molisecinema 2009 pressbook ita.

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molisecinema 2009 pressbook ita.
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Introduzione
Habemus cinema! A sei anni dalla prima edizione MoliseCinema raggiunge il suo obiettivo: la riapertura del
“Nuovo Cinema Roma” a Casacalenda, avvenuta il 7 aprile 2009, come racconta un delizioso “docucorto” di
Gianfranco Pannone, e resa possibile grazie agli sforzi della nostra associazione e all’impegno del Comune di
Casacalenda. E’ una piccola, grande conquista, che fa del festival non solo una manifestazione estiva, ma un
progetto di lunga durata, che va oltre il Molise e riguarda le cento, mille sale che i piccoli paesi italiani potrebbero
riaprire . Ed è anche una forma di resistenza culturale, in assoluta controtendenza visto che anche nelle grandi città
i cinema chiudono continuamente, di fronte alla disintegrazione delle identità civili e comunitarie, alla sparizione
dei luoghi pubblici di condivisione, alla degenerazione individualistica del tessuto sociale, alla deriva pettegola e
ignorante di tanta, troppa televisione.
Intanto il festival Molisecinema cresce ogni anno di più e rafforza il suo carattere internazionale. Lo dimostra non
solo la grande quantità di film corti e documentari che ci sono giunti da tutto il mondo (oltre 750, da ben 54 paesi
dei cinque continenti), ma anche l’alto livello qualitativo che ha reso difficile, e in alcuni casi “dolorosa”, l’opera di
selezione.
La settima edizione presenta un programma fitto e articolato, per una sei giorni intensa e spettacolare di cinema e
non solo. La sezione competitiva “Paesi in corto” ci offre una panoramica attualissima del mondo del
cortometraggio internazionale, con molte anteprime europee e italiane, mentre “Percorsi” è il concorso dedicato ai
titoli italiani. Così come “Frontiere”, il concorso per documentari, apre lo sguardo sul più recente cinema della
realtà. I film in piazza, nella suggestiva arena notturna di Casacalenda, presentano una rassegna del più recente
cinema italiano di qualità. Le proiezioni sono accompagnate da incontri con alcuni dei più attivi registi della scena
italiana d’autore e indipendente: Giulio Manfredonia, Alessandro Piva, Vincenzo Marra, Gianfranco Pannone,
Marco Simon Puccioni, Marco Amenta, Gianfranco Rosi…E poi Elio Germano, nuovo talento del cinema italiano,
che si esibisce in un’inedita veste di musicista con il gruppo le “Bestie rare”.
La mostra sul cinema del grande Tony Vaccaro, insieme alla retrospettiva su Carlo Montuori, direttore della
fotografia di “Ladri di biciclette” e del cinema neorealista, celebrano due grandi maestri molisani dell’immagine. Le
finestre sul mondo rappresentate dal focus sulle migrazioni, dalla rassegna argentina curata dal festival di cinema
indipendente di Mar del Plata, dal progetto “Camera mia” sui giovani del Mediterraneo, dall’iniziativa sull’Africa in
collaborazione con Amref, promuovono il cinema come strumento di dialogo tra popoli e culture.
E infine una fitta serie di eventi al confine e oltre il cinema: la videorte, presentata nella Galleria civica di arte
contemporanea di Casacalenda e in altre sedi; i concerti ispirati ai temi musicali del grande cinema, le installazioni
nel centro storico del paese promosse da Kalenarte, il blob d’autore di Manyg, i libri, gli “after festival” con video e
musica e tanto altro ancora. E poi un’iniziativa per lanciare un grido d’allarme sui pericolosi tagli alla cultura e al
cinema che si stanno verificando in Italia. Al termine del festival, partirà come di consueto MoliseCinema Tour che
quest’anno tocca Lupara, San Giuliano di Puglia, Guglionesi…
Habemus cinema, con MoliseCinema!
Buone visioni, buon divertimento.
Federico Pommier Vincelli
Paola D’Annessa
Francesco D’Imperio
Pasquale D’Imperio
Salvatore Di Lalla
Cristian Ferrao
Daniele Fornillo
Gianni Mastrovito
Leo Ruberto
Per l’ Associazione MoliseCinema
SEZIONI
PAESI IN CORTO – CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI
Mahdi Fleifel
ARAFAT & I
M. Fleifel, Zein Jaffar
Regno Unito
15’10’’
Marwan, palestinese, è innamorato di Lisa, la ragazza che sposerà, perfetta in tutto e per tutto e nata lo stesso
giorno di Arafat. Lisa è davvero consapevole del significato di questa coincidenza?
Mahdi Fleifel (Dubai, 1979) è di origine palestinese e ha vissuto negli Emirati Arabi, in Libano e in Danimarca. Ha
studiato cinema a Copenaghen, produzione alla International Film School del Galles e si è poi specializzato in
regia alla National Film and Television School di Londra. Ha realizzato: 4 Weeks (2008), The Writer (2007),
Hampudi and Eli (2004) e Shadi in the beautiful well (2003).
Massoud Bakhshi
ARAYESHGAR E BAGHDAD
Adnan Shahtalaee
Iran
12’
Storia di un barbiere di Baghdad, costretto a pagare il prezzo di ciò che più desidera al mondo…
Massoud Bakhshi è nato a Teheran. Diplomato al liceo in fotografia e cinema, ha proseguito gli studi universitari in
ingegneria rurale; ha poi studiato filmografia In Italia (1999) e finanza culturale in Francia (2005). Lavora come
critico, sceneggiatore e produttore.
Paolo Zucca
L’ARBITRO
Luca Pusceddu, Gilberto Idonea,
Franco Fais, Teresa Matta,
Giorgio F. Zucca
Italia
15’
I destini di due ‘ladroni’ si intrecciano su un disastrato campo di calcio in occasione di un surreale derby calcistico
di infima categoria. Uno dei due, è un arbitro professionista declassato, l’altro è un ladruncolo. Sullo sfondo, la
folla dei tifosi, incontrollabile e capace di tutto.
Paolo Zucca ha frequentato la Scuola RAI per sceneggiatori e si è poi diplomato in Regia a Cinecittà. E’ co-autore
del lungometraggio Gli Angeli di Borsellino (2003), valutato come Opera di Interesse Culturale Nazionale dal
Ministero per i Beni Culturali. Ha realizzato cortometraggi e spot.
Premi: L’Arbitro ha ottenuto diversi premi, tra cui: Clermont-Ferrand - Premio Speciale della Giuria; David Di
Donatello per il miglior cortometraggio italiano del 2008; Premio del Pubblico al Lille European Short Film Festival
(France).
Daniel Rezende
BLACKOUT
Wagner Moura, Augusto Madeira
Brasile
10’
Un consulente parlamentare s’introduce con un amico in una sala conferenze vuota per fumare uno spinello e
rilassarsi dopo una settimana di lavoro, ma le cose si mettono male…
Daniel Rezende ha curato il montaggio di film celebri come City of God, I Diari della Motocicletta e Dark Water.
Questa è la sua prima regia.
Kajsa Naess
BYGNINGSARBEIDERES/MURATORI
Norvegia
6’
Protagonisti due muratori che hanno una conversazione quotidiana su questioni di importanza esistenziale….
Kajsa Naess, classe 1970, è una regista di animazione, insieme a Lise Fearnley detiene la società di produzione
Microfilm AS che ha prodotto cortometraggi che hanno vinto vari premi internazionali, tra cui un Oscar.
Alfonso Ruizpalacios
CAFE PARAISO
Tenoch Huerta, Jose Stefami,
Sophie Alexander Katz
Messico
11’
Due immigrati messicani lavorano come cuochi al Paradise Caffè, tutto il giorno impegnati a cucinare e servire. Il
più giovane dei due comincia a interpretare le prove generali delle sue dimissioni, attraverso le quali spera di
riconquistare la giovinezza, la dignità e perfino l’amore. Ma realtà e finzione cominciano a confondersi.
Alfonso Ruizpalacios è nato a Città del Messico e ha studiato recitazione alla Royal Academy of Dramatic Arts di
Londra. Ha scritto e diretto alcune serie televisive e attualmente sta lavorando al progetto del suo primo
lungometraggio, “Güeros”.
Premi: Cafe Paraiso ha vinto diversi premi, tra cui Miglior cortometraggio, Miglior regista e Miglior fotografia allo
Short Shorts Film Festival México; Miglior cortometraggio messicano al XIII Festival Internacional de Cine di
Guadalajara 2008; Premio Signis al XXI Encuentro Cines de America Latina 2009 (Toulouse, Francia).
Teun van der Zalm
DE BREUKLIJN/LACRIME
Ilse Heus,
Niela Horeman, Tijnde Jony
Paesi Bassi
5’24’’
Il cortometraggio parte dalla considerazione che, al giorno d’oggi, sono sempre di più le coppie con figli che si
separano. Il protagonista è un bambino alle prese con l’imminente divorzio dei genitori…
Produttore, regista e visual artist, Teun van der Zalm si è diplomato alla Utrecht School of Arts nel settore
Animazione. Tra i suoi progetti, Over e City of Lights
Armin Miladi
FOUND/RINVENIMENTI
David Keirnan
Australia
7’
Un ragazzo che si trova a fare i conti con un’esistenza vuota decide di intraprendere un viaggio per riflettere e
ritrovarsi. Si fermerà sul bordo di un precipizio metaforico e a quel punto dovrà decidere se fare il passo risolutivo.
Di origini iraniane, Armin Miladi vive in Australia dal 2004. Pur essendo ingegnere professionista, è cresciuto in un
ambiente artistico e si dedica da anni a pittura, musica, cinematografia e critica. Found è il suo primo
cortometraggio.
Hong Sunghoon
GIRL
Jo Youngjin,
Na Haeryung
Sud Corea
17’30”
Un uomo che lavora in un’officina riceve un’inattesa visita da una ragazzina che dice di essere stata messa incinta
da suo figlio. La sua vita, da quel momento, si complica.
Hong Sunghoon, classe 1978 e di nazionalità coreana, ha una laurea in Cinema e Teatro, conseguita nel 2004
alla Kyungsung University, e un diploma in regia della Korean Academy of Film Arts. Realizza cortometraggi dal
2002.
Daniel Elliott
JADE
Aisling Loftus,
Michael Socha, Jonny Phillips
Regno Unito
15’30”
Jade è tormentata da una decisione cruciale che deve prendere, ma appare sempre più evidente che la sua strada
è in realtà già segnata.
Daniel Elliott ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i cortometraggi che ha realizzato negli ultimi anni, come The
making of parts (premiato tra gli altri al Venice Film Festival 2006), Fender Bender (Premio U.I.P. Best European
Short Film - Tampere Film Festival, 2003), e Getting There (2001).
Premi: Jade ha vinto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino 2009.
Gaston Rothschild
UN JUEGO ABSURDO/
UN GIOCO ASSURDO
Martin Piroyansky,
Eliana Gonzalez
Argentina
12’30”
Durante una festa, Javier, incontra Romina, la ragazza di cui è innamorato. In un gioco tra realtà e fantasia, Javier
comunica i propri pensieri rivolgendosi direttamente allo spettatore, per riuscire a conquistare Romina.
Gaston Rothschild ha studiato marketing e produzione cinematografica. Ha lavorato come produttore per la TV, la
radio, il cinema e il teatro. Ha prodotto film indipendenti come Rockabilly e Vacaciones en la Tierra. Un Juego
Absurdo è la sua prima regia.
Carlo De Rosa
LARSEN/FEEDBACK
Laurence Iseli,
Christian Gregari,
Daniel Vouillamoz
Svizzera
13’25”
A trent’anni Zora sente che è giunta l’ora di trovare la sua vera vocazione. Quando il suo amante Gerard si decide
a lasciare la moglie per stare con lei, i suoi dubbi riemergono e la confusione si fa nuovamente strada.
Carlo De Rosa, regista, sceneggiatore e drammaturgo, è nato a Napoli nel 1975 e vive in Svizzera dall’età di otto
anni. Ha studiato e praticato teatro in Florida, discipline artistiche a San Pietroburgo, e produzione a Hollywood. Il
suo secondo cortometraggio, Killing Time, ha ottenuto diversi premi. La sua filmografia recente include: One with
the One, Pina Da Rosa, Making Ice, Vis-à-Vis, Pas Tous Les Jours l’Olympe.
Laurent Denis
LES DOIGTS DE PIED/
LE DITA DEI PIEDI
Andre Simon,
Didier Colfs,
Micheline Goethals
Belgio
11’13”
Arthur vive in una piccola stanza all’interno di una casa per anziani. Nessuno va mai a trovarlo. Un giorno, però,
improvvisamente riceve una misteriosa visita.
Laurent Denis è nato nel 1972. È sceneggiatore, produttore e distributore. Ha scritto, tra le altre cose, The Red
Button, corto selezionato al Venice IFF e il lungometraggio Red ants di S. Carpiaux, per il quale ha ricevuto il
premio scrittura al CNC (Francia). Le dita dei piedi è il suo primo lavoro di regia.
Bevan Walsh
LOVE DOES GROW ON TREES/
L’AMORE CRESCE SUGLI ALBERI
Luke Ward-Wilkinson,
El Krajewski,
Tom Brooke
Regno Unito
10’
Love Does Grow on Trees è una commedia che narra i turbamenti di un giovane adolescente alla scoperta delle
riviste per soli adulti e dell’universo femminile.
Bevan Walsh, diplomato in regia e sceneggiatura, lavora nel cinema da circa dieci anni. Insegna regia presso il
Cineclub Young Filmmakers Network e recentemente ha lavorato dietro le quinte (EDK) di film importanti come
Millions di D. Boyle.
Premi: Love Does Grow on Trees è stato premiato in diversi festival inglesi e apprezzato dalla stampa americana
(New York Magazine’s ‘Best Five Shorts at Tribeca’; Best Newcomer Award al Rushes Soho Shorts Festival).
Juan Gautier
METROPOLIS FERRY
Sergio Perìs-Mencheta,
Olaya Martìn,
Pepe Morente,
Ahmed Younoussi,
Xabier Martìnez Murua,
Pedro Martinez Beitia,
Javier Mejìa
Spagna
16’
David, di ritorno da un viaggio in Marocco con i fratelli, alla frontiera con la Spagna assiste a un accadimento
insolito e decide di intervenire.
Juan Guatier, nato nel 1976 e diplomato in comunicazione all’Università di Madrid, ha cominciato a lavorare a
18 anni come assistente regista. Lavora per la TV, realizza corti, videoclip e documentari, si dedica
all’insegnamento e alla musica.
Eric Juhola
NOWHERE KIDS /GIOVANI ERRANTI
Eléonore Hendricks,
Evan Louison,
Naomi Madsen,
Rich Williamson,
Donnie Mastro,
Cheryl Johnston,
Robert Haley,
Gregory Kostal
USA
18’
Georgia, un’adolescente in cerca della madre biologica, s’imbatte in un gruppo di punk di strada diretti verso un
misterioso luogo senza regole. Unitasi a loro, diventa suo malgrado complice di una serie di misfatti e si vede alla
fine costretta a scegliere tra la ricerca di fragili legami familiari e una fuga verso l’ignoto.
Eric Juhola ha studiato presso il Film Program della New York University; è regista, produttore e scrittore.
Recentemente ha prodotto per il Sundance Channel il documentario Off the Grid: Life on the Mesa, candidato al
Gotham Award. Ha inoltre scritto e diretto Size Matters, un corto distribuito da Shorts International. Al momento sta
lavorando alla trasformazione di Nowhere Kids in un lungometraggio.
Nadejda Koseva
OMELETTE
Svetla Tsotsorkova
Bulgaria
7’
Sofia, settembre 1996. La gente si sveglia, ogni giorno, più povera e l’inflazione cresce di ora in ora…
Laureata all’Accademia nazionale Bulgara per il Film e la TV, Nadejda Koseva lavora come regista e produttrice di
cortometraggi: ha diretto The Ritual, inserito in un più ampio progetto premiato a Berlino IFF nel 2005 e prodotto
Waltzes and Tangos from the Village of Whitewater premiato Locarno IFF 2007.
Premi: Omelette ha ricevuto una menzione speciale al Sundance 2009.
David O’Reilly
PLEASE SAY SOMETHING/PERFAVORE DI’ QUALCOSA
Irlanda
10’
Cortometraggio animato ambientato in un mondo futuristico, Please say something racconta le avventure di un
gatto e di un topo sposati, sulla colonna sonora di David Kamp.
David O’Reilly, irlandese, è nato nel 1985 e vive a Berlino; realizza soprattutto film di animazione, video musicali,
spot e film sperimentali.
Premi: Alla Berlinale 2009 Please Say Something ha vinto l’Orso d’Oro per il miglior corto.
Jacob Bricca
PURE
USA
5’
Pure ha lo scopo di scorporare le parti visive di un film d’azione, per riflettere sui cliché visivi del cinema. A partire
da Tom Cruise e Matt Damon che si rincorrono, Pure mostra una serie di scene veloci in modo da far confluire ben
50 film in uno solo.
