Studio sul settore del commercio

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Studio sul settore del commercio
Pocketbook International SA
Business model assessment
Profit and Loss structure analysis
Brand evaluation
Il settore del commercio al dettaglio nel
Cantone Ticino
Creazione di valore e impatto sul sistema socio-economico
Lugano, 11 March 2013
First draft, to be completed with additional information provided by Pocketbook SA – CONFIDENTIAL
Notes and missing data have been identified in the text with the use of asterisks and ****red type****
12 Febbraio 2015
1 Indice
Prefazione ................................................................................................................................ 3 Introduzione ............................................................................................................................. 4 Sintesi del documento ........................................................................................................... 5 1. Caratteristiche del comparto del commercio al dettaglio nel Cantone Ticino .......... 7 2. Contributo al gettito fiscale ............................................................................................. 10 3. Tassi d’impiego ed emissione salariale ........................................................................ 12 4. Impatto sulla domanda di beni e servizi prodotti nell’economia locale ................... 15 5. Sostegno a iniziative sociali e culturali ......................................................................... 18 6. Contributo alla salvaguardia del territorio e delle risorse naturali ........................... 20 7. Contributo allo sviluppo del settore turistico .............................................................. 23 Nota metodologica ................................................................................................................ 26 Bibliografia ............................................................................................................................. 29 2 Prefazione
Già i mercantilisti, nel XVII e XVIII secolo, peroravano la causa del creare valore aggiunto
e quindi occupazione attraverso una bilancia commerciale eccedente. Sarà poi Keynes e i
suoi allievi, negli anni 30, a mostrare come ogni franco speso all’interno dei confini
nazionali generasse, a cascata, un aumento dei redditi multiplo e un aumento
dell’occupazione.
È per questo che in un momento di crisi economica il richiamo ai consumatori ticinesi ad
acquistare in Ticino è particolarmente importante e giustificato. Giustamente i partiti
politici, e non solo, invitano i datori di lavoro e i commercianti ad assumere mano d’opera
residente. Occorre però anche offrire una contropartita, e cioè spendere il proprio reddito
localmente. Per diverse ragioni: occupazionali, economiche e anche ecologiche, poiché il
turismo degli acquisti intasa le strade e porta ad uno spreco di tempo.
Il settore del commercio al dettaglio, come illustra bene questo studio, mostra non solo gli
aspetti finanziari positivi che il settore genera, bensì anche quelli fiscali, occupazionali e di
indotto al territorio.
Esso garantisce direttamente circa 12.000 posti di lavoro ETP e più di 500 posti di
tirocinio. E notiamo che il 40% degli apprendisti che terminano la formazione vengono
assunti dagli stessi datori di lavoro del settore. Il settore del commercio al dettaglio nel
Cantone Ticino è troppo importante per tutta l’economia cantonale, esso merita tutta la
nostra fiducia e supporto, ben al di là di ogni calcolo mercantile.
Chi rientra in Svizzera regolarmente con la spesa settimanale nel baule della propria
vettura deve sapere contribuisce a tagliare il ramo sul quale sta comodamente seduto.
Non è possibile avere “il panino e il soldino” allo stesso tempo.
Prof. Mauro Baranzini
Professore Emerito di Economia
Università della Svizzera Italiana
3 Introduzione
Il presente studio ha l’obiettivo di valutare il contributo del settore del commercio al
dettaglio allo sviluppo economico e sociale del Cantone Ticino.
In particolare, dopo aver presentato le caratteristiche sintetiche del settore e la sua
rilevanza per l’economia locale, si procederà ad una valutazione dell’impatto economico
analizzando le seguenti dimensioni:
•
•
•
•
•
•
gettito fiscale;
tassi d’impiego e massa salariale;
impatto sulla domanda di beni e servizi;
sostegno ad iniziative sociali e culturali;
impatto ambientale e protezione delle risorse naturali;
contributo allo sviluppo del sistema turistico locale.
Il presente studio è stato realizzato sulla base di dati pubblici e di dati raccolti da banche
dati ad accesso riservato, determinate informazioni sono state raccolte direttamente
presso i principali operatori della distribuzione (associati DisTi). Ulteriori informazioni sulla
metodologia della ricerca sono contenute in una specifica sezione al termine del
documento.
Lo studio è stato redatto dal Prof. Carmine Garzia presso l’Advanced Management Centre
dell’Università della Svizzera Italiana su mandato dell’Associazione Distributori Ticinesi
(DisTi). L’elaborazione dei dati e la realizzazione del database sono stati curati da
Federica Oldani (Ms.Eco USI).
Le elaborazioni sono state effettuate sulla base dei dati disponibili al 20 Dicembre 2014.
4 Sintesi del documento
Il settore del commercio al dettaglio in Ticino produce una cifra d’affari di circa 4 miliardi di
CHF e contribuisce alla creazione di valore per l’economia locale generando gettito
fiscale, posti di lavoro e domanda per i fornitori basati nel Cantone. L’attività delle aziende
del commercio al dettaglio contribuisce in modo decisivo alla conservazione e tutela della
produzione agroalimentare locale e ha un ruolo importante nel rafforzare l’attrattività
turistica del Cantone.
Con 3.701 aziende, il commercio al dettaglio impiega circa 12.000 addetti ETP e genera
un gettito fiscale di oltre 38 milioni di CHF, considerando solo la tassazione delle imprese,
a cui occorre aggiungere un gettito IVA di 263 milioni di CHF e una tassazione dei
lavoratori che genera entrate per oltre 46 milioni di CHF.
Il settore del commercio al dettaglio genera anche un notevole indotto in altri settori come
quello delle costruzioni e manutenzioni edili e della pubblicità, dove le spese e gli
investimenti alimentano lo sviluppo di numerose aziende del territorio. Gli investimenti in
beni durevoli sono principalmente indirizzati alla costruzione di nuovi punti vendita e al
rinnovo e manutenzione di quelli esistenti; nel 2013 tali investimenti ammontavano,
secondo le nostre stime, a circa 137 milioni di CHF. Gli investimenti in spese pubblicitarie
che includono tutte le voci di spesa mirate alla promozione del punto vendita, dalle grandi
affissioni ai flyer, sono, secondo le nostre stime, interamente destinate ad aziende
operanti nel Cantone e nel 2013 ammontavano a circa 44 milioni di CHF.
Il settore del commercio al dettaglio svolge un ruolo fondamentale nel sostegno ai
produttori locali, in particolare quelli operanti nel settore agroalimentare. La grande
distribuzione effettua acquisti diretti presso i produttori locali del comparto food & wine per
un valore compreso tra i 40 e i 50 milioni di CHF all’anno. Le strategie di
approvvigionamento che privilegiano produttori locali non solo generano ricchezza e posti
di lavoro, ma contribuiscono anche a preservare il patrimonio agroalimentare con le
proprie specificità.
Il contributo alla difesa del territorio trova conferma anche nelle strategie energetiche delle
aziende del commercio al dettaglio che, dal 2010 al 2013, hanno incrementato
notevolmente i consumi di gas (fonte a basso impatto ambientale) che sono passati dal
19% al 26% del totale dei consumi energetici. Il settore del commercio ha anche
contribuito in modo rilevante allo sviluppo della produzione di energia con sistemi ad
impatto zero; infatti, circa il 27% della capacità produttiva da sistemi fotovoltaici installata
nel Cantone Ticino si trova presso aziende del settore del commercio al dettaglio.
Le aziende del commercio sostengono iniziative culturali con un budget annuale di circa 2
milioni di CHF e iniziative nel campo sociale con un budget annuale che oscilla tra i 2,5 e i
3 milioni di CHF. Le maggiori iniziative culturali che beneficiano del sostegno economico
degli operatori della distribuzione sono il Rabadan, il Locarno Film Festival e il Moon and
Stars. Si tratta di eventi che hanno una tradizione consolidata e che contribuiscono a
rafforzare l’immagine del Cantone al di fuori dei propri confini, attirando complessivamente
circa 250.000 partecipanti all’anno.
