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NOTE INFORMATIVE RISERVATE AL CORPO PROFESSIONALE
© 2003-2013 NUTRI-WEST ITALIA SRL
- FEBBRAIO ’06
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TOTAL FLAXSEED OIL
ACIDI GRASSI ESSENZIALI
TOTAL FLAXSEED OIL
V Ve
INTEGRAZIONE NURTRIZIONALE PER IL TRATTAMENTO DELL’INFIAMMAZIONE E DEL DOLORE
L’olio di semi di lino contiene due acidi grassi essenziali, l’acido linoleico (C18:2 ω6 [LA]) e l’acido α-linolenico (C18:3 ω3 [ALA o
LNA]), chiamati anche Vitamina F o Acidi Grassi Essenziali [EFA], rispettivamente precursori degli acidi grassi ω6 ed ω3. A differenza
degli altri oli vegetali, ricchi di grassi ω6, l'olio di lino è molto ricco di acido α-linolenico, il capostipite dei grassi ω3, potendo
contenerne percentualmente fino al 58%. In considerazione che l’apporto di acidi grassi ω3 è garantito soprattutto da
un’alimentazione basata sul pesce crudo, l’olio di semi di lino è da considerarsi una sostanza vegetale dalle caratteristiche uniche.
Nell’ambito delle reazioni biochimiche che avvengono nel corpo, a partire da questi precursori, sono prodotti altri acidi grassi,
prostaglandine, colesterolo e steroidi: sono acidi grassi essenziali, in quanto l’organismo umano non è in grado di sintetizzarli da
altri acidi grassi. Gli acidi grassi ω6 ed ω3 sono componenti fondamentali delle membrane plasmatiche; inoltre, la loro
trasformazione metabolica dà origine agli eicosanoidi, che sono importanti mediatori di numerose reazioni cellulari. Prostaglandine,
trombossani e leucotrieni derivano tutti dal metabolismo degli acidi grassi ω6 ed ω3 attraverso reazioni catalizzate dagli enzimi
ciclossigenasi (COX) e lipossigenasi (LOX).
L’acido α-linolenico ω3 è un acido grasso essenziale
che va introdotto con la dieta. Nell’organismo può
essere metabolizzato in acidi grassi a catena più
lunga della stessa serie, grazie all’attività di due
sistemi enzimatici detti desaturasi (inserisce un
doppio legame al posto di uno saturo in punti
precisi della catena dell’acido grasso) ed elongasi
(aggiunge atomi di carbonio ad un acido grasso
allungandone la catena). Questi due interventi
metabolici hanno la proprietà di modificare la
struttura dell’acido grasso sul quale sono
intervenuti attribuendogli proprietà specifiche sia
funzionali sia strutturali. Gli acidi grassi ω3 più
comuni sono: l’acido α-linolenico (18:3 ω3), l’acido
stearidonico (18:4 ω3), l’acido eicosatetraenoico
(20:4 ω3) l’acido eicosapentaenoico [EPA] (20:5
ω3), l’acido docosapentaenoico (22:5 ω3), l’acido
docosaesaenoico [DHA] (22:6 ω3). EPA e DHA
sono i più importanti acidi grassi a lunga catena
della serie ω3 e svolgono nell’organismo umano
funzioni strutturali e funzionali; il DHA ha prevalentemente una funzione strutturale. E’ maggiormente presente nei fosfolipidi dei
sinaptosomi cerebrali, nella retina e nei fosfolipidi dei canali intramembrana del sodio; ha, quindi, un ruolo importante nello
sviluppo e nella maturazione cerebrale, dell’apparato riproduttivo e del tessuto retinico. L’EPA è il principale precursore delle
prostaglandine della serie 3, le quali posseggono una importante attività antiaggregante piastrinica.
