Aprile - pdf - Direzione regionale Emilia Romagna

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Aprile - pdf - Direzione regionale Emilia Romagna
A
Comunicazione
Registrazione Tribunale di Bologna n. 7734 del 19.02.2007 Anno ottavo
Numero 1 - APRILE 2014
Periodico di cultura e informazione a cura dell’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale dell’Emilia-Romagna
2
Sommario
•
REDAZIONALE
•
FRONTE “COMUNE” CONTRO L’EVASIONE
•
NEL NOME DELL’EVASIONE: 3 È IL NUMERO
PERFETTO
•
730 2014 - UNO SGUARDO ALLE PRINCIPALI
NOVITÀ
•
LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2014: LA
CAMPAGNA INFORMATIVA DELL’AGENZIA
DELLE ENTRATE EMILIA-ROMAGNA
COMUNICAZIONE
Registrazione Tribunale di Bologna
n. 7734 del 19.02.2007
Anno ottavo - numero 1
Aprile 2014
•
LOCAZIONI: PAROLA D’ORDINE
SEMPLIFICAZIONE
•
COME USARE IL NUOVO MODELLO RLI INCONTRO CON GLI ORDINI PROFESSIONALI E
LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
•
focus sul contenzioso
Direttore Responsabile
Biagio Cunsolo
•
SPORTELLO REGISTRAZIONE AFFITTI: CODICE
FISCALE AGLI STUDENTI STRANIERI
Coordinatore Editoriale
Giovanna Regina
•
UNA NUOVA RETE DI REFERENTI DELLA
COMUNICAZIONE
•
NUOVI FUNZIONARI DELL’AGENZIA DELLE
ENTRATE DELL’EMILIA-ROMAGNA: L’OK DEL
MEDICO
•
IL CONFERIMENTO DEI NUOVI INCARICHI.. TRA
STRATEGIA E CASI
•
Una giornata ...Particolare
•
GRAZIE DI CUORE...MIA CARA AGENZIA
•
CIAO, GIANCARLO
Legale Rappresentante
Pierluigi Merletti
Responsabile Progetto Grafico
Giorgio Bertuzzi
Foto
Biagio Cunsolo
Stampa
In proprio
redattori:
Pierluigi De Rosa, Antonella Pellegrino,
Tiziana Sabattini
per questo numero
si ringrazia:
A tutti i colleghi
dell’Emilia-Romagna
i migliori auguri
di una Pasqua serena
e piena di gioia
La redazione
Christian Attardi
Antonio Chionna
Maria Rita Civolani
Gloria Fuzzi
Teddy Miglietta
Licia Romagnoli
Guglielmo Scalise
3
FARE RETE
Sempre più spesso ormai sentiamo parlare dell’importanza di fare rete, a tutti i livelli, tra cittadini, tra imprese,
tra enti, tra istituzioni. Ed è proprio la rete tra istituzioni che vorrei citare, quella nata a maglie larghe nel
lontano 2008 - a seguito di disposizioni normative e di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate - con un
Protocollo d’Intesa tra ANCI Emilia Romagna e Direzione regionale e via via sempre più infittita fino a contare
oggi circa 280 Comuni aderenti.
Ma perché definirla “rete”? La rete è uno strumento che facilita l’attivazione di collaborazioni consentendo
il raggiungimento di obiettivi strategici in modo più rapido, efficace ed efficiente. Si identifica di conseguenza
con un sistema, generato da un insieme di organizzazioni che operano in collaborazione, in modo integrato, per
raggiungere significativi livelli di successo. Ed è inevitabile il riferimento alla rete per antonomasia, Internet.
Dalla prima idea di Internet, pensato all’epoca soprattutto come strumento di condivisione all’interno della
comunità scientifica, fino alla rete come la conosciamo oggi, è rimasto immutato il concetto di collaborazione,
di integrazione, di partecipazione.
Sono esattamente questi i pilastri della collaborazione inter-istituzionale, di cui il patto con i Comuni è un
esempio, che si traducono nello scambio di informazioni, nell’integrazione di modalità e procedure operative
tra uffici ed enti diversi , nella necessità di rispondere con prontezza alle aspettative crescenti della collettività.
Ciò genera valore per per tutti coloro che partecipano alla rete, una risorsa essenziale per costruire un percorso
condiviso, unire le sinergie e incrementare la potenza degli interventi.
Ed è questo quello che è successo in Emilia Romagna e che – scusate il gioco di parole - ha determinato il
successo dell’accordo. La sigla del protocollo di intesa tra ANCI e Direzione regionale è stato solo il punto di
partenza, o meglio il primo “nodo” di una rete che ha dato sin dall’inizio risultati di rilievo. Tra i tanti “nodi”
del patto Agenzia-Comuni vorrei sottolineare il ruolo svolto dai referenti che con tenacia e fermezza, superando gli iniziali formalismi, ha operato attraverso un confronto costante per raggiungere un elevato grado di
professionalità. La costituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti di entrambe le parti, la disponibilità
di banche dati, la predisposizione di percorsi d’indagine mirati sulle realtà territoriali, la formazione costante
agli operatori comunali per assicurare segnalazioni qualificate, hanno determinato una fitta rete operativa che
ha consentito il raggiungimento di risultati eccellenti. Dall’inizio della collaborazione la maggiore imposta
accertata ha superato i 70 milioni di euro, di cui oltre l’80% definita con l’accordo dei contribuenti, consentendo ai Comuni incassi cospicui da poter destinare ai servizi pubblici.
Ma fare rete nel gergo calcistico significa segnare e questo significato può ben adattarsi alla collaborazione
tra ANCI e Agenzia delle Entrate: un risultato certamente non risolutivo nell’azione di contrasto all’evasione
fiscale, ma che fa ben sperare per le prossime “partite”.
2014
Giovanna Regina
Comunicazione
PRIMO PIANO
4
Fronte “Comune”
contro l’evasione
I risultati della collaborazione tra comuni
e Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna
Giorgio Bertuzzi
Oltre 4.200 accertamenti eseguiti e circa
22 milioni di euro incassati (che salgono
a 30 se si considerano anche le rate da
versare su accertamenti già chiusi) con un
aumento dell’82% dell’evasione scoperta
tra i “finti poveri”, persone con un tenore di vita in palese contrasto con i redditi
dichiarati.
Questi i numeri della collaborazione, iniziata nel 2009, tra Agenzia delle Entrate
Emilia-Romagna, Anci Emilia Romagna
e comuni per il contrasto all’evasione fiscale. Le segnalazioni trasmesse dai 280
comuni aderenti hanno consentito di accertare un’evasione di 70 milioni di euro.
Nell’81% dei casi gli accertamenti innescati dalle segnalazioni comunali sono
stati chiusi con l’accordo del contribuente,
a dimostrazione del buon livello qualitativo dei controlli. La maggiore imposta
accertata
In regione il municipio-leader per evasione accertata è Reggio Emilia, le cui
segnalazioni hanno fatto emergere una
maggiore imposta di 7,5 milioni di euro;
seguono Bologna (5,2 milioni di euro),
Modena (3,8 milioni di euro), Rimini (3,3
milioni di euro) e la “piccola” Formigine
(3 milioni di euro).
Tra le new entry si distinguono Castel San
Pietro Terme, in provincia di Bologna, le
cui segnalazioni hanno consentito di accertare casi di evasione per 2,5 milioni di
euro; Russi, in provincia di Ravenna, con
un’evasione accertata di 2 milioni di euro,
e Gambettola, in provincia di Forlì-Cesena (1,6 milioni di euro).
A livello provinciale guida Modena, con
19,3 milioni di euro di maggiore imposta accertata, che precede Reggio Emilia
(12,3 milioni di euro) e Bologna (11,4 milioni di euro).
Figura 1. Distribuzione della Maggiore Imposta Accertata per Provincia
Gli ambiti più proficui
La maggiore concentrazione di segnalazioni si registra nell’ambito “proprietà
edilizia e patrimonio immobiliare” (48%
delle segnalazioni totali): da rendite catastali e affitti non dichiarati provengono
circa 11,9 milioni di evasione accertata. I
campi di intervento più proficui – rispetto
ai quali si vanno intensificando le segnalazioni dei Comuni – sono però altri. Tra
tutti, si distingue il settore “urbanistica e
territorio” (che riguarda in particolare le
operazioni di speculazione edilizia), con
una maggiore imposta accertata di 26,3
milioni di euro, pari al 37% del totale, nonostante un numero di segnalazioni relativamente basso (2.853, 12% del totale).
