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Lunedì 24 Ottobre 2011
Roma
ne
Salute ws
Anno IV - N° 76
QUINDICINALE DI INFORMAZIONE
Direttore editoriale Tiziano Battisti
Piano regolatore sociale,
nuove regole dal Comune
Dalla Giunta Alemanno via libera al provvedimento.
Obiettivo: abbattimento dei tempi d’attesa.
Novità nell’erogazione dei servizi per i prossimi 5 anni Ma arrivano critiche da parte delle Associazioni. Pag. 2
All’interno
SCREENING
Pochi fondi e
coinvolgimento
insufficiente
a pag. 4
L’INIZIATIVA
Ictus cerebrale,
la prevenzione
in farmacia
a pag. 5
CEFALEA
E il Santa Lucia torna in trincea con assemblee e manifestazioni. E di nuovo
incontri con la Regione con promesse, accordi e nuovi impegni. Pag. 23
Le cause,
i rimedi
la superstizione
a pag. 8
Medicina
Salute
Alimentazione
OPINIONI
Un nuovo pacemaker
per i casi più gravi
Cataratta, un laser
‘bisturi di luce’
Italia, argine culturale
ai prodotti ogm
Battisti
&
Ordine dei medici
a pag. 10
a pag. 11
a pag. 15
a pag. 23
2
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Primo piano
L’inchiesta
102
Sono le azioni ispirate
da alcuni principi previste
dal nuovo
Piano regolatore sociale
Approvata dalla Giunta capitolina la norma quadro che regolerà il settore del sociale per i prossimi cinque anni
ROMA, NUOVO PIANO REGOLATORE SOCIALE
Il documento sarà ora sottoposto all’esame dei municipi.
‘Riforma della mobilità’ e dell’assistenza domiciliare
Dipartimento dei
Servizi Sociali,
rappresentanti
dei cittadini assipprovato il 12 ottobre
stiti, sindacati e
scorso
il
Piano
centrali cooperaRegolatore Sociale. Il
tive: durante l’innuovo Prs andrà a
contro verrà verisostituire quello del
ficato il funziona2004. Il documento verrà ora
mento del nuovo
trasmesso ai vari municipi
Prs, apportate
della capitale ai quali spetterà
eventuali modifiuna valutazione in vista delche e dal 1
l’approvazione ed estensione
marzo la riforma
definitiva delle novità da esso
partirà concretaintrodotte a tutta la città di
mente su tutto il
Roma. La riforma, che vanta
territorio della
ben 102 azioni che andranno
capitale.
a dare nuova regolamentazioTra le varie novine a temi delicati come l’assità e riforme
Il sindaco
stenza domiciliare ai disabili e
introdotte con il
nuovo
Piano
agli anziani, presenta delle
Regolatore Sociale - che non
novità. Il nuovo documento
ha tardato ad attirare su di sé
resterà in vigore per i prossimi
numerose polemiche - molti
cinque anni e – assicura la
Vicesindaco Sveva Belviso –
saranno a detta della Giunta i
ad esso seguiranno molti
vantaggi per tutti coloro che
miglioramenti: “I benefici
beneficiano dell’assistenza
saranno molti: l’abbattimento
domiciliare, sia per l’assistendelle liste e dei tempi d’attesa
za ai disabili come anche per
del 20-30%, la semquella agli anziani.
plificazione dell’acTra le azioni principacesso
ai
servizi
li del piano: realizza“Le 102 azioni cambieranno il
secondo il principio
re delle fattorie
dell’equità sociale,
sociali nelle aree
volto della città e porteranno
l’abbattimento delle
agricole di Roma, la
barriere burocratiche,
riforma della mobilità
molto benefici, primo tra tutti
la tracciabilità dell’asper i disabili, l’aml’abbattimento delle liste d’attesa
sistenza sociale e
pliamento della Casa
l’informatizzazione.”
dei Papà (una vera e
per accedere ai servizi sociali
Ecco l’iter che seguipropria casa che
rà il nuovo piano:
accoglie papà separesi più facili anche dalla tracciadopo un primo periorati, residenti nel terbilità che renderà più semplice
do di sperimentazioritorio capitolino e in
ne, durante il quale
difficoltà economiprogrammare gli interventi”
esso sarà in vigore
che), agevolazioni
solo nei municipi II,
tariffarie per le famiIV, VIII, e XIII, le nuove
glie più numerose, la
si
riunirà
una riorganizzazione del sistema
norme verranno introdotte sari
nell’intero territorio capitolino Commissione speciale com- delle case di riposo per gli
da
Municipi, anziani, il protocollo d’Intesa
a partire dal 1 marzo 2012. posta
di Anna Paola Tortora
A
Per il momento quindi nei
municipi cosiddetti ‘pilota’
verrà compiuta un’indagine
sugli utenti (sia in carico che
in attesa di prestazione); questi dati serviranno poi a stilare
un piano di intervento individuale e diventeranno importanti per riuscire a costituire
unità di assistenza adeguate
alla domanda. Il termine di
quest’operazione è il 31 gennaio del 2012, data entro la
quale anche gli altri municipi
dovranno verificare la richiesta di assistenza sul loro territorio. A febbraio si svolgeranno gli Stati Generali del
Sociale che verteranno su 4
temi: l’attuazione del Prs, le
politiche per la famiglia, il funzionamento della nuova
Fondazione Roma Capitale e
la verifica degli effetti dei tagli,
il tutto, spiega il sindaco
Alemanno, “grazie all’ausilio
di un rapporto del Censis sul
sociale a Roma, una base
solida su cui discutere”. Una
volta raccolti tutti i dati neces-
Abbattimento delle liste e dei tempi d’attesa del 20-30%
tracciabilità dell’assistenza sociale e informatizzazione
di Roma Gianni Alemanno
tra il centro di Giustizia minorile e il Tribunale dei minori, la
riqualificazione del sistema di
accoglienza residenziale per i
bambini con disagio, l’integrazione socio-sanitaria e un
Piano per le emergenze
sociali oltre alla riforma dell’assistenza domiciliare già
citata.
Uno dei punti fondamentali
del programma - ma anche
uno dei più colpiti dalle polemiche - è la riduzione delle
liste d’attesa per l’accesso
alle prestazioni domiciliari a
fronte di un aumento del
numero degli assistiti (1700):
le 102 azioni – secondo la
Belviso – cambieranno il volto
della città e porteranno molto
benefici, primo tra tutti “l’abbattimento delle liste d’attesa
per accedere ai servizi sociali
resi più facili anche dalla tracciabilità che renderà più semplice programmare gli interventi”; il tutto senza aumentare né ridurre la spesa com-
plessiva per il sociale che
rimarrà invariata. Il Piano
Regolatore Sociale costerà 6
milioni di euro ogni anno e 2
milioni una tantum, dice il sindaco, Gianni Alemanno che
durante la presentazione della
riforma ha aggiunto: “questo
provvedimento non serve a
ridurre la spesa complessiva
per il sociale, che resterà
invariata, ma a ridurre le liste
d'attesa e a rendere il servizio
più efficiente. L'assistenza
domiciliare è alla base dell'integrazione socio-sanitaria,
obiettivo
prioritario
per
l’Amministrazione”. Il piano,
sostiene la Belviso, “vuole
migliorare la qualità degli
interventi attraverso il monitoraggio di valutazione e l’ampliamento dell’offerta”. Si
vogliono combattere gli sprechi e uniformare la spesa perché, continua il vicesindaco,
“non è possibile che lo stesso
servizio abbia costi diversi in
due differenti municipi”.
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24 Ottobre 2011
Le ultime notizie su www.rom asalutenews.it
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“Perplessità sulla sostenibilità del Piano”
La riforma non convince il mondo delle associazioni. Critiche da Agenzia per la Vita indipendente e Fish
I
l nuovo Piano Regolatore
Sociale approvato il 12
ottobre scorso dalla giunta capitolina non ha tardato ad attirare su di sé
polemiche ancor prima di
essere attuato. La riforma,
che
dall’amministrazione
capitolina è stata presentata
come un superamento del
concetto di emergenza e
assistenzialismo e come un
servizio basato sulle persone
che porterà con sé un
ampliamento e un miglioramento dell’offerta, non convince invece il mondo delle
associazioni.
Da queste ultime infatti sono
già arrivate le prime critiche:
“forti perplessità sulla sostenibilità del piano”, sono queste le parole con cui il presidente della Onlus Agenzia
per la Vita Indipendente Dino
Barlaam ha salutato la decisione della Giunta di approvare il nuovo Prs, in sostituzione del vecchio che risale
al 2004, il quale ha aggiunto:
“I nostri dubbi riguardano
soprattutto la riforma dell’assistenza domiciliare e della
mobilità per le persone disabili”. Una situazione, quella
stabilita dal nuovo Piano
regolatore sociale, secondo
Barlaam, inaccettabile.
Molta è la fiducia nel nuovo
Prs da parte della giunta
capitolina e numerose le
novità e i miglioramenti che a
parere di quest’ultima il
nuovo Piano introdurrà.
Porterà – dicono dal comune
- ad un miglioramento delle
prestazioni e un’ottimizzazione delle risorse: “questo
piano si inserisce in un particolare momento di trasformazione sociale dovuta
anche agli effetti della crisi
economica che hanno determinato un aumento dei bisogni sociali e riduzione delle
risorse” ha sottolineato il sindaco Gianni Alemanno.
Decisamente diverso è il
parere della Onlus Agenzia
per la Vita Indipendente e
della Fish (Federazione
Superamento
Handicap
Roma) che in più di un’occasione hanno mostrato perplessità a riguardo. Dino
Barlaam spiega infatti che
“la riforma dell’assistenza
prevede da un lato l’aumento del 20% della tariffa oraria
(che passa da 18,44 a
22,50), dall’altro l’incremento del numero di utenti: tutto
“I nostri dubbi riguardano
soprattutto la riforma
dell’assistenza domiciliare e della
mobilità per le persone disabili”
questo, senza aumentare le
risorse da spendere. Questo
significherà un taglio delle
prestazioni di circa il 33%,
con l’assistenza ridotta a
una sorta di macelleria
sociale”. Anche Barlaam
sostiene con forza la necessità di una riforma del sistema – ad esempio per quanto
riguarda il servizio dei trasporti dei disabili - ma il presidente della Onlus non
vede nel nuovo Piano
Regolatore Sanitario la
risposta agli attuali problemi, denunciando già i primi
disagi che la riforma ha portato con sé: “è effettivamente necessaria una razionalizzazione del servizio, attualmente affidato a pulmini e
taxi, su cui grava una lunga
lista d’attesa, che non riesce
a
scorrere.
L’amministrazione, però, è
partita male, realizzando un
monitoraggio tramite due
questionari, in cui si richiedevano Isee e certificato del
medico legale: questo comporta, per i cittadini disabili,
una spesa e un disagio. Si
tratta di una richiesta inutile
e superflua, visto che l’amministrazione dovrebbe già
disporre di questi dati. Tutto
questo – conclude Barlaam
– allo scopo di aumentare il
numero degli utenti senza
incrementare la spesa”. La
Onlus era già scesa in piazza il 21 settembre scorso
per opporsi all’approvazione
di un Piano che a suo avviso
era “camuffata come sperimentale, ma rappresenta un
vero e proprio attacco nei
Il vicesindaco Sveva Belviso
confronti delle persone disabili non autosufficienti.”
Successivamente all’approvazione del Prs in un comunicato della Onlus dove
viene espressa preoccupa-
“Significherà un taglio delle
prestazioni di circa il 33%,
con l’assistenza ridotta a una
sorta di macelleria sociale”
zione per la situazione, si
leggono ancora accuse nei
confronti di una manovra
che – nonostante le promesse - non porterà ad altro che
a tagli delle prestazioni: si
tratta solo – secondo
Barlaam – di operazioni di
taglio e di riordino da parte
del comune di Roma.
Abbattere del 20-30% le
liste d’attesa mantenendo la
stessa spesa e aumentando
il numero dei pazienti – conclude il presidente - sarà
possibile solo grazie al fatto
che verrà effettuato un taglio
medio del 33% delle prestazioni, taglio che – sottolinea
il presidente della Onlus –
graverà soprattutto sui
pazienti più gravi e quelli di
media intensità.
Anna Paola Tortora
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Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Si stima che colpisca nel Lazio oltre un milione e mezzo di persone
NON SI ARRIVA AL 5% DEI FONDI
Dolore cronico non oncologico, IN ITALIA
una patologia sottovalutata POCA
PREVENZIONE
di Luciana Riva
I
l dolore cronico è una
patologia spesso sottovalutata. In Italia, si stima
che il dolore cronico non
oncologico colpisca oltre
15 milioni di persone (il 26%
della popolazione). Nel Lazio
circa un milione e mezzo.
Spesso però non è riconosciuto e trattato adeguatamente con conseguenze
negative sulla qualità di vita
dei pazienti e alti costi sociali. Il dolore, infatti, è una tra le
principali cause di assenza
dal lavoro per ragioni mediche e, secondo dati Istat, al
20% dei pazienti con dolore
cronico è diagnosticata una
forma di depressione reattiva; al 40% disturbi ansiosi. In
seguito all’emanazione della
Legge 38/2010, una legge
innovativa che regola l’accesso alle cure palliative e
alla terapia del dolore nell’ambito dei livelli essenziali
di assistenza e che pone
l’Italia all’avanguardia in
Europa, la battaglia al dolore
in tutte le regioni deve seguire specifiche linee guida
nazionali. La Regione Lazio è
stata tra le prime ad avviare
un modello organizzativo
dedicato alla Medicina del
dolore con un coordinamento
integrato delle reti del dolore
cronico non oncologico e
delle cure palliative. Sono più di tre mesi prima di chiedere una visita e non sanno
nati nel territorio due centri di
che è un loro diritto la giusta
riferimento:
Policlinico
Umberto I (Hub che coordina terapia: la Legge 38/2010,
la Asl Roma A, la D, la G, infatti, sancisce l’assoluto
parte della H con Anzio e diritto del malato ad essere
Pomezia, Latina e Frosinone) curato per il dolore cronico
e Tor Vergata (referente per la così come per qualsiasi altra
Asl Roma B, Rm C, E, F, parte malattia. “Nell’attuale modeldella H, Viterbo e Rieti). Tra gli lo del Lazio c'è un'attenzione
obiettivi principali la forma- forte al dolore - ha dichiarato
zione continua, l’aggiorna- la responsabile dell' Hub del
mento degli operatori sanitari Policlinico
Umberto
I
e l’informazione ai cittadini. Rosanna Cerbo - non solo a
“Nel Lazio sono stati raggiun- quello oncologico, ma anche
ti obiettivi importanti” - ha a quello neuropatico legato
dichiarato Antonio Gatti, refe- ad esempio al diabete, all'arrente Hub del Policlinico Tor trite reumatoide o alle malatVergata nel corso della tie pediatriche”. Nell’ambito
Conferenza presso la direzio- della Conferenza sono stati
ne Generale del Policlinico presentati i progetti che sono
Umberto
I
‘Rete Regione
Spesso i malati sono rassegnati
Lazio: dolore
cronico non
al dolore, aspettano più di tre
oncologico'.
