Le Operazioni - Marina Militare

Commenti

Transcript

Le Operazioni - Marina Militare
Marina
NOTIZIARIO DELLA
Anno LVII - n. 12 dicembre 2010
La portaerei Cavour a Tolone
e per la prima volta a Taranto
Le celebrazioni in onore
di Santa Barbara
Ci n qu an t ’a n ni f a...
Dicembre 1960
Messaggio augurale del Capo
L’Ammiraglio Bruno Branciforte, Capo di Stato Maggiore della Marina,
in occasione delle festività natalizie, ha voluto rivolgere un pensiero a
tutta la “famiglia marinara”
I
n occasione del Santo
Natale e delle festivita`
di fine anno, desidero far
giungere i miei più fervidi auguri a tutti gli Ufficiali, Sottufficiali e i Marinai, di tutti i gradi
e di tutti i corpi, a tutto il personale civile, a tutti coloro
che non sono più in servizio,
alle rappresentanze ed alle
associazioni ed a quanti supportano con passione la Marina, contribuendo alla diffusione dei valori e della cultura
della forza armata, alle nostre
famiglie.
La fine di un anno rappresenta sempre l`occasione favorevole per un momento di riflessione, per tirare le somme su
ciò che è stato fatto e per formulare i proponimenti per il futuro. Il 2010 è stato un anno intenso e delicato della vita
della nostra nazione; caratterizzato da una crisi economica
che ha comportato significative contrazioni finanziarie e
conseguenti revisioni nelle assegnazioni delle risorse, dettate dall`esigenza di contenere
la spesa pubblica. Ciò ha imposto un adeguamento della
strategia per salvaguardare e
preservare le essenziali capacità operative della Squadra
Navale, concentrandosi su
quelle destinate all`assolvimento dei compiti istituzionali
e degli impegni internazionali
assunti. A fronte di un quadro
così complesso, quello che sta
per concludersi, è stato un an-
no ricco di impegni e prodigo
di successi nel settore operativo ed in quello della cooperazione internazionale, degli allestimenti, del supporto tecnico, logistico ed amministrativo, della formazione.
Dal punto di vista operativo,
la Squadra Navale ha operato con l`atteso e confermato
spirito di sacrificio che, unitamente all`alto senso del dovere che ha guidato l`operato di
tutti gli uomini e le donne che
compongono la nostra forza
armata, ha consentito al paese non solo di onorare tutti gli
impegni assunti, ma di guadagnarsi consenso e credibilità
internazionali.
Prova ne sono le costanti attività di sorveglianza degli spazi
marittimi, la partecipazione alle operazioni di antipirateria e
anti immigrazione clandestina, quella ai vari dispositivi
delle organizzazioni internazionali cui il paese aderisce, le
missioni di soccorso a popolazioni in difficoltà, condotte
con una capacità di relazionarsi con gli altri improntata
alla generosità e che costituiscono fondamentali conferme
della validità degli strumenti di
cui la forza armata si è dotata.
Se alcune di tali attività si sono
ormai concluse, lo stesso spirito di sacrificio, abnegazione e
solidarietà continua ad animare il personale che resta
impiegato lontano dall`Italia,
1
in Medio Oriente, nei Balcani,
nelle acque del Mediterraneo, nel Mar Rosso, in Afghanistan e in Iraq.
A loro, che trascorreranno le
festività lontani dai loro cari
nei vari teatri operativi,
all`estero o in patria, per mare
o per terra, rivolgo un augurio
speciale di stima, apprezza-
mento e vicinanza spirituale.
Anche nel settore della cooperazione internazionale, numerosi sono stati i successi e i
traguardi raggiunti che, con
soddisfazione, hanno comportato riflessi a livello diplomatico e politico.
L`ottava edizione del Regional
Seapower Simposio di Venezia
ha rappresentato un successo
dal punto di vista di partecipazione e contenuti e, con la
firma del trans-regional maritime network, la federazione di
sistemi per il controllo del traffico marittimo che oggi coinvolge i sistemi impiegati da
Brasile, Singapore, Ucraina e
presto India, ha gettato le basi per consolidare e rafforzare
il ruolo assunto dalle marine
nel settore della maritime security.
In tale attività preziosa è stata
la quotidiana interazione con
le Capitanerie di Porto che,
nell`ambito dei loro compiti
civili svolti sotto l`egida del Ministero dei Trasporti, già gestiscono una serie di sistemi di
sorveglianza del traffico mercantile per la sicurezza della
navigazione e dell`ambiente.
Intensa e` stata anche l`attività condotta dagli organi
centrali nel settore della riorganizzazione dell`area tecnico amministrativa ed in quella
della valorizzazione e riqualificazione del patrimonio logistico ed infrastrutturale della
Marina.
Importanti sono state le azioni
e gli sforzi volte all`individuazione delle linee di razionalizzazione del parco infrastrutturale al fine di meglio preservare le capacità operative di
supporto allo strumento aeronavale.
Al contempo è proseguito
con determinazione il programma per la ristrutturazione
e il rilancio dell`efficienza degli arsenali e degli stabilimenti
di lavoro, elementi considerati
parti integranti della struttura
di forza armata e fondamentali per l`efficienza e l`operatività dello strumento marittimo.
Per quanto attiene al personale, quotidiano è stato l`impegno per fronteggiare la
problematica della cronica
carenza alloggiativa con l`approvazione di modifiche alle
normative vigenti, unitamen-
te ad altre iniziative volte a
migliorare la condizione del
personale.
Fra queste, particolare soddisfazione ha comportato l`approvazione del provvedimento legislativo in materia dei lavori usuranti.
A tale importante risultato si è
giunti con rapidità e con
un`intensa opera di mediazione con i vari soggetti istituzionali e con il Cocer Marina.
Il futuro ci riserva nuove sfide,
derivanti dai rapidi spostamenti dei centri di gravità
connessi ai profondi cambiamenti del quadro strategico
internazionale ancora in atto.
Sfide che discendono anche
dall`accresciuto ruolo delle
marine in ambito nazionale ed
internazionale.
Le minacce alla sicurezza che
il paese e la forza armata dovranno fronteggiare provengono oggi essenzialmente dal
terrorismo, dalle armi di distruzione di massa e dalle aree di
crisi.
Consapevoli della missione assegnata, il programma di ammodernamento e adeguamento dello strumento marittimo procede con lungimiranza
e assiduo lavoro degli organi
operativi e tecnici della forza
armata.
Chiara è l`esigenza di uno
strumento che sia pronto a essere proiettato in teatro rapidamente e per qualunque tipologia di missione, ma le cui
forze, quando non impegnate, siano idonee a svolgere in
patria attività in altri settori,
talvolta non militari.
Mi riferisco ai settori della protezione civile, dell`ambiente,
dell`idrografia, della ricerca
subacquea, del soccorso.
Diuturna è l`attività di coloro
che sono consapevoli che la
peculiarità della forza armata
non si limita agli aspetti di carattere operativo ma che le
scelte di sviluppo dello stru-
2
mento devono essere innovative.
Assiduo, pertanto, è l`impegno di tutti coloro impegnati
nella ricerca e applicazione di
soluzioni tecnologiche dal
connotato “dual use” che
comportino grande valore aggiunto e garanzia per il contribuente che vedrà un`ottimizzazione delle risorse della Difesa e della Marina con un frequente utilizzo per attività di
pubblica utilità ed a supporto
di tutti i dicasteri o enti che ne
avessero la necessità.
In quest`attività di apertura al
civile, il mio ringraziamento
giunga anche all`Associazione Marinai d`Italia che, grazie
alla sua capillarità territoriale
e allo spirito di corpo, ci aiuta
ad essere presenti ovunque
nella nostra identità e fierezza.
La Marina punta sulla tecnologia e sulla qualità, con l`attenzione rivolta alla più grande e importante risorsa di cui
dispone: il personale, che costituisce la grande “famiglia
marinara”.
Tutti i risultati raggiunti e quelli
che con il cuore oltre l`ostacolo saremo in grado di traguardare nel prossimo futuro
sono merito di ciascuno di voi
che, ognuno al proprio livello
ma tutti con indiscusso, incondizionato e meritorio impegno, siete risultati protagonisti
ed artefici.
A tutti voi giungano pertanto i
sentimenti del mio piu` profondo compiacimento per quanto fatto unitamente all`augurio per un Sereno Natale e per
un 2011 foriero di soddisfazioni
personali e professionali sempre maggiori.
Viva la Marina Militare.
Viva l`Italia.
Il Capo di Stato Maggiore
della Marina Militare,
Ammiraglio di Squadra
Bruno Branciforte
Editoriale
Da molti anni si parla di razionalizzazione dell’editoria militare, sempre più colpita dalla crisi
dell’intero comparto editoriale nazionale.
Le difficoltà economiche in cui si dibatte la Difesa, hanno, infatti, imposto al Ministero di procedere ad una razionalizzazione delle riviste militari da pubblicare in forma cartacea riducendole ad una per ogni Forza Armata.
In tale prospettiva la Marina, seppur in maniera
molto sofferta, ha deciso di mantenere nella veste attuale la rivista più “anziana”, la Rivista Marittima (mensile della Marina Militare dal 1868).
Il Notiziario della Marina, che dal 1954 dà voce
a tutta la “famiglia marinara”, continuerà comunque a testimoniare il quotidiano impegno dei nostri uomini e delle nostre donne nei mari di tutto
il mondo per la salvaguardia degli interessi nazionali e il mantenimento della stabilità internazionale.
Attraverso il sito www.marina.difesa.it opportunamente riconfigurato per un accesso diretto al
Notiziario, potrete continuare a seguirci come
sempre. Noi continueremo, con il vostro aiuto e
le vostre collaborazioni, a fornire il massimo impegno per offrirvi il migliore prodotto possibile.
Contestualmente, spenderemo ogni possibile
sforzo affinché questa soluzione sia solamente
temporanea, sperando
di ritornare presto
nelle vostre case.
3
NOTIZIARIO DELLA MARINA
dicembre 2010
Anno LVII - n° 12
Periodico della Marina Militare
fondato nel 1954
Iscrizione Tribunale di Roma
n. 396/1985 del 8 agosto1985
Direttore Responsabile
Contrammiraglio Antonino PARISI
Vice Direttore
Capo Redattore
Funzionario Tecn. Antonio COSENTINO
La portaerei Cavour
Cinquant’anni fa
Nuovo portale
della Marina
Redazione
Tenente di Vascello Carmela BOMMINO
Capo 1ª cl. Oberdan SGARAMELLA
Sottocapo 1ª cl. Marcello GINESTRA
Direzione e Redazione
MARINA MILITARE
Ufficio per la Comunicazione
Redazione del “Notiziario della Marina”
Piazzale della Marina, 4 - 00196 Roma
Tel. 06/36805556 - Fax 06/36806318
[email protected]
Messaggio augurale del Capo
1
Editoriale
3
Sommario
4
Santa Barbara
5
NORME PER LA COLLABORAZIONE
Il Notiziario è organo di informazione interna e
la collaborazione è aperta a tutti.
Gli elaborati, inediti ed esenti da vincoli editoriali, investono la diretta responsabilità dell’autore, rispecchiandone le idee personali.
Gli articoli (minimo una cartella pari a 1.800
battute) dovranno pervenire all’indirizzo di
posta elettronica sopra citato oppure, potranno essere consegnati a mano presso gli Uffici
della Redazione, entro e non oltre 10 giorni
dall’evento, corredati di foto (in formato tif o
jpg, con dimensione minima 18x13 cm e con
definizione pari a 300 dpi/pollice) e didascalie.
Gli elaborati dovranno essere redatti evitando
l’uso di acronimi e, se del caso, vanno esplicitati in maniera chiara, precisa ed esauriente.
L’accoglimento degli articoli o di proposte di
collaborazione, non impegnano il Notiziario
alla pubblicazione nè alla retribuzione.
Gli stessi non verranno restituiti, mentre foto e
disegni saranno a disposizione per l’eventuale
ritiro presso la Redazione per sei mesi. Dal
momento della retribuzione l’autore cede
ogni diritto di esclusività d’utilizzo al Notiziario.
La Direzione si riserva il diritto di dare all’articolo
l’impostazione e i tagli ritenuti più opportuni.
Al fine della corresponsione del compenso di
collaborazione, è indispensabile che il collaboratore rediga una dichiarazione firmata in
calce contenente: Grado/Titolo, Cognome e
Nome, luogo e data di nascita, codice fiscale,
aliquota IRPEF massima applicata (deducibile
dalla busta paga/stipendio), residenza (indirizzo, n° civico, CAP, località, provincia), recapito
telefonico, domicilio ove inviare il compenso o
eventuali estremi bancari (Banca, IBAN) per
l’accredito. Nessuna parte dei testi e delle illustrazioni può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’editore.
L’attività della portaerei Cavour
15
Emerald Move
di Marianna Improta
18
Le pantere tornano a ruggire
in Africa
di Massimiliano Cè
20
Diving ... in a sea of english!
di Alberto Milan
32
Cento anni ma non li dimostra
33
Corso informativo di Diritto
Internazionale Umanitario
di Cesare Ceccaroni
34
Insieme per il sociale
di Valentina Vella
36
E’ Natale
38
Terzo raduno degli equipaggi di
nave Ardito
di Alfonso Zampaglione
40
Consegnato alla Marina un Iveco
Irisbus personalizzato
42
43
Il sommergibile Todaro in missione
Active Endeavour
di Gianluca Marilli
21
Debutta al Motor Show il Centro
Mobile Informativo della Marina
Bonificato il porto di Ravenna
di Tommaso De Rossi
22
Le operazioni
24
Innovazioni e interventi in materia
pensionistica nel pubblico impiego
di Patrizia D’Attanasio
44
Gli impegni del Capo di Stato
Maggiore
26
Notizie Flash
VIII Regional Seapower Symposium
27
di Gianfranco Annunziata
Segnalazioni di cambio indirizzo dovranno pervenire via e-mail o fax ai recapiti della Redazione.
Fotolito, Stampa e Distribuzione
Società Editrice IMAGO MEDIA
81010 Dragoni (Caserta)
Tel/Fax +0039 0823 866710
www.imagomedia.it
Chiuso in Redazione il 29 dicembre 2010
La Portaerei Cavour
a Taranto
Congresso ipertensione
di Vincenzo Mascellaro
4
31
47
AVVISO AI LETTORI
Lo scorso ottobre sono entrati in vigore il
Codice ed il T.U. dell’Ordinamento Militare che sono tutt’ora in corso di revisione. Le versioni finali saranno pronte presumibilmente nella prossima primavera.
In attesa di questo aggiornamento, l’Edizione 2011 del Taccuino della Marina
non verrà stampata. Ultimata la fase di
revisione si prevede la distribuzione interna del solo DVD Leggi e Normative. Il
Taccuino della Marina edizione 2012
sarà regolarmente distribuito con nuova
veste grafica che ne consentirà anche
la vendita esterna.
sommario
Capitano di Fregata Leonardo MERLINI
Santa Barbara
O santa eroina,
che amando generosamente il Signore
riusciste vincitrice nella lotta mossavi del padre idolatra,
dal mondo seduttore e da un giudice crudele,
ci ottenete dal Dio degli eserciti
di potere usare costantemente delle nostre energie
per il bene supremo dell’anima,
a ciò che regolati gli affetti nostri
concorriamo alla grandezza della Patria.
S
dagli artiglieri nell’assedio di Firenze
(1529), venne proclamata da papa
Pio XII, con Breve
Pontificio del 1951,
Santa Patrona degli
Artiglieri, Genieri, Marinai, Vigili del Fuoco
e di quanti svolgano
professioni a contatto con il fuoco.
La tradizione invoca
Barbara contro i fulmini, il fuoco e la
morte improvvisa.
La compenetrazione
tra leggenda e momenti di vita mistica
spiega le ragioni per
cui subito dopo l'invenzione della polvere da sparo ciascun magazzino di
munizioni, in particolare sulle navi da
guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, vogliano
affisso sulle pareti
un'immagine della
santa "perché siano
preservati dal fuoco
e dai fulmini celesti i
depositi delle polveri
che si chiamano appunto Santabarbara".
anta Barbara
martire nacque
a Nicomedia
nel III secolo e precisamente nel 217 d.C..
Figlia di un nobile e
ambizioso cortigiano
assertore del paganesimo si convertì al
cristianesimo e scelse
una vita umile al servizio di Dio, rifiutando
quella di corte.
Il padre, preoccupato per la sua posizione presso l’imperatore Massimiano, infierì
in vari modi sulla figlia
per piegarne la volontà, ma, non ottenendo risultati, finì col
denunciarla. Sottoposta a torture fu poi
condannata al rogo.
Però, poiché le fiamme si spegnevano al
contatto con il suo
corpo, fu decapitata
dallo stesso padre, incenerito poi da un
fulmine nonostante il
cielo sereno.
Le reliquie, trasportate a Roma e poi a
Piacenza, sono oggi
conservate
nella
Chiesa di San Marino
di Burano.
Già venerata da secoli dai cannonieri e
red. n
5
La patrona della Marina Militare
Il quattro dicembre ricorre la festività di Santa Barbara patrona della
Marina. Numerosi sono stati anche quest’anno gli avvenimenti organizzati per l’occasione sia a livello centrale che periferico.
ROMA
Il concerto
all’Auditorium
I
l primo dicembre, nella
Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della
Musica, ha avuto luogo il tradizionale concerto della Banda
Musicale della Marina diretta
dal Maestro, Capitano di Fregata, Antonio Barbagallo. Anche quest’anno l’evento è stato presentato, a titolo gratuito,
dal professore Michele Mirabella che ha superbamente intrattenuto i presenti nel corso
del lungo spettacolo che è
stato trasmesso in diretta televisiva da Rainews e in differita
radiofonica da Radio Rai Web.
Oltre ai brani presentati
dalla Banda, sempre più a
livelli di eccellenza per
quanto riguarda il repertorio bandistico mondiale,
sono andati in scena filmati
storici ed attuali; alcuni testimonial intervistati da Mirabella hanno condiviso
con il pubblico le proprie
emozioni ed esperienze.
Sulle note di “Và pensiero
sull’ali dorate” tratto dal
“Nabucco” di Giuseppe
Verdi è stato sincronizzato
un video su “Formazione e
Naval Diplomacy”. Il 2011
sarà un anno particolarmente significativo per la
Marina con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e
contemporaneanmente
della nascita della Regia
Marina dalla fusione delle marine preunitarie. Inoltre, saremo
chiamati a festeggiare i 130
anni dell’Accademia Navale
di Livorno e gli 80 anni del veliero più bello del mondo, l’Amerigo Vespucci. Sono stati invitati a commentare il video
l’Ammiraglio di Squadra Cristiano Bettini, Capo Ufficio Generale del Personale e Ispettore delle Scuole della Marina e
l’ambasciatore Stefano Ronca, capo del cerimoniale diplomatico della repubblica
che ha iniziato la sua formazione presso l’allora Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia. Entrambi hanno testimoniato la valenza della fomazione che la Marina fornisce ai futuri ufficiali e la necessità che
la stessa sia sempre attuale e
adattata al quadro strategico
in atto.
Sulle note di “Cerimonial Fanfare” di James Curnow è stato
poi il momento del video sulle
“Costruzioni Navali”. La Marina
da sempre rivolge la massima
attenzione all’ammoder namento dello strumento aeronavale adattandolo e conformandolo alle esigenze marittime della nazione.
