L™alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di

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L™alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di
L’alternanza scuola-lavoro
e il riordino del secondo ciclo
di istruzione
Dario Nicoli
I Regolamenti sul Riordino
Nei nuovi Regolamenti sul Riordino dei diversi
istituti secondari di II grado (Istituti tecnici, Istituti
professionali e Licei), l’Alternanza Scuola Lavoro
viene richiamata come metodo sistematico da
introdurre nella didattica curricolare e viene
declinata a seconda dei diversi indirizzi di studio,
ribadendo alcune indicazioni già contenute nella
legge n.53 del 2003 e nel decreto n.77/2005.
Istituti tecnici
I percorsi (...) si realizzano attraverso metodologie
finalizzate a sviluppare, con particolare riferimento alle
attività e agli insegnamenti di indirizzo, competenze
basate sulla didattica di laboratorio, l’analisi e la
soluzione dei problemi, il lavoro per progetti;
sono orientati alla gestione di processi in contesti
organizzati e all’uso di modelli e linguaggi specifici;
sono strutturati in modo da favorire un collegamento
organico con il mondo del lavoro e delle professioni,
compresi il volontariato ed il privato sociale. Stage,
tirocini e alternanza scuola lavoro sono strumenti
didattici per la realizzazione dei percorsi di studio.
Istituti professionali
I percorsi (...) si sviluppano soprattutto attraverso
metodologie basate su: la didattica di laboratorio, anche
per valorizzare stili di apprendimento induttivi;
l’orientamento progressivo, l’analisi e la soluzione dei
problemi relativi al settore produttivo di riferimento; il
lavoro cooperativo per progetti; la personalizzazione dei
prodotti e dei servizi attraverso l’uso delle tecnologie e
del pensiero creativo; la gestione di processi in contesti
organizzati e l’alternanza scuola lavoro.
L’area di professionalizzazione è sostituita, nelle quarte
e quinte classi, funzionanti a partire dall’anno scolastico
2010/2011, con 132 ore di attività in alternanza scuola
lavoro.
Licei
I licei stabiliscono, a partire dal secondo biennio, anche
d’intesa rispettivamente con le università, con le
istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e
coreutica e con quelle ove si realizzano i percorsi di
istruzione e formazione tecnica superiore ed i percorsi
degli istituti tecnici superiori, specifiche modalità per
l’approfondimento delle conoscenze, delle abilità e delle
competenze richieste per l’accesso ai relativi corsi di
studio e per l’inserimento nel mondo del lavoro.
L’approfondimento può essere realizzato anche
nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro di
cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, nonché
attraverso l’attivazione di moduli e di iniziative di studiolavoro per progetti, di esperienze pratiche e di tirocinio.
Ipotesi per gli Istituti tecnici (1)
Nel primo biennio occorre promuovere un
orientamento/riorientamento continuo in modo da
favorire negli allievi la più ampia conoscenza del settore
di studio scelto in relazione al mondo del lavoro e alle
materie curricolari. A tal fine è importante promuovere fin
dal primo anno esperienze legate al contesto (visite
guidate in aziende specifiche del settore, incontri con
esperti, conferenze/mostre, ecc) nonché percorsi
didattici (nell’ambito della quota dell’autonomia) formativi
e motivazionali (ad es. progetti sviluppati con la
collaborazione dei docenti d’indirizzo, nei laboratori della
specializzazione).
Ipotesi per gli Istituti tecnici (2)
Nell’ambito della disciplina “Scienze e tecnologie
applicate” possono essere anticipate gran parte delle
esperienze previste nel corso dell’attuale terzo anno,
favorendo il più possibile il rapporto con le imprese/Enti
del territorio attraverso visite, incontri, occasioni di
confronto con testimonial significativi.
Il rapporto con il mondo produttivo territoriale, anche
attraverso il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) di
Istituto, laddove è stato formalizzato, consente di avere
utili indicazioni su quali competenze debbano essere
conseguite dagli allievi.
Ipotesi per gli Istituti tecnici (3)
Gli istituti tecnici, in base all’art. 5, comma 3 punto d) del
Regolamento, possono dotarsi di un comitato tecnico
scientifico (CTS) composto da docenti e da esperti del
mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca
scientifica e tecnologica.
Il CTS costituisce un elemento che può favorire
l’innovazione dell’organizzazione degli istituti tecnici; è
un organismo con funzioni consultive e propositive per
l’organizzazione delle aree di indirizzo e l’utilizzazione
degli spazi di autonomia e flessibilità; è lo strumento per
consolidare i rapporti della scuola con il mondo del
lavoro e delle professioni e sviluppare le alleanze
formative.
Ipotesi per gli Istituti tecnici (4)
Nel II biennio l’Alternanza si dovrebbe sviluppare
attraverso una fattiva coprogettazione scuolaImpresa/Ente, volta a costruire percorsi formativi da
svolgere sia a scuola che presso le imprese (stages), al
termine dei quali saranno valutate e certificate per
ciascuno studente le competenze acquisite.
Nel quinto anno si prevede la valorizzazione di
esperienze professionalizzanti e sempre più
personalizzate, in base alle attitudini e alla preparazione
dei singoli allievi.
Ipotesi per gli Istituti professionali (1)
Per gli Istituti Professionali, l’alternanza consente di attuare una
pluralità di soluzioni didattiche per facilitare il collegamento con il
territorio e personalizzare l’apprendimento mediante l’inserimento
degli studenti in contesti operativi reali.