Jacob Bricca, nato nel 1972, è cresciuto in California dove ha studiato montaggio e cinema. Tra le altre cose ha
curato il montaggio di film come Lost in La Mancha, documentario su Terry Guilliam, e Jimmy Scott: If You Only
Knew. Ha realizzato diversi corti, una serie dei quali dedicati alla critica dei media, e ha ricevuto numerosi premi.
Insegna Studi cinematografici alla Wesleyan University.
Mirey Brantz
SEI MINUTI E MEZZO A TEL AVIV
Nicole Veronica, Ziad Bakri
Israele
6’30”
Cosa succede quando i microcosmi mediorientali sono ammassati per 6,5 intensi minuti in un autobus a Tel Aviv?
M. Bramyz (Tel Aviv, 1970) ha studiato regia alla Camera Obscura – School of Art e regia e produzione di
documentari alla Minshar School of Art, entrambe a Tel Aviv, diplomandosi nel 2007. Ha realizzato nel 2005 Kikar
Atarim.
Jérémy Clapin
SKHIZEIN
Julien Boisselier, Theo Grimmeisen, Mado Debrus
Francia
13’35”
A causa di un meteorite di 150 tonnellate caduto sulla terra, Henry, deve adattarsi a vivere in uno spazio molto
ridotto.
Jeremy Clapin (Parigi, 1974) si è diplomato alla scuola di arti decorative di Parigi. Da allora ha lavorato come
artista grafico e illustratore per giornali e varie case editrici, oltre che come regista pubblicitario indipendente. Ha
realizzato A Backbone Tale nel 2004, film d’animazione premiato in numerosi festival.
Daghan Celayir
TEK NOTALIK ADAM (THE ONE NOTE MAN)/
L’UOMO DA UNA SOLA NOTA
Sehsuvar Aktas,
Sanem Oge,
Naci Ozguc
Turchia
14’
The One Note Man è un percussionista che suona nell’ultima fila dell’orchestra e non viene mai notato da
nessuno. Ha la possibilità di suonare una sola nota per attirare l’attenzione di una donna seduta tra il pubblico.
Daghan Celayir, dopo aver studiato arti visive, ha conseguito un master in produzione cinematografica a Istanbul e
un altro intensivo in letteratura e immagine all’Università di Groningen. Tra i suoi corti, Rebellion of the Machines e
The Man who Never Leaves the Island, premiati in diversi festival.
Premi: One Note Man ha ricevuto numerosi premi, soprattutto in Turchia e in Spagna (Best Short Film al IV Izmit
Short Film Festival; Best Short Film al Silk Road Int’l Film Festival; Premio Speciale della Giuria al XX Istanbul Short
Film Festival; Premio Speciale della Giuria al 53° Seminci International Film Festival)
Dalibor Matanić
TULUM/PARTY
Leona Paraminski, Nikša Butijer,
Anđela Ramljak
Croazia
15’
Party è ambientato a Vukovar, in Croazia, in un giorno d’estate pieno di sole e allegria. Impossibile pensare che la
gaiezza possa essere per qualche motivo offuscata.
Dalibor Matanić, nato nel 1975 a Zagabria, si è diplomato all'Accademia di Arte Drammatica di Zagabria ed è
membro della European Film Academy (EFA). Ha ottenuto diversi premi per i lungometraggi che ha realizzato, tra i
quali Kino Lika (2008), Volim Te /I Love You (2006), Sto Minuta Slave/100 Minutes Of Glory(2005), Fine Mrtve
Djevojke/Fine Dead Girls (2002), e per il corto Suša/Drought.
Mads Dam Jakobsen
GIRL AND ROBOT
Danimarca
4’32’’
Una ragazzina alle prese con la costruzione di un robot.
Mads Jakobsen si è diplomato nel 2008 in Cinema di Animazione presso The Animation Workshop. Girl and
Robot, il suo lavoro di fine corso, è stato presentato in numerosi festival europei. Mads ha in precedenza lavorato
sui seguenti progetti: Down the road (corto), Hungry Hamsters (trailer), Forstumt (film per scuole).
PERCORSI – CONCORSO ITALIANO
Concorso italiano cortometraggi
Stefano Anselmi
ALICE
Isabella Ragonese, Mariella Valentini
Italia
8’30’’
Come ogni domenica, Alice va a trovare sua madre Giulia ricoverata in una clinica psichiatrica: scopriremo presto
che in realtà l’identità delle due donne è diversa da quella che appare e che Giulia non è la madre di Alice…
Stefano Anselmi (Milano, 1974), diplomato presso la Civica Scuola di Cinema, ha lavorato come aiuto regista per
alcune serie tv e per il cinema, collaborando con Carlo Vanzina e Sergio Martino. Ha diretto alcuni documentari,
tra quali Una visita in fabbrica e Opinioni di un clown, trasmessi in TV e in vari festival, e diversi episodi della soap
opera Agrodolce, ideata da Giovanni Minoli e prodotta per Rai Fiction e Rai Educational. È in fase di preparazione
il suo primo lungometraggio per il cinema.
Andrea Rovetta
L'AMORE E' UN GIOCO
Neri Marcore'
Italia
Cecilia Dazzi, Mattia Sbragia,
Stefano Fresi, Vanni Bramati
13’
La sofferenza d’amore è un’esperienza che abbiamo provato tutti, è un dolore che prima o poi ci segna
inesorabilmente. Almeno finché non troviamo il modo e la forza di reagire.
Andrea Rovetta è nato a Brescia. Dal 2006 vive a Roma, dove lavora come film-maker. I suoi film sono: Buzz
(2003); Il Pollo-The Chicken (2004); Matilde Interno 8 (2004); La Scarpa (2005); A Piedi Nudi Sul Palco (2007).
Costanza Quatriglio
ARTICOLO 11
Italia
5’34’’
Un uomo viene scagionato dall’accusa infondata di pedofilia. Uscito di prigione scrive al figlio che l’ha rinnegato,
ricordando l’esperienza terribile del carcere e l’unico conforto ricevuto, quello di un giudice deciso a provare la
sua innocenza. Articolo 11 fa parte di un progetto audiovisivo dedicato agli articoli della Dichiarazione Universale
sui diritti umani (All human rights for all).
Costanza Quatriglio, nata a Palermo nel 1973, è laureata in Giurisprudenza e diplomata in Regia al Centro
Sperimentale per la Cinematografia. Insegna cinema documentario all'Università Cattolica del Sacro Cuore di
Milano. Film recenti: L'Isola (2003); Il mondo addosso (2006); Comandare. una storia zen (2004); "Raìz - radici a
capoverde" (2004); Percorsi di accompagnamento al lavoro per minori stranieri non accompagnati (2006); Capo
Verde - un arcipelago nell’Atlantico (2004); Metro ore 13 (2005).
Simone Gattoni ASPETTANDO LE QUATTRO DEL POMERIGGIO, CIRCA... Silvana Trucchi
Romano Gromi
Italia 11’30’
Una donna che lavora in un bagno pubblico passa le sue giornate in solitudine, senza che accada mai qualcosa di
particolare, leggendo riviste di gossip e annunci matrimoniali. Un giorno un uomo inizia a frequentare il bagno,
tornando sempre alla stessa ora…
Nato a Broni (PV) nel 1984, Simone Gattoni si è laureato all'Università di Hertfordshire nel 2007 in Media design
and production e ha conseguito diversi diplomi, tra cui quello di film producer indipendente presso l’Hollywood
Film Institute. Ha scritto, diretto e prodotto diversi cortometraggi, tra cui Fobiagora (2007), 2012: Changing the
Face of London (2006), Tripping (2006), Killer Lullabies (2006).
Giulio La Monica
AU PAIR
Pascal Zullino, Elisa Di Eusanio
Italia
17’
Periferia di Torino. Ivano Ceccarelli è un paraplegico di 43 anni che vive con l’anziana madre. Quando questa
viene a mancare, Ivano si trova costretto ad andare in una casa di cura, ma l’incontro con Erika, una giovane
prostituta, cambierà il suo destino.
Giulio La Monica è nato a Catania nel 1981, ha studiato all’Università di Bologna e si è diplomato al Centro di
Cinematografia. Ha realizzato cortometraggi di animazione (La fetida città di un rapido amore 2003, I pupi e
Gatto G 2004), documentari e corti (Divieto di sosta, Ritratto Giovanna Marini, Born Somewhere, Gioco di
Società).
Guido Tortorella
CRONACA DI UN RAPIMENTO
Patrizia Loreati,
Pietro De Silva,
Beniamino Marcone,
Astrid Meloni
Italia
15’
Graziana fa la cameriera e per una vita più decorosa sarebbe disposta a fare qualunque cosa, anche a rapire la
figlia del suo datore di lavoro egiziano per chiedere un consistente riscatto, nonostante la sua totale inesperienza
nel mondo del crimine . Suo figlio Michele, aspirante regista di cinema, decide di realizzare un video per chiedere i
soldi...
Guido Tortorella nasce a Milano il 24/09/1977. Nel 2007 si diploma presso la Scuola Civica di Cinema,
Televisione e Nuovi Media di Milano. Il suo cortometraggio Bere il mare vince il Lucania Film Festival (2005) e
ottiene il Premio della critica al Festival di Maremetraggio (2006). Il suo primo videoclip Welcome to my loft vince
il Premio Salamandra al Festival Zerotrenta 2006. Frequenta il corso di Regia del Centro Sperimentale di
Cinematografia di Roma.
Clara Salgano
ESPERANDOTE/ASPETTANDOTI
Dolores Marrero, Marino Pino
Italia
10’14’’
Tania scopre suo malgrado che non esiste integrazione che possa sconfiggere la crudeltà della lontananza, per
quanto lei possa essere perfetta.
Nata a Quito (Ecuador) nel 1971, dove ha studiato recitazione, è stata protagonista della prima telenovela
prodotta in Ecuador e conduttrice di un programma di alfabetizzazione per bambini, oltre che attrice in diversi film
e serie TV. Giunta in Italia nel 1994, si è occupata inizialmente di mediazione linguistica e culturale per poi
dedicarsi alla regia e sceneggiatura (Sottopelle 2005; La Giornata di Eva 2007).
Fabrizio e Bruno Urso
LUIGI INDELICATO
Ignazio Barcellona,
Ture Magro, Lucia Vitale,
Florinda Perrotta, Salvo Platania
Italia
14’
Luigi è un giovane falegname che riceve minacce dalla malavita organizzata e si trova costretto a procurarsi dei
soldi per far fronte alle pressanti richieste. Non riuscendo però a mettere insieme la somma pretesa, inizia a vivere
sospeso nella speranza che arrivi una risoluzione improvvisa.
Nati a Catania nel 1983 i due fratelli sono laureati in Scienze della comunicazione all’Università di Catania.
Hanno lavorato come montatori con il gruppo Futura e collaborato con il Laboratorio multimediale di
sperimentazione audiovisiva dell'università di Catania, occupandosi della post produzione di vari progetti. Sono tra
i fondatori della Nois, società di produzione e post produzione audiovisiva. Nel 2007 hanno realizzato k positivo,
documentario che indaga sulla vita degli autotrasportatori italiani.
Stella Di Tocco
MACCHIE DI SOLE
Michela Chiariello, Stefano Bottone
Italia
18’
In un paesino balneare della costa laziale la dodicenne Adriana incontra il piccolo Tommaso, riflesso
dell’innocenza che lei è sul punto di perdere.
Stella di Tocco (Roma, 1973), dopo una laurea in Scienze politiche studia regia a Madrid presso la scuola di
cinema ECAM. Macchie di sole è il suo primo lavoro in 35mm
Blu
MUTO
Italia
7’
Un’ambigua e surreale animazione dipinta sui muri pubblici: da Baden a Buenos Aires.
Blu inizia la sua carriera artistica seguendo la passione per il disegno e l’arte pubblica, in particolare quella non
autorizzata. Proviene dalla cultura dei graffiti e ha sviluppato uno stile figurativo molto personale.
Premi: Muto è stato premiato in numerosi festival internazionali, tra cui: Primo premio “Cortoperscelta”-Corto Italia
(2008); Grand Prix al Festival Clermont-Ferrand (2009); Premio Città di Genzano per il Miglior film italiano alla
XIII edizione de “I castelli animati”.
Vieri Brini
Emanuele Policante NOSTALGICO AVVENIRE
Valentina Ottino,
Italia
14’
Alessandro Portalupi,
Rodolfo Mongitore, Gianfilippo Caligaris,
Piero D’Andrea
Un gruppo di sovversivi ha come obiettivo il controllo demografico della nazione. L’unico modo di risolvere il
sovraffollamento del nostro Paese è prelevare tutti i vecchi e spedirli nello spazio.
Vieri Brini, nato a Gattinara (VC) nel 1979, è laureato in Teoria e tecnica del linguaggio audiovisivo presso
l’Università di Torino; ha studiato presso la scuola di Televisione RTI e ha seguito un Corso per produttore creativo.
Emanuele Policante, nato a Biella nel 1978, è laureato in Lettere, indirizzo storico-cinematografico, presso
l’Università di Torino, anno 2005. Filmografia in comune: Mantra D’attesa (corto, 2007); Satan has a strange
haircut (videoclip, 2008); Non Puoi, Sintomi di gioia (videoclip, 2008).
Matteo Dell' Angelo
7 e 1/2 AL GRAMMO
E. Conti, Riccardo Davoli,
Italia
Edoardo Franzini Tibaldeo, M. Chiuse,
Emanuele Ajello, Daniele Conti,
Lorenzo Avellino, Stanislao Conte,
Roberto Brunetti aka Er Patata,
Ivano de Matteo, Elia Jacopo Barilli,
Salvatore Scattareggia aka “Turi”
14’
Quattro ragazzi escono di scuola. Neanche 12 ore dopo saranno tutti in carcere. Lo sfondo è quello di un
microcosmo giovanile che impatta contro la cruda realtà della legge.
Matteo Dell’Angelo è un giovane liceale alla sua prima esperienza nel raccontare una storia accaduta realmente.
Marco Danieli
ULTIMA SPIAGGIA
Giorgio Tirabassi, Francesco Brandi,
Erika Banchi, Maria Teresa Ricci
Italia
5’
Uno strano risveglio, una spiaggia deserta, una roulotte solitaria immersa nel bosco, e soprattutto, una stramba
famigliola romana. Sono questi gli ingredienti che faranno vivere al povero Mauro una vacanza da brivido. Marco
Danieli è nato nel 1976, vive a Roma e si è diplomato in Regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Ha lavorato come regista, autore e montatore in diverse produzioni, anche indipendenti.
I suoi cortometraggi sono stati presentati in molti festival internazionali.
FRONTIERE – CONCORSO DOCUMENTARI
Giovanni Piperno
CIMAP
82’
Un viaggio folle: 77 malati mentali e 130 tra operatori, psichiatri, familiari e volontari, in treno da Venezia a
Pechino, passando per Ungheria, Ucraina, Russia e Mongolia. Tra questi 200 viaggiatori appassionati ed
impasticcati, un gruppo di otto invincibili – di tutte le età, di tutte le categorie, e dalle diverse diagnosi - ha una
missione da compiere: inventare un evento creativo che coinvolga l’intero treno, per comunicare al mondo, una
volta arrivati a Pechino, il senso di questo surreale quanto concretissimo viaggio.
Giovanni Piperno (Roma, 1964) dopo la maturità ha seguito un corso di fotografia con Leonard Freed (ag.
Magnum). Ha lavorato come assistente operatore con registi del calibro di Gilliam, Scorsese, Moretti, Milani e
direttori della fotografia come Spinotti, Lanci, Kaminski. Dal 1997 dirige programmi televisivi e documentari.
Nel 2003 con “L’esplosione” vince il Torino film Festival. CIMAP è stato presentato al 61° Festival di Locarno.
Ale Corte
COLORES EN EL FIN DEL MUNDO
56’
Nel 2006, la Benetton ha celebrato quarant’anni di attività. Quarant’anni di impegno di alto livello nelle questioni
sociali e nell’uguaglianza razziale. Ma, allo stesso tempo, mentre promuoveva i suoi “united colours” con
campagne pubblicitarie altamente controverse, l’azienda ha, secondo quanto si asserisce, espropriato una coppia
di indigeni Mapuche disoccupati che si era stabilita su 385 ettari di una terra della Benetton in Argentina per
allevare capre e coltivare ortaggi. La polizia ha demolito la casa della coppia e ha confiscato i buoi e il terreno
coltivato. Altra gente Mapuche ha avuto limitato l’accesso all’acqua, ai trasporti e gli è stato perfino proibito
l’accensione di fuochi. Può la Benetton continuare a mantenere la sua alta e apprezzata reputazione mondiale?
Agli inizi della sua carriera, Ale Corte era uno sciatore e uno snowboarder estremo. Successivamente, si è spostato
nel campo della pubblicità sportiva, producendo diverse linee di abbigliamento sportivo. La produzione di eventi e
il suo stretto contatto con il mondo dei media, lo ha portato a intraprendere una carriera nella produzione di film e
nella TV. Dopo la formazione come ingegnere del suono e lavorando come fonico per diversi film, ha deciso di
produrre il suo primo documentario.
