allegato 25 piano prefettura ricerca e soccorso delle persone

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allegato 25 piano prefettura ricerca e soccorso delle persone
ALLEGATO 25
PIANO PREFETTURA RICERCA E SOCCORSO DELLE
PERSONE SCOMPARSE
6. GESTIONE DEI RAPPORTI CON MASS-MEDIA E FAMILIARI
Per quanto concerne le situazioni di scomparsa relative alla presente pianificazione (quindi fatte salve le
fattispecie relative a situazioni di ipotesi di reato) la gestione dei rapporti con i mass – media è demandata in
maniera esclusiva alla Prefettura e al Sindaco Territorialmente competente.
In ogni caso il P.C.A. eventualmente istituito a seguito dell’attivazione della fase di ricerca non dovrà avere
alcun rapporto con la stampa se non preventivamente autorizzato dalla Prefettura.
La gestione dei rapporti con i familiari della persona scomparsa è altro aspetto riservato alla competenza della
Prefettura, unica eccezione è costituita dal rapporto tra FF.OO. e familiari necessario allo svolgimento della
fase informativa.
Per assistenza psicologica ai familiari e per le comunicazioni ai medesimi, qualora la Prefettura lo ritenga
necessario, potrà contattate l’Associazione “Penelope” e la federazione “Psicologi per i popoli”.
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5.4 SOSPENSIONE O CHIUSURA DELLE RICERCHE
Si parla di sospensione delle attività di ricerca quando le stesse vengano interrotte per un periodo di tempo
indeterminato senza aver prodotto il recupero del soggetto scomparso; in questo caso la sospensione delle
attività di ricerca è interrotta solo nel caso in cui vengano recuperate o emergano notizie e informazioni che
consentano di sviluppare ulteriormente la fase di ricerca stessa, rispetto a quanto svolto fino alla sospensione
delle stesse.
Si parla di chiusura qualora il soggetto scomparso venga ritrovato.
Sospensione
Qualora nella gestione della fase di ricerca il PCA non riesca a ritrovare il soggetto scomparso e ritenga di
aver espletato tutte le attività e di aver utilizzato tutte le risorse utili al ritrovamento del soggetto, può proporre
la sospensione della fase di ricerca, in tal caso:
1. Il Sindaco acquisisce il parere obbligatorio e vincolante della Prefettura;
2. Il Sindaco procede alla sospensione della fase di ricerca e allo scioglimento del P.C.A.;
3. Prima dello scioglimento il P.C.A. redige rapporto finale dell’attività svolta e ne trasmette copia alla
Prefettura e alla Provincia.
Chiusura
Qualora nella gestione della fase di ricerca il soggetto venga ritrovato, il P.C.A. prima del proprio
scioglimento redige report finale dell’attività svolta e ne trasmette copia alla Prefettura e alla Provincia.
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4. Periodicamente il PCA procede all’analisi dell’attività svolta e della relativa efficacia procedendo a
stilare apposito REPORT che Comune o C.I. competente provvederà ad inviare a Prefettura e
Provincia;
5. Qualora il Sindaco (o da suo delegato; laddove previsto dalla convenzione associativa il Sindaco potrà
delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.) che ha attivato il PCA, ritenga opportuna
la presenza presso il PCA di ulteriori soggetti rispetto a quelli individuati nel presente documento, è
facoltà dello stesso procedere all’integrazione della composizione del PCA stesso sulla base delle
necessità;
6. Qualora il soggetto venga ritrovato, lo stesso viene eventualmente soccorso, se in condizione di
pericolo di vita, con le modalità individuate all’interno del PCA, si passa quindi alla fase di
CHIUSURA (Paragrafo 5.4);
7. Qualora il soggetto non sia stato ritrovato il PCA valuta la situazione:
a. Se a parere del PCA sussiste motivo di sospensione delle ricerche si passa alla fase di
SOSPENSIONE – CHIUSURA (Paragrafo 5.4);
b. Se non è ritenuto opportuno sospendere o chiudere le attività di ricerca, il PCA ridefinisce e/o
integra le modalità e le risorse da impiegare e continua le operazioni di ricerca con le modalità
precedentemente individuate.
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5.3.2 GESTIONE RICERCHE
PCA
NO
Risorse soggetti
componenti PCA
Gestione attività
di ricerca
Risorse esterne attivate
da PROVINCIA
Analisi efficacia
fase di ricerca
Emissione
REPORT
Risorse
Risorse altri EE.LL.
Risorse REGIONE
Sussiste motivo
di sospensione
delle attività ?
Il soggetto è stato
ritrovato ?
NO
SI
1) Eventuale soccorso
dell’individuo
2) Passaggio a fase CHIUSURA
SI
Passaggio a fase SOSPENSIONE CHIUSURA
1 All’interno del PCA l’attività di ricerca è coordinata dal Sindaco (o da suo delegato; laddove
previsto dalla convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro
Intercomunale di P.C.) avvalendosi del supporto tecnico della struttura operativa più adatta allo
scenario e alla situazione in atto e disponendo di tutte le risorse impiegabili da parte dei soggetti che
compongono il P.C.A. stesso.
3. Qualora le risorse attivate all’interno del PCA non siano sufficienti allo svolgimento delle attività di
ricerca necessarie, il Sindaco (o da suo delegato; laddove previsto dalla convenzione associativa il
Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.) può avvalersi del supporto
delle risorse del Sistema Regionale di Protezione Civile per il tramite della Provincia di Lucca.
Su espressa richiesta del Comune o C.I. la Provincia può attivare:
a. risorse del volontariato provinciale esterne all’ambito di competenza del comune o C.I.
competente;
b. risorse di altri Enti Locali, prendendo contatto diretto con gli EE.LL. della provincia di
Lucca o richiedendo il supporto della Regione Toscana per rapportarsi con EE.LL.di
altro ambito provinciale;
c. risorse della Regione Toscana richiedendo il supporto della Regione stessa.
