manuale - Kandinsky

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manuale - Kandinsky
Direzione generale per lo status dello studente,
per le politiche giovanili e per le attività motorie del MIUR
(L 440/97, a.f. 2001)
in classe con internet
Istituto d’Istruzione Superiore Kandinsky
Milano
Hanno partecipato alla realizzazione
Liceo Classico Beccaria
Anton Danilov
Sara Stella del Buono
Nicolò Piacentino
Federico Redaelli
Istituto d’Istruzione Superiore Kandinsky
Andrea Bertolotti
Gessica Cofone
Cristian Fella
Stella Gangemi
Claudio Giovenzana
Luca Pettinato
Laura Varisco
Prof. Carlo Gandolfi
Prof. Mauro Martini
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Indice
Una breve storia di Internet . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 5
Altavista. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 6
Virgilio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 8
Hotbot . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 9
Yahoo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 10
Overture (ex GoTo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 13
Excite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 14
Yahoo! Italia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16
Cerca.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16
Arianna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16
Encyclopedia.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16
Google . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 18
Lycos italia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 19
AOL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 20
Ask Jeeves . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 21
Esempio di ricerca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 22
Lo sapevate che… . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 22
Un testo capriccioso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 23
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Una breve storia di Internet
urante gli anni ’60, nell’ambito del progetto ARPA (Advanced Research
Projects Agency) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è iniziata
la creazione di una rete geografica (WAN – Wide Area Network) che
attraversasse tutti gli Stati Uniti. Tale rete è stata chiamata ARPANET e il suo
obiettivo originario era quello riconsentire lo scambio di risorse di calcolo e la
condivisione di file e messaggi di posta elettronica fra enti governativi, istituzioni
educative e laboratori di ricerca. Dopo qualche tempo, il progetto ARPA ha valutato
i vantaggi della rete ARPANET e le possibilità di estendere questa rete a tutto il
mondo. Negli anni ’70, ARPA ha continuato a condurre ricerche sulla rete
ARPANET per sviluppare una serie di tecnologie di rete. Il risultato è stata la
nascita del protocollo TCP/IP (Transmission Control Protocol / Internet Protocol).
Un protocollo è fondamentalmente costituito da un insieme di regole di
comunicazione nell’ambito di una rete di computer. Per aumentare l’accettabilità e
l’uso dei protocolli, ARPA ha sviluppato un’implementazione meno costosa del
progetto. L’obiettivo principale di questo esperimento era il sistema Unix BSD
(Berkeley Software Design) dell’università della California. Il progetto ARPA ha
quindi fondato la società BBN (Bolt Beranek and Newman Inc.) con lo scopo di
sviluppare il pacchetto di protocolli TCP/IP su Unix BSD. Questa nuova tecnologia
nacque in un periodo in cui molti altri stavano sviluppando delle tecnologie di rete
locale in grado di connettere due o più computer posti a breve distanza tra loro. Nel
gennaio del 1983, tutti i computer connessi alla rete ARPANET usavano per le
comunicazioni il nuovo protocollo TCP/IP. Nel 1989, il Consiglio Europeo per la
Ricerca Nucleare (CERN), ovvero il laboratorio europeo per la fisica delle alte
energie, ha inventato il World Wide Web (WWW). L’obiettivo principale del CERN
era quello di offrire ai fisici di tutto il mondo un mezzo per comunicare in modo
più efficiente utilizzando ipertesti. A quel tempo gli ipertesti erano molto semplici e
comprendevano solo documenti testuali con alcuni comandi racchiusi fra parentesi
angolari. Questi comandi, detti tag, contrassegnavano gli elementi logici del
documento, ad esempio il titolo, le intestazioni e i paragrafi. Ben presto questo si
trasformò in un linguaggio mediante il quale i programmatori potevano generare
pagine ricche di informazioni; questo linguaggio venne chiamato HTML (Hyper
Text Markup Language). Nel febbraio del 1993, il National Center for
Supercomputing Applications (NCSA) dell’università dell’Illinois ha pubblicato il
primo browser grafico, Mosaic. Con questo browser, gli utenti potevano
visualizzare in modo grafico le pagine HTML. A quel tempo esistevano circa 50
server Web contenenti archivi di codice HTML. Nove mesi dopo i server
disponibili erano più di 500. Circa una anno dopo il World Wide Web era costituito
da più di 10.000 server Web in 84 paesi; tutti questi server erano connessi al nucleo
centrale della rete ARPANET: Internet. Oggi Internet rappresenta il mezzo di
comunicazioni per milioni di host sparsi in tutto il mondo. L’infrastruttura di base
di Internet può trasportare circa 45 Mb (Megabit) al secondo, all’incirca mille volte
l’ampiezza di banda della rete ARPANET originaria. L’ampiezza di banda misura il
traffico che può essere trasportato da un mezzo di comunicazione in un’unità di
tempo; in pratica nelle comunicazioni digitali l’ampiezza di banda descrive la
quantità di dati che possono essere trasmessi in una linea di comunicazione e si
misura in bit al secondo, normalmente abbreviati con bit/s.
D
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Progetto Arpa
Altavista: il più famoso in Italia
Alta Vista Search
Revolution - Second
Edition
Nell’ambito di una precisa strategia di espansione, AltaVista ha siglato alcuni
importanti accordi con dei gestori di telecomunicazioni, per replicare il sito in altri
paesi. L’ultimo è con il gruppo spagnolo Telefonica che replicherà in esclusiva il
sito per il mercato iberico e per il continente americano ad eccezione di Stati Uniti
e Canada. Precedentemente erano già operativi altri siti gemelli frutto di accordi
con la Telstra in Australia, Alam Teknocrat in Malaysia e con la svedese TELIA;
quest’ultimo che aveva permesso la realizzazione di AltaVista con un’interfaccia in
tutte le lingue europee, italiano compreso, è stato dismesso a fine settembre 1998.
Da marzo 1999 è stata però attivata la versione tedesca di Altavista che gestisce
oltre 6 milioni di documenti provenienti da siti tedeschi, austriaci e svizzeri. Nel
corso del 1997, la Digital ha reso disponibile la tecnologia AltaVista in ambiente
locale, affinché qualsiasi utente possa beneficiare delle sue potenti funzioni per
analizzare i dati presenti sui propri computer. Ovviamente il mercato a cui Digital
punta è quello delle reti aziendali, per le quali ha messo a punto delle versioni
avanzate di AltaVista, sia in ambiente Unix su architettura Digital Alpha, sia in
ambito Windows NT su Alpha e Intel. È disponibile anche una versione personale
in ambiente Windows 95. A fine ‘97, AltaVista ha reso disponibile una funzione
che permette di accedere ad un sito, traducendone il contenuto delle pagine nella
lingua che si vuole. Si tratta di una tecnologia realizzata dalla società Systran e che
AltaVista ha integrato nel proprio motore di ricerca. Il funzionamento è molto
semplice: accanto ad ogni riga frutto di una ricerca, compare l’opzione “Translate”;
basta selezionarla e lasciare che AltaVista acceda al sito Web che ci interessa,
traduca il contenuto nella lingua che abbiamo scelto, e ci presenti la versione
tradotta della pagina, mantenendone il formato e l’impostazione grafica. Comodo,
no? È inoltre possibile tradurre un semplice testo digitandolo in un apposito
riquadro. Attualmente è possibile tradurre solo da e verso l’inglese, anche perché il
servizio è ancora in fase sperimentale. Comunque, pur con gli ovvi limiti di una
traduzione ortografica e non grammaticale, l’utilità del servizio è davvero notevole.