“Nel 2010 la
mesi prima di chiedere
prescrizione di
analgesici
una visita e non sanno che
oppiodi
in
è un loro diritto la giusta terapia
Italia è cresciuta del 18%
rispetto
al
2009 e nel Lazio si è registra- in attesa di finanziamento da
to un aumento del 25%, una parte della Regione: la formacrescita che pone la Regione zione di medici specializzati
tra le più virtuose. Si è regi- nella lotta al dolore (Asl Rm A
strata inoltre una tendenza e Latina), un riconoscimento
all’aumento della prescrizio- del legame della patologia
ne della via di somministra- con
la
depressione
zione orale, come previsto da (Frosinone), estensione del
Linee guida internazionali. trattamento anche a Ostia e
Ma ci sono ancora ostacoli Fiumicino (Asl D) oggi scoda superare, perte, creazione di codici
come
ad identificativi per conteggiare
esempio l’im- il numero delle prestazioni
patto con i eseguite legate alle patologie
farmacisti: le dolorose (Rm G). Infine è
iniziative di stata lanciata la proposta di
f o r m a z i o n e istituire due Centri di
sono fonda- Riferimento Regionale: quello
mentali
in per il Dolore nelle urgenze e
questa rivolu- nelle Emergenze presso il
zione”. E poi Policlinico Umberto I – a tal
l’informazio- proposito esiste già un protone. Spesso, collo d’Intesa con il corpo
infatti, i mala- militare CRI- e uno per il
ti sono rasse- Dolore da parto presso
gnati al dolo- l’Ospedale S.G. Calibita
re, aspettano Fatebenefratelli.
L
a prevenzione è l’arma
migliore nella lotta alle
malattie ma in Italia se ne
fa ancora troppo poca. E’
quanto emerso nel corso della
dodicesima
Conferenza
Nazionale organizzata dalla
Siti, Società Italiana di Igiene.
Durante i quattro giorni sono
stati approfonditi temi attuali e
complessi che riguardano la
Sanità Pubblica alla luce di tre
parole chiave: globalizzazione,
nuove esigenze di salute e
sostenibilità economica. In un
momento di forte crisi, secondo i professionisti della salute,
una buona politica di prevenzione servirebbe, fra l’altro, a
contribuire allo sviluppo. “Se
tagliassimo la prevenzione,
avremmo epidemie, ricoveri e
altri effetti che porterebbero a
maggiori spese dell’ordine di
20-30 miliardi di euro, quanto
vale una finanziaria” ha dichiarato Sandro Cinquetti, vicepresidente Siti. Eppure le iniziative di prevenzione a livello
regionale sono carenti. In teoria il 5% dei fondi dovrebbe
essere speso per quest’area
della sanità ma, secondo i dati
riportati dalla Siti, nessuna
Regione raggiunge questa
quota. “Il valore reale è del
3,5% – ha spiegato Vittorio
Carreri, membro del comitato
scientifico del congresso –
quando il minimo indispensabile sarebbe che almeno questo 5% fosse garantito e controllato”. In molte regioni ancora non si effettuano in maniera
sufficiente screening contro i
tumori e non soltanto al Sud,
ma anche in alcune zone del
nord.
Secondo
i
dati
dell’Osservatorio nazionale
screening, sia per i tumori al
seno che per quelli del colon la
percentuale di adesione ai programmi non supera il 56%. Tra
gli elementi critici evidenziati
nel corso delle relazioni, anche
la particolare situazione italiana riguardo alle vaccinazioni.
Nel nostro paese, infatti,
manca da diversi anni un
Piano Nazionale Vaccini.
L'ultimo risale al 2005-2007 e
al momento coesistono 21
piani vaccinali diversi, uno per
ogni regione. “Solo in Italia i
vaccini somministrati variano
da regione a regione – ha
dichiarato Carlo Signorelli della
Siti - gli altri paesi ne hanno
uno unico, in USA addirittura
ce n’è uno solo per gli oltre
330 milioni di abitanti. Da un
punto di vista della prevenzione delle malattie, una situazione a macchia di leopardo è
insostenibile”. Ma sono stati
SCREENING ANCORA PER POCHI
Secondo i dati dell’Osservatorio
nazionale screening, sia per i
tumori al seno che per quelli del
colon la percentuale di adesione
ai programmi non supera il 56%
fatti dei passi avanti. Una
nuova bozza di Piano nazionale vaccini è, infatti, attualmente
in discussione. Come annunciato al termine dei lavori della
Conferenza, questa versione è
stata
approvata
dal
Coordinamento Interregionale
per la Prevenzione e deve passare ora al vaglio della
Conferenza Stato-Regioni. Il
Ministro della Salute Fazio,
intervenuto alla Cerimonia
inaugurale del congresso, ha
riassunto le attività per la prevenzione svolte dal Ministero
con l’emanazione del Piano
Sanitario Nazionale e del
Piano Nazionale per la
Prevenzione auspicando la
tempestiva approvazione del
Piano Nazionale Vaccini.
Luciana Riva
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Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Dal 24 al 29 ottobre screening della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale promosso da A.L.I.Ce. Italia Onlus
Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale,
iniziative in 3000 farmacie italiane
di Laura Gilardi
I
n tutto il mondo, il prossimo 29 ottobre, si celebra la
VII Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, promossa dalla World Stroke
Organization che, anche quest’anno, utilizza la parola d’ordine ‘ONE IN SIX’ per spiegare
che ogni sei secondi, in una
parte qualsiasi del mondo,
indipendentemente dall’età o
dal sesso, una persona viene
colpita da ictus. Inoltre dal 24
al 29 ottobre, A.L.I.Ce. Italia
Onlus promuove, presso oltre
3000 farmacie nelle principali
città italiane, il controllo della
pressione arteriosa e della
fibrillazione atriale, anomalia
del ritmo cardiaco che colpisce un ultracinquantacinquenne su quattro. Grazie ad una
costante prevenzione e ad una
attenta diagnosi precoce, infatti, si possono evitare ben 3
ictus su 4 causati proprio da
fibrillazione
atriale
“L’obiettivo delle nostre iniziative è quello di far emergere
informazioni chiare e approfondite su questa patologia.
Ciò che emerge nella popolazione, infatti, è la scarsa conoscenza di cosa sia un ictus,
come si manifesti e quanto sia
importante il ricovero in ospe-
La prevenzione può evitare 3 casi su quattro
dale il prima possibile – afferma la professoressa Maria
Luisa Sacchetti – Presidente
Onorario della Federazione
A.L.I.Ce. Italia Onlus e neurologa vascolare presso l’Azienda
Ospedaliera del Policlinico
Umberto I di Roma - E’ quindi
molto importante realizzare
campagne informative, che
coinvolgano anche le fasce più
giovani della popolazione e
che veicolino le informazioni
sull’ictus nella maniera più
DAL 1 NOVEMBRE
UN SITO TUTTO NUOVO
corretta, mettendo le persone
in grado di gestire questo
aspetto della propria salute
senza inutili allarmismi, ma
anche con la necessaria serietà”. Alcuni fattori di rischio
infatti non sono modificabili
come ad esempio l’età, il sesso
o la familiarità, ma altri, come
l’ipertensione arteriosa, le
malattie cardiache, il diabete,
il fumo e l’obesità possono
essere neutralizzati con un
più corretto stile di vita e un
www.
controllo costante. L’Ictus è
una malattia che colpisce il
cervello quando improvvisamente una parte di questo
viene danneggiata o distrutta.
E’ il risultato di un’interruzione di sangue ai tessuti cerebrali, dovuta alla chiusura o
alla rottura di un’arteria. Nel
mondo, ogni anno, 15 milioni
di persone sono colpite da
ictus, di queste quasi 6 milioni muoiono. Non è soltanto
una malattia dell’anziano
(negli anziani di 85 anni ed
oltre l'incidenza dell'Ictus è
fra il 20 ed il 35%): infatti, dei
200.000 nuovi casi di ictus
che si verificano ogni anno nel
nostro Paese, circa 10.000
riguardano soggetti con età
inferiore ai 54 anni. I sintomi
più comuni sono paralisi o
debolezza o formicolio al viso,
al braccio e alla gamba, visione annebbiata o diminuita in
uno o entrambi gli occhi e difficoltà a pronunciare o comprendere
semplici
frasi.
Inoltre può presentarsi una
perdita di equilibrio, vertigine
e mancanza di coordinazione.
La persona con sospetto Ictus
deve recarsi immediatamente
in ospedali organizzati per
questa emergenza, fare una
tac cerebrale per fare una diagnosi precisa e ricevere i trattamenti adeguati. L’ictus è
responsabile di più morti ogni
anno di quelli attribuiti
all’Aids, tubercolosi e malaria
messi insieme e costituisce la
seconda causa di morte a livello mondiale e la terza causa di
morte nei Paesi del G8, preceduto soltanto dalle malattie
cardiovascolari e dai tumori.
Per la sua elevata incidenza,
rappresenta un problema assistenziale, riabilitativo e sociale di enormi dimensioni.
.it
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Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Le ultime notizie su www.rom asalutenews.it
Ricerca
Una tecnica innovativa permetterà di ricostruire il codice genetico dei microrganismi patogeni del passato
Psicologia
La mappa del Dna della 'Morte Nera'.
Scoperti i segreti del batterio della peste
Allattamento
e aggressività
I dati dimostrano che
questo ceppo batterico
è l'antenato di tutte
le pestilenze presenti
oggi nel mondo
di Chiara Addei
E’
ormai cosa nota
che le cifre del
nostro essere,
l’essere
alti
piuttosto
che
bassi, castani piuttosto
che biondi e così via
sono racchiuse in quella
molecola di acido desossiribonucleico comunemente nota come Dna.
Ma se il Dna riesce a racchiudere nelle maglie
della sua doppia elica
tutto quello che siamo
può anche offrire uno
scorcio sul passato su
quello che era per iniettare nuova conoscenza
nella tortuosa documentazione dell’evoluzione.
Evoluzione non solo di
noi esseri umani ma
anche di tutto ciò che è
strettamente
correlato
alla vita umana e che alle
volte la condiziona in
modi tristemente drammatici. Parliamo di malattie, di epidemie che
Sarà possibile studiare il genoma di ogni patogeno del passato
hanno rappresentato il
centro della ricerca coordinata dai genetisti canadesi
della
McMaster
University insieme ai colleghi tedeschi dell'università di Tubinga. I ricercatori sono, nello specifico, riusciti a mettere a
punto una tecnica innovativa che permetterà di
ricostruire il codice genetico dei microrganismi
patogeni del passato e
quindi di studiarne l'evo-
luzione nei secoli. Proprio
grazie a questa tecnica, è
stato possibile recuperare il Dna del batterio della
Peste Nera (chiamata
Yersinia pestis) partendo
dalla polpa dei denti di
cinque scheletri rinvenuti
nel cimitero londinese di
East Smithfield. ''I dati
del Dna dimostrano che
questo ceppo batterico è
l'antenato di tutte le
pestilenze presenti oggi
nel mondo e che ogni
attuale focolaio di infezione
deriva
da
un
discendente della peste
medievale'',
spiega
Hendrik Poinar, genetista
della
McMaster
University tra gli autori
dello studio. Collegando
la datazione dei resti
umani londinesi ai dati
emersi dall'analisi del
Dna, i ricercatori sono
riusciti a calcolare l'età
del primo antenato del
batterio Yersinia pestis,
che ha causato l'epidemia medievale. Hanno
così scoperto che questo
è comparso tra il XII e il
XIII secolo: tutte le pestilenze sarebbero state
quindi provocate da altri
batteri. ''Grazie ad una
più approfondita conoscenza dell'evoluzione di
questo patogeno letale aggiunge Poinar - si apre
una nuova era per la
ricerca
sull'infezione''.
Secondo
Johannes
Krause, dell'Università di
Tubinga, ''usando questa
nuova metodologia sarà
possibile
studiare
il
genoma di ogni patogeno
del passato. Questo ci
darà una visone più dettagliata dell'evoluzione
dei patogeni umani e
delle pandemie storiche''.
L’istinto materno non è definibile
in una manciata di parole, come
non è assimilabile a una sola
accezione in quanto riassume
nella sua primitività un crogiolo
eterogeneo di sentimenti e inclinazioni che tutt’ora vengono
sondate e studiate. Comune e
facilmente riscontrabile è sicuramente il desiderio da parte della
madre di proteggere il proprio
piccolo ma meno scontato è il
fatto che le mamme sono più
aggressive quando allattano, e
anche più coraggiose in caso
sentano la necessità di ingaggiare una reazione verso una
potenziale minaccia. A documentare questo particolare
aspetto è stata Jennifer HahnHolbrook della University of
California a Los Angeles. Le
donne, spiega la psicologa, sono
anche più coraggiose mentre
allattano. Infatti durante l'allattamento si registra un calo di pressione sanguigna che si deve
interpretare come riduzione dello
stress e della paura. La psicologa ha misurato l'aggressività di
tre gruppi di donne: mamme che
allattano al seno, mamme che
usano il latte artificiale, donne
che non allattano. Le prime risultano più tendenti all'aggressività
durante l'allattamento e parimenti la loro pressione sanguigna
decresce (segno di minore
stress) durante la poppata. Le
madri che nutrono il proprio piccolo esclusivamente al seno
sono quasi il doppio più aggressive di quelle che usano il latte
artificiale e delle donne che non
allattano''. Chiara Addei
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
7
Le interviste di
“Basta parlare di sprechi! Valorizzare quel che si è fatto”
Intervista a Vitaliano De Salazar, D.G. dello Spallanzani e Antonino Annetta, Federfarma Lazio
di Tiziano Battisti
I
n sanità sono anni ormai
che si parla di tagli agli
sprechi. Ci può fare qualche esempio concreto,
nella sua attività dove si
può ancora tagliare?
De Salazar: Penso sia intanto
un problema di terminologia.
Ci vuole un po’ di buon senso
e cominciare a usare termini
più appropriati senza definirli
sempre ‘sprechi’. Dobbiamo
parlare più di cultura organizzativa e di esigenze reali per
gli ospedali. Mi rifiuto di considerarli sprechi, perché già la
parola stessa mette tutti sulla
difensiva: nessuno definirebbe se stesso con la parola
“sprecone”. Ciò non toglie
che sia necessario ottimizzare
le risorse. A cominciare dagli
appalti. Ogni gara in più che si
fa è un risparmio per definizione. Questo è un primo
punto. Il secondo punto è
l’organizzazione e quando
parliamo di organizzazione in
sanità ci sono due elementi
peculiari da valutare: un primo
elemento è interno e su quello si può intervenire. L’altro
riguarda il contratto della
sanità e la giungla normativa
di carattere nazionale che esiste. E su quello un direttore
poco può fare.
Dottor Annetta, ci sono stati
dei problemi ultimamente
tra
Federfarma
e
la
Regione, in particolare sull’erogazione di prodotti per
diabetici. Li avete risolti?
Annetta: Ci siamo seduti di
nuovo al tavolo delle trattative. Il Prefetto ha invitato la
Regione a tornare sui propri
passi e a riconvocare
Federfarma per rivalutare la
situazione che riguarda l’assistenza di pazienti diabetici.