Al termine della prima parte
dello spettacolo è stato reso
un tributo agli atleti di livello internazionale della Marina che
nel corso del 2010 si sono particolarmente contraddistinti non
solo nelle specialità nautiche.
Sono così saliti sul palco a ricevere un caloroso applauso da
parte di tutti i presenti: Giulia
Conti, Giovanna Micol e Laura
Linares per la vela; Elania Nardelli per il tiro a segno; Franco
Sancassani, Luigi Scala, Pietro
Ruta, Enrica Marasca e Sa-
Michele Mirabella sul palco insieme
all’Ammiraglio Branciforte.
6
mantha Molina per il canottaggio; Mariano Bifano per la
canoa; Luca Ferretti per il nuoto. Insieme agli atleti della Marina è salito sul palco il velista
di fama mondiale Andrea Mura che ha recentemente vinto
con il patrocinio della nostra
Forza Ar mata, la Route du
Rhum, regata transatlantica in
solitaria che si tiene ogni quattro anni con partenza da Saint
Malo in Francia e arrivo a
Point-à-Pitre in Guadalupa.
Dopo l’intervallo è andato in
scena il momento più significativo dell’intera serata.
Sulle note di “Oblivion” di Astor
Piazzolla, è stato
proiettato il video “Il mare unisce” dedicato
all’impegno della nostra portaerei Cavuor nell’operazione
White Crane di
soccorso alla
popolazione di
Haiti colpita lo
scorso gennaio
dal terribile terremoto. Sono
saliti sul palco a
ricordare quei momenti e a
fornire l’attuale quadro della
situazione sull’isola caraibica:
Mariavittoria Rava presidente
della Fondazione Francesca
Rava - NPH Italia Onlus, impegnata attivamente ad Haiti; la
cantante Paola Turci e Andrea Pellizzari delle Iene, entrambi testimonial della Fondazione Rava; il Capitano di Vascello Gianluigi Reversi comandante del Cavour durante l’operazione. Tutti gli intervenuti
hanno commosso gli spettatori
con i loro racconti ed hanno
chiesto ulteriori aiuti per la sfortunata popolazione di Haiti
che oltre alla distruzione derivata dal sisma è chiamata oggi a fronteggiare una massiccia epidemia di colera. Nell’occasione è stato proiettato il
video “Mr. Brown is back in
town” realizzato da Andrea
Pellizzari per la raccolta fondi a
favore dei bambini di Haiti.
Dopo le magnifiche esecuzioni
di “T-Bone concerto - Medium”
di Johan De Meij e “Summertime” di George Gershwin con i
quali la Banda della Marina si
è confermata uno dei migliori
complessi bandistici mondiali,
sulle note di “1492 la conquista
del paradiso” di Vangelis è stato proiettato il video “La stabilità internazionale e la tutela
degli interessi nazionali”. La
Marina è sempre più impegnata in ogni angolo del globo a
favore della stabilità internazionale e per la salvaguardia
degli interessi nazionali; testimonial di questa importante
attività sono stati il Dottor Stefano Messina Vice Presidente
della Confederazione Italiana
Armatori (CONFITARMA) ed il
Capitano di Fregata Massimiliano Giachino ex-comandante della fregata Scirocco im-
Da sinistra: il maestro Barbagallo, il comandante Reversi,
Paola Turci, Mariavittoria Rava,
Michele Mirabella e Andrea Pellizzari.
pegnata nelle operazioni di
contrasto contro il redivivo fenomeno della pirateria. Entrambi hanno testimoniato l’intenso ed oneroso lavoro che
quotidianamente le navi della
Marina svolgono a favore della
marineria italiana nelle acque
di tutto il mondo.
Dopo il bis richiesto a gran voce dal pubblico concretizzato
con una divertente interpretazione di “Mondo glissando” di
Mike Hannickel, il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Bruno Branciforte, ha
rivolto un saluto alla platea ricordando in particolar modo
tutti i “marinai” impegnati nelle
varie operazioni in cui è coinvolta la Marina dall’Oceano
Indiano all’Oceano Atlantico,
dal Mediterraneo all’Afghani-
Da sinistra: l’Ambasciatore Ronca,
Michele Mirabella e l’Ammiraglio Bettini.
stan, dall’Iraq al Libano e al
Kosovo. Il Ministro della Difesa,
on. avv. Ignazio La Russa, inter-
Gli atleti della Marina.
8
venuto al concerto ha di seguito voluto inviare un indirizzo
di saluto a tutta la famiglia
marinara. Lo spettacolo, come
da consuetudine, è terminato
sulle note della “Ritirata” di
Tommaso Mario, marcia eseguita in passato la sera nelle
basi di La Spezia e Taranto per
il rientro dei marinai dalla franchigia.
red. n
ROMA
La S.S. Messa nella
basilica di San
Giovanni in Laterano
A
La Spezia, a Venezia o
ad Ancona, a Napoli, a
Taranto, a Cagliari, ad
Augusta o a Roma, a bordo di
una nave o in una caserma in
Italia o all’estero, ovunque c'è
una famiglia marinara; ogni anno quando sul calendario dei
santi è il 4 dicembre, si festeggia santa Barbara patrona della Marina.
A Roma la solenne messa in
onore della santa martire si è
celebrata nella basilica di san
Giovanni in Laterano. La mattina del 3 dicembre le colossali
statue di Cristo e dei Santi sopra la facciata della basilica
accolgono un’onda di marinai.
Sul sacrario il picchetto militare
rende gli onori alle autorità partecipi, e il nocchiere soffia nel
suo fischietto.
Bandiere e vessilli rubano la
scena al maestoso soffitto, ornato e colorito, e al bellissimo
mosaico del pavimento. Il blu
marina delle divise ben si accosta al tripudio di luci e colori
che si scorgono nelle cinque
navate della chiesa. La sacra
musica intonata dalla banda
della Marina s’innalza nobile insieme ai fumi dell’incenso.
L'arcivescovo Ordinario militare
per l'Italia, mons. Vincenzo Pelvi, officia la celebrazione eucaristica, e nell’omelia si rivolge
alla Marina Militare affettuosamente come a una “famiglia
del mare, eccellente ambasciatrice della cultura, della sicurezza e solidarietà” che sempre è partecipe, ieri come oggi, “per il mantenimento della
pace e per il rispetto dei diritti
umani”; una Marina come
“sentinella del mattino e custode della notte”.
Il giorno di santa Barbara è una
festa che si avverte da ogni
sguardo, da ogni stretta di mano, da ogni abbraccio tra
compagni d'armi.
Nel giorno di santa Barbara
spesso c’è il sole. A lei nel culto
popolare è uso rivolgersi recitando la preghiera: "Santa Barbara Benedetta, liberaci dal
tuono e dalla saetta". A lei è affidato il luogo delle navi da
guerra in cui si custodiscono le
polveri e le armi, come a esorcizzare che nessun fulmine a
ciel sereno incenerisca un marinaio; punizione, invece, subita
dal padre della Santa mentre
tornava a casa con tra la mano la spada che aveva decapitato Barbara ancora insanguinata.
Costantino Fantasia n
LIVORNO
Il giuramento degli
allievi ufficiali
D
opo una prima parte di
mattina dominata da
freddo, vento e pioggia,
il sole illumina il piazzale dell’Accademia Navale di Livorno
da cui si erge maestoso il brigantino, ed inizia a scaldare i
cuori degli allievi e degli ospiti
intervenuti alla cerimonia. La
brigata allievi fiera entra in
piazzale, marziale e orgogliosa
come sempre. Quest’anno c’è
una novità, il vecchio moschetto automatico beretta (MAB)
che ha accompagnato in piazzale decine e decine di generazioni, è stato sostituito dal più
nuovo AR 70; i movimenti, le sequenze e le pose sono diverse,
ma sempre eseguite con la
massima precisione. 125 allievi
della prima classe stanno per
giurare solennemente fedeltà
alla Repubblica Italiana. L’Ammiraglio di Divisione Pierluigi Rosati, Comandante l’Accademia Navale, richiama gli allievi
sull’importanza suprema, sul valore e sul significato dell’atto
che stanno per compiere; “non
è un puro atto formale, ma una
promessa puntuale ed individuale di fedeltà alla patria, di
servizio verso la nazione, di dedizione al dovere, da compiere
senza alcuna riserva e senza limiti”. Poi alle 11:38 arriva vigoroso, forte, orgoglioso l’urlo “LO
GIURO” seguito dalle note cantate dell’Inno di Mameli.
Spettacolo che si rinnova ogni
anno, ma che riesce sempre a
regalare forti emozioni sia ai
giovani, sia ai meno giovani
che in quell’istante ripercorrono nella mente le tappe della
propria vita.
Sia il Generale Camporini, Capo di Stato Maggiore della Difesa, sia l’Ammiraglio Branciforte, Capo di Stato Maggiore
della Marina, presenti alla cerimonia hanno sottolineato il mu-
tato ruolo delle nostre forze armate sempre più spesso impegnate sia all’estero in missioni di
pace internazionali, sia in territorio italiano a fianco della protezione civile e di altre strutture
istituzionali. Il Ministro della Difesa, on. avv. Ignazio La Russa,
massima autorità presente, nel
suo intervento ha voluto sottolineare come i giovani che oggi
scelgono la carriera militare sono un “esempio”, una delle
“eccellenze” dell’Italia. “Quì
c’è l’orgoglio di appartenere a
un paese capace di generare
una gioventù come questa;
come sarebbe bello se oggi
tutto il paese potesse vedere
ed apprezzare il giuramento di
questi ragazzi che dedicano la
loro vita al servizio del paese,
condividere la stessa ansia di
dover, abnegazione e impegno”.
La cerimonia si è conclusa con
il tradizionale defilamento della
brigata allievi sul viale dei pini.
Al termine abbiamo incontrato
l’Ammiraglio Rosati ed il capocorso della prima classe, allievo
Boffo, ai quali abbiamo rivolto
alcune domande.
Ammiraglio Rosati, il 6 novembre 1881, dalla fusione delle
Scuole della Marina di Genova
e di Napoli, nasceva l’Accademia Navale di Livorno. Nei suoi
quasi 130 anni di vita ha formato migliaia di Ufficiali educandoli alla disciplina ed al culto
della Patria e dell’Onore. Cosa
rappresenta oggi l’Accademia
Navale di Livorno?
L’Accademia Navale, prestigiosa e riconosciuta anche a livello internazionale Università
del mare, è un
Istituto di formazione all’avanguardia che, legata alle tradizioni della Nostra
Marina, di cui è
gelosa custode,
è costantemente proiettata in
avanti, riuscendo però a conci-
liare il passato con il presente e
soprattutto con il futuro. Qui
vengono formati i futuri vertici
della F.A.; Ufficiali, motivati ed
istruiti nel solco della tradizione,
formati anche attraverso innovativi sistemi di formazione culturale, militare, professionale e
sportiva e seguiti da oltre 200
docenti, con il concorso di attrezzature adeguate, che domani saranno chiamati ad assumersi le responsabilità che
competono ai leader. Il periodo accademico è un tirocinio
al dovere, alla responsabilità, al
servizio. È una scelta di vita che
guarda con fiducia e maturità
al futuro.
Nel suo intervento il Ministro La
Russa ha voluto sottolineare
che “qui in Accademia c’è il
fiore dei ragazzi, la migliore
gioventù d’Italia”. Secondo lei
Ammiraglio, perché un giovane dovrebbe scegliere proprio
l’Accademia Navale di Livorno?
I motivi che possono indurre un
ragazzo a venire in Accademia
possono essere molteplici e variegati. Alla base di tutto comunque ci deve essere il desiderio di voler abbracciare una
professione molto particolare
come quella dell’Ufficiale di
Marina, affrontando e superando anche molti sacrifici, ma ricevendo in cambio soddisfazioni non misurabili. Il sistema di
valori, che devono essere le solide basi su cui costruire la professione, sintetizzati dal “Patria
e Onore”, riportato sotto la torre dell’orologio nel piazzale degli Allievi, non devono essere
vissuti come imposti ma condivisi e praticati, fondati sullo spirito di servizio alla comunità nazionale e sul senso etico della
condizione militare. Chi viene in
Accademia deve porsi sempre
in discussione ed affrontare le
varie problematiche con determinazione e responsabilità, per
raggiungere l’obiettivo di divenire un Ufficiale di Marina, un
“Capo” di uomini, che debbono vedere in lui un sicuro punto
di riferimento, l’ancora a cui affidarsi sempre.
Allievo Bozzo, i Capi di Stato
Maggiore della Marina e della
Difesa, nei loro discorsi hanno sottolineato come vi
attenda una vita
piena di sacrificio
e di dedizione alle Istituzioni. Perché, per il suo futuro, ha scelto
proprio l’Accademia Navale e la
carriera di Ufficiale della Marina?
Questa domanda
mi è stata rivolta
molteplici volte
da parenti, amici
e superiori e devo
dire che tutte le
volte è difficile
esprimere a parole ciò che mi ha
portato a questa scelta.
Devo dire che questa decisione è maturata dentro me con
molta naturalezza e gradualità.
Sono nato in un piccolo paese
della riviera ligure arroccato sul
mare e fin da bambino mi è
stato insegnato ad amarlo e rispettarlo da mio padre e da
mio nonno. Poi dieci anni fa
mio fratello decise di entrare in
Accademia Navale e lì per la
prima volta mi sono avvicinato
a questo mondo rimanendone
colpito e attratto allo stesso
tempo. Infine a Gennaio dell’
anno scorso ho voluto provare
ad” imbarcarmi” in questa avventura e sono riuscito a vincere il concorso.
Ho scelto l’ Accademia Navale
perché sono convinto che sia
un Istituto in cui sono ancora
presenti quei valori assoluti per
cui è giusto combattere nella
nostra vita, dove la meritocrazia è ancora la parola d’ordine
e dove è possibile unire il mio
amore per la nostra patria all’
amore per il mare. So che questa è una scelta orientata ad
una vita di sacrificio e di dedizione al servizio, ma so anche
che essa mi consentirà di conseguire appieno le soddisfazioni derivanti da un lavoro al servizio della nostra Nazione e
della collettività. Una scelta
che mi permetterà di dire un
giorno, guardandomi indietro,
che ne è valsa la pena e che
ho reso la mia vita piena di significato.
Nell’era della globalizzazione
cosa rappresenta per lei il motto, che domina maestoso il
Piazzale dell’Accademia, “Patria e Onore”?
Come è stato ricordato dall’
Ammiraglio Comandate l’Accademia Navale è un Istituto di
formazione proiettato al futuro,
lungimirante e che cerca di
modernizzarsi ed adattarsi ai
cambiamenti per creare professionisti e militari ben integrati
nel contesto attuale; tutto questo però nel rispetto e osservanza delle sue ormai secolari tradizioni che ne sono la spina
dorsale, ma anche la chiave
del suo successo.
Secondo me le parole “Patria e
Onore” per tutte le persone appartenenti alla nostra Forza Armata non sono solo espressioni
altisonanti e di facciata, bensì
sono un modello, un esempio,
uno stile di vita al quale tutti noi
ambiamo in questo prestigioso
Istituto. Esse hanno trasmesso e
continuano a trasmettere ai
giovani di ogni tempo valori ed
ideali fondanti di una identità
umana responsabile, matura e
coraggiosa.
E se la società, la globalizzazione ed il dilagante relativismo
sembrano sminuire l’ importanza di questi valori, sono più che
mai convinto che queste due
parole rappresentino il vero spirito della nostra Accademia, e
che siano impresse a fuoco nei
cuori di tutti coloro che ogni
giorno, transitando in piazzale,
hanno l’onore di poterle leggere per ricordare a se stessi il proprio ruolo ed il motivo per cui si
è intrapresa questa strada.
Una nuova generazione di ufficieli di marina anche quest’anno ha lasciato gli ormeggi per
affrontare la navigazione di
una lunga ed avventurosa carriera.
MONS - BELGIO
A
anche a molti chilometri di distanza dai confini nazionali, il popolo della Marina festeggia con devozione la sua Patrona. Il 6 dicembre, si sono infatti
svolte a Shape (Belgio) le celebrazioni di Santa Barbara,
alle quali hanno preso parte, oltre al personale italiano
della Marina al gran completo anche Ufficiali e Sottufficiali dell’Esercito Italiano appartenenti alle Armi di Artiglieria e Genio, a noi vicini per la devozione alla comune
Patrona. Il programma della cerimonia ha visto la celebrazione della S.S. Messa, terminata con la toccante recita delle preghiere del Marinaio, dell’Artigliere e del Geniere, cui ha fatto seguito un sobrio vin d’honeur presso
lo Shape Club. Presenti alle celebrazioni l’Amm. Div. Vittorio Emanuele Di Cecco, Vice Direttore e Capo di Stato
Maggiore di NCSA (agenzia NATO che si occupa di telecomunicazioni ed infor matica), il Generale di Divisione
Maurizio Valzano, capo della Rappresentanza Militare Italiana presso Shape e il Brigadier Generale Giorgio Spagnol, Direttore del Readiness and Requirements Directorate di Shape.
A testimonianza di come Santa Barbara sia in grado di
raccogliere la devozione di militari provenienti da diversi
Paesi, erano inoltre presenti alla cerimonia anche l’Ammiraglio rumeno Ion Dumitrascu e l’Ammiraglio francese
Marc du Bucheron. Gradito ospite, infine, il Vice Console
Italiano a Mons, dott. Piero Poponcini. Nei giorni precedenti la celebrazione, si é svolta una divertente gara di
nuoto alla quale hanno preso parte numerosi militari che,
nella migliore tradizione goliardica che da sempre contraddistingue i festeggiamenti di Santa Barbara, hanno
per qualche ora sfilato i gradi e lasciato da parte gli impegni di servizio per ritrovarsi insieme a trascorrere momenti di spensieratezza ed allegria in piscina.
Raffaele Miccoli n
red. n
12
AUGUSTA
L
a Marina con il patrocinio del Comune di Augusta, in occasione dei
festeggiamenti di Santa Barbara, ha organizzato il primo dicembre la seconda
edizione della corsa podistica non competitiva. Hanno
partecipato atleti militari,
delle scuole secondarie su-
periori, delle Associazioni
Sportive locali. Vi è stata
inoltre la partecipazione di
numerose Associazioni Sportive per atleti diversamente
abili di Augusta, Siracusa,
Giarre e Ragusa. L’evento si
è svolto su percorso cittadino con partenza da Piazza
Castello ed arrivo, percorrendo il centro storico, nel
comprensorio militare di Terravecchia. La partenza è
13
avvenuta alla presenza del
Sindaco di Augusta Dott.
