Arance amare – Suco justo

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Arance amare – Suco justo
Commercio mondiale
Arance amare – Suco justo
Arance amare – Suco justo
Videoclip, dai 12 anni
Regia: Rudi Dolezal, Hannes Rossacher
Produzione: DoRo Produktion, Austria 1997
Musica: banda hip-hop austriaca « Der YOO-BAA Trieb »
Lingua: tedesco
Sottotitoli: italiano, francese
Durata: 5 minuti
Materiale didattico: Viviane Glaser, Peter Meier, Dorothee Lanz; traduzione: Marco Fähndrich
Tematiche: commercio equo, succo d’arancia, condizioni di produzione nei paesi in via di
sviluppo, consumo, alimentazione
Contenuto
I membri del gruppo HipHop « YOO-BAA Trieb » bighellonano in un supermercato. Quando stanno
per pagare, il cassiere e il responsabile del negozio fanno notare al rapper MC Vati-Khan che le
arance, prima di essere pagate, devono essere pesate. Il cassiere si arrabbia a tal punto che si
alza per recarsi lui stesso alla bilancia. Ed ecco che prende il via un parlato ritmato sull’economia
mondiale. Guardando una semplice arancia, MC Vati-Khan dà libero sfogo ai suo pensieri: pensa
ai motivi che lo spingono ad adorare tale frutto, che per lui costituisce una sorta di elisir di lunga
vita. Racconta il Brasile, il paese degli aranci, e del piccolo, giovane Pedro, che ogni giorno raccoglie le arance in una piantagione e sogna una vita migliore. MC Vati-Khan riflette a un boicottaggio, ma respinge l’idea. Alla fine giunge alla conclusione che il mondo è pieno di contraddizioni
e ingiustizie che riguardano tutti noi. E per questo chiamano in causa il nostro agire responsabile.
Durante la canzone, appare a sprazzi un giovane di colore. Lo scettico responsabile del negozio,
irritato dal trambusto, si innervosisce e cerca di riassumere il controllo sul suo mondo finito nel
caos. Il clip si chiude con un appello: comprate succo d’arancia proveniente dal commercio equo.
Il film
Con la sua estetica formato videoclip, «arancie amare» è un film particolarmente adatto ai giovani.
Attraverso una canzone, la pellicola riesce a illustrare un tema complesso in modo conciso e piacevole. Il rapporto tra consumo nei cosiddetti paesi industrializzati e condizioni di lavoro nei paesi
in via di sviluppo è mostrato in maniera originale. Benché a tratti il testo del rap sia di difficile comprensione, il messaggio passa: comprate «Suco justo», il succo giusto. Se si analizza il testo con
più attenzione (cfr. Documenti da fotocopiare), si scopre una serie di temi che suscitano discussioni: il comportamento dei consumatori, le condizioni di lavoro, il lavoro minorile, il boicottaggio,
l’economia mondiale o il commercio equo. Il film accenna appena a tutti questi temi, ma li introduce
bene. Un approfondimento necessita tuttavia informazioni supplementari.
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«Suco Justo» si presta bene a un’introduzione. Tutto nasce da una situazione quotidiana al supermercato. Il cassiere (il cui ruolo è interpretato dall’attore e cabarettista austriaco Josef Hader, che
già spesso si è impegnato per cause sociali e politiche), appare annoiato e disinteressato; di conseguenza non è molto cortese coi giovani clienti. In questo contesto il seguito è a dir poco sorprendente: la band inizia a suonare, le arance lucenti si sollevano sullo sfondo nero e bianco. I
frutti diventano il centro, anche visivo, del film e attirano l’interesse sulle condizioni di lavoro e
sulla loro provenienza. Il gruppo musicale si assume il compito di aprire gli occhi, di mettere in
evidenza le interconnessioni, invita a riflettere, critica la situazione attuale e lancia un appello agli
spettatori, affinché contribuiscano a un miglioramento. Alla fine del film, la luce nel supermercato
si spegne e, apparentemente, ciò riporta tutti coi piedi per terra. Eppure qualcosa è cambiato,
nelle teste. Il film ha lanciato un messaggio chiaro e un appello concreto, affinché bambini e
ragazzi siano motivati ad agire.
