Linux: un vero sistema operativo disponibile gratuitamente per tutti

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Linux: un vero sistema operativo disponibile gratuitamente per tutti
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Linux: un vero sistema operativo disponibile gratuitamente
per tutti gli affezionati utenti di lnternet
Da dieci anni a questa parte, da quando cioè Internet è diventata un’infrastruttura accessibile al grande
pubblico e quindi interessante per i mercati di tutto il mondo, le grandi corporation del software affilano le
armi, in vista della definitiva massificazione e mondializzazione di Internet.
Dove va lnternet
Dobbiamo quindi rassegnarci a vedere Internet trasformata in uno stupido supermercato o peggio in una
televisione, dove non c'è altro da fare che schiacciar bottoni e vedere quello che “loro” fanno la grazia di
trasmetterci? Don't panic, si leggeva in rassicuranti lettere sulla prima pagina della Guida Galattica per
Autostoppisti. Le attività commerciali e parapubblicitarie sono cresciute enormemente e contiuneranno a
crescere; sembrano quasi oscurare qualsiasi altra cosa. Ma in realtà l’uso di Internet da parte di ricercatori,
studenti e gruppi sociali di varia natura è negli USA così radicato che l'abbassamento dei prezzi prodotto
dalla massificazione (e dall'uso delle fibre ottiche) dovrebbe ulteriormente allargarlo, anche se in modo meno
visibile. È in paesi come il nostro, dove non esiste una tradizione Intemet e dove i costi delle
telecomunicazioni sono artificialmente alti (Telecom Italia ha enormi attivi di bilancio, nonostante destini cifre
spropositate all'inutile scopo di distribuire i video sulla propria rete) che si corre realmente il rischio di una
monopolizzazione dello spazio telematico. Tra gli strumenti a basso costo che possono consentire anche
alle associazioni e alle piccole-medie aziende di "essere" a tutti gli effetti su Internet, non solo come
consumatori passivi ma come fomitori di informazioni e servizi, troviamo Linux.
Linux... contro i carriarmati
Ci sono tanti esempi in cui la determinazione, l'associazione tra tante intelligenze e capacità è stata ed è in
grado di ribaltare situazioni che sembrano immutabili. Quello che prima sembrava impossibile, dal giorno in
cui viene realizzato diviene parte della vita di ciascuno. Così il lavoro di migliaia di programmatori in contatto
via Internet ha costruito un'alternativa al monopolio commerciale sul software, realizzando un'area di libera
cooperazione di cui ciascuno può giovarsi.
Linux è un sistema operativo completo, costruito rigorosamente sugli standard internazionali di
interoperabilità dei sistemi aperti, completamente gratuito per chiunque lo voglia utilizzare. Se non fosse che
Unix è un marchio registrato, si potrebbe dire che Linux è il sistema Unix per macchine Intel più diffuso nel
mondo. Ma Linux, a parte il kernel, riutilizza il lavoro che sta svolgendo la Free Software Foundation nel
progetto GNU (acronimo di Gnu is Not Unix, Gnu non è Unix). Certo è che viene ormai preso come
riferimento per la portabilità del software e che le applicazioni Internet vi girano tutte alla perfezione (come le
altre, del resto).
Procurarselo
Linux si può prendere direttamente da Intemet dove si trova nella directory /pub/linux o /mirror/linux
di migliaia di server per l'FTP anonimo (server che accettano il download di software da parte di chiunque,
utilizzando anonymous come nome di login e come password il proprio indirizzo di posta elettronica),
oppure da uno dei tanti altri siti in giro per l'Italia e per il mondo. Ma il download è pratico solo se intendiamo
"tirar giù" nient'altro che il set di base (l'equivalente di sei dischetti), oppure se si dispone di un collegamento
veramente ad alta velocità, o anche se il costo del tempo di collegamento non lo paghiamo noi.
