nido d`infanzia la nuvola - Comune di Trieste

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nido d`infanzia la nuvola - Comune di Trieste
Comune di Trieste
Area Educazione,Università e Ricerca
NIDO D’INFANZIA LA NUVOLA
IL PROGETTO PEDAGOGICO
Anno Educativo 2012-2013
NIDO D’INFANZIA COMUNALE LA NUVOLA
Via Veronese 14 – 34100 Trieste
Tel. 040/309082 – Fax 040/0649515
PROGETTO PEDAGOGICO del NIDO D’INFANZIA LA NUVOLA
Anno Educativo 2012/2013
La programmazione educativa
• Finalità ed obiettivi
• Strumenti
• Il contesto educativo:
L’organizzazione pedagogica degli spazi
L’organizzazione della giornata educativa al Nido
I raggruppamenti
Il personale
• Una giornata al Nido:
Le routine
Le attività
Le esperienze relazionali e sociali
Le iniziative per bambini diversamente abili
La valorizzazione delle differenze
Attività del pomeriggio
• Il coinvolgimento dei genitori nella vita del Nido:
L’organizzazione e la gestione dell’inserimento
I rapporti con le famiglie
La partecipazione e le iniziative
• Osservazione, documentazione e verifica
• Basi teoriche di riferimento del metodo educativo
• I progetti didattici
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LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA
Il progetto educativo viene elaborato pensando al bambino come individuo nel
rispetto e nella conoscenza di sé in quanto persona.
Vogliamo pensare ai bambini come persone soggetti di diritto e porre l’attenzione
sui diritti dell’infanzia contenuti nella “Convenzione Internazionale sui diritti
dell’infanzia” su cui si fonda il nostro agire pedagogico quotidiano.
In particolare prenderemo in considerazione i dieci diritti discussi nella sede del
17°Convegno Nazionale dei Servizi educativi per l’infanzia svoltosi a Torino nel
marzo 2010.
il diritto di scegliere, il diritto a stare bene, il diritto di rischiare, il diritto di
parlare, il diritto di creare, il diritto di essere riconosciuti, il diritto a trasgredire,
il diritto di uscire, il diritto di sbagliare, il diritto di cambiare.
FINALITA’ ED OBIETTIVI
Il nido d’infanzia si pone come fine lo sviluppo psico-fisico dei bambini e delle
bambine in un contesto di benessere e si propone di valorizzare le esigenze e le
potenzialità dei piccoli nelle diverse fasce d’età per il raggiungimento dei seguenti
obiettivi:
stimolare lo sviluppo affettivo e sociale attraverso significativi contesti
relazionali tra adulti - adulti e bambini – bambini e bambini (diritto di essere
riconosciuti);
promuovere lo sviluppo cognitivo attraverso l’esperienza, l’esplorazione e la
scoperta della realtà (diritto di creare, di sbagliare, di cambiare);
favorire lo sviluppo delle competenze comunicative nel percorso che porta il
bambino dal gesto alla parola (diritto di parlare);
favorire la progressiva acquisizione dell’autonomia (alimentazione, igiene,
abbigliamento, sonno, ecc) con attenzione anche a quella emotiva e sociale;
dando la possibilità ad ognuno di sviluppare la propria identità personale, la
propria unicità valorizzandola (diritto di scegliere, trasgredire, di essere
riconosciuti);
creare un’ ambiente accogliente e familiare in cui i piccoli e le loro famiglie si
sentano ascoltati, sostenuti e parte attiva di questa esperienza, creando così
un continuum tra casa e nido (diritto di star bene).
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STRUMENTI
La realizzazione delle finalità individuate avviene attraverso modalità, fonte di una
riflessione del personale del nido affinché l’esperienza risulti piacevole per i
bambini e le loro famiglie.
Il metodo educativo, elaborato dall’equipe, è il frutto dell’utilizzo intrecciato e
costantemente ragionato, di strumenti che costituiscono la struttura dell’operare
quotidiano del personale del nido e del vissuto dei bambini e delle loro famiglie.
Questi strumenti sono:
il contesto educativo (organizzazione degli spazi, dei tempi e delle persone);
il coinvolgimento dei genitori nella vita del nido (dall’organizzazione e la
gestione dell’inserimento, alle informazioni e le iniziative fino alla
partecipazione dei genitori alla vita del nido);
la documentazione: la programmazione educativa e didattica, il diario
giornaliero, il diario personale di ogni bambino (una raccolta di tutti gli
elaborati e delle foto più significative del percorso svolto durante l’anno
educativo), i cartelloni delle attività, l’albo delle comunicazioni, le fotografie,
i video,il piano di evacuazione, la Carta dei Servizi.
L’ORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DEGLI SPAZI
Gli spazi al nido devono rispondere alle esigenze del bambino, che sono poter
esplorare un ambiente sicuro, accessibile, raccolto, stimolante in cui poter
sviluppare la propria autonomia, creatività ed esprimere ed elaborare i propri
vissuti, pensieri ed emozioni.
Il Nido d’Infanzia “La Nuvola” è situato al secondo piano dell’edificio che ospita
anche il Nido d’Infanzia “Semidimela” ed è costituito da un'unica sezione di 17
bambini dai 12 ai 36 mesi. Data la sua posizione nella struttura che lo ospita, il nido
possiede degli spazi propri che vengono usati per le attività di vario tipo che
quotidianamente i bambini iscritti vi svolgono.
Sul ballatoio in entrata c’è uno spazio organizzato con gli armadietti personali dove
il bambino si spoglia, lascia la giacca, le scarpe e si mette le pantofole.
Nell’ingresso troviamo dei divanetti dove i bambini possono sedersi per cantare in
attesa di andare in bagno ed una raccolta degli elaborati e delle foto più
significativi nel percorso svolto durante tutto l’anno; ci sono inoltre due tavoli che
vengono usati per varie attività.
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La stanza più grande, quella in cui i bambini vengono accolti la mattina e dove
passano più tempo, è organizzata in modo tale da creare una serie di centri di
interesse divisi in modo da organizzare giochi, sia liberi che strutturati.
Ci sono due grandi tavoli da utilizzare sia per le attività grafico pittoriche e le
manipolazioni sia per i giochi come puzzle e chiodini. Questo è uno spazio molto
importante poiché i bambini vi si accostano nei diversi momenti della giornata.
