asimmetrie papua due - Università degli studi di Trieste

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asimmetrie papua due - Università degli studi di Trieste
Asimmetrie papua
relativismi di genere nel “pianeta culturale”
Possiamo dire che la Nuova Guinea è stata perché i territorio privilegiato di
verifiche etnografiche in particolare nella prospettiva dei cosiddetti “rapporti di
genere”. Il passato è d’obbligo perché nel contesto attuale il rischio di cancellazione
totale dell’identità papua è reale
Non ci soffermeremo tuttavia solo sui risultati delle famose e controverse ricerche
su “sesso e temperamento” condotte da Margaret Mead tra le tre tribu tipo del Sepik
i gentili Arapesh, i cattivi Mundugumor, i “matriarcali “ Tchambuli
La bibliografia critica sul tema è abbondante, e sempre al centro degli interessi e
delle polemiche intorno agli equivoci delle interpretazioni 1.
A riprova che nel “pianeta culturale” la rete dei comportamenti di donne e
uomini nel quotidiano passa inesorabilmente attraverso il riconoscimento di un
dualismo irriducibile di fondo tra maschile /femminile e si mantiene di interesse
attuale 2.
Due sfere definite attraverso la fisicità di una dicotomia solo apparentemente
biologica e precisa,in realtà costruita nella storia attraverso l’investitura di valori
culturali,valori simbolici.
Potrà essere interessante osservare che comunque l’osservatorio storico
antropologico sui valori culturali simbolici organizzati su molteplici varianti mira
sempre allo stesso obiettivo , sottolineare una asimmetria di fondo che vede il
femminile in posizione di squilibrio . E collegano luoghi “lontani” nello spazio
come nel tempo :la Melanesia e l’antica Grecia ,la Palestina e l’India e così via .
”Maschi e femmine sono due tipi di individui che in senso ad una specie si
differenziano ai fini della riproduzione :li possiamo definire solo correlativamente
.Ma bisogna notare anzitutto che il significato della sezione delle speci indue sessi
non è chiaro .
Cosi scrive Simone de Beauvoir in ,Il secondo sesso (Parigi 1949)
1
il rimando d’obbligo è Margaret Mead Sesso e temperamento in tre società primitive tr.it.1967
Milano (1935)<, .Per una introduzione critica , tra le molte,al problema della ricostruzione
etnoantropologica dei rapporti di genere e costruzione del temperamento papua vedi F.Errington
_ D. Gewertz Cultural alternatives and a feminist anthropology . An analysis of culturally
constructed gender interest in Papua New Guinea, Cambridge ,1987 Vedi anche D.Lipset
Rereading Sex and Temperament ,Margaret Meads Sepik Triptych and its Ethnographic Critics
.Anthropological Quarterly ,76 ,4 2003 pp.693-713
2
La definizione di pianeta culturale è mutuata da G.Mazzoleni,Il pianeta culturale.Per
un’antropologia storicamente fondata Roma 1991 (2) .
Nell’introduzione al suo Dominio maschile Pierre Bourdieu (1998)affronta il
problema dell’arbitrarietà che determina l’ asimmetria del femminile, lo squilibrio a
sfavore delle donne nella stragrande maggioranza delle culture antiche e attuali,
premoderne , post o extramoderne .
Cita per chiarire una testimonianza moderna ,una pagina di Virginia Woolf , da
Tre ghinee .
Bourdieu individua le radici dell’ asimmetria che divide maschile femminile nel
“potere ipnotico” che esercita la dimensione del dominare condivide con la Woolf
l’ipotesi che propone il sociale ,la società , il “pubblico” come quel luogo di
cospirazione che “trasforma il fratello amabile (del privato) nel maschio mostruoso
(del pubblico),il maschio dalla voce di tuono e dal pugno duro che in modo puerile
,traccia sul suolo segni con il gesso ,linee di demarcazione mistiche tra le quali sono
fissati rigidi,separati ,artificiali, gli esseri umani. Luoghi dove vestito d’oro e di
porpora esegue i suoi riti mistici e gioisce dei piaceri sospetti del piacere e della
dominazione mentre noi ,le sue “femmine “ siamo chiuse nella casa di famiglia
senza che ci sia permesso di partecipare ad alcuna delle numerose società delle
quali è composta la sua società “
Quando la Woolf scrive questo testo siamo nel 1938 e le donne inglesi –alle quali il
messaggio è diretto-avevano conquistato la parità politica con i cittadini maschi
già da dieci anni con il diritto al voto.
Tuttavia la conquista di quel diritto tutto “occidentale “, quindi “imparagonabile”,
per una considerazione globale della condizione femminile “-in ogni caso conquista
“politica”-non faceva cadere le imperforabili barriere che tengono comunque
lontane le donne da una gestione autonoma di sé, anzi tutto dalla consapevole
autonomia del proprio corpo.
In modi tra loro anche molto diversi il pensiero critico femminista “occidentale “
ha messo al centro variamente questo problema senza risolverlo
Non ripercorriamo le tappe della storia -se non ricorrendo alla identità “migrante”
del cyber 3.