Informazioni generali
Succo d’arancia: condizioni di produzione e commercio
Il succo d’arancia è una delle bevande preferite in assoluto. In Svizzera ne vengono venduti ogni
anno 159 milioni di litri: il consumo pro capite ammonta quindi a oltre 20 litri l’anno. Il succo disponibile alle nostre latitudini è costituito in gran parte da concentrato, che viene ricavato nei paesi
coltivatori dalla frutta fresca appena spremuta, poi evaporata e surgelata. In questo stato viene
poi imbarcata ed esportata nei paesi di destinazione, dove viene nuovamente scongelata, diluita
e trasformata in succo.
Ogni anno sono così prodotti circa 5 milioni di tonnellate di concentrato: il 55% in Brasile, il 35%
in Florida (USA). A titolo di paragone, la Spagna produce soltanto l’1,8%, l’Italia l’1,07%. Mentre
gli Stati Uniti producono principalmente per il mercato locale, il Brasile vende quasi tutto
all’estero.
Raccogliere i frutti è un processo che richiede molto lavoro. Ma i piccoli agricoltori subiscono la
concorrenza a basso costo e sono sovente costretti a rinunciare alla propria produzione. I raccoglitori (spesso bambini), che nelle gigantesche piantagioni lavorano a giornata, ricevono uno stipendio estremamente basso. Il salario di una persona che raccoglie 2mila chili di arance al giorno
ammonta ad esempio soltanto a quattro, al massimo sei euro. E va osservato che la quantità citata
viene raccolta raramente. Questi soldi non bastano per nutrire una famiglia, dato che il salario è
garantito soltanto temporanemante durante la stagione del raccolto. A ciò si aggiungono condizioni di lavoro precarie, abitazioni di cattiva qualità e cure sanitarie insufficienti.
Il valore di mercato della frutta raccolta e fornita direttamente ai torchi rappresenta soltanto il
10% circa del prezzo finale. Il costo maggiore, ossia l’80%, ricade sull’elaborazione industriale,
sul trasporto e soprattutto sulla commercializzazione in Europa. È in questi settori che sono da
ricercare i maggiori profitti.
Dal 1994 l’industria manifatturiera è raggruppata nell’associazione brasiliana degli esportatori di
agrumi (ABECitrus1), che difende gli interessi dei torchiatori. Attraverso questa potente lobby, l’industria della frutta domina il mercato: detta i prezzi ai produttori, tiene sotto controllo i propri
costi di produzione e mantiene un elevato margine di guadagno. Con manipolazioni sui prezzi,
formazione di cartelli e limitazioni della vendita, i grandi produttori di concentrato cercano inoltre
di mandare in rovina i proprietari delle piantagioni, spesso molto indebitati. Questo allo scopo di
1 Su pressione dell’opinione pubblica e insieme ad altre organizzazioni come ABRINQ, ILO e UNICEF, i produttori riuniti in
ABECitrus hanno rivisto il divieto di lavoro minorile durante la raccolta delle arance. Si sono impegnati a rispettare sempre il
divieto e ad avviare, con un apposito fondo, progetti a favore dei bambini.
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comprare il loro terreno a basso costo. Una denuncia dei proprietari è però riuscita a fare in modo
che i prezzi debbano ora essere negoziati individualmente tra produttori e torchiatori. Ciononostante l’industria ha ancora diverse possibilità per accordarsi in maniera informale sui prezzi. Per
le loro arance, i produttori ricevono così ancora meno di prima.
La concorrenza sul mercato europeo è agguerrita. La lotta sui prezzi negli ultimi anni non solo ha
stimolato l’espansione e reso il succo d’arancia una delle bevande più a buon mercato, ma ha
anche accelerato il processo di concentrazione tra i produttori. In tutta Europa, oltre la metà del
fatturato è ormai generato da venti aziende. Tra i «top ten», figurano ben sette imprese tedesche.
