Audiovisual Translation: Taking Stock.

Commenti

Transcript

Audiovisual Translation: Taking Stock.
Iperstoria – Testi Letterature Linguaggi www.iperstoria.it
Rivista semestrale ISSN 2281-4582
Audiovisual Translation: Taking Stock.
A cura di Jorge Díaz Cintas e Josélia Neves.
Newcastle upon Tyne, Cambridge Scholars Publishing, 2015, pp. 310
Recensione di Sara Corrizzato1
“As it stands today, AVT [Audiovisual Translation] is seen by many scholars as one of the most thriving
branches of Translation Studies; a vitality that is often attributed to its close connection to technology and
2
constant development” . Sono queste le prime parole con cui i curatori, Jorge Díaz Cintas e Josélia Neves,
aprono il recente volume dedicato alla traduzione audiovisiva pubblicato da Cambridge Scholars Publishing.
Reso disponibile al mondo accademico lo scorso aprile, Audiovisual Translation: Taking Stock è l’ultimo di
un cospicuo numero di testi dedicati al linguaggio audiovisivo e della sua resa nella target culture che
vedono come unico curatore Díaz Cintas (2008; 2009) o la sua collaborazione con altre figure di rilievo
internazionale nel campo della AVT, quali Remael (2007), Anderman (2009) e Matamala e Neves (2010).
Ed è proprio grazie alla duratura collaborazione tra Díaz Cintas e Neves che questo ultimo volume offre una
3
panoramica delle più recenti ricerche nel campo della traduzione audiovisiva , raccogliendo numerosi saggi
che analizzano da punti di vista diversi la trasposizione della sceneggiatura dalla versione originale alla
lingua d’arrivo.
Come esplicitato dagli stessi curatori, il volume non è stato volontariamente suddiviso in sezioni
considerando che “there are no clear cut sections and some theoretical threads run throughout the whole
volume” (3), manifestando quindi la preferenza a guidare i lettori attraverso “a journey that will take them
from cultural and linguistic approaches and from traditional domains of translation studies to lesser known
areas of research that are attracting substantial interest” (ibid.). Perfettamente in linea con le riflessioni
condivise dai curatori nel primo capitolo, i quindici saggi contenuti nel volume contribuiscono quindi a
1
Sara Corrizzato ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università degli Studi di Verona. Le sue
principali aree di ricerca includono l’insegnamento della lingua inglese come LF e EIL, la pragmatica, il
linguaggio audiovisivo e il doppiaggio in italiano. Attualmente assegnista di ricerca, insegna Inglese
Scientifico all’Università di Brescia. Tra le sue pubblicazioni, la monografia Spike Lee’s Bamboozled: A
Contrastive Analysis of Compliments and Insults from English to Italian (2015). Dal 2010 è membro della
redazione della rivista online Iperstoria.
2
La traduzione audiovisiva e i numerosi aspetti ad essa collegati saranno oggetto del convegno
internazionale che si terrà all’Università della Sapienza e all’Università di Roma Tre dal 10 al 13 febbraio
2016. Frederic Chaume, Jorge Díaz Cintas, Marie-Noëlle Guillot, Maria Pavesi e Luis Pérez-González
terranno le sessioni plenarie: https://audiovisualrome2016.wordpress.com/ (visitato il 19/10/2015).
3
Per una breve ma esauriente introduzione alla ATV si veda l’intervista in lingua inglese a Díaz Cintas
condotta nel 2010: http://www.portal7.ch/interviews/interviews/Jorge.html (visitato il 19/10/2015). Per una più
completa descrizione delle pratiche relative al doppiaggio e al sottotitolaggio si vedano i video contenenti
l’intervista in lingua spagnola allo stesso autore: https://www.youtube.com/watch?v=aUXeFtLuxPk;
https://www.youtube.com/watch?v=ZNMJwUECcOM (visitato il 19/10/2015).
