Cina - Ratio

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Cina - Ratio
MONOGRAFIA
mercati esteri
GUIDA ALL’INVESTIMENTO IN CINA
SOMMARIO
•
•
•
SCHEMA DI SINTESI
COME ESTERNALIZZARE IN CINA
CONSIGLI PER L’IMPRENDITORE ITALIANO IN
CINA
•
ECONOMIA
DELLA
CINA
NEL
2006
E
SCAMBI CON L’ITALIA
•
•
•
DISCIPLINA FISCALE CINESE
CONTRATTUALISTICA CINESE
CONTRATTI RELATIVI ALLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE
•
•
CASO AZIENDALE
INTERVISTA AD UN SOGGETTO CINESE SULLE
POSSIBILITÀ DI INVESTIMENTO STRANIERO
La sempre maggiore “voglia di Cina” degli imprenditori italiani obbliga le imprese ad
acquisire una conoscenza di base della legislazione commerciale impostata nel Paese
asiatico verso gli investimenti stranieri. La Cina presenta delle difficoltà oggettive
per gli operatori economici italiani. L’aumento della ricchezza cinese non è stato
sufficiente per implementare, ad oggi, 1) un sistema di sanzioni certo; 2) un’affidabilità
nella risoluzione delle dispute commerciali; 3) una rete distributiva adeguata. Tuttavia l’esponenziale crescita dell’economia cinese riserva molteplici opportunità all’investitore straniero. Per entrare nel sistema cinese in modo lungimirante è necessario
conoscere le procedure per “radicarsi” nel territorio di questa nuova potenza economica (prima fra tutte l’apertura di un ufficio di rappresentanza, permesso dal 1980)
e le più comuni tipologie contrattuali, che richiedono in molti casi maggiori cautele
rispetto a quelli italiani.
SCHEMA DI SINTESI
PERCHÈ
INVESTIRE
IN CINA?
Ö
La Cina è un paese con meno misteri.
Ha perso negli ultimi anni buona parte dell’immagine di estraneità rispetto al mondo occidentale, una miscela
di esotismo e di timore, che l’avevano posta ai margini dell’arena internazionale.
Ö
Si è consolidata, ed è ancora in crescita, un’imprenditoria privata, dinamica e di dimensioni ridotte rispetto
alle tradizionali Soe (State Owned enterprises). Le attività dei nuovi capitalisti, stimolate e protette dal partito
e dal Governo, possono trovare valide controparti nelle PMI italiane.
Ö
Dopo la missione in Cina del giugno
2007, anche i professionisti di area
contabile italiani e cinesi hanno stretto
un innovativo accordo di cooperazione che permetterà di favorire
l’internazionalizzazione dei professionisti.
Ö
Oggi, nonostante la spietata concorrenza che si registra, condurre affari con la Cina è relativamente più
semplice. Lo testimoniano la diffusione di Internet e
dell’inglese, la spettacolare frequenza delle comunicazioni, la riduzione del ruolo di Hong Kong come
“porta d’ingresso”. Non è più indispensabile dedicare grandi risorse per iniziare attività economiche con
la Cina.
Ö
La specializzazione produttiva di Italia e Cina, che
costituisce oggettivamente una minaccia economica
per la sua somiglianza, può convertirsi in opportunità, a condizione che l’approccio monodirezionale, cioè
l’export verso la Cina, venga accompagnato da forme
più articolate di intervento.
Ö
Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e
dei ragionieri ha infatti delineato il quadro operativo
per promuovere, attraverso una stretta collaborazione con il Cicpa (Institute of certified public
accountants) cinese, migliori opportunità formative
e di sviluppo professionale con riguardo alle esigenze di internazionalizzazione delle Pmi.
Ö
• Il progetto prevede 5 assi di intervento:
1. La proposta e lo svolgimento di seminari, conferenze e incontri formativi, sia in Cina che in
Italia, al fine di favorire l’acquisizione di competenze consulenziali sia per i professionisti
italiani che assistono imprese italiane in Cina, sia per quelli cinesi che assistono imprese
cinesi nelle scelte di investimento nel loro Paese.
2. La predisposizione di una banca dati di professionisti, sia italiani che cinesi, abilitati all’esercizio della professione, ai quali rivolgersi in caso di necessità di supporto professionale
qualificato.
3. Il coinvolgimento degli istituti rappresentativi delle professioni italiana e cinese nei vari
tavoli internazionali, nelle federazioni e aggregazioni di interesse professionale, al fine di
favorire la partecipazione delle rispettive professioni ai processi di definizione, valutazione,
diffusione e convergenza delle regolamentazioni tecniche.
4. Lo scambio di pubblicazioni e di scritti sui temi di interesse professionale, locale o internazionale, anche tramite la rete Internet.
5. Lo sviluppo di percorsi formativi paralleli che consentano, nel quadro della regolamentazione
dell’accesso alla professione, di acquisire qualifiche professionali utili ai professionisti
italiani per operare direttamente sul mercato cinese.
RATIOSoluzioni
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MONOGRAFIA
mercati esteri
COME ESTERNALIZZARE IN CINA
PASSI DA COMPIERE
• Analisi di fattibilità - Business Plan.
• Apertura di un ufficio di rappresentanza.
• Analisi commerciale-industriale.
• Analisi e valutazione degli aspetti logistici.
PRINCIPALI FORME
DI INVESTIMENTO
STRANIERO IN CINA
Joint venture (jv)
• Società di capitali in cui l’oggetto sociale può essere molto ampio e comprendere attività
produttive, commerciali o di servizi. Le due tipologie in uso di jv sono:
.. Equity
• Un partner straniero detiene una quota del capitale (di norma almeno il
joint venture
25%, ma non più del 99%). In questo caso la procedura di costituzione
consta delle seguenti fasi:
.. Fase 1
• Ricerca del partner.
.. È da ricordare che gran parte delle imprese con le quali
il partner straniero entrerà in contatto sarà di proprietà
statale o collettiva (una formula inesistente nelle giurisdizioni occidentali, simile alla cooperativa ma con caratteristiche solo parzialmente private).
.. In merito alla rilevazione dell’affidabilità e della solidità finanziaria dell’impresa con cui ci si accorda, è
bene notare che non esiste una fonte di informazioni
attendibile sulla salute finanziaria e patrimoniale del
partner prescelto.
Esistono però società “private” (di solito emanazioni
di organizzazioni pubbliche) che possono fornire report
informativi più o meno dettagliati sulle società cinesi.
.. Cooperative
joint venture
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RATIOSoluzioni
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.. Fase 2
• Negoziazione preliminare-redazione di una lettera d’intenti.
.. Fase 3
• Predisposizione di uno studio di fattibilità (Business Plan),
che analizzi, tra l’altro:
.. tecnologia richiesta e macchinari utilizzati dalla joint
venture;
.. fonti di materie prime, beni necessari e fonti del loro
reperimento;
.. misure di protezione ambientale;
.. citazione dei marchi e dei brevetti utilizzati;
.. numero dei dipendenti necessari alla produzione e loro
retribuzioni di massima.
.. Fase 4
• Redazione del contratto e dello statuto.
.. Fase 5
• Approvazione da parte del MOC (Ministero del Commercio) o del suo dipartimento locale e registrazione da
parte della SAIC (State Administration for Industry
and Commerce), ente incaricato, tra l’altro, della registrazione e del controllo annuale delle imprese.
.. Fase 6
• Successivi adempimenti (predisposizione dei timbri societari, conferimento del capitale sociale).
• I diritti e gli obblighi, come la misura della ripartizione dei profitti e
delle perdite, sono stabiliti dai partners nel contratto di costituzione
della società, e non sono legati alla quota di capitale sottoscritta. Inoltre
non vi è alcun limite minimo alla quota di partecipazione straniera e la
responsabilità dei soci può essere o meno limitata al capitale sociale.
MONOGRAFIA
PRINCIPALI FORME
DI INVESTIMENTO
STRANIERO IN CINA
(segue)
mercati esteri
Wholly foreign owned enterprise (WFOE)
• Con questa scelta l’investitore straniero costituisce una società a responsabilità limitata di diritto cinese, da lui
totalmente posseduta e gestita.
• Nel 1997 il numero di Wholly Foreign Enterprises
ha superato quello di altre forme societarie, ed in
particolare delle joint-ventures, in quanto si ricerca un tipo di società che metta al riparo da eventuali dolorosi “divorzi”.
Wholly foreign owned foreign trading company (FTC)
• Lo svolgimento di un’attività di trading da parte di società ad investimento straniero è
soggetta a numerosi limiti, ma è consentita, a partire dal 1996, a Shanghai, nell’area di
Waigaoqiao.
• La procedura di costituzione della FTC prevede l’approvazione da parte del competente
dipartimento del Governo della municipalità di Shanghai e la registrazione presso la SAIC
locale.
• La costituzione della FTC deve essere effettuata attraverso un agente locale autorizzato ad
espletare la relativa procedura.
• Commercio internazionale.
• Commercio interno.
• Commercio di transito.
• Magazzinaggio di prodotti.
• Le FTC costituite nell’area suddetta •
Semplice attività di lavorazione.
possono svolgere varie attività.
• Attività produttiva.
• Servizi di consulenza commerciale.
• Servizi post-vendita.
• Organizzazione di fiere.
CONSIGLI PER L’IMPRENDITORE ITALIANO IN CINA
MANTENERE UN SALDO
CONTROLLO
DELL’INVESTIMENTO
• Cercare innanzitutto di ottenere una quota di maggioranza assoluta del capitale sociale,
e, comunque, esercitare il più stretto controllo su ogni aspetto della vita della società (non
sempre facile), in materia di vendite, di management, di legami politici, ecc.