Noi abbiamo messo a disposizione un sistema informati-
Vitaliano De Salazar, D.G. dello Spallanzani
co che funziona da circa due
anni. Web Care è un sistema
talmente complesso nella sua
interezza da essere un sistema estremamente fruibile
dalle istituzioni. La Regione in
qualsiasi momento può sapere quale prodotto utilizza quel
determinato paziente diabetico, chi gliel’ha prescritto e
quale farmacia lo sta erogando e, quindi, può controllare la
spesa in tempo reale. La
Regione risparmia e non lo
diciamo noi, ma il primo
decreto commissariale del
presidente Polverini. Nel
primo anno di introduzione il
sistema Web Care ha prodotto un risparmio di circa 20
milioni di euro rispetto alla
gestione precedente, quando
questi prodotti venivano erogati in maniera poco controllata. Abbiamo dato un taglio agli
sprechi e anche il paziente ne
ha avuto un giovamento
immediato, perché non è più
costretto ad andare nelle Asl a
orari prestabiliti, perché le strisce per misurare la glicemia le
trova nella farmacia sotto
casa. Mi piace inoltre ricorda-
re che un paio di anni fa
abbiamo messo su un sistema che consente a circa 200
farmacie del Lazio di avere i
defibrillatori. Il servizio, purtroppo, è poco pubblicizzato,
ma un cittadino che ha
un’evenienza tragica può correre in farmacia dove c’è non
solo il defibrillatore ma anche
il personale formato per usarlo. Questo tipo di iniziative
fanno sì che la farmacia diventi un presidio sanitario vero e
proprio al servizio dei cittadini.
Rapporto tra pubblico e privato: cosa vuol dire per una
struttura di eccellenza
come lo Spallanzani?
De Salazar: Il rapporto con i
privati è ottimo. Noi forniamo,
per esempio, consulenza nel
settore dell’infettivologia e
molti privati e case di cura
vengono da noi per chiederci
pareri. È un rapporto fluido
facilitato dall’autorevolezza
dei professionisti che l’ospedale mette a disposizione e
che non può che tornare a
vantaggio di tutti i cittadini.
Ma lo Spallanzani è anche un
presidio di eccellenza ricono-
Antonino Annetta, Federfarma Lazio
sciuto a livello mondiale ed è
bene ricordarlo sempre, perché si tende a dimenticare
che le eccellenze che abbiamo in questa regione sono
tante, sono pubbliche e il
pubblico costa. E spesso la
spesa non si annida negli
ospedali che sono il punto di
arrivo, ma sul territorio. Anche
rinvigorire il rapporto con i
medici di famiglia può produrre risparmio. Non ho io la
ricetta ma sappiamo che in
altri paesi stanno sperimentando vie diverse. Per esempio in Inghilterra i medici
hanno un budget per paziente, si responsabilizzano così i
medici di famiglia ma anche i
cittadini.
Lo spreco nel consumo dei
farmaci esiste o prevale
l’appropriatezza?
Annetta: E’ un discorso complesso, forse bisognerebbe
girare la domanda al direttore
generale, almeno per quanto
riguarda la spesa ospedaliera
perché la spesa farmaceutica
territoriale è in calo e sotto
controllo mentre quella farmaceutica ospedaliera sfora
totalmente il budget ogni
anno. C’è da dire che molti
brevetti sono scaduti sostituiti sul mercato da generici che
hanno ridotto il prezzo. Il problema è l’appropriatezza prescrittiva, è un problema serio
e difficile da risolvere.
Ricordiamo che la spesa
farmaceutica nelle Asl è
aumentata anche perché è
aumentata la distribuzione
diretta dei farmaci. Ma la
spesa dei farmaci resta una
voce di bilancio importante
nello Spallanzani proprio
per il tipo di malattie che
vengono trattate.
De Salazar: Basta un dato
per
esemplificare.
Lo
Spallanzani ha un budget di
105 milioni di euro l’anno, di
questi circa 50 milioni destinati ai farmaci. Sono farmaci
retro virali e salvavita.
Abbiamo abbassato la spesa
da un trend del 10% a un
4,5%, usando generici ed
altro, però il dato rimane perché quella è una spesa
incomprimibile. Quei farmaci
salvano la vita e senza quella
spesa non c’è sanità.
8
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
La Sisc elabora le nuove linee guida per il disturbo che colpisce 12 milioni di italiani
Cefalea, tra le cause tacchi sesso e odori.
E in 500mila cercano aiuto dai maghi
di Laura Gilardi
D
urante l’ultimo congresso della Sisc,
Società italiana per lo
studio delle cefalee,
sono state elaborate
le nuove linee guida per il
trattamento della cefalea, un
disturbo che colpisce 12
milioni di italiani, di cui un
milione sotto i 14 anni.
Tacchi alti, sesso e odori, ma
anche frequenti visite dal
parrucchiere per la messa in
piega, poco sonno e stress
sono alcuni degli 'insospettabili' fattori scatenanti
delle cefalee e, pur di trovare una speranza di sollievo,
in mezzo milione, addirittura, si rivolgono ai maghi. In
particolare è emerso che
due pazienti su tre hanno
almeno due odori ai quali
sono ipersensibili durante
un attacco di emicrania e
altrettanti possono indicare
una fragranza specifica che
da sola scatena la crisi. ''Nel
75% dei casi, l'elemento che
scatena il mal di testa è lo
stress quotidiano - afferma
Luigi Alberto Pini, presidente della Sisc - in una percen-
darsi ai maghi:
almeno la metà
prova
anche
questa strada afferma Pini ma dopo aver
verificato l'inefficacia dei guaritori, ritorna alla
terapia medica''.
Affidandosi ai
maghi si aggiunge il rischio di
''assumere,
attraverso intrugli e pozioni,
sostanze
non
controllate
aggiunge Pini che potrebbero
interagire
coi
farmaci, dando
Nel 75% dei casi, l'elemento che scatena il mal di testa è lo stress quotidiano
luogo a reazioni
avverse,
anche
tuale analoga, soprattutto freddo estremi. Anche l'ali- pericolose''. Secondo i dati
quando la cefalea è di tipo mentazione ha il suo ruolo: Sisc, il mal di testa è la
tensivo, la causa è una saltare i pasti o esagerare col prima causa di rinuncia alla
postura scorretta. Seguono cibo può far scoppiare il mal vita sociale, incide pesantela privazione di sonno e il di testa, per le oscillazioni mente sulle assenze lavoraticiclo mestruale''. Nella clas- della glicemia. Per quanto ve (5 giorni in media a trisifica dei fattori scatenanti riguarda le cure 'miracolo- mestre) e nell'11% dei casi,
ci sono anche le condizioni se', ''sono soprattutto i chi ne soffre si rivolge al
atmosferiche: cambiamenti pazienti con cefalea cronica Pronto Soccorso. Nella magrepentini della pressione in cura presso i Centri per le gior parte dei casi però, la
atmosferica, vento, caldo o cefalee che scelgono di affi- cefalea è una malattia “fan-
tasma”: una persona su
quattro non va dal medico e
si cura da sola con analgesici e antinfiammatori assunti
spesso in maniera eccessiva
e che, in alcuni casi tuttavia,
come durante la gravidanza
e l’allattamento, non possono essere somministrati per
gli effetti collaterali che ne
derivano. Le principali novità dunque, presentate al
congresso della Sisc, arrivano dai trattamenti non farmacologici, L’osteopatia e
l’elettrostimolazione transcutanea ad esempio si sono
rivelate terapie molto efficaci nel 50 – 70% dei casi,
mentre l’agopuntura non ha
mostrato significativi risultati. Sui pazienti con cefalea
cronica, inoltre, che non
rispondono ad altri trattamenti, ha una buona efficacia (nell’80% dei casi) la tossina botulinica iniettata nei
muscoli della testa e del
collo ogni tre mesi. Lo Yoga
e le tecniche di rilassamento
poi sono efficaci nel caso di
cefalee tensive, nelle quale è
importante la componente
psicologica e la contrazione
dei muscoli.
Il settore gioco rastrella 70 miliardi di euro in un anno e inaugura una nuova forma di dipendenza
Il divertimento diventa pericoloso,
cresce l’allarme per le ludopatie
Popolo di poeti, santi, navigatori ed è il caso di aggiungere:
giocatori. Si perché secondo le
stime
dell’Organizzazione
mondiale della sanità (OMS)
sono addirittura il 3% della
popolazione adulta, circa 1
milione e mezzo, gli italiani
vittime della passione per il
gioco che sfocia nella dipendenza. Dal semplice divertimento all’esagerazione, il
passo è breve e tante sono le
tentazioni dal bingo, alle corse,
ai gratta e vinci, alle slot fino al
lotto, per non parlare del gioco
on line. Ludopatie, così le
chiamano gli esperti preoccupati non solo dal crescente
aumento dei malati di gioco
ma soprattutto dalla travolgente impennata verso l’alto che
sta conoscendo il settore del
gioco in generale con una raccolta di 48,3 miliardi registrata
solo nei primi otto mesi dell’anno. Tra il 2003 e il 2010 la
raccolta è stata di 309 miliardi,
con una proiezione per il solo
2011 di ben 70 miliardi di euro
finali. Se le donne tra i 25 e i
45 anni sono a rischio dipendenza (40%) anche l’antimafia
lancia l’allarme legato ai costi
sociali definiti ‘devastanti’ di
queste nuove forme di dipendenza: “Questo gioco compulsivo – spiegano in una nota –
sfrutta ampie aree di disagio
sociale. E’ stato verificato che
nei giorni di riscossione delle
pensioni la partecipazione ai
giochi registra un'impennata
significativa. La ludopatia è
una vera e propria forma di
dipendenza patologica che
mette in discussione la sopravvivenza economica delle famiglie e non è inserita nell'elenco
delle malattie riconosciute dal
Servizio sanitario nazionale.
Appartamenti ipotecati, gente
che perde il lavoro, negozi che
passano di mano, famiglie
distrutte
–
prosegue
l’Antimafia - le conseguenze sono sotto
gli occhi di tutti e ad
aggravare il bilancio
ci pensano delle
forme pubblicitarie
che presentano il
giocatore come un
vincitore e indicano
nel gioco la soluzione ai problemi economici”. In testa
alla hit dei giochi
più gettonati tra gli uomini ci
sono le partite, seguite dalle
corse dal lotto e dal bingo,
mentre il gentil sesso preferisce il poker on line, le slot e
altri giochi. Cinzia Rossi
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
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Qualunque sia l'entità e la frequenza del disturbo, il dolore deve essere considerato un segnale
Mal di schiena: come curarsi
con l’aiuto del computer
di Cinzia Rossi
S
tatistiche americane dicono che riguarda il 15-20%
della popolazione adulta
ed è la più comune causa
di assenza dal lavoro sotto
i 45 anni. Spesso si manifesta al
risveglio, coi primi movimenti della
colonna, o la sera alla fine della
giornata lavorativa. La definizione
generica del famigerato “mal di
schiena” raggruppa in realtà una
molteplicità di squilibri biomeccanici e/o bioenergetici che vanno
affrontati attraverso un approccio
multidisciplinare, perché solo
un’equipe di specialisti può individuare le diverse cause che
sostengono il sintomo ed elaborare la terapia più efficace e personalizzata. L'errore, molto comune,
consiste infatti in una carenza diagnostica: ci si ferma al trattamen-
to del sintomo quando è indispensabile risolvere l'eziologia
cioè l'origine del male. Il sintomo
doloroso può derivare da cause
meccaniche, come squilibri statici
che determinano contratture della
muscolatura che sostiene le vertebre, e trae origine da artrosi delle
articolazioni, traumi lombari, ernie
del disco. Anche la riduzione della
densità ossea derivante dall’età
avanzata, da un’immobilizzazione
prolungata o da squilibri ormonali (osteoporosi tipica della menopausa) possono essere alla base
delle manifestazioni dolorose a
carico del tronco. Non ultima una
condizione di ‘surmenage psichico’, ovvero una condizione di
stress protratta nel tempo, può
scaricare sulla colonna il ‘peso’
del carico emotivo. Quindi quello
che occorre è un adeguato inquadramento diagnostico e la capa-
cità del medico di individuare il
corretto approccio terapeutico.
Oggi gli specialisti della riabilitazione, medici e tecnici, si giovano
di strumenti innovativi che mirano
a perfezione i trattamenti adeguandoli alle diverse esigenze. Le
strumentazioni computerizzate, in
particolare, sono in grado di fornire le informazioni necessarie per
trattamenti sempre più mirati. Tra
questi la pedana propriocettiva, o
Pro-Kin Line, dotata di una serie di
sensori che consentono di effettuare valutazioni computerizzate e
interventi riabilitativi personalizzati,
e il Multi-Joint System, che utilizza
indicatori di sensibilità e mobilità
articolare, consentendo un corretto intervento a livello locale. Infine
a disposizione degli specialisti
uno strumento di ultima generazione come il Postural Bench, si
rivela fondamentale per lo studio
Mal di schiena per il 20% della popolazione
della postura e per l’individuazione degli squilibri muscolari, garantendo una valutazione computerizzata di tutte le patologie
muscolo scheletriche e un processo riabilitativo immediato e
completo. E “i risultati si vedono”
non è solo una garanzia pubblicitaria, ma i progressi riabilitativi
possono effettivamente essere
visualizzati sul macchinario dal
paziente stesso.
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10
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Medicina
La macchina consente di eseguire interventi di grande precisione
IN
Robot asporta utero primo intervento, BREVE
gli strumenti introdotti dall’ombelico
Il Robot Da Vinci
opera paziente
60enne colpita
da tumore
di Simona Barbato
L
a chirurgia robotica
sta compiendo passi
da gigante e a dimoè
oggi,
strarlo,
l ’ O s p e d a l e
Universitario di Pisa. Grazie
ai "prodigi" di questa tecnica chirurgica, ad una donna
di sessant’ anni, malata di
tumore, è stato asportato
l'utero attraverso un’incisione di appena due centimetri
all'altezza dell'ombelico. Il
robot Da Vinci, utilizzato
durante l’intervento, è dotato di arti meccanici su cui
sono montate forbici, bisturi
e sistemi di presa che il chirurgo comanda a distanza
da una consolle operativa.
La macchina consente di
eseguire interventi di grande
eliminando
precisione
anche problemi quali il “tremore”, inevitabile quando
ad operare sono le mani
dell’uomo. Il “chirurgo-
Passi da gigante per la chirurgia robotica
robot” è anche dotato di
una telecamera tridimensionale che offre profondità di
campo e può muoversi a
360° all’interno della cavità
addominale.
Il team del Centro interdipartimentale dell’Ospedale
Universitario di Pisa, guidato da Vito Celi, ha dunque
eseguito per la prima volta
al mondo un’isterectomia
con una tecnica denominata
single port, utilizzando cioè
una sola via d’accesso:
l’ombelico. I microscopici
strumenti chirurgici spessi
solo 5 millimetri, sono stati
introdotti nell'addome della
paziente sessantenne affetta da tumore dell’endometrio, praticando un’incisione
di soli due centimetri. I vantaggi dell’operazione sono
davvero innumerevoli se si
considera che alla precisione dell’intervento, si unisce
la mancanza di cicatrici ed
un rapido recupero postoperatorio per l’esiguità
delle incisioni.
“Già utilizzata in laparoscopia, questa tecnica però ha spiegato l’equipe di
medici della chirurgia robotica dell'Aoup - finora era di
uso limitato per le notevoli
difficoltà dovute ai limitati
movimenti per la singola
porta di entrata e alla collisione degli strumenti per lo
spazio di azione ridotto,
mentre l'utilizzo del robot ha
permesso di superare tutti i
limiti della chirurgia laparoscopica aggiungendo i vantaggi propri della chirurgia
robotica come la visione tridimensionale e il controllo
degli strumenti, che non
rischiano più di urtarsi fra
loro''.
Le complicanze più frequenti dopo un intervento di
isterectomia sono le alterazioni della funzione della
vescica in seguito al danno
alle fibre nervose pelviche
che sono a stretto contatto
con i tessuti che è necessario asportare. Ciò può compromettere la funzionalità
intestinale e, in alcuni casi,
interessare anche la sfera
sessuale. La chirurgia robotica in campo ginecologico
tenta di salvaguardare al
massimo le strutture funzionali che non sono coinvolte
nell’intervento. La buona
riuscita dell'intervento del
team pisano è un passo
avanti in questa direzione.