Recensioni/Reviews
Issue 6 – Fall 2015
343
Iperstoria – Testi Letterature Linguaggi www.iperstoria.it
Rivista semestrale ISSN 2281-4582
“investigate a myriad of (potential) topics within the parameters of AVT” (2). Mirano infatti a prendere in
esame le pratiche più largamente utilizzate del doppiaggio e del sottotitolaggio nel processo di traduzione di
lungometraggi, serie tv e film di animazione, e si occupano inoltre di investigare aree finora esplorate in
minor misura, quali ad esempio il valore del fansubbing, l’efficacia dei sottotitoli nelle pratiche didattiche per
l’insegnamento della lingua straniera, l’utilità del sottotitolaggio sia per la comprensione del prodotto
audiovisivo sia per l’acquisizione linguistica nei casi di studenti affetti da sordità parziale o completa, la
validità della sopratitolazione nell’ambiente dell’opera lirica nel caso di fruitori non udenti e l’importanza dell’
audiodescrizione nei musei strumento di inclusione culturale per le persone con disabilità sensoriale.
Il primo contributo del volume, scritto da Camus-Camus, introduce il tema della censura nella penisola
iberica durante il periodo franchista, esaminando le problematiche da essa derivate nella trasposizione
cinematografica del 1946, diretta da King Vidor, del romanzo di Nivel Busch Duello al sole (1944). Già
censurato antecedentemente alla sua originale distribuzione negli Stati Uniti, la pellicola ha poi dovuto subire
numerose altre mutilazioni prima di essere disponibile al pubblico spagnolo secondo modalità tali da
garantire una maggiore aderenza agli standard culturali e morali promossi dalla dittatura franchista.
Prendendo in esame anche la più recente versione del film, riproposto alla medesima platea nel 2007,
l’autrice descrive come il colossal western mantenga quasi completamente inalterate le variazioni apportate
decenni prima, confermando quanto la feroce censura di stampo franchista influenzi ancora pesantemente il
panorama spagnolo odierno.
Il riferimento ai prodotti audiovisivi di origine americana disponibili al pubblico spagnolo nella target language
è preso in esame da un’altra autrice: l’analisi della Trilogia Apu (Il lamento sul sentiero 1955; L'invito 1956; Il
mondo di Apu 1959) presentata da Gupta mira a confermare l’ipotesi proposta dalla autrice secondo cui il
sottotitolaggio dei tre film, sia in lingua spagnola sia in lingua inglese, sarebbe profondamente influenzato dai
codici non-verbali intrisi di riferimenti culturali non esplicitamente trasmessi attraverso i dialoghi.
Sempre all’interno delle frontiere della penisola iberica si colloca lo studio condotto da de Pablos-Ortega,
che indaga se e come i sottotitoli in lingua inglese della pellicola diretta da Pedro Almodóvar Il fiore del mio
segreto (1995) influenzino i fruitori nella percezione dei personaggi. Dopo avere visto tre volte la clip scelta
per l’analisi, gli studenti universitari (di origine spagnola, inglese e nord americana) sono stati invitati a
compilare un questionario: come illustrato dall’autore, le loro risposte non solo hanno confermato il ruolo
determinante dei sottotitoli nella creazione della loro opinione nei confronti dei personaggi, ma hanno anche
dimostrato quanto la relazione semiotica dei linguaggi verbali, visivi e sonori inclusi nella clip abbia
influenzato i partecipanti allo studio nella valutazione dei personaggi.
L’interdipendenza tra codice verbale e non-verbale è preso in considerazione nel contributo di Di Pietro che
analizza i primi cinque episodi della serie tv E alla fine arriva mamma! (2005-2014). Scegliendo una
prospettiva multimodale, l’obiettivo dello studio è di indagare come i codici non-verbali, quali gli aspetti
paralinguistici, le espressioni facciali e i movimenti del corpo, siano stati rilevanti nelle scelte linguistiche
operate dai traduttori italiani durante il processo di sottotitolaggio di scene intrise di humour.
Contributo rilevante dal punto di vista dell’analisi delle scelte traduttive legate all’humour è anche quello di
González Vera, che fornisce una lettura precisa delle probabili difficoltà incontrate nella traduzione dei due
film di animazione La sirenetta (1989) e Shark Tale (2005). Lavorando sul doppiaggio spagnolo, l’autrice
fornisce numerosi esempi tratti dai due film dimostrando che qualora la traduzione letterale di giochi di
parole o battute comiche non sia efficace, i traduttori la compensano introducendo elementi comici distanti
dalla versione originale ma linguisticamente e culturalmente più vicini ai fruitori della versione tradotta.