Sono risultate molto redditizie anche le segnalazioni sui “finti poveri”, contribuenti
che manifestano un tenore di vita in palese
contrasto con i redditi dichiarati, con 22,8
milioni di euro accertati (32% del totale),
di cui 10 si riferiscono al solo 2013. Significativa, infine, l’evasione scoperta nel
settore “commercio e professioni”, in particolare a carico di soggetti che svolgono
attività commerciali dietro lo schermo di
un’associazione (8,8 milioni di euro, pari
al 13% del totale).
Figura 2. Distribuzione della maggiore imposta accertata per ambito di segnalazione
PRIMO PIANO
Alcuni casi di evasione
Nel 2008 non ha dichiarato redditi imponibili, pur avendo a sua disposizione tre
auto e tre immobili, di cui uno di 450 metri quadrati in provincia di Bologna e un
altro, una piccola “casa vacanza”, in un’isola delle Egadi.
Il controllo, scaturito da una rilevazione
ICI del Comune di residenza, ha accertato
un maggior reddito di oltre 60mila euro,
riferito al solo 2008, chiuso con l’accordo
del contribuente.
Nel ravennate, un centro benessere ha attirato l’attenzione di alcuni residenti, che
hanno segnalato un via vai insolito alla
Polizia municipale. I successivi controlli
dell’Agenzia delle Entrate sul proprietario
del centro – che non aveva mai presentato
la dichiarazione dei redditi - hanno fatto
recuperare 150mila euro, tra maggiore
imposta e interessi, per i tre anni fino ad
ora oggetto di indagine. Nel modenese, la
richiesta di cambio di destinazione d’uso
di un terreno da zona “verde pubblico urbano” a zona “artigianale-industriale”, seguito dalla vendita del terreno, ha attirato
l’interesse dell’Ufficio tributi. Dalle prime
verifiche è risultato che il proprietario non
aveva dichiarato nessuna plusvalenza dalla cessione del terreno edificabile, continuando inoltre a versare l’ICI come se il
terreno fosse ancora agricolo.
L’esame della segnalazione ha consentito
di incassare 315mila euro, già versati dal
contribuente.
Nel reggiano, il proprietario di circa 30
immobili, distribuiti tra il capoluogo e la
provincia, nonostante il cospicuo patrimonio immobiliare, dal 2008 al 2011 non
aveva mai presentato la dichiarazione dei
redditi. I controlli dell’Agenzia delle Entrate hanno permesso il recupero di oltre
140mila euro, tra maggiori imposte, interessi e sanzioni, in corso di pagamento.
2014
Cosa entra in cassa
Le segnalazioni relative all’ambito “urbanistica e territorio” confermano il proprio
primato, con 12 milioni di euro di incasso
(55% del riscosso totale).
Sotto il profilo della distribuzione territoriale, i municipi che registrano gli incassi
più consistenti sono Bologna (3 milioni di
euro), Formigine (1,4 milioni di euro) e
Rimini (1,4 milioni di euro).
Tra le province, i proventi della collaborazione con l’Agenzia delle Entrate si
concentrano in misura prevalente nei comuni modenesi (6,7 milioni di euro), che
sopravanzano i municipi bolognesi (5,8
milioni di euro).
Da ricordare, infine, che per le segnalazioni inviate nel triennio 2012-2014, la percentuale del riscosso che spetta al comune
è pari al 100%.
5
Comunicazione
PRIMO PIANO
6
Nel nome dell’evasione:
3 è il numero perfetto
Pierluigi De Rosa
Nell’ultima audizione in Commissione
Finanze e Tesoro del Senato, il Direttore
dell’Agenzia delle Entrate ha evidenziato
come, nonostante l’Italia si caratterizzi ancora per “un tasso di evasione superiore
alla media europea”, si registra un tendenziale aumento della tax compliance, arrivata secondo l’ultima stima all’81% .
Un dato passato sotto silenzio nel racconto mediatico delle ultime settimane, che
però non bisogna dimenticare, quando si
parla di evasione e soprattutto di evasori.
C’è dunque una maggioranza di contribuenti che (magari in qualche caso “bestemmiando lo Stato”, come scriveva Piero Gobetti), pagano le imposte.
Ma c’è anche chi, invece, fa di tutto per
sottrarsene. I risultati della collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Comuni in
Emilia-Romagna mostrano ancora una
volta come il fenomeno dell’evasione sia
diffuso in modo sostanzialmente uniforme
a livello regionale e sia trasversale alle
diverse categorie economiche e reddituali. Non abbiamo, si diceva in conferenza
stampa, un “identikit” dell’evasore: basso/alto, magro/tarchiato, con gli occhiali o
senza, lavoratore autonomo o dipendente,
emiliano o romagnolo, ecc.
L’unico elemento in comune è la volontà
di ridurre o annullare il proprio “debito”
verso l’erario (e verso la comunità in cui
si vive), almeno nei casi più eclatanti scoperti grazie alle segnalazioni dei comuni.
Su tutto, ciò che forse più stupisce è però
una singolare “regola del 3”.
E’ il caso di un “contribuente” (le virgolette sono indispensabili) che in provincia
di Bologna aveva presentato una dichiarazione dei redditi con imponibile zero.
Una vittima della crisi - si sarebbe potuto
pensare- ma non per i tecnici dell’Ufficio
tributi di un comune del bolognese, che
hanno confrontato quello “zero” in di-
chiarazione con le tre auto (tutte di fascia
medio-alta) e gli altrettanti “immobili”.
Termine, quest’ultimo, tipico del linguaggio burocratico, che può adattarsi indifferentemente a un alloggio popolare come a
una casa da 450 metri quadrati – come nel
caso del facoltoso bolognese.
Metratura decisamente inferiore, ma panorama invidiabile, per la sua casa-vacanza in un’isola delle Egadi.
Il “3” si conferma numero caro non solo ai
matematici e al Sommo Poeta, ma anche a
chi sottrae ai doveri fiscali.
Un “contribuente” del forlivese, intercettato dal comune di residenza in seguito
alla presentazione di una dichiarazione
di inizio attività, dichiarava di possedere
soltanto l’abitazione principale e un’auto.
In realtà, i controlli dell’Agenzia delle Entrate hanno constatato anche in Romagna
la curiosa affezione alla regola del 3.
Le auto effettivamente possedute erano
infatti tre, tra le quali anche una d’epoca.
E tre risultano essere anche le residenze
secondarie, a cui si aggiunge un’imbarcazione per le gite off shore. Infine, nel suo
passato “fiscale”, per restare in tema, è affiorata anche una Ferrari 330, una sportiva
prodotta dalla casa del Cavallino rampante negli anni ’60. E per concludere, c’è un
“3” anche nel versamento da 315mila euro
eseguito, in unica soluzione, dal contribuente del modenese che aveva venduto
un terreno “agricolo” per oltre 700mila
euro, cambiandone la destinazione d’uso
in terreno edificabile, con evidenti intenti
speculativi.
PRIMO PIANO
7
Uno sguardo alle principali novità
•
per i contratti di locazione a canone
concordato, stipulati sulla base di
appositi accordi tra le organizzazioni
dei proprietari e degli inquilini, se si
è scelto la cedolare secca (codice 8
o 12 nella colonna 2 “Utilizzo” della sezione I del quadro B) l’aliquota
agevolata scende dal 19 al 15%
•
per i fabbricati locati, in assenza
dell’opzione per il regime della cedolare secca, la deduzione forfetaria
del canone di locazione è ridotta dal
15 al 5%
•
dal 2013 il reddito degli immobili
ad uso abitativo non locati, situati
nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione
principale, assoggettati all’Imu, concorre a formare la base imponibile
Irpef e delle relative addizionali, nella misura del 50% (occorre indicare
il codice 3 nella colonna 12 “Casi
particolari Imu”.
•
l’abitazione principale e le relative
pertinenze, non di lusso, che non
hanno pagato l’Imu, rientrano nel
reddito complessivo (irpef e relative addizionali), la rendita rivalutata
può, comunque, essere interamente
dedotta. In questo caso la colonna
12 – “Casi particolari Imu” non deve
essere compilata
•
l’abitazione principale e le relative
pertinenze, di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) per le quali era
dovuta l’Imu e quelle non di lusso,
che hanno pagato una rata o la “Mini
Imu” non rientrano nel reddito complessivo (occorre indicare il codice
2 nella colonna 12 “Casi particolari
Imu”).