STABILIRE OBIETTIVI
COMUNI
• Potrà sembrare una osservazione scontata, ma non sempre si hanno aspettative comuni
sul futuro sviluppo della società.
PRESTARE ATTENZIONE
AI CONTRATTI
• È di assoluta importanza negoziare ogni clausola, per poter mantenere le promesse iniziali,
inserendo anche le disposizioni da attuare in caso di scioglimento della società.
IMPARARE
IL MECCANISMO
DELLE APPROVAZIONI
GOVERNATIVE
• Licenze, accordi commerciali, contratti
di joint-ventures e trasferimenti di
tecnologia necessitano di approvazioni da parte del Governo.
• È però necessario ottenere l’approvazione da parte
dell’organo competente, non solo in base alla
localizzazione della società, ma soprattutto in
relazione al capitale sociale. Al di sotto dei 30.000
US$, infatti, l’investimento è di competenza del
Governo provinciale, mentre al di sopra di tale
somma è necessario rivolgersi a quello centrale.
IMPARARE LA LEGGE
VIGENTE ED OPERANTE
• È necessario conoscere non solo le leggi storicamente emanate, che tra l’altro si rivelano
spesso generiche ed anacronistiche, ma è consigliabile contattare direttamente gli alti
ufficiali competenti per conoscere ciò che realmente è concesso ed ammesso.
PRESTARE ATTENZIONE
AI “DONI” GOVERNATIVI
• Spesso i governi locali offrono garanzie o promesse agli investitori esteri, poi platealmente
disattese una volta realizzato l’investimento.
• I governi locali possono inoltre offrire degli “sconti” fiscali o garanzie di monopolio che
si rivelano esistere solo sulla carta e si dimostrano spesso anche in contrasto con le leggi
nazionali.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
ECONOMIA DELLA CINA NEL 2006 E SCAMBI CON L’ITALIA
STATISTICHE
• Le ultime statistiche pubblicate dal governo cinese e relative all’intero 2006 denotano
un aumento del prodotto interno lordo del 10,7%.
Crescita Pil cinese 1978-2006
%
16
14
12
10
8
6
4
2
0
8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
1 97 1 97 1 98 1 98 1 98 1 98 1 98 1 98 1 98 1 98 1 98 1 98 1 99 1 99 1 99 1 99 1 99 1 99 1 99 1 99 1 99 1 99 2 00 2 00 2 00 2 00 2 00 2 00 2 00
Me
Fonte: Chinese Custom Statistics
• Ciò che sorprende non è tanto il valore
assoluto della crescita cinese, comunque ragguardevole, ma la sua regolarità: la Cina
cresce ad un tasso medio annuale vicino al
10% da 28 anni.
d ia
819 7
20 0
6
• Evidentemente non sono stati sufficienti i
tentativi governativi di frenare l’esuberanza della domanda globale, trainata da investimenti, consumi ed esportazioni.
• Nel 2° trimestre 2007 la Cina ha registrato il più forte aumento del Pil negli ultimi 12 anni
(+ 11,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
Da alcuni anni l’intenzione della dirigenza cinese è quella di qualificare in senso “armonioso” lo sviluppo economico e di far sbiadire la sua connotazione esclusivamente
quantitativa.
Altri risultati economici
• Interscambio
commerciale
della Cina
con il resto
del mondo
• È aumentato del 23,8 % rispetto all’anno precedente.
• La Cina è il 3° paese con maggiore interscambio al mondo.
• Esportazioni
• Sono cresciute più velocemente delle importazioni.
• Bilancia
commerciale
• Ha visto crescere del 74% il suo attivo (valore: 177 miliardi di US$)
• Come accenntao, la Cina è il 3° paese al mondo, sia in termini di
esportazioni che di importazioni.
Quest’ultima rilevazione è usata dalle autorità cinesi per respingere le critica che le viene mossa di invadere con le sue merci gli
altri mercati, senza contemporaneamente aprire il proprio al flusso opposto.
• In realtà la Cina importa ciò che le è necessario per produrre: macchinari, componenti e materie prime. Il prezzo internazionale di queste ultime è in continua ascesa anche a causa della domanda cinese.
• Importazioni
cinesi
dall’Italia
• Crescono con un valore molto significativo (24,1%), e superiore alla
media del mondo (19,9%).
• Per la prima volta dal 2001 l’Italia, anche se marginalmente, conquista
quote di mercato, passando dall’1,05 all’1,09 del totale.
Si tratta di un segnale incoraggiante perché rileva una possibile
inversione di tendenza. L’Italia vantava una quota di mercato dell’1,6%
nel 1999. Un calo preoccupante le aveva fatto perdere un ruolo che
tradizionalmente poneva il nostro Paese in posizioni di eccellenza,
soltanto dietro la Germania tra i Paesi UE. L’Italia è ora il 21° Paese
fornitore della Cina.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
COSA ESPORTARE
IN CINA
• La Cina acquista prevalentemente beni strumentali, soprattutto macchinari per l’industria
leggera e per la trasformazione delle materie prime utili per lo sviluppo economico del
Paese.
• I prodotti più conosciuti del Made in Italy dei beni di consumo (Sistema Persona, Sistema
Casa, Agroalimentare) rilevano valori export decisamente marginali.
Valore totale delle importazioni
(dati in M. di $)
Meccanica e applicazioni (cod. 84)
Macchinari elettrici; impianti di riproduzione
sonora; televisori (cod. 85)
Pelli grezze e cuoio (cod. 41)
Articoli di ferro e acciaio (cod. 73)
Strumenti, parti ed accessori ottici, fotografici, di misurazione, di precisione, medici e chirurgici (cod. 90)
Articoli plastici (cod. 39)
Lana e altri tessuti animali (cod. 51)
Ferro e acciaio (cod. 72)
Prodotti farmaceutici (cod. 30)
Prodotti chimici vari (cod. 38)
Chimica organica (cod. 29)
Chimica inorganica (cod. 28)
Veicoli non ferroviari (cod. 87)
Altro
COSA LA CINA
ESPORTA IN ITALIA
• Esportazioni
cinesi verso
l’Italia
8,606
100%
del totale
3,467
40,29
Variazione
% ‘05/’06
24,10
18,92
1,202
13,97
51,87
0,528
0,358
6,13
4,16
34,88
40,03
0,314
3,65
32,77
0,282
0,232
0,178
0,164
0,125
0,110
0,096
0,093
1,457
3,38
2,70
2,07
1,90
1,46
1,28
1,11
1,08
19,62
29,37
-35,35
3,87
16,30
20,79
-10,12
547,02
34,81
-
• Crescono del 36,6%, valore superiore a quello pur straordinario verso
il mondo (27,1%).
L’Italia è diventata il 10° mercato di destinazione per la Cina. L’accelerazione dello scorso anno ha fatto lievitare la posizione relativa dell’Italia, attestatasi all’1,65% del totale.
• Le esportazioni cinesi in Italia sono molto variegate e comprendono differenti settori
produttivi. Alcuni di essi sono coincidenti con tradizionali produzioni italiane e per
questo l’export cinese è spesso avvertito come una minaccia concreta.
• La qualità dei prodotti cinesi va infatti nettamente migliorando rispetto agli anni precedenti.
Valore totale delle esportazioni
(dati in M. di $)
Macchinari elettrici; impianti di riproduzione
sonora; televisori (cod. 85)
Meccanica e applicazioni (cod. 84)
Ferro e acciaio (cod. 72)
Tessile (cod. 62)
Maglieria (cod. 61)
Articoli di ferro e acciaio (cod. 73)
Veicoli non ferroviari (cod. 87)
Chimica organica (cod. 29)
Mobili; letti, materassi, cuscini; lampade
(cod. 94)
Articoli di cuoio; valigie e contenitori simili
(cod. 42)
Strumenti ed accessori ottici, fotografici, di
misurazione, di precisione, medici e chirurgici
(cod. 90)
Articoli plastici (cod. 39)
Giocattoli ed equipag. sportivo (cod. 95)
Altro
15,975
100%
del totale
Variazione
% ‘05/’06
31,02
2,162
13,54
34,42
2,053
1,695
1,327
0,746
0,633
0,486
0,449
12,86
10,63
8,31
4,67
3,96
3,04
2,81
20,75
383,86
35,22
15,82
57,73
52,79
22,52
0,434
2,72
20,39
0,427
2,68
19,59
0,423
2,65
28,56
0,353
0,328
4,138
2,21
2,06
25,93
-6,16
12,65
-
RATIOSoluzioni
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MONOGRAFIA
mercati esteri
COSA LA CINA
ESPORTA IN ITALIA
(segue)
• Bilancia
commerciale
dell’Italia
verso la Cina
Investimenti stranieri in Cina con capitale utilizzato 1999 - 2006, esclusi i prestiti
(dati in M. di US$)
Tavola n. 1
Posiz.
2005
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
26
• È stabilmente in rosso per l’Italia. Il deficit per il 2006 è stato di
7,4 miliardi di US$.
• L’Istat segnala un deficit molto maggiore, a causa di differenti
metodi di calcolo, pari ad un valore per il 2006 prevedibilmente
superiore a 11 miliardi di Euro.
• Nel 2005 la Cina ha confermato di essere la prima destinazione di
investimenti stranieri dall’estero (Ide), con un valore stabile intorno
60 M.di US$.
• Gli investimenti italiani sono leggermente aumentati, recuperando lo stesso valore del 2003, collocando l’Italia al 17° posto nella
relativa classifica.
