Monitor 256/06

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Monitor 256/06
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RADIO • TELEVISIONE • VIDEO • MULTIMEDIA • POST-PRODUZIONE • AUDIO • ALTA FREQUENZA
Rivista mensile specializzata • N° 256 • Aprile/Maggio 2006 • Anno XXVIII • ISSN 0394-0896
PUBBLICAZIONE DELLA MEDIA AGE SRL • VIALE S.MICHELE DEL CARSO, 11 • 20144 MILANO • TEL. 0243910135 • FAX 0243999112 • E-MAIL: [email protected] • INTERNET: WWW.MONITOR-RADIOTV.COM
Il NAB di Las Vegas:
all’insegna
della continuità
Editoriale:
Grass Valley all’attacco
delle telecamere ‘giap’
Digitale terrestre:
l’offerta di
Mediaset
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Anno XXIX n. 256 - aprile/maggio 2006
ISSN 0394-0896
6 Nab 2006 Las Veagas: all’insegna
della contiuità
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9 Le novità dalla mostra
27 La televisione a portata di mano
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la Guida RadioTv delle radio e tv private
(www. guidaradio.tv)
le proposte di Monitor Lavoro
(www.monitor-radiov.com/lavoro)
le emittenti radio tv in diretta nella rete da tutto il
mondo
(www.webcastitaly.com)
31 Tutte le novità alla Videosignal
20 La primavera dell’HD
23 Il digitale secondo Mediaset
34 Editoriale: Grass Valley all’assalto
delle telecamere giapponesi
25 Gli strumenti per il passaggio al
digitale secondo Tektronix
6
NAb 2006:
all’insegna della continuità
Più conferme che novità vere e proprie sono arrivate dal NAB di Las Vegas, il più importante evento per l’industria
dei media elettronici
Con oltre centomila operatori registrati, dei quali un quarto provenienti
dal di fuori degli Stati Uniti, e quasi
1.400 espositori il NAB conferma il suo
ruolo di vetrina mondiale per l’industria del broadcast radiofonico e televisivo. Al tradizionale appuntamento
primaverile non sono certo mancate le
novità, ma è stata ben poca cosa in
confronto ad alcune delle edizioni
degli anni passati. Praticamente tutti i
prodotti più innovativi erano stati già
annunciati all’ultimo IBC o prima
ancora, come la serie Infinity di Grass
Valley che arriverà solo dopo l’estate.
Evidentemente, la pessima abitudine
di presentare i nuovi prodotti con
largo anticipo sulla loro effettiva disponibilità, con il solo fine di rallentare
le vendite della concorrenza, è una
strategia di marketing che ancora dà i
suoi frutti. Anche quest’anno sono
stati numerosi gli annunci di prodotti
futuri o futuribili, alcuni dei quali
vedranno effettivamente la luce soltanto il prossimo anno, prodotti che
non sembrano però destinati a rivoluzionare il settore del broadcast tradizionale, quanto a realizzare praticamente quella mitica convergenza di
cui si parla oramai da diversi anni.
Thales, che ha portato in dote la piattaforma SmartVision, nucleo centrale
per la realizzazione di sistemi di trasmissione verso terminali mobili o via
cavo. Sfruttando portali web dedicati,
la piattaforma SmartVision permette
La tv è Mobile
In effetti, nell’ultimo decennio si è
assistito ad un progressivo allargamento della sfera di influenza del
NAB, prima al desktop video, poi a
Internet e al cinema elettronico e, infine, alla televisione su cellulari e dispositivi portatili in genere, la cosiddetta
Mobile-TV. Una transizione inarrestabile, come ha sottolineato anche Marc
Valentin, vice presidente della
Thomson e responsabile Grass Valley,
che prevede un raddoppio del valore
di mercato da un anno all’altro, tendenza che è destinata a durare per
diversi anni. In questo quadro si giustifica pienamente la recente acquisizione da parte della Thomson della
Mostrati al NAB i primi prototipi funzionanti dei
camcorder Infinity della Grass Valley
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Un ampio spazio dell’esposizione è stato riservato per le aziende che si occupano di IPTV e Mobile TV
sia la distribuzione dei contenuti live
che on-demand, occupandosi anche
della gestione dei diritti e della fatturazione.
Thomson non è la sola a credere in un
roseo futuro per la Mobile TV. Per
esempio, Datamonitor stima che il
mercato della Mobile-TV possa generare ricavi a livello mondiale di oltre
cinque miliardi di dollari nel 2009. Tra
le tecnologie esistenti, Datamonitor
pronostica una supremazia del DVB-H
sul lungo periodo, pur assegnando
consistenti fette di mercato al DMB
(derivato dal radiofonico DAB e già
largamente diffuso in Corea) e al
MediaFlo
della
statunitense
Qualcomm, che ha però lo svantaggio di essere una tecnologia proprietaria.
Un duro colpo a MediaFlo è venuto
dalla
Mobile
DTV
Alliance
(www.mdtvalliance.org), consorzio
creato con l’intento di favorire l’adozione del DVB-H negli Stati Uniti e
promosso da aziende del calibro di
Harris, Intel, Microsoft, Motorola,
Texas Instruments alle quali si è
aggiunta recentemente anche SonyEricsson. Come è stato sottolineato
nel corso della conferenza stampa
organizzata dalla Mobile DTV Alliance
in occasione del NAB, broadcaster e
operatori delle telecomunicazioni
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vogliono standard aperti, non solo per
quel che riguarda la modulazione del
segnale, ma anche per le guide elettroniche dei servizi e i protocolli di distribuzione e protezione dei contenuti.
Proprio su questi punti si concentrerà
l’azione del consorzio al fine di garantire una perfetta interoperabilità fra i
diversi terminali e servizi: quel che si
vuole evitare è il fatto che un cellulare
possa ricevere soltanto i contenuti
messi a disposizione da un certo operatore, rischio abbastanza elevato in
assenza di precise regole riguardanti,
per esempio, l’accesso condizionato
ai contenuti.
La scelta della tecnologia DVB-H da
parte della Mobile Dtv Alliance è stata 7
motivata dal reale carattere di standard aperto e dal supporto che sta
ottenendo a livello mondiale, sia da
parte dei fornitori di contenuti che dei
fabbricanti di apparecchiature. Il
primo servizio commerciale partirà a
New York entro l’anno e l’obbiettivo è
quello di raggiungere una trentina di
città entro il 2007.
C’è anche l’appetitoso mercato della Mobile TV tra gli obbiettivi della Grass Valley
Contenuti su misura
Qualsiasi sarà la tecnologia che risulterà vincente, produrre contenuti per
la Mobile TV richiede un trattamento
specifico: nella stragrande maggioranza dei casi, una semplice transcodifica non produce risultati tali da poter
garantire un’esperienza visiva gratificante per l’utente. Partendo da queste considerazioni, Snell&Wilcox ha
sviluppato, un software Helios per la
transcodifica capace di analizzare il
contenuto delle immagini video, isolando il soggetto principale dallo
sfondo, che potrà così essere maggiormente compresso in modo da
garantire risultati ottimali nel caso di
materiale destinato alla distribuzione
su terminali mobili, come cellulari o
palmari, o Internet. Il software può
anche gestire il ritaglio delle immagini
in modo automatico o sotto il controllo diretto dell’operatore, operazione
che può essere utile per ingrandire la
zona più significativa. La conversione
avviene più velocemente che in
tempo reale, rendendo possibile
8 anche lo streaming del video in diretta. Helios trova applicazione anche
per conversione del materiale da formato di registrazione su server a quello più adatto per i sistemi di montaggio non lineari o la messa in onda.
Attualmente sono supportati i codec
più diffusi, compreso l’Mpeg-4 Avc;
trattandosi di una soluzione basata
esclusivamente su software, sarà possibile aggiungere nuovi codec quan-
La dimostrazione delle potenzialità del sistema MediaGrid allo stand della Omneon
do se ne presenterà la necessità.
La qualità dei risultati è garantita dall’impiego di tecnologie, come la stima
del movimento a correlazione di fase
Ph.C e la FormatFusion, che hanno
reso famosi i prodotti della
Snell&Wilcox. La tecnologia Ph.C,
finora esclusiva dei convertitori di
standard della casa inglese, garantisce la miglior qualità possibile nel passaggio da un frame-rate all’altro mentre FormatFusion si occupa in modo
specifico delle operazioni di ridimensionamento e conversione d’aspetto
delle immagini. La gestione di tracce
audio multilingua e il supporto per i
metadata integrati nei file Mxf sono
altre prerogative della soluzione proposta da Snell&Wilcox.
Transcodifiche intelligenti con il software Helios della Snell&Wilcox
Lo storage diventa
intelligente
Le soluzioni tapeless, che fanno cioè a
meno delle classiche videocassette
come mezzo per l’archiviazione, si
stanno oramai diffondendo. Tra le
novità viste al Nab, quella che merita
senz’altro una segnalazione di riguardo è il sistema MediaGrid della
Omneon, composto da elementi
modulari, i ContentServer, utilizzabili
sia per l’archiviazione del materiale
video e audio, sia per la sua elaborazione, come per esempio la conversione del formato dei video necessaria per la messa in onda o lo streaming
su Internet. Ciascun ContentServer
può avere una capacità interna di 2 o
12 TB (migliaia di GB) e la capacità
complessiva può superare il migliaio
di TB.
L’archiviazione del materiale nel
MediaGrid è coordinata dai
ContentDirector, collegati tra loro con
doppie porte gigabit Ethernet in
modo da smistare le richieste provenienti dalle diverse postazioni di lavoro. In fase di registrazione, il
ContentDirector suddivide il materiale
in “fette” da 8 MB e lo distribuisce sui
Content Server, creando tre o più
copie dello stesso file. Il numero di
copie del materiale può essere stabilito con il software ContentManager
oppure determinato automaticamente dal sistema in base al numero di
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accessi che vengono fatti a quel certo
materiale.