(Fonte: www.maxhavelaar.ch; www.transfair.org)
Commercio equo: definizioni e obiettivi
Il commercio equo designa un commercio controllato in cui i prezzi alla produzione sono solitamente superiori rispetto al prezzo di mercato. In tal modo i produttori beneficiano di una retribuzione più elevata e sicura in confronto al commercio tradizionale. La produzione deve inoltre
rispettare determinati standard ambientali e sociali stabiliti sul piano internazionale.
l fautori del commercio equo si concentrano soprattutto sulle merci che dai paesi in via di sviluppo
vengono esportate nei paesi industrializzati. Il commercio equo comprende in particolare prodotti
agricoli, industriali, manufatti, ma si estende viepiù anche a nuovi settori come il turismo. I prodotti del commercio equo vengono offerti nelle botteghe del mondo e, sempre più spesso, anche
nei supermercati e nel settore gastronomico.
Nel 2001, il gruppo di lavoro informale FINE – formato dalle federazioni internazionali del commercio equo FLO, IFAT, News! e EFTA – ha concordato sulla seguente definizione di commercio
equo:
Il commecio equo e solidale è un partenariato economico basato sul dialogo, la trasparenza e il
rispetto. Mira a una maggiore equità nel commercio internazionale. Contribuisce allo sviluppo
sostenibile garantendo migliori condizioni commerciali e assicurando i diritti sociali dei produttori
e dei lavoratori svantaggiati, specialmente nel sud del mondo. Le organizzazioni del commercio
equo e solidale, sostenute dai consumatori, si impegnano attivamente a sostenere i produttori,
a sensibilizzare la popolazione e a promuovere un cambiamento delle regole e delle pratiche del
commercio internazionale. Gli obiettivi strategici sono i seguenti:
• Lavorare congiuntamente con produttori e lavoratori emarginati, per condurli da una posizione di
estrema debolezza alla sicurezza e all’autarchia
• Rafforzare produttori e lavoratori in veste di partecipanti nelle rispettive organizzazioni
• Impegnarsi attivamente per svolgere un ruolo più importante sul piano globale e per promuovere
la giustizia nel commercio internazionale
I fautori del commercio equo condividono generalmente i seguenti principi:
• Creare opportunità per i produttori economicamente svantaggiati: il commercio equo è una strategia per combattere la povertà e per promuovere lo sviluppo sostenibile. Deve dare nuove opportunità ai produttori svantaggiati dal punto di vista economico o marginalizzati dal sistema
commerciale esistente.
• Pagare prezzi equi: il prezzo deve essere fissato attraverso un dialogo tra i partner commerciali.
A prescindere dalle fluttuazioni dei prezzi sul mercato mondiale, deve sempre coprire i costi di
produzione, garantire la sussistenza dei produttori e consentire una produzione socialmente
giusta e rispettosa dell’ambiente. Inoltre viene pagato sovente un contributo supplementare
affinché i contadini o i lavoratori possano realizzare progetti comuni allo scopo di migliorare in
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modo duraturo la loro situazione. Qualora fosse necessario, vengono anche concessi finanziamenti preliminari.
• Condizioni di lavoro sociali: l’ambiente di lavoro deve essere sicuro e non nuocere alla salute. Lo
sfruttamento, il lavoro minorile e lo schiavismo sono vietati. La libertà sindacale deve essere
garantita.
• Parità di trattamento: le donne vengono retribuite in modo commisurato al loro contributo nel
processo di produzione. Nel contempo vengono sostenute all’interno delle loro organizzazioni.
• Formazione e competenze: il commercio equo deve rendere i produttori più indipendenti e metterli nelle condizioni in cui possano affermarsi sul mercato.
• Trasparenza e responsabilità: il commercio equo comporta trasparenza nella direzione aziendale
e nelle relazioni commerciali, affinché i partner vengano trattati in modo corretto e rispettoso.
• Protezione dell’ambiente: un’agricoltura ecologica non è prescritta a tutti i costi, ma viene sostenuta. Determinati pesticidi particolarmente nocivi sono proibiti.