Massimo Carrubba e del
Comandante Militare Marittimo Autonomo in Sicilia Ammiraglio di Divisione Salvatore Ruzittu ed è stata preceduta da uno spettacolo di
sbandieratori e musicanti in
costume. Al termine della
gara, presso il Centro Sportivo Principale “Armando
Stampanone”, ha avuto luogo la premiazione dei vincitori della MiniMaratona e
del torneo di Calcio a 5 organizzato sempre nell’ambito dei festeggiamenti di
Santa Barbara con la partecipazione di rappresentative della Marina Militare, del
Liceo Megara e dell’ITIS
Ruiz. Il 3 dicembre hanno
avuto luogo i festeggiamenti; il cuore della manifestazione è stato rappresentato
dalla Santa Messa che anche quest’anno è stata celebrata nella Chiesa intitolata a Santa Barbara, situata
all’interno del Comprensorio
di Terravecchia. La celebrazione Eucaristica, officiata
da S.E. Rev.ma Monsignor
Pappalardo, Vescovo di Siracusa, è stata concelebrata dal Cappellano Militare
dell’Alto Comando, Don
Paolo Spinella. Alla cerimonia religiosa sonno intervenuti il Sindaco di Augusta,
dott. Massimo Carrubba, il
Comandante Militare Marittimo Autonomo in Sicilia,
Ammiraglio di Divisione Salvatore Ruzittu, e le più alte
Autorità civili e militari locali.
Anche quest’anno Marisicilia con il contributo di Maristaeli Catania e Comforpat,
dal 7 al 10 dicembre, ha allestito una mostra statica
nel Palazzo Alessi di Paternò.
red. n
L
TARANTO
a Stazione Navale Mar
Grande, per la prima
volta, ha aperto le
porte ai podisti, in gara per
la prima edizione della
“Corsa della solidarietà”.
Una tradizione sportiva che,
voluta dall’Ammiraglio di
Squadra Andrea Toscano,
Comandante in Capo del
Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d’Otranto, e dall’Associazione Podistica Taras,
viene proposta in coincidenza della festa di Santa
Barbara e dell’appuntamento di dicembre di Telethon. Il ricavato delle iscrizioni, circa 1000 euro, è stato devoluto a Telethon per
la ricerca contro la distrofia
muscolare. Oltre 350 concorrenti provenienti da tutta la Puglia si sono dati appuntamento, domenica 5
dicembre, davanti ai Giardini Virgilio per prendere
parte alla gara di 9.3 Km.
Circa 30 iscritti hanno testimoniato la vicinanza nei
confronti dei meno fortunati – gli ammalati di sclerosi
multipla – correndo la gara
non competitiva di 2 km.
Sono stati 282 coloro che
hanno tagliato il traguardo
della gara competitiva, dopo aver corso lungo le strade della Base Navale costeggiando la portaerei
Cavour e nave Garibaldi, i
pennelli per l’ormeggio delle fregate, la strada perimetrale con l’arrivo fissato
in Viale Magna Grecia. Nicola Colonna, capo di 1^
classe, è arrivato terzo al
traguardo in 31’25’’ aggiudicandosi il Trofeo di Santa
Barbara in qualità di primo
“marinaio” classificato. La
premiazione è stata allietata dalle note della Fanfara
Dipartimentale.
Vito D’Elia n
14
GENOVA
l
l 4 dicembre, nella
Chiesa Cattedrale di
San Lorenzo, è stata
celebrata da Sua Eminenza Reverendissima il
Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di
Genova, la Santa Messa in onore di Santa
Barbara di Nicomedia.
Nel rinnovato spirito di
collaborazione istituzionale, la celebrazione
della Festa della Santa
protettrice è stata promossa ed organizzata
congiuntamente dal
Comando provinciale
dei Vigili del Fuoco di
Genova e dalla Capitaneria di Porto, la quale,
con l’Istituto Idrografico, rappresenta il principale presidio della
Marina nella provincia.
Alla celebrazione, oltre
alle massime Autorità
civili, militari e religiose
della Città, della Provincia di Genova e della Liguria, hanno partecipato anche le rappresentanze locali dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e dell’Associazione dei Vigili
del Fuoco.
Nell’occasione, il Com a n d a n t e p ro v i n c i a l e
dei Vigili del Fuoco, Dirigente Generale Ing.
Giovanni Nanni ed il
Comandante della Capitaneria di porto di
Genova, Contrammiraglio (CP) Felicio Angris a no, ha nno d i ra ma to
un breve resoconto delle principali attività
compiute nel corso del
2010.
red. n
attività operativa
Al comando del Capitano di Vascello Aurelio De Carolis,
la portaerei Cavour ha svolto una intensa attività a Tolone,
e successivamente, per la prima volta, a Taranto
I
L’attività della
portaerei Cavour
to l’Ammiraglio di Squadra Juan Carlos Munoz
Delgado Diaz Del Rio (ALFLOT), l’Ammiraglio di
Squadra Yann Tainguy (CECMED) e l’Ammiraglio
di Squadra Bertrand Aubriot (ALFAN).
All’ordine del giorno l’incremento della cooperazione per la sicurezza marittima mediante la condivisione delle informazioni provenienti dai dispositivi aeronavali delle tre Nazioni ed il rafforzamento delle attività addestrative congiunte per
l’ottimizzazione delle risorse.
Durante la sosta non è venuta meno la possibilità
per l’equipaggio di effettuare delle escursioni
nelle vicine città di Montecarlo e Nizza, vere e
proprie perle della Costa Azzurra.
Ultimata l’attiva tecnica sul poligono del degaussing, la portaerei Cavour ha lasciato le acque francesi per dirigere verso una nuova importante tappa della sua vita, il primo ingresso nella
Stazione Navale Mar Grande di Taranto.
l19 novembre nave Cavour ha passato per
la prima volta le ostruzioni di un porto francese ormeggiando nella base navale di Tolone presso il molo d’onore, “Le quai d’honneur”;
è stata accolta, al pari di una celebrità, da un
corteo di rimorchiatori che, con i loro getti antincendio, hanno salutato l’arrivo della portaerei
italiana.
Scopo della tappa nella terra dei nostri cugini
d’oltralpe è stato duplice, da un lato quello di
consolidare i già stretti rapporti di amicizia e di
cooperazione con la marina francese e dall’altro
quello di effettuare il “degaussing” dell’Unità, ovvero i rilievi della segnatura magnetica dello
scafo, impiegando il poligono dedicato alle portaerei.
Nave Cavour ha inoltre ospitato una riunione
informale fra i Comandanti in Capo delle Squadre Navali di Italia, Francia e Spagna.
Al meeting, presieduto dal Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli, hanno infatti partecipa-
Emanuele Bradas n
15
I
l 27 novembre 2010 è una
data che rimarrà nella storia
di Taranto. La più grande
costruzione navale degli ultimi 60
anni – la portaerei Cavour – al
comando del Capitano di Vascello Aurelio De Carolis - si è ormeggiata, per la prima volta,
nella grande vasca della Stazione Navale Mar Grande, di fronte
a Nave Garibaldi. A bordo dell’Unità, a poche miglia dalle ostruzioni di Taranto, per sottolineare
l’importanza dell’evento, sono
imbarcati, con elicotteri decollati
da Grottaglie, il Capo di Stato
Maggiore – Ammiraglio Bruno
Branciforte – il Comandante in
Capo di Maridipart Taranto –
Ammiraglio di Squadra Andrea
Toscano – tutte le Autorità istituzionali della città di Taranto e i
rappresentanti degli organi di
informazione. Sono stati ricevuti a
bordo dal Comandante in Capo
della Squadra Navale – Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli e dal Comandante dell’unità. Per scortarla, durante il primo e storico transito attraverso le
ostruzioni di Mar Grande, c’erano
le Navi Etna, Mimbelli ed Artigliere, uscite per l’occasione agli ordini del Comandante delle Forze
d’Altura, Ammiraglio di Divisione
Filippo Maria Foffi, e 5 velivoli
AV8B Plus che hanno sorvolato le
navi nella classica formazione a
diamante. Il Comandante De
Carolis ha tenuto un briefing nell’hangar della nave illustrando,
alle Autorità e ai giornalisti, le caratteristiche principali della nuova porterei, evidenziando la flessibilità dell’unità che può assumere quattro differenti ruoli: portaerei, piattaforma per velivoli di vario tipo ad ala fissa e rotante; nave sede di comandi interforze ed
internazionali in
grado di condurre operazioni nei più svariati scenari
marittimi; nave
trasporto
e
sbarco di consistenti contingenti di uomini
e mezzi; nave per soccorsi ed
aiuti umanitari, in emergenze e
calamità, con rilevanti capacità
di protezione civile e medicoospedaliere, come, del resto, dimostrato nella missione umanitaria ad Haiti. Il Cavour, festeggiato
in banchina dalle note intonate
della Fanfara della Marina, ha
colorato di nuovo la rada di Mar
Grande. L’Ammiraglio Branciforte, come annunciato già a settembre, in occasione del passaggio di consegne del Comando in Capo di Maridipart, ha ribadito che Taranto sarà la sede di
assegnazione della portaerei Cavour. Dello stesso tenore tutte le
dichiarazioni delle Autorità Istituzionali. E a sorpresa nel primo pomeriggio, il presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, ha colto l’occasione del suo tour jonico-salentino, stravolgendo l’agenda, per recarsi a bordo dove
è stato accolto dall’Ammiraglio
Binelli Mantelli. L’ospite inatteso
ha reso ancor più solenne la giornata. Fini ha parlato di “una giornata di orgoglio della Marina e
delle Forze Armate” sottolineando “l’impegno generoso in difesa
della pace”. La storia del rapporto tra Taranto e la Marina Militare
si è arricchita di una nuova pagina. La data è il 4 dicembre. Il luogo non è il solito. Non è la tradizionale Cattedrale di San Cataldo, né la splendida Vela della
Concattedrale. E’ Nave Cavour.
E per la prima volta le celebrazioni in onore di Santa Barbara,
patrona della Marina Militare, sono avvenute nell’hangar della
portaerei – al debutto nella sede
di Taranto. E l’atmosfera, durante
la celebrazione della Santa Messa, officiata dall’arcivescovo
Monsignor Benigno Papa e da
16
tutti i cappellani militari della locale zona pastorale, è stata suggestiva e vissuta con commozione dalle massime autorità istituzionali locali e da circa cinquecento persone, tra cui, anche,
una entusiastica rappresentanza
delle scuole elementari di Taranto a testimonianza del saldo rapporto tra la Marina e la città dei
due mari. Nel corso della celebrazione, un pensiero è stato rivolto agli equipaggi delle unità
navali impegnate in mari lontani.
Il Comandante in Capo della
Squadra Navale, Ammiraglio di
Squadra Luigi Binelli Mantelli e il
Comandante in Capo del Dipartimento di Taranto, Ammiraglio di
Squadra Andrea Toscano, hanno
testimoniato il profondo significato della speciale festività. Al fascino di Nave Cavour, le popolazioni di Taranto e dei comuni limitrofi
non hanno saputo resistere. Intere famiglie hanno scelto di trascorrere alcune ore a bordo della nuova portaerei della Marina.
Ufficiali, sottufficiali e marinai di
bordo hanno mostrato ai circa
diecimila visitatori, che si sono
presentati a bordo, le caratteristiche di questo moderno e innovativo mezzo navale, raccontando spaccati della vita di bordo
ed episodi vissuti durante l’operazione di soccorso umanitario alle
popolazioni di Haiti. Particolare
interesse hanno suscitato la mostra videofotografica allestita in
hangar sulle attività della nave e
l’esposizione statica dei mezzi aerei imbarcati, ineguagliabile attrattiva per i visitatori più giovani,
attratti dal fascino della tecnologia e dell’avventura. I visitatori sono rimasti stregati. Unanimi le
considerazioni di grande ringraziamento e di sincero apprezzamento rivolte all’equipaggio del
Cavour. L’interesse della popolazione ha trovato un forte sostegno nell’attenzione rivolta alla
nave dai media locali, televisioni
e giornali, che hanno dato ampio spazio all’evento con servizi
dedicati ed interviste a personale
di bordo ed ai vertici della Marina e delle Istituzioni. La sosta a Ta-
ranto ha permesso di svolgere numerose ed importanti verifiche tecniche relative al posto d’ormeggio, grazie al prezioso supporto di Maribase, e di interagire con i Comandi ed enti locali, soprattutto quelli coinvolti nelle future attività
di Integrazione del Sistema di Combattimento e Tirocinio Navale dell’equipaggio - rispettivamente il Centro di Programmazione (Maricenprog) ed il Centro Addestramento Aeronavale (Maricentadd). Fondamentale il coordinamento generale svolto dal Comando in
Capo del Dipartimento di Taranto per
gli aspetti tecnico-logistici e dal Comando Forze d’Altura per gli aspetti operativi e addestrativi.
Vito D’Elia n
I
l 7 dicembre, nelle acque del Golfo di Taranto, la Portaerei Cavour ha effettuato la
sua prima esercitazione di tipo Passex con il
cacciatorpediniere USS Oscar Austin, classe Arleigh Burke II serie. L’incontro con l’Unità statunitense è avvenuto alle ore 10:30, dieci miglia a sud
del faro di Capo S. Vito. Oltre sei ore di attività
che hanno coinvolto i team della Plancia e della
Centrale Operativa di Combattimento. Mentre
le due Unità effettuavano manovre cinematiche
ravvicinate alternandosi in una serie di affiancamenti laterali, gli operatori della Plancia e della
C.O.C. sono stati impegnati in esercitazioni di
procedura NATO con scambi di comunicazioni in
fonia e segnali a bandiera. L’esercitazione con
l’Oscar Austin, come avviene tradizionalmente
quando navi di diversa nazionalità si incontrano
in mare, ha offerto la possibilità di effettuare un
crosspoll, ovvero lo scambio di personale fra gli
equipaggi. Mentre una rappresentanza di dieci
marinai americani è stata ospite del Cavour, se-
dici loro colleghi italiani hanno potuto trascorrere
alcune ore a bordo dell’Unità statunitense apprezzandone l’organizzazione e le elevate capacità
operative consolidate dall’intensa attività svolta
negli ultimi mesi. L’Oscar Austin ha infatti portato a
termine da pochi giorni un lungo deployment di sei
mesi nelle acque del Golfo di Aden. Il trasbordo
del personale, effettuato con l’elicottero SH-3D del
Cavour, ha messo alla prova le capacità e l’abilità
dei nostri piloti. A causa delle dimensioni del ponte
di volo dell’Austin l’elicottero italiano ha dovuto effettuare un appontaggio sguardato di 45° rispetto
la prora dell’Unità. Nel tardo pomeriggio, dopo un
ultimo defilamento, il Cavour ha salutato lo USS
Oscar Austin che dirigeva finalmente la prora verso
casa, Norfolk, Virginia.Un’esperienza intensa che
ha offerto la possibilità di rafforzare i legami di amicizia fra le due marine ed ha arricchito il bagaglio
professionale di tutto il personale coinvolto.
Valentina Speranza n
attività operativa
Emerald Move
p rimo test a livello eu rop eo di
P owe r P roj e ct io n- Ash o re
D
al 23 Ottobre al 12 dicembre la Landing Force italiana composta da
Nave San Marco, Nave San
Giorgio, rispettivamente al Comando dei Capitani di Vascello Andrea Cottini e Enrico Giurelli, due elicotteri del tipo AB212 e
due del tipo SH3D con
rispettivi equipaggi e
circa 350 uomini del
Reggimento San Marco e del Reggimento
Lagunari “Serenissima”
sono stati impegnati
lungo le coste senegalesi per la prima volta in
un’esercitazione anfibia a livello europeo
(E.A.I.
European
Amphibius Iniziative).
L’esercitazione si è svolta dopo circa di 10 anni dalla
sua ideazione, ossia da quando il 6 dicembre 2000 durante
un summit europeo a Nizza, i
Ministri della Difesa francese,
spagnolo, italiano, olandese
ed inglese firmarono una dichiarazione di intenti per l’inizio
della European Amphibious Initiative, aperta comunque, an-
che agli altri stati europei. A
questa esercitazione hanno
partecipato esclusivamente le
Landing Force di Italia, Francia, Olanda e Senegal.
In questo scenario centrafrica-
no, lontano dalle proprie basi,
impegnativo sotto il profilo climatico ed ambientale, la Landing Force italiana ha testato
le proprie capacità di Power
Projetion Ashore non soltanto in
termini di proiezione dal mare,
scenario tra l’altro sempre più
verosimile nei contesti geo-strategici attuali e futuri, ma an-
18
che in termini di interoperabilità a livello internazionale – europeo e interforze.
Le operazioni militari attuali sono spesso finalizzate a riportare
e/o a creare stabilità ai fini della sicurezza delle popolazioni locali, mediante
addestramento e supporto umanitario – in linea con le Humanitarian Military Operations
che già più volte hanno visto coinvolta l’Italia e i propri contingenti
all’estero.
Le forze navali, terrestri
e aeree hanno infatti
collaborato attivamente sia a livello operativo
sia a livello logistico; ad
esempio le nostre nuove GIS hanno infatti
contribuito in maniera determinante allo sbarco della Landing Force olandese; i nostri elicotteri sono atterrati sia sull’Unità Anfibia Olandese Johan
De Wiit, sia sulle Unità francesi,
la Fregata Cassard e l’Unità
Anfibia Tonnerre, dando prova
di professionalità e interoperabilità a tutti i livelli – sia anfibio,
sia aereonavale - in uno scenario nuovo e non semplice,
piuttosto similare ai teatri operativi più impegnativi in cui l’Italia è chiamata costantemente ad operare.
Durante l’EMERALD MOVE ’10
il Contingente Italiano parallelamente all’attività strettamente operativa ha anche dimostrato la propria solidarietà,
svolgendo attività a favore delle Comunità Cattoliche locali
presenti nella propria area di
Operazione, ossia nel Villaggio
di Ngazobil, a 70 km a Sud di
Dakar.
In particolare l’ Emerald Move
2010 è stata anche il leitmotiv
per la realizzazione di due progetti di cooperazione civile-mi-
litare, finanziati dall’Italia: la
realizzazione di una struttura in
muratura da utilizzare per il
confezionamento dei pasti della scuola elementare nel paese di Babak; e il ripristino di una
pompa eolica nel villaggio di
Sorro Hassap.
Il cappellano militare del Reggimento San Marco, Don Marcello Calefati, insieme al personale delle due Unità Navali,
ha visitato la missione cattolica
fondata nel XIX secolo da padre Francis Libermann, il seminario minore San Joseph e la
parrocchia di San Francesco
Saverio situata sull’isola di Joal,
nota come l’isola delle conchiglie dove convivono pacificamente comunità musulmane e
cristiane. I nostri Marinai hanno
donato materiale di diverso
genere, in particolare derrate alimentari, acqua e
medicinali, a favore della comunità
delle suore di
Ngazobil e del
Centro di Formazione Monseigneur
Aloys Kdones.
Durante queste
operazioni anche
il team sanitario
del Reggimento
San Marco, al comando del Capitano di Vascello
Cesare Fanton, ha dato il proprio contributo, prestando assistenza ai bambini dei villaggi
antistanti Ngazobil.
L’intera comunità
cattolica locale ha
apprezzato la professionalità e la solidarietà dei nostri militari,
che hanno dimostrato quanto, l’approccio socio – antropologico e di vicinanza alle popolazioni civili,
possa considerarsi
un’ottima chiave di
lettura ai fini della risoluzione di conflitti
regionali e transnazionali.
A conclusione della prima
esercitazione anfibia a livello
europeo tutti i militari partecipanti possono dirsi estremamente soddisfatti, in quanto
hanno avuto l’occasione di testare in un teatro nuovo e impegnativo sia
le proprie capacità
di
proiezione dal
mare per un
tempo prolungato, dando
anche prova
di ampia autonomia a livello
logistico, sia le
proprie capacità di interoperabilità a livello interforze
19
ed europeo.