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SCENARIO 3: AMBITO FLUVIALE O LACUALE
1. La struttura che ha coordinato la fase informativa informa immediatamente per via fax con preavviso
telefonico il 118, VV.F., CFS, Prefettura trasmettendo il MOD.A “Attivazione fase ricerca”;
2. La Prefettura informa per via fax con preavviso telefonico il Sindaco territorialmente competente e la
Provincia inoltrando il MOD.A “Attivazione fase ricerca” ricevuto da CC o PS;
3. Il Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.) per le attività
di ricerca, si raccorda con la Prefettura e istituisce il P.C.A. composto da:
 Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla
convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro
Intercomunale di P.C.)
 118
 VV.F.
 CFS
 CC o PS (chi ha gestito fase informativa)
L’istituzione del P.C.A. è notificata per via fax con preavviso telefonico da parte del Comune o C.I.
attraverso l’invio del MOD.B “Istituzione PCA” a tutti i soggetti che compongono il PCA, alla
Prefettura e alla Provincia.
1.
2.
2.
3.
SCENARIO 4: ZONA ANTROPIZZATA (COMPRENSIVA DELLE AREE DEMANIALI
MARITTIME)
La struttura che ha coordinato la fase informativa informa immediatamente per via fax con preavviso
telefonico il 118, VV.F., CFS, GDF, VU, Prefettura trasmettendo il MOD.A “Attivazione fase
ricerca”;
Qualora siano interessate aree demaniali marittime, la struttura che ha coordinato la fase informativa
informa immediatamente per via fax con preavviso telefonico anche la Capitaneria di Porto;
La Prefettura informa per via fax con preavviso telefonico il Sindaco territorialmente competente e la
Provincia inoltrando il MOD.A “Attivazione fase ricerca” ricevuto da CC o PS;
Il Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.) per le attività
di ricerca, si raccorda con la Prefettura e istituisce il P.C.A. composto da:
 Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla
convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro
Intercomunale di P.C.)
 118
 VV.F.
 CFS
 CC
 P.S.
 GDF
 PMU
 CP (solo nel caso in cui siano interessate aree demaniali marittime)
L’istituzione del P.C.A. è notificata per via fax con preavviso telefonico da parte del Comune o C.I.
attraverso l’invio del MOD.B “Istituzione PCA” a tutti i soggetti che compongono il PCA, alla
Prefettura e alla Provincia.
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3. La struttura che ha coordinato la fase informativa individua lo SCENARIO DI RIFERIMENTO:
 SCENARIO 1: AMBITO MONTANO O ZONA IMPERVIA
 SCENARIO 2: MARE
 SCENARIO 3: AMBITO FLUVIALE O LACUALE
 SCENARIO 4: ZONA ANTROPIZZATA (COMPRENSIVA DELLE AREE DEMANIALI
MARITTIME)
SCENARIO 1: AMBITO MONTANO O ZONA IMPERVIA
1. La struttura che ha coordinato la fase informativa informa immediatamente via fax con preavviso
telefonico il 118, VV.F., SAST, CFS, Prefettura trasmettendo il MOD.A “Attivazione fase ricerca”;
2. La Prefettura informa via fax con preavviso telefonico il Sindaco territorialmente competente e la
Provincia inoltrando il MOD.A “Attivazione fase ricerca” ricevuto da CC o PS;
3. Il Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.) per le attività
di ricerca, si raccorda con la Prefettura e istituisce il P.C.A. composto da:
 Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla
convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro
Intercomunale di P.C.)
 118
 VV.F.
 SAST
 CFS
 CC o PS (chi ha gestito fase informativa)
L’istituzione del P.C.A. è notificata per via fax con preavviso telefonico da parte del Comune o C.I.
attraverso l’invio del MOD.B “Istituzione PCA” a tutti i soggetti che compongono il PCA, alla
Prefettura e alla Provincia.
SCENARIO 2: MARE
1. La struttura che ha coordinato la fase informativa informa immediatamente per via fax con preavviso
telefonico il 118, VV.F., Capitaneria di Porto, Prefettura trasmettendo il MOD.A “Attivazione fase
ricerca”;
2. La Prefettura informa per via fax con preavviso telefonico il Sindaco territorialmente competente) e la
Provincia inoltrando il MOD.A “Attivazione fase ricerca” ricevuto da CC o PS;
3. Il Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.)per le attività di
ricerca, si raccorda con la Prefettura e istituisce il P.C.A. composto da:
 Sindaco territorialmente competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla
convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro
Intercomunale di P.C.)
 118
 VV.F.
 C.P.
 CC o PS (chi ha gestito fase informativa)
L’istituzione del P.C.A. è notificata per via fax con preavviso telefonico da parte del Comune o C.I.
attraverso l’invio del MOD.B “Istituzione PCA” a tutti i soggetti che compongono il PCA, alla
Prefettura e alla Provincia.
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5.3 FASE DI RICERCA
E’ la fase immediatamente successiva alla definizione di una situazione di scomparsa “qualificata”.
Si articola in 2 sottofasi:
5.3.1 Attivazione P.C.A.
5.3.2 Gestione ricerche
5.3.1 ATTIVAZIONE PUNTO DI COMANDO AVANZATO (P.C.A.)
CC
PS
Individuazione scenario
Scenario montano o zona
impervia
I
CC
PS
Mare
(comprensiva delle aree
demaniali marittime)
I
Immediata informazione
a 118, VV.F., SAST,
CFS, Prefettura
CC
PS
PREFETTURA
II
Raccordo
CC
I
Immediata informazione
a 118, VV.F., C.P.,
Prefettura
PREFETTURA
II
Zona antropizzata
Ambito fluviale o lacuale
PS
Immediata informazione
a 118, VV.F., CFS,
Prefettura
CC
PS
Immediata informazione
a 118, VV.F., CFS, GDF,
PMU, Prefettura
PREFETTURA
II
Raccordo
I
PREFETTURA
II
Raccordo
Raccordo
SINDACO
SINDACO
SINDACO
SINDACO
(o da suo delegato; laddove
previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà
delegare il Responsabile del
C.I. di P.C.)
(o da suo delegato; laddove
previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà
delegare il Responsabile del
C.I. di P.C.)
(o da suo delegato; laddove
previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà
delegare il Responsabile del
C.I. di P.C.)
(o da suo delegato; laddove
previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà
delegare il Responsabile del
C.I. di P.C.)
