Reti d`impresa: prospettive di sviluppo del contratto di rete e incentivi

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Reti d`impresa: prospettive di sviluppo del contratto di rete e incentivi
Reti d’impresa: prospettive di sviluppo del contratto di rete e incentivi fiscali nel settore
agroalimentare
Confindustria Centro Sicilia
Circolare n 50 del 30 marzo 2015
Il Direttore
1. Modello di aggregazione in rete: prospettive future e stime di efficacia
Nell’ambito delle iniziative volte a favorire la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, Confindustria
Centro Sicilia, in collaborazione con la Camera di Commercio di Caltanissetta, ha attivato il progetto
“InvestInrete”, finalizzato alla creazione di reti di impresa tramite la sottoscrizione del contratto di rete (per
approfondimenti sulle caratteristiche e sulla disciplina del contratto di rete si veda la nostra circolare n. 34
del 1 dicembre 2014).
Nell’attuale contesto economico, il contratto di rete si presenta infatti come uno strumento innovativo,
idoneo a mantenere e incrementare la competitività del sistema economico locale e a favorire l’avvio di
nuove iniziative di collaborazione produttiva, consentendo il superamento dei limiti dimensionali
caratteristici delle PMI, ma senza far perdere loro identità e autonomia decisionale.
Dalle prime esperienze applicative del 2009 il modello di aggregazione in rete si è evoluto in maniera
rilevante, riscuotendo un crescente interesse sia presso il mondo imprenditoriale che presso le istituzioni
pubbliche, le quali hanno messo in atto politiche mirate a incentivare l’aggregazione in rete, a livello
nazionale, mediante sgravi contributivi, e a livello regionale, mediante incentivi e contributi a fondo
perduto (per approfondimenti sulle agevolazioni si rinvia alla nostra circolare n. 40 del 15 gennaio 2015).
Il successo del modello di rete trova conferma anche nei numeri. Alla data del 1° marzo 2015:
 sono state coinvolte in contratti di rete 10.099 imprese, grazie anche al supporto offerto da
RetImpresa, l’agenzia di Confindustria che promuove e sviluppa il fenomeno delle reti sul territorio
nazionale;
 sono stati stipulati 2.012 contratti sul territorio nazionale, di cui 238 a soggettività giuridica (rete soggetto). Sul portale InfoCamere, nella sezione “le statistiche”, è consultabile l’elenco completo
dei contratti di rete stipulati fino ad oggi.
In occasione dell’ultima relazione sull’attività svolta, presentata al Presidente del Consiglio nel mese di
febbraio 2015 (ai sensi della legge n. 180/2011 sullo Statuto delle imprese, art. 17, co. 1), il Garante delle
Micro, Piccole e Medie imprese ha ribadito che il contratto di rete rappresenta, tra quelli esistenti, uno
strumento efficace per lo sviluppo economico e per la crescita delle PMI, soprattutto in termini qualitativorelazionali. Di conseguenza, lo stesso Garante ha presentato ai policy maker la necessità di sostenere con
vigore l’aggregazione in rete inserendo le misure di incentivazione del contratto di rete tra le politiche di
intervento ritenute prioritarie. Puntare su finanza alternativa e aggregazioni in rete consentirebbe infatti
alle imprese italiane di conseguire, come già avviene per un gruppo di imprese leader di medie dimensioni,
livelli di produttività superiori a quelli presenti in Germania, Spagna e Regno Unito.
In particolare, tra le misure di sostegno alle reti d’impresa ritenute strategiche per la competitività delle
PMI e atte a intensificare l’utilizzo dello strumento, il Garante ha segnalato le seguenti:
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estensione del regime di agevolazione fiscale, prevedendo una fiscalità di vantaggio per le reti “green”
e per quelle finalizzate all’internazionalizzazione;
introduzione di incentivi alle iniziative di reti promosse da un “soggetto catalizzatore” ovvero guidate
da imprese di medio-grande dimensione in grado di gestire gli elementi di complessità (finanziaria,
logistico-distributiva, legale e di marketing) legati alla realizzazione del programma di rete;
sostegno all’introduzione della figura dei “manager di rete”, sul modello delle agevolazioni già previste
per i “temporary export manager”, attraverso l’erogazione di voucher;
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semplificazione della normativa “lavoristica” delle reti in relazione all’aspetto della mobilità dei
lavoratori interni alle imprese partecipanti (c.d. istituto della co-datorialità);
costituzione di un Fondo nazionale (o altro meccanismo interregionale) che integri il singolo
finanziamento regionale per supportare le imprese appartenenti al contratto di rete, ma escluse dal
contributo perché residenti in altre Regioni;
promozione del modello italiano di contratto di rete in Europa con l’impostazione di un contratto
europeo al fine di favorire l’internazionalizzazione delle reti.
Il successo dello strumento è evidenziato anche dalla stima in base alla quale, accompagnando e
sostenendo il processo di sviluppo dell’aggregazione in rete, nei prossimi cinque anni si potrebbe triplicare
il numero dei contratti con circa 30.000 imprese interessate e un enorme impatto su occupazione e
fatturato.
Quanto alla valutazione sull’efficacia dello strumento, molti elementi mostrano come le imprese in rete
presentino un miglior posizionamento competitivo rispetto a quelle non coinvolte in contratti di rete.
In particolare, è più alta la quota di imprese in rete con:
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attività di export (43,7% contro 22,2%);
partecipate estere (13,8% contro 5,4%);
marchi registrati a livello internazionale (14,8% contro 6,5%);
brevetti richiesti all’European Patent Office (15,5% contro 6,1%);
certificati di qualità (29,6% a fronte del 14,7%);
certificati ambientali (9,7% contro 2,8%).