L’attività biologica degli acidi grassi ω3 (antiaterogena, antinfiammatoria, antitrombotica) dipende dal prevalere dei fattori protettivi
su quelli inducenti rischio. L’assunzione di acidi grassi ω3 incrementa: la formazione di prostaglandine PGI3; la produzione di
leucotrieni B5 (molto meno infiammatori rispetto ai leucotrieni B4), di interleuchina 2, dell’EDRF (Endothelial Derived Relaxing
Factor); l’attività fibrinolitica; la deformazione degli eritrociti; l’aumento delle HDL. Una diminuzione o assenza di acidi grassi ω3
comporta una maggiore produzione di acido arachidonico, un aumento dell’aggregazione piastrinica e la formazione di trombossani,
un aumento dell’attività dei macrofagi, una
aumentata formazione di interleuchina 1, di
leucotrieni 4, del PAF (Platelet Activating Factor) e
del PDGF (Platelet Derived Growth Factor), un
incremento delle LDL, delle VLDL, dei trigliceridi e
della viscosità ematica.
Gli acidi grassi più importanti della serie ω6 sono
l’acido linoleico (18:2 ω6), l’acido γ-linolenico (18:3
ω6), l’acido diomo-γ-linolenico (20:3 ω6), l’acido
arachidonico (20:4 ω6). Il più diffuso è l’acido
linoleico che è presente negli oli di semi; l’acido
arachidonico è tipico del mondo animale essendo un
prodotto di conversione dell’acido linoleico. L’acido
γ-linolenico è il primo intermedio nella conversione
dell’acido linoleico ad acido arachidonico; l’acido
diomo-γ-linolenico
ha
un
rapido
turnover
metabolico in quanto è rapidamente convertito a
prostaglandine della serie 1.
Gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena ω6 hanno,
anch’essi, un ruolo strutturale e funzionale. L’acido
Nessuna affermazione riportata sulla presente pubblicazione è finalizzata alla cura di malattie diagnosticate o ignote. Si consiglia sempre di riferire sintomi e disturbi al proprio medico curante e di informarlo d’eventuali integratori assunti per prevenire potenziali
interazioni con farmaci. Nessuna delle affermazioni riportate, dei suggerimenti nutrizionali e delle ricerche riportate sono finalizzate alla diagnosi, alla cura o al trattamento di patologie e non dovrebbero essere considerate consiglio medico.
informazioni nutrizionali a cura di
VIA PESCHIERA, 25 – 41100 MODENA – ITALIA - tel. +39 0593981901 – fax. +39 0593981902 - mail:
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arachidonico è presente nei fosfolipidi di membrana ed è importante, opportunamente bilanciato con il DHA, nello sviluppo
embrionale e nell’accrescimento del bambino, produce le prostaglandine della serie 2 (attraverso la via ciclossigenasica) dando
luogo alla formazione di intermedi metabolici ad attività pro-infiammatoria e aggregante piastrinica (trombossano A2). Dall’acido
arachidonico tramite la via lipossigenasica si formano i leucotrieni, che hanno un’azione broncocostrittrice (ruolo importante
nell’anafilassi insieme alle SRSA – Slow Reacting Substance of Anaphylaxis).