Tiziana Sabattini
Si avvicina l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi, per i quasi 17 milioni
d’italiani che utilizzano il modello 730. La
prima scadenza è il 30 aprile, per chi si
avvale del proprio sostituto d’imposta; la
seconda, è il 31 maggio per chi si rivolge
ai Caf o ai professionisti abilitati.
Da quest’anno è ampliata la platea dei
soggetti che possono utilizzare la dichiarazione semplificata.
Possono, infatti, presentare il modello
730, tramite Caf o professionisti abilitati,
tutti i dipendenti senza sostituto (ad esempio, i lavoratori rimasti disoccupati), sia in
caso di dichiarazione a credito, sia in caso,
di dichiarazione a debito.
In questo caso, il modello 730 va presentato a un Caf o a un professionista abilitato,
nelle informazioni relative al contribuente va indicata la lettera “A” nella casella
“730 senza sostituto”. Nel riquadro “Dati
del sostituto d’imposta che effettuerà il
conguaglio” non devono essere compilati
i campi, va barrata la casella “Mod. 730
dipendenti senza sostituto”
Familiari a carico
Tra le novità più rilevanti di quest’anno
troviamo l’aumento delle detrazioni per
familiari a carico:
•
da 800 a 950 euro per ciascun figlio
•
da 900 a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni
•
da 220 a 400 euro la detrazione aggiuntiva per ogni figlio portatore di
handicap
I rimborsi per detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze di imposta versate negli anni precedenti, di importo superiore a
4.000 euro, verranno erogati direttamente
dall’Agenzia delle Entrate, che effettuerà
i controlli preventivi sulla spettanza delle
detrazioni.
Assicurazioni sulla vita
e contro gli infortuni
Per i premi di assicurazione sulla vita e
contro gli infortuni, l’importo complessivo massimo sul quale calcolare la detrazione del 19% scende a 630 euro (da indicare nei righi da E8 a E12, codice 12)
2014
MODELLO 730 2014
Fabbricati
Ai fini della compilazione del quadro B è
necessario prendere in considerazione le
numorese novità intervenute nell’anno
2013. Tra queste:
Comunicazione
PRIMO PIANO
8
a seconda di quando sostiene le spese.
L’agevolazione spetta nella misura del
55% se la spesa è stata sostenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 5 giugno 2013 (in questo caso, nella colonna 3,
dei righi da E61 a E63 occorre indicare il
codice 1).
Se, invece, la spesa è stata sostenuta a partire dal 6 giugno 2013, la detrazione sale
al 65% (in questo caso, nella colonna 3,
dei righi da E61 a E63 occorre indicare il
codice 2).
Erogazioni liberali
Salgono dal 19 al 24% le detrazioni relative alle erogazioni liberali a favore delle
ONLUS e quelle a favore di partiti e movimenti politici (da indicare nei righi da
E8 a E12, codici 41 e 42).
Interventi per il recupero
del patrimonio edilizio
Buone notizie per i contribuenti che hanno
ristrutturato casa nell’anno 2013.
Il Decreto Legge 63/2013 infatti, ha esteso, alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2013, la possibilità di usufruire della
maggiore detrazione Irpef (50% invece
di quella ordinaria del 36%) nel limite di
spesa di 96.000 euro per unità immobiliare (invece di 48.000 euro).
Tutte le informazioni necessarie per il
calcolo della detrazione devono essere
trascritte nelle sezioni III-A e III-B del
quadro E.
Misure antisismiche
E’ riconosciuta una detrazione del 65%,
fino ad un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96mila euro per unità
immobiliare, per le spese sostenute dal 4
agosto al 31 dicembre 2013 per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici adibiti ad abitazione
principale o ad attività produttive che si
trovano in zone sismiche ad alta pericolosità (per fruire di questa maggior percentuale di detrazione è necessario indicare
il codice ‘4’, nella colonna 2, dei righi da
E41 a E44).
“Bonus arredi”
I contribuenti che fruiscono della detrazione del 50% per interventi di recupero
del patrimonio edilizio possono fruire di
un’ulteriore detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili (ad
esempio, letti, armadi, cassettiere, librerie,
scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani,
poltrone) e per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore all’A+ (o classe
A per i forni), finalizzati
all’arredo di immobili
ristrutturati.
La detrazione, da ripartire in 10 rate, spetta
sulle spese sostenute
dal 6 giugno 2013 ed è
calcolata su un ammontare complessivo non
superiore a 10.000 euro.
Il modello 730/2014 introduce la nuova sezione
III-C, da compilare per
usufruire del “bonus arredi”.
Spese per interventi finalizzati al risparmio
energetico
Un altro elemento di novità del quadro E riguarda le spese sostenute per
gli interventi finalizzati
al risparmio energetico –
Sezione IV.
Chi esegue interventi
finalizzati al risparmio
energetico (ad esempio,
coibentazioni, installazione di pannelli solari,
sostituzione degli impianti di climatizzazione
invernale) può usufruire
di uno sconto maggiore
Compensazioni
Da quest’anno è possibile utilizzare il
credito che risulta dal modello 730/2014
per pagare non solo l’Imu ma anche altre
imposte che possono essere versate con il
modello F24.
Il contribuente che si avvale di questa
possibilità deve compilare il quadro I, indicando l’ammontare delle imposte che
intende versare con il modello F24 utilizzando il credito che risulta dal Mod. 730;
nella busta paga di luglio o nella pensione
di agosto sarà rimborsata solo l’eventuale
parte eccedente.
PRIMO PIANO
9
la dichiarazione dei redditi 2014
La campagna informativa
dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna
Pierluigi De Rosa
2014
Il “bonus mobili”, la detrazione del 50%
per gli interventi di ristrutturazione, la
possibilità di presentare il modello 730
anche per chi non ha il sostituto di imposta, le scadenze e i modelli di dichiarazione.
Sono solo alcuni degli argomenti affrontati dall’Agenzia delle Entrate
Emilia-Romagna in una serie di appuntamenti televisivi, per guidare con
linguaggio chiaro e immediato i contribuenti alle prese con la dichiarazione dei
redditi 2014.
Il primo appuntamento è stato giovedì
17 aprile con “Buongiorno Regione”,
il contenitore mattutino della redazione
Rai dell’Emilia-Romagna, in onda su
Rai 3 a partire dalle 7.30.
Seguiranno quattro appuntamenti su
7Gold (canale 13), in onda in coda al Tg
delle 19, secondo la seguente programmazione: 30 aprile, 7 - 14 - 21 maggio.
Ospiti in trasmissione, alcune funzionarie della Direzione regionale e delle
direzioni provinciali: Federica Cantelli
(DR Emilia-Romagna, Ufficio Tributi),
Francisca d’Alessandro (Ufficio territoriale di Modena), Elisa Loparco (Ufficio
territoriale di Bologna 2).
Da quest’anno l’ormai tradizionale attività di informazione sulla dichiarazione
dei redditi in tv - giunta all’ottavo anno
consecutivo - diventa anche l’occasione
per “dare un volto” a chi quotidianamente è impegnato nell’attività di assistenza
ai contribuenti.
L’iniziativa, che ha coinvolto le Direzioni provinciali di Bologna e Modena,
sarà progressivamente estesa a tutte le
strutture provinciali, comprese quelle
del Territorio, nelle prossime rubriche
televisive a cui parteciperà l’Agenzia
delle Entrate.
Comunicazione
PRIMO PIANO
10
Locazioni:
parola d’ordine
semplificazione
Tiziana Sabattini - Guglielmo Scalise
Dall’Ape, all’addebito in conto corrente,
dalla nuova delega di versamento al nuovo modello per la richiesta di registrazione: sono numerose le novità 2014 che
riguardano le locazioni volte a ridurre e
semplificare gli adempimenti di proprietari e inquilini.
APE - Dal 24 dicembre 2013 non è più
necessario allegare l’Ape (attestato di prestazione energetica) al contratto di locazione di singole unità immobiliari.
E’ sufficiente inserire nel contratto un’apposita clausola con cui l’inquilino dichiara di avere ricevuto le informazioni e la
documentazione relativa alla prestazione
energetica del bene locato.
L’omessa dichiarazione o la mancata allegazione dell’attestato nei casi previsti (ad
esempio, trasferimento a titolo oneroso,
locazione di intero fabbricato) non determina più la nullità del contratto, ma comporta l’erogazione di una sanzione.
