Capitolato Speciale d`Appalto

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Capitolato Speciale d`Appalto
AZIENDA TERRITORIALE EDILIZIA RESIDENZIALE PROVINCIA DI PADOVA
Area Tecnica A.T.E.R.- Ufficio Manutenzione -
OGGETTO DELL'APPALTO
Lavori di manutenzione ordinaria relativi al PRONTO INTERVENTO, RIATTO ALLOGGI SFITTI,
MANUTENZIONE CONSERVATIVA o PROGRAMMATA, sui fabbricati di Edilizia Residenziale
Pubblica, di proprietà dell' A.T.E.R. e del Comune di Padova o gestiti dall’Azienda Territoriale
Edilizia Residenziale della Provincia di Padova.
C A P I T O L A T O S P E C I A L E D'A P P A L T O
- PARTE “A” – contratti addivenuti a mezzo di pubblico incanto
- PARTE “B” – contratti addivenuti a mezzo di procedura negoziata
- PARTE “C” – prescrizioni tecniche
Valido per l’intero esercizio dell’anno 2016
Padova: Settembre 2015
A.T.E.R. di Padova – Via Raggio di Sole 29 – 35137 Padova - Ufficio Manutenzione -
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PARTE “A” – CONTRATTI ADDIVENUTI A MEZZO DI PUBBLICO INCANTO
CAPITOLO I°
OGGETTO, MODO, AMMONTARE, DURATA DELL'APPALTO, DESCRIZIONE
SOMMARIA DELLE PRINCIPALI OPERE
ART. 1 - OGGETTO DELL'APPALTO
L'appalto ha per oggetto l'esecuzione delle opere e la fornitura delle provviste occorrenti per la
manutenzione ordinaria relativa al PRONTO INTERVENTO - RIATTO ALLOGGI SFITTI MANUTENZIONE CONSERVATIVA o PROGRAMMATA di alloggi e delle eventuali relative pertinen
ze, compresi accessi, passaggi carrabili e pedonali, marciapiedi, allacciamenti idrici, elettrici e fognari.
L'appalto si riferisce ad edifici siti nei Comuni indicati nella " Bando di Gara " ed individuati come
"Comparto" dallo stesso Bando.
I lavori avvengono in presenza degli inquilini assegnatari.
Dato il carattere dei lavori, il criterio fondamentale che dovrà guidare l'assuntore dei lavori
nell'esecuzione delle opere, sarà quello della massima sollecitudine possibile e dell'impiego di
personale fidato e ben preparato, onde evitare molestia e disagi agli inquilini.
Gli interventi manutentivi, in relazione alle loro caratteristiche, entità, durata, impegno tecnicoeconomico, saranno volti alla esecuzione delle seguenti opere:
A) opere di "PRONTO INTERVENTO" che dovranno essere eseguiti nei termini definiti come:
- immediata esecuzione
- urgente esecuzione
- ordinaria esecuzione
B) opere di "RIATTO ALLOGGI SFITTI"
C) opere di "MANUTENZIONE CONSERVATIVA"
ART. 2 - MODO DI APPALTO
Tutte le opere si intendono appaltate "a misura" e saranno contabilizzate sulla base dei prezzi risultanti
dall'elenco unito al presente Capitolato con deduzione del ribasso offerto dall'Appaltatore.
ART. 3 - AMMONTARE DELL'APPALTO - ANTICIPAZIONE DEL PREZZO
L'importo presunto dei lavori a base d'asta dei lavori oggetto del presente appalto è indicato nel Bando
di gara che si intende allo scopo come parte integrante del presente articolo.
L'importo complessivo dell'appalto potrà variare in più o in meno nei limiti stabiliti in materia dalla
normativa che regola i pubblici appalti senza che l’Appaltatore possa rifiutarsi di eseguirle o pretendere
compensi diversi o maggiori di quelli previsti nel presente Capitolato Speciale e nell’Elenco Prezzi.
Si riportano di seguito le lavorazioni presenti nella natura delle opere:
- opere murarie
- impianti idro-sanitari
- impianti elettrici
- impianti termici
- impianti da falegname
- opere di finiture edile
ctg. OG1
ctg. OS3
ctg. OS30
ctg. OS28
ctg. OS6
ctg. OS7
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Gli importi relativi alle sopraindicate categorie di subappaltabili o scorporabili sono indicati nel Bando di
gara
L’anticipazione del Prezzo è disciplinata dalle disposizioni vigenti al momento di sottoscrizione del
contratto d’Appalto.
ART. 4 - DURATA DELL'APPALTO
Il rapporto contrattuale avrà decorrenza dalla data del 1 (uno) gennaio dell'anno indicato nel bando di
gara e verrà a cessare con il 31 dicembre dello stesso anno.
ART. 5 - DESCRIZIONE SOMMARIA DELLE OPERE
Vengono sommariamente descritte le opere da eseguire come segue:
A) OPERE MURARIE
-Interventi atti al consolidamento, compresa quindi l'eventuale sostituzione di strutture portanti e non,
orizzontali e verticali, degli edifici e/o di alloggi.
-Interventi di riparazione, rinnovamento, sostituzione di tutte le rifiniture interne ed esterne degli edifici
e/o di alloggi.
-Interventi di riparazione, rinnovamento, sostituzione dei manti di copertura.
-Interventi di adeguamento alle norme igieniche vigenti sulle reti interne di fognatura.
-Interventi di ripristino, rinnovamento e/o sostituzione di tutte le opere e manufatti alle sistemazioni
esterne dei fabbricati o quartieri.
B) OPERE DA LATTONIERE
Interventi di riparazione o sostituzione di:
- canali di gronda
- tubi pluviali
- braghette e scossaline
- tagli di acqua
- opere particolari varie
C) OPERE IDRO - SANITARIE - GAS - ALLACCIAMENTI
Interventi comportanti la riparazione, adeguamento rinnovamento o sostituzione di impianti tecnologici
quali:
- impianto idrico sanitario, reti d'acqua.
- impianto di scarico per servizi igienico/sanitari di bagni, W.C., lavanderie, ecc.
- reti da fumo e ventilazione.
- impianto di distribuzione e alimentazione gas.
- apparecchi igienico sanitari.
Interventi necessari per l'allacciamento alle nuove reti di distribuzione quali:
- Acquedotto.
- Gas metano.
D) OPERE DEL TERMOSIFONISTA
- Interventi di riparazione, sostituzione di parti dell'impianto di riscalamento autonomo.
- Interventi di integrazione e adeguamento alle nuove norme dell'impianto di riscaldamento autonomo.
- Rifacimento di impianti di riscaldamento autonomi.
E) OPERE DELL'ELETTRICISTA
- Interventi di riparazione, adeguamento, rinnovamento, rifacimento degli impianti elettrici di alloggi e di
locali comuni, con esclusione di impianti elettrici installati in locali di centrali termiche, autoclavi,
ascensori, ecc. e comunque ove esista il controllo periodico di Enti nazionalizzati o istituzionalizzati.
- Interventi di adeguamento alle vigenti norme di sicurezza.
- Interventi di integrazione degli attuali impianti.
- Interventi per l'installazione centralizzata di:
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a)Impianti d'illuminazione d'uso comune.
b)Impianti di portiere elettrico e citofonico.
c)Impianti di distribuzione linea Telecom-Tv-Enel
F) OPERE DEL FALEGNAME
- Interventi di riparazione, rinnovamento e/o sostituzione dei serramenti interni ed esterni dell'edificio
e/o di alloggi e di locali comuni.
- Interventi di riparazione, rinnovamento e sostituzione di pavimenti in legno.
G) OPERE DEL FABBRO
- Interventi di riparazione, rinnovamento sostituzione di parti in ferro costituenti finiture dello edificio o
dell'alloggio e piccole opere integrative a seguito di altro tipo di lavori.
H) OPERE DEL PITTORE
- Interventi di ripristino tinteggiature o rivestimenti interni ed esterni dell'edificio, siano essi su pareti o
su particolari strutture.
- Nuove tinteggiature o rivestimenti su intonaci esterni ed interni.
- Nuove coloriture opere in ferro, lamiera, legno o altro materiale.
I) ASSISTENZE MURARIE
Sono previste le assistenze murarie da prestarsi nell'ambito dell'esecuzione delle opere previste dal
relativo articolo del presente Capitolato Speciale d'Appalto.
La descrizione dei lavori verrà prevista, di volta in volta, nello specifico ordinativo, come meglio indicato
nel successivo art. 15.
La Stazione appaltante si riserva la facoltà di affidare l’esecuzione delle opere di cui sopra, anche se
ricadenti al di fuori della zona d’appalto in cui è risultato aggiudicatario l’Appaltatore, alle stesse
condizioni del presente Capitolato, senza che per questo l’Appaltatore possa richiedere compensi
aggiuntivi.
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CAPITOLO II°
DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI L'APPALTO
ART. 6 - CESSIONE DI CREDITI - SUBAPPALTI E COTTIMI - RESPONSABILITA' SULLE OPERE
Cessione di crediti
Come previsto dall’art. 117 del D. Lgs. 163/2006 e s.m.i.
Esecuzione diretta delle opere - Subappalti e cottimi
Le imprese, le associazioni, i consorzi aggiudicatari sono tenuti ad eseguire in proprio le opere o i
lavori compresi nel contratto.
Il contratto non può essere ceduto a pena di nullità. (art. 118, 1° comma, D. Lgs. 163/2006).
Il subappalto è consentito nei limiti ed alle condizioni previste dalla normativa in materia di LL.PP. in
particolare si richiama l'art. 118 del D.Lgs. 163/2006 aggiornata e modificata con successive
integrazioni e modificazioni.
L'esecuzione delle opere o dei lavori affidati in subappalto non può formare oggetto di ulteriore
subappalto.
L’appaltatore che intende avvalersi del subappalto o del cottimo dovrà presentare apposita istanza
allegando tutta la documentazione necessaria, (l’elenco dettagliato verrà fornito dopo la sottoscrizione
del contratto d’appalto)
Le suddette disposizioni si applicano anche:
alle associazioni temporanee di impresa ed alle società anche consortili, di cui agli articoli 2615 ter
C.C. quanto le Imprese riunite o consorziate non intendono eseguire direttamente le opere scorporabili
nonchè alle concessioni per la realizzazione di opere pubbliche ed agli appalti pubblici stipulati a
trattativa privata.
Le medesime disposizioni si applicano altresì:
• ai noli a caldo ed ai contratti fornitura con posa in opera del materiale fornito, quando il valore di
quest’ultimo sia inferiore rispetto a quello dell’impiego della mano d’opera;
• ai casi in cui, in base alla normativa vigente, L’Appaltatore intenda avvalersi del subappalto con
imprese certificate mediante attestato SOA, (per lavori di importo superiore ad € 150.000), ed in base
all’art. 90 del D.P.R. 207/2010, (per lavori di importo non superiori ad € 150.000).
Responsabilità sugli interventi
L’affidamento dei lavori a ditte subappaltatrici, non esonera in alcun modo l’appaltatore dagli obblighi
previsti dal presente Capitolato Speciale, essendo esso unico e solo responsabile verso la stazione
appaltante della buona esecuzione e della riuscita degli interventi.
ART. 7 - OSSERVANZA DEL CAPITOLATO GENERALE DI APPALTO E DI ALTRE LEGGI E
DISPOSIZIONI IN MATERIA
L'appalto è soggetto a tutte le condizioni stabilite:
• nella normativa sui Lavori Pubblici;
• nel Regolamento per l’Amministrazione del Patrimonio e per la contabilità generale dello
Stato, approvato con R.D. 23.5.1924 n. 827;
• nel D.Lgs. N. 163/2006 e s.m.i.;
• nel D.P.R. N. 207/2010 e da tutte le disposizioni in quest’ultimo richiamate o comunque fatte
salve;
• nel D.Lgs N. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
L'Appaltatore è tenuto, inoltre, ad osservare:
1. i regolamenti di edilizia, d'igiene, di polizia urbana, del Comune in cui si eseguono i lavori oggetto di
appalto;
2. tutte le Leggi Statali e Regionali che regolano gli appalti dipendenti dall'Amministrazione dei Lavori
Pubblici, nonchè tutte le relative disposizioni se ed in quanto non siano modificate dal presente
Capitolato Speciale e dalle clausole specifiche contrattuali.
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ART. 8 - DOCUMENTI CHE REGGONO L'APPALTO
I lavori oggetto del presente appalto si intendono retti da:
a) il Capitolato Generale d'Appalto per le opere di competenza della Regione Veneto.
b) il presente Capitolato Speciale d'Appalto.
c) l'Elenco dei prezzi "a misura" unito al presente Capitolato Speciale d'Appalto.
d) eventuali disegni.
e) il Bando di gara che specifica anche l'importo a base d'asta e gli importi riferiti alle categorie di lavori
subappaltabili.
f) la documentazione e le dichiarazioni fornite dall'Appaltatore in sede di gara.
g) il Piano di Sicurezza Sostitutivo del Piano di Sicurezza e di Coordinamento redatto dall'Appaltatore.
Con la partecipazione alla gara l’Appaltatore dà atto di aver esaminato il Capitolato Speciale d’Appalto
in tutte le sue parti compreso l’Elenco dei prezzi "a misura".
ART. 9 - GARANZIE
Ai sensi dell'art. 75 D.Lgs. n.163/2006 e s.m.i. è prevista la cauzione provvisoria, da prestare anche
mediante fideiussione bancaria o assicurativa. Detta cauzione è fissata nella misura del 2%
dell'importo dei lavori di cui all'art. 2 del Capitolato Speciale di appalto e sarà restituita ai non
aggiudicatari non appena avvenuta l'aggiudicazione dell'appalto mentre sarà restituita all'aggiudicatario
all'atto della sottoscrizione del contratto. Detta cauzione sarà incorporata qualora non si pervenisse alla
stipula del contratto per cause imputabili all'aggiudicatario.
Al momento della stipulazione del contratto deve prestarsi la cauzione definitiva, che sarà calcolata
nella misura prevista dall’art.113 del D.Lgs. n.163/2006 e s.m.i.
La cauzione definitiva resta a garanzia dell'adempimento di tutte le obbligazioni derivanti dal presente
atto, del risarcimento dei danni per l'eventuale inadempimento delle stesse, nonché del rimborso delle
somme che la Stazione appaltante avesse eventualmente pagato in piu' durante i lavori o in sede di
liquidazione finale, nonchè della tacitazione di crediti vantati da terzi verso l'Appaltatore, salva, in tutti i
casi, ogni altra azione ove la cauzione non risultasse sufficiente.
L'Amministrazione appaltante ha pure il diritto di valersi di autorita' su detta cauzione per le spese dei
lavori da eseguirsi d'ufficio.
Per quanto non espressamente previsto dal presente C.S.A. valgono le disposizioni sopra richiamate.
Detta cauzione verrà integralmente incamerata dalla Stazione appaltante nell’ipotesi che l’inizio e la
consegna dei lavori non avvengano, per cause imputabili all’Appaltatore, entro i termini previsti
dall’art.10 del presente atto.
Ai sensi dell’art. 129, 1°comma, D.Lgs. n.163/2006 l’’Appaltatore è obbligato a stipulare una polizza
assicurativa che tenga indenni le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatari o realizzatori da
tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa determinati, salvo quelli derivanti da errori di
progettazione, insufficiente progettazione, azioni di terzi o cause di forza maggiore e, che preveda
anche una garanzia di responsabilità civile per danni a terzi nell’esecuzione dei lavori sino alla data di
emissione del certificato di regolare esecuzione.
L’assicurazione contro tali rischi dovrà farsi con polizza intestata alla Stazione appaltante e verrà
esibita e consegnata all’atto della stipulazione del contratto.
ART. 10 - CONSEGNA DEI LAVORI
La consegna dei lavori si intende formalizzata con la stipula del contratto di appalto. Qualora la
stipulazione del contratto avvenga successivamente alla data del 1 (uno) gennaio, la consegna si
intende avvenuta sotto riserve di Legge in attesa della stipulazione del contratto e già formalizzata
dalla comunicazione all'Impresa dell'avvenuta aggiudicazione definitiva dell'appalto; in tal caso
l'Impresa nulla potrà pretendere per i mancati o ritardati pagamenti di acconti che verranno corrisposti
solamente dopo la data di efficacia del contratto.
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ART. 11 - TEMPO UTILE PER L'INIZIO DEGLI INTERVENTI
Negli “ordinativi di intervento” (vedi art.15 e seguenti), saranno indicati, fra l'altro, la data dell'ordine, la
data di consegna o trasmissione dello stesso all’Appaltatore, la data di inizio e la data di ultimazione
dell'intervento.
Convenzionalmente si intende che il conteggio dei giorni utili per l'inizio dell'intervento, con esclusione
degli interventi definiti "immediati ed urgenti", decorrerà dal giorno successivo alla data di consegna
dell'ordinativo.
Vengono definiti, per loro caratteristica i seguenti tipi di intervento:
1) IMMEDIATO: intervento finalizzato a scongiurare pericoli e gravissime conseguenze a persone o
immobili - l'inizio deve essere immediatamente successivo alla consegna o trasmissione
dell'ordinativo, che può anche essere verbale, telefonico, trasmesso con telefax o con normale
“ordinativo d’intervento”.
2) URGENTE: intervento finalizzato a scongiurare gravi conseguenze a persone o immobili - l'inizio
deve avvenire entro 1 (uno) giorno dalla consegna o trasmissione dell'ordinativo, che può anche
essere verbale, telefonico, trasmesso con telefax o con normale “ordinativo d’intervento”.
3) ORDINARIO: intervento finalizzato a scongiurare disagio a persone o deterioramento all’immobile l'inizio deve avvenire entro 5 (cinque) giorni consecutivi
dalla consegna
o trasmissione
dell'ordinativo che può anche essere verbale, telefonico, trasmesso con telefax o con normale
“ordinativo d’intervento”.
4) RIATTO ALLOGGI: intervento finalizzato a riportare la condizione abitativa dell’alloggio conforme
alla normativa contenuta nei Regolamenti Edilizi e nella Legislazione vigente in materia di salubrità dei
locali e sicurezza degli impianti - l'inizio deve avvenire entro 10 (dieci) giorni consecutivi
alla
consegna o trasmissione dell'ordinativo che può anche essere verbale, telefonico, trasmesso con
telefax o con normale “ordinativo d’intervento”.
5) MANUTENZIONE CONSERVATIVA: intervento finalizzato al mantenimento della normale
condizione manutentiva del fabbricato/i e/o il ripristino delle condizioni di sicurezza degli impianti
condominiali - l'inizio deve avvenire entro 15 (quindici) giorni
lavorativi
dalla consegna o
trasmissione dell'ordinativo.
ART. 12 - PENALI
Le penali si applicano per comportamenti dell’Appaltatore incompatibili con gli obblighi contrattuali e
precisamente:
a) su ogni intervento per danni conseguenti a ritardi o imperfetta esecuzione degli ordinativi di
intervento individuati nel precedente art.11;
b) su ogni mancato, ritardo o incompleto adempimento previsto agli artt. 15 e 27 del presente C.S.A.
La Stazione appaltante ricorrerà all’applicazione delle penali nei seguenti casi:
1. ritardo rispetto alla data di inizio e/o di ultimazione rispetto alle date riportate nell’ordinativo di
intervento: penale forfettaria pari ad Euro 100,00.
2. Mancata o incompleta/inesatta esecuzione dei lavori: penale forfettaria pari ad Euro 500,00 oltre
alla eventuale intera spesa sostenuta dalla Stazione Appaltante per essersi avvalsa di Ditta terza per
l’esecuzione od il completamento dell’intervento.
3. Mancata, incompleta o ritardata trasmissione del rapporto di intervento: penale forfettaria pari ad
Euro: 100,00.
4. Mancato, ritardo o incompleto aggiornamento del Registro delle presenze nei cantieri mobili:
penale forfettaria bisettimanale pari ad Euro: 500,00.
La penale per mancata o incompleta/inesatta esecuzione dei lavori di cui al precedente punto 2), verrà
applicata quando:
• per gli interventi di cui al punto 1 dell’art.11: l’Appaltatore non abbia dato IMMEDIATO inizio ai
lavori, anche in orari e/o in giorni non lavorativi (orario notturno, giorni prefestivi e festivi);
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• per gli interventi di cui al punto 2 dell’art.11: l’Appaltatore, trascorsi giorni 1 (UNO) dalla data di
ultimazione indicata nell’ordinativo di intervento, non abbia iniziato o completato esattamente i lavori
ordinati;
• per gli interventi di cui ai punti 3-4-5 dell’art.11: L’Appaltatore, trascorsi giorni 10 (DIECI) dalla data
di ultimazione indicata nell’ordinativo d’intervento, non abbia iniziato o completato esattamente i lavori
ordinati.
Le penali verranno riscosse mediante detrazione dai crediti maturati dall’Appaltatore in ogni “stato di
avanzamento” o in mancanza di capienza dall’importo della fideiussione.
Qualora ricorrano le condizioni per l’applicazione di più penali relativamente al singolo ordinativo di
intervento, la D.L. applicherà una sola penale che sarà la più gravosa per l’Appaltatore.
Qualora l’ammontare delle penali applicate ( con esclusione delle eventuali spese sostenute dalla
Stazione Appaltante per l’esecuzione dei lavori con Ditta terza) superi il 10% dell’importo di contratto,
la Stazione Appaltante risolverà il contratto con l’Appaltatore come previsto dalla vigente normativa sui
LL.PP.
ART. 13 - LAVORI AFFIDATI AD ALTRE DITTE
La Stazione Appaltante si riserva il diritto di far eseguire, durante il tempo e nei luoghi assegnati per
l'esecuzione delle opere appaltate, senza creare intralcio e nel rispetto delle Norme di Sicurezza,
anche altre opere in economia o a mezzo di altre Ditte, le quali potranno servirsi senza alcun
compenso, degli approntamenti (ponteggi ecc.) fatti dall’Appaltatore.
Nessun compenso e nessun risarcimento potrà essere richiesto al riguardo dall'Appaltatore.
ART. 14 - DIREZIONE DEI LAVORI
L’Appaltatore sarà tenuto ad osservare ed a riconoscere, sia in linea tecnica che amministrativa, gli
ordini e le decisioni della D.L. salvo le eventuali riserve che potrà esprimere sugli stessi a norma di
Legge.
ART. 15 - ORDINATIVI DEI LAVORI
Tutti i lavori e le somministrazioni verranno ordinati dalla Stazione Appaltante mediante "ordinativi di
intervento", debitamente numerati e firmati, che saranno consegnati o trasmessi via telefax alla sede
dell'Appaltatore.
Resta inteso che la Stazione Appaltante potrà ordinare il lavoro o la somministrazione urgenti anche
telefonicamente e, successivamente, inviare o trasmettere “l’ordinativo d’intervento” così come sopra
specificato.
L'ordine trasmesso telefonicamente sostituisce a tutti gli effetti “l’ordinativo d’intervento” che verrà
successivamente confermato per iscritto.
Si mette in particolare evidenza che gli “ordinativi d’intervento” potranno riguardare l'ordinazione anche
di una sola delle voci comprese nell'elenco prezzi, anche di minima entità, senza che per questo
l'Appaltatore possa richiedere compensi particolari di alcun genere.
Al fine di permettere un regolare recapito degli ordinativi, l'Appaltatore, dovrà alla stipulazione del
contratto, rendere noto alla Stazione Appaltante, per iscritto, il suo indirizzo esatto, il numero telefonico
ed il numero telefax.
Entro 10 (DIECI) giorni dall’effettiva ultimazione dell’intervento, l’Appaltatore dovrà far pervenire il
“rapporto d’intervento” compilato in ogni sua parte (vedi modello allegato). In caso di ritardata,
incompleta o mancata trasmissione verrà applicata la penale di cui all’art. 12 punto 3).
ART. 16 - VARIANTI AGLI ORDINATIVI
Dato il particolare carattere dei lavori oggetto del presente appalto la Stazione Appaltante potrà in
qualsiasi momento, sempre a mezzo ordinativo d’intervento, variare il tipo di lavoro o somministrazione
precedentemente ordinata, variare altresì la data di ultimazione.
Resta fermo che la Stazione Appaltante potrà far precedere all'ordine di variante, nei casi dal
medesimo ritenuti d'urgenza, la comunicazione telefonica della variante stessa.
Nei casi in cui, a seguito dell'ordinativo, l’Appaltatore al momento di eseguire quanto ordinatogli accerti
una non rispondenza tra lavori ordinati e quelli che necessitano di esecuzione, deve informare
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tempestivamente la Stazione Appaltante, onde avere dalla stessa la preventiva autorizzazione scritta
alla variante dei lavori ordinati.
ART. 17 - INTERVENTI URGENTI
Ogni intervento per il quale la Stazione Appaltante disponga l'inizio e l'esecuzione immediata non darà
diritto all'Appaltatore ad alcun compenso straordinario.
ART.18 - PREZZI DELL'APPALTO - REVISIONE DEI PREZZI
I prezzi stabiliti nel seguente elenco prezzi sono fissi ed invariabili, da assoggettare al ribasso d'asta,
ed accettati dall'Appaltatore in base a calcoli di sua convenienza a tutto suo rischio.
Nei prezzi di lavori si intendono sempre compresi e compensati, senza eccezione, ogni spesa
principale e provvisionale, principale e accessoria, per dare il tutto ultimato a regola d'arte anche
quando tali oneri non siano stati esplicitamente o completamente dichiarati negli articoli e nelle
indicazioni particolari dell'elenco prezzi.
I prezzi unitari comprendono:
a) per gli operai e i mezzi d'opera: ogni spesa ed onere compresi quegli attrezzi ed utensili del
mestiere, nonché le quote per le assicurazioni sociali, per gli infortuni ed accessori di ogni specie,
beneficio, ecc.
b) per i materiali e semilavorati : ogni spesa ed onere per la fornitura, per il trasporto, per lo scarico
e accatastamento o immagazzinamento in cantiere, nonchè cali, perdite, sprechi, ecc.,
nessuna eccettuata, per darli pronti all'impiego in opera in qualunque punto del cantiere. I prezzi sono
riferiti a materiali di ottima qualità e primaria marca e rispondenti alle caratteristiche stabilite per
consuetudine commerciale;
c) per i noli: ogni spesa ed onere compresi quelli di trasporto a e da cantiere all'inizio ed al
termine del nolo; tutti i normali sfridi ed usura dei materiali; il montaggio e smontaggio a fine lavori
dei ponteggi interni ed esterni, degli elevatori e di ogni altra opera analoga. Per il nolo di
automezzi, nel costo, sono comprese inoltre tutte le forniture complementari (carburanti,
lubrificanti, grasso, ecc.), nonché la prestazione dell'autista. I prezzi, comunque, si intendono per
macchine ed attrezzature varie in perfetto stato di funzionamento ed efficienza, corredate da
tutti gli accessori d'uso e dei dispositivi di protezione antinfortunistici a norma di legge. Eventuali
interventi di riparazione restano a carico del noleggiatore;
d) per la Sicurezza e l'Igiene nei luoghi di lavoro: ogni spesa ed onere per l'attuazione delle
disposizioni in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro previste dalla Normativa vigente
(D.Lgs. n.81/2008); gli oneri sono evidenziati nel bando di gara e non sono assoggettati al ribasso
d'asta.
Resta convenzionalmente inteso che i prezzi di elenco sono stati fissati con maggiorazioni percentuali
del 13% per
spese generali e successivamente
del 10% per utili dell'Impresa,
complessivamente del 24,30%.
La revisione dei prezzi non è ammessa, pertanto i prezzi si intendono fissi ed invariabili per tutta la
durata del contratto.
ART. 19 - CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI
I lavori oggetto dell'appalto saranno contabilizzati a misura sulla base dei prezzi dell'elenco allegato e
secondo le modalità contenute dall'art. 35 (norme per le misurazioni), con applicazione del ribasso
d'asta.
Durante il corso dei lavori verranno rilevate, in contraddittorio fra la D.L. e I'Appaltatore, le misure
relative alle opere eseguite, onde poi procedere alla contabilizzazione delle medesime.
Le risultanze di detta contabilità saranno riportate nei documenti di rito oppure direttamente nei
documenti di liquidazione della spesa (note-fatture) debitamente vistate dalla D.L.
La contabilità riferitasi ad ogni singolo intervento dovranno essere predisposta e conclusa entro 30
(trenta) giorni dalla regolare ultimazione lavori e dovrà riportare numero e la data dell’ "ordinativo
d’intervento".
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ART. 20 - PRESTAZIONI IN ECONOMIA- FORMAZIONE DI NUOVI PREZZI
Le prestazioni e somministrazioni in economia verranno eseguite solo nei casi in cui l'opera non trovi
riscontro nei prezzi unitari contrattuali o non sia possibile una corretta formulazione di nuovi prezzi,
esse comunque verranno eseguite previa disposizione specifica della D.L.
Non verranno contabilizzate le prestazioni effettuate senza la menzionata disposizione.
La mano d'opera per l'esecuzione di lavori in economia verrà compensata con i prezzi d'applicazione,
per i lavori svolti in orario normale, pubblicati dalla Regione Veneto; il prezzo di applicazione sarà
determinato aggiungendo alla detta retribuzione la percentuale per spese generali fissate nel 13% e
sul totale ottenuto la percentuale del 10% per l'utile dell'impresa, depurando le menzionate aggiunte
per spese generali ed utili dell'impresa del ribasso contrattuale.
Le somministrazioni di materiali ed i noli dei mezzi d'opera verranno compensati con i prezzi unitari che
sono già comprensivi degli utili e spese generali dell'impresa, e che per la liquidazione verranno
assoggettati al ribasso contrattuale.
Per tutti gli interventi le cui opere e prezzi non siano contemplati nei precedenti articoli del presente
Capitolato Speciale d'Appalto, verranno, se possibile, compensati con nuovi prezzi che ai sensi del
vigente Regolamento non potessero essere desunti per analogia da altri prezzi contrattuali, verranno
formati con analisi assumendo, ove possibile, le voci elementari dei costi della mano d'opera, dei noli e
materiali previsti nel presente allegato elenco prezzi.
Ove necessario i costi elementari mancanti verranno sempre desunti dal prezziario della Regione
Veneto e subiranno per spese generali ed utili dell'impresa le maggiorazioni già descritte per la mano
d'opera, qualora esse non siano già comprese; i nuovi prezzi verranno assoggettati al ribasso
contrattuale.
ART. 21 - ANTICIPAZIONI ALL'APPALTATORE
L’anticipazione del Prezzo è disciplinata dalle disposizioni vigenti al momento di sottoscrizione del
contratto d’Appalto.
ART. 22 - PAGAMENTI
I pagamenti verranno effettuati dalla Stazione Appaltante per “stati di avanzamento lavori” quando
l’ammontare delle note-fatture per “ordinativi d’intervento” regolarmente eseguiti raggiungerà l’importo
minimo imponibile di Euro 75.000,00.
Ai sensi dell’art.7 del Capitolato Generale d’Appalto, a garanzia dell’osservanza delle norme e
prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, sicurezza, salute,
assicurazione ed assistenza ai lavoratori, sull’importo netto progressivo dei lavori verrà operata una
ritenuta dello 0,50%.
Saranno inoltre applicate le penali così come previsto all’art.12 e le eventuali detrazioni previste al
successivo art. 27 del presenta C.S.A.
Come previsto dall’art.118 del D.Lgs. n.163/2006 e s.m.i. il pagamento del corrispettivo dello Stato di
avanzamento lavori è subordinato all’acquisizione della documentazione attestante la regolarità
contributiva delle Ditte interessate ai lavori di contratto (Appaltatore, subappaltatori e subaffidatari),
nonché delle copie delle fatture quietanzate relative ai pagamenti corrispondenti ai subappaltatori e
subaffidatari.
ART. 23 - VERIFICA DELLA REGOLARE ESECUZIONE LAVORI - DICHIARAZIONI DI
CONFORMITA' DEGLI IMPIANTI.
Ultimati i singoli interventi la Stazione Appaltante provvederà, in contraddittorio con la ditta appaltatrice,
alla loro verifica, onde procedere al pagamento della rispettiva fattura o all’aggiornamento degli atti
contabili.
10
Detta verifica potrà anche eventualmente essere effettuata a campione ed in tal caso ove vengano
riscontrate carenze nell’intervento eseguito verrà applicata la penalità per ritardo nell'ultimazione dei
lavori prevista dal precedente art. 12.
Tutti gli impianti eseguiti ex novo, rifatti o semplicemente modificati dovranno essere, ad ultimazione
degli stessi, dotati del "Dichiarazione di Conformità" ai sensi della normativa vigente.
ART. 24 - SICUREZZA NEI CANTIERI
I Piani Operativi o Sostitutivi di Sicurezza dovranno essere redatti e adottati in conformità a quanto
previsto dall'art. 131 del D.Lgs. n.163/2006 e s.m.i.
I lavori si riferiscono ad interventi " a guasto avvenuto" che si svolgono per singoli ordinativi e pertanto
gli stessi non rientrano nei disposti previsti dal D.Lgs. n.81/2008.
L'Appaltatore è però obbligato:
1. ad adottare ogni disposizione contenuta nel D.Lgs. n.81/2008 in materia di sicurezza ed igiene sul
posto di lavoro per il proprio personale e per le ditte operanti;
2. a redigere entro 30 giorni dalla aggiudicazione e comunque prima della consegna dei lavori un
Piano di Sicurezza Sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento , ai sensi dell'art. 131 del
D.Lgs. 163/2006 e successive integrazioni e modificazioni.
Ed inoltre, sempre all'atto dell'offerta dovrà essere allegata alla stessa la "scheda Informativa" che in
copia si allega al presente capitolato .
In caso di Subappalto, l'Appaltatore deve :
far compilare all'Impresa subappaltatrice la scheda informativa ;
- consegnare all'Impresa subappaltatrice copia del Piano di Sicurezza Sostitutivo eventualmente
aggiornato in considerazione delle lavorazioni da farsi;
verificare ed integrare eventualmente i D.P.I. necessari.
- vigilare affinché anche i subappaltatori rispettino le misure di Sicurezza.
In attuazione al protocollo d’intesa siglato tra ATER di Padova e le OO.SS. provinciali del settore
edilizia è fatto obbligo all’Appaltatore di compilare ed aggiornare il “REGISTRO DI FORMAZIONE ED
INFORMAZIONE” del proprio personale e di quello dei subappaltatori dove lo stesso dovrà annotare,
per ciascun lavoratore impegnato nei cantieri mobili, gli incontri effettuati per illustrare i piani di
sicurezza e di coordinamento (nei casi in cui ne ricorrano le condizioni), i piani operativi e sostitutivi e le
modalità di esecuzione dei lavori. A supporto del percorso formativo ed informativo del lavoratore
saranno preferibilmente utilizzati gli Enti provinciali C.P.T. e la Scuola edile di Padova.
Allegato al registro dovrà essere riportato l’elenco dei propri dipendenti e di quelli dei
subappaltatori e subaffidatari che durante l’anno di validità contrattuale verranno impiegati per i
lavori di contratto. Tale elenco verrà aggiornato bisettimanalmente in relazione alla mutata
composizione del numero e dei soggetti impiegati nei lavori contrattuali
ART. 25- SVINCOLO CAUZIONE
La cauzione prestata verrà svincolata dopo la cessazione del rapporto contrattuale e semprechè
risultino adempiute le obbligazioni assunte con il contratto d'appalto e con i provvedimenti attuativi
dello stesso.
ART. 26 - RISOLUZIONE CONTRATTUALE
E’ in facoltà della Stazione Appaltante risolvere d’ufficio il contratto d’appalto in relazione agli articoli
134, 135 e 136 del D.Lgs. n.163/2006.
Nel caso di risoluzione d’ufficio del contratto, spetterà all’appaltatore soltanto il pagamento dei lavori
correttamente eseguiti e del valore dei materiali utili esistenti in cantiere, mentre la stazione appaltante
avrà diritto al risarcimento di tutti i danni derivanti dall’inadempimento o dalla negligenza
dell’appaltatore, con rivalsa anche sulla cauzione definitiva , compresi i danni derivanti dalle maggiori
spese per l’appalto dei residui lavori.
ART. 27 - ONERI ED OBBLIGHI DIVERSI A CARICO DELL'APPALTATORE
Oltre agli oneri di cui agli artt: 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 del Capitolato Speciale d'Appalto ed agli altri
indicati nel presente Capitolato Speciale, saranno a carico dell'Appaltatore gli oneri e gli obblighi
seguenti:
11
1. Attuare nei confronti dei lavoratori o soci di cooperative dipendenti, occupati nei lavori costituenti
l'oggetto dell'appalto condizioni normative non inferiori a quelle stabilite dai contratti collettivi di lavoro e
negli accordi locali integrativi degli stessi, applicabili alla data della stipula del contratto d'appalto per la
categoria, nella località e per il tempo in cui si svolgono i lavori, nonchè alle successive modificazioni,
integrazioni ed in genere ogni altro contratto collettivo che per la categoria venga successivamente
stipulato. I suddetti obblighi vincolano l'appaltatore anche nel caso egli non risulti aderente alle
associazioni stipulanti o receda da esse ed indipendentemente dalla natura industriale o artigiana,
dalla struttura e dimensione della ditta stessa e da ogni altra sua qualificazione professionale,
economica o sindacale. Nel caso di violazione delle norme suddette, l'Ispettorato del Lavoro ne farà
denuncia alla Stazione Appaltante, specificando la violazione, il numero e la qualifica dei dipendenti cui
essa si riferisce, nonchè l'ammontare delle somme corrisposte in merito per ciascun dipendente.
L'Ispettorato del Lavoro dovrà dare comunicazione di detta denuncia all'Appaltatore. La Stazione
Appaltante darà preavviso di 10 (dieci) giorni all’Appaltatore per la regolarizzazione e le eventuali
giustificazioni. In caso diverso terrà in sospeso, detraendola dall'importo dei pagamenti emessi a
favore dell'Appaltatore, una somma pari all'ammontare corrispondente a quello denunciato fino a che
l'Ispettorato del Lavoro non avrà certificato che sia stato corrisposto ai dipendenti quanto dovuto,
ovvero che la vertenza sia stata definitivamente composta. Per tali sospensioni o ritardi di pagamento,
l'Appaltatore non avrà diritto ad indennizzi di sorta né a risarcimento dei danni.
2. La recinzione dei cantieri con stecconata in legno, con rete metallica e con altre modalità
eventualmente prescritte nell'autorizzazione rilasciata dal Comune e nei regolamenti comunali o
secondo le prescrizioni della Direzione Lavori e comunque in modo da assicurare l'incolumità degli
operai e di persone terze.
3. La continua guardiania, durante il corso dei lavori e nei periodi di sospensione intermedi, del
cantiere e dei materiali in esso esistenti, ivi compresi quelli forniti dalla Stazione Appaltante o da
appaltatori delle opere scorporate per la successiva posa od utilizzazione.
4. La fornitura e manutenzione di cartelli di avviso, di fanali funzionanti di segnalazione notturna nei
punti prescritti dalla D.L.
5. Per i lavori di manutenzione conservativa, programmata e straordinaria se richiesti dalla D.L.,
fornire e porre un cartello in masonite od in compensato delle dimensioni di cm.200x300 riportante le
seguenti indicazioni: l'Ente realizzatore, la Legge con cui è stato concesso il finanziamento, il
nominativo del Direttore dei Lavori, dell'Assistente alla Direzione, del Responsabile dei Lavori, del
Progettista e Responsabile per l'esecuzione, dell’Appaltatore, del Responsabile Tecnico dell'Impresa
per il cantiere, i nominativi di tutte le Imprese subappaltatrici nonchè i rispettivi numeri di iscrizione
C.C.I.A.A. con categorie e classifiche di importo.
6. Il libero accesso al cantiere ed il passaggio nello stesso e sulle opere eseguite od in corso
d'esecuzione, al personale di ditte aggiudicatarie di opere scorporate e alle persone che eseguono
lavori per conto diretto della Stazione Appaltante, nonchè a richiesta della Direzione Lavori, l'uso
parziale o totale da parte delle menzionate ditte e persone, dei ponti di servizio, delle impalcature, delle
costruzioni provvisorie, degli apparecchi di sollevamento per il tempo occorrente all'esecuzione dei
lavori scorporati o da realizzare in economia. L'Appaltatore inoltre dovrà permettere il deposito
custodito entro il cantiere dei materiali delle ditte appaltatrici le opere scorporate.
7. Il libero accesso ai vani, in cui vengono effettuati i lavori, all'occupante l'alloggio, salva diversa
disposizione della Direzione Lavori.
8. Provvedere al ricevimento in cantiere, al deposito ed alla posa a piè d'opera, alla conservazione e
alla custodia dei materiali e dei manufatti, esclusi dal presente appalto, forniti direttamente in economia
dalla Stazione Appaltante.
9. Fornire personale, attrezzature, strumenti quali livello, tacheometro ecc., per rilievi planoaltimetrici
e la stesura di piani quotati ed il loro sviluppo. Se richiesto dovrà essere inoltre fornita copia della
contabilizzazione lavori eseguita con sistemi computerizzati che siano ovviamente compatibili con
quelli utilizzati dalla Stazione Appaltante. Dovranno infine, sempre se richiesto, essere forniti in uso
mezzi di comunicazione per il collegamento telefonico diretto fra il personale operante ed il personale
direttivo e di controllo della Stazione Appaltante.
10. Fornire alla Stazione Appaltante fotografie in doppio esemplare, formato cm. 18x24, dei momenti
più significativi della esecuzione delle opere, secondo le indicazioni e su richiesta della Direzione
Lavori.
11. Rispettare le prescrizioni della legislazione vigente per la tutela del personale, sul montaggio di
ponteggi, di attrezzature elettriche e meccaniche relative al cantiere.
12. Applicare integralmente tutte le norme contenute nel contratto collettivo di lavoro e negli
accordi locali integrativi dello stesso, in vigore per il tempo e nella località in cui si svolgono i lavori
12
anzidetti. E' obbligato altresì ad applicare il contratto e gli accordi medesimi anche dopo la scadenza
e fino alla loro sostituzione, e, se cooperativa, anche nei rapporti con i soci. L’Appaltatore è
responsabile in rapporto alla Stazione Appaltante dell'osservanza delle norme anzidette da parte
degli eventuali subappaltatori nei confronti dei rispettivi loro dipendenti, anche nei casi in cui il
contratto collettivo non disciplini l'ipotesi del subappalto. Il fatto che il subappalto sia stato
autorizzato non esime l'Appaltatore dalla responsabilità di cui ai commi precedenti e ciò senza
pregiudizio degli altri diritti della Stazione Appaltante. Le commesse date dall'Appaltatore ad altre
Ditte per forniture di materiali non sono, in ogni caso, considerati subappalti. In caso di ritardo del
pagamento delle retribuzioni (compresi accantonamenti e contribuzioni) da parte di ogni Ditta operativa
nell’esecuzione dell’appalto, la Stazione Appaltante provvederà al pagamento delle retribuzioni ed
eventuali contribuzioni ex art. 13 D.M. 19/4/2000 n.145, detraendo il relativo importo dalle somme
dovute all’Appaltatore in esecuzione del contratto.
13. All'osservanza delle clausole pattizie nazionali e provinciali sulle Casse Edili ed Enti Scuole
Edili per l'addestramento professionale.
14. Ad inviare quadrimestralmente ovvero all’emissione degli stati di avanzamento, copia dei modelli,
con le relative ricevute o attestati di pagamento, relativi ai versamenti contributivi, previdenziali,
assicurativi, nonchè di quelli dovuti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva, riferiti
a tutte le ditte operanti nei periodi di esecuzione dei lavori oggetto dell’appalto;
15. Ad ottemperare a tutte le disposizioni di cui alla Legge N. 68/1999 sul collocamento al lavoro delle
persone appartenenti alle c.d. "categorie protette", nonché a tutte le altre disposizioni e contratti
collettivi singoli vigenti e che venissero emanati e posti in vigore all'atto dell'appalto. L'assunzione della
manodopera verrà comunque fatta in accordo con gli Uffici del Lavoro. La Stazione Appaltante, in caso
di accertata inottemperanza agli obblighi precisati nei precedenti commi o ad essa segnalata
dall'Ispettorato del Lavoro, comunicherà all'Appaltatore e, se del caso, anche all'Ispettorato suddetto,
l'inadempienza accertata e procederà ad una detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, se i lavori
sono in corso di esecuzione, ovvero alla sospensione del pagamento del saldo, se i lavori sono
ultimati, destinando le somme così accantonate a garanzia dell'adempimento degli obblighi di cui
sopra. Il pagamento all'Appaltatore delle somme accantonate non sarà effettuato sino a quando
dall'Ispettorato del Lavoro non sia stato accertato che gli obblighi predetti sono stati
integralmente adempiuti. Per le detrazioni e sospensioni dei pagamenti di cui sopra, l'Impresa non
può opporre eccezioni alla Stazione Appaltante, né ha titolo a risarcimento di danni;
16. A comunicare alle OO.SS. territoriali alla Cassa Edile, ove previsto ed agli Istituti previdenziali ed
assicurativi, di ogni assegnazione di lavori in subappalto secondo quanto previsto dall’art. 15 del
vigente CCNL edilizia ed affini e dell’art.2 dell’Accordo Integrativo Provinciale.
17. In attuazione al protocollo d’intesa siglato tra l’ATER di Padova e le OO.SS. provinciali del settore
edilizia, a compilare, aggiornare ogni 2 (due) settimane e trasmettere alla Stazione Appaltante
entro il lunedì successivo, il “REGISTRO DI PRESENZE NEI CANTIERI MOBILI” dove dovrà
annotare giornalmente, per ciascun lavoratore il nome e cognome, la Ditta di appartenenza, la
posizione INPS-INAIL, la località di lavoro (Comune, Via e n° civico) o gli estremi identificativi
dell’ordinativo di intervento ed il numero di ore impiegate. Il suddetto REGISTRO DI PRESENZE NEI
CANTIERI MOBILI, che sarà conservato presso la sede dell’ATER, sarà unico e comprenderà
l’elenco di tutto il personale appartenente a qualunque ditta da impiegare (Appaltatore
subappaltatori e subaffidatari) durante i lavori di contratto; in tale elenco pertanto dovrà essere
riscontrato sempre il/i nominativo/i del/i soggetto/i presente/i sul posto ove avviene il lavoro e/o il
controllo. L’inattività del personale appartenente a qualunque Ditta coinvolta nei lavori di contratto
(Appaltatore, subappaltatori e subaffidatari), non esonera l’Appaltatore dall’obbligo di aggiornare il
registro delle presenze, apponendo per ogni dipendente in elenco la dicitura “ non impegnato”.
L’aggiornamento del registro delle presenze sarà effettuato dall’Appaltatore recandosi presso la sede
dell’ATER ovvero trasmettendolo via fax o e-mail. Per ogni settimana di omesso o incompleto
aggiornamento del registro secondo le cadenze sopra indicate verrà applicata la penale di cui all’art.12
punto 4) che la Stazione Appaltante contesterà all’Appaltatore con cadenza mensile, restando salvi i
più gravi provvedimenti che potranno essere adottati in conformità a quanto sancisce il Capitolato
Generale per l’irregolarità di gestione e per le gravi inadempienze contrattuali compresa la
segnalazione all’Ispettorato del lavoro. Durante tutta la durata del rapporto contrattuale, l’ATER ed i
rappresentanti delle OO.SS. di categoria effettueranno dei sopralluoghi nelle località di intervento. Ogni
lavoratore presente in cantiere dovrà essere dotati di tesserino personale, con foto, nome e
cognome, ditta di appartenenza, posizione INPS-INAIL. La mancanza di detto tesserino comporterà
l’allontanamento del lavoratore dal cantiere.
18. Eseguire presso gli istituti, previsti dalle Leggi o dai Regolamenti in vigore ovvero designati dalla
Direzione Lavori, le esperienze e gli assaggi che verranno eventualmente ordinati su materiali
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impiegati o da impiegarsi nei lavori, in correlazione a quanto prescritto circa l’accettazione dei materiali
stessi.
19. Eseguire ogni prova di carico che sia ordinata dalla Direzione Lavori sulle strutture portanti
realizzate. Eseguire le prove di tenuta di tubazioni idriche, fognarie e di gas, orizzontali e verticali e di
efficienza delle reti elettriche e delle relative reti di messa a terra di impianti elettrici.
20. Rispettare, di concerto con il Coordinatore per la sicurezza, (nei casi in cuine ricorrono le
condizioni), le prescrizioni fissate dagli organismi ufficiali preposti per la tutela delle persone, sin dal
montaggio di ponteggi e di attrezzature elettriche e meccaniche relative al cantiere, ed accollarsi tutte
le eventuali multe e responsabilità che derivassero dal mancato rispetto della normativa.
21. Assumere a proprio carico e pagare direttamente tutte le tasse, imposte e oneri per concessioni
comunali (esclusa eventuale concessione edilizia) per occupazione temporanea di suolo pubblico, per
passi carrai ecc.; il pagamento di tutte le tasse, imposte Comunali ed Erariali presenti e future inerenti
ai materiali e mezzi d'opera, ovvero alle stesse opere finite, salvo le esenzioni previste dalla legge.
22. Assumere a proprio carico le tasse di registrazione del contratto d'appalto, le spese inerenti allo
stesso, (valori bollati, eventuali copie dei disegni, elaborati, scritturazioni ecc,) le eventuali imposte e
bolli per atti inerenti la conduzione dei lavori e loro contabilità.
23. Per tutte le opere di manutenzione oggetto del presente appalto, l'appaltatore dovrà nominare un
proprio Direttore di cantiere (laureato o diplomato). Tale Direttore di cantiere provvederà di concerto,
od in contraddittorio con il tecnico della Stazione Appaltante, preposto alla zona, ad eseguire rilievi,
misurazioni, ispezioni, perizie, prime note di fatturazione, e quanto altro si rendesse necessario per
poter assicurare l'esecuzione a regola d'arte dei lavori e quantificarne gli importi preventivi o
consuntivo.
24. Progettazioni e prove di verifica degli impianti. L’Appaltatore dovrà predisporre a propria cura e
spese i progetti esecutivi ed i calcoli dei nuovi impianti di riscaldamento. Gli elaborati dovranno essere
forniti alla Stazione Appaltante almeno quindici giorni prima dell’inizio dei relativi lavori.
I progetti dovranno comprendere:
a) il calcolo delle dispersioni e dei volumi di ricambio;
b) il dimensionamento della caldaia, dei corpi scaldanti e delle condotte di distribuzione;
c) le piante con l’ubicazione dei corpi scaldanti dei collettori e dei termostati.
Allo scopo si precisa:
• che nel caso di impianto con produzione combinata di acqua sanitaria non è necessario fare il
calcolo della caldaia la cui potenzialità è predimensionata.
• il dimensionamento dei nuovi impianti termici dovrà essere fatto secondo le modalità e i criteri
previsti dalla legislazione vigente nonchè dei relativi regolamenti attuativi.
L’Appaltatore dovrà inoltre predisporre a propria cura e spese gli schemi esecutivi delle reti di
distribuzione, dell’acqua calda e fredda e delle reti di scarico.
Gli elaborati dovranno essere forniti alla Stazione Appaltante almeno 15 giorni prima dell’inizio
dei relativi lavori, e comunque entro 15 (quindici) giorni dalla data dell’ordine di intervento.
Per i nuovi impianti di riscaldamento, il collaudo dovrà avvenire mediante:
a) prova di tenuta a freddo da eseguirsi prima della chiusura delle tracce portando l’impianto ad una
pressione di 6 atm. mantenuta per 12 ore, escludendo la caldaia;
b) a richiesta della Stazione Appaltante prova di funzionamento a caldo portando l’impianto a regime
con almeno 3 ore di preriscaldamento. In relazione alla temperatura esterna e a quella della caldaia, le
temperature dei singoli locali, rilevate a ml. 1,50 dal pavimento, dovranno corrispondere a quelle di
progetto, opportunamente correlate, con un massimo scarto in aumento tra locale e locale di 1 grado
centigrado.
Ad ultimazione lavori dovrà essere prodotta la "dichiarazione di conformità" previsto all'art.23 del
C.S.A.
Qualora alla data della liquidazione lavori gli alloggi non siano stati occupati in tutto o in parte e/o non
sia trascorso un minimo di periodo invernale atto a consentire l’effettuazione delle prove di
funzionamento a caldo, l’Appaltatore si intende obbligato ad eseguire, a richiesta della Stazione
Appaltante, sia le operazioni di carico e sfiato dell’impianto, di prima accensione e taratura della
caldaia, sia la prova di funzionamento suindicata al momento dell’occupazione dell’alloggio, nonchè ad
eliminare a propria cura e spese qualsiasi inconveniente che a seguito di ciò si dovesse riscontrare.
Le operazioni di cui sopra, tranne le sole riparazioni imputabili all’Appaltatore a causa di cattiva
esecuzione dei lavori, saranno compensate come previsto dalle relative voci di elenco.
Per i nuovi impianti idrico-sanitarie e gas, il collaudo dovrà avvenire mediante:
a) impianti idrico-sanitari: prova tenuta a freddo portando l’impianto ad una pressione di 9 atm.
mantenuta per 12 ore; la prova deve essere eseguita prima della chiusura delle scanalature;
14
b) reti impianto gas: prova di tenuta da eseguirsi prima della chiusura delle scanalature secondo
quanto previsto dalle norme UNICIG.
ART. 28 - DOMICILIO DELL'APPALTATORE - DIRETTORE DI CANTIERE
Per tutta la durata dei lavori l'appaltatore dovrà eleggere il proprio domicilio in Comune di Padova,
dovrà essere presente alle visite effettuate dalla D.L. e dovrà nominare un proprio Direttore di cantiere
che, in base all'importanza dell'opera, sarà un tecnico laureato o diplomato secondo le competenze
stabilite dalla legislazione vigente.
In ordine alle competenze e responsabilità del Direttore di cantiere si fa riferimento alle norme e leggi
vigenti in materia, ivi comprese quelle nell’art.118 del D.Lgs. 163/2006e s.m.i..
ART. 29 - CONTROVERSIE
Tutte le controversie che dovessero sorgere fra la Stazione Appaltante e l’Appaltatore, da segnalare
per iscritto tanto durante l’esecuzione dei lavori che dopo la loro ultimazione quale che sia la loro
natura e nessuna esclusa, saranno risolte secondo le modalità previste dalla Parte Quarta del D.Lgs.
163/2006 e s.m.i..
Viene espressamente ed in ogni caso esclusa la competenza arbitrale. Le eventuali domande e
reclami dell’Appaltatore dovranno essere proposte al giudice competente nei termini e con le modalità
previste dal Capitolato Generale.
ART. 30 - STIPULAZIONE DEL CONTRATTO - SPESE, TASSE ED IMPOSTE A CARICO
DELL’APPALTATORE
Entro 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione della definitiva aggiudicazione la l’Appaltatore dovrà
addivenire alla stipulazione del contratto di appalto, in caso contrario la Stazione Appaltante potrà
dichiararlo decaduto da tutti i suoi diritti derivanti dalla deliberazione dell’appalto in suo favore, senza
diritto di pretese, azioni, ragioni, verso la Stazione Appaltante stessa e a suo carico verranno adottati
gli ulteriori provvedimenti previsti dal Bando e Disciplinare di Gara.
Tutte le tasse, imposte, contributi e spese inerenti e conseguenti al presente atto sono
incondizionatamente assunte a carico dell'Appaltatore, il quale dichiara che il corrispettivo dell’appalto
è soggetto ad I.V.A.
15
PARTE “B” – CONTRATTI STIPULATI CON PROCEDURA NEGOZIATA
Qualora i singoli articoli relativi alla Parte “A” siano integralmente applicabili anche alla Parte “B”, non
vengono qui descritti con l’avvertenza che il termine “Appaltatore” deve intendersi sostituito con il
termine “Ditta” in qualunque forma costituita.
CAPITOLO I°
OGGETTO, MODO, AMMONTARE, DURATA DELL’APPALTO, DESCRIZIONE
SOMMARIA DELLE PRINCIPALI OPERE
ART. 1 – OGGETTO DELL’APPALTO
V. contenuto ART. 1 PARTE “A” ad esclusione dei seguenti capoversi.
• 2° che non viene applicato;
• 3° che viene sostituito dal seguente: “L’appalto si riferisce ad edifici siti nei Comuni di Padova e
Provincia.”
ART. 2 – MODO DI APPALTO
Tutte le opere si intendono appaltate “a misura” e saranno contabilizzate sulla base dei prezzi offerti
dalla Ditta che comunque non potranno essere superiori a quelli riportati nell’elenco prezzi allegato al
presente Capitolato.
ART. 3 – AMMONTARE DELL’APPALTO – ANTICIPAZIONE DEL PREZZO
L’ammontare dell’appalto deve intendersi riferito all’importo dell’intervento eseguito.
ART. 4 – DURATA DELL’APPALTO
La durata dell’appalto deve intendersi riferita ad ogni singolo intervento eseguita. La Ditta, comunque,
si impegna ad eseguire ulteriori interventi alla stesse condizioni durante l’intero anno solare.
ART. 5 – DESCRIZIONE SOMMARIA DELLE OPERE
V. contenuto ART. 1 PARTE “A”
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CAPITOLO II°
DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI L’APPALTO
ART. 6 – CESSIONE DI CREDITI – SUBAPPALTI E COTTIMI – RESPONSABILITA’ SULLE OPERE
Vedi Parte “A”, Capitolo Secondo, Art. 6.
ART. 7 – OSSERVANZA DEL CAPITOLATO GENERALE DI APPALTO E DI ALTRE LEGGI E
DISPOSIZIONI IN MATERIA
V. contenuto ART. 7 PARTE “A”
ART. 8 – DOCUMENTI CHE REGGONO L’APPALTO
I lavori oggetto del presente appalto si intendono retti da:
a) il Capitolato Generale d’Appalto per le opere di competenza della Regione Veneto.
b) Il presente Capitolato Speciale d’Appalto.
c) L’Elenco dei prezzi “a misura” unito al presente Capitolato Speciale d’Appalto.
d) Eventuali disegni.
e) Il Piano di sicurezza sostitutivo del Piano di Sicurezza e di Coordinamento redatto dall’Appaltatore
nei casi ove ne ricorrano le condizioni.
Con la sottoscrizione dell’ordinativo d’intervento la Ditta da atto di aver esaminato il Capitolato Speciale
d’Appalto, compreso l’Elenco dei prezzi “a misura”.
ART. 9 – GARANZIE
Vedi Parte “A”, Capitolo Secondo, Art. 9.
ART. 10 – CONSEGNA DEI LAVORI
La consegna dei lavori deve intendersi formalizzata con la sottoscrizione dell’ordinativo d’intervento.
L’ordine trasmesso telefonicamente sostituisce a tutti gli effetti l’ordinativo di intervento che verrà
successivamente confermato per iscritto.