Allo stesso tempo, con professionalità e stile, hanno avuto
un importante confronto con
le popolazioni civili, dimostrando quanto l’Italia possa dare
un valido supporto anche in
questo tipo di operazioni.
Le operazioni anfibie nei nuovi
contesti post - bipolari stanno
assumendo un ruolo di primaria
importanza a livello geostrategico e spesso prevedono, come si è avuto modo di testare
una cooperazione durante l’EMERALD MOVE 10, sia con le
forze anfibie degli stati alleati,
sia un’interazione con le popolazioni locali.
Tutto lo staff partecipante può
dirsi pienamente soddisfatto
avendo accresciuto notevolmente il proprio bagaglio professionale ed umano al tempo
stesso.
Marianna Improta n
attività operativa
Le pantere tornano
a ruggire in Africa
SENEGAL
L
a mattina del 23 Ottob re 2 0 1 0 d u e A B 2 1 2 e
due SH3D versione NLA,
appartenenti al Reparto
Eliassalto del Quarto Gruppo Elicotteri di Grottaglie,
imbarcati rispettivamente
sul San Marco e sul San
Giorgio salpano dal porto di
Brindisi, agli ordini del Capit a n o d i Va s c e l l o A n d r e a
Cottini, destinazione Senegal per la “EMERALD MOVE
2010”, prima esercitazione
anfibia inter nazionale e inter forze, svolta fuori del Mar
Mediterraneo. Dopo aver
percorso 3275 miglia, e attraversato il Tropico del
Cancro, la mattina del 03
Novembre 2010 le due
Unità, assieme alla flotta navale francese, olandese e
senegalese, arrivano nelle
a c q u e a n t i s t a n t i D a k a r. I l
mattino seguente alle ore
0600 i quattro elicotteri si alzano in volo per effettuare
la prima ricognizione sul territorio senegalese. Agli occhi del Pilota capo for maz i o n e , Te n e n t e d i Va s c e l l o
Massimiliano Cè, è apparsa
una delle regioni più belle di
tutto il Senegal. Pianure di
sale e sabbia si estendono a
perdita d’occhio, mentre insoliti Baobab si innalzano
dal terreno come guardiani
giganti. La zona del delta
del Sinè-Saloum, un’area di
180 mila ettari con tratti di
abbagliante terreno pianeggiante che si alter na a
boschetti di palme, ruscelli,
mangrovie e lagune. Nello
scenario ipotizzato per l’esercitazione, sono state effettuate oltre duecento ore
20
di volo, cento missioni,tra
NEO (Non-Combatant Evacuation Operation), scorte a
convogli terrestri, infiltrazioni
Forze Speciali, Close Air Support e Close Combat Attack
sono state le principali attività svolte dagli elicotteri
con il Reggimento San Marco, Lagunari dell’Esercito e
le FS olandesi e francesi.
L’esercitazione è stata
un’ottima occasione per verificare, nonché implementare l’interoperabilità tra forze armate e differenti nazioni, nell’ambito della prima
esercitazione internazionale
europea anfibia (EAI). Anche questa volta l’obbiettivo è stato raggiunto, le Pantere,
dopo
l’Eritrea
(2001/2002), conquistano
anche il Senegal.
Massimiliano Ce’ n
Il RADM James Foggo in visita al Comando delle Forze Subacquee
e al sommergibile Todaro
TARANTO
L
a partenza del sommergibile Todaro per la missione Active Endeavour, è
stata la gradita occasione per
una visita da parte del neo
Commander of Submarines Allied Naval Forces South (COMSUBSOUTH) RADM. James Foggo presso il Comando delle
Forze Subacquee (COMFORSUB) ed in particolare al nuovo battello tipo U-212-A.
Il Comandante delle Forze Subacquee, Capitano di Vascello Luigi Fersini ha accolto,
presso la stazione navale Mar
Grande, la delegazione di
Comsubsouth in visita a Taranto, insieme al Comandante
dell’unità Capitano di Corvetta Giuseppe Rizzi.
Il sommergibile Todaro si trovava ormeggiato in Mar Grande
per svolgere le attività di ricarica dei reagenti per la produzione di energia elettrica tramite le fuel cell (l’innovativo e
quanto mai efficace nuovo sistema di propulsione dei sommergibili classe Todaro).
L’Ammiraglio Foggo ha avuto
modo di vedere in prima persona le strumentazioni in dotazione alla componente subacquea e tutte le predisposizioni
necessarie per rifornire di idrogeno e di ossigeno i nostri
sommergibili a propulsione
“non inquinante”.
Infatti, una delle peculiarità di
questi nuovi mezzi in dotazio-
L’Ammiraglio Foggo e il
Comandante Fersini.
ne alla Marina, è proprio quella di poter produrre energia
per il loro funzionamento senza inquinare l’atmosfera con
smog o altre sostanze dannose per l’ambiente, utilizzando
solo idrogeno ed ossigeno
(“scarti” di produzione, sono
acqua calda e ossigeno).
L’operazione di rifornimento di
idrogeno però è un’attività
molto delicata e che necessità di vari accorgimenti ed attenzioni da parte degli operatori.
Successivamente l’Ammiraglio
Foggo ha visitato il battello e
salutato l’equipaggio prima
della partenza per una delle
tante attività condotte dai nostri sottomarini nell’ambito dell’operazione Active Endeavour.
La delegazione si è recata,
quindi, presso la Scuola Sommergibili di Comforsub dove è
stata presentato un briefing
sulla Componente Subac-
21
quea italiana nell’ambito del
quale lo stesso comandante
di COMSUBSOUTH ha avuto
parole di grande stima e considerazione verso la nostra
realtà.
Terminata la conferenza si è
proceduto per una visita ai
principali ausili addestrativi
della Scuola Sommergibili per
formare il “marinaio degli abissi” del XXI secolo ossia un marinaio non solo permeato di
tutte le qualità ed i valori tradizionali del sommergibilista,
ma anche professionalmente
capace di operare su mezzi
tecnologicamente
molto
avanzati ed automatizzati.
L’Ammiraglio Foggo ha quindi
potuto simulare una navigazione in immersione sia presso
il simulatore di piattaforma e
propulsione che presso il simulatore della CIC di bordo.
Ha osservato una squadra del
sommergibile Gazzana che si
addestrava alle manovre di
emergenza presso il simulatore
falla e fumo e presso il simulacro di garitta di fuoriuscita.
La visita si è conclusa con il saluto presso la sala storica della
scuola dove sono conservati
cari ricordi del passato e dove
l’Ammiraglio Foggo ha avuto
modo di scrivere sul nostro “libro di quadrato” un pensiero
di ringraziamento e gratitudine per quanto fin’ora svolto
dalla Componente Subacquea italiana nell’ambito dell’azione NATO per la tutela
della sicurezza internazionale.
Gianluca Marilli n
attività operativa
Il sommergibile Todaro
in missione
Active Endeavour
attività operativa
Bonificato il porto di
Ravenna
A
Il nucleo Servizio
Difesa Antimezzi
Insidiosi (S.D.A.I.)
di Ancona è
intervenuto per la
rimozione
di una grossa mina
seguito di una segnalazione pervenuta alla Capitaneria di Porto di Ravenna, il Dipartimento Militare
Marittimo dell’Adriatico, riceveva dalla Prefettura di Ravenna
la richiesta di intervento del dipendente Nucleo SDAI.
Trascorsi appena un paio di
giorni, contestualmente alla dislocazione operativa dello SDAI
a Ravenna, per il rinvenimento
di un altro ordigno, veniva effettuato l’intervento di sopralluogo per la verifica iniziale.
Puntualmente capita che i Palombari vengano chiamati ad
intervenire in seguito a segnalazioni di oggetti sospetti che
assomigliano a ordigni; a volte
la verifica sul posto evidenzia la
non riconducibilità dell’oggetto
ispezionato a quello che in gergo viene definito UXO (unexploded ordnance), ovvero or-
22
digno inesploso, ma questa volta si trattava di qualcosa di serio.
Approntato il gommone e tutto
il materiale necessario per l’ispezione subacquea, gli artificieri della Marina in forza allo
SDAI di Ancona, si sono trovati
di fronte ad una grossa mina di
tipo navale, classificata come
L.M.B., di origine Tedesca e risalente al secondo conflitto mondiale, in ottime condizioni di
conservazione.
Questo tipo di ordigno è sicuramente tra i piú ben progettati
e costruiti nella storia, oltre ad
essere tra i piú potenti in relazione al quantitativo di esplosivo di cui veniva armato, circa
700 kg.
Il principio di funzionamento
era basato sull’attivazione ad
influenza con sensori di tipo barico, acustico, magnetico o
combinato tra essi. In pratica la
mina, definita di “tipo intelligente”, veniva posata sul fondo e si attivava al passaggio
del bersaglio, potendo discernere quello per cui era stata
impostata.
In seguito alla classificazione
sono iniziate tutte le operazioni
inerenti la definizione del piano
di intervento, per procedere alla neutralizzazione.
Lo studio di situazione si è rivelato complesso a causa della
posizione dell’ordigno, rinvenuto in un bacino interno al centro del polo industriale, per la
cui rimozione in mare aperto,
attraverso il canale del porto, è
stato necessario predisporre
l’evacuazione dei centri abitati
nelle immediate vicinanze degli argini del canale, la chiusura
delle attività commerciali e la
cessazione di qualsiasi attività
marittima navale dell’intero
porto.
Durante i vertici tenuti in Prefettura, al fine di agevolare la
messa in pratica di tutte le predisposizioni di sicurezza, rese
necessarie per la salvaguardia
della pubblica incolumità a tutela di un eventuale scoppio
accidentale non controllato
dell’ordigno, è stato deciso di
operare nei giorni non lavorativi
del fine settimana.
La messa in opera delle misure
di sicurezza ha determinato
una vasta opera di organizzazione che, su mandato della
Prefettura, ha visto coinvolto la
Protezione Civile, le forze di Polizia, la Pubblica Assistenza oltre
che la Capitaneria, responsabile della parte marittima, e la
Marina con il Nucleo SDAI, responsabile delle operazioni subacquee.
Il piano di intervento elaborato
dal nucleo SDAI prevedeva lo
svolgimento delle attività in
due giorni.
Nel primo, si sono svolte le
operazioni di rimozione dell’ordigno dal luogo di ritrovamento per, depositarlo nel punto
identificato a nord delle ostruzioni di ingresso; il secondo giorno, il programma prevedeva la
rimozione della mina, dal punto
di deposito per giungere al
punto di brillamento ubicato all’interno del poligono di “Foce
del Reno”.
Causa le pessime condizioni
meteorologiche, il brillamento
dell’ordigno è stato rimandato
di tre giorni. Le operazioni si sono svolte regolarmente, le predisposizioni di sicurezza messe
in atto hanno coinvolto circa
4000 abitanti delle zone di Marina di Ravenna e Porto Corsini,
di cui una buona parte ha dovuto lasciare le proprie abitazioni per dirigere nei punti di
23
Organico del Nucleo SDAI che ha
effettuato l’intervento.
accoglienza opportunamente
predisposti, mentre gli altri sono
semplicemente stati obbligati a
rimanere nelle case al riparo.
Complessivamente sono intervenute 350 persone tra forze
dell’ordine, Protezione Civile e
volontari che hanno permesso
che tutte le operazioni di evacuazione si svolgessero con ordine e garantito la sicurezza
delle abitazioni, nel periodo di
attivazione della “danger
area”.
La scelta di svolgere l’attivitá di
domenica ha invece permesso
di non dover bloccare completamente le attività produttive
delle industrie ubicate nella zona di interesse e limitare al
massimo i disagi, anche per le
attività commerciali locali.
Concludendo rimane da rivolgere un commento di apprezzamento ai palombari del Nucleo SDAI di Ancona che, come nella tradizione della categoria, hanno messo in campo
la propria esperienza e la professionalità che li contraddistingue, giungendo al completamento delle operazioni.
Tommaso De Rossi n
Operazione Strade Sicure/Strade Pulite
Operazione di sorveglianza a siti sensibili
sul territorio nazionale in concorso alle
Forze di Polizia
Personale Reggimento San Marco
KFOR - Joint Enterprise
Rifornimenti Idrici
Arcipelago Toscano
SNMCMG2
Nave Bormida
Operazione NATO di presenza e
deterrenza per il mantenimento
della sicurezza in Kossovo
Istruttori Navali
Gruppo Navale di Contromisure Mine
della NATO
Nave Viareggio
Vi.Pe. - Controllo dei Flussi Migratori
Operazioni Nazionali di difesa e Sicurezza Marittima
presenza e sorveglianza
Navi Driade, Fenice, Libra
Personale RSM, MPA BR-1150 Atlantic, SH-3D, AB 212, EH-101
ACTIVE ENDEAVOUR
Operazione marittima NATO
contro il terrorismo internazionale
Navi Espero, Comandante Foscari
Le Ope r az ion i
ISAF Afghanistan
SNMG1-Ocean Shield
Gruppo Navale permanente della NATO
Operazione NATO di contrasto alla pirateria
in acque somale
Assistenza militare alle Forze Armate
afghane e stabilizzazione dell’Afghanistan
Task Group Shark, Personale RSM, GOI
Navi Bersagliere, Etna
NATO Training Mission Iraq
Assistenza militare alle Forze
Armate irachene
Istruttori navali
M.F.O. SINAI
Controllo e verifica della libertà di
navigazione nello Stretto di Tiran
GRUPNAVCOST 10
Navi Esploratore, Sentinella, Staffetta
Personale RSM
Operazione Atalanta
Operazione EU di contrasto
alla pirateria in acque somale
Nave Zeffiro
... tra gli impegni del Capo di Stato Maggiore
(a cura della redazione)
Incontri a Palazzo Marina
’Ammiraglio Bruno BranciforL
te il 7 dicembre ha ricevuto,
in visita di cortesia, il Prefetto
Franco Gabrielli nuovo capo
del Dipartimento della Protezione Civile. Nato a Viareggio 50
anni fa, Gabrielli è stato il più
giovane capo dei servizi segreti
civili italiani e ha costruito un'intera carriera nell' antiterrorismo.
l 21 dicembre il Capo di
Stato Maggiore della MariI
na ha ricevuto l’Ammiraglio
Rani Ben Yehudail, Sottocapo
di Stato Maggiore della Marina israeliana. L’incontro ha
avuto come oggetto la cooperazione nell’ambito dell’industria della difesa.
In occasione delle festività
urante il tradizionale inconD
tro con gli Ammiragli in congedo, tenutosi il 14 dicembre al
Circolo Sottufficiali di Tor di
Quinto, l’Ammiraglio Branciforte ha presentato l’attività 2010.
L’occasione è stata propizia
per scambiare con i presenti e
le loro famiglie gli auguri per le
imminenti festività natalizie.
resso il Salone dei Marmi di
P
Palazzo Marina, il 16 dicembre, il Capo di Stato Maggiore
ha incontrato il personale militare e civile al quale ha rivolto
gli auguri di Buon Natale.
l gior no 21 dicembre
I
l’Ammiraglio Bruno Branciforte ha salutato i cinque
l Circolo Ufficiali si è tenuto,
A
il 17 dicembre, il tradizionale incontro e relativo scambio
Capitani di Vascello che andranno in aspettativa per riduzione quadri.
di auguri con gli Addetti Militari
della Marina.
26
VENEZIA
I
l Regional Seapower Symposium (RSS) di Venezia
per le Marine del Mediterraneo e del Mar Nero rappresenta il momento di sintesi dell’intero sforzo della Marina nel
processo di Dialogo e Cooperazione. Fin dal 1996, ogni due
anni, nella storica cornice della
città lagunare, i Capi delle Marine che operano nel Mediterraneo Allargato ed i rappresentanti di Organizzazioni Internazionali e realtà coinvolte nelle
problematiche della sicurezza
marittima, si incontrano per
condividere differenti prospettive ed affrontare questioni marittime di interesse e competenza comune, con l’obiettivo di
contribuire fattivamente alla sicurezza marittima.
L’ultima edizione del RSS si è tenuta dal 19 al 22 ottobre scorsi,
assumendo per la prima volta
la denominazione di Venice
RSS, così da legarlo in maniera
inscindibile al capoluogo veneto, antica Repubblica Marinara, città unica, ricca di storia e
tradizioni legate al mare.
Nel corso di questi 14 anni il RSS
ha saputo ritagliarsi un posto di
assoluto rilievo nel contesto dei
temi sensibili legati alla marittimità, grazie soprattutto ai concreti risultati da esso conseguiti
attraverso il lancio di iniziative
internazionali di elevatissima
importanza come il Virtual-Regional Maritime Traffic Center, il
V-RMTC, or mai consolidata
realtà nel settore dello scambio
di informazioni sul traffico marittimo, adottato da 30 Marine
nelle varie comunità esistenti.
Inoltre, il progressivo allargamento della partecipazione al
Simposio a marine di regioni le
cui dinamiche sono correlate a
quelle del Mediterraneo Allargato, ha consentito di poter recepire anche visioni e perce-
zioni differenti di medesime
problematiche, che hanno arricchito ulteriormente i contenuti dell’evento. All’ottava edizione, tenutasi - come ormai
da tradizione - nell’antico Istituto di Studi Militari Marittimi sito
all’interno dell’Arsenale, hanno
partecipato delegazioni delle
Marine di 44 Paesi, tra di loro 25
Capi di Stato Maggiore e 18
rappresentanti di organizzazioni
militari e civili da tutto il mondo.
I media internazionali presenti
hanno sottolineato come non
accada spesso di poter disporre in un solo evento di non meno di 34 relatori di grande livello, che hanno presentato e
condiviso idee e proposte sui
temi in agenda, contribuendo
anche alla concretizzazione di
iniziative multi-laterali per migliorare la sorveglianza marittima e lo scambio di informazioni, al fine di meglio fronteggiare
le minacce ed individuare possibili vie per risolvere il problema
della pirateria nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano.
Il tema generale “Dialogue
and Cooperation (D&C) as Maritime Security Enablers” (Dialogo e Cooperazione quali fattori
abilitanti della Sicurezza Maritti-
27
ma) è stato infatti ulteriormente
suddiviso in tre aspetti, corrispondenti alle tre sessioni, che
hanno analizzato - rispettivamente – il contributo del binomio D&C a tematiche di grande attualità dello scenario marittimo internazionale, quali la
Maritime Situational Awareness,
le Maritime Security Operations
e la Maritime Capacity Building, la cui combinazione consente, secondo la Marina Militare, proprio di conseguire la Sicurezza Marittima in senso lato.
La scelta del tema di quest’anno è stata dettata dall’esigenza di puntare su una problematica di assoluta attualità, contribuendo in questo modo a
rafforzare l’attenzione che il RSS
ha attirato su di sé negli anni.
