kennedy news gennaio 2016 - Istituto Comprensivo JF Kennedy

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kennedy news gennaio 2016 - Istituto Comprensivo JF Kennedy
Istituto Comprensivo “J. F. Kennedy”
- Via Orticelli, 26 - 82033 Cusano Mutri (BN) - 0824.862064 - [email protected]
Kennedy NEWS
l a s c u o l a . . . i n p r i m a pa g i n a
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
Quadrimestrale dell’I.C. di Cusano Mutri
LA
BUONA SCUOLA
L
a scuola non è solo un
luogo in cui si apprendono nozioni, bensì dove
intorno ad alcuni orientamenti
culturali di base si formano dei
caratteri, delle personalità;
dove si costruisce un atteggiamento complessivo nei confronti del mondo, che costituirà poi il volto futuro della
società.
La Scuola è un bene comune
che bisogna tutelare e riformare in virtù anche dei cambiamenti della società. Ma
anzitutto bisogna - oggi come
oggi - ridare centralità alla
scuola nella società della
conoscenza, ridare dignità e
prestigio al lavoro che vi si
svolge ogni giorno.
Gennaio 2016
BUONA EDUCAZIONE È LA BASE PER UNA GIUSTA CRESCITA
di Natale Bruzzaniti*
NEW
S
Salvatore Florio Petrillo Emanuela Classe IIA
a sempre è compito
della famiglia e della
scuola rendere i propri
figli persone migliori,
compito che diventa ogni giorno sempre più difficile, poiché
viviamo in una società che
ostacola in ogni modo una corretta educazione. Proiettati
ormai verso un futuro tecnologico, le nuove generazioni
devono affrontare l'influenza
digitale nella vita quotidiana,
un'influenza che molto spesso
agisce negativamente sulla
personalità dei nostri figli, che
non sempre sono in grado di
saper utilizzare al meglio il
grande potere dei nuovi strumenti di comunicazione.
E allora come possiamo far sì
che i nostri figli siano in grado
di capire e di riconoscere ciò
che è giusto da ciò che è sbagliato? Come possiamo dar
loro la giusta educazione?
Un'educazione che non sia
solo comportamentale ma
anche di vita?
Bisogna soffermarsi sul significato della parola educare.
Educare deriva da Educere
ovvero "tirare fuori"; ed è per
questo che le figure genitoriali
come anche la scuola, devono
fare emergere dai figli i valori e
D
glianza, di libertà, di tolleranza,
i talenti nascosti in loro.
Educare è un'arte. Richiede d'onestà, d'integrazione e d'inA’
competenze tecniche, attenzio- clusione sociale difficilmente
ALIT
LEG
2
ne e capacità creativa. trovano spazio tra i contenuti
pag.
3
.
Soprattutto occorre saper trasmessi dai moderni network
pag
Social
Network,
ascoltare e saper comunicare. (TV,
Il dialogo, l'ascolto e l'attenzio- Whatsapp…).
ne sono quindi dei mezzi Il discernimento tra bene e
importanti per uno scambio male, il saper scegliere e il ben
Pag. 4
TERRI
TORIO
relazionale tra le figure educati- orientarsi ad un bivio importanpag. 4
ve e i figli. Di conseguenza se te della propria vita, il saper
non sappiamo comunicare tenere d'occhio la bussola del
adeguatamente con i nostri buon senso, della ragionevofigli, anche la relazione con loro lezza e della fratellanza tra i
risulterà complessa. Non è popoli, accompagnati da buone
semplice saper comunicare, capacità critiche e da una forte
ma è solo così che possiamo spina dorsale caratteriale, sono UNA FINESTR
A
SUL MON
gettare le basi di una relazione i veri binari-guida che consenDO
genuina e di una buona educa- tono ai ragazzi di crescere con
pag. 5
sicurezza e con giusti valori.
zione.
pag. 6
Quindi ogni bambino ha biso- Queste sono le competenze
gno di approvazione e lodi ma orientanti su cui devono puntanon solo, occorre ricordarsi che re scuola e famiglia.
molto importanti nello sviluppo "Il compito dei genitori e della
educativo sono anche le rego- scuola è essenzialmente il priIE
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le, le limitazioni, e i divieti per- vilegio di permettere ad un'aniO
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ché saranno proprio i "NO" a ma di entrare in contatto col
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pag 8
facilitare il processo di adatta- mondo al fine di evolversi"
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mento alla vita sociale e rela- (Edward Bach).
* Dirigente Scolastico
zionale dei nostri figli, portano il
doli così verso un percorso di
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crescita salutare e quindi verso
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Ricordiamo poi che i valori nostro Istit Dirigente gli aug rofessionali e la utta
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di solidarietà, d'amicizia, di nuto al n
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giustizia, di pace, d'egua- convinz ità umana contrib
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CONCORSI
Ben venga questa ennesima
riforma de "La Buona Scuola"
(la legge 107/2015) se servirà
per realizzare pienamente
l'autonomia scolastica al fine
di elevare il livello di apprendimento dei ragazzi e contrastare dispersione, per avere una
scuola aperta al territorio, per
garantire il diritto allo studio, le
pari opportunità di successo
formativo, una scuola con
un'offerta formativa più efficiente, flessibile, aggiornata e
condivisa da tutta la comunità
scolastica, una scuola con
risorse e strumenti più all'avanguardia, con la valorizzazione del dirigente scolastico,
coordinatore e garante delle
attività svolte dalle singole
scuole e della gestione di tutte
le risorse umane, finanziarie,
e materiali delle stesse.
UNA
Anno 9 - Numero 1
Pag. 8
KENNEDY N E W S
Anno 9 - Numero 1
Gennaio 2016
PA G I N A 2
Legalità
AMICIZIA A SCUOLA
Vi racconto una bella storia.
Dario è un ragazzo autistico, ha circa 17 anni
e frequenta il IV anno di un Tecnico
Industriale. È un ragazzo di una dolcezza infinita e, crescendo, con l'aiuto della famiglia
che lo sostiene molto, degli specialisti e dei
docenti che lo seguono passo passo, Dario
ha registrato enormi progressi tant'è che
adesso spesso è lui, in autonomia, che cerca
un contatto col mondo che lo circonda, è lui
che, da solo, prova a relazionarsi con le persone che gli stanno vicino.
Fin qui, in questa storia,
non vi è nulla di così particolare, tanto da raccontarla.
Dovete anche sapere che
Dario ha un amico,
Francesco, un compagno
di classe che è con lui fin
dal primo anno e che gli
vuole molto bene, così
come del resto tutta la sua
classe… ma Francesco è
speciale per Dario.
Francesco fa il portiere di
calcio ed è molto bravo, inoltre ha la stoffa del
capitano tanto che lo diventa anche per la
squadra rappresentativa di calcio della scuola… È davvero un campione agli occhi di
Dario: è bravo, bello, con quei suoi occhi
azzurri profondi come il mare, e buono, perché si sa, gli occhi sono lo specchio dell'anima. Ma soprattutto è suo amico.
Anche Dario gioca a calcio e fa il portiere, ed
anche lui è bravo. Spesso a scuola giocano
insieme e Francesco lo tiene sempre sotto la
sua ala dandogli dei consigli preziosi sul
gioco, consigli che Dario puntualmente mette
in pratica perché sa che Francesco lo consiglia per il meglio… e poi è un campione.
Quest'anno a scuola hanno organizzato un
Torneo di calcio nell'ambito della settimana
dello studente, e la classe di Dario ha partecipato con due squadre: una, la più forte, con
Francesco come portiere, l'altra con Dario in
porta. Per andare avanti nel torneo, oggi
hanno dovuto disputare il Derby: 4B
versus 4B.
Le due squadre sono schierate in campo con
i due portieri amici l'uno contro l'altro. Il fischio
dell'arbitro dà il via alla partita e si comincia:
Dario è emozionato, ma molto concentrato. I
suoi compagni consapevoli di avere una
squadra un po' meno forte, ma non per questo demotivati, sono molto combattivi su ogni
palla. Arriva la prima parata di Dario che salva
la rete… e poi presa dall'entusiasmo, addirittura la sua squadra passa in vantaggio.
Francesco ha preso gol. Poi c'è il pareggio…
ma ancora una volta la squadra di Dario
passa in vantaggio… La partita va avanti
così, molto combattuta, ma corretta, e, solo
alla fine, la squadra di Francesco riuscirà a
pareggiare. Dario ha saputo tener alta la testa
… ed è stata una pedina importante per la
sua squadra.
IL BULLISMO
Il bullismo: un problema che affligge i giovani
Un’indagine anche nel nostro Istituto
Dopo l'ennesimo episodio di bullismo di cui
abbiamo avuto notizia dai media, abbiamo pensato di effettuare una indagine sul fenomeno
nella nostra scuola, anche come forma di intervento per sradicare alla base - se ce ne fosse
bisogno, tale comportamento.
Il bullismo avviene quando un ragazzo o un
gruppo di ragazzi prende di mira insistentemente e di continuo un "debole", umiliandolo, rendendogli la vita impossibile, facendolo soffrire
per il gusto di farlo soffrire e creandogli un
danno fisico e psicologico irreversibile.
Degli studiosi hanno fatto indagini e il luogo preferito per le aggressioni del bullo è risultata la
scuola, sia fuori che nelle classi.
Il bullo solitamente è un ragazzo che sembra il
più duro a scuola, ma poi in famiglia presenta
gravi disagi. Come spesso accade, il gruppo si
avventa contro un ragazzo che è da solo, dopo
averlo avvistato, o se non lo è poche volte i suoi
amici lo difendono, mentre la maggior parte fa il
tifo per il bullo o finge di non aver visto niente.
Questo è un esempio di vigliaccheria da non
seguire; denunciare i fatti aiuta il bullo a vergognarsi e smettere. Sarebbe bene anche non
arrabbiarsi davanti alle derisioni del bullo perché
questo atteggiamento finirà per stancarlo.
Bisogna avere coraggio, guardare in faccia il
bullo e parlarne, altrimenti non si riuscirà mai a
fermare questi ragazzi.
Fare il bullo è una cosa stupida perché far stare
male dei ragazzi con minacce o furti non è proprio una cosa da persone mature e forti, ma più
da persone distorte e difficili, che non sanno
stare in società e che non conoscono il valore
della vera amicizia e che non hanno alcun
rispetto per la sensibilità altrui.
Classe IA
. . . i r i s u l ta t i . . .
L’indagine è stata realizzata attraverso la compilazione di un questionario anonimo, somministrato a tutti i ragazzi della Scuola Secondaria di
I grado dell’Istituto. E’
emerso che non si può
parlare di vero e proprio
bullismo
ma
comunque ci sono,
quantunque sporadiche, manifestazioni di
intolleranza e violenza
nei confronti di qualche compagno; le offese verbali rappresentano
la modalità più diffusa, seguita dal prendere in
giro e dalla esclusione dal gruppo di amici. Ciò
che conforta è il fatto che la maggior parte afferma che, in caso di episodi di bullismo, è giusto e
Al fischio finale, prima dello spareggio con i
calci di rigore, ho visto Francesco correre da
Dario ed abbracciarlo ed in quell'abbraccio ho
visto tutto l'amore di un ragazzo nei confronti
di un amico, come per dire: "bravo! ce la
siamo giocata alla pari, sei un grande e sono
stato fiero di combattere con te ed ora come
va va! chi vince non è importante… l'importante è che io e te siamo amici e ci vogliamo
bene".
Ecco, questo è quello che ho visto io stamattina a scuola. L'amore puro tra due amici indipendentemente dalla rivalità del momento.
Ah, dimenticavo: ai rigori ha vinto la squadra
di Francesco.
Ma questo non conta!
P.B.
anzi necessario ricorrere al dialogo, all’aiuto di
persone adulte (genitori e/o insegnanti) o all’utilizzo dell’indifferenza come strumento di difesa.
Il bullismo va inteso, infine,
come un fenomeno di gruppo
in cui giocano un ruolo decisivo non solo i bulli e le vittime
ma anche anche i compagni
che sembrano apparentemente non coinvolti o semplicemente sostenitori dell’uno o
dell’altro gruppo. Ed anche in
questo caso le risposte sono incoraggianti in
quanto emerge solidarietà nei confronti del più
debole e buon senso.
Classe IA
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Legalità
LA VIOLENZA SULLE DONNE
2 0 n o v e m b r e , G I O R N ATA D E I D I R I T T I D E L L ’ I N F A N Z I A
Fenomeno grave ma poco denunciato
E D E L L’ A D O L E S C E N Z A
DIAMO VOCE AL SILENZIO!
Il 25 Novembre il mondo intero celebra la
Giornata Internazionale per l'eliminazione
della violenza contro le donne, proponendo
varie iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
La data è stata scelta dall’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite in ricordo del
terribile assassinio nel 1960 delle tre sorelle
Mirabal, considerate delle rivoluzionarie per
l'impegno con cui tentarono di contrastare il
regime dittatoriale nella Repubblica
Dominicana.
L'argomento degli abusi verso le donne è
stato sempre un tema molto delicato e allarmante, difficile da trattare e molto spesso
ritenuto un oggetto di contenuto personale.
Proprio per questo motivo quando se ne
parla, si ha sempre il timore di violare l'intimità e la riservatezza della persona maltrattata.
