La Nuova Provincia 10 April 2012 / ˝Costruire troppo condannerà all

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La Nuova Provincia 10 April 2012 / ˝Costruire troppo condannerà all
MERCOLEDÌ
anno 59 - N.
Sped. in A.P. - D:L: 353/2003
(Conv.in L.27/022004 n° 46) Art.
1, comma 2, DCB Asti
28
DAL 1953 IL BISETTIMANALE INDIPENDENTE DI ASTI E PROVINCIA
La banda del buco
torna a colpire
dentro i capannoni
Gancia, scesi a 17
gli esuberi: al via
“cassa” e mobilità
aziende nella zona
s3 Due
industriale visitate dai
Nuova Provincia
Venerdì confronto
con i candidati
venerdì l’accors10 Siglato
do tra azienda e sinda-
ladri alla vigilia dello stacco pasquale
APRILE 2012
Chi riposa
nel sarcofago
di Ankhpakhered?
a faccia tra gli
s8-9 Faccia
otto pretendenti al go-
cati. Soddisfatto l’amministratore delegato Paolo Fontana
11
euro 1,20
mistero
s17 Ildella
mummia
verno cittadino in occasione della
consegna dell’Altro Programma
conservata al Museo
Archeologico e Paleontologico
CORTEO NEL CENTRO CITTADINO
ESCLUSIVA. L’ARCHITETTO INGEGNERE ASTIGIANO CONSULENTE DEL GOVERNO INGLESE
Ratti, il designer delle città:
«Asti cresce senza un’anima»
Qual è la vocazione di Asti? Quali
sono gli strumenti che un’amministrazione comunale può utilizzare per pensare e riprogettare lo
sviluppo urbano? Perché l’urbanistica sostenibile è stata adottata
dalle principali città europee, anche quelle di medie dimensioni come Asti? Sono tutte domande al
centro del dibattito
SANTAGATI
politico le cui rispoA PAGINA
ste possono aiutare
a trasformare radicalmente un territorio, partendo da una nuova concezione di uso
ragionato degli spazi disponibili.
L’ingegnere e architetto astigiano
Carlo Ratti, il cui lavoro è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo,
ci spiega perché, anche la nostra
città, potrebbe sviluppare nuove
vocazioni partendo da un piano
strategico ragionato e dalla tutela
del territorio che la circonda.
CARLO RATTI
REGIONE
SPORT
14
Piano sanitario
Da oggi
è legge
Il nuovo Piano socio sanitario, approvato nei giorni scorsi dalla Regione, diventa legge da oggi. Suscettibile di modifiche, il documento
nasce dalla necessità di affrontare
l’aumento dei costi del sistema sanitario piemontese, mantenendo
la sostenibilità dello stesso e garantendo un’alta qualità dei servizi.
Nello specifico, la riforma prevede,
tra l’altro, la costituzione di 6 Federazioni, in capo a cui sarà posta tutta una serie di attività, e la programmazione della rete ospedaliera.
Scongiurata la divisione tra ospedale e territorio, Asti continuerà ad
avere la propria Asl e i suoi due nosocomi, che saranno indipendenti,
diventando parte, con Alessandria,
di una delle 6 Federazioni previste.
I
Zoccola a pag. 7
CASTELLO D’ANNONE
ATC-ASTI 1
Tca: in sciopero
per protesta
contro gli esuberi
Caccia, mancano
100 mila euro
dalla Regione
E’ stato proclamato lo sciopero
di 8 ore, per oggi, mercoledì,
presso la Tca srl, azienda di
Castello d’Annone, che
assembla grandi trasformatori.
La decisione è seguita al
mancato accordo di ieri,
martedì, in merito all’annuncio
di 24 esuberi su 58 dipendenti.
Annuncio che l’azienda ha
motivato con il calo di
commesse e l’impossibilità di
usare ulteriori ammortizzatori
sociali, che secondo i sindacati,
invece, ci sono.
L’Atc (ambito territoriale caccia)
Asti 1 chiude con un bilancio in
rosso di circa 100 mila euro.
Sono gli effetti dei tagli ai
trasferimenti che la Regione
Piemonte ha attuato nel 2011
ma che non erano previsti dal
Comitato che, fino all’ottobre
scorso, ha operato tenendo
conto di questi contributi. Ad
annunciarlo è il commissario
straordinario Antonello Murgia,
in scadenza a fine aprile.
