Untitled - Bibliopathos. Old and Rare Books and Paintings

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Untitled - Bibliopathos. Old and Rare Books and Paintings
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LIBRERIA BIBLIOPATHOS
viale Regina Giovanna, 15
20129 Milano
via Enrico Toti, 1
37129 Verona
Tel/Fax +39 (0)45 592917
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Aimez moy, comme je vous aime
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LIBRO D’ORE, 1470
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MANOSCRITTO MINIATO SU PERGAMENA
FINE XV SECOLO
LIBRO D’ORE ALL’USO DI ROMA. [Manoscritto miniato su pergamena, in lingua latina. Francia (Piccardia), 1470 circa].
[UNITO CON:]
DEVOZIONALE. [Manoscritto miniato su pergamena,in
lingua olandese. Paesi Bassi, 1470 circa].
In-4° (193x130 mm), legatura ottocentesca in piena pelle
bruna, filetto impresso a secco ai piatti, dorso a quattro nervi,
numerosi segnalibri in seta bianca e perline colorate, cc. (96),
(46). Carattere gotico, 17 linee in inchiostro seppia e nero, con
rubricature alternate in blu, rosso e oro o rosso e blu, ricche
estensioni marginali in rosa. Fine-linea in rosso e blu.
SEI MINIATURE A PIENA PAGINA, INSERITE IN UNA RICCA CORNICE FLOREALE E FRONTEGGIATE DALLA CORNICE CONTENENTE IL TESTO ; DIECI MINIATURE DI
MINORI DIMENSIONI; SETTE GRANDI INIZIALI MINIATE
IN ROSSO, BLU E ORO. UNA MINIATURA A PIENA PAGINA
RAPPRESENTANTE UN CHIODO DELLA CROCE E LA FERITA AL COSTATO DI
CRISTO.
TESTO: Calendario, cc. 1-6v; Ore
della Croce, cc. 8-10;
Ore dello Spirito Santo, cc. 11-13; Messa della Vergine,
cc. 14-18v; brani dai Vangeli, cc. 18-22; Obsecro te, cc.
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LIBRO D’ORE, 1470
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23-26; O intemerata, cc. 26-28; Ufficio della Vergine all’uso di Roma, cc. 29-64v; Suffragi dei Santi, cc. 6568v; Salmi Penitenziali, cc. 70-78; Litanie, cc.79-83;
Ufficio dei Morti all’uso di Roma, cc. 84-96; segue il
testo del Devozionale olandese, comprendente preghiere e litanie, inclusa un’indulgenza di quarantotto
anni e quarantotto giorni se recitata davanti ad una
immagine dell’arma Christi, cc. 96-142.
MINIATURE A PIENA PAGINA: Crocifissione
con Maria e
san Giovanni ai lati della Croce, c. 7v; Pentecoste, c.
10v; Vergine e Bambino con angeli, c. 13v; Annunciazione, c. 28v; Giorno del Giudizio, c. 69; chiodo
della Croce e ferita di Cristo, c. 128.
MINIATURE NEL TESTO: Pietà, c. 23;Vergine
con Bambino e san Giovanni Evangelista, c. 26; san Michele, c.
65; san Giovanni Battista, c. 65v; san Nicola, c. 66; san
Lorenzo, c. 66v; santa Barbara, c. 67; santa Caterina, c.
67v; santa Margherita, c. 68; santa Maria Maddalena, c.
68v.
ORIGINE:
I nomi dei santi presenti nel Calendario e
quelli citati nelle litanie suggeriscono una collocazione
nel sud dei Paesi Bassi. Due miniature sono caratterizzate dal recto non scritto, come nelle produzioni
olandesi; il recto delle quattro rimanenti illuminazioni
presenta la rigatura, comune alle produzioni francesi;
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LIBRO D’ORE, 1470
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l’insieme dei due stili è tipico dei codici della Piccardia
e delle regioni al confine con la Francia, mentre lo stile
delle miniature è quello abituale della zona di Bruges.
Le illustrazioni sono opera di due diversi miniatori: il
primo, che risente dell’influsso di Loyset Liedet, è l’autore delle miniature con testo al recto (cc.10v, 13v, 28v
e 83v), caratterizzate da linee slanciate, contorni semplificati e colori tenui (azzurro, rosa e grigio) evidenziati da dettagli in oro liquido; il secondo, collegabile
al gruppo di seguaci di Willem Vrelant, è l’autore delle
altre due grandi miniature (c. 7v e c. 89v) e delle miniature nel testo, con colori forti (blu, giallo, arancione
e rosso) ed enfatizzate nei dettagli e nei contorni.
Gli elementi del chiodo e della ferita, segnali di una
devozione basata sulla realtà fisica della sofferenza di
Cristo, sono rappresentati in un’ipotetica scala reale,
come precisato nel testo che le descrive; tale caratteristica grafica risulta abbastanza comune per l’iconografia della ferita, più inusuale per quella del chiodo.
Ottimo esemplare.
I. Al contropiatto anteriore, ex-libris di
Six van Hillegom, membro di una famiglia fiamminga
nota per il suo mecenatismo sin dai tempi di Rembrandt. II. Asta Frederick Muller, Amsterdam, 18 ot-
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tobre, 1928, lotto 202. III. Sotheby’s, 18 luglio 1991,
lotto 139.
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PRIMA EDIZIONE
DELL’OPERA UNICA DI
BARTOLOMEO CAIMI
CAIMI, BARTOLOMEO. Interrogatorium sive Confessionale.[seguito da:] ANSELMO DI CANTERBURY. Interrogationes faciende infirmo morienti. [al colophon:] Impressit
magnum maximus auctor opus. 1474. 3°. k[a]l[end]as
octobris. [Milano, Christophorus Valdarfer, 29 settembre 1474].
In-8° (155x115 mm), legatura in mezza pelle ottocentesca su
piatti di cartone e carta colorata, tassello in pelle rossa con filetti e titolo in oro al dorso, cc. (174).
(tre linee) e tredici piccole iniziali (due linee) in rosso e in blu; eleganti estensioni marginali filigranate in inchiostro. Numerose
rubricature in rosso o in blu all’inizio e alla fine di
ogni paragrafo.