Un'installazione media di Linux, comprese le applicazioni più importanti, i sistemi di sviluppo e la
visualizzazione in X-Windows, pesa più di 50 Mbyte, quindi il consiglio è di utilizzare i servizi online solo per
scaricare aggiornamenti, nuove applicazioni, driver aggiornati per i nostri dispositivi, e naturalmente per
seguire la gerarchia di news comp.os.linux.* (in cui troveremo le risposte a tutte le nostre domande). La
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strada maestra per installare Linux è farselo prestare da un amico oppure prendersi uno dei tanti CD o DVD
che riproducono il contenuto dei server FTP.
La pre-installazione
Gli americani direbbero che l'installazione è “una brezza”. Voi attenetevi comunque alle istruzioni che
vengono fornite dal documento Installation HowTo, dove, se c'è scritto qualcosa, vi è un motivo. A proposito,
le istruzioni che riporto in questo articolo, fanno riferimento a una particolare “distribuzione” (Slackware, una
delle più diffuse) di Linux, ma dovrebbero applicarsi più o meno anche alle altre (Debian, Fedora eccetera).
Le distribuzioni sono dei set completi che affiancano a un kernel, il cuore del sistema operativo, una serie di
utility e di applicazioni (programmi). In pratica una distribuzione è una collezione di programmi,
accompagnata da un programma di installazione, realizzata da qualcuno e messa a disposizione di tutti, in
modo che si possa avere da subito un computer Linux perfettamente funzionante e in grado di darci
soddisfazioni. La Slackware è stata messa insieme da Patrick Volkerding.
Dunque operativamente tutto si riduce a trasferire sul nostro disco fisso le utility necessarie a generare i
dischetti con cui rebootare il nostro computer. Facendo riferimento a un sito FTP (e sui CD, è lo stesso) le
trovate in linux/dos-util. In particolare servono gzip.exe e rawrite.exe. Meglio ancora se il vostro
PC (come ormai è quasi sempre vero) può attivare il reboot da CD: in questo caso l’installazione viene
guidata in modo più friendly di quanto descritto nelle righe che seguono.
Ora dovete scegliere un kernel che si adatti alla vostra configurazione hardware -per esempio, se avete hard
disk con controller SCSI o normale, se avete CD (e, nel caso, se SCSI o proprietario, tipo il mio che è il Sony
Cdu31a dei poveri)- e cose di questo genere. In pratica potete scegliere tra cinque o sei possibilità, ma
quelle da tenere in considerazione sono quelle che riguardano il supporto SCSI e il tipo di CD. Supponiamo
che abbiate una configurazione tipo la mia, con il CD di cui ho parlato e normalissimi hard disk IDE (cioè non
SCSI). Dalla directory linux/distributions/slakinst/boot144 (se avete i dischetti da 1,44 Mbyte)
scegliete Cdu31a; se è compresso (cioè ha nome cdu31a.gz) potete decomprimerlo utilizzando gzip con
l'opzione -d. In ogni caso trovate un file che contiene spiegazioni su quali file dovete scegliere a seconda
della vostra configurazione. In pratica, se il CD è mappato come driver D: il comando è:
gzip -d d:\linux\distribu\dakinst\bootl44\cdu31a.gz cdu31a
Questo creerà nella directory in cui vi trovate il file decompresso da cui creare il dischetto di boot. Il dischetto
di boot lo create con rawrite. Inserite un dischetto “nuovo e privo di errori” nel drive (per esempio A:) e
attivate rawrite. Vi chiederà qual è il file sorgente, e voi indicherete cdu31a, e quale il target, e voi
indicherete A:. Viene scritto il dischetto. Mettetelo via religiosamente.
Stessa procedura per realizzare il dischetto di root, solo che adesso dovrete sceglierlo dalla directory
root144. Di norma va bene per tutti il file color144, ma se siete sfortunati potete sempre usare tty144
(che vi farà accedere allo stesso programma di installazione, solo meno bello e in bianco e nero). Il dischetto
di root è quello che contiene il programma e le utility necessarie a installare la distribuzione Slackware sul
vostro computer.
