Bruno Ceccobelli - Cosenza Turismo

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Bruno Ceccobelli - Cosenza Turismo
“Si raggiunge il giusto atteggiamento spirituale dell’artista
quando i preparativi e l’opera, il mestiere e l’arte, il materiale
e lo spirituale, il soggettivo e l’oggettivo trapassano senza
discontinuità l’uno nell’altro”. E. Herrigel sa che il punto di
partenza del linguaggio pittorico germoglia nell’esplosivo
caos imbevuto di panico; l’unico percorso tangibile per il
perfezionamento del gesto, viaggia nell’esattezza della disciplina
fondata sul Sapere simbolico. Undici pezzi segnati da una miriade
di segni raccolti come sassi nel Panaru del quotidiano, totalizzano
lo spazio espositivo. Rimbalzano lettere dell’alfabeto, sagome di
suole, energiche spirali in parte disegnate su scudi per possibili
bizantini santi, cubi e quadrati, impronte di mani aggrappate al
cielo, croci chiare o scure e cerchi neri non distanti da un nudo
piede destinato a tornare indietro. Un così sia, amen, sorvola le
ombre delle eve vicino al taglio di una M disposta nel dividersi
per trasformarsi in un 11 speculare, il numero dei lavori sulla
parete. Un autentico e complesso laboratorio alchimista trasloca
nell’installazione mutando le allegorie nel numero perfetto del
Tao, in via del Cielo e della Terra per una felicità alta.
Ghislain Mayaud
BRUNO
CECCOBELLI
Summa 2014 Felix
presentazione
Ghislain Mayaud
12 Aprile - 10 Maggio 2014
Inaugurazione Sabato 12 Aprile ore 18.00
VERTIGO ARTE via Rivocati, 63 Cosenza
Si ringrazia
Luigi Verrino per la sua disponibilità
Bruno Ceccobelli per averci concesso i simboli del suo
pensiero filosofico e una parte della sua anima pittorica
Bruno Ceccobelli
nasce a Montecastello di Vibio (Todi), il 2 settembre
1952. Attualmente Ceccobelli vive e lavora a Todi.
Nel suo percorso di formazione incontra vari maestri, tra cui Emma Cusani,
esperta in teosofia, Francesco Albanese, conoscitore della cabala e dell’alchimia,
e Donato Margotta, antroposofo di strada. Deve molto all’artista Toti Scialoja,
col quale si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma: il suo celebre corso
di scenografia gli insegna la teoria e la pratica dell’astrattismo. Ama e studia
artisti come Malevich, Kandinskij, Klee, De Chirico, Brancusi, Beuys, Miró, Dalí,
Tàpies, Magritte. Completa la sua eclettica formazione giovanile con lo studio
delle filosofie orientali Zen e Taoismo. Dalla seconda metà degli anni Settanta
fa parte degli artisti che si insediano nell’ex-pastificio Cerere, a Roma, nel
quartiere San Lorenzo, un gruppo di creativi poi noti come “Nuova scuola
romana” o “Scuola di San Lorenzo” o “Officina San Lorenzo”. La sua ricerca è
inizialmente di tipo concettuale, per poi giungere a un’astrazione pittorica che
approda a un vero e proprio simbolismo spirituale. Nel 1971 partecipa alla sua
prima mostra collettiva nell’Europäisches Forum di Alpbach, invitato da Palma
Bucarelli, in Austria e nel 1973 partecipa a due collettive presso La Stanza, uno
spazio indipendente autogestito da artisti. Nel 1977 Bruno Ceccobelli inaugura la
sua prima personale a Roma nella galleria Spazio Alternativo, (con opere dal 1971
al 1975), l’invito lo scrive Cesare Vivaldi. Nel 1979 espone al Festival della Cultura
Italiana, di Belgrado e a mostre collettive in Francia, Germania e Croazia. L’anno
seguente partecipa alla Biennale de Jeunes di Parigi e, successivamente, espone
alla Galleria Ugo Ferranti di Roma (1981), da Yvon Lambert a Parigi (1981) e da
Salvatore Ala a New York (1983). Nel 1984 il critico Achille Bonito Oliva cura la
mostra “Ateliers”, in cui gli artisti dell’ex-pastificio Cerere aprono i loro studi
al pubblico. Nello stesso anno e, due anni dopo, nel 1986 Ceccobelli è invitato
alla Biennale di Venezia, rispettivamente nella sezione “Aperto ‘84” e “Arte e
alchimia” ’86. Nel 1985 è a New York da Gian Enzo Sperone Westwater; il 1988 lo
vede impegnato in una triplice esposizione a New York presso la Jack Shainman
Gallery, a Roma presso il Centro di Cultura Ausoni e a Madrid, presso la galleria
Mar Estrada; nello stesso anno presenta 777 opere di piccole dimensioni presso