Istituzione P.C.A.
Composizione:
1) Sindaco o C.I.
2) 118
3) VV.F.
4) SAST
5) CFS
6) CC o PS (chi ha
1.
gestito fase
2.
informativa)
Istituzione P.C.A.
Composizione:
1) Sindaco o C.I.
2) 118
3) VV.F.
4) C.P.
5) CC o PS (chi ha
gestito fase
informativa)
Istituzione P.C.A.
Composizione:
1) Sindaco o C.I.
2) 118
3) VV.F.
4) CC o PS (chi ha
gestito fase
informativa)
Istituzione P.C.A.
Composizione:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
Sindaco o C.I.
118
VV.F.
CFS
CC
P.S.
GDF
PMU
9) CP (in caso di
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aree demaniali
marittime)
b. Situazione non qualificata:
‐ Se le informazioni recuperate non sono state sufficienti per individuare una situazione
“qualificata”, la struttura che coordina la fase informativa continua l’ ordinaria attività
di recupero informazioni fino a che le stesse non consentano la definizione di una
situazione “qualificata”.
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5.2 FASE INFORMATIVA
La fase informativa si attiva immediatamente dopo la segnalazione della scomparsa e durante la
stessa gli operatori delle FF.OO. cercano di recuperare il maggior numero di notizie circa lo
scomparso, la motivazione della scomparsa e il luogo sul quale concentrare le ricerche.
L’obbiettivo della fase informativa è quello di passare da una situazione di scomparsa “non
qualificata” (località non definita, tempi e modalità della scomparsa dubbi) ad una “qualificata”
(località definita, tempo di scomparsa definito), in modo da poter attivare le operazioni di ricerca
funzionali al ritrovamento della persona scomparsa.
CC
PS
Familiari
Segnalante/i
Recupero
informazioni
Altri soggetti
Acquisizione diretta
Analisi efficacia
fase informativa
Prosegue
ordinaria attività
di recupero
informazioni da
parte delle
FF.OO.
Situazione
“qualificata”?
NO
SI
1) Informa Prefettura (che avvisa
Sindaco)
2) Si attiva FASE DI RICERCA
1. La struttura dei CC o della PS che ha ricevuto o a cui è stata smistata la segnalazione,
coordina la fase informativa mantenendo i contatti con i familiari e il/i soggetto/i che hanno
segnalato la scomparsa. La struttura che coordina la fase informativa può usufruire del
supporto di tutti i soggetti individuati nel presente piano (paragrafo 4.1) per recuperare il
maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile (es. supporto altre forze di polizia
per avvistamento soggetto scomparso o veicolo del medesimo, supporto ASL per recupero
informazioni di soggetti scomparsi da strutture socio assistenziali, ecc).
2. Periodicamente e con frequenza stabilita dal soggetto che coordina la fase informativa, lo
stesso fa il punto sulle informazioni recuperate circa la situazione di scomparsa:
a. Situazione qualificata:
‐ se le informazioni recuperate hanno delineato una situazione “qualificata”, la struttura
che coordina la fase informativa avvisa immediatamente della situazione in atto la
Prefettura (ritrasmettendo il MOD. A aggiornato), che a sua volta informa il Sindaco
territorialmente competente;
‐ si passa direttamente alla FASE DI RICERCA (paragrafo 5.3),
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b. Situazione non qualificata:
‐ La Centrale CC o PS avvisa della situazione in atto la Prefettura per fax con preavviso
telefonico (trasmettendo il MOD.A “Segnalazione scomparsa”) che a sua volta informa il
Sindaco competente inoltrando il MOD.A;
‐ Si attiva la successiva FASE INFORMATIVA (paragrafo 5.2)
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5.1 FASE DI SEGNALAZIONE DELLA SCOMPARSA
SEGNALAZIONE PERSONA SCOMPARSA
118
CC
VVF.
GDF
CP
PRE
PRO
C.I.
COMUNE
PS
Presenza ipotesi di reato?
SI
Informa A.G. che assume il coordinamento
NO
Situazione “qualificata”?
NO
1) Informa Prefettura (che avvisa
Sindaco)
2) Si attiva FASE INFORMATIVA
SI
1) Informa Prefettura (che avvisa
Sindaco, eventualmente anche per il
tramite del C.I.)
2) Attiva FASE DI RICERCA
1. Qualsiasi soggetto riceva la segnalazione relativa alla scomparsa di una persona (fatta eccezione per i
casi esclusi dal presente piano, vedi paragrafo 2.2) smista immediatamente la segnalazione a CC o PS;
2. La centrale operativa di CC o PS, che riceve o a cui è stata smistata la segnalazione, raccoglie i dati
della denuncia;
3. Qualora i CC o PS accertino, in fase di segnalazione o in qualsiasi fase successiva, la presenza di una
situazione di ipotesi di reato ne danno immediata comunicazione all’Autorità Giudiziaria che assume
il coordinamento delle indagini. In quest’ultimo caso si interrompe il flusso operativo previsto nelle
procedure del presente piano. E’ comunque facoltà dell’ Autorità Giudiziaria avvalersi dell’attività e
delle risorse individuate nel presente piano qualora né ravvisi le necessità;
4. Se dalla segnalazione non si rilevano di ipotesi di reato, la centrale operativa di CC o PS verifica se,
con le notizie pervenute, ci si trova in una situazione di scomparsa “qualificata” o “non qualificata”:
a. Situazione qualificata:
‐ La Centrale CC o PS avvisa immediatamente della situazione in atto la Prefettura per fax
con preavviso telefonico (trasmettendo il MOD.A “Segnalazione scomparsa”) che a sua
volta informa il Sindaco competente inoltrando il MOD.A;
‐ Si passa direttamente alla FASE DI RICERCA (paragrafo 5.3),
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dalle citate linee guida e utilizzata all’interno delle procedure operative e il significato di alcune sigle indicate
nei seguenti diagrammi di flusso.
