lezioni da 354 a 401 - Scienze Motorie Unimi

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lezioni da 354 a 401 - Scienze Motorie Unimi
Vitamine del Complesso B
• Svolgono tutte funzioni di coenzimi e
devono essere introdotte giornalmente con
la dieta, in quanto non possono essere
immagazzinate.
• La loro carenza porta ad uno stato di
avitaminosi che si identifica inizialmente
con disfunzioni a livello dell’epidermide.
Soglia di tossicità
Poco tossica
Tiamina o Vit B1
• E’ stata una delle prime vitamine conosciute
• La sua carenza porta ad una malattia conosciuta
come “beri-beri”.
• La malattia è caratterizzata da debolezza, perdita
di peso, anoressia e disturbi a carico del sistema
nervoso, del sistema cardiocircolatorio.
• Se uno stato di avitaminosi non viene curato, si
ha la morte per deperimento generale
dell’organismo.
Caratteristiche
• E’ stabile agli acidi, alla luce e all’aria,
mentre è instabile al calore. Con la cottura
si perde l’80%.
• Essendo idrosolubile passa dagli alimenti
all’acqua con perdite notevoli.
Alimenti e Fabbisogno
• Si trova in tutti gli alimenti, animali e
vegetali!
• La fonte più abbondante è la carne di
maiale, i legumi e i cereali.
• Il fabbisogno giornaliero consigliato è di:
• 0,4 mg/ per 1000Kcal
Assorbimento
• Viene assorbita dall’intestino e portata al
fegato che trasforma la vitamina in:
•
Tiamina
Tiamina Pirofosfato (TPP)
• Coenzima, che viene poi immesso nel
sangue e portato a tutte le cellule.
• Non esistono riserve, una piccola quota
proviene dalla flora batterica intestinale.
Funzione biologica
• La sua funzione è quella di partecipare
come Coenzima (TPP) in reazioni di
decarbossilazione
(eliminazione
del
gruppo - COOH)
• Agisce nel catabolismo del glucosio e in
particolare permette di trasformare il
piruvato ad acetil – CoA
Riboflavina o Vit B2
• E’ una vitamina molto diffusa in natura, le
fonti principali sono il:
– Lievito di birra
– Il germe dei cereali
– Il latte
– Le uova
– La carne (in particolare il fegato)
– Il pesce
Fabbisogno giornaliero
• Il latte costituisce una delle fonti principali, la
vitamina
resiste
bene
ai
processi
di
riscaldamento.
• Il fabbisogno giornaliero è di:
• 0,6 mg/per 1000 Kcal
• E’ assorbita nell’intestino e inviata al fegato, le
riserve sono scarne, l’escrezione avviene a livello
urinario dopo aver subito delle trasformazioni
metaboliche.
Funzione biologiche
• Costituisce due importanti coenzimi:
• FAD e FMN
• Fanno parte di numerosi sistemi enzimatici che
intervengono nel metabolismo e nei processi
ossido-riduttivi cellulari.
In particolare nel catabolismo degli acidi grassi.
Carenza
• Nonostante l’importanza a livello del
metabolismo cellulare, non si manifestano
gravi sintomi clinici.
• L’avitaminosi si manifesta con alterazioni
della pelle, erosione agli angoli della
bocca, lesioni alla lingua e stati più gravi
sono accompagnate da disfunzioni
nervose.
Niacina o Vitamina PP
• E’ la vitamina che previene la malattia
conosciuta come pellagra. Era molto diffusa alla
fine del 1800 in molti paesi tra cui l’Italia
(Lombardia) ove prevaleva una alimentazione
molto povera di vitamine e proteine nobili,
basata soprattutto sulla polenta di mais. In
questo alimento è molto basso oltre al contenuto
di niacina, anche quello delle proteine ad alto
valore biologico (manca di triptofano).
