I-117-AZ_WATER SAFETY PLAN_Nuovo Arcispedale SAnna

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I-117-AZ_WATER SAFETY PLAN_Nuovo Arcispedale SAnna
Struttura Dipartimentale Igiene
Ospedaliera – Qualità Servizi Ambientali
Risk Management
ISTRUZIONE OPERATIVA
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WATER SAFETY PLAN:
Valutazione e gestione dei rischi
sanitari associati all’utilizzo dell’acqua
potabile fornita dal sistema di
distribuzione interno nello
Stabilimento Ospedaliero
“NUOVO ARCISPEDALE S.ANNA-CONA”
1.
Lista di distribuzione ............................................................................................ 2
2.
Emissione ........................................................................................................... 2
3.
Scopo ................................................................................................................ 3
4.
Campo di applicazione.......................................................................................... 3
5.
Riferimenti.......................................................................................................... 4
6.
Definizioni .......................................................................................................... 4
7.
Matrice attività/responsabilità ............................................................................... 5
8.
Valutazione dei rischi sanitari potenziali associati all’utilizzo dell’acqua potabile fornita
dal sistema di distribuzione interno allo Stabilimento ......................................................... 6
9.
Individuazione dei fattori di rischio e degli interventi preventivi di riduzione del rischio17
10.
Monitoraggio ambientale in autocontrollo.............................................................. 22
11.
Interventi di bonifica .......................................................................................... 25
12.
Strumenti di registrazione e documenti collegati.................................................... 26
Struttura Dipartimentale Igiene Ospedaliera - Q.S.A. – Risk Management
Via Aldo Moro, 8 44124 Cona – Ferrara| Tel. 0532 236210 | e-mail: [email protected]
Tel. 0532 236666| e-mail [email protected]
Struttura Dipartimentale Igiene
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1.
ISTRUZIONE OPERATIVA
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Lista di distribuzione
AOUFE – STABILIMENTO OSPEDALIERO “NUOVO ARCISPEDALE S.ANNA-CONA”
• Direttore e Posizione Organizzativa di Area D.A.I.
• Direttori e Coordinatori UU.OO. Sanitarie, Tecniche e Amministrative
• Responsabili e Coordinatori Strutture Dipartimentali/Programmi sanitari
• Componenti Comitato per la Gestione del Rischio Infettivo (C-GRI)
• Componenti Gruppo di Progetto “Water Safety Plan”
• Componenti Area-Progetto Sicurezza e Gestione del Rischio
• Referenti Medici e Assistenziali “Gestione del Rischio Infettivo” (GRI)
DITTE ESECUTRICI SERVIZI NO CORE - CONSORZIO PROG.ESTE
• Consorzio Prog.Este
• SIRAM (Manutenzione impianto idrico e di condizionamento)
• COPMA s.c.ar.l. (Pulizie)
ENTI PUBBLICI:
• Direttore Dipartimento Sanità Pubblica, AUSL Ferrara
2.
Emissione
Descrizione Data
Redazione
modifiche
Approvazione
Quinta
24/09/2012
Gruppo di
redazione
redazione
Firma
Verifica
Responsabile
A.Qua.Ri.
Firma
Approvazione
Direttore Generale
3
Quarta
redazione
01/02/2012
Gruppo di redazione
Responsabile Ufficio
Qualità
Direttore Generale
2
Terza
redazione
12/12/2011
Gruppo di redazione
Responsabile Ufficio
Qualità
Direttore Generale
1
Seconda
redazione
Prima
redazione
30/11/2011
Gruppo di redazione
Responsabile Ufficio Qualità
Direttore Generale
04/11/2011
Gruppo di redazione
Responsabile Ufficio Qualità
Direttore Generale
Rev.
4
0
Gruppo di redazione:
Gruppo operativo C-GRI “Progetto Water Safety Plan”
1
P.M. Antonioli, M.C. Manzalini, V. Dalpozzo, L. Alvoni; 2M. Libanore, M. Pantaleoni;
C. Contini, R. Cultrera; 4A. Papi, S. Putinati; 5R. Rossi; 6F. Tomasi, C. Sgarbi;
7
M. Benvenuti, PG. Brunello, A. Buscaroli, M.F. Colombi, C. Crepaldi, A. Fiorini, P. Raisi, C. Venturoli;
8
P. Chiarini; S. Silvestri; 9G. Pirini; 10M. Nardini
3
La mappatura degli impianti è stata fatta in collaborazione con SIRAM.
Il Piano è stato definito, per gli aspetti di competenza relativi alla verifica del mantenimento dei
requisiti di potabilità, con il Dipartimento Sanità Pubblica dell’AUSL Ferrara e con il Servizio
Sanità Pubblica Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Regione Emilia-Romagna,
per quanto riguarda la gestione della legionella.
La presente istruzione è stata sottoposta a verifica del contenuto da parte del
Coordinatore Comitato Gestione Rischio Infettivo e del Risk Manager.
1
Struttura Dipartimentale Igiene Ospedaliera – Q.S.A. - Risk Management
U.O. Malattie Infettive
U.O. Malattie Infettive Tropicali e del Migrante
4
U.O. Pneumologia e Fisiopatologia Respiratoria
5
Struttura Dipartimentale Microbiologia
6
U.O. Malattie Metaboliche, Diabetologia e Dietologia Clinica
7
Direzione delle Professioni
8
Direzione Attività Tecniche - Settore Idraulico Meccanico
9
U.O. Ingegneria Clinica
10
Dipartimento Interaziendale SPP
2
3
Struttura Dipartimentale Igiene Ospedaliera - Q.S.A. – Risk Management
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La Istruzione Operativa è stata revisionata nei paragrafi: 5, 7, 8, 9, 10, 12;
modifiche sono evidenziate in colore giallo.
3.
le
Scopo
L’utilizzo ubiquitario dell’acqua distribuita dalla rete idrica e la presenza di Unità Operative ad
alto rischio, percorsi assistenziali e pazienti a particolare suscettibilità, impongono di prestare
alta attenzione alla valutazione e gestione dei rischi chimico, fisico e microbiologico
associati all’utilizzo dell’acqua nello Stabilimento ospedaliero
“Nuovo S.Anna-Cona”
dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, al fine di garantire il mantenimento nel
tempo dei requisiti di potabilità e di sicurezza igienica dell’acqua in distribuzione all’interno
della rete ospedaliera e proteggere la salute umana (pazienti, operatori, visitatori) dagli effetti
negativi derivanti da una eventuale contaminazione.
4.
Campo di applicazione
L’Istruzione Operativa è applicata e costituisce pertanto regola di comportamento nello
Stabilimento ospedaliero “Nuovo S.Anna-Cona” dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di
Ferrara.
In questo contesto, l’acqua di rete viene impiegata come:
Acqua destinata al consumo umano
- impianti idrosanitari per la produzione di acqua fredda e calda
- bevanda
- preparazione degli alimenti
- esecuzione di procedure assistenziali (in particolare, in dialisi, nel travaglio in
acqua)
- gestione di attrezzature sanitarie (in particolare, nell’attività di reprocessing
degli endoscopi)
- igiene delle mani (operatori sanitari e operatori delle Ditte esecutrici di servizi no
core)
- igiene delle mani e della persona (pazienti e visitatori)
- pulizia e sanificazione degli ambienti (attività di igiene ambientale).
Acqua tecnologica
- impianti di climatizzazione (condizionamento, raffrescamento)
- produzione del vapore (torri di raffreddamento).
Il campo di applicazione è rappresentato dall’intero sistema di distribuzione interno dell’acqua
potabile destinata al consumo umano e all’acqua potabile ad uso tecnologico per
quanto riguarda le torri di raffreddamento.
Il campo di applicazione riguarda inoltre, nel periodo estivo di accensione, le aree ospedaliere
nelle quali l’impianto di condizionamento ad aria primaria è integrato mediante
ventilconvettori (degenze generiche ad occupazione discontinua - day hospital/day surgery,
locali del personale, medicazioni e corridoi; aree direzionali e aree didattiche; depositi di
materiale deperibile; studi e locali presidiati; ambulatori di visita), per la possibile formazione di
liquido di condensa con eventuale ristagno.
