4 - L`Abbondanza

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4 - L`Abbondanza
Gennaio - Febbraio 2014
Nel cuore
dell’inverno
Ingredienti freschi
per piatti
caldi e leggeri
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Viaggio
nella Sicilia
dei vini
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Anno V • Numero 1
Gennaio/Febbraio 2014
Editore
Pulsa Srl
via Jacopo dal Verme, 15
20159 Milano, tel. 02 69901296
Direttore Responsabile
Guido Gabrielli
Redazione e progetto grafico
Pulsa Srl
4 Il territorio
A partire dal riso pavese, tutti i segreti del risotto
8 Il vino
La Sicilia, terra di eccellenze come il Nero d'Avola
Stampa
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41122 Modena, tel. 059 3162511
16 La stagione
Autorizzazione del Tribunale
di Milano n.26 del 25/1/2010
Sei idee creative per dare nuova vita ai flaconi vuoti
dei detersivi
Abbasso gli sprechi in cucina! Ecco come fare
14 Il consiglio per la spesa
FOTO: Simonetta Chiarugi, Maria
Greco Naccarato, Olympia,
Shutterstock, Stockfood, Thelma &
Louise, www.planeta.it
31 Il riciclo
12 Il segreto
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via Santi 1/2 - 10042 Nichelino (TO)
Tel. 011 6897565
Hanno collaborato: Simona
Acquistapace, Antonella Bassi, Auro
Bernardi, Simonetta Chiarugi, Maria
Greco Naccarato, Francesca Negri
28 La casa
Idee facili per apparecchiare con gusto
e cura per gli ospiti
34 Il verde
I tulipani non temono il freddo: è il momento
di goderne la fioritura
Storie di Gastronomia, i salumi della tradizione italiana
37 Gli amici di famiglia
Il veterinario fa chiarezza sulle regole
dell'alimentazione del cane
Più calore, meno calorie: gli ingredienti dei mesi freddi
18 Le ricette
Dall'antipasto al dolce, i piatti dell'inverno scaldano
il cuore e lo stomaco
40 Il week end
Pavia, mix raffinato di grande cultura e ottima cucina
23 La cura di sè
42 Il test
Dimmi come compri e ti dirò chi sei: perfezionista,
disinvolta, equilibrata
L'automassaggio: piccoli tocchi che rilassano piedi,
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27 La casa
Idee facili per apparecchiare con gusto
e cura per gli ospiti
31 Il riciclo
Sei idee creative per dare nuova vita ai flaconi vuoti
dei detersivi
34 Il verde
I tulipani non temono il freddo: è il momento
di goderne la fioritura
34
4
37 Gli amici di famiglia
Il veterinario fa chiarezza sulle regole
dell'alimentazione del cane
40 Il week end
Pavia, mix raffinato di grande cultura e ottima cucina
42 Il test
Dimmi come compri e ti dirò chi sei: perfezionista,
disinvolta, equilibrata
Per suggerimenti, commenti
e richieste scrivete a
Lucia Loffi Randolin:
[email protected]
12
40
37
Questa rivista è realizzata con
materia prima proveniente da
fonti controllate e da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo standard ambientali, sociali ed economici.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 3
Pavia
IL TERRITORIO
Il sorriso
in tavola
Il riso, coltivato in tutto
il mondo, raggiunge
livelli di eccellenza
nella zona del Pavese.
Carnaroli, Vialone
nano, Arborio sono
la base di uno dei piatti
più amati al mondo:
il risotto. I trucchi e
le ricette per realizzarlo
a regola d’arte
di Simona Acquistapace
C’
è una porzione della
pianura padana a
nord del Po, tra il Ticino e il Sesia, lavorata da secoli
dall’uomo per trasformare quella che era una palude nella culla dei più pregiati risi del mondo.
La provincia di Pavia, con i suoi
85.000 ettari coltivati a risaia, è
il primo produttore di riso in Italia e in Europa. Sugli scaffali dei
supermercati, perciò, si trovano
proprio questi risi, che i più grandi chef esigono per preparare
uno dei vanti del made in Italy: il
risotto. Carnaroli, Vialone nano,
Arborio sono prodotti che la natura e l’uomo hanno selezionato
e secoli di tradizione culinaria
hanno trasformato in piatti deliziosi, declinati in modo differente regione per regione. Allo
4 | PAVia Il territorio
Il territorio: magie d’acqua
La piana pavese è dominata dalla coltura del riso.
Chilometri e chilometri di risaie fanno di questo territorio
un ambiente suggestivo, grazie all’equilibrio tra la natura e il lavoro
dell’uomo e alle tonalità sorprendenti date dall’alternarsi delle
stagioni. In inverno domina il colore bruno della terra a riposo,
in primavera il riflesso argenteo dell'acqua che ricopre le risaie,
in estate il verde delle piantine che crescono, in autunno i toni dorati
del riso maturo, prima del raccolto.
zafferano il risotto milanese, al
nero di seppia quello veneziano, all’onda il mantovano.
E poi i risi e bisi vicentini, la paniscia novarese e la panissa vercellese, con cotenne e salamini. Fino ai risotti ai frutti di mare
diffusi su tutte le nostre coste,
da nord a sud. Ma se un buon
risotto porta sempre il sorriso
in tavola, prepararlo a regola
d’arte non è uno scherzo: oltre
alle regole di base, ci sono tanti
segreti da scoprire per trasformare un piatto quotidiano in
un’esperienza di gusto.
Pavia, Novara
e Vercelli
detengono il 90%
della coltivazione
di riso in Italia
La ricetta comincia
al supermercato
I re del risotto sono i risi semifini
e superfini: quindi, tra gli scaffali
la scelta cadrà su Vialone nano, Carnaroli, Arborio.
Ognuno
con caratteristiche diverse,
che lo rendono ideale per specifiche ricette.
Il Vialone nano ha chicchi tondeggianti di una certa grandezza. Cuoce in circa 14/15 minuti, un po’ più velocemente di
Carnaroli e Arborio, e si abbina
bene alle verdure e alle carni.
è adatto per risotti ben mantecati, come quelli tipici della cucina veneta e mantovana: alla
zucca, agli asparagi, con lumache, con selvaggina.
Il Carnaroli, dai chicchi lunghi e
grossi, rilascia un tipo di amido
che fa sì che durante la cottura il cuore dei chicchi resti “al
dente”. Al contrario, la parte esterna si sfalda un po’, regalando al piatto la tipica cremosità.
Vuoi sapere
di più su Pavia
e dintorni?
Leggi l’articolo
a pag. 40
Ogni chicco si impregna di tutti
i profumi e i condimenti: perciò
il Carnaroli è indicato per risotti semplici e raffinati, a base di
ingredienti di qualità: zafferano,
vini, formaggi, erbe aromatiche.
L’Arborio ha chicchi grandi e perlati che aumentano di dimensione in cottura.
Per questo, vanno
calcolati circa 20 g di meno a
porzione, rispetto ad altri risi. Ideale con pesce e frutti di mare.
Da sapere
Acqua fredda? No grazie
Cresciuto ammollo, il riso
in cucina non ama l’acqua
fredda perchè, penetrando
nel chicco, lo rende fragile e
friabile. Ecco perchè va cotto
sempre in liquidi bollenti,
così come molto caldi devono
essere il brodo o l’acqua
aggiunti nella preparazione
delle ricette.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 5
Come si fa il risotto
Tostatura, stufatura, mantecatura: queste le tre fasi chiave
del risotto. E ognuna nasconde
dei segreti...
La tostatura comincia con il soffritto. Dopo aver affettato a velo o tritato finemente la cipolla,
si scalda nel tegame il burro (o
l’olio, in base alla ricetta). Deve formare un velo uniforme sul
fondo del tegame. Si aggiunge
la cipolla solo quando la base
è ben calda: la fiamma deve
essere dolcissima e il trito imbiondire lentamente fino ad
appassire e quasi scomparire.
Ora si aggiunge il riso, si alza
la fiamma e si fa tostare qualche minuto, mescolando con
un cucchiaio di legno per non
bruciare la cipolla. Quando è
pronto? Ascoltatelo. Non appena “sfrigola” è il momento di
sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare l’alcol e iniziare
a versare il brodo.
➔ Il segreto
La tostatura determina
il tempo di cottura del
riso. Più lunga è la
tostatura, più il chicco
sarà “corazzato” e più
tempo impiegherà il risotto
a completare la cottura.
Regolatevi in base alla
vostra fretta...
La stufatura è una tecnica tipicamente italiana, in cui si
aggiunge poco a poco del
brodo bollente (di carne o di
verdura in base alla ricetta) in
modo che i chicchi di riso siano sempre coperti di liquido.
Attenzione: il riso deve cuocere nel brodo, ma non esserne
inondato, altrimenti sembrerà
bollito. La più bella descrizione
è che bisogna farlo soffrire… e
quindi aggiungere brodo, ben
caldo (altrimenti si interrompe
Non si butta niente
Le ricette per gli avanzi del risotto? Sono così
buone che vale la pena di farlo avanzare
apposta! Il riso al salto è l'esempio perfetto,
facile ma a condizione di conoscere i trucchi
delle massaie lombarde. Si parte da un risotto (avanzato) ben mantecato. Poi serve una
padella antiaderente unta con burro, senza
esagerare. Va scaldata bene, ma a fiamma
bassa se no il burro brucia. Ora non resta che
mettere il riso in padella schiacciandolo con
un cucchiaio d'acciaio leggermente bagnato per stenderlo fine, massimo un paio di
cm. Poi basta attendere con pazienza, con
la fiamma sempre bassa. Dopo una decina
di minuti si inizia a dare piccole scosse alla
padella in modo che il disco di riso inizi a scivolare. Ora, con l'aiuto di un piatto bisogna
rivoltarlo per far formare la crosticina anche
sull'altro lato: il riso al salto perfetto è croccante all'esterno e morbido all'interno.
Altra idea "avanzata": zucchine, pomodori, cipolle sbollentate e tagliate a metà, poi
farcite di riso, una spolverata di formaggio
grattugiato e qualche minuto in forno a 180°.
la cottura) a mestoli, poco alla
volta, mescolando spesso con
un cucchiaio di legno, in modo
che i chicchi non si attacchino
al fondo della pentola. Il risotto
ideale è ancora al dente, né
troppo liquido né troppo poco.
La mantecatura è la fase finale. Con la pentola sul fornello
spento, si aggiunge prima il burro, poi il formaggio grattugiato
di fresco. Per la quantità del formaggio, mai esagerare: per 4
persone non più di 60 g per 400
➔ La pentola ok
La pentola per il risotto
deve essere più larga
che alta, e con il fondo spesso.
o
ucca e pecorin
Risotto alla z
Difficoltà
COTTURA
Media
3 minuti
4
PORZIONI
Ingredienti
• 400 g di riso Vialone Nano
• 400 g di zucca già tagliata a cubetti
• 20 g di rosmarino
• 1 scalogno
• 1,5 l di brodo vegetale
• ½ bicchiere di vino bianco
• 60 g di Pecorino Romano grattugiato
• 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
• 60 g di burro
Preparazione
1 Riscaldare il brodo vegetale
2 Rosolare lo scalogno tritato
3 Aggiungere la zucca tagliata, il rosmarino, coprire e stufare
per circa 15 minuti a fiamma bassa
4 Togliere il rosmarino, aggiungere il riso, alzare la fiamma e
tostare per qualche minuto
g di riso. Si attende e poi si inizia
a lavorare di cucchiaio. Il riso è
ancora molto caldo, tende ad
asciugare, perciò meglio avere
sottomano altro brodo per dare
morbidezza. Attenzione: man
mano che la temperatura scende, il riso non assorbe più.