Profilo demografico degli
utenti di AltaVista
Tra i vari motori di ricerca, AltaVista era l’unico a non avere una lista di siti
catalogati per tipologia, la cosiddetta directory. Dal 20 gennaio 1998 ha rimediato
e, in base ad un accordo con LookSmart, ecco “Browse by Subject” una lista di
250.000 siti suddivisi in base a 16.000 argomenti. Nel contempo, AltaVista ha
attivato anche le funzioni People Search (ricerca di persone ed e-mail) e Business
Search (ricerca di aziende e prodotti), sfruttando un accordo con l’americana
Switchboard. Inoltre, attraverso la società iName, anche AltaVista permette di
ottenere gratuitamente un indirizzo e-mail. L’inizio del 1998 ha segnato una svolta
per AltaVista, in considerazione dell’acquisizione della Digital da parte della
Compaq. La strategia che sembra aver intrapreso Compaq, annunciando a gennaio
1999 che nascerà una società indipendente chiamata Altavista Company, è quella di
potenziare la tecnologia ed i servizi del motore di ricerca, mutando così la
direzione verso cui era diretta precedentemente la Digital, che vedeva in AltaVista
un mezzo di divulgazione dei suoi servizi orientati alle aziende. L’effetto Compaq
ha subito prodotto un’ampia gamma di nuove possibilità e servizi disponibili
attraverso AltaVista. A maggio ‘98, AltaVista ha messo a disposizione una serie di
informazioni turistiche (attraverso un accordo con TheTrip.com), finanziarie, legate
alla salute (insieme a InteliHealth) ed allo svago, oltre al primo radicale restyling
dell’interfaccia. Ad ottobre ‘98, i risultati delle ricerche si sono arricchiti
dall’utilizzo del servizio AskJeeves il quale propone, in relazione alla ricerca
effettuata dall’utente, una serie di risposte ai questiti correlati più comuni. È stato
poi introdotto un controllo ortografico in quattro lingue (tra cui l’italiano) dei
termini immessi, in considerazione del fatto che una ricerca su cinque contiene un
errore, secondo le stime di AltaVista. Sempre sul fronte delle ricerche, AltaVista
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riesce ora ad interpretare automaticamente le coppie di termini che possono essere
considerati come singola frase, ad esempio “San Francisco”, senza doverli inserire
tra apici.Un servizio davvero incredibile è infine PhotoFinder che permette di
accedere ad oltre 11 milioni di immagini disponibili sul web e di vederne
un’anteprima. Il servizio ha suscitato qualche perplessità in merito a possibili
violazioni del diritto d’autore, ma è indubbiamente interessante e versatile.
All’inizio del 1999, AltaVista ha definito un accordo con Microsoft che ha visto
MSN Search utilizzare la tecnologia Altavista fino alla fine dell’anno e che doveva
sfociare anche nei servizi di messaggistica e di posta elettronica. MSN è poi
ritornata ad utilizzare Inktomi come base delle ricerche.
Ulteriori informazioni su
questi accordi
Il mese di luglio 1999 è stato senz’altro il più importante per AltaVista fin dalla sua
nascita alla fine del 1995. Innanzitutto ha cambiato padrone, passando da Compaq
alla società finanziaria CMGI che si è assicurata l’83% di AltaVista per 2,3 miliardi
di dollari. Poi ha intrapreso decisamente la strada del portal, offrendo servizi di
shopping, informazioni finanziarie e personalizzate, ecc.
Altri dettagli
sull’acquisizione
A fine ottobre 1999 AltaVista si pone anche come il maggior database di file
multimediali (oltre 25 milioni), sfruttando un accordo con la Getty Images.
A marzo 2000 i singoli utenti di AltaVista hanno raggiunto la cifra di 54 milioni,
effettuando 26.000 ricerche al minuto, corrispondenti a 37 milioni di ricerche al
giorno su un totale complessivo di 100 milioni di ricerche sul web.
All’inizio di aprile 2000, è stato presentato AltaVista.it, la versione italiana del
motore di ricerca a cui abbiamo dedicato un articolo specifico, oltre ad
un’intervista con Marc Fleishhacker, Amministratore Delegato di Altavista Italia.
Durante il 2001 AltaVista.com ha visto ridurre le visite drasticamente, basti pensare
che a Settembre 2001 Nielsen-NetRating ha registrato la metà del traffico registrato
nello stesso mese dell’anno precedente
Tutte le informazioni sul
nuovo AltaVista
www.altavista.com
Ver.italiana: www.altavista.it
Tipologia: search engine
Spider: proprietario
Directory: Looksmart
Pagine: 550 milioni
Tempi registrazione: 20gg
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Virgilio il bello di internet
Virgilio è un motore di ricerca a directory, ossia ha un elenco di siti suddiviso in
base alla loro tipologia, e strutturato in macro categorie a loro volta distinte in
gruppi più analitici. La registrazione dei siti è effettuata manualmente dallo staff e
quindi la loro classificazione è efficiente e coerente. Sono censiti solo i siti in
lingua italiana. Virgilio ha stipulato anche degli accordi con le versioni italiane di
Lycos ed Infoseek, in base ai quali questi motori di ricerca propongono, in aggiunta
al loro archivio consultabile con singoli termini di ricerca, il catalogo di siti italiani
gestito da Virgilio. Oltre alla ricerca dei siti nella directory, anche Virgilio permette
di effettuare una ricerca attraverso parole singole. Questa funzione (i responsabili di
Virgilio ci hanno segnalato che è usata da almeno un terzo degli utenti), opera sia
sull'archivio di Virgilio, sia su siti Web di tutto il mondo appoggiandosi sul motore
di ricerca Infoseek. Nel 1999 il gruppo SEAT Pagine Gialle insieme alla De
Agostini hanno rilevato il 66% di Matrix, la società di cui fa parte Virgilio. Così gli
utenti non completamente soddisfatti dai risultati della directory possono veicolare
la propria query direttamente sul database di Google, in risposta saranno forniti per
informazione non più siti ma singole pagine web.
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Numeri per dare
un’idea…
oltre 25 milioni di visitatori mensili
oltre 2.200 e-mail mensili ricevute
Raccolta pubblicitaria: 750 milioni nel
primo trimestre'98
Il 90% degli utenti effettua una ricerca
con un solo termine
Numero di abbonati alla newsletter:
75.000
Pagine del sito: 6.000 statiche e
150.000 dinamiche
Hotbot è il più colorato ed anche il più premiato dalla critica
Nel 1998 è stato acquistato da Lycos.