In tutte le sedi su elencate verranno effettuate attività di prevenzione e riduzione del rischio e di
monitoraggio ambientale (campionamenti acqua calda e fredda destinata al consumo umano,
acqua tecnologica delle torri di raffreddamento).
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5.
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Riferimenti
1.
P-110-AZ WATER SAFETY PLAN: Piano di valutazione e gestione dei rischi sanitari
associati all’utilizzo dell’acqua potabile fornita dal sistema di distribuzione interna
nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
2. Planimetria descrittiva della rete di distribuzione interna dell’acqua potabile dello
Stabilimento Ospedaliero “Nuovo Arcispedale S.Anna-Cona”.
3. Certificazione relativa ai materiali a contatto con l’acqua utilizzati in tutta la rete di
distribuzione comprensiva degli impianti di trattamento e stoccaggio.
4. Relazione tecnica relativa agli interventi di sanificazione effettuati sugli impianti di
stoccaggio e trattamento delle acque.
5. Schede tecniche relative al funzionamento degli impianti di trattamento.
6. Schede tecniche e di sicurezza relative ai reagenti o adiuvanti utilizzati negli impianti di
trattamento.
Tutte le certificazioni delle apparecchiature Culligan impiegate in Centrale Idrica, quali:
- Filtri, Addolcitori, Demineralizzatori, Tank in polietilene, Minerali
sono raccolte nel Volume intitolato “WATER TREATMENT PLAN” redatto da Culligan in
data 07/01/2009 e composto da pag. 1 a pag 35.
Tutte le Schede Tecniche relative agli impianti di trattamento e alle apparecchiature
impiegate nella Centrale Idrica sono raccolte nel Volume “Centrale Idrica” e conservate
presso il gestore SIRAM, sede “Nuovo S.Anna-Cona”. All’interno del Volume sono
contenute le Schede Tecniche e le Schede di Sicurezza relative ai prodotti utilizzati negli
impianti di trattamento.
7. Planimetria descrittiva dell’impianto di condizionamento centralizzato dello Stabilimento
Ospedaliero “Cona-Nuovo S.Anna.
8. Certificazione relativa ai materiali utilizzati in tutto l’impianto di condizionamento
centralizzato.
9. Schede tecniche relative al funzionamento dell’impianto di condizionamento centralizzato.
Tutte le certificazioni e le Schede Tecniche relative agli impianti di condizionamento
centralizzato e alle apparecchiature impiegate sono raccolte nel Volume “Impianto di
condizionamento centralizzato” e conservate presso il gestore SIRAM, sede “Nuovo
S.Anna-Cona”.
6.
Definizioni
ASA= Arcispedale S.Anna
ARPA-FE= Laboratorio Agenzia regionale Protezione Ambiente – Emilia Romagna
C= Collabora
COPMA= Ditta esecutrice servizio di pulizie
CSTA= Laboratorio Centro Servizi e Tecnologie Ambientali S.r.l., Salara (RO)
DAT= Direzione Attività Tecniche
DP= Direzione delle Professioni
DSP= Dipartimento Sanità Pubblica AUSLFE
DSPP=Dipartimento Strutturale di Prevenzione e Protezione
GWSP= Gruppo AOUFE “Water Safety Plan”
I= Informato
R= Responsabile
SD.IO.QSA.RM= Struttura Dipartimentale Igiene ospedaliera – Qualità servizi Ambientali – Risk
Management
SIRAM-PROG.ESTE= Ditta esecutrice servizio manutenzione
WSP= Water Safety Plan
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C
I
C
R
C
C
C
C
R
C
C
R
CSTA
ARPA-FE
C
DSP AUSLFE
C
DP
R
COPMA
GWSP
Coordinamento per la identificazione dei pericoli, analisi dei
fattori di rischio e definizione degli interventi preventivi e
correttivi
Identificazione dei pericoli, analisi dei fattori di rischio e
definizione degli interventi preventivi e correttivi riferiti agli
impianti (rete idrosanitaria, serbatoi di accumulo, impianto di
condizionamento - raffrescamento, vasca antincendio, pozzi
artesiani, ecc.)
Identificazione dei pericoli, analisi dei fattori di rischio e
definizione degli interventi preventivi e correttivi per gli aspetti
di sicurezza e antincendio collegati
Identificazione dei pericoli, analisi dei fattori di rischio e
definizione degli interventi preventivi e correttivi relativi al
rischio professionale
Identificazione dei pericoli, analisi dei fattori di rischio e
definizione degli interventi preventivi e correttivi igienicosanitari (classificazione aree assistenziali, amministrative e di
supporto per livello di rischio; mappatura delle procedure
assistenziali a rischio, indagine epidemiologica)
Formazione personale sanitario e di supporto, del personale
tecnico, del personale Ditta COPMA e SIRAM per la gestione del
rischio legionellosi
Coordinamento piano di autocontrollo (interventi preventivi di
riduzione del rischio, monitoraggio ambientale, interventi di
bonifica)
Esecuzione interventi tecnici preventivi (programmati) di
riduzione del rischio:
- impiantistici (SIRAM),
- pulizia e disincrostazione filtrini e flussaggio (COPMA)
*R per gli aspetti attribuiti
Responsabilità di controllo degli interventi eseguiti:
- impiantistici (DAT),
- pulizia e disincrostazione filtrini e flussaggio (DP)
*R per gli aspetti attribuiti
Esecuzione attività di monitoraggio ambientale:
- prelievo e/o consegna campioni ambientali (CSTA, SIRAM,
Servizio AUTISTI),
- rilievo temperatura, rilievo cloro-residuo ai terminali (SIRAM)
*R per gli aspetti attribuiti e in convenzione
Responsabilità di controllo degli interventi eseguiti:
- prelievo-consegna campioni ambientali (DAT),
- rilievo temperatura, rilievo cloro-residuo ai terminali (DAT)
Esecuzione analisi, refertazione e trasmissione risultati di
prova preliminari e definitivi, delle temperature e dei clororesidui registrati
Lettura e valutazione risultati:
- campioni ambientali preliminari e definitivi (SD.IO.QSA.RM),
- temperature e dei cloro-residui registrati (DAT)
*R per gli aspetti attribuiti e congiuntamente esercitata per
l’integrazione delle informazioni
Esecuzione interventi di bonifica degli impianti in caso di
situazione critica: iperclorazione (SIRAM), Flussaggio (COPMA)
*R per gli aspetti attribuiti
Responsabilità di controllo degli interventi eseguiti:
situazione critica che lo richieda / programmati: iperclorazione
(DAT), Flussaggio (DAT-SD.IO.QSA.RM-DP)
*R per gli aspetti attribuiti
R= Responsabile; C= Collabora; I= Informato
SIRAM –
PROG.ESTE
Descrizione dell’attività
DSPP
Responsabilità
DAT
Matrice attività/responsabilità
SD.IO.QSA.
RM
7.
ISTRUZIONE OPERATIVA
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8.
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Valutazione dei rischi sanitari potenziali associati all’utilizzo dell’acqua
potabile fornita dal sistema di distribuzione interno allo Stabilimento
L’analisi del rischio potenziale chimico, fisico e microbiologico è stata condotta dal Gruppo di
progetto “Water Safety Plan”, in collaborazione con la Ditta di manutenzione dell’impianto
idrico SIRAM, il supporto esperto del Servizio Sanità Pubblica -Direzione Generale Sanità e
Politiche Sociali (Regione Emilia-Romagna) e del M.O. Igiene Alimenti e Bevande - U.O. Igiene
degli Alimenti e Nutrizione (N.O.D. Centro-Nord, D.S.P. AUSL Ferrara), per gli aspetti di
competenza.
Per quanto riguarda il rischio legionella, la valutazione è stata condotta con l’obiettivo di
individuare i punti, le fasi, i momenti in cui si possono realizzare condizioni che legano la
presenza di legionelle nell’impianto alla possibilità di contrarre l’infezione.
