ITALIANO CLASSE III prof.ssa Midolo GIOVANNI BOCCACCIO

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ITALIANO CLASSE III prof.ssa Midolo GIOVANNI BOCCACCIO
ITALIANO
CLASSE III
prof.ssa Midolo
GIOVANNI BOCCACCIO
(lezione del prof. Marco Migliardi)
1309: succede un fatto importante, la sede papale viene spostata da Roma ad Avignone, tre anni
dopo nasce Boccaccio a Certaldo.
1337: insorge la guerra dei 100 anni fra Francia e Inghilterra
1348: arriva la peste, che è stata importante per Petrarca perché muore Laura, sarà importante anche
per Boccaccio perché nello stesso anno scrive il Decamerone.
1360: Boccaccio si fa chierico a seguito di una conversione spirituale dopo l’incontro con Petrarca.
1365: torna a Certaldo
1374: muore Petrarca che è stato molto importante nella sua vita
1375: Boccaccio muore.
Boccaccio è in realtà un figlio illegittimo di un ricco mercante, quando è adolescente il padre lo
porta a Napoli dove lo introduce alla corte di Roberto d’Angiò e conosce sua figlia Fiammetta.
Nel 1340 fallisce la principale banca fiorentina che era la banca del padre di Boccaccio e così
ritornano a Firenze. Tra il 1348 e il 1353 scrive il Decamerone: è un periodo molto importante per
lui sia perché scrive la sua opera maggiore, sia perché comincia a ricoprire dei ruoli politici e
diplomatici e poi perché conosce Petrarca.
Nel 1373 poco prima di morire si dedicherà all’altro sommo poeta morto 50 anni prima e commenta
i canti dell’inferno della commedia dantesca che chiamerà “divina”.
Boccaccio rappresenterà l’uomo sempre nella sua realtà effettiva e nelle sue azioni, proprio per
distaccarsi dalla visione dantesca dell’uomo che era fortemente teocentrica, cioè decisa dal volere di
Dio. Da Boccaccio e Petrarca si può dire che prende il via la corrente letteraria dell’Umanesimo che
poi si svilupperà nel 400.
LE OPERE MINORI NAPOLETANE
1. Caccia di diana: è allegorica e mitologica. L’allegoria è il riferimento alle altezzose donne
napoletane con la puzza sotto il naso che rifiutavano le offerte amorose degli uomini.
2. Il Filocolo (fatica d’amore): è il primo romanzo scritto in prosa in lingua volgare, finora
solo versi erano stati scritti in volgare (il canzoniere di Petrarca o brani della vita nova di
Dante). È un romanzo di avventura che ha al suo interno alcuni aspetti dei personaggi che
ritroveremo nel Decamerone, è una storia d’amore dove probabilmente si nasconde una
vicenda vissuta da Boccaccio stesso.
3. Il Filostrato (vinto dall’amore): è raccontato in ottave (strofe di otto versi, i primi sei in rima
alternata e le ultime due in rima baciata). Ebbe un discreto successo a Napoli.
4. Elegia di madonna Fiammetta: è Fiammetta che tiene un diario e racconta il suo amore
infelice, descrive proprio i sentimenti che la donna prova.
LE OPERE FIORENTINE (scritte in stile dantesco, basato sul mondo reale):
-
Amorosa visione
-
Nninfale fiesolane
LE OPERE IN LATINO: sono le opere della maturità scritte dopo il Decamerone, sono dei saggi di
ispirazione classica.
1. De casibus virorum illustrium: racconta il tema della felicità effimera che va e viene
attraverso le vite di uomini illustri
2. De mulieribus claris: vita di donne celebri
3. Genealogia deorum gentilium: enciclopedia mitologica a cui lavorò fino alla morte.
L’unica OPERA SCRITTA IN VOLGARE è
“Il Corbaccio”: una prosa satirica, forse ispirata ai tormenti di Petrarca, inveisce alla fine contro
l’amore e le donne che portano l’uomo verso l’abbrutimento e alla desolazione più totale.
IL DECAMERONE
In pieno periodo di peste nel 1348 dieci giovani si allontanano da Firenze per sfuggire all’epidemia
e si rifugiano nelle colline di Fiesole. Decidono di passare le giornata raccontandosi delle novelle,
giocando e cantando.
Dalla scelta delle novelle che raccontano e dai temi che scelgono capiamo anche le personalità di
questi 10 ragazzi; ad esempio Fiammetta racconta le storie d’amore, un altro ragazzo invece è più
scanzonato. Abbiamo storie divertenti, ma anche storie tragiche. Spesso alcuni personaggi ritornano
in diverse novelle. Di certo le novelle non le ha inventate Boccaccio: esse derivano da “novellino”
che è una breve storia in prosa. Ma forse la sua origine è legata alla Persia, oppure è legata alla
letteratura del 1200 con i Fabliaux cioè le favole; altro riferimento sono gli Exempla quando si narra
storie che devono avere una morale finale; infine una possibile origine delle novelle potrebbe essere
legata alle fiabe popolari tramandate oralmente.
L’opera fu scritta tra il 1348 e il 1353, anche se Boccaccio fece continuamente correzioni e
rifacimenti fino alla sua morte. La varietà delle novelle è molto vasta, e probabilmente molte di esse
Boccaccio le conosceva già visto che aveva frequentato l’ambiente napoletano e fiorentino. In
questa varietà non c’è indicato una preferenza verso una o l’altra classe sociale che le novelle
raccontano (dai poveri ai ricchi borghesi ecc).
LA STRUTTURA
 C’è un proemio in cui Boccaccio esprime i concetti generali e fa un messaggio di dedica alle
donne che soffrono le pene d’amore. Questo messaggio è presente anche alla fine.
 C’è una cornice che racconta la peste a Firenze e dei 10 ragazzi che parlano in prima
persona raccontando ciò che fanno durante la giornata
 All’interno della cornice ci sono le 100 novelle
La cornice è presente sempre all’inizio e alla fine di ogni novella, cioè all’inizio e al termine
della giornata. Tutto ciò serve a Boccaccio per prendere le distanze dal mondo delle novelle
e farle raccontare dai diversi punti di vista dei ragazzi.