Gli effetti biologici degli acidi grassi della serie ω6 e della serie ω3 pur avendo come siti della loro azione gli stessi elementi cellulari
(mastociti, neutrofili, eosinofili, macrofagi, trombociti, endotelio vasale) sono spesso di tipo opposto: infatti, gli acidi grassi ω6
(acido arachidonico) dando origine a prostaglandine della serie 2 e leucotrieni della serie 4 hanno come effetto finale
vasocostrizione, broncocostrizione attivazione dei poliformonucleati e aumento della permeabilità, gli acidi grassi ω3 (EPA) formano
prostaglandine della serie 3 e leucotrieni della serie 5 riducono i processi infiammatori, provocano vasodilatazione e riducono la
broncocostrizione. L’acido alfa-linolenico e l’acido linoleico competono per l’utilizzazione della Δ-6-desaturasi (enzima inibito dagli
acidi grassi trans, dagli acidi grassi saturi e dall’alcool, dai FANS, dai cortisonici, dai salicilati e dai beta-bloccanti): il rapporto
LA/ALA determina la prevalenza della cascata metabolica che porta alla produzione di prostaglandine e leucotrieni antinfiammatori
(prevalenza di ALA) o di prostaglandine, trombossani, leucotrieni e eicoesanoidi infiammatori (prevalenza di LA). Allo stesso modo
esiste una competizione fra EPA e DGLA (acido diomo-gammalinoleico) per la Δ-5-desaturasi: elevate concentrazioni di EPA
favoriscono la produzione di DHA ed inibiscono la produzione di AA (acido arachidonico) a partire dal DGLA, riducendo la prduzione
di eeeicosanoidi pro-infiammatori. Il rapporto ottimale tra acidi grassi polinsaturi a lunga catena ω3/ω6 per svolgere in modo
adeguato le loro funzioni è di circa 1/10; negli ultimi 100 anni questo rapporto ideale si è notevolmente sbilanciato a favore degli
ω6 per ragioni diverse fra cui l’aumentato consumo di oli vegetali (mais, girasole, arachidi, ricchi di ω6 come l’acido linoleico) per il
controllo dell’aterosclerosi, il limitato consumo di pesce e la minor presenza di ω3 nel pesce di allevamento rispetto a quello pescato
che si nutre di fitoplancton, le minime quantità di acido linolenico nelle carni provenienti dai bovini domestici che sono alimentati
con prodotti molto poveri di acidi grassi ω3, la produzione di vegetali a foglia verde contenenti acidi grassi ω3 in misura minore. Il
mantenimento di un ottimale rapporto di ω3/ω6 è di rilevante importanza nella prevenzione di alcune condizioni patologiche e nella
terapia sia di forme patologiche ad eziopatogenesi immunoallergica sia di particolari forme patologiche legate ad errori del
metabolismo lipidico. In particolare per la prevenzione di malattie cardio-vascolari e dei fattori di rischio per l’aterosclerosi; per la
profilassi e la terapia di patologie immunoallergiche e cutanee.
L’utilizzo di EFA si è dimostrata particolarmente di valore nella prevenzione dei fenomeni artritici, grazie alla loro caratteristiche
antinfiammatorie1; molti studi clinici hanno mostrato che l’aumento degli acidi grassi essenziali riduce i fenomeni infiammatori, il
dolore ed il gonfiore nei casi di osteoartrite 2. Una diminuzione di acidi grassi ω6 comporta lesioni della cute, anemia, aumento
dell’aggregazione piastrinica, trombocitopenia, steatosi epatica, ritardata cicatrizzazione delle ferite, una aumentata suscettibilità
alle infezioni, diarrea e ritardo di crescita nell’età evolutiva. Una diminuzione di acidi grassi ω3 è caratterizzata da sintomi
neurologici, ridotta acuità visiva, lesioni cutanee, ritardi di crescita, riduzione della capacità di apprendimento, elettroretinogramma
anormale.
Gli acidi grassi essenziali rappresentano la maggior sorgente energetica del corpo: favoriscono la combustione degli acidi grassi
saturi, rendendo disponibili le riserve energetiche del corpo e favorendo il processo di dimagramento e la riduzione dell’eccesso di
peso. La loro presenza favorisce la riduzione del colesterolo ematico totale, prevenendo l’irrigidimento delle membrane cellulari,
associati all’ipercolesterolemia3: è stato dimostrato che sono in grado di rilassare la muscolatura liscia vasale e prevenire i
fenomeni aggregativi piastrinici4, 5; alcuni studi confermano la proprietà degli acidi grassi ω3 ridurre la pressione ematica6. Studi
recenti indicano che regimi dietetici ricchi di acido α-linolenico determinino una riduzione della mortalità cardio-vascolare, in
particolare della morte improvvisa (effetto antiartmico dell’acido α-linolenico) e delle recidive di infarto miocardico, senza
influenzare colesterolemia e pressione arteriosa, fattori classici di rischio coronarico. L’acido alfa-linolenico, all’interno del corpo,
viene convertito in acido eicosapentaenoico (EPA), altro acido grasso ω3, dotato di potente attività antinfiammatoria7 ed
antiaggregante piastrinica8.