Inoltre, c’è un angolo con pedana e materassi che funge da angolo morbido per il
relax e che delimita l’angolo del gioco simbolico.
All’interno delle stanze sono presenti giocattoli, adeguati alle varie fasce d’età e di
facile accesso ai bambini, che rispettano uno degli obiettivi principali del progetto
educativo che è quello di permettere al bambino l’esplorazione, la conoscenza e l’
apprendimento, lo sperimentare, i cui materiali consentono di sviluppare la
percezione tattile, sensoriale, emozionale. Negli ultimi anni cerchiamo di proporre ai
bambini giochi di qualità, durevoli e costruiti preferibilmente in legno. Cerchiamo
giochi che non siano frutto della moda del momento ma che offrano ai bambini uno
stimolo allo sviluppo della fantasia e al gioco simbolico (per es. gli alimenti che
mangiano quotidianamente e che vedono nelle cucine delle loro case), alla motricità
fine, al ritmo (strumenti musicali).
Oltre alla stanza principale appena descritta esiste un locale adibito ai servizi
igienici che viene adoperato anche per attività diverse: dai travasi e giochi con
l’acqua (nella stagione estiva), a stanza per il colore (durante tutto il corso
dell’anno). All’interno del bagno vi è un mobile composto da tanti armadietti
segnalati con il nome del bambino dove la famiglia lascia tutto l’occorrente per il
cambio: biancheria intima, pantaloni e maglia da adeguare a seconda della stagione.
Vi sono altre due stanze più piccole adibite sia a spazio per il sonno che per attività
diverse quali lettura di libretti, costruzioni, travasi, ecc.
I bambini de “La Nuvola”, utilizzano anche alcuni spazi che sono fisicamente situati
al piano terra dell’edificio (casetta, stanza del movimento, giardino e stanza del
libro) e che condividono, quindi, con i bambini del nido “Semidimela”.
Nello specifico:
stanza del libro, che raccoglie molti libri che trattano argomenti cari ai
bambini e che li aiutano ad elaborare le loro emozioni; è una sorta di
minibiblioteca dalla quale si possono prendere anche in prestito dei libri.
Questa stanza funge anche da stanza d’accoglienza per i genitori durante i
periodi d’inserimento dei bambini o per la visione di video.
la casetta: stanza che ripropone in piccolo l’ambiente domestico e familiare in
cui i bambini vi ritrovano tutti gli oggetti casalinghi, permette loro di
ricreare momenti di “casa” dando libero sfogo al gioco simbolico.
stanza multimediale: una stanza adibita a più attività (travasi, gioco euristico,
giochi con la carta, ecc.)
la stanza del movimento
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il laboratorio del colore (adibito ad attività grafico-pittorica e altre al pari
creative)
Gli spazi esterni: il terrazzo ed il giardino.
Un discorso a parte meritano il terrazzo ed il giardino in quanto spazi esterni.
Date le caratteristiche (posizione fisica, esposizione al sole,ecc.), costituiscono una
risorsa preziosa per lo svolgimento delle più svariate attività, dal gioco libero a
quello strutturato con attrezzi quali scivolo, palestrina, casetta, tricicli, al collage,
ai disegni, ai travasi,ecc. Attraverso questi spazi si riesce a promuovere un alto
livello di socializzazione e lo stare a contatto con la natura, esplorando in un altro
modo lo spazio e l’ambiente.
Tutti gli spazi sono stati pensati secondo criteri di confort, sicurezza, funzionalità,
accessibilità e adeguatezza.
Ogni bambino, in vari ambienti, ha degli spazi personali: l’armadietto sul ballatoio,
per gli indumenti e le scarpe, quello in bagno per i ricambi.
Nella stanza del sonno ciascuno ha il proprio lettino contraddistinto dal nome e da
un cuscino. Il cuscino, riconosciuto dalla stoffa che il bambino ha portato da casa,
diviene così uno degli elementi legato principalmente alla routine del sonno, ma non
solo, in quanto i bambini possono utilizzarlo quando hanno bisogno delle coccole e di
un momento di rassicurazione.
La personalizzazione degli spazi nel corso dell’anno educativo è una strategia
efficace a garantire un buon inserimento del bambino al nido e a stabilire una
condizione di sicurezza psicologica ed affettiva.
Al piano inferiore sono situati un magazzino, la dispensa, la lavanderia e la cucina.
L’ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA EDUCATIVA
La giornata al nido d’infanzia segue un ritmo che si ripete quotidianamente; tale
“ripetitività” di attività di gioco e di momenti di cura, crea nel bambino un senso di
sicurezza, aiutandolo a prevedere il susseguirsi degli eventi (es. dopo il pranzo, la
nanna).
dalle 7.30 alle 9.00 è previsto l’accoglimento del bambino con lo scambio di
notizie con le famiglie.
Alle 9.15 merenda del mattino
Dopo la merenda e il cambio iniziano le proposte educative attraverso il gioco
individuale o di piccolo gruppo con attività specifiche sia programmate che
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durante la mattinata sono previsti dei momenti di cura e d’igiene, adeguando
questi tempi alle quotidiane necessità del bambino.
alle 11.30 arriva il pranzo: i bambini si ritrovano nella propria stanza di
riferimento. In relazione all’età dei bambini si perseguono obiettivi
diversificati: per i più piccoli l’accettazione di sapori diversi ed un positivo e
corretto rapporto con il cibo; per i più grandi diviene importante anche uno
sviluppo completo dell’autonomia nel pasto.
alla fine del pranzo ci si comincia a preparare per il riposo, in un ambiente
rassicurante e tranquillo. Chi ne sente il bisogno, porta con se’ il proprio
oggetto preferito o transizionale; gli educatori cercano di favorire il
momento di abbandono al sonno con la vicinanza e le coccole;
al risveglio (alle 14.45 circa) i bambini sono rivestiti, accompagnati in bagno e
poi a tavola per la merenda. Inizia poi un momento di gioco libero,
generalmente in grande gruppo, in attesa dell’arrivo del genitore.
Dopo la merenda i bambini le cui famiglie hanno chiesto il prolungamento
scendono con le educatrici part-time per unirsi ai bambini del Semidimela con
cui si fermano fino alle 17.30, orario di chiusura del Nido.