TERMINOLOGIA
 Situazione qualificata: in cui le notizie disponibili relative alla scomparsa, consentono di
individuare un luogo di ricerca e qualificano, un tempo di scomparsa e un’ipotesi di motivazione
ragionevolmente certi. In questa situazione è possibile individuare la tipologia di scenario di
riferimento e conseguentemente avviare le operazioni di ricerca e costituzione del P.C.A.
 Situazione non qualificata: in cui le notizie disponibili relative alla scomparsa, non consentono
di individuare un luogo di ricerca e non qualificano un tempo di scomparsa e un’ipotesi di
motivazione ragionevolmente certi. In questa situazione è necessario avviare o potenziare e
approfondire la fase informativa durante la quale si cercano di acquisire nuove informazioni che
consentano la definizione di una situazione qualificata.
SIGLE
SIGLA
VVF
CC
PS
PREF
CI
AG
FF.OO
V.P.C.
SIGNIFICATO
Corpo Nazionale Vigili del Fuoco
Arma dei Carabinieri
Polizia di Stato
Prefettura
Centro Intercomunale di Prot. Civile
Autorità Giudiziaria
Forze dell’Ordine
Volontariato Protezione Civile
SIGLA
GDF
CFS
CP
PROV
PCA
PMU
SAST
SIGNIFICATO
Guardia di Finanza
Corpo Forestale dello Stato
Capitaneria di Porto
Provincia
Punto di Comando Avanzato
Polizia Municipale
Soccorso Alpino Speleologico Toscano
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5. FASI OPERATIVE
La presente pianificazione si articola nelle seguenti fasi operative:
1)
2)
3)
4)
FASE DI SEGNALAZIONE DELLA SCOMPARSA
FASE INFORMATIVA
FASE DI RICERCA
FASE DI CHIUSURA O SOSPENSIONE DELLE RICERCHE
FASE DI SEGNALAZIONE
SOSPENSIONE
FASE DI RICERCA
Situazione qualificata
FASE INFORMATIVA
CHIUSURA
All’interno della fase operativa di ricerca è individuata una struttura specificatamente prevista nella
pianificazione della ricerca di persone scomparse: il Punto di Comando Avanzato (P.C.A.); esso è la
struttura di riferimento appositamente istituita dal Sindaco (o da suo delegato; laddove previsto dalla
convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.) sul cui
territorio si dovranno sviluppare le operazioni di ricerca in presenza di una situazione di scomparsa qualificata,
che dovrà gestire e organizzare tutte le operazioni di ricerca. All’interno del P.C.A. il Sindaco (o da suo
delegato; laddove previsto dalla convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro
Intercomunale di P.C.), coordina le attività di ricerca avvalendosi del supporto tecnico della struttura operativa
più adatta allo scenario e alla situazione in atto, disponendo l’impiego di tutte le risorse messe a disposizione
dai soggetti che compongono il P.C.A. stesso. L’ubicazione di quest’ultimo, è stabilità di volta in volta a
seconda del caso specifico dal Sindaco competente (o da suo delegato; laddove previsto dalla convenzione
associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di P.C.) all’atto
dell’istituzione. All’interno delle procedure operative la composizione del P.C.A. è diversificata in base allo
scenario di riferimento, conseguentemente sono individuate 4 composizioni diverse del P.C.A. a seconda che
si delinei uno scenario di ricerca in ambito montano o impervio, in mare, in ambito fluviale o lacuale, in zona
antropizzata (comprensiva delle aree demaniali marittime). E’ facoltà del Sindaco (o da suo delegato; laddove
previsto dalla convenzione associativa il Sindaco potrà delegare il Responsabile del Centro Intercomunale di
P.C.) integrare la composizione del P.C.A. con soggetti e risorse aggiuntive per migliorare l’efficacia
dell’attività di ricerca.
Per comprendere quanto indicato all’interno della descrizione di dettaglio delle procedure operative
individuate per le singole fasi nei paragrafi successivi, è necessario esplicare parte della terminologia proposta
11
4.2 RISORSE
Ciascun soggetto operativo sopra individuato, adempie alle rispettive attività mediante l’attivazione delle
risorse umane, strumentali e scientifiche a propria disposizione in base alle disposizioni individuate nei propri
strumenti di pianificazione e/o procedure operative.
Costituiscono risorse strategiche in relazione alla loro rilevanza operativa rispetto all’attività di ricerca e
soccorso:
‐
Le unità cinofile;
‐
I sistemi di rilevazione della posizione associata a segnali GSM – GPRS da utilizzare come risorsa
di localizzazione del soggetto disperso;
‐
I sistemi di localizzazione radio, gsm-gprs, gps degli operatori addetti alla ricerca per la sicurezza
dei medesimi e per garantire una mappatura dell’attività svolta;
‐
I sistemi di gestione cartografica e le banche dati geografiche utili all’attività di ricerca;
‐
I mezzi aerei utilizzabili per le operazioni di ricerca, avvistamento, soccorso tecnico urgente e
sanitario;
‐
I sistemi radio necessari per la comunicazione delle squadre impiegate nelle attività di ricerca;
‐
Mezzi e attrezzature tecniche e scientifiche specialistiche per l’attività di ricerca per la specificità
dello scenario di riferimento (imbarcazioni e attrezzatura tecnica specifica per la ricerca in mare,
fiume o lago, attrezzatura per la ricerca in valanga, ecc);
10







zona antropizzata qualora si faccia riferimento alla zona costiera. Su richiesta di Carabinieri e Polizia
di Stato può essere chiamata a contribuire allo svolgimento della “fase informativa”
Regione Toscana
Supporta l’Amministrazione Provinciale qualora le risorse attivate/attivabili nell’ambito provinciale
non siano sufficienti. Raccorda e mette in contatto le province interessate qualora l’attività di ricerca
riguardi più ambiti provinciali.
Amministrazione Provinciale di Lucca
Come previsto dalla L.R. n.67/2003 è il soggetto che garantisce il supporto alla/e Amministrazioni
Comunale/i interessate qualora le risorse del/i singolo/i Comune/i non siano sufficienti alla
conduzione delle operazioni di ricerca.
