guzzo venicio

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guzzo venicio
Attualità
periodico indipendente
hotel • ristorante • meeting
Anno XXXVIII - n. 3 - MARZO 2016 - distribuzione gratuita
www.ilbassoadige.it - e-mail: [email protected] - 37045 Legnago (Verona)
MASSIMO RANIERI
INCANTA IL SALIERI
di F. Occhi
E’ stato uno spettacolo da incorniciare quello che domenica 21 febbraio Massimo Ranieri il vincitore di Sanremo nel 1988 con la canzone
“Perdere l’amore”, ha regalato a Legnago. Un tour, il suo, fortunatissimo che con il nuovo spettacolo “Sogno e son desto 3 in tour”, ha
incantato un Teatro Salieri stracolmo fino all’inverosimile con gli spettatori coinvolti nel
percorso che l’interprete di “Rose
Rosse” e di moltissime altre canzoni di successo,
ha programmato
per l’occasione.
A volere fortemente questa serata è stato ancora
una volta l’avvocato Francesco Salvatore, “France” per gli amici, ex
presidente dell’Ac Legnago Salus e grande appassionato di musica
italiana. E così, dopo essere riuscito a portare il 27 marzo dello scorso
anno al Teatro “Salieri” il grande Renzo Arbore, per il 2016 ha voluto
regalare alla cittadinanza legnaghese un altro grandissimo artista come
Massimo Ranieri venuto a Legnago nell’aprile del 2002 con uno spettacolo di prosa dedicato a Pulcinella.
Ma come è stato questo spettacolo. “Sogno e son Desto 3” è un titolo
giocoso e provocatorio, un inno alla vita, all’amore e alla speranza,
un viaggio nella musica e per la musica che lo show man ha voluto
regalare al pubblico attraverso grandi canzoni, racconti particolari,
aneddoti, colpi di teatro accompagnato da una band di altissimo livello. Ad ogni modo l’assoluto protagonista è stato solo lui, istrionico,
magio, capace di spaziare nei più diversi generi musicali, ricco di una
voce inconfondibile.
(continua a pag. 3)
ITALIA SÌ, ITALIA NO,
LA TERRA DEI...
di A. Panziera
La lettura dei giornali e la visione dei notiziari nelle ultime due
settimane hanno contribuito a rafforzare una mia convinzione:
Elio e le Storie Tese vent’anni fa hanno scritto un vero capolavoro, la perfetta metafora di quella che allora come oggi continua
ad essere la realtà del nostro Paese. Come è noto, i cachi sono un
frutto che se correttamente consumato reca enormi benefici alla
nostra salute. Hanno proprietà lassative, essendo ricchi di fibre, le
quali contribuiscono anche all’eliminazione delle tossine. Il loro
abbondante contenuto di acqua aiuta a reidratare l’organismo e
contemporaneamente viene stimolata la diuresi. Sono ricchi di vitamine, C ed A in particolare, ed anche di antiossidanti, come beta
carotene, licopene e luteina, che proteggono il corpo dai radicali
liberi. È uno degli alberi da frutto più antichi, che i cinesi, terra da
cui provengono, chiamavano Pianta delle sette virtù, perché permetteva ai contadini di riposarsi all’ombra delle sue notevoli fronde, forniva buona legna da ardere, le sue foglie costituivano un abbondante concime naturale, era praticamente immune dall’attacco
dei parassiti, le sue fattezze e i suoi colori appagavano anche la
vista, aveva una longevità notevole e offriva agli uccelli ampi spazi per la nidificazione. Da qualche anno si è molto incrementato
il suo impiego nell’industria cosmetica ed in quella nutraceutica,
con risultati davvero eccellenti. Ma anche i cachi, come tutti i beni
di questo mondo, siano essi presenti in natura o opera del lavoro
e dell’ingegno dell’uomo, vanno conservati e utilizzati nel modo
corretto, rispettandoli ma ricavandone tutto il potenziale. Penso
sia capitato a tutti di passare per le campagne o davanti ai giardini
nella tarda stagione autunnale e di vedere quei tristi alberi da frutto ormai privi di foglie , onusti di innumerevoli frutti arancione
sempre più bruniti perché avviati verso una prossima decomposizione. Il loro inevitabile destino non può che essere lo schianto al
suolo e il dissolvimento.
(continua a pag. 3)
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Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
periodico indipendente
periodico indipendente
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
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(segue da pag. 1)
MASSIMO RANIERI INCANTA IL SALIERI
Assoluto padrone del palco per due ore, non
si è lesinato nel ballo, in pezzi di teatro,
nell’interpretazione dei vari brani, continuamente in movimento e ricco di una grande
voce. Gli applausi, la partecipazione del
pubblico che ha seguito i suoi successi cantandoli con l’artista e i ripetuti “bravo” hanno
evidenziato l’apprezzamento del pubblico
allo spettacolo.
A Legnago, però, Massimo ha regalato anche
una breve conferenza stampa prima dello
spettacolo, affollatissima e alla presenza del
sindaco di Legnago Clara Scapin e dell’assessore alla cultura Silvia Baraldi. Il tutto
sotto l’attento e vigile controllo di France
Salvatore. Massimo ha salutato tutti, accolto
da un fragoroso applauso dicendosi onoratissimo di essere nella città che ha dato i natali
al grande compositore Antonio Salieri; un
genio (l’ha definito Ranieri) “Noi –ha detto
il cantante napoletano- facciamo e portiamo
in giro per il mondo il nome del nostro amato
Paese e gli interpreti che noi presentiamo
sono stati dei giganti che hanno lasciato il
segno”. Tra le domande fatte a Ranieri qualcuno ha chiesto come è possibile che il suo
spettacolo unisca tante generazioni. “Sono le
canzoni che lo fanno –ha precisato Raniericanzoni che i giovani scoprono attraverso le
mamme ed i padri. Sono canzoni bellissime
che non hanno età.” Poi la conferenza stampa
è proseguita sui talent televisivi, sulla crisi
dei teatri e dei cinema che continuano a chiudere, sui Sanremo di ieri e di oggi, sui molteplici interessi dell’artista (cantante, attore
di teatro, cinema e di spettacoli televisivi,
doppiatore, è sua la voce di Quasimodo ne
“Il gobbo di Notre Dame). Una conferenza a
cui ha partecipato anche il presidente de “Il
Basso Adige” Gianni Galetto e che è volata
via in fretta, con lo staff di Ranieri che lo
ha giustamente prelevato e portato a fare le
prove generali prima dello spettacolo non
senza avere accontentato i suoi fans con la
firma di vari autografi.
(segue da pag. 1)
ITALIA SÌ, ITALIA NO, LA TERRA DEI...
L’Italia è un po’ così, divisa fra chi ha compreso che i cachi possono essere un ottimo
nutrimento e che con lo spirito imprenditoriale coniugato all’innovazione è possibile ricavarne ottimi risultati, non solo in
campo economico, ed altri, invero non pochi, che per incuria, indolenza, incapacità
o vero e proprio menefreghismo sono del
tutto alieni anche solo dal considerare queste opportunità. La fotografia che i media
hanno di recente veicolato è esattamente
questa: in luoghi situati a poche decine di
chilometri di distanza convivono queste
due anime, quella che guarda con speranza
al futuro forte dei successi del presente e
l’altra che si crogiola in un passato di inefficienza e degrado ed aspira unicamente a
mantenere piccoli privilegi e improponibili
rendite di posizione. Nel basso Lazio una
recente visita del Presidente del Consiglio
ha portato alla luce alcune realtà industriali di successo, sconosciute ai più, che nel
giro di pochi anni hanno realizzato nei loro
rispettivi settori performance eccezionali. La ADS, attiva nei sistemi avanzati di
telecomunicazioni, è passata dai 30 dipendenti del 2009 ai 1.700 attuali, mentre nello stesso periodo il fatturato è cresciuto da
3 miliardi a 110. La Irbm Science Park è
un’azienda che opera nelle biotecnologie
molecolari e nella scienza biomedicale. Il
suo fiore all’occhiello è il settore ricerca,
che si occupa della sperimentazione di nuovi farmaci studiati per contrastare la neuro
degenerazione, le varie tipologie oncologiche, le malattie infettive. Nei suoi laboratori è stato messo a punto il vaccino contro
l’ebola. A meno di un’ora d’auto da queste
eccellenze si trova la reggia borbonica di
Caserta, capovaloro assoluto della genialità
del Vanvitelli e patrimonio dell’UNESCO.
Da tempo immemore è in attesa di un rilancio che recherebbe benefici economici immensi a tutto il territorio circostante. Nella
realtà, nel corso degli anni i media si sono
occupati della reggia più per le vicende di
cronaca nera che per i successi della sua
promozione turistica. Nel corso degli infiniti lavori di ristrutturazione si sono veri-
ficati due incendi le cui cause rimangono
ignote, così come i responsabili, mentre
negli anni più recenti la magistratura ha indagato su un presunto reato di affittopoli,
per la locazione a prezzi stracciati di una
decina di vani a parenti di dipendenti. Nel
giugno scorso essa è tornata agli onori delle
cronache per le furiose proteste dei turisti,
costretti ad ore di attesa sotto il sole per
una improvvisa assemblea sindacale. Ad
agosto la Presidenza del Consiglio, di concerto con il Ministero dei Beni Culturali, ha
inviato a Caserta Mauro Felicori, manager
in possesso di una comprovata expertise
nella organizzazione e nella gestione di siti
ad elevata vocazione turistico/culturale. In
pochi mesi egli è riuscito a incrementare
del 70% il numero delle presenze, anche se
il paragone con analoghe dimore storiche
rimane improponibile. Versailles è visitata annualmente da 7,5 milioni di persone,
Shoenbrunn da quasi tre, mentre Caserta
raggiunge a malapena le 500.000 unità.
L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare
al milione entro 2-3 anni. Approvazione
generale? Non proprio, visto che a Felicori
viene imputata una colpa grave: quella di
essere affetto da una forma incurabile di
stakanovismo, essendo uno che arriva in
ufficio alle 7,30 della mattina e se ne torna a casa alle 8 di sera, obbligando alcuni
dipendenti a fare altrettanto. E poi, sfregio
massimo ai diritti acquisiti, ha proposto di
abolire il giorno di chiusura totale infrasettimanale, per adeguarsi agli standard
internazionali, che nei siti di particolare
interesse prevedono l’apertura sette giorni
su sette. La voce della protesta sindacale
si è materializzata con una serie di lettere,
indirizzate al Ministro, alla sua Direzione
generale e a quella nazionale dei Musei. Il
contenuto di queste missive? “Il Direttore
permane nella struttura fino a tarda sera,
senza che sia stato predisposto il servizio
per tale permanenza. Ciò crea problemi di
sicurezza per l’intera struttura.” Il più noto
fra i nostri politici di lungo corso avrebbe
chiosato: “A pensare male si fa peccato, ma
non si sbaglia”.
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FONDATO NEL 1979
Direttore responsabile:ROBERTO TIRAPELLE
Direttore editoriale:
GIANNI GALETTO
Autor. 462 del 25.05.1979 Tribunale di Verona.
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Grafica, impaginazione e stampa:
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“Il Basso Adige” è portavoce dell’Associazione
Culturale “Il Basso Adige”, fondata con atto notarile
6812 del 18.09.1984, reg. a Legnago il 20.09.1984 il cui
Consiglio Direttivo è così composto:
Presidente:
Vice Presidente:
Segretario:
Consiglieri:
Gianni Galetto
Francesco Occhi
Giuseppe Mutti
Armandino Bocchi
Renzo Peloso
Bevilacqua (VR) - Via Roma, 63
TEL. 0442.640545
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
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periodico indipendente
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Dott.ssa Caterina Girardello
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ALLARME PIDOCCHI!
I pidocchi sono piccoli PARASSITI senza
ali che si nutrono di
sangue umano, si diffondono
facilmente
(specie tra gli studenti)
tramite lo stretto contatto tra persone e la condivisione di spazi e oggetti personali. I pidocchi adulti hanno la dimensione di un seme di
sesamo mentre le uova di pidocchi (lendini) assomigliano
a piccolissime gemme e aderiscono al capello ad una distanza di circa 0,5 – 1 cm da cuoio capelluto. I pidocchi
possono essere scambiati per forfora, ma sono più difficili
da spazzolare via con il pettine. Si possono prendere i pidocchi anche se si segue una buona igiene personale. Se
non si tratta adeguatamente la problematica, la condizione
può diventare ricorrente. I pidocchi non possono volare o
camminare ma possono sopravvivere due giorni fuori dal
corpo.
I metodi di diffusione sono:
Contatto diretto testa a testa o corpo a corpo. Ciò si può
verificare tra bambini che giocano o familiari a stretto contatto tra loro.
Vicinanza con oggetti contaminati. I vestiti ,cuscini, coperte, tappeti, peluche e pettini possono contaminarsi se
tenuti insieme nello stesso ambiente.
Contatto sessuale. I pidocchi del pube si possono diffondere attraverso il contatto sessuale e sono tipicamente diffusi
tra gli adulti.
Esistono vari punti dove i pidocchi si sviluppano:
• Pidocchi del capo. Crescono sul cuoio capelluto. E’
possibile notarli soprattutto sulla nuca e dietro le
orecchie.
• Pidocchi del corpo. Questi pidocchi vivono sui vestiti
e sulla biancheria da letto, nutrendosi di pelle morta.
Colpiscono soprattutto coloro che non possono fare
il bagno o cambiare i vestiti regolarmente, come i
senza tetto.
• Pidocchi del pube. Questi pidocchi si sviluppano
sull’area pubica, e meno frequentemente, sui peli del
petto, ciglia o sopracciglia.
Sintomi
I sintomi della presenza di pidocchi sono:
• Prurito intenso
• Sensazione di solletico muovendo i capelli
• Piccoli segni rossi su cuoio capelluto, collo e spalle
Di solito i pidocchi si possono eliminare con appositi
trattamenti quali shampoo o gel venduti in parafarmacia
senza necessità di ricetta medica. Si raccomanda inoltre
di lavare gli oggetti della casa contaminati, come lenzuola, asciugamani e vestiti utilizzando specifici detergenti o
aggiungendo ai prodotti domestici in uso delle gocce di
Da sinistra: Dott.ssa Ferrante Marzia, Dott.ssa Girardello Caterina, Dott.ssa Tedesco Chiara.
olio essenziale specifico, che può essere trovato sempre
in pararfarmacia.
Prevenzione
Il contagio di pidocchi non è un indice di scarsa igiene né
va considerato un fallimento come genitore. Alcuni studi
hanno dimostrato che ci sono sostanze naturali, come
l’olio di cocco , olio di eucalipto e il tea tree oil, possono
essere efficaci repellenti contro i pidocchi. Possono essere
utilizzati mescolati agli shampoo in uso o tal quali facendo
cadere una goccia sugli oggetti che entrano in contatto con
il capo. In commercio è possibile trovare delle valide lozioni che, usate con regolarità, possono aiutare a mantenere
lontani questi ‘INDESIDERATI OSPITI’!!
Per qualsiasi informazione e chiarimento le dottoresse
della Parafarmacia Girardello sono a vostra completa disposizione.
BIBLIO FILIA ALLA SCOPERTA DEI LIBRI
di Sergio Bissoli - Parte 58
I GRANDI SCRITTORI ITALIANI DIMENTICATI
TECCHI BONAVENTURA Bagnoregio
(Viterbo) 1896, Roma 1968. Dalla raccolta di
racconti LUNA A PONENTE Editore Vallecchi,
1966.
Alta, slanciata, il bel corpo uscente dal­
l’amplesso del mantello rosso (rovesciato sulla
spal­
liera della poltrona) come da un mare di
rosso scarlatto, mentre le gambe affondano,
invisibili, nella profondità delle penombre sotto il tavolo, la donna
attira, nonostante la severità glaciale del giuoco, gli sguardi degli
uomini.
Il giuoco d’azzardo rende tutti seri, tende a scar­tare ed eliminare
ogni altra distrazione.