Raggiunta la cremosità desiderata, va servito ben caldo: mai
riscaldarlo successivamente.
➔ L’onda perfetta
Non basta sciogliere burro
e formaggio nel riso per
mantecare, occorre rimestare
con vigore sul fondo del
tegame, per “rompere”
e separare le particelle
di grasso. Più è veloce il
movimento, più piccole
saranno le particelle e
maggiore l’aria catturata.
Così si ottiene un’emulsione
spumosa che dona cremosità
al piatto: la cosiddetta onda.
➔ Si mescola così
Quando si rimesta
il risotto, occorre farlo
sempre dal centro verso
i bordi: nell’area esterna
del tegame, infatti,
cuoce più velocemente.
Il cucchiaio:
rigorosamente di legno!
L'IDEA PER STUPIRE
Una sorpresa per gli
invitati? Il risotto
arcobaleno. A metà cottura,
dividetelo in più casseruole
e aggiungete in ciascuna
un ingrediente dall'effetto
colorante: zafferano,
spinaci, barbabietole, nero
di seppia e, volendo, mirtilli
per il blu. Proseguite le
cotture con altro brodo.
Infine, disponete i risotti a
spicchi su ciascun piatto.
5 Versare il vino e far evaporare l’alcol
TR A D IZ IO
NE
SA P O R IT
A
6 Iniziare a versare il brodo a mestoli
7 Alcuni minuti prima che il riso arrivi a cottura,
aggiungere qualche rametto di rosmarino
8 Quando il riso è al dente, togliere dal fuoco,
aggiungere il burro e il Pecorino. Lasciare riposare
due minuti, poi mescolare aggiungendo un po’ di
brodo caldo.
IL Vino
In questo piatto, zucca e Pecorino si esaltano a vicenda, senza
che uno prevalga sull'altro. In tale
equilibrio, ben si inserisce un bel
bicchiere di Bonarda, il vino rosso tipico del territorio pavese dal
gusto fresco ed equilibrato. Con le sue stuzzicanti bollicine renderà più piacevole gustarsi un bel
piatto di risotto.
IL TRUCCO Meglio la zucca Mantovana
della Napoletana, è più farinosa
e aiuterà la mantecatura
Conosci quello
ALLA PILOTA?
è una ricetta tradizionale
mantovana, si chiama risotto ma ha un procedimento
molto diverso da quello classico. Per 300 g di riso occorrono 7 dl di acqua salata.
Portatela a bollore in una
casseruola dal fondo spesso, quindi versate al centro
il riso così che formi un cono con la punta che sporge
appena dall’acqua (potete
aiutarvi con un foglio di
carta arrotolato a imbuto).
Ripreso il bollore, cuocete al dente (circa 13 minuti), senza mescolare, basta
smuovere leggermente la
pentola. Spegnete, quindi
sigillate la pentola con il coperchio più un canovaccio,
con anche dei pesi perché
non esca il calore. Dopo 15
minuti, condite con 150 g di
salamella rosolata. Servite
con grana o parmigiano.
Sicilia
IL VINO
L'isola del vino
La Sicilia è la regione d'Italia con più viti,
tra le quali spiccano eccellenze apprezzate in tutto il mondo.
Da assaporare ogni giorno anche sulle nostre tavole
di Francesca Negri
I
l successo dei vini siciliani è
testimoniato dai recenti trionfi del Nero d’Avola, rosso tra
i più amati dagli Italiani come
dagli stranieri (specie negli Stati
Uniti), considerato uno dei migliori vini d'Italia. Ma questo
exploit non è isolato. La Sicilia è
la regione italiana con il più elevato patrimonio vitivinicolo di
tutta la nazione: quasi 150mila
ettari di vigneti per un totale di
circa 6 milioni di ettolitri di vino
prodotti ogni anno. La sola provincia di Trapani produce il 10%
del vino italiano. Temperature
miti, terreni collinosi, brezza di
mare e sole caldo generano
uve che danno vita a vini potenti, di grande qualità e di
elevata gradazione alcolica.
Tanto che per decenni il vino
siciliano è stato utilizzato come
vino da taglio per le blasonate
produzioni francesi e piemontesi: ancora oggi solo il 20% del
nettare di Bacco made in Sicilia viene etichettato, ma quello
che finisce in bottiglia vale sicuramente l’assaggio.
8 | IL VINO Sicilia
E ubriachi
CALAMARI IMBOTTITI
4
PORZIONI
Difficoltà
PREPARAZIONE
COTTURA
Media
20 minuti
70 minuti
Ingredienti
• 1,5 kg di calamari (circa 8 calamari piccoli)
• 200 g di formaggio Caciocavallo semistagionato
• 1 manciata di uva passa ammollata in acqua tiepida
• 1 manciata di pinoli sciacquati
• 8 cucchiai di pangrattato
• 400 g di pomodori freschi tagliati a dadini
G U S TO
• 1 cucchiaino di zucchero
N EO
ERR A
• 1 cipolla grossa tritata
M E D IT
• 2 spicchi d’aglio privati dell’anima e tritati
• 1 bicchiere di vino bianco siciliano
• prezzemolo tritato
• olio extravergine d’oliva
• sale e pepe
• peperoncino privato di semi e punte
Diversi sono i vitigni autoctoni
dell'isola: i bianchi Zibibbo (introdotto dai Fenici a Pantelleria),
Grillo, Grecanico, Catarratto, Inzolia; i rossi Nero d'Avola,
Frappato, Perricone, Nerello
Mascalese. E poi c’è l’interpretazione isolana di un vitigno internazionale: si tratta del Syrah,
rosso di grande fascino. Tra i vini
passiti, quello di Pantelleria è un
classico molto apprezzato. La
novità, infine, sono le bollicine,
stile sempre più di moda.
ABBASSO GLI SCHEMI
Il pesce va con il vino bianco,
la carne con il rosso. Un luogo
comune che può aiutare chi è
alle prime armi. Per gli altri, invece, è gioco aperto, specie
con i vini siciliani. Avete sentito,
almeno una volta, parlare della
famosa tonnara di Favignana?
Da lì arriva il più rinomato tonno rosso del Mediterraneo. Un
emblema della cucina siciliana
che si abbina perfettamente,
sia crudo sia cotto, con un rosso speciale come sua maestà il
Preparazione
1 Pulire e spellare i calamari. Tagliare i tentacoli a pezzettini, lasciando intere le sacche.
2 In una padella antiaderente, soffriggere con olio la cipolla, gli spicchi d’aglio e il peperoncino. Unire i pezzettini
di tentacoli, sale e pepe e proseguire la cottura.
3 Dopo qualche minuto, versare il vino, sfumarlo, coprire e
continuare la cottura a fuoco medio per una decina di minuti. Togliere dal fuoco e unire il pangrattato, l’uva passa, i
pinoli, il formaggio a dadini e il prezzemolo.
4 Amalgamare bene e farcire con questo ripieno le sacche dei calamari, aiutandosi con il manico di un cucchiaio,
senza riempirli troppo. Chiuderli con uno stuzzicadenti, riporli in una pentola con i pomodori, regolando di zucchero,
sale, pepe.
5 Cuocere con il coperchio a fuoco medio per circa un'oretta, facendo attenzione che non si attacchi; se necessario aggiungere un po' d'acqua.
6 Se avete poco tempo, in pentola a pressione bastano 30
minuti a partire dal fischio,
a fuoco basso.
7
Passare i
calamari su un
piatto di portata, mescolare la salsa ottenuta
(non
deve
essere
troppo liquida,
semmai farla
un po' restringere), aggiustare di sale,
pepe e olio,
versarla sui calamari e servire subito.
➔ L'INVENZIONE
DEL MARSALA
Il trampolino di lancio
dei vini siciliani si deve
al commerciante inglese
John Woodhouse. Nel 1773
approdò con la sua nave nel
porto di Marsala e lì decise
di testare il gradimento del
vino della zona tra i suoi
conterranei, imbarcandone
50 barili. Li addizionò
con acquavite di vino, per
elevarne il tenore alcolico e
preservarne le caratteristiche
durante il lungo viaggio in
mare. Fu un successo e così
prese vita un’eccellenza tutta
made in Italy: il Marsala,
vino liquoroso prodotto nella
provincia di Trapani, frutto
del blend (assemblaggio) di
vini bianchi o rossi siciliani
con l’aggiunta di acquavite.
Un prodotto che, per le felici
coincidenze della vita, è
diventato il portabandiera
della produzione enologica
nazionale, al punto da
essere stato il primo vino a
denominazione di origine
controllata della storia
vinicola italiana, nel 1969.
10 | IL VINO Sicilia
Nome e Cognome Nero d'Avola
Focus
Nero d’Avola
Nero d’Avola, di annata più o
meno giovane a seconda della
preparazione (di regola, le cotture con i sughi chiamano vini
più strutturati). E anche un’altra
rossa perla enologica siciliana, il
Nerello Mascalese, autoctono
dell'Etna, servito fresco si abbina
perfettamente a saporiti piatti
di pesce. Anche se è sempre un
piacere accompagnarlo a un
risotto ai funghi porcini, al tartufo, oppure ai frutti di bosco e
speck. Di colore paglierino, con
profumi di pesca, albicocca e
camomilla, fresco e un pizzico
agrumato: certo non si sbaglia
ad abbinare il bianco Grillo ad
antipasti freddi di mare o a un
risotto alla marinara. Ma vale la
pena provarlo anche con i salumi, in particolare con salamini
come lo Strolghino di culatello:
non ve ne pentirete.
Soprannome Anche detto Calabrese
o Calabrese d’Avola
Residenza (Zona di produzione) In
tutta la Sicilia, anche se la zona di vocazione per il Nero d'Avola è l'area sudest della Sicilia, compresa nei territori di
Noto e Pachino, con le contrade di Buonivini, Bufalefi, Maccari, Archi.
Età Il Nero d'Avola è destinato a grande
invecchiamento, anche oltre dieci anni se ben conservato.
Segni particolari Le origini del vitigno si perdono nella notte dei tempi
e nel fitto tessuto delle leggende. Una,
in particolare, narra che la vite di Nero
d’Avola germogliò, per la prima volta,
proprio in Sicilia dalle lacrime di Dionisio, assetato. Nacque così quel nettare
che l’antico nume donò agli uomini, per
confortarli dalle fatiche, così come agli
Dei, per allietare i loro sensi.
Esperienza di gusto Al primo sorso
sentirete subito un gusto che vi avvolgerà, morbido, che ricorda quello della ciliegia. Un altro sorso e potreste cogliere
anche un accenno di prugna e bacche rosse. Fatelo roteare nel bicchiere
e poi sorseggiatene ancora un po’, per
andare alla ricerca di sentori di gelsi neri e more, di qualche nota speziata e un
vago rimando a essenze balsamiche.