F24 – ELIDE - Dal 1° febbraio 2014 è
possibile pagare con modello F24 – Elide
(in alternativa al modello F23, comunque
utilizzabile fino al 31 dicembre 2014) le
somme dovute per la registrazione dei
contratti di locazione e di affitto dei beni
immobili. La nuova delega permette di
versare l’imposta di registro, i tributi speciali e i compensi, l’imposta di bollo, le
sanzioni e gli interessi. I titolari di partita
Iva devono presentare “F24 Elide” esclusivamente tramite i servizi on line dell’Agenzia o quelli del sistema bancario e postale, direttamente o tramite intermediari
abilitati. I contribuenti che non possiedono partita Iva, invece, oltre a utilizzare la
via telematica, possono presentare il modello cartaceo presso banche, uffici postali
e agenti della riscossione.
Con la risoluzione n. 14/E del 24 gennaio
2014, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i
codici tributo e fornito le indicazioni per
compilare correttamente la delega di versamento.
Nella Sezione Contribuente del modello
vanno riportati i dati anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il versamento
(ad esempio, il proprietario) e nel campo
“Codice fiscale del coobbligato, erede,
genitore, tutore o curatore fallimentare”, il codice fiscale della controparte (ad
esempio, l’inquilino) unitamente al codice
identificativo 63.
Nella Sezione Erario i campi “Codice Ufficio” e “Codice Atto” non devono essere
compilati perché destinati ad altre tipologie di versamento; nel campo “Tipo” bisogna indicare la lettera F.
Il campo “Elementi identificativi” deve
essere compilato solo per i pagamenti
successivi alla prima registrazione riportando il codice identificativo del contratto, reperibile nella copia della richiesta di
registrazione restituita dall’ufficio oppure,
per i contratti registrati telematicamente,
nella ricevuta di registrazione (il codice
identificativo è composto da 17 caratteri:
codice ufficio, anno di registrazione, serie,
numero, sottonumero). E’, infine,necessario indicare:
• nel campo “Codice” - il codice tributo
• nel campo “Anno di riferimento” l’anno di stipula del contratto (o di
decorrenza, se anteriore) in caso di
prima registrazione oppure, l’anno di
scadenza dell’adempimento, in caso
di annualità successiva, proroga, cessione o risoluzione del contratto
• nel campo “Importi a debito versati”le somme dovute ricordando che tutti
gli importi relativi all’imposta di registro vanno arrotondati all’unità di euro
(per difetto, se inferiore a 50 centesimi, per eccesso se uguale o superiore)
PRIMO PIANO
11
I nuovi e i vecchi codici a confronto
• registrare i contratti di affitto e locazione di immobili
• comunicare proroghe, cessioni o risoluzioni
• esercitare l’opzione o la revoca della
“cedolare secca”
Il nuovo modello deve essere trasmesso
telematicamente all’Agenzia delle Entrate, operazione che può essere effettuata
direttamente dal contribuente (in questo
caso è necessario avere il codice pin),
incaricando un intermediario abilitato
oppure presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia, in caso di soggetti non
obbligati alla registrazione telematica dei
contratti di locazione. La registrazione telematica avviene mediante:
• il software “Contratti di locazione e
affitti di immobili (RLI)”, scaricabile
gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle entrate alla voce: Cosa
devi fare - Registrare - Registrazione
dei contratti dei beni immobili e versamento delle imposte - Regole generali- Compilazione e invio - Software
RLI
• il servizio di registrazione contratti di
locazione “RLI web” – disponibile sul
sito internet dell’Agenzia delle Entrate alla voce: Servizi online - Servizi
fiscali - Servizi fiscali con registrazione - Registrazione contratti di locazione “RLI web”. Il servizio permette di
procedere alla registrazione direttamente da Internet, senza scaricare il
software
E’ possibile allegare in un unico file (in
formato Tif o PDF) una copia del contratto
ed eventuali ulteriori documenti (scritture private, mappe, planimetrie, eccetera).
Non è obbligatorio allegare il contratto se:
• il numero dei locatori (proprietari) e
dei conduttori (affittuari) non è superiore a tre
• si affitta una sola unità abitativa con
un massimo di tre pertinenze (tutti gli
immobili sono censiti con attribuzione
di rendita)
• il contratto stabilisce solo il rapporto
di locazione e non altri accordi
•
i firmatari sono persone fisiche che
non agiscono nell’esercizio di un’impresa, arte o professione
ADDEBITO IN CONTO CORRENTE
Dal 3 febbraio è possibile versare le imposte legate alla registrazione, risoluzione, proroga e cessione del contratto di
locazione con addebito sul proprio conto
corrente (o su quello dell’intermediario).
Questa modalità è obbligatoria per i soggetti obbligati alla registrazione telematica del contratto (agenti immobiliari e
possessori di almeno 10 immobili) e facoltativa per tutti gli altri contribuenti. Il
software “Contratti di locazione e affitto
di immobili (RLI)”, calcola automaticamente le imposte da versare in sede di registrazione, richiede di indicare gli estremi del conto corrente bancario o postale e
provvede ad addebitare sul conto indicato
le imposte calcolate.
Anche i contribuenti che registrano il
contratto in Ufficio possono versare le
imposte di bollo e di registro richiedendo
l’addebito sul proprio c/c. L’operazione
è semplice e veloce: basta compilare il
modello “richiesta di addebito su conto
corrente bancario” e consegnarla al funzionario assieme agli altri documenti. E’
questa, un’ulteriore opportunità offerta al
cittadino per evitare le file e definire la registrazione in giornata evitando di dover
tornare allo sportello.
Per avere informazioni sui contratti di locazione o presentare gli atti per la registrazione è possibile prenotare un appuntamento telefonando al numero 848 800 444
o collegandosi al sito dell’Agenzia delle
Entrate alla voce Contatta - Prenotazione
degli appuntamenti
2014
Modello RLI – Dal 3 febbraio 2014 la
registrazione dei contratti di locazione avviene con il nuovo modello RLI (Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto di
immobili). Dopo una fase transitoria, fino
al 31 marzo, in cui si potevano utilizzare
i vecchi e il nuovo modello, dal 1° aprile
2014 il modello RLI ha sostituito completamente i modelli 69, Siria, Iris, Locweb.
Il mod. 69 continua ad essere utilizzato
per le altre fattispecie (ad esempio, contratto di comodato, denuncia di contratto
verbale, vendita, permuta, costituzione o
cessione di usufrutto, ecc.).
Il modello RLI permette di:
Comunicazione
PRIMO PIANO
12
come usare
il nuovo modello RLI
Incontro con gli ordini professionali
e le associazioni di categoria
Teddy Miglietta
Registrazione Locazione Immobili, come
versare le imposte e quali sono i vantaggi per i contribuenti. Questi sono alcuni
dei temi trattati durante l’incontro che si
è svolto giovedì 27 marzo, presso l’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna e
che ha visto la partecipazione di oltre 170
rappresentanti tra Ordini Professionali e
Associazioni di Categoria dell’Emilia-Romagna. Oltre ad illustrare nel dettaglio
le modalità operative delle attività di registrazione telematica dei contratti di locazione, i funzionari dell’Agenzia hanno
focalizzato l’attenzione sul modello RLI
che, sostituendo dal 1° aprile i precedenti
modelli e software (modello 69, Siria, Iris,
ecc.), contribuisce a dare attuazione al
processo di semplificazione amministrativa avviato ormai da tempo. In particolare,
è stato illustrato l’applicativo in maniera
approfondita a partire dalle modalità di
richiesta della “chiave” di abilitazione al
servizio Entratel, per passare poi ai casi
concreti di contratti con o senza opzione
per la cedolare secca. L’incontro si è con-
cluso con un proficuo dibattito e momento
di confronto durante il quale i funzionari
dell’Agenzia hanno risposto ai quesiti posti dai partecipanti all’incontro.
il modello rli: appuntamenti in tv
e informazioni in ufficio
Con il debutto, lo scorso 3 febbraio, del modello per
la registrazione dei contratti di locazione (il modello
RLI - Registrazione Locazioni Immobiliari), è partita
la campagna di comunicazione dell’Agenzia delle
Entrate Emilia-Romagna, per spiegare come usare
il modello, come versare le imposte e quali sono i
vantaggi per i contribuenti.