Continua a dominare sullo sfondo nonostante tutti gli sforzi l’etica di quella
antropologia pragmatica ( Anthropologie in pragmatische Hinsicht di Immanuel
Kant (1798 )che Bourdieu cita nella traduzione francese a cura di Michel Foucault
Anthropologie du point de vue pragmatique ( 1964 ) :
“le donne non possono difendere personalmente i loro diritti ed i loro interessi civili
come non appartiene a loro fare la guerra :le donne non possono agire che per
mezzo di un rappresentante “ .
Come dire che per le donne la “secondarietà” ,il non agire in prima persona , è una
collocazione “antropologicamente “inevitabile,parte dell’onnipresente “diritto
3
vedi Rosy Braidotti Soggetto nomade 1995 .Il riferimento è tuttavia a Donna Haraway
Manifesto Cyborg Donne tecnologia e bioetiche del corpo (1985) Milano 1995 ..
naturale” “ sul quale si basa comunque la giustificazione di un pensiero globale e
relativizzante E non ci soffermiamo sulle varie appropriazioni del “diritto naturale!4
Per le donne –in generale -la gestione autonoma di sé, non culturalmente
condizionata ,quindi costruibile nella storia che è sempre possibilità di mutamento
è ancora conquista da conquistare .Anche nell’avanzato “occidente “.
Il corpo nella sua qualità di tornasole della messa in gerarchia dei valori
culturalmente associati, pone il maschile e femminile come asimmetrici secondo
quel modulo binario che è stato posto come sistema di organizzazione
classificatoria strutturante ad un livello profondo .
Il sistema di opposizione binaria usato nella interpretazione del cosmo dai
Pitagorici è citato da Aristotele nella Metafisica ( 986 a15 = DK 5885) e accettato
come modello di una organizzazione dualistica che coinvolge l’umanità : “la
maggior parte delle cose umane sono dualità “ ( duo ta polla ton anthropinon ).
Per i Pitagorici il segno del due organizza la struttura antropologica su più piani
attraversati dalla irriducibilità della riproduzione sessuata dal maschio e dalla
femmina ,maschile / femminile che viene sapientemente inserita in un quadro
culturalmente segnato .
Maschile e femminile compaiono come coppia di opposti nell’elenco che
comprende finito/infinito; eminente /ristretto;uno/molteplice ;destra /sinistra ;
fermo/mosso ; dritto/curvo; luce/ oscurità , bene / male ; ben proporzionato/sbilenco
Anche uno sguardo superficiale su questa, personale, volutamente frettolosa e
approssimativa traduzione dal greco, della famosa tabella degli opposti, coglie con
immediatezza lo squilibrio in favore del maschile che si allinea con il finito
,l’eminente l’uno ,il lato destro ,l’immobile ,il dritto ,la luce,il bene mentre il
femminile si allinea con i puntuali contrari di segno (culturalmente )negativo , in
ogni caso esplicitamente con l’oscurità e il male .
Come hanno indicato Freud prima e –con argomentazioni altre -Levi Strauss dopo,
il problema del due come rapporto obbligato tra Maschile /Femminile segna in
modo inevitabile l’assetto dell’umanità - quella umanità che comunque pensa
sempre allo stesso modo-e ne determina in profondo le scelte che organizzano il
sociale.
E’il senso del troppo famoso mito greco di Edipo parricida ,sposo della propria
madre ,padre di prole incestuosa 5.
Se non ci fosse il problema del due,se ci fosse l’autoctonia ,la riproduzione da uno
il problema edipico non sarebbe posto!
4
il dibattito sulla fonte ,la qualità di ciò che fonda il diritto è al centro del pensiero greco tra V/ IV a C –è il dilemma
dell’ Antigone di Sofocle –- Tra l’innumerevole bibliografia segnaliamo G.Zagrebelsky Intorno
alla Legge .Il diritto come dimensione del vivere comune ,Torino 2009. E il vivere comune
contempla ovviamente in modo primario le regole dei rapporti di genere ..anche se questa priorità
non sembra del tutto condivisa .
5
( S.Freud Totem und Tabu ,1912 – Ma vedi soprattutto C. Levi Strauss The Structural Study of
Myth,1955 in Antropologia strutturale 1958, tr.it.1968 ,varie edizioni)
Possiamo ricordare che la biologia afferma che il due incide in modo non del tutto
esplorato sull’organizzazione del sistema cerebrale. E’ noto che l’asimmetria
funzionale iscritta nel corpo di tutti i vertebrati quindi anche della specie umana –
tutti noi abbiamo una serie di preferenze nell’uso del lato sinistro o destro – si
rispecchia nella reciproca funzionalità dei due cervelli ,a sinistra e a destra
Sul tema vedi il famoso studio di Robert Hertz sulla bipolarità asimmetrica tra la
mano destra e la mano sinistra (condotto nell’ambito dell’avanzato laboratorio di
ricerca riunito intorno ad Emile Durkheim )sulla logica classificatoria binaria che
obbliga gli schemi organizzativi dell’uomo sociale 6.
