RFID Lab - Press release RFID e Largo Consumo: i risultati della

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RFID Lab - Press release RFID e Largo Consumo: i risultati della
RFID Lab - Press release
RFID e Largo Consumo: i risultati della prima sperimentazione
Italiana
Il progetto RFID Logistics Pilot evidenzia i benefici della tecnologia RFID e dell’EPC
Network nella gestione della supply chain del largo consumo
Parma, 01 Ottobre 2008
Si è conclusa la prima fase di sperimentazione del progetto RFID Logistics Pilot, primo progetto
pilota RFID (Radio Frequency IDentification) integrato nel settore del largo consumo.
Il progetto
Il progetto è stato lanciato ufficialmente nel Giugno 2007 dal laboratorio l’RFID Lab dell’Università
degli Studi di Parma in collaborazione con tredici aziende nazionali e multinazionali, produttori,
operatori logistici e distributori di beni di largo consumo, già partecipanti attivamente alle attività
del laboratorio RFID Lab. Tra esse Auchan, Carapelli, Chiesi, Cecchi Corriere, Conad, Danone,
Grandi Salumifici Italiani, gruppo Goglio, Nestlé, Number 1, Lavazza, Parmacotto, Parmalat. Il
progetto si pone come il primo esempio in Italia di realizzazione di un pilota tramite il quale
tracciare mediante la tecnologia RFID e l’EPC network, la cosiddetta “Internet degli oggetti”, il
flusso dei prodotti dal produttore al consumatore finale.
L’obiettivo generale del progetto è stato quello di testare sul campo e verificare a livello di filiera la
fattibilità tecnica e i benefici derivanti dell’utilizzo della tecnologia RFID e del sistema Electronic
Product Code (EPC) applicati ai processi di suppy chain.
Un aspetto che rende RFID Logistics Pilot particolarmente innovativo e per certi versi unico al
mondo sta proprio nell’approccio metodologico. Le aziende partecipanti hanno condiviso infatti
non solo i costi del progetto ma soprattutto le scelte progettuali, la sperimentazione, e il know how
sviluppato. In altri termini, alcune aziende mettono a disposizione siti produttivi, magazzini e punti
vendita per il pilota, ma il progetto ed il know how sviluppato sarà comunque a disposizione per
tutto il gruppo di lavoro.
La filiera oggetto del pilota coinvolge il magazzino prodotti finiti di un produttore, il Ce.Di. (Centro
di Distribuzione) di un distributore e i due punti vendita. All’uscita magazzino prodotti finiti, più di
10.000 cartoni di prodotto sono stati dotati di etichetta RFID, in cui è codificato il seriale univoco
SGTIN. Il flusso di cartoni e pallet, anch’essi identificati mediante tag RFID e seriale SSCC, è stato
quindi tracciato attraverso il Ce.Di. e i punti vendita e i dati ottenuti condivisi mediante EPC
Network. Grazie ad essa, infatti, è possibile scambiare informazioni di tracciabilità in tempo reale, e
quindi migliorare drasticamente l’efficienza dei processi.
La sperimentazione sul campo ha coinvolto la base logistica di Mamiano (PR) di Parmacotto,
azienda italiana leader nella produzione di salumi interi ed affettati, il centro di distribuzione di
Calcinate (BG) e due ipermercati di Auchan, una delle principali realtà della grande distribuzione
operante in Italia.
Al progetto hanno contribuito, inoltre, i partner tecnologici del laboratorio RFID Lab, i quali hanno
fornito gli equipaggiamenti RFID sia hardware sia software, necessari alla sperimentazione. Per
quanto riguarda la parte software, l'infrastruttura che gestisce il flusso di dati è stata sviluppata da
Id-Solutions, spinoff dell’Università degli Studi di Parma e Alliance Partner di RFID Lab utilizzando
tecnologia Oracle. Per quanto riguarda la parte hardware, aziende come (in ordine alfabetico)
Avery Dennison, Caen RFID, Impinj, Intermec, Jamison Doors, Motorola, Psion Teklogix, Siemens,
Toshiba TEC, UPM, hanno fornito il loro supporto.
Al progetto hanno dato il loro supporto scientifico anche le università mondiali che insieme ad RFID
Lab aderiscono alla Global RF Lab Alliance Network.
I risultati
La campagna sperimentale è durata 5 mesi. Dal Maggio 2008 al Settembre 2008, circa 12.000
cartoni e 800 pallet sono stati dotati di tag RFID e immessi nella supply chain di RFID Logistics Pilot,
I principali risultati ottenuti sono inquadrabili in aspetti prettamente tecnologici e quindi connessi
con l’utilizzo della tecnologia RFID, e in aspetti gestionali, riferibili all’impatto della visibilità di filiera
abilitata dall’”Internet degli oggetti”.