Se confrontata con i diversi sistemi
che adottano configurazioni Raid, una
soluzione di questo tipo non è particolarmente efficiente dal punto di
vista dello sfruttamento dello spazio
di archiviazione, ma ha il vantaggio
dell’offrire una maggior protezione
dei dati registrati. Per esempio, nel
caso di rottura di un hard disk non
occorre attendere la sua completa
sostituzione per poter essere certi di
lavorare nuovamente in condizioni di
completa sicurezza: almeno altre due
copie delle porzioni di file registrate
su quell’hard disk sono presenti nel
sistema e ogni ContentDirector è in
grado di ricostruire l’intero file. Una
soluzione di questo tipo è proponibile
oggi proprio grazie al costo relativamente contenuto degli hard disk.
Controllo automatizzato
Il sistema proposto dalla Omneon ha
destato l’attenzione di numerose
aziende, compresa Tektronix che ha
lanciato al NAB il sistema Cerify per la
10
verifica completamente automatica
dei file associati a video e audio compressi. La verifica che il materiale
abbia valori corretti di risoluzione e
bitrate nonché la conformità ai diversi
standard di codifica sono solo alcuni
dei compiti che può assolvere Cerify.
Per esempio, è possibile anche verificare che il video dia preceduto da un
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Il Cerify della Tektronix verifica automaticamente la conformità dei file
determinato numero di secondi di
nero e che sia presente un particolare
segnale audio di controllo. Anche i
difetti più tipici della compressione
video, come la presenza di fermi
immagine o l’assenza dell’audio possono essere rilevati da Cerify che è
capace di analizzare il video in definizione standard ad una velocità doppia
rispetto al tempo reale. Tutto il materiale che non supera il controllo può
essere automaticamente messo in
“quarantena”, per evitare che possa
essere utilizzato impropriamente, e
viene segnalato all’operatore con un
messaggio e-mail contenente una
descrizione esplicita del tipo di errore
e della sua posizione, eventualmente
con allegato il frame video incriminato
o la forma d’onda dell’audio.
Per le sue caratteristiche, il sistema
non è soltanto utilizzabile dai broadcaster o dagli operatori di rete, ma
anche dai produttori di contenuti o da
quanti si occupano di archivi video,
che con Cerify hanno a disposizione
uno strumento per analizzare e controllare facilmente l’integrità dei contenuti degli archivi digitali. Il sistema
Cerify si compone di una o più unità di
test, il cui funzionamento può essere
sorvegliato centralmente da un Cerify
Controller, che si occupa di smistare il
lavoro fra le diverse unità e può essere a sua volta controllato con un qualsiasi browser Web.
Anche i flussi sono non
lineari
Se la progressiva sostituzione degli
archivi di videocassette con videoserver da una parte permette un accesso
praticamente immediato al materiale
registrato, dall’altra può renderlo
anche introvabile se non si ha a disposizione un valido sistema di media
asset management si occupi della
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Sempre imponente la presenza di Avid nel padiglione sud del Las Vegas Convention Center
catalogazione. La soluzione proposta
al NAB da Avid con Interplay va oltre e
giustifica il fatto che David Krall, presidente e ceo della società, l’abbia presentata come una tappa storica, al
pari dell’introduzione dei sistemi di
montaggio non lineare o delle prime
soluzioni di storage condiviso.
Interplay non si limita, infatti, a svolgere le classiche funzioni di asset management, ma integra in un unico sistema tutto quanto può essere utile per
la realizzazione del prodotto finale,
offrendo un’ampia gamma di strumenti finalizzati alla ricerca, all’archiviazione, alla visualizzazione, al logging, alla trancodifica automatica,
all’encoding e al tracciamento intelligente di tutto il materiale utilizzato,
non solamente quello audio e video.
Più di 100 sono infatti i tipi di file supportati, compresi quelli di Adobe
Photoshop o After Effects e documenti di testo o fogli di calcolo di
Microsoft Office, indispensabili questi
ultimi per la parte più “gestionale” dei
progetti. Il risultato è una semplificazione del lavoro di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, dai produttori
ai giornalisti, fino a montatori audio e
video e ai responsabili della messa in
onda, compresi gli incaricati dell’ufficio legale e di quello finanziario.
Il sistema si compone di moduli specifici per le diverse lavorazioni, come
l’Interplay Assist che può essere utilizzato con un qualsiasi computer, sia
Mac che Windows, per selezionare il
materiale e aggiungere commenti di
qualsiasi natura da parte dell’assistente alla produzione piuttosto che dal
regista o del supervisore legale. Il
modulo Assist può anche essere utilizzato dal giornalista per la creazione
del montaggio da inviare direttamente alla messa in onda oppure per realizzare una bozza preliminare da finalizzare su una stazione di editing.
L’eventuale trasferimento del materiale fra i diversi sistemi di archiviazione è
controllato dal modulo Interplay
Transfer, i cui compiti sono quelli di
evitare l’inutile duplicazione del materiale e la sua rintracciabilità in qualsiasi momento.
Un modulo apposito si occupa poi
delle eventuali operazioni di transcodifica che si rendessero necessarie per
distribuzione sui diversi canali, mantenendo comunque traccia di tutti i
commenti e i marcatori definiti in precedenza, per cui è sempre possibile
risalire all’originale o stabilire se il
materiale può essere o meno liberamente utilizzato. Secondo Chas Smith,
vicepresidente e direttore generale
della divisione video di Avid,
“Nessun’altra combinazione di prodotti attualmente disponibile sul mercato è in grado di coadiuvare lo sviluppo di progetti, a partire dalle operazioni di pre-produzione sino ad arrivare a quelle di consegna, con un’efficienza superiore a quella offerta da
Avid Interplay”.
Quando basta la parola
Tra i prodotti che hanno fatto la loro 11
prima apparizione al NAB, si guadagna una menzione d’onore il +VoicePlus+ della Autoscript, un sistema di
controllo ad attivazione vocale dei
gobbi elettronici: lo scorrimento del
testo è sincronizzato con il parlato del
lettore, che non deve quindi utilizzare
alcun controllo manuale o essere
costretto a rispettare in modo maniacale una tempistica predefinita. Il funzionamento del +Voice-Plus+ è quanto di più naturale possa esistere e non
richiede alcun addestramento specifico. Inoltre, l’eliminazione di qualsiasi
dispositivo di controllo, lascia molta
più libertà d’azione al presentatore o
al giornalista, che può così muoversi
David Krall, presidente e ceo di Avid, durante la conferenza stam- Il sistema ad attivazione vocale per il controllo dei gobbi elettronici della Autoscript
pa di presentazione di Interplay
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telecamere. Il bloccaggio degli snodi
avviene tramite la rotazione di una
manopola e richiede uno sforzo minimo, ma garantisce una perfetta stabilità del braccio in qualsiasi posizione.
Alta definizione rallentata
Con due modelli della Sony e della
Ikegami, che vanno ad aggiungersi
alla LDK 6200 della Grass Valley, si
allarga l’offerta delle telecamere HD
capaci di riprendere a velocità superiore a quella standard e utilizzabili
quindi per le riprese al rallentatore. La
più “lenta” è la Sony HDC-3300 che
può funzionare a cadenza tripla, sia in
modalità interlacciata 1080i, che progressiva a 720p; i sensori sono 3 Ccd
progressivi ad alta velocità da 2/3 di
pollice e il collegamento a fibra ottica
da 10 Gbps tra telecamera e unità di
controllo può estendersi anche oltre i
due chilometri. Sensori di tipo Cmos
sono invece utilizzati dalla Ikegami
HDK-79EC/HS che opera a cadenza
doppia, anch’essa negli standard
1080i o 720p,
Elemento comune a tutti i sistemi di
ripresa slow-motion in HD sono i server XT[2] della EVS, divenuti oramai lo
standard de facto per questo tipo di
applicazioni. La belga EVS ha presen-
Il monopiede fluido, la nuova trovata della
Manfrotto
liberamente nello studio. Le funzionalità del +Voice-Plus+ possono essere
aggiunte ai sistemi +WinPlus+ della
Autosript che al NAB ha presentato
anche il GoPrompt-15, un sistema
12 integrato utilizzabile anche in esterni,
grazie all’elevata luminosità dello
schermo.
Fluidità in movimento
Un altro oggetto decisamente innovativo è il monopiede 560B della
Manfrotto, in mostra allo stand della
Bogen Imaging. La novità consiste in
una cartuccia fluida inserita nella base
d’appoggio, dotata di tre piccole
gambe ripiegabili: in questo modo è
possibile realizzare delle buone panoramiche, facendo a meno del classico
treppiede con testa fluida, difficilmente utilizzabile in particolari condizioni
o quando sia necessario spostarsi in
continuazione.
La testa vera e propria, dotata di
attacco rapido, non è fluida e permette soltanto l’inclinazione in verticale. Il
monopiede è realizzato in alluminio a
sezione trilobata ed è del tipo a quattro allungamenti, con altezza variabile
da 66 a 166 cm e carico utile di un paio
di chilogrammi, sufficiente per supportare un camcorder prosumer.
L’altra novità presentata da Manfrotto
sono i braccetti idrostatici, ideali per il
fissaggio di visori o altri accessori alle
Anche Ikegami propone una telecamera HD per riprese al rallentatore
Lo stand dell’EVS al NAB con i nuovi colori sociali
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tato al NAB anche la versione 2 del
software IP Director che rende ancora
più rapida la produzione, grazie a
caratteristiche quali la possibilità di
assegnare a ciascuna clip una serie di
parole chiave ricavate da liste predefinite. Il codec nativo per sistemi di
montaggio Avid è un’altra novità mentre per Apple Final Cut Pro è possibile
il trasferimento del materiale a velocità fino a 10 volte superiore al tempo
reale, Nuova versione, la 2.2, anche
per il software CleanEdit che permette ora di gestire il voice-over, inserire
differenti formati nella stessa timeline,
esportare il montaggio in formato SDI
senza rendering, gestendo anche il
pan e scan delle immagini.
P2 migliora
la compressione
Il camcorder a stato solido Panasonic
AJ-HPC2000 sarà il primo ad utilizzare
il metodo di compressione AVC-intra
per segnali video in alta definizione,
oltre al collaudato DVCPro HD.
Secondo Panasonic, il nuovo metodo
14 di compressione è in grado di produrre la stessa qualità del formato
DVCPro HD, ma con una banda
dimezzata, raddoppiando quindi l’autonomia di registrazione, senza i limiti
propri dei formati Mpeg-2 long GOP.