Ogni giornata “tipo” in realtà è continuamente adattata ai ritmi ed ai tempi del
gruppo e di ogni singolo bambino; questa flessibilità è oltremodo necessaria durante
il periodo dell’inserimento del bambino.
I RAGGRUPPAMENTI
Essendo il nido costituito da una sezione unica di bambini di età diverse, il
raggruppamento-base è necessariamente disomogeneo per età.
Questa caratteristica fa sì che tutti i raggruppamenti minori non siano mai rigidi.
Infatti, la sezione disomogenea per età, pur garantendo obiettivi e attività mirate
per le specifiche fasce d’età, offre anche dei vantaggi: in particolare la possibilità
di emulazione da parte dei piccoli che apprendono così, in maniera graduale ed
efficace, gli schemi mentali e corporei necessari all’orientamento nello spazio.
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Il gruppo dei piccoli, comunque, gode di uno spazio più raccolto e accogliente dove
ritrova tutti i suoi giochi ma condivide necessariamente con gli altri gran parte della
giornata al nido. Questa condizione, del resto, stimola in ogni bambino, quale che sia
la sua età, la capacità di socializzare con gli altri e abituarsi a condividere gli spazi
e rispettare le esigenze di tutti.
IL PERSONALE
E’ l’anima del nido, accanto alle famiglie con i loro piccoli.
Ha il compito di creare calore e armonia, affinché il lavoro professionale di ognuno
e la relazione con le famiglie sia all’insegna della collaborazione, dell’ascolto, del
confronto e della flessibilità, creando così un clima positivo di fiducia e di crescita.
Il personale accoglie e accompagna le famiglie nella crescita dei loro figli,
condividendo le esperienze, le difficoltà e suggerendo professionali strategie
educative, al fine di condividere non solo il tempo, ma la qualità della crescita e
dell’esperienza di vita al nido e in famiglia, dando vita a quella che il pedagogista
Borghi definisce “qualità partecipata”, all’interno della quale avviene una vera e
propria transazione di valori.
All’interno del nido ci sono molte persone che interagiscono con il bambino e con le
famiglie e che collaborano con ruoli diversi alla realizzazione del Servizio di Nido.
Nel nido operano tre educatrici a tempo pieno e due a tempo parziale. Il personale
d’appoggio e la coordinatrice sono condivisi con il nido “Semidimela”.
Gli Educatori
Hanno competenze relative all’educazione e alla cura dei bambini/e, alla relazione
con le famiglie e collaborano con il Coordinatore per un buon funzionamento del
servizio. La funzione dell’educatore è soprattutto quella del costruttore di
contesti, di volta in volta adatti al bambino e al suo crescere. La centralità del ruolo
non viene così attribuita essenzialmente al singolo educatore ma alla funzione
dell’educatore che accoglie e guida il bambino e la sua famiglia all’uso del nido,
supportando cognitivamente ed emotivamente il bambino, collaborando con i
genitori.
Nella fase iniziale l’educatore che segue principalmente l’inserimento del bambino e
della sua famiglia, offre un riferimento che poi allarga ai colleghi del gruppo
“introducendo” progressivamente le figure degli altri adulti (educatori, personale
ausiliario,…) che poi diventeranno egualmente significativi al bambino e alla famiglia.
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Il Personale d’Appoggio
Pur tenendo conto delle normali attività di pulizia e di gestione che la struttura
esige quotidianamente, il personale d’appoggio sostiene le educatrici in caso di
esigenze particolari, divenendo, per i bambini , presenze fisse e conosciute.
Servizio Cucina
La gestione della cucina e la preparazione dei pasti è affidata, sempre all’interno
della struttura, ad una ditta esterna, la CirFood.
Alla stessa ditta appartengono le pulizie delle zone pasto e lo sporzionamento dei
pasti dei bambini.
La Coordinatrice
Sostiene l’equipe di lavoro del Nido nell’elaborazione dei contesti più efficaci per i
bambini.
UNA GIORNATA AL NIDO
Pur essendo un nido a sé, “La Nuvola” condivide col nido “Semidimela” il personale
ausiliario, i servizi e determinati spazi quali il giardino, la stanza del libro , la stanza
della motricità. Quindi, i ritmi sono vincolati, da un lato dalle dimensioni della
struttura, e dall’altro dalla sua ubicazione su due piani, ma centrale rimane il
bambino con i suoi bisogni.
L’equipe educativa cerca così costantemente di “leggere” le esigenze e calibrare i
ritmi.
LE ROUTINE
L’entrata e l’uscita.
L’accoglienza al mattino e il ritorno a casa al pomeriggio sono momenti di passaggio
da un ambiente all’altro, danno luogo ad emozioni tanto nell’adulto quanto nel
bambino e a comportamenti che diventano dei rituali.
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L’igiene personale
L’igiene personale implica molto contatto fisico, sorrisi e gesti affettuosi,
soprattutto per i più piccoli, mentre per i più grandi diventa un’importante attività
che educa alla cura della propria persona, all’autonomia e alla collaborazione.
I pasti
Il pranzo, oltre a soddisfare le esigenze fisiologiche, educa il bambino a corrette
abitudini alimentari e ha grosse valenze comunicative.
Un’atmosfera tranquilla accompagna in ogni sezione la consumazione del pasto
mediata dagli educatori e dal personale che è addetto allo sporzionamento del pasto
e alla distribuzione delle portate.
Il sonno
Addormentarsi significa abbandonarsi per lasciare il mondo esterno ed è, quindi, un
momento delicato al quale gli educatori danno notevole attenzione.
La stanza, l’atmosfera, i rituali, gli oggetti dei bambini, i cuscini personali, tutto è
pensato in funzione di un tranquillo riposo e di un sereno risveglio.
LE ATTIVITA’
Qualsiasi momento al nido prevede per i bambini dei momenti di gioco e di
esperienza i quali fanno sì che oltre al divertimento e al piacere di relazionarsi con
gli altri e con gli oggetti, sviluppino le potenzialità di ognuno e del gruppo, che si
traducono in apprendimenti ed intelligenze così come le definisce Gardner.