I
Pasquetta in Vespa e fra i prati
Centro cittadino invaso da
centinaia di Vespe nel giorno di
Pasquetta, in occasione del
raduno. Con l’apparizione di
qualche candidato a sindaco.
Nonostante il tempo un po’
incernto e l’aria freddina, i prati si
sono affollati di gruppi e famiglie
Peira a pag. 13
ELEZIONI. VENERDÌ TOCCA A NICHI VENDOLA
CALCIO
TAMBURELLO
L’Asti pareggia
a reti bianche al Bosia
col Naviglio Trezzano
Il Callianetto
mantiene la vetta
della classifica
I
I
a pag. 25
Cresce l’attesa tra i candidati
per l’arrivo dei sostenitori “big”
L’Asti Rugby supera
nel recupero il Lecco
e vede la salvezza
A Tonco
il primo pareggio
stagionale
I
I
a pag. 27
BEPPE GRILLO, AD ASTI IL 1° MAGGIO
NICHI VENDOLA SARÀ VENERDÌ AD ASTI
Le elezioni sono sempre più vicine
e si moltiplicano gli impegni degli
aspiranti sindaci. Venerdì pomeriggio, a partire dalle 19, ad Asti arriverà Nichi Vendola, segretario nazionale di SEL (Sinistra Ecologia e
Libertà). Vendola, considerato uno
dei rinnovatori della politica di cen-
tro sinistra, incontrerà Fabrizio Brignolo e gli astigiani in piazza San
Secondo. Nelle scorse ore anche
Beppe Grillo, ispiratore del Movimento 5 Stelle, ha confermato che
sarà ad Asti la sera del 1° maggio.
I
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Fotoservizi a pag. 16
terreNOSTRE
CANELLI
I
a pag. 26
TAMBURELLO A MURO
la persona che prenota
Plateau
telefonicamente
di antipasti in
ta
lia
NON PAGA.
ig
gr
+
a
st
vi
bella
con
mista di carne te
bi
patate, vini o bi
e caffè
I
Andrea Bosca
torna a vestire
i panni di Zodiaco
RUGBY
a pag. 28
che non hanno voluto rinunciare
al tradizionale merendino. A
Cinaglio i bambini sono stati
salutati da una bella sorpresa: la
nascita di un asinello che è
diventato subito la mascotte.
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altri servizi a pagina 6
a pag. 23
NIZZA
Vigili urbani
contro i
parcheggiatori abusivi
I
Gatti a pag. 24
14
LA NUOVA PROVINCIA
MERCOLEDÌ 11 APRILE 2012
PRIMO PIANO
INTERVISTA. L’INGEGNERE E ARCHITETTO ASTIGIANO CARLO RATTI SPIEGA PERCHÉ È NECESSARIO PIANIFICARE L’URBANISTICA SOSTENIBILE
“Costruire troppo
condannerà
all’impoverimento
aree già esistenti”
Edilizia nelle periferie
ed espansione urbana:
la troppa crescita
che impoverisce la città
DI RICCARDO SANTAGATI
Crescita urbanistica sostenibile e strategie per limitare il consumo del territorio. Sono due temi su cui si discute molto e che, anche ad Asti,
vengono messi al centro di dibattiti
tra movimenti, partiti e comitati di
quartiere. Un piano urbanistico che
guarda al futuro più che al presente,
potrebbe essere la carta vincente per
cambiare le caratteristiche e le vocazioni di una città, come nel caso di
Torino passata da “capitale” industriale a culturale nel giro di pochi
anni. Ne abbiamo parlato con l’architetto e ingegnere astigiano Carlo Ratti, una dei maggiori professionisti
mondiali che si occupano di questi
temi.
La programmazione urbanistica di
una città di medie dimensioni, come Asti, quali interventi dovrebbe
considerare prioritari?
Credo che prima delle strategie urbanistiche, Asti dovrebbe partire da
un piano strategico. I piani strategici
sono nati alla fine del secolo scorso
a causa della necessità di far fronte
ai grandi processi di deindustrializzazione. Anni difficili, in cui in molte
grandi città occidentali (tipo Torino,
che da questo punto di vista è stata
una delle prime in Italia) era necessario costruire sulle macerie delle
fabbriche. Oggi però i piani strategici
in Europa sono usati con successo da
tutte quelle città di taglia media alla
ricerca di una propria vocazione.
Asti, secondo lei, è alla ricerca di una vocazione?