Nella dermatite atopica soprattutto nell’età infantile si è visto che vi è una significativa diminuzione di acido arachidonico ed un
aumento di acido linoleico e che la sintomatologia (prurito, segni di flogosi ed eczema) migliora con la somministrazione di acido γlinolenico. Il loro apporto alimentare favorisce l’equilibrio dei capelli e della pelle: la carenza di EFA è stata associata all’insorgenza
di acne ed eczema9, così come esiste una correlazione fra la loro deficienza ed una maggiore sensibilità alle allergie, secchezza e
fissurazione della cute, fragilità delle unghie, rash cutanei e foruncolosi10. Studi in doppio cieco dimostrano una potente attività di
normalizzazione delle problematiche cutanee, con particolare efficacia nei casi di eczema11.
Altre patologie nelle quali recenti ricerche di base e cliniche hanno dimostrato l’importanza degli acidi grassi insaturi ω3 e ω6 sono le
neoplasie della mammella, del colon, della prostata, artriti, disturbi mentali, disturbi della vista, patologie autoimmuni. In uno
studio durato alcuni mesi, Hart and Cooper (1941) verificarono che l’integrazione alimentare con EFA otteneva buoni risultati nel
trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, con riduzione delle problematiche della orinazione, in particolar modo lo stimolo alla
minzione notturna, aumento della potenza del getto urinario, diminuzione del volume prostatico, aumento della libido e una
riduzione del senso di stanchezza e dolore alle gambe. Alcuni studi evidenziano che gli EFA sono in grado di ridure i fenomeni di
aggregazione piastrinica nei malati di tumore prostatico e di diminuire l’incidenza dei fenomeni metastatici. Gli EFA sono necessari
in alto dosaggio, per permettere un buon funzionamento prostatico, in particolare alla presenza di un’elevata attività sessuale12.
Alcuni individui hanno difficoltà ad assorbire a livello intestinale e a metabolizzare gli acidi grassi essenziali (EFA): in presenza di
diete ad elevato contenuto di carboidrati e grassi saturi, un inadeguato apporto di Vitamina C, magnesio, zinco e Vitamine del
complesso B, gli EFA non vengono convertiti in altri grassi indispensabili come gli EPA; eczema, sindrome premestruale, diabete
sono alcune delle condizioni che possono bloccare questo processo di conversione, riducendo drammaticamente i livelli disponibili di
acido gamma-linolenico (GLA) e di prostaglandine (in particolare le PGE1), rendendo necessario l’assunzione diretta di queste
1
The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:532.
Balch JF, and PA Balch, Prescription for Nutritional Healing, 2nd Edition, New York: Avery, 1997: 52.
Balch JF, and PA Balch, Prescription for Nutritional Healing, 2nd Edition, New York: Avery, 1997:52.
The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:181.
5
Sanders TAB, & F Roshanai, "The influence of different types of omega-3 polyunsaturated fatty acids on blood lipids and platelet function in healthy volunteers," Clin Sci 1983; 64-91.
6
Singer P, Jaeger W, Berger I, et al, "Effects of dietary oleic, linoleic and linolenic acids on blood pressure, serum lipids, lipoproteins and the formation of eicosanoid precursors in patients with essential hypotension," J of Human Hypertension 199:227-33.
7
Sanders TAB, & F Roshanai, "The influence of different types of omega-3 polyunsaturated fatty acids on blood lipids and platelet function in healthy volunteers," Clin Sci 1983: 64-91.
8
Lininger S, Wright J, Austin S, Brown D, Gaby A, The Natural Pharmacy, Rocklin, CA: Prima Health, 1998:160-2.