ART. 11 – TEMPO UTILE PER L’INIZIO DEGLI INTERVENTI
V. contenuto ART. 11 PARTE “A”
ART. 12 – PENALI
Le penali si applicano per comportamenti della Ditta incompatibili con obblighi contrattuali e
precisamente:
a) su ogni intervento per danni conseguenti a ritardi o imperfetta esecuzione degli ordinativi di
intervento individuati nel precedente art.11;
b) su ogni mancato, ritardato o incompleto adempimento previsto all’art.15 e se ne ricorrono le
condizioni, all’art.27 del presente C.S.A.
La Stazione Appaltante ricorrerà all’applicazione delle penali nei seguenti casi:
1. ritardo rispetto alla data di inizio e/o di ultimazione rispetto alle date riportate nell’ordinativo di
intervento: penale forfettaria pari ad Euro 100,00.
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2. Mancata o incompleta/inesatta esecuzione dei lavori: penale forfettaria pari ad Euro 500,00 oltre
alla eventuale intera spesa sostenuta dalla Stazione Appaltante per essersi avvalsa di Ditta terza per
l’esecuzione od il completamento dell’intervento.
3. Mancata, incompleta o ritardata trasmissione del rapporto di intervento: penale forfettaria pari ad
Euro 100,00.
4. Mancato, ritardo o incompleto aggiornamento del Registro delle presenze nei cantieri mobili:
penale forfettaria bisettimanale pari ad Euro 500,00.
La penale per mancata o incompleta/inesatta esecuzione dei lavori di cui al precedente punto2), verrà
applicata quando:
• Per gli interventi di cui al punto 1 dell’art.11: la Ditta non abbia dato IMMEDIATO inizio ai lavori,
anche in orari e/o giorni non lavorativi (orario notturno, giorni prefestivi e festivi);
• Per gli interventi di cui al punto 2 dell’art.11: la Ditta trascorsi giorni 1 (UNO) dalla data di
ultimazione indicata nell’ordinativo di intervento, non abbia iniziato o completato esattamente i lavori
ordinati;
• Per gli interventi di cui ai punti 3-4-5 dell’art.11: la Ditta, trascorsi giorni 10 (DIECI) dalla data di
ultimazione indicata nell’ordinativo di intervento, non abbia iniziato o completato esattamente i lavori
ordinati.
In tali casi la Direzione Lavori, fatta salva l’applicazione della penale sopra esposta, ha la facoltà di
ordinare nuovamente l’intervento alla Ditta che dovrà darne immediato inizio, ovvero ordinare a Ditta
terza l’esecuzione o il completamento/rifacimento dei lavori con rivalsa della spesa sostenuta.
Le penali verranno riscosse mediante detrazione dai criteri maturati dalla Ditta.
Qualora ricorrano le condizioni per l’applicazione di più penali, la D.L. applicherà una sola penale che
sarà la più gravosa per la Ditta, e comunque fino al raggiungimento del limite massimo del 10%
dell’importo dei lavori risultante dalla contabilità.
ART. 13 – LAVORI IN AFFIDATI AD ALTRE DITTE
V. contenuto ART. 13 PARTE “A”
ART. 14 – DIREZIONE DEI LAVORI
V. contenuto ART. 14 PARTE “A”
ART. 15 – ORDINATIVI DEI LAVORI
V. contenuto ART. 15 PARTE “A”
ART. 16 – VARIANTI AGLI ORDINATIVI
V. contenuto ART. 16 PARTE “A”
ART. 17 – INTERVENTI URGENTI
V. contenuto ART. 17 PARTE “A”
ART. 18 – PREZZI DELL’APPALTO
I prezzi sono stabiliti dalla Ditta in base a calcoli di sua convenienza a tutto suo rischio e comunque
non possono essere superiori a quelli riportati nell’allegato elenco prezzi.
Nei prezzi di lavori si intendono sempre compresi e compensati, senza eccezione, ogni spesa
principale e provvisionale, principale ed accessoria, per dare il tutto ultimato a regola d’arte anche
quando tali oneri non siano stati esplicitamente o completamente dichiarati negli articoli e nelle
indicazioni particolari dell’elenco prezzi.
18
I prezzi unitari comprendono:
e) per gli operai e i mezzi d'opera: ogni spesa ed onere compresi quegli attrezzi ed utensili del
mestiere, nonché le quote per le assicurazioni sociali, per gli infortuni ed accessori di ogni specie,
beneficio, ecc.
f) per i materiali e semilavorati : ogni spesa ed onere per la fornitura, per il trasporto, per lo scarico
e accatastamento o immagazzinamento in cantiere, nonchè cali, perdite, sprechi, ecc.,
nessuna eccettuata, per darli pronti all'impiego in opera in qualunque punto del cantiere. I prezzi sono
riferiti a materiali di ottima qualità e primaria marca e rispondenti alle caratteristiche stabilite per
consuetudine commerciale;
g) per i noli: ogni spesa ed onere compresi quelli di trasporto a e da cantiere all'inizio ed al
termine del nolo; tutti i normali sfridi ed usura dei materiali; il montaggio e smontaggio a fine lavori
dei ponteggi interni ed esterni, degli elevatori e di ogni altra opera analoga. Per il nolo di
automezzi, nel costo, sono comprese inoltre tutte le forniture complementari (carburanti,
lubrificanti, grasso, ecc.), nonché la prestazione dell'autista. I prezzi, comunque, si intendono per
macchine ed attrezzature varie in perfetto stato di funzionamento ed efficienza, corredate da
tutti gli accessori d'uso e dei dispositivi di protezione antinfortunistici a norma di legge. Eventuali
interventi di riparazione restano a carico del noleggiatore;
h) per la Sicurezza e l'Igiene nei luoghi di lavoro: ogni spesa ed onere per l'attuazione delle
disposizioni in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro previste dalla Normativa vigente
(D.Lgs. n.81/2008).
Resta convenzionalmente inteso che i prezzi di elenco sono stati fissati con maggiorazioni percentuali
del 13% per
spese generali e successivamente
del 10% per utili dell'Impresa,
complessivamente del 24,30%.
ART. 19 - CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI
I lavori oggetto dell'appalto saranno contabilizzati a misura sulla base dei prezzi offerti e secondo le
modalità contenute dall'art. 35 (norme per le misurazioni).
Durante il corso dei lavori verranno rilevate, in contraddittorio fra la D.L. e la Ditta, le misure relative
alle opere eseguite, onde poi procedere alla contabilizzazione delle medesime.
La contabilità dovrà essere predisposta e conclusa entro 30 (trenta) giorni dalla regolare ultimazione
lavori e dovrà riportare numero e la data dell’ "ordinativo d’intervento".
ART. 20 – PRESTAZIONI IN ECONOMIA – FORMAZIONE NUOVI PREZZI
V. contenuto ART. 20 PARTE “A”
A completamento di quanto sopra previsto, la disciplinare dei lavori in economia è data dalle
corrispondenti previsioni del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. e del D.P.R. 207/2010.
ART. 21 – ANTICIPAZIONI DELL’APPALTATORE
V. contenuto ART. 21 PARTE “A”
ART. 22 – PAGAMENTI
I pagamenti verranno effettuati dalla Stazione Appaltante, di norma, su presentazione di regolari fatture
complete di due copie per uso amministrativo interno.
Saranno inoltre applicate le penali così come previsto all’art.12 e le eventuali detrazioni previste al
successivo art.27 del presente C.S.A.
In relazione all’entità economica dell’intervento i pagamenti potranno essere effettuati a Stati di
avanzamento, in tal caso si applicherà l’art.7 del Capitolato Generale d’Appalto.
19
ART. 23 – VERIFICA DELLA REGOLARE ESECUZIONE LAVORI – DICHIARAZIONI DI
CONFORMITÀ DEGLI IMPIANTI
V. contenuto ART. 23 PARTE “A”
ART. 24 – SICUREZZA NEI CANTIERI
I lavori si riferiscono ad interventi “a guasto avvenuto” che si svolgono per singoli ordinativi e pertanto
gli stessi non rientrano nei dispositivi previsti dal D.Lgs. 81/2008e s.m.i..
La Ditta è però obbligata:
1. ad adottare ogni disposizione contenuta nel D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza ed igiene sul
posto di lavoro per il proprio personale,
2. a redigere nei casi in cui ne ricorrano le condizioni, il Piano di Sicurezza Sostitutivo del piano di
sicurezza e di coordinamento, ai sensi dell’art.131 D.Lgs.163/2006 e s.m.i.
ART. 25 – SVINCOLO CAUZIONE
Vedi Parte “A”, Capitolo Secondo, Art. 25.
ART. 26 – RISOLUZIONE CONTRATTUALE
Vedi Parte “A”, Capitolo Secondo, Art. 26.
ART. 27 – ONERI ED OBBLIGHI DIVERSI A CARICO DELLA DITTA
Ove ne ricorrano le condizioni, la Ditta è tenuta all’osservanza delle condizioni contenute all’art.27
parte “A”
ART. 28 – DIRETTORE DI CANTIERE
In ordine alle competenze e responsabilità del Direttore di cantiere si fa riferimento alle norme e leggi
vigenti in materia.
ART. 29 – CONTROVERSIE
V. contenuto ART. 29 PARTE “A”
ART. 30 – STIPULAZIONE CONTRATTO – SPESE, TASSE ED IMPOSTE A CARICO DELLA DITTA
Vedi Parte “A”, Capitolo Secondo, Art. 30.
ART. 31 – RISPETTO DEL CODICE ETICO A.T.E.R.
Le parti danno atto che l’espletamento di ogni attività oggetto del presente contratto è anche
regolamentata dal Codice Etico e di Condotta predisposto dal Committente in ottemperanza al D. Lgs.
n° 231/2001 come integrato e modificato.
Tale Codice è reperibile nel sito internet www. aterpadova.com.
Le parti concordano che la violazione delle disposizioni del suddetto Codice – in base alla relativa
gravità, come accertata in concreto – comporterà la risoluzione del presente contratto ai sensi dell’art.
1456 del Cod. Civ., senza che l’Appaltatore nulla possa eccepire al riguardo, e con salvezza, per il
Committente, del ristoro dei danni patiti e patiendi in conseguenza della risoluzione medesima.
20
PARTE “C” – PRESCRIZIONI TECNICHE (valide per PARTE “A” e PARTE “B”)
CAPITOLO III°
MATERIALI: QUALITA', CARATTERISTICHE, PROVENIENZA NORME PER LE MISURAZIONI
ART. 31 - QUALITA' E PROVENIENZA DEI MATERIALI
Nella realizzazione di tutti i lavori dovranno essere impiegati manufatti e beni con una quota di prodotti
ottenuti da materiale riciclato in misura non inferiore del 30% del fabbisogno, in conformità a quanto
previsto dall'art. 52, comma 56 della L. 28.12.2001 N. 448, e dal Decreto del Ministero dell'Ambiente e
della Tutela del territorio in data 08.05.2003 N. 203.
I materiali in genere occorrenti per l'esecuzione delle opere proverranno da quelle località che
l'appaltatore riterrà di sua convenienza, purchè ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori,
siano riconosciuti della migliore qualità della specie e rispondano ai requisiti necessari per ottenere i
lavori a perfetta regola d'arte.
Per i materiali proposti verrà data la preferenza a quelli muniti del marchio di qualità e/o
all'ottemperanza delle norne UNI-ANCC-CEI-AISI - e, in assenza di normative, a quelli muniti del
marchio I.M.Q. ovvero dell'I.C.I.T.E.
Per quanto riguarda l'accettazione, la qualità e l'impiego dei materiali, si richiama in modo particolare a
quanto previsto in merito all'art. 20 del Capitolato Generale.
ART. 32 - CARATTERISTICHE GENERALI DEI MATERIALI
I materiali ed i prodotti finiti proverranno da quelle fonti che l'Appaltatore
riterrà di
propria
convenienza, ma saranno accettati dalla Direzione Lavori soltanto se questa li riterrà dotati dei
requisiti progettuali e di qualità fra le migliori in commercio; conseguentemente le forniture rifiutate
saranno sostituite a spese dell'Appaltatore. Rimangono salve le norme fissate dagli artt. 20-21-23
del Capitolato Generale d'Appalto.
A cura e spese dell'Appaltatore saranno poi eseguite in laboratori qualificati tutte le analisi e
prove che la Stazione Appaltante e la Direzione dei Lavori richiederanno.
Resta inteso comunque che tutte le forniture e le lavorazioni dovranno corrispondere alle
normative di legge vigenti (e di seguito richiamate), comprese quelle UNI, che l'Impresa deve
conoscere ed è obbligata a rispettare anche negli aggiornamenti che potrebbero intervenire all'atto
dell'esecuzione. Ove non esistessero norme specifiche, in relazione a prodotti speciali e manufatti
compositi, l'idoneità delle forniture dovrà essere dimostrata con certificati dello ICITE o di
analogo Istituto estero.
1) Acqua per impasti: dev'essere limpida, priva di sali in percentuali dannose (particolarmente
solfati e cloruri) e di sostanze organiche e grasse.
2) Inerti (compresi quelli ottenuti mediante frantumazioni) - non dovranno contenere gesso, limo,
argilla o sostanze organiche ed essere costituiti da elementi agelivi e non friabili. - Ghiaia e pietrisco
dovranno
avere
dimensioni
massime
commisurate all'ingombro delle armature ed alle
caratteristiche geometriche della carpenteria.
3) Laterizi e pietre naturali da costruzione - normativa di riferimento:
R.D. 16/11/1939 n.2239: norme per l'accettazione dei materiali laterizi;
U.N.I. 5632-65, 5631-65, 2621, 2107, 2622, 2720, 5629-65, 5630-65, 5633-65, 5628-65, 1607,
2619-20, 5638-65, 2105-06:
caratteristiche generali dei laterizi;
D.M. 26/3/1980: norme complementari relative ai solai misti di cemento armato e blocchi forati in
laterizio;
21
R.D. 16/11/1939 n. 2230: norme per l'accettazione delle pozzolane e dei materiali a comportamento
pozzolanico;
R.D. 16/11/1939 n. 2232: norme per l'accettazione delle pietre naturali da costruzione.
In particolare si ricorda che i laterizi da impiegare nei paramenti a faccia vista, dovranno essere
agelivi, per effetto di una limitata capacità di assorbimento, e non dar luogo ad efflorescenze saline;
qualora
queste si verificassero accidentalmente, si dovranno sciogliere con soluzione di acido
cloridrico in opportuna percentuale.
La resistenza alle rotture per compressione, anche dopo prolungata immersione nell'acqua, non
dovrà essere inferiore a 200 kg/cmq. e 16 kg/cmq. rispettivamente per i mattoni ed i forati,
considerando per questi ultimi la superfice totale vuoto per pieno.
Le tegole piane o curve saranno esattamente adattabili le une sulle altre, senza sbavature;
appoggiate su due regoli posti a 20 cm. dai bordi esterni dei lati più corti, dovranno sopportare sia un
carico concentrato in mezzeria crescente fino a 120 kg, sia l'urto di una palla di ghisa del peso
di 1 kg. cadente dall'altezza di 20 cm.; sotto un carico di 50 mm. d'acqua mantenuto per 24 ore
le tegole dovranno risultare impermeabili e non dovranno presentare alcun sintomo di gelività.
4) Leganti idraulici, cementi, calci, gesso - normativa di riferimento:
R.D. 16/11/1939 n. 2228: norme per l'accettazione dei leganti idraulici;
R.D. 16/11/1939 n. 2231: norme per l'accettazione delle calci;
L. 26/5/1965 n.595: caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici;
D.M. 3/6/1968: nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi;
D.M. 31/8/1972: norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e
delle calci idrauliche;
D.M. 27/7/1985: requisiti dei materiali per opere in c.c.a.
Quando cemento, calce (nei tipi idrato ed idraulici), gesso sono forniti in sacchi sigillati, su questi
dovranno leggersi caratteristiche del prodotto e nominativo del produttore; dati che dovranno essere
riportati invece su bolletta accompagnatoria nel caso di approvvigionamenti sfusi.
5) Cementi armati e strutture metalliche: normativa di riferimento:
R.D. 16/11/1939 n. 2229: norme per l'esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice
ed armato;
L. 5/11/1971 n. 1086: norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato,
normale e precompresso ed a struttura metallica.
Circolare Ministero LL.PP.
n. 11951 del 14.2.1974: istruzioni per l'applicazione delle norme di cui alla Legge del 5.11.1971 n.
1086.
D.M. 30/5/1974: norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e
precompresso e per le strutture metalliche.
D.M. 3/10/1978: criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni e dei carichi e
sovraccarichi.
Circolare Ministero LL.PP. n. 18591 del 9.11.1978: istruzioni relative ai carichi, ai sovraccarichi ed
ai criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni.
Circolare Ministero LL.PP.n. 20049 del 9/1/1980: Istruzioni relative ai controlli sul conglomerato
cementizio adoperato per le strutture in c.a.
Integrante del presente Capitolato Speciale d'Appalto è la raccolta di "Norme sul Controllo del
Calcestruzzo" che, depositata presso il dott. Giovanni Battista Todeschini, notaio in Padova (con
atto n. 21406 di rep. - racc. n. 7749 del 9.8.1984), si trova in visione presso la sede della
Stazione Appaltante; in essa tuttavia il D.M. 26/3/1980 deve intendersi sostituito dal D.M. in data
27.7.1985.
6) Manufatti prefabbricati prodotti in serie (in conglomerato normale o precompresso, misti in laterocemento o metallici).
Per i requisiti della loro idoneità si richiama quanto prescritto alla "parte terza" del D.M. 27/7/1985.
7) Metalli - Dovranno essere esenti da imperfezioni sia superficiali che interne (scorie,
soffiature, bolle e da qualsiasi altro difetto di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili) e
rispondere alle specifiche norme U.N.I. previste per i vari tipi di metallo e di impiego integrate da
quelle A.I.S.I. nel caso degli acciai inossidabili.
22
In particolare per i metalli ferrosi valgono le condizioni previste dal D.M. 29/2/1908 modificate con
R.D. 15/7/1925 ed il loro approvvigionamento in cantiere sarà accompagnato da bolletta della Ferriera
produttrice con indicazione delle caratteristiche meccaniche, chimiche e fisiche (vedi D.M. 226/3/1980).
8) Legnami - Dovranno rispondere a tutte le prescrizioni di cui al D.M. 30/10/1912.
Quelli destinati alla costruzione degli infissi avranno struttura compatta sana e resistente con fibre
diritte ed uniformi e dovranno essere privi di alburno, nodi, cipollatura, buchi ed altri difetti; anche se
è preferita la loro stagionatura secondo il processo naturale, non è esclusa l'accettazione di materiale
essiccato artificialmente purché ne sia assicurata la preventiva eliminazione della linfa.
Le dimensioni indicate per le opere in legno s'intendono sempre al netto del primo sfrido per il
taglio del tronco e dei successivi sfridi per le necessarie lavorazioni.
9) Materiali da pavimentazione - Dovranno avere caratteristiche corrispondenti a quelle stabilite con
R.D. 16/11/1939 n. 2234 per quanto riguarda pianelle di laterizio, mattonelle e marmette in cemento,
mattonelle greificate, lastre di marmo, mattonelle di asfalto. Per i prodotti non contemplati dal
suddetto decreto, (legno in doghe o lamellare, p.v.c. puro o caricato d'inerte che non sia amianto,
linoleum, moquette, ecc.) valgono le rispettive
norme UNI; in mancanza di queste varrà l'approvazione dello IMQ ovvero del- l'ICITE.
10) Materiali diversi
- Asfalto: sarà puro in polvere o compatto in pani, non sarà additivato con prodotti provenienti
dalla distillazione di carboni o petroli, e proverrà dalle miniere della Sicilia e dell'Abruzzo e
risponderà alle caratteristiche sulle rocce asfaltiche fissate con circolare del Ministero dei
LL.PP. 17/7/1956, n. 1916.
- Bitume asfaltico: proverrà dalla distillazione di asfalto naturale, sarà molle, scorrevole, di colore
nero non additivato con catrami.
- Bitumi liquidi per usi industriali: risponderanno alle norme per l'accettazione di bitumi liquidi per
usi stradali allegate alla Circolare Ministeriale LL.PP. 30/8/1957 n. 2759.
- Cartonfeltro bitumato e bitumato ricoperto: sarà costituito da cartonfeltro impregnato con soluzione
di bitume in bagno a temperatura controllata. Esso avrà di norma le caratteristiche seguenti od
altre qualitativamente equivalenti:
----------------------------------------------------------------Contenuto solubile in solfuro Peso a mq. di
Tipo
di carbonio peso a mq.
cartonfeltro
----------------------------------------------------------------224
233
450
333
348
600
450
467
900
----------------------------------------------------------------I cartonfeltri dovranno risultare asciutti, uniformemente impregnati di bitume, presentare
superficie piana senza nodi, tagli, buchi od altre irregolarità, essere di colore nero opaco.
Il cartonfeltro bitumato ricoperto sarà costituito da cartonfeltro impregnato in soluzione di
bitume successivamente ricoperto, su una od entrambe le facce, da velo di materiali finemente
granulato, sabbia finissima (sabbiato o bisabbiato), talco (talcato o bitalcato).
- Vetri float (cristalli): saranno, per la dimensione richiesta, di un sol pezzo, di spessore uniforme,
incolori, privi di scorie, bolle, soffiature, ondulazioni, opacità. I vetri opachi e gli stampati saranno
esenti dai difetti citati per i vetri normali ed avranno disegno e opacità uniformi.
11) Materiali per pitturazioni - Per quanto riguarda proprietà e metodi di prova dei materiali si farà
riferimento alla UNI 4715 e alle norme UNICHIM. In ogni caso saranno presi in considerazione solo
prodotti di ottima qualità, di idonee e costanti caratteristiche, per i quali potrà peraltro venire
richiesto che siano corredati dal "Marchio di Qualità Controllata" rilasciato dall'Istituto Italiano del
Colore (I.I.C.).
Per le definizioni vedasi il Manuale UNICHIM 26-Glossario delle Vernici.
12) Materiali ceramici - I prodotti ceramici per apparecchi igienico-sanitari saranno porcellanati e
presenteranno struttura omogenea, superfici liscie non scheggiate, colore uniforme, frattura concoide,
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esenti da macchie, cavillature, deformazioni ed ogni altra imperfezione che ne deformi la bontà, la
solidità, la durata e l'estetica, o che ostacoli il perfetto montaggio delle rubinetterie e degli accessori.
Dovranno essere comunque rispettate le norme UNICERAB n. 4552 e 4543 del Luglio 1960 ed inoltre:
- Circolare LL.PP. 31.8.1956 n. 2273,
- Circolare LL.PP. 7.5.1965.
13) Rubinetterie - Le rubinetterie e gli accessori per gli apparecchi sanitari dovranno essere del tipo
robusto, pesante, fortemente cromato, a perfetta tenuta dei premistoppa, con assoluta assenza di ogni
difetto di fusione.
14) Tubi in acciaio - I tubi di acciaio se trafilati dovranno essere perfettamente calibrati.
Quando i tubi di acciaio saranno zincati, dovranno presentare una superficie ben pulita e scevra da
grumi; lo strato di zinco sarà di spessore uniforme e ben aderente alla parte da ricoprire.
ART. 33 - PROVE DEI MATERIALI
L'Appaltatore ha l'obbligo di prestarsi in ogni tempo alla prova dei materiali da costruzione o impiegati
o da impiegarsi, provvedendo a tutte le opere di prelevamento ed invio dei campioni agli Istituti di
prova che saranno indicati dalla D.L. e pagando le relative tasse. Dei campioni può essere ordinata la
conservazione nell'Ufficio Tecnico dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale della Provincia di
Padova, munendoli di suggelli a firma della Direzione dei Lavori e dell'Impresa, nei modi più atti
a garantirne l'autenticità.
ART. 34 - ESECUZIONE DEI LAVORI - ORDINE ED ANDAMENTO
Tutti i lavori occorrenti per dare ultimate le opere appaltate dovranno essere eseguiti secondo le
migliori regole d'arte, in conformità alle prescrizioni che, in corso di esecuzione, saranno impartite
dalla Direzione dei Lavori, in modo che le opere stesse risultino perfette in ogni loro parte.
L'appaltatore dovrà pertanto fornire personale adatto alla specialità dei lavori da compiere.
Rimane stabilito che l'Impresa attuerà, sempre a sua cura e spesa, tutte le provvidenze necessarie per
prevenire danni sia alle persone che alle cose.
La Direzione dei Lavori avrà il diritto di ordinare in qualsiasi tempo la demolizione e la ricostruzione,
senza compenso di sorta, dei lavori eseguiti non regolarmente o non ordinati, addebitando
all'appaltatore le spese conseguenti.
Per le modalità di esecuzione di ogni categoria di lavoro e per le caratteristiche dei manufatti si rinvia
alle descrizioni di cui agli articoli del presente Capitolato e, ove necessitino, alle prescrizioni e
disposizioni che verranno impartite dalla Direzione Lavori.
In ogni caso i lavori saranno sempre eseguiti secondo la migliore regola d'arte, adottando quei
particolari accorgimenti costruttivi di dettaglio che, anche se non descritti o menzionati, si dovessero
dimostrare necessari per rendere funzionali ogni singolo elemento e l'opera nel suo complesso.
Nell'esecuzione dei lavori dovranno essere quindi rispettate le norme tecniche dettate dalle varie
discipline concernenti la costruzione quali scienza delle costruzioni, meccanica dei terreni, idraulica,
fisica tecnica, ecc.
L'Appaltatore potrà sviluppare, compatibilmente con le necessità dell'Azienda e le caratteristiche
dell'intervento, i lavori nel modo che riterrà più opportuno, in maniera da darli completamente ultimati
nel tempo stabilito.
Come prescritto all'art. 32 del Capitolato Generale sopra richiamato, salva l'osservanza delle norme
relative alla disciplina del lavoro, l'appaltatore non può far lavorare gli operai oltre i limiti massimi fissati
dalle leggi e dagli accordi sindacali di lavoro, nè di notte, senza la preventiva autorizzazione del
Direttore dei Lavori. Qualora l'autorizzazione sia data per ragioni di convenienza dell'appaltatore, questi
non ha diritto ad alcun compenso oltre i prezzi contrattuali.
Salva sempre l'osservanza delle norme relative alla disciplina del lavoro, qualora il Direttore dei Lavori
ravvisi la necessità che i lavori siano continuati ininterrottamente, o siano eseguiti in condizioni
eccezionali, ne dà ordine scritto all'appaltatore,
il quale è obbligato ad uniformarvisi, salvi gli eventuali indennizzi che possono competergli e salva
l'eventuale formazione di nuovi prezzi.
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In ogni caso la Direzione Lavori si riserva la facoltà di ordinare l'esecuzione di un determinato lavoro
entro un congruo termine perentorio sotto comminatoria della stessa penale per ogni giorno di ritardo,
senza che l'appaltatore possa rifiutarsi, o farne oggetto di compensi speciali.
ART. 35 - NORME GENERALI PER LE MISURAZIONI
A norma di quanto dispone l'art. 25 del Capitolato Generale e di quanto contenuto nei seguenti articoli,
i lavori saranno contabilizzati secondo le quantità determinate con misure geometriche, salvo quanto
deve essere contabilizzato a numero, a peso o a tempo, in conformità degli articoli dell'elenco prezzi,
ed in base ai rilievi per la determinazione delle rispettive quantità, che saranno eseguiti dalla Direzione
dei Lavori in contraddittorio con l'Impresa.
Nei prezzi contrattuali per ciascun lavoro e somministrazione, si intende compresa ogni opera,
materiale, nolo e spesa, sia principale che accessoria o provvisionale, che direttamente o
indirettamente occorra all'esecuzione ed al compimento del lavoro cui il prezzo si riferisce.
L'appaltatore dovrà, senza alcun corrispettivo, fornire tutti gli utensili, gli strumenti, mezzi ed il
personale necessario alla designazione sul posto dei vari lavori, agli accertamenti delle misure ed agli
eventuali saggi da eseguire in sede di collaudo.
Dopo questi ultimi, è anche obbligato a ripristinare a proprie spese, senza alcun compenso, ciò che sia
stato alterato o demolito.
Quando ne sia richiesto, sarà pure tenuto a prestare, nei casi suddetti, la sua opera ed assistenza
personale:
L'Appaltatore dovrà tempestivamente chiedere alla Direzione Lavori la misurazione in contraddittorio di
quelle opere e somministrazioni che in progresso di lavoro, non si potessero più accertare; come pure
dovrà tempestivamente richiedere che si proceda, in contraddittorio, alla misura o alla pesatura di tutto
ciò che deve essere misurato o pesato prima della posa in opera.
Resta pertanto tassativamente convenuto che, se per difetto di ricognizione fatta a tempo debito,
talune qualità o quantità non fossero esattamente accertate, l'assuntore dovrà accettare la valutazione
che verrà fatta dalla Direzione dei Lavori o sottostare a tutte le spese ed a tutti i danni che, per tardiva
ricognizione, gliene potessero derivare.
Le opere di dimensioni maggiori alle prescritte, qualora vengano tollerate a giudizio insindacabile della
Direzione Lavori, saranno pagate per le sole dimensioni ordinate o di progetto.
Così pure non saranno in alcun modo prese in considerazione lavorazioni più accurate di quanto
prescritto.
In ordine poi al modo di distinguere l'una dall'altra le varie categorie di lavoro, o di determinare gli
elementi in base ai quali dovranno valutarsi le quantità eseguite, si osserveranno le norme qui sotto
esposte, salvo diversa disposizione descritta ai relativi articoli del Capitolo IV.
A) Mercedi agli operai e noli - I lavori in economia saranno computati in base ai prezzi orari risultanti
dalle tabelle edite dal Ministero LL.PP Magistrato alle Acque Nucleo Operativo di Padova, vigenti al
momento dell'esecuzione degli stessi.
Tali prezzi saranno aumentati delle percentuali per spese generali ed utili dell'Impresa (vedi maggiore
descrizione all'art.59).
Nelle spese generali resta compresa ogni spesa accessoria, quale l'usura degli attrezzi cui sono dotati
gli operai, la mercede al conducente dei veicoli noleggiati.
Non si riconosceranno eseguite e quindi non remunerabili, le ore in economia che non siano state
riconosciute dall'assistente di zona, mediante la sua firma giornaliera nella relativa nota di esse.
Tale nota dovrà, negli stessi termini di tempo, essere anche controfirmata dal Direttore dei Lavori.
B) Materiali in provvista - I prezzi dell'elenco saranno applicarti anche per l'esecuzione dei lavori in
economia, comprendendo ogni spesa accessoria e l'utile dell'Appaltatore.
C) Scavi in genere - Si conviene che la misurazione degli scavi venga effettuata nei seguenti modi:
1) il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato con metodo delle sezioni ragguagliate che
verranno rilevate in contraddittorio con l'Appaltatore;
2) il volume degli scavi per canalizzazioni: la larghezza massima delle stesse aumentata di cm. 15 per
lato e la profondità sotto il piano dello scavo di sbancamento o del terreno naturale, quando detto
scavo di sbancamento non venga effettuato.
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D) Murature - Verranno misurate geometricamente a volume ed a superficie, secondo la categoria, in
base a misure prese sul vivo dei muri, esclusi gli intonaci. Data la particolare natura dei lavori, sarà
fatta deduzione di tutti i vuoti ed incavi di superficie superiore a mq. 1,00 e non si terrà conto delle
tracce per canne fumarie, tubature, ecc., rimanendo, per questi, all'appaltatore l'onere della loro
chiusura con materiali di cotto.
E) Cementi armati - Il calcestruzzo per opere di cemento armato verrà valutato, per qualsiasi entità o
dimensione delle opere stesse, a metro cubo; le strutture metalliche verranno contabilizzate a peso,
applicando i pesi teorici.
F) Solai, soffitti e sottotegola - A struttura mista in c.a e laterizio, verranno pagati a mq. in base alla
superficie misurata al netto delle strutture e travi portanti.
G) Manto di copertura - Misurazione in mq. della superficie effettiva delle falde (senza detrazione dei
fori per lucernari, canne fumarie e simili):
H) Intonaci - Gli intonaci interni verranno computati a metro quadrato per le parti effettivamente
eseguite. Gli intonaci esterni verranno invece valutati a vuoto per pieno, con la detrazione dei soli fori
superiori a mq. 3,00 a compenso delle spallette che non verranno contabilizzate. Il prezzo è
comprensivo degli oneri per l'esecuzione di spigoli, rientranze ecc.
I) Tubazioni - Di qualsiasi tipo orizzontali e verticali, verranno computate al ml., misurate lungo l'asse,
trascurando le sovrapposizioni per giunti. Equivalenze per pezzi speciali di impianti realizzati "ex novo",
sostituiti, rifatti, riparati.
L) Pavimenti e rivestimenti - I pavimenti e rivestimenti verranno computati a metro quadrato per le parti
effettivamente eseguite.
M) Opere da fabbro:
- Recinzioni in rete metallica: in metri quadrati di sviluppo;
- Ringhiere, inferriate, parapetti, ecc.: a peso espresso in chilogrammi;
- Finestre in ferro-vetro: misurazione del foro murario (in metri quadrati);
- Serramenti di porta su telaio in ferro e riquadri in lamiera: misurazione del foro murario (in metri
quadrati);
- Altre opere complementari, come corrimano, mensolette, riquadri, chiusini ecc.: a peso espresso in
chilogrammi.
N) Opere da pittore:
- Tinteggiature a calce, a colla, rivestimenti murari esterni - misurazione secondo i criteri adottati per i
rispettivi intonaci, o comunque secondo quanto indicato nelle relative voce dell'elenco prezzi.
- Coloriture ad olio, smalti e simili - misurazione secondo quanto indicato nel corrispondente articolo.
O) Opere da lattoniere - Le misurazioni verranno eseguite come segue:
- Canali di gronda: computando in metri lineari la lunghezza del perimetro esterno;
- Pluviali, paraspigoli e battiacqua: a metro lineare;
- Cassettine raccoglicondensa, rosettoni per canne fumarie: a numero;
- Converse, scossaline, braghette e simili: a metro quadrato;
P) Opere da elettricista - Le misurazioni verranno eseguite come esposto nel corrispondente articolo.
Q) Opere da falegname - Le misurazioni verranno eseguite come esposto nel corrispondente articolo.
R) Opere da idraulico:
- Apparecchi igienico-sanitari, chiavi d'arresto, rubinetti e pezzi speciali: a numero;
- Tubazioni in genere: a metro lineare lungo l'asse, senza tener conto delle sovrapposizioni per giunti,
saldature o altro.
In caso di parziale sostituzione o rifacimento i pezzi speciali per le condutture di materiale plastico
ragguagliati al metro lineare delle tubazioni del corrispondente diametro, nel seguente modo:
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- imbraghe ad un braccio semplice o ridotto ecc.
= ml. 1,30
- imbraghe doppie ed ispezioni con tappo compreso ecc. = ml. 2,00
- sifoni ecc.
= ml. 2,75
Le riduzioni saranno valutate per 1 ml. di tubo del diametro più piccolo.
Nei prezzi unitari sono compresi tutti i pezzi speciali, gli attacchi e ogni altro onere neccessario alla
perfetta posa in opera.
I tubi di piombo o di acciaio, quando non sia altrimenti stabilito dall'elenco prezzi, saranno valutati a
peso o a metrolineare in rapporto al tipo approvato dalla Direzione dei Lavori.
Per quanto non è qui specificato, le misurazioni verranno eseguite come esposto al corrispondente
articolo.
S) Materiali a piè d'opera per lavori in economia - Tutti i materiali saranno misurati secondo le norme
d'uso e pagati secondo i prezzi dell'elenco allegato variati della miglioria d'asta.
Per tutto quanto non è contemplato nel presente Capitolato ci si richiama al "Capitolato Speciale Tipo"
edito dal Servizio Centrale del Ministero dei LL.PP. per appalto di lavori edili, in quanto le norme in
esso contenute non risultino contrastanti con quelle del presente Capitolato.
ART. 36 - DISPOSIZIONI GENERALI
Le opere verranno compensate con i prezzi riportati nell'elenco prezzi unitari opportunamente variati
della miglioria d'asta.
I prezzi riportati sono relativi a lavori completi e comprendono sempre ogni e qualsiasi fornitura e
lavorazione, a piè d'opera o in opera, necessarie per dare manufatti, impianti, apparecchi del tutto
funzionanti e posti o ripristinati a perfetta regola d'arte, comprese sempre le necessarie rotture,
comunque e dovunque eseguite e relativi ripristini, nonchè tutti gli oneri riportati nel presente
Capitolato.
I prezzi si intendono accettati dall'Appaltatore in base a calcoli e criteri di sua convenienza ed a tutto
suo rischio, per prestazioni da eseguire secondo le disposizioni del presente Capitolato Speciale e del
Capitolato Generale d'Appalto.
I prezzi sono fissi ed immutabili, salvo la loro revisione da effettuare unicamente secondo le Leggi ed i
Decreti vigenti all'epoca dell'appalto.
Negli articoli seguenti, per ogni categoria di lavori, sono riportate le modalità generiche di esecuzione,
le dimensioni indicative e le caratteristiche cui sarà da farsi riferimento nonchè le modalità di
misurazione.
E' compreso l'onere per mantenere anche durante l'esecuzione di qualsiasi lavoro, le necessarie
puntellazioni di presidio delle parti soggette a ripristino.
Tutti i prezzi si intendono sempre relativi a qualsiasi tipo ed entità di lavori siano essi limitati e non,
completi delle demolizioni e ripristini, del rifacimento, del consolidamento totale o parziale di opere
attigue o parti o di altre opere esistenti, in qualsiasi posizione esse si trovino; anche in tal caso il prezzo
comprende tutti gli oneri (manodopera, materiali, approntamenti, ponteggi, protezioni, impasti, noli,
ecc.) ed obblighi derivanti e conseguenti per dare i lavori del tutto finiti a regola d'arte.
Dato il tipo d'appalto, i lavori di demolizione, ripristini, rifacimenti, completamenti, riparazioni,
risulteranno naturalmente preponderanti rispetto alle opere da realizzare "ex novo".
Nel caso di ripristini di opere che rimangono in vista, la colorazione, le dimensioni, la formatura e le
caratteristiche dei materiali impiegati, sarà uguale a quella dei preesistenti, anche se ciò dovesse
comportare maggior costo per l'acquisto e per l'approvvigionamento.
Nel caso di ripristini, sono comprese tutte le opere accessorie per eseguire l'intervento nella zona
prestabilita, con risistemazione delle zone attigue accidentalmente interessate dai lavori e sono
compresi tutti gli oneri per rendere gli elementi nuovi o riparati regolarmente e funzionalmente inseriti
in quelli preesistenti.
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CAPITOLO IV°
MODALITA' GENERALI DI ESECUZIONE DELLE OPERE - COMPENSI
ART. 37 - DEMOLIZIONI - RIMOZIONI E SCAVI
Verranno compensate a mc. v.p.p. le demolizioni dei vani completi. La misurazione avverrà
considerando il massimo volume d'inviluppo dei vani, o del complesso di vani, escludendo gli sporti, i
cornicioni, gli sbalzi anche di terrazze, la cui demolizione è compresa nel prezzo; la misurazione dei
volumi dei vani, compresi quelli delle soffitte, avviene geometricamente; il compenso si applica anche
qualora una o due pareti rimangano indenni, essendo inteso che in tal caso l'importo pagato compensa
le maggiori opere di protezione e sostegno delle parti da mantenere.
Verranno compensate a mc. di materiale le demolizioni complete, o di parti, di murature portanti, di
strutture in calcestruzzo, di strutture in legno, di sottofondi, comprendendo sempre nella cubatura del
materiale eventuali relativi rivestimenti; la misurazione avverrà determinando preventivamente, con
misurazioni geometriche, la cubatura dei manufatti da demolire.
Verranno compensati a mq. le demolizioni o rimozioni di pareti divisorie, di solai in latero cemento o
legno, di gretonati orizzontali, di intonaci, di rivestimenti pareti, di pavimenti, di soffittature appese, di
pannellature, di manti di copertura, di rivestimenti in genere; la misurazione avverrà sulla superficie
trattata, salvo le misurazioni indicate specificatamente sui prezzi di elenco.
Verranno compensate a ml. le demolizioni e rimozioni di tubazioni di impianti tecnologici in genere,
intendendosi compresi i frutti degli impianti elettrici, i contatori, e tutti gli apparecchi d'intercettazione e
regolazione, i riquadri, soglie e simili per portoni, porte, finestre in pietra naturale od artificiale od in
calcestruzzo; di cornicioni in calcestruzzo in intonaco con rincocciature; il prezzo compensa gli oneri
per le necessarie demolizioni murarie e la misurazione avverrà geometricamente lungo l'asse mediano
degli elementi.
Verranno compensate per ogni singolo pezzo le rimozioni di apparecchi igienico-sanitari, di
termosifoni, caldaie, scaldacqua per l'uso di singolo alloggio, di serramenti in genere, di comignoli, di
camini, di abbaini ed altre parti non compensabili diversamente.
Gli attraversamenti di solai, murature od altre strutture, le rotture di murature o tavolati, verranno
compensati per ogni singola esecuzione ed il relativo prezzo è comprensivo degli oneri per il ripristino
di pavimentazioni, rivestimenti, intonaci, formazione di spallette o architravi eventualmente necessari e
ripristino dei manti di copertura.
Nei compensi per le demolizioni sono compresi gli abbassamenti, puntellazioni, palizzate, ponteggi
semplici o con protezione di rete, teli o simili, nonchè tutti gli accorgimenti per assicurare un regolare
svolgimento dei lavori, l'incolumità degli operai e dei terzi e per non rovinare neppure parzialmente le
opere attigue; in caso di rovina i ripristini saranno a carico dell'appaltatore; sono compresi pure i
ponteggi necessari per effettuare le demolizioni o rimozioni, a qualsiasi altezza ed in qualsiasi
posizione.
Il prezzo compensa l'adozione di tutti gli accorgimenti necessari per poter consentire il reimpiego delle
parti riutilizzabili in special modo quando trattasi di rivestimenti di pareti, di pavimenti, di apparecchi
igienico-sanitari, di tubazioni; pertanto i prezzi per le demolizioni compensano anche gli oneri per la
pulizia delle parti da reimpiegare ed il loro regolare accatastamento, se necessario, nel cantiere.
I menzionati accorgimenti verranno adottati anche nel caso di demolizioni da compensarsi a mc.v.p.p.;
in tal caso i recupero del materiale da riutilizzare verrà effettuato prima della demolizione delle
murature e delle strutture in genere.
Salvo diverse indicazioni contenute nel presente Capitolato, le disposizioni sui materiali riutilizzabili o
no, le modalità per il loro accatastamento e protezione, verranno richieste alla Direzione Lavori che
provvederà ad impartire disposizioni prima di dar corso alle demolizioni.
Gli scavi ad andamento retto o curvo e gli sbancamenti saranno sempre compensati a mc.,
considerando unicamente i criteri precedentemente fissati per le misurazioni.
Nel prezzo degli scavi sono compresi i compensi per le sbadacchiature nonchè per le demolizioni,
qualora siano espressamente ordinate, di tratti di tubazioni poste nel sottosuolo e di tratti trasversali od
obblighi di fondazione.
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L'Appaltatore non potrà comunque richiedere alcun compenso o sovrapprezzo, adducendo il fatto che
il terreno scavato a mano fosse particolarmente compatto, con cospicue presenze di ghiaia o
calcinacci e pertanto, rimovibile solo con l'ausilio del piccone o di altra attrezzatura.
Va detto inoltre che piccoli scavi "in galleria" per una lunghezza massima di mt. 2,00 e larghi quanto i
limitrofi "a cielo aperto", saranno computati senza aumenti di prezzo, anche se abbisognano di
particolari sbadacchiature, o sostegni, delle masse terrose laterali e superiori.
Nel prezzo è pure compreso l'onere per proteggere ed eventualmente ripristinare "ex novo" tutte quelle
opere di cui non è stata espressamente disposta la demolizione od il rifacimento.
ART. 38 - CALCESTRUZZI - STRUTTURE LEGNO
Dato il carattere delle opere riportate all'art. 5 del Capitolato Speciale d'Appalto, si dovrà tener
presente che l'intervento conservativo avrà senz'altro preminenza sull'intervento di rifacimento "ex
novo":
a) il calcestruzzo magro o "magrone" per getti di sottofondazione e per canalizzazioni, avrà un
dosaggio minimo di q.li 1,5 di cemento per mc. d'inerte miscelato, salvo disposizioni contrarie della
Direzione Lavori, i calcestruzzi per murature di fondazione ed in elevazione, il cui dimensionamento e
la cui armatura in acciaio non è da determinarsi con calcolo statico, avranno una resistenza minima di
kg./cmq 200.
E' escluso l'annegamento di pietrame in tutte le opere in calcestruzzo, anche se non armate e la
pezzatura della ghiaia sarà comunque inferiore ai 3 cm.
Per i calcestruzzi di elementi anche parzialmente in vista, è compreso nel prezzo l'onere per piallare i
casseri nonchè per trattarli con prodotti che facilitino il disarmo, senza peraltro influire sulle
caratteristiche fisico-meccaniche e sulla colorazione propria dei calcestruzzi, onde ottenere spigoli vivi
e regolari.
E' compreso nei prezzi l'onere per qualsiasi tipo di casseratura, tanto in acciaio quanto in tavole di
legno, secondo le forme e le dimensioni necessarie per l'esecuzione dei ripristini o delle parti nuove.
I prezzi compensano anche elementi che debbano venire eseguiti fuori opera.
E' pure compreso nel prezzo l'onere per l'aggiunta di fluidificanti, qualora si rendessero necessari per
la particolarità dei getti; l'additivo sarà approvvigionato in cantiere entro recipienti originali, sigillati e
sarà impiegato con le dosature indicate sui recipienti.
Il cemento sarà approvvigionato in sacchi originali.
L'Appaltatore ha l'onere del prelievo, in contraddittorio con la Direzione dei Lavori, di campionature del
calcestruzzo e dei tondini d'acciaio ove necessitino e dell'esecuzione delle prescritte prove presso un
laboratorio ufficiale.
Gli impasti dei conglomerati dovranno essere impiegati immediatamente appena confezionati.
Nel prezzo è compreso l'onere, oltre che per l'esecuzione delle opere a regola d'arte, anche per la
formazione nelle strutture di tracce, fori e passaggi in genere, necessari per qualsiasi impianto
tecnologico del fabbricato anche se scorporato dall'appalto principale o preesistente, secondo le
indicazioni fornite dalla Direzione Lavori.
Nel caso di risvolti non retti e di sagomature con sezione qualsiasi, la misurazione avverrà secondo il
massimo rettangolo in cui risultano iscritti, con l'aumento di cm. 10, anche nel caso di risvolti
discontinui con aggetti massimi fino a ml. 0,5.
Il prezzo dei tondini di acciaio compensa ogni qualsiasi sfrido e in caso di pagamento "a misura",
vengono assunti i pesi del prontuario del cemento armato redatto dal Santarella ed edito dalla Hoepli.
Nel caso di aggetti, sbalzi o rientranze di qualsiasi tipo è compreso l'onere per l'esecuzione dei
gocciolatoi perimetrali, anche se non indicato in eventuali disegni di dettaglio.
Nel caso di getti da lasciare a superficie vista anche se bocciardati, è compreso nel prezzo l'onere per
il trattamento delle superfici con tre mani di prodotti impermeabilizzanti al silicone.
Il prodotto impermeabilizzante sarà fornito in cantiere in contenitori originali sigillati e sarà del tipo da
non diluire in acqua e dello stesso tipo impiegato per altre murature a superficie vista.
b) nelle strutture in legno verranno impiegati esclusivamente elementi con spigoli vivi in ogni angolo; il
legname risulterà pertanto privo di corteccia, verrà impiegata l'essenza prevista ed indicata in eventuali
disegni esecutivi.
Gli elementi da impiegare saranno unici per tutta la lunghezza, saranno ammesse giunzioni solamente
nel caso di sostituzione di tratti di un elemento e nel caso di travatura corrente per tutta la lunghezza
dell'edificio, per la formazione di colmi o per la formazione di appoggi sulle murature perimetrali; è
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compresa nel prezzo la formazione delle giunzioni realizzate, previa realizzazione delle sedi nei due
monconi e posa di spine, con cravatte in ferro dolce e/o bullonatura passante.
Nel prezzo è compreso il trattamento del legname con prodotti ignifughi ed antimuffa da
approvvigionare in cantiere in contenitori originali e da impiegare secondo le prescrizioni del
produttore, nonchè la coloritura con minio di piombo delle parti metalliche.
La misurazione del legname impiegato avviene rilevando la cubatura della struttura finita e completa.
Nel prezzo delle opere in calcestruzzo e delle strutture in legno è compresa la preparazione degli
appoggi con regolarizzazione dei piani, la lunghezza e la larghezza delle superfici risulterà, per
strutture portanti, da eventuali disegni esecutivi.
Nel caso di ripristini parziali è compreso nel prezzo l'onere della scarnitura e pulizia dei tondini da
armatura esistenti, nella struttura da risanare, onde permettere una sufficiente sovrapposizione con
l'armatura del tratto in rifacimento.
In particolare nella riparazione delle bordature dei poggioli, di aggetti in conglomerato cementizio, di
fasce marcapiano ecc., l'appaltatore dovrà provvedere alla demolizione dei tratti pericolanti
trasformando a rifiuto il materiale di risulta, senza alcuna maggiorazione di prezzo unitario; nei prezzi
sono compresi gli oneri per ponteggi, armature e mezzi d'opera occorrenti per l'esecuzione dei lavori
fino al terzo piano, quest'ultimo compreso oltre il piano terra.
Il ripristino dovrà essere eseguito perfettamente, tenendo conto degli spessori in aggiunta, che
eventualmente dovranno essere rinforzati da opportuna armatura metallica pure compresa nel prezzo.
ART. 39 - MURATURE ESTERNE ED INTERNE
Dato il carattere delle opere riportate all'art. 5, del presente Capitolato Speciale d'Appalto, si dovrà
tenere presente che l'intervento "conservativo" ha senz'altro preminenza sull'intervento di rifacimento
"ex novo".
La muratura in laterizio verrà eseguita con l'impiego di malta bastarda costituita da mc. 0,25 + 0,40 di
calce spenta, mc. 0,85 + 1,00 di sabbia e q.li 1,00 di cemento per mc. di miscela, ovvero con malta di
calce idraulica.
La calce sarà del tipo idrato fornito in sacchi.
Per murature anche semplicemente lavorate a faccia vista verranno impiegati mattoni adeguati ed
idonei a tal uso, la lavorazione delle fughe avverrà come disposto dalla Direzione Lavori.
La muratura a due teste verrà lavorata ponendo i mattoni di fascia e di testa; nel caso che siano
previste per il fabbricato murature a faccia vista di spessore tanto da due teste che da una testa, la
lavorazione avverrà sempre di fascia; in tal caso sono compresi gli oneri per eseguire nella muratura
da due teste degli ammorsamenti su mezzo spessore di mattone, almeno ogni terzo corso ed ogni
cinque mattoni.
Gli oneri previsti per la muratura a faccia vista sono relativi anche quando essa faccia parte di
muratura di tamponamento a cassetta.
Nell'onere per le murature a faccia vista è compresa la stessa lavorazione anche delle testate e dei
risvolti fino a 0,50 ml. di profondità.
E' compreso nell'onere della lavorazione a faccia vista delle murature, il trattamento del paramento
esterno con prodotti trasparenti idrorepellenti al silicone, del tipo da non diluire in acqua, di marca
accreditata, da approvarsi dalla Direzione Lavori, da approvvigionare in cantiere entro recipienti
originali sigillati; il trattamento sarà a tre mani e verrà eseguito prima dell'inizio della stagione invernale
seguente il periodo di esecuzione della muratura. Nel caso il laterizio presenti tracce di salnitro, queste
verranno tolte, prima del trattamento al silicone, con una soluzione acquosa al 2% di acido cloridrico.
Solamente nel caso di murature costituenti la parete esterna di un tamponamento a cassetta, è
compreso l'onere per dare il paramento interno della muratura piena rinzaffato con una mano di malta
bastarda stesa a cazzuola, dello spessore minimo di 1 cm. in modo che riempia le scarniture di malta
rimaste verso l'interno durante la lavorazione.
Per ripristini o completamenti, la muratura a faccia vista verrà eseguita conformemente alla parte
esistente sia per il tipo di mattone impiegato, sia per il tipo di lavorazione della muratura e delle fughe.
Nel caso di ripristini di muratura con mattoni a faccia vista sono compresi gli oneri per creare con
precisione gli ammorsamenti nella parte esistente, togliendo se necessario i mattoni che dovessero
risultare spezzati.
Per tutti i tipi di murature verranno detratti solamente i fori superiori a mq. 1,00.
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Sono compresi gli oneri per la formazione dei fori per porte e finestre con precisa sagomatura con o
senza spallette, compresa la formazione di piattabande anche in mattoni od in calcestruzzo a
facciavista.
Nel caso di ripristini, sono compresi gli oneri per la formazione di singoli stipiti di porte e finestre; in tal
caso non viene conteggiata tutta la superficie del relativo foro.
Per ripristini o completamenti la muratura avrà sempre le caratteristiche di quella preesistente su cui
viene effettuato l'intervento.
Sono compresi tutti gli oneri per ponteggi, armature di presidio, ecc. necessari per l'esecuzione
dell'opera a qualsiasi quota rispetto il piano di campagna.
E' compreso l'onere per l'esecuzione, anche a muratura già realizzata, di fori e tracce necessari per il
passaggio delle tubazioni di qualsivoglia impianto tecnologico, anche se scorporato nonchè dei relativi
ripristini, chiusure e riprese con rincocciatura.
La misurazione della muratura di qualsiasi tipo eseguita in mattoni pieni, verrà effettuata in metri cubi
valutando agli effetti del conteggio solamente la proiezione verticale esterna vista.
Nel caso di murature di tamponamento a cassetta, da compensarsi con prezzo complessivo, la
misurazione verrà eseguita in metri quadrati, considerando agli effetti del conteggio solamente la
proiezione verticale esterna vista.
ART. 40 - SOLAI E SOLETTE
I solai e le solette avranno lo spessore risultante dai calcoli statici o, nel caso di ripristini lo spessore
preesistente. I solai e le solette verranno calcolati e comunque verificati staticamente per i seguenti
sovraccarichi accidentali.
- Kg. 250 per solai di abitazioni o sottotetti o tetti praticabili esclusi gli sbalzi.
- Kg. 400 per sbalzi praticabili e per scale, compresi i pianerottoli.
- Kg. 400 per locali di uso comune e terrazze.
Nel calcolo e nella verifica verrà tenuto conto di tutti i carichi permanenti, considerando fra questi la
pavimentazione, i tramezzi divisori ed eventuali altri carichi concentrati, in corrispondenza ai quali
verranno adottati idonei sistemi per la ripartizione del carico, il cui onere è compreso nel prezzo del
solaio.
I solai in laterocemento potranno avere travetti fabbricati fuori opera, o pannelli gettati fuori opera, od a
piè d'opera, semprechè essi siano posti ad interasse non superiore a quello previsto dalle normative
vigenti.
La cappa collaborante in calcestruzzo sempre prevista, sarà gettata in opera.
Per la confezione a piè d'opera di travetti in laterizio armato l'impasto di malta di cemento per il
fissaggio dei tondini di confezione, deve essere formato con non meno di 5 q.li di cemento per mc. di
sabbia.
Nel prezzo dei solai in laterocemento è compreso l'acciaio di armatura del tipo previsto dai calcoli
statici.
Le travi di legno, per ripristini di solai, saranno perfettamente squadrate in modo da poter eseguire la
soffittatura o i sottofondi per la pavimentazione, usufruendo di un perfetto piano d'appoggio, le travi
saranno trattate con prodotti antiparassitari ed ignifughi accreditati ed approvvigionati in contenitori
originali. I prezzi per solai sia piani che obliqui per coperture con strutture in legno, sono sempre
comprensivi della struttura principale portante e di quella secondaria per terzere od arcareggi,
rimanendo escluse le strutture di cui sopra.
Sono compresi gli oneri per predisporre nei solai tutti i fori ed il loro rinforzo statico nonchè il
necessario isolamento termico per il passaggio delle tubazioni di tutti gli impianti tecnologici, sia
generali del complesso edilizio sia particolari per ciascun alloggio, anche se vengono eseguiti con
appalto scorporato, ivi comprese le reti di fumo e di sfiato, nonchè per i relativi ripristini e chiusure da
eseguire, anche in periodo successivo all'esecuzione dei solai.
Gli elementi del solaio saranno posti in modo da ottenere nell'intradosso una superficie piana
orizzontale, così da rendere possibile la loro finitura con uno spessore d'intonaco costante.
Per i solai di copertura è anche compreso l'onere per la formazione di pendenze con l'inclinazione di
progetto, qualsiasi essa sia, per la formazione di compluvi e displuvi, con collegamento delle parti delle
falde concorrenti e con formazione di cordolo armato per i solai in laterocemento.
Sono sempre compresi gli oneri per l'esecuzione di gocciolatoio in corrispondenza al perimetro degli
sbalzi, degli aggetti, di porticati o loggiati in genere.
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Per solai di copertura di autorimesse, di locali caldaia o locali simili, verranno utilizzate strutture ed
isolanti il cui impiego è consentito dalle vigenti norme antincendio generali e da quelle del locale
comando dei Vigili del Fuoco.
In corrispondenza a murature portanti, i solai in laterocemento termineranno con un cordolo di
calcestruzzo, avente la larghezza della muratura, l'altezza del solaio ed una armatura costituita da
almeno quattro tondini del diametro 16, in acciaio omogeneo Fe B32 , con almeno quattro staffe del
diametro di 6 mm. per ml.; gli sbalzi, ivi compresi i cornicioni, termineranno con un cordolo di
calcestruzzo dell'altezza del solaio, della larghezza di cm. 10, armato con almeno quattro tondini del
diametro 8 mm. in acciaio Fe B44k. Nel caso di ripristini detti cordoli saranno eseguiti partendo dal filo
della muratura in cui saranno annegate le teste degli elementi strutturali che in tal modo verranno
collegate fra loro.
I solai con travi in legno saranno completi di rivestimento all'intradosso, con rete in acciaio del tipo
"stirato" di spessore e interassi di fissaggio in funzione delle luci, rivestito da una prima mano di malta
di cemento, che incorporerà completamente la rete e di rivestimento dell'estradosso in tavole di legno
od in tavelloni di laterizio, questi ultimi ricoperti da caldana in calcestruzzo cementizio dello spessore di
cm. 3, con armatura in tondino d'acciaio del diametro 6 posto a maglia di lato 10 cm.