Quest’ultimo non prende in considerazione un unico tipo di intelligenza ma ritiene
che l’elaborazione delle informazioni possa rientrare in nove differenti categorie di
intelligenze. Queste possono svilupparsi ed essere attivate in contesti educativi
differenziati e sono intercorrelate tra loro.
Ogni bambino ha un patrimonio neurologico potenzialmente ricchissimo: “molta
parte di esso rimane inutilizzata perché non opportunamente attivata”.
La teoria delle intelligenze multiple sottolinea l’importanza di accostarsi a un
argomento in modi differenti e non in modalità univoche.
I problemi possono essere affrontati in vari modi e da diversi punti di vista: in
questo modo ad ogni bambino è consentita la possibilità di scegliere la strada che
gli è più congeniale e che gli risulta più agevole.
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Inoltre, è importante per un bambino sapere che uno stesso problema può essere
affrontato da più punti di vista e può essere indagato sotto una molteplicità di
aspetti.
La teoria delle intelligenze multiple privilegia, secondo noi, il pluralismo
metodologico e delle opportunità di approccio, motivo per cui è stata presa in
considerazione come riflessione per il nostro operare educativo di quest’anno.
In sintesi vogliamo offrire a tutti i bambini un ventaglio di possibilità e di proposte
per mettere in gioco tutte le loro “intelligenze”.
INTELLIGENZA LINGUISTICA:
Abilità che si esprime nell'uso dei suoni, dei gesti, del linguaggio e delle parole, nella
padronanza dei termini linguistici e nella capacità di adattarli, utilizzandoli in modo
appropriato.
INTELLIGENZA MUSICALE:
Abilità di percepire, modificare, riprodurre, ascoltare suoni, ritmi, melodie
INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA:
Abilità implicata nel confronto e nella valutazione di oggetti concreti o astratti,
nell'individuazione delle relazioni e dei principi.
Partendo dall’osservazione casuale delle relazioni tra forme e oggetti diversi,il
bambino arriva alla costruzione del pensiero astratto attraverso l’elaborazione di
concetti logico-matematici.
INTELLIGENZA SPAZIALE:
Abilità di percepire se stessi, gli altri e gli oggetti come collocati nello spazio.
INTELLIGENZA CORPOREO-CINESTETICA:
Capacità di usare il proprio corpo in modi molto differenziati e abili per fini
espressivi oltre che concreti: abilità fini-motorie e grosso-motorie.
INTELLIGENZE PERSONALI:
Intelligenza interpersonale, abilità di interpretare le emozioni, le motivazioni e gli
stati d’animo degli altri.
Intelligenza intrapsichica, abilità di riconoscere, interpretare le proprie emozioni
al fine di capire e guidare il proprio comportamento.
INTELLIGENZA NATURALISTICA:
Riconoscimento e classificazione di elementi naturali. Sensibilità e amore per
l’ambiente.
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INTELLIGENZA ESISTENZIALE:
Riflettere sull’esistenza, sviluppare il ragionamento astratto e dei concetti
universali.
Quindi quest’anno, oltre ai momenti di routine al nido, verranno proposti centri di
apprendimento per l’osservazione e lo sviluppo di queste intelligenze.
Le attività verranno così organizzate:
1. centro logico-matematico: attività di seriazione, categorizzazione per colore,
utilizzo e grandezza ( puzzles,.ecc. ); con la creatività il bambino trova un
modo nuovo di mettere in relazione gli oggetti ( gioco euristico,” cestino dei
tesori”, chiodini, costruzioni ); comprendere nelle storie la relazione tra i
personaggi; comprendere la sequenza logica della giornata al nido.
2. centro linguistico: racconto di storie o la trattazione di un argomento
facendo riprodurre al bambino parole, versi degli animali, il senso della storia.
3. centro spaziale: attività di disegno libero, guidato con consegne, con il fine di
sviluppare concetti e consapevolezza sul dentro-fuori, sopra-sotto; attività
con la palla in cui il bambino impara a prevedere la traiettoria e a prendere
le misure.
4. centro musicale: attività che facciano conoscere gli strumenti, i diversi suoni
e ritmi, con il coinvolgimento anche del suo corpo. Riproduzione di questi con
voce e movimento. Sviluppo di concetti come differenza tra suono-silenzio e
piano-forte attraverso canzoni, filastrocche e “giochiamo all’orchestra”.
5. centro cinestetico: attività che privilegino il corpo, quindi percorsi ad
ostacoli, tattili, capriole, salti per sviluppare coordinazione, equilibrio e
agilità. Attività ad incastro.
6. centro interpersonale e
7. centro intrapersonale: attività che producano il riconoscimento di chi sono io,
l’altro, i diversi stati d’animo; attività libere affinché si sviluppi la
condivisione dei giochi, degli spazi, dell’adulto; attività in cui il bambino si
riconosca in foto e che riconosca i propri oggetti; attività che permettano di
riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, quindi in gruppo.
8. centro naturalistico: attività di cura delle piante, che pongano l’attenzione sul
ciclo naturale e della crescita, con il supporto di collage e foto di ambienti
diversi; attività di manipolazione e travasi con elementi naturali, es. la scatola
azzurra, con il fine d’imparare anche a riconoscere e raggruppare.
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9. centro esistenziale: attività che propongano eventi significativi come la
nascita, il dolore fisico; temi come la giustizia, l’amicizia e le differenze:
Tutto questo creando momenti di dialogo e di racconto con l’ausilio del libro,
del teatrino e della musica.
Questa nuova organizzazione teorica e pratica del nostro fare, pensare con i vostri
bambini verrà in corso d’anno monitorata, osservata, verificata, documentata e
condivisa anche con le famiglie.
Le esperienze relazionali e sociali
Come evidenziato finora, tutte le attività ed iniziative educative proposte al nido
hanno come criterio guida lo sviluppo delle esperienze relazionali in un clima
positivo, realizzate attraverso una serie di strategie d’intervento:
presenza di un gruppo di appartenenza;
presenza di una stanza di riferimento;
presenza di figure di riferimento;
presenza di segni di riconoscimento personali;
lavoro per piccolo gruppo;
promozione dell’autonomia personale;
sostegno e promozione da parte dell’adulto delle interazioni sociali tra
bambini;
responsabilizzazione del bambino nella vita collettiva.