Si tratta di una posizione sicuramente migliorabile, l’equivalente monetario è stato infatti di 320 Mln di US$, pari a circa la
metà della Francia, 1/3 del Regno Unito ed 1/5 della Germania.
• I dati disponibili per il 2006 (nov.) denotano una contrazione
degli Ide, dovuti probabilmente ad un maggior rigore selettivo
delle autorità cinesi (tavola n. 1).
• Secondo una ricerca condotta da Osservatorio Asia le presenze
italiane in Cina sono 1.461, derivanti da investimenti di 1.040
aziende (sono registrate dunque presenze multiple di molte
aziende).
• 537 presenze, il 37% del totale, sono costituite da investimenti
produttivi, mentre le restanti sono composte prevalentemente da
uffici di rappresentanza.
• Le Regioni italiane con maggiori presenze aziendali in Cina sono
Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte.
• Le principali Province o Municipalità cinesi destinazione degli
investimenti sono Shanghai, Pechino, Guangdong, Jiangsu.
Paese
Totale
Hong Kong
Isole Vergini
Giappone
Corea del Sud
U.S.A.
Taiwan
Isole Cayman
Singapore
Germania
West Samoa
Olanda
United Kingdom
Francia
Macao
Canada
Malaysia
Italia
RATIOSoluzioni
N . 3 / 2 0 0 7
-
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
40,4
16,4
2,7
3,0
1,3
4,2
2,6
0,4
2,6
1,4
0,02
0,5
1,1
0,9
0,3
0,3
0,2
0,2
40,71
15,5
3,83
2,92
1,49
4,38
2,30
0,62
2,17
1,04
0,27
0,79
1,16
0,85
0,35
0,28
0,2
0,21
46,85
16,71
5,04
4,35
2,15
4,43
2,98
1,06
2,14
1,21
0,50
0,78
1,05
0,53
0,32
0,44
0,26
0,22
52,74
17,86
6,12
4,19
2,72
5,42
3,97
1,18
2,34
0,93
0,88
0,57
0,90
0,58
0,47
0,59
0,37
0,18
53,50
17,70
5,78
5,05
4,49
4,20
3,38
0,87
2,06
0,86
0,99
0,73
0,74
0,60
0,42
0,56
0,25
0,36
60,63
18,99
6,73
5,45
6,25
3,94
3,12
2,04
2,01
1,06
1,13
0,81
0,79
0,66
0,55
0,61
0,39
0,28
60,32
17,65
9,02
6,53
5,17
3,06
2,15
1,95
1,81
1,53
1,35
1,04
0,96
0,61
0,60
0,45
0,36
0,32
5 6 0 7
2006
Gen. - Nov.
45,58
17,49
9,66
4,07
3,16
2,42
1,93
1,66
1,93
1,66
1,37
0,78
0,67
0,35
0,56
0,38
0,33
0,31
MONOGRAFIA
mercati esteri
ASPETTI VALUTARI
• In seguito all’ultima riforma del 1996 i principi fondamentali del nuovo sistema
valutario cinese possono essere così riassunti:
.. il governo cinese non pone restrizioni ai pagamenti in valuta estera e al flusso di
valuta estera in entrata e in uscita dalla Cina;
.. i privati e le società che esercitano attività per cui è necessario effettuare pagamenti in valuta estera hanno l’obbligo di dichiarare alle autorità competenti le
transazioni effettuate;
.. è proibita la circolazione di valuta estera all’interno del Paese.
Nessuna operazione estera può essere condotta per l’acquisto di beni o per
la fornitura di servizi all’interno del territorio dello Stato;
.. ogni entrata di valuta estera derivante da operazioni relative a partite correnti
deve transitare presso una banca locale all’interno del territorio cinese;
.. i depositi di valuta all’estero devono essere specificamente autorizzati;
.. la valuta depositata su conti correnti individuali può essere liberamente ceduta,
prelevata e trasferita anche all’estero.
La legge include tra le operazioni per le quali vi è piena convertibilità della
valuta locale tutte le transazioni commerciali effettuate da società, nonché le
spese ed i ricavi relativi a prestazioni lavorative o di servizi;
.. anche i dividendi pagati all’investitore straniero rientrano tra le partite correnti.
Permangono restrizioni per le operazioni in conto capitale, che comprendono
le transazioni relative ad investimenti diretti, prestiti, investimenti in azioni od
obbligazioni, e per ogni altro movimento di capitali oltre i confini del Paese;
.. sono previste inoltre restrizioni all’utilizzo di garanzie bancarie in valuta estera da
parte di entità di diritto cinese, mentre la concessione di analoghe garanzie per
prestiti a società a capitale straniero è consentita, ma è stata regolamentata in
maniera più rigorosa:
. mutui in valuta cinese garantiti da depositi in valuta estera possono essere
concessi solo dagli uffici centrali delle banche cinesi e non dalle filiali;
. la società ad investimento straniero beneficiaria del credito deve aver già provveduto a versare il proprio capitale sociale per intero;
. i fondi così ottenuti dalla società ad investimento straniero devono essere
utilizzati per necessità di capitale circolante e non per finanziare piani di investimento a lungo termine o per acquistare valuta estera per importazioni o a servizio
del debito.
DISCIPLINA FISCALE CINESE
ASPETTI GENERALI
• L’attuale sistema di tassazione presente in Cina, la cui elaborazione risale al 1994,
è cd. di revenue-sharing (spartizione delle entrate), con l’imposizione di alcune
tasse centrali, di altre locali e di altre ancora da suddividersi tra i due livelli di
Governo.
• In conseguenza dell’entrata della Cina nel WTO è attualmente in corso una complessiva revisione del sistema fiscale cinese che dovrebbe, secondo le previsioni,
equiparare il trattamento fiscale delle società straniere e di quelle domestiche,
intermedia tra quella applicata alle FIE (15%) e quella applicata alle società domestiche (33%).
• La legislazione in materia di tasse è centralizzata: i governi locali non hanno alcun
potere legislativo in ambito fiscale.
• L’amministrazione del sistema fiscale è gestita dal Ministero delle Finanze (MOF)
e, subordinatamente, dalla State Administration for Taxation (SAT).
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MONOGRAFIA
mercati esteri
SISTEMA DI TASSAZIONE
CINESE
• Il sistema comprende 22 tipi di tasse, così suddivisibili:
.. tasse indirette
• Value added tax (VAT).
• Imposta di fabbricazione.
• Business tax.
• Dazi doganali.
.. tasse sui redditi
• Corporate income tax (imposta sul reddito delle società).
• Individual income tax (imposta sul reddito delle persone
fisiche).
.. tasse
sulle proprietà
• House property tax (tasse sulla proprietà immobiliare ad uso
abitativo).
• Urban real estate tax.
.. tasse speciali
• Tassa
• Tassa
• Tassa
• Tassa
di mantenimento delle città e di costruzione.
sull’occupazione di terreno ad uso industriale.
sull’apprensione di terreno.
sull’acquisto dei veicoli.
.. tasse
• Tasse sull’uso di veicoli e imbarcazioni.
“comportamentali” • Tassa sull’uso di veicoli e imbarcazioni (per società a capitale straniero).
• Tassa sulle imbarcazioni mercantili.
• Tassa sul marchio.
• Tassa sulle scritture pubbliche.
• Tassa sulla macellazione.
• Tassa sui banchetti.
CORPORATE INCOME
TAX
• L’imposta sui profitti d’impresa (Corporate Income Tax), per tutte le società a
capitale straniero, è fissata dalla Foreign Enterpreise Income Tax Law del 1991 al
33%, di cui:
.. 30% costituito da imposte nazionali;
.. 3% costituito da imposte locali.
• La tassa viene calcolata sul reddito netto complessivo della società, dedotti i costi,
le spese per la gestione, gli ammortamenti e le perdite pregresse.
• Le perdite operative nette possono essere posticipate per un periodo non superiore
a 5 anni, e non è permessa una compensazione con gli utili di esercizi precedenti.
Ogni perdita deve essere dichiarata.
• Il periodo fiscale per la tassazione sul reddito d’impresa segue l’anno solare. I
pagamenti fiscali devono essere effettuati in 4 rate trimestrali, il cui ammontare è
determinato in base a quanto segue:
.. profitti trimestrali correnti;
.. 1/4 della tassa pagata nell’anno precedente;
.. o altre formule approvate direttamente dai responsabili degli uffici fiscali.
AGEVOLAZIONI
PER INVESTIMENTI
STRANIERI
• Sono previste queste esenzioni, valide su tutto il territorio nazionale:
.. tutte le società ad investimento straniero considerate “produttive” e con una
durata maggiore di 10 anni sono esentate per i primi 2 anni dalla Income Tax
e beneficiano di una riduzione del 50% nei 3 anni successivi;
Il periodo di esenzione fiscale parte dal primo anno in cui l’azienda registra
profitti.
.. per le società ad investimento straniero che esportano almeno il 70% della produzione ed hanno i conti in valuta in attivo vi è una ulteriore riduzione della
Income Tax del 50% per gli anni successivi;
.. per le società ad investimento straniero che contribuiscono ad un notevole progresso tecnico nel settore ed hanno importato alta tecnologia, ottenendo dalle
autorità competenti il relativo status, la riduzione del 50% della Income Tax è
prevista per ulteriori 3 anni dopo i primi 3 stabiliti dalla norma;
.. anche per le società ad investimento straniero operanti nel settore agricolo,
forestale o zootecnico operanti in aree remote del Paese sono previste altre
consistenti riduzioni.
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RATIOSoluzioni
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MONOGRAFIA
mercati esteri
RIMPATRIO
DEGLI UTILI
• Allo stato attuale nessuna ritenuta alla fonte è dovuta sui profitti operativi rimessi
all’estero come dividendi agli investitori esteri da parte delle società ad investimento straniero.