I solai piani portati da travi verranno misurati fra i fili interni delle travi, quelli portati da muri fra i fili
interni dei muri.
I solai obliqui di copertura verranno misurati sulla proiezione orizzontale, senza defalcare la larghezza
di cordoli in corrispondenza ai perimetri, ai compluvi e displuvi, ai muri, che non verranno diversamente
contabilizzati, nonchè dei lucernai.
Gli sbalzi verranno computati con gli stessi criteri dei solai.
Nella misurazione di tutti i solai non vengono defalcati i fori per il passaggio di canne da fumo e
d'aereazione, o per altri impianti tecnologici, a compenso dei quali verrà eseguito, così come per i
lucernari, abbaini, botole e simili, un riquadro di rinforzo in modo idoneo da costituire apposita gabbia
di legatura.
Nel caso di solai con strutture in legno, solamente la sostituzione di almeno una trave comporterà il
prezzo di applicazione relativo ai solai, nella misurazione verrà considerato ripristinato il tratto di solaio
dagli assi delle travi contigue alla zona d'intervento.
I solai di legno avranno le travi e l'impalcato in essenza di abete, larice o pino, secondo le indicazioni
della Direzione Lavori e secondo le indicazioni del calcolo o della verifica statica.
ART. 41 - CONTROSOFFITTI
I controsoffitti potranno essere sia applicati direttamente a travature ed a superfici d'intradosso
esistenti, con la interposizione di orditura speciale in legno o in ferro, qualora necessiti, come indicato
dalla Direzione Lavori. La loro fornitura e posa è compresa nel prezzo, siano essi appesi a strutture o a
solai; in tal caso è compreso l'onere, oltrechè per l'orditura, anche per la fornitura e posa dei tiranti,
compresi quelli obliqui necessari per ottenere i distacchi dalle pareti secondo le disposizioni della
Direzione Lavori. Nel caso di soffitti a pannelli o ad elementi, le giunzioni potranno essere tanto
stuccate quanto lasciate a vista; in entrambi i casi verrà assicurata la perfetta complanarità delle
superfici e la perfetta ricorrenza delle fughe in vista.
Nel caso in cui per un soffitto piano e liscio la complanarità non dovesse risultare perfetta, essa verrà
ottenuta con rasatura di gesso per i pannelli di gesso o simili, e con malta di cemento arricciata per i
soffitti in cotto ed in rete.
Nel caso di controsoffitto con fughe in vista o comunque a superficie lavorata in vista, la complanarità
verrà ottenuta spessorando l'orditura e ritesando i cavi di sostegno. Sono a carico della ditta
appaltatrice tutti gli oneri per rendere la superficie piana. Sono compresi gli oneri per sagomare il
controsoffitto secondo le sporgenze e le rientranze esistenti in pianta nei vari vani e la formazione
comunque di tutti i fori necessari per gli impianti tecnologici, per botole e simili. E' compreso anche il
maggior onere per rendere il controsoffitto idoneo a sopportare materassini isolanti del tipo indicato
dalla Direzione Lavori, la cui posa e fornitura sono pagate a parte con il prezzo riportato di seguito nel
presente Capitolato, se non diversamente contemplato nei prezzi.
Nel caso di ripristini il nuovo soffitto si presenterà alla vista uguale a quello esistente.
Nel caso di passaggio di tubazioni il controsoffitto dovrà essere atto a sopportare il peso.
La misura dei controsoffitti, qualsiasi sia la loro sagomatura, avverrà esclusivamente sulla proiezione
orizzontale di quanto eseguito.
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I prezzi riportati sono relativi sia ad interventi da eseguire "ex novo" che a rifacimenti o ripristini totali o
parziali.
ART. 42 - TETTI - COPERTURE - IMPERMEABILIZZAZIONI E ISOLAMENTI
Dato il carattere delle opere riportate riportate all'art.5, del presente Capitolato Speciale d'Appalto, si
dovrà tener presente che l'intervento "conservativo" ha senz'altro preminenza sullo intervento di
rifacimento "ex novo".
Sono compresi gli oneri per la formazione di displuvi, compluvi, per il taglio ed i pezzi speciali in
corrispondenza a torrini ed esalatori, lucernari ed abbaini, per la posa su falde di cuffie di aereazione
una ogni 40 mq. munite di griglie in filo di ferro zincato, ovvero nel caso di tetto piano con camera
d'aria di sfiato in tubo con rete e cappello di plastica, in laterizio, in fibrocemento. Sono compresi gli
oneri per la posa e la fornitura delle eventuali necessarie orditure in legno o ferro od altra struttura
necessaria, da porsi sopra il solaio per fissare gli elementi dei manti secondo le indicazioni della
Direzione Lavori e le buone regole costruttive. I coppi avranno il peso minimo di kg. 1,50 cadauno e
verranno posti almeno in numero di 33 al mq. di superficie effettiva, con sormonti di almeno cm. 10, i
displuvi saranno realizzati con tegolone del peso minimo di kg. 2,50.
I coppi saranno posti in malta per i primi tre corsi a partire dalla linea di gronda, compluvio displuvio e
da ogni interruzione del manto per camini, sfiati, aereatori, lucernari, abbaini e simili; la posa dei coppi
in malta avverrà solamente dopo averli convenientemente imbibiti tenendoli sotto getto d'acqua per
almeno 20 minuti in modo da assicurare una sufficiente umidità del laterizio nel primo periodo di presa
della malta.
I coppi saranno allettati lungo le linee di gronda su 4 - 5 cm. di malta bastarda con dosaggio di ql. 1,50
di calce per metro cubo di malta comune.
Le tegole piane marsigliesi avranno il peso minimo di kg. 2,50 ciascuna, verranno poste almeno in
numero di 14 al metro quadrato di superficie effettiva, saranno poste lungo le linee di gronda in malta
con le stesse modalità previste per i coppi.
Le tegole di calcestruzzo pressato avranno il peso di 4-5 kg. ciascuna, i bordi laterali sagomati per una
precisa unione con le attigue, verranno poste in circa 10 pezzi al mq. ed avranno nel senso della falda
un sormonto di almeno 8 cm. ; esse avranno caratteristiche fisiche meccaniche, quali resistenza alla
flessione ed all'urto, impermeabilità e gelività, di grado non inferiore a quelle in laterizio. La
misurazione del manto per tetti a falde verrà effettuata sulla superficie effettiva della copertura. Sono
escluse dalla misurazione le grondaie interne al cornicione in lamierino d'acciaio o in plastica, non
vengono defalcate le superfici dei fori per camini, lucernari o simili.
Se si dovrà impermeabilizzare una terrazza praticabile si poseranno due guaine incrociate a base di
bitume ed elastomeri armate con un "non tessuto" in poliestere, del peso totale di circa 7 kg/mq.
completato con una pavimentazione "sistema isolsostegno" costituita da quadrotti in cemento vibrato
posati a secco su supporti speciali in plastica.
Sono compresi gli oneri per l'eventuale impermeabilizzazione, con lo stesso procedimento dei canali di
gronda, di compluvi e displuvi, ricavati direttamente nella copertura e nel manto.
E' compreso l'onere di un risvolto, fino ad un'altezza di cm.20, contro superfici verticali attigue alla
copertura, esso sarà eseguito con le stesse modalità del restante manto impermeabilizzante piano,
salvo una rete leggera a maglie fitte che verrà posta nel rivestimento in calcestruzzo; fino a 20 cm., su
tutte le superfici verticali attigue a tetti piani, siano esse in calcestruzzo od in muratura di laterizio, sarà
realizzata una rientranza in modo che venga completamente protetta la testa del risvolto. La giunzione
fra i quadroni di rivestimento dell'impermeabilizzazione di risvolto e le superfici verticali verrà protetta
con scossalina in lamierino da 6/10 mm. di acciaio inossidabile, zincata, o preverniciata, secondo
quanto espressamente disposto dalla Direzione Lavori.
L'onere per l'esecuzione di una rientranza uguale a quella menzionata, su ogni superficie verticale
d'interruzione del manto, è compresa nel prezzo di qualsiasi tipo di copertura, anche obliqua, in tal
caso l'altezza della rientranza verrà ricoperta con il risvolto delle scossaline o delle converse in
lamierino.
Per le superfici piane la misurazione dell'impermeabilizzazione avverrà sulla loro proiezione
orizzontale, considerando i cornicioni e gli aggetti, anche se in essi saranno ricavati canali di gronda
impermeabilizzanti, non verranno detratte le superfici di camini, lucernari, muretti e simili.
In alcuni casi, se ordinato dalla Direzione Lavori, si dovranno sostituire gli imbocchi dei pluviali con
bocchettoni diametro 10 cm. in p.v.c., piombo o simile.
In tettoie o coperture piane, aventi la camera d'aria, dovranno essere fissati, se mancanti, degli sfiati
per esalazione.
33
I prezzi riportati sono relativi sia ad interventi da eseguire "ex novo" che a riparazioni o ripristini totali o
parziali.
I prezzi sono comprensivi, se non diversamente riportato nei singoli prezzi unitari, delle armature,
ponteggi di servizio e di protezione nonchè della posa di teli, graticciati, verso la pubblica via,
l'abbassamento del materiale di scarto, escluso il solo carico e trasporto alle pubbliche discariche del
materiale di risulta.
ART. 43 - OPERE DI COMPLETAMENTO DELLE COPERTURE
Le opere di completamento delle coperture per la formazione di compluvi, abbaini, scossaline ed
elementi per lo scolo e l'allontanamento delle acque, secondo quanto indicato dalla Direzione Lavori,
saranno in rame, in lamiera di acciaio da 6/10 di mm. zincata di acciaio inossidabile austenitico
(UNIx80N910, AISI 304) da 6/10 di mm.
Per le grondaie realizzate direttamente nei solai di copertura, con soprastante impermeabilizzazione, i
bocchettoni d'innesto nei pluviali discendenti saranno realizzati in braghe di piombo dello spessore di
30/10 mm, o dello stesso materiale costituente i tubi pluviali.
Salvo la necessità di adattarsi ad opere preesistenti lo sviluppo minimo delle grondaie sarà di ml. 0,50
ed i pluviali, che verranno posti almeno uno ogni mq. 50, avranno sezione quadra o circolare mai
inferiore a cmq. 75/80.
Le grondaie avranno almeno ogni 8 metri lineari un giunto di dilatazione a doppio riccio, ovvero
un'interruzione con doppia testata e prolungamento di un elemento per appoggio di quello contiguo.
Le grondaie avranno un'inclinazione minima di 1% verso l'imbocco del pluviale; quelle aggettanti dal
cornicione saranno fissate allo stesso con cicogne interne od esterne poste alla distanza massima di
ml.0,60/0,80 in acciaio inossidabile o con pezzi di acciaio zincati o rivestiti in P.V.C.; le grondaie in
lamiera poste all'interno del cornicione, poggeranno perfettamente per tutta la loro lunghezza ed il
risvolto della grondaia sarà fissato ogni 60 cm. al bordo del cornicione con viti su tasselli di legno od a
espansione passanti in fori ovalizzati e ricoperti con cappuccio in piombo fissato in stagno in modo da
permettere, senza danno, movimenti orizzontali dovuti alle escursioni termiche.
I pluviali avranno gli elementi con una sovrapposizione minima di cm. 5 fra loro e quelli esterni
saranno fissati al muro con collari dello stesso materiale, posti alla distanza di ml. 1,50. I pluviali
esterni avranno i terminali, per l'altezza di ml. 1,50, in ghisa od in lamierino, simile a quello dei pluviali
ma da 15/10 di mm.
La misurazione di grondaie avverrà lungo lo sviluppo del perimetro esterno rilevato in proiezione
orizzontale e la misurazione dei pluviali a metrolineare lungo l'asse degli stessi; la misurazione di
scossaline, "mantovane", compluvi, collarini e simili avverrà misurando lo sviluppo in proiezione
orizzontale con esclusione di ricci, piegature, giunti di dilatazione, sovrapposizioni fra i vari elementi,
risvolti.
Gli elementi in lamiera per la formazione di compluvi, di scossaline, di risvolti, di collari e per la
protezione di superfici quali teste di murature, ecc. saranno applicati con viti ad espansione; la foratura
sarà ovale in modo da permettere i movimenti dovuti all'escursione termica, il foro e la testa della vite
saranno coperti da cappuccio in piombo fissato con stagno.
Per gli stessi motivi, le lamiere saranno agraffate a riccio almeno ogni 6 metri lineari di lunghezza,
salvo distanze minori costruttivamente necessarie anche per le dimensioni minime dei rotoli di lamiera.
Le lamiere in acciaio inossidabile o rame saranno naturali, l'eventuale coloritura di quelle in acciaio
inossidabile avverrà per riscaldamento o per bagno a caldo in nitrati.
Gli abbaini saranno realizzati come richiesto dalla Direzione Lavori in lamiera d'acciaio inossidabile o in
lamiera d'acciaio zincata, preverniciata, od in lamiera di rame dello spessore minimo di 10/10 di mm.;
saranno completi di vetro retinato da infilare o da fissare a stucco, avranno risvolti sagomati in modo
tale da adattarsi sui fianchi all'andamento di una tegola da sormontare e sottopassare rispettivamente
a valle ed a monte il manto di copertura per almeno 15 cm.; l'anta apribile avrà una luce libera di
almeno cm. 50 x 50, potrà essere fissata in posizione d'apertura o chiusura con apposita asticciola a
perno fisso.
Gli abbaini in metallo saranno compensati cadauno comprendendo il vetro.
Tutte le teste dei muretti del fabbricato non ricadenti sotto la copertura verranno, se non disposto
diversamente dalla Direzione Lavori, protette con copertina in lamiera da 8/10 di mm. di rame, di
acciaio inossidabile o di acciaio zincato o preverniciato, secondo le indicazioni della Direzione Lavori.
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Per sostituzione di piccoli tratti di grondaie in lamiera le giunzioni verranno fatte con sovrapposizioni di
almeno 15 cm. con doppia chiodatura con rivetti di rame. Anche nella sostituzione di tutti i canali di
gronda, i giunti dovranno essere rivettati con borchie di rame ribattute e saldate a stagno.
Nel caso di ripristini parziali, le grondaie ed i pluviali avranno sviluppi, sezioni e disegno uguali a quelli
delle parti esistenti ed il prezzo è comprensivo della loro rimozione, ricollocamento in opera. In
particolare, sono a carico dell'appaltatore tutti i lavori necessari per lo smontaggio e loro riduzione a
perfetto stato di servizio e cioè raddrizzamento, rilevamento delle ammaccature e la riduzione alla
forma primitiva, l'otturazione dei fori, la saldatura a stagno delle connessure, la coloritura con uno
strato di fissativo e due di smalto e tutte le lavorazioni occorrenti per rimetterli a posto, compresa la
rimozione ed il ricollocamento delle tegole di gronda per una larghezza di mt. 1,00 e per la lunghezza
uguale a quella dei canali rimossi.
Le converse, sempre in lamiera dello spessore di 6/10 di mm. avranno forme e dimensioni che
saranno indicate dalla D.L. e nel prezzo a mq. vuoto/pieno saranno comprese le saldature a stagno
necessarie, il ripiegamento dei bordi, le sigillature in malta di cemento, la rimozione ed il ripristino delle
parti di tetto che si dovessero rendere necessarie.
I prezzi riportati sono relativi sia ad opere eseguite ex novo che a sostituzioni, ripristini totali o parziali.
Tutti i prezzi sono comprensivi delle armature, ponteggi di servizio ovvero di protezioni nonchè
dell'eventuale noleggio di piattaforma aerea per il loro montaggio ed eseguire le lavorazioni e di
qualsiasi altra attrezzatura mobile o fissa necessaria per eseguire le opere.
ART. 44 - IMPIANTI TECNOLOGICI ED OPERE MURARIE PERTINENTI
44.01 - Descrizioni e caratteristiche generali, dimensionamento di condutture e tubazioni.
Tutti i materiali e le apparecchiature componenti l'impianto dovranno essere conformi alle varie
prescrizioni nel seguito indicate.
La Stazione Appaltante si riserva la facoltà di prelevare sui materiali provvigionati in cantiere campioni
da sottoporre a spese dell’Appaltatore, a prove e controlli da eseguirsi in laboratori ufficiali, nel numero
che la Stazione Appaltante stessa riterrà necessario per accertare che le caratteristiche dei materiali
rispondano a quelle prescritte.
L’Appaltatore si impegna ad allontanare immediatamente dal cantiere i materiali (anche se già posti in
opera) che, a seguito degli accertamenti suddetti, siano riscontrati non conformi alle prescrizioni.
Dovranno essere rispettate le norme tecniche di esecuzione delle tubazioni di cui al decreto del
Ministero dei LL.PP. 12.12.1985.
Tubazioni e raccordi.
La posa in opera delle tubazioni dovrà essere fatta a perfetta regola d'arte evitando qualsiasi
trasmissione di rumore e vibrazioni alle strutture.
Le tubazioni incassate nei muri dovranno essere libere di eseguire le dilatazioni termiche, non
dovranno essere bloccate, dovranno essere rispettate le pendenze per avere il naturale sfogo d'aria
verso l'alto e lo scarico dell'acqua verso il basso.
Gli attraversamenti di muri o solai dovranno avvenire con bussole murate, almeno per i diametri più
grandi.
Gli sfoghi d'aria devono essere naturali con reti di raccolta.
Quando l'aria viene raccolta in vasi raccoglitori si devono installare valvole di sfogo automatico, dotate
di raccoglitore di impurità e valvola di intercettazione.
Gli attacchi devono essere collegati alla rete di scarico.
Le valvole di sfogo devono essere facilmente accessibili e gli scarichi controllabili.
I sostegni delle tubazioni saranno in acciaio del tipo a collare e/o del tipo a mensola con staffe di
sostegno.
I sostegni dovranno essere tali da poter isolare termicamente le tubazioni in corrispondenza degli
staffaggi.
I punti fissi dovranno essere ancorati adeguatamente alle strutture su approvazione della D.L..
Le curve saranno di tipo stampato in acciaio per i diametri superiori al 1" 1/4, per diametri inferiori sono
ammesse le curve piegate a freddo.
Non sono ammesse le curve a pizziconi.
Le tubazioni dovranno essere spazzolate esternamente con cura prima della verniciatura antiruggine.
Le scorie interne dovranno essere eliminate prima del montaggio.
Alla fine del montaggio le reti dovranno essere pulite con soffiaggi o con lavaggio provvedendo ad
opportuni scarichi nei punti bassi.
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Tutte le tubazioni dovranno essere scaricabili nei punti più bassi e gli scarichi dovranno essere separati
e portati ad imbuti di raccolta collegati alla fognatura.
Tubazioni in acciaio zincato.
Tutte le tubazioni per la distribuzione dell'acqua calda e fredda dovranno essere del tipo senza
saldatura.
I tubi, saldati a qualunque tipo appartengano, debbono essere provati alla prova di pressione stabilita
dalle norme UNI.
L’Appaltatore dovrà dichiarare per scritto alla Stazione Appaltante, il nome del produttore dei tubi forniti
in cantiere.
Tale dichiarazione ha lo scopo di consentire alla Stazione Appaltante di accertare, con il nome del
produttore sia il procedimento di saldatura seguito sulle tubazioni, sia se lo stabilimento di origine è
provvisto di pressa idraulica atta alla prova sistematica dell'intera produzione.
La zincatura dei tubi sarà eseguita a caldo, e dovrà avere le caratteristiche descritte nella norma UNI
5745, e rispondere alle norme di accettazione indicate nelle tabelle stesse,
Le grandezze dimensionali di ciascun raccordo dovranno rispondere a quelle indicate nelle tabelle
corrispondente al raccordo stesso designato secondo la numerazione convenzionale internazionale
oppure secondo la diversa numerazione definita dalle norme UNI 5192 e UNI 5212.
I raccordi dovranno essere sottoposti nello stabilimento di fabbricazione, a pressione di prova di 40
kg/cmq. (se il diametro nominale è compreso fra 1/8" e 3/4") ed alla pressione di 25 kg/cmq. se di
diametro nominale uguale o superiore a 1".
Le giunzioni devono essere eseguite mediante filettature, guarnizione di canapa e pasta, o nastro
tetrafluoroetilene o anche mediante saldatura autogena.
Tubazioni in ghisa.
Saranno del tipo centrifugato con giunto a bicchiere protette con catramatura a caldo ed in tronchi di
lunghezza non superiore a mt. 3,00.
La congiunzione avverrà per mezzo di calafataggio nel bicchiere, di corda di canapa catramata a
piombo; in tutti i punti di diramazione, curvatura, ecc. e per qualsiasi altra necessità saranno impiegati
esclusivamente pezzi speciali dello stesso materiale e tipo.
Gli imbocchi delle derivazioni in tubo in piombo saranno muniti di virole in rame di adeguato spessore.
Le reti saranno ispezionabili ed accessibili in ogni loro parte; saranno perciò disposti ove necessario
appositi raccordi con tappo di ispezione, da alloggiare eventualmente in appositi nicchie, vani o
pozzetti.
Tubi e lastre in piombo.
I tubi in piombo saranno fabbricati con materiale puro di prima fusione ed avranno i diametri minimi
indicati dalla D.L.; le lastre avranno spessore minimo di mm. 2 ed avranno dimensioni e sagoma da
concordare con la D.L..
La Stazione Appaltante potrà richiedere che la fornitura in cantiere di tubi in piombo sia accompagnata
da garanzia scritta del produttore, in merito al titolo di piombo con la precisazione della qualità secondo
la classifica riportata nella tabella UNI 3165; eventuali analisi delle impurità presenti saranno compiute
con metodi esposti nelle norme UNI 3495 e UNI 3509.
Non sono ammesse tubazioni fabbricate con leghe di piombo.
Le giunzioni devono essere eseguite mediante saldatura ad oliva con lega di stagno e piombo (35% di
Sn, 65% Pb).
A lavorazione ultimata tutte le tubazioni saranno protette con verniciatura bituminosa di buona qualità e
fasciatura con carta o cartone ondulato; si dovrà anche disporre la loro ricopertura con muratura
idonea alla protezione contro urti o danni meccanici.
Tubi in P.V.C.
I tubi in cloruro di polivinile (p.v.c.) dovranno corrispondere a quanto stabilito nelle norme UNI 5443.
La Stazione Appaltante potrà chiedere che i tubi in p.v.c. siano accompagnati dalla garanzia del
produttore, con la precisazione della qualità secondo la norma UNI 5444; potrà inoltre richiedere il
controllo, a spese dell’Appaltatore della rispondenza circa le caratteristiche chimiche e fisiche.
Per tutti i tubi di tipo filettabile, serie gas, i raccordi saranno sempre in p.v.c. non plastificato, stampato
ad iniezione.
Gli staffaggi o gli appoggi dovranno essere disposti a distanza tale da escludere la deformazione dei
tronchi di tubazione e saranno eseguiti con tutti gli accorgimenti di cui ai paragrafi precedenti.
Le giunzioni se filettabili devono essere eseguite con filettature passo gas, guarnizioni a nastro di
tetrafluoroetilene, se non filettabili mediante giunti a bicchiere con idoneo collante.
Tubi in rame.
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I tubi in rame di qualità CU/DHP UNI 549 parte 1°, saranno della serie "A" UNI 6507 oppure "B" UNI
6507, secondo lo spessore richiesto.
Sia la qualità del rame, come le dimensioni e gli spessori saranno rigorosamente conformi alle citate
norme UNI.
Le giunzioni devono essere eseguite con saldatura capillare con giunto ad oliva e a sede conica.
Rivestimenti isolanti - verniciature anticorrosive.
I rivestimenti isolanti verranno impiegati per:
- impedire la condensazione di vapore d'acqua dell'aria su tubazioni ed apparecchiature percorse da
acqua fredda;
- ridurre le dispersioni di calore nelle tubazioni ed apparecchiature percorse da acqua calda.
I rivestimenti isolanti, applicati per impedire la condensazione del vapore acqueo, saranno costituiti da:
- lana di roccia, in materassini aventi spessore non inferiore a cm. 2 trapuntata su cartone catramato;
- sughero in lastre o coppelle, aventi spessore non inferiore a mm. 5 e densità non superiore a 25
kg/mc.;
Per ridurre le dispersioni di calore verranno usate:
- lana di roccia o vetro, in materassini aventi spessore non inferiore a cm. 3 trapuntata su cartone
ondulato;
- sughero, in lastra o coppelle, aventi spessore non inferiore a cm. 2;
- guaina in resina spugnosa a celle chiuse.
Tutti i rivestimenti isolanti dovranno essere continui cioè senza interruzioni in corrispondenza degli
appoggi, passaggi attraverso i muri e solette ecc..
Tutte le tubazioni e gli staffaggi dovranno essere isolate dall'ambiente esterno e tra di loro mediante
idonee verniciature anticorrosione che potranno essere costituite da:
- applicazione a caldo/freddo di speciali vernici bituminose;
- applicazione di vernice anticorrosione a base di resine sintetiche;
I rivestimenti di qualsiasi natura, devono essere accuratamente applicati alle tubazioni, previa pulizia, e
debbono presentare assolutamente soluzioni di continuità.
All'atto dell'applicazione dei mezzi di protezione occorre evitare che in essi siano contenute sostanze
suscettibili di attaccare sia direttamente che indirettamente il metallo sottostante attraverso eventuale
loro trasformazione.
Valvole.
Con l'espressione generica di valvole qui adottata, si deve intendere tanto le valvole per la
distribuzione del gas, quanto le valvole di ogni tipo per altri impianti.
Le valvole potranno essere in ghisa e bronzo o solo in bronzo.
Dovranno essere adatte all'uso per temperature da + 5° a + 95°.
Sulla rete di distribuzione del gas le valvole saranno del tipo a sfera con corpo in ghisa flangiata, sfera
in acciaio inox o bronzo cromato, con guarnizioni di tenuta nel materiale plastico più idoneo, adatte a
pressione di esercizio minimo PN 10.
Le valvole in ghisa saranno a flangie, del tipo a corpo piatto, serie PN 6, munite di robusto premistoppa
e guarnizione adatta per evitare lo sgocciolamento.
Per i grandi diametri, dove richiesta la perfetta tenuta saranno usate esclusivamente valvole a flusso
avviato PN 16 con tappo in ghisa flangiato e organi di tenuta acciaio inox .
L'impiego delle valvole a flangie è previsto per i diametri superiori a 2" e, su tutta la rete dei collettori,
anche per i diametri minori.
Per l'esclusione delle diramazioni o delle colonne montanti si impiegheranno valvole a sfera serie PN
10.
Per gli scarichi d'aria ed acqua si adotteranno rubinetti a maschio conico con premistoppa, completi di
chiavi di manovra ovvero valvole a sfera.
Per gli scarichi automatici si prevedono valvole a galleggiante, complete di intercettazione e filtro
raccoglitore di impurità.
Le valvole dovranno essere dotate di targhette indicatrici delle caratteristiche.
Per le prove di collaudo si fa riferimento alle norme rispettivamente UNI 6884 e UNI 7125.
In linea generale le condutture degli impianti tecnologici saranno realizzate con i seguenti materiali:
- discendenti per scarichi acque lorde, loro diramazione e pezzi speciali: polipropilene autoestinguente,
acciaio, cloruro di polivinile, in p.e.h. (polietilene duro ad alta pressione).
- collegamenti fra apparecchi e colonne discendenti, ivi comprese eventuali braghe: in piombo, in
p.e.h. (polietilene duro ad alta pressione) , o in polipropilene.
- rete dell'acqua fredda e calda per usi sanitari in acciaio Mannesmann zincato con pezzi speciali
zincati in ghisa UNI 5745 - 5192 - 5112.
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- rete per il passaggio di cavi elettrici o telefonici, compresi i pezzi speciali e le scatole di derivazione: in
materiale termoplastico a base di cloruro di polivinile (P.V.C.) e in acciaio (tubo tipo Elios).
- rete di ventilazione per gli apparecchi igienico-sanitari, compresi eventuali esalatori in prosecuzione
delle colonne di scarico: in cloruro di polivinile (P.V.C.), in p.e.h. polipropilene con elementi di
raccordo agli apparecchi in piombo.
- calcestruzzo da fumo in blocchi con intercapedine, di laterizio, di calcestruzzo vibrato, con malte ed
inerti refrattari, o con inerti espansi, ovvero in fibrocemento.
- condotte di gas in acciaio Mannesmann zincato o no secondo le norme e le prescrizione della
Società erogatrice locale.
- tubazioni orizzontali interrate per l'allacciamento dei discendenti per scarichi al collettore di fogna ed
ai bacini di chiarificazione e raccolta: in calcestruzzo vibrato e pressato, in cloruro di polivinile (P.V.C.),
in acciaio, in p.e.h. (polietilene duro ad alta pressione), polipropilene.
- tubazioni per il collegamento delle reti interne elettriche, telefoniche, alle reti urbane , ecc.: in acciaio
zincato, in calcestruzzo vibrato e pressato, in cloruro di polivinile (P.V.C.).
Le reti e gli impianti verranno eseguiti nel rispetto delle vigenti legislazioni, normativa nazionale
(compresa quella emanata dall'U.N.I.), normativa e regolamentazione locale.
Gli impianti, o le parti di impianto, saranno realizzati anche secondo le modalità impartite dagli
eventuali Enti distributori o comunque interessati, per cui sarà cura dell'appaltatore prenderne nota a
suo rischio prima della presentazione dell'offerta.
L'appaltatore quindi non potrà accampare pretesti di sorta in conseguenza dell'inosservanza di quanto
indicato ed i successivi necessari adattamenti.
La misurazione di tutte le tubazioni avverrà lungo gli assi, a partire dalle sezioni di testata; nel caso di
tubazioni concorrenti si considererà il punto di incrocio degli assi; nessun compenso e/o coefficiente di
maggiorazione verrà applicato per i pezzi speciali e per le necessarie ed idonee saracinesche il cui
onere è compreso nel prezzo delle relative tubazioni, nel caso di sostituzione completa d'impianto o
rifacimento "ex-novo" almeno di un alloggio, un vano scala, un locale bagno o cucina. Nel caso di
sostituzione di singoli tratti, i pezzi speciali, le saracinesche, le valvole saranno compensati a parte,
mantenendo per esse sempre le stesse caratteristiche; sono invece compresi nel prezzo gli oneri per il
collegamento ai monconi esistenti , in qualsiasi modo sia necessario eseguirle, con saldature, con
manicotti filettati, con flange saldate alle tubazioni.
Le saracinesche saranno con sede in bronzo e meccanismo in acciaio inossidabile, le valvole per
l'impianto di gas saranno con chiusura a sfera a perfetta tenuta, rese tali da guarnizione in materiale
plastico ad alta resistenza all'usura. I prezzi successivamente riportati comprendono l'onere per
l'approntamento delle tubazioni, per il fissaggio delle apparecchiature, sia per posa "ex-novo" su
tubazioni preesistenti, quanto per posa in sostituzione di apparecchi e parti preesistenti.
Salvo quanto escluso esplicitamente da Leggi, Norme e Regolamenti nazionali e locali, tutte le
tubazioni di adduzione e scarico delle reti interne dell'edificio saranno sotto traccia a parete, esclusi i
tratti strettamente indispensabili precisati dalla Direzione Lavori, che saranno a pavimento o esterni.
Sono pertanto compresi gli oneri per la formazione di scavi, di tracce e di fori in qualsiasi materiale,
anche su superfici già finite, da eseguire nell'ambito del fabbricato, mentre sono esclusi gli scavi in
terra all'esterno di esso; sono comprese le adeguate armature di rinforzo in acciaio nei calcestruzzi
cementizi armati, in corrispondenza a nicchie o fori da eseguire in fase di getto. I fori e le tracce
verranno realizzati nelle parti in calcestruzzo cementizio, senza intaccare il nucleo delle strutture; ove
possibile, tracce e fori saranno realizzati durante l'esecuzione di getti.
Nel caso di sostituzione di singoli tratti di reti, essi saranno posti internamente od esternamente alle
murature come le reti già esistenti.
Prima della posa e dopo un'accurata pulizia verrà verificata la costanza della sezione interna dei
singoli elementi di tubazione.
Per tutte le tubazioni in traccia, isolate e no, sono compresi gli oneri di un primo fissaggio per punti in
malta di cemento e dopo l'esecuzione delle prove di tenuta e di dilatazione, della chiusura di tracce e
fori con rincocciatura con elementi di cotto in malta di cemento, dei ripristini di intonaci, pavimenti e
rivestimenti e dei rinterri.
Le tubazioni saranno collocate secondo gli assi ed i profili stabiliti, dovranno essere evitati bruschi
risvolti, giunti e cambiamenti di sezione; dovranno risultare facilmente ispezionabili soprattutto in
corrispondenza di giunti e sifoni, ponendo in corrispondenza se richiesto dalla Direzione Lavori, pezzi
speciali con ispezione apribile.
Le condutture saranno formate con tubi della maggiore lunghezza possibile, così da ridurre al minimo il
numero delle giunzioni, se necessario verranno posti giunti di dilatazione ed il loro posizionamento
38
avverrà a regola d'arte, facilmente ispezionabili, se a muro, con portella d'acciaio, se a pavimento con
chiusino in ghisa.
Nel caso di tubazioni in pressione con raccordi non saldati, questi saranno a manicotto o a bicchiere
del tipo brevettato con anelli di tenuta; in detti sistemi, fra la tubazione innestata nel bicchiere ed il
fondo di esso o fra le testate di due tubazioni giuntate a manicotto, verrà tenuto sempre uno spazio
sufficiente per le dilatazioni; nel caso di tubazioni verticali nel posizionameto dei collarini, si terrà pure
conto di questo distanziamento.
I diametri e le sezioni interne dei tubi realizzati con gli svariati materiali si ritengono indicative ed è
ammessa nelle misure la tolleranza, in modo da impiegare il diametro più prossimo in eccesso dei tubi
di effettiva produzione.
Nel caso di sostituzione di singoli tratti di rete esistente, la scelta dei materiali, il dimensionamento, le
modalità e particolarità d'esecuzione, saranno tali, di modo che il tratto sostituito mantenga immutate le
caratteristiche della rete in cui opera.
Al fine dei conteggi vanno considerati i seguenti pesi:
kg./ml.
- diametro interno 3/8"
O,912
- "
" 1/2"
" "
1,294
- "
" 3/4"
" "
1,674
- "
" 1"
" "
2,566
- "
" 1"[1/4]
" "
3,303
- "
" 1"[1/2]
" "
3,802
- "
" 2"
" "
5,359
- "
" 2"[1/2]
" "
6,869
- "
" 3"
" "
8,919
Le tubazioni interrate dovranno correre ad una profondità di almeno 0,80 ml. sotto i piani di campagna
o comunque sotto il piano di definitiva sistemazione dell'area, esse verranno poste, in mancanza di
precise indicazioni, secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori, su letto di calcestruzzo cementizio
dosato a ql. 1,50 di cemento, di spessore adeguato al diametro della tubazione e comunque mai
inferiore a cm. 10 e saranno rinfiancate pure in calcestruzzo; secondo le disposizioni della Direzione
Lavori, potranno essere poste su letto di sabbia vagliata e immerse pure in sabbia per tutto il loro
spessore; l'Azienda dovrà provvedere ad ottenere le autorizzazioni delle competenti autorità per il
passaggio su pubblici terreni, nonchè per gli allacciamenti alle reti urbane esistenti; i danni verranno
sempre ripristinati a spese dell'appaltatore stesso.
Nel caso di tubazioni in pressione con raccordi non saldati questi saranno a manicotto od a bicchiere di
tipo brevettato con anelli di tenuta; in detti sistemi fra la tubazione innestata nel bicchiere ed il fondo di
esso o fra le testate di due tubazioni giuntate a manicotto verrà tenuto sempre uno spazio sufficiente
per le dilatazioni; nel caso di tubazioni verticali nel posizionamento dei collarini si terrà conto di questo
distanziamento.
Saranno impiegate tubazioni in materiale plastico solamente con il marchio italiano di qualità e con
l'approvazione dell'I.C.I.T.E. o, per prodotti stranieri, con attestazioni di Istituti corrispondenti. I tipi di
tubi saranno idonei alla loro destinazione e di essi verranno fornite le caratteristiche e le modalità di
posa dalla ditta produttrice. Solamente nel caso siano facilmente possibili i movimenti assiali per
dilatazione termica di tutta la tubazione e ciò avvenga senza pregiudizi, potranno adottarsi secondo
l'impiego, giunzioni a bicchiere e manicotto stretti di diametro appena sufficiente per l'innesto sigillate
con adesivi speciali indicati dalle ditte produttrici. Nel caso in cui i movimenti per dilatazioni termiche
siano difficili, verranno adottate tubazioni con bicchiere e manicotti con giunti a tenuta muniti di anelli in
gomma; in tal caso le tubazioni rimarranno staccate di circa 1 cm., in testa in modo da poter assorbire i
movimenti.
Qualsiasi tipo di tubazione dovrà innestarsi in tubazioni di materiale plastico solamente tramite un
manicotto in tubo di piombo che dovrà proseguire per almeno 10 diametri in quello di materiale
plastico, nel caso i tubi fossero di diametro diverso verranno adottate apposite riduzioni. Il tubo di
piombo verrà inserito a caldo. La modesta curvatura dei tubi in materiale plastico, ove consentita per
scritto dalla Direzione Lavori, avverrà con leggero riscaldamento e previo riempimento dei pezzi con
sabbia.
Anche le tubazioni in p.v.c. interrate, anzichè semplicemente rinfiancate, potranno essere
completamente immerse in calcestruzzo classe 325 dosato a 1,5 q.li per metro cubo di inerte
miscelato e lo spessore minimo del getto non sarà mai inferiore ai 10 cm. ed a un terzo del diametro
del tubo.
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I diametri e le sezioni interne dei tubi realizzati con svariati materiali, si ritengono indicative ed è
ammessa nelle misure la tolleranza, in modo da impiegare il diametro più prossimo in eccesso dei tubi
di effettiva produzione.
Nel caso di sostituzione di singoli tratti di rete esistente, la scelta dei materiali, il dimensionamento, le
modalità e particolarità d'esecuzione saranno tali che il tratto sostituito mantenga immutate le
caratteristiche della rete in cui si opera.
Per tubazioni con diametro intermedio fra quelli indicati si adotterà il prezzo ottenuto per estrapolazione
aritmetica.
44.02 - Protezione delle tubazioni.
In relazione al tipo verranno eseguiti diversi tipi di protezione, in particolare:
- tubazioni di acciaio interrate: rivestite con miscela bituminosa protetta da doppia fasciatura elicoidale
di juta, impregnata a caldo con la stessa miscela bituminosa.
- tubazioni di acciaio in cunicolo verticale ed orizzontale: preparazione della superficie con fosfatazione
per le tubazioni zincate, accurata pulizia per le tubazioni non zincate con spazzolatura e sabbiatura
meccanica, sgrassatura, sverniciatura nel caso di tubazioni di recupero fornite dall'Azienda con due
mani di prodotto anticorrosivo al cromato di zinco o di piombo, a secondo se trattasi di tubazioni
zincate o nere, finitura con due mani di pittura oleosintetica.
- tubazioni in vista di acciaio: trattate con due mani di pittura oleosintetica previa sgrassatura; per le
tubazioni zincate pulizia e trattamento con due mani di cromato di zinco e per le tubazioni nere
sgrassatura, pulizia con sabbiatura, o spazzolatura meccanica e trattamento con due mani di cromato
di piombo.
- tubazioni od altri manufatti in piombo da collocare a contatto con conglomerato o malta cementizia:
avvolti in carta o, se specificatamente richiesto dalla Direzione Lavori, protetti con mastice a base di
bitumi ossidati di idonee caratteristiche di adesività, punto di rammollimento e peso specifico.
- tubazioni ed altri manufatti di piombo lasciati a vista: pulizia da materie estranee, trattati con una
mano di minio di piombo e due mani definitive di vernice oleosintetica.
- tubazioni di acciaio per acqua calda e fredda: incassate rivestite con isolante in lana di roccia vetro o
specifico isolamento, in modo da eliminare dispersione di calore e trasudazioni dovute a condensa
lungo le tubazioni.
44.03 - Posa delle tubazioni - giunzioni e lavorazione.
Le tubazioni da porre entro cunicoli orizzontali percorribili od apribili a tratti, saranno poste su mensole
di sezione adeguata in acciaio, protette come le tubazioni d'acciaio; le tubazioni esterne ed interne al
fabbricato e poste entro passaggi verticali, saranno fissate alla muratura con collarini divisi in due parti,
con la semicirconferenza esterna fissata a vite, secondo il tipo di tubo i collarini, di sufficiente
resistenza, saranno posti alle seguenti distanze: per tubazioni in fibrocemento ogni metro lineare e
comunque sotto ogni bicchiere; per tubazioni in acciaio ogni 2,00 ml ; per tubazioni in piombo ogni 0,60
ml.
Tutte le tubazioni di due corpi di fabbrica separati da un giunto potranno unirsi solamente al piano
terreno in corrispondenza alla tubazione principale orizzontale, con innesto sagomato opportunamente,
in modo da permettere l'assorbimento di eventuali cedimenti differenziali.
I tubi di piombo saranno curvati solamente dopo il loro riempimento con sabbia o con tubo sfilabile di
gomma, neoprene o simili, sufficientemente rigido in modo da mantenere costante il diametro durante
la piegatura; le saldature saranno eseguite a stagno.
L'impiego di tubi di piombo è limitato alle tubazioni di scarico per collegamenti alle colonne discendenti
e d'aereazione.
I tubi d'acciaio saranno giuntati con manicotti o con altri pezzi speciali in ghisa zincata; in caso di
giunzioni di tubi a tenuta la filettatura sarà a passo gas e la loro tenuta garantita da filo di canapa con
mastici idonei, inalterabili nel tempo; nel caso di condotte interrate potranno essere impiegati anche
giunti a bicchiere; esso sarà realizzato con una prima piattina di piombo calcata a freddo, con corda di
canapa catramata e finitura con seconda piattina di piombo calcata a freddo.
Ove indicato dalla Direzione Lavori, si potrà provvedere a giunzioni di tubi d'acciaio mediante saldatura
elettrica esclusivamente di testa ed unicamente con l'impiego di elettrodi speciali. Le tubazioni in
acciaio zincato non verranno mai piegate, saranno consentite a giudizio della Direzione Lavori
eventuali piegature di raggio superiori a 10 volte il diametro del tubo; negli altri casi verranno impiegati
pezzi speciali. Nel caso in cui, per tubi in acciaio interrati, previo esame delle caratteristiche delle
correnti vaganti da rilevare a cura dell'appaltatore, si renda necessaria, in aggiunta ai rivestimenti
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protettivi descritti, una particolare protezione catodica, essa sarà realizzata, per le parti interessate, da
ditte specializzate con dispositivi ed anodi posti in idonei pozzetti.
44.04 - Reti d'acqua - impianti idrico sanitari.
Qualora necessiti eseguire la chiusura, anche provvisoria, di tubazioni per la successiva posa di
apparecchi, di contatori od il collegamento a parti da revisionare, sostituire o realizzare "ex novo",
verranno impiegati tappi a vite e la tenuta sarà assicurata oltre che dalla filettatura a passo gas anche
da stoppa.
Le tubazioni per acqua potabile saranno abbondantemente lavate con acqua pura e con acqua clorata
nella dovuta concentrazione finchè, nel caso di piccole sostituzioni, la Direzione Lavori riterrà che le
tubazioni siano idonee per il rifornimento degli alloggi.
Le reti d'acqua, oggetto d'intervento limitate anche a singole zone, saranno sottoposte preliminarmente
a prove a freddo, riempiendole d'acqua e provocando, mediante una pompa da applicare nel punto
più depresso dell'impianto, una pressione pari almeno due volte quella d'esercizio.
La pressione di prova verrà mantenuta per almeno dodici ore consecutive.
Nel caso di tubazioni per la condotta d'acqua calda, verrà eseguita una seconda prova, con le stesse
caratteristiche di quella a freddo, con liquido a temperatura pari ad una volta e mezza quella
d'esercizio, per esaminare in particolare il comportamento delle giunzioni. Durante la prova verrà
ispezionata tutta la rete ed ove dovessero manifestarsi difetti per perdite o trasudamenti, le tubazioni
ed i pezzi speciali verranno sostituiti. Le prove dovranno essere ripetute dopo ogni riparazione fino ad
esito positivo. Sono a carico dell'appaltatore tutte le spese per dette riparazioni, compresi eventuali
oneri murari.
Nel caso di rifacimento completo od esecuzione "ex novo" della rete di più alloggi, di ciascuna prova
verrà redatta a cura del personale specializzato, in contraddittorio con la Direzione Lavori o con il
personale d'assistenza in sua rappresentanza, apposito verbale con precise indicazioni circa
l'andamento della pressione la motivazione di brusche cadute della stessa e le riparazioni eseguite; la
Direzione Lavori verrà avvisata per tempo, in modo che possa intervenire o farsi rappresentare durante
l'esecuzione delle prove.
Le prove saranno effettuate completamente a cura e spese dell'appaltatore, anche in mancanza di
allacciamento alla rete dell'acquedotto o di altra fonte definitiva di presa.
Una eventuale autoclave verrà dimensionata in base al numero e tipo delle utenze, in modo da servire
i piani più alti con una pressione residua di almeno 3,00 ml., il compenso per l'autoclave nel caso di
collegamento a rete di acquedotto, comprende la cisterna di attingimento proporzionata alle utenze e
una tubazione dotata di saracinesche che colleghi i contatori direttamente alla rete dell'acquedotto,
dotando il complesso dell'autoclave di "by-pass".
L'impianto di autoclave pescherà esclusivamente nel serbatoio di accumulo, tale da far fronte a
carenze di acqua di 12 ore, ad almeno un metro dal piano campagna; il serbatoio sarà del tipo in
calcestruzzo vibrato, internamente vetrificato, o di altro tipo.
La testa di ciascuna colonna montante dell'impianto idrico sarà munita di polmone anticolpo, unico nel
caso di impianti con distribuzione ad anello superiore.
Ogni alloggio avrà le saracinesche e gli interruttori principali di modo che esso possa venire isolato
completamente, sia dalle reti idriche che da quelle elettriche.
Secondo le indicazioni della Direzione Lavori, verranno posti sulle reti interne dell'alloggio, una o più
saracinesche di sezionamento.
Nella centrale idrica tutti i raccordi verranno effettuati a flangia.
Le saracinesche dell'impianto idrico saranno con sede in bronzo e meccanismo in acciaio inossidabile.
Qualora la rete idrica di alimentazione abbia una pressione eccessiva, questa verrà ridotta prima dei
contatori da opportuni dispositivi di regolazione da inserire a flangia; il riduttore sarà fornito a monte di
raccoglitore di impurità in bronzo a doppia rete con attacco pure a flangia.
44.05 - Impianto di riscaldamento e produzione acqua calda per usi igienico sanitari.
Tutti i materiali dell'impianto devono essere della migliore qualità, ben lavorati e corrispondere al
servizio a cui sono destinati.
All'inizio dei lavori l’Appaltatore, dovrà presentare per l'approvazione e scelta da parte della Stazione
Appaltante un elenco di tutti i materiali ed apparecchiature che nel corso dell'appalto dovranno essere
installati o sostituiti.
Per ciascun tipo di materiale ed apparecchiatura che la Stazione Appaltante indicherà preventivamente
dovranno essere indicati un numero di marchi costruttivi non inferiore a tre e cinque rispettivamente
per i componenti degli impianti idrici-sanitari e degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua
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calda. Qualora la D.L. rifiuti i materiali, ancorchè messi in opera, perchè essa, a suo motivato giudizio,
li ritiene di qualità, lavorazione e funzionamento, non adatti alla perfetta riuscita dell'impianto e quindi
non accettabili, l’Appaltatore, a sua cura e spese, deve sostituirli con altri che soddisfino le condizioni
prescritte.
Modo di esecuzione dei lavori.
Tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le migliori regole d'arte e le prescrizioni della Direzione, in
modo che l'impianto risponda perfettamente a tutte le condizioni stabilite nel Capitolato Speciale
d'appalto.
L'esecuzione dei lavori deve essere coordinata secondo le prescrizioni della D.L. e con le esigenze che
possono sorgere dalla contemporanea esecuzione di tutte le altre opere nell'edificio affidate ad altre
ditte.
L’Appaltatore è pienamente responsabile degli eventuali danni arrecati, per fatto proprio o dei
dipendenti, alle opere dell'edificio.
Ordine dei lavori.
L’Appaltatore ha facoltà di svolgere compatibilmente con le necessità della Stazione Appaltante dei
lavori nei modi che riterrà più opportuni per darli finiti e completati a regola d'arte nel termine
contrattuale.
La Direzione dei Lavori potrà però, a suo insindacabile giudizio, prescrivere un diverso ordine
nell'esecuzione dei lavori senza che per questo l’appaltatore possa chiedere compensi od indennità di
sorta.
Verifiche e prove preliminari dell'impianto.
La verifica e le prove preliminari di cui appresso si devono effettuare nel seguente ordine:
a) verifica preliminare intesa ad accertare che la fornitura del materiale costituente l'impianto,
quantitativamente e qualitativamente corrisponda alle prescrizioni contrattuali;
b) prova idraulica a freddo, se possibile mano a mano che si esegue l'impianto ed in ogni caso ad
impianto ultimato, prima di effettuare le prove di cui alla seguente lettera c).
Si ritiene positivo l'esito della prova quando non si verifichino fughe e deformazioni permanenti;
c) prova preliminare di circolazione, di tenuta e di dilatazione con fluidi scaldanti dopo che sia stata
eseguita la prova di cui alla lettera b).
Per gli impianti ad acqua calda portando a 80°C la temperatura dell'acqua nelle caldaie e
mantenendola per il tempo necessario per l'accurata ispezione di tutto il complesso delle condutture e
dei corpi scaldanti. L'ispezione si deve iniziare quando la rete abbia raggiunto lo stato di regime col
suindicato valore massimo di 80°C.
Si ritiene positivo il risultato della prova, solo quando in tutti indistintamente i corpi scaldanti, l'acqua
arrivi alla temperatura stabilita, quando le dilatazioni non abbiano dato luogo a fughe o deformazioni
permanenti e quando il vaso di espansione contenga a sufficienza tutta la variazione di volume
dell'acqua dell'impianto.
Gli impianti saranno corrispondenti alle norme, comprese norme UNI, regolamenti, disposizioni vigenti
comprese quelle del Comando Provinciale dei VV.FF., dell'Associazione Nazionale Controllo
Combustione e degli altri enti preposti ai controlli, nonchè dalla L.S.10/91 e successivi decreti e
regolamenti.
La temperatura esterna, l'azione del vento, la temperatura dei vani abitati, i ricambi d'aria, saranno
quelli fissati dal Comune in cui si trova l'alloggio interessato e dalla Legge n. 10/91 e relativi decreti e
regolamenti.
E' prevista alla partenza delle tubazioni principali di distribuzione una temperatura di circa 70/75°C. ed
un saldo termico di circa 15°C. per impianti autonomi.
Tutti gli apparecchi saranno serviti di acqua calda a 40°C.; alla mandata la temperatura massima sarà
prevista dalla citata L. 10/91 e regolamentazione relativa.
L'impianto di produzione di acqua calda per uso igienico sanitario, che formerà blocco con la caldaia
del riscaldamento, sarà tale da assumere una produzione di 14 litri/minuto con delta T=25°.
L'impianto di produzione di acqua calda potrà essere costituito da bollitore ad accumulo certificato o
porcellanato o in acciaio inox o con scambio rapido con serpentina in rame.
Solo nel caso di rilevanti interventi di manutenzione conservativa o programmata riguardante interi
quartieri, gli impianti verranno rifatti o modificati secondo i disegni esecutivi ed i calcoli termici
predisposti da un tecnico specializzato iscritto all'Albo, per conto ed a cura dell'Appaltatore.
Gli impianti di riscaldamento saranno essenzialmente costituiti: centrale di produzione acqua calda,
rete di distribuzione, corpi scaldanti, apparecchiature di controllo e regolazione.
Corpi scaldanti.
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I corpi scaldanti potranno essere del tipo a piastra radiante, senza condotti convettori, in elementi di
ghisa a più colonne, a termoconvettori.
Le piastre in lamiera di acciaio speciali da 1,2 mm. saranno realizzate per profondo stampaggio e
saranno collaudate a 6 kg. /cmq., dovranno sopportare una pressione d'esercizio fino a 4 kg/cmq.,
salvo maggiori pressioni richieste dal calcolo o da esigenze particolari.
Le piastre saranno trattate secondo le norme SIN 55900 con sgrassaggio, fosfatazione, verniciatura a
forno e finitura con polveri epossidiche; esse saranno depositate in cantiere in imballo protettivo.
Le piastre saranno fornite di mensole di sostegno per un completo e stabile fissaggio alle murature,
che non dovrà essere affidato in nessun caso alle tubazioni.
Le piastre saranno collegate agli anelli d'alimentazione con apposita valvola in bronzo monotubo a
quattro vie, e saranno sempre dotate di valvola di bronzo.
I corpi scaldanti se in ghisa saranno ad uno o più elementi e dovranno rispondere in merito alle
caratteristiche costruttive ed alle emissioni termiche secondo le norme U.N.I.
I corpi scaldanti del tipo a termoconvettore saranno a conversione naturale ed avranno le seguenti
caratteristiche:
- batteria in tubi di rame con alette in alluminio incrudito completamente liscio e con ampio collare di
calzamento e di stanziamento fissato ai tubi mediante mandrinatura;
- collettore di entrata e di uscita acqua con tre attacchi filettati femmina da 1/2" per possibilità di
installazione universale ed eventuale montaggio di una batteria sovrapposta.
La sovrapposizione verrà peraltro eseguita solo su disposizione scritta della D.L.; tutti i convettori
saranno dotati di valvole di sfogo aria.
Il mobile, completo di schienale, sarà del tipo da ancorare su parete, su apposito sostegno, e sarà in
lamiera ad alta resistenza, coperchio in un solo pezzo, completamente liscio, pannello anteriore
smontabile, irrobustito da bordature fissate al mobile ed agganciate con arresti inferiori, dorso aperto
inferiormente per consentire il montaggio del mobile dopo l'installazione della batteria riscaldante. Lo
stesso sarà dotato di:
- fori per ancoraggio a parete ed apertura a frattura prestabilita laterale, per il passaggio dei tubi.
- griglia di erogazione curva profilata per la guida dell'aria.
- serranda di regolazione su perni di ampia sezione con molla di arresto, in ogni posizione, munita di
una o due maniglie in resina antitermica con posizione a senso di manovra immediatamente visibile e
dovrà essere possibile la chiusura totale fuori stagione.
Le lamiere saranno trattate con procedimento profondo mediante immersione (trattamento con polveri
epossidiche).
La resa termica dovrà essere comprovata da certificati di prova a norme U.N.I.
Tubazioni per i collegamenti e circuiti d'acqua calda.
La rete di distribuzione della centrale fino agli apparecchi utilizzatori sarà realizzata sempre con circuiti
separati per l'impianto di riscaldamento e per l'acqua ad uso igienico-sanitario.
Tutte le tubazioni avranno spessori e sezioni risultanti dal calcolo termoidraulico, salvo il rispetto di
alcuni minimi fissati nel presente Capitolato o nei disegni.
Le tubazioni degli impianti di riscaldamento interne agli alloggi saranno in rame dello spessore minimo
di 10/10 mm.; avranno sezioni adeguate, mai di diametro inferiore a 16 mm.; saranno poste in guaina
termoisolante dello spessore conforme a disposizioni di Legge, ed almeno in guaina spiroidale, di
materiale termoresistente, saranno a pavimento o incassate sottotraccia nelle pareti e murature in
relazione ai lavori da eseguire. All'interno di ogni alloggio le tubazioni saranno suddivise in anelli,
almeno in numero di due con esclusione per gli alloggi da 45 mq., ove potrà venire eseguito un unico
anello; gli anelli saranno bilanciati sotto il profilo termoidraulico, con apposito calcolo e saranno dotati
di valvola per l'esclusione.
La bilanciatura dei circuiti avverrà con disposizioni particolarmente studiate di corpi scaldanti di sezioni
e strozzature; sarà ammesso l'impiego di valvole solo per una limitata correzione.
Le tubazioni d'acqua calda per usi igienico-sanitari interne agli alloggi, saranno in acciaio Mannesmann
zincato, con pezzi speciali in ghisa, isolate con feltro di lana di vetro o guaina di materiale plastico del
tipo a celle chiuse e, dove possibile, incassate nelle murature ed ove indispensabile, sotto i pavimenti.
Le tubazioni risponderanno comunque ai requisiti fissati nell'apposito paragrafo del presente Capitolato
ed alle norme di Legge.
Riscaldamento autonomo.
L'impianto di riscaldamento e produzione di acqua calda per uso igienico-sanitario, verrà realizzato per
ogni singolo alloggio con caldaia funzionante a gas-metano, gasolio, o g.p.l..
Ogni focolare sarà dotato di una canna di camino di sezione e d'isolamento adeguati alle norme in
vigore ed idonea per il regolare funzionamento; la camicia delle canne sarà in cemento-amianto, o
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simile, di sezione quadra o circolare con diametro non inferiore a cm. 12, in conformità ai regolamenti
vigenti salvo maggiori dimensioni risultanti dal calcolo o dall'applicazione di tabelle o normative ufficiali.
La finestra della cucina ove è ubicata la caldaia, sarà munita di una ventola a rotazione naturale,
diametro cm. 20 minimo, oppure verranno praticati due fori, uno in prossimità del soffitto e l'altro del
pavimento, del diametro di cm.13 o 14 e dotati di griglia esterna ed interna; verrà inoltre rispettata
qualsiasi altra norma per l'aereazione dei locali.
Per la rete di carico saranno rispettate tutte le norme e prescrizioni della società erogatrice, le norme
UNI e CIG.
L'impianto di produzione di acqua calda per usi igienico-sanitari sarà tale da assicurare una produzione
oraria minima di 400 litri alla temperatura di 48°C., con acqua entrante nel bollitore a 15°C; il bollitore,
se ad accumulo, avrà una capacità minima di 35 litri e se a produzione rapida di litri 14 al minuto.
La produzione dell'acqua calda per usi igienico-sanitari potrà avvenire anche con scaldacqua elettrico,
a legna, a gas (accumulo o istantaneo) o con bollitore che formerà blocco con la caldaia e sarà
costituito da uno o più elementi in acciaio inossidabile a bagno nell'acqua proveniente dalla caldaia,
oppure in acciaio smaltato anticalcare ed antiacido, oppure in acciaio zincato con protezione anodica e
con dolcificatore separato dalla caldaia ovvero in serpentina di rame. Gli elementi saranno tutti
ispezionabili con tappo e guarnizione a tenuta.
