorato in velocità e precisione, integra poi un GPS,
il display posteriore da 3 pollici e monta due
slot per memory card, SD e CF. Vera chicca é
la possibilità di registrare video fino a 4K a 24
fps con un compressione 4:2:2 sfruttando tutta
la qualità del sensore medio formato.
NIKON SB-500 E NIKON 20MM F1.8
A
ltra interessante novità è il flash Nikon SB-500, il primo
lampeggiatore Nikon con illuminatore LED incorporato. Pensato per fotografi e video-makers, è un accessorio
che integra le funzionalità di un classico flash SB Nikon
con in aggiunta l’integrazione di una lampada LED ad alta
intensità per riprese video, posizionata nella parte anteriore dell’unità, che permette di avere un all in one flash + led,
prima assoluta nel sistema Nikon.
Ultima novità è l’ottica ultragrandangolare Nikon-AF-SNIKKOR-20mm-f1.8G-ED-N, obiettivo a lunghezza focale
fissa, in formato FX dal design compatto e leggero che ne
facilita la portabilità.
FUJI X100T
N
ovità anche in casa Fujifilm con la presentazione della nuova fotocamera in stile retrò X100T le cui caratteristiche principali sono un
innovativo telemetro elettronico e la velocità dell’otturatore (elettronico
anche questo) che si spinge fino a 1/32000 di secondo.
Dopo X100 e X100S si arriva alla terza generazione delle fotocamere
compatte premium, la prima fotocamera dotata dell’Electronic Rangefinder (telemetro elettronico), con sensore X-Trans CMOS II in formato
APS-C, processore d’immagine ad alta velocità EXR Processor II e ottica
FUJINON 23mm F2.
Altra novità è la nuova esclusiva modalità di simulazione pellicola “Classic Chrome”. Migliorata anche l’ergonomia generale e il display ora da
3”e 1,04mpx. Per quanto riguarda il video i “frame rate” per le riprese video full HD possono essere scelti tra 60fps, 50fps, 30fps, 25fps e 24fps,
supportando così tutti i formati video. X100T è la prima fotocamera che
consente le riprese di video attraverso il mirino ottico, come avviene
con le telecamere. Le modalità di simulazione pellicola possono essere
utilizzate nelle riprese video per aggiungere colorati effetti creativi.
Durante le riprese video possono essere modificati: diaframma, tempo di posa e sensibilità ISO.
49
PHOTOKINA 2014
PENTAX WG-M1
PANASONIC LUMIX DMC-CM1
D
ebutto di Pentax nel mondo delle action
cam con la WG-M1.
Le caratteristiche principali di questo prodotto sono:
- Video ad alta definizione grazie ai 14megapixel a 30p nel formato FULL-HD e 120p nel
formato 848×480
- Il design robusto compatto e accattivante sullo stile delle Pentax rugged WG, che permette
alla macchina di essere resistente all’acqua
D
opo due anni dal lancio del suo Eluga, Panasonic rientra nel settore degli smartphone in Europa presentando al Photokina un
cameraphone basato su sistema operativo
Android 4.4. Si chiama Lumix DMC-CM1 ed è
il device di questa categoria con il sensore più
grande mai adottato finora.
L’obiettivo è a focale fissa targato Leica, Leica
DC Elmarit 28mm equivalente con apertura
massima f/2.8 che al suo interno sfoggia un
sensore da 20 Mpixel che registra anche video
in 4K e foto in Raw, dalle dimensioni di 1”.
Inoltre display da 4.7” con risoluzione FullHD,
sistema operativoAndroid 4.4 che lavora su un
processore quad-core Qualcomm Snapdragon
S801 a 2.3 Ghz e su una RAM di 2GB.
La memorizzazione è espandibile fino a 128GB
tramite micro sd ma è prevista anche una memoria interna da 16GB integrati
SONY 16-35mm F4
S
ony lancia un nuovo obiettivo zoom grandangolare
full frame per le fotocamere α: lo Zeiss Vario-Tessar
T FE 16-35mm F4 ZA OSS. Si tratta del quinto obiettivo
full frame che va a inserirsi in un parco ottiche in continua espansine che comincia a diventare completo. Sony
aggiunge all’ottica lo stabilizzatore integrato Optical SteadyShot che consente di scattare a mano libera anche in
condizioni di luce scarsa con buoni risultati.
50
SAMSUNG NX1
N
fino di 10m, a prova di freddo fino a -10°C e
resistente alla polvere e a prova di caduta da
un’altezza di 2m
- Monitor LCD da 1,5” e connessione wi-fi
integrata per avere sempre sotto controllo
l’inquadratura.
Per le action cam è fondamentale il parco accessori per il fissaggio e Pentax ne presenta
già diversi per ogni esigenza, come: attacco
a ventosa, montature adesive e magnetiche,
cinghie da polso e da casco e montatura da
manubrio.
LEICA D-LUX E V-LUX
A
ltre due nuove fotocamere da Leica, la
bridge V-LUX e la compatta D-LUX.