Abbinamenti con il cibo Primi piatti
molto saporiti, tipo risotto al radicchio.
Carni rosse (involtini siciliani, arrosti, grigliate, brasati), selvaggina. Formaggi
stagionati. Piatti di pesce molto conditi
come lo spada alla palermitana o alla
messinese, calamari ripieni, polpo al
pomodoro. Ricette di verdure elaborate, per esempio melanzane alla parmigiana o timballo di verdure. Da provare
con il cioccolato.
Temperatura di servizio 15-18 °C. Se
di annata (sopra i 5 anni di invecchiamento), meglio aprire prima la bottiglia
e scaraffarla in un decanter, per lasciarla “respirare” e ossigenare, in modo che
il vino si esprima al meglio.
Il bicchiere giusto Si consiglia di utilizzare un calice mediamente ampio
che permetta al vino di respirare e di ossigenarsi.
Cucina
IL SEGRETO
gli
sprechi!
una spesa attenta
Prevenire è meglio che curare:
per ridurre gli
sprechi, bisogna
comprare
meglio e cucinare
le quantità che
servono davvero. Scriviamo la
lista della spesa a casa, prima
di uscire: può essere utile sapere
quanti pasti faremo in casa, per
quante persone. Qualche minuto di riflessione che si trasforma
nella creazione di una sorta di
menù settimanale, prezioso per
preparare la lista. In questo modo sappiamo esattamente di
che ingredienti avremo bisogno
e all’incirca le quantità. Una volta al supermercato, facciamo
poi attenzione ai pesi riportati
sulla confezione e alla data di
scadenza, in funzione della nostra organizzazione. Così il nostro
frigorifero e la nostra dispensa
saranno sempre in ordine, con
prodotti freschi, nessun cibo in
scadenza, quantità adeguate.
La giusta misura
Gran parte dello
Comprare spreco parte spesso dal cucinare
il giusto, ridurre troppo. Come rilo scarto, riutilizzare mediare? Iniziamo
avanzi e cibi rimasti con pesare gli ingredienti e vedianel frigorifero: mo quanto viene
ogni
significa risparmiare, avanzato
volta. Cerchiamo di capire quama anche mangiare
li sono le nostre porzioni reali.
meglio. Ecco Quanto valgono le nostre dosi di
come fare pasta o riso? Facendo attenzione, pian piano gli avanzi sul piatto di portata si riducono. Ma per
i pezzi grossi? Parliamo di arrosti,
pesci, torte salate, tutte quelle
cose insomma che non
➔ Il vostro consiglio
si possono cucinare
A proposito di ricette antisprechi,
in piccole quantità. In
ecco cosa ci scrive una nostra lettrice,
questo caso possiamo
la signora Maria Teresa Bordoni da
appellarci al congelaSantarcangelo di Romagna: «Io uso
tore e ai sacchetti per
gli scarti di carciofi per preparare
conservare. Nel caso di
una deliziosa salsa: faccio cuocere in
una torta salata è bepadella le foglie più dure, sfumo con
ne ad esempio congedel vino bianco, poi faccio addensare.
larla già divisa a fette;
Filtro con un colino e la servo sopra
non faremo altro che
un buon risotto bianco».
12 | CUCINA Il segreto
metterle in frezeer su un piccolo
vassoio e poi raccoglierle in un
sacchetto ben sigillato una volta
congelate. Lo stesso per la carne
in grandi pezzi. Se invece avanzano piccole quantità, basta
tenere dei sacchettini nel congelatore chiamati “polpette”
nel quale raccogliere i piccoli
avanzi: uno per la carne e uno
per il pesce, e magari un terzo
per le verdure. Non è un segreto
che le polpettine di carne sono
ancora più buone se mescoliamo alla carne cruda un po’ di
carne cotta. E se si tratta di carni
miste, si può anche improvvisare
un ragù veloce: salsa di pomodoro e misto di carni cotte ben
tritate. Ma i sacchettini possono
anche diventare la nostra fonte
di approvvigionamento per torte salate fantasia.
Il gusto del riciclo
Siamo a buon punto: abbiamo già
iniziato a risparmiare e il nostro cesto
dei rifiuti è sempre
meno pieno. Cosa
possiamo fare ancora? Usare il più
possibile di quello
che acquistiamo. Minestre e
vellutate sono un ottimo esempio di come utilizzare anche i
gambi di broccoletti, asparagi
e cavoli. Le punte si lasciano intere per bellezza, ma del resto si
usa tutto. E le bucce delle patate? Si lavano perfettamente per
eliminare ogni traccia di terra, si
passano in pastella e si friggono!
La frutta che invecchia diventa
marmellata o chutney agrodolce per accompagnare i formaggi, macerata con lo zucchero
di canna per accompagnare il
gelato. Le banane mature sono
perfette per fare un dolce del
mattino. Se il latte sta per scadere, si prepara una besciamella
da congelare e trovare già pronta quando serve. Due piccioni
con una fava! Si risparmia e ci si
organizza meglio. E con le uova?
Una mousse al cioccolato, anche quella da mettere in piccoli
stampi e conservare al gelo.
consigli per la spesa
Fra Tradizione
e
Innovazione
Salumi e formaggi
genuini come una volta,
sempre freschi perché
confezionati con tecniche d’avanguardia
“S
torie di gastronomia” è la nuova linea premium di Selex dedicata al mondo della
gastronomia, in particolare
affettati e formaggi. Storie di
passione per la qualità, di ri-
spetto della tradizione, che
combinano
sapientemente
prodotti di alto gradimento
e tipiche specialità regionali.
Storie perché è il prodotto
che parla, che racconta della sua freschezza e della sua
genuinità attraverso il legame stretto con il territorio
e l’accurata lavorazione a
mano da parte di persone
che vi dedicano grande attenzione, a partire dalla selezione della materia prima.
Le proposte
La linea, pensata per far risaltare le migliori caratteristiche
dei prodotti, presenta un assortimento in vaschetta da 120
grammi (a peso fisso) composto innanzitutto da un salume
Dop (Prosciutto Crudo di Parma con 24 mesi di stagionatura) e due produzioni Igp
(Mortadella Bologna e Salame
Felino). Prelibatezze cui si aggiungono invitanti proposte,
formate da ulteriori tre salumi
(Prosciutto Cotto Alta Qualità
Nazionale -top di gamma-, Pancetta silana, Capocollo silano),
due antipasti misti (Emiliano
e Silano), tre preparazioni di
salumi e formaggi (Prosciutto crudo e Scamorza bianca,
Speck e Brie, Formaggio a fette
e Bresaola).
Una linea, dunque, che offre
il meglio dell’alta gamma di
prodotto, nonché pratiche e
raffinate soluzioni per ingolosire amici e parenti. Soluzioni
disponibili nel banco dei take
away del vostro supermercato di fiducia: tenete sempre
una vaschetta in frigorifero da
utilizzare in ogni occasione,
anche per una cena improvvisata o uno spuntino a sorpresa. Perché è un prodotto bello
da vedere e soprattutto ottimo
da gustare!
il PACKAGING
Anche la confezione rispecchia
l’attenzione alla qualità che caratterizza l’intero assortimento.
Eleganza nell’involucro: vaschette di forma ovale, curate
nei minimi dettagli, con una comunicazione chiara ed essenziale che identifica il marchio e
la referenza. Per sottolineare
la tipicità territoriale, su molte
etichette è stato inserito un logo che riproduce un francobollo con la regione di provenienza
del prodotto. Un sigillo che garantisce il legame con i luoghi
d’origine delle diverse specialità
di cui si compone la linea.
Sicurezza e freschezza all’interno: i prodotti “Storie di Gastronomia” sono infatti confezionati in Atmosfera Modificata
(ATM), una tecnologia innovativa che preserva le loro caratteristiche a lungo senza bisogno di
ricorrere a conservanti o agenti
chimici di varia natura.
Il tagliere
perfetto
Per un antipasto stuzzicante
da accompagnare a focaccine o bocconcini di piadina;
per un aperitivo invitante e
raffinato o per uno spuntino dopo il cinema o il teatro: tante sono le occasioni
in cui si possono realizzare
combinazioni gustose e di
qualità con un’adeguata
selezione di salumi e formaggi. Se poi aggiungete un
po’ di estro e fantasia, ecco
trasformato un tagliere di
bresaola, formaggio a fette e pancetta, oppure di
prosciutto crudo, salame
e scamorza bianca in un
delicato e armonico insieme
di colori e sapori.
Formando squisiti involtini
con la bresaola e il formaggio a fette intervallati da
delicate rose di pancetta, il
tutto adagiato su un letto di
insalata novella e accompagnato da bastoncini di sedano e gherigli di noci.
O rivestendo croccanti grissini alle noci e alle olive con
fette di prosciutto crudo e
di scamorza disposti a raggiera, con fettine di salame
a chiudere il cerchio, qualche spicchio di finocchio
qua e là, olive taggiasche e
rapanelli.
Ricette
LA STAGIONE
Più calore,
meno calorie
Protagonisti delle nostre ricette,
gli alimenti tipici
dell’inverno sono vincenti
sul fronte del gusto
e della salute
I PRODOTTI
DI GENNAIO e
FEBBRAIO
Verdura: barbabietola,
broccolo, carciofo, cardo,
catalogna, carota, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo
verza, cavolini di Bruxelles,
cicoria e cicorino, coste,
crauti, erbette, finocchio,
indivia, lattuga, porro, radicchio rosso, rapa, scorzonera, scorzobianca, spinaci,
topinambour, valerianella,
zucca.
Frutta: arancia, frutta
secca, kiwi, limone, mandarancio, mandarino, mela,
pera, pompelmo.
Pesci: sardina, sogliola,
spigola. PIù SALUTE Cavolfiore inodore
Il cavolfiore è un ortaggio ricco di vitamina C (rafforza le difese) e vitamina B9 (fondamentale per il rinnovamento cellulare).
Insieme agli altri vegetali della famiglia delle crucifere (cavoli,
cavolini di Bruxelles, broccoli, cime di rapa), ha così tanti effetti
benefici sulla salute da essere considerato un vero e proprio cibo
funzionale naturale. Inoltre, ha poche calorie ma sazia molto.
Per ridurre il fastidioso odore che invade la casa durante la cottura, occorre cuocerlo partendo da acqua fredda e, appena arriva
a bollore, scolare e ricominciare daccapo per 3 volte. Così conserva anche il suo bel colore bianco. Se
si ha meno tempo, basta aggiungere all’acqua due cucchiai di aceto di
vino bianco o un limone intero.
