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RIMINI OGGI
Uno studio assegna al territorio riminese l’eccellenza nel miscelare tecnologia e fattore umano
Rimini al top per creatività e nell’integrazione
I
n un recente numero monografico della rivista ‘Arel’ si parla di
città. I luoghi, per dirla alla Calvino,
che come i sogni “sono costruite
di desideri e di paure”. Accanto
dunque alle analisi sullo sviluppo
urbanistico, ambientale e sociale
aspetti della vita economica, ambientale e sociale di un territorio,
essa non può che avere un impatto forte sull’univa evoluzione dello
sviluppo, vale a dire quello sostenibile. La produzione e il consumo
culturale (nella più ampia acce-
RIMINI (posizione)
Classe creativa 17°
Capitale umano 21°
Talento scientifico 37°
Indice di tecnologia 12°
Integrazione 1°*
Diversità 22°**
Gay 12°***
* = percentuale matrimoni misti;
livello di educazione stranieri;
scolarizzazione bambini stranieri
** = incidenza di stranieri su
popolazione; varietà delle
provenienze degli stranieri
*** = indice di tolleranza gay basato
sui risultati dell’indagine Goletta Gay
Rimini al primo posto in Italia per
integrazione
delle realtà urbane, la pubblicazione riporta un interessante capitolo intitolato ‘Creatività e cultura, dal Made in italy al Mind in
italy’ curato da Benedetta Rizzo e
Luca Scandale. Il tema affrontato
è la potenzialità delle cosiddette
città creative. Ovvero: visto che la
variabile cultura investe numerosi
zione del termine, comprendendo anche capacità di tolleranza,
integrazione, tecnologia) sono a
tutti gli effetti i fattori decisivi nella definizione del capitale sociale,
oltre che del rafforzamento della
propria identità.
Se all’estero diverse città includono già nelle loro crescita pratica
cose intangibili quali motivazione,
ispirazione, intelligenza e cultura
(es. Sidney, Barcellona, Seattle,
Glasgow), solo da poco tempo
in Italia si comincia a ragionare
di città creativa, vale a dire dove
l’investimento generale in cultura diventa vettore di sviluppo per
l’intera comunità. I due studiosi
‘fotografano’ la situazione attuale del Paese attraverso tabelle
statistiche ISTAT rielaborate da
CreativityGroupEurope, società
di ricerca e consulenza fondata
nel 2004 dall’economista americano Richard Florida. Proprio
queste tabelle mettono in luce
percorsi (non completamente né
forse compiutamente) percepiti
del territorio riminese. Sulle 103
province italiane, Rimini infatti è al
21° posto per indice di talento
(somma di classe creativa, capitale umano, talento scientifico),
al 12° per indice di tecnologia
(somma di innovazione/brevetti,
industria high tech, connettività),
al 5° per indice di tolleranza
(somma di integrazione, diversità, gay).
Mettendo assieme questi numeri,
si ottiene un complessivo indice
di creatività che vede il territorio
riminese al 9° posto in Italia. Una
prima riflessione su questi dati
porta a dire che Rimini è leader
sul versante più propriamente
sociale della costruzione di una
comunità tollerante (segno di un
tessuto sociale solido), ha performance ottime sulla tecnologia
e sull’utilizzo delle nuove forme di
comunicazione (segno di predisposizione all’innovazione), deve
senz’altro migliorare sull’educazione scolastica di livello universitario, soprattutto nella percentua-
le di popolazione in possesso di
studio universitario e nel numero
di ricercatori.
L’aspetto relativo alla ‘città creativa’ è centrale nell’elaborazione (in
fase avanzata) del piano strategico di Rimini. Per ciò che è stata,
è o sarà, Rimini investirà sempre
di più in una crescita di cultura e
di creatività, ben consapevole che
essa può rappresentare anche un
volano di sviluppo economico. Si
chiedono nella conclusione Rizzo e Scandale: “Qual è il grado di
consapevolezza delle città italiane
rispetto al multiculturalismo come
risorse endogena? Come affronterà l’Italia l’economia della conoscenza e il capitalismo cognitivo:
investirà sui processi produttivi di
videoart, moda, spettacolo, design, cinema, musica, teatro, enogastronomia? O vedremo un’Italia
che penserà sempre alla cultura
come bene statico del paesaggio? Quale ruolo giocherà la cultura nelle strategie di marketing
delle città italiane? Ancora chiese
e castelli o il mind in Italy sarà in
grado di trasformare la sua cultura urbana in strumento di rinascita
del Sistema Italia?”.
Il piano strategico di Rimini è uno
dei luoghi deputati a dare queste
risposte e trovare queste sintesi.