V-Lux è una bridge dotata di sensore MOS di
nuova concezione ad elevata sensibilità, con
diagonale da 1 pollice e risoluzione pari a 20,1
megapixel. Le caratteristiche tecniche sono il
riprogettato mirino elettronico OLED Live View
Finder (LVF) da 2.359.000 punti e il display LCD
da 3” a 921.000 punti.
D-Lux invece è una compatta dotata di un sensore MOS ad elevata sensibilità da 4/3 di pollice, con una risoluzione di 16MP. L’obiettivo è
un LEICA DC VARIO-SUMMILUX
F1,7-F2,8, con una lunghezza focale 24-75 mm equivalente. La
dotazione viene completata dalla
ripresa dei video a risoluzione
Ultra HD, 3840 x 2160 pixel, fino
a 25fps. È possibile girare anche
in formato AVCHD Progressive
con risoluzione Full HD 1.920 x
1.080 a 50 fps.
uova mirrorless per
Samsung che presenta
la NX1. Altissima risoluzione
sia in foto che in video, scatta
a 28,2mpx e registra in 4k.
Dotata di un sensore BSI
CMOS APS-C accoppiato al
nuovo processore DRIMe V
Image Processor, deputato alla
gestione del Auto Focus (AF) System III, che
permette raffiche di scatti a 15 fotogrammi al
secondo. Range iso da 100 a 25.600, espandibile fino a ISO 51.200 e un nuovo sistema di autofocus che utilizza un sistema di rilevazione sia
a contrasto sia a rilevazione di fase.
Il corpo macchina è realizzato in magnesio e tropicalizzato per resistere ad acqua e polvere ed è dotato di mirino elettronico OLED con
Eye Contact Sensor, con risoluzione XGA, 1024 x 768 pixel e di un
display Super AMOLED da 3” articolato e touchscreen.
I video possono essere ripresi in Full HD, fino a 60fps, ed anche a
risoluzione 3840 x 2160 pixel a 30fps, o 4096 x 2160 a 24fps.
Non manca anche la connettività in cui troviamo il Bluetooth 3.0, il
Wi-Fi anche il supporto a NFC.
Insieme alla mirrorless è stato presentato anche un nuovo obiettivo
zoom, il 50-150mm f2.8 OIS (77-231mm equivalente) tropicalizzato e
con stabilizzatore d’immagine.
www.
fo
omm.it
c
to
ca
s
to
nafot
os
ce.it
i
v
er
ww
w
.
DAL WEB
GIANLUCA NERI,
GURU DI TWITTER
In questa intervista dispensa consigli e sottilinea la
necessità di essere sui social network oggi. Anche e soprattutto
per i fotografi che si occupano di comunicazione
di Monica Papagna
G
ianluca Neri è uno dei guru della rete, su Twitter ha più di 40.000
follower e chi meglio di lui potrebbe spiegare ai fotografi perché dovrebbero essere presenti su questo social network?
Sono pochi i fotografi che utilizzano davvero
Twitter, secondo te perché dovrebbero utilizzarlo?
Secondo me Twitter può essere utile al mondo della fotografia e ai fotografi semplicemente per promuoversi. Consideriamo che Twitter fino a
poco tempo fa non aveva nemmeno la possibilità di far inviare le immagini e servivano servizi esterni per poterlo fare, quindi è ovvio che non fosse
frequentato dai fotografi. A un certo punto, e anche grazie all’apertura di
social come Instagram, hanno capito che dovevano farlo in autonomia.
Ora Twitter dà molta visibilità alle immagini che vengono inviate con il
proprio servizio, si vedono a schermo intero e con una buona qualità.
Può essere quindi un modo per portare il lettore a cliccare sul proprio
sito per esempio. Ovviamente bisogna scegliere una foto civetta che
conquisti il lettore e che lo porti a cliccare subito sul proprio sito per poi
mostrargli anche altre cose.
Il fotografo è spesso spaventato dal furto delle immagini, esiste un problema reale?
Su Twitter vigono le regole della rete che imporrebbero di non prendere immagini senza prima chiedere all’autore. Twitter diffonde e basta.
52
Non ci sono particolari mosse da fare per
proteggersi.
Tutti i social network
si riservano dei diritti sul materiale che
viene inviato. Non lo
fanno perché lo vogliono vendere, anche se con Facebook
in qualche caso è
successo, ma solo
perché se non dovessero cancellare le
immagini su richiesta
di un utente non debbano risponderne.
Comunque è successo davvero poche volte e solo con notizie
molto grandi, non accadrà mai che un social prenda l’imma-
gine di un utente e ci
faccia una pubblicità.
La differenza che ha
Twitter rispetto agli
altri social è quella di
poter retwittare una
foto, quindi non è necessario copiarla, basta solo fare retweet
per condividere il contenuto che ci interessa lasciando inalterato il nome dell’autore.
Un
consiglio
che
si
può
dare ai fotografi che si
avvicinano
a
Twitter?
Un’immagine vale più
di venti post scritti,
inutile dire anche che
sono le più retwittate. Una bella foto fa
sempre gioco. L’accoppiata immagine
e testo funziona. La
cosa bella da raccontare su Twitter è sicuramente il backstage
dei servizi fotografici,
sono foto molto apprezzate dagli utenti.