Partizionare i dischi e...
Per prima cosa dovete decidere dove installare. Lo spazio sull'hard disk di un computer va suddiviso a
seconda dei sistemi operativi che si vogliono utilizzare. Questo si fa partizionando l'hard disk.
Esistono tool di partizionamento dinamico con i quali si possono compattare i dati esistenti in modo da
lasciare in fondo tutta la parte libera in blocchi contigui e poi partizionare senza perdere nulla. Ma si tratta in
ogni caso di un’operazione pericolosa, quindi bisogna prima effettuare prima un back-up completo, se si
vogliono riutilizzare anche in seguito le vecchie applicazioni Windows. Prima di ripartizionare ci creiamo
anche i dischetti di boot per Windows (consultate la documentazione Windows in proposito). Rebootiamo il
computer con il dischetto che abbiamo creato, cancelliamo con fdisk le partizioni esistenti e creiamo
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sull'hard disk una partizione da dedicare a Windows che lasci spazio a quella per Linux. Formattiamo la
partizione dedicata a Windows e ributtiamoci dentro le nostre “cosine” con il restore.
Ora abbiamo di nuovo il nostro sistema di prima, solo che abbiamo ricavato lo spazio per Linux. A proposito,
lo spazio lasciato a Linux dev'essere di almeno 200 Mbyte (anche meno, ma meglio di più). Se, come nel
mio caso, decidete di dedicare a Linux un intero hard disk, vi potete risparmiare la trafila di partizionamento.
lo vi ho dedicato il secondo hard disk, e mi sono mantenuto il primo (quello che c'era già) in Windows (ma un
giorno di questi ... ).
A questo punto viene il bello: fate ripartire il computer con inserito il dischetto di boot che avete creato per
Linux (quello che stava nella directory boot144). A un certo punto vi viene chiesto di inserire il dischetto di
root. Fatelo. Un altro po' di lavorio e vi viene presentato il prompt dì login. Inserite il nome di login root e
lanciate così l'installazione di Linux.
Con il comando fdisk create la partizione Linux; l'argomento per fdisk cambia a seconda del tipo di hard
disk che avete. Se è normale, usate /dev/hda per il primo hard disk oppure /dev/hdb per il secondo
(quello che per Windows sarebbe D:). Se è SCSI /dev/sda oppure /dev/sdb.
Quindi, nel mio caso, fdisk /dev/hdb. Il comando per ottenere l'help è m. Per prima cosa usiamo il
comando p per vedere le partizioni, che sono numerate, tipo /dev/hda1 per la prima partizione sul primo
hard disk IDE o /dev/sdb3 per la terza partizione sul secondo disco SCSI.
Noi vogliamo creare due partizioni, una per Linux vero e proprio e una per lo swap, cioè per quella parte di
hard disk che andrà a spalleggiare la nostra RAM (in pratica quando la vera RAM sarà tutta utilizzata Linux
userà la partizione di swap per metterci i dati, e sembrerà quasi di avere un sacco di RAM in più).
Il comando n dall'interno di fdisk crea una nuova partizione, che nel mio caso è la prima, ma nel vostro
potrebbe essere la seconda, se avete mantenuto sull'hard disk la partizione per Windows. Il tipo di partizione
dovrà essere primary. Vi viene indicato per default il primo cilindro disponibile. Un cilindro è un'unità di
misura relativa all'hard disk. Battendo Invio (o Enter) vi verrà chiesto il cilindro finale della partizione.
