Cibo inquinato, pensieri inquinati

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Cibo inquinato, pensieri inquinati
Cibo inquinato, pensieri inquinati
Di: Franco Libero Manco
La mente: se il computer di bordo dà dati sbagliati sui percorsi da seguire e sulla meta da
raggiungere l'aereo rischia di schiantarsi contro qualche montagna. La mente è una macchina
che funziona a glucosio, che si trova principalmente nella frutta e nella verdura: ne servono
almeno 100 grammi al giorno che corrispondono a circa 500 calorie. Si può dire che una mente
è ammalata quando non pensa in modo positivo, quando concepisce pensieri offensivi o lesivi
per l'organismo che la contiene e per gli altri.
Duemila anni fa Giovenale affermava "mens sana in corpore sano", infatti quando l'individuo
gode buona salute, perché vive e si alimenta correttamente, aumenta la basicità del suo sangue
e con essa si sviluppa il suo acume, la sua intelligenza positiva, la sua saggezza, la sua
lungimiranza. Nella mento vi sono le radici della violenza umana, confermato anche
scientificamente dalla biochimica dei neurotrasmettitori. Gli alimenti, infatti, condizionano il
biochimismo cerebrale, il pensiero e quindi il comportamento delle persone. Carne e pesce
fanno aumentare i livelli dell'aminoacido tirosina e l'accumulo nel cervello dei 2
neurotrasmettitori
dopamina e adrenalina
responsabili della grinta e dell'aggressività tipica degli animali predatori.
Un eccesso proteico dovuto alla carne, oppure a cibi troppo ricchi di proteine, causa carenza di
triptofano
e
serotonina
. Il
triptofano
è presente anche nella
carne
ma il triptofano, che viene dalla carne o da cibi iperproteici, aumentano contemporaneamente
altri 2 aminoacidi, la
leucina
e la
tirosina
in misura maggiore rispetto al triptofano il quale giunge al cervello in dosi minori perché questi
impegnano i meccanismi di trasporto degli aminoacidi a discapito del triptofano che giunge al
cervello in dosi minori generando aggressività e violenza nell'individuo.
Per contro i vegetali per il loro alto contenuto di amidi e fibra favoriscono la concentrazione di
triptofano nel cervello consentendone la trasformazione in serotonina che è il neurotrasmettitore
tipico di uno stato di calma, di serenità, di socievolezza. I vegetali inducono il ritmo di base
"alfa" che caratterizza un cervello cosciente e vigile accompagnato da un senso di benessere
generale analogo allo stato di meditazione che permette all'individuo di entrare in contatto con
le realtà più profonde della sua vera natura favorendo immaginazione e creatività.
Inoltre, sotto l'aspetto bio-energetico l'alimentazione carnea abbassa le frequenze energetiche
dei chakra, l'energia diventa più densa e scorre più lentamente: le persone tendono ad essere
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più aggressive e tese, perché vengono sollecitati i chakra istintuali. L'alimentazione vegetariana
invece consente la depurazione dell'organismo che si ripercuote sui chakra che alimentano
l'aspetto mentale e spirituale: l'energia della persona diventa più armonica ed equilibrata,
aumenta la vibrazione complessiva e ci si avvicina al piano delle percezioni superiori.
Come aiutare la mente a sviluppare la sua parte positiva? Con l'abitudine a pensare in modo
positivo, allontanandosi da ogni pensiero che genera rancore, antipatia, odio, vendetta, invidia,
disprezzo, desideri sfrenati e poi meditare, fare esercizi di concentrazione, pregare, stare in
silenzio, leggere poesie, imparare a dare il giusto valore alle cose, specialmente alle più
semplici, le più piccole, le più in apparenza insignificanti.
Per dimensione spirituale si intende la sfera dei sentimenti, la sensibilità del cuore, la capacità
di condividere le altrui necessità e di immedesimarsi nelle esigenze vitali degli altri, insomma
l'amore che diviene pratica operativa. Questa parte dell'individuo si ammala o è ammalata
perché non viene coltivata, non viene aiutata a svilupparsi. Come il corpo e la mente hanno
bisogno di esercizi per mantenersi efficienti così è la dimensione emotiva e spirituale dell'uomo.