Provini, studi che stai
facendo, consigli dati
e richiesti, sono tutte
cose che funzionano.
Quando si ha una
buona base di utenti
si può dire che ci si
sta creando un Personal Branding, ma
le persone che ci riescono in realtà sono
poche. Le più brave a
costruirselo sono le
fashion blogger, senza dubbio, principalmente perché sono
sempre connesse. Poi
bisogna rispondere
ai commenti, questa
cosa paga sempre.
Al
fotografo
serve comunque
essere informato, aspetto
che
funziona
particolarmente bene su
Twitter, no?
Twitter è un mezzo utile al di là della propria passione.
Da Twitter arrivano
tutte le notizie, e poi
chiunque ha altri interessi oltre a quello
principale. La fotografia piace a tutti,
ma Twitter è una
pioggia di stimoli.
Si possono avere
tutte le informazioni in diretta minuto
per minuto, lo scopo
di Twitter non è solo
quello di promuoversi, ma anche quello di
informarsi.
Twitter @gianlucaneri
www.macchianera.
net
Qual è il primo step che
dovrebbe fare
un
fotografo
su Twitter?
Se ama la fotografia avrà sicuramente
una decina di fotografi
preferiti. Consiglio di
visitare tutti i loro siti
e cercare un uccellino azzurro che indica
l’account di Twitter. Si
può iniziare seguendo
loro, poi l’algoritmo
di Twitter consiglierà
altri fotografi oppure
altri utenti che hanno
gli stessi interessi.
Come si fa ad
autopromuoversi e lavorare
per il proprio
Personal Branding?
Nel caso del Personal
Branding non ci sono
differenze tra un fotografo e un qualunque
altro lavoro. Bisogna
crearsi una base di
lettori a cui rivolgersi
ogni giorno. Mandare
un tweet ogni tanto
non è fidelizzante, le
persone vogliono sapere che ci sei e che
ci sei tu, non qualcun altro che lavora
con il tuo account.
53
Un inconfondibile stile ma
Operiamo nel settore fotografico dal 1969
L’originale arte
di custodire
il tempo
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UN PASSO NELLA STORIA
Guy Bourdin
PITTORE, FOTOGRAFO
E ANIMISTA D’ALTA MODA
Guy Bourdin, fotografo di Vogue e Harper’s Bazaar
fa parlare gli oggetti che fotografa. Che ci raccontano
una storia. E anche più di una
di Edoardo Sansonne
54
La ripetizione, è
parte del modus
operandi di
Bourdin, come un
bravo pubblicitario
amplifica il potere
di trasmissione
del messaggio con
una replicazione
elegante e creativa
del soggetto
U
n buon fotografo di moda deve essere un po’ come un medium, non
deve far parlare i morti ma cosa ancor più difficile deve far parlare
gli oggetti. Ma cosa ci possono dire un paio di scarpe, un abito o un
rossetto? Oggetti magari di indiscutibile valore estetico ma muti, freddi,
immobili. Ecco allora, il fotografo arriva, indossa il camice e inizia la
psicanalisi per prendere i fili dei burattini iniziare la recita. Un lavoro
che non è da tutti, è un lavoro da artista e l’arte è l’unico modo per far
raccontare la propria storia a un costosissimo paio di sandali.
Guy Bourdin nasce a Parigi il 2 dicembre 1928, reduce da un’infanzia
turbolenta ha il suo primo approccio con la fotografia durante il servizio
militare nell’areonautica francese a Dakar, in Senegal. Ma prima di
diventare il fotografo che tutti conosciamo si dedica all’arte. La sua prima
mostra di disegni e dipinti, svoltasi a Parigi, risale al 1950. Passano solo
due anni e riesce a esporre le sue prime
fotografie sotto lo pseudonimo di Edwin
Hallan alla Galerie 29 di Parigi. Il catalogo
della mostra vanta un’introduzione scritta da
Man Ray in persona, suo grande ispiratore
e mentore. Il suo travolgente modo di fare
fotografia lo fa saltare all’occhio di Vogue
France, che nel 1955 pubblica i suoi primi
servizi di moda e due anni dopo già partecipa
alla mostra collettiva di Vogue alla Biennale
Internazionale di Fotografia a Venezia.
Le sue influenze, che vanno da fotografi
contemporanei dell’epoca come Man Ray
55
UN PASSO NELLA STORIA
e Edward Weston alla pittura surrealista di
Magritte, generano una fotografia audace, fatta
di composizioni complesse e geometriche che
trasudano un messaggio ardito e diretto.
Si può dire che Bourdin ha radicalmente rotto
le convenzioni della fotografia commerciale
realizzando servizi per Vogue e Harper’s
Bazaar, firmando molte collaborazioni e
campagne importanti come quelle per Charles
Jourdan, Versace, Gianfranco Ferrè, Lancetti
e Roland Pierre, rompendo schemi rigorosi
dell’immagine prettamente informativa e
costruendo dietro di essa un’impalcatura di
potente significato e abilità pittorica.
