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470 Rib
Hanno cominciato con i prammini, poi si sono cimentati sugli
smontabili e adesso ci provano anche con i semirigidi di medie
dimensioni. Sono i battelli «made in China» distribuiti in Italia
da un’azienda toscana che fornisce al partner orientale anche
un supporto in sede progettuale. Il modello oggetto del nostro
test segue la migliore tradizione nazionale. E’ robusto, ben
fatto (a parte alcuni accessori), rifinito con cura e naviga pure
bene, a patto di saper sistemare i pesi in modo adeguato.
Il prezzo, però, non è… da cinesi.
avevamo preannunciato: piccoli gommoni cinesi crescono di continuo.
E crescono bene. Con questo nuovo
470 Rib, che specie nelle linee d’acqua appare chiaramente ispirato alla
scuola italiana, l’importatore ha fatto un ulteriore passo verso le dimensioni oggi più
richieste dagli utenti nazionali, in attesa di
superare - probabilmente nella stagione
2006 - la soglia dei cinque metri e mezzo e
oltre. Insomma, una volta avviata, la valanga
cinese non sembra voglia proprio arrestarsi.
Il modello della nostra prova non si discosta, come tecnologia costruttiva, dai precedenti
semirigidi made in China distribuiti da Raimar.
La vetroresina della carena e del controstampo
di coperta è molto pulita, ben lavorata e denota una cura tutt’altro che superficiale dei dettagli sia negli irrigidimenti sia negli accoppiamenti. Anche la parte pneumatica si presenta
bene, con le saldature del tessuto in Pvc - generalizzato da 1.000 dtex - e con gli incollaggi,
in alternativa alle saldature - a base di collanti poliuretanici. Interessante il fatto che le
giunzioni delle varie pezze hanno una sovrapposizione di 25 mm, con coprigiunti
dello stesso materiale di ben 35 mm, quindi
non più leggeri e per soli scopi estetici.
Qualche piccola imperfezione si riscontra
ormai solo nell’incollaggio del robusto bottaccio perimetrale - manchevolezza peraltro
solo estetica - e nelle zone non direttamente
in vista, ma siamo su un margine di tolleranza che non si discosta da quello dei battelli
europei (specie francesi) di analoga classe.
In generale la parte pneumatica è ben assemblata e, tutto sommato, appare robusta,
piacevole anche nei colori bianco perlato (molto delicato) e grigio. A riprova della fiducia nel
prodotto, la Raimar ha portato la garanzia del
tessuto a ben cinque anni contro ogni tipo di
deterioramento, anche in caso di contatto con
idrocarburi ed esposizione agli ultravioletti.
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Nel vertice di prora trova posto un gavone ricavato in controstampata; la stiva è abbastanza
capiente e le canaline di scolo dell’acqua sufficientemente profonde. I ganci non sono incassati. Bene, invece, i golfari di alaggio.
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L’importatore italiano non si limita a una semplice collaborazione commerciale, ma funge
anche da consulente progettuale per i costruttori cinesi, a maggior garanzia del fatto che i
battelli diretti al mercato europeo rispondono
non solo alle specifiche tecniche, ma anche e
soprattutto al gusto degli utenti italiani.
Il rovescio della medaglia è rappresentato
dal fatto che i gommoni arrivano dal Paese
del Dragone in versione open e gli accessori
di coperta - consolle di guida, sedili, eccetera
- sono quasi tutti acquistati da Raimar sul
mercato nazionale, con scelte che rispondono
alle principali richieste del nostro mercato,
ma non sempre felicissime sul piano della
qualità. Bisogna, comunque, ammettere che
Raimar sta attentamente vagliando le prime
esperienze e negli ultimi prodotti dà l’impressione di voler meglio selezionare gli accessori
montati in Italia non solo sulla base del loro
costo, ma anche dell’affidabilità e della durata.