Vincenzo De Cecco
Riccardo Cremona
MISS LITTLE CHINA
60’
Le cinesi d'Italia, le loro aspirazioni da adolescenti, così simili a quelle delle nostre ragazze, ma appesantite dalla
precoce necessità di essere sagge e d'aiuto alla famiglia. Cinque aspiranti bellezze, cinque ordinarie famiglie di
emigranti. Tra ristoranti, laboratori tessili e negozi d’import-export. Un viaggio lungo la penisola seguendo le loro
tracce. Per scoprire che, nelle pause dei turni estenuanti, quelle mamme, che credevamo delle macchine da lavoro,
si emozionano sino a piangere parlando delle figlie.
Il film nasce dalla collaborazione con Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò, autori del libro "I cinesi non muoiono
mai", edito da Chiare Lettere.
Vincenzo De Cecco ha conseguito nel 1966 il diploma alla London International Film School. Ha curato La regia
di numerosi documentari tra i quali “Occhi su Roma” (con Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni), co-prodotto da
Nanof-visitorQ per RAI Cinema.
Riccardo Cremona ha diretto “Commissariato Trevi-Campo Marzio” (con Vincenzo De Cecco e Flavia Pasquini)
produzione VisitorQ per Fox International Channels Italy); "Radiovisione" (con Gregorio Paolini), produzione
Hangar per Rai; "Il Viaggio di Giuseppe" (con Emma Rossi-Landi e Giulia Tronci); un episodio della docu-fiction
"Diario di Classe”.
Pippo Mezzapesa
PINUCCIO LOVERO –
SOGNO DI UNA MORTE DI MEZZA ESTATE
Pinuccio Lovero
62’
Il sogno di Pinuccio Lovero è fare il becchino, a 40 anni ci riesce e viene assunto nel cimitero di Mariotto frazione
di Bitonto. Aspetta il suo primo funerale che non arriva, perché dal giorno della sua assunzione…
Dopo la laurea in giurisprudenza, Pippo Mezzapesa (Bitonto-BA) segue un laboratorio di sceneggiatura organizzato
da Tracce s.n.c e dirige il suo primo cortometraggio, ”Lido Azzurro”, nel 2001. Nel 2003 ha girato la
sceneggiatura di alcuni episodi del film collettivo A Levante. Nel 2004 produce il suo secondo cortometraggio,
Zinanà". Il suo terzo corto, intitolato "Come a Cassano", è dedicato al calciatore Antonio Cassano di Bari.
Jorge Tsabutzoglu; Javier Estella
PUEBLOS SIN CAMINO
45’
Aineto, Ibort e Artosilla sono tre cittadine delle montagne pre-pirenaiche che sono state abbandonate negli anni
50’. 30 anni dopo sono state ripopolate da un gruppo di persone che cercano uno stile alternativo di vita. E’ nato
così un’associazione che promuove il recupero dei villaggi “eco compatibili”. Fernando, un uomo di Zaragoza che
sta andando in pensione, decide di lasciare la città per integrarsi nella nuova comunità.
Nato a Malaga nel 1975, Jorge Tsabutzoglu è un cineasta autodidatta e ha esordito con il cortometraggio
“Despecho”. Con la sua seconda opera, “Buscando un Respiro”, ha intrapreso la strada del documentario. Ha
fondato una sua casa di produzione.
Chiara Malta
ARMANDO ET LA POLITIQUE/ARMANDO E LA POLITICA
Francia
74'
Chiara si chiede se suo padre Armando abbia davvero rimosso tutto e come sia possibile che, dopo tanti anni di
militanza socialista, sia passato a votare Berlusconi.
Chiara Malta, nata a Roma nel 1977, dopo la laurea al DAMS si è trasferita in Francia per studiare agli Ateliers
Varan. Vive e Parigi, dove scrive e realizza film. Armand et la politique ha partecipato a diverso festival internazionali
tra cui Il 26° Torino Film Festival.
FRONTIERE – CONCORSO DOCUMENTARI BREVI
Il concorso è dedicato ai documentari italiani ed internazionali che offrano, in maniera innovativa, uno sguardo sul
cinema del reale e sulla integrazione dei linguaggi tra fiction e documentario.
Denes Nagy
BERLINSKAYA FUGA
Ungheria
14’
Immagini impressionanti dall’est dell’Ucraina, girate nella metropoli industriale di Donestk, tra inquinamento e
quartieri degradati. Alesia, 5 anni, cresce con calore e speranza nella sua famiglia. Fino a quando non deve
affrontare la realtà.
Denes Nagy (1980) ha studiato all’Università di cinema e teatro di Budapest e a Berlino. I suoi corti sono stati
selezionati in numerosi festival internazionali, ricevendo diversi premi.
Frank Kelly
BILL, FOR SHORT
Noel Kelly
Irlanda
10'
Un ragazzo ritrova le vecchie scarpe di suo nonno e le utilizza durante l'arco di una giornata per camminare
mentre riflette sulla vita.
Fran Kelly ha studiato arte, design e fotografia. Ha un diploma in animazione. Il suo primo film, Emily’s song, è
stato selezionato in oltre trenta festival internazionali, ricevendo diversi premi.
Alessandro Molatore
CHILDREN OF MANILA/
BAMBINI DI MANILA
Italia/Irlanda
15’
Children Of Manila racconta le storie di tre bambini di strada, delle loro famiglie e delle loro speranze
nell'educazione.
Alessandro Molatore (Morbegno, 1979), ha vissuto e studiato in Italia, a Bologna, California e Germania.
Attualmente vive in Irlanda. Tra i suoi lavori, Dog from hell (202); Clic (2003); DoMani (2004); Jack, Jill and the
green Devil (2006); Cactus (2007); The Cementery people (2008).
Oscar de Julian
DOPPELGANGER
Spagna
20'
Oscar de Julian scopre che esiste un altro Oscar de Julian. Da quel momento in poi le loro vite si intrecciano e le
due storie finiscono per fondersi.
Nato a Madrid, Oscar de Julian è laureato in filologia spagnola. Ha lavorato come sceneggiatore e direttore del
casting per la casa di produzione Artimaña Producciones. I suoi lavori di sceneggiatura includono lungometraggi
come Shacky Carmine e De Salamanca a ninguna parte realizzati per Chema de la Peña.
Stéphane Valentin
GENOCIDE/
GENOCIDIO
Francia
25’
Un ritratto spietato e brutale della vita di un rifugiato, Tutsi Révérien Rurangwa, vittima del genocidio ruandese del
1994.
Michal Kranot, Uri Kranot
THE HEART OF AMOS KLEIN/
IL CUORE DI AMOS KLEIN
Israele, Olanda
15’
Durante un’operazione di trapianto di cuore, mentre sta lottando tra la vita e la morte, Amos Klein ripensa ai
momenti salienti della sua vita, che corrispondono alle tappe più importanti della storia di Israele.
Michal (Tel Aviv, 1975) e Uri Kranot (Gerusalemme, 1977), sono registi indipendenti attivi nel campo
dell’animazione. Già membri del Netherlans Institute for Animation Film, oggi insegnano entrambi tecniche di
animazione all’Animation Workshop in Danimarca e alla Bezalel Art Academy in Israele. Con i loro cortometraggi
hanno ricevuto numerosi premi internazionali.
Ken Wardrop
THE HERD/
LA MANDRIA
Irlanda
4’
Un agricoltore e sua madre parlano dell’arrivo di uno strano animale tra il loro bestiame.
Ken Wardrop vive e lavora a Berlino. Ha completato i suoi studi alla ADT National Film School in Irlanda. Si è
specializzato in regia di documentari. Ha realizzato corti che hanno ricevuto diversi premi in festival internazionali.
Matt Faust
HOME/CASA
USA
6'
Un toccante ritratto sull’essenza della casa attraverso un dolce ed evocativo ricordo di un’abitazione che è stata
distrutta dall’uragano Katrina.
Matthew Faust, classe 1980, New Orleans. Home, ispirato alla vicenda personale dell'autore coinvolto nella
distruzione della propria casa durante l'uragano Katrina, ha vinto il premio come miglior documentario breve al
Tribeca Film Festival 2009.
Sani Elhadj Magori
NOTRE PAIN CAPITAL/
IL NOSTRO PANE CAPITALE
Senegal/Francia
13’
Nelle strade di Saint Louis (Senegal), Sani Elhadj Magori filma la catena del cibo che ruota intorno al pane: dalla
sua fabbricazione al mercato nero che rifornisce i mendicanti.
Nato a Galmi (Niger) nel 1971, Sani Elhadj Magori si diploma in Algeria come Ingegnere di Stato in Agronomia.
In seguito lavora come giornalista per alcune riviste francesi e nigeriane. Prima di realizzare i suoi primi
documentari frequenta il master in regia documentaria presso l’Università Gaston Berger di Saint Louis in Senegal
organizzato da Africadoc.
Werther Germondari
PANCA POPOLARE ITALIANA
Italia
10’
In un arco temporale di sei anni è inquadrata la stessa panchina di una piazza romana e chi si avvicenda. ..
Werther Germondari (Rimini, 1963), diplomato al Centro sperimentale di cinematografia di Roma e laureato in
Istitutuzioni di regia all’Università di Bologna, svolge da 25 anni una ricerca che si attua attraverso numerosi
media espressivi. Tra i lavori più recenti: Cinque caffè (2006); Traguardo; Trauma; Van amore; B.A.N.G.; Blue
(Sky) Movie (2008); Fin’ora (co-regia/co-direction, 2009).
Eva Weber
STEEL HOMES/CASE D’ACCIAIO
Regno Unito
10’
Steel Homes accompagna lo spettatore alla scoperta dei segreti che si celano dietro le porte di un magazzino di
self-storage. Un mondo incantato pieno di ricordi, testimonianze e tesori nascosti.
Eva Weber, di origine tedesca, vive a Londra e lavora come regista sia di documentari che di fiction. I suoi lavori
sono stati selezionati in numerosi festival internazionali (Sundance, Edinburgo, SXSW, Los Angeles e Tessalonica) e
proiettati in gallerie d’arte e musei, tra cui il MOMA di New York. Film: The Solitary Life of Cranes (2008), City of
Cranes (2007), The Intimacy of Strangers (2005), Makings of a Queen (2000).
PAESI IN LUNGO – VISIONI DEL PIU’ RECENTE CINEMA ITALIANO
Pupi Avati
GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA
Diego Abatantuono,
Italia
Laura Chiatti, Luigi Lo Cascio,
Fabio De Luigi, Neri Marcorè,
Katia Ricciarelli, Gianni Ippoliti
90’
Bologna, 1954: il diciottenne Taddeo vive sotto i portici con la mamma e il nonno e sogna di poter diventare un
frequentatore del Bar Margherita. È così che conosce Bep, che non si toglie mai i guanti da guida perché il padre
gli ha promesso una porche; Gian, che ha ricevuto una lettera d’invito dal Festival di Sanremo; Manuelo, che
commercia in auto rubate e spoglia le donne con gli occhi, e Zanchi, Sarti, Pus e Mentos…
Erano cinque o sei amici al bar. Non sognavano di cambiare il mondo, ma di conquistare una donna, di vincere al
biliardo, al massimo di cantare a Sanremo. Con nostalgica cattiveria, Avati ricostruisce per scherzi e frammenti la
Bologna del '54, vista con l’egoismo di un adolescente. Nel suo piccolo, il regista ci racconta che non siamo mai
stati buoni, anche quando avevamo tanti anni di meno.
Claudio Carabba, "Corriere della Sera Magazine"
Enzo Monteleone
DUE PARTITE
Margherita Buy, Isabella Ferrari,
Marina Massironi, Paola Cortellesi,
Carolina Crescentini, Claudia Pandolfi,
Alba Rohrwacher
Italia
94’
È il 1964, Mina canta: “È l’uomo per me…” e quattro donne si incontrano intorno ad un tavolo per confessare a
se stesse che l’uomo che hanno sposato non è “fatto apposta” per loro né “sa dire parole d’amore”. Negli anni
Novanta quelle bambine sono diventate a loro volta donne e amiche e si ritrovano attorno ad un tavolo: Sara,
Cecilia, Rossana e Giulia sono figlie infelici di madri infelici che (ri)leggono Rilke e sognano “l’umanità
femminile”…
Otto brave attrici (da Margherita Buy a Isabella Ferrari) per una commedia acuta e spiritosa...
Massimo Bertarelli, "Il Giornale"
Marco Risi
FORTAPÀSC
Libero De Rienzo, Valentina Lodovini,
Michele Riondino, Massimiliano Gallo,
Duccio Camerini, Ennio Fantastichini
Italia
108’
È il 1985, quando Vasco Rossi canta “ogni volta che viene giorno” e un giornalista di ventisei anni muore
assassinato per “ogni volta che è stato coerente”. Giancarlo Siani è un giovane praticante, impiegato “abusivo”
per Il Mattino, con il sogno di un contratto giornalistico e di un’inchiesta incriminante contro i boss camorristi e i
politici collusi...
Il protagonista del film di Marco Risi è stato un predecessore dell'autore di "Gomorra". Giancarlo Siani aveva la
vocazione del cronista e, da precario del Mattino di Napoli, si appassionò alle vicende di Torre Annunziata e
raccontò ciò che vedeva, compresi traffici e complicità illeciti. Gli costò la vita, a 26 anni. A determinare il tono
particolare di questo film è la scelta del suo interprete principale. Libero De Rienzo: semplice e perbene, solare,
antieroico.
Paolo D'Agostini, "La Repubblica"
Mirko Locatelli
IL PRIMO GIORNO D’INVERNO
Mattia De Gasperis,
Michela Cova, Andrea Semeghini,
Giuseppe Cederna
Italia
80’
Valerio è un adolescente solitario che si interessa alle cose che lo circondano, come il cielo, il fiume, le foglie degli
alberi, ma che non riesce a vivere la sua meravigliosa età: si limita ad osservare i suoi coetanei stando in disparte,
cercando di misurarsi con loro e di trovare un modo per assomigliargli. Un giorno le cose cambiano: trova
qualcosa, una traccia, la segue e commette un grave errore.
L’intensa opera prima di Mirko Locatelli mette in scena l’angoscia dell’esistenza in un mondo in cui un abbraccio
assume le sembianze della lotta per la sopravvivenza.
Daniela Persico, "La Repubblica"
Francesca Archibugi
QUESTIONE DI CUORE
Antonio Albanese,
Kim Rossi Stuart,
Micaela Ramazzotti,
Paolo Villaggio
Italia
104’
Angelo è un giovane carrozziere che accumula beni, Alberto uno sceneggiatore di successo che spreca parole.
Colpiti al cuore da un infarto e dalla vita, vengono ricoverati nella stessa notte e nella stessa clinica. Vicini di letto e
lontani di mondi, Angelo e Alberto scoprono una zona franca, dove scambiarsi emozioni, ricaricare il cuore e
risollevare lo spirito.
La bravura degli attori, specialmente di Kim Rossi Stuart, è grande; la drammaticità della vicenda pure, e anche la
presenza di Micaela Ramazzotti nella parte della moglie di Kim è essenziale per espressività e femminilità profonde.
Albanese, bravissimo sempre, sembra una molla caricata di vitalità: chiede e chiede al nuovo amico divenuto
ormai indispensabile, vuole lavorare con lui e sperimentare i vantaggi della fatica fisica, si mescola alla famiglia di
lui, pare un cinghiale che frughi alla ricerca di nutrimento.
Lietta Tornabuoni, "La Stampa"
Giulio Manfredonia
SI PUÒ FARE
Claudio Bisio, Anita Caprioli,
Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli,
Bebo Storti
Italia
111’
Milano, primi anni '80. Nello, sindacalista dalle idee troppo avanzate per il suo tempo e ritenuto scomodo
all’interno del sindacato, viene allontanato e “retrocesso” al ruolo di direttore della Cooperativa 180,
un’associazione di malati di mente liberati dalla legge Basaglia e impegnati in (inutili) attività assistenziali.
È arrivato in sordina, nessuno ne sapeva nulla (…) e fa boom. Stiamo parlando di “Si può fare” di Giulio
Manfredonia. Scritto e sceneggiato da Fabio Bonifacci, con passo un po’ favolistico, racconta di un piccolo
esperimento post-basagliano nella periferia milanese.