Il commercio equo è anche una variante del commercio di articoli di marca: il valore aggiunto
deriva dal prezzo supplementare che il consumatore paga per aiutare persone economicamente
svantaggiate. A differenza delle marche di beneficenza, l’aiuto non va però a beneficio di terzi non
coinvolti, bensì dei produttori. In tal modo permane una relazione tra prestazione e retribuzione.
(Fonte: wikipedia.org)
Commercio equo e succo d’arancia
Per il commercio equo di succhi di frutta come arance e manghi valgono prezzi minimi, che devono
essere pagati indipendentemente dalle fluttuazioni sui mercati. I prezzi coprono i costi di produzione che normalmente derivano da condizioni di lavoro e di vita dignitose. Presso la Fairtrade
Labelling Organization (FLO) sono attualmente registrate 25 organizzazioni che rappresentanto i
coltivatori di frutta fresca.
Il prezzo equo minimo per una tonnellata di concentrato di succo d’arancia ammonta attualmente
a 1700 dollari statunitensi, cifra tuttora superiore rispetto al prezzo di mercato, che negli ultimi
tempi è nuovamente salito. In più viene pagato un contributo supplementare di 100 dollari per
tonnellata di concentrato: esso è destinato a investimenti a favore dell’infrastruttura, della formazione, della sanità, dell’ambiente e dell’organizzazione.
Per le arance provenienti da agricoltura biologica il prezzo equo minimo ammonta al momento a
2500 dollari. Il contributo supplemementare si attesta a 165 dollari per tonnellata di concentrato.
Qualora il prezzo di mercato del commercio tradizionale dovesse una volta superare i 1700 dollari,
il contributo supplementare verrebbe aggiunto al prezzo di mercato in vigore.
Stando a Max Havelaar, in Svizzera nel 2007 sono stati prodotti 9,7 milioni di litri di succo
d’arancia col suo marchio di commercio equo: ciò rappresenta circa il 9% della vendita complessiva al dettaglio. Ma la tendenza è al rialzo.
(Fonte: www.transfair.org, www.maxhavelaar.ch)
Obiettivi didattici
• Sulle note di un rap gli allievi affrontano il tema del succo d’arancia e ne approfondiscono la
provenienza, le condizioni di produzione e il commercio.
• Imparano a conoscere i principi del commercio equo e le conseguenze per i produttori interessati.
• Riflettono sul proprio comportamento in veste di consumatori e discutono le alternative.
• Preparano un’indagine pratica sull’offerta fair trade nei negozi locali.
• Durante la lezione di tedesco, esercitano la comprensione e l’espressione orale con un tema
complesso, imparando così nuovi vocaboli.
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Proposte didattiche
Proposta 1
Provenienza e produzione del succo d’arancia (1 lezione)
Prima del film (10 minuti)
Gli allevi vengono invitati a compilare individualmente la scheda di lavoro 1 sul consumo e sulla
produzione di succo d’arancia. Il foglio viene messo da parte e gli allievi vengono informati che ora
vedranno un rap in lingua tedesca con sottotitoli italiani sul tema del succo d’arancia. Anche se il
testo è di difficile comprensione, devono ascoltare e leggere bene e ricordarsi il più possibile.
Guardare il film (5 minuti)
Dopo il film (30 minuti)
Nel plenum raccogliere le informazioni emerse durante il film. Una seconda visione dovrebbe
permettere di completare le informazioni.
Distribuire e leggere il testo integrale del rap (documento da fotocopiare 2)
Il docente porta con sé diversi imballaggi di succhi d’arancia. Gli allievi cercano la dichiarazione
di provenienza nonché le indicazioni sul prodotto ed eventuali marchi, confrontano i prezzi e annotano le proprie osservazioni e domande.
In seguito la scheda di lavoro 1 debitamente compilata viene discussa punto per punto. Il film e i
diversi imballaggi hanno fornito informazioni supplementari? Il docente completa i singoli punti
(cfr. Informazioni generali).