Secondo alcune persone, non è corretto
divulgare un fatto di violenza sia per rispetto
della vittima che della sua famiglia, mentre
altre sostengono al contraio che sia molto
importante. Comunque, è utile dichiarare,
proclamare, diffondere e comunicare un fatto
di violenza contro le donne e allo stesso
tempo molto importante e delicato. La "violenza di genere" è una violazione dei diritti
umani e riguarda donne e bambine, ma coinvolge anche minorenni come nel caso della
violenza assistita. Diverse ricerche dimostrano che la violenza di genere si esprime in
vari modi su donne e minori, in tutti i paesi
del mondo. Esistono violenze domestiche
cioè svolte nell'ambito familiare attraverso
minacce e maltrattamenti fisici e psicologici.
Le donne sono esposte, anche nei luoghi
pubblici e sul posto di lavoro, a molestie. In
molti paesi le ragazzine sono costrette a
matrimoni di convenienza quando le famiglie
obbligano i propri figli a sposare persone
adulte che non amano, ma solo per soldi o
per convenienza. Un altro tipo di violenza
contro le donne è il femminicidio che in alcuni paesi viene concretizzato nell'uccisione
sistematica di donne.
Cusanelli Rosanna
Gagliardi Manuela
Classe III A
Nel mettere a confronto la nostra posizione di
ragazzi amati, educati e tutelati con quella di
tanti adolescenti cui vengono negati diritti e
sogni perché sfruttati, abbandonati e violentati,
noi alunni della classe I B abbiamo realizzato un
calendario dei diritti per noi fondamentali.
Diritto alla vita: tutti i bambini devono vivere
adeguatamente la propria vita, essere aiutati e
protetti nel proprio processo di crescita.
Diritto al proprio nome e alla propria nazionalità: appena nati è fondamentale la registrazione per la propria identità e, quindi, per il proprio
ruolo di cittadini.
Diritto ad avere una famiglia: importante per
l'affetto, le cure, la crescita, l'educazione e la
protezione.
Diritto all’educazione e all’istruzione per la
formazione culturale e umana che permette di
diventare buoni cittadini del domani.
Diritto ad avere un’abitazione per vivere in
buone condizioni e in sicurezza.
Diritto al riposo e allo svago per attingere
nuove energie e compiere attivamente il proprio
dovere.
Diritto all’amicizia per imparare a stare con gli
altri, a socializzare, a condividere e confrontarsi.
Diritto alla parola per esprimere le proprie idee
e il proprio punto di vista.
Diritto a professare liberamente il proprio
credo religioso nel rispetto della persona e
degli altri credi.
Diritto all’integrazione per partecipare serenamente alla vita di gruppo e vivere in modo rispettoso.
Diritto alla protezione per essere salvaguardati dai maltrattamenti, abusi, sfruttamenti, rapimenti, droga e violenze.
Diritto a sognare
per cercare di realizzarsi nella vita
ed essere felici e
soddisfatti di se
stessi.
Classe IB
Il coraggio dei bambini
e Malala, entrambi pakistaI qbal
ni, sono i simboli della lotta per
il pieno riconoscimento dei diritti dei
bambini e degli adolescenti di tutto
il mondo. Entrambi hanno sfidato
l'ingiustizia e la violenza che volevano privarli di quello che consideravano il bene più importante: la
libertà d'istruzione. Ma quello che
loro, come tanti altri, desideravano
era soltanto il diritto di essere adolescenti, di vivere quest'età della
vita con spensieratezza, coltivando
i sogni e le aspirazioni senza divieti, liberi di poter giocare e decidere
delle proprie cose, nei dovuti limiti.
In questi giorni, a scuola, abbiamo
discusso sulla violazione dei Diritti
dell'Infanzia, leggendo testimonianze, documentandoci in vario modo
sull'argomento. Ci siamo trovati di
fronte ad una realtà così desolante,
che è difficile da capire e far comSognare
prendere, da cui emerge la vita
il domani
umiliante e disumana di ragazzi
minorenni, costretti a trascorrere la
Poter domani una serena vita
vita a chiedere l'elemosina, a lavocominciare
rare nelle fabbriche o nei campi!
le guerre cancellare
Molti arrivano in Italia con l'illusione
le discriminazioni eliminare.
di una vita migliore. In realtà, spesChe le avversità volino via
so, li aspetta ben altro. Sono ragaze nelle relazioni regni armonia.
zi spaventati, minori innocenti con il
All'egoismo sostituire l'altruismo
viso triste, privi di sogni, aspirazioall'arroganza la tolleranza
ni, speranze in un futuro migliore,
alla sopraffazione la cooperazione.
privati della loro dignità di bambini.
Se tutti vogliamo migliorare
Iqbal e Malala sono degli eroi del
i modi di fare dobbiamo cambiare.
nostro tempo, e come loro lo sono
anche quei bambini arrivati sulle
classe IB
nostre coste, che raccontano con lo
sguardo la loro triste storia di vita.
Sta a noi far tesoro di tutto ciò che
abbiamo, augurandoci che tutti i
bambini del mondo possano vivere
come noi.
Benedetta Di Biase Classe IIB
Dal 2006 il Dipartimento per le Pari Opportunità
della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha sviluppato, mediante l'attivazione del numero
di pubblica utilità 1522, un'ampia azione di
sistema per l'emersione e il contrasto del
fenomeno della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne.
A Cerreto Sannita, nel mese di novembre
2015, è stato inaugurato un centro antiviolenza "Frida", grazie al quale
si potranno aiutare le donne in
difficoltà e nello stesso tempo
informare i cittadini sulle esperienze e sui modelli di intervento di contrasto alla violenza
sulle donne attivi sul territorio.
KENNEDY N E W S
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PA G I N A 4
Territorio
LA
N O S T R A P R O V I N C I A F L A G E L L ATA D A L L’ A L L U V I O N E
L
a notte tra il 14 e il 15 ottobre 2015
Benevento e molti paesi della provincia sono
stati colpiti da una forte alluvione. Le piogge torrenziali, cadute durante la notte, hanno fatto
esondare il fiume Calore e Benevento e i paesi
limitrofi si sono svegliati sommersi da acqua e
detriti. A distanza di pochi giorni, anche i fiumi
Fortore e Tammaro hanno esondato provocando altre devastazioni. Numerosi sono stati i
danni provocati dal nubifragio: centinaia di
attività commerciali inondate dal fango e
Benevento, Cda Ponticelli
dall'acqua, zone agricole invase da detriti con la
viticoltura fortemente compromessa, numerosissime abitazioni private evacuate, ponti portati via dalla piena, strade interrotte, danni alle
infrastrutture, zone completamente isolate,
macchine distrutte e prodotti alimentari andati
persi. Molte persone che, nella lunga e buia
notte si erano dovute rifugiare sui tetti delle
case, sono state messe in salvo e trasferite in
strutture di accoglienza dai Vigili del Fuoco,
dalle Forze dell'ordine e dai tanti volontari che
subito si sono organizzati per portare aiuto e
solidarietà. La zona industriale e rurale di
Benevento, come anche Solopaca e Paupisi,
sono state le più colpite. Quando vediamo in
televisione disastri di altri paesi ci sembra tutto
lontano da noi, come qualcosa che non ci
appartiene e non ci toccherà mai. Purtroppo,
invece, è capitato nella nostra provincia e lo
spettacolo è desolante. Ci vorrà ancora tempo
prima che Benevento e tutta la provincia possano tornare alla normalità. Il lavoro è tanto, ma
la catena della solidarietà si è messa subito in
Solopaca
moto. Aiuti sono arrivati dallo Stato, da Enti, da
Associazioni e dai Comuni limitrofi. Tante persone hanno dimostrato solidarietà e affetto ai
cittadini sanniti colpiti così duramente negli
affetti e nei beni materiali, con varie iniziative
come la campagna di vendita della Cantina
Sociale di Solopaca "Prendici così: sporche ma
buone", al fine di salvare le eccellenze del territorio e promuovere l'economia del nostro Sud,
colpita dall'alluvione. Tanti gli slogan e le parole di incoraggiamento, soprattutto a non arrendersi, a rialzarsi più forti e determinati di prima.
Iuliani Francesca
Classe IIIB
Alluvione: tra cause e responsabilità ...
In merito all’alluvione del mese
di ottobre 2015 che ha devastato il
Sannio, provocando ingenti danni
materiali ed umani, proviamo a
fare qualche riflessione.
Partendo da una considerazione
di fondo e riflettendo sul perché
questi fenomeni così violenti in
poco tempo hanno la capacità di
distruggere ogni cosa, la causa va
ricercata senza ombra di dubbio
nell'operato dell'uomo. Il territorio
del Sannio, come quello di altri
comuni della Campania, presenta
un alto rischio idrogeologico; è un
territorio fragile per la sua costituzione geomorfologica che continua ad indebolirsi per i cambia-
menti climatici ma anche per l'impatto umano che tende a modificare il territorio con l'abusivismo edilizio, la scarsa manutenzione di
fiumi e torrenti che ingrossandosi
a causa delle incessanti piogge
provocano eventi drammatici
come alluvioni ed esondazioni. Ciò
che serve al nostro Paese è l'attuazione di un serio ed efficace
piano di prevenzione idrogeologica. Non basta solo limitarsi alla
riparazione dei danni ed all'erogazione di sostegni economici ma
occorre saper individuare gli interventi giusti, atti a ridurre le condizioni di rischio, che solo attraverso
la creazione di cultura ambientalista, a vari livelli, possono rispar-
miare anche tante vite umane. Lo
Stato attraverso un progetto
dovrebbe mettere in campo un
piano d'azione educativo, su come
saper gestire un'emergenza causata da calamità naturale, anche
con l’obiettivo di sensibilizzare i
cittadini verso una cultura della
prevenzione. Dopo i disastri provocati da quest’ultima violenta
alluvione nel Sannio abbiamo visto
scene apocalittiche … in pochi
minuti tante persone hanno perso
tutto … i danni sono incalcolabili
…a con la nostra forza e voglia di
fare ricostruiremo il tutto, come
prima se non meglio di prima.
L'Italia è frequentemente “vittima”
di disastri naturali. Numerosissime
CURIOSITA’
Breve storia del
Numero Zero
Se cerchiamo su un dizionario Italiano-Latino la parola "zero" non
troveremo niente. Possiamo trovare nihil (nulla) oppure nullus numerus (nessun numero) ma
non zero. Il vocabolo zero deriva dall'arabo sifr. Leonardo Pisano, detto Fibonacci, nel suo
Liber Abaci, pubblicato nel 1202, tradusse sifr in zephirus (in italiano zefiro, nome del vento
leggero che soffia in primavera da ovest); questo vocabolo si trasformò poi in zevero e, infine, in zero. Anche il termine "cifra" discende da questa stessa parola araba sifr.
Lo zero è stato introdotto dagli indiani nel IV sec. d.C.; due secoli dopo gli arabi arrivarono
a Baghdad (capitale dell'Iraq) ed iniziarono ad utilizzarlo. Col passare del tempo lo zero si
diffuse anche nel nostro continente grazie ad alcuni scienziati europei che studiarono le opere
matematiche degli arabi. Per questo motivo i numeri si chiamarono "cifre arabe," anche se
gli inventori sono stati gli indiani.
Bello Angela e Porto Angelo
Classe IA
sono state le testimonianze di condivisione affettiva e solidarietà
umana pervenuta alla comunità
del Sannio e dei paesi limitrofi,
concretizzatsi in una straordinaria
immediatezza organizzativa. In
contemporanea sono state realizzate iniziative solidali locali per la
ricostruzione. La Campania, come
tutta l'Italia, è terra meravigliosa,
ma a rischio idrogeologico. La
natura ci ha dato risorse eccezionali, ogni tanto, forse perché offesa, si riprende drammaticamente
qualcosa, obbligandoci a correre
ai ripari.
Cusanelli Rosanna
Gagliardi Manuela
Classe IIIA
Trilussa ha scritto una poesia "Nummeri" in
dialetto romanesco. Trilussa nel testo dice che
lo "zero" non vale nulla, ma se messo dietro un
altro numero acquista valore.
- Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero ma tu che vali? Gnente: proprio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso vòto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
da cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
E' questione de nùmmeri. A un dipresso
È quello che succede ar dittatore
Che cresce de potenza e de valore
Più so' li zeri che se mette appresso.
KENNEDY N E W S
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Una finestra sul mondo
PARIGI SOTT O TIRO
COP21 A PARIGI
Alla conferenza sul clima
un accordo storico
Dal 30 novembre all'11 dicembre
2015 a Parigi si è svolta la Cop21,
la conferenza sui cambiamenti climatici promossa dall'Onu. Per la
prima volta, in oltre 20 anni di
negoziati delle Nazioni Unite, si è
cercato di raggiungere un accordo
giuridicamente vincolante e universale sul clima con l'obiettivo di
mantenere, fino al 2.100, il riscaldamento globale sotto i due gradi
rispetto all'era preindustriale (1850
circa). Sono stati circa 25mila i
delegati ufficiali di governo, delle
organizzazioni intergovernative,
delle agenzie delle Nazioni Unite,
delle Organizzazioni non governative e della società civile presenti
che hanno discusso sul tema e 196
gli Stati rappresentati (195 Stati più
l'Unione europea). A rischio, come
più volte sottolineato ad esempio
da grandi personalità come il
Papa, Ban Ki-Moon e molti altri, c'è
il futuro del pianeta.
L'incontro, ritenuto estremamente
importante, si è svolto nonostante
gli attentati del 13 novembre con
rafforzate misure di sicurezza. .
