8 Marzo: la riflessione delle Donne AUSER

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8 Marzo: la riflessione delle Donne AUSER
“8 Marzo: la riflessione delle Donne AUSER”
Parlare di violenza di genere oggi sembrerebbe quasi un esercizio retorico per la quantità d’interventi e discussioni che appaiono nei
media quotidianamente se non fosse che i fatti ci riportano e ad una realtà talmente vera e drammatica da imporci ad una dovuta e
non superficiale attenzione e riflessione. La violenza di genere tocca sotto diverse forme e gradi una notevole percentuale di donne.
Essa è considerata dalla comunità internazionale una violazione dei diritti umani già dal 1993, anno in cui all’esito della II
Conferenza mondiale sui diritti umani viene adottata la Dichiarazione di Vienna, che esplicitamente riconosce la violenza come una
manifestazione delle relazioni di potere storicamente ineguali tra uomini e donne. Relazioni di potere asimmetriche che hanno
portato nel corso dei secoli gli uomini alla dominazione e alla discriminazione delle donne, impedendone il pieno progresso sociale e
culturale, oltre che il pieno godimento dei diritti. Un fenomeno che non arretra e che ci deve interrogare tutti sia per comprenderne le
dimensioni e le caratteristiche, sia per individuare le modalità d’intervento più efficaci al fine di modificare il trend in netto aumento. Il
nostro tempo segnato dall’affermazione in ogni luogo del concetto di libertà e autodeterminazione per tutti, non evidenzia nei fatti
l’acquisizione dello stesso diritto da parte delle donne, le quali in molte, troppe circostanze sembrano subire il dominio maschile sia
in ambito famigliare che extra famigliare. La violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle donne, infatti, si concretizza
nell’uso e abuso di potere e controllo di donne e ragazze, tanto nella sfera pubblica che in quella privata ed è intrinsecamente
connessa agli stereotipi di genere che fondano e perpetrano tale violenza, insieme ad altri fattori, come quelli economici e sociali,
che possono acuire la vulnerabilità alla violenza.
Come superare i tanti impedimenti al godimento dei diritti fondamentali relativamente al genere femminile e arginare le troppe
manifestazioni di violenza?
Si possono individuare vari percorsi.
La conoscenza e l’approfondimento del fenomeno oltrepassando il sensazionalismo giornalistico
Il sostegno e l’estensione massiccia di prevenzione e di intervento integrato messo in atto in alcune aree del nostro paese
creando sinergie positive fra ente pubblico e privato sociale.
L’intervento nelle scuole con proposte formative fin dai primi anni per educare al rispetto delle diversità e alla parità di
valutazione e considerazione fra i sessi.
L’individuazione di forme attive di pressione alla componente politico amministrativa locale affinché adotti più efficaci misure
legislative e di bilancio rispetto a quelle fin qui adottate (Deliberazione n. 35/CR del 3 maggio 2013.Articolo 8 L.R. n. 3/2003 e
articolo 62 L.R. n. 1/2004)
L’incremento, il supporto e la valorizzazione dei luoghi in cui gruppi di volontari ed esperti si adoperano per fornire un aiuto
competente sia sotto l’aspetto sociale e psicologico, che legale, alle donne vittime di violenza e sopruso.
Questi luoghi in Veneto sono presenti in tutte le provincie e sono individuabili negli Sportelli Donna, Centri Antiviolenza, Case rifugio
e Case di seconda accoglienza, ma siamo ancora sotto i livelli sanciti dall’Unione Europea che prevedono un Centro antiviolenza
ogni 10.000 persone e una Casa rifugio almeno ogni 50.000 abitanti.
A Padova in particolare è attivo da 24 anni il Centro Veneto Progetti Donna dell’Auser che offre una gamma molto vasta di servizi
a favore delle donne vittime di violenza, dall’accoglienza della segnalazione telefonica (con un numero verde gratuito 800. 81 46 81),
al sostegno legale e psicologico, alla protezione fisica della donna che ha subito violenza offrendo rifugio temporaneo per sé e per i
figli in abitazioni dotate di opportune misure di sicurezza e privacy. Al Centro si sono rivolte e hanno trovato aiuto e sostegno
moltissime donne, con un andamento crescente negli ultimi anni. I dati lo dimostrano: 2008: 140 donne; 2009: 200 donne; 2010:
275 donne; 2011: 302 donne; 2012: 375 donne; 2013: 720 donne; mentre nei primi due mesi del 2014 sono 186 le richieste di aiuto.
Nel Veneto altri Unità locali Auser hanno in programma l’attivazione di progetti di sensibilizzazione e formazione con seminari e corsi
rivolti alla popolazione non solo femminile per affermare il principio che la violenza e il sopruso non possono avere cittadinanza in
una società civile e matura e parimenti nella sfera famigliare e affettiva non possono più essere interpretati come altri aspetti
dell’amore.
In ambito nazionale si assume che “le donne di Auser possono contribuire al cambiamento sociale e promuovere una cultura
antidiscriminatoria, anche partendo dalla nostra associazione e dai nostri valori.
La violenza di genere, terribilmente diffusa nel nostro Paese, non è un problema solo “femminile”. E' una questione di democrazia
negata che si combatte con trasformazioni culturali ampiamente condivise, capaci di diffondere l'affermazione della legalità, dei
diritti, delle libertà e del reciproco riconoscimento dei generi.
Oltre alle leggi, abbiamo bisogno di una politica nuova, fatta da uomini e donne, per arrivare ad una democrazia paritaria e costruire
un Paese migliore per le donne e quindi per tutti”.
p. le Donne AUSER del Veneto
Silvana Ciscato – Maria Cristina Bastianello – Verena Dall’Omo – Lucia De Giuli – Maria Gallo
Campalto – Venezia, 05.03.2014

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