GRANDE INIZIALE RUBRICATA
del popolare Confessionale di
Bartolomeo Caimi: è il secondo volume impresso dal
Valdarfer dopo il trasferimento da Venezia a Milano,
che segue il De Officis di Sant’Ambrogio, del gennaio
dello stesso anno.
RARA PRIMA EDIZIONE
Bartolomeo Caimi († ca. 1496), monaco francescano
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CAIMI, 1474
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nel convento di santa Maria degli Angeli a Milano e
legato papale sotto Sisto IV, fu auctor unius libri: questa
sua unica opera divenne utilizzatissima tanto da essere
ristampata undici volte nel quindicesimo secolo, principalmente in Germania. Il Confessionale è un manuale
pratico, organizzato per capitoli secondo lo schema
proposto da sant’Antonino e probabilmente ispirato
alla Summa Angelica del Clavasio, con indicazioni specifiche ai confessori su domande e penitenze relative
alle singole professioni, e con un excursus dei vari tipi
di giochi d’azzardo, proibiti agli uomini di chiesa.
Segni di tarlo restaurati al margine esterno di nove
carte. In generale, esemplare fresco e molto buono su
carta forte, impreziosito da numerose note manoscritte
coeve.
Nota di possesso S Mari(a)e Grati(a)e
Arci alla prima carta, note marginali (leggermente rifilate), paginazione e titoli correnti manoscritti in due
diverse grafie coeve, in inchiostro rosso o nero.
PROVENIENZA:
Hain, 2481*; IGI, 2718; BMC, VI 725; BSB-Ink, C-244; GW,
6540; Goff, B-153 (10 esemplari); CIBN, C-233 (2 esemplari);
Parguez, 141; IDL, 1220; Pellechet, 1859; Ohly-Sack, 846; Madsen, 1110; Walsh, 3075; Oates, 2269; Proctor, 5875.
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LEONICENUS, 1475
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PRIMA EDIZIONE
DEL COMMENTARIO DI
LEONICENO SU LUCANO
LEONICENUS, OMNIBONUS. Commentarium in Lucanum. [precede:] Vita Lucani. [seguono:] Disticha. [al colophon:] Venetiis. M.CCCC.Lxxv. xii. Kalendas Augusti.
[Venezia, Filippo di Pietro, 21 luglio 1475].
In-folio (303 x 205mm), attraente legatura coeva (dorso rinnovato) in cuoio impresso a secco, cornice esterna con foglie di
acanto, pannello interno decorato con impressioni raffiguranti
un cane mastino, un unicorno e piccole rosette, altre rosette più
grandi nelle intersezioni, borchie in ottone (tutte presenti), resti
di fermagli, cc. (372).
34 linee. Carattere: 2:115 (113) R; 115 Gr.
Registro: a–c10, C8, D6, d–k8, l–r10, ∫ 10, s10, ∫∫ 10, ∫t10, ∫l12, t–z8, &8,
aa–bb8, cc–gg10, hh–kk12.
quattrocentesca contenente
il solo commentario del Leoniceno, che apparirà insieme al testo della Pharsalia nell’impressione del
Britannico del maggio 1496, e poi in molte edizioni
successive.
PRIMA E UNICA EDIZIONE
La splendida legatura coeva è probabilmente attribuibile al maestro conosciuto come Mair bb di Bamberga
(ossia Ulrich Meyer, cfr. Kyriss, 50): il ferro con l’unicorno è identificato nell’archivio Schwenke come ti-
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pico di Mair, sebbene Kyriss (tavola 103) non riporti
l’unicorno o altri simili ferri per questa bottega. Goldschmidt identifica Mair come un legatore di origine
ebraica, autore di eccellenti lavori su cuoio e legature
cesellate, anche se Kyriss dubita che egli fece mai lavori di questo genere.
Un velo di polvere alle prime pagine, alcune macchie
al margine inferiore di poche carte. Una gora nel margine inferiore dei tre quaderni finali. Ottimo e freschissimo esemplare, a pieni margini (alcune carte
sono in barbe) e impresso su carta forte.
PROVENIENZA: I. Nota
di possesso in grafia settecentesca Saigan O Dalu in lingua gaelica al recto del frontespizio e al colophon. II. Iscrizione ex-dono al frontespizio: A present from Mr. Corlam Tho[mas] St Dublin
to Mr. Cullin, Clandalchin Monastery April 1851.
HC 10029*; IGI, 6999; BMC V, 219; Goff, L-172; GW,
M27816; CR, 3653; GfT 1991; Pellechet, Ms 8702 (8576) =
7274 (7216); CIBN, L-147; Neveu, 392; Delisle, 1097; Polain
(B), 4614; IBE, 4191; IBP, 3418; Madsen, 2945; Voullième (B),
3726 ; Ohly-Sack, 2172; Borm, 1987; Mittler-Kind, 428;Walsh,
1659; Bod-inc, L-095; Sheppard, 3439; Proctor, 4256; BSB-Ink,
O-47.
E. PH. GOLDSCHMIDT, Gothic and Renaissance Book Bindings, I,
pp. 80-81. PAUL UND ILSE SCHWENKE, Die Schwenke-Sammlung
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gotischer Stempel- und Einbanddurchreibungen, Berlin, 1979, 91:26.
E. KYRISS, Verzierte gotische Einbände im alten deutschen Sprachgebiet, Stuttgart, 1951-1958.
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SUMMA PISANELLA, 1479
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RARA EDIZIONE DELLA
SUMMA PISANELLA
DA OSIMO, NICOLÒ. Supplementum Summae Pisanellae. [al
colophon:] Impressum est opus hoc Venetiis cura atq(ue) diligentia Leonardi Wild de Ratisbona. M.CCCC. L.xxxix
(ma in realtà 1479). [UNITO CON:] ASTESANO DA ASTI. Canones poenitentiales extracti de verbo ad verbu(m) de summa fratris Astensis. [UNITO CON:] NIEVO, ALESSANDRO. Consilia
Alexandri de Nevo contra Judaeos fenerantes. [al colophon:]
Datu[m] Rome. 17. nove[m]bris. M.cccc.xli. [Venezia,
Leonardo Wild, 1479].