LE INIZIATIVE PER BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI
L’integrazione di bambini diversamente abili nei servizi educativi è garantita dalla
legge104/92 (legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle
persone diversamente abili). In tal senso, anche per l’accesso al nido, le famiglie
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hanno l’opportunità di segnalare direttamente sulla domanda d’iscrizione la presenza
(o l’accertamento in corso) di un handicap.
Il Comune di Trieste assegna al nido che accoglie il bambino un ulteriore educatore
in supporto all’intero gruppo. Questa scelta ha una forte motivazione pedagogica: i
bisogni educativi dei bambini diversamente abili, infatti, non differiscono
sostanzialmente da quelli dei loro coetanei, quindi, ogni bambino del nido, quale che
siano le sue abilità, necessita di un percorso individuale per il raggiungimento di
obiettivi comuni. Le iniziative specifiche per i soggetti portatori di handicap
prevedono, inoltre, dei contatti e degli incontri con la rete dei servizi sociali e
sanitari e le famiglie interessate per un reciproco scambio di informazioni e per la
definizione di un percorso parallelo.
LA VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE
Ogni giorno al nido si incontrano bambini e bambine, adulti, operatori e famiglie:
ciascuno porta se stesso, il proprio vissuto, la propria storia familiare, la propria
cultura di appartenenza, in alcuni casi anche una lingua materna o paterna diversa
dagli altri.
Tutti questi elementi determinano l’organizzazione della quotidianità del nido ed è
un impegno costante di tutto il personale valorizzare queste differenze affinché
costituiscano una risorsa ed un’occasione di arricchimento per tutti.
Si prevede l’attivazione di una collaborazione con i servizi socio/assistenziali,
sanitari ed educativi e con i mediatori culturali del territorio al fine di elaborare
percorsi di integrazione di bambini in situazioni di disagio relazionale, familiare e
socio/culturale.
ATTIVITÀ DEL POMERIGGIO
Gli educatori part time del pomeriggio sono quattro: tre per il nido d’infanzia
SEMIDIMELA (un’educatrice per la sezione Mele verdi, un’educatrice per la
sezione Mele gialle e Mele rosse ed una per la sezione Bruchi) ed una per il nido
d’infanzia LA NUVOLA.
Appena entrate in servizio le educatrici part-time si informano sulla giornata
trascorsa dai bambini, delle attività svolte, del pranzo e eventuali note personali di
ogni singolo bambino.
Tutte le educatrici part time si occupano, assieme agli educatori a tempo pieno
presenti, della cura e dell’igiene del bambino; accudiscono e coccolano i bambini
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durante il sonno pomeridiano, li cambiano dopo la nanna e li aiutano dopo la merenda.
Inoltre sviluppano le attività del gioco libero e programmato (sia in gruppo che
individuale), del canto, della lettura, del linguaggio e quello psicomotorio.
Anche quest’anno gli educatori part-time proporranno un progetto per i bambini che
si fermano dopo le ore 16.00.
Le educatrici sono attente e presenti ai bisogni di ogni singolo bambino sia nella
cura dell’igiene sia nella sfera affettiva.
Al momento dell’uscita di ogni singolo bambino l’educatrice informa il genitore delle
attività svolte durante l’intera giornata e trasmette eventuali comunicazioni.
Anche questo momento è molto importante ed è compito dell’educatrice che tutto si
svolga nella completa serenità in un clima di fiducia reciproca e di benessere di
ciascun bambino, il che rappresenta in effetti il principale obiettivo della nostra
organizzazione.
IL COINVOLGIMENTO DEI GENITORI NELLA VITA DEL NIDO
L’ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELL’INSERIMENTO
L’inserimento è un “prendere in carico” famiglie e bambini, non solo dal punto di
vista delle cure, ma proprio degli stati d’animo che emergono in questo delicato
momento di vita di famiglia
Non esiste una figura singola di riferimento fissa, ma il gruppo di educatori della
sezione , alla fine dell’inserimento ,diviene il riferimento per il bambino e la sua
famiglia.
Come già citato in precedenza,la centralità non viene così attribuita essenzialmente
al singolo educatore, ma alla funzione dell’educatore che accoglie e guida il bambino
e la sua famiglia all’uso del nido, supportando emotivamente e cognitivamente il
bambino, collaborando con i genitori.
Nella fase iniziale l’educatore che segue principalmente l’inserimento del bambino e
della sua famiglia, offre un riferimento che poi allarga ai colleghi del gruppo,
“introducendo” progressivamente le figure degli altri adulti educatori che
diventeranno egualmente significativi al bambino e alla famiglia.
Normalmente le modalità ed i tempi di inserimento vengono concordati con le
famiglie durante la prima riunione che si tiene di norma alla fine di giugno.
Tali modalità sono programmate sulla base di scelte educative e pedagogiche
flessibili in funzione delle caratteristiche del singolo bambino e delle esigenze delle
famiglie.
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Indicativamente durante la prima settimana il bambino trascorre al nido solo il
tempo dedicato al gioco con un progressivo allontanamento della figura di
riferimento familiare; la settimana successiva vengono introdotte anche le varie
routine (cambio, merenda, pranzo) e da ultimi il sonnellino e la merenda pomeridiana.
L’inserimento all’asilo nido rappresenta una situazione particolare ed insolita nella
vita del bambino ed un momento estremamente delicato per tutti coloro che in
questa esperienza sono protagonisti: il bambino, i genitori, gli educatori.
Dal punto di vista del bambino:
E’ un’esperienza che evoca emozioni ed affetti molto coinvolgenti.
Si tratta di sperimentare un processo che lo porterà a stabilire una relazione nuova
con una persona diversa dalla madre e dalle altre figure familiari, imparando a
“tollerare” il disagio che scaturisce dal distacco e dal contatto con ambienti e
persone nuove e dimostrando man mano disponibilità a nuovi legami.
L’inserimento sociale dei bambini all’asilo nido non vuole e non deve essere un
“trauma” per nessuno: il passaggio dall’ambiente familiare al nido è graduale e
mediato dalla presenza delle figure familiari (madre, padre, nonni, altre figure
preziose per il bambino…).