Alla parte sinistra sarebbe riconosciuta la capacità di analisi ,di computo e quindi
abilità di tipo matematico tecnico,al lato destro invece la capacità di creazione
artistica e di valutazione di sintesi. Le modalità combinatorie d’uso delle due parti
determinano lo specifico delle attitudini personali a prescindere dal sesso. Tuttavia
anche se niente può indurre a classificare le due parti del cervello in termini sessuati
pure questo è stato fatto. La differenza genetica maschile –femminile espressa nella
specializzazione fisiologica destinata alla riproduzione imposta anche alla
qualificazione dicotomica degli emisferi cerebrali ,ha permesso di ipotizzare come
conseguenza della “sessualizzazione “ una maggiore abilità verbale femminile
rispetto ad una maggiore abilità tecnica maschile . E così via.
La bilateralità cerebrale è stata ampiamente superata per quanto riguarda le
speculazioni sulla qualità della differenza M/F dalla moderna genetica . Non tanto
però da non permettere ad un noto biologo di Harvard di fare ancora nel 1975 una
dichiarazione di questo tipo: la qualità genetica è sufficientemente importante da
provocare una sostanziale divisione del lavoro anche nella più libera ed egalitaria
società futura…. Anche con una identica educazione ed una uguale possibilità di
accesso a tutte le professioni ,è probabile che i maschi continuino ad esercitare un
ruolo sproporzionato nella vita politica,negli affari e nella scienza ( E.O.Wilson sul
New York Times settembre 1975 ). Sul tema il libro critico della biologa Anne
Fausto-Sterling Myths of Gender,Biological Theories about Women and Men (New
York 1985)
Dato per acquisito che il codice genetico rimane comunque solo una base di partenza
rispetto la quale l’esperienza costruisce altre possibilità la cui valutazione è solo
culturale ,il problema della costruzione immaginata dei ruoli si propone con sempre
più evidenza e si costruisce attraverso vari stereotipi.
Il corpo femminile segnato, ciclicamente nella “circostanza” del mestruo ,ed
occasionalmente nel “travaglio” del parto - appare come corpo vistosamente
“diverso”,corpo aperto, vulnerabile e vulnerato .E’una diversità che rende quel corpo
oggetto di valutazioni specifiche nelle culture più diverse .
6
Hertz La preéminence de la. main droite .Etude sur la polarità religieuse (1909), tr.it.La
preminenza della mano destra 1994 cfr.R.Needham,ed. Right and Left Essays on dual symbolic
classification ,Chicago 1973).
Si interroga su questo in particolare Françoise Héritier che partendo da una società
precisa del Burkina Fasu , indaga sui meccanismi che giustificano “la valance
differentielle “ tra i sessi soffermandosi sull’investimento dei valori semantici che
riguardano i rapporti tra gli umori del corpo nel processo della procreazione , latte,
sangue sperma anche saliva e sudore ,rapporti che seguono strutture che rimandano
invariabilmente al rigore delle invarianti logiche aristoteliche E coinvolgono il
modo di pensare il mondo 7.
E importante osservare come una essenziale scelta binaria divida il mondo
nell’ambito delle legislazioni universali dettate dal Destinante onnipotente, il Dio
Unico creatore ,almeno nei monoteismi “perfetti” ebraismo e islam (il
cristianesimo si pone in modo parzialmente diverso rispetto la Legge dettata)
attraverso le categorie del puro e dell’impuro .
Sulla base di questa dicotomia il corpo femminile è caricato della valenza dell’
“impuro”,quindi contaminante, sia pure in modo discontinuo.Per la situazione aperta
del sangue del mestruo e del parto deve essere periodicamente messo da parte,
segregato 8.
Nello stato di impurità il corpo femminile è in ogni caso sottratto alla
“consumazione”, la frequentazione sociale oltre che la frequentazione sessuale .
Come è proibito alla consumazione alimentare l’animale impuro, quello che non
rumina, non ha lo zoccolo diviso ,il pesce senza squame e pinne , i rettili e tutti gli
animali striscianti.
Così nel famoso testo biblico di divina giurisdizione , il Levitico 9.
Il concetto del puro -impuro circola come modello classificatorio al di fuori della
Legge biblica, anche nelle numerose leggi particolari ,le cosiddette “leggi sacre”,le
svariate norme che regolano l’ accesso a vari santuari del mediterraneo antico
politeistico coinvolgendo variamente situazioni ,cose, persone a partire dal VI
secolo a .C. 10.
Epoca nella quale si colloca anche la stesura della grande piattaforma di fondazione
del cosiddetto Giudaismo del II Tempio, cioè la fondazione storica del monoteismo
per il quale la Legge , Nomos ,Torah quella Legge intesa come enunciazione
performativa del Dio universale ,il Creatore ,Elohim Yhwe ,il Dio del monoteismo
assume un valore particolarissimo come modulo di costruzione di “ santità” .