• Tuttavia le imprese estere senza stabilimenti o centri fissi d’attività in Cina sono
soggette ad una trattenuta del 10% sul reddito lordo da interessi, canoni, royalities
e altri redditi originati in Cina.
IMPOSTE INDIRETTE
• VAT
• Dal 1.01.1994 è entrata in vigore la VAT, una tassa sui consumi
calcolata principalmente sui beni, in base al valore aggiunto nel
corso della produzione di merci, vendita e forniture di servizi tassabili.
• Tra i soggetti passivi VAT si includono imprese, istituzioni, persone
fisiche proprietarie di abitazioni e altri individui impegnati nella vendita di beni, importazione, approvvigionamento di servizi tassabili,
attività di trasformazione, riparazione e sostituzione in Cina.
Tipo di attività
Aliquota VAT
Commercio o importazione di merci, servizi di riparazione, assistenza o trasformazione
Commercio o importazione di grano, olio commestibile, gas di città, gas naturale, carbone, libri, riviste,
giornali
17%
13%
Imprese o individui identificati dall’amministrazione fiscale come “piccoli contribuenti” (in base al
giro d’affari)
Esportazione di merci (salvo disposizioni speciali
dello State Council)
6%
0%
• Il meccanismo di funzionamento della VAT è simile a quello di molti
Paesi del mondo.
• L’imposta si applica sul prezzo al momento della vendita ed al momento in cui si importa il prodotto straniero in Cina.
VAT dovuta = IVA sulle vendite - IVA detraibile
• Per i piccoli contribuenti il calcolo è invece il seguente:
VAT dovuta = fatturato x 6% (1)
Nota (1) (4% per le imprese commerciali di piccole dimensioni).
• La VAT è dovuta entro 10 giorni dalla fine di ogni periodo di tassazione. I soggetti passivi registrati devono accertare i propri debiti
d’imposta e presentare i rimborsi fiscali per ogni periodo di tassazione, il quale varia a seconda del volume di fatturato di ogni soggetto
passivo. I crediti d’imposta possono essere rinviati al successivo
periodo VAT e non sono rimborsabili.
• VAT in
export
• La legge stabilisce che i beni in export, salvo poche eccezioni, non
sono soggetti a VAT.
• Gli esportatori possono ottenere un rimborso della VAT pagata relativamente agli acquisti fatti per gli input utilizzati.
• Il principio generale subisce tuttora un’applicazione piuttosto oscillante, anche in funzione della politica economica e di equilibrio del
commercio internazionale.
• Ad oggi si può identificare come minimo comune denominatore il
principio del rimborso parziale della VAT in esportazione, in misura
variabile, a seconda dei prodotti assoggettati all’imposta.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
BUSINESS TAX
• La Business Tax è una tassa indiretta complementare all’IVA. Riguarda l’approvvigionamento di servizi esclusi dal campo di applicazione IVA, il trasferimento di
proprietà immobiliari e la vendita di immobilizzazioni immateriali, e rappresenta
un’importante fonte d’entrata per i governi locali.
• La Business Tax è calcolata sul fatturato d’impresa, senza alcuna deduzione concessa.
• Le percentuali di tassazione variano dal 3% al 20% a seconda del servizio fornito;
la percentuale del 5% è quella più comunemente applicata.
• I servizi di pubblica utilità possono essere esentati dalla Business Tax qualora
possiedano i requisiti previsti dalla legge.
• Un’ulteriore esenzione riguarda i trasferimenti di tecnologia.
I trasferenti, siano essi domestici o stranieri, possono richiedere l’esenzione
nel caso in cui le tecnologie siano trasferite ai cessionari in Cina.
IMPOSTE SUL REDDITO
DELLE PERSONE FISICHE
• Le persone fisiche cinesi residenti sono soggette ad un’imposta sul reddito in base
al loro reddito complessivo, mentre i non residenti sono soggetti ad un’imposta sul
reddito in base al loro reddito cinese.
.. Un residente è una persona che ha una dimora in Cina o una persona residente
in Cina per più di un anno sebbene senza una dimora nel Paese.
• Stranieri
• Gli stranieri espatriati che lavorino in Cina e che percepiscano reddito da un datore di lavoro estero senza nessuno stabilimento permanente in Cina saranno esentati dall’imposta sul reddito, a patto
che essi non siano fisicamente presenti in Cina, consecutivamente
o cumulativamente, per più di 90 giorni in un anno di calendario.
• Per gli stranieri espatriati in Cina e ivi residenti per più di un anno,
ma per meno di 5 anni, il reddito originato all’estero ma non percepito
in Cina è esente dalla tassazione cinese.
• Gli stranieri espatriati che risiedano in Cina per più di 5 anni consecutivi saranno soggetti ad una tassazione sul proprio reddito complessivo dal 6° anno in avanti.
• Imposta
sui salari
e stipendi
• Deve essere pagata mensilmente: i datori di lavoro devono trattenere
l’importo sulla busta paga e versarlo alle autorità fiscali locali.
CONTRATTUALISTICA CINESE
INTRODUZIONE
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RATIOSoluzioni
• La prassi operativa cinese è ben più complessa di quella italiana. Conoscere a fondo
le caratteristiche dei singoli contratti utili per avviare un’attività d’impresa può non
essere sufficiente per operare con efficacia in Cina. Questo principalmente per due
ordini di problematiche legate ai possibili contenziosi:
.. non è garantito un livello di “sicurezza” adeguato in caso di disputa, a causa del
dilagare della corruzione;
.. risulta difficile gestire un contenzioso con aziende cinesi site in piccole comunità,
dato lo strettissimo rapporto esistente tra potere economico e politico: in questi
casi, infatti, il “peso” che un’azienda può avere sul complesso delle attività del
proprio territorio è inimmaginabile.
• Malgrado ciò, riteniamo utile fornire di seguito una panoramica delle caratteristiche
dei principali contatti in uso in Cina, ricordando comunque che è ritenuto fondamentale, per l’impresa che voglia esternalizzare nel Paese asiatico, stringere rapporti con un’entità di riferimento sul territorio, che possa consigliare le strategie
da mettere in atto per muoversi prudentemente in tale realtà.
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mercati esteri
UFFICIO
DI RAPPRESENTANZA
(RO)
• Il primo passo per un “radicamento” nel mercato cinese è solitamente l’apertura di
un Representative Office (RO - ufficio di rappresentanza), che può svolgere o meno
attività commerciali, e che serve all’impresa per instaurare, per conto della casa
madre, rapporti con imprese o clienti cinesi.
• Il RO è uno strumento per monitorare il mercato, creare relazioni con possibili clienti
e/o fornitori, dare una base stabile al proprio personale inviato o reclutato in loco.
• Le procedure per l’apertura di un RO sono piuttosto semplici e devono essere
condotte attraverso una società “sponsor”. La procedura prevede:
.. l’autorizzazione da parte del Ministero del Commercio (MOC), salvo attività
specifiche quali banche, studi legali, revisori, telecomunicazioni, per i quali l’approvazione è demandata al Ministero competente;
.. la registrazione presso il SAIC;
.. la produzione di una serie di documenti.
TASSAZIONE
E CONTABILITÀ
• Il RO deve essere registrato presso lo State Tax Bureau e il Local Tax Bureau.
• Seppure a determinate condizioni il RO possa essere dichiarato non soggetto ad
alcuna imposizione fiscale, nella stragrande maggioranza dei casi le autorità cinesi
considerano il RO come un centro generatore di profitti per la casa madre, e
pertanto tassabile.
• Le autorità cinesi prevedono 3 sistemi alternativi per la determinazione dell’ammontare di reddito imponibile:
.. Actual Income • Sono soggetti a questo trattamento fiscale i RO autorizzati a
svolgere attività commerciali dirette.
In questo caso il RO è soggetto ad un’imposta sui profitti del
33% e ad una Business Tax del 5%.
.. Grossing up
of
Expenditures
• In base a questo sistema il reddito presunto viene calcolato
sulla base dei costi sostenuti dall’ufficio.
• Sono soggetti a questo tipo di trattamento fiscale RO di società di trading, agenzie pubblicitarie, industrie del turismo, banche straniere.
• Anche questa tipologia di RO è soggetta al medesimo regime
e alle stesse aliquote (33% e 5%) della Actual Income.
In questo caso la base imponibile è il reddito presunto, da
calcolarsi come segue:
Reddito presunto = Spese : 0,85 x 10%
.. Adjudged
Income
o Profit Basis
• Sulla base del valore dei contratti stipulati in Cina dalla casa
madre, si presume una percentuale di commissioni corrisposte
all’ufficio: ad esempio, a Pechino sono quasi tutte “presunte”
al 3%.
• Aspetti
contabili
• Il RO deve tenere una contabilità ordinata soggetta a revisione annuale.
• I principi contabili sono quelli fissati per tutte le imprese a
capitale straniero.
• Vi è la possibilità di richiedere l’esenzione fiscale per le seguenti tipologie di RO:
1. RO di organizzazioni non profit e governative.
Un certificato del Governo del Paese straniero in cui venga
specificato che la casa madre è un’entità di natura non
commerciale è sufficiente perché la richiesta di esenzione
fiscale venga accettata.
2. RO di società di tipo produttivo.
Se l’ufficio di rappresentanza svolge per conto della casa
madre delle attività mirate alla conoscenza del mercato cinese, delle materie prime, di assistenza o di collaborazione, è
possibile richiedere l’esenzione fiscale.