Dal punto di vista dell’educatore:
L’educatore accoglie le famiglie con un ascolto attivo, intenzionale che presuppone
accettazione, coinvolgimento, partecipazione e riconoscimento “dell’altro”.
Quindi comunicando il proprio agire educativo e le diverse strategie, mettendo così
il genitore, o chi ne fa le veci, nella condizione di abbassare il suo livello d’ansia,
attraverso la comprensione la condivisione, dando la sensazione d’esser tenuta in
considerazione dall’educatore che si prende carico dei suoi stati emotivi e delle sue
preoccupazioni, il tutto in un tempo flessibile.
Dal punto di vista dei genitori:
L’affidamento progressivo del bambino agli educatori non significa soltanto
acquisire per i genitori un utile sostegno organizzativo (avere un luogo e persone
sicure a cui lasciare il proprio bambino), ma trovarsi coinvolti in un complesso
processo di conoscenza reciproca senza il quale non è possibile arrivare ad una reale
fiducia e ad una capacità di condividere poco a poco gli obiettivi e le modalità
dell’intervento educativo del nido d’infanzia.
I genitori comunicano alle educatrici l’ambiente, il mondo, le relazioni, le abitudini
del loro bambino/a.
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Presentano i loro figli, affinché gli educatori possano capire come creare una
continuità d’esperienza al nido di quel bambino-a e della sua famiglia
E’ del tutto comprensibile e normale che i genitori avvertano dubbi e diffidenze nei
confronti di persone e di un ambiente che ancora non conoscono: ci può essere il
timore che i bisogni del proprio bimbo non vengano capiti, e che le risposte ad essi
non siano sufficientemente sollecite; può essere presente anche un certo senso di
colpa.
Ci vogliono tempo e pazienza da entrambe le parti per conoscersi reciprocamente;
l’esperienza concreta aiuta i genitori a capire che l’educatore non è una figura che
si sostituisce ad essi, ma si mette al loro fianco, offrendo un sostegno nella cura ed
educazione del bambino, integrando il ruolo genitoriale che rimane unico ed
insostituibile.
È sempre bene chiarire subito eventuali dubbi e timori: un senso di disagio o
preoccupazione da parte del genitore è, di riflesso, percepito anche dal bambino,
non lo renderebbe sicuro e comprometterebbe il buon esito dell’inserimento.
Esistono da un lato rituali dei singoli bambini, funzionali a rassicurare e
“organizzare” (oggetti transizionali, abitudini routinarie, ecc) dall’altro rituali dei
vari gruppi di bambini, che si creano nel corso della vita quotidiana di quel
determinato gruppo di bambini e educatori, frutto di una miscela di giocosità e
complicità che spesso si crea nel gruppo tra adulti e bambini al nido.
Il nido è sicuramente vincolato ad orari istituzionali, che regolano e garantiscono il
suo buon funzionamento e la cura del benessere di tutti i bambini, rimane tuttavia
possibile una buona dose di flessibilità, che consente quasi sempre il rispetto di
tempi personali di ciascun bambino e della sua famiglia.
I RAPPORTI CON LE FAMIGLIE: LA PARTECIPAZIONE, LE INIZIATIVE
L’importanza dell’instaurarsi di un reciproco rapporto di fiducia e collaborazione tra
famiglia ed operatori del nido passa anche attraverso i momenti di comunicazione e
passaggio di informazioni puntuali e continui.
Pertanto sono previste varie occasioni in cui gli educatori ed i genitori si ritrovano.
Nido aperto: nel mese di gennaio, precedentemente al momento delle iscrizioni, il
Nido rimane aperto alcuni pomeriggi per permettere alle famiglie di visitarlo e dar
loro tutte le informazioni su tutti i Nidi Comunali della città;
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Riunione generale per i nuovi inserimenti: questa di norma si svolge nel mese giugno
ed ha lo scopo di informare le famiglie sull’organizzazione generale del Nido, sulle
modalità e tempi dell’inserimento e per concordare le date d’inizio di tali
inserimenti;
Assemblee generali: sono rivolte a tutti i genitori del servizio e affrontano
problemi o proposte di carattere generale che riguardano tutto il Nido;
Riunioni di sezione: sono rivolte ai genitori delle sezioni e vi partecipano i genitori e
gli educatori del gruppo. Tali riunioni si occupano di problematiche della sezione ed
hanno lo scopo di far conoscere e confrontare i genitori fra di loro; vengono inoltre
progressivamente esposte le scelte ed i progetti educativi e didattici in corso;
Colloqui individuali: sono momenti di incontro tra educatori e genitori che mirano ad
uno scambio reciproco di notizie più particolareggiate relative al singolo bambino;
Contatti giornalieri: sono di solito incontri informali nei momenti di entrata ed
uscita nei quali vengono fornite rapide informazioni.
Comitato di gestione: è un organo composto da una rappresentanza di genitori e del
personale del Nido d’ Infanzia; nelle riunioni vengono discusse problematiche e
proposte organizzative inerenti al servizio nel suo complesso.
Il Presidente del Comitato di Gestione, eletto tra i genitori, funge da portavoce fra
nido,territorio ed Amministrazione Comunale e partecipa alla Conferenza dei
Presidenti dei Comitati di Gestione.
Tra i rappresentanti dei genitori viene costituita un Commissione Mensa che fa da
“supervisore” alle pietanze servite al nido.
Questo controllo avviene attraverso visite e colloqui con cuoca e la dietista del
Comune.
Nel corso dell’anno scolastico sono previste alcune iniziative che mirano a
coinvolgere attivamente i genitori alla vita del nido:
Feste e laboratori a tema
Uscite didattiche per la conoscenza del mondo al di fuori del nido.
Progetto “Continuità”:
Il progetto “ponte” con la scuola dell’infanzia del territorio è rivolto ai bambini che
a giugno concluderanno la loro esperienza al nido d’infanzia.
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OSSERVAZIONE,DOCUMENTAZIONE E VERIFICA
L’osservazione (strutturata e non) da parte dell’equipe educativa, assieme all’analisi
della documentazione, costituiscono le basi per la verifica in itinere e finale della
programmazione educativa dell’anno.