Scendendo nei dettagli, il modello oggetto
della nostra prova è, di fatto, un’estensione in lunghezza del più corto 420 (si ve-
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La carena del Raimar 470 s’ispira alla «scuola» italiana, con linee d’acqua che riprendono la forma del più piccolo 420 e una moderata stellatura a prua. I golfari d’alaggio, forniti di serie, sono
utili, ma non certamente indispensabili per un gommone come questo: grazie alla notevole leggerezza (poco meno di 200 kg) può essere messo in acqua dallo scivolo senza particolari difficoltà.
da al proposito la prova pubblicata sul fascicolo
n. 230), di cui mantiene larghezza massima,
diametro dei tubolari e forme di carena fino a
mezza barca. L’allungamento è stato ottenuto
inserendo mezzo metro di carena verso poppa, con lo stesso specchio opportunamente
rinforzato, per montare motori di potenza
massima fino a 50 hp (il «fratellino» di 4,20
metri si ferma a 40 hp). Malgrado la «clonazione», il rib è armonioso, equilibrato e non
denota forzature estetiche. L’opera viva ha
una moderata stellatura prodiera che si addolcisce verso poppa per dare portanza anche con potenze ridotte, senza pattini longitudinali né delta poppiero: una carena, in
pratica, che assomiglia molto all’opera viva di
un notissimo gommone italiano.
I terminali di poppa sono a cono, sulla fal-
sariga della vecchia scuola europea, ma funzionano bene e nelle potenze medie di prova
non trascinano eccessivamente acqua. Il pozzetto è pulito, con un buon antiscivolo a
stampo e ombrinali non particolarmente efficaci, ma in linea con la produzione cinese attuale. I tientibene sui tubolari sono del tipo a
cordone ritorto, fissati con placche incollate:
un sistema simile a quello dei gommoni più
piccoli dello stesso costruttore, che su queste
dimensioni funziona, ma è esteticamente un
po’ povero. Secondo la scuola francese, sulla
parte alta dei tubolari, verso prua, sono incollati due fazzoletti che possono servire anche
per un sedile a panca, da noi poco gradito.
Il càssero di guida e il sedile-cassapanca di
poppa sono, invece, prodotti e montati in Italia: piacevoli a vedersi, ma un po’ leggeri, tanto
che lo schienale ribaltabile della seduta alla fine
della nostra prova dava già preoccupanti segni
di affaticamento. La consolle, priva di parabrezza, ma completa di tubolare sul coronamento, è disassata sulla dritta per lasciare un
comodo passaggio sul lato opposto. La cassapanca, larga quanto l’intero pozzetto, si apre
sollevando la seduta e ospita la batteria più altri accessori. Lo spazio è abbondante, ma la
stiva non è drenata: il fissaggio avviene con
quattro bulloni sul pozzetto e in teoria la tenuta dovrebbe essere ridondante. Un secondo
gavone è a prua, subito dopo quello dell’ancora, sufficientemente profondo per gli eventuali
cuscini prendisole e qualche accessorio.
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Tutti i principali accessori
di coperta sono di provenienza italiana, installati
dalla Raimar. Manca il parabrezza che, però, su queste misure appare quasi del
tutto superfluo. Le valvole
risultano un po’ sporgenti.
La portata di omologazione è in linea con le
normative CE, ma le nove persone indicate dal
certificato come massimo sono davvero un eccesso, come del resto succede sui gommoni italiani di pari misura. Ben realizzati, infine, i piccoli dettagli relativi all’ormeggio e al rimorchio:
golfare di prua e campanelle sui masconi per rimorchiare il gommone dietro uno yacht.
IN NAVIGAZIONE
L’esemplare in prova era motorizzato con
un economico bicilindrico Mercury 40 hp 2
tempi - soluzione che viene offerta anche in
eventuale package dalla stessa Raimar a poco
più di 11 mila euro tutto compreso - e circa 80
kg di peso reale imbarcato. Il 470 Rib si comporta bene con un carico medio di 3/4 persone, mentre con il solo pilota ha qualche reazione nervosa specie a prua, peraltro ben controllabile se il pilota ha un po’ di «manico».
Fino a quattro persone, inoltre, lo spazio a
bordo è ben gestibile e tenendo un passeggero
sulla panca a fianco del pilota, più i due rimanenti subito a pruavia della consolle, il battello
plana facilmente in circa 6 secondi e si distende quasi senza bisogno di trim o di spostamenti del carico. La caratteristica leggerezza
di prua di questi rib si manifesta, come accennato, unicamente a battello scarico, con il solo pilota e dandoci dentro con l’acceleratore.
In condizioni di uso turistico, avendo cura di
non sovraccaricare la poppa, il battello è praticamente neutro e si guida bene anche in condizioni di vento teso e di piccola onda fresca.