Sono esclusi da questa categoria tutti gli uffici che forniscono qualsiasi tipo di servizio o di agenzia.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
CONTRATTO
DI IMPIEGO
PER IL PERSONALE
DELL’UFFICIO
DI RAPPRESENTANZA
• Gli uffici di rappresentanza possono impiegare personale cinese solo attraverso
agenzie specializzate, competenti per territorio.
• Pertanto il RO sottoscrive con tale agenzia una sorta di contatto di servizi in base
al quale si acconsente all’impiego del lavoratore. L’agenzia si impegna a corrispondere alle amministrazioni competenti i contributi di legge.
Solo in casi particolari è ammessa l’assunzione diretta, ma occorre comunque
l’approvazione dell’agenzia competente.
• In alcuni casi è possibile concludere contratti di consulenza con società cinesi, sulla base dei quali tecnici • In questo caso i compeno professionisti locali possono lavorare per l’ufficio si sono corrisposti diretdi rappresentanza, formalmente in qualità di consu- tamente dalla società cinese di consulenza.
lenti.
• Tuttavia il sistema più diffuso ed incoraggiato dal governo per l’assunzione del
personale locale da parte del RO resta quello delle agenzie.
• Punti
fondamentali
del contratto
CONTRATTO
DI AGENZIA
• Posizioni e obblighi delle parti.
• Termini del contratto di lavoro (inizio e fine).
• Dichiarazione di osservanza delle leggi e dei regolamenti vigenti
da parte dell’assunto.
• Tempo di lavoro.
• Remunerazione.
• Condizioni di tutela e sicurezza sul lavoro.
• Garanzie di formazione per l’assunto.
• Accordo di segretezza e di non divulgazione di informazioni
aziendali a terzi.
• Condizioni in presenza delle quali il datore di lavoro può porre
termine al contratto.
• Condizioni in presenza delle quali l’assunto può porre termine al
contratto.
• Responsabilità delle parti in caso di violazione del contratto.
• L’accordo di agenzia è uno dei primi passi per la creazione di una rete commerciale
in Cina da parte di un’azienda straniera.
• Così come in Italia, con il contratto di agenzia il preponente affida ad un agente,
con carattere di stabilità ed in una determinata area, la conclusione di contratti di
acquisto o di vendita per proprio conto.
• In generale, per il contratto di agenzia internazionale (ove il preponente sia un
soggetto straniero e l’agente un soggetto cinese) non è previsto l’obbligo di
assoggettare il contratto alla legge cinese. Conseguentemente è lasciata alle
parti anche la scelta relativa alla lingua del contratto.
Qualora si decidesse di riferirsi alla legge italiana è ad esempio possibile, a
norma dell’art. 2096 c.c., prevedere un periodo di prova, durante il quale ambo
le parti hanno facoltà di recedere dal contratto in qualsiasi momento senza
preavviso.
• Se si decide di utilizzare la legge cinese come legge regolatrice del contratto, viene
a crearsi un rapporto particolarmente stretto tra il preponente e l’agente.
• La previsione generale del potere di rappresentanza richiede che le istituzioni
impartite dal preponente all’agente siano quanto più chiare e dettagliate possibili.
• Il contratto di agenzia risulta raccomandabile qualora l’impresa straniera e il
proprio referente in Cina abbiano già avviato e “collaudato” un rapporto commerciale.
Tuttavia, tale contratto dovrebbe essere stipulato per brevi periodi, ovvero fino
al raggiungimento di dati obiettivi, per permettere al preponente di svincolarsi
qualora l’agente non si dimostrasse in grado di raggiungere i risultati sperati.
• Nell’eventualità di liti tra le parti, qualora dovessero fallire le eventuali negoziazioni
amichevoli per trovare una soluzione stragiudiziale alla controversia, generalmente
in Cina si include il ricorso ad un giudizio arbitrale, ma non è infrequente il
riferimento alla giustizia ordinaria competente.
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mercati esteri
CONTRATTO
DI AGENZIA (segue)
• Principali
clausole
del contratto
• Diritti di esclusiva:
.. se previsti, devono essere il più dettagliati possibile in merito a
zona geografica ed eventuali raggiungimenti di dati obiettivi
commerciali.
• Doveri del preponente:
.. solitamente, ma la volontà delle parti può provvedere altrimenti,
il preponente è tenuto a rimborsare le spese sostenute dall’agente.
• Doveri dell’agente:
.. devono essere espressamente indicati nel contratto.
È in particolare consigliabile specificare se il contratto possa
o meno essere ceduto a terzi.
• Diritti di proprietà intellettuale:
.. è consigliabile includere alcune clausole riguardanti queste
fattispecie, in particolare relativamente alla tutela dei marchi e
dei brevetti del preponente e dei suoi prodotti;
.. è buona norma tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale in
Cina prima di effettuare qualsiasi operazione commerciale: tali
diritti dovrebbero inoltre essere chiaramente citati ed elencati
nel contratto di agenzia, al fine di evitare equivoci sulla loro
natura o titolarità.
• Provvigione:
.. se i meccanismi di calcolo delle provvigioni presentano particolari complessità sono oggetto di un allegato separato, talvolta
anche modificabile periodicamente tra le parti.
È piuttosto comune la previsione del diritto ad interessi passivi in caso di mancato pagamento puntuale delle commissioni
spettanti all’agente.
• Riservatezza:
.. occorre includere il divieto, per l’agente, di divulgare a terzi
informazioni relative all’azienda preponente.
• Tra le altre disposizioni, è consigliabile specificare quale sia la
legge applicabile in caso di controversia.
CONTRATTO
DI FRANCHISING
• Con il contratto di franchising, come noto, il titolare di un marchio commerciale o
di un modello di attività commerciale (definito franchisor) ne concede l’uso al
franchisee nell’ambito di una catena di punti vendita in cambio di un corrispettivo
e/o di una percentuale sui guadagni.
• La normativa non regola direttamente l’ipotesi del franchising “internazionale”
(dove il franchisor sia un investitore straniero).
• È previsto che il franchisor abbia già costituito in Cina almeno due punti
vendita diretti, ovvero di proprietà, attraverso società ad investimento straniero operanti da almeno un anno.
• In Italia è invece sufficiente che, almeno 30 giorni prima della sottoscrizione
del contratto, l’affiliante consegni all’aspirante affiliato copia completa del
contratto da sottoscrivere, contenente l’indicazione chiara dei marchi utilizzati.
• Ovviamente l’accordo di franchising domestico non può che essere soggetto alla
legge cinese, con il conseguente utilizzo della lingua nazionale per la stesura dello
stesso.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
CONTRATTO
DI FRANCHISING
(segue)
• Condizioni
generali
• Obbligazioni delle parti:
.. per il franchisor: consulenza e assistenza relativa alle modalità di
vendita, la somministrazione dei prodotti e del materiale promozionale e la formazione del personale;
.. per il franchisee: dovere di rispettare determinate procedure di
magazzino, di ordine della merce, di pagamento, ecc.; altre clausole generali devono regolare la titolarità della merce, il prezzo
di vendita e la non commercializzazione (ed eventuale restituzione) di prodotti difettosi.
• Compenso del franchisor:
.. nella fase iniziale del rapporto non è infrequente strutturare
il compenso come un’unica soluzione (una tantum o periodica); successivamente si articola il compenso sulla base delle
vendite effettuate;
In Italia viene solitamente indicato un incasso minimo che
l’affiliato deve realizzare.
.. devono essere effettuate valutazioni di carattere fiscale per capire come graduare l’eventuale ripartizione del compenso sul
prezzo di vendita dei beni da franchisor a franchisee.
• Tutela del marchio:
.. considerata la novità della normativa e la mancanza di applicazione uniforme sul territorio cinese, è consigliabile unire al contratto di franchising uno specifico contratto di licenza di marchio, al fine di ribadirne la titolarità e le modalità di utilizzo.
• Termine del contratto:
.. al termine del contratto è bene prevedere le modalità di restituzione dell’invenduto, del materiale promozionale e di quant’altro
le circostanze specifiche suggeriscano.
CONTRATTI RELATIVI ALLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE
• La legge cinese considera licenze per trasferimento di “tecnologia” i contratti
aventi ad oggetto:
.. la cessione, o concessione dell’uso, di brevetti su invenzioni o su modelli e
cessione o concessione qualora l’uso di questi ultimi sia abbinato all’uso di
tecnologia;
.. la fornitura di assistenza tecnica, in cui il fornitore straniero utilizzi propria tecnologia per raggiungere determinati obiettivi;
.. la fornitura di know-how in forma di documentazione tecnica, disegni e altro,
contenenti indicazioni su processi produttivi, formule, disegni di prodotti;
.. la fornitura di impianti o linee produttive quando questa comporti la cessione o
la concessione in uso di brevetti o di tecnologia di proprietà esclusiva dell’investitore straniero, ancorché non coperta da brevetto.
• Oggetto della normativa sopra citata è l’importazione di qualsiasi forma di tecnologia da parte di soggetti cinesi: di conseguenza, anche l’acquisizione di tecnologia
da parte di Joint Venture (a tutti gli effetti persona giuridica di diritto cinese) è
disciplinata dalle stesse norme.
• La natura della tecnologia oggetto del contratto ne determina la procedura di
importazione:
.. i contratti di importazione di tecnologia aventi ad oggetto la licenza di tecnologie
libere sono soggetti ad una mera procedura di registrazione;
.. i contratti aventi ad oggetto tecnologie la cui importazione è soggetta a restrizioni o è proibita sono sottoposti ad una forma di controllo piuttosto che di
registrazione.
In particolare, solo per le tecnologie “libere” il contratto avrà effetto al
momento della sottoscrizione.