Non si sorride intorno al tavolo della roulette, nessuno gioca
ridendo. Tutti attenti, e, insieme, come distratti; o meglio, astratti
in una ragnatela invisibile di combinazioni, di suggestioni lontane e
vi­cine, di inviti arcani, di voci sentite, di impulsi improvvisi... Nel
giuoco l’amore non c’entra, non entra l’attrazione fra uomo e donna.
Eppure, da quando ella si è seduta sulla poltron­cina, gli uomini, che
di solito giocano in piedi a corona intorno al tavolo, hanno avvertito
che una forza estranea al giuoco è entrata in quella ragnatela, tende
a romperne le fila segrete, a strac­ciarne l’infida, evanescente eppure
armoniosa tessitura.
Ella lo sa; ma, come noncurante, avanza il braccio nudo, ingioiellato,
sul verde cupo del tappeto. Non è una sfida a una forza, in quel
momento, più grande dell’amore: è come una rifinitura, una carezza a
una forza massiccia, dominante, severa e insieme bisbe­tica; ma anche
quella carezza, quell’insinuarsi lieve di un braccio nudo, bellissimo,
può avere la sua parte, non si sa mai, benefica o malefica, sulla
delicata bi­lancia degli influssi...
Gli uomini avvertono questa specie di turbamen­to, cercando di non
pensarci. Altri, per non pensarci, giocano più forte.
Ella perde? vince? Quasi non importa. Quel che im­porta è la lotta
accanita, serrata, contro una Potenza invisibile in cui l’elemento
perturbatore della bellez­za femminile (una bellezza troppo aperta e
provo­cante) può giocare la sua parte.
Ogni tanto l’avventuriera si alza, o meglio, sol­leva a metà sul
tavolo la bella persona per pun­tare i gettoni un poco più distanti
da lei. E subito, nell’arco del corpo un poco inclinato sul tappeto del
giuoco, lampeggia lo splendore del petto: un fulgorc di carni bianche,
ardenti, con la modellatura dei seni, imprigionati eppur liberi entro un
vestito di seta grigia; un vestito estroso, avventuroso, nell’intrigo dei
risvolti, quasi a forma di bolero, che lascia completa­mente scoperte
le braccia e la sommità del seno... .
A quel lampeggiare del seno un turbamento più pro­fondo serpeggia
nell’aria, un filo nella misteriosa in­
telaiatura delle probabilità si
sgancia; un altro, che pareva perduto, si riallaccia.
Ignara, come se non lo sapesse, eppure, forse segretamcnte sicura
di saperlo, di mettere il peso della sua attrattiva sulla misteriosa
bilancia del gioco, ella è tornata a sedere: bellissima, proprio in quel
sapere e non sapere di inserire un altro giuo­co nella tela severa degli
ordinamenti della rou­lette.
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Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
Leggo che sono stati 246 i parlamentari italiani
che hanno “cambiato casacca” durante questa legislatura; contando poi quelli che hanno cambiato
partito più di una volta, si arriva alla rispettabile
cifra di 325 signori che, eletti per rappresentare
una certa idea, sono approdati dove verosimilmente i loro elettori non volevano farli arrivare.
Tranquilli, cari lettori, non è l’ennesimo articolo
sulla moralità o immoralità della politica, ma una
pacata – spero equilibrata - riflessione su un fenomeno che è sempre esistito, almeno da quando si
svolgono elezioni.
I punti fondamentali da prendere in considerazione sono, a parere mio, la coerenza da un lato,
la coscienza personale dall’altro. Questo sul piano
della morale, perché su quello dell’opportunità e
del realismo, vanno tenute in adeguato conto, oltre
ai principi, anche le circostanze.
Iniziamo pertanto col dire che la nostra Costituzione non ammette il vincolo di mandato, ossia,
nel nostro caso, l’obbligo per l’eletto di aderire alle
posizioni del Partito con cui è schierato. Al limite,
può anche decidere di ribellarsi e, in casi estremi,
di fondare un gruppo per suo conto, o di aderire ad
un altro partito, senza essere penalizzato nella sua
funzione di rappresentante del popolo.
Ai tempi dei nostri bisnonni, diciamo fino al
1919, in Italia si votava generalmente con un sistema a collegio uninominale, ossia, per fare un esempio, Montagnana e il suo mandamento eleggevano
un deputato e uno soltanto, solitamente un personaggio in vista del Territorio. È chiaro che allora la
fiducia dell’elettore andava molto più alla persona
in sé che al partito, soprattutto contando che partiti
in senso moderno praticamente non ne esistevano.
Se dunque l’eletto cambiava casacca, aveva la
ragionevole certezza di interpretare il volere dei
suoi elettori e verosimilmente sarebbe stato riconfermato alle elezioni successive, appunto perché
non rappresentava tanto un’ideologia, che spesso
nei vecchi galantuomini liberali dell’Ottocento era
abbastanza vaga, ma interessi del territorio o della
classe di appartenenza, simpatie personali, legami
con altri “notabili” anch’essi facili al “trasformismo”, come veniva chiamata allora la pratica di
I CAMBIA-CASACCA
creare maggioranze variabili.
Il discorso cambia col nascere dei partiti fortemente ideologici, in cui il passaggio da uno
schieramento all’altro rappresenta un vero e proprio tradimento, o al contrario una conversione
se considerata dal punto di vista di chi accoglie la
pecorella smarrita. In ogni caso, cambiare partito
in un’epoca di forti tensioni ideologiche era una
scelta drammatica, che metteva in discussione
l’impostazione di tutta una vita, quasi come cambiare religione. Spesso il convertito autentico,
quello che aveva creduto a un ideale o a una
persona e ne era stato deluso, sentiva il bisogno
di compiere un gesto estremo per dimostrare, a se
stesso prima di tutto, che questo passaggio non era
stato indolore né, tanto meno, di convenienza. E
così, Giuseppe Bottai, uno dei Quadrumviri della
Marcia su Roma del ‘22, l’uomo che, dopo aver
contribuito con la sua lucida intelligenza a creare
e rafforzare il regime fascista, nella notte del 25
luglio 1943 aveva dovuto tradire il suo Duce per
salvare l’Italia, alla bella età di 49 anni si arruolò
volontario nella Legione Straniera francese per
fare la guerra ai tedeschi, “per espiare” scrisse “le
mie colpe di non aver saputo fermare in tempo la
degenerazione fascista”. E a proposito di uomini di
altri tempi, ricordiamo Berto Ricci, ex anarchico
divenuto fascista “eretico” che, pur rendendosi
conto anch’egli del fallimento del Regime, scrisse:
“nella vita c’e’ spazio per un solo cambiamento e
io ho già fatto il mio”, andando a farsi ammazzare
in Africa settentrionale.
Reso il dovuto omaggio alla coerenza, è altresì
giusto riconoscere che i partiti, soprattutto quelli
attuali, sono talora persino più ballerini dei loro
militanti, e spesso operano vere e proprie conversioni a U, che magari scontentano e deludono
gli elettori tradizionali; a quel punto, l’eletto è
costretto a scegliere fra la militanza, magari pluridecennale, che lo obbligherebbe a chinare la
testa e obbedire al nuovo corso, e la coerenza con
valori e interessi difesi da sempre e per i quali
si era impegnato con il suo elettorato. Da qui la
vecchia domanda: “il mio elettore odierà di più un
traditore del Partito inteso come organizzazione,
5
o un traditore dell’Idea che ora il partito non vuol
più incarnare e difendere?” Tradire chi ha tradito,
insomma, è tradimento o fedeltà?
C’è ancora qualcuno che, in simili casi, decide di
essere nel contempo leale verso il Partito e onesto
fino in fondo verso i suoi elettori, dimettendosi e
presentandosi alle elezioni successive con un partito diverso per avere la riconferma. Diciamo subito
che è una scelta tanto più lodevole quanto meno
praticata: a chi ha fatto della politica la sua professione, una onesta professione, diciamo a scanso
di equivoci, è difficile domandare che si tolga di
mezzo aspettando le elezioni successive per una
eventuale quanto improbabile rivincita: la gente
dimentica presto, e un’uscita volontaria rischia di
essere una rinuncia definitiva.
Uno dei criteri per decidere se l’allontanamento
dal partito è stato determinato da interesse o da
coerenza, consiste nel valutare se il fuoriuscito
ci ha guadagnato o ci ha rimesso. Mussolini,
ad esempio, quando si fece espellere dal Partito
Socialista indubbiamente perse una posizione di
privilegio (dirigeva l’Avanti), ma alla lunga fu una
scelta lungimirante, visto la carriera che poi fece.
Difficile dire lo stesso per un politico che, dopo
essere stato il cane da guardia di un leader, lo pianta in asso quando questo inizia a perdere potere
senza una speranza di ritorno a breve termine. Si
sa, quando la nave affonda i topi scappano; cosa
comprensibile se si è un roditore, un po’ meno se
si è semplicemente rosicchiato per anni all’ombra
di un potente.
Non mancano poi i politici così convinti di essere preziosi per la loro competenza e serietà, che
ritengono una catastrofe il fatto che il Paese si privi
della loro presenza; in questo o in quel partito, è
assolutamente secondario.
Ci sono infine i drogati dalla politica, i giocatori
incalliti che vogliono esserci sempre, comunque,
con chiunque, che non riescono ad abbandonare il
tavolo verde anche se hanno solo pochi spiccioli
da spendere e pochissima credibilità da investire.
Sono quelli che ispirano insieme più rabbia e
tristezza.
Alberto Costantini
“MADONNA DI LOURDES”, LA COMUNITÀ D’ACCOGLIENZA DI CEREA
DA UNA FATTORIA, DA TEMPO INUTILIZZATA, DON GIANLUCA COLLATO
HA MIRACOLOSAMENTE RICAVATO UN PUNTO D’ALTA ATTENZIONE AI FRATELLI BISOGNOSI
Anche la Poesia serve a qualcosa... Poesia, questa volta, dedicata alla
Vergine di Lourdes, alla quale è dedicata la Fondazione Onlus di via Ca’
del Lago 74, Cerea, Verona, . L’abbiamo felicemente conosciuta, grazie
all’incontro – tenutosi il 28 febbraio 2016, presso la sede della Fondazione
stessa – del Club dei Poeti dialettali del Legnaghese, presieduto da Franca
Isolan Ramazzotto, e dell’Associazione dei Poeti di Lingua italiana
Gervaso Bellinato, Legnago, creato nel 2004, dalla Ramazzotto stessa. Ha
attentamente curato l’incontro Lucio Martinelli, il cui impegno ha permesso
a numerosi Poeti di presentare ben trentaquattro poesie, raccolte in elegante
fascicolo e, talvolta, anche recitate, tutte dedicate, come cennato, alla
Madre di Dio. Questo, perché – scrive don Gianluca Collato, che ha creato
la citata Associazione “Madonna di Lourdes” e che ha ospitato il simposio
poetico 2016 – la nostra comunità e consacrata a Maria, che ha detto SI a
Dio, mentre noi diciamo SI a queste persone da amare... L’AssociazioneFondazione, dotata, ovviamente, di una chiesa, svolge la sua attività grazie
alla collaborazione di volontari e di parte degli ospiti stessi della comunità,
che, sotto la saggia guida di don Gianluca, praticano il principio donare
e donarsi, ossia, donare la vita, per la vita degli altri. Si tratta di una
comunità particolare, difficile da curare – segnala con cuore aperto il suo
Fondatore – perché essa non rientra nelle situazioni standard (solo drogati
o alcolisti o ragazze madri, o anziani, o...), ma, perché accoglie tutti, con
usi costumi, lingue, culture e religioni differenti, orari diversi... Tuttavia,
pazienza ed amore permettono di superare tutto ogni problema. Si tratta di
curare, amare, vivere assieme, insegnare il giusto e lo sbagliato, il vero ed
il falso, il male ed il bene, il bianco ed il nero, il lavoro – che deve essere
trovato... – il pesante risultato del fare nulla, alzarsi ed dormire, preparare
i pasti, lavare e stirare... Sì, perché la Comunità di via Cà del Lago, Cerea,
accoglie in modo particolare madri con bambini, donne e uomini soli,
orfani, affidi familiari, anziani, emarginati, nomadi ed extracomunitari...
Di ogni caso deve occuparsi un Angelo, che dia Amore..., attingendo la
forza necessaria dal Maestro Gesù... L’Associazione-Fondazione, che
vive di carità, ospita attualmente trenta persone, mentre oltre cento la
raggiungono ogni giorno, per trovare sollievo, inserimento lavorativo e
motivo di socialità. Altre iniziative, come la costruzione di appartamenti,
per anziani autosufficienti e per persone con disagio sociale o con bisogno
abitativo, sono in via di progettazione... Ben accette, quindi, possibili
donazioni (detraibili) – cc/ 14 01 01 44, presso Cerea Banca 1897, filiale
di Cerea, IBAN: IT 83 C 0848 159400 000014010144. Nel mod. 730, è
destinabile il 5 per mille, indicando il codice fiscale No. 910 114 702 33. In
un mondo così difficile, quale l’attuale, parlare di Poesia e di Amore, vero
Amore, significa creare sollievo negli animi e tanta pace interiore.
Pierantonio Braggio
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
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periodico indipendente
ANCHE GLI ADOLESCENTI PICCHIANO LE FIDANZATE
L’8 marzo, festa
della donna, è trascorso da poco. Bella occasione per ribadire l’importanza
ed il ruolo del genere femminile nella
società.
Peccato che solo
in questo giorno
vengano ricordate le tante discriminazioni e
violenze che le donne sono , tutt’oggi, costrette
a subire in ogni angolo del mondo. A volte la
legge è latitante a volte non viene applicata.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Telegiornali e stampa riportano continuamente fatti di
cronaca aventi come protagoniste madri, coniugi, sorelle, figlie, insegnanti vittime di
stalking o, peggio, uccise per non aver assecondato i desideri , materiali od economici, del
carnefice.
La cosa ancor più grave è che, spesso, questi
reati restano impuniti o vengono inflitte pene
lievi magari nonostante le denunce fatte dalle
vittime e la recidività dei colpevoli.
Ciò che però viene sottaciuto è che c’è una
macchia sull’amore anche fra adolescenti e che
la gelosia, a volte, può sfociare in violenza.
Un ragazzo su dieci, infatti, alza le mani sulla
fidanzata. Lo rivela un’indagine condotta su
4600 studenti di medie, superiori e università
di differenti età e sesso.
Questo studio ha fatto una fotografia dei ragazzi del 2015 alle prese con relazioni sentimentali.
Se si litiga , possono volare una spinta o uno
schiaffo, ammettono i teenager. Ma anche
quando lo scontro è solo verbale, le parole possono lasciare il posto agli insulti.
E le ragazze? Fin troppo spesso accettano
passivamente la situazione. Di base c’è una
buona dose di senso del possesso da entrambi i
lati. Sarà perchè la comunicazione è difficile o
perchè, ancora, manca una “ educazione ai sentimenti”.
Ciò che è più grave è che circa un ragazzo su
dieci del campione sostiene di aver alzato le
mani durante un litigio, chi una sola volta (5%),
chi più di una (4%). Ed è ben il 35
percento dei partecipanti al sondaggio ad
ammettere di aver preso a parolacce una persona dell’altro sesso in caso di scontro. Le ragazze reagiscono, a volte, alla stessa maniera. Ma
se ricevono uno schiaffo, in genere perdonano.
Lo dice ben il 42% del campione femminile,
che darebbe al fidanzato una seconda possibilità.
Esistono poi forme di violenza più subdola,
come insistere con una ragazza perchè conceda
più di quanto non voglia. Ben il 14% dei maschietti sostiene infatti di aver cercato di strappare un rapporto intimo, seppur già rifiutato
chiaramente: che fosse solo un bacio o qualcosa di più.
E quando il fidanzamento va a buon fine?
Troppo spesso l’amore “teen” è possessivo, e la
cosa vale per entrambi i membri della coppia.