Purtroppo l’ascesa artistica di Guy Bourdin è
accompagnata da una tragica vicenda famigliare:
la moglie, che da alla luce il suo unico figlio,
muore suicida nel 1971 in Normandia. Tuttavia
la sua carriera va avanti con sempre maggiori
soddisfazioni professionali. Parallelamente a
Helmut Newton, le sue campagne pubblicitarie
vivono di intense provocazioni e incredibile forza
narrativa e diventa richiestissimo, soprattutto
nel campo dell’alta moda. Nei suoi ultimi
anni di vita arrivano anche riconoscimenti
formali alla sua intensa carriera fotografica:
nel 1985, Bourdin riceve il Grand Prix National
de la Photographie dal Ministero della Cultura
Campagna pubblicitaria per Charles Jourdan (summer 1978), una
foto è animata dall’idea che la sorregge, che la rende viva, dal
messaggio che trasmette. In questo caso, forse le scarpe non
saranno in primo piano ma sono l’oggetto chiave che da significato
e potere allo scatto
56
Guy Bourdin
francese e nel 1988 riceve l’Infinity Award
dall’International Center of Photography di New
York per la campagna Chanel del 1987. Alla sua
morte nel 1991, Guy Bourdin viene riconosciuto
come uno dei più importanti fotografi di moda
di tutti i tempi. Durante la sua vita gli capitò
di rifiutare moltissime proposte per allestire
esposizioni, mostre e realizzare pubblicazioni.
Dieci anni dopo la sua morte, suo figlio Samuel
Bourdin celebra la vita artistica del padre con
la pubblicazione del primo e unico volume
contenente le migliori fotografie di oltre
trent’anni di cariera nel mondo dellamoda:
Exhibit A.
Calendario Pentax
1980, quando si
dice “fashion
victim”, nel vero
senso della parola
57
APPUNTI
mostre, concorsi e workshop
mostre
Bettina
Milano Galleria Carla Sozzani
Fino al 2 novembre
Icona indiscussa,
modella fra le più
celebrate e ricercate
da stilisti e fotografi
degli anni Quaranta
e Cinquanta, Bettina
è un emblema della
moda francese. Musa
di Jacques Fath, è testimone privilegiata degli
anni folgoranti che
attraversano la moda
a Parigi: da Jacques
Costet a Lucien Lelong,
da Hubert de Givenchy
a Christian Dior fino
a Coco Chanel. La
mostra ripercorre la
sua carriera attraverso
oltre cento immagini
firmate dai più grandi
fotografi di quegli anni:
Erwin Blumenfeld,
Henri Cartier-Bresson,
Jean-Philippe Charbonnier, Henry Clarke,
58
Louise Dahl-Wolfe,
Georges Dambier,
Robert Doisneau,
Nat Farbman, Horst
P. Horst, Arik Nepo,
Gordon Parks, Irving
Penn, Willy Rizzo, Emile
Savitry, fratelli Seeberger, Maurice Zalewski.
Destination hope
Roma - Palazzo
Braschi
25 settembre
7 gennaio
Parallelozero lancia
una campagna di
crowdfunding per
una grande mostra
fotografica sul diritto
alla salute nell’ambito del Festival della
Letteratura di Viaggio.
Viaggi della speranza:
fotografi che “narrano”
il fenomeno sociale dei
flussi migratori sanitari: milioni di persone
che, per avere accesso
alle cure mediche di cui
hanno bisogno, sono
costrette a viaggiare
a cura di Edoardo Sansonne
in moltissime aree del
mondo per avere accesso a cure mediche
migliori, più semplicemente perché in quel
paese non esistono o
vengono negate dalla
legge. La ricerca di
nuove terapie, la battaglia contro ostacoli
geografici e politici, la
necessità di ottenere
cure più economiche
ed efficaci, il disperato
bisogno di sopravvivere
diventano storie unite
da un comune denominatore: la speranza.
“Telecom Italia
Data Center - The
cloud shelter”
Spazio Tim4Expo Triennale di Milano
Fino al 31 luglio
Lo spazio ospita la
mostra fotografica
realizzata in collaborazione con Magnum
Photos ed Expo 2015. Il
progetto nasce dall’idea
di valorizzare la realtà
intangibile del cloud
computing tramite immagini e video del Data
Center Telecom Italia
di Rozzano e di tutta
la Digital Smart City di
Expo Milano 2015.
La mostra rappresenta
un viaggio nel cuore
digitale di Expo per
dare visibilità e dignità
estetica al “sistema
nervoso centrale”
della Digital Expo e
assume le forme di
un servizio fotografico
e video realizzato da
tre dei più importanti
fotografi dell`agenzia
internazionale Magnum
Photos: Paolo Pellegrin
(architetture del Data
Center); Peter Marlow
(interni) ed Harry
Gruyaert (persone).
Attraverso punti di vista
diversi hanno dato una
personale rappresentazione della tecnologia
e dei servizi innovativi
alla base della nostra
vita digitale quotidiana.