Come il precedente modello della
linea P2 in definizione standard, l’AJSPX800, il nuovo camcorder disporrà
di cinque slot per schede P2, che
hanno attualmente una capacità massima di 8 GB, sufficienti ciascuna per
registrare 8 minuti di video in formato
DVCPro HD a 720p o 1080i o il doppio
nel formato AVC-intra, che sarà siglato
P2 HD. I sensori utilizzati dall’AJHPC2000 sono tre CCD da 2/3 di pollice a scansione progressiva, accoppiati con convertitori a 14 bit. La sensibilità è di F10 a 2.000 lux e il guadagno arriva a 62 dB, permettendo di
catturare immagini con livelli di illuminazione di soli 0,032 lux. Per il collegamento a un sistema di montaggio si
potrà scegliere fra le interfacce Ieee
1394/FireWire o USB 2.0. Il prezzo
dovrebbe essere inferiore ai 30.000
dollari e la disponibilità è attesa per l’inizio del prossimo anno.
Per lo stesso periodo è prevista anche
Due nuovi camcorder a 60 frame progressivi per la linea ProHD della JVC
la commercializzazione della P2 HD
Station AJ-HPS1500, un recorder universale da studio per schede P2 che
potrà gestire anche la down-conversion o l’up-conversion del video registrato nei diversi formati della famiglia
DVCPro. La P2 HD Station potrà integrare un’unità a dischi removibili per il
backup del materiale registrato su
schede P2, per le quali sarà dotata di
cinque slot. Il pannello di controllo è
simile a quello di un classico videoregistratore e un display da 3,5 pollici
facilita la ricerca e la selezione del
materiale. La connettività con altri dispositivi video sarà garantita dalla presenza di ingressi e uscite SDI e HD-SDI
mentre
le
interfacce
Ieee
1394/FireWire, USB 2.0 e Gigabit
Ethernet potranno essere utilizzate
per il collegamento a un computer o a
una rete. Per la linea P2 HD è previsto
anche il recorder compatto AJHPM100 alimentabile a batteria, dotato di sei slot per schede P2 e anch’esso capace di registrare nei formati
DVCPro HD 720p o 1080i, DVCPro 50
e 25, con up-converter e down-converter integrati. L’AJ-HPM100 sarà disponibile entro l’anno, ma occorrerà
attendere fino all’aprile del 2007 per il
codec AVC-Intra che sarà offerto
come opzione.
JVC rilancia con il ProHD
John Baisley, presidente Panasonic Broadcast Usa,
presenta il camcorder P2HD
Con oltre 12.000 unità vendute in
poco più di otto mesi, il GY-HD100 si è
conquistato un ruolo di primo piano
nella produzione di documentari e
servizi giornalistici in alta definizione,
grazie alla possibilità di utilizzare ottiche intercambiabili e di registrare il
video a 720p/24 su cassette Dv, un’estensione del formato Hdv per la
quale JVC ha coniato il marchio
ProHD. La modalità di registrazione
anche a 60 frame progressivi, sempre
a 720 linee, è una delle caratteristiche
dei due nuovi camcorder siglati GYHD200 e GY-HD250, esteticamente
simili al capostipite e anch’essi dotati
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di 3 Ccd da 1/3 di pollice. Per entrambi è disponibile un
adattatore per l’impiego delle ottiche cinematografiche 16
mm con montatura PL mentre la funzione Enhanced
Cinema Gamma garantisce un maggior controllo sulla qualità delle riprese.
L’uscita HD-Sdi con audio embedded è una prerogativa del
GY-HD250 per il quale sarà offerto anche un adattatore per
l’impiego come telecamera da studio, con connettore a 26
pin per il collegamento all’unità di controllo remota; questo
modello integra anche l’adattatore per l’impiego delle batterie da 14,4 v della Anton Bauer. Tutti i camcorder della
linea ProHD possono poi registrare contemporaneamente
su nastro e sugli hard disk DR-HD100 per un più rapido utilizzo del materiale con sistemi di montaggio non lineare. I
due camcorder della JVC saranno disponibili dal prossimo
mese di ottobre.
15
La nuova Arriflex 416 ha debuttato proprio al Nab
Arri insiste sul Super16
Chi pensava che Arri si fosse rassegnata a mettere da parte
la pellicola, specialmente dopo l’introduzione della telecamera Arriflex D20 studiata in modo specifico per le applicazioni di cinematografia elettronica, ha dovuto ricredersi. La
Arriflex 416 condivide numerose delle caratteristiche tecniche e funzionali dei modelli di punta della casa tedesca e ha
una rumorosità inferiore a 20 dB. Il frame rate può essere
variato in modo continuo da 1 a 75 fps, anche durante le
riprese, e il mirino ottico, simile a quello della 435, integra il
video assist. Le produzioni televisive sono uno dei principali mercati a cui si rivolge la Arriflex: serial come Sex and the
City sono stati girati in Super 16.
Arri prosegue comunque nello sviluppo della D20, ora disponibile in versione definitiva, ma solo per il noleggio. Per
la D20 è stato presentato il FlashMag, adattamento del
registratore a stato solido Venom della Grass Valley che permette di registrare una decina di minuti in formato 4:4:4 a 10
bit, in modalità logaritmica o lineare.
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256 - febbraio/marzo
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Più potenza
per il wireless
Reduce dai successi del Super Bowl e
di Torino 2006, il sistema wireless Link
XPHD si completa con un amplificatore da 1 watt di potenza e del peso di
650 g, accoppiabile direttamente al
trasmettitore. Il sistema Link XPHD si
inserisce fra la batteria e il corpo della
telecamera e sfrutta un encoder
Mpeg con un ritardo del segnale limitato a 50 millisecondi, quasi impercettibile per le applicazioni pratiche, cosa
che lo rende adatto anche in situazioni nelle quali sia necessario miscelare
il segnale con quello di altre telecamere collegate via cavo.
L’amplificatore è utilizzabile anche con
gli altri sistemi wireless della Link e
sfrutta la modulazione Cofdm. La
potenza assorbita è di circa 20 w: per
evitare un consumo eccessivo, un
interruttore permette di attivare l’amplificatore solo quando è necessario
disporre di una maggior potenza trasmissiva e coprire così distanze superiori.
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Massima integrazione
Un unico frame per tutte le esigenze
di smistamento e trattamento dei
segnali video e audio è ciò che contraddistingue l’offerta della norvegese
Fjord, una delle matricole del NAB.
Come ha dichiarato Wiggo Evensen,
fondatore della società norvegese, “il
nostro vantaggio è quello di essere
partiti da zero: il non dover garantire
alcuna forma di compatibilità ci ha
permesso di realizzare una soluzione
molto innovativa”.
Nello stesso frame coesistono matrici
convenzionali ed ottiche multi-formato, distributori e convertitori. Per
esempio, in un frame da 1 RU possono trovare posto ben 12 schede ed è
possibile avere una matrice 20x20 per
segnali HD-Sdi e otto uscite ottiche; le
matrici sono configurabili in blocchi di
4 e sono quindi possibili configurazioni che vanno da 4 x 36 a 36 x 4 con tutti
i gradini intermedi. Lo stesso frame
può anche ospitare una matrice multi
formato, composta da una matrice
HD-Sdi 8x8 con 4 ingressi ottici, una
matrice audio Aes 8x8, una matrice
Sdi 4x4 con la possibilità di gestire
anche segnali DVB-Asi, RS-422 e altro.
I frame sono disponibili in dimensioni
da 2, 4 e 8 RU ed accettano tutti le
stesse schede, garantendo così la
massima flessibilità e scalabilità.
Anche i pannelli di controllo hanno la
stessa struttura modulare e sono previsti anche modelli dotati di piccoli
schermi a cristalli liquidi per un controllo visivo dei diversi segnali presenti. L’utilizzo di collegamenti Gigabit
Ethernet rende possibile il controllo
centralizzato di tutte le apparecchiature, che può anche essere affidato al
software FleetMaster.
Wiggo Evensen, fondatore della Fjord illustra le caratteristiche del sistema modulare Free4
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del Mac senza sfarfallio. Con Final Cut
Pro si ha poi una più accurata visione
del materiale interlacciato rispetto a
quella offerta dall’Apple Cinema
Display e la correzione hardware del
gamma garantisce una fedele riproduzione dei colori. Inoltre, i progetti in
HD possono essere visualizzati su
monitor in definizione standard e
anche registrati, grazie alla componentistica integrata nel convertitore
che accelera anche la riproduzione di
materiale nei formati Hdv e DvcPro
HD, lasciando libero il processore del
Mac di svolgere altri compiti.
Resistrazioni
su disco illimitate
Anche un master control può trovar posto nello chassis delle matrici Utah-400
Matrici controllate
L’elettronica del master control MC400 HD/SD della Utah Scientific trova
posto su una scheda inseribile all’interno di uno degli slot di uscita di una
matrice digitale Utah-400. In questo
modo si elimina la necessità di qual18 siasi collegamento esterno fra la
matrice e il master control, che può
accedere direttamente a qualsiasi
segnale presente nella matrice. Il
master control MC-400 è in grado di
determinare autonomamente lo standard del segnale di riferimento, configurandosi automaticamente nel
modo più appropriato, sia per segnali
SD che HD.
La dotazione del master control integra due keyer indipendenti, ognuno
dei quali può essere alimentato da un
generatore di logo interno o da un
qualsiasi segnale interno o esterno
alla matrice. Altri due keyer con le
stesse funzionalità possono essere
aggiunti con il processore KP-400, che
può essere anch’esso installato nella
matrice. Loghi e clip audio possono
essere trasferiti direttamente nel
master control il cui funzionamento è
controllato da un pannello che serve
anche da interfaccia per sistemi di
automazione o linee GPI. Utah ha
anche presentato il pannello di controllo UCP-MM per le proprie matrici
che integra sedici tasti con display
dinamico e quattro piccoli schermi a
cristalli liquidi di tipo touch-screen.