Inoltre l’utilizzo del robot,
attraverso la micro-incisione
dell'ombelico, potrebbe in
futuro garantire risultati di
efficacia sia clinica che
estetica anche per il trattamento di altre patologie
ginecologiche.
Staminali dal sangue
per sanare cartilagine
Un nuovo trattamento a base di
staminali e fattori di crescita, è
stato messo a punto per la cura
delle lesioni cartilaginee del
ginocchio. La notizia emerge
da uno studio condotto da
Alberto Gobbi, presidente della
Fondazione
Orthopaedic
Arthroscopic
Surgery
International. La tecnica, sperimentata su 25 pazienti, stimola
la capacità rigenerativa delle
cellule dei tessuti cartilaginei.
Malattie genetiche
curate in laboratorio
Cresce la possibilità di curare le
malattie in provetta. A dimostrarlo è uno studio del Sanger
Institute. Le cellule cutanee di
pazienti con malattia genetica
del fegato sono state trasformate in staminali, 'curate' e ritrasformate in cellule del fegato trapiantate con successo in topi.
Cuore: networks
per info immediate
Tra le novità annunciate al 32°
Congresso GISE, c’è il database che informa in tempo
reale su interventi cardiovascolari. Il progetto Stent for life
invece, intende offrire ai
pazienti con infarto accesso
rapido alle procedure.
E’ 100 volte più potente rispetto agli standard ed offre nuove prospettive di cura
Pacemaker nuovo per casi gravi
di Simona Barbato
Un pacemaker 100 volte più
potente rispetto agli standard,
offre nuove prospettive di cura
ai pazienti con scompenso cardiaco grave. Il dispositivo in
uso da 12-18 mesi, è stato
presentato al congresso internazionale sulle aritmie Venice
Arrhythmias 2011.
In Italia, secondo i dati del
Ministero della Salute, un milione di persone soffre di scom-
penso cardiaco, con una maggiore prevalenza tra gli ultra
65enni, questo disturbo è
responsabile di più di 170 mila
ricoveri ogni anno. Oggi le terapie comprendono sempre più
spesso cure farmacologiche e
dispositivi che stimolano elettricamente la contrazione del
cuore. I pazienti con scompenso avanzato però, non rispondono più ai farmaci e agli interventi di resincronizzazione. Dal
momento che le terapie non
hanno esiti positivi, l’aspettati-
va e la qualità di vita di queste
persone è molto ridotta.
Il pacemaker presentato a
Venezia, ha caratteristiche
peculiari, utili proprio per i
pazienti che soffrono di scompenso grave, poiché fa arrivare
al cuore un impulso elettrico
100 volte più potente rispetto a
quello erogato da un pacemaker standard. Questo meccanismo modifica l'espressione
genica delle cellule cardiache e
stimola la ricostituzione di proteine importanti per la contrazione del muscolo cardiaco.
“Il pacemaker che modula la
contrattilità cardiaca è un
apparecchio impiantabile simile
ai pacemaker standard, ma
invia impulsi elettrici al cuore
nel periodo in cui non è eccitabile- spiega Antonio Raviele,
presidente del congresso Dopo la contrazione cardiaca
infatti il cuore ha una breve fase
in cui si rilassa e non è eccitabile per la contrazione. In questo modo
può riempirsi di sangue da pompare in
circolo al battito successivo''.
“Nel mondo - prosegue l’esperto - sono
stati trattati circa
1.000 pazienti con scompenso, di cui una ventina in Italia, e
i risultati ottenuti finora sono
molto positivi, perché si riducono le dimensioni delle cavità
cardiache, aumenta il consumo di ossigeno, diminuisce
l'affanno e migliora la qualità
della vita in generale''.
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Salute
11
Si tratta di un ‘bisturi di luce’ ed è l’ultima innovazione tecnologica che arriva dagli Usa
Due di lato
La cataratta e il laser femtosecondi,
il futuro è nella sua precisione
Inquinamento
e danni al cervello
Lo strumento
prende il nome
dalla sua
frequenza
d’emissione
di Giada Chicca
V
iene dagli USA l’ultima
innovazione
tecnologica
con
cui, in America,
sono già state operate oltre cinquemila persone alla cataratta. Si
tratta di un laser che
prende il nome dalla sua
frequenza d’emissione,
emana
infatti
10.000
impulsi al secondo di luce
monocromatica attraverso un raggio luminoso
che ha un diametro di
solo 3 millesimi di millimetro; consente infatti
una maggiore precisione
rispetto al bisturi o agli
ultrasuoni (già utilizzati in
Italia per eseguire circa
450mila interventi alla
cataratta). In Europa, fino
ad ora, il ‘bisturi di luce’
era stato utilizzato solo
nella chirurgia refrattiva,
ma grazie al chirurgo
oftalmico Lucio Buratto,
attualmente sono già
state eseguite con successo una cinquantina di
operazioni (il primo strumento del genere è stato
installato
a
Milano).
Buratto è anche stato il
primo chirurgo oftalmico
in tutto il mondo ad effettuare, nel 1996, un intervento di correzione della
miopia con il Lasik Down
Up. “Con questa tecnica
– spiega -l’intervento è
diviso in due fasi: la prima
vede in una pre-sala l’utilizzo del laser, dotato di
un sistema di analisi
capace di eseguire una
sorta di Tac delle strutture
anatomiche, misurando
diametro della pupilla,
spessore del cristallino e
tutti gli altri parametri
necessari per eseguire
l’intervento con la precisione di millesimi di millimetro. Sempre nella prima
fase, il laser ammorbidisce la cataratta, la incide
e la frantuma in varie porzioni”. È nella seconda
fase dell’intervento, però,
che il paziente si sposta
Il vantaggio del laser sta nella precisione del taglio
in sala operatoria per l’introduzione del cristallino
artificiale dopo la precedente asportazione del
cristallino frammentato.
Precisa ancora Buratto:
“Il vantaggio del laser sta
nella precisione del taglio
e nella maggior possibilità
di
pianificare
l’intero
intervento, soprattutto in
funzione dell’impianto di
lenti multifocali e accomodative (per correggere
miopia,
astigmatismo,
presbiopia) che possono
essere centrate con più
accuratezza, Inoltre, con
questo tipo di intervento
si riduce il tempo in cui il
chirurgo opera all’interno
dell’occhio
(seconda
fase), con meno traumi
dei
tessuti
oculari”.
Ovviamente la tecnologia
e l’innovazione hanno un
costo che si ripercuote
sui pazienti. Al momento
l’unica struttura ad avere
uno strumento del genere
è una clinica privata, in
cui l’intervento con il laser
a femtosecondi ha un
costo minimo di 4000
euro. Per questo ci auguriamo che tale operazione
arrivi presto ad avere un
prezzo più contenuto,
sostenibile da chi vorrà
usufruirne.
Sono due milioni giovani dediti al vizio del fumo. La prima sigaretta in media a 12-13 anni
Vietare la vendita di sigarette
ai minori di 18 anni
di Giada Chicca
Si riaccende una polemica iniziata
nel 2007 da Livia Turco, allora
Ministro della Sanità: vietare l’acquisto di sigarette ai minori di 18 anni.
Al momento, in Italia, è in vigore la
normativa relativa al Regio decreto
del 1934, che prevede il divieto di
vendita e somministrazione del
tabacco ai minori di 16 anni (art. 25).
Il dibattito è stato riacceso da
Alberto Giorgetti, sottosegretario
all’Economia, durante un convegno
incentrato sulla questione della
regolamentazione del settore
tabacco: “Sono favorevole all’innalzamento a 18 anni del limite minimo
per l’acquisto di sigarette”, ha asserito Giorgetti, evidenziando anche
come aumenti di prezzo spesso
corrispondano ad un aumento del
contrabbando e della contraffazione. Considerando anche l’esistenza dell’art. 16 della Convenzione
Quadro dell’OMS per il controllo del
tabacco, ratificata dall’Italia nel
2008, che recita: “Ogni Paese è
tenuto a adottare misure legislative,
esecutive e amministrative per vietare la vendita a chi non ha raggiunto l’età prevista nel diritto interno o
fissata dalla legislazione nazionale, o
l’età di 18 anni”, appare chiara la
necessità di una modifica al quadro
legislativo. Sorge spontanea una
domanda: servirebbe davvero a
risolvere un problema ormai diffuso,
come quello del fumo, che sta
prendendo piede di anno in anno
tra ragazzi sempre più giovani o
costituirebbe solo un palliativo? I
numeri sono chiari: la prima sigaretta in media a 12-13 anni, 32,6% la
percentuale di giovani fumatori (tra
15 e 24 anni), 80mila le vittime del
fumo ogni anno; e queste sono
stime che riguardano solo il nostro
Paese. A livello mondiale abbiamo
650mila morti l’anno a causa del
fumo, ma si continua a vederne il
lato economico: il tabacco assicura
un gettito di 14 miliardi di euro annui
alle casse dello Stato.
Un recente studio pubblicato
sulla rivista Environmental
Health Perspectives prova che
quando si è esposti per molto
tempo a zone altamente inquinate, si indeboliscono le capacità
cognitive del nostro cervello. In
particolare, il rischio si ha per gli
uomini al di sopra dei 50 anni.
L’analisi è stata condotta da
Melinda Power, dell’Harvard
School of Public Health di
Boston, su un campione di 680
uomini tra 51 e 97 anni, a cui è
stato richiesto di effettuare, tra il
1996 ed il 2007, una serie di test
cognitivi. Secondo gli esperti lo
stress ossidativo nei neuroni,
causato dallo smog, accelera l’invecchiamento delle cellule cerebrali. Dai risultati è, infatti, emerso che lo scarso rendimento nei
test era connesso alla durata dell’esposizione a zone ‘trafficate’,
cioè più ricche di nerofumo o carbon black, articolato della combustione di benzine (parametro
usato per valutare la percentuale
di smog nell’aria).
Per troppo stress
si ricorre all’alcol
Fino a qualche tempo fa sembrava che la crisi economica portasse
le persone a ridurre il consumo di
alcolici, non essendo questi una
merce di prima necessità, invece
le ultime ricerche hanno messo in
luce quanto al complicarsi della
situazione economica del Paese e
al crescere della disoccupazione,
si diffondano i casi di binge-drinking (assumere, in una sola sera,
4/5 bevande alcoliche diverse),
guida in stato di ebbrezza e dipendenza da alcol. Lo studio, pubblicato sulla rivista Health
Economics, è stato condotto da
Maria Davolos e Michael French
dell’Università di Miami ed indica,
tra l’altro, che il problema non
riguarda solo i disoccupati. E’ più
grave di quanto sembri, dunque,
che l’aumento della pressione psicologica conduca sempre più persone a rifugiarsi nell’alcool, dal
momento che lo stress aumenta
in correlazione alla crescita della
disoccupazione e la disoccupazione non sembra voler diminuire.
12
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
PUBBLICITA’
13
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Open day per l’osteoporosi al Regina Elena
Il 29 ottobre l’Istituto apre le porte alla prevenzione per le donne affette da malattia oncologica
di Arianna Ugolini
C
olpisce tre donne per
ogni uomo ed è sempre più insidiosa dopo
la menopausa e in
seguito a cure ormonali: parliamo dell’osteoporosi
che sta assumendo la dimensione di una patologia sociale. Ecco perché l’Istituto
Nazionale Tumori Regina
Elena, in occasione della
Giornata
Mondiale
dell’Osteoporosi, ha voluto
aderire alla campagna di sensibilizzazione promossa da
O.N.Da, aprendo le porte il 29
ottobre alle donne, affette da
malattia oncologica, che desiderano effettuare l’esame di
densitometria ossea ad ultrasuoni. L’esame diagnostico,
che rientra nel percorso di
cura delle pazienti degli
Istituti, consente di valutare il
livello di osteoporosi, che può
raggiungere anche una certa
gravità a causa di particolari
terapie. Gli Istituti, sempre
attenti al benessere femminile, sono tra i 95 ospedali italiani a misura di donna premiati con i Bollini Rosa
dall’Osservatorio Nazionale
sulla salute della Donna O.N.Da.. L’Istituto Regina
Elena pone una particolare
attenzione alle osteoporosi
giovanili e secondarie alla
malattia oncologica, causate
anche dall’uso prolungato di
alcuni farmaci. I pazienti
oncologici, infatti, a seguito
dei trattamenti terapeutici,
possono andare incontro, se
donne, a menopausa precoce con frequente insorgenza
di problematiche legate al
metabolismo osseo, oppure
subire gli effetti demineralizzanti di farmaci quali gli steroidi. “Il trattamento della
malattia metabolica ossea –
spiega
la
Prof.ssa
Appetecchia, Responsabile
dell’Endocrinologia IRE - si
rende ancor più necessaria
nel paziente oncologico per
un miglioramento complessivo della sua compliance. Il
percorso di cura delle pazienti dell’Istituto Regina Elena
prevede in alcuni protocolli la
esecuzioni di esami di laboratorio e strumentali per la valutazione dello stato metabolico
dell’osso (per esempio la
Densitometria Ossea ad
A.E.O.
La sede dell’ Istituto Nazionale Tumori Regina Elena
Ultrasuoni e la Mineralometria
Ossea Computerizzata a
raggi X) per stabilire la eventuale presenza di osteopenia/osteoporosi e programmare adeguate terapie ricalcificanti. Il loro trattamento
infatti può basarsi su indicatori diversi da quelli di pazienti con malattia osteoporotica
non oncologici”. Da non sottovalutare l’impatto generale
SRL
dell’osteoporosi non solo
sulla popolazione femminile
ma anche sulla società, questa patologia infatti negli anni
ha assunto la forma di un problema sanitario e sociale.
Ogni anno in Italia si verificano più di ottantamila fratture
al femore da osteoporosi e
per il 72% interessano le
donne che, se over 50, presentano un rischio di morte a
seguito della frattura al femore uguale a quello legato al
carcinoma mammario e addirittura di 4 volte superiore
rispetto al tumore all’endometrio. Una corretta alimentazione e una regolare attività fisica possono aiutare a combattere l’osteoporosi ma la prevenzione resta il passaggio
più importante per tutelare la
salute delle ossa.
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Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Ambiente
La Campagna Abiti Puliti: la sabbiatura dei tessuti danneggia la salute e inquina l’ambiente
Abbasso i jeans scoloriti
e gli stilisti irresponsabili
Anche i marchi di
lusso italiani non
investono
in tecniche
più sicure
di Yari Ricci
L
’argomento non è nuovo
e dopo il servizio delle
Iene ha assunto ancor più
popolarità. Stiamo parlando della campagna
Abiti Puliti che da tempo lotta
affinché le aziende di moda
mettano sul mercato jeans e
pantaloni privi del processo di
sabbiatura, ovvero lo scolorimento dei tessuti effettuato
con sostanze che entrano nei
polmoni dei lavoratori, con il
rischio di provocare loro gravi e
incurabili malattie professionali
come la silicosi. Vale la pena
tornarci su, perché le nostre
scelte di consumatori diventino
sempre più consapevoli. I rischi
per la salute causati dal cosiddetto “sandblasting” non
riguardano soltanto i processi
di produzione e non danneggiano soltanto i lavoratori coinvolti, ma anche l’ambiente
paga un prezzo molto alto. Una
bella inchiesta dell’associazio-
ne Altroconsumo ne ha rilevato
tutte le implicazioni. Perché il
ciclo del denim richiede consumi d’acqua impensabili e l’utilizzo di tantissime sostanze
chimiche nelle diverse fasi di
produzione, dalla coltivazione
del cotone fino ai trattamenti
per ottenere effetti particolari
sui jeans. Chimica che poi si
riversa nell’ecosistema o entra
direttamente in contatto con il
nostro corpo. Insomma, il problema coinvolge tutti: aziende
e consumatori, enti di controllo
e
lavoratori.