Henri CartierBresson
Nuovo Spazio Espositivo del Museo dell`Ara
Pacis di Roma
26 settembre
25 gennaio
Il genio della composizione, la straordinaria
intuizione visiva, la capacità di cogliere al volo
i momenti più fugaci
ma anche più significativi, fanno di Henri
Cartier-Bresson uno
dei più grandi fotografi
del Ventesimo secolo.
Lungo tutta la sua carriera, Cartier-Bresson è
riuscito sempre a unire
la poesia alla potenza
della testimonianza. Dal
Surrealismo alla Guerra Fredda, dalla Guerra
Civile Spagnola alla seconda Guerra Mondiale
e alla decolonizzazione,
Cartier-Bresson è stato
uno dei grandi testimoni della nostra storia,
“l’occhio del secolo”,
come giustamente
viene chiamato.
Festival Internazionale di Roma
Roma - Macro
27 settembre
11 gennaio
La XIII edizione di
FOTOGRAFIA – Festival
Internazionale di Roma,
diretto da Marco Delogu
- è dedicata al Ritratto,
inteso non solo come
genere che ha accompagnato sin dall’inizio la
storia della fotografia,
ma anche come strumento di analisi della
società contemporanea. Il MACRO di Roma
ospita così una grande
collettiva di artisti (più
una serie di mostre
personali) che si sono
confrontati col tema
attraverso molteplici
linguaggi (fotografia
sopratutto, ma anche
arte contemporanea,
letteratura e cinema),
scandagliando i vari
aspetti della rappresentazione fotografica
intesa come strumento
di conoscenza del sé e
dell`altro.
Herbert List
Milano - Fondazione
Stelline
12 settembre
9 novembre
Amico di Robert
Capa, professionista
per la mitica Agenzia
Magnum, Herbert List
è stato uno dei grandi
autori della Fotografia
del XX secolo. I suoi
scatti non sono soltanto
espressione della
capacità di cogliere
l’attimo perfetto, ma
anche della passione
per gli studi classici e
della sensibilità lirica,
che connotano la sua
personalità. La sua
estetica quasi surrealista è presentata
alla Fondazione Stelline
di corso Magenta con la
mostra The Magical in
Passing, ricca di oltre
120 fotografie. Architettura, still-life, street
photography, ritratto,
documentazione e
catalogazione, è tutto in
mostra. Compresa una
dichiarazione d’amore
per l’Italia, cui ha dedicato alcuni lavori negli
anni ‘50 e ‘60.
Hopperiana
Milano - Photology,
1 ottobre
28 novembre
Un’offerta fotografica, un vero e proprio
“tre per uno”: Luca
Campigotto, Gregory
Crewdson e Richard
Tuschman espongono
una selezione di scatti
per confrontarsi in
modo diretto con l’opera
di Edward Hopper. I silenziosi e realisti dipinti
dell’artista statunitense ispirano l’inedito
terzetto, è così che le
qiundici immagini in
mostra colgono i luoghi
emblematici della città
americana, come da
lezione hopperiana
(da cui il titolo dell’evento): ristoranti,
teatri, cinema e uffici,
distributori di benzina
e interni semideserti.
Vi si “muovono” esigue
figure, perlopiù femminili, in atteggiamenti
riflessivi e meditabondi,
a suggerire immobilità e rassegnazione.
La malinconia e la
solitudine di un’intera
società “immortalate”
da Hopper rivivono nei
lavori di Campigotto Crewdson - Tuschman.
Sette fotografi
a Brera
Milano Pinacoteca di Brera
9 settembre
2 novembre
La Pinacoteca di Brera
si apre alle forme artistiche contemporanee,
come la fotografia. Ne
nasce una mostra che
raccoglie sette autoried
i cui scatti rinnovano il
dialogo tra Brera e la
Fotografia. Già nel 1903
fu infatti organizzata
la prima campagna
fotografica nelle sale
del museo, riallestito
dall’allora soprintendente Corrado Ricci.
Artefici dell’esposizione
sono ora Luca Carrà,
Mario Cresci, Paola Di
Bello, Mario Dondero,
Carlo Orsi, Giovanni
Ricci, Annalisa Sonzogni. Ricci e Sonzogni
hanno osservato gli
spazi museali come
un luogo architettonico
autonomo, non come
semplice contenitore di
opere d’arte. Carrà ha
immortalato le statue
del cortile d’onore,
Cresci ha proposto una
personale interpreta-
zione dei ritratti. Dondero si è concentrato
sul lavoro dei restauratori, Di Bello e Orsi sui
visitatori. Il percorso
espositivo si snoda
lungo tutto il museo: a
ciascun autore è stata
riservata una sala.
Venezia si difende
1915-1918
Venezia - Tre Oci
13 settembre
8 dicembre
A cento anni dall’inizio
del primo conflitto
mondiale, Venezia si
difende 1915 - 1918 a
cura di Claudio Franzini, vuole raccontare
con oltre 350 immagini
originali, provenienti
dall’Archivio Storico
Fotografico della Fondazione Musei Civici di
Venezia, l’insolita situazione della città all’epoca della Grande Guerra
con l’intento di offrire
un’esaustiva panoramica sulla drammaticità
degli eventi accaduti e
pertanto di non disperdere né la prospettiva
storiografica né quella
sedimentata nella nostra memoria collettiva.