A
grumi, finocchi, porri, cavoli, cavolfiori, radicchio,
carciofi... i prodotti di stagione sono freschi e convenienti. Insaporiti da un sapiente uso
di erbe e spezie, costituiscono
gli ingredienti di base per piatti caldi e leggeri, perfetti per
disintossicarsi dagli eccessi alimentari delle recenti feste natalizie e dalla vita sedentaria. «Se
è vero che per fronteggiare i rigori invernali il fisico necessita di
maggiore energia, non significa
che abbia bisogno di cibi più
calorici: una dieta poco varia e
sbilanciata a favore di alimenti
pesanti non rafforza l’organismo, ma ha come risultato solo
l’aumento di peso », spiega Damiano Galimberti, specialista
in scienza dell’alimentazione e
presidente dell’Associazione italiana medici antiaging. «Puntare invece su alimenti purificanti, come cavoli, carciofi,
finocchi e agrumi aumenta le
difese del corpo e fa riposare
l’apparato digerente, che può
così normalizzare le sue funzioni e distribuire bene le energie.
Meglio ancora se questi cibi
vengono ben cotti, stufati a
fuoco lento: così se ne migliora l’assimilazione». Per utilizzare
al meglio i prodotti di stagione
che la natura ha predisposto
per il nostro benessere, ecco
qualche notizia e qualche trucco da tenere presenti quando si
acquistano e quando si cucinano. Nelle pagine seguenti, poi,
questi alimenti sono i protagonisti delle nostre ricette invernali.
PIù ENERGIA
Infuso di limone
e zenzero
Pelare e tagliare a lamelle
una radice di zenzero. Metterne 3 pezzetti in una tazza e versare acqua bollente.
Aggiungere il succo di mezzo limone. Bere al mattino a
digiuno contro stanchezza,
stress e mali di stagione.
Più SAPORE
Pompelmo in cucina
Giallo o rosa (un po' meno
aspro), è utile per il quotidiano rifornimento di vitamina
C a protezione dalle malattie
invernali. Si può aggiungere all’insalata, oppure utilizzarne il succo per un condimento
che dà
sapore
anche a
semplici
verdure
bollite.
più RISPARMIO
Finocchi a scarto zero
Diuretico, depurativo, poco calorico, il finocchio è un ottimo alimento per recuperare il peso forma. Per utilizzare anche le parti
più esterne, quelle che di solito si
buttano, basta cuocerle in acqua
non salata (che a fine cottura non
va buttata ma bevuta come una
tisana) e poi frullarle con pochissimo olio e
un
pizzico di sale.
Si ottiene
una crema
saporita e
sana, un
puré molto
dietetico.
MENO TEMPO
Orzo senza ammollo
È buono, fa bene ed è una valida
alternativa a pasta e riso. L’orzo dovrebbe avere un posto di riguardo
nell’alimentazione di tutti i giorni.
D’inverno, poi, in minestre, zuppe o
cotto come il risotto costituisce una
pietanza calda e appetitosa.
In commercio se ne trovano tre tipi.
- Orzo integrale o mondo: scuro,
con un gusto saporito, nutriente;
va messo in ammollo per 24 ore (3
parti d’acqua, 1 di orzo) e l’acqua
va poi utilizzata per la cottura, che
richiede un’ora e mezzo circa.
- Orzo decorticato: ha un po’ meno
fibre, ma mantiene sali minerali e
vitamine; va messo in ammollo per
una notte e cotto 45 minuti circa.
- Orzo perlato: subisce un processo di raffinazione (simile alla
sbiancatura del riso), per rimuovere la parte più esterna; richiede
una cottura di 30-40 minuti circa
e cuoce bene anche senza ammollo.
In pentola a pressione i tempi di
cottura si riducono: 50 minuti per
l’orzo mondo, 40 per il decorticato,
25 per il perlato.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 17
Le ricette
di stagione
Menù
d’inverno
Realizzati con
gli ingredienti
di stagione, dall'antipasto al dolce
i piatti che scaldano cuore e stomaco
I
deali per i mesi più freddi, sette ricette appetitose e
invitanti: un antipasto caldo, due primi, due secondi
e un dolce tra cui scegliere per avere idee nuove in
cucina. Per ogni preparazione sono indicati grado di
difficoltà e tempi di preparazione, oltre a un segreto
regalato dall'esperienza della chef che ha realizzato
e fotografato questi piatti.
UN
L E DA
E
R
CE A
P R IR E
O
R IS C
IL SEGRETO In questa ricetta si utilizza l’orzo perlato, che ha subito
una raffinazione che elimina la parte più esterna: così non ha
bisogno di un ammollo preventivo e cuoce più velocemente.
a cura di
Maria Greco
Naccarato,
chef, blogger ed
esperta di cucina
rino
Orzotto rosma
e limone
Una ricetta per cucinare più spesso l’orzo,
un cereale a torto poco utilizzato. Il palato
(e l'organismo) ringraziano.
Difficoltà
COTTURA
Facile
30 minuti
4
PORZIONI
Ingredienti
• 200 g di orzo perlato
• 1 mela rossa
• 20 g di rosmarino fresco in rami
• 1 limone
• 1 scalogno
• 1 l di brodo di verdure
• 125 ml di vino bianco secco
• 20 g di Grana Padano grattugiato
• 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
• sale, pepe
Preparazione
1 Riscaldare il brodo. Tritare finemente
lo scalogno. In una casseruola riscaldare
l’olio, aggiungere lo scalogno tritato e a
fiamma bassa attendere che appassisca
dolcemente e diventi trasparente.
2 Unire anche il rosmarino e l’orzo e lasciar
insaporire per qualche minuto. Alzare la
fiamma, versare il vino bianco e attendere
che l’alcool evapori, prima di versare qualche mestolo di brodo. Abbassare la fiamma e lasciare che l’orzo assorba il brodo
prima di aggiungerne altro. Lasciare sempre piuttosto brodoso, mescolando spesso.
3 Dopo circa 15 minuti eliminare i rametti
di rosmarino. Spremere il limone. Poco prima che l’orzo arrivi a cottura ( circa 25-30
minuti) lavare, togliere il torsolo alla mela e
senza sbucciarla tagliarla a dadini.
4 Togliere l’orzotto dal fuoco e aggiungere il Grana grattugiato, il succo di limone,
un cucchiaio di olio e mescolare. Attendere qualche minuto, aggiungendo eventualmente qualche cucchiaio di brodo se
dovesse asciugare troppo.
5 Prima di portare in tavola completare
con i dadini di mela.
rdure
Insalata di ve
ricotta
al vapore con
Un mix caldo e leggero che esalta i prodotti di stagione, mantenendo vivo l’aspetto e piacevole la
consistenza delle verdure.
Difficoltà
PREPARAZIONE
COTTURA
Facile
10 minuti
15 minuti
4
verdura
,
cotta
colori
hi
f resc
PORZIONI
Ingredienti
• 400 g di verdure invernali miste (carote, broccoli,
fagiolini, patate…)
• 500 g di ricotta vaccina fresca
• 1 limone
• 30 g di Parmigiano grattugiato
• 25 g di gherigli di noce
Preparazione
1 Preparare le verdure: pelare e tagliare a rondelle le
carote, dividere il broccolo in cimette, spuntare e tagliare a pezzettini i fagiolini, pelare e tagliare a dadini
le patate, spuntare a tagliare a fette sottili le zucchine.
Trasferire tutte le verdure in una ciotola e condirle con un
filo d’olio, sale e pepe.
2 Riscaldare l’acqua per la cottura a vapore, aggiungendo la buccia del limone per aromatizzare. Trasferire
le verdure preparate nel cestello posto sopra alla pen-
dicchio
Lasagne al ra
Difficoltà
PREPARAZIONE
COTTURA
Media
30 minuti
30 minuti
4
PORZIONI
IL SEGRETO Per una besciamella senza
grumi, aggiungere il latte già caldo. Così
la farina e il burro, già caldi, si diluiscono
velocemente. Poi non resta che cuocere a
fiamma bassa 10 minuti, così da dare tempo alla farina di diventare “digeribile”
tola di acqua bollente (attenzione, il livello dell’acqua
non deve venire a contatto con le verdure) e cuocere a
vapore per 20 minuti.
3 Mentre le verdure cuociono, lavorare la ricotta con
un cucchiaio di legno, quindi aggiungere il Parmigiano
e le noci tritate. Assaggiare e regolare eventualmente di
sale e pepe.
4 In una ciotolina mescolare 4 cucchiai di olio con il
succo del limone, un pizzico di sale e del pepe macinato. Mescolare bene.
5 Quando le verdure sono cotte, condirle con la vinaigrette e mescolare bene. Dividere le verdure su quattro
piatti, aggiungere la ricotta e completare con qualche
gheriglio.
IL SEGRETO Condire le verdure con
olio prima di cuocerle: farà sì che
mantengano un bel colore brillante.
Un classico rivisitato in omaggio alla rossa insalata dall’inconfondibile sapore amarognolo, stemperato da scamorza e
besciamella.
Ingredienti
• 1 confezione di lasagne fresche da 250 g
• 700 g di radicchio rosso
• 1 provola affumicata
• 900 g di latte
• 50 g di farina
• 50 g di burro
• 30 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
• 1 scalogno
• olio extravergine di oliva
• sale, pepe
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Preparazione
1 In un pentolino sciogliere il burro, non appena sfrigola aggiungere la farina e mescolare. Dopo qualche minuto, versare il latte già caldo e mescolare con una frusta, addensando
la besciamella. Regolare di sale e pepe. Abbassare la fiamma e cuocere per 10 minuti, mescolando spesso.
2 Tagliare la provola a dadini. Lavare, asciugare e tagliare a
pezzettini il radicchio. Affettare lo scalogno.
3 In un tegame riscaldare 3 cucchiai d’olio con lo scalogno,
cuocere a fiamma bassa per qualche minuto e aggiungere il
radicchio. Alzare la fiamma e cuocere il radicchio, che dovrà
rimanere croccante.
4 Accendere il forno a 180°. Sul fondo di una teglia, stendere
un po' di besciamella e uno strato di lasagne. Coprire con besciamella e parte del radicchio, dadini di provola, una spolverata di Parmigiano. Coprire con altre lasagne e proseguire
fino ad esaurimento degli ingredienti. Infornare per 25 minuti.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 19
fi
Pollo ai carcio
Un piatto croccante, con i trucchi per pulire a regola
d’arte i carciofi e mantenerli chiari durante la cottura.
4
PORZIONI
Difficoltà
PREPARAZIONE
Media
40 minuti
Ingredienti
• 8 cosce di pollo
• 4 carciofi
• 30 g di burro
• 4 cucchiai di olio extravergine da cucina
• 1 cipolla bianca
• 1 bicchiere e ½ di vino bianco
• 1 limone
• prezzemolo
• farina bianca
• sale, pepe
rimangono chiari. Dopo qualche minuto, sfumare con
un pochino di vino bianco. Aggiungere un mestolino di
acqua calda, coprire e cuocere per 10 minuti: i carciofi
devono rimanere croccanti.
5 Unire i carciofi al pollo e solo a questo punto fare le
correzioni necessarie di sale e pepe. Volendo, aggiungere del prezzemolo tritato.
fi
i carcio elli
b
restano
croccanti
Preparazione
1 Eliminare con il fuoco del fornello le eventuali piumette rimaste sulla pelle del pollo. Lavare le cosce, asciugarle con carta da cucina e infarinarle
2 Scaldare in una casseruola a fiamma bassa 30 g di
burro e 2 cucchiai di olio, aggiungere la cipolla ben affettata: deve diventare trasparente senza bruciare.