Alimenti e vitamina
• E’ molto diffusa negli alimenti di origine
animale, le fonti principali sono:
– Carni (fegato e frattaglie)
– Pesce
– Legumi
– Lievito di birra
• Scarseggia nella frutta e negli ortaggi
• Latte e uova ne contengono poca
Assorbimento
• L’assorbimento ha luogo nel duodeno,
viene immagazzinata nel fegato e viene
eliminata sotto forma di metaboliti inattivi
a livello urinario.
• Può venir sintetizzata in minima parte
dall’organismo a partire dall’amino acido
triptofano, circa metà della niacina viene
sintetizzata in tale modo.
Fabbisogno giornaliero
• Il fabbisogno giornaliero si aggira intorno
a:
• 6,6 mg/per 1000 Kcal
• L’importanza biologica della niacina è
quella di formare due importanti coenzimi
delle reazioni ossido riduttive, il:
• NAD e NADP
Carenza
• Non si registrano più nei paesi occidentali
carenze di Vit PP, si possono avere
manifestazioni di avitaminosi in paesi del
terzo mondo.
• I sintomi classici della pellagra sono:
– dermatite, edemi, desquamazioni della pelle
– distrubi digestivi
– nelle forme più gravi alterazioni psichiche.
Piridossina o Vit B6
• La vitamina B6 deriva chimicamente dal
piridossolo, un composto stabile al calore
ma molto sensibile alle radiazioni luminose
in particolare ai raggi UV, ed è la vitamina
più
danneggiata
dai
trattamenti
tecnologici.
• Il piridossolo è particolarmente presente
negli alimenti vegetali.
Alimenti
• E’ molto diffusa negli alimenti ed in
particolare:
– Nel lievito
– Nel germe dei cereali
– Nelle carni (fegato e frattaglie)
– Nel pesce
– Nei legumi
– Nelle uova
– Nella frutta e verdura
Fabbisogno Giornaliero
• Il fabbisogno giornaliero è di:
• 1,0 – 1,4 mg/die
• Ne servono quantità relativamente più
basse
rispetto
ad
altre
vitamine
idrosolubili, perché la flora batterica
intestinale ne produce una certa quantità.
Assorbimento
• Viene rapidamente assorbita dall’intestino
e distribuita a tutti i tessuti in particolare al
tessuto nervoso e al fegato.
• Nei tessuti viene trasformata in Coenzima
(PALP):
• Piridossolo
Piridosammina
PALP
Funzione biologica
• E’ un coenzima coinvolto in alcune
reazioni generali a carico degli aminoacidi.
• Partecipa alle reazioni di transaminazione
che trasformano gli aminoacidi in derivati
per il catabolismo del glucosio.
• Partecipa alla sintesi di emoglobina
• Partecipa alla produzione di anticorpi.
Carenze
• Le carenze nutrizionali sono rare.
• Più frequenti le malnutrizioni secondarie dovute:
– a cattivo assorbimento intestinale
– all’uso di farmaci
– all’alcolismo
• Le manifestazioni patologiche più frequenti sono,
debolezza, apatia, dermatiti, anemia ipocromica
(Globuli rossi più chiari per mancanza di
emoglobina).
Acido pantotenico
• E’ una vitamina stabile al calore, ma si
distrugge per il 50% per cottura.
• E’ presente in tutti gli alimenti, ed in
particolare:
– Nel rosso d’uovo
– Nel fegato
– Nei vegetali freschi
– Viene sintetizzato
intestinale
dalla
flora
batterica
Fabbisogno
• Chimicamente è formato dall’unione tra la ßalanina con l’acido pantoico.
• Il fabbisogno giornaliero è di:
• 3 – 12 mg/die
• Viene facilmente assorbito a livello intestinale,
viaggia nel sangue legato ad una proteina di
trasporto e si deposita in tutti i tessuti, in
particolare nel fegato, nei reni e nel cervello.
• L’escrezione avviene a livello urinario
Funzione biologica
• Riveste un ruolo di primaria importanza
come costituente del Coenzima A, che
serve come attivatore del gruppo acetilico
(Acetil CoA) o degli acidi grassi (Acil CoA).
• Grazie alla sua grande distribuzione
malattie e carenze sono rare.