Roberta Ronconi, "Liberazione"
Marco Bellocchio
VINCERE
Filippo Timi,
Giovanna Mezzogiorno,
Pier Giorgio Bellocchio
Italia, Francia
128’
Siamo agli inizi del Novecento. Un giovane socialista rivoluzionario, Benito Mussolini, incontra una donna
passionale come lui, Ida Dalser, che lo seguirà nella sua azione politica, assecondandone i cambiamenti di rotta,
spogliandosi dei suoi beni per consentirgli di fondare il proprio giornale (“Il Popolo d’Italia”) e dandogli anche un
figlio: Benito Albino, riconosciuto dal padre. Ida però dovrà scoprire che il suo matrimonio, avvenuto in chiesa, ha
molto meno valore di quello che Mussolini ha contratto civilmente con Rachele Guidi da cui ha avuto la figlia
Edda. L’ascesa dell’uomo politico è inarrestabile, così come la sua decisione di escludere dalla propria vita sia Ida
che il bambino. La donna cercherà di convincersi che si tratta solo di una messa alla prova che non potrà che
risolversi in senso positivo. Invece significherà per lei e suo figlio la morte in ospedale psichiatrico circondati da una
cortina di oblio.
Se ogni film in costume parla anche e soprattutto del momento storico che lo ha visto nascere, “Vincere” porta
questo procedimento all’estremo. Ogni immagine è densa e stratificata come una pittura che nasconde e accoglie
altre stesure. Ma non è gusto della citazione o della rilettura di un’epoca attraverso i segni del tempo,
procedimento che potrebbe perfino essere accademico. È confronto, ricerca, officina formale, analisi storica e
politica. Come se la vicenda così esemplare ma fino a ieri dimenticata di Ida Dalser, ricostruita con andatura quasi
a strappi dalla sceneggiatura antinaturalistica di Bellocchio e Daniela Ceselli, riflettesse in qualche modo la
parabola di una nazione intera.
Fabio Ferzetti, "Il Messaggero".
PAESI IN LUNGO – DOCUMENTARI D’AUTORE
MoliseCinema presenta, oltre alla sezione competitiva, una finestra sui più recenti e innovativi documentaristi
italiani. I film saranno presentati dai registi: Vincenzo Marra, Gianfranco Pannone, Gianfranco Rosi, che
dialogheranno con il pubblico del festival:
Vincenzo Marra
IL GRANDE PROGETTO
Italia
71’
Nel 1996, il comune di Napoli approva un progetto di riqualificazione urbana, per la riconversione dell’ex sito
industriale di Bagnoli, che si propone di creare un insediamento a bassa densità abitativa con un’alta qualità
ambientale. Il presidente ed il direttore generale della Bagnoli S.p.A., l’organo preposto alla realizzazione del
progetto, supervisionano il lavoro e dialogano con le istituzioni, i sindacati e la stampa, mentre Biagio, un operaio
di trent’anni, costruisce con la sua gru il futuro della città…
Marra ha filmato stando il più possibile vicino ai protagonisti, pedinandoli ma facendo di tutto perché non
sentissero la presenza della macchina da presa. (…) Una scommessa sul futuro, tra polemiche quotidiane, di un
luogo che rappresenta una lunga storia industriale cominciata nel 1911 e terminata 80 anni dopo.
Stefano Stefanutto Rosa, "Cinecittà.com"
Gianfranco Pannone,
Giovanni Fasanella
IL SOL DELL’AVVENIRE
Italia
77’
Reggio Emilia, 1969. Un gruppo di ragazzi abbandona la locale Federazione giovanile comunista, per dar vita,
insieme ad altri coetanei di provenienza anarchica, socialista, cattolica, all’Appartamento: una comune
sessantottina che insegue il sogno rivoluzionario e che vede nel Partito Comunista, al governo della città, il
tradimento degli ideali partigiani e antifascisti appartenuti ai propri padri e ai propri nonni durante e dopo la
seconda guerra mondiale. Dall’esperienza dell’Appartamento, di lì a due anni, usciranno alcuni tra i più duri
brigatisti rossi degli “anni di piombo”.
Reggio Emilia, 2007. Alcuni dei “ragazzi del 1969” si ritrovano dopo quasi 40 anni nello stesso luogo, un
ristorante sulle colline, dove il gruppo dell’Appartamento compì il salto tragico e fatale nella lotta armata. Seduti
intorno a un tavolo, con rievocazioni a tratti drammatiche, tre ex brigatisti tornati alla vita normale dopo una lunga
detenzione nelle prigioni italiane, ripercorrono una sorta di viaggio a ritroso, alla ricerca delle motivazioni più
profonde delle rispettive scelte.
Il film provoca emozioni e stupori, nasce in buona fede, non ha intenti celebrativi né assolutivi, è un pezzo di storia
che parte dal mito della Resistenza tradita e della Lotta armata per il comunismo, oggi quasi fantascientifica: e la
scena dell' uomo in lacrime spiega già tutto.
Maurizio Porro, "Il Corriere della Sera"
Gianfranco Rosi
BELOW SEA LEVEL
Italia - Usa
110’
In una base militare dismessa, a duecentocinquanta chilometri da Los Angeles e quaranta metri sotto il livello dell
mare, vive una comunità di homeless: un gruppo numeroso di senzatetto che cucinano, leggono, conversano,
fanno l’amore, compongono canzoni, coltivano passioni ed il sogno di tornare ad essere “visibili”. Immersi in un
deserto, torrido il giorno e rigido la notte, i protagonisti sopravvivono fuori dal mondo, rassegnati alla sorte o in
attesa di una seconda occasione.
“Below Sea Level” è uno sguardo misurato sul trauma dello spaesamento, dell’emarginazione e del bisogno di
riannodare rapporti umani significativi.
Mariza Gandolfi, "MyMovies.it"
GIRARE IL MOLISE
“Girare il Molise” è un progetto finalizzato alla promozione del Molise come spazio per la produzione
cinematografica. Ogni anno, in occasione del festival, MoliseCinema promuove la realizzazione di un corto, un
documentario o un lungometraggio girato o ispirato al Molise e che viene presentato durante la rassegna.
L’obiettivo è creare nel tempo un archivio d’autore del territorio molisano e favorire la realizzazione di produzioni
audiovisive.
OLTRE IL MEDITERANNEO
Da MoliseCinema uno sguardo “oltre il Mediterraneo”, alla scoperta di altre culture e punti di vista, che passa
attraverso “Camera mia”, una video-inchiesta internazionale firmata da Alessandro Piva, che vuole raccontare le
giovani generazioni di Paesi diversi, dall’Italia al Giappone.
“Camera Mia”, regia di Alessandro Piva - prodotto da Seminal Film.
L’ idea è quella di misurare e confrontare differenze e contiguità fra i ragazzi provenienti da regioni lontane, a volte
in conflitto tra loro. Ci troviamo di fronte a distanze meramente geografiche, o universi tuttora distinti e conflittuali?
Ragazzi lontani centinaia di chilometri hanno gli stessi sogni, le stesse aspettative, ricordi simili? Oppure l’alterità è
manifesta, ricca di sfaccettature e risvolti inaspettati?
Le interviste di Camera mia si basano su un modulo collaudato e basato sulla gradualità dell’intervento:
cominciano con domande sulla propria camera, la propria città e il colore locale – istituendo in modo ironico e
piacevole un rapporto di fiducia con i ragazzi, alleggerendo il set dal timore reverenziale che spesso incute – per
poi addentrarsi nelle storie personali, nelle prospettive lavorative, nel racconto di eventi collettivi.
MoliseCinema presenta un'anticipazione del documentario, integrato con interviste ai ragazzi molisani sugli stessi
temi, che saranno realizzate appositamente durante il Festival, nei giorni precedenti la proiezione.
Alessandro Piva, nato a Salerno nel 1966, con un percorso da fotografo, montatore e sceneggiatore ha esplorato
il mestiere a 360°. Terminati nel 1990 gli studi di montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia, premiato
al Premio Solinas per due sceneggiature nel ’92 e nel ’93, ha lavorato come documentarista effettuando reportage
in Italia, Africa, Sudamerica, Sud Est Asiatico e Medio Oriente. Come regista di cinema ha all’attivo due
lungometraggi: LaCapaGira, presentato al Festival di Berlino e vincitore del David di Donatello 2000; Mio
Cognato, presentato al Festival di Locarno 2003. E’ nella fase di montaggio il suo nuovo film, Henry. La sua
esperienza si dipana anche nell’ambito della comunicazione pubblicitaria.
Ormai costante negli anni è il suo impegno come regista radiofonico per gli atti unici di Radio3 Rai. Ha una
consolidata esperienza nella comunicazione politica e istituzionale, testimoniata dal recente video per la Biblioteca
del Senato della Repubblica e da diversi spot: Puglia perfetta, girato per la campagna di Nichi Vendola alle
elezioni regionali del 2005 in Puglia, è stato premiato al Galà della Politica nello stesso anno.
Piva si è anche impegnato in campagne sociali per il progresso e la cultura nel Mezzogiorno, come la recente
iniziativa Perotti Point legata all’abbattimento dell’ecomostro Punta Perotti sul lungomare di Bari, che ha portato in
Puglia filmaker di tutta Italia per costruire un documentario collettivo sull’evento. Altro suo campo d’azione è quello
dell’insegnamento; è inoltre membro dell’Accademia del Cinema Italiano.
APPUNTAMENTO AL ROMA
In una situazione generale dove le piccole sale cinematografiche chiudono o lasciano il posto a multisale fredde e
monotone, l’esempio di Casacalenda che ha riaperto dopo 30 anni il “Nuovo Cinema Roma”, meno di 100 posti
nel centro storico del paese, è incredibilmente controtendenza. Noi di MoliseCinema abbiamo iniziato la nostra
attività associativa proprio con questo obiettivo: riaprire il cinema e aiutare a farne riaprire altri cento, mille, nei
piccoli paesi... Siamo una piccola comunità che deve quotidianamente fare i conti con lo spopolamento, la crisi
del posto di lavoro e un futuro mai così incerto, ma la nostra identità e dignità ci ha fatto sempre resistere alle
pulsazioni negative e al pessimismo. Il cinema per noi è questo, un pezzo d’identità ritrovata, uno strumento di
resistenza alla deriva dell’indifferenza e dell’individualismo…
Per festeggiare la rinascita del “Roma”, che nella rassegna proposta ha avuto una grande affluenza di pubblico - e
speriamo possa iniziare una programmazione regolare a partire dal prossimo inverno - abbiamo voluto realizzare
un corto d’autore sul giorno della riapertura della sala che viene presentato durante il festival e arricchisce
l'archivio di "Girare il Molise". Il cortometraggio è stato realizzato con gli allievi della Act Multimedia di Cinecittà.
Associazione MoliseCinema
Gianfranco Pannone
APPUNTAMENTO AL ROMA
Italia
3’5’’
Un cinema che apre, specialmente nel nostro Sud, è sempre un evento da festeggiare. Il Nuovo Cinema Roma di
Casacalenda era chiuso da anni e la caparbietà di alcuni ha fatto sì che tornasse ad essere il cinema di tutti.
“Appuntamento al Roma” lo racconta così, questo piccolo evento, come un appuntamento che i cittadini
aspettavano da tempo. Perché il cinema, malgrado tutto, nell'immaginario collettivo conserva ancora un posto in
prima fila.
WORKSHOP DI REGIA: LE TANTE FACCE DEL DOCUMENTARIO
Durante le giornate di MoliseCinema si svolgerà un workshop di regia del documentario aperto a studenti e
appassionati di cinema. Il regista Gianfranco Pannone, docente al Dams di Roma e responsabile del corso di
Regia del documentario alla Act-Multimedia di Cinecittà, ci conduce in un viaggio attraverso i generi del
documentario, dal reportage al prodotto di intrattenimento, dal documento antropologico al film d'autore,
attraverso alcuni esempi tratti dalle opere più importanti della non fiction europea e americana degli ultimi anni. La
partecipazione è gratuita.
IN RICORDO DI GIAMPIERO PALUMBO
Gianfranco Pannone presenta a MoliseCinema tre Super 8 in ricordo di Giampiero Palumbo, giovane cineasta
originario di Casacalenda, precocemente scomparso. Con lui, Pannone, ha iniziato la sua attività di
documentarista.
G. Palumbo
MOLISE
G. Palumbo e G.Pannone
UNA GIORNATA AI CORSI
riprese e montaggio di G.Palumbo
Italia
Italia
1984
’20 Super 8
15’ Super 8
Il cortometraggio racconta una giornata dei corsi musicali del Campus internazionale di musica al castello di
Sermoneta, dove ragazzi provenienti da ogni parte del mondo si esercitano con gli strumenti in compagnia dei
docenti.
G. Palumbo e G.Pannone
POMERIGGIO
riprese fotografia e montaggio di G.Palumbo
Italia
1985
18’ Super 8
Una ragazza trascorre un pomeriggio solitario in casa, ma inaspettatamente troverà un amico in un testimone di
Geova. Il cortometraggio è una delle prime prove di regia di Gianfranco Pannone.
AMERICHE: MAR DEL PLATA E MONTREAL
DAL MOLISE ALL'ARGENTINA
Collaborazione con il festival internazionale di Cinema Indipendente di Mar del Plata
MoliseCinema ha attivato già dalla scorsa edizione uno scambio con MARFICI, il festival internazionale di Cinema
Indipendente di Mar del Plata, che presenta ogni anno un programma molto articolato, con concorsi di
lungometraggi, corti e documentari, oltre a retrospettive ed eventi speciali. Nell'ultima edizione di MARFICI, svoltasi
nel maggio 2009, è stata presentata una selezione di titoli di MoliseCinema 2008. MoliseCinema, da parte sua,
presenta, nell'edizione 2009 in anteprima italiana, una selezione di titoli del festival argentino.
I film sono introdotti da Miguel Monforte, responsabile del festival di Mar del Plata.
Livia Tendlarz, Federico Arzeno,
Joaquín Marques
y Francisco Alcaro
El Estrado del miedo
(Lo Stato della paura)
César Repetto, Argentina 11'
Pablo Sorensen,
Aníbal Zurita,
Marina Santibañez
Primo premio
concorso di
cortometraggi
Marfici 09
Il “Chairo” è un adolescente che lavora da quando è nato in campagna come bracciante per un possidente
terriero della pampa argentina chiamato ‘il Vasco’. Conducendo le mucche attraverso una laguna, il “Chairo”
disattende gli ordini del Vasco e per questo viene condannato a sopportare un’umiliazione davanti ai suoi
compagni. Da quel momento il “Chairo” organizzerà una vendetta perfetta.
Alejandro Gallo Sacarse las medias con el dedo gordo del pie Moyra Agrelo, Argentina 13'
Prima
(Togliersi le calze con il pollice del piede)
Enzo Ordeig
nomination
concorso di
cortometraggi
Marfici 09
Una giovane coppia, che si vede di tanto in tanto, trascorre tutta una domenica d’inverno senza uscire dal letto. E
così nasce una piccola teoria…
Martín Wain
Holiday on ice
Patricio Thijssen, Argentina
(Vacanze sul ghiaccio) Catherine Ragay,
Adrián Alegre
9'
Seconda nomination concorso di
cortometraggi Marfici 09
Ripresa audiovisiva di un viaggio nell’Antartide che ne documenta i cambiamenti in corso.
Pablo Siciliano,
Eugenio Lasserre
El bosque
(Il bosco)
Oscar Pérez, Argentina 105' Lungometraggio selezionato Marfici 09
Paula Brasca,
Martín Markotic
Il bosco racconta la storia di Dannenberg, un uomo che vive da solo in una casa dispersa nella campagna. Per
mangiare va a caccia con la sua mitragliatrice e vive in una grande monotonia. Una volta al giorno si ferma
davanti a due tombe, incorniciate da un cerchio di legno, dicendo di sentire che a breve qualcuno arriverà. Una
sera, l’orologio del pendolo della casa comincia a funzionare da solo; l’uomo esce di casa molto innervosito e
scopre che due persone si stanno avvicinando con un bagaglio...
DAL MOLISE AL CANADA
Mi ha colpito molto un’espressione di un artista casacalendese/canadese Egidio Vincelli in cui dice “..quell’oceano
che ci divideva oggi è diventato un piccolo ruscello……è proprio così,oggi l’emigrazione sta mutando, le distanze
sono sempre più corte e agevoli e questo grazie a internet e la facilità di movimento….ma c’è un aspetto che non
cambia e forse non cambierà mai è quello del profondo legame con le proprie radici…”; in questo filmato si
percorre questa strada e l’occasione viene data dalla storica tournée del gruppo folcloristico “il bufù” a
Montreal.(Francesco D’Imperio)
Francesco D’Imperio
IL RITMO DEL CUORE
Italia
36’
Un viaggio nella comunità Casacalendese di Montreal, accompagnato dal suggestivo suono del Bufù, strumento
tipico locale.
RAGAZZI
MILLENNIUM-NEWS. DIAMO VOCE AI RAGAZZI DI STRADA. INIZIATIVA IN COLLABORAZIONE CON AMREF.
Il mondo parla di fame, malattie, crisi umanitarie, ma solo chi vive sulla propria pelle la povertà estrema la
conosce davvero. AMREF ha chiesto ai ragazzi e alle ragazze delle baraccopoli di Nairobi, abituati a vivere tra
miseria ed emarginazione ed ignorati dai mezzi di informazione, di raccontare la povertà dal loro punto di vista.