Il 31 gennaio, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate ha partecipato a Buongiorno Regione, il contenitore
mattutino della redazione Rai dell’Emilia-Romagna, in
onda su Rai 3 a partire dalle 7.30; a seguire, il 3 febbraio, l’appuntamento su 7Gold (canale 13), all’interno
del rubrica Magazine, in onda in coda al tg delle 19.
FOCUS ENTRATE
Christian Attardi
Il giorno 16 aprile 2014 il Direttore Centrale Affari Legali e Contenzioso, dott.
Vincenzo Busa, ha incontrato a Bologna,
presso la Direzione regionale dell’Emilia
Romagna, i responsabili degli uffici legali
delle Direzioni regionali per fare il punto
sulle attività di mediazione e contenzioso
relative all’anno in corso. All’incontro
hanno partecipato anche il Direttore regionale dell’Emilia Romagna, dott. Pierluigi
Merletti, e il Direttore regionale della Valle
d’Aosta, dott. Carmelo Rau.
Nello stesso giorno, per una curiosa coincidenza, la Consulta ha depositato l’attesa
sentenza sulla legittimità costituzionale
della mediazione tributaria, con la quale
è stata promossa a pieni voti la nuova
formulazione dell’art. 17-bis della legge
processuale tributaria che ora prevede l’esperimento della mediazione non più a pena
d’inammissibilità del ricorso, ma esclusivamente a pena di mera improcedibilità.
La Consulta ha validato pienamente la scelta del legislatore di affidare la celebrazione
della mediazione agli stessi funzionari
dell’Agenzia delle entrate. Con buona pace
per i sostenitori della necessità di introdurre
un mediatore “terzo ed imparziale”.
È invece incostituzionale la “vecchia”
versione della mediazione in cui la mancata
presentazione del reclamo comportava
l’inammissibilità del ricorso; ma tale
decisione sarà sostanzialmente priva di
ricadute, poiché per tutti gli atti impugnabili
suscettibili di entrare nel campo di
applicazione della mediazione tributaria
notificati successivamente al 2 marzo
2014 si applica solamente la nuova regola
dell’improcedibilità.
Gli effetti prodotti dalla mediazione tributaria sull’operato dell’Amministrazione finanziaria italiana hanno costituito il nucleo
portante dell’incontro di coordinamento ed
allineamento nazionale del 16 aprile scorso
a Bologna.
Il Direttore centrale ha sottolineato l’importanza del “nuovo modo” di fare amministrazione prodotto dalla positiva esperienza
operativa della mediazione.
L’Agenzia sta puntando con decisione verso la qualità degli atti tributari; una qualità
che deve necessariamente essere elevata per
reggere all’urto del contenzioso e arrivare
all’affermazione ultima di una decisione favorevole (e quindi della pretesa tributaria).
Gli sforzi di tutti gli uffici devono essere
diretti a produrre atti fortemente ed indiscutibilmente sostenibili, in quanto legittimi
e fondati.
I tempi sono maturi per lasciarsi alle spalle
comportamenti talvolta vessatori, miopi,
improntati ad “assolutismo” culturale ed
interpretativo.
L’Agenzia non punta alla vittoria in giudizio come obiettivo ultimo da raggiungere
fine a sé stesso.
L’Agenzia mira a comunicare e diffondere, grazie anche all’esperienza positiva
della mediazione, un messaggio di elevata
qualità dell’azione amministrativa; una
qualità capace di sfidare, in virtù dei propri
standard, la tenuta in sede contenziosa.
La funzione contenziosa svolta dall’Agenzia non si pone come “terza attività”
accanto all’attività di controllo e all’attività
di servizi.
L’attività contenziosa è in funzione dell’accreditamento della qualità delle azioni di
controllo e di servizio al contribuente.
La svolta è stata impressa dal rinnovato
atteggiamento richiesto nella gestione della
mediazione, in cui ha fatto ingresso una
nuova logica gestionale, diretta al mantenimento in vita dell’atto amministrativo e
alla difesa processuale di esso solo quando
caratterizzato da elevati standard qualitativi
sotto il profilo della legittimità e fondatezza, così da rendere altamente probabile
l’affermazione in sede contenziosa della
pretesa.
In questa prospettiva di cambiamento e
rinnovamento culturale e relazionale deve
continuare l’operato degli uffici legali; e
in tale direzione “nuova” deve essere improntata l’attività istruttoria e di produzione
amministrativa. Perché l’Agenzia deve
esprimersi con una sola voce corale. Ecco
perché è fondamentale esportare a monte
le esperienze positive della mediazione.
2014
focus sul contenzioso
13
Comunicazione
FOCUS ENTRATE
14
GLI INDICATORI DI GOVERNO
PER LA TAX COMPLIANCE
L’incontro con il settore pianificazione e controllo
Antonio Chionna
Il 15 aprile 2014 si è svolto a Bologna,
presso la sede della Direzione Regionale
dell’Agenzia delle Entrate, con la partecipazione del Direttore Regionale, dei
Controller e di tutte le figure di vertice
delle Direzioni Provinciali e della Direzione Regionale dell’Emilia-Romagna,
l’incontro sul modello degli indicatori di
governo tenuto dai responsabili del Settore
Pianificazione e Controllo della Direzione
Centrale.
L’incontro fa parte di un percorso di
formazione che negli anni ha fornito ai
partecipanti gli strumenti atti all’utilizzo
del sistema di Business Intelligence e a
sviluppare le competenze per una “gestione
manageriale” della struttura in cui si opera
attraverso il cruscotto degli indicatori di
governo; e proprio gli indicatori di governo
sono stati i protagonisti dell’incontro.
Il relatore Paolo Maglio - Responsabile del
settore Pianificazione e Controllo - nella
relazione introduttiva ha illustrato l’importanza dello strumento degli indicatori
di governo che in pochi anni è passato da
una fase meramente teorica ad un impiego
effettivo (impiego dell’indicatore di partecipazione) già nella fase di programmazione del budget di produzione 2014.
Un work progress continuo che ha come
scopo finale quello di fornire una diagnosi
del territorio in cui si opera ben più incisiva
dell’analisi dei semplici dati di produzione
e delle risorse impiegate.
Gli indicatori di governo diventano così
uno strumento di navigazione indicando
FOCUS ENTRATE
15
•
Il cruscotto, nel modello attuale, si compone di 7 indicatori che richiedono una lettura
integrata/sistemica delle informazioni che
ogni singolo indicatore è in grado di fornire
sia in termini di analisi gestionale (analisi
per cluster) che in quella di analisi di
squadra (confronto con le altre Direzioni
provinciali)
La “lettura” tenuta da Gino Scialpi - Responsabile dell’ufficio Modelli e Sistemi
applicativi - integrata da precisi interventi
tecnici di Stefano Pisani - Responsabile
dell’ufficio Analisi Statistico-econometriche per la Compliance - parte da un
indicatore di input, l’indicatore di Partecipazione. Questo indicatore analizza
il capitale umano in termini di ore lavoro
e ne osserva i fenomeni di partecipazione
ed assenza.
Risalendo il cruscotto si passa a descrivere
l’indicatore di Efficienza che osserva la
produzione in termini di variazione, tra un
anno e l’altro, del rapporto tra produzione
e risorse umane e che insieme al successivo
Indicatore di Presidio del Territorio (che
definisce la probabilità che la platea di
contribuenti amministrata sia sottoposta a
controllo fiscale da parte della DP in un dato
anno di attività) è un indicatore di output
dei processi di produzione.
A livello di efficacia dell’azione ovvero
quando l’Agenzia si confronta con l’esterno, gli indicatori sono tre:
•
Indice di Vittoria in giudizio - risponde alla domanda: quanto si vince
in contestazione?;
•
Rendimento dei controlli - fornisce
l’informazione di quanto si incassa
rispetto a quanto si accerta;
L’ultimo indicatore del cruscotto è l’Indicatore di Tax Compliance che misura
l’effetto dell’azione, fornendo la misura
di quanto viene versato spontaneamente
rispetto a quanto si dovrebbe versare.
L’incontro ha visto l’attenta partecipazione
dei presenti con frequenti domande e spunti
di riflessione. Forte attenzione è stata posta
alla mancanza nel cruscotto indicatori
dell’analisi delle attività della sfera servizi
che consentirebbe di avere un quadro di
analisi completo che non tenga conto solo
dell’attività dell’area controllo.