7
Francoise Héritier Maschile e femminile Il pensiero della differenza ,(1996) 1997 Bari-Roma
8
sul tema dell’ambivalenza ’impuro sacro in quanto entrambi segno di separatezza vedi il lungo
articolo di J.Henniger Pureté e Impuretè in Supplement au Dictionnaire de la Bible IX 1975
9
10
sul Levitico il commento classico è J.Milgrom Leviticus 3 vol. New York 1991-2001
sul tema vedi Chirassi Colombo Tra nomoi e Nomos oscillazioni di etica mediterranea in.
Dynasthai didaskein . Studi in onore di Filippo Cassola , V.Vedaldi –M.Faraguna cur, Trieste 2006,
pp.111-126 e; eadem Mythos /Nomos Il Racconto e la Legge in Religione e Politica
mito,autorità,diritto in P.Pisi –B Scarcia Amoretti Roma 2008 pp.278-304
L’osservanza della Legge ,delle regole dell’ ortoprassi, come detto esplicitamente
in Levitico XX 7-8 ha per scopo la fondazione di un popolo , il popolo salvato
dall’Egitto,il popolo dei discendenti di Abramo che trova la sua identità nella
santificazione di sé attraverso l’osservanza della Legge santificante .
Tu santificherai te stesso e sarai santo perché io Yhwe sono il tuo dio - Tu dovrai
osservare le mie leggi ed eseguirle .Io Yhwe ti santifico
La santità ,intesa come statuto di eccellenza diversificante, passa attraverso l’
attenzione all’uso del corpo in tutti i possibili aspetti.
A partire dall’alimentazione che deve seguire le norme elencate minuziosamente nel
Levitico a partire dal capitolo XI e dividono il puro dall’impuro sulla base della
liceità alimentare : mangiabile e l’animale puro immangiabile l’impuro.
Più avanti a partire dal capitolo XV riguardano direttamente il corpo
sessuato,maschile e femminile.
Possiamo osservare che anche l’uomo può essere occasionalmente impuro nel caso
di qualche secrezione, o qualche macchia della pelle ma la donna è periodicamente
impura per il mestruo durante il quale per sette giorni non può essere avvicinata. Lo
stesso nel caso del parto con spazi di tempo variabile per la nascita di un maschio o
di una femmina . La femmina richiede un periodo di decontaminazione più lungo 11.
L’”impurità”del corpo sessuato , base importante per la subordinazione femminile
certo non sola , ricompare esplicita nell’Islam che eredita dall’ebraismo la necessità
dell’obbedienza alla Legge rivelata .In questo caso quella definitiva ,rivelata
all’ultimo Profeta Muhammad . Legge che può essere interpretata almeno sino ad un
certo punto ma deve rimanere sostanzialmente immutabile 12 .
Il tema dell’impurità è presente anche in una legislazione politeista , non dettata da
un dio,nelle “Leggi di Manu” il codice attribuito al primo uomo Manu, testo datato
agli inizi dell’era cristiana ,ancora molto presente nell’organizzazione etica
dell’induismo in ogni caso codice emesso da un Primo Uomo non da un’ Entità
trascendente ,sola e onnipotente , tuttavia sempre codice non eludibile ,pena
sanzioni anche più gravi di quelle imposte dal codice biblico 13
Tuttavia è importante tener presente che il tema dell’”impurità “femminile è
presente in situazioni culturali molto diverse .
Ad esempio spiega anche se non fonda la presenza nei villaggi dei popoli “
cosiddetti primitivi” ,i popoli senza scrittura ,della struttura della “casa degli
11
Levitico,12 “Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio sarà
immonda per sette giorni….Ma se partorisce una femmina sarà immonda per due settimane ..”
Il rimando generale è a M.Douglas Purezza e Pericolo (1966) ,tr.it. Milano 1993 ma anche A-M Korte
Reclaiming Ritual .A gendered approach to impurity in M.J.Poorthuis –J Schwartz Purity and
Holiness an introductory Survey , 1999 ,pp 313-326 .
12
Per il senso della legge nella prospettiva islamica segnaliamo il profilo efficace di M.H.Benkheira
,L’amour de la Loi Essai sur la normativité en Islam Paris 1997
13
W.Doniger ( cur.)“Le leggi di Manu “ Milano 1996 per un testo corretto disponibile.
uomini” luogo di riunione di coloro che detengono comunque il ruolo di
rappresentanza della continuità del gruppo.
La casa degli uomini è necessaria per segnalare simbolicamente la separazione di
status dei maschi dalla condizione delle donne 14.
La casa degli uomini è complementare alle capanne destinate alle donne mestruate o
partorienti ,ma certo non semplicemente speculare.
La “casa degli uomini” evidenzia una situazione precisa : è il luogo segnato dove si
gestisce e si riproduce ciò che conta , e possiamo definire in senso molto lato con il
vocabolo latino di auctoritas , l’autorità . Questo tipo di prestigio – che non coincide
con necessariamente con l’abilità guerriera - vale più del possesso di abilità tecniche
, l’orticoltura o l’allevamento dei maiali , in genere del controllo dell’economia .