Matrox su misura per i Mac
Collegando il convertitore Matrox
MXO all’uscita Dvi della scheda grafica di un PowerMac o di un PowerBook
si hanno a disposizione uscite video
analogiche e digitali di qualità broadcast, anche in alta definizione e con 8
canali audio embedded, il tutto per la
modica cifra di 899 euro. Il convertitore può essere utilizzato con qualsiasi
applicazione basata su QuickTime e
permette di visualizzare l’anteprima su
un monitor televisivo o anche di registrare su nastro senza perdita o duplicazione di frame. Il driver dell’MXO
intercetta il segnale in formato Yuv e
lo invia direttamente al connettore
DVI, unitamente ad un massimo di
otto canali audio, che possono poi
essere incorporati nel segnale digitale
SDI.
Le uscite si possono sincronizzare con
una sorgente esterna ed è possibile
anche utilizzare il convertitore per
registrare il contenuto dello schermo
Primo rappresentante della seconda
generazione di registratori su hard
disk della nNovia collegabili via
FireWire al camcorder, il QC Deck
sfrutta cartucce removibili per garantire registrazioni in formato DV o HDV
di durata virtualmente illimitata.
L’unico ostacolo pratico può essere
rappresentato dal costo delle cartucce, che varia dai 200 dollari del modello da 40 GB ai 500 dollari di quella da
120 GB, capacità sufficiente per registrare oltre 9 ore di video in formato
DV o HDV. Le cartucce contenenti
l’hard disk sono ben protette da urti
accidentali e possono essere collegate direttamente ad un computer con
interfaccia Usb o FireWIre per procedere immediatamente al montaggio
del materiale video, registrabile in
diversi formati (Avi, Mov, Mxf e M2T).
Dal punto di vista operativo, il QC
Deck estende poi le funzionalità del
camcorder, mettendo a disposizione
la funzione di pre-record, che permette di registrare fino a 8 secondi prima
della pressione del tasto Rec, e quella
di Time-lapse, per la registrazione di
singoli fotogrammi ad
intervalli prefissati o su
comando. L’unità base,
comprendente
una
cartuccia da 100 GB,
batteria e caricabatteria ha un prezzo di
poco superiore ai duemila dollari.
Il convertitore MXO della Matrox può essere utilizzato anche con i nuovi
MacBook Pro
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La primavera dell’HD
Numerosi operatori hanno partecipato all’HD Technology Day organizzato da Leitch/Harris per parlare di alta definizione e delle problematiche connesse alla sua introduzione, che non è poi così di là da venire
20
Il Videotek TVM-95°, il modello di punta dell’offerta Harris
La scelta del primo giorno di primavera come data per il seminario voluto
da Leitch Italia è probabilmente del
tutto casuale, ma significativa per l’argomento affrontato, vale a dire l’alta
definizione televisiva, una sfida che
quanto prima anche le emittenti italiane si troveranno a dover affrontare.
Non certo casuale è invece la scelta
del luogo, un hotel a un isolato di
Valter Bordignon, responsabile di Leitch Italia
distanza dagli studi della Videotime di
Cologno Monzese, il comune della
periferia milanese in cui hanno sede
anche altre emittenti televisive. La
distanza ha giocato a favore dell’affluenza degli operatori, che hanno
completamente riempito la sala convegni dove ha avuto luogo il seminario.
A far gli onori di casa c’era naturalmente Valter Bordignon, responsabile
vendite e rappresentante della Leitch
in Italia. In un quadro di generale apatia che sembra contraddistinguere il
settore del broadcast italiano,
Bordignon non si lamenta certo di
come stanno andando le cose: “Se
dovessi lavorare anche quest’anno
come ho lavorato nel 2005, ci metterei
la firma”, è stata la sua dichiarazione.
La funzione di Bordignon è quella di
coordinare i diversi rivenditori Leitch,
come la Video Systems Engineering di
Milano o la Allyn di Roma, ma la mole
di lavoro è tale che richiederebbe un
ampliamento della struttura, operazione sospesa in attesa di chiarimenti
da parte dei vertici di Harris, l’azienda
che ha acquisito Leitch lo scorso anno.
“La struttura si allargherà, ma molto
gradualmente”, dice Bordignon,
“Vogliamo continuare a lavorare a
livello di supervisione, senza sovrapporci a chi sta lavorando per noi e lo
sta facendo bene.”
Tra i contratti recentemente conclusi
dalla Leitch Italia c’è anche quello per
la fornitura a Videotime degli strumenti TVM950 della Videotek (Ndr:
azienda che era stata acquisita due
anni fa dalla Leitch e che ora fa parte
anch’essa della Harris). Videotime è
stato il primo beta site europeo per il
TVM950 e oltre 20 strumenti Videotek
sono attualmente in uso nel centro
produzione del gruppo Mediaset.
“Abbiamo scelto gli strumenti
Harris/Videotek per gestire tutte le
misure dei segnali nei nuovi studi di
messa in onda pay-per-view” ha
dichiarato Mauro Cassanmagnago,
responsabile tecnico di Videotime,
“per il fatto di integrare waveform
monitor, vettorscopio, monitor per le
immagini e l’audio, la serie TVM mette
a disposizione in un apparecchio compatto e conveniente tutto quello di cui
avevamo bisogno per il controllo dei
segnali, compreso un analizzatore per
Teletext e WSS (Wide Screen
Signalling), oltre alla decodifica del-
Dave Dougall, responsabile europeo della divisione broadcast della Harris
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
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l’audio multicanale DolbyE”
L’importanza dello stretto rapporto
esistente fra Leitch e Videotime è sottolineata anche da Dave Dougall,
responsabile europeo della divisione
broadcast della Harris: “Siamo lieti di
poter annoverare Mediaset fra gli utilizzatori dei nostri strumenti di misura
Videotek in questa fase di avviamento
verso l’alta definizione. La serie TVM
ha destato un notevole interesse fra i
nostri clienti in tutto il mondo dal suo
lancio nello scorso settembre. Oltre a
offrire una serie di funzionalità in un
unico apparecchio, il nuovo TVM-950
offre funzioni come la possibilità di
suddividere lo schermo in quadranti,
una caratteristica essenziale per
Mediaset, poiché in questo modo è
possibile ridurre il numero di strumenti che i loro operatori devono controllare”.
Un ruolo da protagonista
Con l’acquisizione di Leitch, Harris ha
notevolmente rafforzato la sua presenza nel settore broadcast, come
dichiara Dougall: “abbiamo praticamente raddoppiato il fatturato, superando i 500 milioni di dollari, cifra che
ci posiziona fra i più grandi protagonisti del settore broadcast”. La riconosciuta affidabilità dei prodotti Harris
sarà sfruttata associandone il marchio
a quello originario, per cui i prodotti
Leitch avranno entrambi i marchi e lo
stesso accadrà per Inscriber e
Videotek. “Quello che vogliamo sottolineare è che non c’è stata e non ci
sarà alcuna discontinuità di prodotti e
persone”, afferma Dougall.
Il primo problema che dovrà affrontare Harris sarà la riorganizzazione di
tutte le strutture: “Abbiamo ereditato
differenti forze vendita, ognuna delle
quali operava in canali diversi, ma in
futuro vogliamo proporci al mercato
come un’azienda singola, con una sola
forza vendita. Non intendiamo però
trasformarci in venditori di scatole, né
essere l’ennesimo system integrator,
ma piuttosto proporci come architetti
dell’integrazione”. Sempre secondo
Dougall, “ciò che realmente distingue
Harris da altre aziende è il software,
noi possiamo fornire soluzioni per il
broadcaster tradizionale, ma anche
per chi fa Iptv piuttosto che Dvb-H.
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
S E Z I O N E
Il convertitore X75, un vero e proprio coltellino svizzero per la conversione dei segnali video e audio
Per tutte queste applicazioni, il software costituisce l’elemento che ci
distingue dalla concorrenza e questo i
clienti ce lo riconoscono. In pratica,
possiamo fornire sia il server che il
software per l’automazione e l’utilizzatore ha la certezza che non ci potrà
essere un rimpallo di responsabilità se
qualcosa non funziona a dovere”.
Il software al cuore
dell’offerta
Un elemento centrale dell’offerta software della Harris è proprio H-Class
che, come spiega Dougall: “non è
come una qualsiasi automazione o un
sistema per la gestione dei contenuti,
ma piuttosto una piattaforma per tutte
queste applicazioni. H-Class può essere considerata una sorta di Microsoft
Office per il mondo del video. Tutto
ciò si traduce in una maggiore possibilità di interazione fra i moduli e l’eliminazione della necessità di inserire
nuovi dati descrittivi ad ogni passaggio”. Una delle prerogative della soluzione Harris è proprio la possibilità di 21
poter soddisfare differenti esigenze di
produzione, grazie ad una struttura
perfettamente modulare.
“È molto importante in questa fase di
transizione riuscire a proporre il contenuto giusto, al tempo giusto e nel formato giusto, eventualmente garantendo anche il pagamento da parte di
chi lo fruisce. H-Class non è una piattaforma adatta soltanto alla gestione
di grandi sistemi, ma proprio per essere il risultato dell’integrazione tra
moduli separati ma interagenti si può
adattare facilmente alle diverse real-
La nuova linea di server Nexio XS utilizzerà solo codec software
T I T O L O
tà”.
Per quanto riguarda l’alta definizione,
Dougall si dimostra più che ottimista:
“La richiesta di prodotti per HD sta
cominciando a crescere anche in
Europa, nessuno fa più investimenti di
una certa importanza se non su prodotti commutabili in HD o almeno che
possano essere aggiornabili in un
secondo tempo, e questo vale soprattutto per quanto riguarda il comparto
della produzione”. Anche la diffusione
del video via Internet o sui cellulari
sono seguite con attenzione dalla
Harris. “Siamo in grado di fornire una
soluzione completa per la IpTv, la televisione diffusa su reti a larga banda
con il protocollo Internet, c’è molto
interesse in questo momento. Per ora
si è trattato prevalentemente di sperimentazioni limitate ad aree geografiche ristrette, ma è indubbio che possa
avere in futuro un’importanza sempre
maggiore”, sostiene Dougall e conclude: “Discorso analogo per quel che
riguarda il Dvb-H: tra quanti hanno
partecipato alle prime sperimentazioni in Inghilterra, una percentuale com22 presa fra il 60 e il 70 % si è dichiarata
disposta a pagare per questo tipo si
servizio, risultato che incoraggia a proseguire su questa strada”.