HotBot è stato lanciato nel maggio del 1996 ed è basato sulla tecnologia Inktomi,
sviluppata nell'Università di Berkeley e adottata anche da Snap, GoTo e AOL
Search, tra gli altri. Sono notevoli qualità ed efficienza dei risultati delle ricerche,
dovuti principalmente alla tecnologia Inktomi a cui accennavamo.
Nonostante questo, HotBot non riesce ad emergere tra i motori di ricerca; alcuni
ritengono che l'interfaccia un po' troppo "di tendenza" e le prestazioni non sempre
all'altezza dei competitors, ne limitino le possibilità. Eppure HotBot vanta
caratteristiche uniche, tra le quali una flessibile e potente funzione di ricerca
avanzata, oltre ad una tecnologia di acquisizione automatica dei siti (mediante un
programma chiamato SmartCrawl) in grado di analizzare 10 milioni di documenti
al giorno. Piuttosto interessante è la funzione "Direct Hit" (offerta in base ad un
accordo con l'omonima società americana), attraverso la quale è possibile sapere
quali sono stati i siti più visitati in relazione ad una specifica ricerca effettuata.
Direct Hit è stato accolto con molta attenzione, e non a caso è già stato integrato
dalla Apple nel sistema operativo Mac OS 8.5, ma è anche utilizzato da Lycos e
MSN Search. Acquistato da Lycos nel corso del 1999, ospita i risultati del database
di Inktomi.
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Yahoo uno dei primi motori di ricerca
Oltre ad essere da sempre una delle risorse on-line più utilizzate per le ricerche,
Yahoo! è attualmente uno dei siti web più frequentati in assoluto: escludendo le
molte versione locali, Yahoo.com viene visitato da 60 milioni di utenti al mese
(aprile 2001). Prima di analizzare i motivi di questo successo, val la pena
ripercorrere la sua pur breve storia, per poi capire le attuali dimensioni di questo
"fenomeno Yahoo!". L'idea nacque a due studenti dell'università di Stanford, Jerry
Yang e David Filo, che verso la fine del 1993 decisero di impegnarsi nel catalogare
efficacemente la loro lista di bookmarks, ossia i riferimenti dei siti Internet ritenuti
più interessanti, che racchiudeva circa 200 siti. Così svilupparono quello che
possiamo definire il prototipo di Yahoo!, ossia una lista di link suddivisa per
categorie con la descrizione di ogni sito Web e la chiamarono "Jerry's Guide".
Quando misero on-line questo archivio, furono sommersi di richieste di
catalogazione di siti, così decisero di tentare di catalogare l'intero Web, al ritmo di
1.000 pagine al giorno. Quando una categoria diventava troppo grande, creavano
delle sottocategorie. La tentazione di utilizzare dei programmi che catalogassero in
modo automatico i siti fu molto forte, ma continuarono a svolgere questo lavoro
manualmente; questa scelta, che tuttora prevale, è stata probabilmente determinante
per il successo di Yahoo! ed ha permesso di sviluppare un archivio completo e ben
strutturato.
Oltre ad essere da sempre una delle risorse on-line più utilizzate per le ricerche,
Yahoo! è attualmente uno dei siti web più frequentati in assoluto: escludendo le
molte versione locali, Yahoo.com viene visitato da 60 milioni di utenti al mese
(aprile 2001). Prima di analizzare i motivi di questo successo, val la pena
ripercorrere la sua pur breve storia, per poi capire le attuali dimensioni di questo
"fenomeno Yahoo!". L'idea nacque a due studenti dell'università di Stanford, Jerry
Yang e David Filo, che verso la fine del 1993 decisero di impegnarsi nel catalogare
efficacemente la loro lista di bookmarks, ossia i riferimenti dei siti Internet ritenuti
più interessanti, che racchiudeva circa 200 siti. Così svilupparono quello che
possiamo definire il prototipo di Yahoo!, ossia una lista di link suddivisa per
categorie con la descrizione di ogni sito Web e la chiamarono "Jerry's Guide".
Quando misero on-line questo archivio, furono sommersi di richieste di
catalogazione di siti, così decisero di tentare di catalogare l'intero Web, al ritmo di
1.000 pagine al giorno. Quando una categoria diventava troppo grande, creavano
delle sottocategorie. La tentazione di utilizzare dei programmi che catalogassero in
modo automatico i siti fu molto forte, ma continuarono a svolgere questo lavoro
manualmente; questa scelta, che tuttora prevale, è stata probabilmente determinante
per il successo di Yahoo! ed ha permesso di sviluppare un archivio completo e ben
strutturato.
Nel 1995 Yahoo! era ormai diventato un punto fermo nel panorama internazionale
dei siti Web: era il momento di fare il grande passo, utilizzando le possibilità del
mercato finanziario americano. Così la società Sequoia, una delle più note aziende
di venture capitalism, che già aveva investito su Apple Computer e Cisco Systems,
decise di puntare su Yahoo! sborsando 1 milione di dollari per una quota di mercato
che a fine 1997 valeva oltre 560 milioni di dollari. Quello che è incredibile di
Yahoo! è proprio la sua capitalizzazione di mercato (NASDAQ: YHOO) che a
maggio 1998 era di 6.000 milioni di dollari, ma che a luglio del 1999 era già
passata a oltre 40.000 miliardi di dollari. Un valore equivalente ad aziende come la
General Motors, e superiore di ben 12 volte il valore della FIAT. Per contro il
fatturato prodotto non la pone neanche tra le prime 10.000 aziende americane, per
non parlare del suo bilancio che solo nel 1999 ha visto comparire i primi utili.
Indubbiamente gli investitori credono nelle prospettive di Yahoo! nel medio
periodo, e sul fatto che giocherà un ruolo guida non solo tra i motori di ricerca, ma
nell'ambito dell'intero scenario Internet. Yahoo!, che impiega attualmente 3300
persone, prevede di fatturare 700 milioni di dollari nel 2001, dei quali l'80% deriva
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dalla vendita di spazi pubblicitari. Da segnalare inoltre la rivista Yahoo! Internet
Life, pubblicata da Ziff-Davis, che ha oltre 300.000 abbonati ed è la rivista
dedicata ad Internet più venduta al mondo. Per sostenere l'enorme numero di
visitatori quotidiani, il sito principale di Yahoo! (escudendo quindi le 24 versioni
internazionali o locali) utilizza 70 server che gestiscono 200 Mbps circa di traffico
nelle ore di punta. Ogni server ha tra 4 e 16 Gbytes di hard disk e tra 64 e 256
Mbytes of RAM. La connettività è fornita dall'azienda californiana GlobalCenter
sin dal 1993. L'archivio principale, gestito con software Oracle, viene
costantemente aggiornato da un team di 150 persone che analizzano centinaia di
siti al giorno. In tutte le statistiche, Yahoo! risulta essere non solo il motore di
ricerca più utilizzato, ma anche il sito Internet più visitato al mondo in diretta
competizione con America On Line (AOL). Analizzando i dati di Media Matrix di
settembre 1999, notiamo che oltre la metà di tutti gli utenti Internet (il 50,7%)
hanno usato Yahoo! nell'ultimo mese con una media di oltre 33 milioni di visitatori,
contro i 18 milioni di GO Network, i 14 milioni di Excite ed i 13 milioni di Lycos.