3 Mettere le cosce di pollo nella casseruola. Devono
dorarsi per bene prima di aggiungere un bicchiere di
vino bianco. Coprire con un coperchio.
4 Pulire i carciofi. In una padella antiaderente riscaldare 2 cucchiai di olio con un gambo di prezzemolo, alzare la fiamma e aggiungere i carciofi. Salarli subito, così
IL SEGRETO Prima di iniziare a pulire i carciofi, preparare una ciotola con acqua fredda e il succo di
1 limone, più il limone spremuto. Tagliare il gambo
del carciofo, togliere i primi giri di foglie, poi tagliare a metà. Eliminare con la punta del coltello la
barba interna, quindi tagliare per il lungo in 3 parti
e buttarle subito nell’acqua e limone.
con finocchi
Salmone al forno
4
PORZIONI
Difficoltà
PREPARAZIONE
COTTURA
Facile
5 minuti
15 minuti
La cottura al cartoccio consente di preparare monoporzioni
gustose ed eleganti da servire, senza sporcare il forno. Con la
garanzia che il pesce resta morbido, mai asciutto.
Ingredienti
• 4 tranci di salmone
• 1 finocchio
• aneto fresco
• vino bianco
• olio extravergine di oliva
• sale, pepe
FAC IL E,
veloce ,
non sporca
il forno
Preparazione
1 Accendere il forno a 220°. Controllare con i polpastrelli che
non ci siano spine nei tranci, eventualmente toglierle con una
pinzetta.
2 Affettare il finocchio sottile e condirlo con sale, pepe, olio.
3 Appoggiare ciascun trancio su un pezzo di carta da forno,
con la pelle verso il basso. Insaporire con sale, pepe macinato
al momento, un filo d’olio e un cucchiaino di vino bianco. Appoggiare uno strato di finocchi e qualche cimetta di aneto fresco e chiudere il cartoccio. Infornare per 15 minuti. • • Togliere
dal forno e lasciare riposare 5 minuti prima di servire.
IL SEGRETO La cottura al cartoccio è ideale per tutte quelle ricette in cui si desidera che il piatto
finale non risulti asciutto: i condimenti e i sapori restano imprigionati in una sorta di microforno
singolo. Il cartoccio di carta d’alluminio è più facile da chiudere, di carta da forno è più elegante
e può essere servito in tavola: durante la cottura va chiuso con spago da cucina.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 21
ncia
mel all'ara
Creme cara
Sformato di cavolfiore
Un piatto morbido e profumato, che rende appetitoso
un ortaggio non sempre amato, ma eccezionale per
la salute.
6
PORZIONI
Difficoltà
PREPARAZIONE
COTTURA
Media
30 minuti
50 minuti
Ingredienti
• 800 g di cavolfiore già pulito
• 250 g di patate
• 60 g di Grana Padano grattugiato
cos ì la
• 2 uova
verdura
piace
• 200 g di latte
a tutti
• 40 g di farina
• 20 g di burro
• carota, sedano e cipolla per il soffritto
• 1 confezione di pelati
IL SEGRETO
• aceto di vino bianco
Lo stampo imolio
extravergine
di
oliva
•
merso in acqua
• noce moscata, sale e pepe
calda consente
una cottura più
Preparazione
dolce ed omo1 Lavare le patate e lessarle. Lagenea. Questa
vare e dividere in cimette il cavoltecnica viene
fiore. Cuocerle in acqua bollente
chiamata “baper 10 minuti, quindi scolarle.
gnomaria”.
2 In un pentolino riscaldare il
burro, aggiungere la farina e
dopo qualche minuto il latte bollente, mescolando con
una frusta. Far addensare e cuocere per circa 8 minuti.
Spegnere e incorporare i tuorli uno alla volta, poi il Grana, sale, pepe e noce moscata.
3 Accendere il forno a 190°. Frullare il cavolfiore, unirlo
alla crema raffreddata. Montare a neve gli albumi con
un po' di sale e unirli delicatamente al composto.
4 Sbucciare e affettare le patate e distribuirle in uno
stampo imburrato(o in singoli stampini). Coprire con il
composto di cavolfiore.
5 Appoggiare lo stampo o gli stampini in un contenitore più grande con due dita di acqua calda, infornare in
basso e cuocere per circa 50 minuti.
6 Tritare carota, sedano e cipolla. Riscaldare 3 cucchiai di olio in un pentolino, aggiungere il trito e cuocere
a fiamma bassa prima di aggiungere i pelati. Cuocere
per 20 minuti, frullare e condire con un cucchiaino di
aceto, sale e pepe.
7 Togliere lo sformato dal forno e far intiepidire ancora
immerso nel bagnomaria per circa 20 minuti. Rovesciare
sul piatto di portata e servire con la salsa di pomodoro
da
provare
:
R IC E T T
A
IN FA L L
IB IL E
I segreti del bagnomaria per imparare a cucinarlo a
partire da uova e latte e scoprire che non è difficile.
6
PORZIONI
Difficoltà
PREPARAZIONE
COTTURA
Media
30 minuti
60 minuti
Ingredienti
• 160 g di tuorli (poco meno di 10)
• 90 g albumi (circa 2,5)
• 205 g di zucchero bianco
• 500 g di latte intero fresco
• 1 arancia da coltivazione biologica
Preparazione
1 Accendere il forno ventilato a 140°. Spremere l'arancia, sbucciarla eliminando la parte bianca.
2 In un pentolino riscaldare il latte con le bucce d’arancia, senza arrivare a bollore. Togliere dal fuoco.
3 Mentre il latte riposa, lavorare in una ciotola i tuorli
e gli albumi con 125 g di zucchero con un cucchiaio di
legno, facendo in modo che non si formino bolle.
4 In un altro pentolino mettere il rimanente zucchero
e il succo d’arancia, accendere il fuoco al minimo e
attendere che si formi il caramello. È molto importante non mescolare, ma attendere che il calore faccia
sciogliere e poi caramellare lo zucchero. Quando il
caramello è pronto, versarlo in uno stampo da budino
facendo aderire sulla base delle pareti.
5 Aggiungere il latte intiepidito sul composto di uova
e zucchero attraverso un colino a maglie fini, in modo
da filtrare sia le bucce d’arancia che eventuali grumi.
6 Trasferire nello stampo, appoggiarlo in uno più grande foderato di carta d’alluminio e contenente due dita
di acqua fredda. Infornare per 60 minuti nella parte
bassa del forno.
7 A cottura ultimata è importante che il creme caramel non abbia shock termici: lasciare riposare nel forno per 10 minuti a sportello aperto, poi sul ripiano della
cucina finché non è freddo. A questo punto il dolce
deve riposare per un’ora in frigorifero.
IL SEGRETO
Attendere che il latte intiepidisca serve a due cose.
Innanzitutto a far aromatizzare per bene il latte, poi
a evitare che il latte bollente “cuocia” le uova, generando un sentore di frittata.
A
Massaggio
portata
di
10
mano
Un piccolo e semplice automassaggio
per rilassare e riscaldare ogni
giorno piedi, gambe, testa,
con benefici per tutto l’organismo
di Giulia Dell’Ava
LA CURA DI Sé
dita: questi gli strumenti a nostra disposizione per regalarci un momento
di benessere quotidiano. L’automassaggio è un ottimo modo di prendersi personalmente
cura di sé, allentando tensioni e
stress. Ovvio, non si può arrivare
ovunque, ma ci sono zone facili
da massaggiare, dalla testa ai
piedi, che con qualche tocco
“magico” hanno benefici immediati e anche a lungo termine:
vengono infatti messe in circolo
energie positive per tutto l’organismo. Vediamo come fare,
con i consigli di Erus Sangiorgi,
medico naturopata, direttore
del Centro di metodologie naturali di Riolo Terme (RA).
Relax iniziale
Prima di iniziare l’automassaggio, è bene rilassarsi in posizione supina con gli occhi chiusi e
prestare attenzione a ogni singola parte del corpo. Sciogliere
le mascelle, finché la bocca si
apre spontaneamente.
Dalla testa...
Piacevole e rilassante, il massaggio del cuoio capelluto
stimola la circolazione del sangue, favorisce la crescita dei
capelli e allevia la sensazione
di pesantezza alla testa conseguenza di una giornata impegnativa. Nelle famiglie indiane
è una pratica comune e si chiama champissage: ci si massaggia a vicenda la testa con l’olio,
per mantenere le chiome lucide e favorire il relax. Si può fare
anche da soli.
 Intiepidire un po’ di olio di
mandorle dolci o d’oliva e versarlo in piccola quantità sulla
sommità del capo. Farlo penetare in profondità, con un movimento circolare delle mani, a
palmo aperto. Fare scorrere più
volte le ciocche tra le dita.
 Eseguire lievi percussioni con
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 23
Carezze d’acqua
i polpastrelli su tutta la testa,
aumentando a poco a poco
l’intensità.
 Terminare tirando delicatamente tutte le ciocche.
 Avvolgere con una salvietta
la testa e riposare un po', quindi
risciacquare con acqua tiepida
e procedere con lo shampoo.
...ai piedi
I piedi costituiscono una sorta
di spugna naturale che ritmicamente “spreme” il sangue,
spingendolo come una pompa
verso l’alto. «Ma sono anche,
secondo le medicine orientali, un importantissimo centro
energetico, da non trascurare», precisa Sangiorgi. «Spesso
l’energia si concentra in alto,
nella testa, congestionandola.
Occorre distribuirla verso le estremità, attraverso tecniche di
massaggio, come il Do-in».
L’automassaggio Do-in si basa sulla teoria dei punti riflessi, per cui ogni parte del piede
corrisponde ai vari organi del
corpo. Manipolandole è possibile ristabilire un buon equilibrio
energetico e rilassarsi.
 Da seduti, appoggiare il
piede su una coscia e prendere l’alluce tra il pollice e l’indice della mano. Fare compiere
all’alluce una ventina di rotazioni in entrambi i sensi.
 Massaggiarlo e tirarlo avanti
e indietro.
 Ripetere con ogni altro singolo dito, poi massaggiare e
pizzicottare le aree interdigitali.
 Massaggiare il solco sulla
pianta alla base delle dita e
flettere su e giù tutte le dita.
 Massaggiare in profondità la
pianta del piede coi polpastrelli
dei due pollici.
 Ripetere sull’altro piede.
Gambe: i 5 punti magici
Per favorire la circolazione delle gambe, è possibile eseguire alcune sollecitazioni con i pollici su pochi punti specifici che, una
volta sbloccati, facilitano il deflusso del sangue e lo smaltimento
di liquidi e tossine. I punti da stimolare sono in tutto cinque: tre
sulla parte interna della gamba, rispettivamente sopra il malleolo della caviglia e sopra e sotto il ginocchio, e due nella parte
posteriore, a metà del polpaccio e a metà della coscia.
 Sedersi sul letto, con le ginocchia leggermente piegate. Intingere la punta del pollice in un cucchiaio di olio di mandorle in cui
si sono diluite 3 gocce di olio essenziale di rosmarino.