E' stato firmato un accordo "storico" sul clima. I delegati dei Paesi
presenti alla conferenza si sono
impegnati contro il surriscaldamento del pianeta prevedendo un
piano quinquennale per limitare il
surriscaldamento globale.
Gli accordi presi nella riunione a
Parigi sembrano essere abbastanza promettenti; con l'aiuto di tutti i
Paesi forse potremmo porre un
limite a tutti queste catastrofi
ambientali.
Concludiamo con le parole di
Nelson Mandela: "Nessuno di noi
agendo da solo può raggiungere il
successo, il successo è portato da
tutte le nostre mani riunite"
Di Biase Maria Rosaria
Crocco Mariavita
Classe IIA
L
e vittime degli attacchi sono state 129, mentre Alle 21.40 un altro kamikaze si fa esplodere in
i feriti più di 350, molti dei quali in condizioni Boulevard Voltaire, all'interno del ristorante Comptoir
gravi. La sera di venerdì 13 novembre 2015 Voltaire, causando diversi feriti.
Parigi è stata al centro di una serie di violenti attacchi Sempre alle 21.40 tre terroristi fanno irruzione al
terroristici che hanno provocato moltissime vittime e Bataclan, dove si sta tenendo il concerto della band
hanno sconvolto il mondo intero. Gli attentati, rivendi- statunitense Eagles of death metal. Gli uomini, armacati dall'ISIS, sono avvenuti quasi in contemporanea ti e con indosso cinture esplosive, sparano sulla folla
in vari luoghi della città: lo Stade de France, alcune e prendono in ostaggio circa 100 persone.
strade e ristoranti della zona a Nord-Est di Parigi e il Alle 00.20 di sabato 14 novembre la polizia irrompe
Bataclan, sala da spettacolo nella quale era in corso nel Bataclan. Due terroristi si fanno esplodere, il terzo
un concerto e nella quale sono stati uccisi moltissimi viene colpito dalla polizia.
giovani. Nel frattempo, quasi in contemporanea agli Il numero delle vittime è altissimo: nell'attentato al
attacchi suicidi, altri attentatori hanno compiuto una Bataclan ci sono stati 89 morti, mentre un centinaio di
strage presso alcune vie principali della vita notturna persone sono uscite in condizioni critiche.
parigina, nel X e XI arrondissement.
Dopo gli attentati il presidente della Repubblica franVerso le 21.25 degli uomini armati di mitra hanno cese, Francois Hollande, ha parlato di un vero e proaperto il fuoco sui ristoranti all'angolo tra Rue Alibert prio "atto di guerra" e nella notte del 15 novembre i
e Rue Bichat. Gli spari hanno causato 15 morti e molti caccia
francesi
feriti nei ristoranti La Petite Cambodge e Le Carillon. hanno bombardato la
Fonti giornalistiche riportano che in strada sono stati citta siriana di Raqqa,
trovati più di 100 bossoli di proiettile. Il Primo attacco considerata la roccaterroristico è avvenuto alle 21.20 (ora di Parigi) all'e- forte dell'ISIS.
sterno dello Stade de France, lo stadio dov'era in Hollande ha chiesto
corso la partita amichevole tra Francia e Germania. di prolungare lo stato di emergenza ed ha dichiarato
Un uomo si è fatto esplodere vicino ad un'entrata di voler modificare la Costituzione per poter combatdello stadio, uccidendo un passante. Pochi minuti tere il terrorismo.
dopo un secondo attentatore suicida si è fatto esplo- Intanto in Francia e in Belgio (Paese dove risiedevadere vicino ad un'altra entrata, mentre una terza no alcuni dei terroristi) sono avvenute più di 160 peresplosione è avvenuta nei pressi di un fast-food poco quisizioni. Due persone sono state arrestate in Belgio
distante.
e cinque a Lione, mente altre persone sono in stato
Verso le 21.32 c'è stato un altro attacco poco distan- di fermo. In questi giorni continuano in tutto il mondo
te da Rue Alibert. Stavolta gli spari colpiscono i locali le manifestazioni di cordoglio per le vittime e i feriti dei
Cafè Bonne Bier e la pizzeria La Casa Nostra in rue terribili attacchi di Parigi, città già colpita pochi mesi
Fontaine au Roi. I terroristi uccidono cinque persone fa da un altro attacco: l'attentato al giornale satirico
e ne feriscono gravemenCharlie Hebdo.
te altre otto.
Non ci sono parole per com”Il ricordo deve aiutarci ad andare avanti con la
Pochi minuti determinazione di combattere il terrorismo ... dobbiamo conti- mentare questa ennesima
dopo,
alle nuare a lavorare, a uscire, a vivere, a influenzare il mondo”. strage di innocenti.
21.36,
due
Francois Hollande
uomini
sparano
contro il ristorante La Belle
Equipe in rue de Charonne, nell'XI arrondissement. In
Classi IIIA e IIIB
questo attacco le vittime sono 19 e i feriti gravi nove.
EMERGENZA SMOG
Inquinamento, smog, polveri sottili:
l'argomento clima sta attirando l'attenzione di tutti noi in questi mesi.
A Parigi si è appena conclusa la
Conferenza internazionale in cui i
Governi di tantissimi Stati del
mondo hanno sottoscritto un
accordo per ridurre il riscaldamento del pianeta al fine di evitare una
catastrofe. E contemporaneamente in Italia, ma non solo, viviamo
quest'anno un inverno particolarmente caldo e secco: niente neve
sui nostri monti, giardini fioriti, città
soffocate dallo smog, che si è
accumulato dopo settimane di aria
calda e umida. In Italia, infatti, ci
sono stati due mesi circa di assenza di precipitazioni che hanno
causato vari e diversi disagi a livello economico, ambientale e di salute per i cittadini.
L'inquinamento del nostro pianeta
è ormai a un livello altissimo!
Pertanto, è necessario cercare di
ridurre questa forma di distruzione
verso tutti gli elementi naturali che
ci circondano. Non parliamo di
chiudere aziende o di fermare
autostrade, anche perché sappiamo che queste cose nel mondo in
cui viviamo sono impossibili. Non
stiamo parlando di compiere
imprese impossibili, ma di migliorarci nel nostro piccolo.
Quando dobbiamo percorrere
qualche centinaio di metri, al posto
di prendere la macchina andiamo a
piedi o in bici, o anche utilizziamo
maggiormente i mezzi pubblici che
ormai sono radicati in tutto il territorio e sono molto ben sviluppati. Noi
possiamo cambiare qualcosa e
possiamo anche migliorare il
nostro pianeta, perché alla fine qui
ci viviamo, e dobbiamo trattare la
Terra come fosse casa nostra. Una
buona notizia per il 2016 sarebbe
di diminuire l'inquinamento, migliorando così il nostro pianeta. Per
lasciare un mondo più pulito alle
generazioni future è necessario
agire subito!
Di Biase Maria Rosaria
Crocco Mariavita
Classe IIA
KENNEDY N E W S
Anno 9 - Numero 1
Gennaio 2016
PA G I N A 6
Una finestra sul mondo
La Chiesa,
testimone della Misericordia
Migranti:
tragedia senza fine!
IL GIUBILEO
Il 4 Marzo 2015 Papa
Francesco ha comunicato la
decisione di indire un Giubileo
speciale: il Giubileo della
Misericordia, non solo per il
perdono dei peccati, ma
anche per la "compassione"
per i poveri, per i deboli, per i
profughi, per gli ammalati, per
la libertà della gente di tutto il
mondo. Il Giubileo è stato
indetto per dare una grande
opportunità ai fedeli per cambiare la propria vita nel segno
del Vangelo. E la speranza di
tutti è che il Giubileo della
Misericordia aiuti a porre fine
ad ogni forma di conflitto. Al
tempo stesso la Misericordia
è la strada per il dialogo e il
superamento delle difficoltà
con le altre religioni monoteiste quali l'Ebraismo e
l'Islamismo.
Il
motto
del
logo
"Misericordiosi come il padre"
(Lc 6,36) ci propone di vivere
la misericordia sull'esempio di
Dio che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di
perdonare e di donare amore
e perdono senza misura.
Questo Anno Santo deve
essere per tutti noi un percorso di vera fede sull'esempio di
Cristo che attraverso il
comandamento dell'amore ci
ha insegnato a non dimenticare mai nessuno.
Il Giubileo, detto anche Anno
Santo, si tiene ogni 25 anni;
quest'anno ha avuto inizio l'8
Dicembre e si concluderà il 20
Novembre 2016, con la festa
di Cristo Re. Nel giorno
dell'Immacolata, in una piazza
San Pietro praticamente blindata per timore di attentati, ma
gremita e assorta in preghiera, il Papa ha aperto la Porta
Santa. Un momento emozionante così come quello che
ha visto l'abbraccio tra i due
Papi (Papa Francesco e Papa
Benedetto XVI), per la prima
volta nella storia della Chiesa.
Gli emblemi del Giubileo sono
le Porte Sante; attraversarle
significa entrare simbolicamente nel perdono di Dio ed è
con questo gesto che si conclude il percorso per ottenere
l'indulgenza. Le Porte Sante,
che fino ad oggi erano 4 e
tutte a Roma (quelle delle 4
Basiliche Maggiori), si sono
moltiplicate nel mondo per
l'Anno Santo straordinario,
tanto che, per la prima volta
nella storia, un Giubileo si è
aperto lontano dal Vaticano
con la cerimonia presieduta
dal pontefice a Bangui, capitale
della
Repubblica
Centroafricana. Ed altre Porte
saranno aperte in tutto il
mondo in quanto Papa
Francesco ha dato mandato
ai Vescovi di scegliere luoghi
sacri delle loro diocesi per
dare l'opportunità di compiere
il precetto anche a chi non
può raggiungere Roma.
Il Giubileo cristiano ha le sue
radici nelle antiche culture del
Vicino Oriente, nella Bibbia,
nella storia del popolo ebraico. Il primo Giubileo della storia della Chiesa, però, è indetto nel 1300 da papa Bonifacio
VIII, per ottenere la "grande
indulgenza" e la "piena e inte-
IL GIUBILEO
ll primo Giubileo della storia cattolica fu istituito nel 1300 da papa Bonifacio VIII; si concedeva l'indulgenza plenaria a tutti coloro
che avessero fatto visita trenta volte alle
basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le
mura (quindici per i non romani). Questo
Giubileo è ricordato da Dante, che nella
Divina Commedia ci descrive l'enorme flusso
di pellegrini a Roma verso San Pietro.
DEL
ra perdonanza”.
Bonifacio VIII aveva previsto
un Giubileo ogni secolo. Dal
1475 - per permettere a ogni
generazione di vivere almeno
un Anno Santo - il Giubileo
ordinario fu cadenzato con il
ritmo dei 25 anni. Un Giubileo
straordinario, invece, viene
indetto in occasione di un
avvenimento di particolare
importanza. Gli Anni Santi
ordinari, celebrati fino ad oggi,
sono 26. L'ultimo è stato il
Giubileo del 2000. La consuetudine di indire Giubilei straordinari risale al XVI secolo. Gli
ultimi Anni Santi straordinari
sono stati quelli del 1966
indetto da Paolo VI per celebrare il Concilio Ecumenico
Vaticano II, e quello del 1983,
indetto da Giovanni Paolo II,
per i 1950 anni della
Redenzione.
Classe IIA
1300
"Come i Roman per l'esercito molto,
l'anno del giubileo, su per lo ponte
hanno a passar la gente modo colto,
che da l'un lato tutti hanno la fronte
verso 'l castello e vanno a Santo Pietro,
da l'altra sponda vanno verso 'l monte."
(Inferno XVIII, 28-33)
Siamo sempre più amareggiati per le tragedie
cui assistiamo per il più grande esodo migratorio
della storia. Ogni giorno, dalle vicende di cronaca
apprendiamo che migranti clandestini o per motivi
economici o per motivi politici, scappano disperati
dai loro luoghi d'origine, in cerca di salvezza e di
fortuna. Ad approfittare di questa situazione sono
gli "scafisti " che, senza scrupoli, in cambio di
molto denaro, trasportano uomini, donne e bambini su vecchi barconi, senza curarsi della fragilità
dei bambini, dello stato delle donne in attesa e
delle condizioni disumane in cui viaggiano. Molti
giungono sulle nostre coste con ogni mezzo disponibile, nascosti ovunque possibile, sopportando
fatiche bestiali e molto spesso, purtroppo, sono
tanti a morire durante il " viaggio della speranza",
migliaia le vittime tra cui centinaia i bambini. Molti
sono stati inghiottiti dal freddo, altri da onde altissime, altri per un aiuto che non è arrivato in tempo.
L'Italia è vista come una meta da raggiungere per
trovare il benessere, talvolta è soltanto un punto di
passaggio: molti migranti sono diretti in realtà in
altri paesi europei, talvolta si stabiliscono nel
nostro Paese. La maggior parte della popolazione
italiana vuole che i clandestini siano rimandati ai
loro paesi di origine, altri credono che sia meglio
trattenerli nei centri di accoglienza. Questo continuo flusso di immigrati crea allo Stato Italiano e
all'Europa gravi problemi. Naturalmente le organizzazioni criminali sono le prime a reclutare i clandestini, offrendo loro del lavoro illegale e alimentando attività illecite le cui prime vittime sono loro
stessi. Vorremmo che tali problematiche tramontassero e ci fosse l'inizio di un nuovo giorno in cui,
dove si vive, si sta bene economicamente e socialmente, senza guerre, miseria e delinquenza e che
l'incontro tra i popoli sia un'esperienza da vivere
non per situazioni drammatiche, ma per un confronto, un dialogo e un arricchimento in tutti i sensi.