Anche nel 2001 Yahoo difende le sue posizioni: Nielsen/Netrating registra a
febbraio oltre 65 milioni di visite, contro i 75 milioni di AOL. Questo successo è
senz'altro dovuto al fatto che Yahoo! è stato il primo catalogo di siti Web a
diventare popolare in tutto il mondo, ma deriva anche dall'azzeccata impostazione,
che risulta comoda e funzionale per l'utente. Lo testimoniano anche le più recenti
evoluzioni di Yahoo! al di fuori degli Stati Uniti: la versione Yahoo! inglese,
insieme a quella irlandese e francese hanno oltre un milione di visitatori al giorno
complessivamente, ed in Francia è addirittura il sito Web più visto in assoluto;
anche l'edizione giapponese di Yahoo! ha un notevole successo, superando
normalmente i due milioni di accessi al giorno. Significativa è un'indagine di
mercato svolta dalla NPD Online Research (una delle prime dieci aziende al mondo
di ricerche di mercato) svolta a metà del 1997, secondo la quale ben il 29% degli
utenti intervistati ha dichiarato di usare molto spesso Yahoo!, rispetto al 17% che
predilige AltaVista, il 14% WebCrawler, l'11% Infoseek, il 9% Excite ed il 7%
Lycos. La stessa ricerca riporta che il 92% degli utenti di Yahoo!, ritiene questo
servizio come "eccellente" o "molto buono". Questi numeri pongono Yahoo! in
grande evidenza non solo nell'ambito di Internet ma nel contesto dei media in
genere, superando in quantità di contatti alcuni popolari canali televisivi come
MTV e addirittura dei noti settimanali come Time o Newsweek. Tale situazione sta
portando Yahoo! ad un rapido cambiamento della sua strategia (tentativo peraltro
perseguito da altri siti Web come Excite, AltaVista e GO Network), rivolta a
diventare un punto di arrivo dei visitatori della Rete, mettendo loro a disposizione
servizi e contenuti, e non solo un punto di partenza per fare le ricerche. È
soprattutto nell'offerta di servizi che Yahoo! sta investendo pesantemente: a fine '97
ha acquistato la nota società Four11 alltraverso la quale è ora in grado di fornire
gratuitamente caselle di email e servizi correlati. Durante il 1998, Yahoo! ha poi
stipulato un accordo con AT&T (preferita a MCI con la quale aveva un'intesa
precedente) per commercializzare dei kit di connessione ad Internet con
un'interfaccia personalizzata da Yahoo! Tra gli accordi storici più rilevanti,
segnaliamo inoltre quello con Netscape che risale all'inizio del 1996 quando
Yahoo! fu inserito tra i cinque motori di ricerca presentati dalla funzione di ricerca
interna di Navigator chiamata NetSearch; attenzione però: la scelta cadde su
Yahoo! non per motivi qualitativi (magari anche per quelli...), ma a fronte di un
compenso alla Netscape di ben 5 milioni di dollari! Questo accordo è stato
notevolmente ridimensionato nel primo quadrimestre del 1988, ed ora Yahoo! è
relegato in un angolo della finestra NetSearch. In compenso, Yahoo! ha rafforzato il
suo legame con Microsoft, ed in particolare con il suo motore di ricerca su MSN: al
termine di ogni ricerca, è infatti possibile lanciare la medesima richiesta utilizzando
direttamente Yahoo! Oltre ad accordi commerciali con British Telecom (novembre
1998) e con News Corp (gennaio 1999), Yahoo! ha definito a fine gennaio 1999
l'acquisizione di GeoCities, uno dei più visitati siti al mondo, e sede di una
comunità da 22 milioni di pagine web. Da segnalare inoltre che da aprile 1998,
Yahoo! ha una versione in italiano, che va così ad aggiungersi alle edizioni in
inglese, tedesco, francese, spagnolo, giapponese, coreano e nelle tre lingue
scandinave. Yahoo! Italia censisce attualmente oltre 20.000 siti, una guida di oltre
11
200 web italiani di commercio elettronico, ed offre numerosi servizi attraverso
accordi con partner di rilievo quali Ansa, Reuters, La Gazzetta dello Sport, Il Sole
24 Ore, CedBorsa e Standard & Poor's. C'è però un lato molto discusso di Yahoo! e
cioè il criterio con il quale inserisce i siti nel suo archivio. Rispetto agli altri
principali motori di ricerca, è praticamente l'unico che non garantisce l'inserimento,
anzi la maggior parte delle volte non lo effettua per niente. Da un sondaggio
(agosto '97) da parte di un gruppo di sviluppatori di siti Web, risulta che il 77%
delle richieste di inserimento su Yahoo! non sono state accolte. Questa
discriminazione non sembra essere legata a dei criteri qualitativi nell'analisi dei siti,
ma da fatto che le richieste che pervengono a Yahoo!, sono gestite da persone in
carne ed ossa (i cosiddetti surfer) e non da sistemi automatici come per gli altri
motori di ricerca; arrivando un numero eccessivo di richieste, molte di queste
inevitabilmente vengono cestinate. Più recentemente (ottobre '97) la procedura di
segnalazione dei siti, che in precedenza era un po' datata ed a tratti confusa, è stata
migliorata, ma le possibilità ed i tempi per l'inserimento sono rimasti gli stessi.
Insomma: per essere presenti su Yahoo! occorre molta fortuna (anche se l'aiuto di
un consulente esperto è decisivo, quindi abbiamo condensato alcuni
suggerimenti...), ma si tratta comunque della vetrina più visitata e più ambita.
Pensate che alla fine dell'estate del 1997, un'azienda americana ha minacciato di
citare per danni Yahoo! perché il suo sito era stato inavvertitamente cancellato
dall'archivio, facendo così crollarne il numero di visitatori; la controversia è stata
risolta con l'immediato reinserimento del sito su Yahoo! e le scuse d'obbligo, ma il
caso fa riflettere sull'importanza della presenza sui motori di ricerca in genere e su
Yahoo! in particolare. A metà febbraio 1999 Yahoo! ha ufficialmente lanciato il
servizio Business Express (di cui si parlava da tempo), che permette di ottenere un
canale preferenziale per la richiesta di registrazione dei siti. Il servizio, riservato
per ora ai siti di e-commerce americani e che costa 199 dollari, garantisce che il
sito sia visto da un redattore di Yahoo! entro 7 giorni, ma non dà comunque la
certezza che sia poi effettivamente censito. Un'ultima curiosità. A parte alcuni
accordi particolari tra aziende del settore, Yahoo! è l'unico motore di ricerca a
mostrare in fondo ai risultati di una ricerca, l'elenco di altri motori concorrenti cui
accedere per effettuare automaticamente la medesima ricerca. Secondo noi, un
esempio di stile e di sensibilità verso l'utente.