Biotina o Vit H
• E’ una vitamina stabile al calore, ma viene distrutta
dai raggi UV.
• Nell’uovo, o meglio nell’albume è contenuta una
proteina l’avidina che si lega con la vitamina e ne
impedisce l’assorbimento a livello intestinale.
• Dal punto di vista chimico si tratta di una molecola
formata da due anelli uno contenente l’azoto (anello
imidazolico) e uno contenente lo zolfo (anello
tiofenico)
Alimenti
• Le fonti alimentari più ricche sono le frutta secca
(nocciola, mandorle), il cioccolato, il rosso
d’uovo, il latte alcuni vagatali (cavoli, piselli) e
frutti (banana, pompelmi, fragole).
• I batteri intestinali forniscono una quota
rilevante.
• La vitamina viene assorbita facilmente e
depositata in tutti i tessuti ed particolare nella
pelle, nel fegato e nel cervello.
Funzione biologica
• Costituisce il coenzima di alcuni reazioni
catalizzate dall’enzima Carbossilasi.
• Partecipa pertanto alla sintesi del glucosio
(via gluconeogenesi), degli acidi grassi
(sintesi ex-novo) e delle basi puriniche.
• Non si conoscono sindromi da carenza
spontanea di vitamina.
Acido Folico
• Il nome deriva dal fatto che è presente a livello
delle foglie dei vegetali.
• Comprende un gruppo di sostanze note con il
nome di Folati.
• La carenza di questa vitamina provoca anemia.
• Chimicamente è fatto di tre parti: dalla pteridina
(eterociclo a due anelli), dall’acido para –
amminobenzoico e dall’acido glutammico.
Alimenti
• E’ largamente diffuso con gli alimenti:
– Nei vegetali a foglia larga (es. spinaci, cavolo
verde, broccoli, bietole)
– Nel fegato, nel lievito di birra in quantità
minore.
• Viene sintetizzato anche dalla flora
batterica intestinale
• E’ instabile al calore e all’aria ed è
inattivato dai raggi UV.
Fabbisogno giornaliero
• Il fabbisogno si aggira intorno a:
• 100 – 200 µg/die
• Le necessità aumentano nella crescita,
gravidanza, allattamento o in stati
patologici (anemie e tumori).
• Viene assordito a livello intestinale con un
meccanismo attivo (consumo ATP), si
distribuisce ai vari tessuti, dove viene
trasformato in coenzima attivo.
Funzioni biologiche
• La sua attivazione consiste nel:
• F
DFH2
TFH4
NADPH2
NADP
NADPH2
NADP
• E’ sotto la forma di tetraidrofolato TFH4
che svolge la sua funzione che è quella di
donatore di gruppi contenenti un solo
atomo di Carbonio.
Funzione dell’acido folico
•
Serina
TFH4
TFH4 – CH2-OH
Glicina
TFH4-CH2-OH
• Omocisteina
TFH4
Metionina
Vitamina B12
Implicazioni Metaboliche
• Interviene pertanto:
• Nel metabolismo degli acidi Nucleici
(DNA)
• Nel metabolismo di alcuni aminoacidi
• Nella produzione di neurotrasmettitori
• Ma in particolare nella trasformazione
dell’amino acido omocisteina in metionina.
Omocisteina
• E’ stato osservato che in alcune patologie, quali
le malattie cardiovascolari e alcune malattie
degenerative del sistema nervose centrale si
osserva un aumento nel sangue di:
• Omocisteina
• Si tratta di un aminoacido solforato, e sono ormai
molti i ricercatori che considerano un eccesso di
questa molecola, un fattore di rischio cardiaco
ben superiore a quello svolto dal colesterolo.
• La metionina oltre che essere un
aminoacido essenziale serve all’organismo
per formare
la S -adenosilmetionina
(SAM):
• Metionina + ATP
S AM + 3 H3PO4
che viene usata nella sintesi del DNA.
La metionina si ritrasforma il omocisteina, e
il ciclo continua.
Carenza
• Per cui una carenza di Acido folico blocca o
comunque non consente la trasformazione di
tutta l’omocisteina in metionina, l’eccesso viene
liberato nel sangue.