Iuliani Francesca
Vitelli Carla
Classe IIIB
KENNEDY N E W S
Anno 9 - Numero 1
Gennaio 2016
PA G I N A 7
Concorsi e progetti
F U N G A RT
Un'occhiata su Cusano: scorci del centro storico e panorami naturalistici per raccontare il nostro paese
Sabato 17 Ottobre 2015 presso la Sala
Consiliare del Comune di Cusano M. si è svolta la
cerimonia di premiazione dei disegni realizzati dagli
alunni partecipanti al II Concorso "FungArt".
Cusano è per noi un'opera d'arte straordinaria, un
luogo magico dove la maestosità della natura e la
maestria dell'uomo si sono fusi in uno scenario di
armonia e bellezza incomparabile, con le sue case
di pietra dominate dalla torre campanaria di San
Pietro, quasi raccolto sotto l'ala protettiva del Monte
Mutria e del Matese. Dietro ogni angolo, in ogni
stradina lastricata, in tutte le piazze e gli slarghi si
nascondono scorci affascinanti, frammenti di storia
che raccontano le nostre origini. Dai ruderi del
castello medioevale, all'antica piazza Lago, dalla
chiesetta della Madonna delle Grazie alla bellissima piazza Roma, dalla Porta di Mezzo alla chiesa
di San Nicola, dalla chiesa di S. Maria del
Castagneto alle campagne della vallata cusanese,
ogni pietra, ogni castagno secolare, ogni rudere,
ogni collina, impreziosiscono quello scrigno magnifico che è Cusano.
Troppo spesso, sia per abitudine che per uno stile
di vita poco in sintonia con la natura, non riusciamo
ad apprezzare le bellezze che ci circondano, anche
i nostri occhi sono spesso distratti nonostante la
fortuna di vivere in un posto così bello. Grazie a
questo concorso, indetto dall'Amministrazione
Comunale di Cusano e dal Forum dei Giovani e
coordinato con professionalità dalla docente
dell'I.C. prof.ssa Nicoletta Festa, siamo riusciti a
guardare con occhi diversi i posti in cui viviamo, a
conoscerne meglio la storia, l'arte e la natura ed è
proprio conoscendo il nostro passato potremo vivere in un presente ed un futuro migliore.
Gli scorci del centro storico che sembrano catapultarci in un'altra epoca, i panorami mozzafiato che
possiamo ammirare da ogni lato, l'arte che trasuda
da ogni pietra finemente scalpellata devono non
solo destare stupore e ammirazione ma sensibilizzarci anche alla tutele ed alla valorizzazione del
nostro Paese promuovendo la difesa del paesaggio
come recita anche l'art. 9 della nostra Costituzione
"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura
e la ricerca scientifica e tecnica , tutela il paesaggio
e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Tutti noi dovremmo capire che "L'umanità senza la
bellezza non potrebbe vivere" e noi viviamo in un
posto bellissimo.
All'evento
organizzato
dall'Amministrazione
Comunale, rappresentata dal Sindaco dott. G. M.
Maturo, dall'Assessore M.C. Petrillo, dai Consiglieri
A. Civitillo e A. Iadarola, e dal Forum dei Giovani,
con il suo Presidente G. A. Perfetto e la dott.ssa F.
Bianco, ha
partecipato
la Commissione
CIBO ED EMOZIONI
Un incontro a scuola per imparare a mangiare consapevolmente
Il 13 novembre 2015, il convegno sul tema "Cibo ed emozioni: mangio… ma con quale sicurezza e consapevolezza?", ha visto la partecipazione di noi alunni delle classi terze dell'Istituto
"J.F. Kennedy". L'iniziativa si è svolta nell'ambito della Settimana per il benessere psicologico in
Campania, con la partecipazione della dott.ssa Maria Di Carlo, Consigliere dell'Ordine degli
Psicologi, e dalle psicologhe Domenica Rosaria Marotta e Ivana Petraglia, del nostro Dirigente
scolastico, ing. Natale Bruzzaniti, e degli assessori all'istruzione
dei Comuni di Cusano Mutri e di Pietraroja.
L'obiettivo principale dell'iniziativa è stato quello di imparare ad
essere consapevoli delle nostre scelte a livello alimentare.
L'incontro si è aperto con un video di saluto da parte del presidente dell'Ordine degli Psicologi della Campania, dott.ssa Antonella
Bossaotra, e con l'intervento del Dirigente Scolastico, che ha ringraziato tutti per la presenza e la collaborazione per la valida iniziativa, mirata a promuovere il benessere psicologico. La psicologa Marotta ci ha parlato dell'alimentazione e di tutti i problemi ad
essa connessi, come l'obesità e la malnutrizione e, in particolare,
delle nostre emozioni legate alla scelta dei cibi che mangiamo. Oggi è difficile mangiare in modo
sano nella nostra società perché siamo continuamente bombardati dalla pubblicità che ci propone
cibi coloratissimi e all'apparenza belli, ma in realtà ricchi di grassi e non salutari. Una parte del
mondo ingrassa e un'altra resta a digiuno. Ci sono Paesi dell'Africa e dell'Asia dove c'è una mortalità elevata per malnutrizione e Paesi sviluppati come l'America e l'Europa dove il 60% della
popolazione risulta essere obesa. Per stare bene dovremmo cambiare il nostro modo di mangiare, "disattivare il pilota automatico" cioè quella parte del cervello che sceglie il cibo senza avere
consapevolezza di ciò che si sta prediligendo e mettere in atto, invece, una scelta consapevole e
sicura identificando la qualità del prodotto da consumare. Per farci rendere conto dell'importanza
del benessere psicologico legato all'alimentazione, la dott.ssa Marotta ci ha coinvolto nella messa
in campo dell'esperimento di Mindful Eating (mangiare con consapevolezza) provando a mangiare un chicco di uva utilizzando tutti e cinque i sensi. Le emozioni sono state tante e abbiamo compreso che con il cibo dobbiamo nutrirci ma anche sentirci bene e gratificati. "Il cibo che mangiamo
può essere o la più sana e potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno".
Classe IIIB
Le bellezze di Cusano
giudicatrice composta dal D.S. ing. N.
Bruzzaniti, dalle prof.sse F. De Nigris, V.
Napolitano (esperte in Storia dell'Arte e
in Architettura ed Ambiente) e dalla
prof.ssa R. Sasso, vicario dell'I.C.
Sono stati premiati:
VELARDO LUCIANO PIO - Classe II
della Scuola Primaria di Civitella - che
ha rappresentato la Chiesa della
Madonna delle Grazie;
CIVITILLO GIOVANNA - classe V della
Scuola Primaria di Cusano Capoluogo che ha rappresentato "Cusano e la
natura";
DURANTE ELVIRA - classe IB della
Scuola Secondaria di grado - con 'Le
bellezze di Cusano'
L’an gol o del la poe sia
La mia luce
La mia mamma è la migliore,
nel suo sorriso trovo uno splendido
bagliore.
Con quel sorriso illumina la mia
strada
per evitare che il male mi accada.
In ogni modo lei mi accontenta
e fa in modo che io non menta.
Io adoro la mia mamma
che mi protegge da ogni dramma.
Giuseppe Pio Di Biase classe IIIB
Premio EIP 2015
KENNEDY N E W S
Anno 9 - Numero 1
PA G I N A 8
Gennaio 2016
Concorsi e progetti
P R E M I A Z I O N E 4 3 ° C O N C O R S O N A Z I O N A L E E . I . P. I T A L I A
Mercoledì 22 ottobre 2015, nella sala
della Biblioteca Nazionale "Vittorio
Emanuele" di Roma, la nostra scuola,
rappresentata dal D.S., Ing. Natale
Bruzzaniti, è stata premiata dalla giuria
dell'Associazione
E.I.P.
Scuola
Strumento di Pace alla presenza della
commissione ministeriale con il prestigioso TROFEO NAZIONALE ITINERANTE
“GUIDO GRAZIANI” per i validi e significativi lavori di memoria storica, creatività
poetica e scrittura giornalistica sulle
tematiche dei diritti umani e della pace
che hanno coinvolto attivamente e proficuamente la comunità scolastica e il territorio. Durante la cerimonia di premiazione, la prof.ssa Anna Paola Tantucci, presidente dell'E. I. P., ha elogiato il nostro
progetto d'Istituto di Educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità valorizzando l'impegno dei docenti e degli alunni che sono stati premiati con
coppe, attestati di riconoscimento e medaglie per le sezioni del concorso
"Dai diari di guerra alle pagine di pace" nell'ambito del centenario della
prima guerra mondiale per il lavoro "Storia della grande guerra: mai più trincee"; il Premio CISS Stampa scuola per il giornale scolastico "Kennedy
news" e il Premio Poesia Giovane "Michele Cossu". Le poesie selezionate
e premiate sono state pubblicate nell'Antologia "Poesia come pace". Copie
del volume sono state poi consegnate insieme ai premi agli studenti vincitori: Di Biase Giuseppe Pio, Iuliani Francesca, Florio Lucia, Vitelli Carla,
Marino Giacomo, Crocco Mariavita e Orsino Silvia.
Mamma
Cara mamma,
il tuo sorriso illumina la mia giornata
che diventa subito colorata,
un tuo bacio mi dà allegria
come una magia.
Mamma
per me sei come una farfalla
che con le sue ali
mi permette di volare,
amare e sognare.
Lucia Florio
classe IIIB
Se io fossi ...
Se io fossi fuoco,
darei la luce a tutto il mondo.
Se io fossi cibo,
sfamerei tutte le persone del terzo Mondo.
Se io fossi acqua,
a nessuo farei morire di sete.
Se io fossi Dio,
aiuterei chiunque esso sia.
Se io fossi zucchero,
addolcirei il mondo
e renderei tutto più giocondo.
Se io fossi morte
il più tardi possibile
busserei alle porte.
Carla Vitelli, classe III B
La rondine
Arriva cinguettando,
muove le sue ali ballando.
Nell’azzurro cielo,
poi si posa sul melo.
C’è aria di festa
non di tempesta.
La primavera è arrivata
e la rondine l’ha annunciata.
Francesca Iuliani
Carla Vitelli
classe IIIB
UNA GRATIFICANTE E SIGNIFICATIVA ESPERIENZA
Per noi alunni dell'I.C. "J.F. Kennedy" la partecipazione alla cerimonia di premiazione dell'E.I.P. è stata particolarmente emozionante e significativa sia
per la gratificazione di essere premiati con l'importante e prestigioso Trofeo
Nazionale Itinerante sia per essere stati protagonisti e spettatori di un incontro di alto valore culturale, grazie agli interventi di noti esponenti del mondo
politico, sociale e culturale su tematiche attuali e mirate alla promozione
della pace e della legalità. La Presidente dell'E.I.P., Anna Paola Tantucci, si
è congratulata con noi alunni e con la nostra scuola che, da anni, si attiva in
sinergia con il territorio, per la concretizzazione di progetti di Educazione ai
diritti umani e alla cittadinanza attiva.
Il tema del concorso dal titolo "Dai diari di guerra alle pagine di pace: curve
della memoria per costruire i percorsi del futuro" ci ha pienamente coinvolti
nell'analizzare e sviluppare in diversi modi, cioè con poesie, testi narrativi
ed espressivi e con il giornale scolastico, il tema della "Grande Guerra".
Ogni volta che si parla di guerra si parla di fame, morte e disperazione per
la perdita di vite, la distruzione di città e per i danni che ne conseguono in
tutti i sensi. Spesso i Capi di Stato, e non solo, utilizzano la guerra giustificandola come unica soluzione possibile, invece serve solo a demolire o ad
indebolire intere nazioni che diventano sempre più povere e fragili. Abbiamo
appreso che le trincee separano non solo fisicamente ma anche culturalmente impedendo di
migliorare, aprirsi verso l'altro e condividere le
proprie conoscenze.
Nel pomeriggio, abbiamo arricchito ancora di più
il nostro bagaglio culturale con la visita alle
Terme di Diocleziano, le più grandi Terme della
Roma antica che potevano ospitare più di 3000
persone, particolarmente maestose per la presenza di favolosi e ampi giardini. La nostra giornata intensa di nuove conoscenze si è rapidamente conclusa portando nel cuore il desiderio di
stare ancora insieme e di vivere altre valide
esperienze.
Alessandra Giaccio
classe IIIB
LA REDAZIONE
Dirigente Scolastico, ing. Natale Bruzzaniti
Docente referente, prof.ssa Angela Cofrancesco
Alunni e docenti della Scuola Secondaria di I Grado
SIAMO SU INTERNET www.ickennedy.gov.it
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “J. F. KENNEDY” di CUSANO MUTRI
Via Orticelli, 26 - 82033 Cusano Mutri-BN /Tel: 0824 862064-e-mail: [email protected]
KL E N N.E
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..
A SCUOLA
NEWS
I N P R I M A PA G I N A
Quadrimestrale dell’I. C. di Cusano Mutri - Scuola Primaria e dell’Infanzia
Anno 9 - Numero 1
Gennaio 2016
LA SCUOLA TRA ACCOGLIENZA - LEGALITA’- INNOVAZIONE
Un NUOVO DIRIGENTE SCOLASTICO all’ISTITUTO KENNEDY DI Cusano Mutri
Dai primi giorni di settembre, il nostro Istituto è guidato da un nuovo Dirigente Scolastico, l'ingegnere Natale
Bruzzaniti. E' il suo primo incarico come dirigente di una scuola, dopo aver insegnato per tanti anni presso l'
Istituto Tecnico Industriale "Ferraris" di Napoli.