12
Overture (ex GoTo): si paga per stare in testa
GoTo é sempre stato un motore di ricerca piuttosto originale rispetto ai più noti siti
del settore, sia per caratteristiche che per strategia.
Il modello di business di GoTo é quello di far pagare il posizionamento in testa ai
risultati delle ricerche in base alle visite effettivamente generate. Ad esempio,
un'azienda che vende vino on-line può fare in modo che il suo sito figuri in testa
alle ricerche effettuate dagli utenti con i termini “vino”, “wine”, “vini italiani”, ecc.
Per ottenere le posizioni di testa, l'azienda si impegnerà a pagare a GoTo una cifra
per ogni click effettuato, in base ad una specie di asta. Se infatti un produttore di
vini concorrente volesse figurare in posizione predominante, dovrebbe impegnarsi
a pagare una cifra superiore. I risultati delle ricerche forniti da GoTo sono quindi
piuttosto rilevanti, evidenziando siti di aziende certamente affini con le richieste
fatte dall'utente, il quale peraltro ha ben evidenziate le posizioni a pagamento e
l'ammontare che il destinatario é disposto a pagare a GoTo per la sua visita. La
qualità delle risposte, é anche assicurata dall'utilizzo della tecnologia Inktomi per la
gestione dei risultati di ricerca successivi a quelli a pagamento. Inoltre GoTo non
sembra voler mettere i vestiti del “portal” come hanno fatto tutti i principali motori
di ricerca, per cui non vengono presentati altri contenuti sul sito se non quelli
riguardanti le ricerche effettuate dall'utente. Sia gli utenti che gli investitori
pubblicitari sembrano apprezzare il modello GoTo e stanno contribuendo alla sua
crescita facendolo arrivare al pareggio di bilancio nell'estate del 2001, periodo in
cui raggiunge l'undicesima posizione fra i motori di ricerca più visitati, sorpassando
anche AltaVista. I posizionamenti a pagamento, che interessano oltre 20.000 clienti,
continuano a crescere a ritmo sostenuto: nel primo quadrimeste 1999 sono passati
da 31 milioni di click ottenuti ad oltre 54 milioni nel quadrimestre successivo.
Anche l'importo medio per visita é aumentato, passando da 0,11 dollari a 0,14
dollari. Dal punto di vista pubblicitario GoTo é indubbiamente molto interessante,
perché consente di definire con certezza il costo per ogni visita generata, oltre a
garantire la visibilità su un target ben preciso. Noi di MotoriDiRicerca.it abbiamo
introdotto proprio per GoTo l'acronimo CPR (Cost per Ranking) che va ad
affiancare il più noto CPM (Costo per Migliaia di impression) tra i modelli di
pagamento della pubblicità on line. GoTo é nata a fine 1997 a Pasadena in
California ed é arrivata on-line il 21 febbraio 1998. Il suo findatore, Bill Gross, già
creatore nel 1988 del programma Lotus Magellan, é responsabile di Idealab! una
nota aziende incubatrice ossia finalizzate a lanciare delle nuove società nel settore
high tech, come appunto GoTo. Il CEO é Jeffrey Brown, in passato cofondatore di
City Search. Oltre ad implementare per primo il sistema di posizionamento a
pagamento, GoTo é stato anche il primo motore di ricerca ad introdurre un Affiliate
Program, ossia un accordo con altri siti, i quali possono esporre un box di ricerca di
GoTo ricavandone una commissione per ogni rcerca effettuata dai loro utenti. Va
ricordato infine che il 25 febbraio 1999, GoTo ha denunciato la Walt Disney e le
società collegate a Go Network (come Infoseek) sostenendo che il logo adottato da
Go é troppo simile al suo, peraltro già utilizzato dalla fine del 1997. Entrambe le
aziende in effetti, hanno scelto un marchio grafico che rappresenta “il verde” di un
semaforo stradale, con lo sfondo giallo ed il nome dell'azienda nel cerchio verde.
La Corte americana incaricata della questione si é pronunciata per la prima volta il
12 novembre 1999 dando ragione a GoTo ed intimando al gruppo Walt Disney di
eliminare immediatamente il logo incriminato dai propri siti web. Il giudizio finale
é stato pronunciato a favore di GoTo a maggio del 2000, imponendo a Go Network
di pagare 21,5 milioni di dollari per violazione del copyright sul logo aziendale.Già
prima dell'estate 2001 molte risorse per la ricerca on-line hanno frmato importanti
accordi con GoTo, inserendo i suoi risultati fra quelli normalmente visualizzati. Fra
tutti dobbiamo citare MSN, Lycos, Altavista, Go e NBCI (che riportano tutti i
risultati per intero).
Da ottobre 2001 GoTo ha cambiato nome e diventa ufficialmente Overture.
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www.goto.com
Ver.italiana: n.d.
Tipologia: search engine
Spider: Inktomi
Directory: Inktomi
Pagine: 500 milioni
Tempi registrazione: 2 ore
Note: I siti posizionati in testa ai
risultati, pagano un importo per ogni
visita generata
Da Ottobre 2001 ha cambiato nome,
diventando Overture
Excite: un grande network di siti
Excite é attualmente uno dei cinque siti più visitati al mondo, anche se continua a
perdere posizioni nella classifica dei motori di ricerca più utilizzati.
Nel tempo si va configurando sempre più come un portale, permettendo la
personalizzazione dell'intera pagina. A dicembre del 2001 é stato acquistato da
InfoSpace, dopo aver dichiarato la bancarotta circa un mese prima. Il suo lancio,
avvenuto nell'ottobre 1995 é arrivato un anno dopo rispetto a Yahoo! e negli
obiettivi dichiarati da Excite c'é quello di recuperare prima possibile il vantaggio
accumulato dal loro concorrente principale. C'é anche un po' di antagonismo
territoriale tra Yahoo! ed Excite, perché in entrambi i casi il nucleo fondatore delle
società proviene dall'Università californiana di Stanford. Era il 1993 e sei studenti
con uno spiccato profilo tecnico, decisero di impegnarsi a studiare un sistema
efficiente di reperimento delle informazioni, con in tasca solo 15.000 dollari di
fondo iniziale e con qualche computer dismesso dall'Università di Stanford. Il
risultato di quasi due anni di lavoro fu lo sviluppo di una tecnologia molto potente
ma anche facile da utilizzare, che venne chiamata ICE (Intelligente Concept
Extraction, estrazione intelligente dei concetti), che consente di cercare non solo le
pagine contenenti specificamente delle parole chiave, ma anche dei siti che trattano
argomenti correlati con le parole oggetto della ricerca. Con la tecnolgia ICE in
tasca, i ragazzi di Excite iniziarono a contattare società di "capitali di ventura" che
finanziassero lo sviluppo commerciale del loro progetto, finché incontrarono uno
dei fondatori della Sun Microsystems, Vinod Koshla (oggi partner della società di
investimenti Kleiner-Perkins), il quale credette nell'iniziativa e contribuì a farla
crescere apportando non solo capitali, ma anche competenze professionali. Oggi
Vinod Koshla é ancora presente nella compagine sociale. Inizialmente, il nome
scelto per il servizio di ricerca fu Architext; quindi si optò per Bullseye ma il
dominio bullseye.com era già stato registrato. La scelta fu così quella di
commissionare ad una società di consulenza lo studio di un nome ed un relativo
logo: quando proposero "Excite" fu subito accettato da tutti i soci.