• E’ stato dimostrato che un deficit di folato in
animali da laboratorio causa un aumento della
rottura degli acidi nucleici e quindi la possibilità
di creare errori nella sintesi del DNA.
• Questo potrebbe essere una delle cause di
rischio di tumori.
Acido folico e Cancro
• Studi epidemiologici eseguiti nel 1998
negli USA hanno segnalato che un
supplemento di folati nella dieta riduce il
rischio di tumori al colon del 75%.
• E’ stato inoltre segnalato che esiste una
correlazione inversa tra cancro alla
mammella e folati, cioè meno folati più
tumori.
Carenza
• Risultano indispensabili in quelle cellule
che si riproducono velocemente, come
quelle del sangue, della pelle.
• Soprattutto risultano importanti i folati per
lo sviluppo delle cellule nervose del feto,
consigliato pertanto un supplemento
durante la gravidanza.
Vitamina B12 o Cobalamina
• E’ una vitamina che presenta una struttura
chimica complessa (un anello tetra pirrolico)
con al centro un atomo di Cobalto.
• E’ instabile all’ossigeno e alla luce, mentre
resiste molto bene al calore, è distrutta dalla
presenza di metalli pesanti
• E’ presente in tutti gli alimenti di origine
animale, in particolare:
• nel fegato e le carni in genere
Fabbisogno giornaliero
• Il fabbisogno giornaliero è di:
• 1 – 2 µg/die
• largamente coperto dalla dieta, aumenta
nel periodo della crescita e durante la
gravidanza.
Assorbimento
• La
Vit-B12
è
ingerita con gli
alimenti,
sotto
forma di complessi
proteici,
viene
liberata dall’azione
dell’acidità gastrica
e si lega ad una
glicoproteina
prodotta
dallo
stomaco
detta
Fattore Instrinseco
Vit B12
Assorbimento
• E’ solo sotto questa
forma, di complesso
con il fattore
intrinseco che può
venir assorbita a
livello intestinale.
• Viene poi travasata
nel sangue,
trasportata legata ad
una proteina e
depositata nel fegato
Enterocita
Recettore
Fegato
Funzione biologica
• La funzione è quella di partecipare ad
alcune reazioni del metabolismo degli acidi
nucleici;
• Nella trasformazione della omocisteina in
metionina.
• In alcune reazioni di isomerizzazione.
• Nel metabolismo di alcuni amino acidi.
• Interagisce spesso con l’acido folico in
questi meccanismi.
Carenza
• La carenza dovuta ad insufficiente introduzione
alimentare è rara, e può avvenire soltanto in
individui
che
seguono
regimi
dietetici
strettamente vegetariani.
• Molto più grave è invece l’avitaminosi per
carenza del fattore intrinseco.
• La sindrome per tale carenza è conosciuta come
anemia perniciosa e caratterizzata da alterazioni
del tessuto emopoietico e del sangue.
CONCETTI GENERALI PER UN PROGRAMMA
ALIMENTARE SPECIFICO
• Per la definizione di un programma alimentare
specifico in primo luogo bisogna conoscere le
caratteristiche antropometriche del nostro atleta,
e calcolare il:
• PESO IDEALE
Peso forma
• Oltre alla definizione di “peso ideale” che
rappresenta solo un dato teorico a cui fare
riferimento, esiste un altro valore più importante
fisicamente e definibile come:
• PESO FORMA
• che è specifico per ogni atleta e variabile in
ragione dell’attività sportiva svolta
Un caso specifico
• Prendiamo come esempio un giovane di
23 anni, alto 1,75 m (costituzione fisica
media CF=2) e del peso di 68,5 Kg, il suo
peso ideale è (secondo la formula di
Romeo):
• Peso ideale maschi=
• statura in cm x 0,72 + (CF x 4,3) – 66 =
126 + 8,6 –66 = 68,6
Confronto
• Ipotizziamo, per questo soggetto, due
differenti attività sportive, ad es. il basket e
la maratona
• Il suo “peso forma” sarà identico per
ciascuna delle attività?