Scrivendo, filmando e fotografando la dura realtà in cui vivono, questi piccoli “giornalisti di strada” hanno prodotto
otto telegiornali di strada, ciascuno dedicato a un Obiettivo del Millennio, e un giornale tabloid per spiegare i loro
problemi e le loro originali soluzioni.
Il progetto ha impegnato – dietro regia e coordinamento di Angelo Loy- 80 ragazzi e ragazze nella realizzazione di
otto veri e propri “telegiornali di strada”, della durata di circa nove minuti ciascuno, dedicati agli otto Obiettivi del
Millennio. I telegiornali sono stati ideati, scritti e girati interamente dai ragazzi di Nairobi, secondo una
metodologia partecipativa già sperimentata con successo da AMREF in due film documentari (TV-Slum, 2002, e
Sillabario Africano, 2006) e in alcuni reportage commissionati da importanti istituzioni (World Bank, UNESCO,
Fondazione Banco di Sicilia).
La proiezione è introdotta da Renata Torrente di Amref e si svolge durante la giornata di MoliseCinema-scuola.
MILLENNIUM NEWS:
* 1. Vinciamo la povertà
* 2. Tutti a scuola
* 3. Potere alle donne
* 4. Basta mortalità infantile
* 5. Aiutiamo le mamme
* 6. Fermiamo le malattie
* 7. Salviamo l'ambiente
* 8. Facciamolo insieme
PROGETTO MOLISECINEMA-SCUOLA
Nel corso dell’ultimo anno scolastico MoliseCinema ha realizzato un progetto didattico di introduzione al cinema
rivolto ai docenti e agli alunni dell’Istituto comprensivo di scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado “Di
Blasio-Cerri” che trova durante il festival il suo evento conclusivo. Riprendendo un tema già affrontato lo scorso
anno con “Filastrocca all’Albicocca”, MoliseCinema affronta di nuovo la questione dei diritti dei minori, e dei
doveri degli adulti, partendo questa volta da una riflessione sul disagio più ampia ed articolata.
Insieme ai telegiornali di strada di “Millennium News”, a cura di AMREF, che ci ricordano che “certe” condizioni
non nascono dalla ineluttabilità degli eventi, ma da responsabilità precise, vengono presentati due corti sui concetti
di violenza e sopraffazione nell’ambito scolastico ed educativo: l’italiano “The new monsters” e l’olandese “Tears”.
Una sezione è dedicata ai cortometraggi realizzati dagli alunni di Casacalenda: “Svitiamo i bulli”, “Fuori c’è il
sole” e “AAA cercasi manovale”.
Per concludere “The code”, geniale e divertente cortometraggio australiano su alunni, insegnanti e strategia.
La giornata di MoliseCinema e scuola è coordinata da Paolo Miozza.
CARTOON NETWORK PRESENTA
Alex Winter
Ben 10 Race Against The Time
Ben 10: Corsa contro il tempo
Graham Phillips,
Haley Ramm, Lee Majors
91’
Ecco l’avventura raccontata nel film in cui vediamo - per la prima volta in carne ed ossa – l’ormai celebre
animazione Ben 10: dopo aver trovato l’Ominitrix, misterioso orologio che lo trasforma in ben 10 eroi alieni
diversi. Ben Tennyson passa l’intera estate nelle vesti di eroe, con l’aiuto della saggia cugina Gwen e di Nonno
Max.
Il film inizia quando le loro avventure estive giungono al termine e Ben sta per tornare ad essere un ragazzino
normale tra scuola, famiglia e amici, cioè alla vita di “ogni giorno”... Se si puó parlare di “tranquilla vita di ogni
giorno” per un ragazzino di 10 anni in grado di trasformarsi in una varietá di super alieni! Infatti, Eon, la nemesi di
Ben, proveniente da un’altra galassia e appare per reclamare l’Ominitrix e distruggere la Terra.
MAESTRI DELL’IMMAGINE
OMAGGIO A MONTUORI
Direttore della fotografia italiano, Carlo Montuori nasce a Casacalenda nel 1885. Esordisce come operatore nel
1907 e nel 1912 inventa un procedimento di luce artificiale per le riprese in interni e per gli effetti notturni
consistente nell’inserimento degli archi voltaici in involucri metallici a forma di imbuto. Dopo aver collaborato con i
principali registi italiani dell’epoca del muto, nel 1926 lavora al kolossal Ben-Hur di F. Niblo. Nel 1929 è
l’operatore di Sole, esordio nella regia di Alessandro Blasetti, stabilendo un sodalizio che porterà alla realizzazione
di otto film caratterizzati da una fotografia di taglio quasi documentaristico. Sarà quest’estetica neorealista a fare di
Montuori l’operatore ideale per i film di Vittorio De Sica.
Muore a Roma nel 1968.
Mario Soldati
PICCOLO MONDO ANTICO
Massimo Serato,
Alida Valli, Ada Dondini,
Mariù Pascoli, Anna Carena
Italia
107’
Franco Maironi, patriota e fervido cattolico, sposa – nella Lombardia austriaca intorno al 1850 – Luisa Rigey
contro il volere della nonna austriacante che minaccia di diseredarlo, e si sistema a Oria, sul lago di Lugano, in
casa di uno zio. Nasce Ombretta che pochi anni dopo annega. È una durissima prova per i due genitori. Mentre
Luisa s'indurisce nel dolore, Franco, sorretto dalla fede, si dà all'azione patriottica. Oppressa dai rimorsi, la nonna
si ravvede. Dal romanzo (1895) del vicentino Antonio Fogazzaro, sceneggiato con Mario Bonfantini, Emilio Cecchi
e Alberto Lattuada.
Roberto Savarese
MAMMA MIA CHE IMPRESSIONE
Alberto Sordi,
Giovanna Pala,
Carlo Giustini,
Fausto Guerzoni,
Luigi Pavese
Italia
98’
Timido, goffo e petulante, Alberto cerca in ogni modo di fare colpo su Margherita. Con la speranza di vincere il
primo premio, partecipa a una corsa indetta dal Centro Podistico Italiano. Da un soggetto di Sordi sceneggiato
dall'attore con Cesare Zavattini e Vittorio De Sica (che si dice abbia diretto gran parte del film), un interessante
specchio della Roma postbellica. Nel suo primo film da protagonista Sordi ha voluto portare sullo schermo i temi, i
modi e l'umorismo di un suo popolare programma radiofonico.
Vittorio De Sica
L’ORO DI NAPOLI
Totò, Paolo Stoppa,
Vittorio De Sica, Sophia Loren,
Eduardo De Filippo
Italia
118’
Film in 5 episodi, tratti da 6 racconti di Giuseppe Marotta, raccolti nel libro omonimo (1947): “Il guappo” (Totò);
“Pizze a credito” (Sophia Loren, Giacomo Furia, Paolo Stoppa); “I giocatori” (Vittorio De Sica); “Teresa” (Silvana
Mangano); “Il professore” (Eduardo De Filippo, Tina Pica). Dall'edizione commerciale fu eliminato “Il funeralino”,
elegiaco e bellissimo. Difficile fare una graduatoria in un film di insolita omogeneità, tematica e stilistica, se non
basandosi sui gusti personali. I suoi limiti sono, in fondo, quelli di Marotta di cui, comunque, si accentua la vena
umoristica più di quella malinconica, l'allegria più che la tristezza. L'oro di Napoli è la pazienza, “la possibilità di
rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza”.
Vittorio De Sica
LADRI DI BICICLETTE
Lamberto Maggiorani,
Lianella Carell, Elena Altieri,
Enzo Staiola, Vittorio Antonucci.
Italia
92’
Derubato della bicicletta, indispensabile per il lavoro appena trovato, disoccupato va col figlioletto alla ricerca del
ladro attraverso la Roma del dopoguerra, incontrando solidarietà, indifferenza, aperta ostilità. Tratto dal romanzo
omonimo di Elio Bartolini (1945), la cui sceneggiatura risulta firmata anche da Oreste Biancoli E Suso Cecchi
D'Amico, tra gli altri, è – con Umberto D (1952) – il risultato più alto del sodalizio De Sica-Zavattini e uno dei
capolavori del neorealismo, quello che con Roma, città aperta (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i
personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. Oscar speciale 1949, 6
Nastri d'argento e altri premi (Locarno, New York, Londra, Knokke-le-Zonte, Bruxelles ecc.). La parte di Lamberto
Maggiorani era stata offerta a Cary Grant. Sergio Leone giovane compare vestito da seminarista.
Luigi Zampa
CUORI SENZA FRONTIERE
Gina Lollobrigida,
Raf Vallone, Cesco Baseggio,
Erno Crisa
Italia
81’
Paesino al confine con la Iugoslavia è diviso in due dalla Commissione Internazionale dei Territori. Alla
popolazione l'ardua scelta. Quando un bambino rimane ferito, si trova l'accordo tra le due parti. Un film di grandi
ambizioni per uno Zampa già arrivato a potenti possibilità creative. Un film di “colori” e determinato, mai urlato.
Gina Lollobrigida con la voce di Lidia Simoneschi. I critici Callisto Cosulich e Tullio Kezich appaiono nei ruoli di un
ufficiale sovietico e di un tenente iugolsavo.
Alessandro Blasetti
NERONE
Ettore Petrolini,
Mercedes Frignone
Italia
78’
Fu uno dei tre film sonori interpretati da Ettore Petrolini. In tutta Italia incassò circa 5 milioni di lire, cifra incredibile
per l'epoca.Il film rappresenta varie scene dell’arte petroliniana. Dal surrealismo delle sue performance amate dai
futuristi, fino ad alcune interpretazioni teatrali, solo apparentemente più tradizionali. Alcuni attori sono anche
componenti della compagnia teatrale di Petrolini. Nel film, che dileggia la figura del famoso imperatore romano, si
può cogliere una sorridente e velata (ma all'epoca subito colta) ironia nei confronti del regime dell’epoca.
CARLO MONTUORI DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA. MEZZO SECOLO DI IMMAGINI DEL CINEMA ITALIANO
Era già alcuni anni che seguivo da giornalista e da spettatore MoliseCinema e la figura di Carlo Montuori, al
quale il festival intitolava un Premio, mi aveva interessato innanzitutto per una curiosità cinematografica.
Conoscevo già Montuori come direttore della fotografia ed operatore in alcuni capolavori del cinema italiano tra
gli anni ’30 e gli anni ’50. Un nome che scorreva nei titoli di coda di opere di De Sica, Zampa, Germi, Blasetti,
Camerini…solo per citare alcuni dei maestri con cui ha lavorato Montuori. Registi e capolavori che hanno dato
una fulgida immagine della nostra arte all’estero, soprattutto dopo i disastri bellici, ma che soprattutto hanno
affermato e rafforzato generi e tipologie filmiche in Italia. Carlo Montuori può essere ricordato come un grande
artigiano della pellicola, uno dei campioni di quei mestieri del cinema che lavorano dietro grandi cineasti e che, in
qualche modo, fanno parte del loro mondo espressivo. Dietro l’assolo, il suono corale dei tanti strumenti. E la
fotografia, il bianco e nero, luci ed ombre, l’intensità del colore che irrompeva sulla chimica della pellicola, sono
gli strumenti che utilizzava il grande artigiano molisano, non certo un apporto secondario. Poi quando i film sono
capisaldi della cultura mondiale – non solo cinematografica e non solo nazionale – come, e molti altri lavori a cui
ha lavorato Montuori, ecco che la qualifica di mestierante del cinema, di artigiano, inizia ad andare stretta al
casacalendese. Certamente Ladri di biciclette è creta forgiata nelle mani di De Sica e Zavattini, sicuramente il
contributo espressivo fornito dalle maschere dolenti dei protagonisti Stajola e Maggiorani è stato determinante. Ma
in Ladri di biciclette, uno dei film “perfetti” ed enormemente innovativi della storia del cinema, anche Carlo
Montuori, con la sua fotografia realistica eppure morbida, non aggressiva, ha sicuramente assecondato alla
perfezione il clima visivo voluto da De Sica.
Montuori è partecipe di una filmografia immensa di un centinaio di film a cui ha partecipato come operatore in
alcuni casi ma, soprattutto, come direttore della fotografia. Nato nel 1885, ha vissuto la sua infanzia e la prima
giovinezza ancora prima della nascita del cinema e, nel Molise di fine ‘800, la cultura iconografica d’avanguardia
era legata ancora alla fotografia. Il primo lavoro accertato al quale ha partecipato Montuori è del 1907. L’ultimo
del 1961, qualche anno prima della scomparsa. Una vita che ha visto il passaggio dalla fotografia e dagli
esperimenti del precinema al cinema vero e proprio, da Daguerre a Lumiere. Che ha visto il passaggio dalle
singole bobine, dal cortometraggio, al film di moderna durata. Dal muto al sonoro. Dal bianco e nero al colore.
Solo questo percorso umano e artistico di Montuori ne farebbe un testimone gigantesco della storia del cinema.
Ma, anche in un discorso ancora più prettamente cinematografico, l’esperienza e quel che hanno visto gli occhi e
l’obiettivo montuoriano, sono eccezionali. Dagli anni ’10, prima epoca d’oro del cinema nazionale, in cui
primeggiava al mondo per la potenza dei suoi kolossal storici e per la maestria dei suoi artigiani – torniamo alla
mai troppo celebrata categoria dei mestieri del cinema – al cinema di epoca fascista e ad i suoi cineasti, di grandi
capacità visive ma spesso imbrigliati dalla politica e dalla censura. Dalla tragedia, anche cinematografica, della
guerra all’invenzione copernicana del Neorealismo fino al cinema degli anni ’50 che, con il Neorealismo rosa e la
commedia dialettale anticipava ed accompagnava il prossimo Boom e la Commedia all’italiana. Ma questa è tutta
un’altra storia. Insomma, i motivi per raccontare Carlo Montuori – oltre che per la sua nascita casacalendese - con
questa retrospettiva, assolutamente non esauriente, della sua cinematografia, sono veramente molti. Una
retrospettiva che potrà accompagnare il Premio Montuori anche nel futuro di MoliseCinema, sviluppando un
discorso sui “mestieri” del cinema. La direzione della fotografia, certo, ma pensiamo anche alla scenografia, al
suono, alla sceneggiatura, al doppiaggio….un approfondimento potenzialmente inesauribile, accompagnato dalla
visione di grandi film della storia del cinema italiano. Per poi parlarne con i protagonisti di queste opere,
protagonisti che hanno avuto lo sguardo tangenziale degli artigiani comprimari, uno sguardo forse anche più
obiettivo dei protagonisti o del pubblico di spettatori e critici. In questa retrospettiva è stata importante la
collaborazione della Cineteca Nazionale che ha fornito le pellicole di Ladri di biciclette, Cuori senza frontiere e
Nerone; della Cecchi Gori, che ha concesso la visione del dvd di Piccolo mondo antico e del Centro Sperimentale
di Cinematografia e della dottoressa Alessandra Guarino che hanno “suggerito” il contributo attivo di alcuni allievi
del Centro.
Chiudo questa breve digressione con una immagine volutamente romantica, come il recupero del Cinema Roma a
Casacalenda. Mi piacerebbe che, ad una delle proiezioni all’aperto, in piazza, dei film della retrospettiva,
avessimo come spettatore, dal cielo, anche lo stesso Carlo Montuori. Per rendersi conto di aver partecipato ad
opere ancora oggi immortali e per scrutare i propri concittadini ancora in silenzio davanti alle sue immagini, oltre
un secolo dopo il suo debutto cinematografico.
Raffaele Rivieccio
TONY VACCARO E I MITI DEL CINEMA
Tony Vaccaro, il grande fotografo americano di origini molisane, non è stato mai fotografo di scena ma ha
fotografato tutti i più importanti personaggi del cinema dagli anni ‘50 in poi. Spesso sono immagini di studio ma in
esse, Vaccaro non ha mai tralasciato la ricerca intima del personaggio da cui si originano quelle emozioni tipiche
delle sue immagini. Era una ricerca già iniziata, prima nella drammatica esperienza della guerra, poi nelle foto del
dopoguerra scattate in Europa e a Bonefro.