Nel caso l’equipe educativa ritenga opportuno effettuare forme di osservazione più
mirate e obiettive per alcuni singoli bambini o gruppi di bambini, vengono utilizzate
le schede di osservazione in ambito educativo di Kuno Beller, che divengono così uno
strumento di lavoro più obiettivo e condivisibile in più ambiti tecnici ,relativamente
allo sviluppo di alcuni aspetti evolutivi specifici.
Il fermare non solo su carta il trascorrere della vita al nido è importante per vari
motivi: innanzitutto è un’importante forma di comunicazione quotidiana con le
famiglie; permette inoltre al nido di raccontarsi e di essere più accogliente, anche
se non è comunque possibile rendere perfettamente l’idea di tutto ciò che una
giornata al nido comporta senza l’ausilio della comunicazione verbale.
In secondo luogo crea all’interno del nido stesso una “memoria storica”, che di anno
in anno si arricchisce e funge da importante spunto ed esperienza per il presente.
Vi sono vari tipi e possibilità di documentazione.
Senz’altro fondamentale è questo stesso documento: la programmazione educativa,
che sintetizza tutto il pensiero che sta a monte di qualunque progettazione al nido
d’infanzia, dell’agire di ogni giorno e di tutte le modalità con cui il nido si pone per
offrire un buon servizio soprattutto per il bambino ed il suo benessere.
In base all’età, dopo un’attenta osservazione delle abilità, e delle potenzialità dei
bambini presenti all’interno del gruppo, vengono elaborati i progetti didattici di
sezione, che prevedono interventi didattici ed educativi mirati.
Vi è una documentazione giornaliera su quello che accade ai bambini, il “diario
giornaliero”: la stesura di questo aiuta le famiglie ad immaginare il proprio bambino
durante la giornata e le eventuali particolari situazioni in cui lui può essere stato
coinvolto.
Vi è inoltre una piccola bacheca all’ingresso sopra gli armadietti dei bambini, in cui
vengono esposte le notizie principali ed utili a comunicare con le famiglie.
Documentazione sono anche i disegni e gli elaborati che i bambini producono
durante tutto l’anno; questi vengono esposti non per far vedere alle famiglie il
lavoro svolto quanto per dare importanza al bambino che riconoscerà e condividerà
il suo lavoro anche con gli occhi dei suoi familiari.
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Tra le cose che “fermano” la vita al nido non dimentichiamo i video e le fotografie,
sono tra le cose più tangibili; per le famiglie è importante, oltre che immaginare la
vita del proprio bambino, vedere con i propri occhi come questi trascorre le
giornate al nido.
Esiste anche un quaderno individuale con foto, elaborati e didascalie che fermano e
ricordano i momenti più significativi di ogni singolo bambino, viene costruito con il
racconto degli educatori e alcune realizzazioni originali del bambino e consegnato al
bambino e alla sua famiglia alla fine dell’anno educativo.
Ulteriori documenti che attestano la vita ed il lavoro al nido sono la Carta dei
Servizi, il piano di evacuazione,i verbali delle riunioni, sia quelle tra operatori
(assemblee del personale, riunioni di sezione), sia quelle tra operatori e famiglie
(Comitato di Gestione, riunione generale…).
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BASI TEORICHE DI RIFERIMENTO DEL METODO EDUCATIVO
Per l’elaborazione del progetto educativo, l’equipe è partita dall’analisi di indicazioni
tratte da “La Qualità negoziata. Il Progetto Pedagogico del Nido e la sua
valutazione” a cura di Bondioli- Becchi – Ferrari, edizioni Junior 2002.
Nell’individuazione degli obiettivi il riferimento per l’organizzazione delle attività
abbiamo in mente B.Q.Borghi, con i campi di esperienza ( “Manuale di didattica per
l’asilo nido” - B.Q. Borghi, L. Guerra Editori Laterza 1992 ) ora superati
dall’individuazione di tre ambiti fondamentali: del corpo, dei linguaggi e della mente
(“Star bene al Nido d’infanzia. Strumenti per la gestione organizzativa ed educativa
dell’asilo nido” - B.Q.Borghi- edizioni Junior 2006).
Dal punto di vista teorico più generale ci sembra che l’approccio di tipo sistemico (
da Bronfenbrenner a Bateson e Fornasa) sia il più idoneo a cogliere la complessità
del nido.
Per quanto riguarda l’approccio generale, Howard Gardner e la teoria delle
intelligenze multiple ci pare il riferimento più interessante, in grado di cogliere e
valorizzare le caratteristiche della struttura, che accoglie bambini e famiglie di
diverse culture, lingue familiari e contesti socioculturali ( “ Formae Mentis. Saggio
sulla pluralità delle intelligenze” - Howard Gardner – Feltrinelli 1987 ; “I centri di
apprendimento.Una proposta per l’educazione al nido” – a cura di Paola Nicolini –
Edizioni Junior 2006 ).
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PROGETTO DIDATTICO
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Nido d’Infanzia “La Nuvola”
Anno educativo 2012-2013
BAMBINI ED EDUCATORI COINVOLTI
Nel progetto vengono coinvolti tutti gli educatori e tutti i bambini/e che
frequentano il nido d’infanzia “La Nuvola”.
PREMESSA
Il gruppo dei bambini/e iscritti quest’anno al nido va dai 13 ai 32 mesi d’età.
Ci sono alcuni piccoli che ancora non camminano, altri pronti per andare alla scuola
dell’infanzia.
Lavorare sulla sfera dell’autonomia personale ci è sembrato utile per contribuire al
benessere del bambino di qualsiasi età, sempre seguendo il principio della gradualità
nel rispetto delle fasi dello sviluppo infantile.
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OBIETTIVI
Operando sulla sfera dell’autonomia personale vogliamo aiutare ogni bambino e
bambina del nido a sviluppare competenze utili nella vita di ogni giorno: a casa, al
nido e, in prospettiva, alla scuola dell’infanzia.
In particolare ci occuperemo di tre grandi campi: l’alimentazione, la cura e l’igiene
della persona e il gioco.
Per quanto riguarda l’alimentazione continueremo il percorso fatto lo scorso anno
educativo con il progetto dedicato alla conoscenza del cibo, intitolato “Conosci il tuo
cibo”; tale progetto ha avuto un ottimo riscontro sia con i bambini che con le
famiglie.