9
Mindell E, Earl Mindell’s Vitamin Bible, New York: Warner Books, 1991:53-54.
10
The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:181-2.
11
Lininger S, Wright J, Austin S, Brown D, Gaby A, The Natural Pharmacy, Rocklin, CA: Prima Health, 1998: 50.
12
The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995: 737.
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Nessuna affermazione riportata sulla presente pubblicazione è finalizzata alla cura di malattie diagnosticate o ignote. Si consiglia sempre di riferire sintomi e disturbi al proprio medico curante e di informarlo d’eventuali integratori assunti per prevenire potenziali
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sostanze, per evitare sindromi carenziali. Sia i trattamenti chimici, sia le elevate temperature raggiunte nella cottura o frittura,
sono in grado di distruggere gli acidi grassi insaturi, presenti negli oli: l’effetto combinato di calore e ossidazione da parte
dell’ossigeno atmosferico, provoca fenomeni di perossidazione in grado di creare radicali liberi potenzialmente tossici per
l’organismo, consigliando l’uso per la frittura di oli come quello d’oliva, molto più stabili al calore13. Il processo di idrogenazione
(per esempio nella produzione di margarina) distrugge la maggior parte di acidi grassi polinsaturi e provoca la formazione di acidi
grassi trans: è importante ricordare che gli acidi grassi essenziali sono esclusivamente di tipo cis (la definizione cis o trans dipende
dalla posizione dei doppi legami nella catena dell'acido grasso: nei grassi naturali la quasi totalità degli acidi grassi è in forma cis).
Occorre in ogni caso molta prudenza nell'uso degli acidi grassi trans, in quanto questi acidi grassi, che si formano solitamente nei
processi d’idrogenazione degli oli, sono solitamente dannosi alla salute.
Ingredienti attivi, per ogni capsula:
Linum Usitatissimum (Lino – olio spremuto a freddo da semi)
1.000,00 mg
Non contiene aggiunte di zucchero, sale, lievito, farina di grano o mais, derivati del latte, conservanti, colori artificiali, dolcificanti o additivi. L’azione sinergica dei singoli
componenti presenti nel preparato riduce il fabbisogno di ogni singola sostanza, amplificandone l’azione biologica. In alcuni studi riportati, al fine di ottenere risultati clinici,
sono consigliate dosaggi elevati dei singoli principi attivi; il medesimo effetto biologico viene ottenuto grazie alla sinergia dei componenti.
Codice prodotto: NW2716 – Adatto per Vegetariani e Vegan.
Quantità per confezione: 90 capsule.
farmacopea:
Linus Usitatissimum (olio da semi di lino): una fra le migliori fonti vegetali di EFA ω3. Questi acidi grassi sono in grado di
ridurre l’adesività piastrinica e prevenire la tendenza trombotica: secondo un rapporto di 7,2 a 1, l’acido alfa-linolenico, contenuto
nell’olio di semi di lino, viene convertito nel corpo in acido eicosapentaenoico [EPA], sostanza ad azione anticoagulante ed
antinfiammatoria14, svolgendo un’azione preventiva nei confronti dell’infarto cardiaco15. L’EPA è dotato di capacità
antinfiammatorie, grazie alla conversione in prostaglandine della serie 316. La supplementazione con EFA ω3 è in grado di ridurre
l’eccesso di omocisteina e ridurre l’effetto tossico potenziale esercitata da questa sostanza nei processi ossidativi del colesterolo
LDL17: l’uso di PUFA ω3 si è dimostrato utile nel combattere l’ipercolesterolemia ed, in particolare, la presenza di LDL, riducendo il
rischio di infarto attraverso un’azione protettiva a livello arterioso18. I componenti dell’olio di semi di lino hanno dimostrato di
essere in grado di indurre il rilassamento della muscolatura corporea19. Lo studio di Hart e Cooper, già citato, ha dimostrato gli
effetti positivi nei confronti dell’iperplasia prostatica benigna, inducendo una riduzione della massa prostatica e degli effeti negativi
da essa derivati (riduzione della ritenzione delle urine, aumento della forza del getto, ridotta minzione notturna) ed un effetto
preventivo sulla diffusione metastatica nelle forme maligne . Studi hanno dimostrato l’importanza degli EFA dell’olio di semi di lino
nel mantenimento della funzione sessuale maschile. L’olio di semi di lino è in grado di ridurre la stipsi e la costipazione20. L’uso si è
rivelato utile nella gestione del dolore, del gonfiore e dell’infiammazione presenti nei fenomeni artritici21, 22. Studi clinici effettuati
dal Dr. Birmall suggeriscono che l’applicazione topica a livello oculare di olio di semi di lino previene la formaizone della cataratta
ed incrementa significativamente la visione: gli effetti positivi si possono manifestare anche nei casi di asma e l’utilizzo favorisce la
funzionalità delle cellule del sitema nervoso, con azioni antidepressive.