CONTRATTO
DI LICENZA
DI TECNOLOGIA
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CONTRATTO
DI LICENZA
DI TECNOLOGIA
(segue)
• La procedura di registrazione si esplica nelle seguenti fasi:
.. firma del contratto, che dà efficacia al documento;
.. registrazione online del contratto e invio della relativa documentazione alle autorità competenti;
.. rilascio del certificato di registrazione, entro 3 giorni.
• Per quanto riguarda tecnologie soggette a restrizioni, i relativi contratti sono
sottoposti ad un esame del MOC e necessitano della relativa autorizzazione, secondo la seguente procedura:
.. lettera di domanda per l’approvazione dell’importazione di tecnologia soggetta a
restrizioni;
.. entro 30 giorni viene rilasciata la lettera di intenzione per l’importazione;
.. firma del contratto;
.. domanda per l’importazione di tecnologia;
.. rilascio della licenza per l’importazione di tecnologia, entro 10 giorni: al rilascio
di tale licenza il contratto ha efficacia;
.. registrazione degli estremi del contratto online.
• Condizioni
generali
• Se la tecnologia è coperta da brevetto:
.. il contenuto del trasferimento/licenza è definito;
Occorrerà definire i documenti che rendono efficace il trasferimento/licenza alla luce anche delle giurisdizioni che
regolano il brevetto.
• Il know-how è solitamente definito come il diritto di proprietà
su informazioni o segreti commerciali, ma può anche comprendere informazioni sulla tecnologia, la tecnica, la metodologia,
il design, i dati di test e gli impianti.
Occorre essere quanto più precisi possibile nel definire i
contenuti del know-how, utilizzando nel contratto un’idonea terminologia tecnico-giuridica.
• Altra conseguenza della genericità del know-how rispetto ai diritti esclusivi garantiti dalla natura del brevetto è che un accordo
di trasferimento/licenza di brevetto può essere risolto: nel caso
del know-how sarà più difficile recuperarne l’esclusiva una volta
comunicato alla controparte.
• Modalità
del
trasferimento/
licenza:
esclusività
• A favore del licenziante/cedente: lascia a quest’ultimo la facoltà
di trasferire/licenziare la tecnologia ad altri soggetti.
• A favore del licenziatario/cessionario: vieta la licenza della medesima tecnologia ad altri soggetti.
• Può avere anche un ambito di applicazione verticale, vietando al
licenziatario/cessionario di conferire sub-licenze o trasferimenti.
• L’esclusività è graduabile, prevedendo nell’accordo clausole che
stabiliscano che la tecnologia concessa non venga utilizzata per
la fabbricazione di prodotti e classi di prodotti concorrenti con
quelli del licenziante.
• Contenuti
proibiti
• I contratti di licenza che trovino esecuzione in Cina non possono
contenere limitazione “non giustificate” nei confronti del licenziatario relativamente a:
.. apporto di miglioramenti;
.. acquisizione di tecnologia simile da altre fonti;
.. canali e fonti di approvvigionamento di materie prime, parti,
componenti, prodotti e attrezzature per la produzione di manufatti;
.. quantità e genere dei prodotti del licenziatario, nonché dei
prezzi da lui pattuiti e dei canali d’esportazione dei propri prodotti.
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mercati esteri
CONTRATTO
DI LICENZA
DI TECNOLOGIA
(segue)
• Miglioramenti
e innovazioni
• Qualora vi siano miglioramenti o innovazioni apportati al livello
della tecnologia è importante che il contratto chiarisca il loro
trattamento.
• Occorre inserire nel contratto delle clausole di riservatezza o di
ritrasferimento con cui il licenziatario si impegna rispettivamente a non divulgare le informazioni e a restituire al licenziante i
miglioramenti e le innovazioni apportati.
• Corrispettivi
e royalities
• Le royalities sono il metodo primario di compenso per la licenza
di tecnologia: sono di norma strutturate in funzione dei risultati
ottenuti, ovvero come canoni fissi.
• Nello stabilire il principio del corrispettivo tramite royalities è
tuttavia necessario valutare gli aspetti fiscali sia cinesi sia del
Paese del licenziante/cedente.
• Garanzie
• Sono di norma richieste da entrambe le parti, con finalità diverse.
• Sono un elemento chiave del contratto di licenza/trasferimento
e devono essere esaminate con particolare attenzione.
• Una garanzia generica che il licenziante deve fornire riguarda
l’effettiva proprietà sulla tecnologia.
La controparte richiederà che la tecnologia sia “priva di
errori” e/o “idonea al raggiungimento dello scopo convenuto”, espressioni che ovviamente richiedono una particolare attenzione sia in termine di principi sottostanti, sia in
termini di traduzione in/dal cinese.
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RATIOSoluzioni
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• Durata
/termine
• La durata del contratto può essere definita sulla base dei seguenti fattori:
.. la necessità di valutare il successo del rapporto;
.. la performance di ciascuna delle due parti.
• Il licenziante può chiedere l’estensione del contratto ampliando
l’oggetto della licenza ed includendovi ad esempio i miglioramenti tecnologici conseguiti.
Particolare attenzione deve essere posta alle clausole che
regolano il contegno delle parti alla scadenza del termine,
anche con riferimento all’utilizzo della tecnologia al termine
del contratto.
• Altre
clausole
• Reciproco impegno a non ritardare le procedure di richiesta e di
approvazione dei brevetti.
• Accordo sulle eventuali controversie.
• Eventuale ripartizione dei costi per le modifiche e i miglioramenti
apportati al precedente livello di tecnologia.
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mercati esteri
CONTRATTO
DI LICENZA E
DI MARCHIO
• È buona norma, prima di effettuare qualsiasi operazione commerciale in Cina (anche una semplice vendita di beni), provvedere alla registrazione del proprio marchio. Seppure notevolmente migliorata, la tutela della proprietà intellettuale in Cina
risulta comunque più efficace se le relative registrazioni sono ottenute anche
localmente.
• La registrazione del marchio viene effettuata nelle medesime classi previste dalla
classificazione internazionale, secondo la seguente procedura:
.. deposito della domanda all’Ufficio marchi e brevetti per una verifica preliminare
al fine di escludere l’esistenza di precedenti registrazioni di marchi simili;
.. pubblicazione sulla “Gazzetta dei Marchi”, per permettere a terzi di presentare
opposizioni alla registrazione effettuata.
Qualora non vengano presentate opposizioni entro un periodo di 3 mesi dalla data di
pubblicazione, l’Ufficio brevetti e marchi provvedere all’emissione del certificato di registrazione.
• Principali
clausole
• Oggetto della licenza (marchio):
.. con l’ingresso della Cina nel WTO, la definizione di “marchio” nella legge cinese include tutti i segni che possano
essere riprodotti graficamente.
In Cina non esiste, al momento, una tutela per i marchi di fatto:
gli unici marchi non registrati che godono di tutela sono quelli
che godono di notorietà. Conseguentemente, un contratto di
licenza che faccia riferimento a marchi non registrati in Cina non
è contemplato dalla normativa cinese: un tale accordo, quindi,
non potrà essere fatto valere in caso di contraffazione di marchio o inadempimenti del contratto.
• Dati relativi
alla licenza
e alla
registrazione
del marchio
• Marchio dato in licenza e numero della registrazione.
• Prodotti oggetto della ricerca.
• Durata della licenza.
• Dovere di controllo del licenziante sulla qualità dei prodotti
commercializzati dal licenziatario.
• Obbligo di apporre su tali prodotti il nome del licenziatario e del
produttore.
• Entro 3 mesi dalla stipulazione di un contratto di licenza di
marchio, la legge cinese prevede che tale accordo sia registrato
presso l’Ufficio marchi cinese e il locale ufficio del SAIC, per
mezzo di un agente nel caso il licenziante sia un’entità non
cinese.
• Si dovrà inoltre procedere ad una nuova registrazione ogni
qualvolta vi siano cambiamenti nei termini del contratto di licenza.
• Corrispettivi,
e royalities
• Le royalities sono in generale il metodo primario di compenso
per la licenza di marchio: sono di norma strutturate come funzioni dei risultati ottenuti, ovvero come canoni fissi.
• Nello stabilire il principio del corrispettivo tramite royalities è
tuttavia necessario valutare gli aspetti fiscali sia cinesi sia con
riferimento al Paese del licenziante/cedente.
• I pagamenti sono generalmente su base semestrale, benché anche in questo frangente le parti siano libere di scegliere la
soluzione a loro più confacente.
• Uso del
marchio
e controllo
della qualità
• Il contratto di licenza deve contenere previsioni circa le modalità di uso del marchio dato in licenza, in conformità con la
relativa legge, che impone inoltre obblighi relativi al controllo
della qualità dei prodotti dati in licenza da parte del licenziante.
• Durata
• Il contratto di licenza non potrà essere sottoscritto per una
durata superiore a quella della validità della registrazione del
marchio dato in licenza, che in Cina è di 10 anni dalla data di
registrazione.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
CONTRATTO
DI JOINT VENTURE
• Ricordiamo che la joint venture, nella sua forma “equity”, la più diffusa e quella alla
quale comunemente si fa riferimento nell’ambito di trattative commerciali, è una
società a responsabilità limitata costituita da uno o più soci stranieri con uno o più
soci cinesi (in linea di massima persone giuridiche, ma le recenti riforme hanno
aperto la possibilità anche a persone fisiche cinesi di far parte di contratti di joint
venture).
• Il MOC cinese metteva a disposizione dei formulari/modelli di contratti di EJV, che
tuttavia contengono in prevalenza solo quelle disposizioni minime e non negoziabili previste dalla legge.