Caldaie
Le caldaie da installare dovranno rispondere alle norme di sicurezza di cui alla Legge 6 dicembre 1971
n. 1083 ed in particolare alle norme UNI-CIG n. 7271 approvate con D.M. 9.11.1988, essere dotate del
certificato di omologazione rilasciato dall'Ente preposto ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. 28 giugno 1977 n.
1052 e risultare sempre adeguate alle norme e prescrizioni di legge, sia nuove che di modifica od
integrazione di quelle esistenti sopracitate che dovessero essere emanate successivamente
all'affidamento dei lavori.
L'impianto avrà inoltre queste altre caratteristiche:
- corpo caldaia in ghisa o in acciaio inox a scelta della D.L.
- bruciatore ad ugelli in acciaio inossidabile.
- su ciascun circuito di mandata una sola elettropompa di circolazione con salvamotore.
- predisposizione di un by-pass per eventuale seconda elettropompa.
- vaso d'espansione chiuso in lamiera d'acciaio con membrana elastica e cuscinetto dei gas inerti
dotato delle necessarie valvole di sicurezza e collaudato.
- valvole di sicurezza.
- dispositivo di sicurezza dello scarico fumi come da Norma UNI-CIG EN 297/1996
- un solo termostato normale per la regolazione della temperatura di acqua ed uno per l'arresto del
flusso del combustibile.
- valvola a tre vie con regolazione automatica.
- termometri a contatto sui circuiti di partenza e ritorno.
- valvola di sicurezza caldaia e valvola di sicurezza bollitore.
- gruppo di riempimento automatico.
- separatori d'aria.
- accensione elettrica e piezoelettrica.
- scarico convogliato della valvola di sicurezza.
- rubinetto a maschio per esclusione di gas con intercettazione automatica, in caso di interruzione di
fiamma.
Tutti i comandi e le valvole elettriche dovranno essere raggruppati.
La centralina termica autonoma potrà, ad insindacabile richiesta dell'Azienda, essere alimentata con
combustibili liquidi o gassosi di natura diversa.
Nel caso di alimentazione con combustibile liquido ogni centralina termica sarà dotata e collegata ad
una cisterna della capacità di litri 2.000, cilindrica, di acciaio dello spessore di mm.5 catramato
esternamente, dotata di passo d'uomo, e predisposta per lo sfiato e per gli attacchi di andata e ritorno
combustibile, collegata al bruciatore con tubo in materiale ad elevata resistenza, dotato di rubinetto
d'intercettazione per l'arresto; Nel caso di alimentazione con gas compresso liquefatto sarà previsto un
apposito alloggiamento esterno protetto e completamente aerato al piano terra ove contenere gli
apparecchi misuratori od un eventuale contenitore che saranno collegati al bruciatore con tubazioni in
acciaio Mannesmann zincato posto esternamente alle murature, complete di valvole di intercettazione
gas poste in arrivo e partenza delle tubazioni.
Gli apparecchi a gas produttori di acqua calda saranno installati solamente in cucine o vani forniti di
apertura tale da permettere un sufficiente cambio d'aria.
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Tutti gli apparecchi muniti di attacco per il tubo di scarico dei fumi dovranno avere un collegamento
diretto con canne fumarie di sicura efficienza ovvero dovranno scaricare i prodotti della combustione
all'esterno.
In particolare:
- lo scaldacqua ad accumulo (volume da lt. 50 fino ad 80 lt.) installato in cucina od altro vano idoneo,
sarà dotato di un condotto di evacuazione dei gas combustibili con scarico all'esterno attraverso
comuni terminali a rosetta.
Lo scaldacqua istantaneo da 10 lt., comporterà lo scarico dei fumi attraverso canne fumarie singole od
in assenza di queste, con idoneo terminale a flusso bilanciato.
Prove a freddo, a caldo e collaudo.
Oltre i collaudi di Legge, verranno eventualmente eseguite da un Tecnico iscritto all'Albo professionale,
il collaudo a freddo e a caldo dell'impianto, in modo simile a quanto previsto in genere per i circuiti
d'acqua e verrà steso regolare verbale delle prove, cui assisterà un rappresentante della Direzione
Lavori. Il Collaudatore sarà nominato dall'Azienda mentre gli oneri rimarranno a carico dell'Appaltatore.
44.06 - Apparecchi igienico-sanitari.
Ogni apparecchio deve essere provvisto:
1) del tubo di collegamento con la conduttura di adduzione, munita di rubinetto d'intercettazione (di
passaggio o d'angolo) con dispositivo di protezione e manovra a volantino allo scopo di isolare dalla
conduttura, ed anche di asportare, il rubinetto (o il dispositivo analogo, o il gruppo) di erogazione
dell'apparecchio, senza turbare, in ogni modo il normale funzionamento degli altri apparecchi. Tanto
detto tubo di collegamento, quanto il rubinetto (o il dispositivo analogo, o i corrispondenti organi del
gruppo devono avere il diametro interno non minore di 1/2 pollice; fatta eccezione del tubo di
collegamento alle cassette dei vasi degli orinatoi il cui diametro interno non deve essere minore di 3/8"
di erogazione.
Il tubo di collegamento, dalla cassetta al corrispondente apparecchio, deve avere invece il diametro
interno non inferiore di pollici 1 e 1/4.
2) del tubo di collegamento con la conduttura di scarico.
Questo tubo di collegamento ed anche lo scarico dell'apparecchio devono avere il diametro interno non
minore di pollici 1 e 1/4.
3) del sifone, di facile ispezione. Fanno eccezione soltanto gli apparecchi situati in uno stesso
ambiente e che non scaricano materie putrescenti, per i quali è ammesso un sifone ogni due o tre
apparecchi.
Le congiunzioni dei tubi di collegamento di cui sopra con l'apparecchio devono eseguirsi, come detto
precedentemente per le condutture, in modo da non dar luogo a perdite di liquido o di gas, tanto con
l'uso quanto con variare della temperatura, ed anche di permettere la separazione, con facilità
l'apparecchio dai tubi stessi.
Tutte le parti metalliche dei tubi in vista, devono essere di ottone o bronzo ed essere inoltre
accuratamente cromate.
Vasi igienici.
I vasi devono essere di porcellana dura (vetro china) bianca ed avere dimensioni di circa cm. 50x36.
Il lavaggio deve effettuarsi a mezzo di cassette di cacciata incassate od esterne, comandate da
pulsante.
Il tubo di collegamento della cassetta con l'apparecchio potrà essere in vista per le cassette esterne e
sotto traccia per le cassette del tipo incassato.
Lavabi.
I lavabi normali devono essere da parete e a colonna.
Devono avere le dimensioni esterne di circa cm. 48x62 o 70x56 con spigoli smussati ed arrotondati.
Devono essere di vitreuschina bianco con scarico continuo e senza tappo, con scarico di troppo pieno.
L'erogazione potrà essere con gruppo miscelatore.
Lo scarico deve essere a piletta con saltello automatico.
Il sifone a bottiglia o ad S sarà cromato con prolunghe e rosette a muro.
Vasche.
La vasca dei bagni deve essere del tipo da rivestimento ed avere le dimensioni di cm. 160/170 x 70, in
casi particolari potranno essere installate vasche da bagno delle dimensioni di circa cm. 105 x 70.
Le vasche devono essere di lamiera di acciaio porcellanato resistente agli acidi, con scarico di troppo
pieno.
Il gruppo di erogazione dell'acqua fredda e calda munito di filo doccia con tubo flessibile deve essere
esterno a 2 rubinetti indipendenti.
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Lo scarico deve avere il diametro interno non inferiore di pollici 1" 1/2" ed essere a colonna con scarico
di troppo pieno.
Piatto doccia.
I piatti della doccia si devono collegare con il bordo superiore a livello o formare gradino con il
pavimento ed avere le dimensioni di circa cm. 80x80 o 72/75x72/75, essere in gres porcellanato
bianco.
Il gruppo di erogazione dell'acqua fredda e calda deve essere costituito da soffione snodato con
braccio cromato e da 2 rubinetti di arresto esterni od incassati.
Bidet.
Devono essere di porcellana dura vetrificata bianca, dimensioni di circa cm. 62x32 o 50x35 con troppo
pieno e foro di sottodoccia.
Il gruppo di erogazione potrà essere a miscelatore cromato.
Lo scarico deve essere a piletta con scarico automatico, sifone del diametro di 1" e presa a muro.
Lavelli.
Devono in gres porcellanato bianco in fire-clay ed avere le dimensioni di circa cm. 90/100 x 45, montati
su mensole o poggiati su muretti.
L'erogazione potrà effettuarsi con gruppo miscelatore snodato.
Lo scarico deve esse a piletta con griglia e tappo a catenella completo di sifone a bottiglia in ottone
cromato con prolunghe e rosette a muro.
Gli acquai potranno anche essere fissati con robuste mensole in tubo di acciaio od in profilo sagomato.
I lavelli potranno essere anche in acciaio inossidabile.
Gli apparecchi nuovi avranno le caratteristiche appresso riportate.
I vasi a sedile saranno fissati a pavimento con viti e posti in opera completi di tutti gli accessori
compresa la cassetta di cacciata in ghisa o in plastica, ovvero a zaino in plastica o in acciaio, da lt.10
minimo
I lavabi saranno con scarico di troppo pieno, con o senza spalliera, saranno normalmente fissati alla
muratura con robuste mensole di acciaio a sezione tubolare, nascoste passanti nel corpo
dell'apparecchio.
I bidets avranno scarico di troppo pieno e doccia di altezza di cm. 38, e verranno fissati a pavimento
con viti.
Gli acquai delle cucine saranno a due bacini di altezza pari a cm. 21 e saranno dotati di scarico di
troppo pieno.
Gli acquai saranno fissati con robuste mensole in tubo di acciaio od in profilo sagomato; essi saranno
in fire-clay.
Tutti gli apparecchi anche in porcellana dura o porcellanati od in fire-clay di colore bianco avranno il
sifone ispezionabile.
Per lavabi e lavelli si adotteranno sifoni a bottiglia in ottone cromato con ingresso ed uscita da un
pollice; per vasche da bagno e doccie o scarichi a pavimento verranno impiegate scatole sifonate, con
coperchio svitabile di diametro non inferiore a cm. 12 ed altezza non inferiore a cm. 10, comunque di
idonea capacità.
Le parti in vista saranno in ottone cromato, la scatola sarà in piombo di spessore non inferiore a 5/10
cm, la parte interna formante il sifone potrà essere anche in materiale plastico termoresistente.
La rubinetteria sarà del tipo pesante con corpo in bronzo e vitone di tenuta in ottone, il rubinetto sarà
collaudato staticamente a 16 atmosfere nel suo complesso, accertando in particolare la tenuta statica
ed idraulica delle viti; manette e cappuccio di ricoprimento in ottone con cromatura di almeno 5 micron
su bagno di nichel. I rubinetti dei lavabi, dei bidets , delle vaschette di cacciata e di altri apparecchi per
cui non fosse possibile od antiestetico l'innesto diretto, saranno collegati con tubazione per mezzo di
tubi flessibili in rame (olandesi) od in gomma artificiale con giunzioni a vite. Per lavelli, lavabi, vasche
da bagno, bidets, docce , alimentati tutti da acqua calda e fredda si potranno avere due rubinetti con
unica erogazione a miscelazione d'acqua, il gruppo miscelatore della vasca sarà dotato di doccia a
telefono.
Salvo indicazioni diverse dettate dalla Direzione dei Lavori, le adduzioni idriche ai singoli apparecchi in
tubo Mannesmann avranno comunque i seguenti diametri minimi, anche se essi dovessero risultare
superiori ai diametri determinati con i calcoli:
- cassetta del water-closet diametro 3/8".
- rubinetto singolo di lavandino e di bidet diametro 3/8".
- rubinetto singolo del lavello di cucina ed allacciamenti per lavatrici o lavastoviglie diametro 1/2".
- rubinetto singolo della vasca o della doccia diametro 1/2".
- adduzione principale per ciascun alloggio diametro 3/4".
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- flussometri o passo rapido per w.c. 1".
La velocità dell'acqua dovrà essere compresa tra 0,5 e 1,5 m/sec. con valore massimo del 1,1 per
diametro di 1/2" per le tubazioni installate all'interno degli appartamenti.
Potrà raggiungere i 2 m/sec. nelle tubazioni di diametro non inferiore a 1" interrate nelle cantine, nelle
officine, nei locali in genere lontani da quelli di abitazione, di degenza e di studio.
Le portate alle singole utilizzazioni nelle condizioni più sfavorevoli non potranno avere valori inferiori ai
minimi indicati nella seguente tabella:
- casetta wc, lavabo,bidets....................... 0,10 1/sec.
- doccia, lavello cucina .......................….. 0,15 1/sec.
- vasca da bagno ...............................….. 0,20 1/sec.
- WC con flussometro o passo rapido ...... 1,50 1/sec.
La pressione residua all'utilizzazione non potrà essere inferiore a 5 m. d'acqua.
Gli apparecchi con scarico di fondo saranno dotati di tappo con catenella opportunamente fissata.
I lavelli, i lavabi, i piatti doccia e le vasche da bagno saranno posti con il lato a muro sotto il
rivestimento.
44.07 - Reti distribuzione gas.
Per rete distribuzione gas si intende il complesso di tubazioni e relativi accessori da installare
all'interno di singole abitazioni o fabbricati, dall'uscita del contatore fino agli attacchi degli apparecchi di
utilizzazione del gas.
La rete dovrà essere eseguita in osservanza delle disposizioni di cui alla Legge 6.12.1971 n. 1085 e
norme UNI 7129 e 7132, D.M. 24.11.1984 e successive integrazioni e modificazioni.
Nella realizzazione della rete sono ammessi i seguenti materiali:
- tubazioni in acciaio nero trafilato, giunti filettati, raccordi in ghisa malleabile a bordi rinforzati mediante
saldatura; le filettature verranno eseguite secondo norme UNI 339-66 (filettature stagne su filetto);
tenuta sui filetti assicurata mediante applicazione di canapa con pasta adatta ed inalterabile o nastro di
tetrafluoro di etilene, o mediante altri materiali equivalenti specificatamente dichiarati idonei, anche per
i gas di GPL.
- acciaio trafilato zincato, giunti filettati raccordi in ghisa malleabile zincata; altre prescrizioni uguali a
quelle indicate nel precedente paragrafo.
- rame con giunzioni realizzate mediante saldatura capillare, e brasatura con giunti meccanici senza
guarnizioni.
- tubo in piombo è ammesso solo per il collegamento in uscita del contatore, purchè la sua lunghezza
si riduca alla necessità dell'attacco.
Le tubazioni collocate in sottosuolo saranno provviste di adeguato rivestimento protettivo (tela juta e
bitume, adesivi plastici e simili).
Le guarnizioni dovranno essere di gomma sintetica o di altri prodotti aventi caratteristiche di elasticità
ed inalterabilità nei confronti del gas distribuito.
I rubinetti saranno di ottone, di bronzo o di altro materiale idoneo con azione libera non minore del 75%
della sezione del tubo.
Il dimensionamento della rete sarà tale da consentire che il gas arrivi in quantità sufficiente a tutti gli
apparecchi in modo che questi possano funzionare simultaneamente al loro regime massimo.
L'alimentazione degli impianti interni avverrà sempre in bassa pressione.
La perdita di carico massima ammessa tra il misuratore ed uno qualsiasi degli apparecchi di
utilizzazione è di 5 mm. di acqua (H2o).
I diametri delle tubazioni di impianti interni non saranno mai inferiori ad 1/2" e dovranno essere
adeguati alle erogazioni previste.
Salvo appositi calcoli che giustifichino un diverso dimensionamento il diametro delle tubazioni sarà
desunto dalle norme UNI 7128.
Le tubazioni dovranno essere di norma collocate a vista.
E' comunque vietata la posa sotto traccia di ogni tipo di congiunzione e saldatura e di tubazioni aventi
diametro minore di 1/2" serie gas.
E' ammesso l'attraversamento di vani chiusi o di intercapedini, purchè il tubo venga collocato in
apposita guaina aperta alle due estremità comunicanti con ambienti aerati.
E' comunque vietata la posa in opera di tubi nelle canne fumarie, nei condotti per lo scarico di
immondizie, nei vani per ascensore o per il contenimento di altre tubazioni.
E' vietata la posa in opera di tubi sotto le tubazioni dell'acqua e l'uso dei tubi come messa a terra di
apparecchiature elettriche, telefoniche, così come è vietato il contatto fra l'armatura metallica della
struttura del fabbricato ed i tubi del gas.
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Si eviterà di porre tubi per gas in vicinanza di bocchette per la ventilazione; comunque per il gas con
densità inferiore ad 1, il tubo verrà posto al di sopra di queste.
Sulla conduttura principale, dopo il contatore da installarsi dall'ente fornitore del gas, si deve collocare
una valvola di intercettazione che dia la possibilità di isolare dalla rete di alimentazione l'insieme di tutte
le condutture che distribuiscono il gas nell'edificio e/o nell'alloggio.
Ogni tratto della conduttura principale compresa tra le due colonne verticali contigue deve essere
munita di valvola di intercettazione per poter isolare la parte compresa tra due rubinetti contigui
qualsiasi, senza turbare il normale funzionamento della restante parte dell'impianto stesso.
Le colonne verticali si devono raccordare con pezzi speciali in corrispondenza delle riseghe dei muri.
Le condutture di distribuzione partenti dalle colonne verticali devono disporsi in leggera pendenza in
modo che l'acqua di condensazione che si forma nel loro interno si possa raccogliere in punti adatti, in
ciascuno dei quali va sistemato il sifone di scarico facilmente ispezionabile.
Su ogni conduttura di collegamento di una colonna con gli apparecchi e le prese da essa serviti in uno
stesso ambiente, si deve installare una valvola di intercettazione (con maschio asportabile dall'esterno)
che permetta di isolare dalla colonna tutti i detti apparecchi e prese.
Ogni rubinetto di intercettazione dovrà essere di facile manovrabilità e manutenzione con possibilità di
rilevare facilmente la posizione di aperto e chiuso.
Le tubazioni in vista potranno essere sostenute con zanche murate, distanziate non più di mt. 2,5 per
diametri fino ad 1" serie gas, di mt. 3 per diametri maggiore di 1" serie gas e comunque disposte in
modo da non potersi muovere accidentalmente dalla propria posizione.
Negli attraversamenti di muri o per eventuali installazioni sotto traccia le tubazioni non dovranno
presentare giunti.
Per quanto riguarda la distribuzione di gas GPL, negli attraversamenti di muri le tubazioni dovranno
essere protette con altro tubo posto esternamente di diametro maggiore.
Nell'attraversamento di pavimenti, il tubo sarà infilato in guaina sporgente di cm. 2 o 3 dal pavimento e
l'intercapedine fra tubo e guaina dovrà essere riempita con bitume o prodotti similari.
I muri forati sono considerati come un'intercapedine.
E' ammessa la curvatura dei tubi purchè l'angolo compresa fra i due tratti di tubo sia uguale o
maggiore di 90°.
Le curvature saranno eseguite sempre a freddo.
I tratti terminali dell'impianto, compresi quelli ai quali è previsto l'allacciamento degli apparecchi di
utilizzazione e quelli dei dispositivi di raccolta e scarico della condensazione
dovranno essere chiusi a tenuta con tappi filettati.
E' vietato l'uso dei tappi in gomma, sughero od altri sistemi provvisori.
L'allacciamento degli apparecchi produttori di acqua calda all'impianto interno del gas dovrà essere
realizzato sempre mediante raccordi rigidi.
I prezzi a corpo sono compresivi di tutti gli oneri previsti in genere per gli impianti nuovi.
I quadri dei contatori saranno ubicati dove indicato dalla D.L., in accordo con le eventuali prescrizioni
delle società erogatrici.
Le reti di distribuzione gas con pressione massima maggiore od uguale a 5 bar, all'esterno dei
fabbricati, siano esse interrate o non, saranno eseguite conformemente alle modalità di cui alle norme
UNI 9165 approvate con D.M. 9.11.1988.
L'impianto del gas sarà eseguito secondo le precise indicazioni della società erogatrice ed, ove non in
contrasto con esse saranno adottate le seguenti prescrizioni.
Le tubazioni per l'impianto di gas normalmente saranno eseguite in acciaio Mannesmann zincato; esse
saranno di norma poste esternamente alle pareti, supportate da bracciali in acciaio e le giunzioni
avverrano con pezzi speciali in ghisa, le filettature saranno a passo gas.
Prima di ogni allacciamento, le tubazioni del gas, dopo aver disposto i tappi di tenuta, saranno provate
alla pressione di almeno 1 atm.; durante la prova della durata di almeno due ore, non si dovranno
registrare cadute di pressione; nel caso si manifestassero andrà ricercato il punto di perdita ed
eseguita la riparazione o sostituzione e verrà ripresa la prova fino ad ottenere il risultato positivo.
L'appaltatore darà opportuno preavviso al Direttore dei Lavori in modo che esso possa parteciparvi o
farsi rappresentare durante l'esecuzione delle prove.
Delle prove verrà redatto verbale simile a quello steso per altre tubazioni a pressione.
L'impianto sarà completo di nicchie per contatori con saracinesche e flangie, separate da quelle per gli
impianti elettrici e chiuse da portello in lamiera con fori su telaio fisso e mobile in profiltubo pure in
lamiera.
La nuova rete gas alimenterà almeno due punti prese per alloggio, una in cucina per il fornello, l'altro in
locale idoneo all'installazione di caldaia od apparecchio scaldacqua.
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E' consentito l'impiego di brevi tratti di tubazioni in piombo che si rendessero assolutamente necessari
per l'inserimento dei contatori; anche detti brevi tratti di tubazione rimarranno esclusivamente in vista.
Le tubazioni del gas esterne al fabbricato, ma interrate, saranno poste alla profondità di almeno 80-100
cm. con le stesse modalità menzionate per le tubazioni in genere o secondo le indicazioni che
verranno fornite dalla società erogatrice.
Ogni utenza avrà gli apparecchi muniti di rubinetti d'arresto, facilmente manovrabili, con due precise
posizioni di chiuso ed aperto; ciascun alloggio avrà inoltre una saracinesca principale per
l'intercettazione della rete interna.
La rete sarà dimensionata in base agli apparecchi utilizzatori da impiegarsi.
Negli eventuali prezzi a corpo, sono sempre compresi tutti gli oneri previsti per gli impianti nuovi.
44.08 - Reti da fumo e ventilazione.
Le canne fumarie avranno le caratteristiche ed un preciso dimensionamento in base alle leggi in
vigore.
Le canne fumarie giungeranno a pavimento dell'ambiente servito.
Nel caso di più ambienti in colonna da servire con canna da fumo saranno utilizzati elementi a più fori
tipo Shunt o simili, ponendo ad ogni piano, appena sotto l'innesto, l'apposito deviatore.
Le canne saranno realizzate come da disposizioni della D.L. e in mancanza di indicazioni, saranno in
blocchi di calcestruzzo cementizio vibrato pressato, confezionato con idonei inerti o del tipo espanso
quali pomice, laterizio espanso, fibrocemento o materiali refrattari e laterizio.
In entrambi i casi le pareti dei blocchi avranno la sezione a celle.
Ove il complesso sia dotato di centrali termiche centralizzate sono compresi nell'appalto i relativi
camini isolati termicamente secondo le prescrizioni di Legge, nel caso essi siano esterni saranno
rivestiti anche da una muratura in laterizio da cm.12,5 od in tramezze da cm.6-8; essi saranno dotati di
camera di raccolta, di fori posti alla base e sotto le torrette per rilievi di temperatura e di qualità dei
fumi, il camino avrà la bocca più alta di almeno 1 ml. sopra il colmo dei tetti.
La rete di ventilazione sarà distinta per cucine e bagni, sarà in materiale plastico, con raccordi a tutti gli
scarichi degli apparecchi, avrà le colonne principali del diametro di cm. 12.
La ventilazione dei discendenti dei bagni partirà dai pozzetti sifonati posti alla base delle colonne di
scarico rimanendo comunque sopra al pelo d'acqua e le diramazioni ai sifoni dei vari apparecchi
saranno in tubo di piombo o materiale plastico dei diametri necessari, mentre i raccordi in piombo o
altro materiale avranno la sezione di 40/46 mm.
Gli esalatori terminali delle canne di ventilazione termineranno in torrini sopra la copertura del
fabbricato, alti almeno 30 cm. oltre il colmo del tetto, finiti esternamente come le altre parti di muratura
del fabbricato.
I torrini potranno essere in muratura di mattoni pieni o forati, essi avranno una dimensione appropriata;
saranno completi di aspiratori statici ad anelli quadri o circolari della forma indicata dalla Direzione
Lavori in numero tale da assicurare una sufficiente aspirazione.
Tutte le reti da fumo e ventilazione seguiranno i percorsi indicati dalla Direzione Lavori, comunque
passeranno in appositi fori nei solai, senza intaccare le strutture, saranno incassate a muro ed, ove
ciò non sia possibile, saranno rivestite da una parete di mattoni forati dello spessore di cm. 6-8 verso
l'interno e da una parete di mattoni pieni dello spessore di cm. 13 verso l'esterno.
I prezzi riportati sono relativi sia a tubazioni eseguite "ex novo" che a sostituzioni o ripristini totali o
parziali di colonne. Nel caso di sostituzioni o di ripristini parziali al di sotto di una lunghezza minima
vengono adottate le maggiorazioni di prezzo previste; in caso di ramificazioni delle tubazioni, ad
esclusione della condotta principale, gli altri rami vengono misurati a se stanti.
44.09 - Reti di scarico liquami.
Con il nome generico di scarico, si indicano le tubazioni in cui scorrono tutte le acqua di rifiuto e le
acque piovane.
Le tubazioni destinate alla raccolta delle acque di rifiuto e quelle destinate alla raccolta delle acque
piovane, dovranno essere separate fino al recapito esterno.
La rete di scarico dovrà corrispondere ai seguenti requisiti:
- allontanare rapidamente le acque di rifiuto per le vie più brevi senza che si formino sedimentazioni di
materie putrescibili od incrostazioni.
- garantire la perfetta tenuta con materiale di giunzione dotato di proprietà plastiche allo scopo di
consentire un conveniente grado di scorrevolezza del giunto in caso di variazioni termiche e di possibili
assestamenti del fabbricato.
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- impedire il passaggio di esalazioni delle tubature agli ambienti.
Le tubazioni di scarico per acque piovane non dovranno essere usate come reti di esalazione delle reti
di scarico acque di rifiuto.
Il collegamento dei sifoni degli apparecchi igienico-sanitari alla relativa diramazione delle colonne di
scarico sarà in tubo delle seguenti sezioni: vasche da bagno, lavatoi, lavelli per cucina, lavatrici
automatiche 40/46; bidets, lavabi 30/35; vasi 100/107. Le pilette sifoidi a pavimento avranno una
scatola di dimensioni non inferiori alle seguenti: diametro cm. 12, altezza cm. 10, le pilette avranno un
coperchio svitabile in ottone cromato mentre l'elemento costituente il sifone sarà in bronzo, in ottone
od in p.c.h. - polipropilene - ecc..
Le colonne di scarico per acque nere (solo vasi) ed acque bianche e saponate saranno normalmente
distinte, le colonne di scarico dei vasi avranno diametro minimo interno di cm.10.
I doppi gomiti delle colonne di scarico saranno dotati di tappo fissato con braga a vite di pressione, per
consentire la loro ispezione e la rimozione del materiale depositato.
I tubi orizzontali interrati saranno sempre posti in getto di calcestruzzo e nel caso vengano impiegati
tubi di calcestruzzo vibrato e pressato, questi saranno sigillati con malta di cemento.
Qualora vengano usate tubazioni verticali con giunto a bicchiere questo sarà sempre rivolto verso
l'alto e la sigillatura avverrà come descritto nella parte generale.
La rete di scarico sarà approvata a tenuta d'acqua chiudendo le uscite e riempiendole d'acqua e,
mantenendola per ventiquattro ore, non si dovranno verificare trasudamenti, spandimenti o difetti
simili.
E' compreso l'onere per fornire il piede delle tubazioni di scarico per liquami di un pozzetto contenente
una ispezione.
Ove necessario secondo i regolamenti comunali e secondo il tipo di fognatura esistente, la colonna
delle acque nere scaricherà in una fossa di decantazione a funzionamento anaerobico, posta
immediatamente alla base delle colonne.
Prima dell'innesto delle acque bianche o chiarificate nella rete comunale di fognatura o nell'addutrice
al pozzo nero, sarà posto un eventuale pozzetto contenente una ispezione.
Nel caso di scarichi posti necessariamente a quota inferiore a quella dell'esistente fognatura, i liquami
dovranno essere convogliati in vasca impermeabile, capace di contenere i liquami scaricati in
quarantotto ore, con svuotamento con due pompe elettriche funzionanti automaticamente ed in modo
alternativo, ciascuna di portata sufficiente per lo svuotamento del pozzo in due ore.
Nel caso di sostituzione o di esecuzione "ex novo" di singole parti i prezzi compensano ogni e qualsiasi
onere per i necessari adattamenti alle opere preesistenti, in modo da dare gli elementi del tutto
funzionanti e sono comprensivi delle seguenti prestazioni:
- demolizione di pareti erette a chiusura delle tracce.
- demolizione di eventuali tratti di muratura (in pietrame, in mattoni o in cemento) per allargare la
traccia.
- demolizione di tratti di pavimentazioni di rivestimenti, di pareti in cotto di tamponamento di vasche da
bagno.
- rimozione delle tubazioni orizzontali o verticali da sostituire, ivi compresi i pezzi speciali, i raccordi in
piombo e l'eventuale rimozione degli apparecchi igienico-sanitari.
- provvista e posa in opera delle tubazioni nuove, in sostituzione di quelle guaste, compresi i pezzi
speciali ed i raccordi in piombo, polipropilene in P.e.h. nonchè il ripristino degli apparecchi igienici,
eventualmente rimossi.
- chiusura delle tracce e dei tamponamenti in cotto, degli intonaci, dei rivestimenti, delle
pavimentazioni;
- le opere provvisionali occorrenti per l'esecuzione dell'opera ed il trasporto a rifiuto del materiale.
La misurazione dei pezzi speciali sarà così valutata: curve, gomiti, riduzioni ml. 1.00; braghe semplici
ml. 1,30; braghe doppie ispezioni con tappo compreso ml. 2,00, sifoni ml. 2,75.
Restano esclusi i manicotti elettrici e i giunti di dilatazione il cui onere è compreso nel prezzo della
tubazione.
Le ricostruzioni di pavimentazioni, rivestimenti di qualsiasi tipo, oltre le quantità minime indicate nei
singoli articoli saranno compensate con i relativi prezzi specifici di elenco.
44.10 - Impianti elettrici.
Ai fini dell'applicazione del presente Capitolato e delle disposizioni in genere, per le eventuali
indicazioni di progetto e per le applicazioni relative alle caratteristiche di prestazione e distribuzione
dovrà farsi riferimento alle seguenti definizioni:
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a) per impianto elettrico di un edificio civile si dovrà intendere il complesso dei componenti
elettrici, anche a tensioni nominali di esercizio diverse: condutture elettriche, apparecchi di protezione,
apparecchi utilizzatori con l'esclusione di quelli inseriti a mezzo di prese a spina;
b) per sistema elettrico si dovrà intendere il complesso delle condutture e delle apparecchiature
costituenti un circuito elettrico avente una determinata tensione nominale;
c) per tensione nominale di un sistema elettrico si intenderà il valore convenzionale della tensione in
condizioni regolari di esercizio con il quale il sistema è alimentato;
d) per tensione nominale verso terra di un sistema si dovrà intendere:
- nei sistemi trifase con neutro isolato o con neutro a terra attraverso impedenza, la tensione
nominale;
- nei sistemi trifase con neutro direttamente o efficacemente a terra,
la tensione
stellata
corrispondente alla tensione nominale;
- nei sistemi monofase, senza punti di messa a terra, la tensione nominale;
- nei sistemi monofase, con punto di mezzo messo a terra, la metà della tensione nominale;
e) per tensione nominale di isolamento di un sistema, si dovrà intendere la tensione nominale di
isolamento degli elementi che lo costituiscono;
f) per impianto utilizzatore si dovrà intendere il complesso costituito dai circuiti di alimentazione
degli apparecchi utilizzatori e dalle prese a spina, comprese le relative apparecchiature di
manovra,
sezionamento, interruzione, protezione ecc. L'impianto utilizzatore ha origine nel
punto di consegna dell'energia da rete di distribuzione pubblica;
g) per tensione di contatto si dovrà intendere la d.d.p. alla quale potrà essere soggetto il corpo
umano, in seguito a contatto con carcasse o strutture metalliche, normalmente in tensione, delle
macchine e degli apparecchi;
h) per cavo si dovrà intendere un insieme di uno o più conduttori isolati in modo continuo,
generalmente provvisto di isolamento protettivo;
i) per conduttura dovrà intendersi il complesso, costituito da uno o più conduttori o cavi e dai relativi
elementi di sostegno o di riparo, nonché dagli eventuali elementi di giunzione, derivazione e
terminazione; le condutture saranno distinte in ordinarie (che comprendono le condutture in tubo, in
vista, aeree o volanti) e speciali (che comprendono le diverse realizzazioni di condutture a canale);
l) per montante si dovrà intendere una conduttura con percorso prevalentemente verticale;
m) per cassetta si dovrà intendere una custodia destinata a contenere dispositivi di giunzione,
derivazione, sezionamento e protezione, ispezionabile mediante apertura di un coperchio;
n) per scatole si dovrà intendere una custodia destinata a contenere apparecchi di manovra
(interruttori, deviatori, invertitori, commutatori, ecc.) o spine a presa;
o) per quadro si dovrà intendere il complesso centralizzato costituito dalle apparecchiature di
misura, manovra, protezione, derivazione, controllo e segnalazione, relative ad un impianto o parte, e
delle loro strutture portanti;
p) per ambienti speciali dovranno intendersi quelli dove esistono condizioni speciali che impongono
particolari precauzioni di installazione o limitazioni nella scelta e nell'impiego di macchinari,
apparecchiature e condutture (ambienti umidi, bagni freddi, a temperatura elevata, polverosi, con
possibilità di depositi salini, con emanazioni corrosive, con pericolo d'incendio, con pericolo di
esplosione).
44.10.1 - Classificazione.
1) In relazione alla loro tensione nominale i sistemi elettrici si suddividono in:
- sistemi di categoria 0 (zero), quelli a tensione nominale minore o uguale a 50 V se a corrente
alternata o a 120 V se a corrente continua;
- sistemi di categoria I, quelli a tensione nominale da oltre 50 V fino a 1000 V compreso se a corrente
alternata e da oltre 120 V sino a 1500 V se a corrente continua;
- sistemi di categoria II, quelli a tensione nominale oltre 1500 V se a corrente alternata e oltre 1500 V
se a corrente continua fino a 30 KV;
- sistemi di categoria III, quelli a tensione nominale maggiore di 30 KV.
2) In relazione al nodo di collegamento a terra i sistemi elettrici si dividono in:
Sistema TN
Il sistema TN ha un punto collegato a terra e la massa dell'installazione collegata a quel
punto per mezzo del conduttore di protezione.
Si distinguono i seguenti tipi di sistemi TN a seconda che i conduttori di neutro e di protezione siano
separati o meno:
- TN-C: le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in 0un solo conduttore (Pen);
51
- TN-S: il conduttore di neutro e di protezione sono separati;
- TN-C-S: le funzioni di neutro e di protezione sono in parte combinate in un solo conduttore e in
parte separate.
Sistema TT
Il sistema TT ha un punto collegato direttamente a terra e le masse della installazione sono
collegate ad un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del collegamento a terra del
sistema elettrico.
Sistema IT
Il sistema IT non ha parti attive collegate direttamente a terra, mentre le masse sono collegate a terra.
Cavi (isolamento - colori distintivi - sezioni minime)
I cavi utilizzatori nei sistemi di I categoria, devono essere adatti a tensioni nominali Vo/V non
inferiore a 450/750 V, simbolo di designazione 07. Quelli utilizzati nei circuiti di segnalazione e
comando, devono essere adatti a tensioni nominali non inferiori a 300/500 V, simbolo di
designazione 05. Questi ultimi, se posati nello stesso tubo con cavi previsti con tensioni nominali
superiori, devono essere adatti alla tensione
nominale maggiore. I conduttori impiegati nell'esecuzione degli impianti devono essere contraddistinti
dalle colorazioni previste dalle vigenti tabelle di unificazione CEI-UNEL- 0072i-74 e 00712.
In particolare i conduttori di neutro e protezione devono essere contraddistinti rispettivamente ed
esclusivamente con il colore blu chiaro e con il bicolore giallo - verde.
Per quanto riguarda i conduttori di fase, devono essere contraddistinti in modo univoco per tutto
l'impianto, dai colori nero, grigio, marrone.
Le sezioni dei conduttori, calcolate con i criteri sopraesposti, non saranno inferiori a quelle minime
appresso indicate:
- 1 mmq. per circuiti di segnalazione e telecomando;
- 1,5 mmq. per illuminazione di base, derivazione, per prese a spina per altri apparecchi di
illuminazione e per apparecchi con potenza unitaria inferiore o uguale a 2,2 kw.;
- 2,5 mmq. per derivazioni con o senza presa a spina, per utilizzatori con potenza unitaria
superiore a 2,2 kw., per dorsali e montanti.
Tubi protettivi
I tubi protettivi devono essere in materiale termoplastico serie leggera per i percorsi sotto intonaco, in
materiale termoplastico serie pesante per gli attraversamenti a pavimento.
Il diametro interno dei tubi deve essere pari ad almeno 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al
fascio dei cavi in esso contenuti; il diametro del tubo deve essere sufficientemente grande da
permettere di sfilare e reinfilare i cavi in esso contenuti con facilità e senza che i cavi stessi ne
risultino danneggiati.
I tubi dovranno avere un diametro interno non inferiore a 11,7 mm.
Il tracciato dei tubi protettivi deve consentire un andamento rettilineo orizzontale o verticale.
Le curve devono essere effettuate con raccordi o con piegature che non danneggino il tubo e non
pregiudichino la sfilabilità dei cavi.
Ad ogni brusca deviazione resa necessaria dalla struttura muraria dei locali, ad ogni derivazione
da linea principale a secondaria e in ogni locale servito, la tubazione deve essere interrotta con
cassette di derivazione.
Le giunzioni dei conduttori devono essere eseguite nelle cassette di derivazione impiegando opportuni
morsetti o morsetterie.
Dette cassette devono essere costruite in modo che nelle condizioni ordinarie di installazione
non sia possibile introdurvi corpi estranei, deve inoltre risultare agevole la dispersione di calore
in esse prodotto. Il coperchio delle cassette deve offrire buone garanzie di fissaggio ed essere
apribile solo con attrezzo.
I tubi protettivi dei montanti di impianti utilizzatori alimentati attraverso organi di misura
centralizzati e le relative cassette di derivazione devono essere distinti per ogni montante.
E' ammesso utilizzare lo stesso tubo e le stesse cassette, purché i montanti alimentino lo stesso
complesso di locali e siano contrassegnati
per
la
loro
individuazione,
almeno
in
corrispondenza delle estremità.
Qualora si preveda l'esistenza, nello stesso locale, di circuiti appartenenti a sistemi diversi, questi
devono essere protetti da tubi diversi e far capo a cassette separate.
Tuttavia è ammesso collocare i cavi nello stesso tubo e far capo alle stesse cassette, purché essi
siano isolati per la tensione più elevata e le singole cassette siano internamente munite di
diaframmi, non amovibili se non a mezzo di attrezzo, tra i morsetti destinati a serrare conduttori
appartenenti a sistemi diversi.
52
E' vietato collocare nelle stesse incassature montanti o colonne telefoniche o radiotelevisive.
Nel vano degli ascensori o montacarichi non è consentita la messa in opera dei conduttori o tubazioni
di qualsiasi genere che non appartengano all'impianto dell'ascensore o del montacarichi stesso.
I conduttori che costituiscono gli impianti devono essere protetti contro le sovracorrenti causate
da sovraccarichi o da cortocircuiti.
La protezione contro i sovraccarichi deve essere effettuata in ottemperanza alle prescrizioni delle
norme CEI 64-8 (fasc. 1000) del 1987.
In particolare i conduttori devono essere scelti in modo che la loro portata (Iz) sia superiore o almeno
uguale alla corrente di impiego (Ib) (valore di corrente calcolato in funzione della massima potenza
da trasmettere in regime permanente).
Gli interruttori automatici magnetotermici da installare a loro protezione devono avere una corrente
nominale (In) compresa tra la corrente di impiego del conduttore (Ib), e la sua portata nominale
(Iz) ed una corrente di funzionamento (If) minore o uguale a 1.45 volte la portata (Iz).In tutti i casi
devono essere soddisfatte le seguenti relazioni:
Ib < In < Iz
If < 1,45 Iz
Gli interruttori automatici magnetotermici devono interrompere le correnti di cortocircuito che possono
verificarsi nell'impianto in tempi sufficientemente brevi per garantire che nel conduttore protetto non si
raggiungano temperature pericolose.
Essi devono avere un potere di interruzione almeno uguale alla corrente di cortocircuito presunta nel
punto di installazione.
All'inizio di ogni impianto utilizzatore, deve essere installato un interruttore generale onnipolare
munito di adeguati dispositivi di protezione contro le sovracorrenti.
Detti dispositivi devono essere dimensionati secondo le disposizioni del paragrafo precedente e
devono essere in grado di interrompere la massima corrente di cortocircuito che può verificarsi
nel punto in cui essi sono installati.
Per gli impianti alimentati da Enti di distribuzione con sistema TT, in mancanza di specifiche
indicazioni sul valore della corrente di cortocicuito, si presume che il potere di interruzione
richiesto nel punto iniziale non sia inferiore a:
- 3 KA nel caso di impianti monofasi;
- 4,5 KA nel caso di impianti trifasi.
Interruttori
Con riguardo alle caratteristiche funzionali, gli interruttori dovranno:
- poter raggiungere la posizione di aperto e chiuso con scatto rapido e senza possibilità di fermarsi in
posizioni intermedie;
- operare simultaneamente l'apertura di tutti i poli;
- portare, se del tipo con contatti non in vista e per correnti nominali oltre a 6 A, una chiara
indicazione di posizione "aperto" o "chiuso" (eventualmente colori rosso e verde);
- avere la leva o il volantino di comando ben isolati per la tensione del sistema e, se metallici, con
possibilità di messa a terra;
- avere le parti isolanti in porcellana o materiale non igroscopico per gli apparecchi da montare
all'aperto o in luoghi umidi;
- interrompere la corrente massima per la quale sono stati previsti, senza dar luogo ad arco
permanente, nè a cortocircuito o messa a terra dell'impianto.
Gli interruttori automatici in aria per la protezione degli impianti o delle macchine elettriche dai
sovraccarichi e dai cortocircuiti dovranno essere muniti di organi (relé) che al passaggio di correnti
di valore superiore a quello previsto, o in caso di cortocircuito a valle dell'interruttore, possano con
sicurezza provocare, a mezzo di opportuni sganciatori, l'apertura dei contatti, interrompendo il circuito.
I contatti degli interruttori automatici per la manovra di inserzione e disinserzione dei motori e per
la protezione degli stessi dovranno rispondere ai seguenti requisiti:
- sopportare, all'avviamento del motore, una corrente da 4 a 6 volte quella nominale;
- aprire il circuito per mancanza di tensione (particolarmente per i motori forniti di reostato);
- aprire il circuito per mancanza di corrente anche su una fase;
- proteggere gli avvolgimenti da riscaldamenti eccessivi dovuti ad un anormale assorbimento di
corrente per sovraccarico o per cortocircuito.
Valvole fusibili
Per la protezione dai cortocircuiti e, entro determinati limiti, dai sovraccarichi, quando ammesso
dalla D.L., verranno usati apparecchi di protezione a fusibili.
Le valvole potranno classificarsi in base alla tensione oppure alle caratteristiche dei fusibili ed in
genere in base al tipo di costruzione.
53
Le caratteristiche costruttive dovranno comunque rispettare le norme Cei. Le valvole dovranno
essere facilmente individuabili nei loro elementi e contrassegnate col marchio di fabbrica e con i valori
di corrente e tensione nominale.
Le parti isolanti contenenti i fusibili, dovranno essere in materiale ceramico; le cartucce dovranno
essere costruite in modo da realizzare la fusione chiusa e da essere sostituite senza pericolo.
Il portacartuccia dovrà trattenere la cartuccia ben centrata e dovrà consentire la visibilità del
dispositivo indicatore di fusione (con cartucce montate).
Per i circuiti di potenza limitata, le valvole se non diversamente disposto, saranno del tipo
"Diazed"; negli altri casi (correnti nominali da 100-360 A e tensione alternata fino a 500 V) saranno del
tipo NH ad alta capacità di rottura.
Entrambi i tipi dovranno essere a fusione ritardata.
Morsettiere-cassette-scatole
Le morsettiere dovranno avere i morsetti per i conduttori di neutro e per quelli di terra chiaramente
contraddistinti.
I morsetti dovranno essere montati su elementi isolanti di materiale ceramico o con caratteristiche
equivalenti.
Le cassette dovranno essere costruite in modo che nelle normali condizioni di installazione non sia
possibile introdurvi corpi estranei; dovrà inoltre risultare agevole la dispersione del calore in esse
prodotto.
Il coperchio delle cassette dovrà offrire buona garanzie di fissaggio, essere apribile solo con
attrezzo e dovrà coprire il giunto cassetta-muratura.
Le cassette avranno il lato con dimensione minima mm. 70 e non dovranno essere in legno; se
metalliche, dovranno essere trattate almeno con fondo antiruggine.
Le scatole di contenimento dei comandi e delle prese di corrente dovranno essere di lamiera pesante
o robusto materiale isolante, escluso il legno e presentare caratteristiche meccaniche tali da resistere
alle sollecitazioni d'uso normale.
Dovranno inoltre essere adatte al fissaggio inamovibile dei frutti mediante viti o altri sistemi,
escluso quello ad espansione di griffe (tollerato solo nel caso di comandi a bilanciere ed a
pulsante).
Comandi e prese di corrente
Avranno le parti in tensione montate su materiali ceramici o con analoghe caratteristiche dielettriche.
I comandi stagni dovranno essere del tipo normale in scatola metallica di fusione o in custodia
di materiali plastici antiurto, con imbocco a pressacavo e contatti sempre su materiali ceramici o con
analoghe caratteristiche dielettriche.
Le prese dovranno essere del tipo con contatto a terra e per fissaggio alle scatole per mezzo di viti
o altri sistemi, escluso quello ad espansione di griffe. Per gli ambienti con pericolo di scoppio o
incendio le prese dovranno essere munite di interruttore di sicurezza interbloccato con le prese
stesse, in modo che non sia possibile introdurre la spina se non ad interruttore aperto. Dovranno
essere comunque rispettate le norme CEI.
Gli impianti dovranno essere progettati ed eseguiti secondo le norme di cui al titolo VII del D.P.R. 27
aprile 1955 nonchè in conformità delle particolari prescrizioni delle Autorità e degli Enti distributori, per
cui i tipi e le sezioni dei conduttori da adottare negli impianti, e le apparecchiature ed i sistemi di
protezione generale e particolare degli impianti stessi, dovranno essere quelli che, in conformità delle
citate norme, indicheranno le Autorità ed Enti distributori medesimi, presso i quali l'Appaltatore avrà
curda di assumere le necessarie informazioni prima della presentazione dell'offerta.
Tutti gli impianti dovranno essere progettati ed eseguiti con la rigorosa osservanza delle norme
emanate dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.), e dal Comitato Elettrotecnico Italiano
(C.E.I.), così come risultanti dai fascicoli e successivi supplementi, varianti, appendici ed
aggiornamenti editi dall'Associazione Elettrotecnica Italiana (A.E.I.).
In particolare tutti gli impianti dovranno essere conformi alle norme:
CET 11-1 - Norme generali per gli impianti elettrici.
CET 11-11 - Norme per gli impianti elettrici negli edifici civili.
I materiali e le apparecchiature da impiegare nella esecuzione degli impianti dovranno presentare tutte
le qualità di solidità, di durata, di isolamento e di buon funzionamento; quindi, tra l'altro, dovranno
essere tali da resistere alle azioni meccaniche, corrosive, termiche o dovute all'umidità alle quali
possono essere esposti durante l'esercizio.
I materiali e le apparecchiature dovranno corrispondere altresì alle norme CEI ed alle tabelle di
unificazione CEI-UNEL ove queste esistano.
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La corrispondenza di materiali e delle apparecchiature alle prescrizioni di tali norme e tabelle dovrà
essere attestata per i materiali ed apparecchiature per i quali è prevista la concessione del marchio,
dalla presenza del contrassegno dell'Istituto Italiano del Marchio di Qualità.
I materiali e le apparecchiature dovranno essere sottoposti anche dopo la collocazione in opera e su
richiesta dell'Appaltante, alle prove previste dalle norme CEI richiamate nel presente articolo.
Tutte le spese per le prove che la Stazione Appaltante ritenesse far eseguire sia presso i produttori
che presso laboratori specializzati, saranno a carico dell'appaltatore, sarà anche a suo carico la
fornitura degli strumenti, delle apparecchiature e delle attrezzature occorrenti per le prove e verifiche
che verranno richieste dal Direttore dei Lavori sia durante il corso delle opere che al collaudo.
Sono altresì a carico dell'appaltatore gli oneri relativi allo smontaggio e rimontaggio delle
apparecchiature e delle parti di installazione per effettuare le prove e verifiche.
La Stazione Appaltante avrà diritto di pretendere la sostituzione, anche integrale di tutti quei materiali
ed apparecchiature già in opera e che risultassero, anche in parte difettosi, non corrispondenti ai
campioni o comunque non rispondenti allo scopo cui sono destinati.
In questo caso l'appaltatore sarà obbligato a provvedere a sua cura e spesa ad ogni opera necessaria
per la sostituzione dei materiali e delle apparecchiature nonchè alla rimessa in pristino di quanto
dovuto rimuovere, demolire od altro per effettuare le predette sostituzioni.
L'appaltatore sarà inoltre obbligato al risarcimento degli eventuali danni.
L'impianto elettrico per luce e forza, sarà completamente sotto traccia, e sarà realizzato con tubazioni
e cavi isolati per i circuiti principali e secondari di alimentazione; sottostazioni per il collegamento fra
rete esterna e rete interna; quadri contatori generali per ogni fabbricato o singoli per ciascun alloggio,
secondo la tipologia edilizia riscontrata; frutti da incasso con piastrina in plastica o metallica; prese sia
per la forza che per la luce, del tipo di sicurezza con passo diverso fra loro; interruttori semplici, deviati,
commutati, invertiti, come indicato dalla Direzione Lavori; valvole generali dell'impianto di
sezionamento all'interno dell'alloggio a funzionamento automatico magnetotermico e differenziale del
tipo da incasso a quadretto; valvola magnetotermica per l'eventuale scaldacqua posta all'esterno del
locale; impianti di campanelli interni ed esterni all'alloggio; impianti citofonici e d'apriporta per il portone
principale; impianto T.V. con antenna centralizzata per ciascun edificio ed impianto telefonico.
In particolare ogni presa al servizio di lavatrici, lavastoviglie, caldaie ed altri apparecchi analoghi sarà a
monte protetta da un interruttore magnetotermico.
Sono compresi, escluso il quadro interno di servizio, gli allacciamenti, per la potenza richiesta, della
centrale termica singola per alloggio, e di tutte le attrezzature tecnologiche che fossero richieste; tali
allacciamenti, con corrente 220 volts , salvo diversa disposizione scritta della D.L., con propria valvola
bipolare con fusibili, verranno portati entro i locali a disposizione nel punto indicato dalla Direzione
Lavori, che fornirà anche le indicazioni circa la potenza assorbita proporzionata all'entità dell'alloggio;
nei locali per detti impianti i conduttori isolati saranno inseriti in tubo "Elios" di acciaio.
La messa a terra sarà realizzata, secondo le norme in vigore, comunque sarà del tipo non inferiore a
quella in rame con corda discendente e piastre di spessore non inferiore ai mm. 3, posta verticalmente
entro terreno fortemente disperdente, vegetale ed umido; il collegamento fra discendente ed i tratti
orizzontali avverrà entro un pozzetto di calcestruzzo vibrato prefabbricato di dimensioni minime cm.
50x50x50 con chiusino.
Ad ultimazione verrà effettuata una prova dell'impianto rilevando le cadute di tensione alle utenze con
percorso maggiore, a partire dal contatore e verrà inoltre provato l'impianto di messa a terra secondo
norme CEI.
La rete di alimentazione energia elettrica per prese luci e prese forza, saranno sempre distinte con
linee separate e con unificazione al quadro generale, se richiesto dalla Direzione Lavori.
Le tubazioni saranno sotto traccia esclusivamente a parete, salvo casi di assoluta necessità, in cui
esse potranno essere a pavimento; in tal caso esse saranno, subito dopo la posa, rinfiancate e
rivestite in malta di cemento.
Sono esclusi i cavetti in guaina di piombo o di materiale plastico direttamente sottotraccia o in vista.
Nel caso sia necessario l'attraversamento di strutture in c.a. verranno predisposti opportuni rinforzi in
acciaio ed i fori verranno eseguiti con strumenti non a percussione.
La posa dei conduttori nelle tubazioni avverrà solamente dopo aver murato tutte le tracce ed essersi
accertati della perfetta sfilabilità dei cavi; i frutti saranno posti a tinteggiatura avvenuta e fino a
quell'epoca le scatole, con viti di fissaggio dei frutti rimarranno riempite di carta da porre ancora prima
del loro fissaggio e dell'esecuzione degli intonaci, in modo da impedire completamente che vi si
depositino rinzaffi di malta.
Il fissaggio su opere in conglomerato cementizio avverrà unicamente con malta di cemento.
Gli interruttori saranno posti all'altezza di un metro dal pavimento e le prese a spina a cm. 20.
55
L'illuminazione esterna e dell'ingresso al p.t. sarà regolata normalmente da interruttore automatico
orario o crepuscolare e sarà posto in custodia stagna trattata con antiruggine ed anticorrosivo per
proteggere i meccanismi dalla polvere. L'illuminazione delle scale sarà comandata da interruttore a
tempo, contenuto esso pure in custodia metallica. L'accensione della luce scale sarà comandata
dall'atrio d'ingresso e da ogni pianerottolo nel caso serva due alloggi, ogni alloggio in più sarà dotato di
proprio comando; verrà posto un punto luce per ogni pianerottolo d'arrivo ovvero nel caso di
pianerottoli con corridoi di disimpegno un punto luce ogni 5 mq.
Entrambi i comandi, crepuscolare ed a tempo, saranno regolabili.
Ogni circuito indipendente per le parti comuni (quali: illuminazione esterna, illuminazione depositi,
illuminazione scale, campanelli all'ingresso al p.t. ed apriporta, ecc.) sarà dotato di una propria valvola
di sezionamento bipolare o tripolare automatica magnetotermica. I circuiti che debbono funzionare a
tensione inferiore a quella erogata, saranno dotati dei necessari trasformatori. I circuiti per le parti
comuni menzionate avranno un unico contatore proprio posto nel quadro generale. L'impianto
generale di suoneria ed apriporta, posto al portone d'ingresso, avrà la placca esterna portanomi ed i
pulsanti in acciaio inossidabile, le targhette portanome saranno in plexigas e saranno illuminate la
notte; ai campanelli del portone corrisponderà nei singoli alloggi una suoneria a ronzatore ed una
cornetta con pulsante apriportone, ubicate ove indicato dalla Direzione Lavori. Vi sarà un impianto di
campanelli interni con chiamata dai camerini bagno o doccia a ronzatore nei punti indicati dalla D.L.
Il quadro generale, anche per le apparecchiature tecnologiche sarà montato su pannello in lamiera,
con telaio d'acciaio, verniciato a fuoco od inossidabile. Per la parte con automatismi e parti generali
esso sarà incernierato in modo che sia ispezionabile il retroquadro con i relativi cablaggi. Il quadro sarà
chiuso in proprio armadietto con serratura semplice, l'armadio sarà in acciaio verniciato a fuoco o
simile con ante di larghezza non superiore ai 0,60 ml. e dell'altezza necessaria.
Il quadro generale dei contatori elettrici da porsi ove indicato dall'Ente erogatore, sarà pure su pannello
in acciaio con anta apribile per l'ispezione del retroquadro, il tutto chiuso in armadio in acciaio; la
lamiera d'acciaio sarà verniciata a fuoco.
I frutti posti all'esterno o nel garage saranno del tipo stagno.
Tutto il materiale elettrico salvo quanto riportato sopra verrà scelto dalla D.L. fra le più qualificate
industrie nazionali.
Gli interventi all'impianto elettrico s'intendono sempre realizzati con opere complete, funzionanti,
compresi gli accessori necessari anche se non espressamente menzionati.
44.10.2 - Modalità generali di esecuzione degli impianti elettrici
Impianto elettrico per servizi generali e luoghi comuni.
Tutti gli impianti che alimentano utenze dislocate nei locali comuni devono essere derivati da un
quadro sul quale devono essere installate le apparecchiature di sezionamento, di comando e
protezione.
Quadro generale di protezione e di distribuzione
Il quadro troverà generalmente ubicazione al piano terra.
Sarà del tipo ad isolamento totale in resina poliestere stratificata rinforzata con fibre di
vetro, totalmente autoestinguente (norma UL 94 grado VO) e non propagante la fiamma.
Si comporrà normalmente dei seguenti elementi:
- cassetta da incasso in materiale isolante provvista di ganci prestampati per staffe aggiuntive;
- contenitore con sportello in materiale isolante provvisto di telaio portapparecchi e guide profilate per
il fissaggio a scatto degli apparecchi modulari;
- pannello di protezione in materiale isolante applicabile ad avvenuto fissaggio e cablaggio.
Sul quadro, oltre all'interruttore magnetotermico onnipolare, saranno montate le seguenti
apparecchiature necessarie per il comando e la protezione dei seguenti circuiti:
- circuito per illuminazione scale e androne di ingresso;
- circuito per l'eventuale illuminazione porticato;
- circuito per l'eventuale illuminazione esterna;
- circuito portiere elettrico;
- circuito per eventuale centralino amplificazione antenna TV;
- circuito luce per eventuale impianto ascensore;
- circuito forza motrice per eventuale impianto ascensore.
Illuminazione scale
L'impianto di illuminazione potrà essere realizzato installando ad ogni pianerottolo corpi illuminanti con
schermo in metacrilato prismatizzato equipaggiato con n. 2 tubi fluorescenti da 20 W.
