de imperio berlusconide

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de imperio berlusconide
DE IMPERIO
BERLUSCONIDE
20 SONETTI CLASSICI
IN LODE DEL MAGNIFICO GOVERNO BERLUSCONI
COMPOSTI IN CATANIA
DAL NOVELLO POETA CORTIGIANO
MARIO CLANDESTINUS
IN ANNO DOMINI 2008
*****
A seguito delle grandi e nobili imprese compiute in così breve tempo dal novello
Governo Berlusconi, io, modesto e sconosciuto cantore della città più destrorsa e corrotta
d’Italia, l’illustre città di Catania, ho deliberato con apposito decreto poetico (non soggetto a votazione parlamentare) di comporre come gli antichi poeti di corte un liberculo di
versi a gloria di ciascun valoroso ministro dell’eccelso governo del Cavaliere Silvio. E
come gli antichi poeti cortigiani, oggi, ahimé! rimpiazzati da una più prosastica schiera di
giornalisti leccaculo, io rinverdirò una egregia tradizione italica nella forma poetica del
sonetto classico a futura memoria del Governo vittorioso e del suo condottiero Cavalier
Berlusconi.
I°
Al Presidente del Consiglio,
sua Maestà Cavaliere Silvio Berlusconi
LL odate il consacrato Presidente
onorevole Silvio Berlusconi
protettore dei furbi e dei ladroni,
il più ricco il più astuto il più potente
di un’Italia cialtrona e ormai demente,
terra di brogli, di speculazioni,
di facili arricchiti e d’imbroglioni,
la serva Italia teledipendente.
L’Italia delle tette e culi al vento,
Italia carrierista e strafottente
dei leccaculo e dei sempreacconsento,
Italia fascistoide e delinquente,
un popolo senz’anima ormai spento
che ben si specchia nel suo Presidente.
I I°
A Roberto Maroni,
Ministro di polizia e per la difesa della razza padana.
A pre il corteo il nordico Maroni
A
corazzato da freddo giustiziere:
spara a migranti, zingari, barboni,
rigetta in mare e chiude le frontiere
alle infami barbariche invasioni:
ai clandestini apre le galere,
e accoglie su richiesta dei padroni
schiavi, badanti e donne di piacere.
Ministro alla razzistica purezza
(meglio ancor se padana e benestante)
assicura assoluta sicurezza
alla nuova Italietta bempensante
che il povero e il diverso assai disprezza...
D’ipocrita razzismo egli è il garante.
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III°
A Ignazio La Russa
Ministro della Guerra
M inistro della Guerra arcigno e truce
M
gracchiando fiero come un corvo nero
(stridulo aborto del rimpianto duce)
con passo littorio e occhio fiero
ecco avanza da un fascio di luce
con proclami di guerra al mondo intero.
La pace che gli piace e a cui conduce
la politica sua è il cimitero
dei popoli nemici del Padrone
americano e d’Israele invitto.
Gode dinanzi al fusto d’un cannone
e in estasi s’affaccia a declamare
con voce ducesca e ben dritto:
“soldati di cielo, di terra e di mare...”
IV°
Al Ministro della Giustizia Addomesticata
On. Sic! Angelino Alfano
M inistro alla Giustizia Accomodata
M
lodate Alfano e piena immunità
a furore di governo emanata
per il Capoccia delle Libertà:
libertà di rapina concordata
per le alte statali autorità –
ergastolo e galera assicurata
a ladruncoli fessi e in povertà.
Lodate Alfano e a morte i magistrati
comunisti eversori del governo
eletto a maggioranza popolare:
la legge è un ingrediente da dosare
ad uso dei potenti ed affiliati...
tutti gli altri in galera oggi e in eterno!
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V°
Al Ministro dell’Economia e della Finanza Allegra
Giulio Tremonti
C on arco e frecce eccolo! a volo arriva
C
ministro Robin Hood Giulio Tremonti
l’esperto di finanza creativa,
il calcolo vivente, il Re dei conti,
pronto a colpire la genìa cattiva
dei petrolieri a cui tagliare i ponti
della rendita facile e giuliva...
una favola bella per quei tonti
che credono alle ciarle lusinghiere
di un ministro fedele berluscotto
e del popolo infame delle illibertà.
Gioca Tremonti col pallottoliere
e il suo cervello ormai cotto e stracotto
è un disastro economico per la società.
VI°
Al Ministro dei Buoniaffari (Lavoro Salute e Politiche sociali)
Maurizio Sacconi
SS alute, lavoro, politiche sociali:
tre fantasmi randagi e un dicastero
per i sacri interessi padronali...