Terza autrice che fa del doppiaggio italiano delle scene di humor il nucleo del suo contributo è Minutella, la
quale si interroga sulla validità delle scelte traduttive operate nella saga di Shrek (Shrek 2001; Shrek 2 2004;
Shrek terzo 2007; Shrek e vissero felici e contenti 2010). Anche in questo caso, l’analisi comparativa delle
due versioni evidenzia che la sostituzione di riferimenti linguistici e culturali della sceneggiatura originale con
allusioni al panorama lingua-culturale italiano è la strategia preferita dagli esperti dei settore.
La convivenza (talvolta forzata) del contesto socio-culturale della lingua di partenza e di quella di arrivo
ritorna a essere punto focale del contributo di Bonsignori e Bruti, che offrono un’analisi socio-pragmatica
esaminando le scelte traduttive di saluti e di forme di congedo in un corpus di lungometraggi prodotti dal
1998 al 2010.
Recensioni/Reviews
Issue 6 – Fall 2015
344
Iperstoria – Testi Letterature Linguaggi www.iperstoria.it
Rivista semestrale ISSN 2281-4582
Concentrandosi sull’arricchimento che i tratti socio-culturali di una specifica comunità linguistica possono
apportare al prodotto audiovisivo, Ellender propone una lettura comparativa dello script di Giù al Nord
(2008), e della versione in lingua inglese preparata per il doppiaggio. Intrisa di espressioni linguistiche
proprie del dialetto tipico dei pressi della città di Lilla e di riferimenti microculturali, la sceneggiatura originale
rende complessa la trasposizione fedele del testo francese.
Allontanandosi dalla traduzione delle peculiarità dialettali della Francia settentrionale ma concentrandosi su
un preciso idioletto, Ranzato prende in esame il gergo utilizzato dagli adolescenti della serie televisiva Skins
(2007-), dimostrando come i tratti linguistici originali siano stati esageratamente parafrasati nel doppiaggio
italiano per compensare l’inappropriatezza della traduzione letterale.
Il contributo del decimo capitolo, scritto da Mälzer-Semlinger, riporta l’attenzione sui processi complessi che
interagisco per la creazione di un prodotto audiovisivo il cui archetipo è un testo scritto: l’analisi proposta
infatti si riferisce alla traduzione del romanzo francese La classe. Entres les murs (2008) in lingua tedesca e
alle scelte traduttive operate, sia per sottotitoli sia per doppiaggio, per la distribuzione del film in Germania.
Unico contributo che si riferisce al dinamico mondo del fansubbing è quello di Casarini, che propone
un’analisi comparativa della traduzione amatoriale italiana non autorizzata dei dialoghi della prima stagione
della serie TV Glee (2009) e del doppiaggio ufficiale, rappresentando le due soluzioni come prodotti spesso
discordanti dal punto di vista della fedeltà al testo di partenza.
Gli ultimi quattro contribuiti si distaccano dai precedenti per i prodotti audiovisivi presi in esame,
confermando nuovamente che gli Audiovisual Translation Studies non mirano solamente a investigare la
traduzione filmica ma si fondono con numerose altre discipline. Nel loro saggio, Caimi e Mariotti condividono
l’esperienza maturata nel campo dell’insegnamento, dimostrando come l’utilizzo di sottotitoli in lingua
originale per videoclip inglesi possa contribuire positivamente all’acquisizione della lingua straniera da parte
degli studenti, in questo caso italiani. Il loro studio ha infatti dimostrato che la presenza del sottotitolo non ha
solamente velocizzato la capacità di lettura ma ha reso gli studenti più fluenti nella comunicazione
orale/scritta.
Cambra, Silvestre e Leal si soffermano sul valore del sottotitolaggio del cartone animato giapponese ShinChan (1992-) per la comprensione del prodotto audiovisivo nel caso di bambini (da 6 a 10 anni) affetti da
sordità, descrivendo due studi condotti presso l’Università Autonoma di Barcellona. I risultati di tale indagine
hanno dimostrato che, sebbene le difficoltà legate all’acquisizione linguistica intrinseche all’età del pubblico, i
sottotitoli possono essere un ausilio di rilevanza per l’avvicinamento dei non udenti al prodotto audiovisivo.