Deborah
Lucchetti, portavoce della
campagna Abiti Puliti e presidente di Fair, chiama direttamente in causa il mondo della
moda. «Quando c’è di mezzo
la salute delle persone non ci
sono gusti e tendenze che reggano. Se i jeans schiariti piacciono tanto dipende anche
dagli stilisti. È la moda che
detta ai consumatori gusti e
IN
BREVE
Sai quel
che mangi?
Considerato che le nostre scelte
alimentari hanno implicazioni
ambientali, sociali ed economiche,
perché non affidarsi alle quattro
guide della collana Mangiamoli
Giusti, sul pesce, sulla carne,sull'acquacoltura e sui legumi per fare
la spesa in modo sostenibile, stagionale, di qualità. Le guide le trovate sul sito di Slow Food.
Fa il
passo giusto
Il manifesto dell’iniziativa
preferenze, è arrivato il
momento di responsabilizzare i
designer. Alcuni si sono impegnati a farlo, altri ancora hanno
già stabilito con quali tempi e
garanzie lo faranno. L’elenco
completo lo si può consultare
sul nostro sito (www.abitipuliti.org). Ma accanto a questi, ci
sono quelli che rifiutano di eliminare la tecnica oppure non
I numeri
Solo il 60% delle aziende ha annunciato la
messa al bando del sandblasting dai loro
stabilimenti
forniscono informazioni sulle
politiche aziendali che riguardano la sabbiatura. Si tratta
guarda caso di marchi del
lusso,
come
Armani,
Dolce&Gabbana,
Roberto
Cavalli, Versace. Eppure, considerato il prezzo dei loro capi,
avrebbero margini più ampi e
tutto l’interesse, anche reputazionale, a investire in tecniche
più sicure. I marchi del lusso
italiani, tranne Gucci, che applica il controllo responsabile sull’intera filiera, si sono rivelati
irresponsabili. E insensibili ai
nostri appelli». Aspettando che
le case di moda si convincano
a rispettare la vita e la salute di
operai e consumatori, si
potrebbe tranquillamente boicottare questi prodotti, evitando di acquistare jeans scoloriti.
Prendendo spunto dalle argentine
espadrillas, l’americano Blake
Mycoskie ha creato TOMS, un
marchio equo e solidale di scarpe.
Ce ne sono di tutti i gusti e le stagioni, dai Wrap Boots, stivali in
fascia avvolgente alla linea
vegan. La formula è “one for one”,
per ogni paio acquistate uno va a
un bambino che non ne ha.
Aromatiche
nel lampadario
Con Glasshouse, la lampada
pendente formata da un bulbo a
vetro per agevolare il passaggio
della luce proveniente dalla lampadina, ma che dispone di
un’apertura nella parte inferiore
che permette di infilare il braccio e
raccogliere le erbe. E’ una creazione della designer ceca Krstyna
Pojerova che consente di avere
una mini-serra in cucina.
Il nuovo servizio promosso da Roma Capitale a cui si accede soltanto se in possesso della carta Metrebus
Con WiParking il parcheggio
si prenota da casa
Se chiedete a un romano quale è
il più grosso problema che affligge la capitale, nove su dieci vi
risponderanno il parcheggio. Un
po’ perché a Roma il numero
delle automobili sembra crescere di anno in anno in maniera
esponenziale, grazie anche alla
diffusione delle famigerate minicar che hanno invaso strade e
marciapiedi, e perciò di romani
appiedati se ne trovano sempre
meno. Un po’ perché evidentemente le politiche di gestione del
traffico urbano stentano a decollare. Trovare parcheggio a
Roma è una chimera, spesso
una vana speranza, un mangia
tempo e un corrosivo di pazienza e serenità, nonchè fattore
scatenante di aggressività e
intolleranza. Ma forse le cose
cambieranno, se avrà successo
l’iniziativa messa in campo da
numerosi soggetti pubblici e privati: ’Assessorato alla mobilità, la
società Renova, l’istituto universitario di ricerca Cattid, l’Aga
(Associazione
Gestori
Autorimesse) e AtacRoma
Capitale. Si tratta della possibilità
di prenotare da casa con il computer il proprio posto auto all'interno di una delle 110 autorimesse che partecipano all'iniziativa.
Per ora il privilegio è riservato a
soli cento fortunati cittadini, ma
l’assessore
capitolino
Aurigemma assicura che presto
verrà estesa. La sperimentazio-
ne, partita il 17 ottobre, durerà
tre mesi e al costo di 1 € l'ora si
potrà parcheggiare dalle 6.00 di
mattina all'1.00 di notte.
Collegandosi al sito www.wiparkingroma.it, si conosce quali sono le
autorimesse disponibili e di quali mezzi
usufruire per spostarsi in città. Per
accedere al servizio
all'autorimessa va
esibita la carta
metrebus. Le zone
coinvolte nella fase
sperimentale sono Balduina,
Trionfale, Nomentano, Appio
Latino, Prenestino Labicano,
Gianicolense,
Ardeatino,
Ostiense, Della Vittoria.Yari Ricci
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Alimentazione
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Pubblicato il rapporto globale dei cittadini sugli organismi geneticamente modificati
Tutto e ....
L’ Italia argine culturale ai prodotti
ogm e alle colture transgeniche
La giusta dieta
per la fertilità
Associazioni e
Fondazioni chiedono
più controlli sui
sementi importati
dall’estero
di Gianluca D’Eramo
S
iamo sulla buona strada,
ma c’è ancora molto da
fare. È questo il risultato del
’Rapporto globale dei cittadini sugli Organismi
Geneticamente Modificati’ curato
da Vandana Shiva che raccoglie la
situazione del pianeta terra in relazione all’impatto delle colture transgeniche. Dalla ricerca emerge
che il nostro paese, all’interno di un
quadro confuso in continuo mutamento socio - economico e normativo, si mostra culturalmente
ostile agli OGM. “L’Italia – spiega
Andrea Ferrante, presidente dei
AIAB – ha finora agito da argine al
transgenico grazie alla massiccia,
estesa e diffusa opposizione di
agricoltori e consumatori, che è
stata capace di imporre alle istituzioni centrali e territoriali una politica ispirata alla precauzione”.
Questo, secondo l’associazione,
non basta. Dovrebbero essere
predisposte con urgenza iniziative
Ogm, diffusa l’opposizione di agricoltori e consumatori
Il rapporto
“The OGM Emperor Has no Clothes” è il Rapporto Globale
dei cittadini sugli Ogm stilato da Vandana Shiva. La sezione italiana è in collaborazione con AIAB (Associazione
Italiana per l’Agricoltura Biologica) e FIRAB (Fondazione
Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e
Biodinamica)
legislative e di sviluppo e tutela dell’agricoltura nazionale, partendo
da quella biologica. Sono emerse
in tutta Europa situazioni che
dimostrano la “insostenibilità”
della vicenda OGM, hanno chiarito Maria Grazia Mammucchi e
Luca Colombo di FIRAB.
L’abbandono delle coltivazioni di
mais bio in Spagna, la positività ai
test effettuati dall’Arsial sul mais
nel Lazio, e le sanzioni sui coltivatori che importano sementi acquistati all’estero dimostrano l’impossibile convivenza con il paesaggio
agricolo e il “rischio di contaminazione” grazie all’opera dell’industria sementiera biotech, le cui
responsabilità penali e civili non
sono “ben definite”. Poco rilevante
può essere, quindi, la sentenza
della Corte di Giustizia Europea
che ha obbligato l’etichettatura
come OGM del miele e prodotti
derivati se contaminati. Una goccia in un quadro legislativo e giuridico che “non da certezze” ai consumatori italiani. Le associazioni
chiedono l’applicazione del ‘principio di salvaguardia’ per vietare
tutte le coltivazioni, l’adozione di
un piano che faccia leva sulle risorse autoctone di ogni paese e l’applicazione delle rotazioni previste
dalla PAC. Un modello di sviluppo
sostenibile, di qualità e biodiverso.
L’iniziativa è della Fondazione Campagna Amica promossa da Coldiretti
Un personal trainer per coltivare
il nostro orto di casa
di Gianluca D’Eramo
All’inizio era una semplice piantina
di fiori in terrazzo o sul balcone. Poi
qualche vaso dedicato alle erbe
aromatiche. Negli ultimi anni quello
che poteva apparire un passatempo si è trasformato in un vero e proprio hobby, per allontanarci dal
caos delle metropoli. Dalle mura
domestiche all’aria aperta con il
proliferare di piccoli orti cittadini, e
per venire in aiuto dei meno esperti c’è ora “il personal trainer della
zappa”. Sono sempre più gli italiani,
uno su quattro secondo l’istituto Ipr
marketing, che non si accontentano di avere piccoli orti in casa ma
che diventano veri e propri “hobby
farmer” al lavoro su piccoli appezzamenti di terreno, in media un
ettaro circa, dove coltivano ortaggi,
frutta ed in alcuni casi vino ed olio.
Secondo Coldiretti sono circa un
milione, soprattutto anziani, memori di un passato vissuto in campagna, tra questi molti giovani a digiuno di qualsiasi nozione agricola su
come coltivare, ad esempio, una
piccola pianta di pomodori o zucchine. Questo ha favorito la pubblicazione di riviste specializzate e la
nascita di una nuova figura professionale, il personal trainer della
zappa. Il suo compito è quello di
offrire una consulenza a domicilio
su tutto il territorio nazionale per guidare alla realizzazione e alla gestione di un piccolo orto: dalla preparazione del terreno alla raccolta, passando per la piantumazione delle
sementi e per la gestione quotidiana dell’orto. La rete ‘orti urbani’ di
Campagna Amica è composta da
aziende vivaistiche che forniscono
a chi ne chieda l’intervento i mezzi
tecnici di produzione necessari.
Tutto a condizioni vantaggiose. Dal
semplice rimborso spese per pic-
cola assistenza a somme contenute per specialisti su particolari piantagioni. Per orti ‘portatili’, ‘da terrazzo’, ‘riciclabili’ o ‘verticali’, dipende
dallo spazio disponibile. In particolare è molto diffusa la ‘guerrilla gardening’, un’azione non violenta
destinata a recuperare un appezzamento di terra, generalmente
pubblica, in condizioni di abbandono, per seminare ortaggi, piante e
alberi.
Pesce fresco, frutta e verdura aumentano la qualità del
nostro sperma. Che l’attività
fisica accrescesse le possibilità di una normale fertilità
maschile era noto. Ora un
nuovo studio chiarisce che
anche la dieta mediterranea
influisce sulle possibilità
maschili di concepimento. La
notizia arriva dal convegno
annuale
dell’American
Society of Reproductive
Medicine. Tre diverse ricerche rilevano che il nostro
stile di vita determina la
motilità e la concentrazione
dello sperma. Una sana alimentazione e una attività
fisica moderata possono
produrre una piccola crescita della fertilità, spiega
Audrey
Gaskins
dell’Università di Harvard,
necessaria e, a volte, sufficiente affinché le coppie
possano concepire i propri
figli in modo naturale.
....ancor di più
Educazione
alimentare a scuola
Partirà nei primi mesi del
2012, la campagna informativa che coinvolgerà
gran parte delle scuole italiane. Gli alunni degli istituti medi impareranno come
mangiare sano e le regole
per seguire una corretta
alimentazione, particolarmente importante negli
anni dello sviluppo. Sotto
accusa, infatti, sono le abitudini dei più giovani che
preferiscono sempre più
spesso snack, cibi grassi e
bibite gassate, anche in
famiglia. Le lezioni spiegheranno i tempi e i modi
di assunzione dei cibi: mai
saltare la colazione, tre
pasti al giorno e due piccoli spuntini, uno la mattina,
l’altro a metà pomeriggio,
meglio se con frutta di stagione. In seguito saranno
chiariti i processi agricoli e
la filiera che porta i prodotti dalla terra alle nostre
tavole.
16
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Via libera a maggioranza, dalla commissione presieduta da Olimpia Tarzia, a due schemi di delibera di Giunta
Scuola, oltre 1,5 milioni per assegni di studio
e fondi per nuove sezioni di scuola d'infanzia
V
ia libera a maggioranza,
dalla commissione Scuola
presieduta da Olimpia
Tarzia (Per), a due schemi di
delibera di Giunta che
riguardano gli assegni di studio ed
i fondi per l'istituzione di nuove
sezioni di scuola d'infanzia. Voto
contrario del vicepresidente Fabio
Nobile (Fds), astenuto il consigliere
Marco Di Stefano (Pd). Il primo
schema di delibera individua i criteri di riparto per l'erogazione degli
assegni di studio, da parte dei
Comuni, a favore degli alunni
meno abbienti per l'anno scolastico 2011/2012. Vengono assegnati complessivamente 1.528.000
euro, di cui 1.242.400 per gli studenti che si iscrivono al primo
anno di scuola secondaria di
secondo grado e i restanti 285.600
per gli studenti che si iscrivono al
terzo anno di scuola secondaria di
secondo grado. Il contributo - di
L'assessore all'Istruzione della Regione Lazio Gabriella Sentinelli
500 euro - può essere richiesto
dagli studenti residenti nel territorio
regionale che abbiano almeno la
media dell'8 ed il cui nucleo familiare abbia un reddito ISEE non
superiore a 15.000 euro. "Si tratta
di borse di studio - ha commentato l'assessore all'Istruzione
Gabriella Sentinelli - che vanno alle
famiglie più svantaggiate e che
premiano gli studenti meritevoli". Il
secondo schema di delibera integra i criteri per l'erogazione ai
Comuni dei contributi destinati
all'apertura di nuove sezioni di
infanzia (per bambini tra i tre e i cin-
que anni), intervenendo sulla precedente determinazione del 2009
che assegnava complessivamente ai Comuni 3 milioni di euro per
ciascuna annualità 2009/2010,
2010/2011 e 2011/2012. Inoltre
autorizza i Comuni che non hanno
totalmente utilizzato le spese
assegnate nella precedente
annualità ad impiegarle per l'anno
scolastico 2011/2012: "In questo
modo diamo la possibilità di portare a compimento un percorso attivato con il precedente impegno",
ha detto l'assessore Sentinelli ricordando che per l'annualità
2011/2012 sono stati stanziati altri
2 milioni di euro. Due i criteri per
l'attribuzione dei finanziamenti:
assenza totale del servizio e, in via
secondaria, utilizzo per intero dei
fondi per l'annualità 2010/2011.
Qualora si realizzino delle economie, potranno essere prese in
esame le richieste di prolungamen-
to dell'orario di funzionamento fino
a 40 ore settimanali delle sezioni
già esistenti e funzionanti a tempo
ridotto (25 ore). Successivamente
potranno essere prese in esame le
richieste di contributo per l'iscrizione dei bambini presenti nelle liste di
attesa comunali presso scuole dell'infanzia paritarie in regime di convenzione. "Oggi abbiamo approvato due schemi di delibera importanti - ha commentato a conclusione dei lavori la presidente Tarzia che vanno nella direzione di aiutare
i bambini ed i ragazzi che hanno
più bisogno. Certamente dispiace
dover ridurre il numero dei soggetti destinatari dell'aiuto, ma dobbiamo comunque apprezzare il lavoro dell'assessore che, in un
momento di crisi economica
come quello attuale, ha comunque trovato la strada per assegnare fondi alle famiglie con maggiori
problemi".