L’entità del rischio è stata stimata attraverso:
l’analisi dello schema aggiornato dell’impianto, con identificazione dei punti critici
la conoscenza delle caratteristiche dell’acqua utilizzata in relazione agli usi cui è
destinata e alle caratteristiche dei soggetti potenzialmente esposti
l’ispezione accurata della struttura per evidenziare eventuali fonti di rischio e valutare
l’intero impianto ed il suo utilizzo, anche in condizioni non usuali, nelle diverse aree
della struttura
il monitoraggio ambientale (campionamento acqua, rilevazione temperatura, rilievo
cloro-residuo, acqua calda e fredda)
l’analisi della situazione epidemiologica locale (casi incidenti di legionellosi
nosocomiale).
In fase di pre-start up del nuovo Stabilimento ospedaliero sito in Cona sono state effettuate
in tempi successivi 4 analisi del rischio e conseguenti revisioni del WSP, anche correlate al
piano di trasferimento e di attivazione delle aree assistenziali e di servizio in Cona.
In base alla valutazione del rischio, sono stati definiti i punti di campionamento e i parametri
chimici, fisici e microbiologici da ricercare.
I punti di campionamento sono stati individuati in base ai seguenti criteri generali:
• planimetria descrittiva della rete di distribuzione interna dell’acqua potabile dello
Stabilimento Ospedaliero
• per ciascuna area assistenziale / di servizio, identificazione del “punto più
sfavorevole”, cioè del punto più lontano dall’ingresso della rete in ciascuna area
• servizi igienici degli operatori dello spogliatoio centralizzato
• servizi igienici stanze di degenza
• servizi igienici dedicati all’igiene pre-chirurgica del paziente
• lavandini di lavaggio mani degli operatori (ambulatorio, sala diagnostica, locale di
lavoro)
• lavandini lavaggio chirurgico mani degli operatori
• lavelli sale reprocessing
In ogni edificio e piano è stato identificato lo specifico punto di
campionamento (terminale) presso il quale effettuare il prelievo. Ogni
punto di campionamento individuato è numerato, contrassegnato con uno
specifico logo identificativo e registrato nella planimetria dello Stabilimento.
In ciascun punto, è prelevata acqua di rete fredda e/o calda in base alla
sede e all’analisi del rischio.
La cadenza di revisione del Piano è fissata 1 volta/anno, al ri-campionamento dei
terminali selezionati e in base al risultato delle analisi ambientali storiche effettuate.
Revisioni anticipate saranno attuate a seguito di modifiche delle condizioni di base o al
verificarsi di un caso di legionellosi nosocomiale.
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Via Aldo Moro, 8 44124 Cona – Ferrara| Tel. 0532 236210 | e-mail: [email protected]
Tel. 0532 236666| e-mail [email protected]
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l Condizioni di funzionamento e di manutenzione rete idrosanitaria
Planimetria descrittiva della rete di distribuzione interna dell’acqua potabile dello Stabilimento
Ospedaliero:
TRACCIATO RETE ALIMENTAZIONE
IDRICA DAL PUNTO DI CONSEGNA
HERA ALLA CENTRALE
POZZETTO CON
DISCONNETTORI.
P.to A
PUNTO DI
CONSEGNA
HERA
NR. 2 TUBAZIONI IN PEAD
INTERRATE
PUNTO DI INGRESSO
NEL CUNICOLO TECNICO
P.to B
NR. 2 TUBAZIONI IN
ACCIAIO ZINCATO
PUNTO DI INGRESSO IN
CENTRALE IDRICA
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DOSAGGIO
BIOSSIDO DI CLORO
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SCHEMA FUNZIONALE CENTRALE IDRICA
INGRESSO
CENTRALE
IDRICA
FILTRAZIONE
GENERALE
VASCHE DI
ACCUMULO
ADDOLCIMENTO
H2O TECNICA
REINTEGRO
H2O TECNICA
TRATTAMENTO
H2O TORRI
EVAPORATIVE
ADDOLCIMENTO
H2O USO
SANITARIO
RETE H2O FREDDA
POTABILE
RETE H2O 4 °F
RETE H2O 15 °F
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L’approvvigionamento idrico è realizzato mediante due condotte indipendenti che partono
subito a valle dei due punti di consegna HERA dove sono ubicati i contatori. Come si può
vedere dalla planimetria, la consegna è ubicata nel lato sud dell’Ospedale entro pozzetto.
Subito a valle dei contatori Hera sono posizionati i due disconettori (uno per linea; p.to A)
dai quali partono le due tubazioni interrate in PEAD (Polietilene Alta Densità); le linee
percorrono un tratto interrato di circa 450 mt ed entrano nel cunicolo tecnologico dello
Stabilimento nel p.to B indicato nella tavola.
Da questo punto le tubazioni sono in Acciaio Zincato e percorrono il cunicolo per circa 150
mt. e raggiungono la Centrale Idrica, ubicata all’interno della Centrale Tecnologica.
Le tubazioni impiegate all’interno della Centrale Idrica sono in acciaio zincato e acciaio inox
AISI 304, oppure in PVDF.
Tutte le certificazioni delle apparecchiature Culligan impiegate in Centrale Idrica, quali:
- Filtri
- Addolcitori
- Demineralizzatori
- Tank in polietilene
- Minerali
sono raccolte nel Volume intitolato “WATER TREATMENT PLAN” redatto da Culligan in
data 07/01/2009 e composto da pag. 1 a pag 35.
Tutte le Schede Tecniche relative al funzionamento degli impianti di trattamento e delle
Apparecchiature impiegate nella Centrale Idrica sono raccolte nel Volume “Centrale Idrica”
presso il gestore SIRAM. All’interno del Volume sono contenute le Schede Tecniche e le
Schede di Sicurezza relative ai prodotti utilizzati negli impianti di trattamento.
A valle dei due punti di consegna ed approvvigionamento dalla rete idrica comunale sono
installati due disconnettori, uno per ogni linea di approvvigionamento.
I disconnettori sono a pressione ridotta, controllabile, ad altissima protezione, hanno corpo e
coperchio in ghisa esternamente ed internamente rivestiti con due strati di resina epossidica
alimentare, Certificazione UNI EN 12729, conformi NF,ASSE,AWWA, IAPMO.
Le tubazioni utilizzate per il percorso interrato sono in polietilene ad alta densità PE 100 per
condotte di acqua potabile e liquidi alimentari in pressione rispondenti alle prescrizioni igienico
sanitarie del Ministero della Sanità.
Le tubazioni utilizzate per il percorso all’interno del cunicolo tecnologico fino all’ingresso in
Centrale Idrica sono in acciaio zincato.
Giunte in Centrale Idrica le due tubazioni arrivano su un collettore generale.
Subito a valle del collettore sono installati tre filtri in parallelo con grado di filtrazione
pari a 100 micrometri.
A valle dei filtri vi sono tre partenze:
• alimentazione vasche di accumulo
• by-pass vasche di accumulo
• alimentazione collettore per fornire acqua ad uso tecnologico per Centrale
termica/Centrale Frigorifera/Torri evaporative.
Le tubazioni impiegate all’interno della centrale idrica sono in acciaio zincato e/o acciaio inox
AISI 304, oppure in PVDF.
Le 4 cisterne di accumulo dell’acqua potabile sono in Cemento Armato, chiuse nella
parte alta con copertura in cemento armato e sono rivestite internamente con manto
impermeabile Sarnafil TG66-15 (materia prima: lega di poliolefine flessibili).
Esse presentano una capacità di 125 mc/cadauna.
Le tubazioni di prelievo dalla vasca sono a 200 mm. dal fondo.
L’acqua contenuta all’interno della vasche di accumulo è costantemente ricircolata mediante
gruppo di pompaggio; sulla linea di ricircolo dell’acqua è posta la lancia di dosaggio di
biossido di cloro e questo fa sì che la totalità dell’acqua proveniente dalle due condotte
generali ed immessa nella vasca sia trattata con iniezione di biossido di cloro.