Messi insieme li chiamano a dir vero
Welfaire, ovvero affari personali
socialmente privati molto, ovvero
questioni di interessi universali...
sì al precariato no al lavoro nero la schiavitù sarebbe garanzia
di comune benessere, uno schiavo
va nutrito, curato attentamente
contro lo spreco di una malattia,
né salario, né orario, solamente
mangia e lavora e sarai sempre schiavo.
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VII°
Alla Ministra dell’Istruzione Privata
Mariastella Gelmini
D olce Gelmini di bianco vestita
D
col fiocco rosa e il grembiule di ieri,
sogni la scuola che più ti è gradita
di monachelle e maestri severi,
le bacchettate sulle cinque dita,
i bei castighi adornati di zeri,
la selezione di classe infinita...
la scuola bella dei tuoi desideri.
Scuola privata e preghiere a Gesù
per i figli dell’alta borghesia
come la scuola di un tempo che fu...
Così tu tagli e ormai butti via
la pubblica scuola che già non c’è più,
dolce Stellina Gelmini Maria.
VIII°
Al Ministro della SottoCultura
Sandro Bondi
B ondi è il chiaro ministro alla cultura
B
arcadico poeta cortigiano
dalla voce suadente e la postura
da mite fraticello francescano...
La sua saggezza è garanzia sicura
di un gran Rinascimento italiano
miracolo della sottocultura
del sistema tivvù berlusconiano.
Privatizzando i beni culturali
anche vendendo qualche fontana
a mecenati multinazionali
(Totò docet), lui Arcore l’arcana
consegnerà alla gloria degli annali
modello puro d’arte cortigiana.
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IX°
Al Ministro agli Affari Esteri e Neocoloniali
Franco Frattini
D i che affari si tratti poco importa
D
purché siano AFFARI, tu, Frattini
sei lì pronto a gestire ogni contorta
o discreta questione oltre confini
come chi sa dividere la torta
tutta per se e poco ai suoi vicini,
quasi un capocondomino a cui importa
assai poco dei poveri inquilini
di quel vecchio palazzo detto mondo
dove tu non fai altro che seguire
le direttive di chi è più potente:
America e Israele e l’Occidente
neocoloniale sempre favorire
e tutto il resto giù... màndalo a fondo.
X°
Al Ministro alle Riforme per il Federalismo Pagnottista
Umberto Bossi
S alute a Bossi il federalista
S
ministro di Padania liberata!
Autonomista e pur secessionista
s’aggrappa alla poltrona conquistata
mentre mostra i fucili in adunata
lui che nacque e morrà celodurista
grazie all’acqua del Po sacralizzata...
Se dal Carroccio Bossi scende in pista
nell’odiatissima Roma ladrona
è per fondar lo stato federale
non certo per amore di poltrona...
e col federalismo iperfiscale
a ciascuno i suoi sghei, razza terrona!
parassita del Nord ricco e industriale.
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XI°
Al Ministro dei Pari Opportunismi
Mara Carfagna
PP ari o dispari le opportunità
lei offre a tutti d’essere inseriti
dentro un’unica azzurra identità:
la razza dei vincenti ed arricchiti.
Santa Carfagna delle Parità
berlusconiane, i precostituiti
ruoli sociali “delle libertà”
da modelli mediatici impartiti.
Lei che ascese alla gloria mediasetica
sculettante velina al desiderio
lussurioso dei teleguardoni,
in nuovo look seriosa e quasi ascetica
oggi invoca dall’alto ministerio
patria famiglia e dio (dio-berlusconi).
XII°
Al Ministro alla Semplificazione Normativa (?)
Roberto Calderoli
OO h che grande risorsa collettiva
un ministero all’uopo battezzato
“la semplificazione normativa”!
un ministero semplice dosato
sulla bassa risorsa intellettiva
del Calderoli detto l’Arrabbiato
Porcifero Antislamico. Egli arriva
ovunque un musulmano abbia pregato
portando al guinzaglio il suo porcellino
e semplifica tutto in un istante
scatenando una ignobile crociata...
Cervello corto contorto e meschino:
ecco il nuovo ministro alto garante
dell’imbecillità semplificata!
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XIII°
A Stefania Prestigiacomo
Ministro del Look Ambientale.
S tefania bella venuta dal mare
S
qual sirenetta così patinata
o Venere casta o Grazia insulare
dal sommo dio berlusco creata
con un soffio virile – a tutelare
tu vieni a noi la nostra terra amata
di cadenti colline e coste amare,
monti sventrati, terra adulterata...
Terra di scempi, paese irreale
d’abusivismo e cemento infinito,
quel favoloso disastro ambientale
marchiato tanto d’azzurro partito...
da te attendiamo il colpo letale
al nostro Ambiente così imbastardito.