Proposta 2
Quanto ci tengo al fair trade? (1 lezione + compito preliminare da svolgere a casa)
Prima del film, quale compito da eseguire a casa
Gli allevi ricevono l’incarico di annotare i prezzi in un negozio alimentare. 1 chilo di caffè convenzionale e fair trade, 1 litro di succo d’arancia convenzionale e fair trade, 1 chilo di banane convenzionali e fair trade, 1 tavoletta di cioccolato convenzionale e fair trade nonché due altri prodotti a
scelta, sempre convenzionali e fair trade.
Guardare il film (5 minuti)
Gli allievi guardano il film col foglio di testo (documento da fotocopiare 2) e comunicano al
plenum cosa già sanno sul tema del commercio equo.
Dopo il film (40 minuti)
Gli allievi ricevono la scheda di lavoro 2, inseriscono i prezzi annotati durante il compito a casa e,
in piccoli gruppi, discutono come indicato il loro comportamento in veste di consumatori.
Dopodiché si dedicano alle ricerche suggerite nella scheda di lavoro 2. Cos’è esattamente il commercio equo e cosa serve ai produttori nei paesi in via di sviluppo?
Proposta 3
Offerta fair trade nei negozi locali (almeno due lezioni)
Prima del film (10 minuti)
Nel plenum vengono raccolte le conoscenze degli allievi riguardo al succo d’arancia e al commercio equo.
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Guardare il film (5 minuti)
Gli allievi guardano il film con il foglio di testo (documento da fotocopiare 2), verificando e completando le loro conoscenze.
Dopo il film (almeno 75 minuti)
In piccoli gruppi gli allievi effettuano una ricerca empirica in diversi negozi alimentari (supermercato, grosso distributore, negozi di quartiere, biologici, botteghe del mondo ecc.). Sulla base della
scheda di lavoro 3, effettuano rilevamenti e interviste sull’offerta fair trade dei vari negozi.
I gruppi presentano e confrontano i risultati.
Proposta 4
Per l’apprendimento del tedesco quale lingua straniera (1 – 2 lezioni)
Il difficile testo del rap si presta bene per una lezione di tedesco quale lingua straniera. Permette
infatti di esercitare la comprensione e l’espressione orale nonché il vocabolario. Dato che il film
è breve, è possibile guardarlo più volte.
Prima del film (5 minuti)
Gli allievi vengono informati che vedranno un rap in tedesco, la cui comprensione è tutt’altro che
facile. Sono comunque invitati a capire il più possibile e a prendere appunti (parole chiave, estratti
di frasi o frasi intere).
Guardare il film (5 minuti)
Il film viene mostrato in lingua originale tedesca, senza sottotitoli.
Dopo il film (35 – 80 minuti)
Gli allievi dicono quello che hanno capito e di cosa potrebbe trattare il film.
La pellicola viene poi mostrata una seconda volta senza sottotitoli. Gli studenti cercano di capire
più della prima volta. Eventualmente il docente spiega in anticipo il significato di alcune parole
importanti e le scrive sulla lavagna.
Dopodiché gli allievi leggono il testo della canzone nel documento da fotocopiare 1 e cercano di
capirne il significato. Il docente spiega le parole sconosciute. Gli allievi cercano di tradurre
letteralmente il testo in italiano e di fare un breve riassunto del contenuto con parole proprie.
In seguito il film viene guardato una terza volta, senza sottititoli, ma col testo della canzone
sott’occhio. Durante il rap, gli allievi leggono il testo, anche ad alta voce.
Infine il film viene mostrato coi sottotitoli in italiano. Viene distribuito il documento da fotocopiare 2 col testo in italiano. Gli allievi confrontano la traduzione con la propria.
Attraverso una discussione, si utilizzano i nuovi vocaboli appena imparati e si esercita l’espressione orale nella lingua straniera. Le domande al centro della discussione potrebbero essere:
• Compriamo prodotti del commercio equo? Perché (no)? Quali sono i prodotti che acquistiamo?
Quanto siamo disposti a pagare?
• Cosa serve il commercio equo ai produttori?
• Con quali ostacoli è confrontato il commercio equo?
• Quali possibilità concrete di azione abbiamo per contribuire al miglioramento delle condizioni di
vita e di lavoro dei produttori nei paesi in via di sviluppo?