L”’autorità” sul gruppo appartiene agli uomini ,ai maschi ,e deve essere riprodotta
autonomamente .
E’ interessante osservare come questa autorità che identifica culturalmente il
maschile , si ottiene attraverso vari processi e possiamo genericamente rimandare
alla vasta letteratura sui “riti di passaggio” attraverso i quali la riproduzione degli
uomini viene simbolicamente gestita da uomini . L’agogoge spartana ,il cursus
honorum a Roma possono essere lontani riferimenti.
In nuova Guinea la produzione di uomini è ritualmente proposta come una vera e
propria “nuova nascita” ,un vero e proprio parto maschile , come bene ha
evidenziato Maurice Godelier . Le donne che partoriscono i figli maschi non
possono produrre “veri “uomini ,“grandi uomini”.
L’asimmetria in questo caso denuncia la inadeguatezza del corpo femminile nella
riproduzione del maschile che deve essere affidato all’intervento , extranaturale,
rituale ,simbolico del paterno .
Come sostiene del resto J.J.Bachofen nel suo celebre Mutterrecht ,Diritto
Materno,pubblicato nel 1860.
Le donne in quanto madri, detentrici del potere riproduttivo naturale avrebbero
costruito la prima situazione pienamente culturale,una situazione di prediritto
,basata sul riconoscimento della rete del sangue materno ,come soluzione alla
Sumpfkultur,la cultura della palude la situazione “selvaggia “ dovuta alla
impossibilità di riconoscere una discendenza legittima in grado di coinvolgere
direttamente il maschile .
Tuttavia il diritto del sangue il diritto materno sarebbe degenerato in violenza , la
violenza della cultura “selvaggia” delle donne guerriere,le Amazzoni, che uccidono o
storpiano i maschi e riservano a se stesse “il potere “.
Bachofen spiega il passaggio dal regime di Diritto Materno ,”matriarcato”, al
regime di diritto paterno come passaggio da un diritto materno “naturale” ad un
14
vedi il numero di Ethnology del 2002 Hoskins J ed Blood Mysteries .Beyond menstruation as
pollution .Vedi anche sintesi e bibliografia sul tema nella tesi i Storia delle religioni di Nermeen
Hamza Sangue impuro .Tra ebraismo e Islam http://www.lett.unitsit/ichco
diritto paterno culturale , un passaggio “dal materiale allo spirituale” 15.Dove lo
spirito deve battere la materia ,la physis,natura , sempre femminile .Quella natura
che Platone nel Timeo indica come la causa resistente , che si oppone al lavoro del
demiurgo incaricato di eseguire le idee (sempre buone ) del dio che intraprende la
sua opera di plasmazione del cosmo .
Bachofen per dimostrare la sua tesi utilizza ampiamente il mito greco .
Il dominio del femminile è sconfitto attraverso una norma giuridica ,la
giustificazione di un matricidio basata sulla frode culturale,mitoscientifica, che nega
la capacità generativa della donna .
E’ quanto esplicitamente dichiarato nell’ambito di quella straordinaria finta finzione
che è il teatro greco . Il mito di Oreste ,narrato sulla scena da Eschilo “fonda” per il
simbolico condiviso un importante mito “politico ,quello “della sterilità del
femminile .Oreste uccide la madre per vendicare l’assassinio del padre ed è assolto
dal tribunale che per lui si costituisce per la prima volta secondo la tesi base che
genitore ,colui che “crea” il figlio,è il padre mentre la madre offre solo il luogo. Un
luogo comunque necessario che deve essere tutelato ma privo di potere, potenza in
sé.
La naturale debolezza della madre-la sua sostanziale “inutilità” - è culturalmente
riconosciuta e compensata dalla pienezza naturale e culturale del maschio.
Il tema è ricorrente nella cultura politica greca al suo apogeo ,la cultura del V secolo
a.C. nella democratica Atene.
Emblematico in particolare in questo senso anche un altro testo del teatro greco, una
tragedia di Euripide,il terzo grande autore di teatro del V secolo . Si tratta dell’
Ippolito rappresentato nel 421 a.C. Ippolito è il bel figlio dell’ultimo re di Atene
Teseo,sportivo, vegetariano, casto, “orfico” . Respinge , ignora, i tentativi di
seduzione della bella matrigna Fedra- in un intrigo classico che ritroviamo nel
racconto biblico del bel Giuseppe e la moglie di Putifarre . Ippolito è innamorato
dell’impossibile, di una dea Artemis ,la bellissima dea dei margini ,del selvatico,
anche una delle tre dee ostinatamente vergini del pantheon greco. Ippolito accusa
esplicitamente Zeus di aver fatto venire al mondo la razza delle donne,subdolo
malanno, quando sarebbe stato sufficiente per propagare il genere umano ricorrere a
riserve di sperma (autogenerante) custodite nei templi 16.