S E Z I O N E
Le novità Harris
Numerose novità sono state annunciate per il multipath up/down/cross
converter/synchronizer X75, uno degli
apparecchi di maggior successo della
Leitch/Harris che può essere considerato una sorta di coltellino svizzero per
la conversione di segnali da Pal nei
diversi formati dell’alta definizione e
viceversa. La struttura base resta
sostanzialmente invariata mentre
aumentano le opzioni che ne estendono le funzionalità, permettendo tra
l’altro il monitoring di streaming video
in formato Mpeg-4 e la possibilità di
tenere sotto controllo la sincronizzazione fra audio e video con l’opzione
V2A, che sfrutta un segnale test inserito in modo completamente trasparente, ma sufficientemente robusto da
poter sopportare operazioni di conversione e codifica. Sempre per l’audio, sono ora otto gli ingressi e le uscite in standard AES messe a disposizione dall’X75, con l’opzione di estenderli a 32, e ogni canale può essere trattato separatamente e incorporato
nelle uscite Sdi o Hd-Sdi. Infine, anche
il supporto per la codifica audio
DolbyE è offerta come opzione.
Sul fronte dei server, Harris presenterà
la linea Nexio XS che si distingue per
l’impiego di codec software, permettendo quindi di scegliere fra un’ampia
gamma di metodi di compressione,
sia in SD che in HD. Inizialmente
saranno forniti i codec per i formati
DV25, DV50, IMX e Mpeg2 long GOP.
Il materiale nei diversi formati potrà
tranquillamente coesistere all’interno
dei server, senza che sia necessaria
alcuna riconfigurazione. I server Nexio
XS integreranno funzionalità di editing
del materiale registrato e potranno
essere collegati a una SAN (Storage
Area Network) utilizzando un’infrastruttura fibre channel a 4 Gbps oppure Gigabit Ethernet. Nessun limite
pratico per quel che riguarda la scalabilità, che può andare da due fino a
cento canali, mentre l’affidabilità è
garantita dalla tecnologia RaidSoft,
tanto robusta da poter sopportare
senza problemi anche guasti multipli.
Alla serie di strumenti Videotek si
aggiunge poi il TVM-840 che offre le
funzioni base di waveform monitor,
vettorscopio, gamut e monitor audio
per segnali Sdi in definizione standard. Per tutti i modelli delle serie
TVM e VTM sarà poi disponibile un
modulo per l’analisi di transport
stream Mpeg-2 con decoder integrato, mentre solo per il TVM-950 e i VTM
è prevista l’opzione Rgb Dual link, che
aggiunge il supporto per segnali Rgb
o component 4:4:4 anche con chiave.
Altre novità sono attese per i prodotti
Inscriber, ma di queste ne parleremo
nei prossimi numeri.
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
T I T O L O
S E Z I O N E
Se Mediaset chiama, il pubblico arriva sempre numeroso
Il digitale
secondo Mediaset
Sviluppo dell’offerta Mediaset Premium, lancio della Mobile Tv e inizio delle trasmissioni in HD sono gli obbiettivi che 23
si è posta Mediaset per l’immediato futuro
In un roadshow che ha toccato numerose città italiane, Mediaset ha presentato a rivenditori e installatori le
proprie strategie per il digitale terrestre. A far gli onori di casa è stato scelto Marco Leonardi, responsabile
Mediaset Premium, che ha cominciato
delineando la situazione attuale della
Marco Leonardi, responsabile Mediaset Premium
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
televisione digitale terrestre. “Anche
se qualcuno afferma il contrario, si
tratta di un processo inarrestabile.
Non è assolutamente possibile un rinvio oltre la data del 2008 a meno che
non si modifichi la legislazione”, ha
esordito Leonardi accennando poi alla
situazione delle due aree all-digital,
Sardegna e Val d’Aosta, che avrebbero dovuto procedere allo spegnimento dell’analogico inizialmente fissato
per gennaio e poi spostato a luglio
con motivazioni definite “difficilmente
spiegabili”.
Secondo Leonardi, il digitale terrestre
è l’unica piattaforma gratuita, al contrario di cavo e satellite considerate
troppo onerose per le famiglie: “il
digitale terrestre è stato scelto per
permettere a tutte le famiglie di vedere la televisione gratuitamente, senza
parabola o cavo”.
A tre anni dall’avvio della sperimentazione, la copertura del territorio italiano non è però migliorata più di tanto,
come ha dovuto ammettere lo stesso
Leonardi. Il Mux1 di Mediaset rag-
giunge oggi l’81% della popolazione
mentre il Mux2 è fermo al 70%, più o
meno la stessa percentuale del Mux di
D-Free, sfruttato da Mediaset per la
diffusione di Rete4 e Italia1. Per quel
che riguarda la ricezione del segnale,
Mediaset ha in cantiere un’iniziativa
per facilitare la ricezione del digitale
nei condomini, che dovrebbe concretizzarsi con la copertura delle spese
per l’adeguamento degli impianti di
ricezione in alcuni caseggiati, totalmente a carico dell’azienda del biscione.
Decoder e interattività
Molto confortante è invece il dato dei
decoder già operativi, che secondo le
ultime rilevazioni di Gfk ha raggiunto
quota 3,5 milioni. Come ha osservato
Leonardi, se fino al gennaio del 2005 i
decoder sono stati venduti solo per
effetto dei contributi governativi, poi
sono stati i contenuti a spingere il
mercato, in particolare le partite di calcio in pay per view. Un ottimo risultato
T I T O L O
S E Z I O N E
L’attuale offerta del digitale terrestre è considerata da Mediaset più che soddisfacente
è stato raggiunto anche da Boing, il
canale gratuito dedicato a bambini e
ragazzi in onda solo sul digitale terrestre: i numeri di ascolto non possono
essere resi pubblici da Mediaset, perché non sono rappresentativi della
popolazione, ma sono stati definiti da
24 Leonardi “superiori a quelli dei canali
satellitari concorrenti”.
Sul fronte dell’interattività, il fiore
all’occhiello di Mediaset è considerato il programma di Costanzo con flussi alternativi prodotti esclusivamente
per il digitale terrestre. Da qualche
mese è poi finalmente attiva la guida
elettronica ai programmi, che può
essere richiamata con la pressione
dell’apposito tasto di alcuni telecomandi, ma Leonardi auspica che in
futuro questa funzionalità possa essere estesa a tutti i decoder. Definiti
buoni anche i risultati ottenuti con la
versione interattiva del TG5, tanto che
si pensa a breve di estenderla anche a
Studio Aperto e Studio Sport.
Per le applicazioni di T-gov, la partenza è prevista in Lombardia dopo l’estate, sfruttando la Carta Regionale
dei Servizi, distribuita lo scorso anno
in concomitanza con la campagna
elettorale e finora rimasta del tutto
inutilizzata. La Carta potrà essere utilizzata per la scelta del medico di base
piuttosto che per la prenotazione
delle visite specialistiche. L’idea è
quella di estendere il servizio anche
ad altre regioni, ma è ancora prematuro parlare di date.
Sempre più Premium
Nei piani di Mediaset c’è naturalmente un’estensione dell’offerta Premium,
che comprenderà anche serial di successo come OC e I Soprano offerti in
pacchetti minimi di due euro per due
episoddi, ma con la possibilità di
abbonarsi anche all’intera
serie. Inoltre, tutti i reality
show saranno offerti anche
da Premium a tutte le ore
del giorno, come è stato
fatto con l’ultima edizione
del Grande Fratello, mentre per il cinema gli accordi
stipulati con Sony-MGMColumbia e BuenaVista
permetteranno di allargare
l’offerta.
A quanto dichiara Mediaset, il canale Boing supera in ascolti altri Continuerà naturalmente
canali simili da satellite
la trasmissione con la for-
mula pay per view delle partite del
Campionato di Calcio di serie A, che
saranno affiancate da quelle della
Uefa Champion’s League: Mediaset si
è assicurata i diritti di tutte le partite di
questa lega e ne trasmetterà quattro
in diretta e le altre in differita. La novità assoluta è però rappresenta dal lancio di un canale a pagamento dedicato esclusivamente ai videogiochi: le
tariffe dovrebbero essere di 50 cent al
giorno oppure di 5 euro al mese.
Sul piano tecnico, entro l’estate sarà
distribuito il nuovo software per i
decoder che permetterà di utilizzare
le nuove card ricaricabili, attivabili via
telefono. Solo i decoder aggiornati
potranno avere accesso alle nuove
funzioni, tra le quali spicca la modalità
di pagamento a tassametro o pay per
time, formula che potrà essere utilizzata per i reality o per il canale giochi: in
questo caso, si parla di una tariffa dell’ordine di un cent al minuto.
Le nuove frontiere
Mediaset è attualmente impegnata
nel lancio dei servizi di Mobile TV sia
con Tim che con Tre. Nel caso di Tim,
l’azienda del biscione fornirà i contenuti delle sue tre reti principali, il canale Boing e le partite di Serie A delle
quali detiene i diritti, partite che saranno visibili anche con i Tvfonini di Tre.
Tutte le trasmissioni saranno effettuate in simulcast, senza alcun adattamento, scelta perlomeno opinabile.
Meno interessante per Mediaset sembra essere l’alta definizione. Stando a
quanto ha dichiarato Leonardi, occorrerà attendere la stagione 2007/2008
per l’inizio delle trasmissioni, in ogni
caso occorrerà attendere lo switch-off
dell’analogico per una diffusione su
larga scala. L’ipotesi su cui si sta lavorando è quella di offrire inizialmente
Canale 5 in forma gratuita.
Infine, rispondendo ad una domanda
dal pubblico sulla possibilità che il
governo metta a disposizione altri
contributi per l’acquisto di decoder
per il digitale terrestre, Leonardi si è
dichiarato piuttosto scettico: “nella
migliore delle ipotesi, se ci saranno
nuovi contributi saranno limitati alle
sole aree all-digital”.