In particolare, in base a quanto previsto dalla citata legge, provvede ad attivare e coordinare il
volontariato e tutte le relative risorse a livello provinciale, sulla base delle richieste e delle indicazioni
provenienti dal P.C.A.; qualora richiesto, può disporre l’invio presso il P.C.A. di un proprio referente
del volontariato incaricato di coordinare le risorse del volontariato attivate in base alle indicazioni
operative dello stesso P.C.A. Tramite la Polizia Provinciale e su richiesta di Carabinieri e Polizia di
Stato può contribuire alle attività della “fase informativa”. Qualora l’attività sopra indicata debba
svolgersi con riferimento ad altri ambiti provinciali e qualora le risorse attivate nell’ambito provinciale
per quantità o tipologia non siano sufficienti a fronteggiare la situazione in atto, comunica tale
necessità alla Regione Toscana.
Amministrazioni Comunali della Provincia di Lucca
Il Sindaco, quale autorità di Protezione Civile del proprio ambito territoriale, è il soggetto che dovrà
essere tempestivamente informato dalla Prefettura dell’attivazione delle procedure del presente piano e
della relativa evoluzione, in tutte le fasi della pianificazione. All’attivazione della “fase di ricerca”, è il
soggetto che istituisce e coordina l’attività del P.C.A. (Punto di Comando Avanzato) avvalendosi della
struttura operativa tecnica più adatta alla situazione.
La Polizia Locale, i Servizi Sociali, la struttura comunale di P.C. e gli altri uffici comunali possono
essere chiamati a contribuire alle attività condotte da Carabinieri e Polizia di Stato relative alla “fase
informativa”.
Comunità Montane della Provincia di Lucca - Centri Operativi Intercomunali di Protezione
Civile della Provincia di Lucca
Le Comunità montane e gli altri soggetti capofila di gestioni associate in materia di protezione civile,
svolgono le attività individuate per le amministrazioni comunali di propria competenza, compresa la
ricezione delle informazioni da parte della Prefettura relative all’attivazione delle procedure del
presente piano, in tutte le fasi della pianificazione. All’attivazione della “fase di ricerca” il C.I. (Centro
Intercomunale) è la struttura che si affianca o può essere delegata dal Sindaco (laddove
specificatamente previsto nella convenzione associativa) nell’ istituzione e coordinamento dell’attività
del P.C.A.
Aziende USL n° 2 di Lucca e n°12 della Versilia
(118)
Soggetti preposti, in base alla rispettiva competenza territoriale, alla gestione delle attività relative al
soccorso sanitario e alle attività operative individuate all’interno del P.C.A. in qualsiasi scenario
previsto dal presente piano. Su richiesta di Carabinieri e Polizia di Stato possono essere chiamati a
contribuire allo svolgimento della “fase informativa”, in particolar modo allorché la persona
scomparsa si sia allontanata da strutture socio – assistenziali o sia affetta da patologie mediche la cui
interpretazione può essere determinante nella conduzione della “fase informativa” o in quella di
ricerca.
Volontariato della Provincia di Lucca
E’ il soggetto che su indicazione del Comune o della Provincia può partecipare all’attività del P.C.A.
anche tramite un proprio rappresentante territoriale che, su mandato del Comune o della Provincia, è
incaricato di gestire le risorse delle associazioni di volontariato attivate su richiesta e in base alle
indicazioni operative del P.C.A.
SAST (Soccorso Alpino e Speleologico Toscano)
Soggetto preposto alle attività di ricerca e soccorso in montagna o zona impervia individuate
all’interno del P.C.A. nel caso di scenario relativo a scomparsa in montagna o zona impervia. Su
richiesta di Carabinieri e Polizia di Stato può essere chiamato a contribuire allo svolgimento della
“fase informativa”.
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4. INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI
4.1 SOGGETTI
I soggetti coinvolti nella presente pianificazione sono i seguenti:
 Prefettura di Lucca
E’ il soggetto preposto al coordinamento delle attività individuate nella presente pianificazione.
Mantiene il contatto e il coordinamento delle FF.OO. e dei VV.F. Viene informata da Carabinieri e
Polizia di Stato dell’attivazione delle procedure del presente piano e della relativa evoluzione e
mantiene i contatti con il/i Sindaco/i del/i Comune/i interessati.
E’ il soggetto preposto a mantenere i contatti con i familiari della persona scomparsa e con i massmedia. Qualora le attività operative riguardino altri ambiti provinciali, mantiene i necessari contatti
informativi e di collaborazione con le relative Prefetture.
 Autorità giudiziaria – Procura della Repubblica
E’ il soggetto che deve essere tempestivamente informato e che assume il coordinamento delle attività
relative alle indagini, qualora dalla fase di segnalazione alla fase di chiusura delle operazioni di ricerca
del soggetto scomparso, le notizie pervenute o recuperate facciano presupporre ipotesi di reato. In
quest’ultimo caso è facoltà dell’Autorità Giudiziaria avvalersi dei soggetti, delle risorse e delle
procedure previste nel presente piano per la conduzione delle indagini; qualora l’A.G. utilizzi questa
possibilità, sarà la stessa a coordinare tutte le attività dalla fase informativa alla chiusura o sospensione
delle ricerche, compresa l’attivazione e il coordinamento dell’eventuale P.C.A. (punto di comando
avanzato).
 Polizia di Stato
(113)
Come i Carabinieri sono il soggetto preposto alla gestione delle segnalazioni ricevute direttamente o
ad essi ricondotte relative a persone scomparse e conseguentemente responsabili dell’avvio delle
procedure previste nel presente piano. In particolare svolge il ruolo fondamentale di conduzione della
“fase informativa” durante la quale nel minore tempo possibile cerca di recuperare notizie ed
informazioni utili all’attivazione della successiva “fase di ricerca”. Appena si delinea una “situazione
di scomparsa qualificata” (località definita, tempo di scomparsa definito, motivazioni definite),





è il soggetto che indica il tipo di scenario che deve essere fronteggiato.