Per quanto riguarda il fatturato, il calo rilevato nel biennio 2012-2013 per le imprese in rete è stato
inferiore a quello delle imprese non in rete (-3,6% vs. -4,9%) e sul fronte reddituale i riscontri sono ancora
più visibili, con immediate e sensibili riduzioni dei costi.
2. Incentivi fiscali alle reti di impresa del settore agroalimentare
Nell’ambito delle misure di incentivazione a carattere nazionale del contratto di rete, si segnala la
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto n. 272 del 13 gennaio 2015 del Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali (di seguito: “MIPAAF”), di concerto con i Ministeri dello Sviluppo Economico
e dell’Economia e delle Finanze, che dà attuazione all’agevolazione in favore delle reti d’impresa del
settore agroalimentare, istituita con il c.d. “Decreto Crescita” (D.L. n. 91/2014, convertito nella legge n.
116/2014).
Tale provvedimento consente alle imprese di produzione agricola e alle PMI del settore agroalimentare,
della pesca e dell'acquacoltura che partecipano a contratti di rete di fruire del beneficio di un credito
d’imposta pari al 40% delle spese sostenute per investimenti legati all'innovazione tecnologica e
all’aggregazione/cooperazione di filiera, avviati nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei
due successivi, alle condizioni, nei limiti e secondo le modalità specificate dal decreto.
Si fornisce di seguito un quadro di sintesi delle caratteristiche dell’agevolazione in esame.
2.1 Ambito soggettivo
Sono beneficiarie dell'agevolazione le singole imprese, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in
consorzi, aderenti ad un contratto di rete già costituito al momento della presentazione della domanda,
titolari di reddito di impresa o di reddito agrario:
a) che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea (TFUE);
b) che siano piccole e medie imprese (come definite dal Regolamento UE n. 651/2014), che producono
prodotti agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura non ricompresi nel citato Allegato I del TFUE.
2.2 Costi agevolabili
L’agevolazione riguarda spese per nuovi investimenti compresi in un programma comune di rete, per lo
sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera e, in
particolare: costi sostenuti per attività di consulenza esterna per la costituzione della rete e per la
redazione del programma di rete, costi per beni immobili, costi di ricerca e sperimentazione, costi per
formazione, per tecnologie informatiche, per l’acquisizione di brevetti, per la comunicazione e la pubblicità
e per la promozione sul territorio nazionale e sui mercati internazionali dei prodotti della filiera.
Sono ammissibili i nuovi investimenti realizzati, dopo l'entrata in vigore del decreto, a decorrere dal periodo
di imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi.
L’agevolazione è concessa nella misura e nei limiti massimi stabiliti dall’art. 3, co. 4 del decreto e fino ad
esaurimento delle risorse disponibili, che ammontano complessivamente a 25,5 milioni di euro per il
triennio 2014-2016.
2.3 Caratteristiche del credito d’imposta
Il credito d'imposta deve essere indicato da ciascuna impresa nella propria dichiarazione dei redditi relativa
al periodo d'imposta in riferimento al quale il beneficio è concesso e non concorre alla formazione del
reddito, né della base imponibile dell'IRAP e non rileva, altresì, ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109
del D.P.R. n. 917/1986 - Testo unico delle imposte sui redditi.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 mediante i
servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di
versamento, e non deve eccedere l'importo concesso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, pena lo scarto dell'operazione di versamento.
L’agevolazione non è cumulabile con altri aiuti di Stato, né con altre misure di sostegno dell'Unione
europea che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili, nei casi in cui tale cumulo dia luogo ad
un’intensità di aiuto superiore al livello consentito. L'eventuale cumulo illegittimo determina il recupero
dell'aiuto fruito con applicazione di interessi e sanzioni previsti per l'indebito utilizzo del credito d'imposta.
2.4 Procedura di richiesta dell'agevolazione
Al fine di ottenere il credito d’imposta, dal 20 febbraio al 28 febbraio dell'anno successivo a quello di
realizzazione degli investimenti, le imprese partecipanti al contratto di rete devono presentare al MIPAAF,
tramite l'impresa capofila, apposita domanda per il riconoscimento del credito d'imposta, secondo le
modalità che saranno definite con provvedimento di prossima adozione dello stesso Ministero.
Nella domanda, sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa capofila e delle altre imprese
partecipanti al contratto di rete, devono essere specificati, a pena di nullità:
 il codice dell’attività prevalente dichiarata da ciascuna impresa ai fini IVA;
 il tipo di impresa (piccola e media impresa/grande impresa) al momento della presentazione della
domanda;
 il costo complessivo per ciascuna impresa degli investimenti e l'ammontare delle singole spese
ammissibili;
 l’effettività delle spese sostenute, della destinazione delle spese sostenute per la realizzazione del
programma comune di rete e il credito d'imposta spettante.
Alla domanda deve essere inoltre essere allegata copia del contratto di rete redatto e costituito ai sensi
della normativa vigente.
Annualmente il Ministero comunica sul proprio sito internet l'ammontare delle risorse disponibili, previa
comunicazione da parte del MEF dell'importo delle risorse stanziate ed effettivamente disponibili.
Per ulteriori informazioni si rinvia alla consultazione del decreto e si invita a rivolgersi agli Uffici di
Confindustria Centro Sicilia.
Per informazioni rivolgersi a:
Riferimento: Anita Cucinella
Telefono: 0934 541045 | E-mail: [email protected]

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