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Ulteriori suggerimenti
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• Lista di temi: attraverso il testo del rap, gli allievi elaborano una lista con tutti i temi trattati (ad
esempio commercio equo, lavoro minorile, boicottaggio, condizioni di produzione, povertà ecc.).
Scelgono un aspetto e lo approfondiscono individualmente attraverso una ricerca su internet o in
biblioteca.
• Acquisto e consumo: scambiarsi i propri gusti riguardanti il consumo di frutta; sulla base di quali
criteri facciamo la spesa; ad esempio prezzo, colore, qualità, provenienza ecc.
Indagare da dove provengono i frutti dei nostri negozi e seguire il loro percorso su un atlante.
Tutti insieme andare in negozio a fare la spesa e a comprare agrumi; a scuola effettuare una degustazione col docente.
In seguito provare una ricetta a base di arance.
• Lavoro minorile e condizioni di produzione: nella canzone si accenna al dodicenne Pedro; scrivere
una storia sulla sua vita quotidiana. Raccogliere informazioni sul tema del lavoro minorile e fare
un confronto con quanto scritto.
Mettere in evidenza chi guadagna quanto dal raccolto di arance e commentare la ripartizione.
• Boicottaggio o no? Riflettere sull’affermazione fatta nella canzone secondo cui il boicottaggio colpisce solo le persone sbagliate.
• Cooperazione allo sviluppo: scambiarsi opinioni e riflettere con spirito critico su che cosa è meglio
per i paesi del sud: l’acquisto di prodotti del commercio equo o una donazione a un’organizzazione attiva nella cooperazione internazionale? Elencare vantaggi e svantaggi dei due approcci.
• Sviluppo sostenibile: In che misura il commercio equo promuove lo sviluppo sostenibile nelle sue
tre dimensioni (sociale, economica ed ecologica)?
• Ostacoli: con quali ostacoli è confrontato il commercio equo?
• Possibilità di azione: Riflettere alle possibilità che abbiamo per migliorare la situazione delle persone che lavorano nelle piantagioni. Fare una lista, illustrare e discutere la propria posizione in
merito alle misure proposte.
• Contattare le imprese produttrici: cercare le imprese che importano o producono succo di arancia.
Eventualmente contattarle.
• Interviste ai clienti: in un negozio interpellare i clienti sulla propria opinione in merito ai prodotti
del commercio equo. Riflettere in anticipo alle informazioni che si vogliono cercare e preparare un
questionario adatto a trovare le relative risposte.
• Un esperimento: per una settimana comprare e consumare nel limite del possibile soltanto prodotti fair trade. Redigere un protocollo: quanto si è speso in più del solito? Ne è valsa la pena?
Quali gusti e sentimenti abbiamo provato?
• Fair trade nel settore tessile: sul mercato vi sono anche indumenti fair trade. Cercare esempi. Analizzare il proprio abbigliamento: è possibile risalire a dove e come sono stati prodotti i vestiti?
• Marchi: farsi un’idea dei vari marchi diffusi sul mercato e cercare cosa significano.
• Criteri per l’acquisto: elencare una serie di criteri che in futuro facilita l’acquisto di prodotti equi.
• Il mio rap: cercare di comporre un rap su un prodotto equo.
Indirizzi
Filme für eine Welt, Monbijoustrasse 31, PF, 3001 Bern
Tel. 031 398 20 88, [email protected], www.filmeeinewelt.ch
Fondazione Educazione e Sviluppo, Via Breganzona 16, 6900 Lugano
Tel. 091 966 14 06, [email protected], www.globaleducation.ch
Fondazione Max Havelaar (Svizzera), Malzgasse 25, 4052 Basel
Tel. +41 61 271 75 00, [email protected], www.maxhavelaar.ch
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Scheda di lavoro 1
Abitudini di consumo e provenienza del succo d’arancia
Quanto succo bevi (alla settimana / all‘anno)?
Dove compri il succo d‘arancia (tu o i tuoi genitori)? Quali marche conosci?