Il livello di illuminamento non dovrà essere inferiore a 60+80 lux.
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Le lampade saranno comandate da pulsanti luminosi installati uno per ogni pianerottolo e uno
nell'androne, collegati con dispositivo temporizzatore.
La linea partirà dal quadro servizi a mezzo di un interruttore bipolare magnetotermico differenziale
e sarà realizzata con conduttori isolati HO7V-K protetti con tubazioni in PVC del tipo pesante e
proprie cassette di derivazione.
Illuminazione porticati
L'illuminazione potrà essere realizzata predisponendo punti luce per l'installazione
di corpi
illuminanti con schermo in metacrilato prismatizzato ed equipaggiati con n. 2 tubi fluorescenti
da 20 W.
Il livello di illuminamento non dovrà essere inferiore a 60+80 lux.
La linea partirà dal quadro servizi a mezzo di un interruttore bipolare magnetotermico differenziale
e sarà realizzata con conduttori isolati HO7V-K protetti con tubazioni in PVC incassate del tipo
pesante e con proprie cassette di derivazione.
L'illuminazione di eventuali porticati sarà assoggettata ad un interruttore crepuscolare installato nel
quadro servizi generali e da una fotocellula posta all'esterno.
Impianto illuminazione esterno
L'impianto di illuminazione esterna potrà essere eseguito distribuendo i centri luminosi in modo da
ottenere una razionale ed uniforme illuminazione di tutte le aree di transito.
La posizione ed il numero dei centri luminosi, dovrà garantire un livello di illuminamento pari a 30 lux.
I centri luminosi saranno completi di corpo illuminante contenente nel suo interno il reattore e
il condensatore per l'accensione ed il rifasamento della lampada a bulbo fluorescente della potenza di
80 W.
Il palo di sostegno sarà in acciaio zincato con diametro di mm. 90, provvisto alla base di feritoia per
contenimento cassetta di derivazione, morsettiera e fusibile a cartuccia.
La linea di collegamento tra il punto di alimentazione e i centri illuminanti verrà eseguita in cavo con
isolamento G5R/4.
Le giunzioni di derivazione tra i cavi interrati ed i montanti alle lampade poste sui lampioni, verranno
effettuate esclusivamente all'interno della cassetta incassata nella feritoia alla base del palo.
In corrispondenza di ogni lampione, il tubo di alimentazione verrà interrotto da un pozzetto in cls da
cm. 30x30 con chiusino di ispezione in cemento.
Il pozzetto verrà poi raccordato con l'imbocco praticato nel palo del lampione, per l'introduzione del
cavo della linea, con uno spezzone dello stesso tubo di PVC avente all'interno del palo un leggero
invito verso l'alto.
Nel pozzetto di derivazione dovrà trovare posto la testa dell'eventuale spandente di terra.
Giunzioni di derivazione saranno realizzate con morsetti atti a serrare uno o due conduttori di rame di
almeno mmq. 4 di sezione ciascuno; il morsetto di derivazione verso l'apparecchiatura di
alimentazione della lampada sarà fissato su un'unica basetta di materiale isolante non igroscopico.
L'accensione dei lampioni verrà effettuata in uno o più gruppi monofasi (1 fase + neutro), dal
quadro servizi generali; ogni gruppo
sarà comandato da
un interruttore automatico
magnetotermico differenziale bipolare.
In ogni linea la c.d.t., ad impianto funzionante, fra il punto di attacco al contatore e la lampada più
lontana, non sarà superiore al 4%.
Il conduttore di terra farà capo al nodo equipotenziale sistemato in prossimità del locale in cui è
ubicato l'interruttore di comando dell'impianto.
Nel caso in cui le lampade di ogni gruppo o linea siano più di cinque, si dovranno disporre lungo la
linea di allineamento delle lampade, ulteriori spandenti di terra in ragione di uno ogni cinque
lampade.
Gli spandenti aggiunti saranno connessi al conduttore di terra in corrispondenza del morsetto di
attacco di terra del lampione più vicino.
La derivazione di attacco avrà una sezione non inferiore a quella del conduttore principale di terra.
L'impianto di terra dovrà essere collegato all'impianto di terra del fabbricato.
Il comando dell'illuminazione esterna verrà realizzato automaticamente mediante teleruttori
comandati da una cellula fotoelettrica solare.
L'apparecchiatura di inserzione dell'impianto verrà disposta entro il quadro dei servizi generali. Nel
quadro troveranno luogo anche gli interruttori di protezione dei circuiti partenti e il commutatore per il
comando manuale/automatico dell'impianto.
44.10.3 - Impianto elettrico alloggi.
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L'ubicazione, il numero, la disposizione ed il tipo di comando delle sorgenti luminose, delle prese e di
tutte le altre apparecchiature, saranno indicati dalla Direzione dei Lavori.
Gli impianti degli alloggi saranno alimentati da rete pubblica a tensione nominale verso terra fino a 220
V con sistema TT.
Nel dimensionamento degli impianti si dovrà prevedere una potenza contrattuale di 3 KW per ciascuna
unità abitativa.
In particolare ogni impianto sarà normalmente caratterizzato da:
Dispositivo di sezionamento e protezione
Immediatamente a valle del punto di consegna dell'energia, dovrà essere installato un dispositivo di
sezionamento e protezione atto a garantire la protezione del montante contro i cortocircuiti e i
sovraccarichi.
Il potere di interruzione degli interruttori sul quadro contatore, non sarà inferiore a 6 KA, mentre per il
centralino dell'unità abitativa, il potere di interruzione delle apparecchiature non sarà inferiore a 3 KA.
Gli eventuali impianti elettrici dei box, saranno alimentati immediatamente a valle del punto di
consegna delle unità abitative cui si riferiscono (e non dal quadretto dell'unità), per cui occorrerà
proteggere con proprio dispositivo di linea di alimentazione stessa contro le sovracorrenti.
Detto dispositivo dovrà essere adatto anche a garantire il coordinamento delle protezioni contro
i contatti indiretti (interruttore differenziale).
Montanti
Trattasi dei collegamenti con andamento prevalentemente verticale, disposti tra i contatori
centralizzati ed i rispettivi quadri dell'unità immobiliare.
I montanti devono rispondere ai seguenti requisiti:
- il conduttore di neutro non potrà essere usato in comune tra i diversi impianti;
- ogni montante può essere costituito da cavo multipolare o da cavi unipolari;
- i cavi, i tubi protettivi, i condotti, i canali, le cassette terminali e quelle eventualmente disposte lungo
i montanti devono essere distinte per ogni montante; peraltro le cassette rompitratta o di
ammarro, nelle quali i cavi sono passati senza morsetti, possono essere comuni a diversi circuiti.
I montanti saranno installati esclusivamente in spazi accessibili da locali comuni.
Qualora il montante non abbia la protezione differenziale all'inizio, il circuito sino al quadro della
unità abitativa, deve avere caratteristiche di isolamento doppio (tubazioni in PVC e cavo multipolare
con guaina).
Quadro di unità abitativa
Il quadro da installare possibilmente all'ingresso delle unità abitative, sarà provvisto di apparecchiature
di sezionamento e comando, di protezione dei circuiti contro le sovracorrenti e di protezioni differenziali
con soglia di intervento tarata a 30 mA.
In pratica o l'interruttore generale o gli interruttori derivati di tipo magnetotermico dovranno incorporare
anche il dispositivo differenziale preferibilmente ad alta sensibilità.
L'interruttore generale può essere costituito dall'eventuale interruttore differenziale che sarà o di
tipo con sganciatori magnetotermici o di tipo puro, purché venga garantita la protezione termica
del montante.
Gli interruttori derivati saranno dotati di protezioni contro le sovracorrenti atte a proteggere il proprio
circuito dell'unità abitativa.
Nel caso in cui la protezione differenziale e quella contro le sovraccorrenti siano effettuate
utilizzando apparecchi distinti (interruttori differenziali senza sganciatori magnetotermici separati
dai dispositivi di protezione delle sovracorrenti) si devono osservare le prescrizioni per il
coordinamento di tali dispositivi (protezione di beak up).
Il quadretto dell'unità abitativa sarà costituito da:
a) scatola da incasso;
b) profilato portapparecchiature;
c) coperchio e portello di finitura.
In particolare:
a) la scatola sarà in materiale isolante stampato, e sarà provvista di pareti con forti pretranciati
per consentire l'accesso delle tubazioni; sarà provvista delle viti necessarie per il fissaggio del
profilato porta apparecchiature.
Le dimensioni saranno adatte per il contenimento dei cavi per cablaggi e delle apparecchiature
necessarie per l'allestimento del quadro.
Oltre agli interruttori di cui ai punti precedenti, il centralino dovrà contenere il trasformatore modulare
220/12 V e una suoneria in bronzo alimentata a 12 V;
58
b) il profilato portapparecchi sarà costituito da un supporto in lamiera zincotropicalizzata con
particolare profilo, sul quale sarà effettuato il fissaggio a scatto delle apparecchiature;
c) il coperchio o portello di finitura sarà del tipo incernierato e chiudibile, in materiale isolante.
Punti presa
I punti presa saranno di tipo bipolare più polo di terra e potranno essere da 10 A e da 16 A.
I punti da 10 A servono per alimentare piccoli apparecchi elettrici mobili o portatili per potenze
inferiori a 1 KW; quelli da 16 A per alimentare occasionalmente carichi superiori a 1 KW.
I punti presa per l'alimentazione di apparecchi fissi come lavabiancheria, lavastoviglie, cucine
elettriche, condizionatori, stufe, in genere utilizzatori di potenza superiore a 1 KW, saranno
provvisti di interruttore bipolare locale con protezione contro le sovraccorrenti. Per tale impiego
sono esclusi i microinterruttori magnetotermici.
Gli apparecchi da incasso, quali interruttori, pulsanti, prese di derivazione saranno della stessa serie
e di tipo modulare componibile adatti alla installazione mediante armatura in resina su cassette da
incasso idonee al contenimento di 3 unità modulari 25x50.
La placca sarà del tipo scelto dalla D.L.
Impianti elettrici nei locali da bagno o per doccia
Gli impianti elettrici nei locali da bagno devono essere seguiti conformemente al capitolo XI delle
norme CEI 64-8 ed in particolare:
a) nelle zone 3 possono essere installate prese di derivazione purché il loro circuito risulti
protetto da interruttore differenziale con corrente
di intervento inferiore a 30 mA. Può essere
utilizzato a tale scopo l'interruttore differenziale installato sul quadro dell'unità abitativa se
dotato di sganciatori conformi alle esigenze prescritte.
Si può scegliere di adottare un provvedimento di più elevata sicurezza usando un interruttore
differenziale separato di più alta sensibilità (ad esempio 10 mA);
b) nelle zone 2 gli apparecchi di illuminazione devono essere di classe II. Tali apparecchi vanno
installati in modo che l'utente non possa impiegare apparecchi in classe I. L'apparecchio dovrà
essere provvisto di avviso ricordante l'obbligo di usare apparecchi in classe II;
c) le masse estranee delle zone 1-2-3, devono essere interconnesse e collegate con il
conduttore di protezione.
In particolare per le tubazioni metalliche è sufficiente che le stesse siano collegate all'ingresso nei
locali.
44.10.4 - Impianti telefonici interni.
Si richiamano, in quanto applicabili, le prescrizioni generali di esecuzione e controllo di cui al paragrafo
relativo all'impianto elettrico.
Gli impianti telefonici interni negli edifici civili dovranno essere realizzati con l'osservanza di tutte
le prescrizioni generali e particolari che seguono, in quanto applicabili, nonché con l'osservanza delle
prescrizioni che fornirà la SIP, alla quale l'Appaltatore dovrà rivolgersi e presso la quale assumerà le
necessarie informazioni.
Dovranno essere ancora osservate le disposizioni di cui alle norme CEI ed al D.P.R. 20.3.1956 n.
323.
Predisposizione degli impianti
La predisposizione degli impianti telefonici consisterà essenzialmente in:
- esecuzione delle canalizzazioni per il raccordo della rete telefonica esterna fino all'armadio
contenente i terminali SIP;
- posa in opera di detto armadio, di norma fornito dalla SIP, con le modalità dalla stessa prescritte e
nel posto appositamente disposto;
- esecuzione delle colonne montanti, delle tubazioni per le diramazioni d'utenza e collocazione
delle scatole di derivazione;
- collocazione dei cordoncini telefonici dall'armadio fino ai vari punti di utenza.
Modalità di installazione
Le prescrizioni che seguono dovranno essere avvallate dalla SIP su richiesta dell'Appaltatore.
La tubazione di raccordo fra la rete stradale ed il fabbricato dovrà essere di materiale plastico
(PVC), di diametro non inferiore a mm. 100 e di spessore mm. 3,2; sarà posta ad una profondità
non inferiore a cm. 80 e, se necessario, protetta con getto di calcestruzzo.
Nella parte interna ai fabbricati, la tubazione, previ accordi con la SIP, potrà avere diametro
inferiore (60 mm. per collegamenti fino a 100 utenze), seguirà il percorso concordato con la SIP e
dovrà permettere in ogni caso una facile accessibilità ed ispezionabilità ed una agevole sfilabilità
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dei cavi. Saranno quindi da scegliere, ove possibile, tracciati in locali comuni quali corridoi,
disimpegni e simili.
Il terminale del cavo proveniente dalla rete telefonica stradale sarà posto, di norma, in un armadietto
con sportello a serratura (fornito dalla SIP) che dovrà essere alloggiato, a cura dell'Appaltatore,
nel locale contatori Enel, al piede delle tubazioni montanti.
In genere sarà previsto un terminale di cavo per ogni vano scala, accessibile in qualsiasi momento dal
personale SIP.
Le tubazioni montanti saranno realizzate con coppie di tubi protettivi di PVC, rigido se prescritto
dalla SIP, del diametro interno di mm. 31, attestantisi a scatole di derivazione (dimensioni mm.
200x140x70) in plastica poste in corrispondenza dei pianerottoli, ad altezza di cm. 25-35 dal
pavimento, e munite di coperchio serigrafato.
Le tubazioni dovranno essere prive di rugosità interne, non dovranno presentare strozzature né
curve di raggio inferiore a 10 volte il loro diametro e dovranno essere imboccate nelle scatole dei
piani, curandone l'allineamento.
Le diramazioni orizzontali d'utenza dovranno essere eseguite con tubo di materiale termoplastico da
mm. 16, che partirà dalle scatole di derivazione di cui sopra e sarà innestato in scatole telefoniche da
incasso unificate, posate nell'ingresso di utenza, ad altezza di cm. 25-35, per la sistemazione del
protettore telefonico e dell'eventuale filtro per la filodiffusione.
I cordoncini telefonici (forniti dalla SIP) che collegheranno l'armadietto posto alla base delle
tubazioni d'ascesa con le varie utenze, dovranno essere sviluppati in unica tratta; in corrispondenza
di ciascuna scatola dovrà essere lasciata una ricchezza di cavo di circa cm. 40.
I cordoncini dovranno avere i terminali numerati, di modo che possa individuarsi in partenza l'utente
servito.
Esclusività dei tubi-protezioni
Qualsiasi tubo, (o nicchia o scatola di derivazione) per l’installazione degli impianti telefonici
dovrà rimanere ad esclusiva disposizione degli impianti stessi e non potrà quindi, essere occupato
da impianti di altri servizi. I cavi telefonici, anche in tubo metallico, dovranno essere disposti ad
almeno 5 cm. dalle tubazioni di riscaldamento. Qualora fosse necessario
ridurre tali distanze, si dovrà provvedere ad idonee protezioni di terra nel caso di tubi metallici, a
coibentazione negli altri casi.
44.10.5 - Impianto di portiere elettrico.
Si richiamano, in quanto applicabili, le prescrizioni generali di esecuzione e controllo di cui al paragrafo
relativo agli impianti elettrici.
Le porte delle scale, da tenersi permanentemente chiuse, saranno complete di serratura elettrica
comandata a pulsante dall'interno dell'androne e da ogni alloggio e completa di n. 2 chiavi per
inquilino.
Ogni alloggio sarà collegato alla porta di accesso al proprio vano scala da portiere elettrico, il quale
dovrà rispondere ai seguenti requisiti:
- solidità costruttiva con le parti montate su supporti di materiale isolante, compatto e non
igroscopico;
- possibile intercambiabilità di tutte le parti con particolare riguardo a quelle più soggette ad usura;
- capsule microfoniche a banda larga per la fedele riproduzione della parola;
- contatti in materiale nobile;
- conduttori con isolamento HO5V-U infilati in tubo di PVC flessibile pesante per le derivazioni dei
montanti agli alloggi;
le derivazioni saranno realizzate in proprie cassette;
- sezione dei conduttori non inferiore a mmq. 1;
- linea di alimentazione realizzata con conduttori di sezione minima 1,5 mmq. isolati in H07V-U
protetti con tubo di PVC pesante.
In ogni alloggio verrà sistemato l'apparecchio citofonico, che conterrà un ronzatore e sarà dotato di
pulsante per l'azionamento dell'elettroserratura.
Esso dovrà essere completo di cordone e microtelefono contenente la capsula microfonica
trasmittente e la capsula ricevente.
Il posto esterno all'ingresso dell'edificio dovrà essere costituito da una pulsantiera contenente i
pulsanti di chiamata degli alloggi.
La piastra frontale esterna sarà in alluminio anodizzato, fissata alla cassetta portante a mezzo viti
non ossidabili del tipo difficilmente smontabili senza l'ausilio di attrezzi.
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Sulla piastra dovranno comparire, oltre ai pulsanti di chiamata, anche delle finestrelle protette con
materiale trasparente per l'inserimento delle targhette portanome.
I pulsanti esterni dovranno essere in materiale non igroscopico, i contatti del tipo inossidabile e posati
su base ceramica o su materiali aventi analoghe caratteristiche dielettriche, l'insieme dovrà, inoltre
essere facilmente sostituibile.
Saranno preferiti contatti protetti contro la polvere.
Il portiere elettrico, costituito da un microfono ed un ricevitore contenuti in un involucro a tenuta
stagna alla polvere e all'umidità, dovrà essere posto all'interno della cassetta.
Il microfono dovrà essere dotato di capsula magnetodinamica o simile, escludendosi quella a
carbone; il ricevitore dovrà essere un altoparlante magnetodinamico o simile.
Entrambi dovranno essere facilmente sostituibili.
44.10.6 - Impianto suoneria.
Si richiamano, in quanto applicabili, le prescrizioni generali di esecuzione e controllo di cui al paragrafo
relativo all'impianto elettrico.
L'impianto comprenderà, (oltre alla pulsantiera al portoncino di ingresso al piano terra, già prevista
all'impianto citofonico):
- n. 1 pulsante all'esterno della porta di ingresso di ciascun alloggio con targhetta portanome, tipo
da incasso con scatola quadrata o rettangolare;
- n. 1 suoneria da incasso posta nel centralino all'interno dell'alloggio, con suono diverso dal
ronzatore del citofono, completa di collegamento con i pulsanti di chiamata.
Le linee saranno costituite da conduttori di sezione di mmq. 1 con isolamento HO7V-U entro tubo
con diametro interno non minore di 13,7 mm.
Dette linee non potranno essere ubicate nelle tubazioni del circuito luce.
44.10.7 - Impianto centralizzato TV.
Si richiamano, in quanto applicabili, le prescrizioni generali di esecuzione e controllo di cui al paragrafo
relativo agli impianti elettrici.
L'impianto centralizzato di antenna dovrà assicurare agli utenti la perfetta ricezione dei programmi
RAI TV (1°-2°-3°) e di tutte le emittenti private a diffusione nazionale.
L'antenna avrà un numero di elementi direttori e riflettori indispensabili per ottenere dall'intensità di
campo TV esistente sul luogo d'impianto, valori di tensione e qualità di immagini accettabili.
Gli elementi di antenna dovranno inoltre essere in lega anticorrosiva.
Ciascuna antenna sarà completata dal relativo traslatore adattatore di impedenza, disposto
nell'apposita scatola stagna di protezione, dai morsetti di attacco e dalla discesa in cavo coassiale
schermato.
Le centraline ed i componenti elettronici di amplificazione dovranno corrispondere a tutte le norme
relative agli impianti di alta frequenza (norme IEC per impianti centralizzati d'antenna Legge 01.03.1968 n. 186 in vigore dal 07.04.1968 - norme CEI 12-15 ed. 1977).
Tutta la rete di distribuzione sarà sotto traccia, facilmente sfilabile, entro tubazioni in PVC
autoestinguente serie pesante, aventi i diametri interni non inferiori ai seguenti valori:
- mm. 16 per un cavo;
- mm. 20 per due cavi;
- mm. 26 per quattro cavi.
Le prese saranno alloggiate in scatole da incasso in PVC rettangolari dello stesso tipo di quelle
usate per gli impianti luce e forza; le scatole per la partizione e derivazione dovranno essere del tipo
da incasso rettangolare e utilizzate con un coefficiente di riempimento 1:2.
I tracciati della rete dovranno essere quanto più razionali e rispondenti alle esigenze tecniche dei
materiali con i quali sarà realizzato l'impianto. Il sistema di distribuzione dovrà essere tale da
rendere la manutenzione possibile in ogni punto dell'impianto.
Non sono ammesse giunzioni dei cavi se non effettuate con appositi giuntori per cavo coassiale
schermato.
In occasione della prova di collaudo l'impianto dovrà fornire un segnale non inferiore a 66 dB uV
sia in VHF che in UHF all'utenza più disagiata della rete di distribuzione.
I massimi segnali tanto in VHF che in UHF non dovranno originare fenomeni di saturazione agli
apparecchi di utilizzazione TV.
Le prese di utenza dovranno essere del tipo schermato a principio induttivo e direzionale.
Tutte le apparecchiature dell'impianto e gli schermi della rete di distribuzione dovranno essere
connessi mediante conduttori di protezione all'impianto di messa a terra.
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Il palo di sostegno delle antenne e gli schermi dei cavi di discesa delle stesse devono essere
collegati direttamente all'impianto di terra.
I cavi di collegamento dovranno essere costituiti da corde in rame della sezione di mmq. 35 e
dovranno seguire il percorso più breve possibile in apposite tubazioni incassate nella muratura.
Alla base della calata sarà installato un dispersore di terra interconnesso con la rete generale.
L'installazione del conduttore di terra dell'antenna deve avvenire all'esterno dell'edificio.
L'altezza del sostegno con antenna montata non può superare mt. 8 (vedi art. 78 del D.L. 2295).
Il sostegno dell'antenna, del diametro di mm. 42, sarà corredato di corona di attacco dei controventi
opportunamente fissata.
I controventi, che non dovranno essere in numero non inferiore a tre, saranno formati da cavetto in
acciaio zincato di almeno mm. 5 di diametro, protetto con materiale plastico e completi di morsetti e
tenditori; dovranno essere affrancati alla copertura in modo stabile e sicuro.
Per il calcolo del palo e dei suoi ancoraggi, la velocità del vento, in qualsiasi direzione, dovrà
essere considerata di 120 Km/h.
Tutto il materiale di sostegno dell'ancoraggio dovrà essere zincato per immersione a caldo.
Ciascuna antenna sarà completata, come già detto, dal relativo traslatore d'impedenza disposto in
contenitore stagno e dalla discesa in cavi coassiali schermati.
Tali cavi saranno fatti passare, dal traslatore al sottotetto o nel vano scala, sempre in posizione arata
ed il più possibile in vicinanza ai sostegni di antenna.
Il tutto sarà sistemato entro armadio metallico di protezione con feritoie di aerazione e portelli di
ispezione con chiusura a chiave.
L'armadio sarà normalmente in lamiera verniciata con doppia mano di fondo e mano di finitura alla
nitrocellulosa.
Il telaio di supporto delle apparecchiature sarà ribaltabile a cerniera onde permettere accesso
agevole anche alle apparecchiature e relativi collegamenti nella parte posteriore.
Per le parti elettriche e di connessioni elettrica, dette apparecchiature dovranno rispondere alle
norme CEI vigenti in materia ed agli art. 267-273 del D.P.R. 547.
I cablaggi dei componenti andranno effettuati in modo da presentare le minime perdite al
passaggio della corrente di radiofrequenza, evitare fenomeno di risonanza ed
escludere
interferenze e radiofrequenze.
Il valore d'impedenza del cavo coassiale e degli altri componenti di antenna dovrà necessariamente
corrispondere a quello dei componenti elettronici della centrale.
In ogni caso non saranno tollerati disadattamenti superiori a quelli prodotti dalla tolleranza dei
componenti elettronici, i cui valori dovranno essere specificati nello schema dell'impianto.
In caso di necessità i componenti elettronici andranno opportunamente schermati per impedire
inneschi di radiofrequenza.
La potenzialità dell'alimentatore stabilizzato dovrà essere superiore alla somma delle potenze delle
singole apparecchiature elettroniche installate.
L'alimentatore dovrà essere dimensionato in modo tale da consentire l'alimentazione delle
apparecchiature elettroniche atte alla ricezione dei programmi previsti e di due programmi di futura
installazione.
Ogni centrale elettronica
dovrà essere studiata
per l'amplificazione diretta oppure per
conversione di frequenza dei segnali televisivi captati dalle antenne riceventi.
Dovranno inoltre essere predisposti sull'eventuale quadro i seguenti accessori:
- prese per il controllo dei segnali TV in arrivo ed in distribuzione della centrale.
Potrà essere evitata la posa delle prese di controllo se le connessioni di entrata e di uscita
saranno realizzate mediante appositi connettori di facile disinserzione;
- eventuali filtri per la riduzione di possibili disturbi o interferenze presenti sul luogo di impianto;
- regolatori di segnali di radiofrequenza, per ogni canale, per una migliore equalizzazione dei segnali
TV;
- interruttore bipolare con fusibili per la disinserzione dell'alimentazione della centrale elettronica
posto su basetta isolante esterna all'armadio;
- lampadine spia per il controllo dell'accensione e funzionamento dell'amplificatore;
- attacchi a vite per i conduttori di messa a terra dell'armadio e di tutte le apparecchiature;
- presa stagna 2x10A+T con coperchio di protezione, installata sulla basetta dell'interruttore e
collegata a monte dello stesso;
- i componenti passivi dell'impianto (divisori, derivatori) dovranno essere ubicati in proprie cassette
da incasso dotate di coperchio di chiusura;
- non sono ammesse giunzioni del cavo.
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Prelievi di utenza
Con apposito strumento dovranno essere misurate le seguenti grandezze:
- valore efficace della portante video corrispondente ai picchi di sincronismo;
- valore efficace della portante audio.
Tali valori, normalmente, devono essere nel rapporto 1:2 (2 portante video - 1 portante audio).
Per impianto nuovo:
1) il valore efficace della portante video non deve superare i 20mV misurati sul valore di resistenza
25 ohm (o in proporzione alla radice della resistenza per altri valori di resistenza);
2) il valore efficace della portante non deve essere inferiore a:
2mV per i canali in VHF
2,5 mV per i canali in UHF.
Per impianto assestato: dopo 12 mesi dalla messa in esercizio, i valori minimi possono essere 11,4mV rispettivamente.
Nel caso di segnale fluttuante dovranno essere adottate soluzioni tecniche atte a ridurre al
minimo tale inconveniente (ad esempio installando i moduli per il controllo automatico di guadagno
degli amplificatori).
Per quanto concerne le prese di utenza, si fa riferimento al punto 4.1.02 delle norme CEI 12-15.
Le stesse potranno essere ubicate in proprie scatole da incasso.
Cordoni traslatori utenti: nell'impianto non è compresa la fornitura dei cordoni traslatori.
Messa a terra della schermatura e del sostegno d'antenna: sia il collegamento a terra del palo di
sostegno delle antenne, della centrale di amplificazione, della schermatura del cavo coassiale, che
l'impianto di terra, dovranno essere realizzati secondo quanto prescritto dalle già citate norme CEI.
In ogni caso, ogni calata dovrà essere collegata ad un proprio dispersore a sua volta collegato
all'impianto generale di terra.
Risposta ed adattamenti
La risposta di tutto il complesso amplificatore della centrale elettronica, cavo prelievi di utenza dovrà
dare escursione in funzione della frequenza non superiore + 2dB entro la banda di frequenza di
ciascun canale.
Gli adattamenti tra cavi ed apparecchiature di distribuzione dovranno essere curati per evitare onde
stazionarie nei tratti di cavo dovute alle riflessioni sui salti di impedenza che danno luogo sullo
schermo del televisore ad una figura "impastata", come se non vi fosse una sufficiente messa a
fuoco.
Controllo o strumento di prova
Il collaudo sarà eseguito applicando i principi di cui al presente Capitolato, oltre a quelli specificati
negli articoli 78 del RD 03.08.1928 n. 2295 e 78 del DPR 27.04.1955 n. 547 artt. 267, 273, 324, 326.
Le verifiche saranno effettuate con apposito strumento di controllo video-audio per le misure dei
valori efficaci degli impulsi di sincronismo, del valore effettivo della portante video e, se possibile,
con apparecchiature di misura dei disaccoppiamenti tra le prese.
Ciascun alloggio sarà normalmente dotato di una presa TV ubicata nel soggiorno, collegata con
l'impianto di ripetizione centralizzato.
44.10.8 Impianto di terra e protezione contro i contatti indiretti
Devono essere protette contro i contatti indiretti tutte le parti metalliche accessibili dell'impianto
elettrico e degli apparecchi utilizzatori, normalmente non in tensione ma che, per cedimento
dell'isolamento principale o per altre cause accidentali, potrebbero trovarsi sotto tensione (masse).
Per la protezione contro i contatti indiretti, ogni impianto elettrico utilizzatore, o raggruppamento di
impianti contenuti in uno stesso edificio e nelle sue dipendenze (quali portinerie staccate e simili),
deve avere un proprio impianto di terra.
A tale impianto di terra devono normalmente essere collegati tutti i sistemi di tubazioni metalliche
accessibili destinati ad adduzione, distribuzione e scarico delle acque, nonché tutte le masse
metalliche accessibili di notevole estensione esistenti nell'area dell'impianto elettrico utilizzatore stesso.
E' richiesto un conduttore equipotenziale che colleghi fra di loro:
a) i tubi dell'acqua calda e fredda con i rispettivi condotti metallici di scarico della vasca, doccia,
dei lavandini, delle macchine lavatrici e lavastoviglie. Nel caso della vasca da bagno il collegamento
può essere fatto direttamente tra il gruppo dell'acqua calda e fredda e la vasca stessa; in particolare
per le tubazioni metalliche è sufficiente che le stesse siano collegate con il conduttore di
protezione all'ingresso dei locali da bagno;
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b) i tubi metallici rivestiti con materiale non conduttore;
c) i tubi dell'impianto di riscaldamento e del gas con i tubi dell'acqua calda e fredda;
d) le masse degli apparecchi elettrici (come lo scaldacqua e gli apparecchi alimentati con prese a
spina); questo collegamento avviene attraverso il conduttore di protezione.
Le giunzioni devono essere realizzate conformemente a quanto prescritto dalle norme CEI 64-8;
in particolare devono essere protette contro eventuali allentamenti o corrosioni.
Devono essere impiegate fascette che stringono il metallo vivo.
Le sezioni dei collegamenti non dovranno essere inferiori ai seguenti valori:
- collegamento tra montante generale di terra (conduttore di protezione) e nodo equipotenziale
secondario mmq. 4;
- collegamento tra nodo equipotenziale secondario e masse estranee mmq. 2,5.
L'impianto di messa a terra sarà eseguito in stretta osservanza delle norme CEI.
Le linee principali di ogni appartamento saranno completate con un conduttore di terra dipartentesi
dal morsetto di terra disposto nel centralino, con derivazione ad ogni presa di corrente e punto
luce.
Avrà la stessa sezione dei conduttori di linea con i quali sarà infilato nello stesso tubo.
Il conduttore di terra sarà in rame con rivestimento in resina polivinilica di colore giallo-verde e
con isolamento pari a quello dei conduttori di linea.
Le derivazioni di ogni presa di corrente e punto luce dovranno essere allacciate sul conduttore
principale di terra mediante morsetto disposto nella scatola di derivazione e mai nella scatola di un
apparecchio di utilizzazione.
Per il collegamento di messa a terra dell'impianto interno dell'alloggio o di altro accessorio o
unità immobiliare, unitamente ai due conduttori di fase costituenti il montante, potrà essere disposto
nello stesso tubo un terzo conduttore di sezione e isolamento pari ai conduttori di fase, ma di
colorazione giallo-verde.
Esso sarà collegato mediante proprio morsetto ad un collettore di rame di sezione minima di mmq. 25,
installato al piano terra. A sua volta il collettore sarà collegato all'impianto generale di terra con corda
in rame della sezione pari a quella del suddetto collettore.
Naturalmente ogni linea partente dai quadri ed alimentante i vari servizi generali dovrà essere
completa del relativo conduttore di terra per il collegamento a terra dei punti luce, prese luce,
carcasse motori, parti metalliche di apparecchiature ecc.
Dovrà essere realizzato il collegamento all'impianto di terra di tutti i quadri con corda in rame avente
isolamento di colore giallo-verde e con sezione non inferiore a mmq. 16.
Il collegamento del conduttore di terra alle parti metalliche delle apparecchiature (corpi illuminanti,
carcasse o contenitori ecc.) dovrà essere realizzato esclusivamente con propria vite o proprio
morsetto.
Montanti di messa a terra
I montanti di messa a terra saranno, generalmente, uno per ogni scala.
Ogni montante sarà costituito da un conduttore di rame con sezione minima di mmq. 25 infilato
in un tubo di PVC rigido pesante, murato su una parete del vano scala.
Ad ogni piano la tubazione sarà interrotta da una propria cassetta con chiusura a filo intonaco
mediante viti; in tale cassetta troverà luogo la derivazione mediante morsetto a vite della linea di terra
entrante nell'appartamento del piano.
La derivazione dovrà essere realizzata, senza interrompere il montante generale, con proprio
morsetto e terminerà ad un apposito morsetto nel centralino dell'alloggio; sarà formata da un
conduttore di rame della sezione di mmq. 6 isolato e colorato come il montante alloggio ed infilato in
proprio tubo di plastica incassato.
Spandenti di terra
All'esterno del fabbricato, in corrispondenza di ogni scala, dovranno essere infissi nel terreno un
numero adeguato di spandenti in modo che il valore delle resistenze di terra soddisfi quanto
prescritto dalle vigenti norme CEI e successivi aggiornamenti ed integrazioni e comunque con un
valore massimo di 5 ohm.
In ogni caso gli spandenti non dovranno essere inferiori a due.
La testa dello spandente dovrà essere munita di apposito morsetto con vite di bronzo adatta a
stringere le corde di terra con semplice pressione diretta sul conduttore stesso.
Ogni spandente dovrà inoltre essere munito di apposito morsetto di sezionamento. Tali morsetti di
bronzo dovranno essere ben spalmati di grasso neutro.
La testa di ogni spandente terminerà in un pozzetto recante a filo terra un chiusino adatto alla
zona in cui è ubicato, facilmente sollevabile per le operazioni di manutenzione e verifica.
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I dispersori dovranno essere realizzati con materiali e dimensioni previsti dalla norme CEI.
I materiali ferrosi saranno ammessi solamente se rivestiti da rame o zincati a caldo.
I dispersori dovranno essere fissi nel terreno per almeno mt. 2,5 e distanti tra loro due volte la
profondità di infissione.
Collettore di terra
Il collegamento tra i vari spandenti sarà realizzato con corda nuda di rame interrata alla profondità di
cm. 60 avente diametro esterno mm. 7,5, con i fili elementari del diametro di 18/10 mm.
Detta corda sarà collegata con apposita morsettiera alle armature in ferro delle strutture di
calcestruzzo di cemento armato.
I prezzi comprendono tutti gli oneri previsti dall'esecuzione degli impianti, prescrizioni e norme
contemplate nel presente capitolo, nonchè la quota parte per ogni singola utilizzazione dei cavi e
cavetti sia di alimentazione che dei circuiti principali e derivati e ciò per l'utilizzazione luce, usi
elettrodomestici e forza motrice; dei tubi protettivi, delle cassette e delle scatole di derivazione; dei
collegamenti a terra; delle scatole da incasso; degli interruttori; dei deviatori; delle colonne montanti (se
non altrimenti disposto).
Nell'esecuzione di tagli, tracce, fori ecc., dovrà essere posta la massima attenzione, per evitare
qualsiasi danno, limitando le dimensioni dei tagli, tracce, fori ecc. al minimo necessario.
L'appaltatore dovrà ripristinare a sua cura e spesa quanto danneggiato in conseguenza del mancato
rispetto delle presenti disposizioni.
Gli interventi su impianti esistenti comportanti la sostituzione totale, il rifacimento ex novo, il rifacimento
di intere parti, comprendono sempre ogni e qualsiasi onere di demolizione, rimozione parziale o totale
del precedente impianto, il successivo ripristino ed adattamento, il tutto per dare il lavoro perfettamente
compiuto a regola d'arte.
ART. 44.11 - Assistenze murarie ed opere connesse per gli impianti tecnologici.
Assistenze murarie.
L’appaltatore eseguirà tracce, passaggi, fori, abbassamento di soglie ecc. nonchè ricocciatura ed
intonacatura e quante altre opere murarie siano necessarie per tutti gli impianti tecnologici compresi
nell'appalto.
Le opere murarie menzionate potranno avvenire anche su parti del tutto ultimate.
La profondità della traccia sarà tale che fra la tubazione od il suo rivestimento e la superficie finita della
parete rimanga uno spessore pari a quello della tubazione stessa ovvero almeno cm. 4.
L’Appaltatore procederà senza richiedere alcun maggior onere alla chiusura delle tracce e fori ed al
completamento delle opere murarie solamente dopo che siano state effettuate le necessarie prove di
tenuta e di perfetto fissaggio.
All'Appaltatore non verrà riconosciuto alcun maggior onere per il prolungamento dei lavori degli
eventuali impianti scorporati e per le relative prove qualora l'esecuzione degli impianti si prolunghi nel
tempo pregiudicando l'attività dello Appaltatore; questo potrà richiedere solamente una proroga dei
lavori previa stesura di verbale in contraddittorio con la Direzione dei Lavori e la Ditta esecutrice gli
impianti, riportante la situazione esistente.
Opere connesse.
L’Appaltatore dovrà inoltre eseguire, in relazione al tipo di intervento commissionato, sia esso di
esecuzione "ex novo" sia di sostituzione o di riparazione di impianti tecnologici, opere connesse e/o di
completamento alle principali.
L'impiego di manufatti per dette opere, siano essi del tipo prefabbricato o costruito in opera, dovranno
in linea generale rispettare od essere conformi alle seguenti prescrizioni:
44.11.1 Manufatti in conglomerato cementizio.
Tutti i manufatti specificati nel presente articolo dovranno essere costruiti in conglomerato cementizio
armato e vibrato, l'impasto sarà formato con kg. 400 di cemento tipo 730 per metro cubo d'impasto di
idonea granulometria.
Il peso dei manufatti non dovrà essere inferiore a quello risultante dal volume espresso in metri cubi;
del conglomerato cementizio costituente i manufatti stessi moltiplicato per 2,300 Kg.
La resistenza a compressione, a 28 giorni, del conglomerato cementizio non dovrà essere inferiore a
300 kg/cmq.
Le pareti dovranno essere di spessore costante e le superfici, sia interne che esterne, sufficientemente
lisce; non saranno tollerati difetti di qualsiasi genere, natura e causa, quali ad esempio porosità,
cavillature, screpolature, rigature, abrasioni, sbavature, spizzature, ecc.
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Gli spigoli e gli angoli, sia interni che esterni, dovranno essere arrotondati.
Tutte le sedi dei manufatti destinate a ricevere l'appoggio o l'innesto di coperchi, chiusini, elementi
aggiuntivi, dovranno essere idoneamente battentate.
Per raggiungere la richiesta profondità dal piano di posa al piano campagna o di calpestio dovranno
essere impiegati appositi elementi aggiuntivi, di qualità identica a quella dei pozzetti e con le stesse
caratteristiche di resistenza e di peso.
Lo spessore minimo delle pareti e del fondo, sia dei pozzetti di raccordo semplice che sifonati, nonchè
di tutti gli elementi aggiuntivi e di raccordo, non sarà inferiore a cm.4.
Tutti pozzetti dovranno poggiare in via generale sopra un massetto di cls magro, di superficie pari
almeno alla base di appoggio del manufatto, ed alto non meno di cm. 8.
Lo spessore minimo delle pareti degli elementi per pozzi d'ispezione delle fognature sarà di cm.8.
Le armature metalliche saranno formate con tondini di diametro non inferiore a mm. 5 e le giunzioni
dovranno essere saldate elettricamente.
I vari elementi dei manufatti saranno sigillati con malta di solo cemento; i giunti dovranno essere
accuratamente stuccati con la stessa malta.
Tutti i manufatti specificati nel presente articolo dovranno essere collocati in opera a giusto piano.
I pozzetti di raccordo semplici dovranno avere dimensioni interne minime di a partire da cm.30-40x3040x30-40 cm.; i pozzetti, se non diversamente disposto, dovranno essere completi di coperchio e
chiusino normale o carrabile così come richiesto dalla D.L.
Per gli innesti dei tubi dovranno essere predisposti sulle quattro pareti dei pozzetti, opportuni diaframmi
del diametro di cm.20, che non alterino però la resistenza delle pareti stesse.
l'armatura metallica dovrà essere in tondini di acciaio del diametro non inferiore a mm. 5.
L'armatura metallica consisterà in almeno tre anelli che saranno posti uno in basso, uno in alto, ed il
terzo a metà parte; quest'ultimo anello però in corrispondenza dei diaframmi sopra descritti sarà
interrotto e collegato all'armatura metallica dai diaframmi stessi.
Gli anelli dell'armatura metallica saranno collegati fra loro verticalmente, in corrispondenza degli spigoli
con tondini in acciaio da mm. 5.
L'armatura metallica del fondo sarà costituita da due tondini in acciaio posti in croce e collegati
all'anello inferiore di armatura delle pareti.
I pozzetti di raccordo sifonati dovranno avere dimensioni interne indicative minime di cm. 60x60x60.
Avranno le stesse caratteristiche dei pozzetti di raccordo semplice per quanto riguarda gli spessori,
l'armatura metallica ed i diaframmi; questi ultimi saranno in numero di due, predisposti sulle pareti
parallele al setto separatore.
IL setto separatore avrà spessore non inferiore a cm. 2 e sarà idoneamente armato almeno con tre
tondini di acciaio del diametro di mm. 5, collegati all'armatura metallica delle pareti.
La camera sifonata occuperà circa 1/6 del volume totale del pozzetto.
I pozzetti se non altrimenti disposto dovranno essere completi di coperchio o chiusino, normale o
carrabile così come richiederà il D.L.
Tutti i coperchi saranno completi di idonee asole di presa in tondini di acciaio, in numero di una o due
secondo quanto sarà necessario per un agevole sollevamento dei coperchi stessi.
Il diametro del tondino e la forma delle asole dovrà essere tale da rendere sicura ogni manovra.
I coperchi del tipo normale saranno costituiti da un unico elemento i cui lati avranno lunghezza pari alle
dimensioni esterne del pozzetto cui debbono servire.
Lo spessore e l'armatura saranno tali che il coperchio non subisca alterazioni di sorta quando venga
sottoposto ad un carico concentrato di kg. 200; lo spessore comunque non sarà inferiore a 6 cm. per
pozzetti di luce interna a partire da cm. 40x40 e non inferiore a cm. 7 per pozzetti di luce interna da cm.
60x60.
I bacini chiarificatori dovranno essere dimensionati almeno in ragione di 150 lt./persona di cui 50 lt.
costituiranno la camera di chiarificazione e 100 lt. quella di digestione; la capacità complessiva dei
bacini chiarificatori in linea generale non dovrà comunque essere inferiore a 1200 lt.
Il numero delle persone da calcolare per il dimensionamento dei bacini chiarificatori è quello della
seguente tabella ove il vano utile (stanza)è definito dalla circolare n. 1820 del 23 luglio 1960 del
Ministero dei LL.PP., Centro Studi, "Definizioni in materia di costruzioni edilizie":
Vani utili dell'alloggio
2 3 4 5
Persone
3 4 6 8
I bacini dovranno chiarificare le acque nere mediante un processo di decantazione delle sostanze
sospese; dovranno disintegrare e grassificare le sostanze decantate; a seguito del processo di
fermentazione biologica dovranno far defluire in modo continuo acque non putrescenti, inodori e con
ridotto tasso batterico; dovranno inoltre ridurre il volume delle sostanze solide a minime proporzioni.
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Di norma i bacini chiarificatori si comporranno dei seguenti elementi sovrapponibili mediante reciproca
battentatura:
- un anello di fondo destinato al deposito dei fanghi, lo spessore della base sarà almeno uguale a
quello delle pareti;
- un camera di digestione ed eventuali anelli supplementari;
- un anello intermedio con collo riduttore;
- una camera di chiarificazione con elemento centrale per il vano dei fanghi leggeri, ed eventuali anelli
supplementari;
- un anello con le bocche di immissione e di scarico, sagomato nell'estremità superiore per la
formazione della sede del chiusino di copertura;
- chiusino di copertura: la sezione e l'armatura dovranno essere tali che il chiusino possa essere
sottoposto ad un carico concentrato di kg. 7000 senza che il manufatto subisca alterazione alcuna.
La battentatura per il collegamento dei vari elementi dovrà essere di almeno cm. 3:
Gli elementi costituenti i bacini chiarificatori saranno idoneamente armati con tondino di acciaio del
diametro di mm. 5, in ragione di tre per elementi alti fino a 50 cm. e di due per elementi alti fino a cm.
25.
Gli anelli dell'armatura metallica dovranno essere collegati verticalmente mediante tondini dello stesso
diametro collocati a distanza reciproca di almeno 20 cm.
La base dell'elemento di fondo destinato al deposito dei fanghi dovrà essere armata con anelli
concentrici di tondino da mm. 5, in ragione di elementi di diametro interno di cm. 80, quattro per
elementi del diametro interno di cm. 100, cinque per elementi di diametro interno di cm. 125, sei per
elementi di diametro interno di cm. 150.
I predetti anelli dovranno essere collegati radialmente fra loro rispettivamente con 8,10,12,15 tondini di
pari diametro; questi tondini dovranno essere risvoltati e prolungati per almeno 20 cm. nelle pareti
dell'elemento e collegati all'armatura metallica di questo.
La base di appoggio dei bacini chiarificatori sarà in linea generale costituita da un massetto in
conglomerato cementizio armato di altezza non inferiore a cm. 15 e di superficie almeno pari a quella
della base del manufatto.
La superficie della base di appoggio, lo spessore dell'armatura metallica dovranno essere determinati
in relazione alla natura del piano di posa ed al peso del manufatto.
I vari anelli costituenti i bacini dovranno essere collegati mediante allettamento con impasto di solo
cemento; i giunti dovranno essere accuratamente stuccati sia internamente che esternamente con il
medesimo impasto; lo scavo per l'installazione dei bacini dovrà essere di ampiezza tale da consentire
l'agevole stuccatura dei giunti lungo il perimetro esterno.
Dopo sette giorni dal completamento delle stuccature suddette di dovrà riempire il bacino di acqua per
accertare la perfetta tenuta.
Nel collocamento in opera dei bacini chiarificatori dovranno essere osservati gli schemi di montaggio e
le altre prescrizioni indicate dal produttore.
Ai bacini chiarificatori, qualora richiesto, dovrà essere accoppiato un gruppo di decantazione.
Questi gruppi, formati da elementi circolari, avranno tutte le caratteristiche tecniche e costruttive dei
bacini chiarificatori; per il loro collocamento in opera valgono le norme dettate in precedenza.
I decantatori saranno formati da due camere: una inferiore di raccolta del decantato ed una superiore
di decantazione.
La camera di raccolta del decantato dovrà essere costituita da un elemento di base e da eventuali
elementi superiori; questi elementi saranno di forma circolare ed in tutto identici a quelli dei bacini
chiarificatori di pari diametro.
Le camere di decantazione saranno costituite sempre con elementi di forma circolare ma suddivise
internamente da opportune pareti divisorie e tali da determinare, nelle acque di decantazione tre
movimenti alternativi dall'alto in basso.
Le pareti divisorie interne dovranno essere di adeguato spessore, convenientemente armate con
tondini di acciaio raccordati all'armatura dell'elemento.
Sulle pareti degli elementi della camera di decantazione dovranno essere predisposti idonei diaframmi,
così come indicato in precedenza per l'immissione e l'uscita delle acque.
Il chiusino di copertura dovrà essere identico a quello adottato per i bacini chiarificatori di pari
diametro.
Il dimensionamento dovrà essere effettuato in ragione di 150 lt./persona, intendendo per capacità
totale la somma delle capacità delle due camere.
La capacità della camera di raccolta del decantato dovrà corrispondere a circa 2/5 della capacità
totale.
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Il raccordo tra l'uscita del bacino chiarificatore e l'entrata nel gruppo di decantazione potrà essere
eseguito con tubi di cemento-amianto, gres, p.v.c.; il diametro dei tubi sarà adeguato alla portata del
bacino chiarificatore.
44.11.2 Tubi in cemento.
I tubi in cemento non potranno essere impiegati per il convogliamento di acque nere, anche se miste
ad acque bianche, ma potranno invece essere impiegati per l'esecuzione di linee interrate di subirrigazione adatte allo smaltimento delle acque trattate e provenienti da fosse Imhof, ovvero potranno
essere impiegati per l'esecuzione di canalizzazioni al servizio di impianti tecnologici (ENEL, SIP, ecc.).
I tubi in cemento dovranno essere formati con impasto di conglomerato cementizio vibrato e
centrifugato a pressione costante, dosato a 350 kg. di cemento tipo 600 per mc. di idoneo miscuglio
secco di materia inerte.
I tubi dovranno essere ben stagionati, rettilinei, a sezione interna perfettamente circolare, di spessore
uniforme e senza screpolature.
Le superfici interne ed esterne dovranno essere perfettamente lisce.
La lunghezza dell'innesto dei tubi dovrà essere almeno uguale allo spessore dei tubi stessi.
La frattura dei tubi in cemento dovrà presentarsi compatta e senza soluzioni di continuità.
Il conglomerato dovrà essere così intimamente mescolato che gli elementi del ghiaietto o del
pietrischetto dovranno rompersi sotto l'azione del martello senza distaccarsi dall'impasto.
Lo spessore dei tubi dovrà al minimo risultare come appresso:
diametro interno cm. 10 15 20 30 40 50 60
spessore
mm. 20 25 28 38 45 50 60
44.11.3 Tubazioni di cloruro di polivinile.
Le caratteristiche dimensionali di resistenza e le modalità di prova delle tubazioni in cloruro di polivinile
dovranno corrispondere, oltre a quanto in questo articolo stabilito, alle prescrizioni delle norme di
unificazione:
UNI 5443-64-tubi rigidi di cloruro di polivinile (non plastificato) - Tipi, dimensioni e caratteristiche;
UNI 5444-64-tubi rigidi di cloruro di polivinile (non plastificato) - Metodi di prova.
I tubi dovranno essere fabbricati con cloruro di polivinile esente da plastificanti e da cariche inerti, e
con le sole quantità indispensabili di stabilizzazione e lubrificanti necessari per la lavorazione.
I tubi dovranno essere fabbricati per estrusione; dovranno avere costruzione omogenea e compatta,
matenere sezione circolare costante per tutta la loro lunghezza e se non in barre dovranno presentarsi
dritti a vista.
Il taglio dalle estremità dei tubi dovrà risultare perpendicolare all'asse e rifinito in modo da consentire il
montaggio ed assicurare la tenuta del giunto previsto.
Le superfici dovranno essere perfettamente lisce, esenti da ondulazioni, da striature cromatiche, da
porosità e bolle, da fessurazioni e simili difetti; l'esame a vista per il rilevamento dei difetti indicati potrà
essere effettuato anche con lente da 4-5 ingrandimenti.
Gli spessori ed i diametri dei tubi, misurati in qualsiasi punto dei tubi stessi, dovranno risultare uniformi,
salvo le tolleranze ammesse nel prospetto della norma UNI 5443-64.
Sopra ogni singolo tubo dovrà essere impresso, in modo evidente, leggibile ed indelebile, il nominativo
della ditta produttrice, il diametro esterno, l'indicazione del tipo e della pressione di esercizio.
Come previsto dalle norme UNI, i tubi, a seconda del loro impiego e per quanto riguarda le costruzioni
edilizie, si distingueranno in:
- tubi per scarichi e per pressione idrostatica accidentale fino a 1 kg./cmq. (serie normale).
- tubi per scarichi e per pressione idrostatica accidentale fino a 2,5 kg./cmq. (serie pesante).
I tubi in barre dovranno essere forniti nelle lunghezze richieste, anche fino ad 8 mt. effettivi, escluse le
eventuali sovrapposizioni per le giunzioni.
I tubi potranno essere richiesti con le due estremità lisce, oppure con una estremità foggiata a
bicchiere semplice o doppio.
Prima della posa delle tubazioni la D.L. potrà effettuare, su una campionatura di tubazioni, una prova di
resistenza ed una di schiacciamento.
La prima consisterà nell'immergere un tratto di tubo in acetone puro per un tempo non inferiore a 48
ore; un tubo di buona qualità si rammollirà e si gonfierà, non mostrerà segni di disgregazione in
polvere nemmeno parziale e non subirà altre alterazioni, mentre un tubo di qualità scadente, oltre che
rigonfiarsi si sgretolerà e si sfalderà.
La seconda prova consisterà nel sottoporre a schiacciamento tra due piastrelle parallele a temperatura
di 15-25°C. alcuni spessori di tubo lunghi non meno di 5 cm. con bordi prevalentemente arrotondati.
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I provini dovranno lasciarsi completamente appiattire senza che abbiano a verificarsi screpolature o
rotture.
Tale prova sarà limitata ai tubi avente spessore non inferiore a cm. 5.
Dovranno essere rispettate le norme tecniche di esecuzione delle tubazioni di cui al D.M. LL.PP.
12.12.1985.
Tutti i prezzi unitari relativi agli impianti tecnologici (art.48) si intendono applicabili sia per opere da
eseguire "ex novo" che per sostituzioni, riparazioni, ripristini totali o parziali.
ART. 45 - INTONACI
Gli intonaci devono, in via assoluta, essere eseguiti in assenza di gelo, previa preparazione delle
superfici con rimozione delle connessure delle murature di tutte le malte poco aderenti e con
abbondante bagnatura delle pareti.
L'intonaco finito di qualsiasi tipo sarà senza cavillature, scoppiettili e sfioriture dovute all'impiego di
calce ed inerti inidonei od a inadeguati dosaggi; gli spigoli avranno perfetto allineamento.
Per la confezione di malte per intonaci verranno impiegati: calce spenta da almeno tre mesi in
grassello (eventuali inconvenienti dovuti a calcinaroli saranno sanati a cura e spese dell'Appaltatore) e
sabbie non contenenti cloruro di sodio ed altri sali che comportino una minor resistenza ed una
fioritura sulle superfici, non contenenti materie organiche e tali da passare completamente al vaglio del
diametro da 1 mm.
Gli intonaci con clettatura-gesso secondo le proprietà plastiche e la resa del materiale, potranno
essere additivati con sabbia avente le caratteristiche menzionate.
I materiali da impiegarsi risponderanno comunque ai requisiti fissati da Leggi, Regolamenti e Norme
vigenti.
Le malte avranno i seguenti dosaggi variabili con le caratteristiche dei materiali impiegati per la loro
formazione, preventivamente verrà approvato un campione da parte della Direzione Lavori, ciò non
esenterà tuttavia l'Impresa dalla responsabilità per la buona riuscita dell'opera:
a) malte comuni:
calce spenta in pasta (grassello)
mc. 0.25 + 0.40
sabbia
" 0.85 + 1.00
b) malte comuni per intonaco civile (per stabilitura):
calce spenta in pasta
mc. 0.35 + 0.45
sabbia vagliata
"
0.800
c) colla di malta o malta fina:
malte di cui alla lettera b) vagliate allo staccio fino;
d) malta idraulica:
calce idraulica
q.li 4 + 5
sabbia
mc. 0.90
e) malta bastarda:
malte di cui alla lettera a)
mc. 1.00
cemento classe 325
q.li 4 + 5
sabbia
mc. 1.00
f) malta di gesso:
gesso scagliola
mc.
1.00
sabbia (secondo il tipo di gesso) " 0.10 + 0,25
(per una migliore lavorazione delle malte di cemento e secondo l'utilizzazione da farsi è consentita
l'aggiunta massima di mc. 0.05 di calce spenta in pasta per mc. di malta).
I residui delle malte che hanno iniziato a far presa verranno gettati a rifiuto.
Le superfici d'intradosso dei solai e quelle dei getti in calcestruzzo, prima di venire intonacate in malta,
verranno spruzzate con malta liquida di cemento, formata con 1,00 mc. di sabbia e 6,00 q.li di
cemento; verranno spruzzate nel modo suddetto tutte le superfici da intonacare in gesso; la
spruzzatura di malta di cemento avverrà prima dell'esecuzione delle fasce verticali di guida.
Gli intonaci, ad esclusione di quelli in gesso verranno realizzati a due mani e prima della loro
esecuzione nel caso d'intervento su superfici complete saranno predisposte con regolo di guida delle
fasce verticali in malta sulle pareti. La prima mano d'intonaco, detta rinzaffo, sarà eseguita con malta
bastarda o malta di calce idraulica gettata a cazzuola in modo che possa penetrare nei giunti della
muratura e riempirli; attesa l'asciugatura del rinzaffo verrà eseguita la seconda mano d'intonaco con
malta bastarda od idraulica, stesa con la cazzuola e con frattone stuccando le fessure e togliendo ogni
69
asprezza in modo che le superfici riescano regolari e leggermente increspate per permettere
l'adesione finale del sottofondo per la posa di rivestimenti murali.
Per le pareti esterne da non rivestire, la malta, per le prime due mani, sarà miscelata con idrofugo che
verrà fornito in cantiere in contenitori originali sigillati ed impiegato nelle dosi massime per intonaci civili
previste dal produttore; il tipo di idrofugo sarà prescelto dalla Direzione Lavori fra i campioni presentati
tutti prodotti da primarie ditte specializzate.
Su tutte le pareti da non rivestire, ad intonaco grezzo completamente asciutto così da evitare che
eventuali ritiri comportino la screpolatura dello strato soprastante, verrà steso il terzo strato di malta
che verrà conguagliato con le fasce di guida, predisposte in modo che l'intera superficie risulti piana ed
uniforme senza ondeggiamenti. L'ultimo strato sarà esclusivamente in malta dolce per gli esterni,
comune per intonaci civili, per gli interni in colla di malta, con esclusione di idrofugo e cemento in modo
da consentire una perfetta adesione nel tempo di tinteggiatura a calce e a tempera.