I primi rapporti di Tony Vaccaro col mondo del Cinema risalgono alla seconda parte del 1949, appena tornato
negli Stati Uniti dall’Europa.Tony, che aveva appena firmato un contratto con Life, viene inviato ad Hollywood per
fotografare le stars nascenti nel tempio del cinema mondiale. Breve esperienza questa, considerata da Tony solo
una parentesi di distrazione dopo la dura esperienza della guerra. I primi veri importanti rapporti col mondo del
cinema Tony li ha in Italia dove ritorna nel 1954 come inviato di Life. Così racconta Tony quell’esperienza:
“La prima attrice che fotografai fu Anna Magnani. In quegli anni era l’interprete più rappresentativa del cinema
neorealista nascente ma anche espressione degli italiani intenti con sacrificio alla ricostruzione della nazione,
prostrata dalla guerra recente. Anna diventò da allora la mia più cara amica. A Roma non volevo stare in albergo
così trovai un appartamento con un terrazzo a piazza Bologna: il tipo che preferivo io. Avevo portato con me il mio
portfolio e lo avevo lasciato sul tavolo. Così, quando la donna delle pulizie lo vide non resse alla tentazione di
sfogliarlo. ‘Signor Vaccaro - mi disse il giorno dopo, tutta emozionata - ma lei è un fotografo di belle donne!’ poi continuò - ‘Ma, allora lei dovrebbe fotografare Sophia Loren. Sa che ha abitato proprio in questo
appartamento prima di lei? La chiami, la chiami…, è bellissima’. Intanto, dalla redazione di New York di Life
continuavano a chiedermi di inviare immagini di belle ragazze italiane che avrebbero potuto avere chances nel
mondo del cinema. Avevo girato tutta Roma ed in particolare via Veneto, allora passerella obbligata per chi
aspirava ad entrare nel mondo del cinema. Non avevo però notato nessuna ragazza interessante. Così, mi ricordai
di Sophia, e chiamai la madre. Andai a fotografarla a casa: lei aveva 19 anni ed era incantevole. La incontrai di
nuovo al concorso di miss Italia a Salsomaggiore. Quell’anno vinse Gina Lollobrigida ed era il mio amico Mario
De Biasi che la fotografava per Epoca. Sophia era invece nei camerini e piangeva. Ma quando mi vide si asciugò
le lacrime. - ‘Io avrò successo perchè mi ha fotografato Tony Vaccaro!’ - disse con una punta di orgoglio. Da
allora, ogni volta che veniva a New York passava nel mio studio... anche perché, dopo il lavoro io le cucinavo un
bel piatto di spaghetti condito con le spezie che coltivavo nei vasi del mio Penthouse, nell’ultimo piano del
grattacielo dove c’era anche il mio appartamento.Quando cominciai a guadagnare un pò di soldi, andai ad
abitare in una villa a Porta San Sebastiano. Qui, il mio vicino di casa era Marcello Mastroianni e spesso ci
incontravamo per parlare. Conobbi poi Franco Zavattini, figlio del più famoso Cesare. Lui diventò fotografo di
scena di Fellini e fui io a dargli molte lezioni di fotografia. Di lì a poco conobbi anche Franco Zeffirelli che aveva
visto le mie foto sulle riviste americane con le quali collaboravo. In effetti, io avevo un ruolo importante per gli
artisti italiani del cinema: ero l’unico che pubblicavo le loro foto sulle riviste americane e molti ricevevano notorietà
per questo. Naturalmente, per fotografare tutti gli artisti, spesso mi recavo sui set cinematografici e molti degli
operatori di macchina mi riconoscevano. Quasi sempre mi chiamavano per un consiglio. ‘Tony, dai un’occhiata
all’esposimetro e dimmi se è impostato bene’. Io la luce la misuravo con gli occhi e dicevo: - ‘Va bene così.
Vai…!’ - Fotografare le celebrità mi ha dato grandi soddisfazioni perché prima di tutto ho potuto misurare il mio
talento con quello dei più grandi fotografi che hanno già ritratto lo stesso soggetto, poi perché ho potuto dialogare
con loro, ma la soddisfazione più grande e forse la più importante è che la maggior parte di loro sono diventati
miei amici”.
Andrea Morelli
Michelantonio Vaccaro, che poi assumerà il nome di Tony, nasce nel 1922 a Greensburg in Pennsylvania, da
genitori molisani. La scomparsa in brevissimo tempo di entrambi lo costringe a vivere fino a 17 anni a Bonefro, in
Molise. E’ un’esperienza da cui nasce un profondo legame con la sua terra e i suoi uomini, segnando non solo la
sua sensibilità di uomo, ma anche una parte importante della sua futura produzione artistica. Nel 1939, ritorna
negli Stati Uniti a New La Rochelle dove completa la sua formazione nella High School indirizzandosi alla
fotografia. La sua prima fotocamera è una Argus C3.
Arruolato nell’Esercito degli Stati Uniti, nel Settembre del 1943, il giovane Vaccaro partecipa alla II guerra come
soldato-fotografo, dallo sbarco in Normandia fino a Berlino scattando circa 8000 foto. Moltissime mostre di queste
foto, tra cui, l’attuale “Scatti di Guerra” a Roma, gli hanno dato la notorietà.
Nel 1945 viene congedato ma rimane in Europa come fotografo civile dove, nel 1948 pubblica il suo primo
servizio su Life fotografando i voli di aiuti alleati su Berlino assediata dall’esercito russo. Nel 1949 ritorna in
America dove si specializza in Giornalismo e, da settembre 1950 inizia a lavorare per Flair e, poi, per Look e
Time-Life, tornando frequentemente in Italia come corrispondente. A Roma, nel 1964 Vaccaro sposa Anja Lehto,
da cui avrà due figli, Francis e David. Qui, come corrispondente di Life, Look, Venture ed Esquire, rimane con tutta
la famiglia, fino al 1968.
Torna di nuovo in America dove continua a svolgere la sua attività di magazine photographer da un continente
all’altro fotografando tutte le più grandi celebrità del cinema, della moda, dell’arte, dello sport, giornalismo e
politica.
Nella sua carriera ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti ed in particolare la Legion D’Honneur dal presidente
francese Mitterand. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e nei più importanti musei del mondo
tra cui il Metropolitan di New York e il Centre Pompidou di Parigi. Tra le centinaia di mostre tenutesi in Europa e
America citiamo le ultime: “Scatti di guerra” dal 3 luglio al 30 agosto 2009 alle Scuderie del Quirinale di Roma e
“La mia Italia” a luglio 2009 a Pescara dopo Padova, Teramo, Bologna , Campobasso e Venezia.
Tony Vaccaro, che oggi vive nella sua casa di Long Island City a New York, con i suoi 65 anni di fotografia, è
considerato tra i grandi della fotografia del XX secolo.
a cura di Andrea Morelli
VIDEO, ARTE, SUONI, EVENTI
ALTRE REALTA’
Nella Galleria Civica di Arte Contemporanea di Casacalenda, Molisecinema con il patrocinio dell’Istituto Svizzero
di Roma presenta una selezione di video artisti emergenti a livello internazionale.
Qui la video-arte evoca, non racconta. Libera dal vincolo narrativo ci conduce in un percorso tutto interiore,
onirico, simbolico. I video di “Altre realtà” sono così uniti in una magica combinazione di suoni, colori e immagini
in movimento, in una formula che va svelandosi durante la proiezione. Si entra nella sala buia, luogo fantomatico,
terra di nessuno; il video comincia e ci troviamo soli in un terreno sconosciuto; è il frutto dell’immaginario
dell’artista a cui noi possiamo dare un senso, che ci richiede una posizione attiva e non passiva come di fronte al
flusso ininterrotto e univoco della società contemporanea dell’immagine e può offrirci in dono una nuova lettura,
un nuovo punto di vista. Il materiale usato è la realtà, elaborata, piegata, ridisegnata, per ottenerne una “altra”,
autoreferenziale, autosufficiente, che trascende e colpisce per la sua immediatezza. Una forte ispirazione
illusionistica, frutto dell’uso della tecnica visiva, unisce in un denominatore comune i video della rassegna: il
fotomontaggio, l’intervento sulla pellicola, l’elaborazione dell’immagine, l’illusione ottica, lo studio della
percezione visiva e l’amplificazione del raccordo tra suono, colore e disegno. E l’artista, con un lavoro meticoloso
che lo fa inventore e artigiano, sperimenta, combina come fa un pittore, con i colori e i pennelli, sulla tela. Una
Szeemann, figlia del famoso curatore svizzero, con Bohdan Stehlik utilizza capacità tecnica congiunta ad uno
spiccato senso estetico e traduce la comune realtà in un momento misterioso, surreale, di un’eleganza algida e
nordica. Izumi Chiaraluce artista di origine italogiapponese con le sue opere cerca di indagare sull’idea di identità,
memoria, multicultura, cogliendone vari aspetti: la sospensione, il dinamismo, le contraddizioni e la conflittualità.
Izumi impiega media molto diversi come il disegno, la pittura, istallazioni e video. Lo stile ben definito di
Guendalina Salini riesce a captare nel video sprazzi di luce e luminescenze che si combinano a intriganti racconti
pieni di significato. Di storie di vita si occupa anche Laura Palmieri che si ispira al nostalgico tema del viaggio, dei
porti: chi parte, chi resta… Artisti post moderni sono il duo embrio.net: compongono musica e spaziano su tutto lo
spettro delle possibilità artistiche: dall’editing alle video istallazioni, con un perfetto controllo dei mezzi digitali.
Marco Borrelli è un fotografo e si riconosce nella cure dei particolari, nella nitidezza delle sue immagini, combinate
con sentimento. Anche Arash Radpour nasce fotografo, ma il suo occhio smaliziato ed elegante afferma le sue
giovani modelle in un momento tragico ed irreale. Lontana dal colore è Daniela Perego che ama il video minimale
e colpisce al centro del cuore con sentimento. Paolo Assenza sfalda le sue immagini in piani trasparenti, attratto
dal potere della ricomposizione concettuale e astratta. Conosciuto per le sue “snowballs”, in stile souvenir,
Corrado Sassi oscilla tra l’ironico e il tragico in un rapporto che sembra ormai normalizzato. Il baricentro del
lavoro di Antonello Matarazzo è il legame tra la pittura, i video e le video istallazioni, con una marcata inclinazione
per l’approfondimento degli elementi introspettivi e antropologici. Luca Manes arricchisce l’immaginario astratto
della video-arte con l’esperienza cinematografico, spingendo l’immaginario verso il reale. Pietro Ruffo è l’artista
della profondità, vuole e riesce ad esprimere il dolore, che diventa attraverso i suoi video un’esperienza edificante.
Daniela De Polis ci lancia in una realtà dove la dolcezza dell’arte è un tutt’uno con la durezza del lavoro
quotidiano. Dalla Corea Yeon Jeong kim sperimenta con un processo manuale la tecnica digitale; così seziona il
tempo urbano e il paesaggio emozionale ed esplora le dinamiche tra la stasi e il movimento. Gianni Piacentini, in
un lavoro incessantemente creativo, sonda l’impossibile applicato alla vita di tutti i giorni.
Giovanna Sarno
Una Szeemann e Bohdan Stehlik
NEVER EVER
9'00''
Il video corre su una lama di suspense da film noir, due figure si muovono nell'aria densa di una notte romana.
Questa semplice realtà viene scomposta e ricomposta in un fluido di fotogrammi incastonati con squisita maestria
tecnica, luci notturne e ombre, per un sogno-incubo che inizia e non finisce mai.
La videoartista Una Szeemann (Locarno, 1975) ha partecipato, tra le altre cose, alla biennale di Video-arte a
Mechel (Belgio) del 2007 e alla Biennale 2006 di Busan in Korea. Bohdan Stehlik (Karlsbad, 1973) ha vinto due
volte il premio Kiefer-Hablitzel di Basilea e il Prize Lissignol a Ginevra. Le loro opere video sono state esposte in
mostre collettive nei Musei di Vienna, Barcellona, Santa Monica e, a Parigi, nel Centre Cultural Suisse.
Attualmente, sono borsisti all'Istituto Svizzero di Roma, per il secondo anno.
Izumi Chiaraluce
creato per Molisecinema 2009
FLOW
4’00’’
Scaturisce dall'acquerello la fluida e costante ascesa di una metropoli, che emerge per costruire e sommerge ciò
che è già stato costruito. Per diluirsi e svanire e iniziare un nuovo ciclo di crescita, come in un flusso continuo.
Izumi Chiaraluce (Roma, 1976) vive e lavora tra Roma e New York, ha esposto in musei e gallerie internazionali:
Mamco Museo d'arte contemporanea di Ginevra, Macro museo d'arte contemporanea Roma, La Recoleta Museo
di arte contemporanea Buenos Aires, Gallerie Du Jour Agnés, Parigi, Galleria Annina Nosei New York.
Guendalina Salini
L'UOMO CHE NON C'È, NON C'È CHE L'UOMO
7'00''
Roma 1972. Un uomo cammina per Roma, va al Lunapark, il viso è nascosto in una scatola specchiante che
riflette ciò che vede. Uno strano effetto di mimetizzazione e di luce crea una anomala normalità.
Guendalina Salini è nata a Roma e ha cominciato ad esporre nel 1996 a Londra, dove ha vissuto e lavorato per
molti anni. Nel 1999 ha partecipato alla Biennale dei giovani artisti a Roma. Ha partecipato a molte mostre nella
Capitale, tra cui: la Festa dell'arte, curata da L.Pratesi; "Open video" a Rialto Sant'Ambrogio, a cura di L.Benedetti;
"Esplorazioni" a cura di Sharra Wasswerman; "Video screening" al Cinema Aquila; "Zoom, inside the human space"
a Venezia.
Laura Palmieri
creato per Molise Cinema
COSE
2'00''
Il suo video ci immette in un movimento di addio in cui si è scossi, come cose, nell'impotenza di un trasloco.
Laura Palmieri (Napoli, 1967) vive e lavora a Roma. Utilizza vari media tra i quali pittura, fotografia, installazione e
tecnologia digitale. Tra i luoghi dove ha esposto: Museo d’Arte Contemporanea, L’Aquila; CIAC di Genazzano;
Biennale di Venezia – progetto Oreste; XXI Biennale Internazionale d’Arte Grafica di Lubiana; a Roma: Altri Lavori
in Corso; Museo Laboratorio di Arte Contemporanea; Lipoli&Lopez; Palazzo delle Esposizioni; Change; MACRO;
Galleria AAM.
embrio.net: Fabrizio Mambo, Stanislao Cantono di Ceva
OUVERTURE
3’30’’
Scenario digitale per la messa in scena di Actor Dei, colossal teatrale del 2007 dedicato a Padre Pio. Geometrie
pure collidono con forme organiche, creando una scacchiera infinita dove, come nella lotta tra l'umano e il divino,
si ripete l'eterna sfida.
Stanislao e Fabrizio sono nati e lavorano a Roma. Nel 2003 realizzano il video MOM per Enzimi, Festival
dell’Avanguardia. Nel 2007 realizzano, per Actor Dei, ventuno visuals proiettati come scenografie. Nel 2007
realizzano il video Timeisunderyourfeet per l'Expo Bruxelles e partecipano a "The Works of ABDR Associated
Architects" (Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles). Realizzano videoclip musicali per artisti quali Marco Messina (ex
99Posse) e Radana (brownpunk - Tricky).
Marco Baroncelli
KA
3’00’’
Due video scorrono su uno schermo nero, le immagini si influenzano e si confondono le une con le altre, creando
un rimando e un impasto interessante di significati..
Fotografo, Marco Baroncelli (Prato,1967) studia a “Dryphoto” con Luigi Ghiri, William Eggleston, Lee
Freedlander. Ora vive e lavora, come tecnico digitale, a Roma.
Arash Radpour
CHANGING ROLE
5'00''
Una carrellata di dee sui cavalli bianchi di un sogno, che non finisce mai, tra i fiori veri e falsi nel vuoto del lago.
Arash Radpour (Tehran, 1976) si trasferisce a Roma nel 1980 con la famiglia e si diploma nel 1995 all’Istituto per
il Cinema e la Televisione Roberto Rossellini. Nella Capitale inizia a lavorare come fotografo di moda, lavoro che
continua a New York, a partire dal 2004. Dal 2005, a Roma, si dedica alla sua personale ricerca artistica nei
settori della fotografia e del video.
Daniela Perego e Carmine Sorrentino
AMORE MIO
5’00’’
Un’eccezionale poesia scritta su un corpo nudo, una poesia recitata a due voci, un’altra realtà fatta di puro amore.
Dopo gli esordi a Roma (Galleria Giulia, 1996) e Firenze (Galleria La Corte, 1997), Daniela Perego (Firenze,
1965) si trasferisce a Roma dove prosegue la propria ricerca artistica concentrandosi sullo studio della luce e delle
forme in relazione allo spazio. L'indagine si sposta su un piano sempre più interiore e introspettivo coinvolgendo la
sua stessa immagine, ponendo al centro della rappresentazione un corpo o i suoi dettagli.
Napoletano di nascita e romano di adozione, Carmine Sorrentino studia da borsista presso il Teatro Studio di
Roma, alla New York University e alla School of Visual Arts di New York. Per anni ha curato eventi legati all’arte
contemporanea. È autore del romanzo “Il pianista e la farfalla”.
Paolo Assenza
SPECCHIO ACRILICO
5’00’’
Da un movimento astratto appare piano, nello scorrere di piani e tra guizzi e lampi di luce, un ricordo.
Paolo Assenza (Roma, 1974), diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, ha lavorato con M. Mochetti , N.
Frascà, Angelo Bucarelli. Dal 2002 al 2004 espone a Roma collaborando, nell'ambito della video-arte, con la
facoltà di Psicologia e di Lettere e filosofia. Nel 2004 espone in Croazia alla Galleria di Lipick e a Zagabria alla
galleria di Dvori. Nel 2005 vince il premio Termoli. Tra 2007 e 2008 partecipa a mostre collettive e personali. Nel
2009 partecipa ad una mostra collettiva a New York, presso l'Istituto di Cultura Italiano. Collabora con la galleria
Endemica e la galleria Arta e Pensieri.