Dopo un'estate contrassegnata da una lunga serie di incendi dolosi e atti intimidatori all'interno delle aree protette
Commissione Sicurezza: "Giù
le mani dal Parco del Circeo"
Si è svolta presso la sede del
Parco nazionale del Circeo la
seduta della commissione
Sicurezza, integrazione sociale e lotta alla criminalità del
Consiglio regionale del Lazio.
Un atto di vicinanza alle istituzioni e ai cittadini locali dopo
un'estate contrassegnata da
una lunga serie di incendi
dolosi e atti intimidatori proprio all'interno delle aree protette a ridosso dei comuni di
Sabaudia, San Felice al
Circeo, Latina e Ponza. Il presidente della Commissione,
Filiberto Zaratti (Sel), ha spie-
gato così il senso dell'iniziativa: "E' la prima volta che ci
riuniamo lontano dagli uffici
regionali, con il chiaro intento
di favorire al massimo la partecipazione ai lavori da parte
di associazioni, cittadini e
amministratori locali. Gli
incendi dolosi - ha continuato
- sono le spie più preoccupanti in assoluto della presenza della criminalità su un territorio. E quando si parla di
un'area pregiata come quella
del Circeo si rende indispensabile la presa netta di posizione da parte dell'istituzione
regionale, al fine di ribadire
che il Parco non si tocca e
non sarà mai preda del potere
criminale e della speculazione
edilizia". Presenti i consiglieri
regionali: Rocco Berardo (lista
Bonino-Pannella),
Gina
Cetrone (Pdl), Giancarlo Miele
(Pdl), Pino Palmieri (Lista
Polverini), Isabella Rauti (Pdl),
tutti d'accordo a potenziare le
attività di monitoraggio così
come le politiche di sviluppo
economico e turistico.
Al termine della seduta, infatti,
la Commissione ha annunciato una mozione da far approvare in Consiglio per assegnare più risorse ai Parchi nazionali sul versante del controllo
del territorio e per istituire una
banca dati delle aziende vinci-
trici di appalti pubblici nel
Lazio. La consigliera Rauti ha
rivendicato il ruolo dinamico
della Commissione, in un'ottica di massima apertura e di
attento ascolto: "Non devono
esserci tentennamenti quando
si
parla di
l o t t a
all'abusivismo e la
Regione,
a tutti i
livelli, è
pronta a
dare consistenza a
questa
politica di
salvaguardia
del territorio e della legalità".
Convinta adesione anche alle
recenti proposte, avanzate in
Parlamento, di istituire a
Latina una sede distaccata
della Direzione investigativa
antimafia.
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Accade in città
Everyone
Campagna di Save
the Children contro
la mortalità infantile.
Fino al 6 novembre
sms solidale al
45509.
In cammino, il concorso
Si apre quest’anno anche alla
musica Il volo di Pegaso, il
concorso per raccontare le
malattie rare, promosso dal
Centro Nazionale Malattie
Rare. Dopo disegno, pittura,
scultura, fotografia e sport,
nell’edizione 2011 si potrà
raccontare la patologia anche
attraverso una canzone o una
melodia. Tutte le opere devono
essere ispirate al tema “in
cammino”, inteso come viaggio
nel non luogo della malattia, e
inviate unitamente alla scheda
di partecipazione. Le opere di
narrativa e poesia devono
essere inviate esclusivamente
via posta elettronica a: [email protected] Le opere
delle sezioni disegno, pittura,
scultura, fotografia, spot, devono essere inviate,unitamente
alla scheda di partecipazione,
esclusivamente per porta ordinaria o corriere espresso a:
Stefania Razeto e Stefano
Diemoz,
Segreteria
del
Concorso “Il Volo di Pègaso”,
Centro Nazionale Malattie
Rare Istituto Superiore di
Sanità - Via Giano Della Bella,
3400162 – Roma. Il termine
per l'invio delle opere è il 30
ottobre 2011.
Tempo Libero
Audrey Hepburn a
Roma
Una mostra di oltre cento
fotografie, video e oggetti
personali appartenuti alla
diva che ha vissuto per oltre
venti anni a Roma. Al
Museo dell’Ara Pacis dal
26 ottobre al 4 dicembre,
anche la raccolta di fondi
per il progetto di lotta alla
malnutrizione
infantile,
sostenuto dal Club Amici di
Audrey per Unicef.
Turismo senza barriere
La redazione di DISABILI.COM ha
recensito una serie di servizi,
agenzie, strutture alberghiere,
agriturismi e associazioni, specializzate in turismo senza barriere.
Sul sito è possibile consultare e
scaricare numerose e utili guide.
Dall’elenco delle strutture invernali e delle spiagge accessibili, alle
Editoria sociale a Porta Futuro
Sarà Porta Futuro, il nuovo
spazio di Testaccio creato
dalla Provincia di Roma e
dedicato alla formazione e
all'orientamento, a ospitare
la terza edizione del Salone
dell'Editoria Sociale sul
tema "Etica e responsabilità
pubblica" (28 ottobre/1
novembre). Al centro dei
dibattiti con oltre 120 ospiti
internazionali e stranieri i
nodi cruciali dell'attualità: la
crisi economica, la responsabilità sociale ed il ruolo
della politica, la legalità e la
lotta alle mafie, la chiesa e
le istituzioni formative di
fronte al disagio dei giovani,
la comunicazione e il giornalismo sociale, la lotta al
razzismo e l'integrazione dei
migranti, il contrasto alle
nuove povertà ed emarginazioni, il ruolo dell'arte nella
formazione della coscienza
pubblica. Tra gli ospiti nazionali
ed
internazionali:
Zygmunt Bauman e Susan
George, il premio Nobel per
l'economia Elinor Ostrom;
gli eventi culturali con
Ermanno
Olmi,
Carlo
Verdone, Moni Ovadia,
Ascanio Celestini.
La magia del legno
A Palazzo Valentini la
mostra retrospettiva del
maestro
Ferdinando
Codognotto, dal titolo
“Magia del legno di
Codognotto”. La mostra,
che si compone di una
trentina di opere, è ospitata
nelle sale Stampa e
Peppino Impastato e rimane aperta fino al 4 novembre ad ingresso gratuito.
17
guide turistiche vere e proprie
per visitare parchi, musei e luoghi di interesse. Anche se l’intenzione è quella di trascorrere le
vacanze all’estero il sito offre la
possibilità di consultazione di
numeri speciali su diversi paesi
europei e anche Australia e
America.
Un bibliobar speciale
Ospedale a misura
di bambino
Nell'ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma c’è la
ludoTac, la Tac giocattolo che riproduce in scala un apparecchio per la tomografia assiale computerizzata. I piccoli pazienti dell'ospedale possono utilizzare la versione
gioco dello strumento diagnostico per prendere confidenza con il macchinario e provare così a ridurre lo stress e
la paura. Lo scopo è evidentemente quello di alleggerire
la tensione sia nei bambini che nei familiari durante la permanenza in ospedale o nel corso di accertamenti medici.
L’importanza di disporre di ambienti a misura di bambino
favorisce anche l’intervento di cura e soprattutto riduce il
ricorso alla sedazione, che è uno degli obiettivi più importanti nella radiologia pediatrica. Secondo uno studio
dell’Associazione Culturale Pediatri e della Società
Italiana di Scienze Infermieristiche Pediatriche (Sisip), in
oltre il 90% degli ospedali nei reparti pediatrici, gli interventi riguardano solo la parte strutturale (pareti colorate,
arredi per l’infanzia, camici colorati), ma solo un reparto
su tre propone attività ludico-creative ai piccoli degenti.
C.R.
È il nuovo spazio di incontro
inaugurato
all'interno
dell'Istituto Leonarda Vaccari,
in XVII municipio, che da 70
anni si occupa di rieducazione, riabilitazione e reinserimento delle persone disabili.
Lo spazioper ora all’aperto, è
allestito in un cortile con tavolinetti e scaffali pieni di libri a
disposizione. Con l’arrivo dell’inverno è prevista la copertura con una tensostruttura. A
gestirlo saranno gli ospiti
dell'Istituto Vaccari. Nella
biblioteca- bar sono previsti
poi una serie di incontri a
tema in particolare gli appuntamenti di "Quando la cultura
è terapia". Lo spazio Bibliobar
è la prima tappa del progetto
"Le vie dell'integrazione" che
l'Istituto sta realizzando con
l'aiuto della fondazione Bnc.
L'i s t i t u t o , come dice
esattamente la dicitura, «per
la rieducazione dei fanciulli
minorati psico-fisici» è nato
come ente morale nel 1936,
nel 1954 ha ottenuto la
medaglia d'oro della scuola,
della cultura e dell'arte e nel
2007 un'altra medaglia d'oro,
questa volta al merito della
sanità pubblica.
Roma salute news
quindicinale
di informazione
Registrazione presso
il tribunale di Roma
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Stampa New Poligraf Rome S.r.l.
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Fiano Romano (RM)
Chiuso in redazione
il 21 Ottobre 2011
18
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
60%
TERZO SETTORE
delle prestazioni
erogate nel Lazio
non sono prenotate
Federalismo, Regione che vai sanità che trovi
L’indagine dell’Osservatorio civico realizzata dal Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva
di Federico D'Ambrosi
E’
stata presentata a Roma
l ’ i n d a g i n e
dell’Osservatorio civico
sul federalismo in sanità,
realizzata dal Tribunale
per i diritti del malato Cittadinanzattiva. Il rapporto rappresenta una sperimentazione di
valutazione delle Regioni dal
punto di vista civico, che non
guarda solo alla qualità dell'assistenza sanitaria erogata, ma
anche alla qualità delle politiche
messe in campo. Il quadro che
ne emerge è poco confortante e
la frammentazione del sistema
sanitario è sempre più evidente in
aree quali la rete oncologica, il
percorso nascita ma soprattutto
riguardo i tempi di attesa. “Se si
guarda al tema delle liste d'attesa – spiega Cittadinanzattiva - ci
si accorge che i cittadini aspettano, come pure la legge”. Di fatto,
ogni regione si organizza come
vuole e come può e tardano a
mettersi in regola con quanto
prevedono le normative nazionali rispetto alle liste di attesa. Sette
regioni sono ancora inadempienti sull'istituzione dei Cup regionali, i centri unici di prenotazione
che dovrebbero semplificare il
rapporto tra la sanità e i cittadini
e che sono ancora lettera morta
in alcune aree della penisola: si
tratta di Abruzzo, Campania,
Calabria, Liguria, Piemonte,
Sicilia e Veneto. Inoltre, le Regioni
si differenziano anche per il
numero di prestazioni per le quali
hanno stabilito tempi massimi
d'attesa: si va dalle 125 prestazioni del Piemonte, le 101 della
Provincia autonoma di Bolzano e
le 100 di Lombardia e Provincia
Autonoma di Trento, alle situazioni negative di Abruzzo, Calabria,
Liguria,
Marche,
Puglia,
Sardegna, Toscana e Umbria
che ne hanno definito 33. Undici
regioni su 21 hanno attivato, nella
maggior parte delle aziende
(superiore al 90%), un servizio di
prenotazione delle prestazioni
che distingue il canale pubblicoistituzionale da quello intramurario. Si tratta di Basilicata, Emilia
Romagna, Friuli Venezia Giulia,
Lombardia, Marche, Molise,
Apprezzamenti al Re.Cup da parte di Cittadinanzattiva
Puglia, Toscana, Umbria, Veneto
e P.A. Trento. In Abruzzo, Liguria,
Piemonte e Sardegna, la per-
ReCup, non solo un centro unico di prenotazione
Il centro unico di prenotazione sanitaria regionale sin dal
2000 - anno in cui è stato
avviato - si prefigge non solo
il compito di mettere a fattor
comune l’offerta delle prestazioni razionalizzandone
l’accesso rispetto alla capacità produttiva e alla disponibilità delle diverse unità erogatrici ma è anche in grado
di indirizzare l’utenza rispetto ai diversi fattori che entrano in gioco nella scelta come
territorialità, i livelli di specializzazione, la priorità nel
bisogno e la continuità tera-
peutica.
Proprio l’estensione territoriale - che, di fatto, ne fa il
centro di prenotazione più
grande d’Italia - rende ancora più efficiente e performante il ser vizio, permettendo
all’amministrazione regionale il controllo della spesa
sanitaria in riferimento alla
prenotazione delle prestazioni sanitarie.
Il ReCup permette di realizzare economie e di rendere efficiente il sistema: un vero e
proprio cruscotto operativo
in
grado
di
fornire
all’Amministrazione i dati per
la programmazione del servizio e per evitare le prestazioni improprie e controllare da
vicino il rispetto dei tetti stabiliti. Il sistema, infatti, permette di restituire dati
essenziali atti a governare e
controllare la spesa sanitaria
mettendo a confronto la produttività delle diverse unità
erogatrici, individuando anomalie, rendendo trasparente
il sistema di gestione delle
prestazioni, quello degli
incassi dei ticket e delle
esenzioni.
centuale delle aziende che
hanno attivato questo tipo di
servizio è tra il 50 e il 90%. Le
altre, invece, rispondono con
una percentuale di aziende inferiore al 50%, una percentuale
bassissima che contribuisce ad
allungare notevolmente i tempi
di attesa. È il caso del Lazio.
“L’ottimo lavoro del ReCup – ha
sottolineato Scaramuzza, segretario
regionale
di
Cittadinanzattiva – è in gran
parte vanificato dal fatto che
solo poche aziende forniscono
una percentuale significativa
delle agende. Il risultato è che
oltre il 60% delle prestazioni erogate nel Lazio non sono prenotate. Un dato che si colloca fuori
da ogni controllo del Servizio
regionale di prenotazione, e che
non fa che alimentare in tanti cittadini un comune senso di ingiu-
stizia”. Insomma da una parte
liste d'attesa lunghissime, talvolta bloccate da parte di alcune
strutture che non mettono a
disposizione del ReCup le proprie agende per permettere ai
cittadini la prenotazione di esami
diagnostici o visite specialistiche
e dall’altra un servizio di eccellenza. Gli utenti, infatti, possono
scegliere gli ambulatori più vicini
alle loro esigenze, quelli in cui
l’attesa è minore o anche altre
ASL o Ospedali collegati al circuito ReCup. Ma c’è di più. Il
servizio Recall da la possibilità di
confermare gli appuntamenti a
rischio abbandono e il servizio
Dottor Cup permette di prenotare direttamente al medico di
famiglia visite ed esami da erogare entro 72 ore, senza aspettare i tempi di attesa previsti normalmente.
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
19
Il livello di rischio infortunistico resta basso rispetto ad altre attività produttive. Aumentate le denunce delle malattie professionali
Operatori sanitari, infortuni e malattie.