Gli intonaci di malta avranno uno spessore minimo di cm. 1,5, non verranno compensati maggiori
spessori per il pareggio piano di muri e di soffitti,
L'intonacatura di gesso avverrà stendendo una prima mano di gesso in pasta direttamente sulla
spruzzatura di malta di cemento con frattazzone e di seguito una seconda mano di gesso in pasta con
frattazzo d'acciaio in modo da ottenere una superficie perfettamente rasata e liscia.
Lo strato complessivo di gesso sarà di almeno 4 mm., non verranno compensati maggiori spessori
necessari per pareggiare i piani di murature e soffitti.
L'intonaco di cemento lisciato sarà realizzato con le stesse modalità dell'intonaco comune salvo che
verrà impiegata malta di cemento nei tre strati, di cui l'ultimo lisciato col ferro.
L'intonaco esterno, ove richiesto dalla Direzione Lavori, potrà avere l'ultimo strato, da lasciare in vista
senza ulteriori trattamenti, formato con malta di cemento bianco, calce in grassello, inerti quali
graniglia di marmo bianco o colorato, pigmenti, granulato di vetro, ecc.; lo spessore minimo di detto
ultimo strato sarà di cm. 1,5, la superficie in vista, come indicato nei disegni di progetto o richiesto dalla
Direzione Lavori, sarà lavorata liscia o a frattazzo grosso o lamata, inerti e lavorazione delle superfici
saranno quelli indicati nei disegni o precisati dalla Direzione Lavori o specificati nella voce del prezzo
indicato.
Per gli intonaci interni, i raccordi fra le superfici saranno arrotondati ed a spigolo vivo; in quest'ultimo
caso per gli spigoli convessi verticali è compreso l'onere della fornitura e posa di paraspigoli in lamiera
zincata dell'altezza di ml. 2,10.
Nelle pareti interne, ove indicato dalla Direzione Lavori, verrà applicato per un miglior isolamento
termo-acustico, un intonaco alla vermiculite o additivato con altro materiale simile espanso; la malta
per detto intonaco sarà formata da mc. 1 di vermiculite, q.li 2,00 di cemento classe 325, q.li 4,00 di
calce idraulica; ove necessario per una migliore lavorabilità, l'acqua d'impasto sarà additivata con
idoneo plastificante; detto intonaco isolante, da darsi con uno strato, avrà lo spessore minimo di
quattro centimetri.
Gli intonaci vengono compensati applicando i prezzi sulle misure rilevate sulle proiezioni
rispettivamente verticali ed orizzontali delle superfici complete a fabbricato finito; nel caso di
trattamento su pareti complete verranno detratti i fori di superficie netta finita pari o maggiore a mq.
3,00 e non verranno peraltro considerate le superfici intonacate nello spessore del muro per nicchie,
mazzette o sguinci per serramenti. Nel caso di cornicioni variamente sagomati le misure vengono
rilevate sulle proiezioni verticali ed orizzontali dell'aggetto nel suo complesso.
Nel caso di riprese superficiali dell'ultimo strato di intonaco la superficie esistente verrà profondamente
raschiata manualmente o con mezzi meccanici in modo da togliere qualsiasi traccia di tinteggiatura,
verranno rimosse tutte le parti d'intonaco che non fossero perfettamente aderenti ai supporti, verrà
eseguita una picchettatura in modo da rendere la superficie scabra e permettere un più facile attacco
nel nuovo strato di intonaco. Per le riprese superficiali verranno utilizzati i tipi d'intonaci previsti per
finiture.
I prezzi riportati sono relativi sia ad interventi di rifacimento "ex novo" di intere pareti o facciate, sia per
ripristini totali o parziali delle stesse.
I prezzi infine degli intonaci sono sempre relativi ad opere realizzate a qualsiasi altezza, posizione e
compensano ogni e qualsiasi onere escluse le sole impalcature.
ART. 46 - PAVIMENTI
La posa in opera dei pavimenti di qualsiasi tipo e genere dovrà essere eseguita in modo che la
superficie risulti perfettamente piana ed orizzontale; solamente i pavimenti dei locali di servizio e delle
70
terrazze potranno avere un compluvio qualora sia prevista una piletta sifoide, ovvero un displuvio nel
solo caso delle terrazze, per l'allontanamento delle acque dai pavimenti stessi.
Tutti i materiali da impiegare per la pavimentazione rispoderanno alle disposizioni di Legge ed alle
Norme in vigore, ivi comprese le norme UNI; in mancanza di leggi o norme specifiche, i materiali
avranno almeno "l'agrèment" dell'I.C.I.T.E. o, se prodotti all'estero, del corrispondente Istituto del
Paese di origine.
I pavimenti di qualsiasi tipo saranno posti in opera dopo l'approvazione, da parte del Direttore dei
Lavori, del campione di materiale. Potrà essere richiesto un campione di mq.4 di pavimento finito, solo
nel caso d'intervento per il rifacimento completo di almeno un alloggio.
La Stazione Appaltante potrà procedere allo scorporo di pavimenti e relativi battiscopa da porre in
opera con tesatura ed incollaggio dopo l'esecuzione di tutti gli altri lavori, rimanendo a carico
dell'Appaltatore l'esecuzione dei sottofondi perfettamente piani e, ove necessario, rasati a stucco.
Il battiscopa sarà in genere dello stesso materiale dei pavimenti, ovvero per pavimenti in marmo e
marmette di graniglia, sarà in pietra di colore a scelta della Direzione Lavori mentre sarà in legno di
rovere per pavimenti in ceramica, in quadrotti od in teli di linoleum, in moquette o di feltro.
In corrispondenza di porte dovranno essere fornite e poste in opera soglie che saranno in pietra dello
spessore di mm. 20 per i pavimenti lapidei, in legno dello spessore di mm. 18 per i pavimenti in doghe
o lamellari (le pietre ed il legno saranno dello stesso tipo di quello impiegato per i pavimenti), in lame di
ottone da mm. 1x25 per i pavimenti resilienti, in feltro, in moquette e simili. In corrispondenza alla linea
di contatto fra pavimenti in materiali diversi, che cadrà sempre in corrispondenza del semispessore
delle porte chiuse, verrà sempre posta una lama di ottone simile a quella citata.
I pavimenti lapidei si addentreranno per cm. 1,5 entro l'intonaco delle pareti, che sarà tirato verticale al
pavimento,
Per i pavimenti posti incollati tesati con fissaggio su stecche chiodate perimetrali, inchiodati su listelli,
posti su letto di sabbia o di altro materiale, l'intonaco sarà tirato verticalmente fino al sottofondo in
malta o in calcestruzzo e gli elementi della pavimentazione saranno tagliati in sito a misura precisa
secondo il filo della parete, assorbendo tutte le irregolarità delle murature.
E' compreso nella posa dei pavimenti l'eventuale obbligo per il taglio della parte inferiore delle porte
per una loro regolare chiusura, anche nel caso che nel corso dei lavori venga cambiato in qualche
locale il tipo di pavimentazione.
I pavimenti interni saranno misurati sempre fra i fili che delimitano le pareti finite e nel caso di
pavimenti esterni dal filo delle pareti finite di contorno o dai fili terminali del pavimento,
Nel caso che un giunto del fabbricato ricada in zona pavimentata, il sottofondo sarà interrotto e sarà
sigillato con idonei prodotti elastici esclusi i bitumi ed il giunto sarà ricoperto con lama in ottone o
metallo analogo, opportunamente sagomato per assorbire dilatazioni ed assestamenti, posta a livello
del pavimento,
I sottofondi avranno uno spessore mai inferiore a quattro centimetri e saranno costituiti da malta
idraulica o bastarda molto ricca di cemento, spianata per ottenere una superficie perfettamente piana
orizzontale ovvero con l'inclinazione prevista; la caldana sarà lasciata stagionare per almeno dieci
giorni, non verrà eseguita in periodo di gelo e nel periodo estivo verrà mantenuta per un sufficiente
numero di giorni allo stato umido in modo che non si abbiano fessurazioni.
Il sottofondo potrà venire eseguito anche con calcestruzzo leggero impiegando come inerti vermiculite,
pomice, argilla espansa con la dosatura indicata dalla Direzione Lavori, comunque non inferiore a 2,00
q.li di cemento tipo 325 per mc. 1,00 di prodotto isolante; per una migliore lavorabilità dell'impasto
potrà essere aggiunta calce idraulica o spenta in pasta, ovvero idoneo prodotto fluidificante.
Nel caso in cui il sottofondo venga realizzato sopra un interposto strato di materiale isolante sciolto il
getto sarà dosato a q.li 3,00 ed il massetto avrà lo spessore mai inferiore a cm. 5.
I pavimenti da incollare verranno fissati con esclusione di mastici bituminosi.
Immediatamente dopo la posa ed i lavori di finitura i pavimenti saranno accuratamente puliti e tali
verranno conservati fino alla consegna dei locali all'Azienda.
Per un periodo di almeno dieci giorni dall'ultimazione dei pavimenti anche se eseguiti da altra ditta,
l'Appaltatore ha l'obbligo di impedire, a mezzo di chiusure provvisorie, l'accesso ai locali.
I pavimenti esterni saranno inoltre protetti dagli agenti atmosferici e, se in massetto di calcestruzzo
lisciato, verranno conservati sufficientemente umidi.
I pavimenti in laterizi, marmette di cemento con graniglia, lastre di marmo, alla veneziana o simili
saranno levigati in opera; quelli litoidi saranno inoltre lucidati a piombo.
I pavimenti in legno saranno livellati e levigati in opera e trattati con tre mani di vernice idonea per
pavimenti fortemente resistenti all'usura.
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Nel caso di ripristini parziali in un singolo ambiente od anche in un singolo alloggio i materiali da
impiegare saranno del tutto simili a quelli già in opera, eventuali leggere variazioni saranno accettate
con la campionatura della Direzione Lavori che potrà peraltro disporre il lievo completo anche nei tratti
attigui di pavimento ed il loro rifacimento "ex novo".
Pavimenti in materiali litoidi.
I pavimenti in marmo, in marmette di cemento e graniglia saranno fissati al sottofondo con malta
cementizia e/o malta bastarda molto ricca su cui verrà spolverato cemento puro; le forme saranno
premute finchè la malta rifluirà dalle connessure le quali non dovranno superare lo spessore di 1 mm.,
le connessure saranno rimboccate con boiacca di cemento che, se richiesto, potrà essere colorato; il
battiscopa sarà in pietra, levigata fuori opera ed avrà la sezione di cm. 1,00 x 8,00, salvo diverse
altezze esistenti, la pietra sarà del tipo prevalente nelle marmette.
Le marmette o marmettoni formati a pressione avranno la dimensione di cm. 30x30 o 40x40, la
graniglia da impiegare sarà da mm. 2, 6, 10 miscelata in parti uguali, essa avrà circa uno spessore di
cm. 1 e lo spessore complessivo delle marmette sarà di circa cm. 2,5.
I pavimenti in lastre od in liste di pietra saranno posti in opera come i pavimenti in marmette di
graniglia.
I pavimenti alla veneziana o simili saranno realizzati stendendo su uno strato di malta di cemento di
calce idraulica, le scaglie o la graniglia della pietra prescelta nella pezzatura richiesta opportunamente
assortita; poste le scaglie o la graniglia verrà eseguita una rullatura per farle ben penetrare nella
camicia di malta sottostante, il pavimento verrà sigillato con boiacca di cemento e quindi levigato e
lucidato, il cemento da impiegare per la camicia o per la sigillatura potrà anche essere colorato.
Nelle pavimentazioni in lastre di pietra od in marmettoni di graniglia e cemento, od in graniglia alla
veneziana od in pezzami alla palladiana, verranno impiegate esclusivamente pietre dure non gessose
e resistenti alle graffiature; tali pietre saranno pertanto di tipo intrusivo od effusivo con esclusione del
cappellaccio e presenteranno struttura compatta; potranno anche essere impiegati calcari duri od
agglomerati di pietre dure di antica formazione quali i calcari nelle varie qualità fiorite, Granitello,
Repen, Trachite, Botticino, Chiampo porfirico, Trani serpeggiante, marmo di Carrara venato.
Pavimenti in legno.
I pavimenti saranno in rovere di Slavonia od in faggio secondo quanto disposto dalla Direzione Lavori;
il legname sarà di prima scelta commerciale ben stagionato e gli elementi saranno totalmente privi di
corteccia ed alburno ed avranno colorazione costante.
La posa in opera dei pavimenti in legno di qualsiasi tipo avverrà solamente dopo una completa
asciugatura dei sottofondi e degli ambienti in genere.
Le doghe saranno profilate a maschio e femmina. La Direzione Lavori disporrà lo spessore che sarà di
18 o 22 mm., la lunghezza che sarà costante per tutti gli ambienti, ed il disegno di posa. Le doghe
potranno essere poste poggiate su fondi di sabbia con interposti due cartoni bitumati bisabbiati del
peso 1,500 kg/mq incrociati fra loro, ovvero poste inchiodate su listelli dello spessore di mm. 25 e della
larghezza di mm. 40 annegati nel sottofondo ovvero fissati ad esso con inchiodatura su tasselli o
correntini annegati, ovvero con graffe metalliche; i listelli saranno continui e verranno posti con
interasse di cm. 35 e comunque a distanza non superiore a 2/3 della lunghezza delle doghe.
I pavimenti in legno potranno essere anche del tipo "lamellare", costituito da dogarelle di legno dello
spessore di mm. 8 della larghezza di circa mm. 22 e lunghezza di circa mm. 100, già predisposte,
incollate su carta o rete resistente.
Detti pavimenti saranno fissati con colle speciali, con esclusione di mastici bituminosi, al sottofondo
che in tal caso sarà previamente rasato con stucco o malta cementizia liquida.
Pavimenti in prodotti ceramici.
I pavimenti in grès puro verniciato o smaltato, in terracotta greificata smaltata od in porcellana smaltata
vetrificata a monocottura, avranno le piastrelle di dimensioni di circa cm. 10x20, o di altra dimensione
indicata dalla D.L., così come la colorazione ed il decoro.
I pavimenti in piastrelle ceramiche verranno posti su una camicia di malta bastarda con cemento
dosato a q.li 2,50 per mc. d'impasto, su cui prima della posa verrà steso uno strato di circa mm. 3 di
cemento in polvere anche colorato. Sulla spolverata di cemento le piastrelle verranno poste secondo il
disegno richiesto dalla Direzione Lavori, dopo la semplice posa la superficie verrà bagnata e quindi
sempre sotto regolo guida, gli elementi verranno battuti con martello di legno in modo che risultino ben
conficcati nella camicia di malta, assicurandosi di ciò dal rifluire delle malte dalle connessure. Gli
interspazi fra gli elementi non dovranno risultare di spessore superiore ad 1 mm. ed andranno ricolmati
con malte preparate con lo stesso cemento della spolveratura dopo 12 ore dalla posa.
Immediatamente sia dopo la posa sia dopo la sigillatura delle connessure la superficie verrà pulita con
spugna umida.
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Pavimenti in teli o quadrotti di prodotti vari.
Salvo diverse indicazioni della Direzione Lavori i pavimenti del tipo sotto riportato avranno gli spessori
e caratteristiche seguenti: in linoleum da mm. 2,5; in vinil-amianto (p.v.c. unito con plastificanti
stabilizzanti d'amianto e pigmenti) da mm. 2,5; in prodotti a base di elastomeri (gomma sintetica)
miscelati a leganti termoplastici quali l'amianto e pigmenti, da mm.2,5; in prodotti a base di policloruro
di vinile plastificato, con cariche minerali, con pigmenti colorati, calandrati, anche a più strati
accoppiati, in idonee condizioni ambiente, da mm 2; in feltro, ottenuto agugliando un materassino di
fibre di nylon su un tessuto di fondo ad intreccio largo costituito da filo propilenico con una superficie
impregnata con leganti acrilici del peso minimo di 1.200 gr/mq.; in moquette di velluto di nylon tessuto
sistema "tufted" con circa 100.000 punti al mq. su trama di nylon a maglie larghe e con fissaggio in
resine sul rovescio di circa 2000 gr/mq. I citati pavimenti saranno posti su sottofondi che presentino
una umidità inferiore al 25%, eseguiti in malta di cemento, frattazzati e quindi rasati con mastice
livellatore consigliato dalla casa produttrice. I pavimenti saranno quindi incollati a temperatura
ambiente idonea con l'impiego di collanti neoprenici, acetovinilici od altri, come consigliato dalla casa
produttrice.
I menzionati pavimenti da incollare saranno in teli o in quadrotti secondo le indicazioni della Direzione
Lavori che prima della posa approverà la campionatura, di cui potrà venire chiesta anche la posa in
opera.
I prezzi riportati sono relativi sia all'esecuzione "ex novo" di pavimentazioni, che a sostituzioni, ripristini
totali o parziali.
ART. 47 - RIVESTIMENTI
I rivestimenti in materiale di qualsiasi genere, sia esterni che interni, saranno eseguiti con i materiali la
cui campionatura sarà approvata dalla Direzione Lavori.
Nel caso di ripristini parziali in un singolo ambiente od all'estero i materiali da impiegare saranno del
tutto simili a quelli già in opera, eventuali leggere variazioni saranno accettate con la campionatura
dalla Direzione Lavori, che potrà per altro disporre il lievo completo dei rivestimenti attigui per il totale
rifacimento "ex novo".
Gli elementi di rivestimento verranno posti in modo che le fughe risultino perfettamente regolari od
allineate con gli elementi combacianti fra loro.
I materiali di rivestimento porosi, anche solamente su una faccia, prima del loro impiego verranno
abbondantemente bagnati per immersione.
Per qualsiasi rivestimento verrà comunque eseguito almeno l'intonaco completo finito a frettazzo
grosso senza l'ultima mano di malta fine, gli spigoli dell'intonaco saranno a filo retto, salvo ulteriori
precisazioni di seguito esposte.
Ogni tratto di rivestimento appena ultimato dovrà essere immediatamente e convenientemente lavato
e pulito.
Il taglio di elementi di rivestimento per la formazione esatta di bordi o di incassature o di spigoli dovrà
avvenire con attrezzatura adeguata in modo da ottenere tagli rettilinei privi di scheggiature.
Gli elementi terminali dei rivestimenti avranno anche il taglio che rimane in vista smaltato.
In locali pavimentati con materiali litoidi la posa dei rivestimenti seguirà quella della pavimentazione e
le relative due mani di levigatura.
L'esecuzione dei rivestimenti e della tinteggiatura precederà la posa di qualsiasi tipo di pavimento
incollato o in doghe di legno inchiodate.
Sulle prime due mani di intonaco finito a frettazzo grosso la posa dei rivestimenti in maiolica, in grès, in
terracotta greificata, in klinker, in mosaico vetroso, in pietra avverrà con malta bastarda; le giunzioni
saranno sigillate con cemento bianco o colorato.
I rivestimenti in pietra con elementi di superficie inferiore ai 0,30 mq. avranno lo spessore non inferiore
a cm. 2 e gli elementi di superficie maggiori a 0,30 mq. saranno fissati anche con zanche di ottone di
dimensione adeguata ed avranno lo spessore comunque non inferiore a cm. 3; le lastre di
rivestimento avranno comunque una larghezza indicativa non inferiore a cm. 25; esse saranno levigate
con la mola comprese le coste che rimarranno in vista.
La lavorazione delle coste, degli spigoli a smusso, degli elementi d'angolo concavo e convesso delle
teste terminali dei rivestimenti avverrà con opportuna sagomatura, come da precisazione della
Direzione Lavori.
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Nei rivestimenti verranno eseguiti, senza che risultino in vista sbrecciature di nessun tipo, per i prodotti
ceramici anche del solo smalto, tutti i fori per gli impianti tecnologici per la posa di pezzi speciali e per
altri passaggi od applicazioni ed in genere per tutte le necessità degli alloggi e del fabbricato.
I rivestimenti plastici a base di polvere di quarzo, di mica, di granito ovvero di graniglia minutissima di
pietre resistenti o di sabbie silicee o quarzifere, legate con resine sintetiche incolori o caricate con
pigmenti resistenti anche all'atmosfera fortemente corrosiva, saranno applicati su due mani d'intonaco
comune di cui l'ultima finita con frettazzo grosso; prima della loro applicazione l'intonaco, se richiesto
dalla D.L., potrà essere trattato con una o due mani di emulsione bituminosa, speciale per detto
impiego, consigliata dalla casa produttrice, prodotta da primarie ditte specializzate, fornita in fusti
originali sigillati. Detti rivestimenti plastici corrisponderanno anche per colore e grana alla
campionatura eseguita su intonaco accettata dalla Direzione Lavori; saranno forniti in cantiere entro
contenitori originali sigillati, verranno posti in opera con macchina spruzzatrice o con frettazzone e
quindi verranno trattati secondo le indicazioni della Direzione Lavori, semplicemente battuti, battuti o
lamati, o graffiati o frettazzati al rustico.
Le piastrelle di maiolica o di vetrochina avranno la dimensione di cm. 7,7 x 15 o 10 x 10 o 15 x 15,
saranno di colore anche forte ed in tutto uguali alla campionatura scelta dalla Direzione Lavori, di prima
scelta assoluta, con la superficie smaltata o vetrificata priva di cavillature e di bolle, perfettamente
piane in modo che fra due elementi posti faccia contro faccia non risultino vuoti, con spigoli rettilinei
esattamente perpendicolari fra loro. Le piastrelle saranno poste con la base maggiore orizzontale o
verticale con fughe continue o sfalsate come richiesto dalla Direzione Lavori.
Le stesse caratteristiche delle maioliche valgono per gli elementi in gres, klinker, terracotta, e per la
loro posa; le misure degli elementi saranno quelle scelte con la campionatura dal Direttore dei Lavori.
I materiali e, ove previsto gli elementi completi, risponderanno a quanto disposto da Norme e Leggi in
vigore, ivi comprese le norme UNI; ove detti disposti fossero del tutto inesistenti essi dovranno avere
almeno l'approvazione dell'I.C.I.T.E. o, se prodotti all'estero, l'approvazione del corrispondente Istituto.
Salvo diversa indicazione i locali per bagni e docce saranno rivestiti in piastrelle di maiolica su tutte le
pareti per una altezza di ml. 1.80/2.00 ed i locali per cucine avranno la parete su cui sono applicati gli
apparecchi rivestite fino a ml. 1,50 minimo.
Il rivestimento esterno ed interno verrà misurato sulla proiezione verticale od orizzontale della sola
parte che rimarrà in vista escluso pertanto ogni sormonto per ricoprimento, giunzioni, parti ricoperte da
altro tipo di rivestimento; verranno computate solamente le parti non viste ricoperte dalle mostre di
serramenti e dai battiscopa.
I prezzi riportati sono relativi sia all'esecuzione "ex novo" di rivestimenti per intere pareti o facciate che
per sostituzioni, ripristini totali o parziali delle medesime.
ART. 48 - SERRAMENTI
Definizioni.
Sono componenti delle strutture portanti o autoportanti e dei tramezzi divisori interni. Quelli
esterni assolvono alla principale funzione di areazione ed illuminazione degli ambienti abitativi ai
quali devono essere proporzionate le loro dimensioni.
Inoltre devono rispondere ai requisiti di continuità con la struttura associata, di tenuta e
resistenza agli agenti atmosferici, di sicurezza, durevolezza e facilità di manovra delle parti
mobili, di coibenza termo-acustica, trasparenza e schermatura alla luce.
I serramenti interni adempiono alla principale funzione di separazione ed accesso agli ambienti
abitativi e devono rispondere in misura appropriata ai requisiti di sicurezza, durevolezza,
continuità con la struttura associata, resistenza agli urti, facile manovrabilità delle parti mobili e
coibenza termo-acustica.
Deve essere assicurato il coordinamento dei serramenti in rapporto a quello delle strutture.
Infissi esterni.
Per assolvere
alle suddette funzioni, devono essere particolarmente osservate le seguenti
prescrizioni:
1) Requisiti termo-igrometrici: tutti gli infissi esterni di finestre e porte-finestre devono garantire
tenuta all'acqua e all'aria e la resistenza alla pressione del vento, nei limiti appresso indicati.
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Le prestazioni termo-igrometriche e di impermeabilità dei serramenti sono regolamentate dalle
norme UNI 7518-7519-7520-7521-7522-7523-7524-7525; dalla norma UNI-EN 42 e dalle direttive
comuni UEAtc-ICITE per l'agrement delle finestre.
In particolare, tenendo conto della zona geografica delle caratteristiche climatiche e di altri fattori,
si richiedono le seguenti classi di prestazioni:
- permeabilità all'aria: classe A2 (vedi direttive UEAtc pag.5, paragrafo 2211);
- tenuta all'acqua: classe E2 (vedi Direttive UEAtc pag. 5 par., 2212);
- resistenza al vento: classe V2 (vedi Direttive UEAtc pag. 11, par. 322).
Devono inoltre garantire, con la loro parte apribile, la ventilazione degli ambienti per almeno 10
ricambi d'aria all'ora.
Requisiti di sicurezza: i vetri devono avere spessore adeguato alle dimensioni degli infissi.
Gli infissi particolarmente soggetti ad urto devono essere dotati di vetro retinato o di sicurezza e,
ad ogni modo, in conformità dei regolamenti comunali vigenti.
Ove necessario, gli infissi e i serramenti esterni devono contenere accorgimenti particolari contro la
intrusione e la effrazione.
Requisiti di uso e conservazione: tutti gli infissi devono essere di facile impiego con manovra
consentita a mano da una persona in piedi.
Tutte le superfici vetrate devono essere accessibili per la pulizia.
In caso di serramenti con doppi vetri, questi dovranno essere garantiti per almeno 10 anni contro i
pericoli di condensazione tra le due lastre.
Devono essere saldamente fissati lateralmente, superiormente e/o inferiormente, a seconda delle
tecniche usate e delle caratteristiche costruttive degli stessi.
Deve inoltre essere garantita la solidità e robustezza degli infissi e la adeguatezza del tipo di
serratura.
Infissi interni.
Per assolvere alle suddette
funzioni devono
essere particolarmente rispettate le seguenti
prescrizioni:
1) Requisiti acustici: gli infissi interni devono essere tali, per le loro caratteristiche di materiali e di
posa, da attenuare i rumori prodotti per via aerea. L'attenuazione deve essere pari al 50% di quella
richiesta per i divisori fissi.
2) Requisiti di uso e conservazione: tutti i serramenti devono essere di facile manovrabilità e di
congrua durata. Devono essere tali
da realizzare una facile rimovibilità e sostituzione, e
contemporaneamente devono essere saldamente fissati con tecniche idonee ai divisori o,
preferibilmente, alle strutture portanti soprastanti e sottostanti (soffitti-solai).
3) Sicurezza: deve essere garantita la solidità e robustezza dell'infisso e la adeguatezza del tipo di
serratura.
Le prestazioni delle porte sono regolamentate dalle "Direttive comuni per l'agrément delle porte"
UEAtc-ICITE.
Normativa attuale per i serramenti in genere:
- quella già richiamata, ed inoltre:
- D.M. 30.10.1912
- U.N.I. 3016
- U.N.I. da 2982 a 3003
- U.N.I. da 3196 al 3197 - da 3205 a 3209
Caratteristiche degli infissi in legno.
Gli infissi in legno saranno eseguiti sagomati e muniti degli accessori, secondo i campioni e le
indicazioni che darà la Direzione dei Lavori.
E' fatto obbligo all'appaltatore di attenersi ai tipi ed alle prescrizioni fatte dalla D.L. - Il legname
dovrà essere perfettamente lavorato e piallato e risultare, dopo ciò, dello spessore richiesto,
intendendosi che le dimensioni e gli spessori dei disegni sono fissati per lavoro ultimato, né
saranno tollerate eccezioni a tale riguardo, dovendo
l'appaltatore provvedere legname di
spessore superiore a quello richiesto per il lavoro finito.
I serramenti e le altre opere saranno piallati e raspati con carta vetrata e pomice in modo da far
scomparire qualsiasi sbavatura. E' proibito inoltre assolutamente l'uso del mastice per coprire difetti
naturali del legno e difetti di costruzione.
Le unioni dei ritti con i traversi saranno eseguite con le migliori regole d'arte; i ritti saranno
continui per tutta l'altezza del serramento, ed i traversi collegati a dente e mortisa con caviglie di
legno duro e con bietta a norma delle indicazioni che darà la Direzione dei Lavori. I denti e gli
incastri a maschio e femmina, dovranno attraversare dall'una all'altra parte i pezzi in cui verranno
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calettati, le linguette dovranno comunemente avere la grossezza di 1/3 del legno e saranno
incollate.
Nelle fodere dei serramenti e dei rivestimenti a superficie liscia o perlinata, le tavole di legno
saranno connesse, a richiesta della Direzione dei Lavori, o a dente e capole ed incollate, oppure a
canale unito con apposita animella di legno duro incollata su tutta la lunghezza.
Le battute delle porte senza stipiti verranno eseguite a risega tanto contro le mazzette quanto fra le
due imposte. La battuta contro le mazzette verrà eseguita soltanto all'esterno, restando in luce lo
zoccolo e le intelaiature.
Le unioni delle parti delle opere in legno e dei serramenti verranno fatte con viti, usando chiodi o
punte di Parigi solo quando sia espressamente indicato dalla Direzione dei Lavori.
Tutti gli accessori, apparecchi di chiusura, di sostegno, di manovra, ecc. dovranno essere, prima
della loro applicazione, accettati dalla Direzione dei Lavori.
La loro applicazione alle varie opere dovrà essere fatta a perfetto incastro mediante bulloni a
vite, per modo da non lasciare alcuna discontinuità.
Ciascun lavoro in legno o serramento, prima dell'applicazione della prima mano di olio di lino cotto,
dovrà essere sottoposto all'esame ed alla accettazione provvisoria della Direzione dei Lavori, la
quale rifiuterà, senza eccezione, tutti quelli che fossero stati verniciati e coloriti senza tale preventiva
visita di accettazione.
L'accettazione dei serramenti e delle altre opere in legno non è definitiva se non al momento della
posa in opera, e se, malgrado ciò, le opere andassero poi soggette a fenditure, screpolature,
incurvamenti e dissesti di qualsiasi specie prima che il lavoro sia definitivamente collaudato,
l'appaltatore sarà obbligato a rimediarvi, cambiando a sue spese i materiali e le opere difettose.
Collocamento di opere in legno.
Le opere in legno come infissi di finestre, porte, vetrate, ecc. saranno collocate in opera fissandole alle
strutture di sostegno, a seconda dei casi, mediante grappe di ferro a viti assicurate a tasselli cuneati di
legno od a controtelai debitamente murati.
Tanto durante la loro giacenza in cantiere, quanto durante il trasporto, sollevamento e
collocamento in sito, l'appaltatore dovrà curare che esse non abbiano a subire alcun guasto o
lordura, proteggendole convenientemente dagli urti, dalla calce, ecc. con stuoie, coperture, paraspigoli
di fortuna, ecc.
Il collocamento in opera dovrà essere eseguito con tutte le cautele e cure del caso e l'opera dovrà
essere convenientemente protetta, se necessario, anche dopo il collocamento, essendo
l'Appaltatore unico responsabile dei danni di qualsiasi genere che potessero essere eventualmente
arrecati alle cose poste in opera, anche dal solo traffico degli operai durante e dopo l'esecuzione
dei lavori, ciò anche se i danni fossero causati da persone o cose dipendenti da altre ditte operanti
nella manutenzione degli stessi alloggi e/o fabbricati o da sconosciuti.
Nell'esecuzione della posa in opera le grappe dovranno essere murate con malta di cemento,
restando vietato l'uso del gesso per quelle cadenti entro strutture murarie, e fissate con resine speciali
o con piombo fuso e battuto a mazzuola per quelle cadenti entro pietre, marmi, ecc.
Sarà
a carico dell'appaltatore
ogni opera necessaria per permettere il libero e perfetto
movimento dell'infisso posto in opera, come pure il verificare che il collocamento in opera degli infissi
sia eseguito nell'esatta posizione richiesta e con tutte le regole dell'arte, restando a suo carico la
correzione delle imperfezioni che venissero riscontrate anche in seguito.
I serramenti dovranno sempre adattarsi con precisione ai fori ottenuti od esistenti nelle murature,
qualora sia da predisporre un nuovo serramento, le misure andranno rilevate in sito.
Nel caso di produzioni industriali di serie i serramenti avranno un certificato di accettazione da parte
dell'I.C.I.T.E. o, se prodotti all'estero, di analogo Istituto straniero.
I serramenti avranno le dimensioni, le partiture, il numero di ante apribili ed il senso d'apertura come
indicato dalle disposizioni della Direzione Lavori.
Gli spessori dei regoli formanti il serramento, comunque indicati s'intendono netti per elementi finiti.
I prezzi esposti sono medi per il compenso delle varie metrature dei singoli serramenti impiegati
nell'opera oggetto dell'appalto e per qualsiasi movimento di apertura.
Gli elementi vetrati fissi saranno realizzati con un telaio portavetro fissato al controtelaio a muro per
mezzo di viti.
Le battute di elementi d'acciaio fra loro ed anche contro legno, ove non avvenga con l'interposizione di
un profilato continuo di bordo di neoprene, saranno dotate di tasselli in materiale elastico durevole nel
tempo, posti alla distanza di almeno 70 cm. e comunque almeno in numero di due per ciascun
elemento.
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I serramenti dovranno comunque resistere, senza alcuna deformazione, agli urti e sforzi, seppur
accidentali, provocati dai futuri utenti nella normale fruizione dell'alloggio,
Gli elementi di fissaggio o di chiusura, suscettibili di usura, dovranno essere facilmente sostituibili.
All'atto della consegna e per il periodo di garanzia previsto dalle Leggi vigenti, le apparecchiture e le
chiusure risulteranno perfettamente funzionanti e si conserveranno tali.
I vetri poggeranno sempre su letto di stucco, essi saranno bloccati con braghettone fissato a vite o, per
i serramenti metallici, a scatto.
Tutti i serramenti sotto l'azione del vento e di scuotimenti dovuti al passaggio anche di mezzi speciali
stradali, aerei e ferroviari non dovranno dar luogo a vibrazioni ed in particolare i vetri dovranno risultare
ben allettati nello stucco.
I telai di tutti i serramenti dovranno risultare perfettamente piani e conservarsi tali.
Salvo diversa indicazione della D.L. i vetri trasparenti saranno sempre e comunque del tipo
semidoppio, con esclusione del tipo "belga" di spessore intermedio fra il semplice e semidoppio; essi
saranno di lavorazione perfetta, trasparenti senza rigature, riflessi, opacità e bolle.
Secondo le indicazioni contenute nel presente Capitolato le maniglie di tutti i serramenti saranno
pesanti con le sagomature scelte dalla D.L. in ottone cromato od in acciaio inossidabile.
Serramenti esterni e portoncini d'ingresso.
Salvo quanto più sopra previsto nel caso di sostituzione di una sola parte di serramenti di un edificio,
valgono le norme di seguito riportate.
Tutti i serramenti esterni dovranno essere a perfetta tenuta d'aria e d'acqua, anche con
contemporaneità dei fenomeni ed avuto riguardo delle condizioni atmosferiche locali.
Le ante di finestra avranno almeno due cerniere, mentre quelle delle porte-finestre e delle porte
avranno tre cerniere; le cerniere potranno essere anche con lama da inserire nel corpo del serramento
ovvero, per i serramenti in alluminio ed in acciaio, da fissare esternamente ai telai.
La traversa inferiore dei telai mobili sarà sempre dotata di gocciolatoio. La traversa inferiore dei telai
fissi delle finestre sarà munita di vaschette raccogligocce, con tubicini verso l'esterno in ottone per i
serramenti in legno; essa avrà sulla superficie verso il basso una scanalatura per alloggiare il dente di
battuta del davanzale, realizzata in lama d'ottone da 3 x 15 mm. incassato per 5 mm., continua, in
modo tale da formare vaschetta; per assicurare una perfetta tenuta, l'appoggio sul davanzale del telaio
fisso avverrà previa stesura, con idonea apparecchiatura o in prodotto preconfezionato, di un nastro di
mastice plastico polimerizzante non contenente essenze oleose.
Le ante di finestra avranno fissaggio doppio (in alto ed in basso con "cremonese"), le ante di portefinestre fissaggio triplice (in alto, in basso e con mezzo volantino all'altezza della maniglia). I fermi
superiore ed inferiore per il passaggio dell'asta della "cremonese", saranno regolabili in modo che
l'innesto dell'asta risulti sempre fermato.
Tutte le ante avranno almeno duplice battuta contro il telaio fisso.
Il doppio telaio mobile dei serramenti sarà apribile, in modo da consentire la pulizia all'interno
dell'intercapedine; i chiavistelli d'apertura saranno posti nel taglio dei serramenti e non saranno visibili
pertanto, a serramenti chiusi.
L'anta che non risultasse normalmente apribile sarà fissata superiormente ed inferiormente da un
catenaccio posto nello spessore del serramento.
I portoni d'ingresso agli edifici plurifamiliare od unifamiliari se a due ante, avranno una normale
chiusura fissata con catenacci superiori ed inferiori.
I portoncini d'ingresso al fabbricato dall'esterno o di accesso all'alloggio dal vano scala o da terrazzini
al piano rialzato avranno, se in legno, il telaio fisso costituito da una cassa murale, se in acciaio, una
cassa in lamierino fissata con riempimento di calcestruzzo confezionato con ghiaino fino.
I serramenti che risultino apribili dall'esterno non saranno dotati di persiane avvolgibili, avranno una
serratura tipo Yale e maniglia, in mancanza di indicazioni saranno ciechi, salvo una fessura vetrata di
larghezza non superiore a cm.10 dotata di inferriata in acciaio cromato.
Nel caso di edifici plurifamiliari il portone principale d'ingresso al fabbricato sarà dotato di dispositivo di
apertura elettrica azionabile dall'interno di ogni alloggio e collegato con l'impianto citofonico.
I portoncini d'ingresso agli alloggi saranno dotati di spioncino a lente con chiusura dall'interno, di
serratura tipo Yale e robuste maniglie; in corrispondenza alla serratura fissata ad incastro il portoncino
sarà opportunamente rinforzato.
I telai fissi di serramenti esterni verranno posti con zanche profondamente murate.
Salvo diversa indicazione contenuta nel presente Capitolato, le persiane avvolgibili saranno in cloruro
di polivinile del tipo da circa 5/7 kg/mq, a stecche distanziabili rinforzate con verghe poste all'interno
delle stecche, in acciaio pieno o profiltubo secondo le disposizioni della D.L. che fisserà previa
campionatura anche le distanze a cui dette verghe verranno poste; esse saranno senza apparecchi a
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sporgere, complete di cassonetto coprirullo, di guide in plastica od in acciaio, di talloni di arresto con
paracolpi in gomma, di rullo di avvolgimento in legno od acciaio completo di pulegge munite di
cuscinetti a sfera, di staffe di sostegno per fissaggio alla muratura, di rullini di rinvio e guidacinghia, di
cassetta da incasso in plastica con avvolgitore automatico per la cinghia con placca in ottone cromato.
Al piano rialzato ed al piano terra, le persiane avvolgibili saranno dotate di dispositivi di fissaggio a
persiana chiusa.
Le persiane avvolgibili superiori ai mq. 2,00 potranno avere, se richiesto dalla D.L., un riduttore alla
puleggia.
Il prezzo con cui vengono compensate le persiane avvolgibili è comprensivo della fornitura e posa di
ogni apparecchiatura necessaria per il completo e corretto funzionamento delle stesse anche se non
espressamente menzionato.
I cassonetti coprirullo saranno sempre dotati di una portella incernierata che permetta una facile
ispezione del rullo avvolgitore ed una sua facile rimozione e saranno prolungati fino al soffitto,
Gli oscuri ad ante mobili ripiegabili a libro o semplici, secondo le disposizioni della D.L. e le necessità
costruttive, saranno dotati di due cerniere per elemento nei casi di finestre, di tre cerniere nei casi di
porta-finestre, avranno chiusura centrale a "spagnoletta", perni di fissaggio e lame di battuta inserite
profondamente nella muratura ed annegate con malta di cemento.
Serramenti interni.
Le porte interne saranno poste su "cassa morta" fissata alla muratura con robuste zanche, nel caso di
posa in corrispondenza a pilastri e comunque a getti di calcestruzzo. Le zanche saranno fissate ai ferri
d'armatura previamente scoperti, ripristinando la rottura con malta di cemento; nel caso di serramenti
in acciaio i telai fissi in lamierino saranno fissati con zanche e bloccati con getti di calcestruzzo
confezionato con ghiaino.
I sopraluci per le normali porte interne giungeranno fino al soffitto e saranno dotati di lastre in vetro
stampato portato da proprio telaio, applicato a vite ad un telaio fisso,
Le porte interne sia con telaio mobile in legno che in tubolare d'acciaio, sia con lastronatura in legno
compensato che in altri materiali, saranno normalmente tamburate con un'anima a nido d'ape che,
salvo maggiori dettagli riportati sui disegni, avrà maglia quadrata di cm. 5 in alluminio, in legno, in
agglomerato di legno resistente all'umidità, in p.v.c. con esclusione del semplice cartone ondulato; per
rendere solidale la lastronatura con il nido d'ape verranno impiegati i collanti più idonei, lo stacco delle
lastronature dal supporto, anche in pochi elementi, sarà causa di rifusione dell'intera partita.
Le porte saranno dotate di serrature ad incasso con chiave e maniglia, la maniglia e la toppa della
chiave avranno una mostra unica in ottone cromato fissata con quattro viti a goccia di sego, in
corrispondenza all'incasso della serratura le porte saranno convenientemente rinforzate.
Norme generali per la costruzione dei serramenti in legno.
Il legname destinato alla costruzione degli infissi dovrà essere completamente stagionato in modo
naturale, non essendo consentita nessun'altra forma di stagionatura. La percentuale di umidità
massima ammessa sarà del 15% da determinare così come stabilito dalle norme UNI 4391.
Il legname sarà di prima scelta con esclusione di nodi, verranno scartati i serramenti ed i regoli con
nodi passanti e con eventuali nodi superficiali tassellati, solo in quest'ultimo caso potrà applicarsi un
deprezzamento percentuale delle forniture; per quanto sopra i serramenti verranno sottoposti alla
visione del Direttore dei Lavori prima di qualsiasi trattamento superficiale.
Salva diversa indicazione le essenze saranno di abete con l'impiego del pino o del larice per le
traverse inferiori di tutti i serramenti, per i gocciolatoi, per le eventuali perlinature inferiori di portefinestre e per le parti poste a meno della quota + 0,60 sul piano del marciapiede esterno. Salvo diverse
indicazioni nel presente Capitolato a lavorazione finita i regoli avranno le seguenti dimensioni, con una
tolleranza del 2% (s'intende tolleranza lo scarto in più o in meno riscontrato mediamente sui
serramenti, non rientra nella tolleranza lo spessore inferiore rilevato costantemente), e le seguenti
modalità di collegamento fra loro: per le traverse superiori, per i montanti di cerniera e di battuta
spessore mm. 45, larghezza mm.100, larghezze degli altri elementi e loro accoppiamento ed eventuali
particolari desunti dai tipi riportati nel "Manuale dell'Architetto" edito dal Consiglio Nazionale delle
Ricerche salvo diverse indicazioni della Direzione Lavori cui spetterà comunque la scelta dei tipi di
accoppiamento da adottare. Gli incastri saranno comunque a mortasa e tenone di adeguato spessore
passanti incollati e fissati con spine in lega di alluminio ed acciaio inossidabile a forma di croce con
taglio netto; ove possibile la mortasa sarà chiusa, in caso contrario l'incastro sarà triplo; il gocciolatoio
applicato alla traversa inferiore sarà applicato ad incastro ed incollato.
Il legname sarà perfettamente lavorato, piallato e scartavetrato in modo da avere una superficie
perfettamente liscia e regolare. I regoli saranno in un sol pezzo senza giunzioni di sorta.
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Gli infissi che non presentino i requisiti di qualità e di lavorazione richiesti saranno rifiutati dalla D.L. e
dovranno essere rimossi ed allontanati dal cantiere.
L'appaltatore dovrà a sua cura e spesa provvedere alla sostituzione, e fino all'approvazione del
collaudo da parte dell'appaltante, gli infissi che non dovessero rispondere alle caratteristiche ed alle
prove richieste, quelli che manifestassero difetti, guasti, degradamenti e vizi sfuggiti agli esami
preliminari, quelli che non siano conformi alle norme del presente Capitolato ed agli ordini impartiti,
nonchè tutte le parti che presentassero fenditure, screpolature, svergolamenti, incurvamenti o guasti e
difetti di qualsiasi altro genere, ancorchè gli infissi siano stati provvisoriamente accettati, collocati in
opera e verniciati.
In tale evenienza l'appaltatore dovrà eseguire a propria cura e spesa ogni opera di quanto dovuto
rimuovere e manomettere, restando obbligato al risarcimento degli eventuali danni conseguenti.
L'anta apribile di finestre e portefinestre potrà essere predisposta sia per vetri da infilare sia per vetricamera con l'applicazione di fermavetro fissati con viti di acciaio.
L'applicazione degli accessori avverrà a perfetto incastro in modo da non lasciare alcuna discontinuità
sulle superfici.
Qualora la sostituzione dovesse essere eseguita fissando il nuovo serramento e preesistente telaio, si
dovrà in ogni caso procedere alla rimozione del traverso inferiore ed eventualmente, anche di quello
superiore.
Il telaio fisso del nuovo serramento dovrà essere eseguito in modo tale che sul perimetro esterno dello
stesso, escluso il traverso inferiore sia ricavata una battuta di mm. 15 fino a 20 in modo da formare
coprigiunto con il telaio preesistente, non sarà ammesso in alcun modo che tale battuta sia eseguita
con cornici riportate.
Prima dell'applicazione e fissagio, questa battuta, dovrà essere siliconata in modo da garantire la
perfetta tenuta.
Ad installazione eseguita, saranno applicate le cornici coprigiunto tra il nuovo serramento e le
murature.
Le parti che per possibili necessarie rimozioni non verranno fissate in modo definitivo con incastri e
colle saranno applicate esclusivamente con viti d'ottone a goccia di sego (braghettoni fermavetro,
accessori, ecc.):
L'applicazione degli accessori avverrà a perfetto incastro in modo da non lasciare alcuna discontinuità
sulle superfici, le viti, prima del loro fissaggio, saranno impregnate con olio di lino.
Dopo il preventivo esame da parte della Direzione Lavori, a tutti i serramenti verrà applicata una prima
mano di olio di lino cotto fino a perfetta impregnatura del legname, escludendo quelli per cui è prevista
la verniciatura.
Le persiane avvolgibili, se richieste in legno, saranno in essenza di pino di Svezia o abete, avranno le
stecche dello spessore di mm. 14, del tipo distanziabile, con robusti ganci in acciaio fortemente zincato
e saranno complete di tutti gli accessori richiamati nella descrizione delle persiane con stecche in
p.v.c., la prima stecca sarà in legno duro con esclusione dell'essenza ramino o simili.
Agli effetti contabili le persiane avvolgibili, complete di cassonetto ed accessori, gli oscuri, le finestre e
le porte-finestre saranno misurati all'esterno del foro netto delimitato dagli stipiti, dalle soglie o
davanzali e dall'architrave (con un minimo contabilizzabile di mq. 1,60) mentre le porte interne saranno
misurate sulle luci apribili del foro finito.
Nel caso di sostituzione o rifacimento di parti la misurazione avverrà in modo geometrico a metro
lineare per regoli ed a metro quadrato per parti di persiane avvolgibili o scuro od ante piene.
Qualora si tratti di sostituzione solamente di parti di serramenti di un edificio essi avranno sempre
essenze, spessori, sagomature, ferramenta ed ogni altro particolare di forniture e lavorazione uguale a
quello dei serramenti esistenti.
I prezzi riportati nell'elenco relativi ai serramenti sono comprensivi di ogni onere e spesa sia per la
sostituzione ex novo di serramenti per almeno un alloggio che di un singolo elemento.
Sono escluse le sole assistenze murarie.
ART. 49 - OPERE DA PITTORE
Definizioni.
Tinteggiature e verniciature.
Si definisce tinteggiatura o verniciatura lo strato finale applicato alle superfici di componenti o
parti dell'edificio e atto ad assolvere alle funzioni di resistenza agli agenti atmosferici e di
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conservazione specificatamente richieste per ogni ambiente cui è destinato, nel rispetto delle
Prescrizioni Tecniche.
Prescrizioni particolari.
Le pitturazioni dovranno contribuire ad assicurare la rispondenza ai requisiti richiesti dei componenti e
delle opere sulle quali sono applicate.
Devono essere particolarmente seguite le seguenti prescrizioni:
Materiali.
Per quanto riguarda la proprietà e metodi di prova dei materiali si farà riferimento alla UNI 4715 alle
norme UNICHIM. In ogni caso saranno presi in considerazione solo prodotti di ottima qualità, di
idonee e costanti caratteristiche, per i quali potrà peraltro venire richiesto che siano corredati dal
"Marchio di Qualità Controllata" rilasciato dall'Istituto Italiano del Colore (I.I.C.).
Per le definizioni vedasi il Manuale UNICHIM 26-Glossario delle Vernici.
Materie prime e prodotti di base.
I metodi di campionamento dovranno essere conformi ai metodi unificati di cui al Foglio di Norme
(F.M.) UNICHIM 74-1969.
I pigmenti ed i pigmenti riempitivi (cariche) dovranno rispondere, per caratteristiche e metodi di
prova, alle norme UNICHIM di pari oggetto.
Resine, leganti, solventi, diluenti potranno essere di tipo naturale o sintetico, secondo i casi.
Le relative caratteristiche saranno
accertate con le determinazioni ed i metodi di prova
UNICHIM di cui all'argomento 52. (Resine e leganti per pitture e vernici) ed al Foglio di Informazioni
(I.U.) UNICHIM 1-1972 (Solventi di origine minerale per prodotti vernicianti).
Prodotti per tinteggiature - Idropitture.
Per le pitture di che trattasi, o più in particolare per le idropitture, oltre alle prove contemplate
nella UNI 4715 precedentemente citata, potranno venire richieste delle prove aggiuntive di
qualificazione, da eseguire nel tipo e con le modalità di seguito specificate o nei tipi
diversamente prescritti dalla Direzione Lavori:
- Prova di adesività: su un pannello di amianto-cemento compresso (v. F.N. UNICHIM 14-1969) di
dimensioni 30 x 60 cm. verranno applicate a pennello, con intervallo di 24 h due mani di
idropittura (spessore 30 o 40 micron per mano secondo che l'idropittura sia per esterno o per
interno); dopo 28 gg. di permanenza in camera condizionata a 20oC e 65% U.R. sul pannello
verranno applicate due strisce di nastro adesivo (tipo Scotch
3M) di 5 x 40 cm., incidendo i bordi delle stesse fino ad intaccare il supporto; a distanza di 24 h
le provette verranno staccate a mano lentamente.
La prova sarà considerata positiva se, in nessuna provetta, verranno osservate adesioni di film
staccato dal supporto.
- Prova di resistenza agli alcali: un pannello preparato e confezionato come sopra con i bordi
protetti per 20 mm. mediante immersione in paraffina fusa, verrà annegato per 40 cm. in una
soluzione di N/10 di idrossido di sodio in acqua distillata per la durata di 5 giorni.
La prova verrà considerata positiva se, all'estrazione del campione, non verranno osservate
alterazioni della pellicola nè stacchi o rilasci del pigmento; all'essiccazione non dovranno osservarsi
sfarinamenti (v. M. UNICHIM 175-2971), sfaldamenti od alterazioni di tinte, valutate queste ultime a
confronto con analogo provino confezionato c.s. ma non sottoposto alla prova.
- Prova di lavabilità: sarà eseguita in conformità al metodo UNICHIM 168-1972. I provini saranno
costituiti da pannelli di amianto-cemento del tipo compresso, delle dimensioni di 45 x 17 cm. sui
quali verranno applicati uno o più strati di idropittura fino ad ottenere una pellicola dello spessore di
50 - 10 m.; i pannelli verranno quindi condizionati per 7 gg. in ambiente a 23 + 2oC ed a 50 + 5% U.R.
La prova sarà effettuata con l'impiego di apposita soluzione detergente e l'apparecchio di lavaggio
Gardner mod. 105 della Gardner Laboratories inc. USA. I provini verranno sottoposti a 60 o 75 cicli di
spazzolatura secondo che si tratti di idropittura per interno o per esterno.
La prova verrà considerata positiva se, al termine della stessa, non verranno constatate alterazioni di
sorta.
- Prova di resistenza al gelo-disgelo: sarà eseguita sulle idropitture a base di resine sintetiche in
dispersione acquosa con le modalità descritte nel metodo UNICHIM 248-1975. A prova ultimata, il
campione di "prova" non dovrà presentare alterazioni di sorta (flocculazioni, grumi ecc.) né sensibili
differenze rispetto al campione "testimone".
- Prova di impermeabilità al vapore d'acqua: sarà effettuata con le modalità descritte nel metodo
UNICHIM 249-1975.
Pitture.
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Ai fini della presente normativa verranno definiti come tali tutti i prodotti vernicianti non
classificabili tra le idropitture di cui al precedente punto nè tra le vernici trasparenti e gli smalti.
Di norma saranno costituite da un legante, da un solvente (ed eventuale diluente per regolarne la
consistenza) da un pigmento (corpo opacizzante e colorante); il complesso legante + solvente,
costituente la fase continua liquida della pittura, verrà definito, con termine già in precedenza
adoperato, veicolo.
Il meccanismo predominante nell'essicazione potrà consistere nell'evaporazione del solvente, in
una ossidazione, in particolari reazioni chimiche e trasformazioni organiche (policondensazioni,
polimerazioni, copolimerizzazioni), catalizzate o meno, ed in alcuni casi anche nella combinazione di
tali processi.
Con riguardo alla normativa, si farà riferimento oltre che alla UNI 4715 precedentemente
richiamata, anche alle UNICHIM di argomento 53/57 (Prodotti vernicianti-Metodi generali di prova)
ed in particolare alle seguenti norme:
- F.N. 29-1969 - Campionamento dei prodotti vernicianti;
- F.N. 30-1969 - Esame preliminare e preparazione per il collaudo dei prodotti vernicianti;
- F.N. 31-1969 - Pannelli normalizzati per il collaudo dei prodotti vernicianti; - F.N. 32-1969 Atmosfera normale di condizionamento dei prodotti vernicianti;
- M.U. 187 - Stendifilm a spessore controllato per l'applicazione di pitture e vernici;
- M.U. 169 - Misura dello spessore di pellicola dei prodotti vernicianti.
Vernici trasparenti.
Saranno perfettamente trasparenti e derivate da resine o gomme naturali (flatting grasse e fini) o
da resine sintetiche, escludendosi in ogni caso l'impiego di gomme prodotte da distillazione.
Le vernici trasparenti dovranno formare una pellicola dura ed elastica, di brillantezza cristallina e
resistere alla azione degli olii lubrificanti e della benzina.
In termini quantitativi presenteranno adesività 0%, durezza 24 Sward Rocker, essicazione f. p.
4 - 6 ore, resistenza all'imbutitura per deformazioni fino ad 8 mm. (prova F.N. UNICHIM 40-1969).
Le vernici sintetiche e
quelle speciali (acriliche, cloroviniliche,
epossidiche, catalizzate
poliesteri, poliuretaniche, al clorocaucciù, ecc.) saranno approvvigionate nelle loro confezioni sigillate
e corrisponderanno perfettamente alle caratteristiche d'impiego e di qualità richieste.
Caratteristiche comuni saranno comunque l'ottima adesività, l'uniforme applicabilità, l'assoluta
assenza di grumi, la rapidità di essiccazione, la resistenza all'abrasione ed alle macchie nonché
l'inalterabilità all'acqua ed agli agenti atmosferici in generale.
Con riguardo alla metodologia di prova, fermo restando quanto riportato nelle generalità, dovrà
ancora essere rispettata la seguente normativa UNICHIM:
- F.N. 38-1969 - Prodotti vernicianti.
Prova di piegatura su mandrino cilindrico;
- F.N. 40-1969 - Prodotti vernicianti.
Determinazione della resistenza all'imbutitura;
- F.N. 39-1969 - Prodotti vernicianti. Determinazione della resistenza alla scalfitura;
- F.N. 101-1971 - Prodotti vernicianti.
Resistenza all'umidità. Metodo mediante immersione.
- F.N. 156-1971 - Pittura e vernici. Determinazione della resistenza ai liquidi.
Smalti.
In ogni caso, nel tipo grasso o nel tipo sintetico, presenteranno adesività 0% durezza 26 Sward
Rocker, finezza di macinazione inferiore a 12 micron, massa volumica 1,10 - 20% kg/dm3,
resistenza all'imbutitura per deformazione fino ad 8 mm.Gli smalti presenteranno altresì ottimo potere
coprente, perfetto stendimento, brillantezza adeguata (per i lucidi non inferiore a 90 Gloss, per i
satinati non superiore a 50 Gloss), nonché
resistenza agli urti, alle macchie, all'azione dell'acqua, della luce, degli agenti atmosferici e decoloranti
in genere.
Anche gli smalti, come le vernici, saranno approvvigionati in confezioni sigillate, con colori di vasta
campionatura. Per i metodi di prova si rimanda alle precedenti elencazioni.
Preparazione.
La preparazione deve essere differenziata a seconda del materiale su cui è eseguita.
Le superfici metalliche devono essere pulite, asciutte prive di ossidazione e se necessario
sabbiate. Le superfici in legno devono essere accuratamente stuccate con stucco sintetico e
successivamente carteggiate. Le superfici ad intonaco o a cemento devono essere spazzolate o
carteggiate per eliminare olii, polveri o irregolarità.
Fondo.
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Deve essere applicato un apposito fondo, adatto a determinare la coesione fra supporto e
pitturazione.
Sulle superfici di metallo devono essere applicate due mani di antiruggine al minio o ai
cromossidi, od essere eseguita una zincatura a caldo. Sulle superfici di legno il fondo deve essere
costituito da una imprimitura composta di acqua ragia ed olio di lino cotto per le pitturazioni
trasparenti, o con idonei materiali per le pitturazioni diverse.
Sulle superfici intonacate o cementizie, deve essere applicata una mano di fondo trasparente
antialcalino, per neutralizzare la alcalinità dei conglomerati e permettere l'aderenza della pittura.
Modo di esecuzione.
Le tinteggiature, coloriture e verniciature dovranno, se richiesto, essere anche eseguite con
colori diversi su di una stessa parete, con quanto occorra alla perfetta esecuzione dei lavori.