5 Le principali iniziative sociali che beneficiano del sostegno economico sono il Padrinato
per le regioni di montagna, il Percento Culturale e il Tavolino Magico. Il contributo alle
iniziative sociali non si limita solo a quello economico, bensì si realizza anche attraverso
donazioni di generi alimentari e attività di volontariato, come nel caso del Tavolino Magico,
associazione benefica che raccoglie e distribuisce generi di prima necessità alle persone
indigenti. Questa associazione, nel 2013, ha raccolto e distribuito circa 2.450 tonnellate di
generi alimentari ricevuti in donazione dagli operatori della grande distribuzione attivi nel
Cantone Ticino.
La qualità e la presenza capillare delle aziende del commercio contribuiscono a rinforzare
l’attrattività del Cantone verso i turisti svizzeri e stranieri. Il commercio al dettaglio è
importante in quanto l’offerta commerciale, specialmente di prodotti del settore alimentare
e del lusso, è diventata uno dei principali fattori di attrazione dei turisti, soprattutto di quelli
provenienti dai paesi emergenti. Il Ticino eccelle nell’offerta commerciale di diverse
categorie di prodotti quali vino e distillati, abbigliamento di lusso, orologi e gioielli di alta
gamma. Abbiamo stimato che un turista straniero spende in media, durante il suo
soggiorno in Ticino, circa 433 CHF in shopping, tra negozi tradizionali e centri
commerciali, un turista svizzero spende circa 327 CHF; complessivamente i turisti
generano un volume di acquisti di oltre 400 milioni di CHF che vengono interamente spesi
nei confini cantonali.
Sintesi delle principali voci relative all’attività del commercio al dettaglio in Ticino
Commercio al dettaglio in Ticino
Anno di riferimento
Giro d’affari
2013
CHF 4.430.507.529
Massa salariale emessa
2013
CHF 659.903.608
Investimenti strutture fisiche
2013
CHF 136.843.083
Investimenti pubblicitari
2013
CHF 44.354.133
Gettito fiscale aziende
2013
CHF 38.484.607
Gettito IVA
2013
CHF 263.307.381
Gettito tassazione persone fisiche
2012
CHF 46.635.245
Addetti ETP
2012
11.683
Aziende
2012
3.071
Imprese
2012
2.340
Numero apprendisti
2013
505
6 1. Caratteristiche del comparto del commercio al dettaglio nel Cantone Ticino
Il commercio, comprensivo di commercio all’ingrosso, al dettaglio e di autoveicoli e
motocicli, rappresenta l’86,5% dell’intero settore terziario con una cifra d’affari che nel
2012 ha raggiunto, a livello nazionale, un valore complessivo di oltre 1.500 miliardi di
CHF.
Sebbene gran parte di tale cifra d’affari sia da imputare al commercio all’ingrosso, che ne
rappresenta circa il 90%, anche il commercio al dettaglio raggiunge dimensioni di rilievo
per l’economia nazionale, rappresentando tra il 7% e l’8% del volume d’affari del
commercio nel suo complesso.
Grafico 1. Ripartizione della cifra d’affari del commercio in Svizzera per categoria,
2012
Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli 4% Commercio al deAaglio 7% Commercio all'ingrosso 89% Fonte: Ufficio federale di statistica, Statistica della produzione e del valore aggiunto, proprie elaborazioni.
Il settore del commercio ha un impatto rilevante non solo sull’economia ma anche più in
generale sulla creazione di valore all’interno dell’area in cui opera. Infatti, il commercio
arricchisce in molti modi il territorio contribuendo non solo alla creazione di posti di lavoro,
ma anche investendo in settori collegati come l’edilizia e la pubblicità, incoraggiando e
sostenendo i produttori locali di specialità tipiche di alta qualità e finanziando progetti a
consolidamento del contesto sociale e a favore dell’intera comunità.
Inoltre, il commercio al dettaglio, grazie al rapporto diretto con i consumatori finali,
contribuisce alla sensibilizzazione del pubblico su tematiche di rilievo economico e sociale.
I principali operatori del commercio al dettaglio sono impegnati in numerose campagne
per trasmettere il concetto di consumo sostenibile e per attirare l’attenzione sul rispetto
7 dell’ambiente, la valorizzazione dei prodotti locali, l’importanza della qualità delle materie
prime e il rispetto di codici di condotta da parte dei fornitori.
Il commercio al dettaglio è pertanto un tramite essenziale per l’educazione del
consumatore a scelte consapevoli e anche per garantire un futuro a piccole realtà
produttive locali che contribuiscono con la loro attività alla conservazione di un patrimonio
di conoscenze e tradizioni che andrebbe altrimenti perduto.
Tabella 1. Cifre d’affari del comparto del commercio in Svizzera, 2012
Commercio
CHF/000
Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli
58.847.808
Commercio all'ingrosso
1.345.238.780
Commercio al dettaglio
104.065.333
Totale Commercio
1.508.151.921
Fonte: Ufficio federale di statistica, Statistica della produzione e del valore aggiunto.
Per effettuare le stime relative al settore del commercio al dettaglio abbiamo creato
quattro cluster di imprese in considerazione del modello di business adottato e delle
dimensioni:
1. DisTi. Punti vendita delle grandi catene distributive nazionali associati alla DisTI:
Coop, Migros, Manor, Media Markt, Athleticum, e Pfister.
2. Centri commerciali. Negozi, diversi da quelli inclusi nel precedente cluster,
operanti nei principali centri commerciali del Cantone: Centro Tenero, Centro
Commerciale Lugano Sud, Fox Town, Migros Centro Agno, Migros Centro S.
Antonino, Jumbo Markt AG, Parco Commerciale Grancia e Serfontana.
3. Altri negozi della grande distribuzione. Negozi di catene nazionali ed
internazionali localizzati prevalentemente fuori dai centri commerciali: Aldi, C&A,
Charles Vogele, Conforama, Denner, Dosenbach & Ochsner, Fust, Globus, H&M,
Interdiscount, Lipo e Otto’s.
4. Piccola/Media distribuzione. Negozi del commercio al dettaglio tradizionale
localizzati fuori dai centri commerciali.
La stima del giro di affari per categoria di distributore (Tabella 2) evidenzia che i negozi
della grande distribuzione associati alla DisTi rappresentano i principali operatori del
commercio al dettaglio in Ticino con un’incidenza sulla cifra d’affari dell’intero comparto
superiore al 36%, laddove il commercio al dettaglio tradizionale incide per il 32%, i negozi
localizzati nei centri commerciali e gli altri operatori della grande distribuzione
congiuntamente per circa il 31%.
8 Tabella 2. Stima della cifra di affari del commercio al dettaglio in Ticino, 2013
Categorie di distributori
Negozi DisTi
Cifra d'affari in CHF
1
Centri Commerciali
1.519.353.143
2
719.086.773
3
Altri negozi Grande Distribuzione
581.470.938
Totale Grande Distribuzione
Piccola/Media Distribuzione
2.819.910.854
4
Totale Commercio al Dettaglio
1.610.596.675
5
4.430.507.529
Fonte: dati raccolti attraverso questionari diretti, database Orbis e rapporti di gestione dei singoli distributori.
Grafico 2. Ripartizione percentuale della cifra di affari del commercio al dettaglio in
Ticino, 2013
32% Piccola/Media Distribuzione 14% Altri negozi GD 17% Centri Commerciali Negozi DISTI 36% Fonte: Dati raccolti attraverso questionari diretti, database Orbis e rapporti di gestione dei singoli distributori.
1
Dati raccolti mediante questionari diretti, ad eccezione di Athleticum e Pfister per i quali il fatturato nazionale è stato diviso per il numero di filiali in Svizzera e poi moltiplicato per i punti vendita presenti in Ticino. 2
Dati raccolti mediante questionari diretti. 3
Dati raccolti dividendo il fatturato nazionale per il numero di filiali svizzere e poi moltiplicato per il numero di punti vendita presenti in Ticino. 4
Dati ottenuti dalla differenza tra la cifra d’affari del commercio al dettaglio e la cifra d’affari complessiva della grande distribuzione. 5
Dato ottenuto applicando una percentuale pari al 4,26% (corrispondente alla proporzione tra popolazione del Cantone Ticino sulla popolazione svizzera complessiva al 31.12.2013) alla cifra d’affari del comparto del commercio al dettaglio in Svizzera (Ufficio federale di statistica, Statistica della produzione e del valore aggiunto, 2012). 9 2. Contributo al gettito fiscale
L’attività delle aziende operanti nel settore del commercio al dettaglio contribuisce in modo
considerevole al gettito fiscale raccolto nel Cantone.