Quanto sono gelosi i ragazzi? Risponde “moltissimo” rispettivamente il 21 e il 24 percento
dei maschi e delle femmine, mentre si definisce
“un po’ possessivo” il 59 ed il 63. Ma se andiamo a scavare più a fondo, nemmeno la metà
degli intervistati pensa che il partner sia libero
di fare ciò che vuole, senza distinzione di genere. Per tutti gli altri, in una relazione, è lecito
porre dei limiti nelle abitudini o nelle amicizie
del compagno, o comunque esercitare un certo
controllo.
Nel concreto, per lo più i ragazzi chiedono
alle proprie fidanzate di non frequentare persone che non piacciono (17%) o di fare sempre
saper loro gli spostamenti (7%), ma si arriva
anche ad opporsi a trucco o abbigliamento definiti “inappropriati” (5%). E c’è anche chi pretende il controllo del telefonino o del pc (3%).
Anche tra le ragazze la richiesta più frequente ai partner è quella di evitare di frequentare
amici poco graditi ( 15%). Inoltre si chiede di
controllare il telefonino o il computer alla ricerca di chiamate o messaggini “incriminati”
(6%).
In sostanza c’è una generale accettazione
della gelosia, tanto che si stenta a riconoscere
comportamenti borderline che, spesso, possono
essere campanelli d’allarme.
Per esempio nel caso in cui il fidanzato sia
dedito a continue e immotivate scenate, solo il
16% delle ragazze sceglierebbe di mettere fine
alla relazione. Anzi, c’è chi pensa che la gelosia folle sia sinonimo di grande amore e, se ne
fosse “vittima” ne sarebbe addirittura felice:
così la pensa il 12% delle fanciulle. E se un ex
troppo invadente telefonasse in continuazione
e si facesse trovare sotto casa?
Anche se la maggioranza delle ragazze cercherebbe prima un confronto, poi un aiuto
esterno in caso di fallimento, una su cinque,
non darebbe importanza alla cosa.
E’ chiaro che un’educazione ai sentimenti
non è solo necessaria , ma anche urgente.
Tuttavia a scuola non se ne parla. Se prendiamo un tema come la violenza sulle donne, ben
il 37% del totale degli studenti sostiene di non
aver mai toccato l’argomento. D’altro canto c’è
chi ogni tanto ne ha parlato in classe con i professori (54%), mentre solo una minoranza ha
partecipato a corsi e lezioni sul tema.
Le differenze tra maschi e femmine sono innate ma per certi versi accentuate e distorte da
dinamiche culturali, antropologiche e sociali
che si sono sviluppate nei secoli.
L’educazione sentimentale e il confronto
sono ormai indispensabili in una società che
nell’arco di nemmeno una generazione ha visto
evolversi in direzioni sparse il modo di intendere il rapporto tra uomo e donna.
Le donne sono cambiate tantissimo e gli uomini spesso non sembrano in grado di codificare questo cambiamento.
Se non si cerca di prevenire il fenomeno
all’origine, educando i giovani al rispetto
dell’altro sarà sempre più difficile arginare il
problema della violenza sul gentil sesso.
Mariapia De Carli
Se volete esprimere il vostro parere su questo
o altri argomenti trattati in precedenza mandatemi una mail a: [email protected]
POESIE IN DIALETTO LEGNAGHESE ED IN ITALIANO
CENTOQUARANTA COMPOSIZIONI DI FRANCA ISOLAN RAMAZZOTTO...
Ai Lettori di www.veronaeconomia.it, il nome di Franca Isolan Ramazzotto, Legnago, è certamente
noto, oltre che per essere stato citato varie volte, per la viva e tenace attività letteraria della poetessa,
anche per l’importante testo, in dialetto, dal titolo “La vita de Silvio” – pubblicato su questo sito,
dato il suo contenuto altamente storico, linguistico e, al tempo, alquanto commovente. Questa volta,
tuttavia, è da segnalare la fecondità di produzione della Ramazzotto, email: [email protected]
it, la quale – oltre ad occuparsi costantemente di attività benefiche e, come si diceva, letterarie – non
solo ha raccolto e raccoglie racconti e testimonianze di anziani, in lingua legnaghese, raccogliendoli
in ben otto volumi – ha dato alle stampe un volume di ben centoquaranta poesie, parte in italiano
e parte in dialetto, dalla stessa stilate fra il 2009 e l’appena trascorso 2015. I versi, nell’opera dal
titolo felicissimo Gocce d’Anima – 148 pagine in carta patinata e con copertina plasticata lavabile
– toccano diversi temi della vita e quelli, cui la vita stessa permette di dare forma, attraverso
l’osservazione, con massima attenzione ed eccellente sensibilità, di quanto ci circonda e di quanto,
attorno a noi, accade. Tutto, frutto di curata osservazione e passato attraverso il sottile setaccio dello
spirito, che trova sollievo nello stendere, quanto dalla mente elaborato. Ma, un ulteriore contributo,
proposto dal lavoro di Franca è la stesura, nel suo dialetto, di quanto ella pensa e ritiene di fare
conoscere ai possibili Lettori, contributo che permetterà ai posteri di conoscere una lingua, vera
madrelingua, che è storia e che sta correndo il grave rischio di autocancellarsi, con il trascorrere
del tempo.
Pierantonio Braggio
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Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
7
LE SCUOLE DI CASTAGNARO HANNO VISITATO FISCHBACHAU
Si chiama “viaggioscambio” quello che
alcuni alunni della scuola secondaria di Castagnaro hanno vissuto
qualche settimana fa a
FISCHBACHAU, paese
gemellato con il paese
del Basso Veronese.
Uno scambio felice
e costruttivo iniziato il
pomeriggio del 3 marzo e terminato domenica 6 con il rientro a casa
degli studenti e dei loro accompagnatori. A questa esperienza hanno
partecipato 10 ragazzi accompagnati da due insegnanti, la professoressa di tedesco Mariaelisa Nervanti e la maestra Ginea De Grandis
responsabile della funzione strumentale per le lingue straniere,
entrambe in servizio nell’IC di Villa Bartolomea. Assieme al gruppo
come accompagnatori c’erano anche due rappresentanti del Comitato per il gemellaggio (Stefano Bonetto in qualità anche di amministratore comunale e Franco Grazio). “E’ stata un’esperienza entusiasmante - ci ha confidato una delle due professoresse Ginea De Grandis - i ragazzi sono stati ospitati da alcune famiglie di Fischbachau
e dintorni con figli coetanei ai nostri. Possiamo dire che sono stati
quattro giorni istruttivi, formativi e divertenti. L’accoglienza come
l’ospitalità e la disponibilità sono state davvero eccezionali. I ragazzi della scuola secondaria di Castagnaro hanno potuto condividere
momenti di vita familiare nonchè di scuola e
una bella gita a Monaco in visita all’Olympic Park con salita alla
torre panoramica e al
“BMW Museum Auto”
oltre ad una escursione
nel centro della città.
Siamo stati poi fortunati
a trovare il mercatino
pasquale con un banchetto predisposto dai due rappresentanti del
Comitato per il gemellaggio coadiuvati da altre due persone facenti
parte pure loro del Comitato”. A coordinare il programma di queste
giornate sono stati il presidente bavarese del Comitato per il gemellaggio ed altre persone del luogo che da anni ormai fanno parte
dell’Associazione e non mancano mai di offrire il loro aiuto e il loro
entusiasmo. Il viaggio invece è stato offerto dalla ditta Sordo Auto.
Come tutte le cose belle anche questa esperienza ha avuto fine e a
salutare gli alunni italiani sono stati non solo gli studenti tedeschi
con le loro famiglie che ci hanno ospitati ma anche il sindaco di
Fischbachau. La restituzione di questo scambio avverrà la prima
settimana di maggio, dal 5 all’8. I nostri ragazzi non vedono già
l’ora di incontrare di nuovo gli amici tedeschi per ricambiare questo
positivo scambio”.
Ginea De Grandis
PATTO DI ALLEANZA TRA ABBAZIE BENEDETTINE
Accordo di collaborazione fra la
fondazione dominato leonense di
leno e l’associazione culturale amici
di san teobaldo
di badia polesine.
Le due istituzioni culturali sono
accomunate da
un legame che si
perde nei secoli e
che riguarda l’abbazia benedetiina
di leno, fondata
dal re longobardo Uno scorcio dell’abbazia di Pomposa.
desiderio nel 758, e il monastero di santa maria della vangadizza
di badia polesine, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000.
Riscoprire la millenaria storia dell’abbazia di San Benedetto “Ad Leones” di Leno, nella Bassa Bresciana, passa
attraverso la conoscenza di tut­to quel territorio che ebbe
rapporti con il cenobio lenese nel corso dei secoli.
Proprio per promuovere la storia del Dominato Leonense e
i suoi antichi collegamenti storico-culturali, a fine 2015 è
stato firmato il Patto di amicizia fra la Fondazione Dominato Leonense di Leno e l’associazione culturale Amici di
San Teobaldo di Badia Polesine.
Le due istituzioni culturali, entram­be sorte con l’obiettivo
di valorizzare l’importante eredità storica dei territo­ri in
cui operano, sono accomunate da un legame che si perde
nei secoli e che riguarda l’abbazia benedettina di Leno,
fondata dal re longobardo Desiderio nel 758, e il monastero di Santa Maria della Vangadizza di Badia Polesine, la
cui co­struzione risale intorno all’anno 1000.
Nella prima metà del XVIII secolo, per oltre un ventennio, le due abbazie benedettine furono rette in commenda
dal medesimo cardinale: Angelo Maria Querini, uomo di
grande cultura, che ricoprì anche la carica di vescovo di Brescia e che
viene anche ricordato per la realizzazione della famosa bi­blioteca bresciana, la Queriniana.
La firma del patto di amicizia è avvenuta alla presenza dei rispettivi
presidenti: Vittorio Biemmi per la Fondazione Dominato Leonense e
Gianfranco Nezzo per l’associazione Amici di San Teobaldo.
A seguito della stipula di questo patto, a Badia Polesine si è tenuto lo
scorso dicembre un nuovo incontro tra le due istituzioni e una terza
im­
portante realtà: gli “Amici di Pompo­
sa - Spira di Codigoro” di
Codigoro, nel ferrarese, con la quale l’associa­zione Amici di San Teobaldo aveva già stretto, nel giugno 2013, un patto di amicizia, in forza
delle radici cul­turali, storiche e religiose che legano Badia Polesine a
Pomposa. I.:incon­tro ha permesso di mettere in luce nuovi e preziosi
collegamenti storici tra le tre istituzioni e ha incoraggiato la promozione
di scambi culturali, iniziative, esperienze ed eventi vol­ti a diffondere
la conoscenza delle rispettive abbazie. Nuova volontà di tutte le parti è
quello di stabilire un nuovo patto di amicizia a tre, per proseguire insieme nella riscoperta e promozione della storia di cui il nostro territorio è
custode.
Marco Sacchi
L’abbazia della Vangadizza di Badia Polesine.
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
8
periodico indipendente
Fondazione Fioroni
Musei e BiBlioteca PuBBlica
“Risposiamoci al Castello Bevilacqua”
I Edizione (2016)
Perché aspettare 25 anni di matrimonio per ricordare il giorno del Sì?
L’11 Marzo 2016 si è tenuto l’evento “Risposiamoci al Castello Bevilacqua”,
dedicato a tutte le coppie di sposi che hanno voluto rivivere le emozioni di
quel giorno indimenticabile: gli stessi sentimenti, la stessa gioia, lo stesso
entusiasmo e lo stesso vestito! Proprio cosi, oltre 25 coppie hanno indossato nuovamente i loro preziosi
abiti nuziali. E cosi, raggianti
nelle loro vesti, e spensierati,
più che alle loro nozze, hanno
potuto gustare, nelle sale del
Castello Bevilacqua, un ricco
menu seguito poi da intrattenimento musicale. Durante la
manifestazione erano presenti
un fotografo, che ha catturato
i sorrisi degli sposi, e una baby
sitter, per intrattenere anche i
più piccoli.
L’evento, aperto a tutti gli sposi del mondo, avrà cadenza
annuale, pertanto vi diamo
appuntamento alla prossima
edizione.
Città di Legnago
Commissione Pari Opportunità
Città di Legnago
24MARZO1946
donne legnaghesi al voto
SABATO 12 MARZO 2016, ORE 17.00
Fondazione Fioroni, Sala conferenze
Presentazione e inaugurazione della mostra documentaria
24 marzo 1946: donne legnaghesi al voto
INTERVENTI:
Saluto delle autorità
Simonetta Soldani (Università di Firenze)
Federico Melotto (Università di Verona)
La mostra rimarrà visitabile liberamente fino al 29 maggio
2016 al primo piano del Museo Fondazione Fioroni, con
i seguenti orari: sabato e domenica pomeriggio dalle
ore 15:00 alle ore 19:00 (esclusi 26 e 27 marzo 2016).
Possibilità di prenotazioni per gruppi e scolaresche.
INFORMAZIONI:
Tel. 0442 20052
[email protected]
www.fondazione-fioroni.it
UNO SPETTACOLO ALLA GRAN GUARDIA PER PARLARE DI RENI
E’ stato organizzato per domenica 20 marzo presso
la Gran Guardia a Verona con inizio alle ore 21, un
grande spettacolo di Beneficenza per parlare dell’Associazione Rene trapiantati italiani in occasione della
Giornata Mondiale del Rene programmata per il 13
marzo.
“Sarà una serata ricca di ospiti e di sorprese - ci dice
Giorgio Pigozzi organizzatore dell’evento - e molte
sono le persone che ci hanno dimostrato il loro affetto
pre organizzare nel migliore dei modi l’evento che sarà
trasmesso anche da radio RCS. L’occasione è anche il
traguardo dei 25 anni di carriera del gruppo i “Faserem” che festeggeranno questo prestigioso traguardo,
eseguendo una selezione tra i più conosciuti brani dei
Dire Straits tratti dal proprio abituale repertorio. Non
saranno però soli, è prevista la presenza di amici musicisti di spicco della nostra realtà: Diego & Luca dei Sonhora, Luigi
Cerpelloni & Stefania Ghizzoni degli Alligator Nail, il grande cantante
e chitarrista Luca Olivieri, Hillbilly Soul con il loro effervescente sapore country rock, Gerry Zansavio alla Steel Pedal Guitar insieme ai Faserem, le coreografie di Valeria Bolla del Centro Arte e Movimento, il
Quartetto d’archi Caprice. Sarà una serata densa di musica.
Spiegaci un po’ Giorgio lo scopo dell’iniziativa. “La serata è volta
anche e soprattutto alla sensibilizzazione alla donazione di organi, ed è
in favore di A.R.T.I. (Associazione Rene Trapiantati Italiani). Saranno
2 ore e mezza di musica: Dire Straits dei Faserem intervallati dagli interventi degli ospiti, alcuni dei quali accompagnati da Faserem stessi,
altri (Sonohra) in acustico. Il tutto in favore di A.R.T.I. (Associazione
Rene Trapiantati Italiani). Avremo anche la presenza della conduttrice
sportiva di Telearena Silvia lavarini. In un brano (Money for nothing)
avremo gli ex Alberto Superbi e Simone Madinelli. L’evento avrà il
patrocinio del Comune di Verona con la presenza dell’assessore Marco
Ambrosini.
Parliamo un po’ delle malattie renali. “Nell’era moderna, anche le malattie renali stanno cambiando
aspetto. Sempre più spesso il rene viene danneggiato
da sostanze che sono caratteristiche dello “stato di benessere” dei Paesi industrializzati. L’eccesso di alimentazione, il quotidiano contatto con alimenti resi
più appetibili da coloranti e conservanti, l’abuso di
farmaci spesso inutili, i veleni chimici con quali la moderna civiltà industrializzata ci pone continuamente a
contatto, costituiscono una prolungata “prova da sforzo” per i nostri reni.
Forse anche per questi motivi, la frequenza delle
malattie renali è in forte aumento negli adulti e soprattutto negli anziani, a causa della più prolungata esposizione alle sostanze nocive, della alimentazione sbagliata, di stili di vita scorretti, dell’aumento del
sovrappeso e della obesità.