La posizione di guida è un compromesso: si
governa bene da seduti, a conferma della vocazione turistica, mentre in piedi il pilota ha il timone pressoché sul ventre e non si trova nella
condizione ideale per manovrarlo al meglio.
Un vantaggio della cassapanca è che viene fornita come accessorio e può essere
quindi bloccata sulla misura
del pilota e secondo le sue
abitudini di guida (in piedi
a braccia allungate, solo seduto, eccetera).
La timoneria è, ovviamente, meccanica, ma
funziona senza impuntature e sembra robusta.
Sotto al volante si apre un gavoncino in abs rigido - anch’esso di provenienza nazionale - attraverso il quale si possono controllare gli
eventuali cablaggi elettrici e la scatola di guida.
Le prestazioni rilevate durante la nostra
prova, che si è svolta in condizioni atmosferiche perturbate, sono puramente indicative a
causa della mancanza di uno specchio d’acqua
Grazie alla notevole scorrevolezza della carena e al peso contenuto, il Raimar 470 Rib è
in grado di spuntare buone prestazioni anche con fuoribordo di potenza limitata, purché di massa non eccessiva. Con la motorizzazione in prova abbiamo raggiunto i 28 nodi.
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I NUMERI DELLA PROVA
le caratteristiche tecniche
RAIMAR 470 RIB
Lunghezza f.t.
470 cm
Lunghezza interna
360 cm
Larghezza f.t.
188 cm
Larghezza interna
93 cm
Diametro tubolari
47 cm
Compartimenti
Altezza specchio di poppa
3
per motori a gambo lungo
Portata persone
9
Peso
183 kg
Potenza massima applicabile
50 hp (36,7 kW)
Omologazione
CE, categoria «C»
€ 4.500,00 (Iva esclusa)
Prezzo (versione base)
il costruttore
il motore di prova
Tessuto gommato:
Pvc a base poliestere
spalmato da 1.000 dtex
Mercury 40 ELPTO (2 tempi)
Progetto:
Cantiere/Raimar
Regime
4.500-5.500
di potenza massima giri/min
Potenza
massima
Cilindri
La panca di poppa è imbullonata al piano di
calpestio e può essere sistemata nella posizione più consona al pilota. Un po’ troppo delicato lo schienale, che già dopo alcune ore dava preoccupanti segni di cedimento. Efficace,
invece, il trattamento antiscivolo del pagliolo.
sufficientemente calmo per poter effettuare il
consueto test di velocità. Con il solo pilota il
battello ha «allungato» fino a 28 nodi sul Gps,
tenendosi intorno ai 21 nodi nella navigazione
da crociera veloce, con frequenti richiami del
gas per non impattare troppo. Con quattro
persone a bordo abbiamo mantenuto circa 20
nodi di crociera, senza dover spremere tutto il
motore: segno di una buona carena, senza
complessi né presunzioni, che in sostanza pare
clonata con saggezza e modestia. Dovendo
rallentare al limite dell’uscita di planata il battello tende un po’ a sedersi, ma la risposta del
fuoribordo a 2 tempi è immediata e si riparte
quasi subito. Scia pulita, virate corrette senza
abbattere troppo e senza impuntarsi, confermano che il battello ha una vocazione «da famiglia» e dovrebbe comportarsi in modo sostanG
zialmente sicuro anche in mano a neofiti.
40 hp
(29,4 kW)
2, in linea
Allestimento:
Raimar
Cilindrata
Indirizzo:
Raimar, distribuito
da Bicinque
Via E. Mattei, 721/F
Zona Ind.le Mugnano (Lucca)
55100 Lucca
Tel. e Fax 0583/401402
E-mail: [email protected]
Internet: www.raimar.it
Alimentazione carburatore (1)
ci è piaciuto di più
ci è piaciuto di meno
L’estetica generale
pulita e lineare
La fragilità dello schienale
della panca
La qualità del tessuto
e della vetroresina
La leggerezza di prua
con il solo pilota
Il comportamento
con medio carico
Lo scarso drenaggio
dei gavoni
644 cc
Alesaggio x corsa 76 x 71 mm
Accensione
CDI
Alternatore
12V - 18A
Rapporto di riduzione
2,00:1
Gambo
lungo
Peso
75 kg
Prezzo € 4.560,00 (Iva inclusa)
© Copyright by Koster Publishing 2005
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