Da un punto di vista tecnologico, i principali risultati sono riassumibili nei seguenti punti:
9 accuratezza della tecnologia RFID1 pari a 100% a livello di pallet e 96% a livello di collo
nell’identificazione mediante varco. I valori a livello di collo possono essere aumentati al
99,4% abbinando il controllo dell’operatore. Quest’ultimo risultato, non unitario, sconta il
fatto che in alcune circostanze non identificabili il controllo manuale non è stato effettuato
dagli operatori addetti;
9 86% dei pallet identificati completamente2 sotto varco nei processi di shipping e receiving;
in altri termini, il 14% dei pallet ricevuti/spediti ha richiesto una verifica manuale dei colli non
letti ma attesi, con una media di 1,5 colli per pallet la ui presenza deve essere verificata
manualmente;
9 Sviluppo di servizi innovativi a (Discovery Services) a supporto dell’EPC Network, abilitanti lo
scambio sicuro e robusto delle informazioni di tracciabilità relative tra i partner della supply
chain;
9 Riduzione dei tempi di controllo presso il produttore del 68%, con possibilità di controllo delle
spedizioni non solo in quantità ma anche in mix;
9 Riduzione dei tempi di ricevimento e presa in carico presso il centro di distribuzione dell’80%,
grazie all’automazione dell’identificazione di colli e pallet mediante RFID e al reperimento
delle informazioni di tracciabilità mediante EPC network.
Da un punto di vista gestionale, le principali implicazioni sulla supply chain e sui rapporti tra i
partner di filiera possono essere così sintetizzate:
9 riduzione delle scorte: la visibilità offerta dalla tecnologia sui dati di disponibilità a scaffale
consente di migliorare la pianificazione della produzione per il manufacturer, riducendo le
scorte di sicurezza di un fattore 2 . Grazie al monitoraggio in tempo reale delle quantità di
prodotto messo a scaffale, il produttore è in grado di stimare quotidianamente la domanda
anziché basarsi su ordini periodici. L’effetto è una minore varianza della domanda e un
conseguente abbassamento delle scorte di sicurezza.
1
Accuratezza = rapporto tra pallet/ colli identificati mediante letture RFID e pallet/colli attesi
2
100% dei colli contenuti
9 Possibilità di verificare in tempo reale l’andamento delle promozioni; durante le campagne
sperimentali sono state individuati due periodi promozionali, di cui uno ha riguardato
proprio il punto vendita Auchan di Curno. La data indicata a volantino per l’inizio della
promozione ( lunedì 22- sabato 27 Settembre 2008) per le tre referenze Parmacotto è stata
rispettata con largo anticipo, con prodotto giunto in area vendita già dal venedì 19
Settembre (21, 20 e 16 cartoni per i tre prodotti rispettivamente), anticipando la promozione
dal week end, periodo di massima affluenza all’ipermercato. La visibilità in tempo reale
abilitata dalla tecnologia RFID avrebbe permesso di intervenire tempestivamente in caso di
ritardi sui flussi, evitando uno stock out;
9 Monitoraggio in tempo reale della presenza del prodotto a scaffale grazie all’affidabilità
mostrata dalle letture tra riserva e superficie espositiva e soprattutto del cartone vuoto
all’interno del compattatore. In particolare nel compattatore, al 17 Settembre, sono stati
letti mediante RFID 440 cartoni messi a scaffale sui 444 attesi, con accuratezza pari al 99,1%.
Un controllo puntuale della presenza del prodotto a scaffale permette di ridurre
significativamente il fenomeno dello stock out incrementando il fatturato di manufacturer e
retailer. Nel progetto non è stato tuttavia possibile quantificare tale effetto, ma solo
dimostrare le potenzialità del RFID.