XIV°
Foto di gruppo 1:
ai Ministri sviluppisti Renato Brunetta, Altero Matteoli e Claudio Scajola.
D ’alta statura morale Brunetta
D
i pubblici uffici farà funzionare:
con aspro cipiglio or dunque s’affretta
i fannulloni a far licenziare,
mentre Scajola in maniera perfetta
l’economia farà sviluppare,
l’economia della truffa protetta
di chi sulla fame sa ben speculare...
e Matteoli alle infrastrutture
innalza ponti e trafora montagne
tra imbrogli vari e celate magagne
a garanzia di ricchezze future...
le magnifiche sorti e progressive
di un paese che a stento sopravvive.
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XV°
Foto di gruppo 2:
a tutti gli altri ministri del saccheggio italico.
CC avalcano soldati di ventura
assoldati di fresco al gran governo
gli altri ministri con fede sicura
nel cavaliere loro padreterno:
Meloni Giorgia che si prende cura
di giovinezza, giovinezza, eterno
mito fascista! Boschi e agricoltura
ministro Zaia manderà all’inferno...
Vito ministro affossa il Parlamento
e Gian Rotondi, l’uomo delle pacchie,
fa da guardia al programma di rapina
di cui Fitto decentra il fosco avvento
con Ronchi che all’Europa fa pernacchie...
Tutti pronti all’italica rovina!
XVI°
Filastrocca lugubre
dei Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio
CC on Gianni Letta è assistenza perfetta.
Con la Brambilla il turismo è più bello.
Con Aldo Brancher l’Italia si affetta.
Con Bonaiuti si erge un castello
di frasi insulse e menzogne a staffetta.
Con Giovanardi al “Grande Fratello”
va la famiglia ideale in diretta.
Con Rocco Crimi si manda al macello
la pura voglia di vita sportiva.
Poi con Balocchi c’è più leggerezza
di regole e norme alla deriva.
Con Bertolaso la lercia monnezza
è più ridente e quasi giuliva
d’Italia nostra la sola bellezza.
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XVII°
Al Presidente della Camerata
Gianfranco Fini
E d eccolo il figlioccio d’Almirante
E
camerata pentito e rinnegato
asceso con fair-play berlusconante
alla carica terza dello stato.
Poi che il fascio littorio fu ingombrante
retaggio di quel secolo passato,
cervello fino riciclò all’istante
la fiamma ardita in un nuovo apparato
politico di destra liberista
appendice del duce cavaliere
in veste democratica e atlantista.
Ed eccolo il figlioccio del potere,
novello moderato avanguardista
che rese azzurre le camicie nere!
XVIII°
Al Presidente del Senato
Renato Schifani.
OO noriamo la carica seconda
dello stato sovrano tricolore:
di alte qualità e saggezza abbonda
chi presiede il Senato con onore,
e Schifani Renato sovrabbonda
d’assoluta onestà, quasi candore
e integrità politica. Ma immonda
calunnia e fango e infame disonore
osò gettare il tristo giornalista
moralista Travaglio sinistrese
sull’onesto Schifani, messo in lista
tra le buie porcate e oscure intese
in fetore di mafia... Terrorista
fu chi offese Schifani e il Belpaese!
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***
Con spirito cavalleresco, degno di un siffatto componimento poetico, su suggerimento dello stesso Cavalier vittorioso, sento ora il dovere di rendere
omaggio anche agli sconfitti, in Parlamento e fuori, cui dedico con indulgenza e berlusconiana pietas gli ultimi due sonetti.
XIX°
All’Opposizione dialogante
del partito più unico che raro detto PD.
D ue lettere e un gran vuoto di memoria:
D
Partito Democratico - cristiano?
di sinistra? modello americano
made in Italy, Italia senza storia...
è una faccenda un po’ contraddittoria
un pastrocchio dal gusto veltroniano
votato a garantire al Grande Nano
elettorale assoluta vittoria.
Opposizione che giammai si oppone
ma tutt’al più obietta e poi acconsente,
governo-ombra, ombra assai sbiadita
riflesso inconfondibile di niente,
eco muta alla voce del padrone,
piddì piddì... sinistra seppellita!
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XX°
Alla Sinistra che fu.
L a chiamavan Sinistra Radicale
L
e per taluni fu Sinistra Estrema,
ma era solo malata terminale
già vittima di un suo stesso anatema
e in preda ad un collasso cerebrale...
Divisa e assai dubbiosa, quale emblema
della propria campagna elettorale
scelse l’idea che fosse meno estrema:
mise da parte, via! falce e martello
e la rossa bandiera (antichi amori!)
per impugnare tempere e pennello
e tracciare qual segno lusinghiero
l’arcobaleno dai mille colori...
che scolorò nell’urna in bianco e nero.