Mi sembra proprio di sì. Ci pensavo
qualche mese fa, di passaggio in Italia. Ho visto quei due mezzi grattacieli
al fondo di corso Torino verso l’autostrada e mi sono chiesto: ma a chi è
venuta in mente un’idea del genere?
Si tratta di un intervento che ha molto
poco a che fare con il DNA della città.
Su che cosa vuole puntare Asti? Sul
turismo di qualità? Sul vino e sull’a-
IDEE PER ASTI
A sinistra l’architetto e ingegnere Carlo Ratti.
Sopra una veduta panoramica del centro storico e,
sulla destra, foto satellitare
dell’ex ospedale cittadino, in
attesa di essere riconvertito
ad un nuovo utilizzo (foto Microsoft)
Chi è? Da Asti al MIT di Boston
L’astigiano Carlo Ratti, classe 1971, è un architetto e ingegnere di
fama mondiale.
Insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston
dove dirige il laboratorio Senseable City Lab, da lui fondato insieme
ad un collega. Al Senseable si lavora sulle nuove tecnologie digitali
e la loro implicazione su scala urbana. Ratti è considerato in tutto
il mondo una delle menti più brillanti e versatili nei propri campi
di competenza, è titolare di numerosi brevetti e ha scritto, come
autore o coautore, decine di pubblicazioni.
Carlo, che quando può torna volentieri ad Asti a trovare parenti
e amici dell’infanzia, ha esposto i propri lavori nelle maggiori città
del mondo.
Ha ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti internazionali.
Fa parte del Consiglio italiano di Design (2007); la rivista Blueprint
Magazine lo ha inserito nel gruppo delle 25 persone che cambieranno il mondo del Design (2010) mentre Forbes l’ha segnalato
nell’elenco delle persone “che bisogna conoscere” assolutamente(2011).
Sempre nel 2011 Ratti è stato uno dei presentatori al TED (Technology Entertainment Design): si tratta di uno dei più importanti
eventi in cui si parla di arte, architettura, musica, scienze e politica
e al quale partecipano i professionisti e gli studiosi più autorevoli
dei vari Paesi. Collabora con numerose testate giornalistiche e recentemente, per Il Sole 24 Ore, ha firmato insieme a Ricky Burdett
un interessante articolo che tratta proprio dei piani strategici urbani volti alla riconversione degli spazi cittadini nelle maggiori
città europee e, in particolare, di Londra.
Ratti e Burdett, infatti, sono stati consultati dal primo ministro
inglese, David Cameron, per analizzare piani urbanistici e strategici
mirati a creare le condizioni di una crescita sostenibile anche per
una metropoli come Londra dove, a breve, si terranno le Olimpiadi
del 2012.
■
groalimentare, seguendo il modello
di Bordeaux? Se questa è l’idea, intasare le periferie di casermoni non
aiuta.
Una sempre più crescente opinione
pubblica chiede che il territorio
venga risparmiato da un consumo
sfrenato che, sovente, non rispecchia le reali necessità di creare nuovi insediamenti residenziali o produttivi. Quali sono i vantaggi di
recuperare cubature esistenti e riconvertirle?
E’ un tema di grande attualità in tutto
il mondo. Nei Paesi anglosassoni si
parla di greenfields (quando si costruisce su siti vergini) e di brownfields (quando si lavora su siti già esistenti, con operazioni di
UN PIANO STRATEGICO
“Asti dovrebbe partire da qui
perché in Europa sono usati
con successo da tutte quelle città
in cerca di una propria vocazione”
r.s.
ricostruzione e di riqualificazione).
In generale i secondi sono sempre
preferibili, perché permettono alla
città di crescere ed evolvere in maniera compatta. E una città compatta
ha molti vantaggi, sia dal punto dell’interazione sociale sia dei trasporti
(significa meno ingorghi e riduzione
dell’inquinamento e dei consumi
procapite). Lavorare su brownfields
poi è quasi un obbligo quando la popolazione di una città non cresce, come nel caso di Asti. In queste situazioni, urbanizzare aree nuove vuol
dire inevitabilmente condannare al
sottoutilizzo aree costruite esistenti.