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L’impianto di biossido di cloro è di fornitura Culligan; l’apparecchiatura installata è TECME,
modello PBC 60 DSD e utilizza come reagenti chimici Acido Cloridrico (HCl) puro
farmaceutico, in soluzione acquosa al 9% e Clorito Sodico in soluzione acquosa al
7,5%. Le pompe di aspirazione acido, la pompa di aspirazione clorito e di aspirazione acqua
sono in PVC.
I reagenti chimici sono contenuti in fusti da 25 kg in polietilene, a loro volta inseriti in
contenitori di sicurezza (bacini di contenimento) in polietilene non collegati al sistema di
scarico fognario dello Stabilimento.
In questi impianti il Biossido di cloro viene prodotto per via umida, facendo reagire l’HCl
al 9% ed il Clorito Sodico al 7,5%, in rapporto 1:1, ottenendo una soluzione al 2 per cento di
ClO2; successivamente questa soluzione viene ulteriormente diluita in maniera controllata e
stoccata all’interno del reattore; il valore della diluizione è operativamente reimpostabile in un
range tra 1 e 2 per mille.
Di seguito si riporta uno schema di dell’impianto di produzione e dosaggio di Biossido di Cloro:
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Il dosaggio viene effettuato in funzione dei risultati dell’analisi che viene effettuata
in continuo prelevando acqua dal circuito di ricircolo e iniettando a valle del gruppo
di pompaggio.
L’acqua viene prelevata dalle vasche di accumulo mediante un collettore unico che le mette
in comunicazioni far loro e poi pressurizzata mediante centrale di pompaggio.
Sostanzialmente l’acqua ha due destinazioni:
Ø consumo umano
Ø acqua ad uso tecnologico.
I due gruppi di pompaggio, quello per pressurizzare acqua potabile e quello per pressurizzare
acqua che verrà destinata alle centrali sono tutti dotati di valvola di non ritorno per impedire
l’inversione del flusso, garantendo la completa separazione delle 2 reti.
Le vasche di accumulo possono essere by-passate; le linee di by-pass sono due, separate
tra loro, una per alimentare il collettore dedicato all’acqua per consumo umano ed una per
alimentare il collettore dell’acqua ad uso tecnologico; entrambe le linee sono dotate di
valvole di non ritorno.
L’acqua destinata al consumo umano, pressurizzata ed inviata al collettore a valle delle vasche
si suddivide nelle seguenti linee:
• linea acqua fredda potabile a servizio dello Stabilimento ospedaliero
• linea acqua fredda potabile per successiva miscelazione con acqua addolcita
• linea alimentazione addolcitori.
La linea acqua fredda potabile a servizio dello Stabilimento ospedaliero è costituita
principalmente dall’anello avente diametro DN 125, che percorre tutto il cunicolo
tecnologico; all’interno del cunicolo, dall’anello si staccano i rami principali costituti dalle
colonne verticali che giungono a q.ta + 11.90 (piano terzo della struttura); dalle
colonne principali verticali si staccano i rami secondari orizzontali che portano l’acqua
fredda negli ambienti dei vari reparti.
La linea acqua fredda potabile per successiva miscelazione con acqua addolcita è
all’interno della centrale idrica e giunge in un collettore dove viene miscelata con l’acqua
addolcità a 0 °F.
La linea alimentazione addolcitori è anch’essa è all’interno della centrale idrica. E’ a
servizio della stazione di addolcimento. La stazione di addolcimento installata e costituita da
due addolcitori, automatici a doppia colonna, Culligan, Ultra Line HB 1700 60 BS, che
abbattono la durezza mediante resine scambiatrici adatte al contatto con acqua per uso
alimentare, tipo Cullex, cationiche forti in ciclo sodico, rigenerabili con sale marino;
l’apparecchio per soddisfare le condizioni previste dal Decreto del Mistero della Sanità è dotato
di sistema automatico di autodisinfezione durante la rigenerazione tramite elettrolisi del sale
rigenerante e di un sistema di miscelazione proporzionale dell’acqua per il mantenimento del
valore minimo di durezza e di contenuto di sodio-ioni.
L’acqua addolcita viene poi a sua volta inviata ad un collettore da cui dipartono le seguenti
linee secondarie:
• linea acqua addolcita a 0°F per essere successivamente trattata per produrre
acqua dissalata
• linea acqua addolcita e miscelata con acqua fredda potabile per avere acqua a
15 °F
• linea acqua addolcita e miscelata con acqua fredda potabile per avere acqua a
4 °F.
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Tali linee a 4 °F e 15 °F sono trattate all’interno della Centrale Idrica, con prodotto Korromind,
un anticorrosivo liquido di purezza alimentare per la protezione preventiva delle reti
acquedottistiche ed impianti d’acqua calda e fredda sanitaria di qualunque tipo, composto da
una miscela sinergica, a purezza alimentare, garantita di anticorrosivi a base di silicati naturali
e correttori del PH.
La linea a 4 °F è destinata ad uso cucina; all’interno della sottocentrale 1 si trova un
serbatoi di accumulo da 3000 lit dedicato.
La linea acqua a 15 °F è quella destinata alla produzione di acqua calda sanitaria.
Essa è costituita principalmente dall’anello avente diametro DN 100 che percorre tutto il
cunicolo tecnologico e che serve le 6 Sottocentrali all’interno delle quali viene prodotta
l’acqua calda sanitaria.
Si riporta di seguito la denominazione, ubicazione e capacità di accumulo di acqua calda
sanitaria per le sei sottocentrali:
§ STC1 - ubicata all’interno della zona centrale idrica, nel Blocco 43 a q.ta -4.80 – 1
serbatoio di accumulo H2o calda pari a 3000 lit.
§ STC2 - ubicata nel Blocco 33 a q.ta -4.80 – 2 serbatoi di accumulo H2o calda di 2000
lit/cad per un totale di 4000 lit.
§ STC3 - ubicata nel Blocco 34/35 a q.ta -4.80 – 3 serbatoi di accumulo H2o calda di
3000 lit/cad per un totale di 9000 lit.
§ STC4 - ubicata nel Blocco 37 a q.ta -4.80 – 2 serbatoi di accumulo H2o calda di 3000
lit/cad per un totale di 6000 lit.
§ STC5 - ubicata nel Blocco 29 a q.ta 0.00 – 3 serbatoi di accumulo H2o calda di 3000
lit/cad per un totale di 9000 lit.
§ STC6 - ubicata nel Blocco 10 a q.ta 0.00 – 3 serbatoi di accumulo H2o calda di 3000
lit/cad per un totale di 9000 lit.
Ogni sottocentrale è dotata del proprio impianto di produzione e dosaggio di biossido
di cloro come sopra descritto.
L’Acqua calda sanitaria prodotta viene inviata ai vari Blocchi/Reparti, serviti dalla Sottocentrale
stessa, mediante un circuito che anche in questo caso è costituito dalle colonne verticali che
giungono a q.ta + 11.90 ( piano terzo della struttura).
Dalle colonne principali verticali si staccano i rami secondari orizzontali che portano l’acqua
calda negli ambienti dei vari reparti.
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EDIFICI SERVITI DALLE 6 SOTTO-CENTRALI:
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Per quanto riguarda l’acqua ad uso tecnologico essa è inviata, dopo la filtrazione generale,
ad una stazione di addolcimento composta da due addolcitori automatici a doppia colonna
Culligan, Ultra Line HB 770 36” B.S.. La stazione di addolcimento fornisce acqua per i circuiti
che alimentano rispettivamente:
§ Centrale termica
§ Centrale frigorifera
§ Torri evaporative.
Le Torri evaporative a servizio dei gruppi frigoriferi sono 4 (una per ciascun gruppo
frigorifero).
Esse sono ubicate nell’Edificio Economale a q.ta 0.00.
L’acqua a servizio delle torri evaporative è trattata con i seguenti prodotti.
ü CHEM RT 50 – B, Biocida per il controllo delle proliferazioni batteriche ed algali
ü CHEM R 43 - Anticorrosivo, deflocculante, antiprecipitante, anticrostante per
torri evaporative
ü CHEM RT 58 – Condizionante per la prevenzione della proliferazione di origine
organica dovuta a biofilm e oli nei cricuiti con torri e condensatori evaporative,
composto da miscela sinergica di biodisperdenti , efficace per il trattamento biocida
ed efficace sullo sviluppo della legionella.