il Caffè Florian di Venezia. L’anno successivo è invitato a Parigi (Yvon Lambert),
Londra (galleria Mayor Rowan) e Barcellona (da Thomas Carstens). Nei primi anni
Novanta tiene numerose esposizioni personali in Germania e Austria, nonché,
nel 1993, al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal e alla Galleria d’arte
Moderna di Rimini. Nel 1994 è invitato a tenere un corso di formazione artistica
in Senegal a Dakar, presso l’Ecole Nationale des Beux-Artes. Nel
1996 partecipa alla Quadriennale di Roma e nel 1999 Arturo
Schwarz presenta la mostra “Trascorsi d’asfalto”, presso
la Galleria Guastalla Arte moderna e contemporanea
di Livorno. Nello stesso anno espone a Bilbao da
Luis Borgus e, in occasione del Giubileo,
realizza i portali in ferro corten e
bronzo del Duomo di Terni. Ceccobelli
celebra i suoi venti anni di attività in Olanda,
nel 2002, con una mostra nella Galleria
B.M.B. L’anno seguente pubblica il volume
“Color Bellezza”, che raccoglie i suoi scritti
profetici ed estetici su una società ancora a
venire. Tiene l’importante mostra personale “Classico Eclettico”,
presso il Museo Archeologico di Villa Adriana a Tivoli. Nel 2004
realizza a Gibellina il mosaico “L’eternità è la vera medicina” e
l’anno successivo, alla galleria Guastalla di Livorno, presenta la
mostra “Grandi opere 1989-2005”. Nello stesso anno pubblica il
volume “Tempo senza tempo della pittura”, raccolta di biografie
parallele sull’arte di ieri e quella di oggi. Nel 2005 è nominato
Direttore dell’Accademia di Belle Arte “Pietro Vannucci” di Perugia, incarico che
ricopre per un anno. Nel 2006 espone sculture in marmo a Verona e Pietrasanta
alla galleria “Spirale Arte”, e partecipa alla importante mostra collettiva “San
Lorenzo” presso Villa Medici a Roma. Tra le esposizioni più recenti vanno segnalate
le installazioni romane: “Longa marcia post-temporale”, nel 2007 da Volume!;
“Invasi”, svoltasi nel 2008 presso la Fondazione Pastificio Cerere; “Attici unici”, alla
galleria Attico di Fabio Sargentini, e la suggestiva “Natalis in Urbe”, all’interno della
chiesa Santa Maria sopra Minerva, entrambe del 2009. L’evento più importante
del 2009, però, è la retrospettiva dedicata all’Officina San Lorenzo dal Mart di
Rovereto, in cui si è finalmente storicizzata l’esperienza di uno dei sodalizi artistici
più fecondi del Novecento Italiano. Nel 2010 partecipa alla retrospettiva alla
Galleria Limen 895 “San Lorenzo, la soglia dell’arte”, allestita a Roma da A. Bonito
Oliva, e alla XVI Biennale di arte sacra contemporanea, organizzata a Isola del
Gran Sasso dalla Fondazione Staurós. L’evento di maggiore rilevanza, tuttavia, è la
mostra “In carta sogni. Opere su carta 1980-2010”, allestita a cura di R. Rodriguez
presso il Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, che per la prima volta raccoglie
e storicizza le principali opere grafiche di Ceccobelli. Da ricordare, inoltre, è la
grande retrospettiva “Early Works”, organizzata dalla galleria Anfiteatro Arte di
Padova, che ripercorre lo straordinario decennio compreso tra il 1982 e il 1992.
Tra le numerose esposizioni del 2011, si segnala la personale “Schöne Träume”
a Rovereto, in cui l’artista cerca di catturare la bellezza dei sogni impressi su
federe di cuscino. Da ricordare sono anche “Grandi opere... grandi”, presso la
Fondazione Marconi di Milano e la partecipazione al Padiglione Italia, Regione Lazio,
alla Biennale di Venezia. Il 2012 si apre con la personale “Eroi d’Eros”, a Catania, a
cura di D. Crippa, che raccoglie 101 disegni erotici, poi esportate al Museo d’Arte
Moderna di Buenos Aires nel 2013. Da segnalare è anche “Antologica in piccoli
formati 1984/2012” presso il Palazzo Buonaccorsi di Macerata. Tra le mostre
collettive si segnala quella presso la Galerie Placido XII Seicle di Parigi, che vede
protagonista Ceccobelli accanto ai suoi colleghi Dessì, Nunzio, Gallo, Pizzi Cannella.
Nel 2013 una personale rilevante è “209 – Icona from NYC”, a Novara, nella Galleria
Nunzio Sorrenti; piccole opere degli anni ’80. “Anni 70 - Arte a Roma”, curata da
Daniela Lancioni e presentata al Palazzo delle esposizioni di Roma è la mostra
collettiva che chiude il 2013.

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