Quanto costa un litro di succo d’arancia?
• Stima personale:
• Prezzo reale:
Ti sembra un prezzo eccessivo o troppo basso? Motiva la tua risposta!
In quale paese crescono le arance con le quali viene prodotto il tuo succo?
• Supposizione:
• Provenienza reale:
Quanti sono i chilometri che separano il luogo di provenienza e quello di destinazione delle arance?
• Stima personale:
• Cifra esatta:
Dove e come è stato prodotto il succo d’arancia che bevi?
• Supposizione:
• Realtà:
In quale paese crescono le arance che mangiamo?
• Supposizione:
• Realtà:
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Scheda di lavoro 2
Il commercio equo e solidale
1. Quanto è importante per me il commercio equo?
Paragona i prezzi dei prodotti convenzionali con quelli del commercio equo.
Aggiungi ulteriori prodotti nelle caselle vuote:
Prezzo normale
Prezzo fair trade
1 litro di succo d‘arancia
1 chilo di banane
1 chilo di caffè
1 tavoletta di cioccolato
Discuti le differenze di prezzo e spiega in che misura e perché (non) sei disposto a pagare il prezzo più elevato.
2. Qual è il legame tra il mio comportamento in veste di consumatore e i produttori dei paesi in via di sviluppo?
Cerca su internet (ad esempio www.maxhavelaar.ch o www.equo.it) che cosa significa concretamente il commercio equo e come influisce sui produttori nei paesi in via di sviluppo:
Fair trade significa:
Il commercio equo permette ai produttori di:
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Scheda di lavoro 3
Offerta fair trade nei negozi
Recati in un negozio di alimentari e analizza l’offerta di frutta e succhi. Compila la seguente tabella.
Negozio sotto esame:
Persona interpellata (nome e funzione):
Frutta/Succo
Provenienza
Offerta bio sì/no
Fair trade sì/no
Ananas
Arachidi
Arancia
Avocado
Banane
Datteri
Fragole
Litchi
Kiwi
Mandarino
Mango
Mela
Pera
Prugna
Succo d’arancia
Succo di mele
Per i seguenti prodotti, riesci a calcolare qual è la percentuale di prodotti fair trade venduti nel negozio
(chiedere al personale di vendita o al responsabile del negozio):
Arance:
Succo d‘arancia:
Banane:
Annota quali altri prodotti alimentari con un marchio fair trade sono venduti nel negozio sotto osservazione:
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Testo del rap «Suco Justo» in lingua originale tedesca
(testo & musica di «DER YOO-BAA TRIEB)
Ich liebe die Orangen, ob grosse oder kleine,
denn von allen Früchten, die ich kenne, sind keine
so fein anzuseh’n – so fruchtig im Geschmack,
doch am allerliebsten sind sie mir im Tetrapack.
Ich mag die Dinger auch, ich steh nicht auf die Kerne,
doch als Saft aus der Bottle hab auch ich sie sehr gerne:
Orangensaft ist mein Lebenselixier,
nicht Dosenenergie oder Flaschenbier.
Was ja die Hauptsache ist – die Sache um die’s geht,
ist doch hauptsächlich die, dass es allen besser geht.
Uns Menschen erster Klasse damit die Kasse stimmt,
und der O-Saftsack weiterhin in Dollars schwimmt.
Refrain:
Und Pedro träumt ihn weiter – den unmöglichen Traum,
und Pedro träumt ihn weiter – den unmöglichen Traum.
(2)
Brasilien ist als Land weltbekannt für schöne Frau’n,
den Karneval in Rio und für den Orangenbaum, doch wohl kaum,
denn das will der Tourist ja gar nicht wissen,
für die Orangenpflücker, deren Lage echt beschissen ist.
Pedro ist noch klein – zwölf Jahre alt,
der statt fröhlich zu spiel’n seine Familie miterhält,
sein Geld mit dem Pflücken von Orangen verdient,
wie der Rest der Familie, obwohl er selbst noch ein Kind ist.