9 fatturazione automatica: le prestazioni della tecnologia hanno evidenziato una probabilità
praticamente unitaria di individuare un cartone in almeno uno dei punti di lettura RFID della
supply chain del Retailer. Questo dato appare significativo considerando la possibilità di
sfruttare questa visibilità per introdurre processi automatici di fatturazione. In questo nuovo
scenario, una volta certificati i sistemi di data warehouse (EPCIS) di cliente e fornitore, un
collo viene fatturato automaticamente dal fornitore nel momento della prima
identificazione automatica da parte del cliente. Il risultato è la riduzione dei costi
amministrativi di gestione delle fatture e dei costi di gestione dei contenziosi per
disabbinato3. In particolare questi ultimi possono essere ridotti del 48%
9 La tecnologia RFID abilità il monitoraggio in tempo reale della qualità del prodotto portato
a scaffale in termini di shelf life residua. Quest’aspetto è particolarmente critico per prodotti
freschi a shelf life ridotta, in cui al consumatore deve essere garantita la freschezza
maggiore possibile. Nel caso specifico, le campagne sperimentali hanno evidenziato una
situazione virtuosa, in cui i prodotti affettati con shelf life variabile da uno a due mesi,
vengono messi a scaffale con una vita residua media superiore al 66%;
sviluppi futuri
visti i risultati ottenuti, le aziende partecipanti stanno valutando la possibilità di proseguire nella
sperimentazione.
In particolare si intende allargare lo scopo del progetto, verificando le implicazioni nel passaggio
da una supply chain relativamente semplice come quella attuale (una sola tipologia di prodotti,
un solo manufacturer, un solo retailer, due soli punti vendita), a supply networks complesse, sempre
nell’ambito dei prodotti freschi.
La seconda fase del progetto, che partirà presumibilmente nel 2009, riguarderà:
9 una pluralità di prodotti appartenenti a manufacturer diversi, quindi in primis non solo
prodotto Parmacotto ma altri prodotti freschi.
Disabbinato: differenze in mix e/o quantità tra merce fatturata dal fornitore e ricevuta dal cliente
che richiede una gestione separata della fattura
3
9 una pluralità di attori (non un solo produttore e un solo retailer con due punti vendita ma
almeno due retailer, più produttori, operatori logistici, etc.)
9 la sperimentazione abbraccerà non solo l’identificazione dei prodotto ma anche il
monitoraggio di parametri ambientali, quale tipicamente la temperatura
Mentre nella sperimentazione attuale i processi RFID vengono svolti in aggiunta ai processi attuali,
in uno sviluppo delle attività, stante il maggior numero di soggetti coinvolti, è ipotizzabile
l’integrazione la sostituzione di questi ultimi, calando quindi pienamente la tecnologia all’interno
dell’operatività.
Il progetto sarà ancora un progetto “condiviso” e anche aziende che non hanno partecipato alla
prima fase del progetto, potranno aderire alla sperimentazione in divenire.
Link Utili
www.rfidlogisticspilot.com
www.rfidlab.unipr.it
www.grfla.org
About
RFID Lab nasce dalla pluriennale attività di ricerca in corso presso l'Università degli Studi di Parma,
dove si studiano le applicazioni della tecnologia RFID e del sistema EPC nei processi di business.
Fondato nel 2006 dal Prof. Antonio Rizzi, RFID lab si propone come laboratorio d'avanguardia e di
eccellenza mondiale, sede delle prime sperimentazioni italiane riguardanti la tecnologia RFID UHF
class1 gen2.
Le attività, inizialmente focalizzate unicamente al food e largo consumo, abbracciano ora un
ampia casistica di settori industriali, comprendendo anche il settore tessile e abbigliamento, la
sanità e le pubbliche amministrazioni in genere.
Il modello di trasferimento tecnologico università/industria su cui posa le sue basi RFID Lab prevede
la collaborazione con partner tecnologici ed end users. I partner tecnologici forniscono le
tecnologie hardware e software necessarie per la sperimentazione, e ricevono il relativo feedback
su prestazioni, compatibilità e facilità di integrazione nei processi di business. Un panel di primarie
aziende utilizzatrici omogenee per settore industriale, indirizzano le attività di ricerca del centro e
acquisiscono il know how e i risultati delle ricerche stesse. Il trasferimento tecnologico continuo
permette a tali aziende di mantenere la loro posizione di vantaggio competitivo attraverso un
know how costantentemente sulla frontiera. Attualmente sono attivi due panel, denominati Board
of Advisors: uno nel settore largo consumo e uno nel settore fashion.
Il laboratorio fa parte di un network scientifico di eccellenza. Insieme ad altri 7 laboratori di
eccellenza mondiale (Università Arkansas, Georgia Tech, Università della Florida, Università di
brema, Chinese Academy of Science, Università di Hong Kong, Università di Pusan) è stata creata
la Global RF Lab Alliance Network (GRFLA), una rete di eccellenza con l’obbiettivo di condividere
know how e risorse, e favorire lo scambio di ricercatori, dottorandi e studenti. Antonio Rizzi,
fondatore e coordinatore di RFID Lab è presidente di GRFLA. RFID Lab collabora inoltre con gli
Auto-ID labs del Massachusetts Institute of Technology.

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