Profilo demografico degli
utenti di Excite
Oggi (dicembre 2000) parlare di Excite significa in realtà parlare di un network di
siti che, oltre al principale www.excite.com, include il motore di ricerca Web
Crawler, acquistato da America On Line nel 1996; Magellan, una directory
specializzata nella raccolta di informazioni e cataloghi per l'uso di Internet in
famiglia; City.net, una guida turistica di molte città; My Excite Channel, un
servizio personalizzabile di novità ed informazioni; MailExcite che offre caselle di
posta elettronia gratuite; ed il servizio Business & Investment sviluppato insieme
ad Intuit e dedicato all'informazione finanziaria. Excite ha fatturato 44 milioni di
dollari nel terzo quadrimestre 1998 (con un utile di 1,3 milioni di dollari) ed
impegna attualmente oltre 200 persone; inoltre ha sviluppato versioni internazionali
del sito principale per l'Australia, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania,
l'Olanda, la Svezia ed il Giappone. A settembre '98, é nata anche la versione
italiana di Excite, frutto di una joint venture con Telecom Italia. Approfondiamo
ora la struttura tecnica che c'é dietro le spalle del network Excite. L'intera mole di
dati ammonta a 2 terabytes, gestiti da 100 server; sulla metà di questi gira Netscape
Enterprise Server e Apache Web server; il nucleo principale dell'indice di Excite é
su un singolo RAM server da 50 Gbytes. Molti dei server sono Sun Ultra 2 ed in
particolare la gestione delle ricerche é affidata ad alcuni Sun Ultra Enterprise
4000s; oltre ad alcune macchine Silicon Graphics Challenge S e Origin200, ci sono
cinque server Compaq, sui cui é installato Windows NT Server, per la gestione del
settore Business & Investing. Per ciò che riguarda la connettività, Excite ha due
sedi principali di raccordo. La prima a Redwood City (dove c'é la sede di Excite),
ed é collegata con quattro linee T-3 ad altrettanti provider: Uunet, Sprint, Genuity e
ANS, per un totale di 180 Mbps di banda disponibile. La seconda centrale é a
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Reston (presso America On Line) con altri 145 Mbps disponibili attraverso Uunet,
AOL e ANS. La banda potenziale é quindi di 325 Mbps totali, capace di reggere
dei picchi di traffico molto elevati; attualmente, i canali di collegamento sono
utilizzati per una banda di 120 Mbps in media. Excite é stato scelto da Netscape
come motore di ricerca prioritario per il suo servizio NetSearch (molto utilizzato
dagli utenti del popolare browser), oltre che per realizzare le guide alla ricerca per
12 nazioni diverse, tra cui anche l'Italia. Da gennaio del 1999, Excite é stato
acquistata da @Home, una società californiana fondata nel 1995 che fa parte del
gruppo AT&T, trasformando il nome del gruppo Excite in [email protected] All'inizio
del 1999 é stata varata definitivamente la versione italiana di Excite
(www.excite.it), nata da una joint venture tra Telecom Italia ed [email protected]
Naturalmente nel sito di Telecom Italia Net (tin.it) Excite é il motore di ricerca
standard. Il 2 febbraio 2000 ha completato l'ampliamento del suo archivio,
portando ad oltre 250 milioni il numero totale di documenti censiti tra pagine web
e files multimediali. Il 19 giugno 2000, Excite ha lanciato una versione rinnovata
del suo servizio di ricerca sul Web che adesso prende il nome di Precision Search.
La tecnologia di Excite punta all'essenzialità dei risultati di ricerca e sulla loro
consistenza in relazione alle richieste fatte dai navigatori del sito. Dicembre 2001:
il noto motore di ricerca, ancora oggi saldamente fra i più utlizzati del Web é
fallito. Acquistato da InfoSpace per 10 milioni di dollari, ospita il suo meta-motore
Dogpile (dominato dai risultati a pagamento) e la sua directory (Looksmart),
proponendosi di utilizzare i servizi di Excite anche per il portale iWon. InfoSpace
ha preso quindi possesso del nome di dominio e del notissimo marchio, nonché di
tutto il traffico guadagnato negli anni, fin dal 1995.
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Yahoo! Italia
Questo portale permette una consultazione semplice. Nella parte superiore
troviamo le sezioni che riguardano il mondo dell’Informazione, gli acquisti ed il
servizio e-mail. Nella parte centrale c’è l’argomento del giorno e, nella parte
inferiore della pagina ci sono le directory dei siti Web divise per categorie.
Il motore di ricerca è efficace con argomenti di maggiore interesse, ma pecca nelle
ricerche più approfondite perché è difficile trovare risultati.
Cerca.com
Il sito è realizzato in modo molto intuitivo, nella parte superiore destra troviamo i
servizi di utilità come Meteo, Notizie, Orari di treni e aerei, Borsa e Programmi
TV. Troviamo quindi subito sotto la parte riguardante la ricerca divisa in indirizzi
italiani ed internazionali. La suddivisione in questo modo è stata richiesta dal fatto
che questo portale utilizza per la ricerca altri portali, per esempio Altavista o
Arianna. Si possono anche effettuare ricerche di software, driver, ma anche di
persone.
Arianna
Il portale, realizzato da Iol, ha una struttura simile agli altri siti: la parte superiore è
dedicata alla ricerca mentre quella inferiore alle directory del sito. Per quanto
riguarda le ricerche in campo italiano questo sito non è perfetto, ma comunque
efficace, quello che lascia un po’ a desiderare è la ricerca nell’ambito
internazionale.
Encyclopedia.com
Il sito in lingua inglese, non è un vero motore di ricerca bensì un’enciclopedia on
line completamente gratuita in continuo aggiornamento. Per informazioni buone
senza troppi approfondimenti questo sito va più che bene (come un’enciclopedia in
formato cartaceo); se però dobbiamo avere informazioni dettagliate con una ricerca
a più parole, non restiamo molto soddisfatti.