E’lo sperma maschile infatti, elemento pneumatico,( pneuma- spiritus) ,aria in
movimento , strutturalmente simile al principio divino in quanto generante moto
non generato ( primo motore immobile ) ad avere in sé il solo principio della
generazione . Come conferma e “dimostra “a più riprese Aristotele nelle sue opere
fisiologiche, nel De generatione animalium , come nel de Motu animalium , e nel
15
la critica a Bachofen è puntualizzata in modo efficace ancora dall’introduzione a J.J. Bachofen ,Il
potere femminile , storia e teoria , a cura di Eva Cantarella , Milano 1977 .Tuttavia molto ci sarebbe
da aggiungere
16
Euripide ,Ippolito, vv. 614-624 Sul tema riflessioni in I.Chirassi Colombo Giochi dell’
immaginario greco .Solipsismi spermatici,partenogenesi, gravidanze maschili ,in M.Sbisa ed I figli
della scienza , Milano 1985
celebre trattato XXX dei Problemata Physika sulla natura speciale dei
melanconici, “quelli con la bile nera”,ricca di pneuma ,soffio,spirito , come ricco di
soffio,di spirito è lo sperma 17
I melanconici superdotati ,anche geniali ,sono ovviamente maschi con l’unica
eccezione delle melanconiche divine profetesse ,le Sibyllai 18 .
Priva di sperma quindi di spirito,di pneuma, priva di divino ,è invece la donna,
strutturalmente diversa dall’uomo ,la sola creata.
La prima donna, Pandora “ colei alla quale tutti gli dei diedero un dono “ o “colei che
porta tutti i doni “ Pandora è il controdono di Zeus agli uomini come risposta a quel
dono di fumo profumo di carne arrosta quando a Mekone,la città dei papaveri, si
interrompe l’antica commensalità con gli dei 19 .
Si effettua così in Grecia quel passaggio dal crudo al cotto che attraverso la
cucina introduce la cultura .
Come spiega utilizzando materiale narrativo completamente diverso Levi Strauss
nel celebre testo che apre la serie Mythologiques . Mito di riferimento è un racconto
degli indiani Bororo ( Brasile) dove il fuoco non è posseduto dagli dei ma dai
giaguari e autrice del furto nel ruolo di Prometeo è una donna ! 20.
In Grecia per controbilanciare il furto del fuoco da parte del titano Prometeo
,l’amico degli uomini , in risposta al nuovo regime che consente agli uomini di
nutrirsi di carne cotta il signore degli uomini e degli dei ,Zeus “ costruisce un male
per gli uomini al posto del fuoco” La donna appunto (Esiodo ,Teogonia ,570)
Proposta come un primo automa,una statua animata, un oggetto, un feticcio, un
simulacro Pandora è per i Greci maschi anche il primo essere femminile , inaugura
la lunga serie di automi femminili che compaiono puntualmente nella storia del
pensiero occidentale 21 . Un automa , un feticcio,un idolo , un fantasma , qualche
17
Arist. De gen.anim. 737 a Il seme contiene in sé ciò che rende generatori gli spermata,i semi
stessi . Questo principio è caldo ma è diverso dal fuoco … e ciò che è rinchiuso nello sperma ,
nello pneuma spumoso . E la natura dello pneuma ,è analoga all’elemento delle stelle. Così nel
XXX dei Physika di Aristotele vedi J.Pigeaud L’homme de génie et la Mélancholie Paris 1988
18
Le Sibyllai sono inserite tra i melanconici sempre nel XXX dei Problemata Physika. Sulle
Sibille e la complessità del loro variegato ruolo dall’antichità greca e romana alla cristianità vedi
una messa a punto in I .Chirassi Colombo – T.Seppilli cur. Sibille e Linguaggi oracolari Mito
storia tradizione . atti del convegno internazionale di studi Macerata Norcia 20-24 settembre 1994 ,
Roma 1998.
19
Il mito greco sull’origine della prima donna,la prima femmina , è narrato dal poeta greco arcaico
Esiodo ( fine VIII-VII a.C.) in doppia versione nei due poemi a lui attribuiti : Opere e i Giorni
(vv.60-105 ); Teogonia (vv. 559-612)19. I due testi si incastrano .
Nella Teogonia ,il grande testo dedicato al mito dell’emersione del mondo dal caos primordiale
,solo la prima donna è creata . in una situazione fluida nella quale già gli uomini maschi e gli dei
insieme alle dee.sul tema vedi anche Chirassi Colombo Esiodo e la Bibbia in
http://www.lett.units/ichco
20
C.Levi Strauss Dal crudo al cotto tr.it Milano 1966 ( 1964 )
21
Vedi in proposito il bel testo di Victor Stoichita L' effetto Pigmalione. Breve storia dei simulacri
da Ovidio a Hitchcock, Roma 2006, che tuttavia dimentica proprio Pandora.
cosa che non c’è è la famosa Elena mai andata a Troia, per scatenare una guerra
senza perché 22.
Per un filone importante del pensiero greco (non solo Platone ) l’immagine è il segno
primo dell’inganno , come per l’ortoprassi ebraica nella legislazione data da Yhwe
a Mosè l’immagine, l’idolo ,è segno visibile esteriore,della “non esistenza” non
esistenza degli idoli rispetto l’esistenza senza immagine, del Dio unico , creatore e
legislatore 23 .