Soprattutto “vecchie conoscenze”, quali l’ipertensione arteriosa e il
diabete, manifestano i loro danni nelle fasce di età più avanzate. Lo
scopo è quello di aiutare a conoscere, scoprire e prevenire le malattie
renali e la loro temibile complicanza, l’insufficienza renale”.
Francesco Occhi
LEGNAGO - Via Matteotti, 94 - Tel. e Fax 0442 601749
Pasqua e Pasquetta al Castello Bevilacqua
periodico indipendente
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
PRANZO DI PASQUA
(Domenica 27 marzo – ore 12.30)
9
Il Pranzo di Pasqua nella splendida cornice del Castello Bevilacqua delizierà gli ospiti con un menù
all’insegna della genuinità e tradizione. Ad accompagnare il menù ideato e creato dai nostri chef, ci
sarà un’allegra e coinvolgente animazione che farà la felicità dei più piccoli e darà tranquillità ai più
grandi.
Antipasto
Carpaccino di vitello con cruditè di asparagi
Primi piatti
Riso Carnaroli con frullato di spinacio e robiola ai tre latti
Tortello di stracchino con lamelle di carciofo e pomodorini secchi
Secondo piatto
Rotolo di capretto disossato con trancetti di verdure croccanti e carni bianche
su letto di erbe di campo e patate al bacon
Dessert
Millefoglie croccante con crema chantilly al pistacchio
e scaglie di cioccolato
Caffé, Vino in bottiglia, Acqua
Costo a persona euro 42,00
Bambini da 4 a 6 anni euro 20,00
Bambini da 0 a 3 anni gratuiti (con posto a sedere)
(su prenotazione)
IL CASTELLO DELLE FIABE
(Lunedì 28 marzo – dalle ore 10.00)
A partire dalle ore 10.00 il Castello Bevilacqua si trasforma ne “Il Castello delle Fiabe”, un luogo
magico dove i bambini potranno incontrare i personaggi da loro amati. Piccoli e grandi vivranno le
fiabe in prima persona camminando tra i letti dei Sette Nani ed abbracciando i personaggi delle fiabe
più famose. Potrete partecipare a laboratori medievali, emozionarvi davanti allo spettacolo del fuoco,
stupirvi con affascinanti numeri di giocoleria, ... tante esperienze divertenti e coinvolgenti a diretto
contatto con la storia e la fantasia.
Menù Anita e Rudy
(Adulti)
Primo Piatto: Maccheroncini
all’amatriciana con pecorino
sardo;
Secondo piatto: Arrosto di
vitello con patate al forno;
Dessert: Mousse al torroncino
con salsa al cioccolato;
Caffè, Vino in bottiglia, Acqua
Menù Shaun
(Bambini 4-10 anni)
Primo Piatto: Maccheroncini
alla bolognese;
Secondo piatto: Hamburger
con patatine fritte;
Dessert: Mousse al cioccolato;
Acqua
Costo a persona 15,00 euro
Costo a persona 25,00 euro
Ingresso:
Adulti euro 2,00; Bambini 0-10 anni GRATUITI
Menù Masha
(Bambini 0-3 anni
GRATUITO)
Primo Piatto: Maccheroncini
alla bolognese;
Dessert: Mousse al
cioccolato;
Acqua
oppure
Menù Orso
(Bambini 0-3 anni
GRATUITO)
Secondo Piatto: Hamburger
con patatine fritte;
Dessert
Mousse al cioccolato
Acqua
Corsi di cucina al Castello Bevilacqua (19.30-22.30)
Lunedì 21 marzo: Fantasia d’Autore con agnello e capretto
Il Relais Castello Bevilacqua è la vostra nuova
destinazione nel cuore della storia.
Regalatevi un soggiorno in una delle 7 splendide
junior suite, e scoprite i nostri pacchetti Classic,
Romance, Wellness e Gourmet.
Il ristorante “All’Antica Ala” vi aspetta tutti
i giorni dal lunedì sera alla domenica, per
un viaggio nel gusto attraverso i sapori e le
tipicità della tradizione locale, in un’ottica di
valorizzazione dei prodotti del territorio.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0442 93655 - [email protected] - www.castellobevilacqua.com
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
10
Prosa
Prosa
lunedì 14 dicembre 2015 ore 20,45
danza
periodico indipendente
Danza
Danza
domenica 6 dicembre 2015 ore 20,45 - Esclusiva Regionale
canzoni
d’Italia Regionale
Danzaora
y Vinatica
domenica
6 dicembre
2015 ore 20,45
- Esclusiva
Mercoledì 20 gennaio
2016, ore
20.45
Lunedì
4 aprile
2016,
ore 20.45
Rocío
Molinay Vinatica
Danzaora
Ore 20.00, al Ridotto del Teatro:
Ore 20.00, al Ridotto del
Teatro:
Conversazioni sullo spettacolo con storie, aneddoti e curiosità.
di
Arthur
Miller,
regia
di
Massimo
Popolizio
Rocío
Molina
Il
prezzo
Conversazioni sullo spettacolo con storie, aneddoti e curiosità.
venerdì 26 febbraio 2016 ore 20,45 - Esclusiva Regionale
di Arthur Miller, regia di Massimo Popolizio
Enrico
Ruggeri
26unafebbraio
2016 ore
- Esclusiva
Regionale
Per concludere la stagionevenerdì
dellaSilence,
Danza,
nuova
emozionante
se- 20,45
martedì 2 febbraio 2016 ore 20,45
on tourne
Silvia Azzoni
rata con una delle grandi compagnie di balletto europee ed una delle
e i Primi Ballerini
Hamburg
Ballett John
Neumeier
Silvio
Marina
Massironi
martedì
2Orlando,
febbraio
2016
ore
20,45
Silence,Crew
on tourne
étoile più applaudite nel mondo. Pokemon
Tra le più emozionanti e sensibili Pokemon
ballerine del panorama
Orlando, Marina Massironi
LaSilvio
Scuola
Crew internazionale, considerata da molti la vera erede di Alessandra Ferri per intenScuola Starnone, regia di Daniele Lucchetti
di La
Domenico
domenica
13 marzo
2016
oredel20,45con
sità interpretativa, vincitrice
del prestigioso
Prix Benois
(l’Oscar
balletto mondiale) per la sua Sirenetta, Silvia Azzoni, prima ballerina
di Domenico Starnone, regia di Daniele Lucchetti
domenica
13
marzo
2016
ore 20,45Enrico Ruggeri
Serata
Bach
dell’Hamburg Ballett John Neumeier, guida un prestigioso gruppo di
con Silvia Azzoni, Carolina Agüero, Mayo Arii,
Luigi Schiavone, chitarra
stelle e solisti della grande compagnia
alla quale
appartiene, in una
venerdì 19 febbraio 2016 ore 20,45
Serata
Bach
Pascal
Rioult
Dance
Alexandre Ryabko, Alexandr Trusch,
serata che mette in luce la versatilità, le qualità tecniche e soprattutto
Francesco Luppi, tastiere
venerdì
19Mauri,
febbraio
2016 ore
20,45
Glauco
Roberto
Sturno
Pascale Rioult
Dance
le uniche personalità che rendono speciale
leggendaria
questa comAleix Martínez,
Sasha
Riva
Fabrizio Palermo, basso e tastiere
pagnia. Accanto a lei fuoriclasse di fama mondiale, per un programma
Glaucobuffe
Mauri,
Roberto Sturno
Quattro
storie
sabato
2
aprile
2016
ore
20,45
Prima
Nazionale
che affianca alcuni gioielli della produzione di John Neumeier, a coreMarco
Orsi, batteria
Quattro
buffe
storie
ografie
di
giovani
autori
già
impostisi
all’attenzione
della
critica
e
in
sabato
2
aprile
2016
ore
20,45
Prima
Nazionale
da Luigi Pirandello e Anton Cechov
Gala
chiusura il capolavoro di Roland Petit Arlesienne per una celebrazione
da Luigi
Pirandello
Gala
regia
di Glauco
Maurie Anton Cechov
dell’arte della danza con un comun
denominatore:
Silvia
Azzoniil&cuore.
Hamburg Ballet John Neumeier
regia di Glauco Mauri
Silvia Azzoni & Hamburg Ballet John Neumeier
martedì 8 marzo 2016 ore 20,45
martedì
marzo 2016
ore 20,45
Giulio8Scarpati,
Valeria
Solarino
Musica
Giulio
Scarpati,
Valeria Solarino
Una
giornata
particolare
mercoledì 11 novembre 2015 ore 20,45 - in Viaggio con Salieri
giornata
particolare
mercoledì
2015
20,45
- in Viaggio
Salieri
di Una
Ettore
Scola, regia
di Nora Venturini
Guerra11e novembre
Pace a 200
annioredal
Congresso
dicon
Vienna
di Ettore Scola, regia di Nora Venturini
Guerra eRegionale
Pace a 200
anni dalVeneta
Congresso di Vienna
Orchestra
Filarmonia
OrchestraOmmassini,
Regionale Filarmonia Veneta
Francesco
“La danza è la miadirettore
vita;
Francesco Ommassini,
direttore
danzo con passione,
Teatro Brillante
emozione,
amore,
sabato 12 dicembre 2015 ore 20,45
sabato 28 novembre 2015 ore 20,45
tristezza,2015
delusione...”.
sabato
dicembre
ore 20,45
sabato 28
The12Voice
domenica
29 novembre
novembre 2015
2015 ore
ore 20,45
16,00 - fuori abbonamento
Silvia Azzoni
The Voice
- fuori abbonamento
domenica
29
novembre
2015
ore
16,00
omaggio
a
Frank
Sinatra
a 100 anni dalla nascita
Compagnia della Rancia
omaggio
a 100Quintet
anni dalla nascita
Compagniail della
Rancia
Lucio
Gallo ae Frank
ClaudioSinatra
Chiara Jazz
Pinocchio,
grande
musical
Lucio Gallo e Claudio Chiara Jazz Quintet
Pinocchio, il grande musical
regia di Saverio Marconi
regia di Saverio Marconi
martedì 12 gennaio 2016 ore 20,45 - in Viaggio con Salieri
martedì 12 gennaio 2016 ore 20,45 - in Viaggio con Salieri
I Virtuosi Italiani
venerdì 15 gennaio 2016 ore 20,45
I Virtuosi Italiani
venerdì 15 gennaio 2016 ore 20,45
Alberto Martini, primo violino concertatore
Natalino Balasso
Alberto Martini, primo violino concertatore
Natalino Balasso
Stefan Milenkovich, violino solista
La cativissima - Epopea di Toni Sartana
Stefan Milenkovich, violino solista
La cativissima - Epopea di Toni Sartana
Brin Bernatovi’c, arpa, Premio Salieri 2015
testo e regia di Natalino Balasso
Brin Bernatovi’c, arpa, Premio Salieri 2015
testo e regia di Natalino Balasso
Umberto
Orsini, Massimo
Popolizio, Alvia Reale
lunedì
14 dicembre
2015 ore 20,45
Dedicato a
Sabato 2 aprile22016,
20.452016,
- Prima Nazionale
Sabato
aprile
20.45Popolizio, Alvia Reale
Ilore
prezzo
Umberto
Orsini,ore
Massimo
Pezzi di vita
Gala
Gruppo
“Aurora Blu”
Il nuovo tour teatrale di Enrico Ruggeri prende il nome dall’omonimo doppio album uscito lo scorso 14 aprile (il suo ventiseiesimo in
studio da solista), contenente 10 inediti e 14 successi dei suoi primi
anni di carriera reinterpretati in una nuova chiave musicale.
Nel corso della serata, accanto ai brani inediti il cantautore milanese presenterà dal vivo le sue hit più celebri del periodo ‘80/’85: da
“Contessa”, “Vivo da Re” e “Polvere”, a “Il mare d’inverno” e “Nuovo swing”. Non mancherà inoltre il brano “Tre signori”, l’omaggio
dedicato a Giorgio Gaber, Enzo Iannacci e Giorgio Faletti presentato
durante la serata finale dell’ultima edizione del Festival di Sanremo.
Sul palco sarà accompagnato dalla sua storica band, per proporre
le sonorità particolari che rendono singolare il suo nuovo lavoro e
i testi che - come sempre - fanno riflettere e discutere. Ma anche
e soprattutto, come sempre, per uno spettacolo che si preannuncia
diverso ogni sera, tra sorprese musicali e verbali, tra canzoni che
hanno segnato la storia della musica italiana e la storia personale
di ciascuno di noi.
Musica
“Ti pianterò nel cuore una canzone”.
Teatro Brillante
foto Silvano Ballone
Enrico Ruggeri, “Gli occhi del musicista”
martedì 22 marzo 2016 ore 20,45
martedì 22 marzo 2016 ore 20,45
musica
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35
Oblivion
Giovedì 7 aprile7
2016,
ore 20.45 2016, ore 20.45
Giovedì
aprile
Oblivion
The human jukebox
Ore 20.00, al Ridotto del Teatro:
Conversazioni sullo spettacolo
conhuman
storie, aneddoti
e curiosità.
The
jukebox
martedì 15 marzo 2016 ore
20,4515/09/15 16:58
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52
martedì 15 marzo 2016 ore
20,45 prosa
Romanze italiane
Venerdì 19 febbraio
2016, ore 20.45
Romanze italiane
Venerdì
8 aprile
2016, ore
Nazzareno Carusi e Valentina Cortesi
Nazzareno Carusi e Valentina Cortesi
Ore 20.00, al Ridotto del Teatro:
giovedì 7 aprile 2016 ore 20,45
20.45
Canzoni d’Italia
Quattro buffe storie
Che
occhi
grandi
che
hai!
Che occhi grandi che hai!
Spettacoli
Spettacoliper
perlelefamiglie
famiglie
Gioachino Rossini dedicato
Sonate
Quattro n. 1, 2, 3, Aurora
6
a aAssociazione
Blu Legnago
Michele
Cafaggi
dedicato a Associazione Aurora Blu Legnago
Michele
Cafaggi
Salvatore Accardo e dei suoi “friends”
di questa
serata, che faranno
scene di Giuliano Spinelli
avvertire come Rossini, sotto la brillante superficie della sua musica,
costumi di Liliana Sotira
abbia sempre inserito un modo di leggere il mondo e la realtà acuto,
domenica
13vicino
dicembre
2015
ore
dicembre
ore16,00
16,00musiche di Germano Mazzocchetti
ironico e amaro, che fa didomenica
lui un artista13
alla nostra2015
sensibilità
contemporanea.
Un
Untopo,
topo,due
duetopi,
topi,tre
tretopi
topi
(1792 - 1868)
venerdì
5 febbraio
2016
venerdì
5 febbraio
2016oreore20,45
20,45
Roberto
Vecchioni
- Il- Ilmercante
Roberto
Vecchioni
mercantedidiluce
luce
dedicato
a Associazione
Verbena
dedicato
a Associazione
Verbenadell’Adige
dell’AdigeLegnago
Legnago
Accademia
AccademiaPerduta
Perduta
Il ritorno al “Salieri” dei sempre applauditissimi Glauco Mauri e
Roberto Sturno è dedicato al genio grottesco di due grandi poeti
dell’animo umano.
La tenerezza di Cechov e il graffio di Pirandello si compenetrano tanto profondamente da non poterne discernere i confini, dando vita ad
un sorprendente caleidoscopio dove è rappresentata la vita di quello
strano e buffo essere che è l’uomo.
Ne “La patente” di Pirandello vive una delle tematiche più care
all’autore siciliano: il contrasto tra ciò che veramente siamo e ciò
che invece gli altri pensano di noi. E Cecè, il personaggio dell’omonimo atto unico concepito e scritto da Pirandello direttamente per il
teatro nel 1913, è il degno rappresentante di una società frivola e
corrotta, dove ingannare e imbrogliare è la normalità.
Un’ironia grottesca è sempre alla radice sia delle opere immortali di
Cechov che di alcuni suoi brevi atti unici come in “Una domanda di
matrimonio”, scherzo in un atto, così come lo sottotitola lo scrittore.