Qualifiche più a rischio: i dati del Lazio
Tutti i lavoratori
del settore
devono essere
sottoposti a
sorveglianza sanitaria
L
a Sanità è un settore che
impiega 815.583 unità in
Italia e 78.286 unità nel
Lazio; tra gli addetti il
sesso femminile è maggiormente
rappresentato
rispetto a quello maschile e
anche gli infortuni risultano più
frequenti tra gli operatori
donne. La maggior parte dei
casi mortali avviene in itinere,
cioè durante il percorso lavoro
casa e viceversa. Circa il 50%
dei lavoratori che subiscono
un infortunio, maschi e femmine, ha un’età compresa tra i
35 e i 49 anni. Tra i lavoratori
più colpiti ci sono gli infermieri, gli operatori tecnici, gli operatori sanitari e, per ultimo, i
medici. Il livello di rischio
infortunistico resta basso
rispetto ad altre attività produttive; per quanto riguarda le
malattie professionali i rischi
I dati riguardanti il settore sanitario
sono correlati alle mansioni
svolte e tra essi compaiono: la
movimentazione manuale dei
carichi, specie in alcuni reparti di degenza dove i pazienti
devono essere mobilizzati
manualmente; i rischi chimici,
presenti ad esempio nei reparti in cui vengono somministrati ai pazienti chemioterapici, o
dove vengono usati disinfettanti per strumenti chirurgici; il
rischio biologico, che di regola coinvolge la maggior parte
del personale sanitario, e che
risulta particolarmente alto nei
reparti di malattie infettive; lo
stress da lavoro ricollegabile a
diversi fattori tra cui il contenuto del lavoro e la sua organizzazione. Nel comparto
della sanità, come nella maggior parte dei settori produttivi, sono aumentate le denunce delle malattie professionali
sia per effetto dell’ampliamento della tutela assicurativa con l’inserimento di ulterio-
ri patologie con presunzione
legale di origine nelle Tabelle
delle malattie professionali
nell’industria e nell’agricoltura, di cui al Decreto
Ministeriale del 09/04/2008,
sia per la maggiore consapevolezza da parte di tutti i soggetti coinvolti negli interventi
di prevenzione. Tutti i lavoratori del settore infatti devono
essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, per gli specifici rischi cui sono esposti e
in ragione delle mansioni
svolte. Tra le malattie professionali denunciate e riconosciute emergono analogamente ad altri settori quelle a
carico dell’apparato muscoloscheletrico, che trovano la
loro origine nel sovraccarico
biomeccanico, nei movimenti
ripetuti e posture incongrue;
tra esse prevalgono nell’ordine le ernie discali lombari, le
tendiniti e la sindrome del tunnel carpale.
Nel Lazio l’aumento percentuale rispetto all’anno precedente ha subito un incremento del 6,2%
Lavoratori stranieri,
infortuni sul lavoro
I lavoratori stranieri in Italia
rappresentano per il nostro
paese
una
risorsa.
Nell’anno 2010 il numero
totale degli infortuni sul
lavoro occorsi a stranieri
ha subito un aumento percentuale dello 0,8% rispetto al 2009. Nella Regione
Lazio nell’anno 2010 l’au-
mento percentuale della
totalità
degli
infortuni
rispetto all’anno precedente ha subito un incremento
maggiore rispetto all’Italia,
attestandosi intorno al +
6,2%, con una riduzione
dei casi di infortuni solo
nel settore dell’Agricoltura
dove il fenomeno infortuni-
stico nel 2010 ha subito
rispetto al 2009 un decremento percentuale di circa
– 4 %. Il numero dei casi
mortali nella popolazione
studiata si è ridotto nel
2010 rispetto al 2009 sia
in Italia che nella Regione
Lazio. Il fenomeno infortunistico tra i lavoratori stranieri deve far riflettere sul
tipo di formazione e sulla
cultura della sicurezza che
tutte le istituzioni coinvolte
nelle attività di prevenzione, tra cui non ultima
l’INAIL, hanno il dovere di
trasmettere a questi lavoratori, che rispetto ai
nostri connazionali presentano indubbiamente maggiori difficoltà nel recepire
le informazioni, spesso per
motivi attinenti la comprensione della lingua italiana, e che tendono a sottovalutare i rischi connessi
con l’attività lavorativa
svolta anche per le inevitabili differenze culturali.
Infortuni occorsi a lavoratori stranieri negli anni 2009-2010
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Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Echi dal sociale
Secondo i dati dell’O.M.S. 37 milioni in Europa subiscono una qualche forma di sopruso
Società
Anziani vittime di maltrattamenti
e troppo spesso succede in famiglia
Donne sotto stress
tra lavoro e famiglia
di Marco De Santis
D
ietro la parola anziano
c’è un mondo. Un
mondo fatto di sapere
arcaico, storie da raccontare e, a volte,
abusi. E’ questa la triste realtà
che
emerge
dai
dati
dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità che stima in 37
milioni il numero di anziani vittime, in Europa, di una qualche
forma di sopruso. La maggior
parte di loro, 29 milioni , è vittima di maltrattamenti fisici, sei
milioni di abusi finanziari, un
milione di abusi sessuali mentre 2500 muoiono per mano dei
familiari. In prevalenza, vista la
maggior fragilità, sono donne
con un’età media di 79 anni. Il
dato è ancor più allarmante se
si considera che, secondo le
stime dell’Eurostat, nel 2050 la
popolazione europea sarà
composta al 30% da over 65 e
le istituzioni europee e nazionali sembrano impreparate a contrastare il fenomeno degli
abusi. Ed è da questa constatazione che nasce l’iniziativa
della
francese
Fiapa
(Federazione internazionale
delle associazioni delle persone anziane) e dell’Anap,
Associazione nazionale anziani
e pensionati di Confartigianato
che si incontreranno i prossimi
27 e 28 ottobre a Roma in un
convegno dal tema “Protezione
degli anziani vulnerabili: aspetti
economici e giuridici della fragilità” per definire una “carta
della tutela e della protezione
degli anziani” e creare un
osservatorio sul fenomeno.
Particolare attenzione è quella
riservata ai maltrattamenti
finanziari che rappresentano il
25% del totale e non sono
ancora ben documentati,
soprattutto per la reticenza
degli anziani a denunciare gli
abusi spesso subiti da familiari.
“I maltrattamenti finanziari spiega Jean Claude Roglian,
presidente di Fiapa - colpiscono soprattutto gli anziani che
hanno perso autonomia e indipendenza e non sanno a chi
rivolgersi.” Dello stesso avviso
anche Fabio Menicacci, segretario nazionale Anap, per il
quale si deve individuare anche
una soluzione al problema
delle pensioni, spesso non più
in grado di resistere alla crisi
economica. In quest’ottica, la
Carta per i diritti degli anziani, la
prima d’Europa, potrebbe rappresentare una risposta al bisogno di sicurezza e tutela di
questa fascia di cittadini. Ma
per far questo, il primo passo è
Sono le donne le vittime principali
quello di tracciare un quadro
esaustivo del fenomeno degli
abusi che, ad oggi, risulta
incompleto. Per Vincenzo
Marigliano,
direttore
del
Dipartimento di geriatria della
Sapienza, è di fondamentale
importanza la creazione, sulla
scorta dell’esempio tedesco e
olandese, di un fondo per la
disabilità che coinvolga tutti i
cittadini. In Germania, spiega
Marigliano - si danno due giorni di lavoro l’anno e il 2% dello
stipendio per questo, in Olanda
si finanzia il fondo con due giorni di lavoro.” Un atto dovuto se
si considera che, in Italia, Il
10% delle famiglie è sostenuto
economicamente dai soldi dei
nonni, il 30% delle famiglie ha i
nonni che badano ai nipoti, il
40% gli affida compiti come il
pagamento delle bollette mentre i figli lavorano. Questo
senza tener conto di quanto è
stato già fatto da queste persone prima di raggiungere l’anzianità. Un’iniziativa lodevole
quindi, come sottolineato
anche da monsignor Corbellini,
vescovo di Abula e presidente
dell’Ufficio del lavoro della sede
apostolica che, rimarcando il
ruolo di collante sociale svolto
dagli anziani, spiega come, in
una fase dominata da meri indici economici e borsistici, l’iniziativa di Fiapa proponga
un’Europa migliore, un continente che ha a cuore i suoi cittadini più fragili, considerati una
risorsa insostituibile e non un
conto sulla spesa.
Istat, Caritas e Fiopsd promuovono un censimento dei senzatetto
Un volto agli invisibili
C’è una parte d’Italia che non
troverà la scheda del censimento Istat tra la posta, quella
parte d’Italia che non ha casa
e spesso non ha nome. E proprio da questo assunto che
nasce lo studio “Dai un nome
agli invisibili”, promosso da
Ministero del Lavoro e delle
politiche sociali, Caritas, Istat e
Fiopsd e che si propone di
tracciare un nuovo quadro
degli homeless in Italia a
distanza di 11 anni da quello
tracciato dalla Fondazione
Zancan di Padova che, al
tempo, contò 17 mila senzatetto. Un dato sottostimato spiega
Paolo
Pezzana,
Presidente di Fiopsd - visto
che dalle informazioni, seppur
imprecise, in nostro possesso
si stima che i senza dimora in
Italia possano essere 50-60
mila.” La prima fase dello studio, già conclusa, è stata condotta in 12 aree metropolitane,
nei comuni sopra i 100 mila
abitanti e in tutti i capoluoghi di
provincia per censire i servizi
che in Italia si occupano di
senza dimora e ottenere una
stima accurata del numero di
persone che li frequentano.
Questo dovrebbe permettere
di inserire tra i dati Istat la categoria della povertà estrema,
sinora assente. In una seconda fase la ricerca, che prevede
5.500 interviste a persone
senza fissa dimora, servirà a
tracciare un profilo qualitativamente più dettagliato degli
homeless in Italia. I rilevatori,
infatti, dovranno compilare un
“diario degli ultimi sette giorni”,
riportando per ogni giornata
dove l’intervistato ha mangiato
e ha dormito. Per le interviste,
oltre ai soci Fiopsd e agli operatori dei servizi, si cercano
anche volontari: tutte le indicazioni per partecipare
all’indirizzo: www.ricercasenzadimora.it/.
Marco De Santis
Lo stress da lavoro è spesso
donna. E’ quanto rivelato da
uno studio pubblicato sulla rivista “European neuropsychopharmacology” che su 9 milioni
di lavoratori affetti da stress da
lavoro ha stimato che le donne
sono il 70% del totale. Le motivazioni principali sono ansia
(45%), sindrome pre-mestruale
(43%), irritabilità (41%), insonnia (39%) e depressione (20%).
A queste si aggiungano l’aggravio costituito dagli incarichi
familiari e da remunerazioni più
basse rispetto ai colleghi uomini. Ad essere colpite di più sono
le donne in gravidanza e, in
generale, quelle in età fertile,
ma anche quelle che svolgono
mansioni a diretto contatto col
pubblico, più inclini agli stati
d'ansia anche se meno esposte
alla depressione. A risentirne
non è solo la persona , ma la
stessa produttività delle aziende con un costo, a livello europeo, pari all’1% del Pil.
Aiuti
Crisi e solidarietà,
l’Italia taglia
La crisi non risparmia nulla,
neanche l’impegno per la lotta
alla fame nel mondo. La denuncia di Arturo Alberti, presidente di
Link 2007, avanzata nel corso
della presentazione del Global
hunger index a Milano non lascia
adito a dubbi: nell’ultimo triennio
fondi destinati alla cooperazione
internazionale sono calati del
78%, con uno stanziamento,
quest’anno, di soli 158 milioni di
euro da parte del nostro Paese.
Un grave danno per le ong impegnate nella causa che si trovano
nell’impossibilità di aiutare le
popolazioni più povere nel loro
percorso verso lo sviluppo.
Presente
anche
Roberto
Formigoni, , governatore della
Regione Lombardia, che spiega:”alla crisi economica si
somma una crisi morale
dell’Occidente che, sempre più
indifferente verso i popoli che
soffrono la fame, è incapace di
reagire agli appelli dell'Onu, della
Chiesa e delle ong".
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Pets in the city
L’appuntamento
Dal 3 al 4 novembre
2011 "M’ammalia
2011" al Museo Civico
di Zoologia.
Crudeli e non punibili
Gattini sepolti vivi, cani di
piccola taglia impiccati o
bruciati vivi, altri affogati per
gioco, sono solo alcuni
esempi di maltrattamenti
compiuti, e spesso filmati, da
bambini su animali indifesi.
L’AIDAA
(Associazione
Italiana Difesa Animali ed
Ambiente) dichiara che sono
tantissime le segnalazioni di
maltrattamenti almeno 400 i
casi di animali che vengono
uccisi da bambini di età compresa tra gli 8 e i 14 anni.
«La quasi totalità dei casi spiega l'Aidaa - vede coinvolti cani o gatti e le segnalazioni arrivano dal centrosud Italia ma non mancano
segnalazioni di cani seviziati
nelle regioni del cento-nord. I
casi di cui stiamo parlando
riguardano atti di crudeltà
efferata che nella stragrande
maggioranza dei casi portano alla morte tra atroci sofferenze dell'animale e riguardano cani e gatti, mentre per
quanto riguarda la statistica
degli autori dei reati, sono
commessi da bimbi e ragazzi
in età compresa tra gli 8 ed i
14 anni e quindi non punibili».
Addestramento sul web
Nell’era di internet i video in stile “how
to” vanno per la maggiore e ultimamente stanno spopolando le videolezioni di
Angelo Vaira, educatore cinofilo, nonché
autore del metodo Think Dog. Il videocorso, che prende il nome di “L’Educazione
del Cane 2.0″, comprende 15 lezioni in
tutto. L’autore, infatti, in breve tempo for-
Otto ore al massimo
Ogni anno milioni di animali
sono trasportati per migliaia di
chilometri sulle strade europee in condizioni inaccettabili.
La legislazione attuale consente che i trasporti durino più
giorni e per migliaia di chilometri, moltiplicando la sofferenza degli animali coinvolti.
Nel 2002 il Comitato
Scientifico della Commissione
Europea ha pubblicato un
rapporto sulla protezione degli
animali durante il trasporto,
che recita: ”Come regola
generale, i trasporti degli animali dovrebbero durare meno
possibile”.Ora
la
Commissione Europea ha in
programma la revisione del
regolamento entro la fine del
2011. Per questo la Lav
(Lega Anti Vivisezione) ha
dato il via a una raccolta firme,
“La nostra ultima e unica possibilità di migliorare le condizioni degli animali è di ricevere abbastanza supporto dai
cittadini europei per imporre
un limite temporale al trasporto degli animali.8 ore, al massimo. Lo chiediamo da anni
insieme alle altre associazioni
animaliste”. Per aderire sul sito
della Lav.
21
nisce alcuni piccoli ma importanti suggerimenti che risultano molto preziosi.
Le puntate, sono raccolte sul sito di
Angelo Vaira e sono totalmente gratuite.
Il metodo Think Dog nasce dalla decennale esperienza di Vaira oggi consulente della relazione con il cane e direttore
di un’organizzazione cinofila.
Nel Lazio veterinaria forense
Pet-therapy
a Happy Valley
“Un sorriso accorcia le distanze e allunga la vita”. Con questo slogan ANTAS Onlus (Associazione Nazionale Terapie
Alternative e Solidali) presenta Happy Valley, il primo
Centro in Italia di Coterapie inaugurato a San Polo dei
Cavalieri a pochi chilometri da Roma. Il progetto si avvale
del sostegno di Fondazione Roma e del patrocinio del
Policlinico Umberto I e della Provincia di Roma. La pet-therapy, l’onoterapia, la musicoterapia, la clownterapia saranno, per la prima volta in un unico luogo e con personale
qualificato, a disposizione dei bambini e delle loro famiglie
e di tutti coloro che, vorranno beneficiare della terapia del
buon umore e delle terapie con gli animali. Happy Valley
comprende un asineggio per l’onoterapia, un’area per sviluppare il beneficio del contatto con gli animali domestici;
un'area dove effettuare pet therapy, diversi laboratori dove
stimolare gli utenti verso esperienze di musicoterapia e arte
terapia.