 Con il polpastrello del pollice, esercitare su ciascuno dei 5 punti una leggera pressione, eseguendo al contempo un movimento
circolare a spirale. Ogni pressione durerà circa 30 secondi.
 Cominciare dai 3 punti all’interno della gamba, dal basso verso l’alto, quindi passare ai 2 posteriori, sempre dal basso verso
l’alto. Eseguire quindi sull’altra gamba.
24 | MASSAGGIO La cura di sé
Un’alternativa all’automassaggio è rappresentata dalle spugnature, una pratica
antica che consiste nello
strofinare il corpo con una
pezza umida. «Facili da eseguire in casa, dai risultati
sicuri, favoriscono l’eliminazione delle tossine della
pelle, attivano la circolazione, favoriscono la respirazione e il relax», assicura
Sangiorgi.
L’occorrente : un pez­zo
di tessuto naturale (cotone,
lino, canapa) a trama grossa, anche un po’ ruvido, da
ripiegare più volte; una bacinella di acqua fredda, dai
12° ai 18° in base alla resistenza individuale. Per chi
è freddoloso, basta aggiungere un po’ di aceto all’acqua (circa un bicchiere ogni
litro), trucco che attenua la
sensazione di freddo.
L’ora ideale è la mattina, appena alzati dal letto, quando il corpo ancora trattiene
il tepore notturno.
Come si fa : bagnare e
strizzare la pezza e strofinare la pelle, cominciando
sempre dalla parte destra
del corpo, la più lontana dal
cuore. Si procede poi zona
per zona, ripetendo più volte l’operazione di bagnare e
strizzare la pezza per evitare che si riscaldi con il calore del corpo. La spugnatura può interessare tutto
il corpo, oppure solo braccia, busto, collo, oppure
solo gambe. Man mano che
si strofinano le varie zone,
occorre ricoprirsi, così da
non raffreddarsi.Al termine, è bene fare subito un po’
di attività fisica: qualche
esercizio di ginnastica, oppure una bella passeggiata.
DALLA LOMBARDIA,
UNO SPUMANTE
DI CLASSE.
Il Franciacorta Brut è uno spumante di Denominazione
di Origine Controllata e Garantita, dal perlage elegante e
dal profumo inebriante di miele e crosta di pane.
La sua vigoria lo rende ideale per accompagnare l’intero
pasto o come grande classico da aperitivo.
NOVITÀ IN CANTINA
Stile
4.
IN CASA
1.
10.
8.
5.
9.
6.
3.
7.
2.
11.
12.
1. piattino per il pane - 2. tovagliolo - 3. forchette - 4. segnaposto - 5. posate dolce - 6. fondina - 7. piatto piano
8. bicchiere acqua - 9. bicchiere vino - 10. calice spumante - 11. coltello - 12. cucchiaio
A tavola!
Idee facili per decorarla con gusto e attenzione per gli ospiti
di Brunella Valente
Il trucco
Sedetevi a tavola,
appoggiando i polsi
al bordo. Allargate
i gomiti all’esterno,
creando una linea
parallela al bordo del
tavolo. Questa è la
distanza giusta tra ogni
ospite (circa 70 cm di
spazio tra il centro di un
piatto e l’altro).
A
pparecchiare con cura la tavola è segno di gentile attenzione nei confronti dei commensali. Oltre che di buona educazione e amore per il bello. Ecco come fare, senza strafare,
quando si ricevono gli ospiti.
Le basi
Ecco i principi fondamentali.
• La tavola deve essere sufficientemente grande affinché
i commensali siano a proprio agio e non s’intralcino nei movimenti. Ma senza eccessi, per non creare distanze che “raffreddino” la
conversazione. Niente posti davanti alle gambe del tavolo.
• Prima di mettere la tovaglia, coprite il tavolo con un mollettone
per attutire il rumore di piatti e bicchieri.
• La tovaglia deve essere di dimensione e forma adeguata al tavoGENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 27
fai
da te
la proposta
dell’ESPERTA
Il centrotavola IN BIANCO
Semplicissimo e poetico, è realizzato con
i fiori della Daucus carota, la carotina
selvatica considerata pianta infestante:
un’ombrellifera formata da piccoli fiori
bianchi a cinque petali, dal gradevole
profumo; abbonda nei campi o ai cigli delle
strade in ogni stagione.
Unite con un po’ di colla a caldo
3 bottigliette di vetro da succo di frutta e
legatele con una fettuccia di cotone bianco
fermata da un fiocco.
Mettete in ciascuna bottiglietta
un po’ d’acqua e pochi rametti fioriti.
Posizionate al centro della tavola,
apparecchiata di bianco. Se volete, posate
un fiore anche su ciascun tovagliolo.
A cura di Simonetta Chiarugi, designer
del verde
no agli eccessi
lo, con una caduta laterale di
40-50 cm. Può essere in tinta unita o fantasia, a seconda del tipo
di occasione, del servizio di piatti e dei cibi che verranno offerti.
• i tovaglioli, coordinati alla tovaglia, vanno alla sinistra del
piatto. In occasioni più informali
possono stare a destra o sul piatto
stesso, ma è bene evitare forme
fantasiose. Rettangolo o triangolo sono perfette.
• Il centrotavola è d’obbligo. Può essere una composizione floreale, un’alzatina con un mix di frutta e fiori o il classico candelabro.
L’importante è che non sia troppo profumato e che non impedisca
la vista tra i commensali.
Evitate quelle
ricercatezze eccessive
che possono mettere
a disagio i commensali.
E non mettete in tavola
il posacenere!
Piatti e bicchieri
Posizionate i piatti direttamente sulla tovaglia o, se preferite, su un
sottopiatto coordinato al tema dell’evento. Se i piatti sono decorati, rivolgeteli in modo che la persona seduta possa vedere correttamente disegni o fregi.
• I bicchieri devono essere almeno due, uno più grande per l’acqua e uno più piccolo, o un calice, per il vino. Quest’ultimo va
sostituito se cambiate da bianco a rosso. Lo spumante va servito
nell’apposita coppa o flûte.
Alternativa di tendenza
Una soluzione per una tavola attuale è rappresentata dai runner,
strisce di tela di circa 30 centimetri che si dispongono trasversalmente al tavolo con i commensali uno di fronte all’altro. Sono adatti per una cena elegante ma non troppo formale o per il brunch
della domenica.
Il consiglio
Scegliete un tema per la decorazione della vostra tavola, a seconda del menù prescelto. Pranzo con i suoceri,
domenica rustica in montagna, brunch di Carnevale,
cena di pesce: armonizzate
colori e accessori per un risultato curato ed elegante.
!
Attenzione
L’apparecchiatura, o mise
en place, varia a seconda
del numero e del tipo di portate previste dal menù. Verificate con anticipo di avere, o di poter recuperare,
tutti gli elementi necessari.
L’abbinamento
Il runner deve essere sempre scelto in modo da creare un contrasto con il tavolo: bianco o di colore neutro
su tavoli in legno scuro come wengè o noce, di colori
accesi per i tavoli bianchi o
di legno chiaro o di vetro.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 29
Plastica
IL RICICLO
Vuoto
a buon rendere
I flaconi di detersivi non si buttano: con un po' di fantasia diventano
giocattoli, portacellulari, organizer da scrivania...
S
hampoo, bagnoschiuma, detersivi, ammorbidenti: quando sono finiti, di solito
buttiamo i flaconi nel bidone della plasti-
ca. E se gli dessimo subito un’altra chance? Sei
idee facilissime da realizzare per farne degli
oggetti "maipiùsenza".
La paletta è servita
Osservando la forma di un flacone vuoto, si possono
scoprirne possibili usi insospettabili. Con una
bottiglia dell'acqua distillata a base triangolare,
per esempio, si realizza una praticissima paletta con
manico, utile per dosare detersivo in polvere, oppure
farina, oppure per i lavori in giardino. Da un flacone
di plastica a base quadrata o rettangolare, invece, può
nascere una paletta piatta, di quelle per raccogliere
lo sporco con la scopa. In entrambi i casi, ricordarsi
sempre di smussare i lati con carta vetrata dopo avere
ritagliato la plastica con forbici o taglierino.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 31
IL RICICLO DEI TAPPI
Quella dei tappi di flaconi e
bottiglie è una plastica “speciale”, più pregiata del PET
di cui sono fatte le bottiglie:
si calcola che una tonnellata
di tappi renda circa 150 euro.
Per questo, alcune associazioni onlus finanziano i loro progetti di solidarietà anche con
la raccolta dei tappi. Dunque,
se volete contribuire a questo
tipo di beneficenza, potete raccogliere in un sacchetto tutti
i tappi di plastica di bottiglie
e flaconi e consegnarlo una
volta pieno a un'associazione
seria della vostra città.
In alternativa (o in concomitanza), esiste anche la possibilità di riciclare facilmente
i tappi di bottiglie, flaconi o
contenitori in tetrapack trasformandoli in intelligenti
chiudisacchetti.
Il procedimento è semplice: si
taglia (1) il collo della bottiglia
appena sotto le zigrinature a
vite (2) e si smussano i bordi
con carta vetrata. A questo
punto, basta infilare il sacchetto nell'anello ottenuto dal
collo della bottiglia, (3) risvoltarlo e avvitare il tappo. Una
vera chiusura ermetica in poche mosse (4).
portamatite
Sulla vostra scrivania
regna il disordine?
Imbottigliate penne, matite
e altri piccoli oggetti nei
flaconi vuoti del detersivo
per lavatrice. Ritagliatelo
come nella foto, con un paio
di forbici o un taglierino.
Passate poi i bordi con la
carta vetrata o una lima per
le unghie, così da
smussare eventuali
parti taglienti.
alla carica!
Una raffinatezza "tecnologica" a costo zero:
quando si mette in
carica il telefono cellulare collegandolo a
una spina, il problema
è dove riporlo, se vicino non c'è un piano di
appoggio. La soluzione
è un banale flacone di shampoo o bagnodoccia vuoto.
Basta tagliarne la parte superiore e metà di quella frontale e poi incidere sul retro una finestra quadrata delle dimensioni della spina del caricatore. E voilà, tutti vorranno
copiare la vostra idea quando la vedranno in azione...
Case di bambole
La plastica
è chic
Si parte dai flaconi, si
arriva ai gioielli... Le
"pietre preziose" si
ottengono ritagliando tante tessere da vari contenitori di plastica
colorati. Poi si smussano
i bordi con carta vetrata o
con la fiamma di un accendino (li renderà piacevolmente ondulati). Quindi con un ago
da lana e del filo di nylon basterà
bucarle e infilarle fino alla lunghezza
giusta per un bracciale, una collana, un
girocollo. Due anellini e un fermaglio
chiuderanno il gioiello. Se avete solo flaconi bianchi o trasparenti,
potete dipingere le tessere con
smalto colorato.
AAA casa cercasi: se bamboline e animaletti dei vostri figli
vogliono un tetto, una bottiglia
di detergente vuoto, ben lavata,
si trasforma in una villa. Bastano forbici o taglierino per sagomare porte e finestre;
carta da regalo e colla per le decorazioni. E con più flaconi, si può realizzare una città in miniatura....