Anche in “Fa’ male il tabacco” il grottesco dona in modo mirabile
quella “leggerezza” che, anche nel dramma, Cechov chiedeva ai registi e agli interpreti delle sue opere.
domenica
domenica17
17gennaio
gennaio2016
2016ore
ore16,00
16,00
Cenerentola
Cenerentolaall’Opera
all’Opera
CTA
CTA
“Che fortuna possedere una grande intelligenza:
Che
CheFesta
FestaaaTeatro!
Teatro!- fuori
- fuoriabbonamento
abbonamento
sabato
1919
dicembre
2015
sabato
dicembre
2015oreore20,45
20,45
The
joyjoy
ofof
Gospel
The
Gospel
Free
Voices
Gospel
Choir
Free
Voices
Gospel
Choir
non ti mancano mai le sciocchezze da dire.”
“Il lavoro in orchestra e nella musica da camera
è in fondo una metafora della vita:
domenica
14
domenica
14febbraio
febbraio2016
2016ore
ore16,00
16,00Anton Cechov
la propria libertà si conquista nel rispetto di quella altrui,
Fragilele potenzialità di ciascuno
esaltando
Fragile
e creando totale armonia”.
Pantakin
Pantakin
martedì
dicembre
2015ore
ore20,45
20,45
martedì
2222
dicembre
2015
Massimo
Francoviche Maximilian
e MaximilianNisi
Nisi
Massimo
DeDe
Francovich
Green
Mr.Mr.
Green
di Jeff
Baron,
regia
PiergiorgioPiccoli
Piccoli
di Jeff
Baron,
regia
di diPiergiorgio
Salvatore Accardo
Foto di Manuela Giusto
domenica20
20marzo
marzo2016
2016ore
ore16,00
16,00
domenica
vestitinuovi
nuovidell’imperatore
dell’imperatore
I Ivestiti
FratelliCaproni
Caproni
I IFratelli
giovedì
dicembre
2015oreore21,45
21,45
giovedì
3131
dicembre
2015
Grazie
fior
- Storiadel
delFestival
FestivaldidiSanremo
Sanremo
Grazie
deidei
fior
- Storia
Aspettando
mezzanottecon
conBruno
BrunoConte
Conte
Aspettando
mezzanotte
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Conversazioni sullo spettacolo con storie, aneddoti e curiosità.
giovedì
7 -aprile
2016 violinista
ore 20,45
Uno dei più celebrati musicisti
italiani
impareggiabile
ma
Compagnia Mauri Sturno
Salvatore
Friends
anche applaudito direttore d’orchestra
- e conAccardo
lui tre artisti di
Salvatore
Accardo&&prima
Friends
grandezza, per una delle partiture più stupefacenti dell’Ottocento,
per
freschezza
ed
eleganza,
soprattutto
ricordando
che
a
scriverSalvatore Accardo,
violino
venerdì
2020
novembre
2015
la fu un dodicenne. Rossini, universalmente noto per le cangianti
venerdì
novembre
2015ore
ore20,45
20,45
Laura Gorna, violino
melodie, i ritmi travolgenti, i crescendo inarrestabili, era poco più
Cristiano
DeDe
Andrè
- Acustica
Tour
da Luigi Pirandello e Anton Cechov
Cristiano
Andrè
Acustica
Tour
che un bambino quando realizzò le sue sei Sonate a quattro: uno
Cecilia Radic, violoncello
momento creativo, non solo per l’ineccepibile livello
dedicato
a
Circolo
Pittori
e
Scultori
Legnago
con Glauco Mauri e Roberto Sturno
dedicato a Circolo Pittori e Scultori Legnagostupefacente
Ermanno Calzolari, contrabbasso
tecnico, ma soprattutto per la forte individualità che già imprime
e con
all’opera. Nonostante tutte le convenzioni dell’epoca e qualche
Mauro Mandolini, Laura Garofoli, Amedeo D’Amico,
ingenuità strutturale, indomenica
essa si sente15
giànovembre
il vero Rossini,
sia nella
mercoledì
2020
gennaio
2015
ore
16,00
mercoledì
gennaio2016
2016ore
ore20,45
20,45
domenica
15
novembre
2015
ore
16,00
ricca inventiva melodica, sia nello spirito che permea l’opera nel
Lorenzo Lazzarini, Paolo Benvenuto Vezzoso
Enrico
Ruggeri
- Pezzi
in
Sibebolle
suo complesso. Elementi che Concerto
vengono
esaltati
quando
ad
eseguirli
Enrico
Ruggeri
- Pezzididivita
vita
Concerto in Sibebolle
regia di Glauco Mauri
sono chiamati artisti della levatura virtuosistica ed interpretativa di
Accardo
& Friends
Canzoni
d’Italia
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spettacoliserali
seraliininabbonamento
abbonamentosaranno
sarannopreceduti,
preceduti,
GliGlispettacoli
alleore
ore20:00,
20:00,dadauna
unaconversazione
conversazioneintroduttiva
introduttivaalal Ridotto
Ridotto del
del Teatro.
Teatro.
alle
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Biglietteria:
Rinnovo
Abbonamenti
Diamante
mercoledì
e giovedì
2 ottobre
- Prosa,
Danza,
Musica,
Teatro
Brillante
e Canzonid’Italia
d’Italiavenerdì
venerdì3,3,sabato
sabato44eemartedì
martedì77ottobre.
ottobre.Nuovi
NuoviAbbonamenti
Abbonamenti Diamante
Diamante da
da venerdì
venerdì 10
Biglietteria:
Rinnovo
Abbonamenti
Diamante
mercoledì
1 e 1giovedì
2 ottobre
- Prosa,
Danza,
Musica,
Teatro
Brillante
e Canzoni
10 ottobre
ottobre Prosa,
Prosa,Danza,
Danza,Musica,
Musica,Teatro
TeatroBrillante
BrillanteeeCanzoni
Canzonid’Italia
d’Italiadadamartedì
martedì1414ottobre.
ottobre.
Formula Libero da venerdì 17 ottobre - Biglietti Singoli per tutta la Stagione da giovedì 23 ottobre
Formula Libero da venerdì 17 ottobre - Biglietti Singoli per tutta la Stagione da giovedì 23 ottobre
Orari: Il primo giorno di apertura delle vendite dei nuovi abbonamenti, formule libero e biglietti singoli, è possibile acquistare solo di persona, alla biglietteria del Teatro, dalle 15.30 alle 18.00.
Orari: Il primo giorno di apertura delle vendite dei nuovi abbonamenti, formule libero e biglietti singoli, è possibile acquistare solo di persona, alla biglietteria del Teatro, dalle 15.30 alle 18.00.
Dal martedì al venerdì la mattina solo al telefono, con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 15.30 alle 18.00. Il sabato, di persona, dalle 10.30 alle 12.30.
Dal martedì al venerdì la mattina solo al telefono, con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 15.30 alle 18.00. Il sabato, di persona, dalle 10.30 alle 12.30.
I nuovi abbonamenti e i singoli biglietti anche online su www.teatrosalieri.it - Nei giorni di spettacolo al telefono con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 17.00 fino ad inizio della rappresentazione, esclusivamente per la vendita e il ritiro dei biglietti per la serata. Tel. 0442 25477 - Fax 0442 625584 - www.teatrosalieri.it - [email protected]
I nuovi abbonamenti e i singoli biglietti anche online su www.teatrosalieri.it - Nei giorni di spettacolo al telefono con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 17.00 fino ad inizio della rappresentazione, esclusivamente per la vendita e il ritiro dei biglietti per la serata. Tel. 0442 25477 - Fax 0442 625584 - www.teatrosalieri.it - [email protected]
L’attività del Teatro Salieri è organizzata da Fondazione Culturale Antonio Salieri
L’attività del Teatro Salieri è organizzata da Fondazione Culturale Antonio Salieri
in collaborazione con
in collaborazione con
Soci Costituenti e Fondatori
Soci Costituenti e Fondatori
Soci Partecipanti
Soci Partecipanti
e la partecipazione di
e la partecipazione di
Comuni di Angiari, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Castagnaro, Cerea, Gazzo Veronese, Roverchiara, Terrazzo, Villa Bartolomea
Comuni di Angiari, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Castagnaro, Cerea, Gazzo Veronese, Roverchiara, Terrazzo, Villa Bartolomea
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ritratto della civiltà contadina
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
del nostro concittadino
prof. Giuseppe Vaccari
UN MONDO DI FATICA. RITRATTO DELLA CIVILTÀ CONTADINA
periodico indipendente
Domenica 21 febbraio,
nell’ambito
della
rassegna
‘Autori
al
Museo’, organizzata dalla
Fondazione Fioroni in
collaborazione con il Rotary
Club di Legnago, Cassa
Padana,
l’Assessorato
alla Cultura del Comune
di Legnago e l’Istituto
‘Marco Minghetti’, è stato
presentato il volume “Un
mondo di fatica. Ritratto
della civiltà contadina” di
Giuseppe Vaccari. L’opera
del prof. Vaccari, curata da
Andrea Ferrarese ed edita
dalla Fondazione Fioroni
grazie anche al contributo della Regione Veneto, rappresenta il secondo
lavoro dello studioso dedicato al mondo rurale della nostra pianura e
alla sua lingua, dopo il “Dizionario veronese di Sanguinetto e dell’area
sud-occidentale”, pubblicato nel 2010.
In una sala conferenze gremita, l’autore ha spiegato i motivi che lo
hanno spinto a realizzare il corposo volume (quasi 600 pagine), frutto
di un paziente lavoro di ricerca e stesura durato circa dieci anni. Al
termine dell’incontro, l’autore ci ha rilasciato questa breve intervista.
Professor Vaccari, perché ha voluto dedicare tanto tempo ed energie
a scrivere un libro sulla civiltà contadina della nostra pianura? Da dove
nasce questo suo grande interesse per l’argomento?
«Le motivazioni sono molteplici ma si riassumono nell’amore per
la nostra terra me per le nostre radici che affondano nella storia e
lambiscono quel recente passato che sembra così lontano. Siccome ho
avuto la ventura di nascere in quella civiltà, che mi è stata culla e balia,
e poi crescere nella rivoluzione del boom economico che l’ha travolta,
ho sentito un pressante bisogno di documentare la mia esperienza
esistenziale e quindi fissare sulla carta, per riconoscenza ma anche a
futura memoria, la lingua e i costumi di quella civiltà millenaria, ormai
tramontata. Sono nati, così, prima il Dizionario e poi Un mondo di
fatica, le due facce della stessa realtà culturale».
Come è organizzata l’opera appena presentata?
«Siccome la visuale, per quanto sia notevole lo sforzo di adesione alla
realtà, è strettamente personale, dopo i primi due capitoli autobiografici
in senso lato, il volume racconta i tempi e i modi del lavoro, il sistema
di vivere, di alimentarsi, di vestirsi, di comportarsi in famiglia, in
società. E dopo un rapido accenno alla religiosità, agli svaghi, ai rimedi
per la salute, gli ultimi capitoli sono riservati all’analisi della lingua,
compresa una breve storia del dialetto. Se non mancano riflessioni
critiche, la narrazione trova il suo filo conduttore nelle espressioni vive
della gente che vanno dai modi di dire, ai proverbi, ai nomi degli oggetti
ormai desueti. Ma la cifra che uniforma il mondo contadino e l’intera
società è il senso del dovere che implica una grande fatica degli esseri
umani e degli animali ugualmente».
Ci vuole raccontare qualche episodio che le è particolarmente caro,
raccontato all’interno del volume?
«Ho l’imbarazzo della scelta perché sono tanti gli episodi, raccontati
o accennati, le persone importanti o umili presenti in queste pagine:
dal vecchio parroco, figura ottocentesca indimenticabile, al povero
ragazzo, altrettanto storico, protagonista di “Un Nadàl de pitòchi”.
Dovendo scegliere, prendo “L’incoronata” perché è autobiografica,
comprende anche i miei fratelli e rende bene il clima del tempo. Noi
tre, Loretta di due anni, Alberto di sette e io di dieci, giocando insieme
come al solito per la campagna, in un pomeriggio estivo avevamo
raccolto una gran quantità di pioci de loo, pidocchi di lupo è la
traduzione, ma non il nome scientifico. Erano bacche selvatiche grosse
come fagioli che, ricoperte di spine, si appiccicavano fra loro, ma anche
alla lana, tenacemente come il velcro (anzi, credo che siano all’origine
dell’invenzione di questo materiale). Per questa loro caratteristica erano
il nostro “Lego” e con quelli realizzavamo rozzi modellini di vario
genere. Per diversivo, visto che a scuola avevo sentito della Corona
Ferrea, facemmo una bella corona rotonda e per utilizzarla a dovere,
11
decidemmo di giocare a fare
i cavalieri della regina. Così
incoronammo con quella la
sorellina e le spiegammo
di impartirci gli ordini: lei
ci stava e noi, riverenti, le
obbedivamo. Ma quando
ci stancammo nacque il
problema. Sapevamo che
aderivano alla lana, ma
non sospettavamo che si
comportassero allo stesso
modo con i capelli. A
malincuore rinunciammo
a levarli alla reginetta
che strillava per il dolore,
sperando che mamma, al
ritorno, ci desse un valido
aiuto. Questa, invece, quando vide il misfatto e la poverina, ci fece
scappare con minacce di severe punizioni e, anziché preparare la cena,
si mise a tagliare, con lacrime di rabbia, le bionde chiome della sorellina,
per liberarle la testa da quel peso ormai fastidioso e ingombrante e
permetterle di andare a letto, spennacchiata come un’oca».
Ed ora parliamo del futuro. Dopo aver dato alle stampe
quest’impegnativo lavoro, ha altri progetti in cantiere?
«Sto lavorando al Novecento di Sanguinetto, una memoria storicofolcloristica del mio paese; poi ho tanti altri progetti che mi frullano in
testa: tra questi il vocabolario Italiano –Dialetto e la revisione della tesi
di laurea da premettere alla traduzione del testo latino (anche questa
ancora da fare) su cui verteva la tesi stessa, per cui penso che lascerò
molto da fare anche agli altri».
Salutando il professor Vaccari e ringraziandolo per la sua disponibilità,
ricordiamo che il volume “Un modo di fatica. Ritratto della civiltà
contadina” si può acquistare presso le librerie di Legnago, presso
il Museo Fondazione Fioroni o richiedere all’autore stesso. Gli
incontri della rassegna ‘Autori al Museo’ proseguiranno presso la sala
conferenze della Fondazione Fioroni con cadenza quindicinale per tutto
il mese di marzo, fino ad inizio aprile.
Federico Bonfanti
Moderatore della serata dott. Andrea Ferrarese
VENERDÌ 18 MARZO - ore 21.00
Teatro Zinetti
Sanguinetto - VR
1914-1918
La guerra chimica:
politica e scienza
Sei sicuro che non possa succedere ancora?
Ne parleremo
SABATO 9 APRILE 2016 alle17.30
al TEATRO SALUS – LEGNAGO
con Alberto CECCON
Prof. dell'Università di Padova,
già ragazzo del Salus
La cittadinanza è invitata
12
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
periodico indipendente
BIF&ST - BARI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL DAL 2 AL 9 APRILE 2016
Tributo a Ettore Scola, presidente – Il programma
del Bif&st 2016 è stato seguito e dettagliatamente
curato da Ettore Scola fino a pochi giorni prima
della sua scomparsa. Il grande regista sarà dunque, anche per la prossima edizione (2-9 aprile), il
presidente del Bari International Film Festival che
già lo ha visto per sei anni (accolse l’incarico nel
giugno 2010) attivissimo animatore e protagonista
della manifestazione ideata e diretta da Felice Laudadio, promossa dalla Regione Puglia presieduta
da Michele Emiliano e prodotta dall’Apulia Film
Commission presieduta da Maurizio Sciarra. Il Tributo a Ettore Scola è promosso dalla
S.I.A.E., la società italiani degli autori e editori cui Scola era associato.