In-4° (205x145 mm), legatura monastica parlante in cuoio su
assi di legno con impressioni a secco ai piatti, resti del fermo
della catena, dorso rinnovato nel secolo XVIII, fermagli parzialmente preservati, cc. 380. Carattere gotico, 48 linee. Registro: a-g12, h-t8-12, v8, 18, 212, 3-48, 512, 6-138-12, A12, B10, a8, b10.
Q (65 x 38 mm), con estensioni in verde pallido. Belle rubricature in rosso lungo tutto
il volume con eleganti filigrane in inchiostro.
UNA GRANDE INIZIALE ROSSA
SUMMA PISANELLA impressa dal
Wild nel 1479: per errore tipografico, in tutti gli esemplari
appare al colophon la data 1489. Concepita da Nicolò da
Osimo († dopo il 1453), giurista e teologo francescano,
come addendum alla Summa confessorum (o Pisanella) del
frate domenicano Bartolomeo da San Concordio (12621347) fu pubblicata per la prima volta nel 1473. L’opera, al
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pari del Confessionale del Caimi, suo confratello nel convento di santa Maria degli Angeli a Milano, appartiene alla
manualistica penitenziale e divenne presto un testo di riferimento per la sua agevole disposizione alfabetica, che lo
rende simile a un dizionario di teologia morale.Tra i capitoli, particolarmente gustoso è quello riguardante l’ebbrezza: da non considerarsi peccato se imputabile ad un
vino di scarsa qualità, colpa veniale se conseguente a un’occasione conviviale e, infine, peccato mortale se la volontà
di ubriacarsi è premeditata. All’opera sono uniti i Canones
Poenitentiales del frate Astesano da Asti († 1330 ca.) e i Consilia contra Iudeos fenerantes del giurista vicentino Alessandro Nievo (1419 ca.-1485 ca.), un’originale raccolta di
opinioni legali sull’usura.
Alcune gore, più intense alla fine del volume. Il taglio principale è leggermente consunto nella parte superiore.
PROVENIENZA:
Interessanti glosse coeve di possesso, non
identificate.
HC 2169*; R 825 (per la collazione, esemplare di 378 cc.); IGI,
6877; BMC,V 265; Goff, N-71; GW, M26274; BSB-Ink N-75,
N-76 (variante); Proctor, 4457; Pellechet, 1642; CIBN N-41;
Hillard, 1429; Arnoult, 1068; Péligry, 562; Zehnacker, 1655; Polain (B), 4590 (variante); IBE, 4071; IBP, 3914; Sajó-Soltész,
2376; Madsen, 2855; Borm, 1918; Sack (Freiburg), 2535;Walsh,
1772; Bod-inc, N-030; Sheppard, 3601. J.F. VON SCHULTE, Die
Geschichte Der Quellen Und Literatur Der Canonischen Rechts,
Stuttgart, 1875-1880 (ristampato nel 2000).
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COMEDIA COMMENTATA DAL LANDINO
CON LE CENTO XILOGRAFIE DEL MANTEGNA
LA
ALIGHIERI, DANTE. Comedia. [al colophon:] E’ impresso
in Vinegia per Petro Cremonese dito Veronese: Adi.
xviii. di nove[m]brio.M.cccc.Lxxxxi. [Venezia, Piero
de Plasiis, 18 novembre 1491].
In-folio (306x210 mm), legatura settecentesca in mezza pelle
con angoli su carta colorata, dorso a cinque nervi con titoli e
fregi incisi in oro (leggere mende ai margini dei piatti e su un
fregio del dorso), cc. (14), 315, (3).
Rispetto a GW, 7970 la segnatura AA con la Tabula è legata, in
questo esemplare, tra la segnatura a e la segnatura B.
CENTO PREGEVOLI XILOGRAFIE NEL TESTO, ATTRIBUITE
AD ANDREA
MANTEGNA.
della Comedia con il fortunatissimo commento di Cristoforo Landino, apparso
per la prima volta nell’edizione fiorentina impressa da
Niccolò di Lorenzo nel 1481 e poi altre quindici volte
nel corso del Quattrocento, da solo o con il testo di
Dante. Nel Cinquecento conobbe otto edizioni, tre
delle quali insieme al commento di Alessandro Vellutello.
RARA E RICERCATA EDIZIONE
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COMEDIA, 1491
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Accurati restauri alla prima carta, con integrazione di
alcune linee di testo; un altro restauro agli angoli delle
ultime cinque carte, con fastidio a poche lettere (manoscritte); trascurabile foro singolo di tarlo al margine
inferiore dell’ultima parte del volume.
PROVENIENZA:
Glosse coeve manoscritte al margine
di alcune carte.
MAMBELLI, Gli Annali delle edizioni dantesche, 14: «[…] L’edizione è assai ricercata per le 100 incisioni in legno, il cui disegno è attribuito al Mantegna […]». HCR, 5950; IGI, 364; Goff,
D-33; BMC,V 270; GW, 7970; Proctor, 4482; BSB-Ink, D-10;
Pellechet, 4118; Arnoult, 505; Buffévent, 170; Jammes, D-1; Lefèvre, 154; Zehnacker, 756; Polain (B), 1225; IBE, 286; IJL2,
147; Essling, 532; Sander, 2314;Walsh, 1777; Oates, 1794 e 1795;
Sheppard, 3615 e 3616.
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COMEDIA, 1493
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LA PIÙ BELLA TRA LE EDIZIONI
VENEZIANE FIGURATE DELLA
COMEDIA
ALIGHIERI, DANTE. Comedia. [al colophon:] Impressa in
Venetia per Matheo di chodecha da parma Del.
M.CCCC.LXXXXIII Adì XXIX. de Novembre. [Venezia, Matteo Codeca da Parma, 29 novembre 1493].
In-folio (305x210 mm), legatura seicentesca in piena pelle con
cornici e rombo centrale impressi a secco ai piatti, dorso rinnovato, tagli gialli, cc. (10), CCXCIX, (1).
ad illustrare i canti
della Comedia: tre sono a piena pagina, ciascuna all’inizio di ogni cantica. I legni sono opera del maestro
Pico, un raffinato miniaturista, le cui illuminazioni appaiono in numerosi manoscritti e incunaboli tra gli
anni 1464 e 1494.