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Google: risultati generati con la matematica
www.google.com
Ver.italiana:
http://www.google.com/intl/it/
Tipologia: search engine
Spider: propietario
Directory: Open Directory
Pagine: 1,2 miliardi
Tempi registrazione: 30gg
Note: Il posizionamento tiene conto
anche della popolarità dei siti
Google é una delle aziende con la tecnologia di ricerca più interessante. Sviluppato
all'università di Stanford da Sergey Brin e Larry Page, due giovani di 26 anni
laureati in scienze informatiche, ha debuttato on-line a fine settembre 1999 dopo
oltre un anno di test. La caratteristica di Google é quella di selezionare i risultati di
ricerca valutando l'importanza di ogni pagina web con metodi matematici, in base
ad un controllo di oltre 500 milioni di variabili e di 2 miliardi di termini. Questa
tecnologia, chiamata PageRank ed attualmente in fase di brevetto, controlla non
solo il contenuto della pagina web, ma verifica anche altri eventuali siti che hanno
un link verso la pagina: in base alla quantità ed al tipo di link, la pagina riceve una
valutazione più o meno alta. Altre caratteristiche di Google sono la sua velocità di
esecuzione, con un tempo medio dichiarato per ogni ricerca di 0,29 secondi, e la
grandezza del suo archivio che ha oltre 1 miliardo di pagine censite a cui vengono
aggiunte 1,5 milioni di nuove pagine al giorno. La convinzione di fornire risultati
rilevanti, é confermata dal bottone “I'm feeling lucky” (“mi sento fortunato”),
attraverso il quale l'utente può essere direttamente portato sul primo sito che
Google avrebbe indicato a fronte dei termini richiesti. Oltre a fornire la tecnologia
di ricerca ad altre aziende (Yahoo! e SuperEva, ad esempio), Google offre servizi
per la ricerca interna ai siti, come ad esempio per Red Hat, l'azienda specializzata
sul sistema operativo Linux e dall'estate del 2001 anche a tutti gli utenti tramite una
semplice form on-line. Ponendosi sul mercato come società di servizi, Google ha
mantenuto molto spartano il suo sito, che si contraddistingue anche per la totale
assenza di pubblicità. L'unica eccezione riguarda alcune inserzioni di brevi testi
promozionali, comunque inerenti le ricerche effettuate dai visitatori. Il 9 maggio
2000, Google ha ufficialmente presentato un'interfaccia configurabile in 10 lingue,
tra le quali l'italiano. La novità riguarda sia l'impostazione delle funzioni del sito,
sia la modalità con la quale viene effettuata la ricerca. La decisione di Google é
motivata dal fatto che attualmente, oltre il 35% dei visitatori del motore di ricerca
sono utenti internazionali. A fine giugno, subito dopo l'annuncio di aver catalogato
oltre un miliardo di pagine web (di cui 560 milioni acquisite per intero), Google é
stato scelto da Yahoo! come base delle ricerche dei siti non presenti nel suo
archivio, sostituendosi a Inktomi in questa funzione.
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Lycos italia
Lycos italia è uno dei motori di ricerca più usati dagli internauti, gestito dalla
Carnegie Mellon University che è stata anche fra le prime istituzioni ad entrare
nella rete di ARPANET. E’ un sito fatto a portale, quindi non ha solo dei
collegamenti per la ricerca su Internet, ma anche link ai partners: SpazioDonna,
Discoveritalia, Vitaminic MP3, AdnKronos Notizie, Mondolibri.it ed ormai il
sempre più diffuso Clarence. Il sito italiano della Lycos vanta una coloratissima
pagina con tanto di ausilio di Gif (Graphics Interchange Format) animate, una
statistica dei siti più consigliati ed un accesso al servizio mail della Lycos e alle
statistiche finanziarie delle borse (gestito dalla stessa Lycos). Il motore della Lycos
è fatto abbastanza bene e permette di fare ricerche globali su tutto il web senza
dover necessariamente accedere alla ricerca avanzata. Per chi non fosse soddisfatto
dei risultati, Lycos propone il motore di Hot Bot o quello, in alternativa, di Virgilio.
L’efficienza di Lycos è piuttosto buona: i risultati delle ricerche sono di solito
soddisfacenti (non a caso è anche uno dei motori di default incorporati nel sistema
di ricerca integrato in Mac OS 8.5 e successivi) anche se tendono a diventare meno
ampi nei periodi in cui ci siano molti utenti connessi. Nell’ambito dei motori
mondiali emerge, anche se non al primo posto, per affidabilità dei contenuti e delle
informazioni.
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AOL
Un altro dei motori di ricerca a livello mondiale è senza dubbio AOL (America-online). Già uno dei server principali americani si è diffuso molto anche in altre parti
del mondo dopo un contratto con la Netscape Communications corp. che ha
rilasciato, a partire dalla versione 4.7 del suo browser Netscape Navigator, un
programma chiamato Aol Instant Messenger che unisce il motore di AOL alle
possibilità messaggistiche di Netscape, rendendolo un perfetto programma per chat,
video comunicazione ed altro. Il sito della AOL è anch’esso a portale e supporta,
oltre alla ricerca, anche collegamenti ad altre categorie di interesse come finanza,
sport, giochi, Pagine Gialle, Government Guide etc… In bella mostra sono anche i
link ad Amazon.com books, al motore eBay e al sito della Apple che permette di
scaricare il plug-in di AOL per Sherlock (il sistema di ricerca integrato nel Mac
OS). Le funzioni di ricerca di AOL sono molto semplici, ma possono essere
facilmente estese tramite un comodo menu che offre opzioni di ricerca avanzata.
L’ottima flessibilità di AOL sia come server, sia come motore che come mezzo di
comunicazione lo hanno reso uno dei server più popolari del mondo. I risultati
delle ricerche possono soddisfare anche l’internauta più pignolo, sebbene anche
AOL, come molti altri motori, soffra di una certa prolissità quando si tratta di
elencare dei siti.
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Ask Jeeves
Ask Jeeves è un altro dei motori più comodi per ricercare i dati che occorrono su
Internet. Il suo sito è dedicato unicamente alla ricerca e quindi chi non fosse
interessato ad altri link non è confuso ed infastidito dalla moltitudine di annunci
colorati. Il motore di Ask Jeeves è abbastanza potente e flessibile da potersi
permettere di escludere una pagina specifica per la ricerca avanzata (anche se esiste
una pagina che permette di fare una ricerca per categoria): basta digitare una parola
o una frase ed il motore farà il resto. Tuttavia ciò comporta un notevole
rallentamento nella visualizzazione dei risultati: è un motore usato più da coloro
che hanno un collegamento veloce ad Internet come una LAN o l’ADSL. Una delle
innovazioni di questo motore è l’introduzione di uno spazio dedicato apposta ai
bambini: qui essi possono cercare risposte alle loro curiosità di ogni giorno, aiuti
validi per affrontare al meglio i compiti scolastici e contemporaneamente divertirsi.
Anche la barra dei consigli che scorrono sotto lo spazio per la ricerca risulta essere
molto utile: avendo cura di leggerli attentamente si possono evitare molti degli
errori più comuni che finiscono per proiettare l’internauta in una serie frustrante di
“Subject not found” o di elenchi con i siti meno attinenti al quesito iniziale.
Indubbiamente interessante anche la pagina dove le persone possono inviare le
proprie domande (suddivise per categoria) oppure le risposte. Per inviare le proprie
risposte bisogna iscriversi come membro; c’è una classifica dei membri attivi i
quali vengono anche premiati con medaglie virtuali in relazione al numero di
risposte o domande utili che inviano.