L’alternanza scuola lavoro rappresenta inoltre una metodologia in
grado di valorizzare le importanti esperienze svolte nel passato
nell’ambito della “Terza area”. Essa costituisce infine il naturale
supporto, oltre che per i percorsi quinquennali, per la realizzazione
di percorsi triennali finalizzati all’acquisizione delle qualifiche di
Istruzione e formazione professionale di competenza della Regione.
In base a tutte queste importanti valenze, risulta essenziale
l’elaborazione di un progetto a carattere pluriennale, distinto per
qualifica e diploma nella logica dell’integrazione e della continuità,
condiviso tra istituzioni scolastiche e organismi del sistema
economico.
Ipotesi per gli Istituti professionali con
qualifica(2)
Nel primo anno risultano utili incontri con testimoni e visite aziendali
al fine di realizzare una sorta di dossier del settore e della figura
professionale, così che gli studenti possano avere una più precisa e
concreta visione della realtà di riferimento della propria scelta del
percorso degli studi;
nel secondo anno è proponibile un inserimento in azienda nelle
modalità dell’affiancamento così che lo studente possa
comprendere la vita reale dell’organizzazione di lavoro non solo
tramite osservazione, ma anche assumendo compiti operativi
puntuali;
nel terzo anno lo studente può essere inserito in uno specifico
contesto di lavoro nel quale svolgere compiti veramente qualificanti.
Ipotesi per gli Istituti professionali
quinquennali (3)
Primo biennio: attività (incontri con testimoni, visite dirette, studi di
casi, ricerche) che consentano agli studenti di approfondire la
conoscenza del settore, le aziende, l’organizzazione ed i processi di
lavoro, le figure professionali le tecnologie utilizzate, i mercati);
Secondo biennio: attività collocate nel cuore dei processi di lavoro
(sicurezza, processi produttivi e di servizio, progettazione,
diagnostica, verifiche della qualità…) tramite affiancamento,
assunzione di compiti operativi, fino alla realizzazione di veri e
propri project work effettuati in stretto accordo con le aziende;
Quinto anno: completare il project work e nel contempo
confezionare il dossier finale unitario dell’intero percorso di
alternanza da portare all’esame come evidenza della propria
preparazione professionale.
Ipotesi per i Licei (1)
Si possono prevedere percorsi biennali, a partire dalla
seconda o terza classe, in cui il primo anno abbia valore
propedeutico ed orientativo con lezioni in aula, anche e
soprattutto con esperti esterni provenienti dal mondo del
lavoro o dalle associazioni di categoria, che abbiano
come obiettivi l'acquisizione di elementi normativi
(normativa sulla sicurezza, elementi di diritto del lavoro),
organizzativi (organizzazione aziendale, qualità),
comportamentali (educazione alla cittadinanza attiva,
gestione delle relazioni, capacità di lavorare in gruppo su
obbiettivi specifici, ecc.) o orientativi. É auspicabile che
queste lezioni in aula siano integrate con visite aziendali.
Ipotesi per i Licei (2)
Nel secondo anno, o negli anni successivi in caso di
percorsi pluriennali, l'alternanza potrà continuare
secondo le modalità indicate dalle linee guida.
Questa modalità di attuazione dei percorsi può essere
particolarmente adatta negli istituti ad indirizzo liceale,
che per tradizione e approccio culturale possono
sembrare meno direttamente coinvolti nell'attuazione di
percorsi di alternanza scuola lavoro, ma nei quali questa
può assumere un notevole valore aggiunto orientativo
soprattutto se si riesce a coinvolgere il mondo delle
professioni, dei servizi (anche d'istruzione, di ricerca, del
territorio e culturali) e delle tecnologie avanzate.
Progettazione del percorso
La progettazione del percorso di alternanza deve
prevedere le seguenti fasi:
Analisi dei bisogni formativi
Analisi delle risorse territoriali (aziende)
Analisi delle risorse
Individuazione degli obiettivi
Tempistica
Modalità organizzative
Valutazione
Monitoraggio
Competenze (1)
L’approvazione dei Regolamenti e delle Linee guida
nazionali porta ad un’importante novità anche in tema di
ASL, il cui progetto deve far riferimento alle competenze
dell’ordinamento in vigore effettivamente mobilitate dagli
studenti, prevedendo non solo quelle tecnicoprofessionali, ma anche quelle degli assi culturali e di
cittadinanza, indicando nel contempo le conoscenze e
le abilità necessarie all’espletamento dei compiti
assegnati.
Competenze (2)
È bene condividere con l’azienda l’approccio per
competenze, ponendo l’accento su prodotti, processi e
linguaggio, in modo che emergano nel corso
dell’esperienza le evidenze sulla base delle quali poter
procedere nella valutazione di padronanza da parte di
ogni singolo allievo.
La personalizzazione non deve necessariamente
prevedere progetti distinti individualmente, ma la
variazione del set di competenze, conoscenze ed abilità
messe in atto.
Valutazione (1)
Nei percorsi di Alternanza/IFS è importante verificare:
il rispetto del percorso formativo individuale concordato
con i tutor esterni
il grado di possesso delle competenze acquisite (in base
agli obiettivi concordati del percorso formativo)
lo sviluppo, il consolidamento, il potenziamento delle
competenze relazionali e cognitive rispetto alla fase
d’aula ed alle esperienze maturate in azienda.
le competenze acquisite e la ricaduta sul “gruppo classe”
dell’esperienza condotta in ambiente lavorativo.
l’autovalutazione dell’allievo.
Valutazione (2)
Al fine di attuare le suddette fasi di verifica e
valutazione si suggerisce di utilizzare i seguenti
strumenti:
Griglie di valutazione
“Diario di bordo”
Prova interdisciplinare
Relazione finale individuale.