Tulipani
IL VERDE
Tuli
tuli
tulipan
Sono tra i primi fiori
a sbocciare, perchè
non temono il freddo:
è il momento
di acquistarli
in vaso e goderne
la fioritura. E poi
mettere al riparo i bulbi,
per vederli rifiorire
l’anno prossimo
testo e foto di Simonetta Chiarugi,
designer del verde
N
on solo in giardino, ma anche in terrazzo e in casa i tulipani sono piante
facili da coltivare, che assicurano
grandi soddisfazioni pure ai giardinieri inesperti: senza troppa fatica, regalano
bellissime fioriture, perché non temono le
malattie e i parassiti. Preziose rarità arrivate
in Europa nella metà del XVI secolo dalla Turchia, i tulipani nel passato sono stati contesi
da collezionisti e battuti all’asta ad altissimi
prezzi. Per fortuna, ai giorni nostri questi "gioielli" sono in vendita anche al supermercato.
Un vaso di colore
In questo periodo, tra gennaio e febbraio, i tulipani si possono acquistare in vaso, già fioriti, scegliendo forma e colore preferiti. Vanno innaffiati 2-3 volte a settimana, evitando di bagnare le foglie e
i fiori. Sul balcone o in terrazzo potrete godere a lungo della loro
fioritura, mentre in casa, con il caldo, sfioriranno più rapidamente.
In entrambi i casi, una volta sfioriti occorre diradare sempre più le
annaffiature. Quando fiori e foglie sono completamente secchi si
taglia tutto, si tolgono bulbi dalla terra e si ripongono in un sacchetto di carta, da tenere in luogo buio, fresco e asciutto. In autunno, basterà trapiantare i bulbi in piena terra o in un bel vaso
grande per avere nuovi tulipani la prossima primavera.
34 | TULIPANI
Bulbi: istruzioni per l’uso
Per interrare i bulbi di tulipano, il periodo giusto è tra ottobre e novembre, prima delle gelate invernali. Quando li acquistate, sceglieteli sani e sodi al tatto; sono in
vendita sciolti o in confezioni con più esemplari. Vanno
collocati in pieno sole e interrati a una profondità di
circa il doppio della loro circonferenza, meglio se con
l’apposito piantabulbi che agevola l’operazione. Ma
va bene anche un semplice trapiantatore.
In giardino, se il terreno è molto compatto e argilloso,
è bene aggiungere sabbia di fiume, per alleggerirlo,
e buona torba. Per un effetto naturale, il trucco è far
scivolare i bulbi dalle mani e praticare i fori nei punti
in cui sono caduti casualmente
sul terreno. Per un risultato più
suggestivo, piantateli in numero
dispari, in un gruppo di almeno 15 esemplari.
In terrazzo, collocateli in un capiente vaso. Per non lasciare la terra spoglia per
diversi mesi all’anno in attesa della loro
fioritura, potete far convivere i bulbi con
piantine perenni dotate di radici poco
profonde. La soluzione ideale è piantare
nel vaso una manciata di semi di prezzemolo: questa pianta aromatica favorirà la
crescita dei tulipani, e anche quando saranno sfioriti, darà colore e vita alla terra,
oltre a insaporire le vostre pietanze.
Che siano stati interrati in giardino o nei vasi, i bulbi vanno coperti con buona terra soffice in modo che il germoglio a primavera, alla nascita, non trovi resistenza. Infine
annaffiate generosamente.
➔
I più facili (e belli)
La varietà di tipologie di
tulipani è tale che
la scelta è davvero difficile.
Tra quelli che danno più
soddisfazioni, i Triumph
a fioritura medio-precoce
di colore violetto (foto nella
pagina a fianco), i bellissimi
tulipani tardivi Angelique
a fiore doppio (foto sopra)
rosa chiaro, i suggestivi
Queen of night dal colore
viola scuro tendente al nero,
i Parrot che hanno petali
fortemente sfrangiati,
spesso striati.
La coltivazione
Una volta interrati, i bulbi possono essere dimenticati
fino a primavera, quando le più miti temperature e le
piogge ingrosseranno i germogli.
Per assicurare il ripetersi delle fioriture del tulipano
negli anni, è consigliabile apportare nutrimento in
autunno con fertilizzante naturale a lenta cessione,
come cornunghia o letame maturo, e in primavera
somministrando concime liquido azotato a rilascio
rapido (si trova nei negozi o reparti di giardinaggio).
Come per tutte le bulbose, quando sfioriscono è
consigliabile recidere il fiore appassito per evitare
di farlo andare in semenza. Occorre invece attendere il completo disseccamento di pianta e foglie
prima di tagliare alla base. In questo modo, tutte le
energie andranno a ingrossare il bulbo. Quando la
pianta va in riposo vegetativo, si devono sospendere
le annaffiature e le eventuali concimazioni.
I bulbi di tulipano non soffrono il gelo invernale, tuttavia per conservarli al meglio e per tanti anni è bene
dissotterrarli a fine ciclo vegetativo e riporli in cantina
o in luogo fresco e buio fino al momento della nuova
messa a dimora nella terra.
Un mazzo a regola d’arte
Un semplice mazzo di tulipani recisi
bianchi, in un vaso trasparente a
bolla, non ha bisogno d’altro per farsi
ammirare. Si può però giocare anche
con mix di varie cromie, oppure con
abbinamenti a iris e rose; no ai narcisi,
che producono sostanze che i tulipani
non sopportano. Il fiore reciso dura
circa una settimana; per aumentarne
la resa si può aggiungere all’acqua del
vaso un cucchiaino di candeggina o
una monetina di rame. I gambi vanno
tagliati diagonalmente, più centimetri,
perché in acqua continuano a crescere.
Affinché non si pieghino, il trucco è
praticare un forellino con uno spillo
nello stelo, appena sotto il bocciolo.
Altro segreto: non mettere più di 2 cm
di acqua nel vaso, aggiungendola per
mantenerla costante ogni giorno.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 35
Animali
Fido, è
prontoooo
IN FAMIGLIA
Quanti pasti al giorno? Prima o dopo i nostri?
Crocchette o scatolette? I dubbi sull’alimentazione
del cane sono molti: il veterinario risponde
di Margherita Leonardi
L
a ciotola della pappa è la prima
attenzione per i nostri amici. E attenzione è proprio la parola chiave che deve guidarci nella scelta e
nell’organizzazione dei pasti del cane: non si può improvvisare, o non
tenere conto di criteri importanti come l’età o lo stile di vita dell’animale. «Poche e semplici indicazioni, da
seguire con scrupolo, eviteranno che
insorgano problemi di salute o cattive abitudini», conferma Alberto Gasparet, veterinario a Fornovo, Parma. Un’alimentazione corretta, insieme a una buona
educazione e a tanto affetto, assicureranno all’amico di famiglia tutto il
benessere che si merita...
Caso per caso
In generale, la prima cosa da sapere è che i mangimi in commercio,
sia secchi (crocchette) che umidi (scatolette), sono bilanciati e
studiati per soddisfare adeguatamente il fabbisogno del cane.
«Le quantità dipendono dalle
aziende produttrici: di solito le
tabelle stampate sulle confezioni sono attendibili», conferma il veterinario. Le categorie più diffuse in commercio sono quattro.
Puppy: specifici per i cuccioli, hanno una percentuale maggiore di calcio,
proteine e vitamine, per assicurare un corretto sviluppo di
muscoli e ossa.
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 37
I cibi da evitare
Regular: adatti alla maggior parte dei cani adulti che svolgono
un’attività fisica normale.
Premium: con un maggior contenuto proteico, sono indicati per i
cani che svolgono un’intensa attività fisica e per le femmine che
allattano.
Light: hanno una percentuale inferiore di proteine e sono indicati
per i cani che fanno vita sedentaria, per tutti quelli in sovrappeso,
per quelli sterilizzati (diminuisce il fabbisogno) e per i cani anziani.
«La scelta tra secco e umido sta alle preferenze del proprietario:
a livello di qualità non c’è grande differenza (il secco è semplicemente l’umido disidratato), a livello di quantità, 100 g di crocchette corrispondono a circa 250-300 di mangime umido», spiega
il veterinario. Quindi la scelta del cibo disidratato potrebbe essere
più conveniente economicamente. Nel caso, il cane deve sempre
avere a disposizione abbondante acqua pulita. Se ha difficoltà di
masticazione, il cibo secco va bagnato.
Numero dei pasti
Dallo svezzamento (intorno ai 40 giorni di età) fino ai 4 mesi circa,
il cucciolo ha bisogno di 3 pasti al giorno, meglio se composti
da un mix di cibo umido e cibo secco (scatolette e crocchette).
Questo perchè fino ai 60 giorni di età i denti non sono ancora perfettamente sviluppati, quindi meglio non impegnare il cucciolo in
un’eccessiva masticazione.
Dai 4 ai 7 mesi, i pasti devono diventare 2 al giorno.
Dai 7 mesi in poi, i pasti saranno 1 per i cani di taglia piccola,
2 per quelli di stazza media e grande. Poiché la quantità di cibo
destinata ai cani più grandi è infatti più elevata, è consigliato suddividerla in 2 pasti, così da evitare una dilatazione dello stomaco e
con essa il rischio di una torsione gastrica.
Le regole a tavola
Quando si prepara la ciotola per il cane, il consiglio è di attenersi alle
quantità consigliate sulla confezione. «Semmai, si possono aumentare
o diminuire in base ai cambiamenti nell’attività fisica del cane, oppure
in considerazione del fatto che dorma all'aperto o in casa», specifica il veterinario. Per capire se il vostro cane mangia adeguatamente,
osservate la ciotola a fine pasto: se è vuota e leccata, la razione è
insufficiente e la razione del pasto successivo va maggiorata; se è
pulita con scarsi residui di cibo, la razione è sufficiente; se rimane una certa quantità di alimento, la razione è abbondante,
quindi la dose del pasto successivo dovrà essere pari alla
quantità consumata. In ogni caso, dopo 15 minuti dalla fine pasto, la ciotola deve essere pulita, lavata e rimessa a
posto, vicino a quella dell’acqua che invece deve essere
sempre piena e sostituita di frequente. Sempre evitare di
lasciare residui di cibo nella ciotola, per ragioni igieniche e perchè il cane potrebbe mangiare fuori pasto, non
per necessità ma per noia. Dal punto di vista della buona educazione, prima mangiano gli umani, poi il cane, per una
questione di gerarchie. Assolutamente vietato dare cibo all’animale mentre si è a tavola. È consigliabile destinare al pasto
del cane un luogo tranquillo. Quando ci si avvicina con
il cibo, farlo sempre sedere e contare fino a 5 o 10
secondi prima di dargli la ciotola. Questo per
abituarlo all'autocontrollo.
38 | ANIMALI In famigia
• avanzi e scarti di cucina,
in particolare i cibi conditi
e quelli piccanti
• ossa di animali, specie se
di piccola taglia, come pollo, coniglio ecc.
• carne di maiale
• albume crudo
• formaggi fermentati
• dolciumi
• pane fresco
In particolare, evitare assolutamente:
• cipolle, cavoli, aglio: contengono una sostanza che
può causare al cane anemie, anche serie.