Di origini calabresi, è sposato ed ha due figlie. Si è laureato presso l'Università agli Studi di Napoli Federico
II. Ha fatto tante esperienze tra cui quella presso il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca).
Fin dalla prima volta che l'abbiamo incontrato ci è sembrato una persona semplice, disponibile, concreta. Noi
alunni non eravamo abituati ad avere un dirigente maschio tanto che eravamo un po' preoccupati e cercavamo
di immaginare come fosse realmente. Uno dei primi giorni di scuola è venuto a trovarci, è stato emozionante
incontrarlo e ognuno di noi ha avuto una propria impressione: "Mi è sembrata una persona simpatica e familiare quindi non ho avuto alcun timore a parlare con lui". "A me è sembrato premuroso e dolce e mi ha trasmesso tanta fiducia". "La cosa che ricordo con affetto è il suo sorriso che fa trasparire la sua grande disponibilità".
"Ciò che mi ha attratto è stata la penna nel taschino della giacca ed ho pensato subito che è una persona elegante". "La sera dell'accensione dell'albero di Natale, mentre stavo leggendo la presentazione ero molto agitato; ho sentito la sua presenza accanto a me che mi ha rassicurato".
Spesso visita i plessi che sono lontani dalla sede centrale. Ha promesso alle nostre maestre che appena ci sarà la neve verrà di nuovo a
Pietraroja a trovarci e a vedere il nostro paesello sotto il mantello bianco. Speriamo presto. Desideriamo che si trovi bene tra noi.
Intanto gli diamo il nostro benvenuto e gli auguriamo buon lavoro, facendoci portavoce di tutti gli alunni dell'Istituto.
Gli alunni di Pietraroja
Il SANTO
d’ASSISI
pag. 10
Progetto
’
LEGALITA
pag.11
ACCADE
intorno a noi
pag. 13
Concorso FungArt: 2a edizione
Un'occhiata su Cusano:
scorci e panorami illustrati dagli alunni
Cusano Mutri, Sabato 17 ottobre 2015, presso la sala consiliare del comune si è tenuta la
cerimonia di premiazione dei vincitori della
seconda edizione del concorso "FungArt"
che, quest'anno, ha visto impegnati tutti noi
alunni del " Kennedy" nel raccontare, attraverso l'arte, scorci del centro storico e
panorami naturalistici del nostro paese. E'
stata l'occasione per approfondire le
nostre conoscenze e ricercare foto e
immagini di luoghi di Cusano e dintorni che
neanche conoscevamo o dei quali avevamo solo sentito parlare dai nostri genitori.
Progettare e realizzare un'opera d'arte non
è una cosa semplice! Ci è voluto molto
impegno ma è stato bello e divertente
vedere realizzati i nostri capolavori:
creare il bozzetto, curare con attenzione i particolari, scegliere i colori,
per poi mettersi all'opera e vederlo
finalmente completato! Tra i tanti lavori esaminati ed esposti in comune, la
Un SALTO
nel PASSA
TO
pag. 14
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Progett
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SCALD
pag. 15
giuria del Concorso, formata dal
nostro Dirigente Scolastico dott.
Natale Bruzzaniti, dal sindaco di
Cusano Mutri dott. Giuseppe Maria
Maturo e da alcuni esperti d'arte,
sono stati premiati tre elaborati, tra
i quali quello del nostro compagno
Luciano Pio Velardo che frequenta
la classe seconda , il quale ha rappresentato la chiesa della Madonna
delle Grazie. La motivazione della giuria
per aver scelto il suo disegno è stata: "Il
soggetto è semplice ma realizzato con
originalità ed ha fedelmente riportato lo
stile della facciata della Chiesa nella sua
interezza". L' emozione del nostro compagno nel momento in cui lo hanno proclamato vincitore, è stata davvero grande, anche perchè, tra foto, applausi e
complimenti, Luciano era molto felice,
ma lo era soprattutto perchè alla premiazione erano presenti tutti, la sua mamma, le sue
sorelle e soprattutto il suo papà che stava
fuori per lavoro ma che fortunatamente è
riuscito ad arrivare in tempo per congratularsi con il suo piccolo artista!
Gli alunni della pluriclasse II-III
di Civitella Licinio
RICORRENZE
KENNEDY NEWS
PAGINA 10
Anno 9 - Numero 1
Gennaio 2016
4 OTTOBRE: SAN FRANCESCO d’ASSISI
San Francesco d’Assisi insieme a Santa Caterina da Siena fu proclamato patrono principale d’Italia da Pio
XII il 28 giugno 1939. Il Santo di Assisi si festeggia anche nella contrada Mastramici di Pietraroja, proprio il
4 ottobre con Santa Messa e processione.
A lui è dedicata una piccola cappella di circa 20 mq. dotata di campanella di circa 15 kg. Gli anziani raccontano che tale campana fu trovata, nel lontano passato, lungo il percorso che i pastori facevano per andare in transumanza, sicuramente dove esisteva la “Cappella dei pecorai”. Qui i pastori si fermavano all’andata e al ritorno per pregare e ringraziare il Signore Dio perchè il loro viaggio andasse bene.
La festa di San Francesco nasce nella contrada Mastramici, così raccontano le persone del luogo, da un
sogno fatto da un loro antenato. Al risveglio questi raccontò ai suoi familiari che aveva sognato San
Francesco. Rimase tanto colpito dal sogno che di lì a poco decise di costruire una chiesetta in suo onore
e si mise subito all’opera. Il vescovo del tempo benedisse la cappella e si cominciò a festeggiare il Santo
poverello. Ma non tutte le famiglie partecipavano alla ricorrenza e andavano a lavorare. Un anno queste
persone furono sorprese da una burrascosa tempeProcessione di San Francesco in c.da Mastramici
sta con gravi conseguenze alle persone e alle greg23 SETTEMBRE: E’ AUTUNNO gi. Da quella volta tutte le famiglie cominciarono a
MASTRAMICI (PIETRAROJA)
venerare San Francesco.
Sull’esempio del Santo di Assisi, è usanza nella Le origini dell’antica contrada di Mastramici risalgocontrada accogliere tutte le persone che partecipano no a un documento del 1739 in una relazione inviaalla festa, anche sconosciute. Infatti subito dopo la ta all’illustre Duca di Maddaloni, proprietario del
processione i capifamiglia invitano a pranzo le perso- detto territorio. E’ una località confinante con
ne presenti, che non hanno nella contrada parenti o Cerreto Sannita e Morcone; la parte più bassa è
amici. Da qualche anno al posto della serata danzan- situata a 900 m s.l.m., attraversata dal torrente
te presso una famiglia del posto, c è una serata allie- Vallantico, il ruscello più lungo del territorio pietrarojese.
tata da un complesso musicale.
I Mastramicesi si sono dedicati e si dedicano magGli alunni della pluriclasse - Primaria Pietraroja giormente all’agricoltura e all’allevamento.
21 DICEMBRE: E’ INVERNO
A voi nonni...
2 OTTOBRE: FESTA DEI NONNI
Cari nonni
Quando mi stringete al cuore
sento forte il vostro calore.
Con me siete sempre così affettuosi
e anche molto generosi.
Oggi che è la vostra festa
vi esprimo il mio amore
con tutto il cuore.
Lavori realizzati con varie tecniche
dagli alunni dell’Infanzia di Pietraroja
Jenny Lisone, classe III
Primaria di Civitella Licinio
Per me che sono un bambino
siete più dolci di un cioccolatino!
Voi siete i più preziosi,
siete buoni con me e anche generosi.
Io vi voglio un bene profondo
più grande di tutto il mondo.
Luciano Velardo, classe III
Primaria di Civitella Licinio
TECNOLOGIE
La tecnologia e la mia vita
Siamo i bambini di quarta e quinta della scuola di
Pietraroja e vogliamo trattare l'argomento che riguarda la tecnologia nella nostra VITA.
Sin da piccoli nelle nostre case avevamo DEI SUPPORTI MULTIMEDIALI, che erano usati dai nostri
genitori, dai nostri fratelli o amici più grandi. Eravamo
incuriositi dai comportamenti delle persone che li utilizzavano, abbiamo scoperto che potevamo divertici
con diversi giochi, potevamo vedere persone che abitavamo molto lontano da noi e raccontarci tante cose,
vedere foto di amici e anche vedere luoghi geografici lontani dalla nostra realtà.
“Io avevo appena quattro o cinque anni quando ho
cominciato ad utilizzare il telefono di mia sorella per
farci dei giochi (Top Model Sim city); poi i miei familiari stanchi di essere disturbati mi hanno dato un
telefono tutto per me. Oggi, utilizzo il telefono, il tablet
per comunicare con i miei amici e per giocare.”
“Il primo attrezzo che ho avuto tutto per me è stato il
NINTENDO, un video giochi che utilizzavo spesso da
solo o in coppia con mio padre o con i miei amici.
Oggi, invece posseggo il computer, il telefono e la
play Station che utilizzo in parecchie ore della mia
giornata.”
“L' attrezzo che posseggo ed utilizzo è il computer
con cui ascolto la musica, faccio delle ricerche,
comunico con dei parenti che vivono in America e mi
diverto anche a giocare con giochi di imitazione virtuali.”
Grazie alla tecnologia che abbiamo nelle nostre case
ci sembra di aver tutto, infatti possiamo fare acquisti,
possiamo cercare informazioni su prodotti sul percorso di un viaggio,( prima durante un viaggio se non
conoscevamo la strada chiedevamo informazioni ai
passanti) possiamo comunicare con messaggi, possiamo giocare, ma la cosa più importante che ci
manca è la comunicazione e soprattutto l'interazione
con un pari o con l'adulto.
La tecnologia non ci porta ad amare le persone, perché manca il contatto e la possibilità di un abbraccio
per dimostrare l'affetto che si prova e il calore dell'amicizia anche quando si litiga.
Infatti, avere un amico a distanza con cui comunicare solo con i messaggi e non poterlo mai incontrare
porta lentamente all'isolamento e non avere voglia di
uscire né di stare con gli altri e quando ci capita non
facciamo altro che litigare anche per motivi futili.
Siamo ancora fortunati perché nelle nostre case
abbiamo una grande ricchezza I NONNI che raccontano le esperienze che ci permettono di confrontarle
con le nostre, ci fanno conoscere i giochi di un tempo
e ci stimolano a provarlo. “Mio nonno mi ha spiegato
IL GIOCO DEI BOTTONI ed io ha provato a farlo con
mia sorella, mi sono molto divertito ed ho compreso
che non serve un attrezzo costoso per giocare ed
entusiasmarsi ma bastano oggetti di ogni genere per
divertici e gioire per la vittoria o riprovare per la rivincita.”
GIOCARE CON I VIDEOGIOCHI
CI RENDE SCHIAVI E SOLI.
Giuseppe, Federica D. B., Federica T.
Progetto LEGALITA’
Anno 9 - Numero 1
KENNEDY NEWS
Gennaio 2016
PAGINA 11
4 NOVEMBRE:
d’ITALIA e delle FOR ZE ARM ATE
FES TA DEL L’UNI TA’ d’ITALIA
Ogni anno il 4 novembre
in tutta Italia si celebra la vittoria della Prima guerra
mondiale, questa è l'occasione per ricordare i caduti, i
morti di tutte le guerre. Le
guerre mondiali, tanto la
prima quanto la seconda,
per noi ragazzi sono eventi
ormai lontani, che in qualche
modo conosciamo solo perché li ritroviamo sulle pagine
dei libri di storia o nei ricordi
dei bisnonni. Il rischio che
corriamo non è solo quello di
non conoscere i fatti, le date
e le motivazioni, ma piuttosto
quello di non riuscire a capire la sofferenza
di chi le guerre le ha vissute ed il sacrificio
di chi in queste e in altre guerre ha perso la
vita... Se non riusciremo a capire tutto questo, il dolore ed il sacrificio di tanti uomini,
donne e pure bambini saranno stati inutili,
perchè avremo perso l'unica grande lezione che una guerra può dare, cioè la sua
stessa assurdità! Ogni guerra è una follia.
Ogni guerra è un errore. Nessuna guerra è
indispensabile. Nessuna guerra è giusta.
Non esiste litigio che non possa essere
sanato con il dialogo. Non esiste conflitto
che non possa essere risolto con la diplomazia. Insomma, non c'è nessun motivo
per cui la guerra debba ancora prevalere
sulla PACE. E la pace deve essere l'unico
vero obiettivo, l'unico vero ideale per noi
ragazzi che abbiamo la fortuna di non aver
mai visto la guerra con i nostri occhi.
Quando pensiamo ai caduti di tutte le guerre dobbiamo capire che sono morti solo per
lasciarci in eredità la pace. Ricordiamoci
che la pace è un tesoro prezioso da difendere. Ma per difendere la pace non dobbiamo pensare alle grandi potenze mondiali,
ai politici che prendono le decisioni importanti, agli eserciti che impugnano le armi.
A un compagno
Se dovrai scrivere alla mia casa,
Dio salvi mia madre e mio padre,
la tua lettera sarà creduta
mia e sarà benvenuta.
Così la morte entrerà
e il fratellino la festeggerà.