Corrado Sassi
COLUMBUS
8’00’’
Nello scenario di casa Bulgari, durante un pranzo borghese, l'incontro-scontro tra la civiltà mascherata e la
maschera del selvaggio.
Corrado Sassi (Roma, 1965) è pittore, fotografo e performer. Nel 2005 partecipa, con il Mistero degli Esteri, ad
Europalia (Gant, Belgio). Ha vinto il soggiorno per artisti indipendenti a New York nel 2007 e nel 2008. Nel 2004
espone le sue "Snow Balls " a Villa Medici (Roma). Nel 2006 espone " Labirinto" ospitato da Pino Casagrande, che
lo sostiene come gallerista.
Antonello Matarazzo
VERAZNUNT
3’23’’
Piano appare, sulle ali del canto, un ricordo ancora vivo.
Pittore, regista e video artista, Antonello Matarazzo, ha iniziato la sua attività artistica nel 1982 come costumista a
Catania. Dal 1990 è impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive. Il suo cortometraggio d'esordio, The
Fable (18° Bellaria Film Festival, prodotto da Fuori Orario – Raitre), è del 2000. Partecipa, tra le altre
manifestazioni, alla Mostra Cinematografica di Venezia, al Festival Cinéma Méditerranéen Montpellier, al Torino
Film Festival, al Festival du Film sur l'Art de Montréal, al Melbourne International Film Festival, alla Festa del
Cinema di Roma e al Festival del Cinema Locarno. Nel 2006 la 42° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di
Pesaro dedica una retrospettiva completa al suo lavoro. Molte università tra le quali Brera, Roma 1, Chieti,
Genova, Salerno, Pisa e Cambridge utilizzano a scopo didattico le sue opere nei seminari e nei workshop.
Luca Manes e embrio.net
TIMEISUNDERYOURFEET
4’10’’
Dal profondo delle acque e del tempo si intravede l'umanoide e il suo primo gesto sacro. Con pura poesia e
immaginazione, Luca Manes ed embrio.net gettano uno sguardo nella confusa e misteriosa coscienza dell'uomo
primitivo. Creato per rappresentare la Regione Molise all'Expobruxelles 2007, il video è dedicato al pozzo votivo
datato 5000 a.C. e rinvenuto nei pressi di Isernia. Nel suo allestimento originale, l'opera è parte di una video
installazione architettonica composta da due proiezioni contrapposte su schermi ellittici di 7x2,63 mt.
Il lavoro di Luca Manes oscilla tra il cinema e la ricerca audiovisiva. Formatosi al Centro Sperimentale di
Cinematografia, lavora al cinema per il montaggio di Coverboy di Carmine Amoroso, e di Come un uomo sulla
terra, documentario di forte impatto sociale (entrambi i film sono stati candidati ai David di Donatello 2008).
Realizza vari lavori tra cui 2160°, videoinstallazione presentata al festival di Taormina; Timeisunderyourfeet
(ExpòBruxelles 2007); Effetto serra e E voi che cosa fate?, videoinstallazione realizzata per uno spettacolo teatrale.
Ha insegnato montaggio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e dal 2006 dirige lo spazio di
aggregazione "OFF!CINE".
Pietro Ruffo
DAS CHINESISCHE REICH
1’05’’
Il video parla di un viaggio. L'attraversamento della frontiera cinese inizia come un'esperienza idilliaca, come il
raggiungimento dello scopo supremo, come arrivare sulla vetta della montagna. L'attraversamento viene però
interrotto da un flash, da uno sparo e, esalando l'ultimo sospiro, la montagna diventa un muro nero invalicabile.
Pietro Ruffo (Roma, 1978) si laurea nel 2005 in Architettura. Nel 2007 espone al MAXXI di Roma le "Flag": grandi
bandiere disegnate. La nuova serie di opere è presentata nel 2009 al Centro arti visive Pescheria di Pesaro.
Ha esposto, tra le altre sedi, alla Testori di Londra; alla Galleria Lorcan O'neill di Roma; al Museo Archeologico
Rossi di Ventimiglia al Centro per l'Arte contemporanee Luigi Pecci di Prato; alla Fondazione Pastificio Cerere di
Roma; alla York Art Gallery di York e al MAR di Ravenna.
Daniela De Paulis
REHEARSAL2
7’
Linguaggio astratto e scarno. Nel video l'elemento portante è la ripetizione insensata e apparentemente ludica di
movimenti meccanici. I colori vividi dei palloncini contrastano con il monotono processo produttivo da cui
nascono.
Nata a Roma, Daniela De Paulis vive e lavora a Londra dal 1998. Ha studiato Pittura all'Accademia di Belle Arti di
Roma e Visual Performance al Dartington College of Arts in Devon, sviluppando un linguaggio creativo
multimediale che comprende video, installazione e performance art. Negli ultimi dieci anni ha lavorato ed esposto
in varie citta', tra cui Helsinki, Londra, Roma, Edimburgo, Glasgow, Amsterdam e Parigi.
Gianni Piacentini
OSCILLO
2’24’’
Il gioco macabro di un annunciato suicidio che...
Artista visivo, Gianni Piacentini progetta eventi artistici, installazioni di arte urbana ed è fondatore del gruppo
performativo Artisti§Innocenti. Tra i festival cui ha partecipato: “Florilegium! Che Fare?” (Accademia di Romania,
Roma), Ar(t)cevia” (Arcevia), “Viaggiatori sulla Flaminia” (Sigillo), “Bord” (Termoli), “FC3” (Ceglie Messapica),
“Live-Life” (Accademia Britannica, Roma), Festival per Tom Johnson (Galleria Mex, Dortmund).
Yeon Jeong Kim
DEVIDE, WHICH FADES ON THE FLY
7’
Le città e il loro movimento vengono in questo video utilizzate per una giostra visiva che ipnotizza e ci rende parte
di una realtà più lontana.
Regista e fotografa, Yeon Jeong Kim vive e lavora in Corea del Sud. Dal 2005 è nella commissione del festival di
film sperimentali di Seoul. Insegna all'università d'arte di Seoul. Nel 2008 partecipa al Rio De Janeiro Shorts film
festival; nel 2009 al Film festival di Naoussa, in Grecia, e all’International Urban film festival in Iran; nel 2009:
all’Asian Hot Shots Film and video festival di Berlino e, sempre nel 2009, all’International film festival di Ankara
ALTRE REALTA’ SPECIAL
Luigi Ontani
OMBROFAGO
7’
Nel video in mostra l'artista gioca con la chiave di volta della figurazione accademica: l'Ombra, fondamento della
volumetria e dallo spessore. Ontani ironizza sull'artista moderno e sul sistema dell'arte, lasciando aperta ogni
riflessione sull'atto dell’appropriarsi.
Luigi Ontani è nato a Vergato (Bologna) e si è trasferito a Roma nel 1970. A Roma ha contribuito, dagli anni '70,
alla formazione del nuovo clima artistico della Capitale. Ama esprimersi con la performance, con la fotografia
come esperimento di immagine elaborata, su cui interviene con la stampa su diversi supporti, o con l'acquarello.
Un altro linguaggio molto usato è la scultura per la quale utilizza vari materiali, dal vetro alla ceramica, sempre
scintillanti e autoreferenziali. Al centro della sua arte Ontani pone la propria immagine, interpretando personaggi
della storia. Espone già dagli anni '70 con i migliori galleristi e collezionisti italiani, tra i quali Lucio Amelio.
David Austen
"MAN SMOKING"
5’
Il video è un lungo piano sequenza dell’artista Enzo Cucchi, ripreso mentre fuma sospeso in un momento senza
tempo, nell'intimo del suo studio.
David Austen (Harlow, 1960) è un video-artista inglese. Il suo video è dedicato a Enzo Cucchi, esponente più
visionario della corrente teorizzata da Achille Bonito Oliva: la "Transavanguardia". Le sue opere sono installazioni e
quadri dei più diversi materiali, opere astratte in cui si intravede la forza formale del disegno. Indagatore della
parte più oscura dell'animo umano risolve l'arte come una pratica positiva.
CONCERTI
ELIO GERMANO E LE BESTIE RARE
Olindo Jazz, Jonny Para,Dynamike, Mr Plug, questi i nomi d’arte dei componenti delle Bestie Rare, formazione
capitolina attiva da oltre un decennio, con un genere di musica “tra punk e stornello più che hip hop americano” a
detta di Elio Germano nelle vesti, insolite per il grande pubblico, di rapper con il nome di Olindo jazz. Hanno
appena finito il nuovo disco “Come un animale”.
ORCHESTRA DI SASSOFONI DELLA REGIONE MOLISE
L’Orchestra è composta da 12 sassofonisti, docenti e allievi del Conservatorio di Musica “L. Perosi” di
Campobasso, e dal Direttore d’Orchestra, il Maestro Tiziano Albanesein. Tutti i componenti svolgono attività di
docenza e concertistica, in Italia e all’estero. Già vincitori di numerosi concorsi nazionali e internazionali, alcuni di
essi hanno approfondito gli studi perfezionandosi sotto la guida dei Maestri più illustri quali Jean Marie Londeix,
Claude Delangle, Federico Mondelci, Mario Marzi.
L’Ensemble si propone di far conoscere al grande pubblico le visioni del “sax”, sviluppando al massimo le
possibilità sonore, tecniche ed espressive dello strumento nei vari generi musicali, cercando inoltre di coinvolgere
la vena creativa di numerosi compositori.
L’Orchestra è impegnata anche nel mondo teatrale; è reduce dallo spettacolo “900 emozioni di-versi” con l’attore
Michele Placido.
IMA- ISTITUTO DI MUSICA E ARTE DEL MOLISE
La band è composta da docenti dell'Istituto di Musica & Arte del Molise, musicisti affermati a livello nazionale, e si
esibisce in un progetto che mira ad una proposizione di standard jazz e classiche colonne sonore. La band vanta di
tanti appuntamenti estivi e non in varie piazze e teatri.
Musicisti: Francesco Cipullo (piano), Antonio La Serra (chitarra) Michele Di Carlantonio (basso) Graziano Carbone
(percussioni) Roberto Di Carlo (tromba).
ELECTRONIC ART CAFÈ
Il progetto nomade e multimediale di Electronic art cafè tocca nuovamente MoliseCinema per la prima tappa del
suo Tour estivo che poi approderà alle isole Eolie e in Sardegna. Con il suo misto di leggerezza, ironia e
provocazione Electronic art cafè nasce nel 1994 con la proposta “Artisti in pedana”, curata da Achille Bonito al
Roof Garden del Palazzo delle Esposizioni. Da allora il progetto si è svolto nel corso di circa cinquanta, tra eventi,
esposizioni, video art festival, dj e vj set in Italia e all’estero. Lo cura Umberto Scrocca, interpretando l’insofferenza
delle nuove tendenze artistiche verso i luoghi deputati dell’arte. Eac animerà le serate estive del festival con
proiezioni d’artista e improvvisazioni vibranti. Una videoperformance musicale del grande regista newyokese Abel
Ferrara; le raffinate creazioni video di Teresa Iaria al confine tra scienza e arte; i video degli artisti Michele Lostia e
Sergio Picciaredda; i video di Cristiano Cesorali e Mario Consiglio con musica del noto dj Claudio Coccoluto, la
pittura "live" dell'artista Riccardo Natili e altro ancora…
FESTA DA REQUIEM UN CORTO CONTRO I TAGLI ALLA CULTURA
ANAC ASSOCIAZIONE NAZIONALE AUTORI CINEMATOGRAFICI PRESENTA:
Festa da Requiem di Nino Russo Citto Maselli
L'Associazione per il Teatro Italiano ha organizzato il 30 marzo 2009 la manifestazione-spettacolo "Requiem per la
cultura e lo spettacolo italiani". Questo corto ne ripercorre la preparazione e la "messa in scena " a Piazza Farnese
con interventi dal palco di: Benedetta Buccellato, Simona Marchini, Stefano Sabelli, Ascanio Celestini, gli allievi del
Centro Sperimerntale di Cinematografia.
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: STORIA DI GIUSEPPE E DEL SUO AMICO GESU’
di PAOLO DI MIZIO
Due bambini crescono insieme nel villaggio di Nazareth, in Galilea. L’uno, figlio di un falegname, è Gesù. L’altro
diventerà un ateo e per tutta la vita dubiterà dell’esistenza di Dio.
La Storia di Giuseppe e del suo amico Gesù si dipana a partire dai giochi dell’infanzia, durante i quali i due
bambini si legano di un’amicizia fortissima e senza riserve, che rimarrà tale anche quando vicende e attitudini
personali li porteranno a percorrere strade molto diverse. Gesù è preso dallo studio della religione, si scontra con il
maestro di scuola Mattàt –preludio dell’incomprensione che gli verrà dalla gente di Nazareth –, affronta aspri
diverbi con il padre e i fratelli, soccorre i malati, opera guarigioni che alcuni chiamano miracolose. Giuseppe
invece, abbacinato dalla cultura greco-romana, si allontana dalla Galilea per un lungo viaggio in Siria, in Grecia,
in Italia. Sarà un’esaltante e tormentata avventura materiale e spirituale, scandita da incontri con personaggi
indimenticabili, come il rabbino eretico Saulo, la schiava veggente del prosseneta Tròfimo, la bellissima greca
Eurinice, il turpe liberto Fufio o la misteriosa, indecifrabile Germanica. Giuseppe conoscerà la fama e la più cupa
disperazione. Ma nessuna delle sue esperienze saprà convincerlo della esistenza o non esistenza di Dio. Alla fine
soltanto nel ritorno in Galilea e nell’amicizia con Gesù ritroverà qualche ragione di conforto.
Giuseppe rappresenta in tal modo l’uomo dei nostri giorni, incapace di conoscere attraverso la fede o di avere
fede attraverso la conoscenza.
Paolo Di Mizio, giornalista, è caporedattore al TG5, dove si è occupato di inchieste e di politica internazionale,
coprendo molti dei grandi eventi mondiali degli ultimi anni con reportage e dirette. Laureato in lingue e letterature
straniere, in passato ha lavorato a Londra e ha collaborato con articoli in inglese a riviste europee e americane.
Oggi vive e lavora a Roma. Storia di Giuseppe e del suo amico Gesù è il suo primo romanzo.
CRONICHE ITALIANE
CRONICHE ITALIANE
…di Manyg
Con un “sorriso dolente” Manyg torna a MoliseCinema, presentando le “Croniche Italiane”. Si tratta di una
rivisitazione video-musicale della cronaca italiana e delle malattie croniche del paese: la crisi della sinistra italiana,
il potere politico e la vicenda Noemi, la degenerazione della società dei consumi, le sue compensazioni e sacrifici.
Manyg, privo di cinismo o compassione, non conosce la medicina giusta. Attraverso citazioni di cinema, musiche,
poesie, frammenti tv, filmati Youtube e riprese proprie mette in l’evidenza alcuni sintomi di un malessere che
sembrano manifestarsi nel “troppo”: Immagini pubblicitarie, slogan conosciuti, corpi e precari, consumati in piena
vita, si fanno vedere un’ultima volta prima che scenda il sipario. Sono le maschere del potere, la stanchezza
dell’avversario e le lamentele delle vittime che col tempo se n’andranno. Ma non il “sorriso dolente” del passante
sulle discariche che saluta il pubblico del festival.
Il cinema infettato col virus del film d’autore… Le “croniche italiane” vengono proiettate prima dei lungometraggi.
Buona guarigione!
1. CONSUMATUM EST (+ Fort Apache)
2. YES WE AFRICAN (+ Si può fare)
3. AMARCOR (+ Questione di cuore)
4. THE ENDMOL (+ Vincere)
5. CORPUS DOMINI (+ La Siciliana ribelle)
6. RICOSTITUENTE (+ Bar Margherita)
7. CAMPANIA ELETTORALE (+ Bonus ed omaggio a Casacalenda)
Manyg (Vittorio Manigrasso), Torino 1958, esploratore dell’etere. Ha lavorato per Radio Città Futura ed è coautore di Blob.