Potrebbe darsi che funzioni inserire una cosa come +80M per dire che volete una partizione da 80 Mbyte. A
me non ha funzionato e mi sono costruito il numero dell'ultimo cilindro con una proporzione (l'hard disk è da
tot Mbyte, fdisk mi dice che ci sono tot cilindri, quindi un cilindro equivale a X Mbyte; mi servono Y Mbyte
per Linux quindi Y diviso X mi dà il numero dei cilindri che devo impegnare; l'ultimo cilindro della partizione è
il numero del primo cilindro disponibile che fdisk mi ha appena mostrato più il numero di cilindri che devo
impegnare).
La partizione è creata. Creo la seconda (o terza) che adibirò a swap (si consiglia di almeno due volte la RAM
disponibile sul PC) nello stesso modo (ma se questa è l'ultima partizione che voglio creare e allora come
ultimo cilindro scelgo l'ultimo possibile suggeritomi da fdisk). Batto p di nuovo e ho il listato delle partizioni.
Mi segno con attenzione su un pezzo di carta i dati che riguardano le partizioni (vengono utili dopo).
Cambio con il comando t il tipo della partizione che intendo dedicare allo swap (potrebbe essere la
/dev/hda3 oppure, nel mio caso, la /dev/hdb2). Il tipo dev'essere 82. Di nuovo il comando p e
nell'elenco la partizione dev'essere indicata come Linux swap.
A questo punto uso il comando w per scrivere materialmente le nuove partizioni (fin'ora era tutto in memoria),
e il comando q per uscire da fdisk.
Ora ancora un attimo di impegno per attivare lo swapping con il comando mkswap -c seguito dal nome
della partizione di swap e dalla sua dimensione in blocchi (non in cilindri, informazione che c'eravamo
segnata sul pezzo di carta). Ora il comando swapon seguito dal nome della partizione.
Installare
Finiti i preparativi, state per installare l'intero sistema. Battete Setup e partirà il programma d'installazione,
che è autoguidato. Procurate di avere a portata di mano un dischetto che possa diventare il vostro futuro
floppy di boot per Linux: vi sarà chiesto di inserirlo a un certo punto.
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Tra le cose che il programma vi chiederà ci sono i pacchetti che desiderate installare. Finché non sapete
cosa state facendo attenetevi ai default, tanto potrete sempre cambiare in seguito (procedura semplicissima,
non come tutto questo “da fare”). Alla fine vi viene chiesto anche se volete installare Lilo. Lilo è un'utility che
vi fa scegliere, subito dopo l'accensione del computer, con quale sistema operativo volete effettuare il boot
(per esempio se con Linux o con Windows). lo l'ho installato e mi ci trovo benissimo; in ogni caso conviene
avere a disposizione sia un floppy per il boot di Windows che uno per il boot di Linux (non quello creato con
rawrite, ma quello che il programma di setup creerà per voi).
Alla fine dell'esecuzione del setup, se tutto è andato bene, potete effettuare il reboot del sistema. O inserite il
nuovo dischetto di boot di Linux, o scegliete Linux dal prompt di Lilo che apparirà all'inizio. Al prompt di login
rispondete con root e siete finalmente al comando del vostro nuovo, fiammante, potente, sistema Linux.
Se non avete esperienze con Unix è caldamente consigliato recuperare un libro sull'argomento, o
quantomeno leggervi le informazioni che vengono messe a disposizione sul CD-ROM o dal server FTP nella
directory /docs, oppure sul vostro nuovo sistema Linux nella directory /usr/docs. Per leggere utilizzate il
comando more più il nome del file, e se il file è compresso utilizzate uncompress se la desinenza è Z
oppure gzip -d se la desinenza è gz.
Qualche consiglio: in Unix per indicare le directory si usano le barre oblique (/) non quelle inverse (\) di
Windows. Altra cosa: utilizzate man più il nome di un comando per ottenere la pagina di manuale che ne
spiega l'uso, oppure apropos più un termine per vedere un elenco delle voci di man che lo riguardano.
adattato da un articolo originale di Giovanni Maruzzelli pubblicato su BIT, aprile 1995.
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