Diceva il filosofo Simon Weil: "La compassione è un miracolo più grande del camminare
sulle acque
". L'importanza dell'astinenza della carne
considerata come condizione imprescindibile per raggiungere le alte vette della spiritualità è
stata da sempre raccomandata dai grandi iniziati, mistici e santi di ogni tempo e paese. Questa
regola di vita ha radici antichissime parte dagli antichi Veda e arriva fino a noi attraverso il
pensiero di Leonardo da Vinci, Gandhi, Capitini ecc. Tale concetto viene messo in atto
dall'Induismo, da Krisna, dalla tradizione Indiana, dai Brahmani, dal Buddismo, dallo
Zoroastrismo, dal Taoismo, dallo Jainismo, anche da alcune frange dell' Ebraismo, e
successivamente anche dai santi Sufi dell'Islamismo, dagli antichi Egizi, dall'Orfismo, dai Misteri
Eleusini, dagli Oracoli Caldei, dai Pitagorici, dagli Stoici, dai Neoplatonici, da Ermete
Trismegisto, dai Padri della Chiesa cattolica d'Oriente e d'Occidente, e quindi dai primi cristiani,
da molte sette spirituali e comunità religiose al tempo di Gesù, da molti se non tutti gli Ordini
monastici cristiani; lo stesso concetto è evidente nei Vangeli apocrifi in particolare nel Vangelo
Esseno della pace, nel Vangelo dei 12 apostoli, e soprattutto nelle Pergamene del Mar Morto
rinvenute nel 1947 a Qumran una località dove visse la comunità degli Esseni, ed infine nel
pensiero dei più grandi filosofi e uomini di scienza come Euripide, Pitagora, Platone, Socrate,
Ippocrate, Cicerone, Virgilio, Seneca, Marco Aurelio, Orazio, Ovidio, Plutarco, Porfirio, Plotino,
Spinoza, Einstein, Goethe, Nietzsche, Schopenhauer, Schweitzer, , ecc.
Perché l'uomo è diventato aggressivo e insensibile? I nostri progenitori, strutturati
morfologicamente come esseri pacifici e fruttariani, privi di armi naturali offensive, nell'ultima
glaciazione Wurm III dell'era quaternaria nel periodo chiamato pleistocene, circa un milione di
anni fa, quando le foreste si trasformarono in savane, furono costretti a vivere di sciacallaggio,
cioè mangiare i resti degli animali predatori, ma col tempo impararono a cacciare e quindi ad
uccidere direttamente gli animali e a mangiare il corpo sanguinolento delle vittime. Si abituarono
alla vista del sangue e della morte violenta e la sfera "emotiva" che con l'evoluzione si stava
sviluppando subì un arresto. L'ominide aveva imparato ad uccidere e l'azione inizialmente
sporadica si ripeté ogni qualvolta vi fu la necessità di difendere il proprio pasto, la propria pozza
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di acqua, il proprio giaciglio, la propria compagna. Il danno nella sua coscienza era stato
irrimediabilmente compiuto ma a pagarne le conseguenze furono anche quelli della sua stessa
specie nei confronti dei quali era ormai capace di mettere in atto le stesse azioni violente:
l'abitudine ad uccidere aveva decretato la morte della sensibilità umana.
Come sviluppare la parte emozionale e spirituale dell'individuo? Che cosa c'è di più
importante della compassione, della pietà, delle misericordia, della condivisione? E che cosa
causa maggiormente la disumanizzazione della coscienza umana se non l'incapacità di
condividere il dolore della vittima? Se non la violenza sugli esseri più innocenti, indifesi, più
piccoli, diversi, gli animali?
Occorre eliminare dalla propria coscienza gli stadi emozionali negativi, il biasimo, la
critica disfattista, la maldicenza, il malumore, la cattiveria, l'egoismo, l'indifferenza verso
il dolore altrui (questi sono ciò che maggiormente precludono la serenità d'animo e
impediscono di raggiungere il benessere integrale) e sostituirli con la condivisione, la
tolleranza, la gratitudine, il garbo, la gentilezza, il dialogo costruttivo, la mitezz
a.
Bisogna impegnarsi a superare i propri limiti in modo da non essere condizionati dai
propri impulsi disarmonici; bisogna coltivare la virtù, avere la forza di rinunciare a ciò
che di materiale preclude lo sviluppo dei valori spirituali, dedicare più tempo ai propri
ideali, alle cause giuste dando il proprio contributo per un mondo migliore, fare in modo
che le nostre azioni o le nostre scelte non siano mai lesive per alcuno, cercando di non
fare mai lo stesso errore, essere sempre onesti e leali disposti per primi a comportarsi
nei confronti degli altri come vorremmo che gli altri si comportassero con noi: solo in
questo modo si espande la nostra coscienza, si amplia la nostra sfera morale, la
sensibilità del nostro cuore, il senso della vera giustizia.
Occorre che ognuno impari ad essere artefice del proprio destino senza più delegare ad altri la
gestione della propria salute fisica, mentale, morale e spirituale. Occorre essere consapevoli
che in ognuno vi sono gli strumenti necessari a guarire te stesso: nessuno come noi stessi
conosce le vere cause che hanno determinato la nostra malattia. Occorre essere liberi dentro
ma soprattutto imparare a valorizzare la differenza formale delle cose, osservare il
piccolo, il minuto, stupirsi della bellezza di un fiore, della perfezione di ogni essere
vivente: questo è il modo più semplice e più efficace per sviluppare la sensibilità del
cuore, il senso della condivisione, della compassione: le sole vere armi per rendere
l'uomo più sensibile e giusto e quindi capace di acquisire una coscienza universalista
che ci consente di porre le basi per un mondo migliore.
Associazione Vegetariana Animalista
via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 - 3339633050
www.vegetariani-roma.it
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