La distanza delle torri evaporative dagli edifici occupati dalle aree assistenziali è di circa 80
mt.
l Condizioni di funzionamento e di manutenzione impianto di condizionamento
centralizzato
L’impianto di condizionamento centralizzato si suddivide nelle seguenti tipologie
principali:
• Impianto di condizionamento invernale/estivo a tutt'aria esterna; esso serve
principalmente le seguenti aree:
- sale operatorie
- preparazione chirurghi, isola neonatale
- terapia intensiva
- trapianto midollo
- ematologia
- sale autoptiche.
• Impianto di condizionamento invernale e raffrescamento estivo ad aria primaria
con integrazione a radiatori; esse serve principalmente le seguenti aree:
- degenze generiche ad occupazione continua (degenze ordinarie), soggiorni, locali
del personale, medicazioni e corridoi;
- spogliatoi del personale.
• Impianto di condizionamento invernale/estivo ad aria primaria con integrazioni
mediante ventilconvettori; esso serve principalmente le seguenti aree:
- degenze generiche ad occupazione discontinua (day hospital/day surgery), locali
del personale, medicazioni e corridoi;
- aree direzionali e aree didattiche
- depositi di materiale deperibile
- studi e locali presidiati
- ambulatori di visita.
• Condizionamento a tutt’aria con ricircolo ed apporto aria esterna in funzione
dell’affollamento; esso serve principalmente le seguenti aree:
- sala convegni
- ristorante-mensa.
Impianto di trattamento dell’aria
Generalità
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Per tutte le aree ospedaliere, a qualunque destinazione, ove e’ prevista la presenza di persone,
sono stati realizzati impianti di ventilazione forzata.
E’ immessa aria esterna opportunamente trattata nelle quantità previste dalle vigenti
normative, con garanzie di ricambio dell’aria definite in base alla destinazione di uso delle aree
stesse servite.
Non è previsto ricircolo dell’aria (ad esclusione di aree di supporto non a destinazione
sanitaria quali le aree commerciali, le sale riunioni, ristorante e simili); quindi tutta l’aria
ripresa dagli ambienti viene espulsa all’esterno dopo avere recuperato energia, per le
circostanze previste, attraverso uno scambiatore a flussi incrociati, dove i flussi di aria sono
meccanicamente separati, senza la possibilità di venire in contatto tra loro.
Le centrali di trattamento dell'aria sono prevalentemente ubicate sulla copertura degli
edifici oppure all’aperto o in alcuni casi all'interno di vani tecnologici dedicati da dove
alimentano i reparti sottostanti.
In alcune circostanze è prevista anche l’installazione entro locali tecnici al piano interrato,
per le Unità di trattamento dell’aria a servizio della cucina e della morgue.
Le zone di prese di aria esterna e di espulsione sono dislocate in modo da evitare riprese di
aria viziata da parte della unità stessa.
Le bacinelle di raccolta condensa sono costruite in materiale anticorrosivo, per agevolare la
pulizia delle stesse e tutte sono dotate di sifone.
I silenziatori utilizzati sono dotati di finiture superficiali che consentono la pulizia degli stessi.
Filtrazione dell’aria
L’aria viene opportunamente filtrata con prefiltri, filtri a tasche ad alta efficienza,
minimo F9 (secondo la EN 779), aventi efficienza > 95% e per i comparti con elevato grado di
sterilità e installazione di ulteriori filtri assoluti H13 (secondo EN 1822 aventi efficienza >
99.997% o H 14 (secondo EN 1822 eventi efficienze > 99.999%).
La verifica dello stato di efficienza dei filtri si effettua tramite il controllo dello stato di
intasamento dei filtri con il rilievo della pressione differenziale tra monte e valle del
sistema di filtrazione come previsto dalla procedura prevista nei catalogo servizi del gestore.
Umidificazione dell’aria
L'umidificazione dell'aria, nel periodo invernale, sarà ottenuta con iniezione di vapore pulito
prodotto con generatori indiretti vapore/vapore; la rete di distribuzione del vapore pulito
è realizzata in acciaio inox.
Il vapore pulito è prodotto dalla vaporizzazione di acqua dissalata, la quale viene generata
in Centrale idrica da 2 dissalatori ad osmosi inversa AQUA CLEER IWE 5 comprensivo di
pretrattamenti costituiti da:
• addolcimento con addolcitore automatico ULTRA LINE HB 770 36” B.S. con resine a
scambio ionico adatte al contatto con acqua ad uso alimentare
• declorazione con filtro automatico HI FLO 9 Cullar UR 48 con carbone attivo granulare
alimentare adatto al contatto con acqua per uso alimentare.
L’acqua dissalata prodotta a portata costante viene accumulata in 2 serbatoi, costruiti in
lamiera di acciaio inox.
A questi è allacciata una centrale di pressurizzazione idrica, a due elettropompe, la quale
attraverso una rete in acciaio inox alimenta i produttori di vapore posti nei locali tecnici.
Qui l’acqua dissalata viene vaporizzata ad una pressione variabile da 2 a 3 bar;
pertanto il vapore saturo pulito viene iniettato nelle unità di trattamento aria ad una
temperatura variabile da 133,7 °C a 143,7 °C.
Distribuzione dell’aria
L'aria è convogliata agli ambienti mediante canalizzazioni metalliche in lamiera di acciaio
zincato, con l’eccezione delle aree destinate alle cosiddette “Alte Tecnologie”, per le quali i
canali sono realizzati con finitura esterna in alluminio goffrato, interna in alluminio
liscio e coibentazione in poliuretano espanso rigido posta tra la finitura esterna e
interna, ossia non a contatto con la condotta interna dell’aria.
I canali flessibili sono utilizzati esclusivamente per il collegamento dei tratti
terminali delle canalizzazioni con i diffusori dell’aria.
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I canali in lamiera zincata sono coibentati esclusivamente sul lato esterno.
Le canalizzazioni in lamiera zincata sono dotate di appositi sportelli di ispezione idonei per
eventuale pulizia interna.
La maggioranza degli impianti sono a bassa velocità e bassa pressione con distribuzione
monocondotto e post-trattamenti per zone omogenee (ad eccezione di alcune specifiche
applicazioni dove vengono utilizzate pressioni più elevate, come ad esempio nei laboratori).
Impianto di alimentazione di ventilconvettori e radiatori
I fluidi termovettori per uso climatizzazione a servizIo dei ventilconvettori e radiatori circolano
in reti chiuse e non vengono a contatto con l’uomo.
Le reti secondarie di riscaldamento e raffreddamento sono derivate a valle di scambiatori
a piastre che fungono da elementi di separazione con le reti primarie.
La manutenzione dei ventilconvettori viene effettuata secondo la procedura prevista nei
catalogo servizi del gestore.
l Vasca antincendio: essa è alimentata dalla centrale idrica; non vi è possibilità che
l’acqua della vasca possa venire in contattato con l’acqua ad uso potabile in quanto il
carico della vasca è effettuato ad una quota più alta della tubazione di troppo pieno
della vasca.
l Sono infine presenti 2 pozzi artesiani autorizzati per emungimento destinato alla sola
irrigazione.
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9.
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Individuazione dei pericoli e degli interventi preventivi di riduzione del
rischio
L’analisi del rischio è stata condotta osservando i seguenti 3 macro-ambiti, per i quali sono
stati individuati i fattori di rischio specifici, definiti gli interventi preventivi e correttivi, in caso
di criticità, e la fase/fasi di attivazione e gestione dello Stabilimento, suddivise in PRE start-up,
START-UP, POST start-up (gestione):
l Fattori ambientali e impiantistici
l Mappatura procedure assistenziali a rischio.
l Classificazione aree ospedaliere per livello di rischio dei pazienti e degli operatori
l Fattori ambientali e impiantistici
Fattori
ambientali
Clorazione
acqua
Serbatoi di
accumulo acqua
fredda
Serbatoi di
accumulo acqua
calda
Scambiatori di
calore
Temperatura
acqua fredda
nei diversi punti
della rete
Temperatura
acqua calda nei
diversi punti
della rete
Interventi tecnici preventivi di riduzione del
rischio
• Trattamento acqua fredda e acqua calda con
biossido di cloro.