La scelta dei colori è dovuta al criterio insindacabile della Direzione dei Lavori e non sarà ammessa
alcuna distinzione tra colori ordinari e colori fini dovendosi in ogni caso fornire i materiali più fini e
delle migliori qualità.
Le successive passate di coloritura ad olio e verniciatura dovranno essere di tonalità diverse in
modo che sia possibile, in qualunque momento, controllare il numero delle passate che sono state
applicate.
In caso di contestazione, se l'appaltatore non è in grado di dare precisa dimostrazione circa il numero
di passate applicate, la decisione sarà a favore dell'Amministrazione appaltante, avendo l'appaltatore
l'obbligo, dopo l'applicazione di ogni passata e prima di procedere all'esecuzione di quella
successiva, di farsi rilasciare dal personale della Direzione dei Lavori una dichiarazione scritta.
L'appaltatore ha inoltre l'obbligo di eseguire, nei luoghi e con le modalità che gli verranno prescritte,
i campioni dei vari lavori di finitura, sia per la scelta delle tinte che per il genere di esecuzione e
ripeterli eventualmente con le varianti richieste, sino ad ottenere l'approvazione della Direzione dei
Lavori prima di por mano all'opera stessa.
Egli dovrà infine adottare ogni precauzione e mezzo necessario ad evitare spruzzi o macchie di
tinte o vernici sulle opere eseguite (pavimenti, rivestimenti, infissi ecc.), restando a suo carico ogni
lavoro necessario a riparare i danni eventualmente arrecati.
I materiali da impiegare risponderanno alle Leggi ed alle Normative vigenti.
Sono comprese nell'appalto pitturazioni di opere in legno, in ferro ed in muratura.
Sono compresi nei prezzi riportati gli oneri per l'esecuzione di filettature, di riquadri o specchiature
anche di uno stesso manufatto con più tinte.
La scelta dei colori viene effettuata dalla Direzione Lavori su campionatura richiesta all'Impresa che
verrà eseguita anche direttamente sulle superfici da trattare; la scelta di tonalità particolari non dà
luogo a maggiori compensi.
Durante l'esecuzione delle tinteggiature, una mano di colore verrà applicata sopra la precedente
solamente dopo un sufficiente periodo d'essicazione.
Nei prezzi sono sempre compresi gli oneri per la preparazione della superficie di qualsiasi tipo (metalli,
legno, muratura) prima della tinteggiatura, sono compresi comunque, a seconda delle lavorazioni e
come meglio precisato di seguito, la spolveratura, la raschiatura, la sgrassatura, il trattamento con
stucco e/o turapori o fissativo, la levigatura con carta vetrata o pomiciatura, l'applicazione delle varie
mani di colore, previa carteggiatura delle precedenti, la mano di finitura in modo da ottenere la
superficie perfettamente liscia.
Salvo l'ultima mano che sarà a spruzzo, le precedenti saranno sempre stese a pennello, in modo da
poter penetrare nelle fessure, cavillature o simili. Nelle coloriture su legno la pennellatura avverrà
sempre nella direzione delle fibre.
Il residuo di tinte, stucchi, sverniciatori e simili non dovrà essere assolutamente eliminato attraverso le
condotte di scarico, ma dovrà essere portato direttamente a rifiuto; si dovrà evitare l'intasamento delle
tubazioni e l'incrostazione su parti degli impianti tecnologici, proteggendo gli imbocchi con tappi di carta
e le altre parti con idonei cappucci. Eventuali spruzzi su opere già finite o semifinite verranno
immediatamente asportati.
Non si procederà a colorire un manufatto se non dopo aver riscontrato che esso è perfettamente
asciutto sia in superficie che in profondità; nel caso che manufatti all'aperto, già trattati con una prima
mano, vengano bagnati per avversità atmosferiche si avrà cura di provvedere immediatamente ad
asciugare completamente le superfici o si attenderà che il manufatto risulti comunque nuovamente
asciutto prima di passare una seconda mano; a ciò ci si atterrà in particolare quando verranno applicati
colori ad olio od oleosintetici.
Le pareti da tinteggiare non dovranno presentare un eccessivo grado di alcalinità.
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Le superfici trattate non presenteranno colature, chiazze, bolle, segni di pennello, quelle trattate con
unica tinta avranno colorazione e brillantezza costanti.
Dopo le coloriture, in particolare con prodotti oleosi od oleosintetici, non dovranno notarsi
raggrinzamenti, spaccature a retina, rinvenimento della fibra del legno, spellature, vescicamenti.
Dopo la tinteggiatura, in particolare con colori a gesso, a tempera e tinte murali in genere, non si
dovranno notare spaccature a tela di ragno, cartellature e simili.
Le tinteggiature, particolarmente quelle in soluzione acquosa, non dovranno venire effettuate in giorni
con temperatura rigida.
Tinteggiature murali.
Le superfici intonacate saranno preparate mediante stuccatura, ripresa degli spigoli e livellamento
delle superfici con colla di malta, con scartavetratura e successiva spolveratura; solamente nei casi di
superfici rasate a gesso per tinteggiature con colori lavabili od a gesso e colla, le riprese degli spigoli
ed ulteriori livellamenti saranno eseguiti con gesso.
Per le tinteggiature a calce le pareti verranno preparate con latte di calce diluito, quindi si passerà alla
tinteggiatura con pennellone per le prime due mani ed a spruzzo per la terza mano di finitura, la tinta
verrà ottenuta additivando al latte di calce colori minerali resistenti all'azione caustica e fissativo.
Le tinteggiature a calce non saranno mai applicate su supporti in gesso e di malta di cemento o malte
bastarde ricche; le superfici esterne tinteggiate a calce, saranno completate da una mano di prodotto
idrorepellente a base di siliconi.
Per le tinteggiature a gesso e colla le superfici verranno pulite come nel caso di tinteggiature a calce;
la tinta sarà preparata con bianco Meudon stemperato a freddo ed additivato con colle viniliche. La
tinta dovrà filare dal pennello e non rimanere attaccata ad esso e le modalità di esecuzione saranno le
medesime di quelle previste per le tinteggiature a calce.
La tinteggiatura a gesso e colla non verrà mai applicata ad intonaci esterni.
Per le coloriture ad olio su intonaci, dopo la spolveratura e ripulitura delle superfici, la regolarizzazione
degli spigoli e gli eventuali spianamenti anche con gesso con adeguati stucchi per murature senza
essenze oleose o bituminose, verrà eseguita una spalmatura di colla forte, quindi verranno eseguite tre
mani di coloritura di cui l'ultima con emulsione di diluente; le prime due mani saranno seguite da
stuccature e scartavetratura.
Le pitturazioni murali verranno compensate misurando la proiezione verticale delle superfici trattate
detraendo unicamente i fori netti superiori a 3 mq.; solamente qualora si abbiano aggetti o nicchie
rispettivamente sporgenti e rientranti più di cm. 100, verranno misurate anche le proiezioni orizzontali e
verticali delle superfici sporgenti o rientranti; pertanto normalmente non verrà considerato lo sviluppo
geometrico di cornicioni, cornici, risalti ecc.; i soffitti saranno misurati unicamente sulla loro proiezione
orizzontale ed è compreso nel prezzo l'onere per armature, ponteggi, teli o graticciati protettivi verso la
pubblica via o pubblici accessi.
Nel caso di trattamento su superfici inferiori a quanto stabilito negli articoli dell'elenco prezzi, la
misurazione avverrà sullo sviluppo geometrico dell'effettiva parte tinteggiata.
Coloriture opere in ferro.
Preventivamente le opere in ferro saranno pulite dalla ruggine o da ogni incrostazione superficiale
anche con spazzole di acciaio azionate meccanicamente, con smerigliatura meccanica, con mole
abrasive e con sabbiatura a getto di sabbia quarzifera asciutta alla pressione di circa 8 atm.
Le superfici preparate dovranno presentarsi perfettamente pulite e sgrassate; esse verranno quindi
trattate con due mani di minio e quindi con due mani di smalto sintetico formato da pigmenti, da
legante a base di resine sintetiche e di solvente, ovvero con due mani di prodotto oleosintetico o ad
olio.
Nel caso di manufatti zincati, la sgrassatura sarà preceduta da semplice spazzolatura che non intacchi
lo strato di zinco.
Fra una mano e la successiva intercorrerà sempre un periodo non inferiore alle ventiquattro ore.
Per permettere una accurata coloritura di tutte le parti dei manufatti, solamente la terza mano di
coloritura potrà venire eseguita in opera.
Le coloriture di tubazioni, grondaie, pluviali, se gli elementi sono a sezione regolare, saranno misurate
sul loro effettivo sviluppo; se a sezione irregolare, saranno misurate sulle massime proiezioni verticali
ed orizzontali delle superfici trattate.
Coloriture speciali per manufatti metallici prodotti in serie.
I manufatti metallici prodotti in serie avranno sempre le superfici zincate; esse dovranno venire
preparate con spazzolature e sgrassature e saranno fosfatate a bagno per ottenere una migliore
aderenza dei successivi strati di colore.
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Ai manufatti la mano di sottofondo antiruggine sarà applicata a bagno e se specificato dal presente
Capitolato, anche la coloritura sarà applicata a bagno; lo spessore della coloritura sarà costante e
comunque mai inferiore a 50 micron per manufatti esterni.
La coloritura a bagno sarà seguita da una essicazione a forno, dopo il trattamento lo spessore della
pellicola non sarà mai inferiore a 50 micron.
Coloriture opere in legno.
Verranno colorite solamente superfici ben asciutte in modo da evitare la formazione di bolle. Verranno
eseguite le seguenti lavorazioni successive di preparazione: carteggiatura, spolveratura,
impregnazione con lino cotto puro da lasciar essicare; prima della completa essicazione della
impregnatura ad olio di lino, trattamento con turapori, stuccatura, carteggiatura.
Eventuali irregolarità della superficie saranno pareggiate con stucco a base di resine .
La carteggiatura di livellamento, verrà effettuata ad umido con carta abrasiva fine.
La superficie verrà quindi finita con una mano di pittura a base di resine e due mani di smalto sintetico
ovvero con tre mani di colore ad olio simili a quelli impiegati per la coloritura di manufatti metallici,
ovvero con tre mani di vernice trasparente.
Ogni manufatto di legno, anche se semplicemente ripristinato verrà sempre colorato completamente.
Durante la stuccatura degli oscuri si eviterà la formazione di cartelle.
Misurazione delle pitturazioni su opere in legno o ferro.
Per le finestre, portefinestre, porte a vetri interne, le coloriture verranno compensate sulla misura in
proiezione verticale del foro netto apribile delimitato dagli stipiti, dall'architrave, dal davanzale o soglia
moltiplicato per il coefficiente 1,5; per le porte cieche il compenso avverrà sulla misura in proiezione
verticale del foro netto apribile delimitato dalla cassaporta o dal foro murario moltiplicato per il
coefficiente 2,5.
Nel compenso delle pitturazioni per porte cieche o a vetri, finestre e porte-finestre, è sempre compreso
l'onere per la pittura di tutte le parti mobili e fisse del serramento (casseporte) fino al massimo riquadro
esterno di legno costituito da cornicetta, cornici e coprifili perimetrali, comprendendo anche la
pitturazione di imbotti nello spessore dei muri, davanzalini, spallette in legno ed opere complementari
del serramento.
La coloritura di ringhiere, parapetti, inferriate e di grigliati trattati su entrambi i lati verrà misurata sulla
proiezione di una superficie come se fosse piena moltiplicata per il coefficiente 1,5 se di lavorazione
semplice e coefficiente 2,0 se complessa.
La coloritura di persiane avvolgibili, oscuri in legno verrà compensata sulla misura della proiezione
verticale del foro netto apribile delimitato come sopra indicato, moltiplicata per il coefficiente 2,5.
La coloritura di stipiti, controstipiti, cielini, telai, cassonetti di contenimento avvolgibili, casseporte (se
sole) verrà compensata sullo sviluppo della superficie piana moltiplicato per il coefficiente 1,0.
La coloritura di porte a basculante, di saracinesche a rotolo o scorrevoli in lamiera cieca od a maglie
verrà compensata sullo sviluppo della superficie luce foro netto moltiplicata per il coefficiente 2,5.
La coloritura di altre parti fisse e non, piene o meno in legno o ferro verrà compensata sullo sviluppo
delle misure verticali od orizzontali degli elementi trattati senza considerare rientranze o sporgenze
comprese in 50 cm.
La coloritura infine di tubazioni in genere, fino a cm. 6 di diametro, verrà compensata a metro lineare e
per tubazioni oltre i cm. 6 verrà compensata sullo sviluppo effettivo della superficie; in entrambi i casi
verrà moltiplicato per il coefficiente 1,0.
Elenco riassuntivo dei coefficienti per i vari tipi di manufatti.
- Avvolgibili e oscuri ciechi, a griglie, a scandole:
superficie calcolata una sola volta sul perimetro
esterno ............................................coeff. 2,50
- Serramenti di finestre, portefinestre ecc.:
superficie c.s. ....................................coeff. 1,50
- Porte a vetri interne, porte a vetri per balconi:
superficie c.s. ....................................coeff. 1.50
- Porte cieche interne, esterne per balconi:
superficie c.s. ....................................coeff. 2,50
- Stipiti, controstipiti, cielini, telai, cassonetti ecc.:
superficie in proiezione piana sviluppata ..........coeff. 1,00
- Cancellate, parapetti ed inferriate di tipo
semplice:
superficie in proiezione verticale .................coeff. 1,50
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- Cancellate, parapetti ed inferriate di tipo
complesso:
superficie in proiezione verticale .................coeff. 2,00
- Saracinesche in lamiera cieca od a maglie:
superficie calcolata una sola volta sulla luce
netta del foro .....................................coeff. 2,50
- Tubazioni in genere fino a cm. 6 di diametro:
a metro lineare ....................................coeff. 1,00
- Tubazioni in genere oltre cm. 6 di diametro:
superficie di sviluppo .............................coeff. 1,00
Tutti i prezzi sono comprensivi delle armature, ponteggi di servizio e di protezione nonchè della posa di
teli, graticciati o simili verso la pubblica via.
I prezzi riportati infine sono relativi sia ad interventi da eseguire "ex novo" su pareti, facciate, ecc. sia
per rifacimenti, ripristini totali o parziali.
ART. 50 - OPERE IN PIETRA
Per le parti da rivestire in pietra, comprese le scale, le misure saranno quelle rilevate in loco.
Le pedate delle scale avranno sempre lo spessore di cm.3; esse potranno essere tagliate su fili
laterali del gradino e sul filo dell'alzata ovvero sporgere cm. 1 da detti fili; nel caso di taglio a filo le
alzate avranno contro le pedate un filetto incassato di mm. 5x5. L'alzata delle scale avrà sempre lo
spessore minimo di cm. 2 e lateralmente ai gradini avrà la sporgenza delle pedate.
Il battiscopa delle scale, sempre dello spessore minimo di cm. 1, potrà essere rampante con il filo
superiore avente distanza minima dal gradino di cm. 10 od essere a gradoni; in tal caso sarà costituito
da elementi rettangolari di altezza pari a quella del gradino e di lunghezza pari alla pedata maggiorata
di cm. 10.
Il battiscopa dei pianerottoli e degli atrii avrà lo spessore minimo di cm. 1 e l'altezza di cm. 10.
I battiscopa saranno parzialmente o totalmente incassati.
I rivestimenti dei pavimenti di pianerottoli e vani d'ingresso saranno costituiti da lastre dello spessore
minimo di cm. 2 e superficie minima di mq. 0,04 poste secondo le disposizioni della D.L., il disegno
prevederà solamente l'impiego di elementi ad angolo retto.
Le pedate ed alzate saranno legivate e lucidate a piombo fuori opera; esse verranno protette dopo la
posa e fino ad ultimazione di eventuali altri lavori nell'ambito dello stesso corpo di fabbricato con
impasto molto magro di segature e getto in modo da essere rimosso completamente e con facilità.
Nelle pedate e nei rivestimenti verranno ricavati fori per il fissaggio di ringhiere o di eventuali tubazioni;
a fissaggio avvenuto la parte del foro in vista sarà ricoperta con borchia rotonda o quadra, di diametro
pari ad almeno tre volte quello dell'elemento inserito.
L'onere dei battiscopa è sempre compreso nei prezzi di rivestimenti o pavimentazioni in pietra.
Le pedate, escluse quelle di arrivo e partenza dei pianerottoli, e le alzate saranno compensate a
metrolineare qualsiasi sia la loro altezza e larghezza.
I pavimenti dei pianerottoli e degli altri vani verranno misurati sulla superficie delimitata dai fili muro del
vano e dai fili di interruzione del pavimento.
I davanzali esterni, le soglie e le piane delle finestre e porte-finestre, in linea generale, avranno le
seguenti caratteristiche: per i davanzali esterni la parte più sottile avrà lo spessore minimo di cm. 3, in
corrispondenza della battura di telai di finestre e porte-finestre verrà fissata una lama di ottone di mm.
4 di spessore alta cm. 3 ed incassata nella pietra per cm. 1, ben collegata agli angoli in modo da
formare sempre una vaschetta per lo sgrondo dell'acqua unicamente verso l'esterno. I davanzali
verranno posti con una inclinazione del 10% verso l'esterno.
In ogni caso per sostituzioni parziali, i nuovi davanzali si adatteranno come forma, dimensione,
spessore, qualità, colore a quelli esistenti.
I davanzali sporgeranno per almeno cm. 3 a filo muro ed il loro bordo esterno sarà dotato
esteriormente da taglio formante gocciolatoio.
I rivestimenti in pietra per contorni esterni di finestre e porte-finestre e di portoncini di ingresso agli
alloggi, ai fabbricati avranno lo spess. minimo di cm. 3; i rivestimenti, nel caso di riquadratura di porte
interne o di portoni e portoncini esterni appoggieranno ai telai fissi, nel caso di fori dotati di persiana
avvolgibile appoggeranno alla guida delle stesse; essi sporgeranno di cm. 3 dal filo del muro ed il loro
filo esterno corrisponderà con quello del davanzale.
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I davanzali, le piane interne, il rivestimento dei contorni dei portoncini verranno compensati a
metrolineare effettuando la misurazione sul loro sviluppo lungo l'appoggio al telaio del serramento ed
alla guida della persiana.
Nel prezzo dei davanzali e degli stipiti sono compresi gli oneri per gli elementi d'acciaio fissati per la
chiusura degli infissi ad oscuro.
Il contorno libero dei pavimenti delle terrazze sarà in pietra della sezione di cm. 10x2, esso sporgerà
cm. 3 dal filo dello sbalzo ed inferiormente sarà munito di una scanalatura formante gocciolatoio; il
contorno sarà pagato a ml. e la misura compensata sarà quella geometrica effettiva rilevata sul
perimetro esterno.
I prezzi compensano il taglio della parte esistente, la rimozione di quanto necessario, la riposa di
quanto utilizzabile ed ogni e qualsiasi adattamento o lavorazione necessaria.
Per le tassellature la sede sarà sempre disposta con taglio a coda di rondine nel senso in cui possono
avvenire le maggiori sollecitazioni, posto il tassello con l'impiego di colle speciali per pietra, la
superficie verrà ripristinata come in origine.
La pietra da impiegare per i tasselli sarà come tipo, venatura, colore, del tutto uguale a quella del
manufatto che viene ripristinato.
I prezzi riportati sono relativi sia ad opere da eseguire "ex novo" che per sostituzioni o ripristini totali o
parziali.
ART. 51 - OPERE IN FERRO
Opere ed Infissi in acciaio ed alluminio.
Le ringhiere di parapetto, i cancelli, le inferriate, le recinzioni e simili opere da fabbro saranno costruite
secondo eventuali disegni di progetto e dei particolari che verranno indicati all'atto esecutivo dalla
Direzione Lavori; comunque i loro pesi non dovranno mai risultare inferiori a quelli appresso indicati.
I manufatti dovranno presentare tutti i regoli ben diritti ed in perfetta composizione.
I tagli delle connessure per gli elementi incrociati mezzo a mezzo, dovranno essere della medesima
precisione ed esattezza, ed il vuoto di uno dovrà esattamente corrispondere al pieno dell'altro, senza
ineguaglianze e discontinuità.
Le inferriate con regoli intrecciati ad occhio non presenteranno, nei fori formati a caldo alcuna fessura
che si prolunghi oltre il foro necessario, ed il loro intreccio dovrà essere tale che nessun ferro possa
sfilarsi.
Le ringhiere di qualsiasi tipo, sia per terrazze che per balconi, passaggi, scale e simili, dovranno avere
altezza non inferiore a cm. 110, misurata in corrispondenza della parte più alta del pavimento e fino al
corrimano; nel caso di rampe di scale tale altezza, misurata al centro della pedata, dovrà essere
almeno di cm. 95.
Le maglie delle ringhiere dovranno avere apertura non maggiore di cm. 12.
Qualora sia previsto del vetro inserito nelle ringhiere esso sarà del tipo retinato.
Gli elementi più bassi delle ringhiere dovranno distare dal pavimento non meno di 5 nè più di 8 cm., nel
caso di rampe di scale, invece questa distanza non dovrà superare di cm. 2 quella del battente dei
gradini.
Nel caso di ringhiere collocate all'esterno del manufatto cui servono, la loro distanza orizzontale dal
manufatto stesso non dovrà superare cm. 5.
Nell'ordine relativo dovranno essere specificatamente indicate le modalità esecutive e tutti gli altri
elementi atti a garantire le necessarie caratteristiche di sicurezza del manufatto in relazione alle
condizioni di impiego.
L'ancoraggio di ogni manufatto dovrà essere tale da garantire un perfetto e robusto fissaggio.
Gli ancoraggi delle ringhiere, comunque, dovranno resistere ad una spinta di 120 kg./m applicata alla
sommità delle ringhiere stesse.
Le ringhiere dei balconi e delle terrazze non avranno peso inferiore a 16 kg/mq e quelle delle scale a
13 kg/mq.
Il peso delle inferriate fisse a protezione di finestre od altro non sarà inferiore a 16 kg/mq per superfici
fino ad 1 mq., ed a 19 kg/mq per superfici maggiore; quello delle recinzioni non dovrà essere inferiore
a 25 kg/mq.; quello del cancelli non dovrà essere, per ciascun battente, inferiore a 25 kg/mq. per
superfici fino a 2 mq., a 35 kg/mq per superfici fino a 3 mq. ed a 45 kg/mq. per superfici superiori.
Le superifici suddette corrisponderanno a quelle del poligono regolare circonscivibile al manufatto
considerato, escludendo le grappe, i modelli, le zanche, le bandelle, i bilici, ecc.
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Le inferriate fisse dovranno essere munite di una rete in filo di acciaio, debitamente intelaiate, secondo
quanto disporrà il Durettore dei Lavori.
I cancelli dovranno essere completi delle ferramenta di sostegno, di manovra e di chiusura.
I prezzi indicati nell'elenco in allegato si intendono comprensivi dell'assistenza muraria per darli
completi in opera.
Infissi in lega leggera.
Gli infissi in lega leggera dovranno essere costituiti da profilati speciali dei tipi e delle sezioni
preventivamente approvati dal Direttore dei Lavori, salvo l' approvazione da parte dell'Appaltante del
campione definitivo per ciascun tipo.
Tutte le parti aventi funzione resistente e di irrigidimento dovranno essere di profilati estrusi, almeno a
doppia battuta, di spessore non inferiore a 2 mm., di lega P-AI Si 0,4 Mg UNI 3569, stato TA 16.
I soli rivestimenti in lastra potranno essere di alluminio puro del titolo 99,5 e dello spessore che verrà
prescritto dal Direttore dei Lavori.
Gli infissi in lega leggera potranno essere richiesti trattati con uno strato di ossidazione anodica non
inferiore ai tipi ARP-15; ARC-15 di cui alla norma di unificazione:
UNI 4522/66 - Rivestimenti per ossidazione anodica dell'alluminio e delle sue leghe - Classificazione,
caratteristiche e collaudo.
Gli elementi dovranno essere connessi tra loro mediante saldatura elettrica e con squadrette interne; è
vietato l'impiego di viti in vista.
I controtelai da murare preventivamente dovranno essere protetti dall'ossidazione con idoneo
trattamento.
Le cerniere dovranno essere in profilato estruso in lega leggera con spine di acciaio inossidabile.
Le parti di acciaio a contatto con gli elementi di lega leggera dovranno essere opportunamente trattate
così da evitare corrosioni di natura galvanica.
Per quanto sopra non previsto valgono le prescrizioni della norma di unificazione:
UNI 3952/66 - Serramenti in alluminio e sue leghe per l'edilizia, norma per scelta, l'impiego ed il
collaudo dei materiali.
Serramenti in acciaio.
I serramenti in acciaio verranno realizzati come indicato dalla D.L. in profiltubo per le ante ed in
lamierino sagomato per i telai fissi dello spessore indicativo di mm. 10/10, con esclusione dei profili a
T.U.L., impiegando tanto l'acciaio inossidabile quanto l'acciaio zincato; qualora si adotti quest'ultimo
materiale sarà posta particolare cura nell'esecuzione delle giunzioni e nell'applicazione degli
accessori, in modo da avere saldatura a tenuta, la zincatura verrà eseguita a bagno sul serramento
finito.
E' ammesso anche l'impiego di profili T.U.L. per l'esecuzione di intelaiatura di portoncini in lamiera di
acciaio 10/10 di mm. per l'accesso a centrali, cabine di impianti tecnologici.
Salvo diverse indicazioni dettate dalla D.L., qualora si abbiano parti di serramenti metallici a contatto
con altri materiali, in particolare con pietre o murature, il giunto verrà ricoperto con un profilato posto a
scatto, ovvero verrà marcato con un listello incassato della profondità di circa 1 cm. e della larghezza
di 0,5 cm. ottenuto mantenendo, durante le lavorazioni murarie, un righello metallico o di legno.
Quanto sopra per far scomparire o mascherare fessurazioni in corrispondenza alle diversità di
materiali.
Salvo maggiori indicazioni nelle disposizioni dettate dalla D.L. il profiltubo da impiegare nell'esecuzione
di finestre e porte finestre per i regoli correnti delle ante mobili avrà almeno una sezione di mm. 45x47
ed il traverso inferiore di mm. 45x60, lo spessore del lamierino impiegato sarà di 10/10 di mm.; lo
stesso spessore avrà il lamierino per la formazione delle casse o dei telai.
Per i serramenti di luce notevole ed ove indicato dalla D.L., qualora le ante abbiano larghezza
superiore ai 60 cm. ed l'altezza superiore ai 210 cm., potrà essere impiegato il profiltubo con lamierino
di spessore 12/10 di mm.
I righelli fermavetri saranno posti a scatto.
Per i serramenti esterni la battuta delle ante avverrà con l'interposizione di profilati di tenuta in
neoprene.
Nelle portefinestre le soglie saranno comunque realizzate possibilmente in acciaio inossidabile.
I serramenti in acciaio zincato verranno forniti in cantiere dopo aver subito i seguenti trattamenti:
sgrassaggio, ripristini delle zincature per immersione, fosfatizzazione a caldo per immersione, mano di
fondo di antiruggine ad immersione per una completa copertura delle parti anche più interne dei
profilati.
Nel caso i serramenti siano dotati di controcassa a perdere in acciaio zincato entro cui il serramento
monoblocco con il telaio fisso viene infilato e fissato con viti dopo tutte le lavorazioni murarie e di
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pittore, il serramento verrà fornito con verniciatura fuoco; nel caso invece il telaio fisso del serramento
funzioni anche da cassamorta esso sarà già approvvigionato con trattamento antiruggine e la coloritura
avverrà in cantiere dopo la posa dei serramenti e dopo l'esecuzione delle opere murarie, intonaci e
tinteggiature comprese.
La cassa a perdere od il telaio fisso funzionante anche da cassa morta saranno fissati alla muratura
con zanche e con riempimento della parte vuota rimanente con getto di calcestruzzo.
I serramenti potranno essere tanto con cassa a perdere tanto con telaio fisso da murare, in mancanza
di indicazione verrà adottato il telaio fisso da murare.
Le porte basculanti contrappesate, le porte a molle o a scorrimento per le autorimesse od altri locali
saranno dotate di chiusura a chiave con nottolino di sblocco dall'interno e di doppia maniglia interna ed
esterna.
Gli stipiti in scatolare di lamierino di acciaio zincato dello spessore 10/10 saranno sagomati in modo da
ricavare le guide per le ante di chiusura dei portoni, nonchè le battute per l'anta mobile e ad essi
saranno fissate le puleggie per i cavi in fili di acciaio reggenti i contrappesi che scorreranno dentro ad
essi.
Tutte le serrande e basculanti saranno in nastro d'acciaio zincato da 6/10 di mm., con opportune
sagomature per migliorarne la resistenza e saranno saldate ad un telaio tubolare rigido formato con
lamierino dello spessore almeno 10/10 di mm. e della sezione indicativa di mm. 50x50.
Eventuali differenze fra la luce effettiva del foro nella muratura e le dimesioni esterne del telaio delle
porte stesse verranno assorbite con saldatura di una lamina di acciaio dello spessore di mm. 3 e di
sufficiente larghezza.
Tutte le ante basculanti e scorrevoli avranno ricavate idonea fessurazione per l'aerazione.
Tutte le opere in ferro od acciaio saranno trattate con pittura ad olio o a smalto come indicato
all'articolo relativo alle coloriture, escluse le opere in acciaio inossidabile.
Le inferriate su aperture del seminterrato, del piano terra o del piano rialzato, avranno ripartizione non
superiore a cm.10.
Salvo diversa indicazione della D.L., le ringhiere avranno un peso non inferiore a 16 kg./mq. e saranno
dotate circa ogni 80 cm. di robusto montante di fissaggio che verrà saldato ai ferri d'armatura dei getti
in calcestruzzo opportunamente scarniti, questi a lavorazione compiuta saranno nuovamente sigillati
con calcestruzzo di graniglia, sabbia e cemento con dosaggi tali da imitare i getti esistenti.
Il fissaggio delle ringhiere potrà avvenire anche dopo aver convenientemente aperte a coda di rondine
la testa dell'elemento con infissione dei ritti per almeno 10 cm. in calcestruzzi monolitici ed almeno 15
cm. in muratura di mattoni.
Tutte le opere in ferro avranno regoli dritti, piani, tagliati e saldati perfettamente con spianamento per
abrasione delle sbavature, ricci ecc.
Il compenso delle opere in ferro che verrà valutato a peso dovrà riscontrarsi presso pese pubbliche o
determinato con tabelle dei manuali riportanti il peso dei profili.
I prezzi riportati per opere generiche in ferro (cancellate, ringhiere, inferiate ecc.) sono relativi sia ad
opere eseguite "ex novo" che a sostituzioni totali o parziali.
I prezzi dei serramenti invece sono comprensivi di ogni onere e spesa sia per sostituzioni "ex novo" di
serramenti per almeno un alloggio o fabbricato che di un singolo elemento.
Sono escluse le sole assistenze murarie.
ART. 52 - OPERE DI MANTENIMENTO
Saranno a cura e spese dell'Appaltatore tutte le occupazioni di suolo (sia temporanee che definitive)
necessarie per l'installazione del cantiere, per la creazione degli accessi e per l'esecuzione stessa dei
lavori.
Sarà inoltre compito esclusivo dell'Appaltatore definire tutte le eventuali controversie che dovessero
sorgere con i proprietari ed i confinanti dei terreni occupati di cui al comma precedente, esonerando in
tal modo la Stazione Appaltante da qualsiasi responsabilità.
Nel presente articolo si farà specifico riferimento alle opere di mantenimento e/o di nuova realizzazione
delle aree a verde con riportate le prescrizioni esecutive delle singole lavorazioni.
Si rimandano invece alle categorie lavori di cui ai Gruppi di articoli "A-C-M-N" del Prezziario
per quanto riguarda l'esecuzione lavori di mantenimento ovvero di nuova realizzazione delle
reti di contenimento impianti condominiali e di sottoservizi.
Norme generali
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Tutto il materiale edile, impiantistico e di arredo (es. pietre, mattoni, legname da costruzione, irrigatori,
apparecchi di illuminazione, ecc.), il materiale agrario (es. terra di coltivo, concimi, torba, ecc.) e il
materiale vegetale (es. alberi, arbusti, tappezzanti, sementi, ecc.) occorrente per la realizzazione delle
opere di mantenimento, deve essere delle migliori qualità, senza difetti e in ogni caso con qualità e
pregi uguali o superiori a quanto è prescritto dal presente Capitolato. S’intende che la provenienza
sarà liberamente scelta dall’Impresa purché, a giudizio insindacabile della Direzione Lavori, i materiali
siano riconosciuti accettabili. L’Impresa è obbligata a notificare, in tempo utile alla Direzione Lavori la
provenienza dei materiali per il regolare prelevamento dei relativi campioni.
L’Appaltatore dovrà sostituire a sua cura e spese, con altre rispondenti ai requisiti concordati, le
eventuali partite non ritenute conformi dalla Direzione Lavori.
L’approvazione dei materiali consegnati sul posto non sarà tuttavia considerata come accettazione
definitiva pertanto la Direzione Lavori si riserva infatti la facoltà di rifiutare, in qualsiasi momento, quei
materiali e quelle provviste che si siano, per qualsiasi causa, nonché il diritto di farli analizzare a cura e
spese dell’Impresa, per accertare la loro corrispondenza con i requisiti specificati nel presente
Capitolato e dalle norme vigenti. In ogni caso l’Impresa, pur avendo ottenuto l’approvazione dei
materiali dalla Direzione Lavori, resta totalmente responsabile della buona riuscita delle opere.
L’Appaltatore fornirà tutto il materiale (edile, impiantistico, agrario e vegetale) nelle quantità necessarie
alla realizzazione dell’intervento.
Sopralluoghi e accertamenti preliminari
L’Appaltatore deve ispezionare i luoghi per prendere visione delle condizioni di lavoro e deve assumere
tutte le informazioni necessarie in merito agli interventi da realizzare (con particolare riguardo alle
dimensioni, alle caratteristiche specifiche e alle eventuali connessioni con altri lavori, movimenti di
terra e sistemazione ambientale in genere) alle quantità, alla utilizzabilità e alla effettiva disponibilità di
acqua per l’innaffiamento e la manutenzione.
Conservazione e recupero delle piante nelle aree
L’Appaltatore è tenuto alla conservazione e alla cura delle eventuali piante esistenti sull’area.
Tutta la vegetazione esistente dovrà essere protetta con recinzioni e barriere, provvisorie ma solide, da
urti e rotture alla corteccia, dall’eccessivo calpestio, dal traffico e dal parcheggio di autoveicoli.
L’Appaltatore dovrà usare la massima cautela ogni volta che si troverà a lavorare nei pressi delle
piante esistenti per non arrecare danni alle radici e inutili tagli o rotture ai rami; particolare cura dovrà
essere anche posta per non soffocare gli alberi a causa dell’interramento del colletto con materiale da
costruzione o materiale di scavo. Tutte le radici che a causa dei lavori rimangono esposte all’aria
devono, per impedirne l’essiccamento, essere temporaneamente ricoperte con adatto materiale (juta,
stuoie, etc.) bagnato e mantenuto tale fino al reinterro, operazione questa alla quale l’Impresa è tenuta
a provvedere il più breve tempo possibile.
Nel caso trasferimenti o spostamenti di piante esistenti in un’altra parte del cantiere, la D.L. si riserva la
facoltà di fare eseguire in economia, con mano d’opera specializzata e sotto la guida di un tecnico
dell’Impresa, la preparazione delle piante (zollatura o incassamento) compreso le eventuali operazioni
di potatura, al fine di garantire la migliore ripresa vegetativa delle stesse.
Conservazione stato superficiale dei suoli
Nel caso che un progetto di sistemazione ambientale preveda movimenti di terra di una certa
importanza, L’Appaltatore è tenuto a provvedere alla rimozione e all’accantonamento, nel luogo
indicato dalla D.L., dello strato superficiale (+/- 30/40 cm.) del suolo fertile, salvo che condizioni
agronomiche o fitopatologiche del terreno, determinabili con opportune analisi, non richiedano la
completa sostituzione.
Le quantità eccedenti e l’eventuale altro materiale di scavo saranno accantonati nel luogo e secondo le
modalità indicate dalla D.L., la quale darà anche indicazioni per eseguire le relative analisi del terreno,
al fine di stabilirne la natura per eventuali interventi.
Approvvigionamento d’acqua
La Stazione Appaltante consentirà all’Impresa di approvvigionarsi gratuitamente di acqua o dalla
apposita rete di distribuzione o da altra fonte in sito; qualora questa non fosse disponibile, l’Impresa si
approvvigionerà con propri mezzi.
Garanzia di attecchimento
L’attecchimento si intende avvenuto quando, al termine di 150 giorni dopo la prima vegetazione
dell’anno successivo all’impianto, le piante si presentino sane e in buono stato vegetativo. Nel caso un
progetto contempli la manutenzione dell’impianto, la garanzia di attecchimento vale per tutta la durata
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della manutenzione stessa. L’avvenuto attecchimento deve essere verbalizzato in contraddittorio fra
Direzione Lavori e Appaltatore entro 10 giorni dalla scadenza del periodo sopra definito.
Nel caso in cui per alcuni esemplari si rendessero necessarie diverse sostituzioni , L’Appaltatore è
tenuta, in accordo con la D.L., ad accertare ed eliminare le cause della moria, oppure, ove questo non
sia possibile, ad informare tempestivamente, per iscritto la D.L., relazionando sulle difficoltà riscontrate
e per ricevere da questa istruzioni in merito alle eventuali varianti da apportare.
Resta comunque stabilito che, per ogni singolo esemplare, rimangono a carico dell’Appaltatore, oltre al
primo impianto, un numero massimo di due sostituzioni (per un totale di tre interventi a pianta).
Soltanto dopo l’approvazione del collaudo o del certificato di Regolare Esecuzione (R.E.), verranno
svincolate la cauzione costituita a norma del presente Capitolato e le ritenute di Legge.
La Direzione Lavori si riserva però il diritto di richiedere all’Appaltatore contestualmente alla redazione
del collaudo o del certificato R.E, la presentazione di ulteriore garanzia di attecchimento a mezzo
polizza fidejussoria, bancaria o assicurativa, di importo pari a quello netto. La polizza sarà svincolata
dalla D.L. allo scadere del dodicesimo mese dalla data del certificato R.E. o di collaudo, qualora non
siano richieste sostituzioni di piante non attecchite. In caso di sostituzione parziale di piante, richiesta
all’Appaltatore, la polizza, allo scadere del termine sopra indicato, potrà essere ridotta sino all’importo
stabilito dalla D.L.. L’estinzione, in quest’ultimo caso, sarà consentita solo allo scadere del dodicesimo
mese dalla data delle sostituzioni delle piante.
Garanzie tappeti erbosi
L’appaltatore si impegna a realizzare tappeti erbosi rispondenti alle caratteristiche previste
dall’eventuale progetto e a garantirne la conformità al momento della ultimazione dei lavori, salvo
quanto diversamente specificato dal presente C.S.A.
Responsabilità dell’Impresa durante i lavori
L’appaltatore è responsabile di ogni danno causato a terzi ed è tenuta, senza alcun rimborso, a
ripristinare i manufatti, le aree, le attrezzature, gli impianti, le piantagioni e i tappeti erbosi danneggiati
nel corso dei lavori, salvo casi di vandalismo riconosciuti dalle parti.
Materiale agrario
Per materiale agrario si intende tutto il materiale usato negli specifici lavori agrari e forestali di,
vivaismo e giardinaggio (es. terreni e substrati di coltivazione, concimi, fitofarmaci, tutori, ecc.),
necessario alla messa a dimora, alla cura e alla manutenzione delle piante occorrenti per la
sistemazione ed il mantenimento.
a) Terra di coltivo riportata
Prima di effettuare qualsiasi impianto o semina, l’appaltatore, con un congruo anticipo sull’inizio dei
lavori, è tenuta a verificare, sotto la sorveglianza della D.L., se il terreno in sito sia adatto alla
piantagione o se, al contrario, risulti necessario (e in che misura) apportare nuova terra vegetale, la cui
qualità deve essere a sua volta sottoposta a verifica ed approvazione da parte della D.L per ogni tipo di
suolo. L’appaltatore dovrà disporre a proprie spese l’esecuzione delle analisi di laboratorio. Tali analisi
dovranno essere eseguite, secondo i metodi ed i parametri normalizzati di analisi del suolo, pubblicati
dalla Società Italiana della Scienza del Suolo - S.l.S.S. e quindi riguardare:
- presenza di pietre
- granulometria
- pH
- calcare totale
- sostanza organica
- azoto totale
- fosforo assimilabile
- potassio assimilabile
- conducibilità idraulica
- conducibilità elettrica dell’estratto acquoso saturo
- capacità di scambio cationico (C.S.C.)
I campioni per le analisi del terreno in sito dovranno essere prelevati in modo che siano rappresentativi
di tutte le parti del suolo soggette alla sistemazione, curando che il prelievo avvenga tenendo conto
non solo delle aree manifestamente omogenee (per giacitura, per esposizione, per colorazione, ecc.)
ma anche delle specie vegetali che in quei luoghi dovranno essere collocate a dimora o trapiantate, e
in riferimento alla costituzione dei tappeti erbosi.
A seconda dell’estensione dell’intervento, dovrà essere prelevato un campione per ogni zona
omogenea.
Si precisa al riguardo che, qualora la sistemazione nella zona oggetto dell’esame preveda la
piantagione di specie non superiori per dimensioni a quelle arbustive, i campioni possono essere
prelevati alla profondità di cm. 30-40.
90
Le analisi del terreno di coltivo da apportare sul luogo della sistemazione dovranno essere effettuate,
invece, su un miscuglio, rappresentativo della composizione media del terreno di prestito, di tutti i
campioni prelevati da ogni parte del terreno stesso.
I risultati delle analisi determineranno, in relazione al tipo di piantagione da effettuare:
1) Il grado di utilizzare del terreno in sito;
2) Il tipo di terra vegetale o il miscuglio di terreni da apportare;
3) Il tipo e le percentuali di applicazione dei fertilizzanti per la concimazione e degli altri materiali
necessari per la correzione e la modifica della granulometria del suolo (ammendanti).
La terra di coltivo riportata deve essere chimicamente neutra (cioè presentare un indice pH compreso
tra 6,5 e 7), contenere nella giusta proporzione tutti gli elementi minerali indispensabili alla vita delle
piante nonché una sufficiente quantità di microrganismi e di sostanza organica (> 1,5% in peso secco),
deve essere esente da sali nocivi e da sostanze inquinanti e deve rientrare per composizione e
granulometria media nella categoria della “terra fine” in quanto miscuglio ben bilanciato e sciolto di
argilla, limo e sabbia (terreno di “medio impasto”). Non è ammessa la presenza di pietre, rami, radici o
qualunque altro materiale dannoso per la crescita delle piante e che può ostacolare le lavorazioni
agronomiche del terreno dopo la posa in opera.
La quantità di scheletro con diametro maggiore di mm. 2,0 non dovrà eccedere il 10% del volume
totale.
L’appaltatore dovrà sottoporre all’approvazione della D.L. l’impiego di terra le cui analisi abbiano
superato i valori seguenti:
- pH minore uguale a 6 oppure maggiore di 7,8
- calcare totale maggiore o uguale al 5%
- sostanza organica minore di 1,5%
- azoto totale minore di 0,1%
- fosforo assimilabile minore di 30 ppm
- potassio assimilabile minore del 2% della C.S.C. o comunque minore di 100 ppm
- conducibilità idraulica minore di 0,5 cm x ora
- conducibilità elettrica dell’estratto acquoso saturo maggiore di 2mS / cm.
- capacità di scambio cationico (C.S.C.) minore di 10 meq / 100 g
salvo quanto diversamente indicato nell’elenco prezzi.
La terra di coltivo dovrà essere priva di agenti patogeni e di sostanze tossiche per le piante, a giudizio
della Direzione Lavori.
b) Substrati di coltivazione
Con substrati di coltivazione si intendono materiali di origine minerale e/o vegetale utilizzati
singolarmente o miscelati in proporzioni note per impieghi particolari e per ottenere un ambiente di
crescita adatto alle diverse specie che si vogliono mettere a dimora.
Per i substrati imballati le confezioni dovranno riportare quantità, tipo e caratteristiche del contenuto.
In mancanza delle suddette indicazioni sulle confezioni, o nel caso di substrati non confezionati,
l’appaltatore dovrà fornire, oltre ai dati sopra indicati, i risultati di analisi realizzate a proprie spese,
secondo i metodi normalizzati dalla Società Italiana della Scienza del Suolo - S.l.S.S.
I substrati, una volta pronti per l’impiego, dovranno essere omogenei e i componenti distribuiti in
proporzioni costanti all’interno della loro massa.
I substrati non confezionati o privi delle indicazioni sopra citate sulla confezione, potranno contenere
anche altri componenti, in proporzioni note, tutti chiaramente specificati, da sottoporre all’approvazione
della Direzione Lavori.
L’appaltatore dovrà determinare e sottoporre sempre all’approvazione della Direzione Lavori la densità
apparente e la capacità di campo dei substrati destinati alle opere pensili a verde.
c) Concimi minerali ed organici
I concimi minerali, organici, misti e complessi da impiegare dovranno avere titolo dichiarato secondo le
vigenti disposizioni di legge ed essere forniti nell’involucro originale della fabbrica, fatta esclusione per i
letami, per i quali saranno valutate di volta in volta qualità e provenienza dalla D.L..
La Direzione Lavori si riserva il diritto di indicare con maggior precisione il tipo di concime dovrà essere
usato, scegliendolo di volta in volta in base alle analisi di laboratorio del terreno, dei concimi proposti
delle condizioni delle piante durante la messa a dimora e del periodo di manutenzione.
d) Ammendanti e correttivi
Con “ammendanti” si intendono quelle sostanze sotto forma di composti naturali o di sintesi in grado di
modificare le caratteristiche fisiche del terreno.
Con “correttivi” si intendono quei prodotti chimici, minerali, organici o biologici capaci di modificare le
caratteristiche chimiche del terreno.
In accordo con la Direzione Lavori, si potranno impiegare prodotti con funzioni miste purché ne siano
dichiarati la provenienza, la composizione e il campo di azione e siano forniti preferibilmente negli
involucri originali secondo la normativa vigente.
I fertilizzanti organici (letame maturo, residui organici di varia natura, ecc.) devono essere raccolti o
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procurati dall’Impresa soltanto presso luoghi o fornitori precedentemente autorizzati dalla D.L..
e) Pacciamatura
Con pacciamatura si intende una copertura del terreno a scopi diversi (es. controllo infestanti,
limitazione dell’evapotraspirazione, sbalzi termici, ecc.).
I materiali per pacciamatura comprendono prodotti di origine naturale o di sintesi, quali,
rispettivamente: ciottoli e altri materiali lapidei frantumati, corteccia di conifere, cippatura di ramaglia,
scaglie di pigna, etc.; argilla espansa, film in materiale plastico (PE, ecc), teli in materiale tessuto non
tessuto, etc..
Questi dovranno essere forniti (quando si tratti di prodotti confezionabili) in accordo con la Direzione
Lavori, nei contenitori originali che riportino la dichiarazione della quantità, del contenuto e dei
componenti.
Il pacciame di origine vegetale dovrà essere esente da parassiti, patogeni di varia natura, semi di
piante estranee, non fermentato e proveniente da piante sane.
Per i prodotti da pacciamatura forniti sfusi, la Direzione Lavori si riserva la facoltà di valutare di volta in
volta.
f) Torba
Salvo altre precise richieste, per le esigenze della sistemazione l’Impresa dovrà fornire torba della
migliore qualità del tipo “biondo” (colore marrone chiaro-giallastro), acida, poco decomposta, formata
in prevalenza di Sphagnum o di Eriophorum, e confezionata in balle compresse e sigillate di circa mc.
0,16.
g) Fitofarmaci
I fitofarmaci da usare (es. anticrittogamici, insetticidi, diserbanti, coadiuvanti, acaricidi, ecc.) dovranno
essere forniti nei contenitori originali e sigillati dalla fabbrica, con l’indicazione della composizione e
della classe di tossicità.
Il loro utilizzo dovrà essere preventivamente autorizzato dalla ASL e approvato D.L..
h) Pali di sostegno, ancoraggi e legature
Questo materiale dovrà provenire da ditte appositamente autorizzate ai sensi delle leggi 18.6.1931 n.
987 e 22.5.1973 n. 269 e successive modificazioni e integrazioni. L’appaltatore dovrà dichiararne la
provenienza alla Direzione Lavori.
Le caratteristiche richieste per il materiale vegetale, di seguito riportate, tengono conto anche di quanto
definito dallo standard qualitativo adottato dalle normative Europee in materia.
La Direzione Lavori si riserva comunque la facoltà di effettuare, contestualmente all’Impresa
appaltatrice, visite ai vivai di provenienza allo scopo di scegliere le piante; si riserva quindi la facoltà di
scartare quelle non rispondenti alle caratteristiche indicate nel presente Capitolato, in quanto non
conformi ai requisiti fisiologici e fitosanitari che garantiscano la buona riuscita dell’impianto, o che non
ritenga comunque adatte alla sistemazione da realizzare.
Le piante dovranno essere esenti da residui di fitofarmaci, attacchi di insetti, malattie crittogamiche,
virus, altri patogeni, deformazioni e alterazioni di qualsiasi natura che possano compromettere il
regolare sviluppo vegetativo e il portamento tipico della specie.
Per quanto riguarda le avversità delle piante, devono essere osservate le disposizioni previste dal D.M.
11.7.80 “norme fitosanitarie relative all’importazione, esportazione e transito dei vegetali e prodotti
vegetali” e successive integrazioni e modifiche e tutte le altre norme vigenti.
L’appaltatore, sotto la sua piena responsabilità, potrà utilizzare piante non provenienti da vivaio e/o di
particolare valore estetico unicamente se indicate in un progetto e/o accettate dalla Direzione Lavori.
Le piante dovranno aver subito le necessarie lavorazioni in vivaio e rispondere alle specifiche
contenute negli eventuali allegati tecnici.
Le piante dovranno essere etichettate singolarmente o per gruppi omogenei per mezzo di cartellini di
materiale resistente alle intemperie sui quali sia stata riportata, in modo leggibile e indelebile, la
denominazione botanica (genere, specie, varietà, nome commerciale) del gruppo a cui si riferiscono.
Le caratteristiche con le quali le piante dovranno essere fornite (densità e forma della chioma,
presenza e numero di ramificazioni, sistema di preparazione dell’apparato radicale, ecc.) sono
precisate nelle specifiche allegate all’eventuale progetto.
L’appaltatore dovrà far pervenire alla Direzione Lavori, con almeno 48 ore di anticipo, comunicazione
scritta della data in cui le piante verranno consegnate sul cantiere.
Per quanto riguarda il trasporto delle piante, l’appaltatore dovrà prendere tutte le precauzioni
necessarie
affinché queste arrivino sul luogo della sistemazione nelle stesse condizioni in cui hanno lasciato il
vivaio, curando che il trasferimento venga effettuato con mezzi, protezioni e modalità di carico idonei,
con particolare attenzione affinché rami e corteccia non subiscano danni e le zolle non abbiano a
frantumarsi o ad essiccarsi anche a causa dei sobbalzi o per il peso del carico del materiale
soprastante.
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Una volta giunte a destinazione, tutte le piante dovranno essere trattate in modo che sia evitato loro
ogni danno; il tempo intercorrente tra il prelievo in vivaio e la messa a dimora definitiva (o la
sistemazione in vivaio provvisorio) dovrà essere il più breve possibile. Nell’eventualità che per avverse
condizioni climatiche le piante approvvigionate a piè d’opera non possano essere messe a dimora in
breve, si dovrà provvedere a collocare il materiale in “ tagliola “ curando in seguito le necessarie
annaffiature ed evitando pregerminazioni.
In particolare l’appaltatore curerà che le zolle e le radici delle piante che non possono essere
immediatamente messe a dimora non subiscano ustioni e mantengano il tenore di umidità adeguato
alla loro buona conservazione.
Non è consentita la sostituzione di piante che l’appaltatore non riuscisse a reperire; ove tuttavia venga
dimostrato che una o più specie non siano reperibili, l’appaltatore potrà proporre la sostituzione con
piante simili.
L’appaltatore dovrà sottoporre per iscritto tali proposte di sostituzione alla Direzione Lavori con un
congruo anticipo sull’inizio dei lavori stessi ed almeno un mese prima della piantagione cui si
riferiscono. La Direzione Lavori si riserva la facoltà di accettare le sostituzioni indicate, o di proporne di
alternative.
a) Alberi
Gli alberi dovranno presentare portamento e dimensioni rispondenti alle caratteristiche richieste e tipici
della specie, della varietà e della età al momento della loro messa a dimora.
Gli alberi dovranno essere stati specificamente allevati per il tipo di impiego previsto (es. alberate
stradali, filari, esemplari isolati o gruppi, ecc.).
In particolare gli alberi ad alto fusto di latifoglie e conifere, non a portamento piramidale, dovranno
avere il tronco nudo, dritto, senza ramificazioni fino all’altezza di impalcatura richiesta, le piante a
portamento piramidale possono essere ramificate fino dalla base, con asse principale unico e
rettilineo. Il fusto e le branche principali dovranno essere esenti da deformazioni, ferite, grosse cicatrici
conseguenti ad urti, grandine, scortecciamenti, legature e ustioni da sole, capitozzature, monconi di
rami tagliati male, cause meccaniche in genere, devono essere esenti da attacchi (in corso o passati)
di insetti, di funghi o virus.
La chioma, salvo quanto diversamente richiesto, dovrà essere ben ramificata, uniforme ed equilibrata
per simmetria e distribuzione delle branche principali e secondarie all’interno della stessa.
Per le latifoglie non dovranno essere presenti “ rami verticillati “ cioè più rami che si dipartono dal
tronco al medesimo livello.
La chioma dovrà sempre presentare l’apice di accrescimento principale (“freccia“) con gemma apicale
sana e vitale e quindi assenza di doppie cime o rami codominanti, escluse le varietà globose, pendule
o innestate alla corona (particolarmente per le pinate a ramificazione monopodiale).
L’apparato radicale dovrà presentarsi ben accestito, ricco di piccole ramificazioni e di radici capillari
fresche e sane e privo di tagli di diametro maggiore di 2 centimetri.
Gli alberi dovranno essere normalmente forniti in contenitore o in zolla; a seconda delle esigenze
tecniche o della richiesta potranno essere eventualmente consegnati a radice nuda soltanto quelli a
foglia decidua.
Le zolle e i contenitori (vasi, mastelli di legno o di plastica, ecc.) dovranno essere proporzionati alle
dimensioni delle piante come di seguito riportato:
40 cm. di diametro per alberi di circonferenza cm. 12/14
50 cm. di diametro per alberi di circonferenza cm. 16/18
60 cm. di diametro per alberi di circonferenza cm. 18/20
In mancanza di specifiche legate ad esigenze particolari, l’altezza del pane di terra non deve
essere inferiore ai 2/3 della misura del diametro del pane stesso.
Per gli alberi forniti con zolla o in contenitore, la terra dovrà essere compatta, ben aderente alle radici,
senza crepe evidenti con struttura e tessitura tali da non determinare condizioni di asfissia.
Le piante in contenitore, cioè quelle piante che abbiano passato in vaso almeno una stagione di
crescita e il cui apparato radicale abbia colonizzato il 70% del terreno in esso contenuto, dovranno
essere state adeguatamente rinvasate in modo da non presentare un apparato radicale
eccessivamente sviluppato lungo la superficie del contenitore stesso (spiralizzazione).
Le zolle dovranno essere ben imballate con un apposito involucro degradabile (juta, paglia, teli,
ecc.),rinforzato se le piante superano i m. 5 di altezza, con rete metallica degradabile, oppure
realizzato con pellicola plastica porosa o altri materiali equivalenti.
Gli alberi dovranno corrispondere alle richieste secondo quanto segue:
- altezza dell’albero: distanza che intercorre fra il colletto e il punto più alto della chioma;
- altezza di impalcatura: distanza intercorrente fra il colletto e il punto di inserzione al fusto della branca
principale più vicina;
- circonferenza del fusto: misurata a un metro dal colletto (non saranno ammesse sottomisure salvo
accettazione della Direzione dei Lavori);
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- diametro della chioma: dimensione rilevata in corrispondenza della prima impalcatura per le conifere,
a due terzi dell’altezza totale per tutti gli altri alberi.
- per alberature stradali i primi rami dovranno essere impalcati sul fusto ad una altezza minima di : 220
cm. per piante fino a cm. 25 di circonferenza 250 cm. per piante oltre cm. 25 di circonferenza.
Per gli alberi innestati dovranno essere specificati il tipo di porta innesto e l’altezza del punto d’innesto.
Le piante devono aver subito i necessari trapianti o rizzollature in vivaio (l’ultimo da non più di due
anni) secondo il seguente prospetto:
- Specie a foglia caduca
fino alla circonferenza di cm. 12-15 almeno un trapianto
fino alla circonferenza di cm. 20-25 almeno due trapianti
fino alla circonferenza di cm. 30-35 almeno tre trapianti
- Specie sempreverdi
fino all’altezza di m. 2-2,5 almeno un trapianto
fino all’altezza di m. 3-3,5 almeno due trapianti
fino all’altezza di m. 5 almeno tre trapianti.
b) Giovani piante
Per “giovani piante” si intende far riferimento a soggetti arborei e arbustive di 1, 2, o 3 anni.
Queste piante devono possedere il portamento tipico della specie (non “filato” o che dimostri una
crescita troppo rapida o stentata); devono essere esenti da malattie e prive di deformazioni; se
sempreverdi, devono essere fornite in contenitore; se spoglianti, possono essere consegnate a radice
nuda salvo diversa richiesta).
c) Arbusti e cespugli
Arbusti e cespugli, qualunque siano le loro caratteristiche specifiche (a foglia decidua o sempreverdi),
anche se riprodotti per via agamica, non dovranno avere portamento “filato”, dovranno possedere un
minimo di tre ramificazioni alla base e presentarsi dell’altezza richiesta, proporzionata al diametro della
chioma e a quello del fusto.
Anche per arbusti e cespugli l’altezza totale, verrà rilevata analogamente a quella degli alberi.
Il diametro della chioma sarà rilevato alla sua massima ampiezza.
Tutti gli arbusti e i cespugli dovranno essere forniti in contenitore o in zolla; a seconda delle esigenze
tecniche e della richiesta potranno essere eventualmente consegnati a radice nuda soltanto quelli a
foglia decidua, purché di giovane età e di limitate dimensioni.