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
T I T O L O
S E Z I O N E
Gli strumenti
per il passaggio
Presentata da Tektronix una nuova serie di strumenti per il controllo dei
segnali video digitali derivati dal fortunato rasterizer WVR6100/7000, adatti
sia a segnali Pal che in alta definizione
Paul Robinson, general manager della Tektronix Cambridge
Pur detenendo una fetta del 40% del
mercato degli strumenti di misura e
controllo del video, Tektronix non
dorme certo sugli allori. La casa americana è stata la prima a proporre
rasterizer che fossero effettivamente
in grado di porsi in alternativa agli
strumenti di misura tradizionali che
impiegano tubi a raggi catodici,
riuscendo a realizzare apparecchi che
ne emulano perfettamente il comportamento. A prima vista ciò potrebbe
apparire abbastanza semplice, visto
che un discreto numero di software
permettono di visualizzare la forma
d’onda di un segnale, piuttosto che le
fasi delle componenti colore, ma quello che è riuscito a fare Tektronix è ben
diverso. Per esempio, il vaweform
monitor dei rasterizer riproduce con
una maggiore intensità i segnali stabili rispetto a quelli transitori, segnali
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
che altrimenti andrebbero persi a
causa dei tempi di risposta piuttosto
lenti degli schermi a cristalli liquidi. Un
modo per verificare la bontà di un
rasterizer è quello di visualizzare il
segnale generato da un normale player Dvd riproducendo un disco protetto da copia: gli impulsi del sistema di
protezione Macrovision risultano sempre ben visibili con i rasterizer della
Tektronix, pur essendo la loro durata
inferiore a quella dell’intervallo verticale.
Innovare per soddisfare
I rasterizer hanno poi permesso di
introdurre ulteriori innovazioni, in particolare per quel che riguarda le
modalità di visualizzazione dei segnali, sotto certi aspetti più intuitive. Non
si tratta semplicemente del capriccio
di qualche progettista, stufo di vedere
le solite forme d’onda, ma piuttosto di
innovazioni dettate da un cambiamento radicale che sta subendo il settore della produzione e post-produzione video. “Il responsabile tecnico
capace di destreggiarsi fra fasi delle
sottoportanti cromatiche e amenità
del genere è una specie in via d’estinzione”, osserva Paul Robinson, direttore della Tektronix Cambridge, e prosegue: “I prodotti devono poter essere utilizzati da personale non particolarmente esperto, ma che deve essere
in grado di stabilire immediatamente
quale sia il problema”. Questo
approccio si riflette nella proposta di
strumenti distinti per gli operatori e il
personale tecnico, come sono appunto le due versioni dei nuovi waveform
monitor derivati dai rasterizer, la coppia Wfm7000 e 7100 (Maggiori dettagli nel box che ne riporta le caratteristiche).
Secondo Robinson, un’altra peculiarità degli strumenti Tektronix consiste 25
nella possibilità di prevenire possibili
problemi e cita come testimone un
operatore di una nota emittente inglese che, alla domanda di quale fosse la
ragione principale che l’aveva indotto
a scegliere gli strumenti Tektronix, ha
risposto: “La ragione principale per
cui compriamo le vostre apparecchiature è perché possiamo rilevare i problemi prima ancora che siano i nostri
telespettatori a segnalarceli”.
Questo fattore è particolarmente
importante nel caso dei segnali digitali, che al contrario di quelli analogici
sono soggetti a un degrado molto più
repentino. Gli strumenti Tektronix
sono gli unici capaci di misurare contemporaneamente il jitter e l’allineamento di un segnale digitale, indicando anche la presunta lunghezza del
cavo utilizzato per il trasporto. Una
simile indicazione si rivela preziosa
soprattutto nelle riprese in esterni,
poiché spesso non si ha la possibilità
di verificare direttamente lunghezza e
livello di integrità dei cavi utilizzati:
con gli strumenti Tektronix si può stabilire rapidamente se si è a rischio di
possibili perdite del segnale o se si sta
lavorando in completa sicurezza.
T I T O L O
S E Z I O N E
Catturare i bit
In molte situazioni può poi essere utile
poter effettuare a posteriori un’analisi
accurata delle situazioni più problematiche, oppure poter consultare un
tecnico più esperto, che non può però
recarsi sul posto. La copia esatta di
quello che è visualizzato sullo schermo, operazione che è prevista dalla
maggior parte degli strumenti digitali,
non sempre è sufficiente e per questo
Tektronix ha integrato la funzione
CaptureVu. Grazie a questa, si possono catturare tutti i singoli bit associati
a un intero frame del segnale video in
modo manuale o automatico, per
esempio in caso si superamento di
certe soglie d’errore stabilite in precedenza. Questi dati possono quindi
essere analizzati in un secondo
tempo, servendosi di tutti i possibili
metodi di visualizzazione messi a disposizione dagli strumenti; per esempio, se si è registrato il segnale mentre
lo strumento ne visualizzava la forma
26
Anche lo schermo dei nuovi waveform monitor può essere suddiviso in quattro parti
d’onda, lo si potrà comunque analizzare con il vectorscopio. L’altro possibile impiego della funzione
CaptureVu è quello dell’allineamento
cromatico delle telecamere e per per-
mettere di ripetere l’operazione a
distanza di tempo, i dati si possono
registrare su una memoria Usb, collegabile alla presa presente sul frontale.
Per inciso, anche il jack per le cuffie è
sul frontale, e non nella parte posteriore dove sarebbe più difficile da raggiungere.
Caratteristiche
a confronto
I tre waveform monitor multi-formato
consentono di scegliere la configurazione che meglio supporta le specifiche esigenze. Il waveform monitor
multi-formato WFM6100 offre elevate
capacità di monitoraggio e misura per
sistemi che utilizzano i formati video
analogico composito e video digitale
SD. I waveform monitor multi-formato
WFM7000 e WFM7100 consentono di
gestire
sistemi
video
ibridi
HD/SD/composito. Il WFM7000 ha
funzioni di monitoraggio di base,
mentre il WFM7100 dispone di funzioni addizionali per il monitoraggio e le
misure di più alto livello. Le opzioni
disponibili comprendono il supporto
per il monitoraggio dell’audio digitale, gli ingressi AES/EBU sia embedded che separati ed i formati di audio
analogico. I monitor WFM6100 e
WFM7100 offrono inoltre le opzioni
per il monitoraggio dell’audio Dolby,
misure dei segnali SDI (Serial Digital
Interface) e analisi approfondite dei
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
T I T O L O
Sul frontale sono presenti una porta Usb per la registrazione dei dati e il jack
per le cuffie
dati digitali. Tutti gli strumenti hanno
un display XGA ad alta risoluzione e
possono essere collegati a un display
esterno.
Altra caratteristica comune è il display
personalizzabile FlexVu, che suddivide
S E Z I O N E
Se necessario si possono visualizzare anche i valori esadecimali di tutti i pixel
delle immagini
lo schermo in quattro parti. FlexVu
permette di creare centinaia di schermate con visualizzazioni multiple per
specifiche situazioni di misura. A differenza di altri prodotti, che offrono una
La televisione
a portata di mano
In attesa di vedere quali risultati potrà avere l’inizio delle trasmissioni in standard DVB-H, il Forumnet ha organizzato a Milano un incontro sulle prospettive offerte dalla Mobile TV
Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
limitata scelta di configurazioni o display multipli già impostati, FlexVu può
visualizzare le quattro misure che
meglio soddisfano le specifiche esigenze.
I mondiali di calcio hanno assunto un
ruolo che va ben al di là del semplice
evento sportivo. Per l’Italia coincideranno con l’inizio delle trasmissioni
televisive in alta definizione per gli 27
abbonati di Sky e il lancio del DVB-H
per i possessori dei Tvfonini della Tre,
due test che permetteranno di verificare il gradimento da parte dei telespettatori. Se per l’alta definizione il
rischio di un flop può essere determinato soltanto dall’incapacità di Sky di
far fronte alle richieste (difficile che un
telespettatore possa essere deluso
dalla qualità dell’alta definizione), nel
caso del servizio offerto da Tre esistono anche variabili imposte da una tecnologia non ancora del tutto matura e
dai limiti dei Tvfonini di prima generazione. Per fare un esempio, il cellulare
LG U900 offerto da Tre garantisce una
durata di visione televisiva, con batterie pienamente cariche, di poco superiore alle due ore, tempo insufficiente
per vedersi tutta una partita che
dovesse prolungarsi ai tempi supplementari e oltre: rimanere a secco proprio al momento dei calci di rigore
sarebbe certamente un’esperienza
poco piacevole per molti tifosi.
Inoltre, le partite saranno trasmesse
senza alcuna forma di “riconfezionamento” rispetto al segnale che verrà
inviato alle televisioni di casa: se l’in-
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modello di advertising della TV generalista appare invece difficilmente
applicabile alla Mobile TV, come ha
dichiarato anche Roberto Azzano,
vicepresidente
della
Anfov
(Associazione per la convergenza nei
servizi per la comunicazione): “nessuno è disposto a guardarsi uno spot da
una trentina di secondi prima di poter
accedere ai contenuti”.
Lo standard de facto
La camera di commercio di Milano ha ospitato il Telco TV Summit
quadratura non è abbastanza stretta,
c’è pure il rischio di perdersi i dettagli
più interessanti, pallone compreso.
Questi argomenti sono stati appena
sfiorati dagli oratori invitati al Telco TV
Summit del Forum Net Economy, che
hanno preferito occuparsi più che
altro delle potenzialità economiche
28 prospettate dalla maggior parte degli
analisti, dando per scontata l’accettazione del servizio da parte dei possibili fruitori. Eppure, a vedere i risultati
dei primi test condotti in varie parti
d’Europa, Italia compresa, non sembra che ci sia da nutrire tutto questo
entusiasmo. Per esempio, dovrebbe
perlomeno far sorgere qualche dubbio il fatto che dalle diverse sperimentazioni effettuate in Spagna dalla
LG U900, il primo TVfonino proposto da Tre per la
sua “sperimentazione”
Abertis sia emerso che la metà degli
utenti usufruiva del servizio di Mobile
TV dalla propria abitazione. Difficile
poi essere d’accordo con Ugo
Corasaniti, uno dei responsabili
Telecom per la sperimentazione del
Dvb-H in occasione delle Olimpiadi di
Torino, che si è dichiarato soddisfatto
del fatto che per il cambio dei canali
fossero sufficienti dai cinque ai sette
secondi, un tempo non proprio televisivo.