La Maritime Situational Awareness1 (MSA) rappresenta l’evoluzione della “Sorveglianza Ma1 La Maritime Situational Awareness(MSA) , è
la gestione di tutte le informazioni relative al
dominio marittimo che possano avere un impatto sulla Maritime Security. In tal senso,
idealmente, la MSA dovrebbe includere la
più ampia gamma di fonti di informazione
possibile, a livello internazionale ed interagenzia. Inoltre la MSA richiede una capacità
di scambio tempestivo di informazioni e di
analisi accurata di dati provenienti dalle più
disparate fonti, da impiegare utilmente per
le singole funzioni istituzionali dei vari contributori.
cooperazione internazionale
VIII Regional Seapower Symposium
rittima”, grazie al valore aggiunto offerto dalla moderna
condivisione informativa e dall’analisi dei dati e si pone l’obiettivo dell’effettiva ed efficace conoscenza di ogni attività
correlata all’ambiente marittimo e delle potenziali ripercussioni sulla sicurezza, l’economia e l’ambiente di ogni Paese. Il binomio “Dialogo & Cooperazione” costituisce un fattore decisivo per un effettivo miglioramento della qualità delle
informazioni impiegate.
Un’altra componente del ruolo
istituzionale delle Marine viene
rinnovata nella struttura delle
cosiddette Maritime Security
Operations (MSO), sforzi militari
e civili volti alla “Sicurezza Marittima” caratterizzati da un
nuovo approccio - di tipo sinergico - derivante dalle attività di
collaborazione a livello multidisciplinare ed interagenzia, che
ne potenzia l’efficacia in modo
da meglio affrontare la complessità degli attuali scenari.
Il concetto di Maritime Capacity Building (MCB), prende in
considerazione le capacità
umane, scientifiche, tecnologiche, organizzative, istituzionali e
di risorse di una Nazione, mirando – attraverso la costruzione di
fiducia e sviluppo di partnership - a potenziare l’abilità degli Stati Costieri nell’affrontare
efficacemente tutte le questioni relative al conseguimento
della sicurezza in ambiente
strettamente marittimo.
I lavori del Simposio sono iniziati
il 20 ottobre, con il discorso di
apertura del Capo di Stato
Maggiore della Marina, - Ammiraglio Bruno Branciforte – che
ha voluto sottolineare come il
numero ed il livello dei partecipanti sia un’indicazione dell’importanza del RSS ed ha ribadito
che una forte cooperazione,
sul versante internazionale come su quello nazionale, sia a
sua volta necessaria per contrastare la sfida senza frontiere
lanciata dalla pirateria, dal terrorismo, dall’inquinamento, dal
traffico illegale di esseri umani
e di armi e da tutte le altre attività illecite che trovano in mare
il proprio spazio di manovra. Il
Capo di Stato Maggiore ha altresì indicato che il Dialogo e la
Cooperazione non sono soltanto aspetti complementari della
sicurezza marittima, ma rappresentano l’approccio più efficace per sconfiggere i fenomeni
che minacciano la sicurezza internazionale e per agevolare
l’accesso a quegli aspetti essenziali per una costruzione di
reali capacità: “il Dialogo è l’elemento primario per favorire la
conoscenza e la comprensione
reciproche – entrambe essenziali per una effettiva confidence building – mentre la Cooperazione è l’elemento costruttivo
sinergico”.
La conclusione dell’intervento
di apertura ha costituito un’occasione per confermare come
il RSS di Venezia sia ormai divenuto un’eccellente sede per discutere della situazione della sicurezza marittima globale, un
luogo dove i Capi delle Marine
possono riunirsi e parlare delle
loro sfide comuni rafforzando la
cooperazione reciproca.
Dopo l’intervento d’apertura il
Simposio prevedeva, oltre alle
tre sessioni dedicate espressamente alle Marine, anche una
fase “fuori dalle sessioni” (Out
of Sessions Speeches), durante
la quale undici relatori - rappresentanti di varie realtà, militari e
civili - hanno condiviso le proprie esperienze, punti di vista e
preoccupazioni sulla sicurezza
e stabilità in mare2.
Al termine di questa sessione
l’Ammiraglio Branciforte ha invitato tutti i partecipanti a presenziare alla firma della Nota di
Adesione all’Accordo Operativo del Virtual-Regional Maritime Traffic Centre 3 da parte
dell’Ammiraglio Viktor MAKSYMOV – Capo della Marina
ucraina, testimonianza concreta del valore aggiunto del Regional Seapower Symposium in
2 Gli interventi sono stati effettuati da Efthimios MITROPOULOS – Segretario Generale
dell’International Maritime Organisation
(IMO); Ammiraglio Giorgio LAZIO – Assistente
Militare del Presidente del NATO Military
Committee; Eddy HARTOG – Direttore del DG
MARE dell’Unione Europea; Ammiraglio
Alexandros MARATOS – Presidente dell’International Hydrographic Bureau; Samuel KAME-DOMGUIA – rappresentante dell’African
Union Committee; Ammiraglio Maurizio GEMIGNANI - Maritime Commander HQ Naples;
Ammiraglio Fernando LISTA – Vice Direttore
dello Staff Militare dell’Unione Europea; Ammiraglio Harry B. HARRIS – Comandante della
6^ flotta della Marina USA; Dott. Giuseppe
BONO - Amministratore Delegato di Fincantieri S.p.A.; Ammiraglio Marco BRUSCO – Comandante Generale delle Capitanerie di
Porto e Ammiraglio Robert H.PARKER – Comandante della US Coast Guard.
3 Per comprendere la rilevanza del Virtual
Regional Maritime Traffic Centre è necessario
un breve excursus . Il cosiddetto V-RMTC è
una rete virtuale per lo scambio di dati sul
traffico marittimo nella regione Mediterranea
che fornisce informazioni non classificate su
mercantili di dislocamento superiore a 300
tonnellate. Durante la 4^ edizione del RSS,
nel 2002, le delegazioni presenti decisero di
rafforzare la sicurezza del traffico marittimo
mediterraneo attraverso alcune iniziative
specifiche. La Marina Militare presentò il
“Progetto Pilota V-RMTC” al 5° RSS del 2004.
Inizialmente firmato da 17 Paesi (Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Slovenia, Croazia,
Montenegro, Albania, Grecia, Turchia, Cipro,
Malta, GIordania, Israele, Romania, Regno
Unito e USA) il progetto prese il via ufficialmente il 20 settembre 2006. L’anno successivo Germania e Bulgaria si aggiunsero ai firmatari, e nel 2008 le marine di Belgio, Georgia, Olanda e Senegal firmarono la nota di
Adesione all’Accordo Operativo del VRMTC. La adesione dell’Ucraina porta la Comunità del Mediterraneo Allargato a 24
membri.
termini di partnership e sinergia
costruttiva tra Marine con mentalità comune.
Nel pomeriggio, la prima sessione, presieduta dall’Ammiraglio
Mohamad LAGHMARI – Ispettore della Reale Marina del Marocco, si è concentrata sul
contributo di Dialogo & Cooperazione alla Maritime Situational
Awareness (MSA)4. Le presentazioni si sono focalizzate sulla necessità di condividere i dati allo
scopo di comprendere e reagire tempestivamente alla situazione in atto. Poiché nessuna
Marina può acquisire il 100%
della consapevolezza globale
da sola, la condivisione di informazioni operative tra marine è
essenziale. Gli sforzi per la MSA
non possono essere limitati alla
condivisione di dati. Naturalmente una rete infor mativa
non può sostituire integralmente delle unità navali. Assetti
operativi in numero sufficiente,
navi, aerei da pattugliamento,
devono essere presenti per costituire un deterrente al terrorismo.
La seconda sessione, svoltasi la
mattina del 21 ottobre, ha riguardato il tema del “contributo di D&C alle Maritime Security
Operations (MSO)”. Nei lavori,
presieduti dal Capo della Marina spagnola - Ammiraglio Manuel REBOLLO GARCIA, i
4 Gli interventi sono stati effettuati da: Ammiraglio Julio SOARES de MOURA NETO – Capo
della Marina del Brasile; Ammiraglio Plamen
MANUSHEV – Capo della Marina della Bulgaria; il Vice Ministro dell’Interno e Capo della
Polizia di Frontiera della Georgia, Generale
Zaza GOGAVA; Commodoro Ajendra BHADUR SINGH – Direttore dei Piani Navali della
Marina dell’India, Ammiraglio Ugus YIGIT –
Capo della Marina turca e Ammiraglio Anders GRENSTAD – Capo della Reale Marina di
Svezia.
relatori5 hanno posto l’enfasi
sulle MSO, ed in particolare sulle operazioni contro la pirateria
nel Corno d’Africa e nel bacino somalo e sull’operazione
NATO Active Endeavour (OAE).
Queste operazioni sono la prova della necessità di forme di
Maritime Security Operations
maggiormente efficaci e di un
chiaro quadro legale con lo
scopo di rispondere efficacemente alle nuove minacce.
Inoltre le organizzazioni internazionali dovrebbero implementare ed aggiornare le misure
miranti a rafforzare il ruolo centrale delle forze marittime,
mentre le marine dovrebbero
fornire le loro capacità peculiari di intervento dove e quando
necessario. La giornata è stata
anche segnata dalla cerimonia di firma dell’Accordo Operativo del Trans-Regional Maritime Network (T-RMN) da parte
di 25 Marine6, svoltasi a bordo
della Nave Scuola Amerigo Vespucci, ormeggiata in Riva San
Biasio.
Il T-RMN connette il Virtual-Regional Maritime Traffic Centre
(V-RMTC) con sistemi equivalenti condotti dalle Marine di
5 Ammiraglio Yanpeng QIU – Vice Capo di
Stato Maggiore della Flotta orientale della
Marina Cinese, Ammiraglio ERCEG – Vice
Comandante della Marina Croata, il Capo
di Stato Maggiore della Marina Francese –
Ammiraglio Pierre-François FORISSIER; Ammiraglio Dimitrios ELEFSINIOTIS – Capo della Marina Greca; Ammiraglio Dragan SAMARDŽIĆ
– Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate del Montenegro; Comandante Lars SAUNES – in rappresentanza della Marina Norvegese, e Ammiraglio Richard IBBOTSON – Vice
Comandante in Capo della Flotta Reale
Marina inglese.
6 Albania, Belgio, Brasile, Bulgaria, Cipro,
Croazia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Malta, Montenegro, Paesi Bassi,Portogallo, Romania, Senegal, Singapore, Slovenia,Spagna, Turchia, Regno Unito e USA.
29
Singapore, Brasile ed India (il
cui Capo di Stato Maggiore,
assente al RSS, firmerà in una
successiva occasione). Nel pomeriggio dello stesso giorno,
l’Ammiraglio Matthieu BORSBOOM – Comandante della
Reale Marina Olandese - ha
presieduto la terza ed ultima
sessione, dedicata al contributo del binomio D&C alla Maritime Capacity Building (MCB)7.
Le presentazioni hanno esposto
vari punti di vista sui meccanismi essenziali per la costruzione
di capacità marittime ed hanno sottolineato l’importanza
della confidence building e lo
sviluppo di partnership. La seconda giornata di lavori ha visto anche gli autorevoli interventi dei Sottosegretari di Stato
alla Difesa, On. Giuseppe Cossiga, ed agli Affari Esteri, Sen.
Alfredo Mantica, che hanno
voluto con la loro presenza testimoniare l’importanza attribuita all’evento e rafforzarne la
qualità del contributo di pensiero e di crescita. A loro si è
aggiunto il Ministro della Difesa
del Governo Federale di Transizione in Somalia, che ha consentito a tutti i presenti un insight nella realtà della complessa ed abbandonata società
somala, per la quale - a detta
del Ministro, ed un po’ in controtendenza - potrebbe essere
opportuno assegnare gli aiuti,
anche finanziari, direttamente
ai somali, senza passare da elaborate e complesse procedure
interagenzia.
Il giorno 22 ottobre, giornata di
chiusura dei lavori, i tre moderatori delle varie sessioni hanno
sostanzialmente tirato le som-
7 Ad intervenire sono stati: Ammiraglio Axel
SCHIMPF – Capo di Stato Maggiore della
Marina Tedesca; Comandante Oumar BAILA KANE – Capo della Marina del Senegal;
Ammiraglio Chia JACKSON – Comandante
della Task Force per la Sicurezza Marittima
della Marina di Singapore, Benny TEUTENBERG – rappresentante della Marina Sudafricana e Ammiraglio Samuel J. LOCKLEAR III –
Comandante del Joint Forces Command di
Napoli e Comandante delle Forze Navali
USA per Europa e Africa (in rappresentanza
della Marina Statunitense).
me dei lavori da loro presieduti,
contribuendo fattivamente all’opera di valorizzazione dei
contenuti del Simposio, che la
Marina intende - per la prima
volta - perseguire, attraverso
l’emanazione di un executive
summary, ad integrazione della
usuale attività di redazione degli atti completi dell’evento.
La definitiva chiusura dell’ottava edizione del Simposio di Venezia è stata sancita dal discorso del Capo di Sato Maggiore
della Marina, che ha sottolineato come la qualità e la vivacità del dibattito abbiano
consentito di affermare che il
Dialogo e la Cooperazione
portano senza alcun dubbio un
elevato valore aggiunto alla Sicurezza Marittima. L’Ammiraglio Branciforte ha continuato
evidenziando ancora una volta
l’apparente dicotomia tra la
necessità di assicurare la sicurezza e l’obbligo di preservare
la libertà dei mari: apparente in
quanto proprio garantendo alle forze marittime la capacità
di agire in alto mare si potrà assicurare la storica ed agognata
libertà di navigazione. A ciò si
deve necessariamente affiancare una efficace interazione
tra le realtà militari e civili per
mitigare i possibili impatti negativi derivanti dalla condotta di
MSO: le Marine, le Guardie Costiere, l’industria cantieristica,
l’armatoria, vanno considerati
un team coeso che, attraverso
la condivisione di esperienze e
lo sfruttamento delle varie
esperienze regionali e di settore, consentirà il giusto bilanciamento tra sicurezza e libertà
dei mari. Ne segue un’esortazione ad una più stretta cooperazione tra le Marine e le Organizzazioni Internazionali: con
queste ultime a garantire l’implementazione e l’aggiornamento di misure che enfatizzino
il ruolo centrale delle forze marittime, e le prime ad assicurare
la loro innata capacità di intervenire dove e quando necessario. Questo aspetto determi-
na la necessità di una MSA che
non può essere limitata al data
sharing. Dobbiamo infatti valorizzare al massimo le peculiarità
regionali, la cui completa comprensione è fondamentale per
avere la necessaria consapevolezza di ciò che accade nell’ambiente circostante.
L’Ammiraglio ha poi voluto esaminare quanto emerso nel settore delle MSO ed in particolare dall’esperienza acquisita nelle operazioni antipirateria: l’efficacia delle operazioni di sicurezza marittima passa attraverso due aspetti fondamentali:
un chiaro contesto giuridico ed
una capacità di sviluppare assetti interoperabili, attraverso
una spinta cooperazione tra le
Marine e l’industria cantieristica. Le Marine sono perciò centrali in ogni questione relativa al
mare e le loro esperienze, condivise al solito in maniera franca e onesta, hanno portato
per la prima volta – proprio durante l’ottavo RSS - alla stesura
di un documento di Raccomandazioni Finali che - tenendo conto di quanto emerso durante i lavori - esortano a promuovere iniziative e partnership
regionali per contribuire allo
sforzo globale, ad incoraggiare
lo scambio informativo per raggiungere la più completa ed
efficace MSA colmandone i
gap legali di riferimento, a promuovere la partecipazione di
navi alle MSO per la salvaguardia degli interessi legittimi sul
mare, nonché ad armonizzare
gli sforzi nazionali, regionali ed
internazionali per la condotta
di MSA ed MSO sviluppando al
30
contempo un ruolo leader nel
settore MCB.
Nelle sue conclusioni, l’Ammiraglio ha anche evidenziato come la Marina italiana intenda
dare concreta e rapida attuazione alle Raccomandazioni
condivise, attraverso il continuo
sviluppo della Information Technology in supporto alla MSA,
la disamina degli attuali vincoli
e limiti legali che condizionano
l’efficacia delle MSO, per l’individuazione di possibili soluzioni,
e la ricerca di possibili iniziative
di cooperazione nei settori delle MSO e della MCB per rispondere alle esigenze di governance e di maritime security.
Il discorso di chiusura ha ulteriormente rafforzato l’importanza e la qualità concreta del
Simposio, consentendo alla
Marina di poter affermare che
il RSS, per l’ottava volta, si è
confermato un evento eccellente, all’altezza delle tradizioni
della Forza Armata. I lavori, le
discussioni, gli interventi e egli
eventi collaterali hanno confermato il valore aggiunto del Dialogo e della Cooperazione in
tutte le moderne esigenze di
impiego ed hanno contribuito
a ridurre la Sea-blindness che
spesso caratterizza – e limita –
la comunità internazionale.
Le raccomandazioni finali, e la
loro possibile concretizzazione,
potranno essere le basi per
l’avvio di nuove iniziative o progetti pilota da sviluppare tra
due anni, nel 2012, ancora nella splendida cornice della Serenissima.
Gianfranco Annunziata n
Congresso ipertensione
Ipertensione arteriosa: prevenzione, diagnosi, terapia ed implicazioni
medico-legali
TARANTO
sanità
N
ella splendida cornice
del castello Aragonese,
presso la sala “Galleria
Meridionale”, si è svolto il Congresso sul tema “Ipertensione arteriosa: prevenzione, diagnosi,
terapia ed implicazioni medicolegali” presieduto dall’Ammiraglio Ispettore Capo Pietro Tommaselli, Capo del Corpo Sanitario e dell’Ispettorato di Sanità
della Marina Militare. L’evento,
riservato a medici e infermieri
militari e civili, è stato organizzato dalla Direzione di Sanità di Taranto e rientra nel programma di
aggiornamento professionale
del personale della Forza Armata nonché in quello di Educazione Continua in Medicina.
Il congresso, che si è aperto col
saluto del Comandante in Capo
del Dipartimento M.M. dello Jonio e del Canale d’Otranto Ammiraglio di Squadra Andrea Toscano, ha proposto interventi di
rilevante spessore scientifico ad
opera di Ufficiali Medici della
Marina e delle altre Forze Armate e dei più stretti collaboratori
del prof. Stefano Favale, titolare
della cattedra di Cardiologia
della Università degli Studi “Aldo
Moro” di Bari, il quale, in conclusione dei lavori, ha onorato i
partecipanti di una apprezzatissima lettura magistrale dal titolo:
“ La terapia antipertensiva nel
paziente aritmico”.
I relatori hanno analizzato tutti gli
aspetti della ipertensione arteriosa: epidemiologia, stadiazione,
iter diagnostico, valutazione del
danno d'organo e risvolti medico-legali con particolari approfondimenti riguardanti il rischio cardiovascolare, la terapia e i dettami delle Linee Guida
Europee dedicate all'argomento. La platea, composta da medici militari e da una nutrita rappresentanza di medici di medicina generale e di altri specialisti
appartenenti alla sanità civile
tarantina, ha mostrato massimo
interesse ed entusiasmo per le
brillanti relazioni susseguitesi anche perché l'ipertensione arteriosa rappresenta secondo la
Organizzazione Mondiale della
Sanità la prima causa di mortalità nel mondo in quanto presenta una elevata prevalenza nella
popolazione mondiale con un
miliardo circa di ipertesi nel
mondo ed è il principale fattore
di rischio di malattie cardiovascolari e delle patologie che
comportano un incremento del
rischio cardiovascolare. Continuamente oggetto di grandi studi nazionali e internazionali, l'ipertensione arteriosa necessita,
da parte del medico, di continui
aggiornamenti indispensabili ad
un corretto approccio diagnostico e terapeutico nell'interesse
del paziente, rientrando nelle
competenze del medico di medicina generale nonché di numerose branche specialistiche
quali per esempio la cardiologia, la nefrologia, l'oculistica ed
31
Da sinistra: l’Ammiraglio Leccese,
il prof. Favale e gli Ammiragli
Tommaselli e Toscano.
altre. L’Ammiraglio Tommaselli
ha espresso piena soddisfazione
per la perfetta riuscita dell’evento da lui stesso fortemente voluto anche al fine di rinsaldare i
già ottimi rapporti esistenti tra l’Ispettorato di Sanità della Marina
e l’Università degli Studi “Aldo
Moro” di Bari con particolare riguardo per la cattedra di Cardiologia. Ha sottolineato l’elevato livello scientifico del congresso complimentandosi con tutti i
relatori e ringraziando in particolare il Professor Favale per il determinante apporto fornito personalmente nonchè dai suoi brillanti collaboratori. Infine ha rimarcato l’eccellente lavoro
svolto dal personale dell’Ufficio
E.C.M. di Marisan Taranto nell’opera di organizzazione del congresso come dimostrazione del
fatto che con l’impegno personale e l’entusiasmo è possibile
superare le difficoltà economico-organizzative contribuendo
efficacemente all’aggiornamento e alla formazione del
personale militare.