Carabinieri
(112)
Come la Polizia di Stato sono il soggetto preposto alla gestione delle segnalazioni ricevute
direttamente o ad essi ricondotte relative a persone scomparse e conseguentemente responsabili
dell’avvio delle procedure previste nel presente piano. In particolare svolgono il ruolo fondamentale di
conduzione della “fase informativa” durante la quale nel minore tempo possibile cercano di recuperare
notizie ed informazioni utili all’attivazione della successiva “fase di ricerca”. Appena si delinea una
“situazione di scomparsa qualificata” (località definita, tempo di scomparsa definito, motivazioni
definite), è il soggetto che indica il tipo di scenario che deve essere fronteggiato.
Guardia di Finanza
(117)
Partecipa all’attività del P.C.A. relativamente al qualificarsi di uno scenario di scomparsa in zona
antropizzata. Su richiesta di Carabinieri e Polizia di Stato può essere chiamata a contribuire allo
svolgimento della “fase informativa”.
Corpo Forestale dello Stato
(1515)
Partecipa all’attività del P.C.A. relativamente al qualificarsi di uno scenario di scomparsa in zona
antropizzata, montana o impervia, fluviale o lacuale. Su richiesta di Carabinieri e Polizia di Stato può
essere chiamata a contribuire allo svolgimento della “fase informativa”.
VVF
(115)
Soggetto preposto alle attività relative al soccorso tecnico urgente e alle attività operative individuate
all’interno del P.C.A. in qualsiasi scenario previsto dal presente piano. Su richiesta di Carabinieri e
Polizia di Stato può essere chiamato a contribuire allo svolgimento della “fase informativa”.
Capitaneria di Porto (1530)
Soggetto preposto alla gestione delle attività relative alla ricerca, all’avvistamento e al soccorso in
mare; all’interno del P.C.A. nel caso di scenario in mare è il soggetto cui si fa riferimento per il
coordinamento delle attività di ricerca. Partecipa all’attività del P.C.A. anche nel caso di scenario di
8
20 Km. e, le sue montagne raggiungono vette di 1800 m ed oltre. Questa zona è delimitata a nord
dalla foce del Cinquale, ad est dal crinale delle Alpi Apuane, a sud dal Lago di Massaciuccoli e ad
ovest dal Mar Ligure.
Il territorio è attraversato da una fitta rete di torrenti e canali; il più importante (che assegna il nome
alla zona), nasce dalla confluenza tra il Serra ed il Vezza e sfocia in mare nei pressi del Cinquale
dopo un tortuoso percorso di 15 km. Lungo la costa, a pochi metri dal mare, si trovano innumerevoli
pinete che si estendono per chilometri.
La Media Valle del Serchio (comunemente detta Mediavalle) compresa tra la città di Lucca a sud e
la Garfagnana a nord, si estende lungo il bacino del fiume Serchio. La Media Valle del Serchio
comprende, da nord a sud, i comuni di Barga, Coreglia Antelminelli, Bagni di Lucca, Borgo a
Mozzano, Fabbriche di Vallico, Villa Basilica, e Pescaglia con le frazioni agro-industriali di San
Martino e Monsagrati
La Garfagnana è compresa tra le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco emiliano. Confinante a Nord
con la Lunigiana, a Ovest con la Versilia e la provincia di Massa, ad Est con la regione EmiliaRomagna (provincie di Modena e Reggio Emilia); è interamente attraversata dal fiume Serchio e dai
suoi molti affluenti ed è ricchissima di boschi.
3.2 STATISTICA CASISTICHE DI SCOMPARSA
Sulla base delle casistiche gestite negli anni 2009 e 2010, nel territorio della provincia di Lucca si
rileva quanto segue:
 Soggetti scomparsi - sesso: su circa n.189 dispersi n. 119 erano maschi (il 63%) e n. 70 erano
femmine (il 37%);
 Soggetti scomparsi - Nazionalità: nel 91% italiana e nel 9% straniera;
 Soggetti scomparsi – Patologie: nel 35% dei casi;
 Soggetti scomparsi - Tipologie di situazione: nell’11% dei casi si è riscontrata una situazione
“qualificata” ed è stato conseguentemente istituito il P.C.A. (Punto di Comando Avanzato),
mentre nell’89% dei casi si era in presenza di una situazione “non qualificata”;
 Soggetti scomparsi – scenario: Zona antropizzata 80% - Ambito montano impervio 11% mare 0% - ambito lacuale o fluviale 0% - non definito 9%;
3.3 INDIVIDUAZIONE TIPOLOGIA DI SCENARI
Sulla base dell’analisi territoriale sopra indicata, si è ritenuto opportuno individuare i seguenti scenari quali
riferimenti della presente pianificazione:




SCENARIO 1: Ambito montano o zona impervia
SCENARIO 2: Mare
SCENARIO 3: Ambito fluviale o lacuale
SCENARIO 4: Zona antropizzata (comprensiva delle aree demaniali marittime)
Uniformandosi alle indicazioni fornite dalle linee guida ministeriali, all’interno del Capitolo 5 le procedure di
ricerca sono differenziate in base a ciascuno dei 4 citati scenari di riferimento individuati per l’ambito
provinciale di Lucca.
7
3. INDIVIDUAZIONE SCENARI PROVINCIALI
3.1 CONTESTO TERRITORIALE
La provincia di Lucca occupa insieme con quella contigua di Massa - Carrara, l’estremità
settentrionale della Toscana: una stretta fascia a predominante morfologia montuosa, non più larga di
50 Km, incuneata fra la costa del Mar Tirreno e lo spartiacque dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Confina a ovest con il Mar Tirreno e con la Provincia di Massa e Carrara, a nord con l'EmiliaRomagna, a est con le province di Pistoia e di Firenze, a sud con la Provincia di Pisa.
La Provincia di Lucca è composta da 35 Comuni ed ha una superficie di 1772,81 kmq e una
popolazione residente, riferita al 31 dicembre 2002, di 381.630 abitanti È una zona ricca di acque
imbrigliate pressoché completamente per la produzione di energia elettrica. I bacini imbriferi presenti
sono: quello del fiume Serchio, quasi per intero; parti marginali di quelli dei fiumi Magra e Arno; i
tre intermedi di Versilia, Baccatoio e Camaiore, e buona parte di quelli a deflusso artificiale del Lago
di Massaciuccoli, dei Paduli di Porta e di Bientina e della foce relitta del Versilia, o Fosso Fiumetto.