Non dire alla povera mamma
che io sia morto solo.
Dille che il suo figliolo
più grande, è morto con tanta
carne cristiana intorno.
Dobbiamo cominciare dalla nostra piccola
realtà, dalle situazioni in cui viviamo: la
scuola, la famiglia, la squadra di pallone, il
gruppo degli amici. A volte non ci rendiamo
conto che anche qui ci sono delle piccole
guerre e dobbiamo fare il possibile per evitarle. Spesso basta un sorriso, una parola o
una mano tesa. Infine non possiamo ignorare che nel mondo ci sono ancora tante
guerre e che ogni giorno ragazzi come noi
soffrono e muoiono nei conflitti. La festa del
4 novembre non può essere solo un ricordo del passato, ma deve diventare progetto per il futuro: un progetto di pace in cui
tutti noi ragazzi siamo chiamati ad essere
protagonisti....
Noi ragazzi della quinta del plesso di
"San Felice", vogliamo condividere con i
lettori del nostro giornalino una poesia di
CORRADO ALVARO (a lato) che abbiamo
scelto per l’occasione e che riassume tutto
lo strazio della guerra.
E' la richiesta di un soldato che sta per
morire ad un compagno: scrivere una lettera ai suoi genitori per rassicurarli.
Se dovrai scrivere alla mia casa,
Dio salvi mia madre e mio padre,
non vorranno sapere
se sono morto da forte.
Vorranno sapere se la morte
sia scesa improvvisamente.
Dì loro che la mia fronte
è stata bruciata là dove
mi baciavano, e che fu lieve
il colpo, che mi parve fosse
il bacio di tutte le sere.
Dì loro che avevo goduto
tanto prima di partire,
che non c'era segreto sconosciuto
che mi restasse a scoprire;
che avevo bevuto, bevuto
tanta acqua limpida, tanta,
e che avevo mangiato con letizia,
di Corrado Alvaro
che andavo incontro al mio fato
quasi a cogliere una primizia
per addolcire il palato.
Dì loro che c'era gran sole
pel campo, e tanto grano
che mi pareva il mio piano;
che c'era tante cicale
che cantavano; e a mezzo giorno
pareva che noi stessimo a falciare,
con gioia, gli uomini intorno.
Dì loro che dopo la morte
è passato un gran carro
tutto quanto per me;
che un uomo, alzando il mio forte
petto, avea detto: Non c'è
uomo più bello preso dalla morte.
Che mi seppellirono con tanta
tanta carne di madri in compagnia
sotto un bosco d'ulivi
che non intristiscono mai;
che c'è vicina una via
ove passano i vivi
cantando con allegria.
Se dovrai scrivere alla mia casa,
Dio salvi mia madre e mio padre,
la tua lettera sarà creduta
mia e sarà benvenuta.
Così la morte entrerà
e il fratellino la festeggerà.
Gli alunni di classe V
Primaria San Felice
"Giornat a Nazionale della Bandiera"
Il 7 gennaio di ogni anno ricorre la “Giornata nazionale della Bandiera italiana”, istituita con la legge
n.671 del 31 dicembre 1996. Il 7 gennaio ricorda
quello del 1797 quando a Reggio Emilia il
Parlamento di allora decise di rendere universale "lo
Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre colori: verde,
bianco e rosso".
La bandiera italiana è il Tricolore, così chiamata
dall'articolo 12 della Costituzione Italiana, in vigore
dal primo gennaio 1948, che recita: "La bandiera
della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco
e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni."
Secondo alcune antiche poesie i colori della nostra
bandiera stanno ad indicare il verde dei nostri prati, il
bianco della neve sui monti italiani
e il colore rosso del sangue versato dai caduti per la nostra Patria! Il
vessillo italiano, insieme all'Inno di
Mameli, è il simbolo dell'unità e
LA PACE E’...
rappresenta l'orgoglio di essere itaPace non vuol dire litigare
liani. Tutti gli italiani, infatti, ovun- La pace è dolce e bella
que si trovino, sul suolo italiano o assomiglia alla caramella.
ma insieme giocare e cantare.
in terra straniera, si riconoscono
Pace significa gioia
sotto questi "simboli". In realtà i La pace è divertente
colori della nostra bandiera stabili- e fa ridere la gente.
e chi la vive non si annoia.
scono e richiamano i diritti dell'uoGli alunni di Pietraroja
mo: Giustizia, Uguaglianza e Pace significa amore
Fratellanza. E' proprio questo il e di certo allontana il dolore.
significato che intendevano dare
alla nostra bandiera i due studenti di Bologna, delle Camere), che passa in rassegna una selezione
Giovanni Battista De Rolandis e Luigi Zamboni, che di truppe armate e tiene un proprio discorso ufficiale.
Nella celebrazione di quest’anno il Presidente
per primi nel 1794, in seguito alla rivoluzione franceMattarella
ha detto che il Tricolore è la bandiera dei
se, vollero rivendicare gli stessi diritti della rivoluziocittadini
italiani
ma anche di tutti quelli che da anni
ne, sventolando una bandiera che al posto dell'azlavorano nella nostra patria e la amano come noi.
zurro aveva il verde.
In occasione della ricorrenza, presso il Palazzo del Essa perciò è un simbolo di identità e di apertura
Quirinale, viene eseguito il Cambio della Guardia in anche agli stranieri.
Come in altre date solenni, la bandiera italiana
forma solenne con lo schieramento e la sfilata del
deve
essere esposta in tutti gli uffici pubblici e delle
Reggimento Corazzieri in uniforme di gala e della
istituzioni.
Anche sulla nostra scuola sventola l'
Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo.
amato
TRICOLORE.
A Reggio Emilia la Giornata viene celebrata con la
Federica Torrillo, Federica Di Biase,
visita di una delle più alte cariche della Repubblica
Giuseppe Vitelli - IV-V - Pietraroja
Italiana (il Capo dello Stato o il Presidente di una
KENNEDY NEWS
PAGINA 12
Progetto LEGALITA’
IQBAL MASIH:
UN BAMBINO CORAGGIOSO
Ogni anno, il venti novembre, si celebra in tutto il mondo
la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia e
dell'Adolescenza. Nel mondo sono quasi cinquanta milioni i
bambini e le bambine tra i sei e i quindici anni che ancora
oggi non possono andare a scuola, a causa di guerre e
divieti. Ma in tanti non ci stanno a rinunciare al
piacere di poter imparare a scrivere e a leggere e, pur di andare a scuola mettono in pericolo la loro vita ogni giorno. Noi alunni di 5^ del
plesso di "San Felice" abbiamo voluto dedicare questa Giornata a Iqbal Masih, un ragazzo coraggioso. Alla LIM abbiamo visionato un
filmato sulla sua vita.
Iqbal Masih era nato nel 1983 in un paesino del Pakistan e aveva quattro anni quando
suo padre decise di venderlo come schiavo a
un fabbricante di tappeti, per 12 dollari.
Picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio,
Iqbal inizia a lavorare per più di dodici ore al
giorno. E' uno dei tanti bambini che tessono
tappeti in Pakistan; le loro piccole mani sono
abili e veloci, i loro salari miseri, e poi i bambini non protestano perchè possono essere
puniti più facilmente. Un giorno del 1992 Iqbal e altri bambini
escono di nascosto dalla fabbrica di tappeti per assistere
alla celebrazione della Giornata della Libertà. Forse per la
prima volta Iqbal sente parlare di diritti e dei bambini che
vivono in condizione di schiavitù, proprio come lui.
Spontaneamente decide di raccontare la sua storia: il suo
SCUOLA DELL'INFANZIA "A. e C. TAMMARO":
AFFETTIVITA' E SCUOLA
DELL' INFANZIA
L'affettività è alla base della comunicazione
umana, il suo sviluppo è essenziale per il benessere
o per un disadattamento psicologico. I rapporti affettivi positivi sono fondamentali per l'armonica maturazione del bambino sia in famiglia sia a scuola, pertanto un buon genitore o educatore deve curarlo con
estrema attenzione consapevole tra l'altro che un
sereno clima affettivo agevola e sostiene ogni processo formativo. Dopo questa premessa, è evidente
che dare una definizione del termine è riduttivo; affettività è quell'insieme di sentimenti, emozioni, passioni, rapporti positivi e negativi che per i bambini dai tre
ai sei anni riguarda molti aspetti della vita quotidiana
e coinvolge l'ambito relazionale emotivo e cognitivo.
In questa fascia di età rapporto positivo è quel senso
di attaccamento che nasce nel bambino verso chi si
occupa di lui, lo aiuta, lo incoraggia consentendogli
di compiere le sue piccole imprese. Negativo è invece quel rapporto che nasce verso chi lo trascura, lo
ignora o ostacola il suo agire. La scuola, in particolare quella dell'infanzia ha l'importante compito di educare all'affettività sviluppando e/o consolidando rapporti positivi perché è stato dimostrato che da solidi
legami affettivi nasce l'accettazione delle norme
morali ritenute la base per lo sviluppo cognitivo di
ognuno. La scuola dell'infanzia per la sua stessa progettualità si prefigge questo delicato compito ed
Anno 9 - Numero 1
Gennaio 2016
improvvisato discorso fa clamore e nei giorni successivi
viene pubblicato dai giornali locali. Iqbal decide anche
che non vuole tornare a lavorare in fabbrica e un avvocato lo aiuta a preparare una lettera di "dimissioni" da presentare al suo padrone.
Durante la manifestazione Iqbal conosce un sindacalista che rappresenterà la sua guida verso una nuova vita
in difesa dei diritti dei bambini. Così Iqbal comincia a raccontare la sua storia sui teleschermi di tutto il
mondo, diventa simbolo e portavoce del
dramma dei bambini lavoratori nei convegni,
prima nei paesi asiatici, poi a Stoccolma e a
Boston: "Da grande voglio diventare avvocato
e lottare perché i bambini non lavorino troppo". Iqbal ricomincia a studiare senza interrompere il suo impegno di piccolo sindacalista.
Ma la storia della sua libertà è breve. Il 16
aprile 1995, il giorno di Pasqua, gli sparano
mentre corre in bicicletta nella sua città natale
Muridke. "Un complotto della mafia dei tappeti" si dirà dopo il suo assassinio. Qualcuno si
era sentito minacciato dall'attivismo di Iqbal,
la polizia fu accusata di essere d' accordo
con gli assassini.
Con i 15 mila dollari del Premio Reebok per
la Gioventù in Azione ricevuti nel dicembre '94 a Boston,
Iqbal voleva costruire una scuola perché i bambini schiavi potessero ricominciare a studiare... Grazie a lui molti
bambini sono potuti andare a scuola.
CLASSE V Plesso di "SAN FELICE"
I DIRITTI DEI BAMBINI
La nostra società è organizzata sulle
regole, molte di queste sono scritte. Nel
1989 i potenti della Terra hanno scritto
un documento che contiene i diritti per i
bambini. Nacque così la Convenzione
Internazionale sui Diritti dell'Infanzia,
per garantire un'infanzia serena a tutti i
bambini del mondo. Per questo motivo
ogni anno il 20 novembre si celebra la
Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Stamattina alla LIM abbiamo visto un
video sui diritti dell'Infanzia e abbiamo
capito che ci sono bambini che soffrono
perché non hanno una famiglia, non
hanno il cibo, sono costretti a lavorare,
a rubare e non vanno a scuola, ci sono
anche bambini soldati. Noi siamo molto
fortunati, perché abbiamo una famiglia,
andiamo a scuola, giochiamo ma,
soprattutto, siamo rispettati e amati.
Classe seconda San Felice
Progetto AFFETTIVITA’
attraverso le innumerevoli attività che propone
cerca di "tirar fuori" da ogni suo piccolo allievo i vari
stati d'animo: emozioni, reazioni, rabbia, cerca di
dar senso ai pensieri di ogni bambino, di aiutarlo a
dominare impulsi e tensioni. Noi docenti all'ingresso
dei bambini a scuola, attraverso il "Progetto
Accoglienza" ci impegniamo a promuovere il loro
benessere affettivo e relazionale, a favorire la fiducia in se, avviarli alla collaborazione riducendo
ansie, paure, aggressività e rancore, creando per
loro un ambiente sereno, adeguando tempi e spazi
alle singole esigenze. Ogni percorso didattico attraverso il gioco e l'esplorazione tendono a sviluppare
l'autonomia accrescendo attraverso azioni di routine quali vestirsi, svestirsi, l'uso dei bagni, il calenda-
rio, la presenza, il pranzo, il gioco nel piccolo o
grande gruppo, il gioco di finzione e le stesse quotidiane attività di intersezione servono a stabilire
quelle relazioni positive con adulti e pari ed acquisire fiducia nell' ambiente. Educare all'affettività è
importante oggi più che mai, è un bene per i nostri
bambini, molti dei quali trascorrono intere giornate
in compagnia di giochi elettronici, oggi che l'infanzia ha perso quella distinzione dal mondo adulto,
oggi che i bambini non sanno più litigare per poi
fare pace guardandosi negli occhi. Noi docenti, nel
nostro delicato compito di educatori vogliamo
avviare i nostri piccoli alla soluzione dei problemi,
promuovendo il rispetto di sé e degli altri, delle
diversità, di spazi condivisi. Aiutare i bambini a riconoscere la propria dimensione affettiva: ansia, paura,
collera, dolore: la strategia dell'ascolto è fondamentale per questo. Il raccontare, il raccontarsi, trovare il
tempo per l'ascolto serve a far esprimere ad ogni
bambino le proprie emozioni, a buttarle fuori, a fronteggiare le difficoltà, accettare le sconfitte, chiedere
e porgere aiuto collaborando. Ascoltare un bambino
ci aiuta a capire ciò che pensa facendolo sentire libero di pensare, portarlo ad esprimere i propri pensieri
e sentimenti rafforza la fiducia nelle proprie capacità.