Se fino a questo momento gli autori del volume hanno dato spazio all’efficacia del doppiaggio, al valore di
sottotitoli in traduzione e in lingua originale, ‘sopratitoli’ è il leitmotiv del penultimo contributo. EardleyWeaver si interroga infatti sulla validità di tale strumento in presenza di spettatori non udenti durante la
rappresentazione di opera liriche, affermando che la sopratitolazione odierna include ancora numerosi limiti
che spesso ostacolano la comprensione del prodotto.
Infine, Jiménez Hurtado e Soler Gallego rovesciano la prospettiva di analisi, proponendo un saggio
riguardante l’utilità delle audiodescrizioni di opere pittoriche disponibili al Museo d’Arte Moderna di New
York, comparando il materiale preparato appositamente per i visitatori non-vedenti e quello disponibile a tutti.
Nonostante le diverse prospettive di analisi e i differenti aspetti presi in considerazione, i capitoli di
Audiovisual Translation: Taking Stock sono legati non soltanto dal comune nucleo tematico dei contenuti, ma
anche da una bibliografia spesso condivisa e aggiornata secondo le ricerche più recenti. Le riflessioni sui
diversi aspetti della traduzione audiovisiva, che sono spesso favorite dai numerosissimi esempi inseriti e
contestualizzati in ogni saggio, stimolano il lettore ad allargare la prospettiva di analisi perché, come i
curatori anticipano nell’introduzione “the papers published in this volume speak of a rich and complex
academic subject in the making and reflect the many crossroads and junctions it presently faces” (3).
Opere citate
Díaz Cintas, Jorge, a cura di. New Trends in Audiovisual Translation. Bristol: Multilingual Matters, 2009.
Díaz Cintas, Jorge, a cura di. The Didactics of Audiovisual Translation. Amsterdam: John Benjamins, 2008.
Díaz Cintas, Jorge e Gunilla Anderman, a cura di. Audiovisual Translation. Language Transfer on Screen,
Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2009.
Recensioni/Reviews
Issue 6 – Fall 2015
345
Iperstoria – Testi Letterature Linguaggi www.iperstoria.it
Rivista semestrale ISSN 2281-4582
Díaz Cintas, Jorge, Anna Matamala e Joselia Neves, a cura di. New Insights into Audiovisual Translation
and Media Accessibility, Amsterdam / New York, Rosopi, 2010.
Díaz Cintas, Jorge e Aline Remael, a cura di. Audiovisual Translation: Subtitling, Manchester, St. Jerome,
2007.
Béguadeau, François. La classe. Entres les murs. Einaudi: Milano, 2008.
Filmografia
Duello al sole (Duel in the Sun). King Vidor. 1949.
E alla fine arriva mamma! (How I Met Your Mother). CBS. 2005-2014.
Giù al Nord (Bienvenue chez les Ch’tis). Dany Boon. 2008.
Glee. Fox. 2009-2015.
Il fiore del mio segreto (Le flor de mi secreto). Pedro Almodóvar. 2005.
Il lamento sul sentiero (Pather Panchali). Satyajit Ray. 1955.
Il mondo di Apu (Apur Sansar). Satyajit Ray. 1959
La classe. Entres les murs. (Entres les murs). Laurent Cantet. 2008.
La sirenetta (The Little Mermaid). John Musker e Ron Clements. 1989.
L'invito (Aparajito). Satyajit Ray. 1956.
Shark Tale. Eric Bergeron, Vicky Jenson e Rob Letterman. 2004.
Shin-Chan. (クレヨンしんちゃん Kureyon Shin Chan). TV Asahi. 1992-.
Shrek 2. Andrew Adamson, Kelly Asbury and Conrad Vernon. 2004.
Shrek e vissero felici e contenti (Shrek Forever and After). Mike Mitchell. 2010.
Shrek terzo (Shrek The Third). Chris Miller and Raman Hui. 2007
Shrek. Andrew Adamson e Vicky Jenson. 2001.
Skins. Company Pictures. 2007-.
Recensioni/Reviews
Issue 6 – Fall 2015
346