Previsioni molto
ottimistiche
Numerose sperimentazioni sono poi
state condotte su campioni di utenti
selezionati per la loro propensione a
utilizzare servizi di questo genere e
non sulla grande massa dei possessori di cellulari, valutati in circa 300 milioni in tutta Europa. Proprio questa cifra
è quella che fa sperare nelle possibilità di una larga diffusione della televisione sui telefonini e nella possibilità
di realizzare lucrosi introiti da parte
degli operatori. A fronte di una previsione di ricavi per 60 milioni di euro
per l’anno corrente, quasi tutti gli analisti sono concordi nel valutare in circa
un miliardo il valore di questo mercato
nel 2010. Il grosso dei ricavi dovrebbe
provenire dagli abbonamenti ai servizi, stimati mediamente in una decina
di euro al mese per ciascun utente. Il
Per quel che riguarda la tecnologia
sembra dato per scontato che lo standard di trasmissione per l’Italia sarà il
DVB-H anche se l’Agcom, rappresentata al summit con un contributo video
registrato del commissario Enzo
Savarese, ha ribadito il principio di
neutralità tecnologica, vale a dire nessuna preferenza per DVB-H rispetto
alle altre tecnologie concorrenti,
come il DMB, evoluzione dello standard radiofonico DAB sviluppato e già
ampiamente diffuso in Corea.
Savarese ha comunque sottolineato il
fatto che debbano essere rispettate le
stesse tipicità della televisione analogica e satellite per quanto riguarda la
tutela dei minori e la trasmissione di
particolari contenuti in fasce protette.
Per inciso, quello di Savarese è stato
uno dei pochi interventi che ha sfiorato il tema dei contenuti. Secondo il
rappresentante dell’Agcom, un’intera
partita di calcio non è facilmente fruibile con un terminale mobile e lo stesso vale per la maggior parte delle
attuali trasmissioni televisive, compresi i TG da mezz’ora, mentre potranno
avere successo format più snelli, simili
a quelli proiettati duranti i voli a corto
raggio (un esempio italiano è la trasmissione Camera Cafè di ItaliaUno).
In sintesi, l’Agcom intende mantenere
una posizione di osservatore super
partes, stabilendo il minimo possibile
di regole, almeno per quel che riguarda la tecnologia di trasmissione,
lasciando che sia il mercato a decidere. Una decisione che sembra sia stata
già presa a giudicare dalla decisione
di adottare il DVB-H da parte di tutti i
maggiori operatori italiani che si
apprestano a lanciare la propria offerta entro l’anno.
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Monitor n° 256 - aprile/maggio 2006
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Vedere un’intera partita di calcio su un telefonino può essere deludente
trasferirlo poi sul televisore di casa.
Proprio l’integrazione fra i diversi servizi fruibili con il cellulare è stata una
delle caratteristiche più apprezzate
dai partecipanti alla sperimentazione
di Torino 2006, come ha sottolineato
Corasaniti. Oltre ai canali televisivi, era
possibile ricevere sul cellulare notizie
dell’agenzia Apcom trasmesse in
datacasting oppure scaricare materiale vario legato all’evento, come foto o
classifiche aggiornate in tempo reale.
Garantire la copertura completa del
territorio non è però un’impresa facile:
per la città di Torino, Telecom ha
dovuto installare numerosi gap-filler
per coprire le zone d’ombra presenti
anche nelle vie del centro cittadino.
Non solo terrestre
Gli aspetti più tecnici della trasmissione in standard DVB-H sono stati
affrontati da Franco Micoli, responsabile marketing Mobile TV per Alcatel.
Per ovviare ai problemi di copertura,
Alcatel propone di integrare le emissioni terrestri con quelle da satellite
nella banda S (compresa fra 2,17 e
2,22 GHz): questa banda è già dispo30 nibile e basterebbe un piccolo numero di satelliti per garantire la copertura
dell’intero territorio europeo. Un sistema simile è già in funzione in Corea e
in Giappone e serve rispettivamente
mezzo milione e un milione e mezzo
di utenti della MBC (Mobile
Broadcasting Corporation).
Un’altra tecnologia che potrà favorire
la diffusione della Mobile TV è la NFC
(Near Field Communication), un’evoluzione della RFID sviluppata da
Philips e Sony (Ndr: la tecnologia RFID
- Radio Frequency Identification - è
Alcatel propone un sistema misto satellite-terrestre per facilitare la copertura del territorio
attualmente utilizzata per applicazioni
come l’etichettatura dei prodotti, permettendone il loro tracciamento nei
magazzini o nei punti vendita). La NFC
potrebbe integrarsi facilmente con la
Mobile TV, come ha spiegato al summit Francesco Prato, business development manager Philips, permettendo la comunicazione wireless bidirezionale fra terminali mobili e
dispositivi fissi.
Grazie
alla
NFC si potrebbe, per esempio, acquistare
il diritto alla
visione di un
film
dopo
averne visionato il trailer con
il cellulare e
L’anno decisivo
La sensazione è che la tecnologia
DVB-H debba ancora fare parecchia
strada prima di potersi diffondere in
maniera sostanziale tra il grande pubblico e non solo tra i fanatici dei gadget ultra-tecnologici. Però, come ha
dichiarato Augusto Preta, general
manager della Itmedia Consulting,
anche se il 2006 non è l’anno della
Mobile TV lo è almeno per decidere
se entrare o meno in questo mercato.
Secondo Preta, il vero decollo potrà
aversi solo dopo lo switch-off della
televisione analogica e la conseguente liberazione di banda trasmissiva,
condizione tutta da dimostrare vista la
indisponibilità di molti operatori a disfarsi di frequenze pagate magari a
caro prezzo.
Abertis Telecom si è data parecchio da fare per sperimentare il DVB-H in Spagna
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Tutte le novità
della VideoSignal
Numerosi operatori hanno partecipato all’evento multimarche organizzato
da Video Signal per presentare le novità proposte all’ultimo NAB dalle diverse aziende rappresentate.
Anche Ultimatte è entrata a far parte
dell’offerta del già ricco portfolio della
società capitanata da Alessandro
Trezzi che ha brillantemente superato
i dieci anni di attività facendo registrare una crescita continua, anche nei
periodi più altalenanti che hanno
caratterizzato il mercato negli ultimi
anni. In fatto di gestione del chromakey, Ultimatte non è seconda a nessuno e anche se questa funzionalità è
oramai integrata in qualsiasi mixer, il
ricorso alle apparecchiature Ultimatte
è praticamente obbligatorio quando è
necessario garantire risultati impeccabili.
Con la versione 10, Ultimatte ha stabilito un nuovo punto di riferimento per
questo particolare settore. L’elevata
qualità dei risultati è resa possibile
dall’impiego di raffinati algoritmi, che
non si limitano semplicemente a
rimuovere il colore del fondo conservando ombre ed effetti di trasparenza,
funzionalità offerte anche da altri sistemi. Per esempio, con la Matte
Correction si può facilmente compensare l’eccesso di densità dei colori
complementari, fornendo risultati
molto più naturali. La creazione delle
maschere è poi semplificata grazie alla
possibilità di delimitare l’area di intervento a un box rettangolare o ad una
forma qualsiasi definibile con un
Novità e conferme
La perdita di Quartz, acquisita dalla
Evertz, è stata rimpiazzata da Video
Signal con i prodotti della Isis, società
creata da ex-dipendenti della Grass
Valley. Oltre a matrici video analogiche e digitali fino a 32 x 32, caratterizzate dalla possibilità di aggiungere o
sostituire schede a caldo, Isis propone
la soluzione Flyaway che integra in
31
Nel Flyaway della Isis c’è tutto il necessario per una piccola regia mobile
mouse. Ultimatte 10 integra anche
una matrice a 8 ingressi, ognuno dei
quali può essere configurato come
primo piano, sfondo, maschera o rife-
Anche Ultimatte entra a far parte dell’offerta della Video Signal
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rimento, permettendone anche l’impiego con più camere contemporaneamente. Tra le novità più recenti c’è
poi Ultimatte DV, un dispositivo relativamente economico destinato all’impiego con apparecchiature prosumer,
che riesce a generare effetti di chroma-key di qualità accettabile con
segnali video generati da camcorder
DV o S-Video.
uno chassis da due RU le funzionalità
di switcher video analogico o SDI a 8
ingressi,
switcher
audio
analogico/digitale Aes, intercomm e
generatore di sincronismi Pal/Ntsc,
barre e nero. Oltre che per applicazioni Eng/Sng, la soluzione proposta da
Isis può essere presa in considerazione come sistema di rimpiazzo per
situazioni d’emergenza. L’offerta Isis è
completata dai prodotti GrahamPatten, azienda specializzata nella
produzione di mixer audio da postproduzione, convertitori, unità di ritardo, embedder eccetera.
Prosegue invece con successo la distribuzione dei prodotti Axon, in particolare del sistema modulare Synapse,
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mento. Axon
propone poi il
master control
NV5128MC, che
integra
nello
stesso
frame
una matrice con
128 ingressi, e la
matrice video
digitale compatta NV8288 destiLa matrice video digitale compatta NV8288 della Axon
nata a mezzi
mobili, espandibile da 12 x 12
fino alla configurazione massima di 288 x
576.