• o potrà essere differente e dipendere
quindi dall’attività svolta?
• Per il Basket si devono prevedere:
•
doti di fondo
•
potenza muscolare
•
(sia per gli arti inferiori che superiori)
• con conseguente aumento delle masse muscolari
e quindi un aumento del peso quindi:
• il suo peso ideale dovrà aumentare ed arrivare ad
almeno
• 70-72 Kg (aumentare del 5%)
• per raggiungere il peso forma
• Invece se dovesse svolgere un’attività come la:
• maratona
• si devono invece prevedere:
•
doti metaboliche di resistenza
• (senza necessariamente disporre di grosse
masse muscolari)
•
un buon fisico
• quindi:
se ben allenato, potrebbe ridurre ancora di più la
massa grassa e portare il peso forma a 63-65
Kg
(grazie
al
quale
correrebbe
più
velocemente).
Conclusione
• Il “peso forma” è quindi strettamente legato al
rendimento dell’atleta:
• è il peso al quale l’atleta è in grado di svolgere al
meglio l’attività sportiva a cui si dedica.
Determinazione del peso forma
• Per calcolare il peso forma in un atleta il metodo
migliore è quello di fare:
• - verifiche sul campo con test.
• - misurare la massa magra e la massa grassa
• - determinare la loro variazione durante il
lavoro muscolare
• - determinare il rapporto tra massa magra e
massa grassa
• - confrontare i dati ottenuti, con i valori medi della
popolazione dedita allo sport specifico scelto
dall’atleta (ammesso che siano disponibili)
Composizione corporea dell’uomo e della donna
di riferimento standard
Misure di composizione
corporea
• Sono state proposte differenti tecniche per la
determinazione indiretta della massa corporea, le
più seguite sono:
– Metodo della densitometria o idrostatico
– Metodo di misurazione pliche cutanee
– Metodo di misurazione circonferenza segmenti
corporei
– Metodo dell’impedenziometria cutanea
– Metodo dell’ultrasonometria (Ecografia)
– Metodo della tomografia
assiale computerizzata
(TAC)
– Metodo della risonanza magnetica nucleare (RMN)
Metodo della densitometria o
idrostatico
• E’ l’applicazione del principio di Archimede e
viene usata per misurare il volume corporeo.
• Si fa una pesata normale (pesata all’aria) e poi si
fa la pesata in acqua.
• Se si pesa un corpo immerso in acqua si ottiene
un valore inferiore rispetto alla pesata in aria, ciò
perché in acqua viene misurata la risultante tra
la forza peso e la spinta del liquido sul corpo.
• Il volume corporeo è semplicemente dato
dalla differenza tra il peso misurato in aria e
quello misurato in acqua.
• Conoscendo la massa (cioè il peso) e
ricavando il volume si può determinare la
densità corporea.
• d = Massa = (peso in aria x densità acqua)
Volume (peso in aria – peso in acqua)
Grasso corporeo
• La percentuale di grasso corporeo si calcola
mediante l’Equazione di Siri:
• % grasso corporeo =
495
- 450
•
Densità corporea
• Conoscendo il % di grasso corporeo si può
facilmente calcolare il peso corrispondente.
Esempio
• Un soggetto pesa Kg 73 con pesata in aria
• La pesata in acqua dà 72 Kg pari 70,5 litri
di acqua spostata.
• Pertanto la:
•
d = peso in aria x densità acqua
•
volume acqua spostata
•
= 73 x 1 / 70,5 = 1,0354
Esempio
• Conoscendo la densità posso ricavare il %
di grasso:
• % grasso = (495/densità) – 450
•
= (495/1,0354) – 450
•
= 478, 08 – 450
•
= 28,08 %
• Pesa 73 Kg, per cui i Kg di grasso sono:
• 73 x 28,08 /100 = 20,50 Kg di grasso
Determinazione del fat-free
• Conoscendo la massa grassa si può
ricavare il fat-free
• Il fat free comprende: i muscoli, le ossa, i
minerali e l’acqua.