CENTO PREGEVOLI XILOGRAFIE
QUINTA EDIZIONE ILLUSTRATA, considerata
la più bella
impressione veneziana dantesca e la più rara tra quelle
stampate nell’ultimo decennio del Quattrocento. Il
commento del Landino ha le revisioni di Pietro da Figline; il testo della Comedia è preceduto da un’Apologia e da una Vita di Dante e seguito dal Credo, i Dieci
Comandamenti, i Sette Peccati Capitali, il Pater Noster e
l’Ave Maria in terzine, attribuiti a Dante.
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Forellini di tarlo, perfettamente restaurati, che occasionalmente toccano qualche lettera di testo nella penultima e ultima carta.Tracce d’uso al margine inferiore di
alcune carte, ma attraente e fresco esemplare.
PROVENIENZA:
Interessante, lunga nota di possesso di
mano cinquecentesca (datata 1522 e 1523) al verso
dell’ultima carta: E’ fatto dal martino lu(n)go la(n)no a pagare [?] la meta dagosto la meta di decembre […]. La nota
è oscura e sembra alludere alle date di acquisto, o di
lettura, del volume.
MAMBELLI, Gli Annali delle edizioni dantesche, 15: «La presente è
giudicata la più bella fra le edizioni figurate della Divina Commedia fatte a Venezia nel sec. XV; si avvantaggia su quella del
1491 per la più ricca decorazione e sull’altra del 1497 per la
esecuzione tipografica e la freschezza dei legni». Hain, 5951 e
HR, 5952; IGI, 365; Goff, D-34; BMC,V 484; GW, 7971; Jammes, D-2; Zehnacker, 757; Polain (B), 1226; IBE, 287; IBP, 1838;
Sajó-Soltész, 1136; Voullième (B), 4070; Essling, 533; Sander,
2315;Walsh, 2425, 2426; Bod-inc, D-017; Sheppard, 4361, 4362;
Proctor, 4996.
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IL PIÙ CELEBRE BAEDEKER IN VERSI
DEL MONDO ANTICO
DIONYSIUS PERIEGETES. De situ orbis. [al colophon:] Impressum est hoc opusculum Venetiis p[er] Christoforum de Pensis dictu[m] Mandello. M.CCCC.
LXXXXVIII. [Venezia, Cristoforo de’ Pensi, 1498].
In-4° (195x135 mm), legatura settecentesca in pergamena rigida con tassello in pelle (parzialmente mancante) e titolo impresso in oro al dorso cc. (32, l’ultima è bianca).
della descrizione del mondo
nel terso stile di Dionigi Periegete, nella traduzione
latina dell’umanista veronese Antonio Beccaria. L’opera, più che un trattato scientifico, è una deliziosa guida
in versi dell’orbe allora conosciuto, delle nazioni, dei
mari e delle isole. Divenne popolare nel Rinascimento
come fortunata sintesi della rinata passione filologica
per gli autori greci con il rinnovato interesse per la
geografia, successivo alla scoperta del Nuovo Mondo.
NON COMUNE EDIZIONE
Lieve foxing alle ultime quattro carte: in generale ottimo esemplare, su carta fresca e croccante.
Ex-libris del Duca di Sussex, figlio di
Giorgio III di Inghilterra.
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DE SITU ORBIS, 1498
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HC 6229*; IGI, 3490; BMC, V, 472; GW, 8428; Goff, D-255;
BSB Ink., D-180. Proctor, 5246; Pellechet, 4295; Klebs, 340.3;
Arnoult, 544; Parguez, 387; Zehnacker, 785; Polain (B), 4327;
IDL, 1558; IBE, 2138; IBP, 1935; Sallander, 2185; Madsen, 1418,
Walsh, 2391, 2392 e 2393.
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TERZE RIME, 1502
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PRIMA EDIZIONE ALDINA DELLA
COMEDIA
PRIMA TIRATURA SENZA L’ANCORA
ALIGHIERI, DANTE. Le terze Rime. Venetiis, in aedibus
Aldi Accuratissime men. Aug. 1502.
In-8° (150x90 mm), legatura ottocentesca in marocchino verde
con carré dorato ai piatti, titoli in oro al dorso, tagli dorati, cc.
244.
della Comedia dantesca, qui
in PRIMA TIRATURA, senza la celebre marca dell’ancora
aldina che verrà usata sistematicamente da Aldo proprio a partire dalla seconda tiratura. Curato dal Bembo,
il dante aldino resta una pietra miliare nella storia dell’editoria: è la prima edizione dantesca impressa nell’innovativo formato tascabile e nello splendido corsivo
inventato da Aldo, e il fondamento di tutte le edizioni
successive per oltre tre secoli.
PRIMA EDIZIONE ALDINA
Un antico restauro al frontespizio, del quale sono mantenuti i titoli originali, entrambi riquadrati da un carré
rosso a triplo filetto. Leggerissime tracce di foxing alle
prime carte ma bell’esemplare, fresco e pulito.
PROVENIENZA: Firma
di appartenenza Juliana Stoward al
recto del frontespizio.
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Renouard, 34, 5: «Première édition de Dante en un format portatif»; MAMBELLI, Gli Annali delle edizioni dantesche, 17: «As-sai
rari gli esemplari completi […]. Il Witte scrisse che l’aldina del
1502 si poteva considerare il fondamento di tutte le stampe del
libro di Dante nel corso di tre secoli e mezzo». Adams, D-83;
Ahmanson-Murphy, 59.5; Gamba, 385;Texas, 52; Marciana, 65.
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SET COMPLETO DELLA
BIBBIA DI FROBEN
BIBLIA SACRA. Prima [-sexta] pars huius operis: continens
textum biblie cum postilla domini Hugonis Cardinalis. Basel,
Johan Amerbach, Johan Petri et Johan Froben, 1504.
Sei volumi in-folio (340x235mm), legature coeve (filologicamente restaurate) in vitello o pelle di scrofa con incisioni a
freddo ai piatti, alcuni dei fermagli originali preservati, cc. (34),
436 per il primo volume; cc. 327, (1, con il registro) per il secondo; cc. 399, (1) per il terzo; cc. 374 per il quarto; cc. 361, (1)
per il quinto; ff. 392 (errori di numerazione) per il sesto.