E dunque il tema del prossimo Bif&st sarà Scola-Mastroianni 9½. C’eravamo tanto
amati, giacché il regista ha diretto più di chiunque altro l’attore scomparso 20 anni fa:
hanno lavorato insieme in ben 9 film di lungometraggio, più un film ad episodi, che verranno presentati l’uno dopo l’altro. Sarà inoltre istituito il Premio Ettore Scola per il
miglior regista di opera prima o seconda che verrà assegnato, insieme ai Premi Gabriele
Ferzetti e Mariangela Melato per il cinema per il migliore attore e la migliore attrice,
dalla giuria del pubblico presieduta dal giornalista e scrittore Furio Colombo.
Il primo film del festival verrà presentato al Teatro Petruzzelli alle 9 del mattino del 2
aprile: sarà Ridendo e scherzando, uno straordinario ritratto di Scola realizzato dalle sue
figlie Paola e Silvia con la complicità di Pif (Pierfrancesco Diliberto). A fine proiezione
parleranno del grande regista alcuni attori e attrici che con lui hanno lavorato, coordinati
dal critico Jean Gili, direttore di una antica e celebre manifestazione francese gemella
del Bif&st, il Festival del cinema italiano di Annecy, il cui presidente è stato fin dal
1997 proprio Ettore Scola e alla cui direzione, dal 2017, è stato nei giorni scorsi chiamato
Felice Laudadio.
Il Festival Marcello Mastroianni, organizzato in partnership con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, con la collaborazione di
RAI Teche e Istituto Luce Cinecittà, comprenderà oltre 50 film e una gran quantità
di materiali di documentazione, oltre a tre laboratori di formazione sul mestiere dell’attore promossi dalla Scuola di Cinema Gian Maria Volonté e dalla Cooperativa Artisti
7607. Per parlare del talento di Mastroianni saranno presenti al Teatro Petruzzelli, dopo
la proiezione dei film in cui lo hanno diretto, i registi Francesca Archibugi, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Roberto Faenza, Paolo e Vittorio Taviani, Luciano Tovoli.
Queste Lezioni di cinema culmineranno, al mattino del 9 aprile, in un incontro con alcuni
attori e attrici suoi compagni di lavoro, coordinati da Marco Spagnoli, del Comitato di
direzione del Bif&st.
In Conversation With… è una sezione nuova di
zecca – a cura di Beatrice Kruger – che prende
spunto dallo straordinario successo arriso agli
incontri svoltisi nel marzo 2015 al Petruzzelli
con la partecipazione di otto grandi registi (JeanJacques Annaud, Costa-Gavras, Nanni Moretti,
Alan Parker, Edgar Reitz, Ettore Scola, Margarethe von Trotta, Andrzej Wajda). Nel nome di
Mastroianni il Bif&st 2016 ha invitato a Bari
otto attori e attrici di grande talento e notorietà
– fra i quali Toni Servillo che il 4 aprile incontrerà il pubblico insieme al regista Roberto Andò dopo la proiezione di Viva la libertà
– che alle 18 dialogheranno al Petruzzelli con un regista italiano dopo la presentazione
pomeridiana, alle 16, di un film da essi interpretato. A Toni Servillo e agli altri sette attori e
attrici (i cui nomi verranno annunciati nella conferenza stampa in programma alla Casa
del Cinema di Roma il prossimo 18 marzo insieme ai film delle Anteprime internazionali
e ai vincitori dell’ItaliaFilmFest/Lungometraggi) verrà conferito il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence, che riproduce il celebre profilo felliniano disegnato da Scola (riportato in fondo a questa pagina) e realizzato in platino dagli sponsor
Monile e Mario Mossa. Altri due importanti sponsor del Bif&st sono la Confindustria
Bari-BAT e la Mercedes che, con la Motoria di Francesco Maldarizzi, metterà a disposizione degli ospiti una piccola flotta di auto e organizzerà un concorso di cortometraggi.
ItaliaFilmFest/Lungometraggi – Per quanto riguarda questa storica sezione, i premi riservati ai migliori film italiani dell’ultimo anno selezionati dal direttore artistico verranno
consegnati una sera dopo l’altra dal 2 all’8 aprile al Teatro Petruzzelli dopo la proiezione
pomeridiana al Multicinema Galleria dei film premiati. La giuria stabile composta da
9 autorevoli critici – Valerio Caprara (Il Mattino), Paolo D’Agostini (La Repubblica),
Fabio Ferzetti (Il Messaggero), Francesco Gallo (ANSA), Alessandra Levantesi Kezich
(La Stampa), Paolo Mereghetti (Corriere della Sera), Franco Montini (presidente Sindacato Critici), Federico Pontiggia (Il Fatto), Silvana Silvestri (Il Manifesto) – attribuirà i
seguenti riconoscimenti: Premio Mario Monicelli per il miglior regista; Premio Franco
Cristaldi per il miglior produttore; Premio Tonino Guerra per il miglior soggetto; Premio Luciano Vincenzoni per la migliore sceneggiatura; Premio Anna Magnani per la
migliore attrice protagonista; Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista; Premio Alida Valli per la migliore attrice non protagonista; Premio Alberto Sordi per
il miglior attore non protagonista; Premio Ennio Morricone per il miglior compositore
delle musiche; Premio Giuseppe Rotunno per il miglior direttore della fotografia; Premio Dante Ferretti per il miglior scenografo; Premio Roberto Perpignani per il miglior
montaggio; Premio Piero Tosi per i migliori costumi.
ANDREA SCHIAVONE, INVENTORE DI UNO STILE NUOVO
La prima mostra dedicata ad Andrea Schiavone
(nativo di Zara, perla dell’Adriatico) inventore di
uno stile nuovo. Una pittura dirompente e un artista
“fuori dal coro” ammirato da Tintoretto, da Carracci e da El Greco.
Il Museo Correr ospita 140 opere dei grandi pittori del Cinquecento veneto, provenienti da tutto il
mondo, in splendida sinergia con 80 lavori del Maestro zarattino, mai riuniti prima in un unico contesto
espositivo. Nello straordinario scenario della pittura
rinascimentale veneziana, in quel concerto polifonico che vedeva eccezionali personalità primeggiare e
sgomitare in laguna, e da qui in Europa, la figura e il “suono” di Andrea
Meldola detto Schiavone (1510 c. – 1563) s’imposero fin da subito
come novità dirompenti, scardinanti e in certo modo enigmatiche. Un
linguaggio pittorico, il suo, assolutamente nuovo e spregiudicato, tanto
che Schiavone, già pochi anni dopo l’arrivo a Venezia (avvenuto forse
intorno al 1535), spaccò l’opinione pubblica e divise la critica: chi come
l‘Aretino lo stimava e gli era amico, chi come il Pino non nascondeva il
suo disprezzo. Un artista dunque “fuori dal coro”, affascinante e moderno, sul quale si fa finalmente il punto dopo decenni di studi e ricerche,
questa magnifica mostra monografica - promossa dalla Fondazione
Musei Civici di Venezia in collaborazione con 24 Ore Cultura e curata da
Enrico Maria Dal Pozzolo e Lionello Puppi – rappresenta la prima reale
occasione per il pubblico di scoprire il ruolo centrale che Schiavone ebbe
nella pittura del secolo d’oro della Serenissima. Una mostra di profonda
ricerca, il cui catalogo (edito da 24 Ore Cultura)
costituisce un punto di riferimento imprescindibile
negli studi sul Cinquecento italiano. Il corredo prestigioso delle opere di Andrea Meldola – dipinti,
disegni, incisioni – la maggior parte dei quali mai
esposti in una mostra, sono prestiti, tra l’altro, dei
tesori appartenenti alle più prestigiose istituzioni
artistiche internazionali - Royal Collection di Elisabetta II, Kunsthistoriches Museum e Albertina di
Vienna, Metropolitan Museum of Art di New York,
Accademia Croata di Scienze e Arti di Zagabria,
Gamdälde Galerie di Dresda, Musée du Louvre di
Parigi e dl British Museum di Londra -. E, per la prima volta, oltre ad
alcuni inediti, si affiancano i capisaldi dell’opera pittorica di Schiavone
ad importanti dipinti di confronto dei maggiori artisti del tempo, che per
il pittore dalmata furono spunti di riferimento e contatto fattivo. Capolavori del prediletto Parmigianino – la grande “Madonna di San Zaccaria” degli Uffizi – del suo compagno di scorribande giovanili, Jacopo
Tintoretto, di Tiziano – con la “Madonna Aldobrandini” dalla National
Gallery di Londra – e ancora Vasari, Bassano, Veronese, Polidoro da
Lanciano, Lambert Sustris: tutte presenze importanti per Schiavone e
per lo straordinario concerto dell’arte veneziana nell’età del Manierismo.
Federica Tirapelle
Venezia. Museo Correr. Andrea Schiavone tra Parmigianino, Tintoretto e Tiziano. Dal 26 marzo 2016.
periodico indipendente
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
13
Capo Verde
Corner
CAPO VERDE - ISOLA DI SAL
DAL 4 AL 12 / 18 GIUGNO 2016
9 GIORNI / 7 NOTTI – 14 NOTTI / 16 GIORNI
L’Ilha do Sal è l’accesso all’arcipelago grazie alla presenza dell’aeroporto internazionale. Sal, nota in passato
per le sue saline, è oggi famosa per le sue vastissime
spiagge di sabbia finissima, lambite da un mare cristallino con acque tiepide. Un paesaggio spettacolare di
contrasti naturali. La spiaggia più famosa, lunga 8 km,
è quella di Santa Maria che prende il nome dal villaggio
omonimo, all’estremo sud dell’isola. In questa cittadina,
vivace e ospitale, i numerosi negozi e il mercatino offrono ai visitatori prodotti caratteristici dell’artigianato
locale.
CRIOULA CLUBHOTEL & RESORT
Sulla spiaggia di Santa Maria a 20 minuti dall’aeroporto e circa 2 km dal villaggio di Santa Maria.
Il Crioula Clubhotel & Resort offre ai suoi ospiti la qualità dell’hotel unita all’allegria del villaggio. I grandi spazi,
l’architettura e i giardini concedono relax e libertà tipici
di un hotel.
Le sistemazioni Il Crioula Clubhotel & Resort dispone di 280 camere divise in standard (piano terra o primo
piano), bungalow, mini-suite e suite fronte mare. Tutte
sono dotate di aria condizionata, cassetta di sicurezza,
asciugacapelli, minifrigorifero, telefono, televisione con
ricezione satellitare.
Piscina L’ampia piscina d’acqua di mare è dotata di
idromassaggio e di spettacolare illuminazione serale.
La spiaggia La spiaggia, di fine sabbia bianca, è molto ampia e attrezzata con lettini e gazebo in legno.
Lo Staff d’animazione L’animazione e le numerose
attività sportive rendono il soggiorno indicato per tutti
i tipi di clientela. Gli animatori ti aspettano con la loro
simpatia e con programmi dedicati a tutte le età. Organizzano attività diurne e serali e sono sempre pronti a
coinvolgere chi desidera trascorrere una vacanza attiva,
ma sapranno trattare con discrezione chi interpreta la
vacanza come totale relax.
Gym - Palestra dotata delle principali attrezzature per
tenersi in forma anche durante la vacanza.
Crioula Clubhotel & Resort è proposto in formula
all inclusive che include:
• Cocktail di benvenuto
• Pensione completa a buffet presso il
ristorante “Ristò” con
consumo illimitato di
acqua, soft drink, birra,
vino della casa e caffè,
tutti serviti a dispenser
• Open bar, presso il
Lounge Bar e lo Swimming Bar, offre soft
drinks, birra, acqua e
alcolici locali (grogue, pontche, wiskhy e liquore a base
di frutta) oltre a snacks ad orari prestabiliti
• Utilizzo delle strutture sportive del villaggio (campo
da tennis, beach volley e palestra).
• Animazione internazionale parlante italiano diurna e
serale incluso servizio di baby club
• Teli mare (disponibili con un deposito cauzionale di
euro 10)
• Presenza di un medico dal lunedì al venerdì 2 ore
al giorno.
• A pagamento: bevande in bottiglia, cocktail, liquori esteri, caffè espresso ed i servizi presso il ristorante
“Ocean Gourmet”, ChillOut Bar e Halos fitness.
QUOTA INDIVIDUALE
DI PARTECIPAZIONE
Euro 815,00
(quota valida per gruppo minimo
20 partecipanti paganti)
Supplemento camera Singola euro 100,00
QUOTA INDIVIDUALE PER SOGGIORNO
DI 14 NOTTI / 16 GIORNI
Euro 1.150,00
Supplemento camera Singola euro 200,00
stenza di nostro personale in loco; - spese di
Gestione pratica (comprende assicurazione
medico – sanitaria –
bagaglio);
La quota non comprende:
- trasferimento dalla località di origine
all’aeroporto di Bergamo SU RICHIESTA; - Assicurazione
Annullamento viaggio facoltativa euro 25,00; - Tassa di
soggiorno da pagare in loco euro 2,00 al girono; - escursioni, mance ed extra di carattere personale; - tutto
quanto non riportato ne “la quota comprende”
DOCUMENTI RICHIESTI
È necessario il passaporto con una validità residua minima di tre mesi.
PENALI IN CASO
DI ANNULAMENTO VIAGGIO:
- Nessuna penale per annullamenti comunicati fino a 60
giorni dalla partenza; - 25% per annullamenti comunicati
in un periodo compreso tra 59 e 30 giorni dalla partenza; 60% per annullamenti comunicati in un periodo compreso
tra 29 e 15 giorni dalla partenza; - 90% per annullamenti
comunicati in un periodo compreso tra 14 e 8 giorni dalla
partenza; - 100 % per annullamenti comunicati dal 7° fino
al giorno stesso della partenza del gruppo e per i no show.
Organizzazione tecnica:
Cabo Verde Time
La quota comprende:
- volo speciale MERIDIANA a/r in classe economica da
BERGAMO; - tasse aeroportuali; - kg 15 di bagaglio da
stiva e kg 5 di bagaglio a mano; - Visto d’ingresso - trasferimento aeroporto – hotel a/r; - 7 notti in camera
doppia standard; - trattamento di ALL INCLUSIVE - assi-
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VEDUTISTI
VENEZIANI A PALAZZO
MARTINENGO
Dopo il successo riscosso con “Il cibo nell’Arte dal Seicento a Warhol”, Palazzo Martinengo
ospita la più importante mostra sul vedutismo
veneziano del ‘700 e ‘800 mai organizzata in
Italia. Si tratta di un’esposizione di caratura
internazionale, ricca di capolavori provenienti da
collezioni pubbliche e private italiane ed estere,
che vuole celebrare la città italiana che più di
ogni altra è stata, ed è ancora oggi, un mito intramontabile nell’immaginario collettivo: Venezia.
Crogiolo di arte e cultura, religioni e commerci, monumenti storici e scorci mozzafiato,
la Serenissima ha sedotto con il suo fascino
ammaliante generazioni di viaggiatori, mercanti,
letterati e soprattutto pittori che hanno fissato
sulla tela con la magia del pennello piazze, chiese
e canali, luci, riflessi e le mutevoli atmosfere di
questo “luogo incantato fuori dal tempo sospeso
tra distese di acqua e di cielo”.
Nel corso dei secoli Venezia è stata così spesso
immortalata sia da artisti italiani che stranieri
da determinare la nascita del vedutismo, nuovo
filone iconografico particolarmente apprezzato
dai colti e ricchi viaggiatori del Grand Tour
desiderosi di tornare in patria con una fedele
istantanea delle incantevoli bellezze ammirate
nel Bel Paese.
Per raccontare al pubblico la genesi e lo sviluppo della gloriosa stagione del vedutismo veneziano, Palazzo Martinengo accoglie in esclusiva una
selezione di oltre cento capolavori di Canaletto,
Bellotto, Guardi e dei più importanti vedutisti del
XVIII e XIX secolo. Accuratamente selezionati
da un comitato scientifico internazionale presieduto dal curatore Davide Dotti, i dipinti dimostreranno che la fortuna del vedutismo non si esaurì
con la fine della Repubblica di Venezia, ma proseguì anche durante l’intero corso dell’Ottocento.