Così nel pensiero “occidentale “ fin dalle sue radici greche il femminile si presenta
attraverso la negatività totale della cosa creata ( gli uomini maschi sfuggono alla
statuto passivo di creatura ) e dell’ immagine . Una posizione profondamente
squilibrata.
In questo senso il modello papua dell’asimmetria femminile appare speculare e
rovescio a quello greco nei Central Highlands della Nuova Guinea .
Per sottolineare la secondarieta delle donne non si nega il potere generativo delle
donne . L’enfasi tuttavia è posta non sul potere generativo dello sperma maschile
ma sul suo potere nutritivo che lo equivale e lo supera 24.
La giustificazione del potere saldamente detenuto dagli uomini ,affermato nella
simbologia dei rituali é fondato dai miti attraverso i quali i maschi si appropriano
simbolicamente dei poteri femminili secondo uno schema più volte ripetuto .
Prima di tutto della facoltà di suonare i flauti di bambù ,strumenti musicali una volta
posseduti dalle donne ma alle donne rubati dai maschi, ragione per la quale le donne
da suonatrici risultano suonate.
Gilbert Herdt ( Guardian of the flutes , 1981) nella documentazione delle iniziazioni
maschili presso gli Sambia evidenzia come il corpo maschile sia considerato in
qualche modo inerte rispetto il corpo femminile che si attiva da solo attraverso
l’ingresso nel regime del mestruo. Al contrario il corpo del ragazzo appare
bisognoso di un aiuto esterno, un aiuto imprescindibile . Questo “spiega “ le pratiche
omosessuali nelle quali viene coinvolto il ragazzo Sambia che deve essere “nutrito”
con lo sperma di giovani adulti ancora celibi. L’accesso allo statuto di sposato infatti
fa cessare presso gli Sambia ogni possibilità di pratica omosessuale lecita.
Il caso Sambia sembra illustrare in modo paradigmatico le osservazioni di Maurice
Godelier (La productions des grands hommes,Pouvoir et domination mascoline chez
les Baruya de Nouvelle Guinée ,Paris 1982) e di Francoise Héritier (Masculin
22
E’ il tema dell’Elena di Euripide anticipato dalla Palinodia del poeta Stesicoro . A Troia è
andata solo un immagine della bellissima Elena per scatenare una guerra che come ogni guerra non
ha una causa reale ! Vedi osservazioni in Chirassi Colombo , I poteri di Helene in Il potere
invisibile Figure del femminile nel mito e storia , S.Marino ,C. Montepaone,M. Tortorelli Ghidini
cur. Napoli 2002 ,pp.25-40.
23
La proibizione delle immagini è esplicito comandamento divino in Esodo XX,3 Non ti farai un
idolo, né somiglianza di ciò che è in cielo, in terra nelle acque ..
24
Vedi in questo senso gli studi pioneristici di Kenneth Read , “Nama Cult of the Central
Highlands ,New Guinea “,Oceania 23,1952,pp.1-25).
/Féminin ,La Pensée de la différence ,1996 che mettono al centro il problema della
produzione maschile della vera “fecondità”.
Nel sistema Sambia anche se il corpo femminile mette al mondo i feti si dice che
solo l’azione nutritiva dello sperma attraverso i rapporti sessuali durante i primi sei
mesi della gravidanza fa crescere lo sperma introdotto,lo trasforma e.. produce
anche il latte materno !
E’sulla nutrizione, su ciò che assicura la vita nella sua primaria possibilità di esistere
di essere mantenuto in esistenza su ciò che il greco esprime con il complesso
termine del trephein nutrire ,che si concentra l’attenzione
E’ interessante notare il ruolo speculare e rovescio che la comparazione ci consente
ancora con il mondo greco , con il ruolo della trophos la nutrice centrale per la
valutazione del femminile nel sistema simbolico greco.
La nutrice nella proiezione greca “interpreta “ la madre che non ha parte nella
generazione del figlio prodotto dal padre ma è indispensabile -come nutrice -per la
sua cura ,la sua sopravvivenza 25. Ruolo che in Nuova Guinea è giudicato più
prezioso del venire in esistenza ,ed è merito maschile .Ovviamente l’esistenza ,quella
che conta , è il vivere nel mondo dei padri .
Il periodo di allattamento tra le popolazioni della Nuova Guinea è molto lungo, dura
anche tre anni.Il distacco del bambino maschio dal mondo femminile non risponde
al bisogno di separarlo dal mondo femminile ,dal momento che in realtà non esiste
un mondo femminile separato ma il mondo femminile è inglobato nel mondo
“normale” che lo contiene . Così sostiene Lewis Langness che si basa sulle
osservazioni di campo presso i Bena -Bena ( Ritual ,Power and male Dominance in
the New Guinea Highlands ,Ethos 2,1974, 182-212). Tuttavia ad un certo punto il
bambino deve entrare nella terapia maschile che lo farà diventare adulto ,cioè lo farà
veramente nascere , cioè esistere nel presente . Rispetto questo modello simbolico le
donne rimangono inerti nell’accettazione della secondarietà del loro ruolo rispetto il
figlio maschio.