• Si ricava sottraendo al peso totale la
massa grassa:
• Fat free = 73 – 20,9 = 52,1 Kg
METODO DELLA PLICOMETRIA CUTANEA
• Misurazione della massa grassa può
essere
fatta
mediante
rilevazioni
plicometriche.
• Si tratta di una misurazione empirica che
si basa sul fatto che esiste una stretta
relazione
tra
grasso
di
deposito
sottocutaneo e grasso totale.
• Le zone maggiormente analizzate sono :
•
la zona posteriore del braccio
•
(plica tricipitale)
•
la zona sottoscapolare
•
la zona sopra iliaca
•
la zona addominale
•
la parte alta della coscia
• La misurazione di spessore delle pliche
forniscono un quadro abbastanza preciso
della distribuzione del grasso corporeo
Le pliche sono
afferrate
in
verticale in tutti
i siti, tranne nei
punti
sottoscapolare e
soprailiaco dove
vengono prese
diagonalmente
• Vi sono due modi per servirsi della
plicometria:
- il primo è quello di sommare i vari spessori
• (la somma che ne deriva è un indice della
massa grassa).
Le variazioni possono
essere espresse anche in percentuale
- il secondo modo è quello di servirsi di
alcune determinazioni plicometriche e
applicare delle equazioni che permettono di
calcolare la densità corporea e poi la
percentuale di massa grassa.
• Usando questa seconda valutazione
l’errore di stima non supera il 3-5%, si può
misurare lo spessore di solo due pliche:
• il tricipitale e il sottoscapolare
• e applicando la seguente equazione, si
può ricavare il % di grasso corporeo:
• Maschi (età compresa tra 17-26)
• % grasso corporeo =
• (0,55 x spessore pl.tricipidale) + (0,31 x
spessore pl.sottoscapolare) + 6,13
Determinazione
• Femmine (età compresa tra 16-26):
• % grasso corporeo =
•
• (0,43 x spessore pl.tricipidale) + (0,58 x
spessore pl.sottoscapolare) + 1,47
Esempio
• Applichiamo l’equazione:
• una ragazza di 22 anni, altezza 165 cm e peso
di 57,5 Kg (corporatura media e P.I.= 57,65),
utilizzando
le
misurazioni
delle
pliche,
otteniamo:
• % Grasso =
• ( 0,43 x 22,5) + (0,58 x 19)= 9,675 +11,02
•
•
= 20,69 % di grasso
Massa grassa e massa magra
• Pertanto la massa grassa sarà uguale:
•
• Massa grassa = peso x % di grasso
•
= 57,5 x 20,69/100
•
= 11,9 Kg
La massa magra sarà:
•
•
•
Massa magra = peso- massa grassa
= 57,5 – 11,9
= 45,62 Kg
Il soggetto presenta le seguenti caratteristiche:
Età
Peso
Peso Ideale
22 anni
57,5 Kg
57,65 Kg
Altezza
Massa grassa
165 cm
11,9 Kg
Massa magra
45,62 Kg
Massa magra/ Massa grassa
3,83
Metodo di misurazione della
circonferenza
• Viene misurata la circonferenza in alcuni siti
anatomici (la misura va ripetuta tre volte).
• Siti anatomici da misurare:
–
–
–
–
–
–
Addome (1 cm sopra l’ombellico)
Anche (nel punto di maggior dimensione)
Coscia destra (alla radice dell’arto)
Braccio destro (all’altezza del muscolo)
Avambraccio destro (sotto l’articolazione)
Polpaccio destro (a metà strada tra caviglia e
ginocchio)
Calcolo
• Poiché le misurazioni delle circonferenze
possono variare sia per il sesso che per l’età, si
possono usare determinazioni empiriche che si
basano:
Età
Sesso
Zona corporea
A
B
C
18 -26
M
F
Braccio Dx
Addome
Addome
Coscia dx
Avanbr. dx
Avanbr. dx
27 50
M
F
Circ. Glutei
Addome
Addome
Coscia dx
Avanbr. dx
Polpaccio dx
• Riportando i dati ottenuti su apposite tabelle
è possibile determinare il % di grasso.