Gli interventi finali del Direttore Regionale
e di tutti i Direttori Provinciali hanno evidenziato quanto il cruscotto indicatori sia
considerato indispensabile strumento di
ausilio per analizzare fenomeni e prendere
decisioni e saper gestire scenari in rapido
mutamento.
Concludiamo con una slide proiettata
durante l’incontro che ben rappresenta il
difficile ruolo di chi è chiamato a prendere
decisioni.
2014
la strada ed evidenziando le criticità da
superare per raggiungere la missione
istituzionale del massimo livello di Tax
Compliance al fine di garantire il recupero
di risorse per l’intera collettività operando
secondo criteri di efficacia, efficienza ed
economicità, nel rispetto dei principi di
legalità, imparzialità e trasparenza.
Indice di Erosione dell’Evaso misura la capacità della struttura di
incidere sulle dinamiche evasive del
territorio su cui opera e che risponde
alla domanda: ogni 100 euro evasi
quanti se ne recuperano?.
Comunicazione
FOCUS ENTRATE
16
sportello registrazione affitti:
codice fiscale agli studenti stranieri
Antonella Pellegrino
Il progetto Sportello Registrazione Affitti
si rinnova e amplia la gamma dei servizi
offerti agli studenti. Nato nel 2010 da un’idea della Direzione Regionale Emilia-Romagna insieme all’Università e al Comune di Bologna, esteso successivamente ai
Poli didattico-scientifici romagnoli e ai
Comuni di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, l’accordo sul progetto, è stato rinnovato introducendo un’importante novità.
Da quest’anno, infatti, lo Sportello, che ha
coinvolto fino ad oggi quasi tutti i Comuni
e gli Atenei emiliano-romagnoli, al servizio della legalità per favorire, attraverso
l’offerta di informazione ed assistenza, la
semplificazione dei rapporti con i contribuenti, e per combattere il mercato degli
affitti “in nero” o irregolari, offrirà un
nuovo servizio di rilascio di codici fiscali
dedicato all’utenza universitaria internazionale (studenti e docenti).
Al progetto iniziale, che consiste in uno
spazio dedicato agli studenti, nel quale è
possibile ottenere non solo una consulenza di base sui benefici fiscali riservati a
chi detiene un contratto di affitto regolare, ma anche la registrazione dei contratti
di locazione, grazie alla presenza presso
l’Ateneo di un funzionario dell’Agenzia
delle Entrate, si è aggiunta la possibilità
per gli studenti e per i docenti provenienti
dall’estero di ottenere il rilascio del codice fiscale, con modalità semplificate,
direttamente nelle strutture dell’Universi-
tà, senza doversi recare presso gli Uffici
dell’Agenzia delle Entrate.
L’obiettivo, è quello di rimuovere le barriere di accesso al servizio di registrazione, rafforzare i benefici per gli studenti
(risparmio di tempo, accesso alle
agevolazioni fiscali), prevenire l’evasione nel settore abitativo, ma soprattutto stimolare tra gli “studenti/
cittadini” il senso civico e la fiducia
nelle istituzioni che li sostengono
risolvendo, per esempio, problemi
concreti come quello degli affitti, o, soprattutto per gli stranieri,
difficoltà legate alla vita nel nostro Paese come l’assicurazione sanitaria e l’acquisto di una
sim card.
In questi giorni sono stati avviati i contatti per l’estensione del servizio del rilascio
del codice fiscale agli stranieri presso l’Università e
il comune di Ferrara.
FOCUS ENTRATE
Antonella Pellegrino
Una nuova rete di referenti della comunicazione. Questa l’iniziativa che ha fatto
incontrare a Bologna, nei giorni scorsi,
come già avvenuto in passato, i neo referenti per creare la prima occasione di contatto e di scambio di esperienze che si è
resa necessaria a seguito dell’assegnazione delle funzioni no-core dell’ex Agenzia
del Territorio alle corrispondenti strutture
dell’Agenzia delle Entrate e del nuovo assetto organizzativo della Direzione regionale, con l’istituzione dell’Area di Staff
al Direttore regionale, che ha riunificato
comunicazione interna e comunicazione
esterna.
L’obiettivo della “rete” è quello di condividere le stesse modalità di gestione delle
attività di comunicazione sia all’interno
della Direzione regionale, che all’interno
degli uffici periferici (Direzioni provinciali e Uffici Provinciali – Territorio).
I referenti (uno per ogni Direzione provinciale e Ufficio provinciale Territorio)
selezionati nei giorni scorsi attraverso un
colloquio motivazionale, sono entrati a far
parte di una struttura reticolare di persone
che ha l’obiettivo di presidiare tutte le tematiche legate alla comunicazione.
Dall’incontro è emerso il ruolo “ponte”
del referente tra la Direzione regionale e
gli Uffici e tra il Direttore dell’Ufficio e
il personale, che permette un efficace ed
efficiente sistema di comunicazione interna consentendo al contempo anche la
diffusione di una cultura organizzativa
condivisa affinché il personale tutto possa operare in un clima che lo renda il più
possibile partecipe degli obiettivi che l’Agenzia intende raggiungere.
Il coordinamento, l’organizzazione e la
circolazione delle informazioni interne,
sono il presupposto essenziale dell’attività
di comunicazione integrata.
L’incontro è stato l’occasione per definire
innanzitutto le competenze del referente
e gli strumenti che ha a disposizione per
lavorare. Iniziativa, passione per il lavoro,
flessibilità, orientamento all’altro, sono
solo alcune delle competenze necessarie al referente della comunicazione in
Agenzia, che con l’aiuto di strumenti quali posta elettronica, bacheche, locandine,
riunioni, internet, quotidiani, ecc., può
svolgere al meglio i compiti necessari per
portare a compimento il programma delle
attività previste per il 2014.
Ma qual è il ruolo del referente? Il referente della comunicazione deve:
•
promuovere le iniziative di comunicazione interna, sviluppo, etica e
rapporti con il contribuente presso i
colleghi e raccogliere i loro feedback;
•
collaborare con l’Area di Staff, fornendo, allo stesso tempo, un feedback
costante delle iniziative poste in essere;
•
verificare, in collaborazione con il
referente della Formazione (dove
presente) l’impatto delle attività di
formazione nelle strutture locali e segnalare eventuali correttivi;
•
segnalare all’Area di Staff i contenuti non aggiornati/non corretti, riferiti
alla propria struttura, all’interno di
prodotti comunicativi;
•
monitorare la stampa locale, segnalando all’Area di Staff contenuti di
interesse, meritevoli di diffusione o
che hanno attirato o potrebbero attirare l’attenzione dei mass media
•
fare da tramite per le segnalazioni
inviate dai contribuenti che non ricevono risposta dalla Direzione provinciale al canale dedicato “Contatta
l’Agenzia”;
•
verificare l’esattezza dei riferimenti
della Direzione provinciale/Ufficio
provinciale Territorio sul sito dell’Agenzia e sui motori di ricerca;
•
sensibilizzare i colleghi sul tema della reperibilità telefonica;
•
diffondere le iniziative di comunicazione esterna tra i contribuenti e i
colleghi;
•
proporre all’Area di Staff, di intesa
con il responsabile della struttura,
contenuti utili per campagne di comunicazione;
•
promuovere, in collaborazione con
l’Area di Staff, le attività del progetto
Fisco e Scuola e coadiuvare, quando
richiesto, il referente del progetto.
Come si evince, l’impegno richiesto
ai colleghi che devono assolvere tali
compiti insieme a quelli propri d’ufficio
è notevole.
Non resta che augurare: buon lavoro, referenti della comunicazione!
2014
Una nuova rete
di referenti
della comunicazione
17
Comunicazione
FOCUS ENTRATE
18
Il conferimento
dei nuovi incarichi...
tra strategia e Casi
Licia Romagnoli
La prospettiva emergente in tema di sviluppo, contenuta nelle Linee guida per
l’attribuzione delle posizioni organizzative e degli incarichi di responsabilità (DC
Pers n.151713 del 18-12-13) lega indissolubilmente la qualità dei risultati organizzativi alla coerenza delle scelte effettuate
in sede di conferimento: “.. l’obiettivo
fondamentale del responsabile è quello di
migliorare la performance dell’ufficio e la
qualità dei servizi..” e “..non c’è dubbio
che questa dipenda in misura determinante anche dalla qualità delle scelte effettuate nell’assegnazione degli incarichi”.