Diverse novità
anche per la
linea di intercomm
della
Trilogy, tra le
quali la nuova
serie di pannelli
di
controllo
caratterizzati dal
nuovo colore
blu antracite e
32 Uno dei pannelli di controllo del sistema intercomm Mercury della Trilogy
tasti individuati
che ha superato la quota dei 100
da display alfanumerici a cinque caratmoduli. Tra le novità ci sono un encoteri. Per la linea Mercury, che sfrutta il
der Dolby Digital, alcuni convertitori
protocollo IP per la trasmissione su
SD/HD basati su algoritmi Teranex e
cavi standard Ethernet, sono poi dismoduli per il controllo automatico delponibili anche pannelli virtuali utilizzal’integrità dei segnali, capaci di rivelabili con personal computer desktop o
re tra l’altro la presenza dell’audio,
portatili, grazie agli appositi adattatoanche codificato in DolbyE, o di strutri collegabiuli ad una porta Usb.
ture a blocchi nelle immagini. Il sistePer quanto riguarda Broadcast Pix, la
ma Synapse si distingue da prodotti
novità è costituita dallo Slate 100, un
simili per l’elevata densità, fino a 18
economico mixer video basato su pc
schede in uno chassis da 4 RU, densiche mette a disposizione sei ingressi
tà resa possibile dalla distribuzione
analogici o digitali, miscelabili con
interna dei segnali di sicronizzazione e
due clip e cinque canali di grafica. Gli
da un efficiente sistema di raffreddaingressi possono anche essere non
sincronizzati, permettendo quindi il
collegamento di apparecchiature di
vario genere, e il mixer integra anche
tre generatori di chiave. Le funzionalità di titolazione e clip store sono integrate nello Slate 100 che costituisce
quindi un vero e proprio studio di produzione in miniatura. Il funzionamento
può essere controllato tramite l’interfaccia grafica, accessibile anche a
distanza con un browser web, oppure
con un pannello dotato dei classici
Particolare del pannello di controllo del mixer
pulsanti e comandi di un mixer. Per il
BroadcastPix: tutti i tasti possono essere etichetsuo costo molto contenuto, lo Slate
tati
100 rappresenta una soluzione interessante per la gestione delle riprese
di eventi o conferenze e può essere
validamente preso in considerazione
anche come sistema di scorta per
mezzi mobili.
Ospiti abituali
Tra gli ospiti sempre presenti all’evento della Video Signal c’era anche
Carlo Bolognesi della Echolab che ha
presentato un’interessante iniziativa,
frutto dell’accordo con Compix (titolatrici), 360 System (video sever) e
Avitech (multiviewer), consistente
nella commercializzazione di pacchetti integrati con una sostanziale riduzione del prezzo complessivo. I prodotti
scelti sono caratterizzati dalla possibilità di poter essere controllati direttamente dal pannello del mixer video
compatto a un banco M/E Opera
3408. Nella versione base, il mixer
mette a disposizione quattro uscite e
otto ingressi, valore che raddoppia
con l’apposito box d’espansione. Gli
ingressi sono suddivisi in moduli da
quattro e nello stesso chassis possono
coesistere moduli analogici e digitali,
permettendo quindi di miscelare
segnali di diversa natura senza che sia
necessario utilizzare convertitori esterni. La dotazione del mixer è completata da sei keyer, quattro chroma keyer,
due Dve 2D con rotazione sull’asse z,
cinque generatori di pattern e due di
matte, un frame buffer con supporto
per il canale alfa e connettività
Ethernet. Tutti i tasti integrano un piccolo display grafico a cristalli liquidi
completamente programmabile e le
configurazioni possono essere registrate su schede di memoria removibile. Oltre ai dispositivi già citati, il mixer
può anche controllare il funzionamento di videoregistratori o videoserver,
tramite un pannello dotato di dodici
tasti. Il tutto è gestito da circuiti integrati programmabili e facilmente
aggiornabili, operazione che Echolab
offre gratuitamente per l’intera durata
di vita utile del mixer.
Altro ospite era Elveno De Luca della
Trans Audio Video che ha presentato
tra l’altro il Foxy della bebop, un
accessorio studiato appositamente
per le videocamere Panasonic
DVX100B e HVX200, che permette
una regolazione accurata della distan-
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Carlo Bolognesi della Echolab, ospite oramai abituale dell’evento multimarche
za di messa a fuoco e del diaframma.
Il Foxy può essere montato su uno dei
bracci della testa fluida e la grossa
manopola frizionata permette movimenti precisi e ripetibili mentre un
comando a cursore controlla l’apertura del diaframma. L’altra novità proposta dalla Trans Audio Video è il software Console per il controllo a distanza della videocamera HDV Canon XL
H1 con un personal computer. Oltre a
diaframma, lunghezza focale e messa
a fuoco è possibile regolare parametri
come bilanciamento del bianco,
gamma, pedestal, e fase colore, eventualmente aiutandosi con waveform e
vectorscopio. Sul monitor del personal computer si possono visualizzare
le immagini riprese dalla videocamera
e anche confrontarle con sequenze
registrate in precedenza.
E c’era anche Sony
La new-entry dell’evento multimarche
di quest’anno è stata Sony che ha presentato la soluzione HDXchange studiata per soddisfare le esigenze di
produzione delle emittenti televisivi e
dei fornitori di contenuti in genere.
HDXchange è una soluzione completamente modulare, composta da
postazioni di registrazione (ingest),
stazioni di consultazione e di montaggio, moduli di codifica e librerie
Petasite o XDCam per l’archiviazione
del materiale a lungo termine. Il
nucleo centrale è un videoserver per
materiale in formato DV o HDV: ogni
unità può contenere fino a 16 hard
disk in configurazione Raid 10 per una
Sony HDXchange permette anche una ricerca visuale del materiale registrato
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capacità complessiva di oltre 6 TB,
sufficiente per registrare 250 ore di
video a 25 Mbps. Il materiale è automaticamente registrato anche in formato Mpeg-4, rendendo l’archivio
consultabile da un massimo di 25 stazioni contemporanee.
Nella fase di ingest è possibile assegnare a ciascuna clip una serie di
parole chiave che ne facilitino la successiva ricerca e marcatori per i punti
di interesse. Oltre alla classica ricerca,
il software di browsing avanzato mette
a disposizione una funzione unica nel
suo genere, la Visual Similarity, che
individua le clip contenenti immagini
più simili ad una clip di riferimento,
permettendo così di ritrovare materiale che non sia stato catalogato in
modo esaustivo, situazione abbastanza tipica nell’attività quotidiana.
Il collegamento alle postazioni di lavoro con una doppia interfaccia Gigabit
Ethernet permette la condivisione del
materiale da parte di 12 operatori
senza che sia necessario il trasferimento fisico dei file. Per il montaggio è
possibile utilizzare sia il software
Vegas della stessa Sony, sia program- 33
mi come Final Cut Studio o Avid
Liquid. Il modulo di esportazione si
occupa poi dell’eventuale conversione del materiale nel formato più adatto alla distribuzione, per esempio
comprimendo nel formato Mpeg-2
per la registrazione su Dvd o in Mpeg4 per la trasmissione su telefoni cellulari o altri terminali mobili. La
HDXchange può anche essere collegata direttamente ad un sistema di
messa in onda, per ora soltanto al Tv
Station del Gruppo Tnt, ma in futuro
anche ad automazioni di altre aziende.
Il software Console per il controllo remoto delle videocamere Canon XL H1
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Editoriale
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Dazi in vista per le telecamere Panasonic AGDVX100 ?
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Grass Valley all’attacco dei giapponesi
Per contrastare l’egemonia dei produttori giapponesi nel settore del video
professionale, Thomson/Grass Valley ha chiesto alla Ue una sostanziale estensione delle misure antidumping adottate nel 2000 per le telecamere importate dal Giappone
Se la richiesta della Thomson/Grass Valley sarà considerata fondata, l’Unione
Europea applicherà dal prossimo anno un dazio antidumping su praticamente
tutte le telecamere professionali importate dal Giappone, come ora accade per
alcune telecamere espressamente progettate per l’impiego nelle produzioni televisive. Con la regolamentazione attualmente in vigore, queste telecamere “broadcast” sono soggette ad un dazio antidumping che varia dall’80 al 150%, per cui il
prezzo risulta praticamente raddoppiato e quindi non concorrenziale con quello
delle telecamere prodotte in Europa, nella quasi totalità marchiate Grass Valley.
I dazi antidumping erano stati imposti per salvaguardare la produzione delle
aziende europee dalla concorrenza di quei produttori giapponesi che per conquistarsi il nostro mercato esportano i loro prodotti a prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato interno. Grazie anche a questi dazi, Thomson/Grass Valley, che
con l’acquisizione del ramo d’azienda della Philips è in pratica oggi l’unico produttore europeo di telecamere da studio, è riuscita a conquistarsi una posizione
di rilievo nel vecchio continente.
La nuova richiesta della Grass Valley propone di estendere i dazi antidumping a
tutte le telecamere prodotte in Giappone e dotate di uno o più sensori con diagonale uguale o maggiore di 6 mm, valore che tradotto in pollici “televisivi” equivale esattamente a un terzo. In questa categoria rientrano quindi non solo i
modelli professionali, finora esenti da dazi antidumping, ma anche quelli prosumer, a partire da telecamere come le Canon XL, JVC GY-HD100, Panasonic AGDVX100 e Sony PD150/170. La commissione incaricata di valutare la richiesta ha
circa un anno di tempo per raccogliere tutte le informazioni necessarie ed esprimere un verdetto.
Per quel che riguarda i prodotti più “economici”, come i modelli citati in precedenza, appare piuttosto improbabile un giudizio favorevole a Grass Valley, tenendo conto che i prezzi praticati in Giappone sono quasi sempre inferiori a quelli
europei. Se le cose dovessero andare diversamente, siamo pronti a scommettere
che le prossime telecamere da 1/3 di pollice provenienti dal Sol Levante avranno
sensori con diagonale di 5,99 mm, quel centesimo di mm che sarà sufficiente per
evitare il dazio, ma che non avrà praticamente alcuna influenza sulle prestazioni
della telecamera.
Discorso completamente diverso per i modelli di fascia più alta e questo perché
la norma stabilita solo cinque anni fa appare ampiamente superata. Per esempio,
le box camera in alta definizione Hitachi DK-31 e Panasonic AK-HC1500G sono
state esentate dal dazio antidumping proprio sulla base della legislazione vigente. Una ridefinizione di questa norma anacronistica è quindi indispensabile, ma
una sua estensione a tutte le telecamere professionali, fino ai modelli da 1/3 di
pollice, appare improponibile.
In ogni caso, anche con un dazio del 100%, il prezzo delle telecamere con sensori da 1/3 di pollice sarebbe comunque di gran lunga inferiore a quello dei modelli correnti Grass Valley. Una simile misura sarebbe quindi molto dannosa per gli
utenti professionali e poco utile per salvaguardare gli interessi dei produttori
europei, a meno che la manovra non sia una mossa preparatoria all’introduzione
di una nuova serie di telecamere Grass Valley espressamente studiate per il mercato professionale.
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