Una sezione importante è dedicata agli effetti
degli attacchi aerei
subiti. Una sezione è
dedicata alle cartoline
postali. Epica militare e
ritrattistica, campagne
di sostegno e sottoscrizioni, compongono gli
argomenti di questo
corpus illustrativo, tra
cui spiccano due serie
dedicate a Venezia opere del veneziano Guido
Cadorin e del triestino
Guido Marussig, realizzate durante gli anni
del conflitto.
Lewis Hine,
Building a Nation
Venezia - Tre Oci
fino all’8 dicembre
Un nucleo di 60 vintage
print, opere originali
provenienti dalla collezione della famiglia
Rosenblum di New
York, propone i suoi
cicli più conosciuti: dai
famosi operai dell’Empire State Building
agli immigrati di Ellis
Island, dal reportage
di Pittsburgh, al lavoro
minorile in Pennsylvania, North Carolina
e Virginia. Il grande
pubblico potrà così
ammirare la maestria
e l’umanità del padre
della “fotografia sociale”. Lewis Hine, nato a
Oshkosh nel Wisconsin,
porta dentro di sé un
senso di stupore e di
rispetto per la grandezza della natura umana:
un’umanità che ha
dimostrato di saper
sfidare le leggi della
fisica, superare i limiti
dello spazio, del tempo
e della ragione, anche a
costo di rinunce, fatica
e sofferenza. Hine,
insegnante e sociologo della Columbia
University, decise così
di abbracciare la macchina fotografica per
meglio rappresentare
la grandezza umana
dentro le condizioni
sociali: la sua fotografia
costruì una nazione.
David Lynch –
“Lost Images.
L’indiscreto
fascino dello
sguardo”
Lucca –
Archivio di Stato
20 settembre
9 novembre
Nonostante la sua temporanea migrazione in
altri territori, è ancora
difficile immaginare
un David Lynch diverso
da quello che abbiamo
conosciuto sul grande
schermo. In attesa del
Lucca Film Festival,
oggi lo ritroviamo
protagonista di questa
mostra fotografica.
Nessun piatto di ricci
instagrammato o foto
di vacanze al mare ma
la sua solita visione
plumbea di certi paesaggi esterni inquietanti come i lati più oscuri
dell’anima. La mostra
raccoglie oltre 60 opere
dell’artista: due serie
fotografiche in bianco
e nero di grande e
medio formato, “Small
Stories” e “Women and
Machines”.
Lo sguardo dei
fotografi. Lecco
tra’800 e ‘900
Lecco Palazzo delle Paure
fino all’11 gennaio
Sabato 21 giugno 2014
alle ore 17.30, inaugura
a Palazzo delle Paure la
mostra Lo sguardo dei
fotografi. Lecco tra ‘800
e ‘900 nelle collezioni
dei musei lecchesi.
L’esposizione si divide
in tre nuclei tematici
legati al paesaggio,
alla montagna e agli
avvenimenti, attraverso
lo sguardo di autori
che rivestono un ruolo
importante nella storia
della fotografia. La
sezione più particolare
riguarda la montagna,
dove l’attenzione è
rivolta all’ambiente
vissuto dalla gente
e non alle imprese
alpinistiche. Le foto più
numerose sono tratte
dal Fondo Pessina. La
mostra s’inserisce nel
progetto di valorizzazione dei fondi fotografici della Fototeca del
Si.M.U.L. (Sistema
Museale Urbano Lecchese), che raccoglie
circa 3000 fotografie e
lastre in vetro, relative
al paesaggio lecchese,
alla storia dei suoi abitanti e del territorio, tra
59
APPUNTI
la fine Ottocento e gli
inizi del Novecento.
Kenro Izu I territori
dello spirito
Modena – Foro Boario
fino all’11 gennaio
La raffinata ricerca
artistica di Kenro Izu è
al centro di una mostra
interamente dedicata
al lungo lavoro che
ha condotto l’artista a
esplorare i più importanti luoghi sacri del
mondo: dalle Piramidi
dell’Egitto alle antiche
pietre dello Stonehenge, dalla città di Angkor
in Cambogia ai templi
buddisti di India e
Indonesia, dal deserto
della Siria alle alte vette
del Tibet. Affascinato
dalla sublime bellezza
delle vestigia antiche e
dal profondo senso di
caducità che sono in
grado di trasmettere,
Izu individua nel recupero di stili e tecniche
tipici della fotografia ottocentesca il mezzo più
adatto per imprimere le
atmosfere mistiche dei
luoghi incontrati.