ARTE CONTEMPORANE - KALENARTE
Durante MoliseCinema s’inaugura l’evento espositivo ARTE CONTEMPORANE, prima tappa dell’omonimo
progetto di arte contestuale teso ad ampliare le occasioni di scambio tra arti visive e ambiente circostante.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Kalenarte e organizzato da Iole Ramaglia, Stefania Di Genova, Michele
Persia, Michela Santilli, in collaborazione con MoliseCinema. A tutti loro, ed alla passione di Massimo Palumbo,
la nostra riconoscenza. Un ringraziamento particolare va a Marco Gagliardi, sindaco di Casacalenda, che ha reso
possibile, ospitandoci negli spazi del Comune, non solo la realizzazione dell’evento ma anche di rimettere sotto
un’ideale riflettore le opere d’arte pubblica (il Museo all’Aperto di Kalenarte) già integrate nel territorio.
a cura di Eva Bellini
Artisti:
PAOLO BORRELLI, DAN.REC, DANTE GENTILE LORUSSO, ANDREA LANINI, ILARIA LOQUENZI, FRANCO
OTTAVIANELLI, MASSIMO PALUMBO, GIANNI PIACENTINI, CESARE PIETROIUSTI
Casacalenda accoglie con ARTE CONTEMPORANE la polarità delle arti visive, in un percorso espositivo che racconta
come gli artisti si sono rapportati al centro storico realizzando interventi site-specific riuniti sotto un denominatore
comune, ma autonomi e indipendenti uno dall’altro. È il legame con il contesto, la riflessione nata dal dialogo con il
territorio, la lettura di uno spazio comunicativo e relazionale a stabilire una connessione tra i diversi interventi. Un puzzle
sparso di opere collocate appropriatamente in siti diversi, dove diverse sono le letture che gli artisti danno del luogo che
li ospita, intessendo rapporti ravvicinati con la comunità locale e la più ampia realtà contemporanea.
La correlazione fra uomo e ambiente è uno dei temi storici che l’arte contemporanea ha considerato da molteplici punti
di vista. Il paesaggio nella sua totalità è leggibile come risultante di manifestazioni naturali e umane, prodotto di una
cultura, di relazioni sociali che il territorio contiene oltre che nella dimensione spaziale, nella dimensione temporale, nella
memoria di una storia passata e presente. Hanno lavorato invece con uno sguardo intimo e personale nell’ambiente
inteso anche come luogo di senso e di vera comunicazione. Provenienti da diversi ambiti disciplinari, sono presenti con le
loro opere a Casacalenda per capirne e dissodarne il territorio, per riallacciare forse fili interrotti, ma certamente per
costruire visioni tangibili in un contesto abitato esso stesso, oggi, sul solco del terremoto, in ricostruzione. Una
trasformazione che ci accomuna.
ARTE CONTEMPORANE, o Arte Con Tempo Rane come suggerisce l’anomalo titolo della mostra, costruirà spazi
relazionali e di dialogo in continua evoluzione (nel tempo) giungendo a sorprendere o, con modalità specificamente
artistiche (come la comparsa delle rane), a spiazzare, palesando scarti e storie di un luogo indagato al di fuori
dall’ordinario e dalla distrazione quotidiana. Un invito a cogliere questo momento di riflessione, privilegiando il
confronto di idee e punti di vista. Una proposta per far crescere la sensibilità del pubblico sul tema che la cultura artistica
contemporanea pone in rilievo: la complessità del paesaggio e dell’ambiente umano. Non è infatti casuale che, negli
stessi giorni, a Casacalenda siano compresenti linguaggio audiovisivo, interventi installativi e pratiche performative,
proposte di un percorso condiviso; connubio possibile grazie alla proficua collaborazione con MoliseCinema. A
Casacalenda allora sono più gli abitanti, i visitatori o gli artisti?
Secondo me la questione è un’altra: è sempre indubbiamente il contesto l’opera delle opere.
Eva Bellini
MOLISECINEMA TOUR
Al termine del festival le opere vincitrici saranno protagoniste di MoliseCinema Tour, manifestazione itinerante che
porterà il festival nelle piazze dei comuni molisani tra cui Lupara, San Giuliano di Puglia, Cerce Maggiore…
PAESI IN CORTO / PERCORSI
Michela Andreozzi
Vincenzo Marra
Federico Pedroni
Johnny Palomba
Marco Simon Puccioni
LE GIURIE
FRONTIERE
Federica Di Giacomo
Giulio Manfredonia
Erika Manoni
Gianfranco Pannone
Leopoldo Santovincenzo
Michela Andreozzi
Attrice cinematografica e teatrale, Michela Andreozzi amplia la sua carriera artistica non ponendo alcun limite alle
proprie capacità espressive. Dopo gli studi del Metodo Stanislavskij-Strasberg, Michela intraprende, infatti, anche
gli studi presso la Scuola torinese di scrittura creativa Holden di Alessandro Baricco. Negli anni, il grande pubblico
ha potuto conoscerla attraverso film e note serie tv quali: Distretto di polizia, Un posto al sole, La squadra, 7 vite,
Crociera Vianello, Un amore di strega e Via Zanardi 33. A teatro, oltre a calcare le scene come attrice - al fianco
di Max Tortora e Giampiero Morelli o diretta da Gigi Proietti – nel 2004 Michela debutta anche come autrice e
regista. Per il teatro sta ora lavorando all’allestimento romano di ’68 Italian Rock Musical, scritto assieme ad Attilio
Fontana. Per la radio, invece, a cui si dedica sin dal 1996, dopo Ottovolante e Il Cammello (Radio2), attualmente
scrive e conduce il programma di Radio2 Brave ragazze.
Vincenzo Marra
Nato a Napoli nel 1972. Giovanissimo ha svolto attività di fotografo sportivo. Nel 2001 è pronto per realizzare il
suo primo film, Tornando a casa, con il quale si aggiudica il premio per il miglior film alla Settimana della Critica
del Festival di Venezia. Le origini napoletane e l’amore per la sua terra lasciano una traccia tangibile in ogni film di
Marra, trasformando i suoi lavori in opere sentite ed istintive. In Estranei alla massa, prodotto e diretto tra il 2001 e
il 2002, il regista racconta le giornate di sette ultras tifosi del Napoli, offrendo al pubblico la possibilità di saggiare
i sapori ambigui e affascinanti della capitale del sud Italia. Seguono film quali Paesaggio a sud del 2003, Vento di
terra del 2004 e L’udienza è aperta del 2006. Pellicole che, ognuna a suo modo, dipingono la vita del meridione.
Nel 2005 Marra lascia i lidi del proprio paese di origine per portare il proprio sguardo al di fuori dell’Italia,
realizzando un documentario sul mondo palestinese: 58%, titolo scelto per ricordare la porzione di terra sottratta ai
Palestinesi dal muro eretto dal premier israeliano Ariel Sharon. Nel 2006, di nuovo dietro la macchina da presa,
Marra sceglie Roma per girare L’ora di punta. Ma nel 2008 torna in Campania, più precisamente a Bagnoli, per il
suo documentario Il grande progetto. Ha svolto attività riguardanti l’Argentina, in particolare il processo per i
desaparecidos italiani scomparsi. Si è inoltre impegnato a lungo per la questione nord irlandese.
Federico Pedroni
Nato a Roma nel 1969. Si è laureato in letteratura contemporanea con una tesi su Italo Calvino giornalista. Lavora
a Rai Cinema ed è selezionatore per il Torino Film Festival. Scrive su Duellanti e sul sito Alphabet City e ha
collaborato con la trasmissione radiofonica Hollywood Party e con Film Tv, l'Unità, Lo Straniero, Eidos Cinema,
Effe, Mucchio Selvaggio. Ha partecipato alla redazione del volume "Italiana. Il cinema attraversa l'Italia" a cura di
Stefano Della Casa (Electa, 2005).
Johnny Palomba
È per il suo passato controverso che Johnny Palomba preferisce occultare il proprio volto e la propria vera identità?
Perché per ciò che riguarda questo mitico e mitologico critico cinematografico colombiano di adozione romana, è
inutile porsi domande sul passato e sul presente. Johnny Palomba è semplicemente un critico cinematografico
senza volto, che parla e scrive, con ironia e sferzante sagacia, in dialetto romanesco, le sue “recinzioni” che hanno
raggiunto il grande pubblico grazie alla trasmissione televisiva di Serena Dandini Parla con me, grazie alla stima
che di lui ha Nanni Moretti e grazie alla collaborazione con Il Corriere della Sera. Oggi Johnny Palomba, dopo la
pubblicazione di sei libri, continua a vivere clandestinamente nel sottoscala di un grande cinema multisala romano
ed è il direttore di Radiofandango e di Fandango TV.
Marco Simon Puccioni
Marco Simon Puccioni nasce a Roma, dove riceve la sua prima formazione artistica e professionale. Per alcuni anni
lavora come assistente alla regia in teatro e nel cinema, per poi realizzare il cortometraggio Concertino prodotto
dalla Rai. Nel 1989, laureatosi in architettura, parte per gli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio. Negli Usa
realizza diversi mediometraggi e corti e ottiene premi e riconoscimenti. Di nuovo in Italia, dal 1993 al 1998,
Marco Puccioni fonda una società di produzione indipendente, realizza pubblicità e collabora con le reti Rai e
Mediaset dirigendo documentari e fiction per diverse trasmissioni televisive. Il suo interesse nella sperimentazione di
nuovi media trova espressione, nel 1995, nella regia di Il treno delle meraviglie, premio per il miglior film al
Festival di Vendôme. Nel 1996, riprendendo l’impegno che unisce il cinema ai diritti umani, fonda Cinema Senza
Confini e concepisce il Progetto Intolerance, “film-catalogo” contro l'intolleranza, che coinvolge oltre cinquanta
autori del cinema italiano. Nel 1997, insieme a Guido Chiesa, Davide Ferrario, Antonio Leotti e Daniele Vicari,
realizza il film documentario Partigiani.Tra il 2000 ed il 2001, Puccioni gira il suo primo lungometraggio per il
cinema: Quello che Cerchi, un road movie girato tra Torino e Napoli, che mostra in primo piano i sentimenti delle
famiglie allargate, tenendo ben presente sullo sfondo l’antagonismo sociale; ben accolto da critica e pubblico,
esce nelle sale italiane nel 2002 ricevendo numerosi premi in molti festival internazionali. Nel 2004 è promotore e
fondatore del RING, forum dei registi indipendenti. Nel 2006 il corto Letter#2: Berlino '89, un diario di viaggio
viene presentato al MoMa di New York. Nel 2007 la trasmissione tv la 25ma ora dedica una intera settimana di
programmazione al lavoro di Marco Puccioni.
Federica Di Giacomo
Nata a La Spezia, si laurea in Antropologia a Firenze, lavora per alcuni anni nel teatro danza con il gruppo russo
Derevo, fondando il Collettivo teatrale Tutti. Nel 1999 frequenta il Master europeo di documentario di creazione a
Barcellona, dove collabora come aiuto sceneggiatrice in Monos como Becky di Joaquín Jordá e in En construccion
di Louis José Guerin. Nel 2000 gira il documentario Los colores de la trance, Marrakesh distribuito da BTV. Dal
2001 realizza documentari e video per Raisat Cinema ed altre televisioni. Scrive e dirige i cortometraggi Close Up
e Suicidio perfetto. E’ produttrice, autrice e regista de Il lato grottesco della vita (2006), premiato al Torino film
festival 2006 ed all'Etno film fest 2007, nonchè selezionato da numerosi festival fra cui Premio Libero Bizzarri
2007, San Paulo International Film Festival 2007, Uruguay film festival 2008.
Giulio Manfredonia
Nato a Roma, Giulio Manfredonia è letteralmente cresciuto sui set cinematografici. La sua prima esperienza risale
al 1985 con il Maestro Luigi Comencini, alle prese con La Storia di Elsa Morante. Da quel momento la sua
carriera attraversa vari mestieri del cinema: assistente alla regia, collaboratore al montaggio, autore di special e
backstage sui set, fino alla regia di corti e all’esordio nel lungometraggio nel 2003. Dopo l’incontro professionale
con Luigi Comencini, Manfredonia ha seguito diversi film di Cristina Comencini, ed ha lavorato, tra gli altri, anche
con Antonio Albanese e Margherethe Von Trotta. Nel 1998 il suo cortometraggio Tanti auguri, vince il Nastro
d’Argento, il premio come Miglior Cortometraggio al Festival di Annecy e ottiene una nomination ai David di
Donatello. Con Se fossi in te, una commedia dal cast irresistibile - Emilio Solfrizzi, Paola Cortellesi, Gioele Dix,
Fabio De Luigi - ottiene riconoscimenti critici e apprezzabili riscontri al box office. Due anni dopo giunge E’ già ieri,
il remake de Il giorno della marmotta, una commedia con interpreti esilaranti - Antonio Albanese e Fabio De Luigi
- interamente girata in Spagna. L'ultimo film, presentato al festival di Roma 2008, è Si può fare.
Erika Manoni
Nata a Siena nel 1968, Erika Manoni, dopo la laurea in Storia e Critica del Cinema, si dedica per alcuni anni allo
studio della musica jazz e della composizione di musiche per film, studiando con il Maestro Ennio Morricone
all'Accademia Chigiana di Siena. Come regista, ha firmato numerosi documentari: I Graffiti della Mente - diretto in
sinergia con Pier Nello Manoni - che ha ricevuto numerosi riconoscimenti; Tracce Pehuenches, documentario
antropologico sui Mapuche, gli indios cileni; documentari incentrati su artisti come Alexander Lobanov - La valise
de Lobanov, 2007 - Ni Tanjung – L’autel de l’aube de Ni Tanjung, 2006. Nelle vesti di montatrice invece, ha
partecipato alla realizzazione di pellicole come Nelle tue mani, di Peter Del Monte, Sfiorarsi di Angelo Orlando,
quindi alcuni film di Gianfranco Pannone, tra cui Io che amo solo te, Il sol dell’avvenire, Dal dagherrotipo al
digitale, Sonasò e Pietre miracoli e petrolio. Ha inoltre montato: Doppio segreto e Amiche davvero, entrambi di
Marcello Cesena. Per il piccolo schermo ha partecipato, tra gli altri, alla realizzazione dell’adrenalinico
programma Ultimo Minuto. Negli anni Novanta, prima di abbracciare a pieno la professione di montatrice, Erika
Manoni è stata assistente del premio Oscar Pietro Scalia per il montaggio del film Io ballo da sola, di Bernardo
Bertolucci.
Gianfranco Pannone
è nato a Napoli nel 1963. Vive e lavora a Roma. Tra il 1990 e il 1998, ha diretto e prodotto i film documentari
Piccola America, Lettere dall’America e L’America a Roma, che insieme compongono la Trilogia dell’America; e
successivamente Latina/Littoria (2001), con il quale ha avuto il riconoscimento quale miglior opera di non-fiction al
Torino Film Festival. Tra i suoi corti e mediometraggi, Kelibia/Mazara (1998, in coregia con T. Ben Abdallah),
Pomodori (1999), Sirena operaia (2000), Viaggio intorno alla mia casa (2001), Pietre, miracoli e petrolio (2004,
realizzato con G. Fasanella), Benvenue chez Casetti (2006). E poi il lungometraggio 100 anni della nostra storia
(2006, co-diretto con M. Puccioni) e la docuserie Cronisti di strada (2007). Io che amo solo te (2005) è il suo
primo film di finzione, tuttora inedito. La sua ultima opera è Il sol dell’avvenire, docufilm ideato, scritto e realizzato
con Giovanni Fasanella e presentato come evento speciale al Festival di Locarno, alla Viennale del 2008 e
all’International documentary Film Festival di Londra. I suoi lavori gli sono valsi partecipazioni e riconoscimenti in
molti festival italiani e internazionali. Socio fondatore di Doc/It e attivo nel movimento 100autori, insegna
Cinematografia documentaria al Dams di Roma tre e Regia del documentario, dove è anche responsabile del
corso, alla Act-Multimedia di Roma. Ha scritto vari saggi sul cinema di non-fiction e cura la rubrica Docbox sulla
rivista online Il documentario.it. Gianfranco Pannone è anche regista di Agnelli, l’America a Torino, documentario
che sta concludendo in questi giorni.
Leopoldo Santovincenzo
Le prime esperienze risalgono a fine anni ’70 come curatore di una rubrica cinematografica sul settimanale Molise
Oggi. Nei primi anni ‘80 frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Regista e sceneggiatore dei
cortometraggi “Interno 6” e “Mr. Siegal”. Giornalista pubblicista dal 1988, collabora a “Il mattino”,
“Segnocinema”, “Duel” ed altre riviste specializzate. Nei primi anni ’90 è tra i fondatori e gli animatori del Circolo
del cinema La Grande Illusione di Campobasso. Dal 1990 programmista-regista per la Rai, prima alla Direzione
Servizi per gli Esteri e successivamente a Rai Educational. Tra il 1999 e il 2008 lavora come autore, regista e
programmatore per Raisat Cinema. Per il canale satellitare segue i festival di Venezia, Cannes, Roma, Torino,
Pesaro, Pordenone. Firma numerosi documentari sul cinema tra cui “Pasolini 1975”, “Heimat. La macchina del
tempo di Edgar Reitz” e “Felliniana”. Tra il 2001 e il 2004 è stato docente a contratto per l’Università del Molise,
titolare corso su Cinema/Fotografia/Televisione, Facoltà Scienze Economiche e Sociali. Nel 2003 ha collaborato
al “Dizionario critico dei film” ( Treccani/Cineteca di Bologna ) con la redazione di 13 voci. E’ coautore dell’opera
in 3 volumi “Storie del cinema italiano” ( Silvana Editoriale ).Attualmente collabora con Carlo Freccero come
responsabile della programmazione cinematografica del canale Rai 4 sul digitale terrestre.