Ogni novella è introdotta da una rubrica di 2 righe che spiega di cosa parlerà la
novella che segue.
I TEMI TRATTATI
1)L’AMORE: tema principale dell’opera visto in tutti i suoi aspetti;
2)L’INTELLIGENZA UMANA che serve per far cavare d’impaccio l’uomo. Ma ci sono
anche le vittime degli intelligenti, cioè gli sciocchi;
3)IL MERCANTE che del denaro fa sua ragion di vita;
4)I PRETI visti in tutte le loro sfaccettature (buoni, giusti, fanfaroni, balordi). Quindi
l’ideale religioso è visto molto criticamente, perché l’intenzione di Boccaccio è quello di far
vedere gli aspetti terreni delle gerarchie ecclesiastiche.
5)LA FORTUNA che decide il destino delle persone, che nel concetto medievale senza
alcuna ragione dispensa i suoi beni. Da qui il fatto che l’uomo deve essere consapevole che i
beni terreni possono sparire facilmente.
6)LE DONNE che hanno un ruolo attivo e indipendente, le donne dotate di grandi virtù
7)LA NOBILTÁ e il mondo delle corti, appare sempre con personaggi in crisi e in declino
8)IL SOGNO- il regno del Bengodi- cioè il sogno dell’abbondanza a cui aspiravano i poveri
del 1300.
Oltre alla cornice l’unitarietà dell’opera è data da un disegno morale: infatti, le prime
novelle sono dedicate alla critica e ai vizi dei potenti; mentre le ultime sono un elogio della
cortesia. Lo schema è quello tipico della commedia: si parte dal basso per arrivare in alto.
L’ambientazione è tipica del medioevo: crociate, mercanti, papi, poeti e pittori perché
l’obiettivo di Boccaccio è quello di:
RAPPRESENTARE TUTTA LA SOCIETÁ
Le novelle che Boccaccio narra sono da lui reinterpretate per rendere noti tutti gli aspetti della
società medievale.
LA CRITICA
La prima dice che il Decamerone
La seconda vede Boccaccio ancora
non è più un’opera medievale perché
figlio del Medioevo perché tratta
mette l’uomo al centro della sua stessa vita
i temi del suo tempo
e inaugura così la corrente dell’Umanesimo

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