• Dosatura informatizzato automatico e registrazione
del dosaggio.
• Rilevazione del cloro residuo ai terminali.
Sono facilmente ispezionabili per presenza di botola di
accesso e sono dotati di rubinetto di espurgo del
sedimento.
• Ispezione.
• Disinfezione (50 ppm di cloro residuo libero per 1
ora)*.
• Disinfezione straordinaria in caso di lavori
manutentivi sulla rete.
• Svuotamento, disincrostazione, disinfezione e
accurato lavaggio*.
Cadenza
• Annuale*
PRE start-up
POST start-up*
• Disinfezione del circuito dell’acqua calda con
superclorazione (cloro residuo libero = 50 ppm per 1
ora)*.
• Mantenimento T acqua fredda ≤ 20 °C.
• Rilevazione della temperatura ai terminali (punti
WSP) e annotazione in registro temperature
presso SIRAM
• Identificazione dei punti critici (T > 20°C):
ricerca di possibili soluzioni correttive
impiantistiche sostenibili
sorveglianza ambientale ai terminali
• Serbatoi di accumulo: T acqua calda ≥ 60 °C
• Alla base di ciascuna colonna di ricircolo:
T acqua calda ≥ 51 °C
• Al rubinetto: T acqua calda ≥ 51 °C
• Rilevazione della temperatura ai serbatoi, nei
ricircoli, ai terminali e identificazione dei punti critici
e annotazione in registro temperature presso
SIRAM
• Identificazione dei punti critici (T <51°C):
ricerca di possibili soluzioni correttive
impiantistiche sostenibili
sorveglianza ambientale ai terminali
• Annuale*
PRE start-up
POST start-up*
• In continuo
• Durante il
Campionamento
PRE start-up
POST start-up
• In continuo
• In continuo
• Durante il
Campionamento
Fasi dello
Stabilimento
PRE start-up
POST start-up
PRE start-up
POST start-up*
• Trimestrale
• Annuale*
• Al bisogno
• Durante il
Campionamento
• In continuo
• In continuo
• In continuo
• Durante il
Campionamento
• Durante il
Campionamento
*Intervento di manutenzione straordinaria (su ordinazione).
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PRE start-up
POST start-up
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Fattori
impiantistici
Condizioni
strutturali:
àSviluppo
verticale
àAddolcitori
d’acqua
Soffioni delle
docce e
aeratori (filtri)
dei rubinetti
Interventi tecnici preventivi di riduzione del
rischio
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Cadenza
Fasi dello
Stabilimento
PRE start-up
POST start-up
• Si
• Si à manutenzione programmata secondo
scheda tecnica
• Registrazione degli interventi di manutenzione,
ordinari e straordinari (rottura, bonifica) –
SIRAM
• Pulizia e disincrostazione con utilizzo accoppiato
di spugna abrasiva in combinazione con il
disincrostante, successivo risciacquo con acqua e
successiva applicazione di soluzione detergentedisinfettante per almeno 30’.
• In continuo
• 1/7 giorni
(mercoledì)
PRE start-up
POST start-up*
(pag. 123, Capitolato C4 – Servizio di pulizia esternalizzato,
pag. 171, 2.5)
Edifici attivati
in sequenza
secondo un
Piano
aziendale di
occupazione
dello
Stabilimento
La tracciabilità del servizio viene garantita con
l’utilizzo del MOD-129-AZ WSP-SCHEDA
tracciabilità intervento pulizia-disincrostazione
aeratori. Tale modulo deve essere presente in tutte
le aree ospedaliere e certificherà l’avvenuto
intervento programmato presso l’area da parte del
Concessionario.
• Sostituzione soffioni e aeratori alla segnalazione di
usura*.
• Eliminazione filtri dai terminali à dopo 1 anno
dall’apertura dello Stabilimento:
riposizionamento filtri
• Filtri antibatterici microfiltranti ai terminali
delle aree /locali assistenziali classificati ad
alto rischio (manutenzione secondo scheda tecnica)
• Disinfezione di Stabilimento
• Super-clorazione e Flussaggio di Stabilimento
• Flussaggio dei terminali delle aree attivate:
flussaggio di 1-2 minuti di tutte le utenze, sia
acqua calda che fredda, durante lo svolgimento
della pulizia giornaliera (Ditta pulizie, durante il
normale intervento nei locali ove sono presenti
terminali(es. servizio igienico, ambulatorio).
La tracciabilità del servizio viene garantita con
l’utilizzo del MOD-128-AZ WSP-SCHEDA
tracciabilità intervento flussaggio terminali.
Tale modulo deve essere presente in tutte le aree
ospedaliere e certificherà l’avvenuto intervento
programmato presso l’area da parte del
Concessionario.
• Monitoraggio ambientale (campionamento H2O,
Temperatura e cloro-residuo ai terminali)
• Interventi correttivi di bonifica (disinfezione e
flussaggio), se necessari, e ripetizione del
monitoraggio ambientale*.
• Al bisogno*
• In continuo
• In continuo
• Schema
Standard
PRE start-up
SIRAM+COPMA
POST start-up
• 1/7 giorni
(lunedì)
• 2 /anno
• Al bisogno*
*Intervento di manutenzione straordinaria (su ordinazione).
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POST start-up
POST start-up*
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Documentazione degli interventi nello Stabilimento e sede di conservazione dei registri
1. Registro degli interventi manutentivi ordinari e straordinari degli impianti (Uffici Ditta SIRAM, Cona)
2. Registro manutenzione programmata filtri antibatterici microfiltranti ai terminali delle Aree ad Alto
Rischio (DAT)
3. Registro degli interventi di pulizia e disinfezione degli impianti (Uffici Ditta SIRAM, Cona)
4. Documentazione delle modifiche di impianto (Uffici Ditta SIRAM, Cona)
5. Registro degli interventi di pulizia e disincrostazione soffioni docce e aeratori dei rubinetti per area
assistenziale / amministrativa (Area assistenziale/amministrativa; certificazione di avvenuto servizio
– Ditta COPMA)
6. Registro dei flussaggi dei terminali (Area assistenziale/amministrativa; certificazione di avvenuto
servizio – Ditta COPMA)
7. Registro esiti campionamenti ambientali (Uffici Struttura Igiene Ospedaliera e Risk Management;
copia in DAT e Ditta SIRAM)
8. Registro esiti rilevazioni temperature e cloro-residuo (Uffici SIRAM; copia in DAT)
l Mappatura procedure assistenziali a rischio
Pratiche assistenziali
Interventi preventivi
aerosol terapia
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
alimentazione con sondino Utilizzo di acqua minerale
naso-gastrico
broncoaspirazione
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
broncolavaggio
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
broncoscopia
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
cure d’annettamento di
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
cavo orale, naso, orecchie,
occhi del paziente di area
critica
Utilizzo tamponi monouso o manopole pretrattate monouso,
cure igieniche del
paziente dipendente
inumidite con acqua di rete precedente raccolta in contenitore
monouso
endoscopia digestiva
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
endoscopia ORL
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
ghiaccio a scopo
Utilizzo fabbricatrici di ghiaccio certificate per uso alimentare.
alimentare
Se non disponibili, acqua minerale in sacchetti monouso PET
igiene orale al letto dei
Utilizzo acqua minerale
pazienti defedati
intubazione
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
lavanda gastrica
Utilizzo acqua minerale
ossigeno terapia
Utilizzo flacone mono paziente con acqua sterile
tracheostomia
Utilizzo di soluzione fisiologica sterile
travaglio / parto in acqua
Installazione filtri antibatterici microfiltranti al terminale
ricondizionamento
apparecchiature per
respirazione assistita
ricondizionamento
dispositivi medici pluriuso
- monopaziente
Soluzione disinfettante con acqua di rete per disinfezione ad alto
livello (Protocollo utilizzo dei disinfettanti e degli antisettici I-105AZ) / sterilizzazione secondo Scheda Tecnica del produttore.