QUATTRO XILOGRAFIE A PIENA PAGINA E VENTIDUE
NEL TESTO, NUMEROSE RUBRICATURE IN ROSSO.
della Bibbia di Amerbach,
Froben e Petri con il commento dal cardinale francese
Hugues de Saint Cher, in un affascinante made up set
completo in tutti i suoi volumi. Questa monumentale
impresa, fu iniziata dai tre più grandi stampatori tedeschi del tempo, che la impressero per la prima volta
tra il 1498-1502, ristampandola poi immediatamente
grazie all’enorme successo ottenuto.
RARA SECONDA EDIZIONE
Alcuni restauri ai frontespizi con controfondatura del
terzo e del quinto; fettucce di rinforzo al margine
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BIBLIA SACRA, 1504
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esterno di alcune carte; trascurabili forellini di tarlo
che sfiorano qualche lettera e leggere gore, ma in generale set molto fresco e ben conservato, impresso su
carta forte.
Hain, 3175 e GW, 04285 (per l’edizione del 1498-1502).
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JUVENALIS, 1539
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RARA EDIZIONE FIGURATA DELLE
SATIRE
JUVENALIS, DECIMUS JUNIUS. Iu. Iuvenalis Aquinatis satyrographi opus. Interprete Ioa(n)ne Brita(n)nico viro eruditissimo. Una cum Jodoci Badii Asce(n)sii familiaribus
explanationibus. Cu(m) figuris apte appositis. Index praeterea omniu(m) reru(m). [al colophon:] Venetiis, per Bernardinum
de
Bindonis Anno
D[omi]-ni
M.D.XXX.IX.
In-folio (315x210 mm), legatura coeva in pergamena morbida
con titolo manoscritto al dorso, cc. (6), CLXII. Frontespizio in
rosso e nero, con cornice xilografica parlante.
SEDICI GRANDI XILOGRAFIE, ciascuna
posta al principio
di ogni satira, capilettera figurati.
delle Satirae con il commento del Britannico, unica opera di Giovenale (50150 d. C.) che sia sopravvissuta fino ai nostri giorni: è
un impietoso ritratto in versi della decadenza dei costumi della società romana del suo tempo.
RARA EDIZIONE ILLUSTRATA
Leggere arrossature, ma ottimo e genuino esemplare.
Sander, 3740. Schweiger, p. 503. Manca ad Adams, a BL STC
Italian e alla Choix dell’Olschki.
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COMEDIA, 1544
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COMEDIA
CON IL COMMENTO DEL VELLUTELLO
PRIMA EDIZIONE DELLA
ALIGHIERI, DANTE. La comedia di Dante Aligieri con la
nova esposizione di Alessandro Vellutello. [al colophon:] Impressa in Vinegia per Francesco Marcolini ad istanzia
di Alessandro Vellutello del mese di Gugno [sic] lanno
1544.
In-4° (210x145 mm), legatura ottocentesca in mezza pelle con
titolo in oro al dorso, cornici impresse a secco nei comparti,
cofanetto moderno in tela blu con tassello e titolo in oro al
dorso, cc. (442).
TRE XILOGRAFIE A PIENA PAGINA, UNA PER OGNI CANTICA, E OTTANTAQUATTRO NEL TESTO: sono
attribuite
al Marcolini, qui in veste di impressore e disegnatore.
delle Comedia con il commento di
Alessandro Vellutello, considerata la più bella stampa
dantesca del XVI secolo: i suoi legni diventarono il
modello per la maggior parte delle successive impressioni illustrate. Secondo Volkmann, questa è «la vera
edizione moderna del cinquecento».
PRIMA EDIZIONE
Questo esemplare appartiene alla PRIMA TIRATURA,
mancante, per salto tipografico, di una terzina del se-
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condo canto del Purgatorio alla carta V7 recto:
Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco,
per altra via, che fu sì aspra e forte,
che lo salire omai ne parrà gioco
Frontespizio controfondato; alcune fettucce di rinforzo alle prime cinque carte e al verso dell’ultima; antichi restauri ad alcuni margini inferiori; occasionali
bruniture e lieve foxing alle ultime carte; lieve rifilatura al margine superiore che sfiora il titolo guida su
due carte nel canto primo dell’Inferno.
Ex-libris di Walter Thomas Wallace al
contropiatto anteriore.
PROVENIENZA:
MAMBELLI, Gli Annali delle edizioni dantesche, 30: «Edizione originale assai rara e ricercatissima della esposizione del Vellutello
[…]. Essa è giudicata una delle migliori edizioni antiche in carattere italiano». Gamba, 387; De Batines I, p. 82: «rara»; Sander, 2823. Fiske I, p. 8; Casali, Annali, n. 72; Adams, D-94;
Mortimer, Italian, 146. L. VOLKMANN, Iconografia dantesca. Die
bildlichen Darstellungen zur Göttlinchen Komödie, Leipzig, 1897.
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LA MIGLIORE EDIZIONE DEL
LUMINARE MAIUS
DE MANLIIS, MANLIO (DE BOSCO, MANLIO). Luminare
maius. Omnibus cum medicis, tum aromatariis pernecessarium: in quo mùlta Clarissimorum Medicorum pharmaca,
Nicolai Mutoni Medici Mediolanensis opera, nuper addita,
et qu(a)e prius extabant, ab infinitis quibus scatebant erroribus, purgata reperies: Ut vere nunc illustrius redditum […].
Appositi etiam sunt duo illi libri aromatarijs familiarissimi,
Lumen Apothecariorum, et Aromatariorum Thesaurus. Venetiis, apud Iuntas, 1549. [al colophon:] In Officina
h(a)eredu(m) Luc(a)e Antonii Iunt(a)e Florentini,
1549, Mense Martio.