In mancanza di dati più recenti, che saranno resi disponibili solo nel 2015 abbiamo
effettuato una stima del gettito fiscale, per il 2013, delle aziende del settore del
commercio, partendo dai dati raccolti direttamente presso le aziende appartenenti al
cluster “DisTi”, definito in precedenza.
Dai risultati ottenuti (Tabella 3) emerge che nell’anno 2013 il gettito fiscale del commercio
al dettaglio a livello federale, cantonale e comunale, ha raggiunto un valore complessivo di
oltre 38 milioni di CHF di cui 26,6 milioni provenienti dalla grande distribuzione, pari a
circa il 70% del totale. All’interno del comparto della grande distribuzione, i negozi del
cluster DisTi hanno un peso preponderante con un contributo pari al 40% del totale.
Tabella 3. Stima del gettito fiscale emesso dal commercio al dettaglio per categoria
di distributore e tipologia di imposta, 2013 (CHF)
Imposta
Imposta
Imposta
Imposta
Imposta
Gettito
cantonale
federale
comunale
cantonale
comunale
fiscale totale
sull'utile
sull'utile
immobili
immobili
Negozi DisTi
5.500.851
6
4.304.834
4.941.442
326.322
163.161
15.236.610
Centri Commerciali
2.157.260
7
2.037.413
1.937.878
127.973
63.987
6.324.510
Altri negozi Grande
Distribuzione
1.744.413
8
1.647.501
1.567.015
103.482
51.741
5.114.152
9.402.525
7.989.747
8.446.336
557.777
278.888
26.675.274
Totale Grande
Distribuzione
Piccola/Media
Distribuzione
4.028.107
9
3.804.324
3.618.469
238.956
119.478
11.809.333
Totale Commercio al
Dettaglio
13.430.632
11.794.071
12.064.805
796.732
398.366
38.484.607
Fonte: Dati raccolti tramite questionari diretti; stime proprie.
6
Dati raccolti mediante questionari diretti per Migros, Manor e Media Markt. Per Athleticum, Pfister e Coop si è proceduto ad una stima
applicando lo 0,3% sulle rispettive cifre d’affari.
Stime elaborate applicando una percentuale dello 0,3% sulla cifra d’affari stimata dei negozi del cluster “Centri commerciali”.
8
Stime elaborate applicando una percentuale dello 0,3% sulla d’affari dei negozi appartenenti al cluster “altri negozi Grande
Distribuzione“.
9
Stime elaborate applicando una percentuale dello 0,3% sulla cifra d’affari dei negozi appartenenti al cluster “Piccola/Media
Distribuzione”.
7
10 Grafico 3. Ripartizione del gettito fiscale complessivo del commercio al dettaglio per
categoria di distributore, 2013
31% Piccola/Media Distribuzione 13% Altri negozi GD 16% Centri Commerciali Negozi DISTI 40% Fonte: Dati raccolti tramite questionari diretti; stime proprie.
L’analisi del contributo al gettito fiscale può essere ulteriormente estesa includendo due
componenti indirette: una stima del contributo al gettito IVA e la tassazione delle persone
fisiche impiegate presso le aziende del settore.
Il contributo al gettito IVA nel 2012 è stato stimato in circa 277 milioni di CHF10. Nel 2013 i
ricavi del settore del commercio al dettaglio sono stati interessati da una flessione di circa
-5,2% a causa della crisi congiunturale11, su questa base abbiamo stimato il gettito IVA del
2013 in circa 263 milioni di CHF.
Per quanto attiene il gettito fiscale delle persone fisiche abbiamo articolato la stima in due
parti: quella relativa al gettito prodotto dalla tassazione ordinaria e quello prodotto dalla
tassazione alla fonte. La tassazione ordinaria, che interessa secondo le nostre stime circa
il 65% dei lavoratori del commercio, genera un gettito di circa 37 milioni di CHF. La
tassazione alla fonte, che interessa il 35% lavoratori (frontalieri e domiciliati con permesso
B), genera una tassazione di circa 9,4 milioni di CHF12.
10
Ufficio Federale di Statistica, Statistica della produzione e del valore aggiunto, 2012 11
USTAT Notiziario Statistico 2013, 46
12 Ufficio Federale di Statistica, Statistica strutturale delle imprese (STATENT) 2012; USTAT; Statistiche sull’Imposta Cantonale
delle persone fisiche 2012; Ufficio Federale di Statistica, Rilevazione sulle forze lavoro in Svizzera (RIFOS).
11 Tabella 4. Stima del gettito IVA generato dalle aziende dl commercio al dettaglio nel
Cantone Ticino 2012, 2013 (CHF)
Gettito IVA
2012
2013
277.750.401
263.307.381
Fonte: Elaborazione su dati dell’Ufficio Federale di Statistica e USTAT 2012, 2013.
Tabella 5. Stima della tassazione dei lavoratori del commercio in Ticino, 2012 (CHF)
2012
Tassazione alla fonte dei lavoratori
9.438.355
Tassazione cantonale e comunale dei lavoratori
37.196.890
Totale tassazione lavoratori del commercio
46.635.245
Fonte: Elaborazione su dati dell’Ufficio Federale di Statistica e USTAT 2012.
3. Tassi d’impiego ed emissione salariale
Il settore terziario rappresenta la principale fonte di impiego per la popolazione locale nel
Cantone Ticino con circa 124.228 addetti ETP pari al 71% del totale degli occupati
(Tabella 6). Con riguardo al numero d’imprese operanti nei diversi settori, il terziario
occupa la posizione più importante con l’81% del totale delle aziende operanti in Ticino,
ovvero 27.039 aziende, attive al suo interno.
Tabella 6. Numero di aziende, addetti e addetti ETP per settore in Ticino, 2012
Settore
Aziende
Valori in %
Addetti
Valori in %
Addetti ETP
Valori in %
Primario
1.263
4%
3.397
2%
2.180
1%
Secondario
5.009
15%
51.394
24%
48.867
28%
Terziario
27.039
81%
157.888
74%
124.228
71%
Totale
33.311
100%
212.679
100%
175.274
100%
Fonte: Statistica strutturale delle imprese (STATENT), Ufficio federale di statistica, Neuchâtel.
Il settore del commercio, con i suoi 26.927 addetti ETP è responsabile del 26% dei posti di
lavoro nel terziario e del 15% degli occupati totali nel Cantone; il numero d’imprese attive
12 complessivamente nel commercio, in Ticino, nel 2012 era pari a 5.283, ovvero il 19,5%
dell’intero terziario e il 16% del totale delle imprese attive (Tabella 7).
Tabella 7. Numero di imprese, aziende, addetti e addetti ETP operanti nel comparto
del commercio in Ticino, 2012
Comparto del commercio
Addetti
Imprese
Aziende
Addetti
881
943
4.430
3.961
Commercio all'ingrosso, escluso quello di autoveicoli e di motocicli
2.062
2.225
12.893
11.283
Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli
2.340
3.071
15.112
11.683
Totale
5.283
6.239
32.435
26.927
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e
ETP
motocicli
Fonte: Statistica strutturale delle imprese (STATENT), Ufficio federale di statistica, Neuchâtel.
Il salario mensile lordo mediano versato dalle imprese attive nel commercio al dettaglio
per gli addetti a tempo pieno ammontava nel 2012 a 4.353 CHF. A partire da questo dato
e dal numero di addetti nel comparto si è proceduto ad una stima della massa salariale
complessivamente emessa dal settore nel 2013 (Tabella 8), che risulta essere pari a circa
659.903.608 CHF. La grande distribuzione è responsabile del 66% della massa salariale,
mentre il rimanente 34% è generato dalla piccola e media distribuzione.