Azioni ed Indicazioni:
Per il trattamento delle forme patologiche dipendenti da una diminuzione degli EFA.
Controindicazioni – Precauzioni - Effetti Collaterali - Interazioni Farmacologiche:
Alti dosaggi di acidi grassi polinsaturi possono avere un effetto anticoagulante.
In caso di assunzione di grassi e di olii contenti EFA è consigliabile incrementare l'apporto della vitamina E e di altri
antiossidanti.
Dosaggio:
Adulti: 1/2 compresse, 3 volte il giorno, lontano dai pasti.
Sinergie:
→ Super EPA – per favorire l’apporto di PUFA-Ω3 ed EFA, ad azione anti-infiammatoria, grazie all’elevato contenuto in EPA e
DHA. Gli acidi grassi ω3 svolgono un ruolo importante nel mantenimento di un appropriato equilibrio nel metabolismo degli
acidi grassi, aiutando il corpo a mantenere o rigenerare un corretto rapporto ω6/ω3.
→ Complete Omega 3 Essentials – miscela di oli di derivazione marina, è composta da una combinazione di acidi grassi
polinsaturi, basati sul rapporto EPA/DHA di almeno 2 a 1: tale rapporto garantisce sia un equilibrata azione antinfiammatoria,
sia un’azione positiva sul tono dell’umore, sia sull’equilibrio ormonale. L’azione antinfiammatoria si manifesta su tutti i tessuti,
agendo tramite il sistema prostaglandinico e il controllo sugli enzimi COX e LOX.
→ Complete Omega 3 Co-factors – i cofattori enzimatici sono fondamentai per permettere un’appropriato assorbimento ed
utilizzazione dei PUFA, rendendo disponibili precursori per favorire l’attivà mitocondriale e rendere disponibili sostanze ad
azione antiossidante.
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The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:182.
Lininger S, Wright J, Austin S, Brown D, Gaby A, The Natural Pharmacy, Rocklin, CA: Prima Health, 1998:160-2.
The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:715.
Sanders TAB, & F Roshanai, "The influence of different types of omega-3 polyunsaturated fatty acids on blood lipids and platelet function in healthy volunteers," Clin Sci 1983: 64-91
Olzewski & McCully, “Fish Oil Decreases Serum Homocysteine in Hyperlipidemic Men,” Coronary Artery Disease 1993 (4): 52-60
"Flaxseed Oil," Balch & Balch, 1997
The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:181
Lininger et al, 1991: 32, 162
Balch JF, and PA Balch, Prescription for Nutritional Healing, 2nd Edition, New York: Avery, 1997: 52.
The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:532.
Nessuna affermazione riportata sulla presente pubblicazione è finalizzata alla cura di malattie diagnosticate o ignote. Si consiglia sempre di riferire sintomi e disturbi al proprio medico curante e di informarlo d’eventuali integratori assunti per prevenire potenziali
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