In-folio (320x215 mm), legatura coeva in pergamena rigida
con tassello e titolo in oro al dorso (rinforzato nel XVIII secolo), cc. (8), 198, (2).
del Luminare Maius, la
prima con le integrazioni ed emendazioni di Nicolò
Mutoni, considerata la migliore impressione di questa
celebre raccolta di ricette per la preparazione di rimedi erboristici, olii essenziali, sciroppi, pillole e unguenti. Pubblicato per la prima volta a Pavia nel 1494,
il Luminare ebbe immensa fortuna, al punto da diventare il testo guida ufficiale della tradizione erboristicofarmaceutica di alcune regioni e città d’Europa fino
RARISSIMA EDIZIONE GIUNTINA
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LUMINARE MAIUS, 1549
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alla metà del XVII secolo. All’opera del De Manliis
sono sempre aggiunti altri due strumenti fondamentali per i medici e gli speziali del tempo: il Lumen
Apothecariorum di Quirico De Augustis e il Thesaurus
Aromatariorum di Paolo Suardi.
Un angolo restaurato al frontespizio, ma ottimo e genuino esemplare.
Ferguson II, p. 73: «Joannes Jacobus Manlius or de Manliis, with
the addition de Bosco or Bosco, was an italian physician, born
at Alexandria, who fluorished in the fifteenth century.The best
edition of the Luminare is said to be that by Nic. Mutonus».
Durling, 2937: «Till the middle of the XVI I century this was
the official guiding principle of the pharmacies in some countries and towns (for example in Nuremberg).With a list of numerous synonyms which is quite valuable». Manca a Renouard.
Solo quattro esemplari in ICCU.
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PIROTECHNIA, 1550
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LA PRIMA OPERA ORGANICA
SULLE SCIENZE APPLICATE
BIRINGUCCIO, VANNUCCIO. Li diece libri della Pirotechnia, Nelli quali si tratta non solo la diversita delle minere,
ma ancho quanto si ricerca alla prattica di esse: e di quanto
s’appartiene all’arte della fusione over getto de metalli, e
d’ogni altra cosa a questa somigliante. Composti per il S.
Vannuccio Biringuccio, nobile senese. In Vinegia, per Giovan Padovano, a instantia di Curtio di Navò, 1550.
In-4° (200x140 mm), legatura settecentesca in pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso, cc. (8), 168 (l’ultima carta
con la sola marca tipografica, mancante ab origine, è ottimamente
riprodotta su carta antica). Frontespizio xilografico.
nel testo rappresentanti strumenti e tecniche di fusione, fornaci e l’apparatus dell’arte distillatoria.
OTTANTAQUATTRO XILOGRAFIE
della geniale opera del Biringuccio, primo compendio organico sulle scienze applicate. La Pirotechnia, letteralmente “arte del fuoco”,
tratta in dieci libri di tutte le operazioni scientifiche e
dei mestieri che è possibile fare col calore: fusioni e
leghe di metalli, arte alchemica e distillatoria, oreficeria, cottura di mattoni per l’edilizia, preparazioni di
SECONDA EDIZIONE
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colate per l’ars statuaria e per l’artiglieria, fabbricazione
di polvere da sparo e creazione di fuochi d’artificio,
per fare allegrezze in ne le città.
Vannuccio Biringuccio (1480–1539) fu maestro artigiano nella fusione e nella metallurgia, responsabile di
una miniera di ferro vicino Siena, della sua zecca e
dell’arsenale, direttore dei lavori di fusione dei cannoni per la Repubblica di Venezia e poi per Firenze.
Leggere gore al margine esterno delle ultime carte, un
piccolo, perfetto, restauro alla c. 166 che interessa alcune lettere e un capolettera. Bell’esemplare.
di possesso seicentesca ex Libris
Can. Thaddei Lezzeni Bertoli al frontespizio. II. Firma
Merliot Capitaine 1874 al foglio di guardia.
PROVENIENZA: I. Nota
ci
Duveen, 79: «famous book on metallurgy and mining, containing interesting chapters on alchemy and illustrated by very
fine woodcuts». Hoover, 129-130: «one of the classics in the
history of science and technology». Mieli, Scienziati italiani, vol.
I, pp. 20-24: «la prima opera organica relativa a tutto un gruppo
di scienze applicate che sia stata pubblicata nel Rinascimento».
Cfr. Dibner, 38; Stillwell, The awakening interest in science,VI, 827;
Partington, II, pp. 32–37; Singer, History of technology, III, p. 27.
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IL PIÙ BEL LIBRO DI GIOCHI DEL
RINASCIMENTO
RINGHIERI, INNOCENZO. Cento Giuochi liberali et d’ingegno, Novellamente da M. Innocentio Ringhieri Gentilhuomo Bolognese ritrovati, & in dieci Libri descritti. In
Bologna, per Anselmo Giaccarelli, 1551.
In-4° (210x150 mm), legatura settecentesca (lievemente stanca)
in mezza pergamena con tassello in pelle e titoli in oro al dorso
(con piccole mende), cc. (4), 162, (2, l’ultima è bianca). Capilettera xilografici all’inizio della descrizione di ogni gioco.
di questo celebre resoconto dei passatempi della nobiltà rinascimentale, in cui trovano descrizione giochi fisici e intellettuali, tra cui un gioco
degli scacchi nel quale i partecipanti vestono i panni
delle pedine.
PRIMA EDIZIONE
Il libro, dedicato a Caterina de’ Medici, è suddiviso in
cento capitoli ognuno dei quali descrive un differente
divertimento: la caccia, la pesca, giochi con le carte e
di società, indovinelli, sciarade e altri jeux de mots. Originali e leziosi i giochi legati alla musica, definita ora
come scienza dei numeri, ora come un’essenza magica dal meraviglioso potere di dilettare anche «gli
orecchi di coloro che non l’intendono».
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RINGHIERI, 1551
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Lievi tracce d’uso, ma fresco esemplare su carta forte.
Parenti, 429; Van der Linde, Schachlitteratur, 2184; Sorbelli, Primordi della stampa in Bologna, p. 103; Riccardi, I-337; STC Italian, p. 556; Choix, 2627; Adams, R-564.
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LA «DIVINA» COMEDIA, 1555
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COMEDIA DIVENTA DIVINA
ALIGHIERI, DANTE. La Divina comedia di Dante, di nuovo
alla sua vera lettione ridotta con lo aiuto di molti antichissimi
esemplari. Con argomenti, et allegorie per ciascun Canto, &
Apostille […]. In Vinegia, appresso Gabriel Giolito de
Ferrari, et fratelli, 1555.