Tabella 8. Massa salariale nel commercio al dettaglio in Ticino, 2013
Numero di dipendenti Massa salariale in CHF
Negozi DisTi
13
Centri Commerciali
14
Altri negozi Grande Distribuzione
15
Totale Grande Distribuzione
Piccola/Media Distribuzione
16
Totale Commercio al Dettaglio
4.095
230.506.276
2.532
143.283.348
1.137
64.341.693
7.764
438.131.317
3.919
221.772.291
11.683
659.903.608
Fonte: dati raccolti attraverso questionari diretti; stime basate sul salario mediano lordo di settore consultato attraverso la statistica
strutturale delle imprese (STATENT), Ufficio federale di statistica, rilevazione svizzera della struttura dei salari.
13
Dati raccolti mediante questionari diretti ad eccezione di Athleticum e Pfister, la cui massa salariale è
salario annuale lordo mediano nel settore del commercio al dettaglio per il numero dei dipendenti.
14
Dati stimati moltiplicando il salario annuale lordo mediano nel settore del commercio al dettaglio per
cluster “Centri commerciali”.
15
Dati stimati moltiplicando il salario annuale lordo mediano nel settore del commercio al dettaglio per
cluster “altri negozi Grande Distribuzione”.
16
Dati stimati moltiplicando il salario annuale lordo mediano nel settore del commercio al dettaglio per
cluster “Piccola/Media Distribuzione”.
13 stata stimata moltiplicando il
il numero dei dipendenti del
il numero dei dipendenti del
il numero dei dipendenti del
Un’altra voce importante concernente i livelli d’impiego nel settore del commercio è quella
relativa alla presenza del sistema dell’apprendistato che costituisce un elemento
caratterizzate del sistema formativo elvetico.
Al 31 dicembre 2013 i contratti di tirocinio erano complessivamente 2.659, di cui 1.096
nuovi contratti.
Per computare correttamente il contributo dato dal comparto del commercio al dettaglio
alla formazione professionale sono state prese in considerazioni tre categorie (Tabella 9):
impiegato, assistente e operatore per la comunicazione con la clientela. Quest’ultima
categoria è stata introdotta nel 2012 per rispondere ai cambiamenti intercorsi negli ultimi
anni nel settore del commercio al dettaglio nel quale ha assunto sempre maggiore
importanza la qualità della comunicazione con il cliente finale.
Tabella 9. Numero di apprendisti nel comparto del commercio al dettaglio in Ticino,
2005 - 2013
Categoria
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Impiegato del commercio al dettaglio
158
318
426
443
430
444
448
456
440
Assistente del commercio al dettaglio
19
38
43
51
63
62
55
49
53
0
0
0
0
0
0
0
8
12
177
356
469
494
493
506
503
513
505
Operatore comunicazione con la clientela
Totale
Fonte: Rendiconto 2013 della Divisione della formazione professionale.
Ogni anno, in media, circa il 40% degli apprendisti operanti nel settore del commercio al
dettaglio è assunto dal proprio datore di lavoro al termine del periodo di apprendistato17.
Questo dato evidenzia la validità della formazione ricevuta dagli apprendisti e la capacità
di assorbimento del sistema del commercio locale.
A tal proposito è significativo il contributo degli agenti della grande distribuzione che, in
collaborazione con gli enti di formazione locali, hanno permesso la creazione di una
classe cantonale a Bellinzona per la formazione degli studenti e, in particolare, per il
conseguimento della maturità professionale.
17
Rendiconto 2013 della Divisione della formazione professionale.
14 4. Impatto sulla domanda di beni e servizi prodotti nell’economia locale
Il comparto del commercio, oltre a generare effetti benefici diretti sul territorio contribuisce
in modo rilevante anche alla sua economia, creando un consistente indotto in molteplici
settori.
In particolare, si farà riferimento a tre principali ambiti:
•
•
•
gli investimenti in immobili ed attrezzature;
le spese pubblicitarie;
gli acquisti di merce destinata alla vendita da fornitori locali.
Gli investimenti in strutture fisiche, attrezzature ed impianti
Gli investimenti in strutture fisiche, attrezzature ed impianti sono finalizzati all’apertura di
nuovi punti vendita, alla manutenzione ordinaria e straordinaria di quelli esistenti e allo
sviluppo ed ammodernamento delle strutture di supporto logistico per la grande
distribuzione.
Gli investimenti in beni strumentali da parte del commercio al dettaglio hanno totalizzano
nel 2013 un valore di 136.843.083 di CHF (Tabella 10) dei quali stimiamo che circa 85%
resti in Svizzera e almeno 70%, circa 95.790.158 di CHF, rimanga all’interno del Cantone,
essendo commissionato ad aziende basate nel territorio o con una succursale produttiva e
commerciale nel Ticino.
Tabella 10. Stime degli investimenti per strutture fisiche per categoria di distributore
in Ticino, 2013
Negozi DisTi
18
Centri Commerciali
19
20
Altri negozi Grande Distribuzione
Totale Grande Distribuzione
Piccola/Media Distribuzione
21
Totale Commercio al Dettaglio
Cifra d'affari in CHF
Investimenti in CHF
1.519.353.143
66.091.862
719.086.773
10.426.758
581.470.938
25.293.986
2.819.910.854
101.812.606
1.610.596.675
35.030.478
4.430.507.529
136.843.083
Fonte: dati raccolti attraverso questionari diretti; proprie elaborazioni.
18
Dati raccolti mediante questionari diretti, ad eccezione di Athleticum e Pfister ai quali è stata applicata una percentuale del 4,35%
sulla cifra d’affari.
Stima effettuata applicando una percentuale dell’1,45% sulla cifra d’affari delle aziende appartenenti al cluster “Centri commerciali”.
20
Stima effettuata applicando una percentuale del 4,35% sulla cifra d’affari delle aziende appartenenti al cluster “altri negozi Grande
Distribuzione”.
21
Stima effettuata applicando una percentuale del 2,18% sulla cifra d’affari delle aziende appartenenti al cluster “Picola/Media
Distribuzione”.
19
15 Spese pubblicitarie
Per la quantificazione del volume delle spese pubblicitarie nel comparto del commercio, si
è proceduto ad una stima sulla base dei dati raccolti mediante questionari diretti (Tabella
11).
Nella voce “pubblicità” si considerano tutte le spese destinate alla promozione delle offerte
e dei prodotti di ciascun distributore, inclusi flyer, affissioni, brochure e acquisto di spazi
sui principali mass media (quotidiani, radio, tv locali e nazionali).
Dai dati emerge che la spesa annuale in pubblicità dell’intero comparto della distribuzione
al dettaglio ammonta a circa 44.354.133 di CHF; secondo le nostre stime la totalità della
spesa è effettuata all’interno dei confini svizzeri e per il 95% nel Cantone Ticino.
Tabella 11. Stime degli investimenti effettuati in promozione pubblicitaria in Ticino,
2013
Cifra d'affari in CHF Spese in Pubblicità in CHF
Negozi DisTi
22
Centri Commerciali
23
24
Altri negozi Grande Distribuzione
Totale Grande Distribuzione
Piccola/Media Distribuzione
25
Totale Commercio al Dettaglio
1.519.353.143
20.100.146
719.086.773
9.491.945
581.470.938
7.675.416
2.819.910.854
37.267.508
1.610.596.675
7.086.625
4.430.507.529
44.354.133
Fonte: dati raccolti attraverso questionari diretti; proprie elaborazioni.
Acquisti di merce destinata alla vendita da fornitori locali
I principali operatori della grande distribuzione sostengono lo sviluppo del consumo
sostenibile offrendo un’ampia gamma di prodotti biologici, equo e solidali e provenienti da
aziende locali (cosiddetti prodotti “a km 0”). I prodotti sono raggruppati in famiglie o linee,
che vengono vendute con un posizionamento di prezzo medio-alto per sostenere i costi
derivanti da scelte di approvvigionamento particolarmente selettive e rispettose
dell’ambiente e del sistema economico locale. I prodotti appartenenti a queste categorie,
infatti, contribuiscono in modo sempre maggiore alla cifra d’affari degli addetti alla
distribuzione come evidenziano i dati diffusi da due dei principali operatori, Coop e Migros.