L’educazione al senso del gusto contribuisce alla maturazione globale del bambino
favorendo le discriminazioni percettive; inoltre, permettendo al bambino di
sperimentare percezioni complesse e multiple (coinvolgendo vista,udito, tatto e
olfatto) contribuisce alla conoscenza dell’ambiente che lo circonda e arricchisce le
modalità sensoriali.
Il capitolo della cura personale comprende sia i momenti passati in bagno con la
corretta igiene, anche preparatoria al pranzo, sia i momenti di vestizione prima e
dopo il sonnellino pomeridiano e quelli relativi alle uscite in terrazza o in giardino
durante i mesi freddi.
Il capitolo del gioco comprende una parte ludica, finalizzata a favorire l’interesse
del bambino e la sua partecipazione al gioco attraverso varie attività formative ed
espressive via via proposte, ma anche la necessaria parte educativa riguardo, per
esempio il riordino del materiale, la condivisione del gioco, il rispetto dell’alternanza
dei turni, e soprattutto il rispetto dell’altro, dei suoi bisogni ed emozioni.
METODOLOGIA
Il raggiungimento dell’autonomia è il fine primario dello stare al nido, pertanto
verranno utilizzate, di volta in volta, varie modalità ludiche per il raggiungimento di
tale scopo.
E’ cosa nota che le attività di gruppo stimolano la formazione della personalità di
ogni bambino e la maturazione sociale, ossia lo scambio di esperienze, l’incontro e il
confronto con l’altro. Nell’ambito del lavoro di gruppo, infatti, si intensificano gli
scambi affettivi e comunicativi tra bambini e adulti di riferimento coinvolgendo
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importanti sfere personali; queste riguardano la sfera emotiva, relativa alla
sensibilità verso l’altro,la sfera morale relativa alle regole comportamentali e la
sfera esplorativa riguardante la divisione dell’attività comune.
A seconda delle esperienze e del singolo progetto didattico si lavorerà su un gruppo
diverso di bambini, sia per numero che per età.
Si cercherà di sfruttare al massimo l’opportunità di dividerci in gruppetti più piccoli
per offrire a tutti la possibilità di sviluppare ed esprimere al meglio le proprie
competenze e capacità.
In alcune occasioni il gruppo sarà omogeneo per età perché certe esperienze
possono essere più utili e funzionali solo per quella fascia d’età; altre volte invece, il
gruppo sarà eterogeneo perché l’esempio conta: il piccolo impara dal grande per
emulazione e, a sua volta, il grande assimila meglio le direttive dell’adulto e si
responsabilizza verso il più piccolo che vuole aiutare.
Un accento particolare verrà posto all’aspetto della condivisione nella certezza che
insieme è più bello vivere certe avventure.
Verrà utilizzato il metodo dell’osservazione del bambino nel rispetto della sua
spontaneità e un’osservazione più particolareggiata per individuare le necessità di
ogni bimbo, le competenze in merito alle attività proposte e le strategie più
opportune per aiutarlo a potenziarle.
L’osservazione del bambino è un momento fondamentale al nido e, grazie al
quotidiano e continuo scambio di informazioni tra colleghe e al loro trasferimento
alle famiglie, si è in grado di capire l’efficacia degli interventi intrapresi.
STRUMENTI E SPAZI
In questo particolare progetto utilizzeremo tutti gli ambienti del nido “La Nuvola”,
compresa la terrazza, e alcuni spazi del nido “Semidimela” oltre al giardino.
Più in particolare, il bagno sarà lo spazio deputato all’igiene e cura personale,
mentre lo spazio dei pasti sarà principalmente quello utilizzato per l’obiettivo
alimentazione. Per la parte ludica sarà invece utilizzata la stanza di riferimento e le
altre due stanze più piccole trasformate di volta in volta secondo le esigenze e le
attività da predisporre.
Gli strumenti che prediligeremo saranno i giochi tradizionali e il materiale didattico
utilizzato di norma al nido:matite,tempere, pennarelli, pennelli, carta,
cartoncino,ritagli; ma anche alimenti per “sperimentare”:cacao per dipingere,
patate, fragole, arance per imprimere i timbri, acqua, farina, sale per la pasta di
sale con cui manipolare
Sarà anche proposta la lettura di libretti inerenti gli argomenti proposti e gli
obiettivi prefissati, alcuni di questi in particolare sono: “I vestiti”, “L’asinello
Trottò si veste”,”Nina si veste”, “Corso di pipì per i principianti”, “Camilla non vuole
prestare i suoi giocattoli”…
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TEMPI DI REALIZZAZIONE E VERIFICA
Il progetto si svilupperà durante tutto l’arco dell’anno educativo a partire dalla fine
del periodo degli inserimenti per dare a ciascun bambino il tempo necessario
all’ambientamento sereno.
Poiché il progetto didattico è rivolto a tutti i bambini e bambine del nido, la verifica
è essenziale e sarà il più possibile continua per poter calibrare e modificare, dove
necessario, il progetto stesso in itinere.
Attraverso una valutazione iniziale o predittiva, fatta all’inizio dell’anno, si cercherà
di adeguare gli interventi rispetto agli obiettivi stabiliti successivamente, nel corso
dell’anno educativo, si orienteranno, ed eventualmente aggiusteranno gli obiettivi
affinché ognuno giunga a possedere le abilità richieste. Una valutazione verrà
effettuata alla fine dell’anno scolastico dove si segnaleranno le conquiste e le
lacune rispetto alle abilità acquisite da ciascuno, in particolar modo per quei bimbi
che andranno alla scuola dell’infanzia.
MODALITA’ DI DOCUMENTAZIONE
Ogni giorno le attività del nido vengono descritte e documentate con foto su un
quaderno, posto sui mobiletti dell’ingresso. Esso diventa strumento di informazione
per i genitori della vita quotidiana dei lori figli.
Le esperienze fatte vengono anche documentate attraverso cartelloni con foto e
descrizioni, lavoretti pratici e disegni. Il tutto viene esposto e appeso alle pareti
del nido per rendere partecipe la famiglia e far sentire importante il bambino.
Tutto il materiale viene conservato e raccolto nel quaderno personale di ogni
bambino.
A fine anno scolastico ogni famiglia riceve il quaderno personale e le fotografie
scattate al bambino durante l’anno e opportunamente raccolte in chiavetta USB.
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