Un esteso rilievo, noto come Alpi Apuane, con la sua presenza caratterizza in modo peculiare tutta
l’area, arricchendola con i suoi aspri profili e con la varietà di marmi che nasconde al suo interno. Si
inserisce tra il litorale ed il retropaese appenninico, che, nella parte lucchese, individua una grande
vallata inframontana, la Garfagnana storica, percorsa dal sistema fluviale del Serchio. Il fiume
Versilia ed i suoi compluvi collaterali occupano la parte litoranea e formano la Riviera della Versilia
drenando il versante occidentale delle Apuane.
Insistono sul territorio laghi di varia natura, quali quello di Massaciuccoli (lago costiero), con la
maggior parte dei canali ricavati artificialmente e con alcuni vasti bacini secondari di grande
profondità, il lago di Vagli formato artificialmente con lo sbarramento del Torrente Edron, insieme
al lago di Gramolazzo, anche’esso di origine artificiale, che ha sia come immissario che come
estuario il Serchio di Gramolazzo, uno dei due rami che, unendosi presso Piazza al Serchio, formano
il fiume toscano.
Ma il territorio della provincia ricade anche per oltre 1400 Kmq al di sopra dei 200 m s.l.m. (limite
medio delle pianure italiane) con una distribuzione altitudinale che eguaglia quella di alcune province
alpine, presenta una grande varietà di ambienti e di paesaggi, e di grotte, caverne ed abissi tra i quali
basta ricordare l’antro del Monte Corchia, uno dei maggiori in Europa: la superficie boscata
raggiunge addirittura il 51%.
Il territorio provinciale può essere quindi suddiviso in quattro macroaree:
La Piana di Lucca, detta anche Lucchesìa, un'area pianeggiante che si estende attorno alla città di
Lucca e delimitata ad ovest e sud-ovest dai Monti Pisani, a nord dalle propaggini sud-orientali delle
Alpi Apuane e dal gruppo montuoso dell'Appennino Tosco-Emiliano denominato Le Pizzorne, a est
dal massiccio collinare del Montalbano, mentre a sud-est le modestissime alture delle Cerbaie
separano la Piana di Lucca dal Valdarno inferiore, del quale può essere considerata un
prolungamento settentrionale.
L'area comprende la parte orientale della provincia di Lucca con i territori comunali del capoluogo, di
Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo, fino al confine con la provincia di Pistoia, nell'area
della Valdinievole. Rientrano nella Piana di Lucca anche parti dei comuni di Bientina e Castelfranco
di Sotto all'estremità nord-orientale della provincia di Pisa, e parte del comune di Fucecchio
all'estremo lembo occidentale della provincia di Firenze, dove si estende l'area umida del Padule di
Fucecchio che rappresenta la vera zona di transizione tra la Piana di Lucca e il Valdarno inferiore
La Versilia all'interno della provincia di Lucca, prende il nome dal fiume Versilia.
Storicamente la Versilia è compresa fra gli attuali Comuni di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza
e Stazzema ed è delimitata da due fiumi.
La parte di territorio che tutti impropriamente chiamano Versilia, comunemente conosciuta come
"Versilia Turistica" comprende anche i Comuni di Camaiore, Massarosa e Viareggio. L'insieme di
questi Comuni si estende per circa 165 Kmq.; la costa, sabbiosa e con fondale basso, si sviluppa per
6
2. OBIETTIVI
2.1 OBIETTIVI
Il presente piano ha come obiettivo generale la definizione delle procedure da attuare da parte di tutti i soggetti
competenti alla gestione o compartecipazione delle attività di ricerca persone scomparse relative al territorio
della Provincia di Lucca, con la finalità di garantire la massima efficacia e tempestività delle attività operative
funzionali al ritrovamento e al soccorso del soggetto scomparso.
2.2 CASI ESCLUSI
Sono esclusi dalle procedure operative previste all’interno del presente documento le seguenti casistiche:
‐
I casi di competenza dell’Autorità Giudiziaria;
‐
I casi in cui la persona con perdita di orientamento si metta in contatto diretto con una delle
centrali operative. In questo caso la centrale gestirà la chiamata come una vera e propria chiamata
di soccorso cercando di recuperare, nel minor tempo possibile, le informazioni essenziali per poter
localizzare la persona, capire le necessità operative e mediche legate al suo soccorso e mantenere
il contatto telefonico con il soggetto. Qualora a seguito della chiamata della persona disorientata la
centrale operativa perda il contatto con la stessa senza aver recuperato tutte le informazioni
necessarie a soccorrere il soggetto, saranno attivate le procedure individuate dal presente piano e
le informazioni acquisite dalla centrale operativa prima di perdere il contatto saranno comunicate
al soggetto incaricato di coordinare la fase informativa prevista al capitolo successivo (Carabinieri
o Polizia di Stato);
‐
I casi di allontanamento volontario di persona maggiorenne sana, non interdetta;
‐
I casi relativi a persone disperse a causa di disastri di massa;
5
‐
Stazioni S.A.S.T. (Soccorso Alpino e Speleologico Toscano) locali e stazioni S.A.S.T. (Soccorso
Alpino e Speleologico Toscano) delle altre province interessate;
Analogamente nel momento in cui, in una delle fasi operative individuate, si riscontri competenza
territoriale esclusiva di altro ambito provinciale le procedure previste nel presente documento saranno
sospese a seguito dell’avvenuto raccordo informativo tra:
‐
Prefettura locale e altra/e Prefetture interessate;
‐
Amm.ne Provinciale e Regione Toscana;
‐
Comandi FF.OO. e VV.F. locali e comandi FF.OO. e VV.F. delle altre Province interessate;
‐
Centrale 118 Lucca e/o Versilia e centrali 118 delle altre province interessate;
‐
Stazioni S.A.S.T. locali e stazioni S.A.S.T. delle altre province interessate;
1.3 PROCEDURE DI APPROVAZIONE E AGGIORNAMENTO
Il presente documento sarà sottoposto all’attenzione della Procura della Repubblica e dell’Ufficio del
Commissario Straordinario del Governo per la ricerca di persone scomparse del Ministero dell’Interno.