Coop ha generato nel 2013 una cifra d’affari dalla vendita dei prodotti di qualità sostenibile
(Naturaplan, Naturafarm, Ecoplan, Naturaline e altri) sull’intero territorio nazionale di circa
2.166.000.000 di CHF dei quali, secondo le nostre stime, circa il 4% in Ticino, pari a
87.000.000 di CHF.
22
Dati raccolti mediante questionari diretti, ad eccezione di Athleticum e Pfister ai quali è stata applicata una percentuale dell’1,32%
sulla cifra d’affari.
23
Stime effettuate applicando una percentuale pari all’1,32% sulla cifra d’affari del cluster “Centri commerciali”.
24
Stime effettuate applicando una percentuale pari all’1,32% sulla cifra d’affari del cluster “altri negozi Grande Distribuzione”.
25
Stime effettuate applicando una percentuale pari allo 0,44% sulla cifra d’affari del cluster “Piccola/Media Distribuzione”.
16 Anche Migros deve una parte considerevole del proprio giro d’affari ai prodotti sostenibili
e, in particolare, alla linea “i Nostrani” e “Terra Suisse” che nel 2013 hanno generato,
congiuntamente, vendite per circa 50 milioni di CHF in Ticino. La linea “i Nostrani”, che è
realizzata utilizzando esclusivamente fornitori locali ha generato, nel 2013, una cifra
d’affari di circa 24 milioni di CHF e ha registrato un aumento delle vendite pari al 3%
rispetto al 2012. La linea rappresenta il 7% delle vendite del settore alimentare di Migros,
con un’offerta che include 300 prodotti e 200 produttori del Cantone Ticino.
La linea “i Nostrani”, inoltre, comprende alcuni prodotti artigianali da laboratori protetti
facenti parte delle fondazioni Diamante, La Fonte, OTAF e San Gottardo, i cui ricavi
vengono loro interamente riversati.
Tabella 12. Cifra d’affari dei marchi di qualità sostenibile di Coop e Migros in Ticino,
2013
Distributore
Coop
26
Marchi di qualità
Naturaplan
37.960.000
Naturafarm
18.120.000
Oecoplan
5.520.000
Naturaline
2.480.000
Altri
Migros
28
Cifra d’affari in CHF
27
22.920.000
Terra Suisse
24.786.000
Migros Bio
16.263.000
Max Havelaar
13.418.000
MSC/ASC
3.504.000
Migros Bio Cotton
10.355.000
Aha!/V Label
5.924.000
I Nostrani del Ticino
23.968.000
Fonte: Rapporto di sostenibilità Coop Suisse 2013; Rapporto annuo Migros 2013. Le aziende della grande distribuzione sviluppano in misura crescente strategie di
approvvigionamento, nell’ambito dell’assortimento food & wine, orientate alla creazione di
legami stabili con i produttori locali in grado di fornire specialità alimentari. Stimiamo che
queste strategie di approvvigionamento generino sul territorio ticinese una domanda
quantificabile tra i 40 e i 50 milioni di CHF con un trend in costante aumento grazie al
successo del nuovo modello commerciale adottato dai principali player del settore.
26
Dati ottenuti dal rapporto di gestione Coop Suisse 2013. La cifra d’affari di pertinenza del Cantone Ticino è stata ottenuta come il 4%
della cifra d’affari complessiva.
Pro Montagna, Pro Specie Rara, Slow Food, Fairtrade Max Havelaar, Bio, MSC, FSC, TopTen, Hochstamm Suisse.
28
Dati raccolti tramite questionari diretti. 27
17 5. Sostegno a iniziative sociali e culturali
Nel 2013, secondo i dati raccolti presso le imprese del cluster “DisTi”, le principali aziende
della grande distribuzione hanno versato circa i 2.000.025 di CHF per il finanziamento di
eventi culturali conosciuti non solo a livello cantonale ma anche nazionale.
Gli eventi che raccolgono il maggior numero di presenze sul territorio ticinese sono
Rabadan, Locarno Film Festival, Moon and Stars, Lugano Jazz Festival e Sagra dell’Uva.
Il Rabadan nel 2013 ha registrato circa 33.000 presenze che hanno generato 1.247.755 di
CHF solo dalla vendita delle tessere d’ingresso. Il contributo degli sponsor all’evento si è
attestato a circa 390.000 CHF, pari a circa il 15% del budget totale dell’intero evento29.
Il Locarno Film Festival, il maggiore evento del Cantone Ticino per numero di
partecipanti, ha registrato, nell’edizione 2014, circa 166.800 presenze e 4.232
professionisti accreditati.
Il Moon and Stars è un festival musicale tenuto ogni anno in Luglio a Locarno che ospita
grandi interpreti della musica pop e rock internazionale. L’edizione del 2014 ha registrato
circa 55.000 presenze generando, in media in ogni edizione, un indotto di circa 800.000
CHF al giorno30.
Tabella 13. Stime sulla partecipazione a Rabadan (2013), Locarno Film Festival
(2014) e Moon and Stars (2014)
Presenze
Rabadan
Locarno Film Festival
Moon and Stars
Proporzione rispetto alla
Percentuale rispetto alla
popolazione della città
popolazione del Cantone
ospitante
Ticino
33.000
1,8
9,52%
166.800
10,4
48,13%
55.000
3,43
15,8%
Fonte: proprie elaborazioni su dati pubblicamente disponibili. Dati sulla popolazione tratti da statistiche USTAT e portali informatici delle
città di Locarno e Bellinzona.
Un altro settore in cui gli operatori del commercio al dettaglio e, in particolare, quelli della
grande distribuzione sono attivi è quello dell’impegno sociale. Infatti, nel corso del 2013 la
grande distribuzione ha devoluto circa 2,5 milioni di CHF a varie iniziative benefiche sul
territorio ticinese.
In particolare, i tre progetti che hanno raccolto donazioni in misura maggiore sono stati il
Padrinato per le regioni di montagna, il Percento Culturale e il Tavolino Magico.
29
30
Verbale assemblea Rabadan del 25 Settembre 2013.
http://www.cdt.ch/ticino/cronaca/103836/moon-and-stars-basta-critiche.html
18 Il Padrinato per le regioni di montagna, nasce nel 1942 come associazione senza
scopo di lucro impegnata nel miglioramento del tenore di vita delle popolazioni montane al
fine di evitare il fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono del territorio.
L’associazione, attiva in tutta la Svizzera, finanzia attraverso donazioni la realizzazione di
piccoli e grandi progetti per il mantenimento e la riqualificazione del territorio e per il
sostegno alle popolazioni locali in difficoltà.
Percento Culturale è un’associazione attiva nell’organizzazione e promozione di eventi
culturali e sociali su tutto il territorio svizzero, incluso il Cantone Ticino.
Infine, il Tavolino Magico è un’associazione attiva in 96 punti di distribuzione in tutta la
Svizzera, dei quali 10 nel Cantone Ticino. L’organizzazione si occupa della raccolta e
distribuzione di generi alimentari alle persone in stato d’indigenza che vivono al di sotto
della soglia di povertà iscritti a programmi di sostegno organizzati dagli enti di consulenza
sociale. L’associazione annovera come sostenitori, tra gli altri, Aldi, Coop, Denner, Emmi
Interfrais, Ikea, Jowa, Lidl, Lindt, Manor, Migros, Nestlé, Pan Food, Panetta, Pangusto,
Prodega e Rapelli. Nel 2013 il Tavolino Magico ha raccolto e distribuito circa 2.450
tonnellate di generi alimentari in tutta la Svizzera e ha ricevuto aiuti dalle aziende operanti
nel commercio al dettaglio del Cantone Ticino per 330 tonnellate.