Sala dopo sala il visitatore vivrà un affascinante viaggio alla scoperta degli scorci più suggestivi della Città dei Dogi – da Piazza San Marco a
Punta della Dogana, da Palazzo Ducale al Ponte
di Rialto fino allo spettacolare Canal Grande
percorso dalle gondole – seguendo il filo di un
racconto che si dipana lungo due secoli di Storia
dell’Arte, attraversando le differenti correnti pittoriche succedutesi nel corso
del tempo, dal
barocco
al
rococò,
dal
romanticismo
fino agli echi
dell’impressionismo.
Le luminose
vedute ideate dai pittori,
popolate da
spigliate macchiette in costumi d’epoca e dai
personaggi della Commedia dell’Arte, diventano
sovente cornici alle famose feste veneziane del
Redentore, della Regata Storica, della Sensa e
del coloratissimo Carnevale animato dalle tradizionali maschere.
La mostra, che si articola secondo un avvin-
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
TORNARÀ
EL TOROTOTELA
Poeta ingenuo
con l’anima neta
querto de folclòr
e tanta tristessa.
Compàssion e pietà
te spandei nei cor
t’eri a quei tempi
el sire dei Pieròt.
Torototela par na palanca
torototela par un nichelin
girando el mondo a drita a amanca
strimpelando el to violin.
Te piasea la campagna
le contrade e i filò
con auguri sempre in rima
quando nassea Nostro Signor.
Torototela non se usa più
se g’à messo par rimpiasso mama tivù
con la Carà e la Loreta
radopiando la boleta.
L’è tornà el torototela
L’è tornà a sviolinar
con la vecia tarantela
che sò de moda non l’è mai andà.
Germana Marchiotto Lugoboni
Nella foto: Otello Perazzoli, il torototela.
cente itinerario cronologico, è suddivisa in dieci
sezioni tematiche impreziosite dalla presenza di
una raffinata selezione di vetri di murano creati dall’artista
Maria Grazia Rosin,
tra cui l’installazione
“Gelatine Lux” esposta alla 53º Biennale
d’Arte di Venezia.
Conclude il percorso espositivo la sala
“Venezia teatro della
vita”, dove sono protagonisti dipinti con
scene di vita quotidiana ambientate in campi e
campielli, tra le calli e i canali della città.
Caterina Berardi
Brescia. Palazzo Martinengo. Lo splendore di
Venezia: Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti
dell’Ottocento. Fino al 12 Giugno 2016.
periodico indipendente
LA POLENTA
Cossa elo sto udor de brustolin
che vien fora da la cusina?
L’è la polenta sul fogo
che se cose drento a la ramina.
Ci cose la polenta,
el deve aver na certa cognission,
menarla lenta lenta,
come andar in procession.
Rebalta su la panara.
Bela! Tonda come na fogassa,
la par na luna piena
che ride e sganassa.
Che la vegna da la Padania
o zo dal Trentin,
la polenta su la tola
l’è diventà un souvenir.
Nei so versi il poeta Torototela
el l’ha decantà,
par le contrade el cantava,
me piase la polentina,
col poceto e bacalà!
Brustolà su la gradela
nele sagre, e nei tornei
con la renga e scopeton,
l’è on piato de vitamina
che sbassa el colesterol.
Con le costine dei porzei,
con salado, panzeta e osei
na taolada con un bon
bicer de vin in alegria
non se ghe pensa ala glicemia.
Finalmente polentina,
la to gloria l’è rivà!
Su de rango i ta tirado,
la pelagra l’è solo
un ricordo lontan.
Me sento adosso
uno strano slangorin,
me brustolo do fete
in compagnia del formaio spusson!
Disime quel che volì!
Ciameme pure veronese polenton!
Germana Marchiotto Lugoboni
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
periodico indipendente
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SPAZIO SALUTE
LE MALATTIE DEGLI OVER 60: LA CATARATTA
Che cos’è la cataratta | La Cataratta
La cataratta è la progressiva opacizzazione del cristallino, una lente biconvessa,
grande il doppio di una lenticchia, situata all’interno del nostro occhio, appena
dietro all’iride. La cataratta è la principale causa di cecità trattabile presente in
tutti i paesi del mondo e colpisce soprattutto persone sopra i 60 anni.
Oltre i 65 anni, circa la metà della popolazione sviluppa una cataratta e dai 75
anni in sù la percentuale raggiunge il 90%.
La Cataratta dopo i 65 anni
La cataratta senile si sviluppa lentamente senza dare sensazioni spiacevoli,
molto spesso chi ne è affetto non se ne rende conto fino a quando non incontra
difficoltà visive o la necessità di cambiare frequentemente gli occhiali.
Al contrario di quanto talvolta si pensi, la cataratta non è un velo che scende
sopra l’occhio, ma è una progressiva ossidazione, disidratazione, inspessimento
ed opacizzazione del nostro cristallino. La luce e le immagini raggiungono la
retina con difficoltà dopo essere state diffratte e distorte.
Come si cura la cataratta | Diagnosi precoce
Nella maggior parte dei casi la prima diagnosi viene fatta in modo casuale al
momento del rinnovo per la patente di guida o durante un esame della vista da
parte di un ottico o di un oftalmologo.
Esami possibili per la diagnosi della cataratta
E’ importante diagnosticare in tempo la presenza di una cataratta per evitare
che questa progredisca troppo diventando più opaca e dura così da rendere più
complicato e difficile l’intervento chirurgico.
Il paziente deve rendersi conto che l’evoluzione della cataratta è un processo
continuo ed inarrestabile e che deve perciò consigliarsi con il proprio specialista
per decidere insieme il momento migliore per l’intervento.
Il chirurgo con l’aiuto di una serie di test e di dati tecnici estrapolati da specifiche apparecchiature, sceglie il tipo di intervento più adatto, la lente intraoculare
adeguata per i vostri occhi ed il grado di correzione ottica da ottenere dopo
l’intervento.
L’intervento di cataratta | Esami pre-operatori
Durante la visita lo specialista eseguirà una serie di esami funzionali, Esami
pre-operatoridi test e di indagini strumentali per verificare la salute e le caratteristiche peculiari dei vostri occhi, valutarne la funzionalità e determinare le
esatte condizioni per decidere l’intervento più appropriato.
Alcuni degli esami necessari sono:
• Esame dell’acutezza visiva: serve a determinare quanti decimi riuscite a
vedere con la miglior correzione ottica, statisticamente una persona in pieno benessere raggiunge i 10/10, dieci decimi di visus;
• Valutazione della sensibilità al contrasto luminoso;
• Ricerca dell’occhio dominante: ognuno di noi ha un occhio dominante
quello che viene di solito usato per inquadrare con la macchina fotografica
o per prendere la mira con il fucile;
• Esame bio-microscopico con lampada a fessuraper esaminare ad alto ingrandimento l’anatomia delll’occhio e la “durezza” della cataratta;
• Valutazione del fundus oculi: esame specifico della retina e del nervo ottico
con HRT;
• Stratigrafia OCT della regione maculare: indicato nella presenza di patologie retiniche e maculari;
• Conta numerica e morfologia delle cellule dell’endotelio corneale quando
esistono dubbi sul numero e sulla vitalità delle cellule che costituiscono
la cornea
• Tonometria;
• Misurazione della pressione endooculare;
• Valutazione strumentale della topografia e della curvatura corneale;
• Misurazione biometrica, ultrasonica/laser, per misurare la lunghezza del
bulbo oculare calcolare e personalizzare il modello ed il potere ottico della
lente artificiale che verrà inserita durante l’intervento
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Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
16
periodico indipendente
IN DISTRIBUZIONE LA PRIMA GUIDA AL
TRASPORTO PUBBLICO DI LEGNAGO
XVI GRANDE FESTA MEDIEVALE
Sabato 2 e domenica 3 aprile 2016
Si tiene domenica 3 aprile al Castello Bevilacqua, la XVI GRANDE FESTA MEDIEVALE,
preceduta dalla cena medievale di sabato 2 aprile che aprirà i festeggiamenti. Chiudere gli occhi
sulla realtà per aprirli in un Castello del 1300, in un’epoca di nobili fasti, è un’esperienza unica
ed emozionante che il Castello Bevilacqua propone da 16 anni.
Ogni anno la Grande Festa Medioevale offre giorni di festa ricchi di emozioni e di divertimento
per adulti e bambini, una festa vissuta fra dame e messeri in abiti d’epoca e nella incantevole
atmosfera del Relais Castello Bevilacqua, che ritorna alle origini indossando bandiere e broccati
medievali.
Il parco esterno del Castello vi accoglierà con un vero accampamento militare con tende,
cavalieri in armatura, maniscalchi e armerie, ma anche un mercatino degli antichi mestieri e
un’accogliente locanda. Saranno presenti anche artigiani che daranno dimostrazioni pratiche di
lavorazione ed un mercatino medievale oltre a spettacoli itineranti da parte di artisti e gruppi
di rievocazione. Tutti gli ospiti potranno cimentarsi in prove di tiro con l’arco, scrittura gotica,
alchimia, lavorazione di metalli e cuoio.
Durante tutto il giorno menestrelli, giullari, sputafuoco, gruppi storici allieteranno adulti e
bambini con le loro esibizioni e la loro bravura mentre le sfilate dei signori di Bevilacqua e degli
sbandieratori permetteranno a tutti di immergersi nel clima della rievocazione storica.
All’imbrunire la festa raggiunge come da tradizione il suo apice con la rievocazione della
battaglia del 1405 e l’incendio del castello.
Due giornate di festa con un susseguirsi incalzante di spettacoli e intrattenimenti che
soddisferanno i sensi e daranno la possibilità di tornare indietro nel tempo e di trascorrere dei
momenti di sano divertimento.
Cena Medievale
al Castello de li nobili Signori Bevilacqua
02 Aprile 2016 ore 19,30
Dalle Cucine e dalle Cantine del Maniero…
All’arrivo…
Nettare d’uva di corte
Primo servizio di cucina
Bigolo con ragoût di zucca e pancia di maialino croccante
Secondo servizio di cucina
Coscia d’anatra cotta in olio con zucchine alla mentuccia e ragoût di funghi
Primo servizio di credenza
Sformatino di fichi e mandorle servito
con crema al latte aromatizzata al gelsomino
Bevanda nera de le nuove terre
Costo a persona euro 37,00 compresi acqua e vino
Bambini da 4 a 10 anni euro 20,00 Bambini di 0 a 3 anni gratuiti (con posto a sedere)
(su prenotazione)
Pranzo Medievale
al Castello de li nobili Signori Bevilacqua
03 Aprile 2016 ore 12,30
Squilli, echeggi la tromba guerriera, chiami all’armi, alle pugne, all’ assalto:
fia domani la nostra bandiera di quei merli piantata sull’alto
(Salvatore Cammarano)
Dalle Cucine e dalle Cantine del Maniero…
All’arrivo…
Nettare d’uva di corte
Primo servizio di credenza
Crema agli asparagi con pancetta abbrustolita e salvia fritta
servita su pagnotta di pane di segale
Primo servizio di cucina
Maccheroncini con ragoût di selvaggina e castagne
Secondo servizio di cucina
Capretto arrosto in salsa dorata
accompagnato da verdura cotta e melanzane all’agretto
Secondo servizio di credenza
Tortino di mele e uva passa
Bevanda nera de le nuove terre
Costo a persona euro 37,00 compresi acqua e vino
Bambini da 4 a 10 anni euro 20,00 - Bambini di 0 a 3 anni gratuiti (con posto a sedere)
(su prenotazione)
Linee, orari, tariffe e contatti utili: in sintesi tutto quello che serve sapere per
usare al meglio i mezzi pubblici di Legnago, racchiuso per la prima volta in un
pratico libretto informativo.
E’ la nuova iniziativa che Atv e Amministrazione comunale mettono in campo
per i cittadini legnaghesi, con l’obiettivo di incentivare e facilitare l’utilizzo della
rete dei bus urbani e dei collegamenti extraurbani con le località limitrofe e
con Verona. Dopo gli sforzi compiuti lo scorso settembre da Comune e Azienda dei
trasporti per potenziare il servizio e renderlo più aderente alle esigenze di
mobilità dei residenti, la pubblicazione di questa mini-guida si propone di
dare evidenza a tutte le nuove opportunità - in tema di linee, orari e tariffe che rendono oggi davvero pratico e vantaggioso per chi abita nella Bassa
veronese muoversi con i mezzi pubblici.
Nel nuovo libretto informativo - stampato in 5000 copie e distribuito
attraverso le biglietterie, l’Autostazione Atv, e i luoghi pubblici cittadini
- si possono dunque trovare gli orari completi delle 3 linee urbane (PortoTerranegra, Porto-Autostazione, Terranegra-Ospedale-Vangadizza), oltre ai
collegamenti extraurbani con le frazioni di Vigo (linea 344), San Pietro (linea
352), Vangadizza e Torretta (linea 354).
Raccolti nel libretto anche tutti gli orari delle linee per Verona (linea 144
con frequenza ogni 30 minuti) e gli altri comuni limitrofi quali Roverchiara e
Oppeano (linea 141), San Pietro di Morubio, Bovolone e Raldon (linea 143). In
evidenza anche il servizio Bus Express delle linee X04 e X03.
Da sottolineare poi le nuove opportunità sul fronte tariffario, per cui oggi
tutti gli spostamenti in autobus all’interno del territorio comunale di Legnago,
prevedono sempre la tariffa da 1 euro, anche per le località più lontane che
avrebbero richiesto il pagamento di tariffe più elevate. Vantaggio questo che
ha fatto aumentare del 30 per cento il numero di abbonamenti urbani acquistati
nel 2015, pari a circa 700, mentre complessivamente il numero dei viaggiatori
del servizio urbano è aumentato del 6 per cento.
Va infine ricordato che oggi chi arriva a Legnago con i mezzi extraurbani può
continuare il viaggio in ambito comunale usando i bus urbani.
TORNA A CRESCERE IL VINO
VENDUTO NEI SUPERMERCATI
Aumentano anche i prezzi medi, mentre la pressione promozionale rimane
invariata – Le prime anticipazioni dell’IRI per Vinitaly 2016 – Tra i vini più
venduti d’Italia crescono Nero d’Avola, Vermentino e Trebbiano – Tra i vini emergenti spuntano Passerina, Valpolicella Ripasso e Nebbiolo – Bene gli spumanti ed
il vino biologico
Dopo anni di stasi, si registra una crescita più decisa delle vendite di vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione (Gdo), sia in volume che a valore.
In attesa della 50° edizione di Vinitaly (a Verona dal 10 al 13 aprile), l’istituto
di ricerca IRI ha elaborato, in esclusiva per Veronafiere, i dati sull’andamento di
mercato nel 2015.
“A poco più di un mese dal via del 50° Vinitaly, si tratta di anticipazioni che
fanno ben sperare in una crescita più strutturale del mercato interno del vino –
spiega Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere –. Da sottolineare
il continuo aumento delle vendite a valore, segno che il consumatore è più maturo:
ricerca e sceglie la qualità. Si tratta di una strada che con Vinitaly abbiamo sempre
sostenuto e promosso a livello commerciale e culturale, nelle nostre iniziative e
negli incontri b2b tra Gdo, aziende e buyer”.
Il vino più venduto in assoluto nei supermercati italiani rimane il Lambrusco
con 12 milioni e 771 mila litri venduti, sempre tallonato dal Chianti, che vince
però la classifica a valore. Al terzo posto sale lo Chardonnay, un bianco di vitigno
internazionale, che cresce del 9% a volume. Si fanno notare le performance del
Nero d’Avola (+4,6%), del Vermentino che cresce dell’8,5% e del Trebbiano
(+5,6%).
Tra i vini “emergenti”, cioè quelli che hanno fatto registrare nel 2015 un
maggior tasso di crescita, il primo posto va alla Passerina marchigiana, con una
progressione del 34,2% che va a bissare il successo registrato negli anni scorsi
dal Pecorino (Marche e Abruzzo), classificatosi stavolta 3°. Due bianchi con
prezzi medi a bottiglia di circa 4 euro. Da notare la seconda posizione del veneto
Valpolicella Ripasso e la quarta posizione del piemontese Nebbiolo, che costano
mediamente 7,69 euro il primo e 5,91 euro il secondo, a conferma che le crescite
si leggono anche su vini importanti in termini di prezzo e di complessità.