Drammatizzazioni, giochi di ruolo, giochi di regole
hanno questo scopo, rafforzare fiducia in sé, cooperazione ed impegno per il raggiungimento di uno
stesso fine. La scuola dell'infanzia pur non essendo
soggetta all'obbligo di frequenza, ha un ruolo molto
importante nel percorso educativo e di crescita di
ogni bambino, essa non è solo il luogo dove i bambini "stanno", dove giocano e socializzano, essa è
molto di più, è il luogo di incontro tra adulti e bambini, in cui questi ultimi fanno conoscenza reciproca, si
muovono, parlano, inventano, creano, giocano,
ascoltano, comunicano, sognano e condividono con
gli altri idee ed esperienze, acquisendo il piacere di
stare insieme. In questo contesto di relazioni, si
cerca di "formare" un bambino compreso in ogni suo
piccolo sforzo, un bambino che diventerà un adulto
consapevole, capace di compiere libere scelte nel
rispetto di sé stesso e degli altri.
LE DOCENTI
Anno 9 - Numero 1
ACCADE intorno a noi
Gennaio 2016
ALLUVIONE NEL SANNIO
Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre 2015 una vera
e propria bomba d'acqua ha investito la città di
Benevento e tanti altri paesi del Sannio causando lo
straripamento del fiume Calore. La furia dell'acqua
ha trascinato con sé alberi e auto, ha allagato i primi
piani delle abitazioni e reso impraticabili le strade.
I danni maggiori si sono avuti nella parte bassa di
Benevento dove si trovano tante industrie e nella
zona di Solopaca e Ponte dove sono andati distrutti
i vigneti del famoso vino Doc .
Un'alluvione del genere era avvenuta nel 1949 ma
questa sembra che sia stata ancora più disastrosa.
Dalla montagna di Paupisi si è staccato un costone che ha portato giù una grande quantità di pietre
che ha investito case e strade trasformando il paesaggio naturale.
La pioggia caduta il 19 ottobre ha contributo ulteriormente a peggiorare le condizioni degli alluvionati
provocando ulteriori danni.
E' infatti straripato oltre al Calore anche il fiume
Tammaro che ha travolto ponti e strade nella zona di
Morcone e Circello. Nel Fortore allagamenti e frane
20 15
SA G RA de i FU NG HI
hanno costretto tante famiglie a lasciare la loro casa.
I Vigili del Fuoco e la Protezione Civile hanno cercato per giorni di rimuovere il fango dalle abitazioni
e dalle strade. Un grande aiuto è stato dato dai
volontari che sono accorsi numerosi da tutta la provincia. Anche molti giovani del nostro paese hanno
portato il loro aiuto agli alluvionati di Benevento,
mentre il nostro Comune ha provveduto alla raccolta di viveri per le famiglie di Paupisi rimaste senza
casa.
Occorrono centinaia di milioni di euro per rifare
ponti, strade, case e scuole . Ma la macchina della
solidarietà si è messa subito in moto e con i fondi
raccolti è stato possibile iniziare i primi lavori.
Infatti, a Solopaca sono state
vendute 80.000 bottiglie di vino
DOC (falanghina e aglianico)
denominate "Sporche ma
buone", sia sul posto che online; mentre su Facebook una
pagina di sostegno con l'hashtag "#SaveRummo" invitava a
comprare la famosa pasta per
dare un aiuto economico alla
fabbrica fortemente danneggiata.
L' iniziativa ha avuto grande
successo e da pochi giorni il
pastificio ha infatti ripreso la
sua produzione.
Questa drammatica vicenda che ha colpito il Sannio ci
ha sconvolti e rattristati ma nello
stesso tempo ci ha fatto comprendere che, in
momenti come questi, l'unione fa la forza e che insie-
Il museo della scuola
Un po' di tempo fa, ovvero il 26 settembre 2015, nel
nostro paese, Cusano Mutri, si è svolta la "Sagra dei
Funghi", un evento molto importante per tutto il paese
che è ormai un appuntamento annuale che attira tantissima gente. Noi ragazzi adoriamo questa sagra,
sia per gli stands gastronomici che offrono piatti tipici
che per le varie attività ricreative che è possibile effettuare, sia perché durante tale evento ha aperto i battenti il nostro "Museo della Scuola". Esso è stato
aperto nelle domeniche della Sagra, dalle ore 15:30
alle ore 20:00.
Nel nostro
Museo si possono ammira-
re interessanti e bellissimi utensili, materiale scolastico che utilizzavano i nostri nonni quando andavano a
scuola. Ci sono tanti oggetti, alcuni un pò rotti, vecchi o con pezzi mancanti ma bellissimi lo stesso,
macchine da scrivere di vecchia generazione, un torchio da stampa e un ciclostile, cioè una macchina per
duplicare i documenti. Ci sono anche vecchie cartine
geografiche, registri di classe, documenti antichi,
giradischi con dischi in vinile, mangianastri, una
cassa acustica in legno, un organo, una chitarra……
E ancora, un armadietto con giochi didattici, regoli
in legno, un teatrino di marionette, un alfabetiere, un
microscopio e la cosa che ci ha appassionati di più:
un proiettore di filmati, foto, immagini… Tutti oggetti
presi dalla soffitta e rispolverati da maestre e alunni
volenterosi di condividerli mettendoli in mostra.
Noi sette ragazze della classe
quinta abbiamo fatto da guida
nel Museo e ci siamo divertite
tantissimo. Quando è venuto il
nostro nuovo dirigente scolastico a visitare il Museo, noi non
avevamo capito che fosse lui e
una di noi è stata chiamata a fargli da guida; abbiamo provato
una sensazione di paura ma allo
stesso tempo una sensazione di
felicità, poi ci siamo tranquillizzate ed è stata un'esperienza
emozionante anche perché alla
fine dell'esposizione ha fatto i
complimenti ad ognuna di noi
dicendoci di essere state bravissime!
Vorremmo tanto che il nostro
Museo possa riaprire le porte durante ogni evento
per rivivere questa emozionante e bellissima
avventura!
Lucia Lombardo -Giulia Petrillo
classe 5^ Capoluogo
KENNEDY NEWS
PAGINA 13
me si possono affrontare meglio le difficoltà della
vita.
Per questo noi insieme a tutti voi vogliamo gridare
fortemente: FORZA SANNIO ! RIALZATI !!!
Classe Quinta - Primaria Civitella Licinio
TANT O DIVERTIMENT O!
Gli alunni dell' Istituto KENNEDY il giorno
10\12\2015 si sono recati al cinema
Modernissimo di Telese Terme per assistere ad
uno spettacolo teatrale meraviglioso intitolato
"Festa di Natale". Nella rappresentazione c'erano i personaggi di Walt Disney tanto amati da
noi bambini: Topolino, Minni, Paperino, Pluto,
Paperina e Pippo.
Nella recita si parlava dello spirito del Natale
che piaceva quasi a tutti, tranne a Paperino. In
effetti Paperino aveva scritto una lettera a
Babbo Natale e non l'aveva spostata mentre
mangiava. La lettera così si era unta, si era
attaccata internamente al sacco e Babbo
Natale non l'aveva vista. Quando arriva Babbo
Natale non c'è il dono per Paperino. Svuota
però il sacco ed esce la lettera scritta da
Paperino. Babbo Natale, previdente, trova il
regalo anche per lui. Tutti fanno festa.
Lo spettacolo è stato messo in scena dalla
compagnia teatrale LA MANSARDA, gli attori
sono stati molto bravi, la storia è stata bella e ci
siamo divertiti tanto.
Gli alunni di classe II- San Felice
UN SALTO NEL PASSATO
KENNEDY NEWS
PAGINA 14
Anno 9 - Numero 1
Gennaio 2016
nta "scr iba"
Un salto nel passa to: la clas se quar ta dive nta
Nel mese di dicembre, noi alunni di quarta
abbiamo fatto un "salto" nel passato ricostruendo l' antica arte dello scriba sumero.
Abbiamo usato canne e bastoncini di legno
(appuntiti a regola d'arte da Patrizio) come
"stilo" e tavolette di argilla come pagina. Che
fatica preparare le tavolette ! Ma una volta
finito abbiamo inciso , a caratteri cuneiformi,
la frase : "Scriba per un giorno " . Abbiamo,
poi, aggiunto il nostro nome e … il gioco era
fatto ! Però bisognava aspettare che le tavolette si asciugassero. Alcune si sono rotte perciò rifaremo l'esperienza scrivendo su tavolette più spesse e magari cotte nel forno del
ceramista che ci ha fornito l'argilla.
Ci siamo divertiti un mondo e per qualche
ora ci è sembrato di essere per
davvero degli scribi!
GLI STRUMENTI PER SCRIVERE
I Sumeri abitavano in Mesopotamia, una
terra attraversata da due fiumi e ricca di
acquitrini e di fango. Come supporto per
scrivere, trovarono comodo usare tavolette d'argilla. Per incidere il segno usavano
una bacchetta (lo stilo) che aveva la punta
a forma di cuneo o un sasso molto appuntito.
Piccoli scribi al lavoro
LE NOSTRE RICERCHE
I Sumeri hanno creato una
civiltà avanzata con il proprio
sistema di linguaggio elaborato, di scrittura, architettura,
arte, astronomia e matematica.
LA SCRITTURA CUNEIFORME
La scrittura cuneiforme è così chiamata
perchè è composta da segni che hanno
l'aspetto di piccoli cunei. All'inizio la scrittura non era composta da cunei e sulle
tavolette d'argilla si incideva la figura degli
oggetti da rappresentare e gli eventuali
segni numerici.
Purtroppo, incidere l'argilla
con una punta provocava
slabbramenti e il distacco di
frammenti d'argilla. Questo
rendeva necessarie continue
operazioni di ripulitura dei
segni mentre venivano incisi
sulle tavolette. Per evitare
questo inconveniente, si
passò ad imprimere dei tratti
rettilinei per mezzo di uno
stilo.
Classe quarta Cusano
Capoluogo
rco)
uta
L' EDUCAZIONE A SPARTA (Pl
L’ E D U C A Z I O N E
a d AT E N E ( P i t a g o r a )
Nelle scuole ateniesi, che impegnavano i giovani fino al compimento del
diciottesimo anno di età, s'insegnava a
leggere, a scrivere, a fare i calcoli, a
suonare uno strumento musicale, a
recitare l' Iliade e l' Odissea di Omero,
opere che celebravano le imprese
degli eroi greci. Ogni scuola aveva
anche una palestra ( il ginnasio), dove
si praticavano esercizi fisici.
Nell'educazione dei giovani non si trascurava la cura del corpo, che veniva
esercitato nei giochi e nelle gare.
L'educazione era rivolta anche allo spirito, con la stessa cura; non appena il
giovane era in grado di capire, gli si
insegnava ciò che è giusto e ciò che è
bello fare, nello stesso tempo ciò che è
sacrilegio e ciò che non si deve fare.
Classe quinta Primaria
Cusano Capoluogo
Quando un bimbo nasce è esaminato dagli anziani della tribù. Se lo trovano sano e robusto consentono che sia allevato,
se sembra loro malnato lo gettano in una voragine. Sono infatti convinti che se un essere non è sano e robusto, non è
vantaggioso né per lui né per la città che esso viva. Fin da piccoli, i bimbi spartani sono sottoposti a un'educazione durissima: imparano appena a leggere e a scrivere, sono rasati a zero e abituati a camminare scalzi, a essere contenti dei poveri pasti che vengono distribuiti alla mensa comune, a non aver paura del buio e a rimanere soli senza piagnucolare come
Antonia Orsino classe5^ Capoluogo
vili.
La SCUOLA
al tempo dei SUMERI
Noi alunni di classe 4^ studiando storia quest'anno scolastico siamo rimasti colpiti dalla durezza e dalla severità del
metodo d'insegnamento che veniva utilizzato nella scuola
sumera.. Ci riteniamo fortunati perché noi viviamo in un
ambiente scolastico accogliente, sereno e piacevole.
Presentiamo la nostra ricerca sulla scuola sumera.
Presso gli antichi Sumeri la scuola veniva chiamata
"Edubba" che significa " casa delle tavolette". Il suo nome
deriva dal materiale utilizzato per la scrittura: delle tavolette
di argilla incise per mezzo di un bastoncino con la punta
triangolare.
La scrittura cuneiforme è
un tipo di antica scrittura
che si eseguiva con uno
stilo, imprimendo sull'argilla
particolari segni o glifi composti da brevi incisioni a
forma piramidale e appuntita, che possono ricordare
dei chiodini o dei cunei. Da
cui appunto la definizione
di scrittura cuneiforme.
La scuola, era situata
nella Ziqqurat, l'edificio più
importante della città.