Filtri antimicrobici assoluti.
Soluzione disinfettante con acqua di rete per disinfezione ad alto
livello (Protocollo utilizzo dei disinfettanti e degli antisettici I-105AZ) / sterilizzazione secondo Scheda Tecnica del produttore.
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l Valutazione del rischio per gli operatori
Il rischio di esposizione al batterio della legionella si caratterizza, prevalentemente, come un
“rischio clinico” nell’ambito delle infezioni nosocomiali, interessando, in particolare, i pazienti
con immunodeficienza.
I lavoratori condividono con i pazienti gli stessi ambienti e gli stessi livelli espositivi del batterio
della legionella ma tale pericolo (di contrarre l’infezione), si traduce per gli operatori in un
rischio del tutto trascurabile.
Pertanto si delinea un quadro in cui il paziente e l’operatore sanitario condividono lo stesso
pericolo – stessi livelli espositivi al batterio della legionella – ma con un livello di rischio di
contrarre l’infezione del tutto diverso (anche fra le diverse tipologie di pazienti) e comunque
del tutto trascurabile per gli operatori.
Il programma delle azioni previste dalla valutazione del rischio clinico, tecnico, impiantistico e
le conseguenti azioni di miglioramento, sono trasferibili e utilizzabili anche per la tutela
dell’operatore sanitario.
Per gli spazi gestiti da aziende appaltatrici e frequentati da solo personale di queste Ditte è
stato elaborato il DUVRI (documento unico di valutazione dei rischi interferenziali), tenendo
conto nell’informazione sui rischi anche della possibile esposizione al batterio della legionella.
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Via Aldo Moro, 8 44124 Cona – Ferrara| Tel. 0532 236210 | e-mail: [email protected]
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l Classificazione aree ospedaliere per livello di rischio dei pazienti e degli operatori
Aree assistenziali
- Degenza ordinaria Oncologia –
Alto
Ematologia – CTMO: edificio 38, p. 3
rischio
- D.H. Oncologia – Ematologia: edificio 1819, p. 2
- Degenza Malattie infettive: edificio 30, p.
3
- Stanze di degenza ordinaria
Oncoematologia Pediatrica: edificio 31,
p. 1 (terminali servizi igienici stanze di
degenza 1.31.01, 1.31.03, 1.31.24,
1.31.25)
- DH Oncoematologia Pediatrica: edificio
9, p. 1 (lavandino ambulatorio 1.09.37;
servizio igienico stanza di degenza 1.09.34)
- Degenza Terapia Radiometabolica:
edificio 1, p. 1
- Vasche di travaglio / parto: edificio 1112, p. 1
- Dialisi: edificio 21-22, p. Terra; edificio 2,
p. 1
Interventi preventivi
Interventi preventivi generali di riduzione del
rischio (ambientali, impiantistici e procedurali)
Microfiltrazione al punto di utilizzo, sia
acqua fredda che calda
Sorveglianza epidemiologica legionellosi
(Microrganismo sorvegliato speciale:
DOC-104-AZ)
Ricerca Ag urinario in tutti i casi di polmonite
(sia comunitaria che nosocomiale) e
tipizzazione.
Ricerca colturale per pazienti in CTMO
Standard: Legionella < 50 UFC/L
Impianto ad osmosi inversa per il
trattamento dell’acqua di dialisi
(clorazione,addolcimento, declorazione,
filtrazione su membrane, disinfezione chimica
mensile con ac. peracetico, disinfezione
termica a 95°C a cadenza trimestrale).
Standard: Legionella < 50 UFC/L
Medio
rischio
Altre Aree assistenziali di degenza
ordinaria, DH-DS, U.T.I., Servizi di
diagnostica per immagini, P.S.,
Radioterapia, Medicina Nucleare, Blocchi
Operatori, Punto Nascita-Blocco Parto,
Endoscopie, Sale Interventive,
Laboratori
Interventi preventivi generali di riduzione del
rischio (ambientali, impiantistici e procedurali)
(Microrganismo sorvegliato speciale:
DOC-104-AZ)
Ricerca Ag urinario in tutti i casi di polmonite
(sia comunitaria che nosocomiale) e
tipizzazione.
Standard: Legionella ≤ 1.000 UFC/L senza
casi
Basso
rischio
Spogliatoi, Morgue, Aree ambulatoriali,
Edifici amministrativi e Aree direzionali.
Torri di raffreddamento.
Legionella ≤ 1.000 UFC/L in presenza di
caso: vedi Tabella 1 - Interventi di
sorveglianza e bonifica
Interventi preventivi generali di riduzione del
rischio (ambientali, impiantistici e procedurali)
(Microrganismo sorvegliato speciale:
DOC-104-AZ)
Ricerca Ag urinario in tutti i casi di polmonite
(sia comunitaria che nosocomiale) e
tipizzazione.
Standard: Legionella ≤ 10.000 UFC/L senza
casi
Legionella ≤ 10.000 UFC/L in presenza di
caso: vedi Tabella 1 - Interventi di
sorveglianza e bonifica
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10. Monitoraggio ambientale in autocontrollo
l Parametri di routine
Parametri indicatori - D.lgs n°31/2001 e s.m.i.
Prescrizioni DSP-AUSLFE
Parametri microbiologici
Parametro
Valore di parametro Unità di misura
Conteggio delle colonie a 22 °C
100
UFC/ml
Conteggio delle colonie a 37 °C
20
UFC/ml
Escherichia coli (E. coli)
0
UFC/100 ml
Enterococchi
0
UFC/100 ml
Pseudomonas aeruginosa
0
UFC/250 ml
Note
Parametri fisico-chimici
Ammonio
0,50
mg/L
Clorito e clorato
200
μg/L
Per impianti a biossido di cloro.
1,2
(valore consigliato)
mg/L
Apparecchiatura specifica per
disinfezione con biossido di cloro.
Accettabile per i
consumatori e
senza variazioni
anomale
-
6,5 ≤ pH ≤ 9,5
unità di pH
L'acqua non deve essere
aggressiva.
2.500
μS/cm (20 °C)
L'acqua non deve essere
aggressiva.
15-50
(valori consigliati)
°F
200
μg/L
50
mg/L
0,50
mg/L
Odore
Accettabile per i
consumatori e
senza variazioni
anomale
-
Sodio
200
mg/L
Accettabile per i
consumatori e
senza variazioni
anomale
-
Disinfettante residuo
(Cloro-residuo)
Colore
Concentrazione ioni idrogeno
Conduttività
Durezza
Ferro
-
Nitrato (NO3 )
-
Nitrito (NO2 )
Torbidità
Verificato al momento del prelievo.
Se variazioni anomale, segnalazione
nel verbale di prelievo per la
successiva analisi di laboratorio.
Il limite inferiore vale per le acque
sottoposte a trattamento di
addolcimento o di dissalazione.
Nota 5 - Deve essere soddisfatta la
condizione: [(nitrato)/50+(nitrito)]
/3=1, ove le parentesi quadre
esprimono la concentrazione in
mg/1 per il nitrato (NO3) e per il
nitrito (NO2), e il valore di 0,10
mg/l per i nitriti sia rispettato nelle
acque provenienti da impianti di
trattamento (specifico per impianti
a biossido di cloro).
Verificato al momento del prelievo
e, se anomalo, segnalato nel
verbale di prelievo per la successiva
analisi di laboratorio
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Modalità di campionamento, conservazione e trasporto (procedura ARPA, pag. 4-5, 6-8,
10):
1) Per l'esame microbiologico usare il contenitore in PET sterile contenente tiosolfato, n° 1
contenitore per ciascun punto di prelievo.
2) Per gli esami chimico-fisico, utilizzare per ciascun punto 1 contenitore in plastica
trasparente della capacità di 1 lt + 1 contenitore in vetro da 250ml.
3) Subito dopo il prelievo per gli esami microbiologici, occorre mantenere i contenitori
refrigerati a temperatura di 0-4°C, così pure per il trasporto in ARPA, che deve avvenire
con frigo partatili con "tavolette" refrigeranti.