Fotografìa de los
Andes: 1890-1940
Modena – Foro Boario
fino all’11 gennaio
La straordinaria
ricchezza della cultura
peruviana è protagonista di una collettiva
dedicata alla fotografia
storica andina. Le sessanta opere in mostra
raccontano il Sudamerica di inizio secolo
attraverso il lavoro di
numerosi fotografi che,
tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del
Novecento, lavorarono
fra le città di Cusco,
Arequipa e Puno. Tra le
opere presenti figurano
le preziose fotografie
di Martín Chambi
(1891-1973), autore
60
di un esteso lavoro
di documentazione
dei dintorni di Cuzco,
tra siti archeologici,
paesaggi e comunità
indigene, per testimoniare e riscoprire la
vera anima della terra
peruviana.
MY SELF
Arezzo - Antiche Mura
fino al 4 novembre
Antiche Mura, in collaborazione con Galleria
33, presenta MY SELF,
mostra personale
fotografica di Rossana
Ruggiero. Scatti intimi,
in cui la fotografa è
anche protagonista della scena. Essa si pone
al centro e al contempo
si nega. I contesti cambiano, ma nel passaggio da ambienti chiusi
a spazi aperti si avverte
il medesimo senso di
ripiegamento interiore.
C’è un distacco dal
corpo, un tentativo di
osservarsi da fuori, di
trovare un punto di vista
oggettivo, di mettersi
a nudo e travestirsi,
spogliandosi di ogni
maschera e apparenza.
La nascita di cinecittà.
Fotografie dal fondo di
luigi freddi
La nascità di Cinecittà
Genova – Wolfsoniana
fino al 2 novembre
Attraverso foto e materiali documentari del
fondo Freddi - conservato presso la Wolfsoniana - e ad alcune
opere della Collezione
riguardanti le produzioni cinematografiche
negli anni tra le due
guerre, la mostra
ripercorre la nascita
di Cinecittà, costruita
alle porte di Roma per
volere di Mussolini,
su progetto di Gino
Peressutti e inaugurata il 28 aprile 1937.
workshop
Parco Naturale
di Porto Venere
www.nikonschool.it
8 e 9 novembre
Il Parco Naturale Regionale di Porto Venere
si estende per circa
400 ha, racchiudendo il
promontorio omonimo,
le isole Palmaria, Tino
e Tinetto e l’Area di
Tutela Marina, come
propaggine occidentale
del Golfo della Spezia.
L’ambiente Terrestre
mantiene a tutt’oggi
un forte carattere di
naturalità e che è rivestito da una rigogliosa
macchia mediterranea
che manifesta il suo
continuo dinamismo a
seconda dei microclimi ivi presenti. L’Area
di Tutela Marina che
comprende la parte
sud-occidentale dell’
isola Palmaria, le isole
del Tino e del Tinetto e
la prateria di Posidonia, è caratterizzata
da svariati ambienti
come secche, grotte e
pareti rocciose a picco
sul mare. Desideriamo
che ogni partecipante possa cogliere gli
aspetti più unici della
biodiversità di questo
parco. Inteso come
l’insieme delle forme
viventi e degli ecosistemi correlati. La
comprensione e condivisione con i compagni
dei diversi habitat, si
traduce quasi sempre in un elemento
decisivo per colui che
osserva ed ascolta.
Parco Naturale
Valgrande
25 e 26 Ottobre
www.nikonschool.it
Il Parco Nazionale Valgrande non rappresenta solo spazi sconfinati,
selvaggi ed incontaminati. La sua Biodiver-
sità, i suoi silenzi ed i
colori autunnali, accompagnati dal fruscio
delle foglie e dal canto
degli allocchi, ne fanno
un luogo magico, ove
ricercare l’aspetto più
intimo nella fotografia
paesaggistica, nei colori e nelle sue naturali
composizioni.
Per questo motivo è
stato selezionato un
master fotografo tra i
più rinomati in italia,
la cui sensibilità e
capacità di osservazione dell’armonia e delle
forme, potrà tradursi
in un esperienza
educativa unica per i
partecipanti.
Fotografare il paesaggio di un Parco,
significa scoprirlo
ed innamorarsene.
Anche questo Workshop Nikon for Parks
è reso possibile da
Pixcube e Federparchi.
Desideriamo che ogni
partecipante possa
cogliere gli aspetti più
unici della biodiversità
di questo parco.
Inteso come l’insieme
delle forme viventi e
degli ecosistemi correlati. La comprensione
e condivisione con i
compagni dei diversi
habitat, si traduce
quasi sempre in un
elemento decisivo per
colui che osserva ed
ascolta.
Avifauna in
volo: composizione e tecniche
di ripresa
www.nikonschool.it
18 Ottobre
Un workshop di
fotografia naturalistica
dedicato alla composizione e alle tecniche
di ripresa di avifauna
in volo. Avvistamenti
garantiti, tutti a portata
di medio tele, di esemplari selvatici durante
due appuntamenti
per i pasti presso il
Lago dei Pellicani, in
condizioni di luce a
favore e in controsole.
A seguire, esercitazioni
di ripresa con i rapaci
della falconeria, di alto
e basso volo. Previste
due letture e analisi
degli scatti tra una
sessione e l’altra.