Lo farà partendo dalle caratteristiche migliori di questa città, al top
del turismo e dell’accoglienza ma
anche della creatività e dell’integrazione.
La città investe sulla cultura e restaura il Fulgor, la sala cinematografica più famosa al mondo
Da Amarcord a capitale del cinema
L
a capitale delle vacanze, il ‘teutonen grill’ degli anni Sessanta, il “divertimentificio” degli anni
Ottanta e inizio Novanta, il “tenero
pastrocchio” di Federico Fellini e
“la città dove dentro ci trovi tutto” di Luciano Ligabue. Ormai a
un passo dal taglio del nastro del
primo decennio del nuovo millennio, Rimini può essere incasellata in questa o quella definizione?
No, ognuna mette in evidenza un
aspetto parziale di una città comunque complessa e contemporanea nel senso più vero del
termine. Una delle operazioni più
interessanti e innovative messe
in atto negli ultimi anni è quella di
valorizzazione non solo civica ma
anche turistica del patrimonio storico e artistico. Il simbolo di questo “rinascimento” è il recupero
del sito archeologico della Domus
del Chirurgo, in centro storico,
che dal giorno della sua apertura
(8 dicembre 2007) ha triplicato le
presenze negli spazi museali rimi-
nesi. Non solo, la sistemazione di
quel luogo prima degradato- costata circa 4 milioni di euro- ha
messo in moto un meccanismo
virtuoso che ha portato i privati a
migliorare e riqualificare le attività
commerciali e i pubblici esercizi lì
insistenti. La Domus del Chirurgo
rappresenta una sorta di spar-
Cinema Fulgor: Dante Ferretti,
scenografo (a sin) assieme ad Annio
Matteini architetto e progettista, Stefano
Pivato assessore alla cutura
tiacque tra il primo e il secondo
tempo di una programmazione sui
contenitori culturali e sul rilancio
del centro storico cominciata nel
2001 e che ha già visto il Comune
di Rimini investire direttamente 40
milioni di euro in restauro di monumenti, recupero di aree prima mal
utilizzate (es. l’Arco d’Augusto),
recupero di spazi museali, ripavimentazioni. Il secondo tempo è
anch’esso animato da un progetto
grandioso: il restauro del Cinema
Fulgor reso immortale da Federico Fellini, insieme alla trasformazione dell’immobile che lo ospita
(in un suggestivo stile liberty) in
Casa del Cinema. Per riportare la
sala cinematografica più famosa
del mondo allo splendore che merita è stata chiamato Dante Ferretti, compagno di viaggio di Fellini
in innumerevoli pellicole e scenografo tra i più apprezzati e premiati
del panorama internazionale (premio Oscar 2005 e 2008 per ‘The
Aviator’ e ‘Sweeney Todd’). La sua
intenzione è quella di richiamare
un luogo come quando andare al
cinema significava passeggiare
nel mito dei Clark Gable, Gregory Peck o Carole Lombard, i divi
dell’infanzia di Fellini. La Casa del
Cinema dovrà diventare un punto di riferimento dello studio e del
patrimonio artistico e culturale del
Maestro e, insieme, un luogo vivo
dove il cinema vive ed è vissuto
anche fisicamente nella maniera
più idonea e coinvolgente. I lavori
per questo gioiello cominceranno
all’inizio del prossimo anno per
concludersi presumibilmente entro il 2011. Il recupero del Fulgor
è da intendersi nella stessa logica
di volano di dinamiche di sviluppo,
capaci di “contagiare” positivamente anche il privato.
Ed è a un altro grande riminese
che Rimini dedica una mostra nel
centenario della nascita.
Fino al 13 aprile nel Museo della
Città, è aperta al pubblico La mostra “Gruau e cent’anni di moda”.
Nato a Rimini il 4 febbraio 1909,
Renato Zavagli Ricciardelli, in arte
René Gruau, è stato uno dei più
grandi artisti pubblicitari del XX
secolo, lavorando per le più prestigiose riviste del settore e per
importanti aziende di moda, e
dando forma grafica alle creazioni
del New Look dell’amico Christian
Dior.
Organizzata da ZoneModa (corso di laurea triennale in “Culture
e tecniche della moda” e corso di
laurea magistrale in “Moda”, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bologna sede di Rimini) e
il Comune di Rimini, la mostra ripercorre attraverso una selezione
di opere, anche inedite, dell’artista
attivo dagli anni Venti agli anni Novanta del XX secolo, i quasi cento
anni di moda vissuti da Gruau da
protagonista: dal lavoro come illustratore per le riviste fino alla produzione pubblicitaria per aziende
del lusso, prodotti di cosmetici,
accessori, abiti.
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