• Il contratto di equity joint venture, contenente sia accordi
di natura societaria che amministrativa e commerciale, è
molto più di un semplice atto
costitutivo.
• Ad esso vengono allegati numerosi altri documenti
e accordi secondari (di locazione, di licenza di tecnologia, ecc.), con contenuti che è bene negoziare
parallelamente al contratto in questione e firmare
contestualmente, anche se per l’esecuzione occorrerà attendere l’approvazione del contratto di equity
joint venture e la costituzione della società mista.
• Condizioni
• Le parti devono avere la capacità giuridica per sottoscrivere l’acgenerali
cordo: si consiglia all’investitore straniero di verificare la capacità
del contratto
del proprio partner cinese di impegnarsi con tale contratto, effettuando controlli presso il SAIC, ovvero chiedendo alla parte cinese copia della propria Business Licence. In sede di costituzione
della società le autorità amministrative richiederanno all’investitore lo stesso tipo di prove.
• Dal momento che, come accennato, la EJV è una società a responsabilità limitata, sarà necessario rispettare i requisiti di legge per
poterla costituire, tra i quali si ricordano i seguenti:
.. a norma della Company Law, una EJV non può avere più di 50
soci e un minimo di 2;
.. le contribuzioni in beni immateriali da parte dell’investitore
straniero non possono superare il 20% del capitale registrato.
Questa previsione è stata recentemente modificata dalla Company
Law ma l’applicazione nei confronti delle società ad investimento straniero è ancora dubbia.
• Principali
clausole
• Disposizioni generali, tra le quali la definizione precisa del significato di ciascun termine utilizzato nel contratto.
• Caratteristiche delle EJV e accenno al fatto che essa, prima del
perfezionamento del contratto, non potrà porre in essere alcuna
operazione commerciale.
• Scopo dell’impresa.
• Ammontare totale dell’investimento e del capitale registrato.
• Responsabilità e obblighi delle parti.
• Struttura organizzativa e forza lavoro (locale e straniera).
• Tassazione e tenuta dei libri contabili.
• Durata, conclusione anticipata e liquidazione della EJV.
• Assicurazione.
• Revisioni e correzioni al contratto.
• Responsabilità in caso di violazione del contratto.
• Comportamento delle parti in caso di eventi di forza maggiore.
Se un evento di forza maggiore impedisce, temporaneamente o
per lungo tempo, ad una o ad entrambe le parti di rispettare le
clausole contrattuali, si può ad esempio decidere di sospendere
gli obblighi previsti dall’accordo o porre un limite oltre il quale,
perdurando gli effetti dell’evento, il contratto si debba modificare o intendere risolto.
• Legge applicabile e modalità di risoluzione delle dispute.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
STATUTO DI UNA
SOCIETÀ AD INTERO
CAPITALE STRANIERO
(WFOE)
• Il regime giuridico delle WFOE è molto simile a quello delle EJV. Come per la JV,
non è prevista una soglia minima di capitale sociale, ma esso deve essere proporzionato alla dimensione delle operazioni dell’impresa.
• Il capitale sociale non può di norma essere ridotto durante la vita della società,
salvo specifica approvazione dell’autorità competente e, in caso di aumenti, è
necessaria la relativa autorizzazione.
• Procedura
di
costituzione
• L’investitore dovrà presentare domanda per la costituzione di
una WFOE, indicando dettagliate informazioni riguardanti per
esempio l’investitore, il capitale, il settore di attività, l’impatto
ambientale.
È inoltre richiesta la predisposizione di altri documenti: uno studio
di fattibilità-Business Plan, lo statuto, la composizione degli organi
societari. Tutti i documenti citati dovranno essere prodotti in lingua
cinese. È possibile allegare una traduzione.
• Il MOC deve esprimersi, entro 90 giorni, sulla costituzione della
WFOE. Nei 30 giorni successivi all’approvazione del MOC, l’impresa deve fare domanda alla SAIC per la Business Licence, la cui
data di emissione è la data di costituzione della WFOE;
.. la neocostituita WFOE ha poi 30 giorni di tempo per completare
le registrazioni successive, secondo quanto previsto per le JV.
• Le clausole da inserire nel contratto sono in sostanza le medesime
del caso della joint venture.
CONTRATTO
DI LOCAZIONE
DI IMMOBILE
INDUSTRIALE
• Premessa
• Prima di enucleare le caratteristiche dei contratti di locazione e
acquisto di immobili in Cina è opportuno sottolineare alcuni punti
fondamentali.
• In linea generale, il suolo è esclusivamente di proprietà dello Stato
o, limitatamente ad alcuni ambiti rurali, di proprietà collettiva. Non
è ammessa la proprietà privata del terreno.
• Nel diritto cinese esiste una fondamentale distinzione tra diritto
d’uso e diritto di proprietà: solo il diritto d’uso può essere legalmente trasferito.
• Lo Stato assegna un diritto d’uso dei terreni a lungo termine
attraverso 2 modalità principali:
.. allocazione: usufrutto senza limiti temporali, che avviene di norma per finalità pubbliche;
.. concessione: a titolo oneroso, si basa su un contratto di trasferimento avente ad oggetto terreno statale (non collettivo).
• La necessità di invertire il processo di riduzione dei terreni ad uso
agricoli disponibili e la tendenza a convertire ad uso edilizio ed
industriale questi terreni ha portato di recente alla revisione della
legge-quadro in materia.
• Misure
introdotte
• Compensazione: il governo locale che autorizzi il mutamento di
destinazione di un terreno agricolo in terreno ad uso industriale
o edilizio dovrà obbligare il concessionario del diritto d’uso sullo
stesso a compensare tale riduzione, sviluppando altrettanto terreno nella stessa zona o in altra zona ad uso agricolo.
• Espropriazione: è prevista senza indennizzo relativamente a terreni convertiti ad uso diverso da quello agricolo e lasciati inutilizzati
per più di 2 anni dal concessionario del diritto d’uso relativo.
• Nei casi in cui, quindi, sia il partner cinese di una JV a conferire alla
stessa il diritto d’uso su terreni ad uso agricolo, l’investitore straniero dovrà tenere conto della nuova normativa e verificare la regolarità dell’operazione condotta dal partner in tutte le sue fasi.
• Nei casi in cui, invece, sia la stessa società a capitale straniero ad
acquisire direttamente dal governo il diritto d’uso sul terreno ad uso
agricolo, sono da considerare i costi aggiuntivi per la “compensazione” sopra citata.
• Il trasferimento della proprietà degli immobili segue meccanismi
analoghi a quelli relativi alla titolarità del diritto d’uso del terreno.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
CONTRATTO
DI LOCAZIONE
DI IMMOBILE
INDUSTRIALE (segue)
Clausole contrattuali
• Indichiamo di seguito, stante quanto evidenziato in premessa, alcune delle clausole
di un contratto di locazione per immobili ad uso industriale alle quali il locatore
dovrebbe prestare particolare attenzione prima di sottoscrivere il contratto.
• Trattandosi di un contratto relativo a proprietà immobiliare, troverà necessariamente applicazione la legge cinese, e anche la lingua principale dell’accordo dovrà
essere quella cinese.
• Identificazione • Il bene in locazione è di solito specificato e descritto nel corpo
dell’immobile,
del contratto o negli allegati. La descrizione include, generalmenutilizzo,
te, anche l’area locata e l’utilizzo consentito della stessa.
descrizione
• Si consiglia di allegare copia del certificato al contratto di locazione, così come di allegare un documento ad hoc che includa
una lista e descrizione dello stato di eventuali macchinari o beni
ausiliari.
• È utile inoltre includere, eventualmente sotto forma di allegato,
una descrizione dello stato dell’immobile locato.
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• Durata
del contratto
• Non deve essere superiore a 20 anni.
• Possono essere previste condizioni di risoluzione anticipata e
procedure per l’estensione della locazione all’approssimarsi del
termine.
• Canoni
e altre spese
• Si deve specificare l’ammontare del canone d’affitto e prestare
attenzione alle spese accessorie e quelle delle varie utenze.
• In merito ai pagamenti, questi possono avvenire su base mensile,
trimestrale o annuale, senza vincoli di legge. La prassi, tuttavia,
prevede pagamenti anticipati.
• Per i contratti di lunga durata sono di solito incluse disposizioni
relative alle modalità di adeguamento del canone.
• Deposito
cauzionale
• Si richiede al locatario, generalmente, il deposito di una cauzione,
che varia tra le 2 e le 3 mensilità.
• Valuta
• In passato era prassi comune denominare il contratto in dollari
statunitensi, ma il più recente e progressivo apprezzamento del
CNY ha spinto ormai tutti gli operatori a denominare il contratto
nella moneta cinese.
• Nei casi in cui si preveda di effettuare pagamenti dall’estero è
bene verificare volta per volta il tasso di cambio applicabile.
• Assicurazione
• Il contratto dovrebbe includere disposizioni relative all’assicurazione dell’immobile e dei rispettivi obblighi e diritti del conduttore e locatore, anche se tale prassi è ancora utilizzata di rado.
• Di norma il locatore sarà responsabile di assicurare la cosa locata,
mentre al conduttore spetterà la responsabilità di assicurare i
beni eventualmente custoditi presso gli immobili locati.
• Registrazione
• Nel contratto possono essere incluse disposizioni relative agli
obblighi delle parti in merito alla registrazione del contratto di
locazione.
• Sub-locazione
• È possibile prevedere la possibilità di sub-locazione.