19 6. Contributo alla salvaguardia del territorio e delle risorse naturali
In Ticino, nel 2013, il consumo totale di energia è stato pari a 10.256 GWh, dei quali 1.509
GWh a carico del settore terziario di commercio e servizi. Le aziende del commercio e dei
servizi hanno implementato strategie energetiche rispettose dell’ambiente, come si
evidenzia dalla crescita dei consumi di gas (fonte di energia basso impatto ambientale e
ridotte emissioni di Co”) che, dal 2010 al 2013 sono passati dal 19% al 26% dei consumi
energetici totali31 (Grafico 4).
Grafico 4. Evoluzione nei consumi energetici da parte di commercio e servizi, 2010 –
2013
Energia elettrica 56% 54% 52% 49% Gas 19% 22% 24% 26% Olio combustibile 25% 24% 24% 25% 2010 2011 2012 2013 Fonte: Grafico realizzato sui dati forniti dalla Scuola Universitaria professionale della Svizzera Italiana, Istituto di sostenibilità applicata
all’ambiente costruito (ISAAC), Canobbio.
Al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica generate da combustibili fossili, nel
2010 è entrato in vigore il PEC, Piano Energetico Cantonale che pianifica la politica
energetica futura e che si propone di produrre il 7% dell’energia complessivamente
utilizzata in Ticino tramite impianti fotovoltaici. Alla fine del 2013 gli impianti fotovoltaici in
Ticino erano 812 con una potenza complessiva di 16.126 kW e una produzione annuale di
17.739 MWh (Grafico 5).
31
Scuola Universitaria professionale della Svizzera Italiana, Istituto di sostenibilità applicata all’ambiente costruito (ISAAC), Canobbio
20 Grafico 5. Evoluzione degli impianti fotovoltaici installati nel Cantone Ticino, 2010 –
2013
17,739 16,126 5,828 6,410 1,978 2,176 2010 2,815 3,096 2011 2012 Potenza installata in kW 2013 Produzione in MWh Fonte: Grafico realizzato sui dati forniti dalla Scuola Universitaria professionale della Svizzera Italiana, Istituto di sostenibilità applicata
all’ambiente costruito (ISAAC), Canobbio; Dipartimento del territorio, Sezione della protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo (SPAAS),
Bellinzona; Dipartimento delle finanze e dell'economia, Ufficio dell’energia (UEn), Bellinzona.
Anche il settore del commercio ha contribuito in modo rilevante alla produzione di energia
pulita tramite l’installazione d’impianti fotovoltaici, che nel 2013 erano 31 con una potenza
complessiva pari a circa 4.853 kW, ovvero il 27% di quella complessivamente installata
nel cantone.
A titolo esemplificativo, si riporta che gli impianti fotovoltaici di Coop, Migros ed Ikea
producono congiuntamente 976.917 kWh all’anno, sufficienti a garantire il funzionamento
di più di 200 abitazioni domestiche.
Un’altra area d’interesse per il comparto del commercio al dettaglio è la riduzione delle
emissioni di anidride carbonica nell’ambito dell’approvvigionamento della grande
distribuzione. Infatti, dal 2001 è stata introdotta in Svizzera una tassa sul traffico pesante
commisurata alle prestazioni (TTPCP) con lo scopo di limitare il volume del traffico di
mezzi pesanti a vantaggio di mezzi alternativi come il trasporto su rotaie. La TTPCP è
calcolata su tutti i mezzi superiori a 3,5 tonnellate, sulla base del chilometraggio effettuato
su suolo svizzero, il peso totale del veicolo e le sue emissioni.
A seguito dell’introduzione di questa tassa, il settore del commercio si è orientato verso il
sistema del traffico combinato non accompagnato (TCNA), che prevede il ricorso
combinato a trasporto su rotaia e strada. Per raggiungere i centri di distribuzione, le merci
viaggiano dai terminali ferroviari su strada in maniera sempre maggiore attraverso veicoli a
basse emissioni.
FFS Cargo ha inaugurato nel 2012 un nuovo terminal merci a Cadenazzo dotato di 4
nuovi binari e di sistema per la movimentazione di container. Nel 2013 FFS Cargo ha
anche completato due nuove linee per il traffico combinato in Svizzera e ha avviato la
21 realizzazione di un terzo collegamento. La nuova linea ticinese e la circolazione di un
treno shuttle nei giorni lavorativi tra Dietikon e Cadenazzo con un collegamento per
Lugano Vedeggio permettono di limitare il traffico su strada a favore di quello su rotaia.
Nel 2013, FFS Cargo ha trasportato circa 94.946 tonnellate di merci da e per Cadenazzo,
Castione e Taverne.
I principali operatori della distribuzione al dettaglio attivi nella zona commerciale di Pian
Scairolo hanno promosso l’iniziativa Fondo Clima Lugano Sud, lanciato nel 2004, con il
fine di supportare i comuni nel finanziamento di progetti innovativi per la salvaguardia
dell’ambiente e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e dei consumi energetici.
In particolare, il fondo si propone di incentivare l’acquisto di prodotti a risparmio
energetico, la riduzione dei consumi, l’incentivo all’uso di fonti alternative ed una generale
sensibilizzazione del pubblico ai temi del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente.
22 7. Contributo allo sviluppo del settore turistico
Il turismo legato allo shopping si sta progressivamente affermando come un fenomeno di
grande importanza per lo sviluppo economico. La relazione tra turismo e shopping è
reciproca, poiché lo sviluppo del primo è accompagnato da una crescita del giro di affari
del secondo e l’offerta commerciale di determinati prodotti costituisce un fattore di
attrazione per i flussi turistici.
La Svizzera attira turisti anche grazie alla qualità riconosciuta a livello internazionale dei
propri prodotti in diversi settori, dall’alimentare al lusso. I bacini di raccolta più importanti a
livello nazionale sono la zona di Lucerna, Interlaken, Sankt Moriz che ospitano un numero
crescente di turisti da tutto il mondo e in particolare da Russia, Cina e India.
Per esemplificare l’impatto turistico di queste zone sull’economia nazionale basti pensare
che a Lucerna, una città di medie dimensioni, sono venduti tra il 30% e il 40% del numero
di orologi complessivamente venduti in Svizzera. In alta stagione, tra Giugno e Agosto,
circa 150 pullman di turisti stranieri fermano quotidianamente nella città, in larga parte
provenienti turisti cinesi, che negli ultimi cinque anni hanno triplicato il numero di presenze
nel paese.
Nel 2013, i cinque paesi che guidavano la classifica per la spesa media per i viaggi
internazionali erano la Cina, gli Stati Uniti, la Germania, l’Inghilterra e la Russia (Tabella
14). Le cifre indicate di seguito includono tutte le voci di spesa prima e dopo la partenza,
inclusi i trasferimenti interni ed esterni durante tutta la durata del soggiorno.
Tabella 14. Primi 5 paesi per spesa per viaggi all’estero e variazione, 2013
Paese
Spesa in milioni di US$
Variazione in % rispetto al 2012
129.000
+26%
Stati Uniti
86.000
+3%
Germania
86.000
+2%
Inghilterra
53.000
+25%
Russia
53.000
+4%
Cina
Fonte: UNWTO Global Report on Shopping Tourism, 2013.
Il turismo rappresenta un comparto importante dell’economia del Cantone Ticino,
contribuendo direttamente al 4,5% del PIL cantonale e al 6% dei posti di lavoro32.
Gli arrivi nel settore alberghiero in Ticino nel 2013 (Tabella 15), mostrano un forte afflusso
di turisti provenienti dagli altri cantoni che rappresentano il 60% delle presenze registrate,
mentre il rimanente 40% è costituito principalmente da cittadini europei e in maniera
rilevante anche da asiatici (soprattutto cittadini cinesi ed indiani).
32
“Quanto pesa il turismo nell’economia cantonale?” Settimanale della Cooperativa Migros Ticino, 14 Giugno 2011 N 24 p.30-31.