Con tutto quel che ne consegue: riduzione del prezzo degli immobili e
degrado sociale e urbano. Per usare
un paragone agricolo, se la famiglia
cresce si allarga la cascina. Ma se non
cresce ci si limita a ristrutturare qualche stanza. Bisognerebbe piuttosto
pensare all’idea di una green belt, un
anello verde di rispetto che comprenda le frazioni e circondi tutta l’area
urbanizzata, come in molte città inglesi. Non solo quelle grandi come
GUARDARE AL FUTURO
“Su che cosa vuole puntare la città?
Sul turismo di qualità? Sul vino
e sull’agroalimentare? Intasare
le periferie di casermoni non aiuta”
Londra, ma anche quelle come Cambridge, che ha una taglia simile ad Asti.
Ci può segnalare qualche città europea che, attraverso la programmazione urbanistica e l’innovazione dei servizi, ha saputo inventarsi
una nuova vocazione?
Ce ne sono molte, ma una delle più
vicine anche dal punto di vista geografico è Torino. Una città che in pochi anni è riuscita a uscire dalla monocultura dell’automobile. Più in
generale credo che sia molto interessante guardare alla Germania, un
Paese che oggi va molto bene dal
punto di vista economico grazie a una ricetta innovativa: non solo puntare sui servizi ma sviluppare un settore legato alla media industria e
all’agricoltura competitivo su scala
mondiale. La Germania oggi è l’unico
Paese al mondo che esporta quanto
la Cina. Il tema dell’agricoltura è particolarmente interessante: l’età media
degli agricoltori tedeschi è inferiore
a quarant’anni, molto inferiore a
quella degli italiani. L’agricoltura vie-
ne vista come un mestiere del futuro
e non del passato.
La crisi economica ha prosciugato
le casse dei comuni. Il ruolo dei privati sembra essere sempre più necessario nei grossi interventi urbanistici ma fino a che punto
un’amministrazione può delegare
questo compito ad altri soggetti?
Il ruolo dei privati è molto importante. Le esperienze internazionali insegnano che con le PPP (public-private-partnerships) o meglio le PPPP
(public-private-partnerships with
people) si possono portare a termine
progetti importanti. Tuttavia è necessario che l’amministrazione sia vigile
e controlli il processo in tute le sue
fasi. A volte in Italia si ha l’impressio-
ne che le pubbliche amministrazioni
svendano il territorio per far cassa giocandosi i gioielli di famiglia sulla
pelle dei cittadini di domani.
Londra, dal punto di vista del rinnovamento urbanistico, è una città
all’avanguardia che ha deciso di
sfruttare le Olimpiadi per riprogettare se stessa guardando al futuro.
Prima ancora è successo con Torino. Milano giocherà la carta dell’Expo 2015. Asti non potendo competere con queste grandi metropoli
come dovrà muoversi per non rimanere indietro?
I grandi eventi sono un’occasione importante proprio perché portano a
pensare in modo strategico. Anche
se non sono esenti da rischi: ci sono
casi positivi, come le Olimpiadi di
Barcellona e l’Expo di Brisbane, ma
anche storie fallimentari, che hanno
lasciato un’eredità di debiti e opere
inutilizzate (fra tante, Montreal e Siviglia). Bisogna sempre partire dal
post-evento e usarlo per pianificare
in modo strategico un percorso di
lunga durata. Non vale solo per le
grandi metropoli, come insegna la
cittadina belga Mons. Perché non
pensare a un evento mondiale ad Asti, usando tutto il Monferrato come
struttura ricettiva distribuita?
Ci sono giovani ingegneri, architetti, professionisti che hanno una
grande potenzialità di idee ma poco
spazio in cui lavorare. L’Italia cosa
può imparare dagli altri Paesi in tal
senso?
Creare degli spazi dove i giovani abbiano la possibilità di sviluppare nuove idee. Oggi, grazie alle tecnologie
dell’informatica, si può fare innovazione nel Monferrato come nella Silicon Valley. Una app per iPhone si
può scrivere in corso Dante o sulla
quinta strada di New York. Bisogna
solo far crescere lo spirito imprenditoriale dei giovani e dare loro delle
infrastrutture di base. Ad esempio
perché non usare alcune delle fabbriche dismesse per creare un incubatore su modello di The Hub? Noi
stiamo lavorando in questo senso sia
in Italia (Bologna, Trento) sia in giro
per il mondo (Messico, Spagna e Penisola arabica).
GENERAZIONI E IDEE NUOVE
“Bisogna far crescere
lo spirito imprenditoriale
dei giovani e dar loro
delle infrastrutture di base”

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