Veniva frequentata solo da
bambini maschi appartenenti a famiglie ricche e di età compresa fra 16 e 18 anni ;
le femmine, invece, non erano ammesse. Il direttore veniva
chiamato "Ummia", " l'esperto", ed era aiutato dai maestri
che seguivano gli alunni singolarmente. Le lezioni si svolgevano dall'alba al tramonto. Gli esercizi erano sia orali che
scritti: i ragazzi scrivevano sotto dettatura o copiavano dei
testi-modello, che poi venivano imparati a memoria per il
giorno successivo. Solo dopo un lungo allenamento potevano iniziare a scrivere di loro pugno. I maestri erano molto
severi e c'erano due regole da seguire: non erano ammessi
ritardi, distrazioni e sbagli. Ogni piccolo errore veniva punito
con dolorose bastonate sulla schiena o altre punizioni corporali.
Al termine degli studi i ragazzi diventavano degli scribi e
lavoravano al servizio del re.
Questo che vi vogliamo far leggere è il racconto di una tipica giornata di uno scolaro sumero, ritrovato su una tavoletta, che dimostra quanto fosse severa e rigida l'educazione
scolastica.
V ita di un povero scolaro
Quando mi alzavo presto la mattina,
mi volgevo a mia madre e le dicevo:
"Dammi la colazione, devo andare a scuola!"
Mia madre mi dava due focacce e io uscivo;
mia madre mi dava due focacce e io andavo a scuola.
A scuola l'incaricato della puntualità diceva:
"Perché sei in ritardo?"
Io ero impaurito e il cuore mi batteva,
entravo davanti al mio maestro e facevo l'inchino.
Il mio direttore leggeva la mia tavoletta, diceva:
"Ci manca qualcosa", mi bastonava.
L'incaricato del silenzio diceva:
"Perché parlavi senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato della condotta diceva:
"Perché ti sei alzato senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato della frusta diceva:
"Perché hai preso questo senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato di sumerico diceva:
"Perché non hai parlato sumerico?", mi bastonava.
Il mio maestro diceva:
"La tua mano non è buona", mi bastonava.
Classe IV, Plesso di "San Felice"
NATALE ... a scuola
Anno 9 - Numero 1
KENNEDY NEWS
Gennaio 2016
PAGINA 15
PLESS O CIVITE LLA LICINI O:
Natale"
"REC UPE Riam o il Natale"
La scuola Primaria e dell'Infanzia di
Civitella Licinio quest'anno ha realizzato
il progetto "RECUPERiamo il Natale"
con lo scopo di riscoprire il vero senso di
questa festa che molto spesso viene
dimenticato e, nello stesso tempo, utilizzare materiale di riciclo per creare
oggetti e addobbi natalizi.
Noi alunni di scuola primaria abbiamo
innanzitutto approfondito il problema
dello smaltimento dei rifiuti e abbiamo
capito quanto è importante fare la raccolta differenziata poiché permette di
ridurre la quantità dei rifiuti con il riutilizzo. Per questo motivo anche noi abbiamo voluto dare una mano all'ambiente
con la raccolta di bottiglie di plastica di
ogni tipo e colore e , poiché ne occorrevano tante, abbiamo coinvolto amici e
parenti. Con esse abbiamo fatto cose
che di sicuro non immaginavamo!
Il nostro primo impegno è stato quello
di realizzare tantissimi fiori per addobbare l'albero di Natale della nostra frazione alto più di quattro metri, la cui accensione è avvenuta l'8 dicembre.
Poi abbiamo preparato gli addobbi per l'albero della nostra scuola.
Che meraviglia! Semplici materiali di scarto sono diventati veri capolavori che
sembravano di vetro soffiato, leggeri e trasparenti, resi ancora più belli dai deco-
Cusano Capoluogo:
ri con smalti e brillantini.
Inoltre, abbiamo creato le decorazioni per
le aule e un bellissimo portacandele a forma di stella
di Natale che ognuno di noi ha portato a casa come
dono ai propri genitori.
Con la raccolta di vecchie riviste e fumetti
abbiamo realizzato gli
alberelli
di
Natale
seguendo la semplice
tecnica di piegatura del
foglio.
Le attività di laboratorio
che abbiamo svolto con
entusiasmo e impegno
sono state belle e istruttive: abbiamo imparato a trasformare i rifiuti in risorse e ad essere più attenti verso
l'ambiente.
Ci siamo impegnati tantissimo anche nel preparare i
canti e la recita dal titolo "Un regalo di nome Gesù"
che ha voluto mettere in evidenza i valori propri di
questa festa che sono l'amore e la pace , veri doni del
Natale.
Classe IV-V Primaria Civitella Licinio
L a pa c e a s c u o l a
PIETRAROJA:
Il giorno 14 dicembre 2015, presso la Scuola
Primaria Capoluogo, si è svolta la recita natalizia dal titolo "NATALE DI PACE".
Noi ragazzi di quinta quest'anno abbiamo pensato e voluto realizzare questo piccolo spettacolo, per augurare a tutto il "mondo" un Natale
felice e un sereno anno nuovo.
La recita non è servita solo a questo, ma è
stata il motivo per riflettere sulla strage
avvenuta a Parigi. Noi bambini aspiriamo ad
un mondo di pace e di serenità e fatti come
quelli accaduti o che accadono spesso nel
mondo ci fanno sentire tristi.
La nostra recita è stata un'esperienza creativa. Tutti noi eravamo emozionati e non
vedevamo l'ora di esibirci davanti alle nostre
famiglie e al Dirigente Scolastico. L'emozione però non ci ha impedito di recitare e di mettercela tutta;
ancora oggi siamo felici della riuscita del lavoro che è stato ottenuto grazie all' impegno e alla volontà
di tutti. Al mondo intero auguriamo un anno di giustizia e di vera PACE.
Giovanna Grazia Civitillo e Lavinia Maturo
classe V Cusano Capoluogo
“LA NOTTE SANTA”
“La notte santa” è il titolo della poesia di Guido
Gozzano, scritta dal poeta prima del Natale 1914,
che abbiamo drammatizzato con il progetto Natale di
quest’anno. Con la sceneggiatura della poesia
abbiamo voluto rivivere l’evento cristiano avvenuto
più di duemila anni fa in modo semplice e gioioso.
Per l’occasione abbiamo realizzato uno scenario
che ha messo in risalto la grotta di Betlemme. Noi
alunni ci siamo impegnati tanto per dipingere con le
tempere i vari pezzi e il risultato ci è sembrato
apprezzabile.
I costumi che abbiamo indossato sono stati adattati dalle nostre maestre e ci hanno reso simili ai pastori e ai magi che andarono a visitare Gesù dopo la sua
nascita.
Curiosità sul Natale…
Lo sapevate che…
La tradizione dell'abete di Natale arriva dal grande nord. L'albero di Natale nasce da una tradizione
pagana davvero antichissima. In dicembre i popoli nord celebrano la notte più lunga dell'anno (solstizio d'inverno, dalla sera del 20 dicembre alla mattina del 21) augurandosi l'un l'altro di veder tornare
la luce a dominare sul buio. Si bruciava, in quella notte, un ceppo di quercia. Uomini e donne interpretavano il futuro osservando le scintille e le lingue di fuoco che salivano dal ceppo. Solo intorno al
1500 il ceppo fu sostituito con un abete (sempreverde, simbolo della natura che vive anche quando è
inverno e tutto pare morto) e fuoco e scintille furono sostituiti dal rosso di piccole mele e bacche.
Classi IV e V del Plesso di "San Felice"
Alla rappresentazione finale del 16 dicembre è
stato presente il nostro Dirigente scolastico ingegnere Bruzzaniti, il sindaco signor Angelo Torrillo, la professoressa Sasso, il presidente della Pro loco signor
Gabriele Iannicola, i nostri genitori e i ragazzi del servizio civile. Grazie a tutti per l’affetto e il calore
mostratoci.
Gli alunni di Pietraroja
NATALE ... a scuola
KENNEDY NEWS
PAGINA 16
Scuola dell'Infanzia Civitella Licinio:
“NATALE AL SETTIMO CIELO”
Il Natale nella scuola dell'infanzia, è l'occasione
per offrire ai bambini nuove esperienze didattiche,
per valorizzare sentimenti di amicizia, solidarieta', di
pace in un contesto educativo accogliente e stimolante. La scuola dell'infanzia quindi deve saper
cogliere quegli aspetti educativi che si esplicano
attraverso esperienze concrete, visibili, per favorire
Anno 9- Numero 1
Gennaio 2016
ed avviare nei bambini quei mutamenti sia
sul piano cognitivo che sul piano affettivo,
necessari per il loro sviluppo armonico.
Nell'ambito del progetto Natale, che ha
avuto come titolo "recuperiamo il Natale", i
bambini della scuola dell'infanzia di
Civitella Licinio hanno realizzato numerosi
addobbi con bottiglie di plastica e tappi con
i quali hanno agghindato l'albero posto
nella piazza del paese.
L'intento principale del progetto e' stato
quello di promuovere fin dalla piu' tenera
eta', atteggiamenti e comportamenti corretti verso la natura e l'ambiente in cui si vive e la formazione di coscienze sensibili alle problematiche
ambientali, consapevoli della propria responsabilita'
nella tutela dell'ambiente. Cio' comporta anche l'impegno a differenziare e a riciclare i rifiuti, strategia
indispensabile per non inquinare. Educare all'uso
creativo dei materiali di scarto, e' stato l'obiettivo del
lavoro svolto con i bambini che hanno realizzato
numerosi manufatti. Inoltre, i bambini hanno vissuto intensamente gli avvenimenti natalizi in un'atmosfera serena e festosa. La performance "Natale al
settimo cielo", ha offetto lo spunto per creare
momenti di condivisione e arricchimento culturale,
creativo e relazionale, li ha resi protagonisti di un
Letterine di Natale
In un mondo super tecnologico dove la lettera e la cartolina sono state mandate in "pensione",
noi bambini ancora scriviamo le nostre letterine e le leggiamo durante il pranzo di Natale.
Cara mamma e caro papà,
in questo giorno di festa ci sentiamo tutti felici. Oggi
festeggiamo insieme ai nonni e ai parenti perché è
nato Gesù. Vi voglio bene e vi auguro buon Natale,
tanta pace e salute.
Con affetto Carmine
classe seconda San Felice
cast dove tutti sono stati impegnati a rendere speciale la nascita di Gesu' con canti, nenie, luci, suoni. I
bambini hanno vissuto un momento di crescita intenso e hanno regalato ai loro genitori e ai docenti un
significativo messaggio di auguri di Natale. Alla fine
della performance c'e' stato un momento emozionante grazie alla recita di una poesia in napoletano.
Incuriositi e divertiti dal suono del dialetto i bambini
con impegno e un po' di fatica l'hanno resa simpatica con la loro interpretazione dialettale. Hanno ricordato in modo festoso che l'adesione ai valori della
solidarieta' e della pace permette di vivere con piu'
gioia le feste natalizie.
Le docenti: Alessandrelli -Cinelli
Cari genitori e cari nonni,
oggi è Natale e ricordiamo la nascita di Gesù.
Ringrazio il Signore per l'amore e l'affetto che
mi date. Prego sempre il Signore di aiutare
tutti i bambini meno fortunati e quelli che sono
malati.
Buon Natale e tanti auguri a tutti.
Con affetto Pasquale
classe seconda San Felice
Cara mamma e caro papà,
in questo giorno di festa vi dono il mio
amore. Ho una famiglia che mi vuole
bene, ho un nonno bravissimo e generoso. Penso sempre a mia nonna che non
c'è più, mi manca tanto!
Tanti, tanti auguri di pace, amore e serenità.
Con affetto Lara
classe seconda San Felice
Cara mamma, caro papà e cari nonni,
oggi è Natale la festa più bella dell'anno, tanta attesa da noi bambini. Stiamo
insieme per festeggiare la nascita di
Gesù.
Sono felice di stare con voi, vi voglio
bene e vi ringrazio per l'affetto che mi
date.
Nel mondo ci sono tanti bambini poveri,
altri vivono senza genitori e senza una
casa. Prego il bambino Gesù affinché in
questo Natale, come per magia, scompaiano tutte queste cose brutte e tutti i
Attività grafico-pittorica
bambini siano felici.
realizzata dagli alunni
Con affetto Morena
di classe prima
classe seconda San Felice
del plesso di San Felice
AL TEMPO DEI NONNI…
"LE MAITINATE"
Fin a non molti anni fa, a Cusano, la mattina di
Capodanno, prestissimo, venivi svegliato da un
dolce suono di zampogne e poi sentivi la chiara e
forte voce di un uomo che declamava:
"Sia fatta la matinata a don… (e il nome del padrone di casa).
Gli dam'i bon dì e i bon' principio d'anno:
a iss, a mugliera soia,
ai figli e a' o figlie soie,
a mamma soia, ai puadr' soie,
a i frati e o sore soie,
a i zii soie e a zie soie,
a i socre e 'a socra soie…
Dio li guardi' e li manteng'a ca a cent'anni!!!!"
Era questa la matinata di Capodanno che un gruppo di zampognari, girando nelle strade e fermandosi presso ogni porta, indirizzava al capofamiglia e a
tutti i suoi parenti.
Essi si fermavano anche davanti alle chiese ( ove
nel passato seppellivano i morti ) per indirizzare
alle anime del Purgatorio questa matinata:
" O anim biate che a chiustu munn' avet' state
m' Briatorio v' truat'
priat a Dio e l'Eterno Padre,
per le nostre necessità".
Classi IV e V del Plesso di "San Felice"
Redazione:
Dirigente Scolastico
ing. Natale Bruzzaniti
Referente ins. Michelina Venditto
Gli alunni e i docenti
della Scuola Primaria e dell’Infanzia
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