40 NEW Chiostri del Policlinico Sant`Orsola Malpighi Ok

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40 NEW Chiostri del Policlinico Sant`Orsola Malpighi Ok
Chiostri del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi
Via Albertoni, 15
I due pregevoli chiostri, sui quali oggi si affacciano gli uffici dell'Azienda OspedalieroUniversitaria di Bologna, sono il nucleo storico dell'antico Ospedale dei Mendicanti,
insieme alla trecentesca chiesa di S. Gregorio, che ne chiude il lato settentrionale, e al bel
portico dell’odierna via Albertoni (un tempo via del Ricovero), costruito nel 1667 per
collegare la chiesa alla via Emilia. Agli inizi del XII secolo il luogo era sede di un convento di
monache benedettine che nel 1527 fu utilizzato come lazzaretto durante l'epidemia di
peste di quell'anno e in seguito ampliato, con l'aggiunta dei due chiostri con loggiato
realizzati tra il 1543 e il 1544 su progetto di Andrea da Formigine, e adibito a ricovero per le
ragazze rimaste orfane dopo l'epidemia. Il complesso, poi ceduto all'Opera dei Mendicanti,
rimase attivo sino al 1860, quando si trasformò in casa di riposo e divenne il Ricovero di
Mendicità Vittorio Emanuele II. Dopo il trasferimento del ricovero, divenuto nel frattempo
Istituto di Cura e Riposo Giovanni XXIII, sull'area sono sorti nuovi padiglioni ospedalieri che
dal 1978 sono entrati a far parte del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi.
L'assetto odierno dei due suggestivi chiostri è riconducibile ai ricercati disegni del giardino
formale rinascimentale, con la rigorosa struttura geometrica dei vialetti e delle aiuole,
riportata anche su una mappa seicentesca, sottolineata oggi da eleganti bordure di Danae
racemosa. Nel chiostro meridionale una giara in terracotta campeggia al centro delle aiuole
impreziosite da belle composizioni di fioriture erbacee (iresine, vinche e piante di vetro
Impatiens spp.), curate dall'Officina Giardinieri dell'Azienda, che ogni anno regalano uno
scorcio inaspettato ai frequentatori del Policlinico. Il secondo chiostro è invece dominato
dall'antico pozzo posto in posizione centrale e contornato da rose rampicanti e macchie
arbustive (tuie, pittosporo, giovani melograni e ortensie). Il corredo vegetale dei due spazi
verdi è completato da un paio di libocedri, alcuni esemplari di tasso, un agrifoglio e una
coppia di aceri giapponesi, frutto di interventi del secolo scorso. In un terzo cortile più a
sud, accessibile tramite un grande portone in legno, spicca una magnolia attorniata da
anelli di erbacee perenni; anche la facciata della chiesa di S. Gregorio dei Mendicanti è oggi
affiancata da un gradevole angolo di verde ornamentale.