• Soggetti giovani maschi:
• % grasso = Costante A + Costante B - Costante C – 10,2
• Soggetti giovani femmine:
•
% grasso = Costante A + Costante B - Costante C – 19,6
• Soggetti anziani maschi:
• % grasso = Costante A + Costante B
• Soggetti anziani femmine:
•
- Costante C – 19,6
% grasso = Costante A + Costante B - Costante C – 18,4
= 49,04 +
43,96 –
63,80 =
29,2 – 10,2
= 19%
Errori di valutazione
• Non viene presa in considerazione
l’altezza
• Con soggetti con corporatura molto esile o
eccessivamente grassi
• Con soggetti che praticano o hanno
praticato sport di resistenza o di potenza.
• Per correggere alcuni errori si può ricorrere
a sistemi alternativi, ad esempio inserendo
nel calcolo l’altezza del soggetto.
Metodo alternativo per il Calcolo % di
grasso per le donne
• Circonferenza media delle anche Cost. A
• Circonferenza Media dell’addome Cost. B
• Altezza
Cost.C
• Utilizzando delle tabelle si ricavano le costanti:
• Risultato:
•
% grasso = Cost.A + Cost. B – Cost C
Tabelle di
conversione
donne
= 44,65 + 17,24
– 38,4 = 23,49%
Metodo alternativo per il Calcolo %
grasso uomini
• Nel caso
degli uomini si può
semplicemente ricorrere alla misura:
• Circonferenza media vita (all’altezza
dell’ombellico).
• Misurare la circonferenza del polso
• Si sottrae la misura della vita a quella del
polso, il valore ottenuto si inserisce in una
tabella, che in corrispondenza del proprio
peso dà la % di grasso.
cm vita – cm
polso = 76,2
Tabella
conversione
uomini
Metodo dell’impedenziometria
• Il principio di questa tecnica si basa sul concetto
che la conducibilità elettrica è maggiore nei
tessuti magri rispetto a quelli ricchi di grasso.
• L’impedenza aumenta con l’aumentare della
massa grassa.
• Il metodo consiste nell’applicare: un elettrodo
alla superficie dorsale del piede, un altro al
polso, un altro tra radio e ulna e l’ultimo alla
parte anteriore della caviglia
Determinazione
• Viene fatta passare corrente tra le due coppie di
elettrodi, l’impedenza elettrica che si determina
con l’apparecchio viene espressa come densità
corporea.
• Applicando la formula di Siri:
•
495
• % grasso corporeo =
- 450
•
Densità corporea
Errori
• Livello di idratazione dei tessuti
• Livello di concentrazione degli elettroliti
• Una condizione di disidratazione diminuisce
l’impedenza
• La temperatura della pelle
• Non tiene conto della massa e dell’altezza
• E’ un metodo meno accurato della plicometria o
della determinazione della circonferenza
Metodo dell’ultrasonometria
(Ecografia)
• Questa tecnica viene ampiamente usata
per la valutazione della composizione
corporea e la morfologia degli organi
interni.
• Il principio su cui si basa la tecnica è
quello di inviare ai tessuti un fascio di
ultrasuoni e valutare mediante un
rivelatore la quota riflessa dalle varie
strutture al di sotto della pelle.
Determinazione
• Il percorso degli ultrasuoni è quello di
incontrare strutture a diversa capacità
riflettente (grasso, muscolo, osso).
• Il tempo necessario agli ultrasuoni per
colpire le strutture profonde e ritornare al
rilevatore viene convertito in distanza,
fornendo lo spessore dello strato grasso
sottocutaneo o della massa muscolare.
Tomografia assiale compiuterizzata
(TAC)
• Questa
tecnica
fornisce
immagini
radiografiche di vari segmenti corporei.
• Si possono fare delle scansioni a livello
delle cosce in sezione trasversale e antero
posteriore.
• In figura viene riportata una immagine che
si riferisce alla scansione di un muscolo
della coscia di un maratoneta.