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Esempio di ricerca su internet con software particolari:
Copernic o Sherlock
Se vogliamo fare una ricerca su Internet, volendo, oltre ai normali motori di
ricerca, possiamo scaricare gratuitamente un motore di ricerca particolare:
Copernic. Il sito da cui lo possiamo scaricare è www.copernic.com. Una volta
scaricato il programma, avviamo la sua installazione e in pochi minuti potremo
usufruire di uno dei migliori e più sofisticati motori di ricerca. Infatti facendo una
ricerca con Copernic, utilizzeremo contemporneamente i migliori motori di ricerca
(Google, Lycos, Altavista, ecc.); il software inoltre escluderà automaticamente i
risultati doppi. Purtroppo non è disponible una versione per Mac. Se siete utenti
Mac potete utilizzare Sherlock presente con l'OS, a partire dal 8.5. Abbiamo
provato a fare una ricerca con Sherlock, le parole chiave erano "Star Wars". Le
pagine trovate, dato il tema erano quasi infinite, ma ordinando i risultati per
concordanza abbiamo trovato facilmente quello che ci interessava. Tra i primi
riusultati è comparso il sito ufficiale, poi abbiamo trovato altri siti personali
dedicati al film, ognuno riguarda l'interesse personale dell' autore per l’argomento.
Similmente accade con Copernic; il pregio di questi software sta nel fatto che non
danno come risultati pagine doppie o vuote. Possiamo anche effettuare ricerche di
persone: anche in questo caso vengono interpellati diversi motori, comunque non
sempre vengono trovati dei risultati in quanto la persona può avere scelto di non far
comparire il proprio indirizzo nelle directory di ricerca.
Lo sapevate che…
– Da quando Internet Explorer e altri browser incorporano le funzioni per la
ricerca, si può usare una scorciatoia per usufruire del motore Yahoo: basta digitare
nella barra dell’indirizzo quello che volete cercare preceduto da un punto
interrogativo
– Con la maggior parte dei motori e con il programma di ricerca Sherlock del Mac
OS si possono usare alcuni segni convenzionali (che si usano per i codice html) per
estendere le funzionalità della ricerca: così inserendo, ad esempio, un + tra una
parola e l’altra noi diciamo al motore di cercare solo informazioni dove ci siano
entrambe le parole. I simboli più usati sono:
+ modificatore AND
! modificatore NOT
| modificatore OR
( ) modificatore DEPENDS (quello che c’è tra parentesi è dipendente da quello che
c’è fuori).
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Un testo capriccioso
Lo scopo della mia ricerca è trovare il testo di una canzone poco comune, dal titolo
“Artibella”. L’impresa non è semplice perché quella che cerco io è la cover di
Giuliano Palma & The BlueBeaters di una canzone ovviamente omonima di Ken
Boothe, un musicista reggae di qualche anno fa. Fiducioso, inizio la mia ricerca dal
motore di ricerca che reputo più efficace: Google. Digito nello spazio apposito le
parole chiave “Artibella lyrics” (dal momento che la ricerca è particolare, si ha
sempre più chances di successo se si digita la query in inglese, in questo caso
“lyrics” al posto di “testo”) e premo enter. Il risultato sono 23 pagine web, non sono
molte, ma di certo più di quelle che mi aspettavo. Google, per spirito di completezza
(e per vantarsi un po’), mi dice anche che la ricerca è stata completata in 0.02
secondi. Complimenti. Mi accingo ad esaminare le prime pagine segnalate e, se non
mi fossi formalizzato troppo, il primo sito web nell’ordine avrebbe soddisfatto la
mia ricerca, infatti il testo della canzone di Ken Boothe era presente; il peccato è
che, dopo averlo copiato ed incollato su un documento Word, mi accorgo che il testo
dell’originale è leggermente diverso da quello della cover che io sto cercando.
Cancello le parti del testo che rilevo diverse e le sostituisco con dei punti di
domanda; salvo il documento, lo riduco a icona e torno in rete. Mi accorgo con
grande disappunto che le pagine rimanenti che Google mi propone mi risultano
inutili, tutte o quasi contengono infatti solo articoli di argomento musicale tratti da
svariati siti in giro per il mondo (la maggior parte sono americani, come al solito)
che contano al loro interno le parole chiave da me inserite nella ricerca. Il secondo
motore a cui mi affido è Overture, non voglio utilizzare ancora motori estesi come
Altavista, poiché so già che il risultato annovererebbe più siti numericamente, ma
molti dei quali sarebbero pertinenti quanto un iceberg nel deserto Libico. Come
pensavo, il risultato che l’ex GoTo mi riesce a dare conta solo due siti. Il primo di
questi mostra solo la copertina del cd di un gruppo “Ska” che ha eseguito una cover
di “Artibella”, ma niente testi. Il secondo è peggio del primo. Tentativo con Yahoo.
Mi accorgo, quasi divertito, di essermi dimenticato che Yahoo è “powered by
Google”, ovvero i risultati risultano identici al primo motore utilizzato. Provo
dunque, armandomi di pazienza, ad utilizzare Altavista. Aiutoooooo! Ebbene,
Altavista ha rotto un po’ le mie aspettative. In negativo. Non solo le pagine trovate
sono molte meno di quel che mi aspettavo (soltanto 8), ma i risultati, come avevo
previsto, lasciano molto a desiderare. Un esempio? Il primo sito segnalato, quindi a
regola il più pertinente, era un grande forum in cui uno dei diecimila messaggi era
una letterina d’amore da parte di Sonya, una fan americana di Ken Boothe rivolta al
suo beniamino, con relativo numero di telefono (da cui ho dedotto che scriveva da
New York, informazione essenziale per la mia futura sopravvivenza…cavolo!).
Comincio a pensare, forse, di aver sbagliato parole chiave. Ritornando quindi a
Google provo ad inserire “Giuliano Palma & The BlueBeaters Artibella”, e vedo
cosa trovo. Le pagine ora sono 28, cinque in più di prima, e totalmente diversi.
Google ha impiegato 0.08 secondi (cominci a perdere colpi eh?). Peccato che 18
pagine su 28 collegano a Vitaminic, un sito che contiene file mp3, che però adesso
non mi interessano (e comunque consiglio a chiunque li cerchi di non visitare
Vitaminic perché e sfornito e non tutto è gratuito). I rimanenti risultati, di nuovo,
comprendono in gran parte articoli musicali su Giuliano Palma & The BlueBeaters,
tranne uno, che riporta la playlist di una nottata reggae trasmessa su una stazione
radio sperduta nel nulla. Niente che mi interessi. Dal momento che le macchine,
essendo tali, hanno una capacità di resistenza superiore a quella umana non
possedendo una psiche, il mio laptop è fresco come una rosa, mentre io mi sono
convinto che sia inutile continuare a sfidare la sorte in questo modo, e che forse
dovrò rassegnarmi al testo incompleto che ho trovato in prima battuta. La ricerca
non è andata del tutto a buon fine, ma l’argomento era ostico. La causa non è quindi
stata un’inefficacia dei motori utilizzati (che personalmente sono quelli che digito
più spesso con risultati eccellenti) ma forse un eccesso di “pignoleria” da parte mia.
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