A questo punto possiamo allargare il discorso .
Se si accetta l’ipotesi di un mondo femminile culturalmente separato ma
consapevole di sé , si deve affrontare il problema del consenso delle donne alla loro
totale assimilazione ad un mondo che esplicitamente le relega in una posizione
totalmente subordinata .Le donne non “acconsentono” di essere poste in posizione
secondaria ma lo accettano come dato di fatto in quanto si trovano immerse in un
sistema di valori simbolici che assegna loro questo posto Sono legate ad un sistema
di valori che costituisce il loro inevitabile “mondo culturale”. Non solo in papua
New Guinea .
La nozione di consenso è importante .
25
un riferimento è al testo di Theodora . Hadzistelliou Price KOUROTROPHOS . Cults and
Representation of the Greek Nursing Deities, Leiden 1978 che, sia pure in modo acritico,offre una
panoramica importante di modelli di figure femminili con il bambino in braccio- madri nutrienti
non necessariamente madri biologiche - presenti nella costruzione dell’immaginario .
La nozione di “consenso” è stata usata da Maurice Godelier nei suoi lavori sul
dominio maschile presso un altro gruppo papua ,i Baruya .
Le donne- secondo Godelier in questo caso acconsentono e persino aiutano la messa
in atto dei complessi rituali che permettono agli uomini Baruya di “rimettere “al
mondo simbolicamente i loro figli maschi nella totale assenza critica da parte delle
donne .
Nicole- Claude Mathieu riflette invece sulla problematicità della nozione di
consenso. Per accedere al livello del consenso sarebbe necessario eliminare “
quell’anestesia della coscienza che permette di occultare le limitazioni concrete
materiali e intellettuali imposte all’oppresso “
Questa situazione di “anestesia” si incontra sempre dove esistono situazioni
sostanziali di disuguaglianza attivamente imposta ( vedi “N.Mathieu,Quand céder
n’est pas consentir” in idem ed. L’arraisonnement des femmes .Essais en
Anthropologie des sexes ,Paris 1985). Non solo in Papua New Guinea !
La predisposizione delle reti simboliche che organizzazione i sistemi di rapporto
provoca ,come dice Pierre Bourdieu quella “violenza simbolica che si stabilisce
attraverso il meccanismo dell’adesione che il dominato non può non accordare al
dominante quando per pensarlo e per pensarsi ,o meglio per pensare la sua relazione
con lui,non dispone che degli strumenti di conoscenza che ha con lui in comune “
Si tratta della cosiddetta “scelta” che si attribuisce alle donne coinvolte in moltissime
situazioni di esplicita subordinazione nelle quali scelgono scelte fatte da altri.
L’adesione può avvenire senza il consenso che implica la presa di coscienza .
Questo è inevitabile in un mondo nel quale “la dominazione maschile si manifesta
nelle matrici delle percezioni , dei pensieri e delle azioni di tutti i membri della
società,che essendo universalmente condivisi ,si impongono a ciascuno come
trascendenti “ ( Bourdieu ,1998: 39).
L’adesione in questo caso non è neppure oggetto di apprendimento ma avviene
all’interno stesso del processo di socializzazione “involontariamente trasmesso e
involontariamente incorporato “.
Quest’ultima osservazione è di Pascale Bonnemère nel suo articolo L’anthropologie
du genre en Nouvelle -Guinée “ ,l’Homme,161/2002 pp 205-224 ) che seguiamo per
queste note.
Se è vero che il meccanismo di adesione scatta in situazioni culturali molto
omogenee e se è vero che l’”adesione” delle donne al dominio maschile è sino quasi
ad oggi presente nella stragrande maggioranza delle culture , e se è vero che anche
nei casi nei quali è in atto una presa di coscienza attiva della situazione la
consapevolezza del problema stenta a farsi strada,si potrebbe dire che il processo di
subordinazione del femminile ,ampiamente attestato in società molto diverse da
quelle papua ,è avvenuto ad un momento molto arretrato nella lunga storia delle
trasformazioni delle società umane .
E si pone quindi una riflessione contemporanea .
Per le donne “più o meno velate segno della visibilità di adesione ai
fondamentalismi cosiddetti islamici e per le donne “più o meno svelate “ segno di
visibilità di adesione ai fondamentalismi altri, si pongono necessari, anche se non
facili,i programmi di richiamo di attenzione sui ruoli di un’ adesione senza critica
Il tutto per il traguardo di una mondializzazione dei diritti della persona , inclusi i
diritti autonomi della persona femminile ,al di là delle divisioni degli ethne e dei
codificati simbolici.
Per un pianeta unito dalla condivisione di una comune oikonomia, intesa come arte
di amministrazione dell’oikos,la casa dilatata a coinvolgere il cosmo, comunque
arte inevitabilmente politica ,uso di buona politeia . Oggi urgente arte planetaria .
Ileana Chirassi Colombo