La Torbiera,
tour fotografico: i colori
dell’autunno.
www.nikonschool.it
25 ottobre
La formula Tour è
pensata per i principianti della fotografia
di Natura e in Natura,
e dedicata all’esplorazione fotografica dei
Parchi Faunistici con
caratteristiche che si
prestano ad affrontare
i fondamentali della
fotografia naturalistica.
Verranno illustrate
le basi della ripresa
fotografica naturalistica con particolare
insistenza sulla composizione, la postura,
la gestione della luce,
il punto di ripresa, il
comportamento del
soggetto, per mettervi
nelle condizioni di imparare ad approcciare
correttamente una
scena o un soggetto.
L‘approccio didattico
sarà focalizzato sul
“perché no” una fotografia non è corretta.
Parco del devero
www.fotorobertobianchetti.com
25 Ottobre
I bagliori autunnali di
un magico lago nel
Parco Devero risvegiano la voglia di fotografare respirando aria
pura. Ecco un interessante workshop che
unisce sport, salute e
fotografia.
H T T P : / / W W W. F O T O N O T I Z I A R I O . E U /
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PUÒ UNA ASSOCIAZIONE CAMBIARE
LA FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO IN ITALIA?
Secondo noi di ANFM, senza falsa modestia sì. Sono passati tanti anni da quando
un gruppo di fotografi ha pensato di unirsi
in un’associazione per cercare di stabilire poche ma semplici regole che secondo l’idea di quei pochi fotografi sognatori
avrebbero potuto stabilire un nuovo standard nella percezione della fotografia di
matrimonio in Italia.
In un panorama spietato e selvaggio, allora
più di adesso, ANFM pensa che il rispetto
per questo bellissimo lavoro, rispetto per
i clienti e la qualità del prodotto proposto,
siano le basi su cui si dovrebbe basare la
fotografia di matrimonio in Italia.
Il rispetto per questo bellissimo lavoro
vuol dire anche collaborazione e non solo
“guerra” tra colleghi. Vuol dire serietà nel
proporre ai futuri clienti lavori effettivamente realizzati dal singolo fotografo. Per
questo chi appartiene ad ANFM deve avere
queste caratteristiche oltre a qualità tecniche e creative al di sopra della media.
Da sempre ANFM non vuole essere una
associazione dove chiunque, a fronte di un
pagamento di una quota associativa entra
a farne parte, ma vuole essere una associazione nata per promuovere le sue semplici regole. Per questo chi non le rispetta
non potrà mai fare parte di ANFM.
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Innalzare la qualità della fotografia di matrimonio in Italia è poi sempre stato un
altro degli obiettivi, che dal momento in
cui ANFM è nata, è stato uno dei principali
scopi di questa associazione. ANFM ha fatto e continuerà a fare tanto per questo. Innalzare la qualità di tutti per far capire che
la fotografia di matrimonio in Italia è fatta
da persone competenti, e non da “fotocommercianti” che pensano solo ed esclusivamente alla fotografia di matrimonio
come a una fotografia che tutti possono
affrontare, senza nessuna preparazione.
La formazione è uno degli aspetti a cui
ANFM ha sempre dato molto peso. A partire dalla condivisione delle idee sul proprio forum, a cui solo gli associati possono partecipare, alle molteplici occasioni
di crescita offerte con gli “ANFM in tour”
dove di volta in volta i maggiori esponenti
della fotografia italiana tengono corsi di
aggiornamento per gli associati. La convention annuale offre mostre collettive e
quella del fotografo dell’anno, offre una
carrellata dei migliori album realizzati dai
propri soci durante la stagione, offre corsi
di aggiornamento e momenti di scambio
e condivisione che poche associazioni
sanno offrire.Nell’arco di questi anni hanno tenuto corsi di aggiornamento, divisi
tra ANFM in tour e master alle convention
nomi quali Bartosz Jastal, Joanne Dunn,
Davide Cerati, Pedro Etura, Victor Lax,
Edoardo Agresti e molti altri…
Chi partecipa a un’edizione della convention annuale di ANFM troverà difficile non
parteciparvi anche negli anni che seguiranno, anche per quel clima di amicizia e
condivisione che da sempre caratterizzano
le convention ANFM.
Oltre alla formazione, ANFM organizza
contest perché da sempre pensa che il
confronto sia un’ottima base di partenza
per il miglioramento di ognuno dei suoi associati. Il portale di ANFM mostra i migliori
fotografi e i migliori lavori che gli stessi
associati possono proporre. Questo per
fare in modo di far capire ai futuri sposi,
ma anche a chi vorrà intraprendere questa
bellissima professione, che la fotografia di
matrimonio in Italia è ad altissimi livelli e
non ha nessun senso affidare i propri ricordi a fotografi improvvisati.
ANFM è diventata con il tempo non solo
un’associazione con più di trecento tesserati ma un gruppo di amici che crede
ancora a questa bella professione e con
tutte le forze spera di continuare a cambiare il modo di fare fotografia di matrimonio in Italia.
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un semplice strumento che vi mettiamo a disposizione per verificare che lo schermo sia tarato correttamente!!!
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