Il loro apparato radicale dovrà essere ricco di piccole ramificazioni e di radici capillari. Per le indicazioni
riguardanti l’apparato radicale, l’imballo delle zolle, la terra delle zolle e dei contenitori vale quanto
esposto nel precedente comma a proposito degli alberi.
d) Postime forestale
Per postime forestale devono intendersi giovani piante di specie arborea o arbustiva allevate
specificamente per imboschimento e di età non superiore ad anni cinque, siano esse prodotte da
seme o tramite riproduzione agamica. Dovranno essere forniti con pane di terra (fitocelle, fertil pots,
vaso, alveolo, ecc.); solo le specie decidue potranno essere fornite a radice nuda.
e) Piante esemplari
Per piante “esemplari” si intendono alberi, arbusti e cespugli di grandi dimensioni nell’ambito della
propria specie con particolare valore ornamentale per forma e portamento. Devono quindi essere
soggetti cresciuti e sviluppati in modo isolato in terreni a loro confacenti per natura e composizione.
Queste piante dovranno essere state preparate per la messa a dimora.
Queste piante dovranno essere state preparate in vivaio con un numero maggiore di trapianti rispetto
allo Standard.
f) Piante tappezzanti
Le piante tappezzanti dovranno avere portamento basso e/o strisciante (portamento proprio della
specie) e buona capacità di copertura, garantita da ramificazioni uniformi.
Dovranno essere sempre fornite in contenitore con le radici pienamente compenetrate nel substrato di
coltura, senza fuoriuscire dal contenitore stesso.
g) Piante rampicanti, sarmentose e ricadenti
Le piante appartenenti a queste specie dovranno avere almeno due forti getti, essere dell’altezza
richiesta (dal colletto all’apice vegetativo più lungo) ed essere sempre fornite in zolla o in contenitore.
h) Piante erbacee annuali, biennali e perenni
Le piante erbacee, annuali, biennali e perenni, dovranno essere sempre fornite nel contenitore in cui
sono state coltivate e con apparato radicale che abbia colonizzato almeno il 70% del volume del
contenitore stesso. Non dovranno presentare portamento “filato”.
L’uso di prodotti nanizzanti è consentito solo se preventivamente concordato.
Le misure riportate nelle specifiche richieste dalla D.L. si riferiscono al diametro del contenitore o al
volume.
i) Piante bulbose, tuberose e rizomatose
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Le piante che saranno consegnate sotto forma di bulbi o di tuberi dovranno essere sempre della
dimensione richiesta (diametro o circonferenza), mentre quelle sotto forma di rizoma dovranno
presentare almeno tre gemme. I bulbi, i tuberi e i rizomi dovranno essere sani, turgidi, ben conservati
ed in stasi vegetativa.
l) Piante acquatiche e palustri
Le piante acquatiche e palustri dovranno essere fornite imballate in contenitore o in cassette
predisposte alle esigenze specifiche delle singole piante, che ne consentano il trasporto e ne
garantiscano la conservazione fino al momento della messa a dimora.
m) Sementi
L’appaltatore dovrà fornire sementi selezionate e rispondenti esattamente a genere, specie e varietà
richieste, sempre nelle confezioni originali sigillate munite di certificato di identità ed autenticità
dell’E.N.S.E. (Ente Nazionale Sementi Elette) con l’indicazione del grado di purezza e di germinabilità e
della data di confezionamento e di scadenza stabiliti dalle leggi vigenti.
L’eventuale mescolanza delle sementi di diverse specie (in particolare per i tappeti erbosi) dovrà
rispettare le percentuali richieste.
Qualora il miscuglio richiesto non fosse disponibile in commercio, dovrà essere preparato in presenza
della D.L..
Per evitare che possano alterarsi o deteriorarsi le sementi dovranno essere immagazzinate in locali
freschi e privi di umidità.
n) Tappeti erbosi in piote e zolle
Nel caso che per le esigenze della sistemazione fosse richiesto il rapido inerbimento delle superfici a
prato (pronto effetto) oppure si intendesse procedere alla costituzione del tappeto erboso per
propagazione di essenze prative stolonifere, l’appaltatore dovrà fornire zolle e/o piote erbose
precoltivate costituite con le specie prative richieste nelle specifiche di un progetto (es. cotica naturale,
miscuglio di graminacee e leguminose, prato monospecie, ecc.).
Prima di procedere alla fornitura, l’appaltatore dovrà sottoporre all’approvazione della Direzione Lavori
campioni del materiale che intende fornire; analogamente, nel caso fosse richiesta la cotica naturale,
l’appaltatore dovrà prelevare le zolle soltanto da luoghi approvati dalla Direzione Lavori.
Le zolle erbose, a seconda delle esigenze, delle richieste e delle specie che costituiscono il prato,
verranno di norma fornite in forme regolari di rettangolari, quadrate o a strisce.
Al fine di non spezzarne la compattezza, le piote precoltivate dovranno essere consegnate arrotolate,
mentre le zolle dovranno essere fornite su “pallet”.
Tutto il materiale, di qualunque tipo sia, al fine di evitare danni irreparabili dovuti alla fermentazione e
alla mancata esposizione alla luce, non dovrà essere lasciato accatastato o arrotolato per più di h 24
dalla consegna.
Modalità esecuzione – Pulizia aree e terreni
Qualora il terreno all’atto della consegna non fosse idoneo alla realizzazione dell’opera per la presenza
di materiale di risulta o di discarica abusiva, i preliminari lavori di pulitura del terreno saranno eseguiti
in accordo con la Direzione Lavori.
Per quanto attiene le quote relative all’andamento superficiale del terreno, l’appaltatore è tenuta, visti
gli eventuali elaborati progettuali a provvedere alle necessarie movimentazioni al fine di ottenere gli
andamenti superficiali previsti di un progetto stesso, ciò minimizzando le asportazioni dello strato di
coltivo esistente.
Lavorazioni preliminari generiche
Prima delle lavorazioni preliminari, l’appaltatore dovrà provvedere esclusivamente a propria cura, ad
acquisire informazioni certe presso i vari Enti preposti, circa la presenza e la posizione di impianti non
visibili (SIP, ENEL, ecc).
Qualunque danno arrecato ad impianti deve essere immediatamente riparato a cura e spese
dell’appaltatore esonerando la Stazione Appaltante da qualsiasi eventuale responsabilità.
L’appaltatore, prima di procedere alla lavorazione del terreno, deve provvedere all’abbattimento delle
piante da non conservare, al decespugliamento, alla eliminazione delle specie infestanti e ritenute a
giudizio della Direzione Lavori non conformi alle esigenze della sistemazione, all’estirpazione delle
ceppaie e allo spietramento superficiale.
a) Eliminazione della parte aerea degli alberi
Gli alberi che dovranno essere eliminati potranno essere depezzati progressivamente sia abbattuti con
un solo taglio al piede purché tali operazioni non costituiscano in alcun modo fonte di danni meccanici
per le piante superstiti. I materiali di risulta dovranno essere tempestivamente allontanati dalla zona di
cantiere.
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Non sarà è possibile utilizzare gli strumenti di taglio impiegati per gli abbattimenti per effettuare
potature o tagli delle radici degli alberi superstiti se non dopo attenta disinfezione (ipoclorito di sodio al
2 per 1000 o sali quaternari di ammonio).
b) Eliminazione dell’apparato radicale degli alberi
L’eliminazione delle radici dovrà essere completa per uno spazio minimo di m.1xm.1xm.1 al di sotto
dell’inserzione dell’albero abbattuto. Questa operazione potrà essere effettuata sia con modalità
meccaniche che manuali. I materiali di risulta dovranno essere tempestivamente allontanati dalla zona
di cantiere.
Lavorazione del suolo
Su indicazione della Direzione Lavori, l’appaltatore dovrà procedere alla lavorazione del terreno fino
alla profondità necessaria preferibilmente eseguita con l’impiego di mezzi meccanici ed attrezzi
specifici a seconda della lavorazione prevista dagli elaborati di un progetto.
Aratura:
La lavorazione del terreno dovrà avere il carattere di una vera e propria aratura, sarà perciò eseguita
fino alla profondità di almeno cm. 40 ( salvo differenti specifiche in merito da parte della D.L. )
L’aratura dovrà farsi con il mezzo trainante più leggero possibile in relazione alle caratteristiche del
terreno stesso per minimizzare la compressione del medesimo.
Le “fette” di lavorazione dovranno essere rovesciate con successione regolare senza lasciare fasce
intervallate di terreno sodo.
Ove necessario il lavoro dovrà completarsi a mano: le arature dovranno effettuarsi sempre previa
autorizzazione della D.L. e saranno finalizzate a garantire l’esecuzione degli interventi solo a terreno “in
tempera”.
Fresatura, zappatura, erpicatura, zappatura:
La lavorazione potrà avere profondità di lavoro da cm. 5/8 a cm. 15/20. L’intervento dovrà sminuzzare
accuratamente il terreno in superficie, anche per assicurare una buona penetrazione delle acque
meteoriche.
Potrà essere necessario procedere a una o più passate fino ad ottenere un omogeneo sminuzzamento
delle zolle e completa estirpazione delle infestanti.
Nelle immediate vicinanze di alberi, arbusti, manufatti recinzioni, siepi, impianti irrigui, il lavoro dovrà
completarsi a mano.
Vangatura:
Avrà profondità di lavoro di almeno cm. 30; durante il lavoro si curerà di far affiorare in superficie pietre
ed erbe infestanti che dovranno sempre asportarsi comprendendo anche e totalmente le parti ipogee.
Qualora, a causa della limitata superficie delle aree di intervento non possano venire impiegati mezzi
meccanici, la vangatura dovrà sostituirsi all’aratura.
Eseguito il lavoro di aratura o vangatura, l’appaltatore dovrà effettuare un successivo lavoro
complementare di preparazione, consistente in una erpicatura o zappatura di tutte le aree destinate
all’impianto; con questa operazione, da eseguirsi a terreno asciutto, il terreno medesimo dovrà risultare
uniformemente sminuzzato.
Naturalmente, se con una sola lavorazione di erpice o zappa il terreno non risultasse uniformemente
sminuzzato, l’aggiudicatario sarà tenuto ad effettuare successive lavorazioni con gli strumenti adatti,
fino a raggiungere l’uniforme sminuzzamento del terreno richiesto.
Se Qualora fra l’epoca di impianto degli alberi e la formazione del prato trascorresse tempo sufficiente
alla proliferazione di vegetazione infestante, sarà cura dell’appaltatore dare corso a sollecite fresature
ed erpicature al fine di eliminare tale vegetazione e ciò prima che questa giunga a maturità (
produzione del seme ).
Le lavorazioni saranno eseguite nei periodi idonei, con il terreno in tempera, evitando di danneggiarne
la struttura e di formare suole di lavorazione.
Nel corso di questa operazione l’appaltatore dovrà rimuovere tutti i sassi, le pietre e gli eventuali
ostacoli
sotterranei che potrebbero impedire la corretta esecuzione dei lavori provvedendo anche, su
indicazioni della Direzione Lavori, ad accantonare e conservare le preesistenze naturali di particolare
valore estetico (es. rocce, massi, ecc.) o gli altri materiali che possano essere vantaggiosamente
riutilizzati nella sistemazione.
Nel caso ci si dovesse imbattere in ostacoli naturali di rilevanti dimensioni che presentino difficoltà ad
essere rimossi, oppure manufatti sotterranei di qualsiasi natura di cui si ignori l’esistenza (es. cavi,
fognature, tubazioni, reperti archeologici, ecc.), l’appaltatore dovrà interrompere i lavori e chiedere
istruzioni specifiche alla Direzione Lavori.
Ogni danno conseguente alla mancata osservanza di questa norma dovrà essere riparato o risarcito a
cura e spese dell’Impresa fino a completa soddisfazione della Stazione Appaltante.
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Correzione, ammendamento e concimazione del terreno – utilizzo microrizze – impiego
fitoframacie diserbanti
Dopo avere effettuato le lavorazioni, l’appaltatore, su istruzione della Direzione Lavori, dovrà
incorporare nel terreno tutte le sostanze eventualmente necessarie ad ottenere la correzione,
I’ammendamento e la concimazione di fondo nonché somministrare gli eventuali fitofarmaci e/o
diserbanti ammessi dalla D.L.
La concimazione organica e/o chimica dovrà essere rapportata ai risultati delle analisi dei terreni ed
alle particolari necessità delle singole specie da mettere a dimora.
Oltre alla concimazione di fondo, l’aggiudicatario dovrà effettuare anche le opportune concimazioni in
copertura, impiegando concimi idonei per quanto attiene solubilità e pronta assimilazione degli
elementi.
Nel caso di impianto di nuovi alberi la concimazione di fondo può essere sostituita dall’impiego di
prodotti a base di micorrize (funghi simbionti dei vegetali superiori) eventualmente associati a specifici
biostimolanti.
Nel caso di sostituzione di alberi esistenti e in terreni ricchi di elementi nutritivi e di sostanza organica,
le micorrizze favoriscono l’assorbimento di tali elementi.
L’impiego di prodotti a base di micorrize rappresenta poi l’unico intervento possibile nel caso di
reimpianto di alberi in terreni in cui sia accertata o si sospetti la presenza di patogeni fungini agenti a
livello degli apparati radicali.
Il trattamento con prodotti a base di micorrize può essere effettuato dalla primavera all’autunno,
evitando periodi eccessivamente siccitosi e con temperature massime superiori ai 26 – 28 °C.
La modalità di distribuzione deve essere valutata caso per caso e deve comunque interessare solo gli
strati superficiali di terreno normalmente esplorati dalle radici assorbenti (15 – 25 cm di profondità).
I trattamenti con fitofarmaci, infine, dovranno essere comunque autorizzati dalla D.L., tempestivi ed
eseguiti da personale abilitato secondo le norme vigenti che dovrà attenersi per il loro uso alle
istruzioni specificate dalla casa produttrice e alle leggi vigenti in materia, ed usare ogni possibile
misura preventiva atta ad evitare danni alle persone e alle cose.
Drenaggi localizzati e impianti tecnici
Successivamente alle lavorazioni del terreno, l’appaltatore dovrà preparare, sulla scorta degli eventuali
elaborati e delle indicazioni della Direzione Lavori, gli scavi necessari alla installazione degli eventuali
sistemi di drenaggio e le trincee per alloggiare le tubazioni e i cavi degli impianti tecnici (es. irrigazione,
illuminazione ecc.) le cui linee debbano seguire percorsi sotterranei.
Le canalizzazioni degli impianti tecnici, al fine di consentire la regolare manutenzione della
sistemazione, dovranno essere installate ad una profondità che garantisca uno spessore minimo di 40
cm. di terreno e, per agevolare gli eventuali futuri interventi di riparazione, essere convenientemente
protette e segnalate.
L’appaltatore dovrà completare la distribuzione degli impianti tecnici, realizzando le eventuali
canalizzazioni secondarie e le opere accessorie.
Dopo la verifica e l’approvazione degli impianti a scavo aperto da parte della Direzione Lavori,
l’appaltatore dovrà colmare le trincee e ultimare le operazioni di cui agli articoli precedenti.
Sono invece da rimandare a livellazione del terreno avvenuta, la posa in opera degli irrigatori e, a
piantagione ultimata, la collocazione e l’orientamento degli apparecchi di illuminazione.
Ultimati gli impianti, l’appaltatore dovrà consegnare alla Direzione Lavori nelle scale e con le sezioni e i
particolari richiesti. oppure, in difetto di questi produrre una planimetria che riporti l’esatto tracciato e la
natura delle diverse linee e la posizione dei drenaggi e relativi pozzetti realizzati.
Tracciamenti e picchettature
Prima della messa a dimora delle piante e dopo le operazioni di preparazione agraria del terreno,
l’Impresa, sulla scorta degli elaborati di un progetto e delle indicazioni della Direzione Lavori,
predisporrà la picchettatura dellearee di impianto, segnando la posizione nella quale dovranno essere
eseguite le piantagioni singole (alberi, arbusti, altre piante segnalate in un progetto) e tracciando sul
terreno il perimetro delle piantagioni omogenee (tappezzanti, macchie arbustive, boschetti, ecc.).
Prima di procedere alle operazioni successive, l’appaltatore deve ottenere l’approvazione della
Direzione Lavori.
A piantagione eseguita, l’appaltatore, nel caso siano state apportate varianti all’eventuale progetto,
dovrà consegnare una copia degli elaborati relativi con l’indicazione esatta della posizione definitiva
delle piante e dei gruppi omogenei messi a dimora.
Preparazione di buche e piazzole
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Le buche ed i fossi per la piantagione delle specie vegetali dovranno avere le dimensioni più ampie
possibili in rapporto alla grandezza delle piante da mettere a dimora.
Indicativamente si forniscono le seguenti dimensioni minime:
- buca per piante arboree cm. 100x100x80
-.buca per grandi arbusti e cespugli cm. 70x70x70
-.buca per postime forestale, piccoli arbusti, cespugli e piante tappezzanti cm. 40x40x40
-.buca per piante erbacee perenni cm. 30x30x30
-.buca alberature stradali ed esemplari cm. 150x150x100
Nell’apertura di buche, soprattutto se vengono impiegate trivelle, è opportuno smuovere il terreno.
Per le buche e i fossi che dovranno essere realizzati su un eventuale preesistente tappeto erboso,
l’Impresa è tenuta ad adottare tutti gli accorgimenti necessari per contenere al minimo i danni al prato
circostante, recuperando lo strato superficiale di terreno per il riempimento delle buche stesse, in
accordo con la Direzione Lavori.
Il materiale proveniente dagli scavi, se non riutilizzato o non ritenuto idoneo, a insindacabile giudizio
della Direzione Lavori, dovrà essere allontanato dall’appaltatore dalla sede del cantiere e portato alla
pubblica discarica o su aree autorizzate.
Nella preparazione delle buche e dei fossi, l’appaltatore dovrà assicurarsi che nella zona in cui le
piante svilupperanno le radici non ci siano ristagni di umidità e provvedere che lo scolo delle acque
superficiali avvenga in modo corretto.
Nel caso, invece, fossero riscontrati gravi problemi di ristagno l’appaltatore provvederà, su
autorizzazione della Direzione Lavori, a predisporre idonei drenaggi secondari.
I drenaggi secondari dovranno essere eseguiti collocando sul fondo degli scavi uno strato di materiale
adatto a favorire lo scolo dell’acqua (pietre di varie dimensioni, pezzame di tufo, argilla espansa, etc.)
eventualmente separato dalla terra vegetale sovrastante con un feltro imputrescibile (tessuto non
tessuto); al di sotto del drenaggio, dovranno essere realizzate anche canalette di deflusso o posti in
opera idonei tubi drenanti, che dovranno essere raccordati al sistema drenante generale.
Asporto di terra di coltivo
Prima di effettuare qualsiasi impianto o semina, l’appaltatore in accordo con la Direzione Lavori, dovrà
verificare che il terreno in sito sia adatto alla piantagione, in caso contrario dovrà apportare terra
di coltivo in quantità sufficiente a formare uno strato adeguato per i prati, tenendo presente l’eventuale
calo del terreno per assestamento, e a riempire totalmente le buche e i fossi per gli alberi e gli arbusti,
curando che vengano frantumate tutte le zolle e gli ammassi di terra.
La terra di coltivo rimossa e accantonata nelle fasi iniziali degli scavi sarà utilizzata, secondo le
istruzioni della Direzione Lavori, insieme a quella apportata.
Le quote definitive del terreno dovranno essere quelle indicate negli elaborati di un progetto e
dovranno comunque essere approvate dalla Direzione Lavori.
Preparazione terreno per prati
Per preparare il terreno destinato a tappeto erboso, l’appaltatore, dovrà eseguire, se necessario, una
ulteriore pulizia del terreno rimuovendo tutti i materiali che potrebbero impedire la formazione di un
letto di terra di coltivo fine ed uniforme. Dopo aver eseguito le operazioni indicate, l’appaltatore dovrà
rastrellare, eliminare ogni ondulazione, buca o avvallamento del terreno.
Gli eventuali residui della rastrellatura dovranno essere allontanati dall’area del cantiere.
Messa a dimora alberi, piante ed arbusti
Alcuni giorni prima della piantagione, l’appaltatore dovrà procedere, se richiesto dalla D.L., al
riempimento parziale delle buche già predisposte, lasciando libero soltanto lo spazio per la zolla e le
radici, in modo che le piante possano essere collocate su uno strato di fondo di spessore adeguato alle
necessità delle radici e comunque non inferiore a cm. 15.
Nel riempimento della buca l’appaltatore avrà cura di interrare con la terra smossa gli eventuali
concimi definiti da un progetto o in corso d’opera dalla D.L., in modo tale che il medesimo sia ricoperto
da uno strato di terra e non a contatto diretto con gli apparati radicali.
Viceversa, nel caso si impieghino prodotti a base di micorrizze o biostimolanti, questi dovranno essere
messi a contatto con le radici.
La messa a dimora degli alberi, degli arbusti e dei cespugli dovrà avvenire in relazione alle quote
fissate, avendo cura che le piante non presentino radici allo scoperto né risultino, una volta assestatosi
il terreno, interrate oltre il livello del colletto.
L’imballo della zolla costituito da materiale degradabile (es. paglia, canapa, juta, ecc.),
dovrà essere tagliato al colletto e aperto sui fianchi senza rimuoverlo da sotto la zolla, togliendo
soltanto le legature metalliche e il materiale di imballo in eccesso ciò previa autorizzazione specifica da
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parte della D.L. che potrà a suo insindacabile giudizio, anche alternativamente richiederne la
rimozione.
La zolla deve essere integra, sufficientemente umida, aderente alle radici; se si presenta troppo
asciutta dovrà essere immersa temporaneamente in acqua con tutto l’imballo.
Analogamente si dovrà procedere per le piante fornite in contenitore.
Le piante dovranno essere collocate con lo stesso orientamento che avevano in vivaio in modo da
ottenere il miglior risultato estetico e tecnico in relazione agli scopi della sistemazione.
Prima del riempimento definitivo delle buche, gli alberi, gli arbusti e i cespugli di rilevanti dimensioni
dovranno essere resi stabili per mezzo di pali di sostegno, ancoraggi e legature.
Prima di provvedere all’ancoraggio definitivo delle piante sarà necessario accertarsi che il terreno di
riempimento delle buche risulti debitamente assestato per evitare che le piante risultino sospese alle
armature in legno e si formino cavità al di sotto degli apparati radicali. L’appaltatore provvederà poi al
riempimento definitivo delle buche con terra di coltivo, costipandola con cura in modo che non
rimangano vuoti attorno alle radici o alla zolla.
Il palo tutore dovrà essere infisso saldamente nel terreno a buca aperta e prima dell’immissione nella
buca della pianta da sostenere.
Nel caso di impiego di sistemi di ancoraggio a scomparsa, deve essere previsto almeno un controllo
del loro grado di tensionamento dopo la prima pioggia abbondante successiva alla messa a dimora
della pianta.
Qualora previsto da un progetto l’appaltatore è tenuta a collocare attorno al pane di terra, a livello della
massima circonferenza, un tubo drenante in PVC di diametro cm. 10 corrugato e forato lateralmente.
Una estremità del tubo dovrà fuoriuscire dal terreno per consentire le operazioni di irrigazione
periodica.
Il riempimento delle buche, sia quello parziale prima della piantagione, sia quello definitivo, potrà
essere effettuato, a seconda delle necessità, con terra di coltivo semplice oppure miscelata con torba.
Nel caso la Direzione Lavori decida che all’atto dell’impianto venga effettuata una concimazione
secondaria localizzata, l’appaltatore avrà cura di spargere il fertilizzante evitando che questo venga a
contatto diretto con le radici, in modo da evitare danni per disidratazione.
A riempimento ultimato, attorno alle piante dovrà essere formata una conca o bacino per la ritenzione
dell’acqua necessaria per favorire la ripresa della pianta e facilitare il costipamento e l’assestamento
della terra attorno alle radici e alla zolla.
a) Alberi, arbusti e cespugli a foglia caduca
Le piante a foglia caduca dovranno essere messe a dimora nel periodo adeguato all’attecchimento
delle varie specie, generalmente durante il periodo di riposo vegetativo.
Le piante a foglia caduca fornite in contenitore, potranno essere messe a dimora in qualsiasi periodo
dell’anno, esclusi i mesi di piena estate, mentre quelle a radice nuda dovranno essere piantate
esclusivamente durante il periodo di riposo naturale (dal mese di ottobre a quello di marzo circa),
evitando i mesi nei quali vi siano pericoli di gelate o nevicate o il terreno sia ghiacciato.
Prima di mettere in opera le piante a radice nuda (pioppi, salici, tigli, ecc), invece, è necessario che
l’apparato radicale venga leggermente spuntato all’estremità delle radici sane, privato di quelle rotte o
danneggiate e successivamente “inzaffardato” (impasto di acqua, argille e letame).
L’eventuale potatura di trapianto della chioma deve essere autorizzata dalla Direzione Lavori e dovrà
seguire rigorosamente le disposizioni impartite, rispettando il portamento naturale e le caratteristiche
specifiche delle singole specie.
b) Alberi, arbusti e cespugli sempreverdi
Gli alberi, gli arbusti e i cespugli sempreverdi dovranno essere forniti esclusivamente con zolla o in
contenitore e dovranno essere messi a dimora nel periodo adeguato all’attecchimento delle varie
specie.
Le piante sempreverdi e le conifere non devono essere potate; saranno perciò eliminati, salvo diverse
specifiche indicazioni della Direzione Lavori, soltanto i rami secchi, spezzati o danneggiati.
Fatta eccezione per le conifere sempreverdi, in caso di necessità è possibile fare ricorso all’uso di
antitraspiranti, secondo le indicazioni della Direzione Lavori.
Messa a dimora delle piante tappezzanti, erbacee perenni, annuali, piante rampicanti,
sarmentose e ricadenti
La messa a dimora di queste piante è identica per ognuna delle diverse tipologie sopraindicate e deve
essere effettuata in buche adeguate al diametro dei contenitori delle singole piante, previa lavorazione
del terreno.
Se le piante saranno state fornite in contenitori tradizionali (vasi di terracotta o di plastica, recipienti
metallici, ecc.) questi dovranno essere rimossi; se invece in contenitori di materiale deperibile (torba,
pasta di cellulosa compressa, ecc.) le piante potranno essere messe a dimora con tutto il vaso previa
autorizzazione della D.L..
99
In ogni caso le buche dovranno essere poi colmate con terra di coltivo mista a fertilizzanti (concordato
con la D.L.) e ben pressata intorno alle piante.
L’appaltatore è tenuta infine a completare la piantagione delle specie rampicanti, sarmentose e
ricadenti,
legandone i getti, ove necessario, alle apposite strutture di sostegno in modo da guidarne lo sviluppo
per ottenere i migliori risultati in relazione agli scopi della sistemazione.
Formazione prati
La formazione dei prati dovrà aver luogo dopo la messa a dimora di tutte le piante (in particolar modo
di quelle arboree e arbustive) previste in un progetto e dopo la esecuzione degli impianti tecnici delle
eventuali opere murarie, delle attrezzature e degli arredi.
Tutte le aree da seminare o piantare a prato non dovranno essere sistemate fino a che non sia stato
installato o reso operante un adeguato sistema di irrigazione, oppure siano stati approntati materiali e
metodi per l’innaffiamento manuale.
I vari tipi di prato dovranno presentarsi perfettamente inerbiti con le specie previste, con presenza di
erbe infestanti e sassi non superiore ai limiti di tolleranza consentiti da un progetto, esenti da malattie,
chiarie ed avvallamenti dovuti all’assestamento del terreno o ad altre cause.
a) Semina dei tappeti erbosi
Dopo la preparazione del terreno, l’area sarà, su indicazione della D.L., seminata e rullata a terreno
asciutto.
Qualora la morfologia del terreno lo consenta, è preferibile che le operazioni di semina vengano
effettuate mediante speciale seminatrice munita di rullo a griglia, al fine di ottenere l’uniforme
spargimento del seme e dei concimi minerali complessi. In caso contrario, la semina, eseguita a
spaglio, deve effettuarsi sempre in giornate senza vento.
La copertura del seme dovrà essere fatta mediante rastrelli a mano e con erpice a sacco o tramite
specifiche attrezzature meccaniche. L’operazione dovrà essere eventualmente ripetuta dopo il
secondo sfalcio.
Terminate le operazioni di semina o piantagione, il terreno deve essere immediatamente bagnato fino
a che il suolo non risulti imbevuto di acqua fino alla profondità di almeno cm. 5. Per impedire che
l’acqua possa asportare semi o terriccio, l’irrigazione dei prati appena formati deve essere realizzata
per mezzo di irrigatori provvisti di nebulizzatori. La superficie dovrà essere opportunamente delimitato
per evitarne il calpestio nelle fasi iniziali di sviluppo delle specie.
b) Messa a dimora delle zolle erbose
Le zolle erbose per la formazione dei prati a pronto effetto, dovranno essere messe a dimora
stendendole sul terreno in file a giunti sfalsati tra fila e fila, dovranno risultare assestate a perfetta
regola d’arte, in modo tale che non si presenti soluzione di continuità tra zolla e zolla.
Il piano di appoggio delle zolle dovrà risultare debitamente livellato ed il terreno precedentemente
lavorato.
Per favorirne l’attecchimento, le zolle dovranno essere compattate per mezzo di battitura o di rullatura
e, infine, abbondantemente irrigate.
Le zolle di specie prative stolonifere destinate alla formazione di tappeti erbosi con il metodo della
propagazione dovranno essere accuratamente diradate o tagliate in porzioni minori e successivamente
messe a dimora nella densità precisata negli elaborati di un progetto o stabilita dalla Direzione Lavori.
Le cure colturali saranno analoghe a quelle precedentemente riportate.
Protezione piante messe a dimora
Nelle aree dove potrebbero verificarsi danni causati da animali domestici o selvatici oppure dal transito
di persone o automezzi, l’Impresa dovrà proteggere, singolarmente o in gruppi, le piante messe a
dimora con opportuni ripari (es. reti metalliche, protezioni in ferro o in legno, griglie, ecc.).
Se previsto da un progetto, le piante dovranno essere protette da eventuali stress idrici e dallo sviluppo
di erbe infestanti per mezzo di pacciame (cippatura di ramaglia e di corteccia di conifere, biodischi,
vermiculite, scaglie di pigna, ecc.).
Qualora si preveda l’uso di decespugliatore all’interno dell’area di rispetto di un esemplare arboreo per
il controllo della vegetazione erbacea spontanea sviluppatasi successivamente all’impianto, si deve
adottare un idoneo sistema di protezione del colletto. Tale sistema dovrà a sua volta essere provvisto
di adeguati meccanismi che consentano il corretto incremento diametrale del fusto. Nel caso di
impianti irrigui permanenti il sistema di protezione del colletto deve essere tale da consentire la libera
circolazione dell’aria al suo interno.
Manutenzione delle opere a verde
La manutenzione che l’appaltatore è tenuta ad effettuare durante il periodo di concordata garanzia
dovrà riguardare anche le eventuali piante preesistenti e comprendere le seguenti operazioni:
1) irrigazioni;
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2) ripristino conche e rincalzo delle alberature
3) falciature, diserbi e sarchiature delle alberature;
4) concimazioni;
5) potature;
6) eliminazione e sostituzione delle piante morte;
7) rinnovo delle parti difettose dei tappeti erbosi;
8) difesa dalla vegetazione infestante;
9) sistemazione dei danni causati da erosione;
10) ripristino della verticalità delle piante;
11) controllo dei parassiti e delle fitopatie in genere;
12) controllo, risistemazione e riparazione dei pali di sostegno, degli ancoraggi e delle legature.
La manutenzione delle opere dovrà avere inizio immediatamente dopo la messa a dimora (o la
semina) di ogni singola pianta e di ogni parte di tappeto erboso, e dovrà continuare per tutto il periodo
concordato.
Ogni nuova piantagione dovrà essere curata con particolare attenzione fino a quando non sarà
dichiarato dalla D.L. che le piante, superato il trauma del trapianto (o il periodo di germinazione per le
semine), siano ben attecchite e siano in buone condizioni vegetative.
La manutenzione delle opere edili, impiantistiche, di arredo, ecc., è soggetta alle norme contemplate
nei capitolati speciali di settore.
1) Irrigazioni
L’appaltatore è tenuta ad irrigare tutte le piante messe a dimora e i tappeti erbosi per il periodo di
garanzia concordato.
Le irrigazioni dovranno essere ripetute e tempestive nonchè variare in quantità e frequenza, in
relazione alla natura del terreno, alle caratteristiche specifiche delle piante, al clima e all’andamento
stagionale: il programma di irrigazione (a breve e a lungo termine) e i metodi da usare dovranno
essere determinati dall’appaltatore e successivamente approvati dalla Direzione Lavori.
Nel caso fosse stato predisposto un impianto di irrigazione automatico, l’appaltatore dovrà controllare
che questo funzioni regolarmente. L’impianto di irrigazione non esonera però l’appaltatore dalle sue
responsabilità in merito all’irrigazione la quale pertanto dovrà essere attrezzata per effettuare, in caso
di necessità, adeguati interventi manuali.
2) Ripristino conche e rincalzo
Le conche di irrigazione eseguite durante i lavori di impianto delle alberature devono essere, se
necessario, ripristinate.
A seconda dell’andamento stagionale, delle zone climatiche e delle caratteristiche di specie,
l’appaltatore provvederà alla chiusura delle conche e al rincalzo delle piante.
3) Falciature, diserbi e sarchiature
Oltre alle cure colturali normalmente richieste, l’appaltatore dovrà provvedere, durante lo sviluppo delle
specie prative e quando necessario, alle varie falciature del tappeto erboso.
L’erba tagliata dovrà essere immediatamente rimossa salvo diverse disposizioni della Direzione Lavori.
Tale operazione dovrà essere eseguita con la massima tempestività e cura, evitando la dispersione sul
terreno dei residui rimossi.
I diserbi dei vialetti, dei tappeti erbosi e delle altre superfici interessate dall’impianto devono essere
eseguiti preferibilmente a mano o con attrezzature meccaniche. L’eventuale impiego di diserbanti
chimici dovrà attenersi alle normative vigenti.
Le superfici di impianto interessate da alberi, arbusti e cespugli perenni, biennali, annuali, ecc. e le
conche degli alberi devono essere oggetto di lavorazioni periodiche.
4) Concimazioni
Le concimazioni devono essere effettuate nel numero e nelle quantità stabilite dal piano di
concimazione approvato preventivamente dalla D.L..
5) Potature
Le potature di formazione e di rimonda devono essere effettuate nel rispetto delle caratteristiche ed
esigenze delle singole specie.
Il materiale vegetale di risulta dovrà essere immediatamente rimosso e depositato secondo gli accordi
presi con la Direzione Lavori.
6) Eliminazione e sostituzione delle piante morte
Le eventuali piante morte dovranno essere sostituite con altre identiche a quelle fornite in origine; la
sostituzione deve, in rapporto all’andamento stagionale, essere inderogabilmente effettuata nel più
breve tempo possibile dall’accertamento del mancato attecchimento.
7) Rinnovo delle parti difettose dei tappeti erbosi
Epoca e condizioni climatiche permettendo, l’appaltatore dovrà riseminare o reimpiantare ogni
superficie a tappeto erboso che presenti una crescita irregolare, difettosa, che non rientri nei limiti di
tolleranza previsti per le qualità dei prati oppure sia stata giudicata per qualsiasi motivo insufficiente
dalla Direzione Lavori.
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8) Difesa dalla vegetazione infestante
Durante l’operazione di manutenzione l’appaltatore dovrà estirpare, salvo diversi accordi con la
Direzione Lavori, le specie infestanti e reintegrare lo strato di pacciamatura come previsto da un
progetto.
9) Sistemazione dei danni causati da erosione
L’appaltatore dovrà provvedere alla sistemazione dei danni causati da erosione per difetto di
esecuzione degli interventi di sua specifica competenza.
10) Ripristino della verticalità delle piante
L’Impresa è tenuta al ripristino della verticalità e degli ancoraggi delle piante qualora se ne riconosca la
responsabilità.
11) Controllo dei parassiti e delle fitopatie in genere
E’ competenza dell’Impresa controllare le manifestazioni patologiche sulla vegetazione delle superfici
sistemate provvedendo alla tempestiva eliminazione del fenomeno patogeno onde evitarne la
diffusione e rimediare ai danni accertati. Gli interventi dovranno essere preventivamente concordati
con la Direzione Lavori.
12) Controllo, risistemazione e riparazione dei pali di sostegno, degli ancoraggi e delle legature
L’appaltatore è tenuta a ripristinare gli ancoraggi delle piante qualora ve ne sia la necessità.
E’ inoltre competenza dell’appaltatore controllare periodicamente le legature per prevenire ferite al
fusto, e rimuoverle almeno una volta, all’anno, rifacendo la legatura in posizione diversa dal
precedente punto di contatto con la pianta.
Sicurezza sul posto di lavoro
Data la particolare e speciale categoria di lavori l'Impresa, senza diritto ad alcun compenso, è tenuta a
predisporre sui posti di lavoro tutte le misure necessarie per tutelare la sicurezza dei lavoratori e dei
terzi in genere. In particolare dovrà curare la posa di sbarramento, di cartelli indicatori e fanali in
corrispondenza di scavi, ammassi di materiale, depositi di macchinari, interruzioni delle sedi stradali ed
ostacoli di qualsiasi genere.
Si precisa inoltre che, in caso di necessità, la Impresa deve richiedere la effettiva autorizzazione ad
operare in vicinanza di cavi elettrici agli appositi Enti (ENEL, TELECOM, Settore LL. PP. e Patrimonio
del Comune di Padova, ecc. ).
L’impresa dovrà garantire il pieno rispetto dell’art. 9 del D.P.C.M. n. 55 del 10 gennaio 1991 che così
dispone :
- La consegna della documentazione di avvenuta denuncia degli enti previdenziali - inclusa la cassa
edile
- Denuncia agli Istituti assicurativi ed infortunistici, prima dell’inizio dei lavori.
- La trasmissione delle copie dei versamenti contributivi previdenziali ed assicurativi, nonché di quelli
dovuti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva, dovrà essere effettuata con
cadenza quadrimestrale. Il Direttore dei Lavori ha, tuttavia, facoltà di procedere alla verifica di tali
versamenti in sede di emissione dei certificati di pagamento.
Inoltre l’impresa prima della consegna dei lavori, dovrà redigere e consegnare al Committente:
- Eventuali proposte integrative del piano di sicurezza e coordinamento e del piano generale di
sicurezza quando questi ultimi siano previsti ai sensi del DLgs 81/2008.
- Un piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento e del piano generale di
sicurezza quando questi ultimi non siano previsti ai sensi del DLgs 81/2008.
- Un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative
responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori, da considerare come piano
complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento e dell'eventuale piano generale di
sicurezza quando questi ultimi siano previsti ai sensi del DLgs 81/2008, ovvero del piano sostitutivo di
cui sopra.
Il Direttore Tecnico di cantiere è responsabile del piano da parte di tutte le imprese impegnate nella
esecuzione dei lavori.
Verranno altresì tenute riunioni periodiche predisposte dalla Direzione lavori per controllare che i lavori
vengano eseguiti nel rispetto del programma dettagliato nonché per concordare i particolari del
programma stesso.
I prezzi riportati sono relativi sia ad interventi da eseguire "ex novo" che a sostituzioni o ripristini totali o
parziali.
ART. 53 - ISOLAMENTO TERMICO E FONICO
I materiali ed i manufatti da impiegare per l'isolamento termico ed acustico dovranno essere
chimicamente inerti, stabili, imputrescibili, inodori, non corrosivi, non igroscopici, inattaccabili dagli
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agenti atmosferici, da insetti, da roditori, e da microrganismi, resistenti a temperature di impiego e
sollecitazioni e vibrazioni previste, non dovranno trattenere alcun odore e dovranno essere innocui
durante la manipolazione.
Salvo diversa precisazione i valori indicati per il peso specifico ed il coefficiente di conduttività termica
dovranno intendersi misurati a 20°+/- 2°C. in aria con umidità relativa del 75%+/-5%.
Sul peso dovrà essere ammessa la tolleranza del 15%, sul coefficiente di conduttività termica potrà
essere ammessa la tolleranza del 10%.
Dei materiali e manufatti per l'isolamento termico ed acustico dovranno essere documentati, mediante
certificati di prove, la corrispondenza alle caratteristiche sopra indicate e i valori del peso specifico e
del coefficiente di conduttività termica.
Per i materiali ed i manufatti da impiegare per l'isolamento acustico dovranno essere indicati i rispettivi
limiti di applicazione sia contro la propagazione del rumore aereo sia di quello d'urto, specificando le
curva di attenuazione alle varie frequenze.
Per questi ultimi materiali i valori del potere fono-assorbente ottenuti da prove di laboratorio dovranno
risultare maggiori di 3 dB rispetto a quelli da riscontrare in opera.
I materiali dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche.
- vermiculite:
la vermiculite potrà essere richiesta nelle seguenti granulometrie che dovranno avere il peso specifico
appresso indicato:
granulometrie
grosse medie fine finissime
dimensioni granuli
mm. 6-8
3-6 1,5-3 0-1,5
peso specifico
kg/mc. 76-80 92-105 max 105 105-165
La polvere di vermiculite passata allo staccio 0,2 UNI 2332 dovrà avere un peso specifico non inferiore
a 500 kg/mc.
Il coefficiente di conduttività termica della vermiculite misurato alla densità di 90+/-10% kg/mc: dovrà
essere di 0,038 K Cal./m h °C.
- fibre di vetro:
le fibre di vetro destinate alla preparazione di manufatti per l'isolamento termico ed acustico dovranno
essere costituite da fibre del diametro medio di 8-10 micron, ottenute da materie prime selezionate.
Il coefficiente di conduttività termica delle fibre di vetro dovrà essere di 0,028 K Cal/m h °C. alla densità
di 80 kg/mc.
- lana di roccia:
le fibre di lana di roccia destinate alla preparazione dei manufatti da impiegare per l'isolamento termico
ed acustico dovranno essere del diametro medio di 2-6 micron, ottenute da rocce selezionate.
Il coefficiente di conduttività termica delle fibre di lana di roccia dovrà essere di 0,032 K Cal/m h °C.
misurato alla densità di 100 kg/mc.
- altri materiali:
altri materiali per l'isolamento termico ed acustico dovranno preventivamente essere approvati dalla
D.L. che stabilità i criteri per l'accettazione dei materiali stessi e le norme per il loro collocamento in
opera.
L'isolamento termico da realizzare ex novo o ripristinare totalmente per pareti di tamponamento e per
sottotetti o solai a contatto con l'esterno, sarà tale da avere resistenza termica R = 1,2 h mq. C°/kcal
per le superfici verticali ed R = 1,4 h mq. C°/kcal per le superfici orizzontali.
L'isolamento in genere sarà realizzato con materiali più idonei quali: pannelli di materiale isolante
anche di tipo lapideo espanso o simili, rigido preformato, pannelli preformati a rigidezza limitata,
materassini di fibre trapuntati, cascami di materiale isolante, calcestruzzi confezionati con inerti
espansi, fogli di adeguato spessore di sughero e gomma espansa, strato di pomice o simili.
Nell'esecuzione degli isolamenti si avrà cura che i materiali che li costituiscono non abbiano ad
alterarsi causa colatura di malte o di calcestruzzi, pertanto tutti gli isolamenti orizzontali andranno
ricoperti con foglio di cartonfeltro bitumato, bisabbiato da kg./mq 1,5 risvoltato lungo le pareti in modo
che il massetto per la posa dei pavimenti risulti del tipo galleggiante.
L'esecuzione degli isolamenti dei solai verrà quanto possibile in modo continuo anche sotto le
tramezze da ricostruire o da realizzare ex novo.
Secondo quanto indicato dalla D.L. ed in conformità con i manufatti esistenti per gli isolamenti
orizzontali verranno impiegati:
- pannelli in truciolare di legno legato con cementi magnesiaci dello spessore minimo di cm. 2,5.
- fogli di sughero dello spessore minimo di mm. 2,5.
- pannelli in cartonfeltro bitumato con inclusa gomma espansa dello spessore minimo di mm.3.
103
- getto dello spessore di cm. 5 in calcestruzzo con pomice, argilla espansa, o vermiculite; pomice,
argilla espansa o materiali granulari, isolanti e simili saranno posti alla rinfusa per uno spessore
minimo di cm., 5 e successivo ricoprimento in massetto di calcestruzzo; altri materiali con gli spessori
indicati dalla D.L.
Gli isolamenti verticali fra due pareti di cui almeno una da realizzare ex novo o da ricostruire, saranno
eseguiti con pannelli di vario tipo, si citano ad esempio: pannelli in trucciolare di legno con cemento
magnesiaco dello spessore minimo di cm.2.5 (da non porre mai a contatto di tubazioni); pannelli di
polistirolo o poliuretano e simile dello spessore minimo di cm.3 (i pannelli saranno fissati alle pareti con
chiodi di ottone); materassini trapuntati e non di materiale isolante in fibre di vetro o roccia, vermiculite;
altri materiali di spessore variabile e con modalità di posa indicate dalla Direzione Lavori.
Nel caso si tratti di isolamenti di tamponamenti nuovi a cassetta, il paramento interno della parete
esterna se non diversamente prescritto, verrà intonacato al grezzo con malta bastarda.
L'isolamento termico di superfici interne di pareti avverrà secondo l'indicazione della D.L. e sarà
indicativamente realizzato da:
- controparete in tavelline di laterizio da cm.3 con interposti pannelli o materassini di fibre di vetro o
roccia.
- pannelli sufficientemente rigidi con superficie relativamente scabra, in trucioli di legno impastati con
cemento magnesiaco, dello spessore di cm.3; il fissaggio avverrà con rete a maglie di mm. 25x30 e
chiodatura; la superficie dell'isolante sarà rivestita per uno spessore di cm. 3 con una prima mano di
intonaco alla vermiculite e quindi normale intonaco civile a due mani.
- pannelli di cartongesso sufficientemente rigidi, a superfice liscia, con applicato sottostante pannello di
diversi spessori in polistirolo o poliuretano; fissati alle pareti con idonei collanti.
- pannelli di cartongesso sufficientemente rigidi, a superfice liscia, fissati alle pareti con struttura in
lamierino di acciaio e con interposti materassini di diversi stessa in fibre minerali di vetro o roccia.
L'isolamento dei sottotetti non praticabili, avverrà secondo le indicazioni fornite dalla D.L. con:
- pannelli preformati rigidi di fibre di vetro o roccia.
- materassini trapuntati di fibre di vetro o roccia.
- materassini di cascame di fibre isolanti.
- strato di vermiculite o prodotto analogo (pomice, argilla espansa, ecc.) steso allo stato naturale.
Tutti gli spessori degli isolamenti verranno fissati dalla Direzione Lavori.
Per tutti gli isolamenti verranno impiegati solamente prodotti di marche accreditate e nella posa ci si
atterrà oltre alle prescrizioni della D.L. anche alle indicazioni delle case produttrici.
La misurazione degli isolamenti e coibentazioni, avverrà sulla proiezione rispettivamente orizzontale e
verticale della superficie isolata detraendo solamente le interruzioni di isolamento superiore ai 3 mq.;
non verranno considerate le sporgenze della superficie ed i risvolti di profondità inferiore a ml. 0,50.
I prezzi riportati sono relativi sia ad interventi eseguiti "ex novo" che a sostituzioni o ripristini totali o
parziali.
ART. 54 - SISTEMAZIONI ESTERNE
Le superfici carrabili, comprese le strade di accesso e di transito avranno un cassonetto di almeno cm.
40, salva maggiore profondità richiesta dalla natura del terreno, saranno costituite da una massicciata
di cm. 30 resi, in ciotoli di fiume tout-venant od in pietrame di cava con pezzatura media di cm.5/10 e
saranno cilindrate con rullo di 18 tonnellate; verrà sparso sulla massicciata uno strato successivo di
ghiaia di fiume e pietrisco della pezzatura media di cm. 2/4, cilindrato con rullo da 18 tonn., fino ad
ottenere uno spessore complessivo reso di cm. 40.
Ove indicato dalla D.L., le vie o passaggi carrabili saranno pavimentate con conglomerato bituminoso
a miscela chiusa steso con macchina vibrofinitrice, con un primo strato di bynder dello spessore
minimo reso di cm. 7 ed un secondo strato d'usura sempre in conglomerato bituminoso a miscela
chiusa dello spessore minimo reso di cm. 2; i dosaggi minimi di bitume saranno per il Bynder di kg/mq
7 per gli altri strati kg/mq. 2,5; il Bynder e lo strato d'usura saranno formati con ghiaietta o pietrischetto,
rispettivamente di mm. 8 e di mm. 3 mediamente.
La pavimentazione sarà cilindrata con rullo da 12 tonnellate.
Le parti pavimentate in macadam avranno la pendenza del 2% ; nelle strade verso i bordi e negli
spiazzi verso i punti precisati dalla D.L.
Le cordonate per la delimitazione di strade e spiazzi saranno emergenti cm. 15 dalla superficie finita,
avranno una sezione trapezi di cm. 10/15x30, saranno posti su fondazione in calcestruzzo cementizio
della sezione di cm.20x30, il cui compenso è compreso nel prezzo delle cordonate.
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Le cordonate potranno essere in pietra artificiale per la parte in vista e bocciardata con cordellina,
ovvero in pietra naturale lisciata a filo di sega.
Nelle cordonate, formate con lo stesso materiale, verranno posti i pezzi sagomati speciali per gli
accessi carrabili, a distanza non superiore ai ml. 20, gli inghiottini sagomati a bocca di lupo per
l'eliminazione delle acque meteoriche, collegati a pozzetti in calcestruzzo prefabbricato delle
dimensioni minime di cm.40x50x60, sifonati con chiusino d'ispezione e relativo contorno dello stesso
materiale della cordonata e posto alla stessa quota.
I marciapiedi, ove indicato dalla D.L., saranno realizzati con cassonetto di cm. 30, salva maggiore
profondità richiesta dalla natura del terreno, con riempimento in ghiaione di fiume tout-venant o
pietrame della pezzatura 6/8 cm. con chiusura in ghiaino o pietrischetto e con l'esecuzione della
pavimentazione; la massicciata sarà assestata con mazzapicchio vibrante da q.li 8 azionato a motore e
verrà chiusa con cm. 5 resi di ghiaia della pezzatura 3/4 cm. pure assestata; ove indicato verrà
eseguita la pavimentazione di cm. 5 in conglomerato bituminoso chiuso tipo bynder, tirato a filo del
marciapiede e steso con apposita macchina vibrofinitrice e cilindrato con rullo da 6 tonnellate.
In corrispondenza a strade e marciapiedi, e previo approfondimento dello scavo, prima della stesura
della massicciata, per migliorare le caratteristiche del terreno potrà venire eseguito un letto di sabbia di
cm. 10 resi e cilindrato con rullo da 12 tonnellate.
Tutte le cilindrature, escluse quelle di pavimentazioni bituminose, avverranno con aspersione di
abbondante acqua durante ogni passaggio del rullo.
Il compenso di massicciate, di pavimentazioni avverrà a metro quadrato da determinare
esclusivamente secondo rilievi.
Le cordonate saranno compensate a ml. rilevando la lunghezza sul filo esterno.
Ove disposto dalla D.L., il terreno che rimane libero da edifici, strade, marciapiedi od altri manufatti
potrà essere dissodato per cm. 30, ripulito e vagliato asportando quanto rinvenuto e trasportando inerti
di vario tipo alle discariche e quindi seminato con erba sempreverde.
I prezzi riportati sono relativi sia ad interventi eseguiti "ex novo" che per sostituzioni o ripristini totali o
parziali.
Le descrizioni dei prezzi unitari in allegato si intendono integrate dalle "modalità di esecuzione
e di misurazione delle opere" riportate al Capitolo IV° del presente Capitolato Speciale di
Appalto, che si intendono di volta in volta integralmente trascritte.
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PARTE “A” – CONTRATTI STIPULATI CON PUBBLICO INCANTO
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CAPITOLO I° - OGGETTO, MODO, AMMONTARE, DURATA DELL’APPALTO, DESCRIZIONE
SOMMARIA DELLE PRINCIPALI OPERE
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ART. 1 - Oggetto dell'appalto.
ART. 2 - Modo di appalto.
ART. 3 - Ammontare dell'appalto - Anticipazione del Prezzo.
ART. 4 - Durata dell'appalto.
ART. 5 - Descrizione sommaria delle opere.
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CAPITOLO II° - DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI L'APPALTO.
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ART. 6 - Cessione crediti - Subappalti e cottimi - Responsabilità sulle opere.
ART. 7 - Osservanza del Capitolato Generale d'Appalto e di altre Leggi e disposizioni in materia.
ART. 8 - Documenti che reggono l'Appalto.
ART. 9 - Garanzie.
ART.10 - Consegna Lavori.
ART.11 - Tempo utile per l'esecuzione degli interventi.
ART.12 - Penale per danni.
ART.13 - Lavori affidati ad altre Ditte.
ART.14 - Direzione dei Lavori.
ART.15 - Ordinativi dei lavori.
ART.16 - Varianti agli ordinativi.
ART.17 - Interventi urgenti.
ART.18 - Prezzi dell'Appalto - Revisione dei prezzi.
ART.19 - Contabilizzazione dei lavori.
ART.20 - Prestazioni in economia - Formazione di nuovi prezzi.
ART.21 - Anticipazioni all'Appaltatore.
ART.22 - Pagamenti.
ART.23 - Verifica della regolare esecuzione lavori - Dichiarazione conformità impianti.
ART.24 - Sicurezza nei cantieri.
ART.25 - Svincolo cauzione.
ART.26 - Risoluzione contrattuale.
ART.27 - Oneri ed obblighi diversi a carico dell'Appaltatore.
ART.28 - Domicilio dell'Appaltatore - Direttore di cantiere.
ART.29 - Controversie.
ART.30 - Stipulazione del contratto - Spese, tasse ed imposte a carico dell'appaltatore.
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PARTE “B” – CONTRATTI STIPULATI CON PROCEDURA NEGOZIATA
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CAPITOLO I° - OGGETTO, MODO, AMMONTARE, DURATA DELL’APPALTO, DESCRIZIONE
SOMMARIA DELLE PRINCIPALI OPERE
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ART. 1 - Oggetto dell'appalto.
ART. 2 - Modo di appalto.
ART. 3 - Ammontare dell'appalto - Anticipazione del Prezzo.
ART. 4 - Durata dell'appalto.
ART. 5 - Descrizione sommaria delle opere.
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CAPITOLO II° - DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI L'APPALTO.
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ART. 6 - Cessione crediti - Subappalti e cottimi - Responsabilità sulle opere.
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ART. 7 - Osservanza del Capitolato Generale d'Appalto e di altre Leggi e disposizioni in materia.
ART. 8 - Documenti che reggono l'Appalto.
ART. 9 - Garanzie.
ART.10 - Consegna Lavori.
ART.11 - Tempo utile per l'esecuzione degli interventi.
ART.12 - Penale per danni.
ART.13 - Lavori affidati ad altre Ditte.
ART.14 - Direzione dei Lavori.
ART.15 - Ordinativi dei lavori.
ART.16 - Varianti agli ordinativi.
ART.17 - Interventi urgenti.
ART.18 - Prezzi dell'Appalto - Revisione dei prezzi.
ART.19 - Contabilizzazione dei lavori.
ART.20 - Prestazioni in economia - Formazione di nuovi prezzi.
ART.21 - Anticipazioni all'Appaltatore.
ART.22 - Pagamenti.
ART.23 - Verifica della regolare esecuzione lavori - Dichiarazione conformità impianti.
ART.24 - Sicurezza nei cantieri.
ART.25 - Svincolo cauzione.
ART.26 - Risoluzione contrattuale.
ART.27 - Oneri ed obblighi diversi a carico dell'Appaltatore.
ART.28 - Domicilio dell'Appaltatore - Direttore di cantiere.
ART.29 - Controversie.
ART.30 - Stipulazione del contratto - Spese, tasse ed imposte a carico dell'appaltatore.
ART.31 – Rispetto del codice etico A.T.E.R..
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PARTE “C” – PRESCRIZIONI TECNICHE (VALIDE PER PARTE”A” E PARTE”B”)
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CAPITOLO III° - MATERIALI: QUALITA’, CARATTERISTICHE, PROVENIENZA – NORME PER LE
MISURAZIONI
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ART.31 - Qualità e provenienza dei materiali.
ART.32 - Caratteristiche generali dei materiali.
ART.33 - Prove dei materiali.
ART.34 - Esecuzione dei lavori - ordine ed andamento.
ART.35 - Norme generali per le misurazioni.
ART.36 - Disposizioni generali.
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CAPITOLO IV° - MODALITÀ GENERALI DI ESECUZIONE DELLE OPERE - COMPENSI.
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ART.37 - Demolizioni, rimozioni, scavi.
ART.38 - Calcestruzzi, strutture legno.
ART.39 - Murature esterne ed interne.
ART.40 - Solai e solette.
ART.41 - Controsoffitti.
ART.42 - Tetti, coperture, impermeabilizzazioni, isolamenti.
ART.43 - Opere di completamento delle coperture.
ART.44 - Impianti tecnologici ed opere murarie pertinenti.
44.01 - Descrizione e caratteristiche generali, dimensionamento di condutture e tubazioni
44.02 - Protezione delle tubazioni
44.03 - posa delle tubazioni – giunzioni e lavorazione
44.04 - Reti d’acqua – impianti idrico sanitari
44.05 - Impianto di riscaldamento e produzione acqua calda per usi igienico sanitari
44.06 - Apparecchi igienico sanitari
44.07 - Reti distribuzione gas
44.08 - Reti da fumo e ventilazione
44.09 - Reti di scarico liquami
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44.10 - Impianti elettrici
44.10.1 - Classificazione
44.10.2 - Modalità generali di esecuzione degli impianti elettrici
44.10.3 - Impianto elettrico alloggi
44.10.4 - Impianti telefonici interni
44.10.5 - Impianto di portiere elettrico
44.10.6 - Impianto suoneria
44.10.7 - Impianto centralizzato TV
44.10.8 - Impianto di terra e protezione contro i contatti diretti
44.11- Assistenze murarie ed opere connesse per gli impianti tecnologici
44.11.1 - Manufatti in conglomerato cementizio
44.11.2 - Tubi in cemento
44.11.3 -Tubazioni di cloruro di polivinile
ART.45 - Intonaci.
ART.46 - Pavimenti.
ART.47 - Rivestimenti.
ART.48 - Serramenti.
ART.49 - Opere da pittore.
ART.50 - Opere in pietra.
ART.51 - Opere in ferro.
ART.52 - Opere di mantenimento.
ART.53 - Isolamento termico e fonico.
ART.54 - Sistemazioni esterne.
ALLEGATI:
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Elenco dei Prezzi Unitari
Rapporto di intervento
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