Vincenzo Mascellaro n
formazione del personale
Diving... in a sea of english!
Prima partecipazione della Marina Italiana al forum internazionale
di inglese marittimo
ALESSANDRIA D’EGITTO
S
i è tenuto ad Alessandria
d’Egitto, l’IMEC 22, la XXII
edizione dell’International Maritime English Conference presso l’Arab Academy for
Science, Technology and Maritime Transport (AASTMT).
L’IMEC costituisce, nell’emisfero
occidentale del pianeta, l’unica occasione per lettori, docenti, editori, lessicografi, cultori
di inglese marittimo di riunirsi e
confrontarsi sulle peculiarità del
Maritime English (ME), branca
relativamente recente e poca
frequentata di quel English for
Specific Purposes (ESP) che
sempre più sta prendendo piede nei sillabi delle istituzioni scolastiche ed accademiche nazionali. Negli ultimi decenni, l’inglese come lingua franca di
popoli e nazioni che spesso
non sono a strettissimo contatto
con la realtà anglofona vera e
propria, è divenuto necessario
strumento di comunicazione
non solo nelle interazioni ship to
ship, ship to shore ma soprattutto tra i membri dello stesso
equipaggio. Il problema di fondo non risiede esclusivamente
nell’acquisizione di una terminologia tecnica per descrivere
un’imbarcazione e ciò che deve svolgere in mare (il che è relativamente semplice per chi
deve “abitare” nella barca per
molti mesi e, volente o nolente,
orecchia l’inglese), ma anche
di espressioni codificate per facilitare le comunicazioni (altrimenti note come SMCP, le
Standard Marine Communication Phrases) e, non ultimo, tecniche di interazione tra culture
diverse (visto che gli equipaggi
sono una vera e propria Babele
linguistica e culturale).
L’IMEC 22 ha impegnato per
cinque giorni, in un susseguirsi
di seminari e presentazioni multimediali, rappresentanti di istituzioni marittime provenienti da
trenta stati diversi, con qualche
incursione asiatica (Cina,
Myanmar, Sri Lanka), appartenenti sia alle generazioni “di
lungo corso” (i primi a confrontarsi con il Maritime English) che
alle nuove generazioni appena
approdati (come chi scrive) all’inglese marittimo.
Il tema dell’ultima edizione era
il seguente “Maritime English:
Improving Communication and
Cultural Awareness”. In assenza
di una definizione di una branca che si definisca ufficialmente come Naval English e che
possa configurarsi come un
ambito autonomo all’interno
dell’emergente Military English
(il cui testo cardine è stato pubblicato solo nel 2005 ed esplora
essenzialmente problematiche
dell’Esercito), un forum comunque deputato tradizionalmente
alla trattazione di tematiche
più “mercantili” che “navali”,
quale appunto IMEC, è emersa, per la sua risonanza, come
la sede migliore per proporre in
forma seminariale (pertanto
tramite interazione con il pub-
32
blico) un estratto di un’unità didattica di Naval English concernente i sottomarini (Nautilus:
from Captain Nemo to the Silent Service).
Partendo dall’assenza di materiale glottodidattico di stampo
navale, l’obiettivo precipuo
della proposta era quello di
proporre attività lessicali che
consentissero agli allievi di istituzioni navali di apprendere, nel
modo più agevole possibile,
lessico specialistico relativo ai
sottomarini.
L’unità didattica originale, di
più ampio respiro, comprende
una breve introduzione alla storia dei sottomarini attraverso filmati storici e contemporanei di
buona qualità desunti da YouTube, una disamina delle peculiarità del Silent Service (sempre
di notevole fascino per il grande pubblico), ed una trattazione, in linea con le ultime tendenze della glottodidattica attuale sviluppata dalle Forze Armate statunitensi, di tematiche
di matrice culturale (come le
sfide riscontrate nell’assunzione
di personale sommergibilista
qualificato e l’inserimento di
personale femminile).
Alberto Milan n
Un compleanno importante per la Scuola Subacquei
del Raggruppamento “Teseo Tesei”
LA SPEZIA
L
a scuola istituita a Genova il
24 luglio 1849, su proposta del
Generale Della Bocca, Ministro della Guerra e della Marina
del Regno di Sardegna, consegnò i primi brevetti militari oltre 160
anni fa, abilitazioni che consentivano l’immersione umana fino a
10 metri di profondità. Con al Nascita del Regno d’Italia ed il trasferimento della Marineria da Genova alla Spezia, avvenuto nel 1869,
la Scuola Palombari fu sistemata a
bordo di varie Unità Navali, a seconda delle esigenze della Flotta,
per trasferirsi definitivamente il primo novembre 1910 dalla Regia
Nave Italia al comprensorio del
Varignano. Dalla loro istituzione
ad oggi, la Scuola Palombari prima e la Scuola Subacquei dopo,
hanno brevettato oltre 4.000 palombari che, nel tempo, dai 10
metri di profondità del 1849 hanno
raggiunto la capacità di operare
fino a 300 metri. In occasione del
brevettamento di 15 neo palombari del corso Ordinario 2010, avvenuto il 26 novembre 2010 alla
presenza delle autorità civili e militari della Spezia, si è fatta memoria del centennale dell’insediamento della Scuola Palombari al
Varignano. Tale avvenimento ha
nel
permesso,
tempo, di radicare la presenza della Marina e dei
suoi uomini nel territorio dove sussiste
il Varignano, tanto
che, per la prima
volta, il Sindaco
del comune di
Portovenere ha
chiesto di prendere la parola durante la cerimonia
per esprimere i sentimenti di vicinanza e gratitudine ai propri “figli”,
i palombari di Comsubin, che da
un secolo operano a favore della
collettività, sia in ambito nazionale
che internazionale, rappresentando un’eccellenza ammirata da
tutte le nazioni. Per questo motivo,
con orgoglio, l’Amministrazione
Comunale da tempo ha nominato il paese delle Grazie quale
“Città dei Palombari”, istituendo
un’associazione tesa ad “ospitare
e promuovere la conoscenza della storia e delle tradizioni dei Palombari quale strumento di valorizzazione delle tradizioni delle nostre
genti e di sviluppo dei mestieri legati al mare”. La cerimonia proseguita con il discorso del Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teso Tesei”,
contrammiraglio Giuseppe Cavo
Dragone, che ha esaltato le qualità dei Reparti Subacquei e si è
complimentato con i giovani brevettandi per i risultati conseguiti, è
culminata con l’imbascamento
dei neo palombari. In questo
momento dieci mesi di fatiche e
difficoltà, apparentemente insuperabili, venivano dimenticate
consegnando agli istruttori del
corso il berretto di allievo, per indossare il tanto sudato basco blu
e ricevere un energica pacca sulla spalla, che indicava, di fatto, la
33
fine del corso ed il loro cambio di
stato. A chiusura della cerimonia
sono stati consegnati i premi agli
allievi che, durante il corso, si sono
distinti per capacità e rendimento. La giornata si è conclusa con
un evento dimostrativo, effettuato
presso la Cala Subacquei, durante il quale è stata condotta un’immersione congiunta di due operatori del G.O.S. (Gruppo Operativo
Subacquei), uno con l’attrezzatura normale impiegata da oltre un
secolo dai Palombari della Marina
e l’altro con un moderno sistema
di immersione. Infine gli intervenuti
alla cerimonia hanno avuto la
possibilità di visitare una mostra di
attrezzature storiche e moderne
allestite per l’occasione. Un ultima
nota, importante per la categoria,
è quella del numero consistente di
neo brevettati “sfornati” in un anno dalla Scuola Subacquei; un incremento di 15 palombari tra le fila del G.O.S. non avveniva dal
1995. I nuovi operatori verranno
impiegati nei teatri operativi che
vedono ora impegnata la Marina
per le operazioni di bonifica di ordigni esplosivi rinvenuti in mare, il
soccorso al personale dei sommergibili in difficoltà ed i lavori subacquei in alto fondale anche a
favore della collettività.
red. n
formazione del personale
Cento anni ma non li dimostra
formazione del personale
C or s o i nf o rm a t i v o d i
D i r i t t o I n t e r n a z i o na l e U m a n i t a r i o
RAVENNA
H
a avuto luogo presso la
Capitaneria di porto di
Ravenna un Corso informativo di "Diritto Internazionale
Umanitario nei conflitti armati"
promosso e realizzato in sinergia
con il Comitato provinciale della
Croce Rossa Italiana.
L'evento rivolto principalmente
al personale militare, ha registrato la partecipazione di oltre 150
persone coinvolgendo, oltre al
personale del Corpo delle Capitanerie proveniente anche da
altre sedi, personale dell'Aeronautica Militare, dell'Arma dei
Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Il
momento formativo si è aperto
con il saluto del Direttore Marittimo dell'Emilia-Romagna e Comandante della Capitaneria di
porto di Ravenna C.V. (CP) Roberto Rufini che ha sottolineato,
inoltre, come il dispiegamento
delle FF.AA. in proiezioni internazionali d’oltremare, alcune delle
quali con forte connotazione di
“missione umanitaria”, nonché
gli eventi ormai giornalieri connessi nella gestione del fenomeno dell'immigrazione sulle nostre
coste, coinvolgano sempre di
più gli uomini e delle donne della
Marina Militare in tematiche che
riguardano il diritto umanitario.
Le finalità del corso sono state
successivamente tratteggiate
dalia Dott.ssa Maria Michea (direttore del corso e consigliere
giuridico FF.AA. dell'Ispettorato
provinciale C.R.I. di Ravenna)
che ha illustrato al contempo
l'organizzazione della giornata di
studio.
L’incontro formativo, che ha impegnato l'intera giornata e si è
articolato in due sessioni, ha visto
i relatori addentrarsi ed affrontare i vari aspetti che riguardano il
Diritto Internazionale Umanitario
tra i quali:
•I principi fondamentali e l'evoluzione del Diritto Internazione
Umanitario;
•Le tipologie di conflitto armato
e i metodi di combattimento;
•Il principio di distinzione, necessità militare, proporzionalità e nozione di combattente;
•Le Convenzioni di Ginevra, i
protocolli aggiuntivi e la corte
penale internazionale;
•II movimento internazionale
della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa;
•II comitato internazionale della
34
croce rossa (CICR);
•La protezione della popolazione civile, dei feriti, dei malati e
dei naufraghi;
•L'immigrazione clandestina e il
favoreggiamento del fenomeno
ad essa connessa: aspetti e questioni correlati al Diritto Umanitario.
In questa occasione è stato così
affrontato uno dei temi del nostro tempo: il fenomeno della migrazione o, per quello che più ci
riguarda, dell’immigrazione,
analizzato nel suo senso più ampio, con i necessari richiami alla
dottrina e ai principi normativi afferenti la materia del diritto umanitario. Sì perché l’uno – il fenomeno della migrazione – sovente si pone quale naturale conseguenza di ciò che è alla base
dell’altro – i conflitti bellici – i cui
risvolti portano le popolazioni
colpite da questi eventi a spingersi verso luoghi più sereni e
dando origine alle correnti migratorie che vengono studiate,
tutelate e normate a loro volta
dal diritto dell’immigrazione, anch’esso indissolubilmente vincolato a quello del diritto internazionale.
Il corso si è così prefissato di trattare, individuare e approfondire i
nessi causali intercorrenti tra il diritto internazionale umanitario
negli eventi bellici e quello dell’immigrazione, cercando nel
contempo di fornire alcuni strumenti pratici per gli operatori
che quotidianamente si trovano
ad operare in prima linea nella
gestione di tale fenomeno, con
la necessità di applicare quanto
contemplato dalla vigente normativa. Infine, un significativo
spazio di approfondimento concettuale è stato riservato alle figure di “immigrato” e di “richiedente asilo politico”, apparentemente associabili ma, viceversa,
tra loro ben differenti in quanto
soggette ad altrettanto differente regime normativo. In breve, infatti, come ha illustrato il prof. Terracciano, “l’ingresso e l’integrazione degli immigrati incide sul
tessuto economico, comportando da parte dell’ordinamento
nazionale, così come di quello
europeo, la scelta di contingentare i flussi migratori, ovvero decidere a priori il numero di immigrati che annualmente possono
essere richiesti dal mercato del
lavoro; al contempo, la stessa legislazione nazionale riconosce ai
richiedenti asilo, il diritto ad entrare nel territorio nazionale laddove vi siano i motivi, e ciò a differenza degli altri immigrati che,
pur avendo un interesse legittimo tutelato dalla legge, sono tenuti ad aspettare che il mercato
del lavoro sia pronto ad assorbirli”. Oltre alla dott.ssa Michea, sono intervenuti l'Avv. Claudio Angeli (Commissario provinciale del
Corpo Militare C.R.I. di Ravenna),
la dott.ssa Elena Delise (volontaria del soccorso C.R.I. di Riccione) e il Capitano Pierluigi Buratti
(Commissario della delegazione
C.R.I. di Cesena), il Prof. Avv. Ugo
Terracciano (Dirigente della
Questura di Ravenna e docente
presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli studi di
Bologna). Il corso ha avuto termine con la consegna degli attestati di partecipazione, con la viva soddisfazione sia degli organizzatori (per la Direzione Marittima il C.C. (CP) Adriano Carassai
e l'S.T.V. (CP) Claudio Bernetti)
che dei relatori. Alla elevata caratura di quest’ultimi, parimenti
significativa è stata la risposta
delle Forze Armate e della Polizia
di Stato alla giornata di studio,
attestando la rilevanza degli argomenti trattati, nonché a riscontrare l’importanza da sempre riservata alla formazione e
all’aggiornamento professionale
del personale.
Cesare Ceccaroni n
II diritto internazionale umanitario (o diritto umanitario) costituisce una parte molto importante del
diritto internazionale pubblico e include le regole che, in tempo di conflitto armato, proteggono le
persone che non prendono, o non prendono più, parte alle ostilità e pongono limiti all'impiego di
mezzi e metodi di guerra. In altre parole possiamo definire il diritto internazionale umanitario (D.I.U.)
come l'insieme delle norme di diritto internazionale che riguarda la protezione delle cosiddette vittime di guerra o vittime dei conflitti armati, comprendendo altresì anche il cosiddetto diritto bellico,
che tratta dei doveri comportamentali dei combattenti in un conflitto e dei mezzi e metodi di guerra. A sua volta il Comitato Internazionale della Croce Rossa (C.l.C.R.) intende per diritto internazionale umanitario applicabile nei conflitti armati "l'insieme dei trattati internazionali o delle regole
consuetudinarie che sono specificamente tesi a risolvere le questioni di carattere umanitario direttamente causate da conflitti armati, di natura sia internazionale che interna".
Ne discende che, per motivi umanitari queste regole limitano il diritto delie Parti in conflitto nella
scelta dei mezzi o metodi di combattimento e proteggono le persone e i beni coinvolti, o che rischiano di rimanere coinvolti, nel conflitto.
La base fondamentale del diritto umanitario è attualmente costituita dalla I Convenzione di Ginevra del 22 agosto 1864 (data di nascita del Diritto Internazionale Umanitario) e dalle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e dai successivi due Protocolli aggiuntivi dell'Aja del 1977.
A questi documenti ne vanno aggiunti molti altri, quali la Convenzione dell'Aja per la Protezione dei
beni culturali del 1954, la Convenzione di Ottawa sull'eliminazione delle mine antipersona del 1997,
le convenzioni in materia di divieto di uso di armi indiscriminanti e di modifica ambientale.
la Marina per il sociale
Marisicilia e Scuola di windsurf
Insieme per il sociale
AUGUSTA
E
’ stato record di iscritti per
la Scuola di Windsurf Augusta A.W.A. che quest’anno ha trasferito la propria
sede presso il Lido Ufficiali di
Punta Izzo. Il lavoro sinergico
con la Marina di Augusta ed in
particolare con Marisicilia ha
superato i risultati sperati, realizzando quegli obiettivi di diffusione dello sport ed impegno
sociale che stanno alla base
della nascita della collaborazione.
L’associazione, che prima si trovava presso il molo del CRDD,
ha traslocato lo scorso mese di
maggio, per poi inaugurare la
stagione didattica il mese successivo.
A volere la scuola all’interno
dello stabilimento è stato l’Ammiraglio di Squadra Andrea Toscano, che negli anni si è distin-
to nel territorio per il suo particolare impegno rivolto alle attività nautiche. Un impegno attivo, alimentato da un sincero
amore per il mare, e che lo ha
dunque portato all’incontro
con l’A.W.A., dando vita ad
una collaborazione che negli
anni si è sempre di più rinsaldata fino alla condivisione di una
stessa sede.
L’esperimento è andato bene
e ha portato enorme soddisfazione per entrambi: grande numero di partecipanti, svago
per Ufficiali e familiari, ma anche servizio importante per la
comunità.
La scuola ha lavorato senza sosta fino alla chiusura dello stabilimento e ha avuto allievi di
tutte le età e di ogni livello.
L’offerta didattica prevedeva
corsi individuali, di gruppo, base e di perfezionamento, ma
anche lezioni singole e noleggi.
36
I costi erano di gran lunga inferiori rispetto allo standard nazionale, nonostante gli istruttori
fossero altamente qualificati.
Questo tipo di scelta è stata effettuata proprio per allargare
la possibilità di iscrizione ai corsi, in linea con lo scopo principale di diffondere il più possibile questa disciplina. Nonostante, infatti, la città di Augusta sia
circondata dal mare ha sempre dimostrato particolare fatica nella diffusione di sport velici
tra i propri cittadini.
Oltre ai corsi sono stati anche
organizzate due regate, una
gior nata gratuita rivolta ai
bambini, ma soprattutto uscite
in vela per alcuni disabili dell’Associazione Nuova Augusta
Onlus. Dal 2008, infatti, l’A.W.A.
ha ricevuto la gestione tecnica
del Dream Boat, unico biposto,
realizzato dalla casa romana
Dream Nautica S.r.l., governa-
bile in tutta sicurezza anche dai
disabili grazie al timone con
doppio comando. La barca è
stata oggetto di numerose iniziative negli anni e rappresenta
un motivo di orgoglio per l’associazione che ha intenzione di
rafforzarne l’utilizzo in futuro.