23 Tabella 15. Arrivi nel settore alberghiero, per paese di provenienza in Ticino, 2013
Totale
% su totale
Svizzera
655.163
58,78%
Estero
459.356
41,22%
Europa
353.172
31,69%
America
35.143
3,15%
3.683
0,33%
62.243
5,58%
5.115
0,46%
1.114.519
100,00%
Africa
Asia
Oceania
Totale
Fonte: Statistica della ricettività turistica (HESTA), Ufficio federale di statistica, Neuchâtel; elaborazione Ufficio di statistica, Giubiasco.
Abbiamo stimato la spesa in shopping (esclusi trasporti, interni o esterni, alloggio, pasti e
quote di partecipazione a tour organizzati) in circa 433 CHF per turista straniero e 327
CHF per turista svizzero33 e, partendo da questo dato, abbiamo quantificato la spesa
annuale generata dai turisti in visita nel Cantone Ticino (Tabella 16) che è pari ad oltre
400 milioni di CHF.
Tabella 16. Stima della spesa per shopping generata dai turisti in Ticino, 2013
Turisti
Spesa in CHF
Svizzera
655.163
214.081.062
Estero
459.356
198.717.406
Europa
353.172
152.782.207
America
35.143
15.202.862
3.683
1.593.266
62.243
26.926.322
5.115
2.212.749
1.114.519
412.798.467
Africa
Asia
Oceania
Totale
Fonte: Statistica della ricettività turistica (HESTA), Ufficio federale di statistica, Neuchâtel; elaborazione Ufficio di statistica, Giubiasco;
UNWTO, proprie elaborazioni.
Una simile distribuzione dei flussi turistici trova conferma nell’analisi dei dati i forniti dal
centro commerciale Fox Town di Mendrisio, uno dei principali luxury mall d’Europa.
33
Global Report on Shopping Tourism UNWTO, World Tourism Organization, 2014. 24 Secondo alcune stime34, l’80% dei tour che include la Svizzera comprende una tappa al
Fox Town di Mendrisio, a sottolineare ulteriormente lo stretto legame tra turismo e
shopping.
Dai dati degli acquisti effettuati nel luxury mall di Mendrisio con carte di credito (Grafico 6)
emerge che i turisti, definiti come tutti coloro che normalmente risiedono al di fuori del
Cantone Ticino, valgono l’81% dell’intero giro di affari.
Grafico 6. Ripartizione per provenienza della cifra d’affari da carte di credito di Fox
Town, 2012
Ticino 19% Altri America Europa Altri 7% 6% 2% Medio Oriente 8% Resto della Svizzera 17% Cina/HK/Taiwan/
Corea 9% Est Europa & Russia 9% Italia 23% Fonte: Tarchini Group SA.
34
“Il FoxTown? È la nostra attrazione”, La Regione del Ticino.
25 Nota metodologica
Di seguito vengono riportate le fonti dei dati e le procedure di stima applicate nella
redazione del documento.
La stima della dimensione della cifra d’affari del commercio al dettaglio è stata fatta a
partire dai dati raccolti tramite questionari per le quattro principali aziende del cluster
“DisTi” (Coop, Migros, Manor e MediaMarket) e per le aziende appartenenti al cluster
“centri commerciali” (Centro Tenero, Parco Commerciale Grancia, Jumbo Markt, Fox
Town, Centro Commerciale Lugano Sud, Serfontana, Migros Centro S. Antonino, Migros
Centro Agno). Gli altri due principali distributori inclusi nella categoria “distributori DisTi”
sono le catene Athleticum e Pfister per i quali il giro di affari è stato stimato dividendo
l’intero giro di affari nel territorio svizzero per il numero di filiali e poi moltiplicato per il
numero di distributori nel Cantone Ticino.
Per gli altri operatori della grande distribuzione si è proceduto ad una stima simile,
partendo dall’ultimo fatturato pubblicamente disponibile diviso per il numero di filiali
operanti in Svizzera e poi moltiplicato per il numero di punti vendita localizzati in Ticino. Gli
operatori della grande distribuzione inclusi in questa stima sono stati quelli per i quali vi
erano dati pubblicamente disponibili e che sono stati giudicati rilevanti per il territorio
ticinese, e nello specifico: Aldi, C&A, Charles Vogele, Conforama, Denner, Dosenbach &
Ochsner, Fust, Globus, H&M, Interdiscount, Lipo e Otto’s.
La piccola/media distribuzione è stata invece definita in via residuale come differenza tra il
giro d’affari dell’intero comparto del commercio al dettaglio, stimato come il 4,26% della
cifra d’affari nazionale del commercio al dettaglio sulla base della proporzione esistente tra
la popolazione ticinese e quella svizzera, e il giro d’affari della grande distribuzione,
calcolata come la somma dei ricavi dei tre cluster “DisTi”, “centri commerciali” e “altri
negozi della grande distribuzione”.
La stima del gettito fiscale emesso nel 2013 per il pagamento dell’imposta cantonale delle
persone giuridiche sull’utile netto è stata effettuata sulla base dei dati raccolti tramite
questionari con riguardo agli appartenenti al cluster “DisTi”, Manor Migros e Media Markt.
Per quanto concerne gli altri appartenenti al cluster “DisTi”, ovvero Pfister, Athleticum e
Coop, si è proceduto ad una stima tramite l’applicazione di una percentuale pari allo 0,3%
del giro di affari di ciascuna azienda. Anche per le aziende appartenenti ai cluster “centri
commerciali”, “altri negozi della grande distribuzione”, “piccola/media distribuzione” si è
utilizzato lo stesso processo, applicando lo 0,3% alle rispettive cifre di affari.
La stima del gettito fiscale dell’imposta federale delle persone giuridiche sull’utile netto
(8,5%) è stata effettuata applicando un’aliquota dello 0,28% proporzionata allo 0,3%
applicato in riferimento alla stessa imposta a livello cantonale (9%).
La stima del gettito fiscale dell’imposta cantonale sugli immobili è stata invece calcolata
sulla base del rapporto storico (2012) tra le due componenti dell’imposta stessa, ovvero
quella riferita all’utile netto e al capitale sociale e quella riferita agli immobili posseduti sul
territorio nazionale. Dall’analisi dei dati disponibili, è emerso che il gettito complessivo
26 pertiene in una misura del 94,4% all’imposta su utile e capitale e per il rimanente 5,6% a
quella sugli immobili.
La stima della massa salariale emessa annualmente dagli addetti al commercio al
dettaglio è partita dallo stipendio mensile lordo mediano del settore pari a 4.353 CHF,
moltiplicato prima per tredici mensilità e poi per il numero di addetti ETP impiegati nel
settore nel 2012 (ultimo dato disponibile). La cifra così ottenuta è stata poi ripartita tra la
grande e la piccola distribuzione, secondo il numero di addetti impiegati in ciascun
comparto; i dati sui livelli occupazionali per ciascuna categoria di distributore sono stati
ottenuti tramite questionari diretti e successive elaborazioni.
L’imposta sugli immobili prelevata a livello comunale è stata invece calcolata come il 50%
della stessa a livello cantonale.
Il gettito fiscale dell’imposta comunale è stato calcolato attraverso un moltiplicatore
d’imposta medio, a sua volta ottenuto come media aritmetica dei moltiplicatori di tutti i
comuni del Cantone Ticino nell’anno 2013, applicato al gettito fiscale dell’imposta
cantonale sull’utile netto.
Il contributo al gettito IVA è stato stimato, partendo dalle statistiche federali del 2012 e
calcolando la quota di competenza del Cantone Ticino sulla base della percentuale della
popolazione residente in Ticino sul totale nazionale.