Il Lazio e' la prima regione
italiana ed europea a dotarsi dell'Unita' specialistica di
medicina forense veterinaria. Con la conclusione del
corso per la formazione dei
guardiaparco, risultato della
convenzione triennale tra la
Regione Lazio e l'Istituto
zooprofilattico sperimentale
di Lazio e Toscana si e' dato
il via a una struttura unica
nel suo genere che potra'
funzionare anche da modello per tutti quei reati sugli
animali riconducibili non
solo a bracconaggio e frodo
ma anche per monitorare gli
indici di avvelenamento
della fauna locale. Sia di
mammiferi che ovipari. Sono
stati formati oltre un centinaio di operatori forestali
che per primi prestano servizio direttamente sui territori delle nostre aree naturali. Gli operatori saranno
impegnati contro i crimini
ambientali e contribuiranno
alle attività di controllo e di
indagine nei reati contro le
specie animali presenti. Si
realizzerà anche una banca
dati e mappatura nelle aree
naturali dei decessi.
Lifting, l’ultima follia
Trovati sul web
Il tapis roulant
Un gelato nel parco
Trovate il vostro cane un
po’ appesantito? Con
‘soli’ 1.000 dollari potete
regalargli un attrezzo sportivo che gli consentirà di
tornare in forma: si tratta
un tapis roulant simile a
quelli che si trovano nelle
palestre. L’attrezzo si chiama “Jog a dog” e pesa
circa 1,8 chili ed è inclinato di 11 gradi per aumentare lo sforzo.
E’ servito all’interno del
Regents Park il famoso
parco londinese grazie ad
una gelateria itinerante. Il
servizio si chiama K99 e
offre due deliziosi gusti: prosciutto affumicato e pollo.
Sono disponibili sia la cialda
biologica, rigorosamente
senza zucchero nocivo ai
cani, e il cono. I gelati sono
fatti con prodotti naturali e
adatti ai cani di tutte le taglie.
Occhi troppo sporgenti,
palpebre cascanti, orecchie rilassate? C’è il lifting per gli animali. Una
pratica assurda e crudele che però sta diventando un business. Al
primo posto il botox
anti rughe, seguito dalla
rinoplastica ma la chirurgia estetica sugli animali è un fenomeno in
continua crescita: solo
nello scorso anno sono
state 425.000 in tutto il
mondo le vittime di questa atrocità.
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Roma Salute news
24 Ottobre 2011
Sessualità
A stabilirlo una ricerca condotta da Ipsos, parte di una campagna di educazione promossa con Anlaids
Donne
Giovani più precoci ma meno assidui.
E i genitori lo facevano il doppio
Pillola e
uomo fedele
Un terzo dei ragazzi
tra i 14 e i 18 anni
ha già avuto un
rapporto sessuale
(28%)
di Rita Moscatelli
L
a prima volta? Adesso si fa
a 15 anni. A stabilire questo
dato è una ricerca condotta
da Ipsos e commissionata
da Durex, combinata a una
campagna di educazione promossa in collaborazione con
Anlaids. Secondo la ricerca, l'età
media del primo rapporto sessuale oggi è infatti a 15 anni, più
bassa rispetto a quella dei genitori (17 anni). Un terzo dei ragazzi tra
i 14 e i 18 anni ha già avuto un rapporto sessuale (28%), quota che
però è meno della metà rispetto a
quella di mamme e papà (65%).
La conoscenza dei metodi contraccettivi, preservativo e pillola
sopra tutti, è invece piuttosto limitata: il 65% dei ragazzi si dice
bene informato, contro il 40% dei
genitori; le percentuali sono identiche per quanto riguarda le
malattie sessualmente trasmesse. Ma da chi si impara l'educazione sessuale? Sia giovani che
adulti attingono o hanno attinto
informazioni soprattutto da amici
e compagni di scuola (rispettivamente 78% e 74%). Il primo
Un terzo dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni ha già avuto un rapporto sessuale
segno che i tempi sono davvero
cambiati, invece, viene dalle altre
fonti di informazione: se i genitori
'imparavano' grazie a riviste e
giornali, i giovani si affidano
soprattutto a internet. Dove però
si sviluppano i primi paradossi: i
filmati trovati in rete portano i
ragazzi a trascurare l'uso del preservativo (nei film a luci rosse sono
usati molto poco), e addirittura
qualche ragazzo è convinto che
vada indossato solo tre giorni
prima delle mestruazioni della
partner. Il vero stacco positivo,
infine, lo fanno le mamme: oggi
sono loro una buona fonte d'informazione sessuale per i ragazzi
(52%), mentre per i genitori non
c'era all'epoca nessun famigliare
a cui ci si poteva rivolgere. Il confronto, però, rimane molto generale: si parla di sesso, ma non della
vita sessuale dei ragazzi o dei loro
bisogni. E' anche per questo che è
stata
organizzata
la
campagna'Think Safe': l'obiettivo
è coinvolgere 12 mila classi scolastiche di tutta Italia (per un totale di
circa 300 mila alunni). Gli Istituti
che vogliono aderire ricevono un
kit contenente materiale informati-
vo per approfondire in aula l'educazione sessuale, ma anche gli
aspetti psicologici e le malattie trasmissibili sessualmente. Gli studenti potranno poi partecipare a
un concorso realizzando disegni,
slogan, video e immagini sui valori
positivi della protezione e della
prevenzione. I vincitori avranno
borse di studio, fotocamere digitali
e tanti altri premi. Infine, la campagna educativa farà massiccio uso
di internet, con un sito dedicato
(www.thinksafeproject.com) e
pagine sui social network, come
Facebook, Twitter e Youtube.
Le donne che prendono il contraccettivo orale, quando scelgono un compagno, finiscono per
avere una relazione lunga, ma
non sessualmente soddisfacente.
Lo dimostra uno studio dell'università scozzese di Stirling. Le ricerche mostrano che le donne che
prendono la pillola sono attratte
da uomini diversi rispetto a quando non la prendono. La spiegazione ipotizzata è che, poiché la
pillola simula la gravidanza, le
donne tendono a innamorarsi di
chi ha i tratti associati alla fedeltà.
Per la prima volta però sono stati
testati gli effetti di questa scelta sul
sesso femminile, in particolare su
1000 donne che stavano assumendo la pillola quando hanno
incontrato il loro partner, e 1500
che invece non la usavano. I ricercatori quindi hanno misurato i
livelli di soddisfazione, generale e
sessuale, della donna sulla relazione, e anche quanto questa è
durata. Così hanno visto che le
donne che assumevano la pillola,
quando incontravano il loro partner erano molto meno soddisfatte sotto le lenzuola, ma più felici a
livello generale della loro relazione, ad esempio per la lealtà del
partner e il suo supporto finanziario. Ed erano più propense a rimanerci a lungo. Durante il periodo
fertile, spiegano gli scienziati, le
donne cercano l’uomo virile,
caratteristica associata a geni
buoni ma anche all'infedeltà.
Poiché le donne assumendo la
pillola non hanno cambiamenti
ormonali, è probabile che siano
più sensibili a tratti e caratteristiche
del compagno che portano a relazioni stabili e durature.
Roma Salute news
24 Ottobre 2011
il punto
Tiziano
Battisti
Direttore editoriale Roma Salute News
Se non ora quando?
C
he la situazione economica sia grave ormai non ne dubita più nessuno, neanche quelli che hanno tentano di rassicurare gli italiani per mesi dicendo che non c’era nessun problema e rinviando perciò provvedimenti necessari. E del resto le misure prese nei mesi scorsi con tagli e
nuove tasse per miliardi di euro stanno lì a dimostrarlo. Ma per
la sanità arrivano nuovi provvedimenti. La legge sulla stabilità
approvata dal Consiglio dei ministri ad esempio ha tagliato un
miliardo di euro per l’edilizia sanitaria. E questo peserà in
maniera rilevante in una situazione già grave, rischiando di
pagare doppio domani quello che si risparmia oggi e sapendo
che la mancata modernizzazione delle strutture porta con se
costi oggi non quantificabili. Bastano due dati a rendere chiaro
lo stato attuale: il 60% degli ospedali italiani ha più di 40 anni, il
50% ha meno di 120 posti letto. Questo comporta chiaramente
delle diseconomie, delle difficoltà di intervento per razionalizzare le spese. Poi ci sono circa cento cantieri aperti per ristrutturazione, ampliamento o costruzione ex-novo di strutture ospedaliere, mentre più di 100 ospedali risultano incompiuti, l'80%
al sud. Insomma un sistema, per dirla con una terminologia
medica, già in ‘prognosi riservata’. A questo vanno aggiunti i 20
milioni di euro tagliati alla voce che riguarda i progetti di ricerca specifici a disposizione del servizio sanitario nazionale.
Insomma tagli e ancora tagli che mettono a rischio non soltanto la qualità del sistema sanitario oggi ma possono seriamente
pregiudicarne il futuro. In una situazione in cui gli ospedali
necessiterebbero di interventi incisivi per una loro modernizzazione, si sceglie la strada opposta. A tutto questo va aggiunta la
situazione nella nostra regione che si fa di giorno in giorno più
grave. Nello scorso numero vi abbiamo parlato dei licenziamenti alla San Raffaele di Velletri, oggi torniamo a parlare di quella
vertenza infinita che riguarda il Santa Lucia. Accordi sottoscritti più volte che diventano carta straccia, sentenze dei tribunali
favorevoli alla Fondazione che restano senza conseguenze:
quando deve durare ancora questa situazione? Quante manifestazioni dovranno organizzare ancora lavoratori e pazienti
prima di arrivare al punto di non ritorno? Del resto il Piano di
rientro della Polverini sta ricevendo sonore bocciature da vari
tribunali. L’ultima in ordine di tempo riguarda Frascati: il
Consiglio di Stato ha bocciato la chiusura del pronto soccorso
dando ragione a diversi comuni di orientamento politico bipartisan. Decisione che si aggiunge a quelle riguardanti Bracciano e
Anagni. Non è il caso di riaprire un confronto sull’intera manovra, sul Piano complessivo per capire da subito le cose che si
possono modificare, partendo chiaramente dal Consiglio regionale ma allargando il confronto alle forze sociali interessate?
Insomma convocare gli Stati generali che abbiamo invocato
nelle nostre ultime uscite. Se non ora quando?
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Presentato alla Procura della Repubblica del Tribunale della Capitale
Esposto dell’Ordine dei Medici
sui disservizi nella sanità
C
ome deliberato nel
suo ultimo Consiglio
straordinario,
l’Ordine provinciale
dei Medici-Chirurghi
e Odontoiatri di Roma ha
proceduto nei giorni scorsi
a presentare un espostodenuncia alla Procura della
Repubblica del Tribunale di
Roma, con lo scopo di
informare la Magistratura
delle condizioni non idonee
in cui, con sempre maggiore frequenza, si trovano a
operare i medici della
Capitale. Nell’esposto presentato dal Presidente
dell’Ordine, Mario Falconi,
viene
denunciato
che,
all’interno del sistema sanitario, ormai “si verificano
situazioni, con particolare
riferimento alle strutture
ospedaliere, di allarmanti
ed inammissibili disservizi”.
Le cause di questi disservizi, secondo l’Ordine, sono
da ricercare principalmente
nel perdurante blocco del
turn-over, nel dilagare del
precariato e negli orari di
lavoro procrastinati oltre la
soglia della fatica e della
lucidità, come pure nelle
carenze strutturali e organizzative in cui i medici
spesso si trovano costretti
a operare. Tali situazioni si legge nell’esposto –
“hanno superato di gran
lunga i limiti della tollerabilità, della sicurezza sul
posto di lavoro, del rispetto
della dignità degli operatori
della sanità, con conseguente ricaduta sugli interessi dei pazienti”. Ciò può
generare possibili errori
medici, snervanti attese di
pazienti e parenti, una crescente esasperazione che,
sempre più, sfocia anche in
aggressioni verbali e fisiche
al personale sanitario.
“Siamo ben consapevoli
che la responsabilità penale è sempre individuale –
precisa Falconi – ma la
categoria medica è stanca
di pagare da sola, in prima
persona, colpe e carenze
che invece molto spesso
dipendono da scelte politi-
che e aziendali. Pertanto,
d’ora in poi l’Ordine chiamerà in causa, come corresponsabili, tutti coloro che
determinano
condizioni
inadatte al corretto e sereno svolgimento dell’atto
medico. Ciò nell’interesse
primario della salute collettiva e del cittadino paziente, oltre che dei nostri
iscritti.” L’esposto presentato alla Procura segue le
altre recenti iniziative prese
dall’Ordine di Roma per
garantire maggiore sicurezza ed efficienza nelle strutture
sanitarie
della
Capitale:
l’istituzione
dell’Osservatorio sugli atti
di violenza ai medici, cui
hanno aderito il Ministero
della Salute e la Questura
di Roma, il Tribunale dei
Diritti del Medico e il progetto
di
un
Pronto
Soccorso Legale per dare
assistenza immediata ai
propri iscritti, soprattutto
quelli aggrediti o oggetto di
denunce
palesemente
infondate.
Santa Lucia, manifestazione e nuovo incontro
I
l giorno in cui Roma è stata sconvolta da
un nubifragio con pochi precedenti,
pazienti e lavoratori del S. Lucia tornavano davanti alla Regione per protestare
contro il mancato rispetto degli accordi
sottoscritti, a sostegno della Fondazione.
Una
delegazione
composta
dal
Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa
Lucia e i rappresentanti delle Organizzazioni
Sindacali Aziendali è stata ricevuta poi dai
tecnici della regione, durante l’incontro si è
avuto da parte della regione l’assicurazione
di un’immediata liquidità per superare le
difficoltà economiche più prossime e si è
ottenuto un ulteriore incontro martedì 25
ottobre alle ore 16.00 presso l’Assessorato
alla Salute per definire lo stato di attuazione
dell’accordo di remunerazione 2011 e risolvere il contenzioso pregresso, all’incontro
saranno presenti i vertici della Fondazione,
i
rappresentanti
sindacali
e
il
Coordinamento. Dure le prese di posizione
di vari esponenti politici. Per Giulia Rodano
dell’Idv “La Regione Lazio deve chiarire
pubblicamente i motivi che impediscono la
soluzione positiva della vertenza del Santa
Lucia. La Regione dica se esiste un accordo
e soprattutto perché non viene onorato”.
Nel suo comunicato la Rodano fa anche riferimento ad una dichiarazione del Ministro
Fazio: “Per quanto mi risulta un accordo c'e'
e mi auguro che adesso non ci siano intoppi
burocratici o di altro genere a livello di
regione o di ministero dell'Economia.
L'accordo e' stato trovato e non vero perché
non debba essere rispettato". Chiede il
rispetto dell’accordo anche Francesco
Pasquali, Capogruppo di Futuro e Libertà
alla Regione “Nel ribadire completa vicinanza a chi, giustamente, protesta per il mancato rispetto di quanto sottoscritto più volte,
senza ulteriori indugi, va richiesta a chi ne
ha responsabilità una parola definitiva per
ridare speranza e slancio a tutti coloro che
contribuiscono a fare del S. Lucia un eccellenza sanitaria della nostra Regione. Le
parole del ministro Fazio fanno cadere qualsiasi alibi e fanno sperare che la trattativa
abbia un esito positivo. Per il bene dei lavoratori, degli assistiti e delle loro famiglie".
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Roma Salute news
24 Ottobre 2011
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