“Si tratta di un successo che
mai avremmo potuto realizzare
senza l’aiuto di Marisicilia e dell’Ammiraglio Andrea Toscano, –
ha commentato il Presidente
dell’Associazione Marco de Filippo –, che si è poi detto “felice per il boom di iscrizioni registrato in questi mesi dall’associazione”.
La pensa allo stesso modo anche Pier francesco Neri, uno
degli istruttori A.W.A., per il quale “la più grande soddisfazione
è stata più che altro quella di
vedere gli allievi continuare anche dopo il primo corso. Questo significa che abbiamo fatto
un buon lavoro e siamo riusciti
a trasmettere agli altri questa
grande passione”.
L’ASD Windsurf Augusta nasce
nel 2005 per il volere dell’attuale Presidente Marco de Filippo,
che riesce a coagulare intorno
a sé un gruppo di scapestrati
windsurfisti accomunati dalla
medesima passione. Da allora,
la crescita dell’associazione
sportiva è stata costante, fino a
raggiungere un importante traguardo nel 2008, quando l’attuale istruttore Pierfrancesco
Neri ha vinto il titolo di campione italiano delle scuole di windsurf associate all’FWI.
L’incontro con la Marina ha
37
rappresentato, poi, un altro
grande passo nell’evoluzione
dell’Associazione, che adesso si
sta già preparando per la prossima stagione, con l’augurio
che la sua presenza al Lido
Punta Izzo possa rappresentare
anche motivo di attrattiva ad
Augusta per gli Ufficiali di tutta
Italia.
Valentina Vella n
avvenimenti spirituali
E’ Natale
Come ogni anno, in tutti gli Enti e Comandi della Marina si sono svolti
gli incontri in preparazione del Santo Natale. Fra tutti riportiamo quello
avvenuto con l’Ordinario Militare presso il Comando Militare Marittimo
Autonomo della Capitale.
ROMA
I
l 22 dicembre nel teatro
della Caser ma Lante,
S.E.R. Mons. Vincenzo Pelvi
ha officiato la S.S. Messa in preparazione al Santo Natale. Erano presenti il Contrammiraglio
Antonino Parisi, Comandante
di Maricapitale, il Presidente
Nazionale dell’A.N.M.I. Ammiraglio Pagnottella, e una folta
rappresentanza del personale
militare e civile in servizio nella
capitale. Riportiamo l’omelia
che il nostro vescovo ha ci voluto offrire come dono a tutto il
personale della Marina.
“Carissimi, a pochi giorni dal
Natale, la liturgia ci invita a riscoprire il senso della gratitudine. Anna, la madre di Samuele, e Maria, la madre di Gesù
insegnano a dire grazie dinanzi
alle grandi opere che Dio sempre compie nella nostra vita.
Potrebbe essere un modo per
prepararsi più fortemente e veramente al Natale, quello di
aprire il nostro cuore a dire grazie in modo più continuo e
profondo. Magnificare significa
riconoscere che noi siamo piccoli davanti a Dio e che i nostri
fratelli più deboli e più semplici
sono compagni di viaggio nel
cammino della storia. Anna
non dimentica di aver pregato
per quel fanciullo che ha tra le
braccia, e non dimentica la
sua promessa: il piccolo Samuele è il segno che Dio non
aveva disprezzato l’umiltà e la
povertà di questa donna, e,
proprio come dono ricevuto,
va generosamente offerto. Nel
momento del riconoscimento
da parte di Elisabetta della sua
maternità, Maria ha la consapevolezza di essere serva del
Signore e si pone al cuore del
suo popolo, che è un servo la
cui ricchezza e speranza è la
misericordia. Il Magnificat è la
celebrazione dell’impossibile
reso evento. Il canto di Maria
ha la sua sorgente innanzitutto
nella meraviglia: «Ha fatto in
me cose meravigliose, ha fatto
dei miei giorni un tempo di stupore, della mia vita un luogo di
prodigi». Il canto di Maria nasce da un’esperienza felice: ha
capito Dio. L’esultanza non deriva dalla rivelazione di nuove
regole di vita, da un migliore
codice etico: la bella notizia
che Maria trasmette è l’innamoramento di Dio, di un Dio
che ha messo le mani nel folto
della vita, nelle ferite della storia, diventando bambino. Il
Bambino che nasce è
segno della debolezza
e della vulnerabilità
proprie a ogni neonato, ma per noi indica
la debolezza di Dio,
mendicante dell’amore umano. «Piccolo è il
Signore e sommamente amabile; sì, piccolo
è colui che è nato per
noi» (San Bernardo).
Amabile perché piccolo. L’incontro di Dio
con l’uomo avviene
grazie alla debolezza.
Romano il Melode
cantava: «Tu sei per
noi Piccolo Bambino,
Dio eterno». Ma vorrei
proporre di guardare
insieme a Betlemme e
al Calvario, alla mangiatoia e al sepolcro,
alla nascita e alla risurrezione, al Bambino e al Risorto, perché il mistero
del Natale e della Pasqua si richiamano e s’illuminano a vicenda. Diciamo allora che «è nato»: ma chi se n’è accorto? Nessuno. E un bambino come tutti gli altri. Fin
dal principio, egli venne
come la luce e tra i suoi,
ma non fu accolto. Ma
per Maria e Giuseppe
non c’era posto nell’albergo. Così i fatti dell’infanzia divengono quasi
simboli e preannuncio
degli avvenimenti della
passione. « (Maria) diede
alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in
fasce e lo depose in una mangiatoia» (Lc 2,7); e poi « (Giuseppe d’Arimatea) chiese a Pilato il corpo di Gesù, lo calò
dalla croce, lo avvolse in un
lenzuolo e lo depose in una
tomba scavata nella roccia»
(Lc 23,53). Il segno sarà questo:
«un bambino avvolto in fasce,
che giace in una mangiatoia»
(2,52) per i pastori; per le donne al sepolcro invece «osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù»
(23,55). E’ nato, dunque, un
bambino vero, perché questo
bambino vivrà e poi morirà e
sarà deposto nella tomba. Dopo tre giorni risorgerà. E ci sono
i testimoni. Questa è storia, non
una leggenda. Il Magnificat è il
vangelo che pone al centro
della religione non quello che
io faccio per Dio, ma quello
che Dio fa per me. Eppure in
questo canto c’è come uno
scandalo della fede. Dov’è il
rovesciamento? La fame continua a uccidere, i cimiteri trionfano. Eppure la speranza è più
forte dei fatti. Non li ignora,
non li aggira, li attraversa e li
contesta. Perché se io credo
che la notte finirà non è perché il sole è già spuntato, ma
perché, come cristiano, io sono uomo del terzo giorno: «Il
Il Contrammiraglio Parisi saluta
S.E.R. Mons. Pelvi.
terzo giorno risusciterò» (Mt
20,19). E anche nel colmo della notte del Venerdì di passione so fissare gli occhi e il cuore
sulla linea mattinale della luce,
che sembra minoritaria, ma è
vincente. Se io credo che il
mondo sarà cambiato, con
Maria, non è per i segni che
riesco a discernere dentro il
groviglio sanguinoso della storia, ma perché c’è la promessa, perché Dio si è impegnato
e sulla sua promessa uomini
coraggiosi e liberi sfidano la
notte, contendono il mondo
alle forze della notte. La promessa di Dio è il mio punto di
forza. Dio esaudisce sempre:
non le nostre preghiere, ma le
sue promesse. Possiamo ben
dire che il mistero del Natale,
luce che illumina, non si conclude a Betlemme, non è un
avvenimento circoscritto, perché l’incarnazione del Verbo
progredisce in tutta la vita di
Gesù e si completa nella risurrezione, nell’ascensione al cielo e nell’effusione escatologica
dello Spirito. A Natale termina
l’attesa, incomincia il futuro
per tutti, per ogni uomo, cui
sant’Agostino rivolge l’avviso:
«Svegliati, o uomo: per te Dio
s’è fatto uomo» (Disc. 185).
39
Cresca la nostra capacità di
stupore e di futuro, una capacità di non attendere, ma di
generare quel futuro che entra
in noi molto prima che accada. Salvezza è che lui ami, non
che io ami. L’augurio per questo Natale lo suggerisce
Sant’Ambrogio: «Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno
lo spirito di Maria a esultare in
Dio; se, secondo la carne, una
sola è la madre di Cristo, secondo la fede tutte le anime
generano Cristo; ognuna, infatti, accoglie in sé il Verbo di
Dio... L’anima di Maria magnifica il Signore, e il suo spirito esulta in Dio, perché, consacrata
con l’anima e con lo spirito al
Padre e al Figlio, ella adora
con devoto affetto un solo Dio,
dal quale tutto proviene, e un
solo Signore, in virtù del quale
esistono tutte le cose». Alla
scuola della Vergine facciamo
sì che nella nostra anima e nella nostra vita il Signore trovi
una dimora. Non dobbiamo
solo portarlo nel cuore, ma
portarlo al mondo, cosicché
anche noi possiamo generare
Cristo per i nostri tempi.”
+ Vincenzo Pelvi, Arcivescovo
red. n
avvenimenti
Ter zo ra du n o de gl i
e q ui pa gg i di n ave A rd it o
LA SPEZIA
M
emoria, cameratismo
e sentimento. Ancora
una volta questa collaudata miscela “esplosiva” si
è rivelata essenziale per la riuscita della manifestazione
volta a far incontrare, in alcuni casi anche dopo molti anni, quanti sono stati imbarcati
sull’Ardito. Il terzo Raduno degli equipaggi di Nave Ardito,
una “due giorni” organizzata
dal Comitato Amici di Nave
Ardito, ha offerto un programma costellato di iniziative a carattere storico e culturale, di cerimonie solenni e di
momenti conviviali.
La prima giornata
Dopo il ritrovo degli oltre trecento partecipanti, la manifestazione è stata ufficialmente aperta, con la visita dell’Ammiraglio Solari, in rappresentanza dell’Ammiraglio
Paoli, Comandante in Capo
del Dipartimento Militare dell’Alto Tirreno. Successivamente, gli interventi di Zampaglione e di D’Angelo, organizzatori della manifestazione,
hanno sottolineato l’attaccamento ai nobili valori che legano tutti gli “Arditini” e la
soddisfazione nel constatare
che, malgrado il passare del
tempo e il vuoto lasciato da
coloro che scompaiono, anche questo raduno ha confermato una memoria viva e
condivisa che si perpetua e
viene onorata negli anni con
immutata volontà e lo stesso
trasporto d’animo. La mostra
fotografica di Nave Ardito ha
fatto riemergere emozioni sopite e ricordi di anni or mai
lontani. Le immagini del varo,
di eventi e ricorrenze a bordo
e delle visite ai porti di tutto il
mondo sono state un autentico tuffo nel passato e una
sorpresa per quanti non si
aspettavano di riconoscersi o
di riconoscere vecchi e cari
compagni d’imbarco in qual-
40
cuna delle foto esposte. Sulle
ali dei ricordi e dei sentimenti
sono stati esposti alcuni quadri e cimeli storici, concessi
dal Quartier Generale Marina
di Roma, come la targa di
costruzione dell’Ardito; infine
sono state proiettate le riprese dei precedenti raduni. Lo
schermo ha anche offerto
l’ammirevole e commovente
esecuzione della Preghiera
del Marinaio messa in musica
dal Maestro Antonio Barbagallo, Direttore della Banda
della Marina e cantata dal
Tenore Anselmo Fabiani. La
mostra di Antonio Zingali, sottufficiale in congedo, dedicata ai crest delle navi della
Marina, ha dato ancor più lustro al programma. Per l’occasione la Provincia di Crotone, che ha patrocinato la
mostra dei crest, ha offerto ai
visitatori vario materiale promozionale relativo alla città
capoluogo, al territorio provinciale ed all’Area marina
protetta “Capo Rizzuto”. Uno
spazio espositivo speciale è
stato allestito da Nave Crotone. Anche l’ARMI (Associazione Radioamatori Marinai Italiani) ha dato il suo importante contributo alla riuscita della manifestazione “Arditina”.
E’ stata infatti allestita una
postazione che ha operato in
fonia e in telegrafia col nominativo speciale II1IARD. A cura dell’ARMI è stata realizzata
per l’occasione una speciale
cartolina QSL e sono stati
esposti alcuni apparati radio
risalenti al dopoguerra e al 2°
conflitto mondiale. Una serata d’intrattenimento musicale
ha concluso la prima giornata del Raduno.
La seconda giornata
Onore e memoria hanno contraddistinto gran parte del
programma della seconda
giornata. Dopo la solenne
Santa Messa officiata dal
Cappellano Capo, Mons.
Giovanni Bartolini, presso la
Cappella di Santa Barbara, i
radunisti si sono trasferiti al
Molo Lagora. Qui, ad attenderli, la sintesi materiale di
tutti i ricordi e i sentimenti che
albergano indelebili nella
mente e nell’animo degli “Arditini”: Nave Ardito! Ormeggiata insieme a Nave Audace
e con un aspetto da signora
in pensione e, purtroppo,
prossima al trapasso, l’Unità è
stata “bombardata” da centinaia fra scatti fotografici e
riprese video. La cerimonia
del lancio in mare, dal ponte
di volo, della corona in ricordo dei Caduti in guerra e degli “Arditini” scomparsi è stata
sicuramente il momento più
toccante del Raduno. Dato
un ultimo sguardo all’Unità, i
radunisti si sono divisi in due
gruppi per la prevista visita
ad Unità presenti in porto: la
fregata Maestrale e il modernissimo Caio Duilio. Qualcuno, osservando il “look” ipertecnologico del Duilio e visitando i suoi interni un pò da
astronave, ha rimpianto il profilo del vecchio Ardito e rivangato nostalgicamente i tempi
passati. E’ stata la seconda
parte della giornata a dare
un’idea ancora più ampia di
come ricordi, emozioni, sentimenti e rapporti umani costituiscano prezioso tesoro che
contribuisce a definire cosa
sia stata una nave come l’Ardito. Numerosi, infatti, sono
stati i messaggi fatti pervenire
dagli ex comandanti di Nave
Ardito impossibilitati, per vari
motivi, a partecipare al Raduno. Li ha letti uno per uno
Zampaglione, confermando il
solido legame che unisce
l’Ardito a ufficiali, sottufficiali
41
e marinai che vi hanno prestato servizio. Un legame che
gli ex comandanti presenti
(ammiragli Enrico Rossi, Gianfranco Ginesi, Giorgio Guiduzzi) hanno sottolineato nei loro
commossi discorsi. In particolare, ha colpito la frase dell’ammiraglio Rossi nella quale
affermava di voler continuare
a ricordare l’Unità com’era
negli anni più belli: col jack
gagliardamente sventolante
sull’asta di prora! La consegna delle targhe e del crest
commemorativo alle autorità
intervenute, ed a tutti i collaboratori del Comitato, al collezionista Zingali, alla Provincia di Crotone ed i gadget ai
radunisti ha segnato l’epilogo
della manifestazione. In chiusura, dopo l’augurio che il
prossimo Raduno, il quarto,
possa vedere ancora insieme
i partecipanti convenuti, è seguito il rituale grido di giubilo:
“Viva l’Ardito, viva la Marina!”.
(per tutte le informazioni del
caso è possibile consultare il
sito www.naveardito.it)
Alfonso Zampaglione n
avvenimenti
Consegnato alla Marina un
Iveco Irisbus personalizzato
Personalizzato un
veicolo Iveco per il
Centro Mobile
Informativo della Marina
ROMA
P
resso il Motor Village di viale Manzoni a Roma, centro
polivalente di Fiat Group
Automobiles, alla presenza del
Sottocapo di Stato Maggiore
della Marina, Ammiraglio di
Squadra Andrea Campregher,
e del Direttore Sales & Marketing Retail Iveco Irisbus, Enrico
Vassallo, è stato consegnato alla Marina un Domino HDH Iveco Irisbus.
Il veicolo è stato completamente personalizzato all’interno e all’esterno per essere utilizzato come “Centro Mobile
Informativo” che la Marina utilizzerà in un tour di presentazione delle proprie attività al grande pubblico, con una particolare attenzione ai giovani potenzialmente interessati all’arruolamento.
Il Domino Hdh è stato concepito ed allestito per interagire
con il pubblico in maniera multimediale: un sistema composto da sette monitor LCD da 42
pollici collocati nella parete sinistra del mezzo consente, grazie alle cuffie ad infrarossi, a
coloro che si posizionano semplicemente davanti a ciascun
schermo, di ascoltare l’audio
dei singoli video proiettati. I sette monitor possono essere gestiti singolarmente tramite un
pc “touch screen” o anche simultaneamente tramite un sistema “watch out” che permette lo scorrimento del video
dal primo monitor fino all'ultimo
come se si trattasse di un unico
grande schermo panoramico.
Il pubblico avrà inoltre a disposizione un pc “touch screen”
da 23 pollici per navigare nel sito della Marina ed una postazione dalla caratteristica forma
piramidale dove potranno essere visualizzati gli ologrammi
della flotta in tre dimensioni.
Il pavimento del veicolo è rivestito con una particolare moquette in feltro blu che, grazie
agli inserti di lamine argentate,
riproduce l’effetto ottico del
42
mare in movimento. Anche il
controsoffitto è
rivestito con lo
stesso materiale
creando così
una sensazione
di “tunnel d’acqua”, mentre il
percorso dei visitatori è indicato
tramite una serie
di led blu e di
profili illuminati a pavimento.
Lo spazio espositivo interno può
essere trasformato in una sala
conferenze grazie alle panche
a scomparsa richiudibili a libretto e al podio multimediale per
la gestione degli schermi LCD,
dello schermo con retroproiettore e dei 14 plasma da 10 pollici posti dietro il relatore. In fondo all’autobus è stato realizzato anche un divano angolare
per conferenze private.
red.
BOLOGNA
D
opo un 2009 in tono minore, quest’anno le Case automobilistiche tornano tra i
padiglioni della Fiera di Bologna
con un’edizione che segna il ritorno del Motor Show agli antichi fasti espositivi, nonostante la
crisi del settore auto motive. La
pecularietà del Motor Show, la
caratteristica che più di ogni altra lo distingue dai tradizionali
saloni dell’automobile è la prospettiva in cui mostra le vetture.
Un approccio che tende a evidenziare l’aspetto emozionale di
questo mondo quindi, apre i
battenti intenzionato a rinsaldare il forte legame con il suo pubblico. Un pubblico di appassionati, che quest’anno hanno ritrovato tra i padiglioni tutto ciò
che rende unico l’appuntamento bolognese. Le novità non
mancano, la manifestazione in
edizione premium, ha conservato tutti i suoi caratteri distintivi tradizionali: le novità di prodotto
delle Case auto, gli approfondi-
menti sui diversi
temi del settore
auto motive e
la parte dinamica, con test
drive per i visitatori, esibizioni
e competizioni
sportive. Uno
dei focus principali su cui si è
concentrato il
Motor Show
2010, è stata la
mobilità elettrica, come hanno evidenziato
nel corso delle
conferenze di apertura Gian Primo Quagliano - Presidente del
Centro Studi Promotor di GL
events - e il Presidente dell’UIGA
– Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive Pierluigi Bonora. Insomma, il Motor
Show si rinnova
per stare al passo con i tempi,
seppure continua a essere
quello che tutti
noi abbiamo imparato ad apprezzare in questi
anni. Per l’occasione, non poteva mancare la
Marina, che presenta la prima
uscita ufficiale
del nuovo Iveco
Irisbus allestito
come Centro Mobile Informativo, strumento di comunicazione
ideale per portare a conoscenza del grande pubblico le attività svolte dalla Forza Armata. I
giovani, visitando lo stand istitu-
43
zionale della Marina hanno avuto la possibilità di ricevere informazioni sulle opportunità di carriera che vengono loro offerte.