In-12° (130x75 mm), legatura settecentesca in pergamena rigida con unghie, tassello in pelle rossa e titolo in oro al dorso,
cc. (18), pp. 598, c. (1). Capilettera illustrati.
DODICI ELEGANTI XILOGRAFIE
inserite in elaborate
cornici ovali.
della Comedia in cui l’opera è
dichiarata «divina» al frontespizio, arricchita dal commento di Ludovico Dolce.
RARA PRIMA EDIZIONE
Lievi tracce di foxing su alcune carte, in generale un
ottimo esemplare di questa ricercata edizione.
MAMBELLI, Gli Annali delle edizioni dantesche, 39: «Rara e nitida
edizione in caratteri corsivi, ornata di iniziali, vignette e fiorami intagliati in legno. […] è questa la prima edizione in cui
l’opera di Dante è chiamata Divina». Gamba, 389; BL, STC Italian, p. 210; Mortimer Italian, 147; Adams, D-102.
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LA «DIVINA» COMEDIA, 1555
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SPLENDIDA EDIZIONE ILLUSTRATA DEL
FURIOSO
ARIOSTO, LODOVICO. Orlando furioso di M. Lodovico
Ariosto, tutto ricorretto, et di nuove figure adornato. Con le
Annotationi, gli Avvertimenti, & le Dichiarationi di Girolamo Ruscelli, La vita dell'Autore, descritta dal signor Giovan Battista Pigna, Gli scontri de’ luoghi mutati dall’Autore
doppo la sua prima impressione. Il Vocabolario di tutte le parole oscure, et altre cose utili & necessarie. Aggiuntavi in questa seconda impressione la Dichiaratione di tutte le istorie, et
favole toccate nel presente libro, fatta da M. Nicolò Eugenico.
In Venetia, appresso Vincenzo Valgrisio, nella bottega
di Erasmo, 1558.
[UNITO CON:]
RUSCELLI, GIROLAMO. Annotationi et avvertimenti di Girolamo Ruscelli, sopra i luoghi difficili, et importanti del Furioso. Con l’esposizione di tutte le favole, & di tutti i nomi
proprii de i Luoghi, et con tutti i passi dall’Autore imitati, o
tradotti, o tolti da altri famosi scrittori […]. In Venetia, appresso Vincenzo Valgrisi, 1558.
In-4° (250x175 mm), legatura settecentesca in piena pelle bazzana, piatti ornati da triplo filetto dorato, dorso a cinque nervi,
comparti riccamente decorati in oro con motivi fitomorfi e zoomorfi, tassello in pelle verde e titolo in oro, tagli marmorizzati,
cc. (12), pp. 552, cc. (70). Frontespizio architettonico con ritratto
di Ariosto in medaglione, tratto dall’edizione giolitina del 1542.
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ORLANDO FURIOSO, 1558
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QUARANTASEI XILOGRAFIE A PIENA PAGINA, illustranti
i
canti del Furioso.
del capolavoro di
Ariosto, illustrata dai bellissimi legni attribuiti all’artista ferrarese Dosso Dossi. L’opera fu un vero e proprio
best-seller per Vincenzo Valgrisi che, a partire dalla
prima edizione del 1556, la ristampò con continuità
fino al 1603. Pubblicato per la prima volta nel 1516, il
Furioso fu considerato da Ariosto in fieri fino all’edizione definitiva del 1532. La revisione fu soprattutto
linguistica, ma anche narrativa: in vari punti del testo
vennero inseriti nuovi episodi, che ne modificarono
l’andamento generale.
SPLENDIDA EDIZIONE VALGRISIANA
Frontespizio lievemente rifilato al margine inferiore;
un angolo della pagina 351 restaurato con perdita di
alcune lettere (manoscritte da mano antica); lievi
tracce d’uso e una leggera gora alle ultime quattro carte. Buon esemplare.
Adams, A-1668; Marshall, 89; BM, STC Italian, 40.
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MATTIOLI, 1558
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IL PIÙ SEDUCENTE ERBARIO RINASCIMENTALE
MATTIOLI, PIETRO ANDREA. Commentarii secundo aucti,
in libros sex Pedacii Dioscoridis Anarzabei De medica materia. Adiectis quàm plurimis plantarum, & animalium imaginibus quae in priore editione non habentur, eodem authore.
Venetiis, Ex Officina Erasmiana, Vincentij Valgrisij,
1558. [UNITO CON:]
MATTIOLI, PIETRO ANDREA. Apologia adversum Amathum Lusitanum. Cum Censura in eiusdem enarrationes.
Venetiis, Ex Officina Erasmiana, Vincentij Valgrisij,
1558.
In-folio (310x200 mm), legatura ottocentesca in brossura rigida marmorizzata, titolo manoscritto su tassello di carta al
dorso, cc. (50), pp. 776, cc. (4); pp. 50 (numerate 9-50), c. (1).
del più rinomato erbario
rinascimentale, significativamente aumentata di centotrentatré xilografie rispetto alla prima edizione veneziana del 1554. Di fondamentale importanza per il
grande successo di quest’opera fu la sua impostazione
di trattato pratico per l’uso quotidiano da parte di erboristi, medici ed alchimisti, che potevano trovare precise descrizioni e ricette d’uso delle piante medicinali,
oltre ai nomi e sinonimi greci e latini, e ai loro equivalenti in altre lingue.
SECONDA EDIZIONE LATINA
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MATTIOLI, 1558
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Pietro Andrea Mattioli (1500-1577), fu il più celebre
fitografo del Rinascimento: esaminò centinaia di piante mediche, molte citate per la prima volta, fornendone una descrizione morfologica di rara perfezione
e bellezza.
Una lieve gora al margine inferiore delle prime cento
carte e al margine esterno di dieci carte centrali; in
generale, ottimo esemplare.
PROVENIENZA: Ex-libris
araldico Charles Otway Esq.r of
Romden Kent al verso del frontespizio.
Wellcome, 4139; Nissen, 1305; Pritzel, 5985.