Il Responsabile deve quindi confrontarsi
con considerazioni valutative di più ampia
portata rispetto al passato, e finalizzare le
scelte ad un preciso disegno gestionale. A
lui è chiesto di entrare nel processo decisionale con prontezza, lucidità e visione
prospettica, avendo presenti molteplici
fattori, quali: il peso, la complessità e la
prestazione attesa di ciascun incarico, e
le competenze necessarie a svolgerlo. Ma
non solo. Deve conoscere le sfumature
professionali -e motivazionali- degli attuali titolari, valutare la coerenza rispetto
al ruolo e, all’occorrenza, una migliore
allocazione funzionale… E non da ultimo
deve aver presente lo scenario delle “nuove potenzialità”, cioè i talenti emergenti
su cui investire. Insomma, il risultato organizzativo si costruisce già dalle prime
battute, e il segreto gestionale sta tutto
nella visione di insieme…
Su questi intendimenti, e in occasione
dell’avvio della procedura di conferimento incarichi per il triennio 2013-15, i Responsabili sono stati chiamati ad elaborare
un piano incarichi, comunicando quali
posizioni e incarichi rinnovare, quali avvicendare, e quali, in ultimo, riservare a
conferimento ex novo. Le tre operazioni
gestionali consentite dalle Linee Guida e
finalizzate, rispettivamente, a consolidare
l’assetto esistente, utilizzare diversamente
le professionalità già attive, e creare spazi
per nuove opportunità, hanno permesso di
realizzare interventi mirati, in vista di un
progetto complessivo di copertura incarichi flessibile e il più possibile conformante rispetto alle esigenze territoriali.
Al termine della pianificazione in regione
115, tra posizioni e incarichi, sono stati
rinnovati, 13 avvicendati, 63 posizioni rimesse in gioco. Agli incarichi di responsabilità da conferire ex novo (posizioni vacanti o per mancata conferma del titolare)
è stato riservato un apposito iter selettivo.
In un programma gestito all’insegna
dell’”apertura”, è stata estesa la possibilità di candidatura anche ai funzionari non
confermati che si vogliono rimettere in
gioco, e ampliato il ventaglio delle scelte
di candidatura a tutte le sedi della regione.
L’ operazione di allargamento ha moltiplicato le possibilità, ma ha anche comportato, come da previsioni, un ampliamento
dei numeri (356 candidature), e una variazione della platea dei concorrenti, per la
stragrande maggioranza “neofiti” del coordinamento.
A noi, ufficio Formazione Comunicazione
e Sviluppo, è toccata la responsabilità di
“apprezzare le conoscenze tecnico-professionali e le competenze organizzative”
dei candidati, così come suggerito dalle
Linee Guida, “approfondendone le motivazioni”. Nonostante i “grandi numeri”,
abbiamo osservato i candidati attraverso
molteplici strumenti, per una ricostruzione attendibile delle caratteristiche professionali e del livello di coerenza di ciascuno con il ruolo richiesto.
I Capi diretti, da osservazioni sul campo,
hanno fornito indicazioni di interesse sulle capacità tecniche e comportamentali
dei propri collaboratori. Le indicazioni
del Capo, tuttavia, per quanto attendibili, sono pur sempre rilevazioni “indirette”. Per raccogliere evidenze “dirette”,
abbiamo arricchito l’iter selettivo delle
cosiddette “prove situazionali”, o “Casi
Organizzativi”. I Casi sono strumenti di
verifica della “bravura” del candidato che
consentono di mettere alla prova concretamente le abilità del candidato e rilevare
con un buon indice di attendibilità, come
questi si comporterebbe nel gestire una
problematica nella tipica mansione ricercata. Benchè siano situazioni “artificiali”,
dai casi è possibile inferire numerosi elementi su chi li gestisce: primo fra questi
le competenze tecniche, indispensabili per
riconoscere il problema e risolverlo, ma
anche l’ esperienza e la dimestichezza con
le problematiche trattate. E non solo.
Le prove restituiscono indicazioni interessanti sul modo di interpretare situazioni
sfumate, e stressano la capacità di gestione di ruolo. Non da ultimo, forniscono interessanti ritorni sullo “stile gestionale”
del candidato, sulle modalità comunicative, etc…
Un’ equipe ha messo a punto 9 casi tecnici tipici delle attività di settore (Controllo, Contenzioso, Servizi e Supporto)
più uno “gestionale puro”. Hanno preso
parte alle prove e gestito 2 casi a scelta in
120 minuti, 137 candiudati. Gli elaborati,
visionati e corretti dalla task force, hanno
subito il doppio vaglio tecnico e gestionale. Oltre alle conoscenze tecniche, e alla
dimestichezza nel ruolo, sono state oggetto di attenzione, e premiate, le capacità di
Problem Solving, Iniziativa e Flessibilità,
competenze particolarmente desiderate
in un coordinatore e carte vincenti di un
buon leader ...
FOCUS ENTRATE
19
nuovi funzionari dell’Agenzia
delle Entrate dell’Emilia-Romagna:
l’Ok del medico
Biagio Cunsolo
problemi legati alla postura, all’affaticamento fisico o mentale e alle condizioni
ergonomiche e d’igiene ambientale.
Inoltre, il datore di lavoro, è tenuto ad
adottare le misure appropriate per ovviare
ai rischi riscontrati in base alle valutazioni
effettuate e ad organizzare e predisporre i
posti di lavoro in conformità ai requisiti
previsti dalla normativa vigente.
Il lavoratore “videoterminalista”, ha diritto ad un’interruzione della sua attività
mediante pause ovvero cambiamento di
attività.
Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche
aziendale, in assenza però di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione, il lavoratore ha comunque diritto ad
una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa
al videoterminale.
Le modalità e la durata delle interruzioni
possono essere stabilite temporaneamente
a livello individuale ove il Medico Competente ne evidenzi la necessità; è comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all’inizio ed al termine dell’orario di
lavoro.
Nel computo dei tempi di interruzione non
sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico che
sono considerati, a tutti gli effetti, tempo
di lavoro.
La pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa
al videoterminale è considerata a tutti gli
effetti parte integrante dell’orario di lavoro.
In definitiva, i nuovi colleghi “videoterminalisti” ex tirocinanti tutti individuati
dalla sorveglianza sanitaria saranno sì
sottoposti a visita medica, ma non al momento dell’assunzione definitiva, la visita
medica cui saranno sottoposti sarà quella
denominata “periodica”, ovvero la visita
che rispetta le scadenze stabilite dal Medico Competente riportate sul giudizio di
idoneità di ciascuno rilasciato al momento
della visita “preventiva”.
La periodicità delle visite, a parte casi
specifici stabiliti dal Medico Competente,
per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate qualificati come “videoterminalisti”, è
così stabilita: ogni due anni per i lavoratori con prescrizioni mediche e per i lavoratori che hanno un’età maggiore o uguale
di 50 anni, ogni cinque anni per tutti gli
altri casi.
Avverso i giudizi del Medico Competente
ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva e/o preventiva, è ammesso ricorso
entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo all’organo di
vigilanza territorialmente competente che
dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca
del giudizio stesso.
2014
I nuovi funzionari dell’Agenzia delle
Entrate che in maggio saranno assunti in
Emilia-Romagna, reduci del tirocinio semestrale svolto negli uffici dell’Agenzia
della medesima regione, non saranno sottoposti a visita medica “preassuntiva” in
quanto già inseriti nella sorveglianza sanitaria prevista dall’art 41 del D.Lgs 81/08.
L’inserimento è avvenuto con la visita
medica “preventiva” espletata dal Medico Competente dell’Agenzia delle Entrate
dell’Emilia-Romagna cui gli stessi sono
stati sottoposti il giorno dell’accoglienza
(inizio tirocinio).
La visita “preventiva” intesa a constatare
l’assenza di controindicazioni al lavoro,
si è svolta in funzione alla destinazione
lavorativa dei tirocinanti, alle mansioni
specifiche, ai fattori di rischio e al tempo
di esposizione.
Com’è risaputo la stragrande maggioranza
dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate,
ai fini della sicurezza nei luoghi di lavoro, è qualificata come “videoterminalista”
e rientra nella sorveglianza sanitaria in
quanto utilizza il personal computer, in
modo sistematico o abituale, per almeno
venti ore settimanali.
Anche i tirocinanti pertanto sono stati visitati come “videoterminalisti” in quanto
il tirocinio si è svolto nelle identiche situazioni lavorative dei funzionari dell’Agenzia assunti a tempo indeterminato.