Per quanto attiene il gettito fiscale relativo alle persone fisiche abbiamo ipotizzato che il
65% dei lavoratori (7.594 addetti ETP) siano sottoposti a tassazione ordinaria e il 35%
(4.089 addetti ETP) a tassazione alla fonte. Si tratta di un’ipotesi restrittiva in quanto a
livello svizzero le statistiche evidenziano che i cittadini svizzeri impegnati nel commercio al
dettaglio sono il 67% del totale dei lavoratori del settore, gli stranieri (sia quelli sottoposti a
tassazione ordinaria si quelli sottoposti a tassazione alla fonte) sono il 33% del totale. Si
consideri infine che i frontalieri operanti nel comparto del commercio al dettaglio nel 2013
erano (media di 4 trimestri) 5.086, che corrispondo a circa 3.500-4.000 addetti ETP. La
stima della tassazione ordinaria è stata effettuata considerando la tassazione ordinaria
media del 2012 e moltiplicandola per i lavoratori ad essa assoggettati. Si è tenuto conto
dello stato civile ed è stato applicato uno sconto del 20%sul moltiplicatore comunale
medio per simulare l’effetto delle detrazioni d’imposta dovute alla composizione dei nuclei
famigliari. La tassazione alla fonte è stata stimata applicando al reddito mediano lordo dei
lavoratori del commercio al dettaglio un’aliquota del 4,1% risultante dalla media aritmetica
di tutte le aliquote d’imposta alla fonte
La stima degli investimenti in strutture fisiche è stata effettuata con modalità diverse per
ciascuna tipologia di distributore. In particolare Coop, Migros, Manor e Media Markt hanno
fornito i dati sul volume dei loro investimenti nel Cantone Ticino mentre per Athleticum e
Pfister, appartenenti al cluster “DisTi”, si è proceduto ad una stima applicando una
percentuale del 4,35% sul loro giro di affari. La stessa percentuale è stata applicata anche
alle aziende appartenenti al cluster “altri negozi della grande distribuzione”, mentre per le
aziende del cluster “centri commerciali” si è ritenuto opportuno applicare una percentuale
dell’1,45%, pari a un terzo di quella applicata ai precedenti, poiché i negozi sono
localizzati all’interno di strutture moderne che realizzano importanti economie di scala sulle
manutenzioni ordinarie e straordinarie. Infine, per le aziende appartenenti al cluster
27 “piccola/media distribuzione” si è supposto un investimento pari al 2,18% dei ricavi per via
delle dimensioni contenute e delle corrispondenti spese di manutenzione ordinaria e
straordinaria dei punti vendita.
Per la stima delle spese in pubblicità Manor, Migros, Coop e Media Markt hanno fornito
dati puntuali con le risposte ai questionari. I dati per Pfister, Athleticum sono stati stimati
considerando un’incidenza pari all’1,32% sulla cifra d’affari. Tale percentuale è stata
applicata anche alle aziende appartenenti al cluster “centri commerciali” ed al cluster “altri
operatori della grande distribuzione”. Per le aziende appartenenti al cluster “piccola e
media distribuzione” si è ritenuto opportuno applicare una percentuale inferiore, pari allo
0,44% e corrispondente ad un terzo della grande distribuzione in considerazione della
minor propensione alla spese per promozioni.
La stima dell’affluenza agli eventi culturali è stata effettuata come segue: con riferimento al
“Moon and Stars” e al Locarno Film Festival, la proporzione dell’affluenza rispetto alle
dimensioni della città ospitante è stata calcolata sulla base della popolazione di Locarno,
pari a 16.027 abitanti (2013), mentre la proporzione di affluenza al Rabadan è stata
calcolata sulla base della popolazione di Bellinzona, pari a 18.305 abitanti (2013).
La stima delle spese in shopping effettuate dai turisti si basa sul rapporto UNWTO World
Toursim Organization 2014.
Per tutte le stime, la percentuale rispetto alla popolazione del Cantone Ticino è stata
calcolata prendendo come riferimento gli ultimi dati messi a disposizione dall’Ufficio
Federale di Statistica, Ufficio Statistica della popolazione e delle economie domestiche
(STATPOP) secondo i quali, al 31 Dicembre 2013, la popolazione residente era pari a
346.539 abitanti.
Nel presente lavoro sono stati utilizzati dati raccolti presso le aziende appartenenti al
cluster “DisTi” durante il field project realizzato tra Febbraio e Giugno 2014 da un gruppo
di studenti master dell’USI con il supporto attivo di DisTi e sotto la supervisione del Prof.
Carmine Garzia; gli studenti di master che hanno condotto il field project sono: Niccolò
Colatrella, Jelena Jelusic, Monika Garic e Federica Maggi.
Tutte le elaborazioni finalizzate alla quantificazione dei valori presentati nel documento
sono state effettuate applicando le best practice nell’attività di ricerca applicata in campo
economico-aziendale. La responsabilità scientifica dei contenuti dello studio è di esclusiva
pertinenza dell’autore.
28 Bibliografia
Statistiche
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elettrica: potenza installata e stima della produzione, in Ticino, dal 2010 al 2013”.
Ufficio di Statistica del Cantone Ticino - USTAT. “Imposta cantonale delle persone
giuridiche: imposta (in migliaia di franchi), secondo il ramo di attività, e contribuenti
tassati, in Ticino, dal 2010”.
Ufficio di Statistica del Cantone Ticino - USTAT. “Imposta cantonale delle persone
fisiche 2012.
Ufficio di Statistica del Cantone Ticino - USTAT. “Consumi di energia (in gigawattora),
secondo la destinazione e il vettore energetico, in Ticino, nel 2013”.
Ufficio Federale di Statistica, elaborazioni a cura dell’Ufficio di Statistica del Cantone
Ticino - USTAT. “Statistica della ricettività turistica (HESTA)”; “Arrivi nel settore
alberghiero, secondo il paese di domicilio degli ospiti, per mese, in Ticino, nel 2013”.
Ufficio Federale di Statistica. “Rilevazione svizzera della struttura dei salari. Salario
mensile lordo (valore centrale) per ramo economico, posizione professionale e sesso”.
Ufficio Federale di Statistica. “Statistica della popolazione e delle economie domestiche
(STATPOP)”. “Bilancio della popolazione residente permanente, per cantone, in
Svizzera, nel 2013”.
Ufficio Federale di Statistica. Rilevazione sulle forze lavoro in Svizzera (RIFOS), 2012.
Ufficio Federale di Statistica. “Statistica della produzione e del valore aggiunto. Cifre
d'affari, costi delle merci e dei materiali, 2011-2012”.
Ufficio Federale di Statistica. “Statistica strutturale delle imprese (STATENT)”,
“Aziende, addetti e addetti equivalenti al tempo pieno (ETP), secondo il settore
economico, per cantone, in Svizzera, nel 2012”.
Ufficio Federale di Statistica. “Statistica strutturale delle imprese (STATENT)”.
“Imprese, aziende, addetti e addetti equivalenti al tempo pieno (ETP), secondo la
divisione economica, in Svizzera e in Ticino, nel 2012”.
Altre fonti bibliografiche
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Cantone Ticino. Dipartimento delle Finanze e dell’Economia, Divisione delle risorse,
Ufficio di Statistica, “Panorama statistico del mercato del lavoro ticinese 2014”
Cooperativa Migros Ticino. “Rapporto annuo 2013”.
Gruppo Coop. “Rapporto di gestione 2013”.
Gruppo Coop. “Rapporto di sostenibilità 2013”.
Società Rabadan “Verbale assemblea del 25 Settembre 2013”.
Tarchini Group SA. “Dati aziendali”.
World Tourism Organization, “AM Reports”, Volume 8 – Global Report on Shopping
Tourism, UNWTO, Madrid, 2014.
29 Siti web consultati
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30 © 2015 Advanced Management Centre
Università della Svizzera Italiana
Via Buffi 13
CH-6900 Lugano
Svizzera
Autore: Carmine Garzia
La presente pubblicazione è stata realizzata da Carmine Garzia presso l’Advanced
Management Centre dell’Università della Svizzera Italiana e riassume i risultati di
un’analisi del settore del commercio nel Cantone Ticino realizzata su mandato
dell’Associazione Distributori Ticinesi (DisTi). L’Autore è l’unico responsabile delle
elaborazioni e delle interpretazioni dei dati presentati nello studio.
L’autore desidera ringraziare l’USTAT e in particolare i ricercatori Oscar Gonzalez ed Eric
Stephani per i dati statistici forniti.
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