Documento da fotocopiare 1/1
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Documento da fotocopiare 1/2
Zeit für die Schule bleibt da keine mehr, doch er,
träumt immer noch, von einem Job in einer Bank;
einem sauberen Zuhaus’ weit weg von dem Gestank
und dem Elend der Stadt, die er so satt hat wie
die Bienen, die ihn jagen, Vorarbeiter, die ihn schlagen,
seinem immerleeren Magen und den Schlangen im Gras der Plantagen.
Refrain:
Und Pedro träumt ihn weiter – den unmöglichen Traum,
und Pedro träumt ihn weiter – den unmöglichen Traum,
Suco Justo, Suco Justo, Suco justo;
Gerechter Saft!
(3)
Weil das Scheisse ist, boykottierten wir – den O-Saft,
doch dann hab ich gerafft, dass diese Aktion bloss die Opfer bestraft;
nicht den Täter, dessen wohlgenährte family ja eh genug zu fressen, ‘nen Haufen Kohle hat,
Pedro ja schon froh ist, wenn sein kleiner Bruder satt und was zum Anzieh’n hat;
und dann kam ich drauf, dass ein Boykott gar nicht geht,
weil auf meinem Lieblings-T-Shirt «made in Taiwan» steht.
Kinderarbeit geht uns alle an,
wie man auf tausenden Dingen, die man kauft, erkennen kann.
Nun gut – hab’ zwar die Lösung nicht parat und wart’ –
auf den gerechten Saft, auf eine bessere Welt,
in der das Leben jedes einzelnen mehr zählt als Geld.
Refrain:
Und Pedro träumt ihn weiter – den unmöglichen Traum,
und Pedro träumt ihn weiter – den unmöglichen Traum,
Suco Justo, Suco Justo, Suco Justo;
Gerechter Saft!
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Testo del rap «Suco Justo» tradotto in italiano
(testo & musica di «DER YOO-BAA TRIEB»)
Amo le arance, piccole e grandi,
perché fra i frutti che mangi
nessuno così bello e succoso ci sta:
soprattutto mi piacciono in tetra-pack.
Mi piacciono le arance, ma senza semi.
E i succhi in bottiglia li bevo senza freni.
Il succo d’arancia è un elisir di vita,
non è la birra la bevanda preferita.
La cosa principale
è che vada meglio a tutti:
a noi privilegiati per risparmiare
e al produttore per guadagnare.
Ritornello:
E Pedro continua a sognare, il sogno impossibile.
E Pedro continua a sognare, il sogno impossibile.
(2)
Il Brasile è famoso per le belle donne e il carnevale,
ma per gli aranci la pena non vale:
il turista non vuol sapere
chi coglie le arance come sta male!
Pedro ha 12 anni e invece di giocare
la sua famiglia deve mantenere,
raccogliendo arance guadagnare
e con la sua famiglia lavorare. Ma è ancora un bambino.
Documento da fotocopiare 2/1
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Per la scuola il tempo manca,
però sogna un posto in banca,
in una casa pulita
via dalla povertà della città,
via dagli insetti e dai colpi dei guardiani,
via dalla fame e dai serpenti infami.
Ritornello:
E Pedro continua a sognare, il sogno impossibile.
E Pedro continua a sognare, il sogno impossibile.
Succo giusto, succo giusto, succo giusto.
Succo equo!
(3)
La cosa è marcia: boicottiamo il succo d’arancia.
Poi però ho capito che così la vittima abbiamo punito,
non il colpevole, la cui famiglia ha da mangiare e soldi da buttare.
È Pedro che suo fratello deve sfamare.
Il boicottaggio non va: mi guardo
la maglia, c’è scritto «made in Taiwan».
Il lavoro minorile lo sosteniamo,
se non guardiamo ciò che compriamo!
Ok, non ho la soluzione pronta e continuo ad aspettare
un succo equo e un mondo migliore
dov’è la vita più dei soldi a contare.
Ritornello:
E Pedro continua a sognare, il sogno impossibile.
E Pedro continua a sognare, il sogno impossibile.
Succo giusto, succo giusto, succo giusto.
Succo equo!
Documento da fotocopiare 2/2

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