Una visita a tutela del lavoratore-tirocinante, specifica sui “rischi” principali cui
il lavoratore fin dal tirocinio ne rimane a
stretto contatto.
La normativa sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro, infatti obbliga il datore di lavoro,
art.41 comma 1 lett.c) D.Lgs 81/08, ad affidare i compiti ai lavoratori, tenendo sempre conto delle capacità e delle condizioni
degli stessi in rapporto alla loro salute e
alla sicurezza.
Il datore di lavoro all’atto della valutazione del rischio, come prevede l’articolo
174 del D.Lgs 81/08 è tenuto ad analizzare
i posti di lavoro avendo particolare riguardo sui rischi che possono recare danno alla
vista e agli occhi dei lavoratori, oltre ai
Comunicazione
CONTRIBUTI
20
UNA GIORNATA... PARTICOLARE
Le vicende sono state naturalmente
molto diverse da quelle interpretate da Mastroianni e da Sofia Loren
nell’indimenticato film di Ettore
Scola del 1977, ma i due eventi che
hanno coinciso oggi presso la DP di
Piacenza hanno di certo reso “particolare” questa giornata: gli auguri del
Direttore Licia Falanga per l’imminente
Pasqua ed il saluto ai colleghi Alessandro
e Carlo, che ci lasciano per avvicinarsi,
finalmente, a casa. Il nuovo Direttore ha
aperto la girandola dei discorsi, ricordando il corretto spirito che deve animare il
nostro non facile lavoro, prima di farci,
naturalmente, nello stile affettuoso ed
umano che stiamo di giorno in giorno conoscendo, i suoi auguri di buona Pasqua.
Il Direttore ha passato, poi, il testimone
ai colleghi in partenza, i quali, tra nostalgici ricordi, fotografie, ringraziamenti ed
ottimi propositi per la nuova avventura lavorativa che si accingono a vivere (respirando, per di più, aria di casa) hanno im-
grazie di cuore...
mia cara agenzia
Gloria Fuzzi
Grazie di cuore….mia Cara Agenzia.
Mio caro Ufficio, sono ormai 42 anni che
siamo fianco a fianco… ti sarai stancato
sicuramente di vedermi tutte le mattine,
di sopportare i miei contributi lavorativi e
i miei dissensi, è ora che vada in pensione e lasci il posto alle giovani leve che in
questo momento stanno cercando lavoro e
sono pieni di energie e di risorse!
Ma “caro vecchio”!? … non proprio, è
sbagliato apostrofarti in quel senso, perché negli ultimi quindici anni, sei veramente “ringiovanito”, con facce nuove,
giovani con grandissima energia, professionalità e perché no, gentilezza.
Sei diventato l’Agenzia delle Entrate.
Per quello che mi riguarda, molto di più di
un luogo di lavoro, un pò la mia seconda
famiglia.
L’affetto è reciproco, spero, e questo mi
ha sempre sostenuto nei momenti difficili
della vita: devo tutto al mio lavoro, ai miei
capi e colleghi, a cui sono davvero molto
affezionata.
Quando sono stata assunta, ti chiamavi
Ufficio delle Imposte Dirette, oggi Agenzia
delle Entrate…
I sistemi sono mutati, ma i direttori e capi
hanno sempre avuto un tocco di umanità.
Voglio concludere con questa poesia di
Giovanni Pascoli, dalla raccolta Myricae: si
intitola “La Patria” e la dedico all’Agenzia
e a tutti i colleghi.
Grazie di cuore, mia cara Agenzia !
bastito un emozionato e toccante discorso,
leggendo un biglietto di saluto contenuto
in una particolarissima “cartella”, una volta tanto, non esattoriale. Il tutto è culminato nell’ottimo rinfresco allestito con gusto
ed offerto dai colleghi. Ciao, Carlo. Ciao,
Alessandro. Da tutti noi un sincero in bocca al lupo. Ci mancherete!
Tutti i colleghi e le colleghe di Piacenza
PATRIA
Sogno di un dì d’estate.
Quanto scampanellare
Tremulo di cicale!
Stridulo pel filare
moveva il maestrale
le foglie accartocciate.
Scendea tra gli olmi il sole
In fasce polverose;
erano in ciel due sole
nuvole, tenui, ròse:
due bianche spennellate
in tutto il ciel turchino.
Siepi di melograno,
fratte di tamerice,
il palpito lontano
d’una trebbiatrice,
l’angelus argentino…
dov’ero? Le campane
mi dissero dov’ero,
piangendo, mentre un cane
latrava al forestiero,
che andava a capo chino.
CONTRIBUTI
21
ciao, giancarlo
Maria Rita Civolani
Potrà apparire insolito che un periodico
aziendale riservi uno spazio a un collega
che è andato in pensione più di tre anni
fa, ma Giancarlo Cagnani era una persona
straordinaria, nel senso etimologico del
termine - extra ordinem - fuori dal comune
e geniale. Senza troppa enfasi, credo di
poter dire che è parte della storia di questa
Direzione e protagonista della crescita
culturale del contenzioso tributario per
aver avuto un ruolo chiave nello sviluppo
delle applicazioni informatiche, non solo
a livello locale.
Se n’è andato, in silenzio come ha vissuto,
alla vigilia dell’ultimo Natale, lasciando
in chi l’ha conosciuto una sensazione di
perdita, perché, anche in pensione, non ha
mai smesso di farci sentire la sua presenza.
Mi piace allora pensare che sia ancora da
qualche parte, pronto a intervenire per aiutarmi quando sono in difficoltà; qualcuno
ricorderà ancora le mie imprecazioni, tra
l’irritato e il disperato, quando
andavo in palla con il pc.
ne e Giancarlo non faceva eccezione.
Eppure il suo essere non omologato agli
stereotipi del buon impiegato pubblico, non
gli impediva di essere un raro esempio di
correttezza, buona educazione e rispetto dei
ruoli: se era in ritardo a consegnarmi un lavoro che gli avevo richiesto, era poi capace,
per concluderlo, di lavorare di notte, a casa
e sapevo, ancor prima di affidarglielo, che
sarebbe stato perfetto.
Potrei continuare con i ricordi, i momenti
di allegria, le risate che facevamo ai suoi
racconti di vita, ma tutto ciò è un patrimonio di affetto che noi, i compagni di lavoro
di un tempo, sappiamo di dover custodire
gelosamente e con riserbo, affinché nessuno
possa scalfirlo, anche solo con un ascolto
distratto o insofferente.
Non posso, però, dimenticarmi della sua
generosità. Giancarlo era prodigo nelle relazioni umane e professionali, ha dato tanto
a tutti coloro che hanno fatto un pezzo di
strada con lui, ai quali ha saputo regalare,
con discrezione e semplicità, un po’ del suo
sapere e della sua saggezza, conditi sempre
dalla giusta dose di buonumore.
Era difficile ripagarlo in ugual misura,
ma non l’ha mai richiesto e quando aveva
motivi per essere amareggiato o triste,
stemperava il tutto con l’ironia e quel distacco tipico delle persone intelligenti che
sanno dare il giusto peso alle cose della vita.
Non certo per indifferenza, bensì per una
consapevole scelta che privilegiava valori
per lui irrinunciabili: dignità e rispetto di sé.
Lo sa bene chi l’ha conosciuto.
A Giancarlo non sarebbe piaciuto un commiato triste, perciò, scendo dal treno dei
ricordi prima che deragli.
Allora, non mi resta che salutarlo, come si
fa con un amico che parte: ciao Giancarlo,
ovunque tu sia diretto, fai buon viaggio.
Se nel corridoio dell’Ufficio Contenzioso risuonava il grido proveniente dalla stanza n. 517: “
Giancarloooo!!!” i collaboratori
si passavano immediatamente
voce e di lì a pochi minuti arrivava
calmo e tranquillo e mi tirava fuori
dai guai.
La sua sola presenza era una
sicurezza per noi in Direzione e
per tutti gli addetti al contenzioso
della regione che avevano in lui
un riferimento prezioso per ogni
problema sulle procedure informatiche e non solo, perché era
anche un eccellente conoscitore
del processo tributario e dei tributi
indiretti e le sue soluzioni, colte
e originali, hanno permesso di
risolvere questioni che parevano
irrecuperabili.
2014
Ma la genialità, si sa, difficilmente
si accompagna con l’omologazio-
Comunicazione

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