4) Per l'esame chimico fisico non occorre refrigerare i campioni.
l Parametri speciali
Legionella - Deliberazione della Giunta Regionale 21 luglio 2008, n. 1115
Parametri microbiologici
Parametro
Valore di parametro Unità di misura
Legionella spp
UFC/L
ð negli impianti idrici
ð nelle torri di raffreddamento
≤ 1.000
> 1.000 ≤ 10.000
Note
Tipizzazione sierologia Legionella.
Verifica situazione epidemiologica
locale.
Modalità di prelievo:
ricerca quantitativa legionella (diversi sierogruppi) in condizioni di utilizzo (senza
scorrimento) e dopo scorrimento, acqua fredda e calda.
l Parametri rilevati in sede
Legionella - Deliberazione della Giunta Regionale 21 luglio 2008, n. 1115
Parametri Fisici
Parametro
Temperatura acqua fredda
Temperatura acqua calda
- al serbatoio di accumulo
- alla base delle colonne di
ricircolo
- al rubinetto
Valore di parametro Unità di misura
≤ 20
≥ 60
≥ 51
Note
°C
Misurazione al rubinetto sede del
campionamento.
°C
Misurazione al rubinetto sede del
campionamento.
≥ 51
I parametri sono stati definiti sulla base delle indicazioni inserite nella normativa nazionale e
regionale di riferimento, sulle LG Regionali e in accordo con il DSP-AUSLFE.
Il confronto rispetto al mantenimento nel tempo dei requisiti di potabilità e di sicurezza igienica
dell’acqua potabile in distribuzione all’interno della rete ospedaliera viene effettuato prendendo
come riferimento i dati forniti dal DSP stesso, relativamente ai Parametri di routine,
rilevati nel corso dei controlli istituzionali di competenza.
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l Siti di campionamento
I punti di campionamento sono stati individuati in base ai seguenti criteri generali:
• planimetria descrittiva della rete di distribuzione interna dell’acqua potabile dello
Stabilimento Ospedaliero
• per ciascuna area assistenziale / di servizio, identificazione del “punto più
sfavorevole”, cioè del punto più lontano dall’ingresso della rete in ciascuna area
• servizi igienici degli operatori dello spogliatoio centralizzato
• servizi igienici stanze di degenza
• servizi igienici dedicati all’igiene pre-chirurgica del paziente
• lavandini di lavaggio mani degli operatori (ambulatorio, sala diagnostica, locale di
lavoro)
• lavandini lavaggio chirurgico mani degli operatori
• lavelli sale reprocessing
In ogni edificio e piano è stato identificato lo specifico punto di
campionamento (terminale) presso il quale effettuare il prelievo. Ogni
punto di campionamento individuato è numerato, contrassegnato con uno
specifico logo identificativo e registrato nella planimetria dello Stabilimento.
In ciascun punto, è prelevata acqua di rete fredda e/o calda in base alla
sede e all’analisi del rischio.
La cadenza di campionamento è fissata in 2 volte/anno.
Campionamenti e/o ri-campionamento dei terminali selezionati con frequenza diversa
saranno attuati in base al risultato delle analisi ambientali storiche effettuate, a seguito di
modifiche delle condizioni di base o al verificarsi di un caso di legionellosi nosocomiale.
Parametri di routine
Ÿ Attività di Prelievo: operatori SIRAM
Ÿ Laboratorio di riferimento: ARPA-ER Ferrara
Ÿ Procedure di campionamento, conservazione e trasporto: ARPA-ER
Ÿ MOD-115-AZ WSP-MODULO DI RICHIESTA CONTROLLI “CHIMICO-FISICI E
MICROBIOLOGICI – WSP CONA
Parametro speciale “Legionella”
Ÿ Attività di prelievo e Laboratorio di riferimento: CSTA, Centro Servizi e Tecnologie
Ambientali S.r.l., Salara (RO)
Ÿ Procedure di campionamento, conservazione e trasporto: CSTA, Centro Servizi e Tecnologie
Ambientali S.r.l., Salara (RO)
Legionella:
TOTALE PUNTI CAMPIONAMENTO (PUNTI WSP)
di cui:
PUNTI WSP NON ATTIVI
PUNTI WSP SPECULARI (IMPIANTO AD “U”)
TOTALE PUNTI WSP CAMPIONABILI
115
3
1
21
93
torre evaporativa spenta
campionamento alternato
ESTERNO - CENTRALE IDRICA - TORRI: 1 TORRE SPENTA + 5 PUNTI WSP - CONA ATTIVI =
6 TOTALI
SOTTOCENTRALE 1: 3 PUNTI WSP CONA ATTIVI = 3 TOTALI
SOTTOCENTRALE 2: 3 PUNTI SPECULARI (IMPIANTO AD "U") + 17 PUNTI WSP CONA ATTIVI = 20 TOTALI
SOTTOCENTRALE 3: 6 PUNTI SPECULARI (IMPIANTO AD "U") + 17 PUNTI WSP CONA ATTIVI = 23 TOTALI
SOTTOCENTRALE 4: 7 PUNTI WSP CONA ATTIVI
SOTTOCENTRALE 5: 7 PUNTI SPECULARI (IMPIANTO AD "U")+ 20 PUNTI WSP CONA ATTIVI = 27 TOTALI
SOTTOCENTRALE 6: 5 PUNTI SPECULARI (IMPIANTO AD "U") + 24 PUNTI WSP CONA ATTIVI = 29 TOTALI
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Interventi di bonifica
La necessità di attuare interventi di revisione del WSP e la decisione implementare specifici
interventi di bonifica degli impianti contaminati è definita in base al criterio del 30% di
positività dei punti campionati per sottocentrale, utilizzando lo schema di intervento delle
Tabelle 1 e 2.
TABELLA 1 – Tipo di intervento a seconda della concentrazione di Legionella (UFC/L)
negli impianti idrici
Legionella (UFC/L)
Intervento richiesto
≤ a 1.000 UFC/L
In assenza di casi:
- verificare che siano in atto le misure di
controllo.
In presenza di un caso singolo:
- rivedere le misure di controllo e valutare la
necessità di una bonifica (Gruppo C-GRI WSP)
> 1.000 UFC/L
≤ a 10.000 UFC/L
In presenza di un cluster rivedere le misure di controllo e
effettuare una bonifica.
In assenza di casi:
- verificare che siano in atto le misure di
controllo;
- effettuare la valutazione del rischio.
In presenza di un caso singolo o di un cluster rivedere le
misure di controllo ed effettuare una bonifica.
> 10.000 UFC/L
Contaminazione importante: mettere in atto
immediatamente misure di decontaminazione sia in presenza
che in assenza di casi.
TABELLA 2 – Tipo di intervento a seconda della concentrazione di Legionella (UFC/L)
nelle torri di raffreddamento
Legionella (UFC/L)
Intervento richiesto
≤ a 1.000 UFC/L
> 1.000 UFC/L
≤ a 10.000 UFC/L
In assenza di casi:
- verificare che siano in atto le misure di
controllo.
In assenza di casi:
- verificare che siano in atto le misure di
controllo;
- effettuare la valutazione del rischio.
In presenza di un caso singolo o di un cluster rivedere le
misure di controllo ed effettuare una bonifica.
> 10.000 UFC/L
Contaminazione importante: mettere in atto
immediatamente misure di decontaminazione sia in presenza
che in assenza di casi.
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Strumenti di registrazione e documenti collegati
l MOD-115-AZ WSP-MODULO di richiesta controlli fisico-chimici-microbiologici –
Nuovo Arcispedale S.Anna-Cona
Questo Modulo deve essere utilizzato per la richiesta al Laboratorio ARPA-ER dei controlli
relativi ai Parametri di routine.
l DOC-107-AZ WSP ELENCO punti di campionamento Nuovo Arcispedale S.Anna-Cona
I Rapporti di prova dei controlli sono conservati presso la Segreteria Direzione Medica di
Presidio – Struttura Dipartimentale Igiene Ospedaliera per un periodo di 5 anni per l'eventuale
consultazione da parte degli organi competenti di controllo.
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