• cioccolato: è molto pericoloso, una dose di 3-4 etti
può addirittura essere letale per un cucciolo
• uva e uvetta: possono causare insufficienza renale
• alcolici: ai cani basta anche una piccola dose per
avere effetti negativi su fegato e cervello.
Chi ama la natura
sceglie il BIO
di Natura Chiama Selex.
Una selezione di prodotti
ideali per un’alimentazione
equilibrata e nel rispetto
della natura.
Pavia
IL WEEK END
Pavia, fascino discreto
Grande cultura e buona cucina: questi i principali motivi per mettere
in agenda una gita nella città sul Ticino. Celebre per l’antica Università
e per ristoranti, pasticcerie e gastronomie di tradizione
di Auro Bernardi
U
n week end a Pavia significa immergersi in
un’atmosfera d’altri tempi: il cuore della città,
dal fiume al Castello Visconteo, è intatto e uguale a cinque
secoli fa. Non solo nei principali
monumenti, ma nel tessuto urbano, nel rosso dei mattoni con
cui sono costruite le case e dei
coppi che le ricoprono.
Da sette secoli Pavia si identifica con la sua Università e
una passeggiata nei cortili sto-
rici dell’ateneo, nella biblioteca, nei musei (tel. 0382.989898,
www.unipv.it) è d’obbligo. Con
po’ di fortuna, se c’è qualche
convegno, si possono anche
vedere le aule dedicate agli illustri personaggi che vi tennero
lezione (Ugo Foscolo, Alessandro Volta, Antonio Scarpa), con
il loro arredamento e le decorazioni sette-ottocentesche. Il
grande cortile teresiano affaccia su piazza Leonardo dove si
innalzano le tre torri medievali.
A Pavia gli stili architettonici, dal
romanico al gotico, dal rinascimentale al barocco, convivono
con grande armonia.
Tra i capolavori romanici spiccano il Broletto e le chiese
di San Michele, con la straordinaria decorazione scultorea
e musiva, e San Pietro in Ciel
d’Oro, con l’arca trecentesca
di sant’Agostino. Tra i gioielli
gotici ecco invece Santa Maria del Carmine e il Castello
(oggi sede della pinacoteca e
Dove dormire
Lungo la statale Vigentina per Milano, a poca
distanza dalla Certosa, si può fare tappa al Castello di Mirabello (www.risopavia.it), azienda
agricola (visitabile) che ha sede in un edificio
visconteo del XIV secolo all’interno del parco
della Vernavola. La stessa azienda possiede anche la Cascina Bompiumazzo, in località Bivio
Vela, sulla statale per Lodi, alle porte di Pavia,
che dispone di otto stanze in agriturismo. Facilmente riconoscibile per la grande mietitrebbia verde all’ingresso.
di prestigiose mostre temporanee), mentre nel Duomo hanno
lavorato artisti come Bramante,
Amadeo, Francesco di Giorgio
Martini e Leonardo.
Per quanto riguarda i palazzi,
si va dal quattrocentesco Carminati-Bottigella, attribuito al
Bramante, ai barocchi Malaspina e Mezzabarba, ora sede
municipale. L’edificio più importante del ‘700 è però il teatro
Fraschini, anteriore alla Scala
di Milano e disegnato da An-
Sapori e saperi di campagna,
senza uscire di città
In inverno Pavia è un accogliente salotto. La
luce bassa si riflette negli acciottolati delle vie,
creando un’atmosfera incantata che invita alle
delizie del palato. E qui non c’è che l’imbarazzo
della scelta, tra locali e negozi storici che
offrono specialità pavesi. Vero monumento
al gusto è la Pasticceria Vigoni (www.
tortavigoni.com), di fronte all’Università. C'è
dal 1878 ed è la più antica di Pavia: celebre è
la sua Torta Paradiso, definita così per la sua
prelibatezza, mentre il San Sirino, dolce della
festa del patrono, oggi si può consumare tutto
l’anno. AgriPavia (www.agripavia.it) è un
negozio-scrigno: salame di Varzi Dop, salame
di Varzi al Bonarda, confettura ai peperoni e
mostarda di Voghera, crema tartufata, salame
d’oca di Mortara Igp... A due passi da San
Michele, Origini (www.bottegaorigini.com) è
una bottega di quartiere con prodotti lavorati
nel raggio di 70 km da Pavia. Per quanto
riguarda i ristoranti, La Torre degli Aquila
(www.latorredegliaquila.it), in Strada Nuova,
punta sulle specialità pavesi, come l’Antica
Osteria del Previ (www.anticaosteriadelprevi.
com) in Borgo Ticino.
tonio Galli Bibiena. Restaurato
magnificamente, ospita una rilevante stagione di prosa, lirica
e concertistica.
A chi ama la natura, Pavia offre poi uno degli Orti Botanici
più antichi e importanti d’Italia
(tel. 0382.22534, www.amicior
tobotanicopavia.it). Anche se
in questa stagione la vegetazione è ferma, restano comunque
le bellissime serre e l’attività culturale, che continua anche nei
mesi invernali.
La visita può concludersi con
una passeggiata lungo il fiume nel quartiere di Borgo Ticino, da sempre un’entità a se
stante rispetto al centro, con le
sue vecchie case di pescatori
e renaioli. Anche qui si respira
un’atmosfera d’altri tempi, favorita magari dalla nebbia che
in inverno sale dal fiume e che
sfuma i profili delle cose rendendole più magiche. Proprio
come in un antico affresco rinascimentale.
La Certosa,
capolavoro lombardo
Con 300mila visitatori l’anno, è uno
dei monumenti più “gettonati” della
Lombardia. E non è un caso. La chiesa,
i chiostri e la foresteria sono un
compendio al massimo livello del
Rinascimento e del Manierismo lombardo.
Voluta dai Visconti e dagli Sforza,
sorge 7 km a nord di Pavia ed è ancora
officiata dai monaci cistercensi. Nella
foresteria è stata da poco risistemata
la Gipsoteca (raccolta di gessi) che è
tra le più importanti del nostro Paese,
curata dalla Sovrintendenza di Brera. tel.
0382.925613, www.certosadipavia.gov.it
GENNAIO - FEBBRAIO 2014 | 41
Test
Dimmi
come compri
e ti dirò
chi sei
Scopri da come fai la spesa se sei una
persona disinvolta, concreta o perfezionista
1) Fai la spesa:
2) Alla cassa:
A quando hai il frigo vuoto 1
B in base ai tuoi impegni 3
Csempre lo stesso giorno della settimana 5
A insacchetti a caso gli articoli
che hai comprato
1
B cerchi di dividere i prodotti
in base a peso, freschezza,
ingombro
3
C h ai un sacchetto diverso
per le varie tipologie di acquisto 5
3) Devi scegliere tra andare a fare la spesa
alimentare o lo shopping con le amiche:
A vai a fare shopping senza
pensarci un attimo
1
B fai la spesa e raggiungi
le amiche più tardi
3
C fai la spesa e pensi che
le amiche siano delle perditempo 5
4) Hai fatto un acquisto sbagliato:
A pensi che non sia poi così grave 1
B provi a fartelo cambiare
3
C t i arrabbi con te stessa
5
5) Sei in ritardo e il supermercato chiude tra 10 minuti:
A rinunci agli acquisti e pensi «pazienza se non ho il latte, farò colazione al bar»
B entri e compri velocemente le cose indispensabili
C t i viene l’ansia perchè non riuscirai a comprare tutto quello che c’è sulla tua lista
6) Vai a fare la spesa per una cena
che hai organizzato da te:
A improvvisi il menù in base a
quello che ti attrae tra gli scaffali
0
B hai una lista degli ingredienti
che ti serviranno per realizzare il menù 3
C g iri più negozi per trovare in ognuno
i prodotti migliori
5
0
3
5
7) In relazione agli acquisti
il tuo motto è:
A chi si accontenta gode
B sbagliando si impara
C c hi fa da sè fa per tre
1
3
5
Risultati
da 5 a 14 punti:
DISINVOLTA
Sei sempre indulgente verso te
stessa e ti giustifichi e perdoni
con facilità. Il lato positivo del
tuo atteggiamento è che non
ti stressi e ti godi quello che
hai, senza appesantirti di sensi
di colpa. Il rischio è di lasciarti
sfuggire delle opportunità che
potrebbero rivelarsi positive
per te e per gli altri.
42 | TEST
da 15 a 25 punti:
CONCRETA
Ti assumi le tue responsabilità
e non ti sottrai agli impegni,
ma hai dei riferimenti interni
positivi, che ti portano ad autovalutarti obiettivamente. Sai
quando è il momento di impegnarti e quando invece puoi
divertirti e fai delle scelte di vita in linea con le tue esigenze,
senza prevaricare gli altri.
da 26 a 35 punti:
PERFEZIONISTA
Pretendi troppo da te stessa.
Il problema è che non riesci
nemmeno a goderti i risultati
dei tuoi sforzi. Forse è il momento di provare a introdurre dei cambiamenti nella tua
vita: questo non significa che
così come sei non vai bene,
ma che hai tu per prima il diritto a stare meglio.
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Anno V • Numero 1
Gennaio/Febbraio 2014
Editore
Pulsa Srl
via Jacopo dal Verme, 15
20159 Milano, tel. 02 69901296
Direttore Responsabile
Guido Gabrielli
Redazione e progetto grafico
Pulsa Srl
4 Il territorio
A partire dal riso pavese, tutti i segreti del risotto
8 Il vino
La Sicilia, terra di eccellenze come il Nero d'Avola
Stampa
Coptip Industrie Grafiche
via Gran Bretagna, 50
41122 Modena, tel. 059 3162511
16 La stagione
Autorizzazione del Tribunale
di Milano n.26 del 25/1/2010
Sei idee creative per dare nuova vita ai flaconi vuoti
dei detersivi
Abbasso gli sprechi in cucina! Ecco come fare
14 Il consiglio per la spesa
FOTO: Simonetta Chiarugi, Maria
Greco Naccarato, Olympia,
Shutterstock, Stockfood, Thelma &
Louise, www.planeta.it
31 Il riciclo
12 Il segreto
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via Santi 1/2 - 10042 Nichelino (TO)
Tel. 011 6897565
Hanno collaborato: Simona
Acquistapace, Antonella Bassi, Auro
Bernardi, Simonetta Chiarugi, Maria
Greco Naccarato, Francesca Negri
28 La casa
Idee facili per apparecchiare con gusto
e cura per gli ospiti
34 Il verde
I tulipani non temono il freddo: è il momento
di goderne la fioritura
Storie di Gastronomia, i salumi della tradizione italiana
37 Gli amici di famiglia
Il veterinario fa chiarezza sulle regole
dell'alimentazione del cane
Più calore, meno calorie: gli ingredienti dei mesi freddi
18 Le ricette
Dall'antipasto al dolce, i piatti dell'inverno scaldano
il cuore e lo stomaco
40 Il week end
Pavia, mix raffinato di grande cultura e ottima cucina
23 La cura di sè
42 Il test
Dimmi come compri e ti dirò chi sei: perfezionista,
disinvolta, equilibrata
L'automassaggio: piccoli tocchi che rilassano piedi,
gambe, testa
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