Servizio Stampa Veronafiere
periodico indipendente
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
17
INCONTRO A VERONA DELLE CONFRATERNITE ENOGASTRONOMICHE EUROPEE
CELEBRATO IL XXXVII CAPITOLO DEL VERONESE “BÒN CUCIÀR”,
ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE EUROPEO, DOTT. CARLOS MARTÍN COSME
Se Verona è sede di grandi manifestazioni, durante tutto l’anno, una di
queste, colorita ed europea, è stata, nei giorni 4, 5 e 6 marzo 2016, la
celebrazione del XXXVII Capitolo della Confraternita del Bòn Cuciàr, a
cura del suo presidente, Alessandro Salarolo, e del vicepresidente Ilario
Febo, la cui opera d’organizzazione è risultata impeccabile. Ciò, dato l’alto
livello dell’evento – onorato dalla presenza del presidente europeo, dott.
Carlos Martín Cosme, appositamente venuto a Verona da Valencia, Spagna – evento, al quale hanno preso parte anche vicepresidenti e soci di ben
27 confraternite da Belgio, Francia, Portogallo e Spagna. Il tutto, avendo
creato una grande atmosfera d’internazionale amicizia e di collaborazione, soprattutto nel campo della promozione dei
prodotti della terra, del loro ottimale consumo,
del relativo interscambio – non trascurando,
ovviamente, quello culturale – e nella volontà
comune d‘ogni confraternita di dare continuità
alle tradizioni e alla loro storia, nel rispetto, nella
salvaguardia e nella valorizzazione del territorio.
Hanno fattivamente contribuito alla migliore
riuscita dell’evento Luca Zanotto e Luigi Ugoli,
rispettivamente presidente e vicepresidente del
Consiglio Comunale di Verona, che hanno ricevuto in Municipio i partecipanti al capitolo veronese. Reso straordinario,
quest’ultimo, per avere trovato perfetta allocazione prima, nella sala del
Consiglio Comunale e, quindi, nella magnifica Sala degli Arazzi, dove l’attenzione degli ospiti, sottolineamo, italiani ed esteri, si è inevitabilmente
concentrata sull’eccezionale dipinto cinquecentesco Cena in casa di Levi,
di Paolo Caliari, detto il Veronese ed eredi. Ha condotto validamente tutta
la manifestazione il vicepresidente CEUCO per l’Italia, Alessandro Salarolo. I rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, Zanotto ed Ugoli,
oltre ad avere espresso la soddisfazione per avere potuto ospitare in Municipio, nel centro di Verona, i congressisti, hanno apprezzato i motivi ispiratori dell’azione delle Confraternite enogastronomiche ed i forti contributi,
che le stesse danno, nell’immenso mare della globalizzazione, in fatto di
mantenimento di tradizioni, di migliore utilizzo dei prodotti della campagna e, in generale, delle culture locali, quali patrimonio comune europeo.
Il presidente europeo, Cosme, ringraziando per l’ospitalità, non ha potuto
fare a meno di dare risalto, in ottimo italiano, all’alto compito, svolto dalle
Confraternite enogastronomiche, che mirano, ciascuna nell’ambito della
propria caratteristica, alla massima costruttività, nella creazione di motivi
d’incontro, legati alle particolarità locali, e di fratellanza. Cosme ha trasmesso il saluto di CEUCO alla Pro Loco di Casaleone, Verona – presente
nelle persone di Enrica Claudia De Fanti, presidente, e dei signori Sbizzera,
sapienti produttori di riso, Radicchio rosso di Verona e di asparagi – attiva promotrice del Radicchio rosso di Verona, grande risorsa invernale,
del Basso Veronese. Salarolo ha, quindi invitato ad essere difensori delle
tradizioni e delle eccellenze locali, ponendo in rilievo, con l’occasione,
le diverse e straodinarie realtà venete, particolarmente legate all’antica
‘cucina povera’ veneta e veronese, onde non vada dimenticato il modo di
cucinare delle nostre nonne e fare risaltare le eccellenze agroalimentari.
Cosa, che la Confraternita del Bòn Cuciàr di Verona fa con attenzione e
cura, da 37 anni, essendo stata creata da Benito Magalini, nel 1979. Salarolo ha, quindi, assicurato che già è attiva la macchina di preparazione del
XV Congresso delle Confraternite Europee, da tenersi a Verona, nel 2017,
congresso che sarà di grande portata e degno della città scaligera, in quanto
la stessa vedrà percorrere le sue vie da almeno seicento membri di circa 80
confraternite da tutta Europa. La prima parte dell’incontro, si è felicemente
chiusa con il canto dell’inno ufficiale CEUCO, creato da Renato Zuin. La
seconda parte del convegno è stata dedicata alla nomina ufficiale dei soci
effettivi Mario Cozza, Mirko Franceschetti ed
Agostino Grizzi e dei soci onorari Enzo Merz,
presidente della Confraternita della Vite e del
Vino, Trento; Paolo Ugo Braggio, agronomo, e
Pierantonio Braggio; José Manuel Alves, vicepresidente CEUCO per le confraternite di Portogallo e presidente della Cofradia dos Gastrónomos de Algarve, Portogallo, e Maec Halluent
della Conférie du Lothier de Genappe, Belgio.
Di grande rilievo è stato l’intervento di Remigio
Marchesini, che, come direttore del Pastificio
Avesani, Bussolengo, Verona, sponsor ufficiale della Confraternita del
Bòn Cuciàr, vede giustamente nell’attività del suo Pastificio, un’azione
altamente promotrice dell’agricoltura veronese, utilizzando, ovviamente,
i prodotti della terra e, al tempo, dell’economia stessa, anche con ricerca
ed innovazione, particolarmente rappresentata nell’elegante ed eccellente
Nodino d’Amore, innovativo, meraviglioso, esternamente, e saporitissimo
per il suo ripieno, impreziosito dalla presenza di fungo porcino... Paolo
Ugo Braggio non ha potuto fare a meno di sottolineare come di massima importanza sia l’azione silenziosa, ma, incisiva delle Confraternite,
nell’esaltazione dei prodotti della campagna e del lavoro dell’agricoltore,
nonché nella valorizzazione del territorio, la cui terra è massima madre di
vita. Le Confraternite, inoltre – ha aggiunto Paolo U. Braggio – creano
le basi per momenti d’incontro, di sempre nuove relazioni e di cultura,
essenziali per la vita dell’uomo. L’incontro internazionale di Verona 2016
in parola, lascerà il segno e sarà, anzi è già, ottima base di partenza per la
realizzazione del XV Congresso Europeo del 2017, che si terrà, appunto,
nella città scaligera. Un’annotazione non meno importante di quanto sopra
esposto: la presenza a Verona di ben ventisette confraternite ha creato un
certo indotto ed ha fatto conoscere esercizi ed ambienti veronesi, sia in
città che a San Giovanni Lupatoto, per pernottamenti, convivi e momenti
d’incontro, offrendo, tra l’altro, agli ospiti l’opportunità non solo di gustare
piatti e vini prettamente veronesi, ma anche di ammirare Piazza Bra, con
la sua Arena, dai piani superiori del Ristorante-bar Listón 12 di Claudio
Cedro e di visitare non solo il seicentesco ed imponente Palazzo Maffei,
Piazza delle Erbe, ma di apprezzarne pure le importanti rovine romane, che
la relativa cantina gelosamente custodisce.
Pierantonio Braggio
Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
18
periodico indipendente
UN CORSO DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE DOCENTI ORGANIZZATO
DALL’ASSOCIAZIONE SCUOLA D’INSTRUMENTI AD ARCO ANTONIO SALIERI
Si è appena concluso un corso di aggiornamento organizzato
dall’Associazione Scuola d’Istrumenti ad Arco “Antonio Salieri”
Accademia di musica convenzionata con gli Istituti Afam ed i conservatori
di Verona, Mantova e Rovigo, un momento di studio, approfondimento
e formazione Docenti a cura di Emanuela Mattioli. Rivolto a Docenti di
Lettere, Filosofia, Arte, Lingue straniere, Musica, il corso ha avuto inizio
a fine febbraio e si è snodato a cavallo tra i mesi di febbraio e marzo. Gli
appuntamenti tenuti presso la Sala verde della Sede degli Alpini e presso
il Ridotto del Teatro Salieri, hanno visto alternarsi i docenti Aurelio
Canonici titolare di Esercitazioni Orchestrali presso l’Istituto AFAM de
CIGNO
84° articolo
Eccoci giunti ad un’altra puntata della rubrica
di AstroMitologia del Basso Adige. Oggi
continueremo a descrivere la mitologia legata
alle costellazioni e al cielo soffermandoci sul
Cigno. Il Cigno, in latino Cygnus, è un’importante
costellazione settentrionale nonché una delle 88
moderne costellazioni e una delle 48 costellazioni
elencate da Tolomeo. È una costellazione brillante
e di grandi dimensioni, una delle figure più
tipiche dell’emisfero nord estivo. Le sue stelle
più luminose sono facilmente individuabili ad
occhio nudo e creano il gruppo di stelle conosciuto
come Croce del Nord dove l’asse maggiore è
formato dalle stelle Deneb e Albireo e l’asse minore
formato da Gienah e Rukh; il punto di intersezione
degli assi è invece raffigurato dalla stella Sadr.
La sua figura ad uccello si sviluppa lungo la Via
Lattea estiva ed è raffigurata in volo verso sud.
Le stelle principali del Cigno sono cinque e sono
Deneb, Sadr, Gienah, Rukh e Albireo. Deneb, o α
Cygni, è una stella supergigante blu molto brillante
L’Aquila, Virginio Zoccatelli, titolare di Composizione per Didattica della
Musica presso l’istituto AFAM di Udine. Gli incontri hanno visto il primo
docente parlare di D. Shostakovich: Musica tra libertà e dittatura (Primo
modulo n 2 incontri) e l’evoluzione della Sinfonia in 100 anni: dalla
“Jupiter” di Mozart alla Sinfonia “Titano di Mahler (Secondo modulo n
2 incontri) e il professor Zoccatelli presentare le “Opere e drammaturgia
in Giuseppe Verdi” (modulo unico nei quattro incontri) Il Risorgimento
in Italia Il Romanticismo e l’arte in Italia. L’opera lirica e le sue funzioni
drammaturgiche. Opera ed estetica in Giuseppe Verdi.
Francesco Occhi
(circa 60.000 volte più luminosa del Sole), dista da
noi circa 1.800 anni luce e forma la coda del cigno,
la parte più settentrionale della Croce del Nord
nonché uno dei vertici del cosiddetto Triangolo
Estivo (facilmente utilizzabile nelle notti estive
e autunnali per il riconoscimento di diverse
costellazioni); Sadr, o γ Cygni,
è una stella supergigante gialla
e dista circa 41800 anni luce dal
nostro Sole; Gienah, o ε Cygni,
una stella gigante giallo-arancione
che dista circa 70 anni luce da noi
e forma l’ala orientale del Cigno;
Rukh, o δ Cygni, è una stella tripla
supergigante blu che dista 170 anni
luce e forma l’ala occidentale del
Cigno; Albireo, β Cygni, che è il
becco del cigno, è una delle stelle doppie più belle
del cielo, una stella è giallo dorato e l’alta blu
e distano circa 420 anni luce dal Sole. Il Cigno
contiene alcune stelle doppie e tra le tante possiamo
citare Albireo, descritta precedentemente; 16
Cygni una stella gialla situata poco a sudovest di
ι Cygni ed è formata da due nane gialle che distano
dalla Terra circa 70 anni luce; 61 Cygni formata
da due stelle nane arancioni che distano circa 11
anni luce. La Costellazione, essendo attraversata
dalla Via Lattea, è molto ricca di ammassi stellari
e fitti campi stellari; tra i più importanti di questi
spicca NGC 7000, la Nebulosa Nord America che
si trova poco a est di Deneb, la Nebulosa Velo,
poco visibile che è il resto di supernova. Inoltre,
nel Cigno, sono presenti alcuni sistemi planetari
tra cui i più complessi sono quelli di Gliese
777, una nana rossa nota per avere un sistema
con due pianeti conosciuti, 16 Cygni, (uno dei
primi ad essere scoperti) che possiede un pianeta
con una massa leggermente superiore a quella
di Giove, e Kepler-22 b, una super Terra che
orbita attorno a una nana gialla simile al Sole.
La Costellazione del Cigno prende spunto da
vari personaggi della mitologia
greca di nome Cicno, ad
esempio Cicno figlio di Nettuno,
trasformati in cigno. Nel suo
aspetto a croce i Greci vedevano
nella Costellazione il lungo collo,
le ali spiegate e la coda mozza
di un cigno che volava lungo
la Via Lattea in cui è incastonato.
Secondo la mitologia il cigno è
una personificazione di Giove che
si reca da una delle sue innumerevoli amanti;
Giove un giorno si innamorò di Nemesi, la dea
della vendetta, che abitava a Ramno, a nord est
di Atene. Per sottrarsi al dio assunse le forme di
vari animali, prima tuffandosi in un fiume, poi
fuggendo per terra, e infine volando via sotto forma
di oca. Nonostante tutte le trasformazioni, Giove
non si arrese e la inseguì ogni volta trasformandosi
in un animale più grande e più veloce, finché non si
tramutò in cigno e con quelle fattezze la raggiunse
e la costrinse a giacere con lui. Il risultato di questa
unione fu che Nemesi fece un uovo che fu poi
donato alla Regina di Sparta, Leda, da cui uscì la
bella Elena di Troia. Nel prossimo numero della
rubrica continueremo a parlare della mitologia
legata alle costellazioni e al cielo. Arrivederci al
prossimo mitologico numero!
Gianluigi Viviani
ADDIO AL PORTIERE GIORGIO FORNACIARI
Si sono svolti martedì 23 febbraio
dopo il referendum de “L’Arena” nel
nella chiesa dell’Assunta i funera2006. “ Era un portiere molto bravo”
li del portiere legnaghese Giorgio
– dichiara Paolo Cavattoni ex bomFornaciari deceduto a 72 anni. In
ber dell’Isotermo Legnago 1962-63
chiesa una cinquantina i presenti fra
e giocatore della squadra amatoriai quali Galeazzo Cinti che era l’allele del dottor Sandrini con Giorgio e
natore della squadra amatoriale che
Renzo Casalini France e Antonio Salcontinuava la tradizione della squavatore, Pietro Scarpato, Carlo Murari,
dra del dottor Sandrini dopo la sua
Antonio Giuliani, Gianfranco Protti ,
scomparsa. Fornaciari ha iniziato la
Domenico Andreasi, Sergio Guerrasua carriera calcistica con la Virtus
to, Renzo Ugatti, Gigi Ambrosini e
di Vigo di Lino Trentin (presidente
Cesco Sandrini. “France” Salvatore
della società calcistica della frazione
dichiara:” Giorgio era un portiere leper trent’anni e deceduto a 84 anni )
gnaghese che non ha mai giocato nel
) vincendo il campionato giovanile
Legnago, ma ha fatto molto bene a
della F.i.g.c 1961-62 assieme all’at- Una formazione del Legnago amatoriale (Fornaciari il terzo in alto) a Salerno negli anni ‘80.
Vigo, Mantova e Cerea e con la nataccante Giorgio Mattioli con il quale è
zionale
del dottor Sandrini. Era molto
A Legnago Fornaciari faceva parte della squastato poi trasferito al Mantova. Fornaciari ha dra amatoriale del dottor Mario Sandrini, al buono d’animo e taciturno.”
giocato anche con il Cerea e il Badia Polesine. quale è dedicato lo stadio Sandrini di Legnago
A.N.
periodico indipendente
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Anno XXXVIII - n. 3 - Marzo 2016
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Growing Equipment since 1973
Growing Equipment since 1973
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