Lo stesso verrà approvato e successivamente sottoscritto da:
‐ Prefettura,
‐ Provincia,
‐ C.N. Vigili del Fuoco,
‐ Forze dell’Ordine,
‐ Aziende U.S.L. - 118,
‐ Soccorso Alpino e Speleologico Toscano,
‐ Amm.ni Comunali,
‐ Centri Intercomunali P.C.,
‐ Comunità Montane,
Ciascun soggetto sottoscrittore si impegna ad aggiornare ed allineare i propri strumenti di pianificazione
e/o le proprie procedure operative alle indicazioni del presente piano.
Inoltre il presente documento sarà aggiornato in caso di:
‐ Emanazione di nuove normative in materia;
‐ Su proposta di uno dei soggetti sottoscrittori.
Con cadenza almeno biennale verrà verificata l’adeguatezza del presente documento mediante incontro tra
tutti i soggetti sottoscrittori.
4
1. INTRODUZIONE
1.1 PREMESSA
Da alcuni anni la ricerca di persone scomparse nell’ambito del territorio della Provincia di Lucca ha avuto
un notevole incremento ed ha visto molteplici attivazioni ai vari livelli della “macchina dei soccorsi”. Da
tale esperienza è scaturita la necessità di individuare e condividere tra tutti i soggetti interessati, procedure
tempestive ed uniformi che permettano il coordinamento e l’ottimizzazione delle forze in campo nel
rispetto delle reciproche competenze, dando al contempo garanzia di attivazione e qualità alle operazioni
di ricerca.
Per quanto sopra e come risultato dell’attività portata avanti da un apposito gruppo di lavoro costituito
dalla Prefettura di Lucca, nel 2009 è stato approvato e successivamente sottoscritto un protocollo d’intesa
tra Prefettura, Provincia, C.N. Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Aziende U.S.L. - 118, Soccorso Alpino
e Speleologico Toscano, Amm.ni Comunali, Centri Intercomunali P.C. e Comunità Montane che stabiliva
procedure condivise e integrate fra tutti i soggetti per la ricerca di persone disperse.
In data 5 agosto 2010 il Ministero dell’Interno – Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per la
ricerca di persone scomparse, con circolare n. 832 ha approvato delle linee guida per favorire la ricerca di
persone scomparse con l’intento di promuovere uno sviluppo omogeneo sul territorio nazionale di
documenti di pianificazione relativi a questo aspetto. Ha fatto seguito la circolare del 15 giugno 2011
relativa alla stessa problematica.
Il presente documento, elaborato da apposito gruppo tecnico composto da Prefettura, Provincia, C.N.
Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Aziende U.S.L. - 118, Soccorso Alpino e Speleologico Toscano,
Comunità Montane, costituisce aggiornamento e allineamento alle suddette linee guida del precedente
protocollo d’intesa approvato e sottoscritto nel 2009.
1.2 AMBITO TERRITORIALE DI VALENZA
La presente pianificazione è valida per l’attivazione di procedure di ricerca persone scomparse che
interessano territorialmente la provincia di Lucca.
Preme precisare che le fasi operative disciplinate dal presente protocollo e individuate al capitolo 5 sono:
la segnalazione, la fase informativa, la fase di ricerca, la chiusura o sospensione della ricerca; qualora una
di queste fasi interessi territorialmente la provincia di Lucca i soggetti individuati al capitolo 4 si
atterranno alle procedure previste nella presente pianificazione.
Nel momento in cui, in una delle fasi operative individuate, si riscontri competenza territoriale ulteriore
(ricerca da estendersi ad altro ambito provinciale) le procedure previste nel presente documento saranno
integrate da un raccordo informativo e operativo tra:
‐
Prefettura locale e altra/e Prefetture interessate;
‐
Amm.ne Provinciale e Regione Toscana;
‐
Comandi FF.OO. e VV.F. locali e comandi FF.OO. e VV.F. delle altre province interessate;
‐
Centrale 118 Lucca e/o Versilia e centrali 118 delle altre province interessate;
3
INDICE
1. INTRODUZIONE
1.1 PREMESSA
1.2 AMBITO TERRITORIALE DI VALENZA
1.3 PROCEDURE DI APPROVAZIONE E AGGIORNAMENTO
2. OBIETTIVI
2.1 OBIETTIVI
2.2 CASI ESCLUSI
3. INDIVIDUAZIONE SCENARI PROVINCIALI
3.1 CONTESTO TERRITORIALE
3.2 STATISTICA CASISTICHE DI SCOMPARSA
3.3 INDIVIDUAZIONE TIPOLOGIA DI SCENARI
4. INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI
4.1 SOGGETTI
4.2 RISORSE
5. PIANIFICAZIONE FASI OPERATIVE
5.1 SEGNALAZIONE SCOMPARSA
5.2 FASE INFORMATIVA
5.3 FASE DI RICERCA
5.4 SOSPENSIONE O CHIUSURA DELLE RICERCHE
6. GESTIONE DEI RAPPORTI CON MASS-MEDIA E FAMILIARI
pag.3
pag.3
pag.3
pag.4
pag.5
pag.5
pag.5
pag.6
pag.6
pag.7
pag.7
pag.8
pag.8
pag.10
pag.11
pag.13
pag.15
pag.17
pag.22
pag.23
ALLEGATI:


MOD.A Attivazione fase informativa o attivazione fase di ricerca
MOD.B Istituzione P.C.A.
2
Prefettura di Lucca
PER LA RICERCA DI
PIANO PROVINCIALE
PERSONE SCOMPARSE
Documento elaborato da apposito tavolo di lavoro istituzionale a cui hanno
partecipato:Prefettura di Lucca, Provincia di Lucca, Comunità Montana Garfagnana,
Comunità Montana Mediavalle del Serchio, C.N. Vigili del Fuoco, ASL n.2 – 118 di Lucca,
ASL n.12 – 118 Versilia, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello
Stato, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto.
Aggiornato alla circolare del 2010 n. 832 del Ministero dell’Interno - Ufficio del
Commissario Straordinario del Governo (linee guida per favorire la ricerca di persone
scomparse).
1
Documento aggiornato al 2 Novembre 2011

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