• Il contratto successivo avrà durata non superiore a quello principale e dovrà prevedere le necessarie clausole di “adeguamento”
della responsabilità.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
CONTRATTO
DI LAVORO
• I principi fondamentali della disciplina del lavoro in Cina e i punti di attenzione da inserire
nel contratto di lavoro sono i seguenti:
.. possibilità per l’impresa a capitale straniero di assumere autonomamente il personale;
• Sussistono divieti a tutela dei minori e del personale femminile, che non può essere
impiegato per una serie di attività espressamente elencate dalla legge.
.. possibilità per l’impresa di interrompere il rapporto di lavoro con il dipendente nel
rispetto delle previsioni contrattuali e di legge;
.. la retribuzione non può essere inferiore ai minimi salariali previsti dalle autorità locali.
• In base ai regolamenti interni del Ministero del Lavoro, il lavoratore in una società a capitale
straniero dovrebbe ricevere un salario equivalente ad almeno il 120% di quanto percepirebbe, per mansioni dello stesso genere in un’impresa statale.
• La durata dell’orario di lavoro è di 8 ore giornaliere, per un totale di 40 ore settimanali.
• È possibile concordare con i sindacati un prolungamento dell’orario di lavoro, qualora sia
giustificato da esigenze di produzione.
• Tale prolungamento non può superare di più di un’ora al giorno le soglie previste.
• Come nella legislazione italiana, il compenso per l’attività lavorativa prestata in
occasione di giorni festivi, ferie, feste nazionali, ecc. deve essere corrisposto in misura
percentualmente maggiore rispetto a quello “base”, con incrementi che vanno dal 50%
al 200%.
• Per la legge cinese non è necessario indicare in un contratto di impiego la durata del
rapporto. Si può comunque prevedere un periodo di prova (che non può superare i 6
mesi), durante il quale il rapporto di lavoro può essere interrotto in qualsiasi momento
dalle parti senza il pagamento di alcuna penale.
• Nel caso di una Joint Venture, di frequente il socio cinese si propone di fornire all’impresa i lavoratori necessari, spesso provenienti dalla propria struttura.
In tal caso (peraltro sconsigliabile), è necessario verificare che tutti gli adempimenti
connessi al trasferimento della titolarità del rapporto di lavoro vengano posti in essere.
• Le contribuzioni sociali obbligatorie, a cui partecipano sia il dipendente che il datore di
lavoro, sono generalmente le seguenti, ma possono variare su base locale:
.. fondo pensione;
.. fondo abitazione;
.. assicurazione per disoccupazione;
.. assicurazione medica.
• La contribuzione relativa agli infortuni sul lavoro grava invece solo sul datore di lavoro,
con aliquote differenti a seconda del settore di appartenenza.
La relativa base di calcolo è il monte salari dell’impresa.
• È inoltre buona norma, per quanto di difficile applicazione pratica, prevedere delle clausole
di confidenzialità relative all’attività che i dipendenti saranno chiamati a svolgere nell’organizzazione, quali ad esempio:
.. “il dipendente deve considerare ogni documento e informazione relativo all’impresa di cui
viene a conoscenza come strettamente confidenziale”;
.. “il dipendente non può, in ogni caso, copiare, estrarre o tradurre documenti e informazioni
per usi non ufficiali, né diffondere tali informazioni senza autorizzazione scritta della
dirigenza”;
.. “ogni violazione di tali istruzioni causerà l’immediato licenziamento del dipendente”.
• Risoluzione
delle
controversie
• Se ne prevedono 3 forme:
.. mediazione: l’azienda costituisce un comitato interno di risoluzione
delle controversie lavorative, solitamente composto da rappresentanti dei lavoratori, del management e dai sindacati;
.. arbitrato: se la mediazione fallisce si può agire presso una commissione arbitrale locale preposta alla risoluzione delle controversie di lavoro;
Le parti possono comunque agire direttamente dinnanzi alla commissione locale, senza sottoporre la controversia a mediazione.
.. tribunali: la possibilità di ricorrere in via giudiziaria è subordinata alla
mancata esecuzione del lodo arbitrale. Non è pertanto possibile
procedere giudizialmente senza aver prima completato tale procedura.
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MONOGRAFIA
mercati esteri
CASO AZIENDALE
• Società nata nel 2002 che si occupa di assistere le imprese in tutte le fasi operative
dell’insediamento sui mercati orientali, attraverso:
SOURCING SOLUTIONS
GROUP
.. consulenza alle aziende euro- • Analisi, implementazione, monitoraggio e gestiopee che vogliono strutturare ne di reti di approvvigionamento.
una presenza industriale in • Analisi, assistenza e start-up industriale di impianti produttivi.
Asia.
.. consulenza alle imprese asia- • Assistenza all’acquisizione di marchi o aziende
tiche interessate ad acquisire dotate di know-how specialistici e di strutture di
know-how produttivo o quo- ricerca e sviluppo.
• Ricerca o implementazione di reti distributive.
te di mercato in Asia.
Esempi di consulenze date ad aziende europee per l’esternalizzazione e l’investimento in Cina.
Tavola riepilogativa
Consulenza
Ingegnerizzazione del prodotto e gestione degli
Azienda leader nel settore del
approvvigionamenti delle parti metalliche per
mobile imbottito
lo stabilimento in Cina
Leader mondiale attrezzature per Implementazione, gestione e monitoraggio di
il fitness
un ufficio acquisti diretto
Marchio leader nella distribuzio- Gestione degli approvvigionamenti in Cina,
ne di biciclette
anche attraverso fornitori turchi e serbi
Azienda europea
Azienda di sistemi di controllo per
il freddo
Leader mondiale del settore
shipping
Marchio italiano nel settore automobilistico
Leader nel settore della realizzazione di macchinari di precisione
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Struttura realizzata in Cina
Network di fornitura
Network di fornitura di componenti
Network di fornitura in Cina, Turchia e Serbia
Network di fornitura di compoStudio ingresso nel mercato e strutturazione
nentistica elettronica commerciale
di un ufficio acquisti dedicato
e su commessa
Gestione e supporto all’insediamento industriale e alla terziarizzazione produttiva del Creazione di un tessuto di subfornitura nell’area shipping
proprio network di fornitori europei
Primario produttore automobilistiMandato per la cessione del brand
co cinese
Studio dell’ingresso nel mercato ed assistenAcquisizione del competitor e inza all’insediamento industriale e all’acquisizione
sediamento nella zona
di un competitor locale
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MONOGRAFIA
mercati esteri
INTERVISTA AD UN SOGGETTO CINESE SULLE POSSIBILITÀ DI
INVESTIMENTO STRANIERO (1)
PERCHÈ INVESTIRE
IN CINA?
• La Cina è il più vasto mercato del mondo e la più grande “arena” per l’investimento
delle imprese occidentali. Ciò consente all’investitore straniero di puntare a risultati finanziari più elevati rispetto a quelli ottenibili nel mercato di origine.
• Altri aspetti positivi sono dati dalle straordinaria velocità di crescita e sviluppo
dell’economia cinese e dai bassi costi del lavoro e dell’industria.
CHI PUÒ DARE
ASSISTENZA
ALL’IMPRENDITORE
PER IL SUO INSEDIMANETO
IN CINA?
QUALI SONO I RAPPORTI
CON AMBASCIATE,
CONSOLATI, ECC.?
• Quando un investitore straniero fa il suo primo arrivo in Cina, risulta utile, quando
non necessaria, la richiesta di assistenza alla Camera di commercio, al settore
commerciale della propria ambasciata o consolato.
• Le organizzazioni possono fornire informazioni generali su come fare business in
Cina per chi arriva dall’estero.
• Per iniziare un business efficace in Cina è inoltre raccomandabile appoggiarsi ad
una società di consulenza locale, anche al fine di valutare se il mercato di riferimento è interessante o meno.
COME SONO I RAPPORTI
CON LE BANCHE CINESI
IN MERITO A
FINANZIAMENTI
ED INVESTIMENTI?
• Le banche cinesi non sono mai state • Di conseguenza, molte imprese medie e
molto attive nel supportare gli invepiccole si sono rivolte a banche estere per
stimenti stranieri e gli imprenditori
le loro necessità di finanziamento e di
che intendessero esternalizzare nel
supporto all’investimento, trovando serPaese asiatico.
vizi migliori e maggiormente flessibili.
Tuttavia, ci si attende che molte banche cinesi divengano più aggressive nello
sviluppo dei loro servizi e nei rapporti con gli investitori stranieri, al fine di
raggiungere livelli d’eccellenza tali da vincere la competizione con i rivali esteri.
QUALI SONO GLI
ASPETTI NEGATIVI
DELL’ESSERE
IMPRENDITORE IN CINA?
• Nonostante le grandi opportunità, il successo imprenditoriale in Cina non è scontato. Molte multinazionali e grossi investitori istituzionali occidentali hanno fatto
passi falsi prima di ottenere buoni risultati dai loro sforzi ed investimenti.
• La Cina non è solo il più grande mercato mondiale, è anche il più complesso. Le
barriere culturali e quelle legate alla lingua sono solo l’inizio: le notevoli differenze
sul piano legale e amministrativo possono presentare ulteriori punti di criticità.
• Anche se il Paese si sta spostando dall’economia pianificata a quella di mercato,
i concetti di corporate governance, informazione e controllo contabile sono ancora
relativamente nuovi. Inoltre le differenze regionali interne a livello di sviluppo,
usanze, lingua e pratiche amministrative fanno della Cina un insieme di sottomercati incredibilmente vario.
• Tutto ciò rappresenta una sfida molto complessa per ogni impresa occidentale che
voglia individuare buone opportunità ed ottenere successi in Cina.
Nota (1) L’intervistato è un funzionario dell’azienda oggetto del precedente caso aziendale.
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