Il Centro Mobile Informativo è un
automezzo adattato appositamente all’interno con sistemi di
rappresentazione virtuale in 3D,
un sistema video multischermo
in watchout e altre apparecchiature all’avanguardia. Rappresenta, in sintesi, lo strumento
di comunicazione ideale per far
conoscere al grande pubblico
le attività e i mezzi della Forza Armata. Sensibile al tema delle
energie da fonti rinnovabili, la
Marina presenta su questo bus
un innovativo impianto per la
produzione di energia solare,
posizionato sul tetto, in grado di
alimentare l’illuminazione e le
dotazioni tecnologiche del mezzo. L’impianto contribuirà ad ab-
battere di circa mezza tonnellata all’anno la CO2 emessa nell’atmosfera, nel totale rispetto
dell’ambiente.
red. n
avvenimenti
Debutta al Motor Show
il Centro Mobile Informativo
della Marina
benessere del personale
Innovazioni e interventi
in materia pensionistica nel
pubblico impiego
La legge n. 122 del 30 luglio 2010 di conversione con modifiche del D.L.
n. 78 del 31 maggio 2010 ha previsto innovazioni in materia previdenziale sia nei trattamenti pensionistici che di fine servizio e rapporto.
Ma quali sono i cambiamenti sostanziali che sono stati introdotti?
L’Inpdap in merito ha predisposto le circolari n.17 e n.18 dell’8 ottobre
2010, in applicazione delle novità illustrate nella richiamata legge
l’Inps, conosciuta
anche come ricongiunzione in
uscita. Il dipendente pubblico
che cessava dal
servizio senza diritto a pensione
aveva la possibilità di costituire
una posizione contributiva presso l’Inps e trasferire i periodi con iscrizione Inpdap. Tale abrogazione non opera per i dipendenti statali cessati
dal servizio senza diritto a pensione Inpdap prima del 31 luglio 2010, che possono presentare
la domanda della costituzione di posizione assicurativa presso l’Inps, definita d’ufficio. Con la
nuova normativa l’Inpdap eroga il trattamento
di pensione di vecchiaia o anzianità a chi, cessato dal servizio senza diritto a pensione dal 1°
agosto 2010, raggiunge il requisito minimo anagrafico e contributivo previsto.
Ricongiunzioni
L
a ricongiunzione presso l’Inps, ai sensi dell’art. 1 della legge 29/1979, per i periodi di
iscrizione all’Inpdap per le domande presentate dal 1 luglio 2010 non è più gratuita. Il
lavoratore che abbia presso l’Inps almeno un
contributo settimanale, che non abbia dato
luogo a pensione può inoltrare la richiesta, anche l’iscritto che ha conseguito il diritto a pensione presso l’Inpdap. I superstiti del lavoratore
con periodi assicurativi in vari enti previdenziali
possono richiedere la ricongiunzione dei contributi in qualsiasi momento. Relativamente alla
ricongiunzione onerosa, ai sensi dell’ex art. 2
della legge n. 29/79, che consente di unificare i
periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria
e figurativa in un unico trattamento pensionistico per le domande presentate dal 31 luglio
2010 l’onere calcolato risulta incrementato secondo i coefficienti rilevati dalle tabelle di cui
al D.M. 31/08/2007.
Questo tipo di ricongiunzione può essere inoltrata da tutti i lavoratori dipendenti e loro superstiti, se hanno diritto alla pensione indiretta.
Per i lavoratori non di ruolo è richiesto almeno
un anno d’iscrizione all’Inps e cinque anni se i
periodi da ricongiungere sono riferibili alla gestione speciale di lavoro autonomo (coltivatori
diretti, artigiani, commercianti). La domanda
può essere presentata una sola volta e non sono ammesse ricongiunzioni parziali. Altri contributi successivi possono essere ricongiunti solo
all’atto del pensionamento o in servizio, se l’interessato è in possesso di almeno dieci anni di
ulteriore contribuzione. Inoltre, è stata abrogata la legge n. 322/1958, che consentiva la costituzione della posizione assicurativa presso
Indennità di fine servizio
L’Inpdap a conclusione di un contratto di lavoro paga all’iscritto un’indennità di fine servizio,
denominata indennità premio di servizio (IPS)
per i dipendenti degli Enti Locali e del servizio
sanitario nazionale e indennità di buonuscita
per i dipendenti statali e del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per le categorie contrattualizzate iscritte all’Inpdap dopo il 31 dicembre
2000. Dal 31 maggio 2010, in base all’art. 12
44
della legge 122/2010, vengono applicate nuove modalità di pagamento alle prestazioni relative alla cessazione dal servizio. L’indennità viene corrisposta in unico importo se l’ammontare
complessivo lordo è pari o inferiore a €
90.000,00, in due importi se è superiore a €
90.000,00 e inferiore a € 150.000,00, in tre se è
uguale o superiore a 150.000,00. Nell’ultimo caso la prima somma liquidabile è di € 90.000,00,
la seconda di € 60.000,00 e la terza corrispondente all’importo residuo. La seconda somma
sarà pagata dopo 12 mesi dalla decorrenza
del diritto e la terza dopo 24 mesi. Per le prestazioni di importo pari o inferiore a € 90.000,00 sono applicati termini di pagamento diversi con
riferimento al motivo di cessazione del rapporto
di lavoro, entro 105 giorni dal collocamento a
riposo per limiti d’età, decesso, inabilità e limiti
di servizio, non prima di 181 giorni e non oltre i
270 dalla risoluzione del rapporto lavorativo per
destituzione, dimissioni e altre cause. In tali casi
è previsto un blocco di 180 giorni dalla cessazione dal servizio, dopo di che l’Inpdap entro
90 giorni provvede alla liquidazione, con gli interessi di mora se erogata oltre il termine di legge. Il pagamento in più rate non avviene nel
caso di cessazione dal servizio entro il 30 novembre 2010 per limiti di età o dimissioni, se la
domanda è stata presentata entro il 30 maggio
2010. L’importo è calcolato in due quote: una
in base all’anzianità maturata fino al 31 dicembre 2010 pari a un quindicesimo dell’80% della
retribuzione contributiva degli ultimi dodici mesi
di servizio per gli anni utili, considerando anno
intero la frazione superiore a sei mesi, per l’indennità premio di servizio; per l’indennità di
buonuscita è invece pari a tanti dodicesimi
dell’80% dell’ultimo stipendio annuo e della tredicesima mensilità per gli anni utili; la seconda
in base all’anzianità maturata dal 1° gennaio
2011 si determina con l’accantonamento del
6,91% della retribuzione annua e le rivalutazioni
per ogni anno di servizio, riducendo le frazioni
dell’ultimo anno secondo la retribuzione utile
mensile, valutando come mese intero la frazione uguale o superiore a 15 giorni. Il riscatto di
periodi e servizi prestati prima del 1 gennaio
2011 aumentano l’anzianità maturata per la
prima quota; quelli dopo il 31 dicembre 2010
sono trasformati in quote retributive accantonate per la seconda.
Pensioni
La nuova normativa anche per le pensioni di
anzianità e vecchiaia ha previsto dei cambiamenti. Dal 1° gennaio 2011 i lavoratori dipendenti che maturano il diritto per accedere alla
pensione di anzianità o di vecchiaia il trattamento pensionistico decorre 12 mesi dopo il
raggiungimento dei requisiti minimi contributivi
e anagrafici (finestra mobile). Le amministrazioni e gli enti datori di lavoro mantengono in servizio i dipendenti fino alla data di decorrenza
della pensione.
A chi matura il diritto entro il 31 dicembre 2010
si applicano invece le disposizioni precedenti.
Per i lavoratori con almeno 40 anni di contributi
le decorrenze per la pensione di anzianità sono:
Maturazione Requisiti
entro il 31/12/2010
Decorenza Pensione
Maturazione Requisiti
dal 01/01/2011
Decorenza Pensione
28 febbraio 2010
1° luglio 2010
(57 anni d’età entro
30/06/2010)
28 febbraio 2011
1° marzo 2012
30 aprile 2011
1° maggio 2012
I trimestre
1° gennaio 2011
(meno di 57 anni d’età)
30 aprile 2010
1° ottobre 2010
(57 anni d’età entro il
30/09/2010)
45
30 aprile 2010
II trimestre
1° ottobre 2010
(57 anni d’età entro il
30/09/2010)
30 aprile 2011
1° maggio 2012
1° gennaio 2011
31 luglio 2011
1° agosto 2012
1° aprile 2011
30 novembre 2011
1° dicembre 2012
1° gennaio 2011
(meno di 57 anni d’età)
31 luglio 2010
III trimestre
30 novembre
Per chi matura il diritto a pensione con il sistema delle quote le decorrenze delle pensioni di anzianità
con meno di 40 anni di contributi sono:
Maturazione Requisiti
entro il 31/12/2010
Decorenza Pensione
Maturazione Requisiti
dal 01/01/2011
Decorenza Pensione
31 maggio 2010
1° gennaio 2011
31 maggio 2011
1° giugno 2012
1° luglio 2011
31 luglio 2011
1° agosto 2012
I semestre
31 luglio 2010
II semestre
Per le pensioni di vecchiaia sono destinatari della
finestra mobile: gli uomini che vanno in pensione
di vecchiaia con 65 anni di età e le donne con
61 anni di età fino al 31/12/2011 e 65 dal
1/1/2012. In particolare riguardo al personale
femminile delle Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Forze di Polizia ad ordinamento civile e del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco il limite di età per il pensionamento resta fissato ai 60 anni.
Maturazione Requisiti
entro il 31/12/2010
Decorenza Pensione
Maturazione Requisiti
dal 01/01/2011
Decorenza Pensione
31 gennaio 2010
1° luglio 2010
31 gennaio 2011
1° febbraio 2012
1° ottobre 2010
30 giugno 2011
1° luglio 2012
1° gennaio 2011
31 agosto 2011
1° settembre 2012
1° aprile 2011
30 novembre 2011
1° dicembre 2012
I trimestre
30 giugno 2010
II trimestre
31 agosto 2010
III trimestre
30 novembre 2010
IV trimestre
Patrizia D’Attanasio n
46
vivere esperienze uniche, come l’assistere, per mare, alla cerimonia dell’ ammaina bandiera, preludio allo spettacolo del cielo stellato, che da oggi
ci ricorderà che in cielo vola un nuovo angelo.
Ciao Angela, sarai sempre con noi. n
Commemorazione dei caduti della Forza Multinazionale
’11 novembre a Sharm el Sheikh, presso il Campo Sud della Multinational Force and Observers (MFO),
L
dov’è dislocato il X Gruppo Navale Costiero, ha avuto luogo la commemorazione del Remembrance
Day, il giorno della memoria che la MFO ha scelto per rendere omaggio al sacrificio dei soldati e dei mari-
nai della Forza Multinazionale che dal 1982 vigila sul rispetto
del trattato di pace tra Egitto ed Israele. Schierati nel “piazzale delle bandiere”, i contingenti di stanza a Campo Sud
hanno reso gli onori agli eroi della pace caduti nell’assolvimento del loro dovere. Al termine della cerimonia, i marinai
del contingente Italiano del X Gruppo Navale Costiero si sono recati presso il “Club Italia” per rendere omaggio in forma
privata ai caduti Italiani: il Sottocapo Umberto Riccardo ed il
Tenente di Vascello Mauro Ricci prematuramente scomparso il 31 dicembre 2009. Dopo la lettura della preghiera del
marinaio e al termine dell’alzabandiera, in prossimità del cippo funerario posato in onore dei due militari Italiani, è stato piantato un ulivo, fatto giungere appositamente
dall’Italia, come segno duraturo di vicinanza e gratitudine nei confronti dei marinai caduti. n
Primo memorial “Amici di Ioia”
resso il Circolo Ufficiali “Caio Duilio” di Roma si è
P
svolto il 1° Memorial tennistico “Amici di Ioia” intitolato al Contrammiraglio Alessandro Valentini re-
centemente scomparso. Alla manifestazione, nata
per mantenere vivo il ricordo di un amico e tennista esempio di sportività, bontà, simpatia e amicizia, hanno preso parte amici e compagni di corso
che hanno disputato un torneo di doppio giallo. I
premi sono state consegnate dalla Signora Lia e
dalla figlia Valentina accompagnata dalla piccola Cecilia Ioia. n
TACCUINO DELLA MARINA
Lo scorso ottobre sono entrati in vigore il
Codice ed il T.U. dell’Ordinamento Militare
che sono tutt’ora in corso di revisione. Le
versioni finali saranno pronte presumibilmente nella prossima primavera. In attesa
di questo aggiornamento, l’Edizione 2011
del Taccuino della Marina non verrà stampata. Ultimata la fase di revisione si prevede la distribuzione interna del solo DVD
Leggi e Normative. Il Taccuino della Marina
edizione 2012 sarà regolarmente distribuito
con nuova veste grafica che ne consentirà anche la vendita esterna.
(a cura della redazione)
Angela,
ci siamo salutati solo lo scorso luglio al termine del
nostro percorso in Accademia e mai avremmo
pensato di dover scrivere queste parole, oggi, per
ricordarti.
Eri allegra, solare e bella come la terra alla quale
fai ritorno.
Assurdo è pensare che hai già dovuto lasciare l’affascinante rotta della vita, per approdare lì dove
molti uomini di mare prima di te hanno trovato sicuro rifugio. Un marinaio, una volta, mi disse:
“guarda la schiuma del mare, nasce e si gonfia
per poi svanire. Questa è la vita e questo è il destino degli uomini”. Tu, però, non svanirai mai e brillerai ogni volta che sarà pronunciato il nome della
tua seconda famiglia, i Mirmidoni.
Ufficiale di Marina, una scelta coraggiosa che ti
ha richiesto tanti sacrifici ma che ti ha permesso di
flash
Il corso “Mirmidoni” ricorda il Sottotenente di Vascello Angela Seminerio
Premio nazionale Bonifacio VIII città di Anagni
l 12 novembre 2010 alla presenza di S.E.R. CarI
dinale Dario Castrillon Hoyos, Prefetto emerito
della Congregazione per il Clero, e di numerose
Autorità Civili, Religiose, Politiche e Militari si è
svolta, suddivisa tra i diversi ambienti della storica
“Sala dello Schiaffo” del Palazzo Papale e quelli
della “Sala della Ragione” del Palazzo Civico di
Anagni, la suggestiva cerimonia di conferimento
del “Premio Internazionale e Nazionale Bonifacio
VIII”, voluta ed organizzata dall’Accademia Bonifaciana, giunta all’ottava edizione.
Il premio nazionale, dedicato al Pontefice Benedetto Cajetani ed assegnato a personaggi della
Chiesa, della società civile, politica, e militare
che si sono particolarmente distinti nei loro rispettivi campi è stato consegnato dal Presidente dell’Accademia Cavaliere Dottor De Angelis e dal
Presidente Vicario del Comitato Scientifico Colonnello Corbio, tra gli altri al Capitano di Fregata Salvatore Pino, attualmente destinato presso
il IV Reparto dello Stato Maggiore Marina.
Durante la cerimonia si è tenuta la relazione di
S.E.R. Cardinale Castrillon Hoyos sul tema “I principi e il senso cristiano della vita nella società e
nella gioventù d’oggi”. Il Comandante Pino ha
ringraziato e ha menzionato tutti gli Ufficiali, Sottufficiali e Marinai di Nave Granatiere che, con il
loro operato a bordo, hanno contribuito a promuovere il dialogo della cultura della pace.
Inoltre ha ricordato l’opera svolta dalla Marina
Militare ed in generale da tutte le Forze Armate
Italiane attraverso la loro partecipazione a numerose missioni di pace, con l’impiego di migliaia di uomini che si distinguono quotidianamente per la loro spiccata professionalità, ma
anche per la loro immensa generosità e incondizionato spirito di sacrificio.
La cerimonia si è chiusa con la benedizione apostolica del Cardinale Hoyos ed i saluti di ringraziamento del Presidente dell’Accademia Bonifaciana, Dott. De Angelis a tutti i presenti. n
Commemorazione impresa
di Alessandria
Secondo raduno di nave Alpino
’Ammiraglio CoLa Spezia Il
L
mandante di
A
22 ottobre si
Maristudi, Conè svolto il 2° ra-
trammiraglio Maurizio Ertreo, il 18 dicembre ha voluto
commemorare la
storica impresa di
Alessandria con
una raccolta ma
toccante cerimonia che si è svolta presso il Museo Navale di Veneziain prossimità del S.L.C. (siluro a lenta corsa), conosciuto come “maiale”. Alla cerimonia hanno preso parte oltre ad Ufficiali
e Sottufficiali del Comando, alcuni Ammiragli in
quiescenza residenti a Venezia, tra cui la
M.O.V.M. Ammiraglio Roberto Frassetto. Dopo
una breve allocuzione dell’Ammiraglio Comandante, in cui ha ricordato la storica impresa
compiuta dai “6 Eroi” ed il ringraziamento rivolto
alla M.O. Frassetto che, con la sua testimonianza
ha reso vivo il ricordo, c’è stato il momento più
toccante e commovente in cui la M.O. Frassetto
ha toccato il suo calice con i sei, uno per ogni
Eroe, posati sul “maiale”. n
duno degli equipaggi di Nave
Alpino. L'iniziativa è nata da
un'idea di Stefano Mazzei (ex
Sergente EM-RDT 8°/83) che ha organizzato l'evento grazie al prezioso contributo del Comandante Guido Piastri dell'Ufficio Visite e Cerimonie
di Maridipart La Spezia. Il raduno ha vissuto momenti commoventi con compagni che si rincontravano dopo 40 anni, ma ciò che lo ha reso veramente straordinario, è stata la partecipazione
di membri appartenenti a quasi tutti gli equipaggi che si sono succeduti. Dopo la visita della nave, il gruppo è stato ospite del nuovo cacciatorpediniere Andrea Doria. Semplicemente straordinaria l'accoglienza del Comandante, il Capitano
di Vascello Fabrizio Cerrai e del suo equipaggio.
Un'esperienza che ha entusiasmato tutti, tanto
che è già in programma il terzo raduno degli
equipaggi di nave Alpino. n
48
http://www.marina.difesa.it
La comunicazione che cambia
Nuovo portale della Marina Militare
Una nuova struttura informatica è stata sviluppata tenendo presente i principi di accessibilità e fruibilità previsti per le Amministrazioni Pubbliche, caratterizzata da una
nuova impostazione grafica più immediata che consente la visualizzazione di fotografie e filmati in alta definizione.
Oltre a rivisitare i contenuti del sito precedente, sono state implementate nuove sezioni e servizi, come quella dedicata ai Fari e Segnalamenti.
La versione digitale del Notiziario della Marina si trova nel percorso DocumentazioneEditoria, ma è immediatamente accessibile attraverso il link nella home page.
Buona navigazione e buona lettura a tutti.

Documenti analoghi