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COMEDIA, 1564
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COMEDIA DEL NASONE
CON I COMMENTI DI LANDINO E VELLUTELLO
PRIMA EDIZIONE DELLA
ALIGHIERI, DANTE. Dante con l’espositione di Christoforo
Landino, et di Alessandro Vellutello, Sopra la sua Comedia
dell’Inferno, del Purgatorio, & del Paradiso. Con tavole, argomenti, & allegorie, & riformato, riveduto, & ridotto alla
sua vera lettura, per Francesco Sansovino fiorentino. In Venetia, appresso Giovambattista Marchiò Sessa, & fratelli, 1564.
In-folio (320x215 mm), legatura parlante seicentesca in piena
pelle, cartiglio impresso in oro al centro dei piatti, cornice dorata con angoli, triplo filetto impresso a secco, dorso a quattro
nervi (rinnovato recentemente), tagli gialli con decorazioni pirografate, cc. (29), 392. Ritratto di Dante al frontespizio, inserito in un elaborato medaglione xilografico.
nel testo e a mezza pagina:
l’impianto iconografico deriva dai legni dell’edizione
di Marcolini del 1544.
NOVANTASEI XILOGRAFIE
della Comedia dantesca detta del Nasone, curata dal Sansovino e con entrambi i preziosi
commenti di Landino e Vellutello. L’esposizione del
Landino apparve per la prima volta nell’impressione
del 1481; quella del Vellutello deriva dall’edizione
marcoliniana e, se si esclude una ristampa lionese, non
PRIMA EDIZIONE
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COMEDIA, 1564
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era più stato riproposto. Sansovino li riunisce entrambi, riprendendo il testo dell’aldina ed emendandone l’ortografia. Questa stampa, nota in Francia come
dello Chat (dalla marca di Sessa col gatto che serra un
topo tra le fauci) è più conosciuta in Italia come del
Gran Naso o Nasone per via del ritratto al frontespizio,
la cui origine è stata individuata in due dipinti danteschi del Vasari, conservati, rispettivamente, presso
l’Oriel College di Oxford e presso il Museum of Fine
Arts di Cleveland. L’edizione del Nasone ebbe due ristampe, con lievi modifiche, nel 1578 e nel 1596.
Piccoli restauri e integrazioni al verso e al margine
esterno del frontespizio. Ottimo esemplare, fresco e
pulito.
MAMBELLI, Gli Annali delle edizioni dantesche, 40: «In questa edizione sono riuniti, per la prima volta, i due commenti del Landino e del Vellutello ed il confronto delle opinioni del
quattrocentista con quelle del cinquecentista riesce molto interessante per lo studioso». Adams, D-103; STC Italian, 210;
Gamba, 390; Mackenzie, pp. 47-49; De Batines, Bibliografia dantesca, I, pp. 91-92; Mortimer, 147; Olschki, Choix, 4411; Koch,
Catalogue of the Dante Collection, I, pp. 8-9; Marinelli, La stampa
della Divina Commedia, pp. 16-18;Volkmann, Iconografia dantesca,
pp. 72-73; Mather, Portraits of Dante, pp. 65-66; Zappella, Il ritratto, I, p. 201; Essling, Les Livres à Figures Vénitiens, II, p. 19, n.
546.
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COMEDIA, 1568
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COMEDIA
CON IL COMMENTO DI DANIELLO DA LUCCA
PRIMA E UNICA EDIZIONE DELLA
ALIGHIERI, DANTE. Dante con l’espositione di M. Bernardino Daniello da Lucca, Sopra la sua Comedia dell’Inferno, del Purgatorio, & del Paradiso; nuovamente stampato,
& posto in luce. Con privilegio dell’Illustrissima Signoria di
Venetia per anni XX. In Venetia, appresso Pietro da Fino,
1568.
In-4° (195x140 mm), legatura coeva in pergamena morbida
con titolo calligrafico al dorso (lievi mende alle unghie), cc. (6),
pp. 727, (1). In tutti gli esemplari, nel canto sesto del Purgatorio
sono omessi, per svista degli stampatori, i versi 105-118.
rappresentanti la descrizione fisica dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.
TRE XILOGRAFIE A PIENA PAGINA
della
Comedia dantesca con l’apprezzato commento di Bernardino Daniello (ca. 1500-1565), il cui lavoro filologico ed esegetico contribuì in maniera significativa al
recupero e alla divulgazione di alcuni grandi testi dell’età classica e medievale.
RARA E RICERCATA PRIMA ED UNICA EDIZIONE
Minori riparazioni e alcune tracce d’uso al frontespizio: bell’esemplare genuino, nella sua prima legatura.
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PROVENIENZA: Esemplare
con stravaganti mende censorie seicentesche. L’index espurgatorio pubblicato a
Madrid nel 1614 chiese la censura della Comedia commentata del Landino, e la soppressione dei versi 8-9
del canto undicesimo dell’Inferno, dei versi 106-118
del canto diciannovesimo del Purgatorio e dei versi dal
136 alla fine del canto nono del Paradiso, contenenti
invettive contro il papato e l’avarizia sacerdotale. Pur
in possesso di un’edizione con un commento diverso
da quello del Landino, il nostro ignoto (e distratto)
possessore applicò diligentemente le censure al suo
esemplare, cassando però per errore il canto diciannovesimo dell’Inferno invece del corrispondente canto
del Purgatorio.
MAMBELLI, Gli Annali delle edizioni dantesche, 41: «Edizione pregiata ed unica del commento del Daniello che il De Batines
dice «stimato assaissimo» e lo Scartazzini definisce «arguto ed
utile» […]. Detto commento fu, in un primo tempo, attribuito
erroneamente a Gabriello Trifone». Gamba, 391; Adams, D-104.
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BESSON, 1582
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PRIMA EDIZIONE ITALIANA
DELLE MACCHINE DEL
BESSON
BESSON, JACQUES. Il theatro de gl’Instrumenti & Machine
di M. Iacopo Bessoni, Mathematico de’ nostri tempi eccellentissimo, Con una brieve necessaria dichiaration dimostrativa, di M. Francesco Beroaldo. Sù tutte le Figure, che vi son
comprese, nuovamente di Latino in volgare Italiano tradotto
& di moltissime Additioni per tutto aummentato & illustrato
pel Signor Giulio Paschali Messinese. In Lione, Per Barth.
Vincenti. Con Privilegio del Rè, 1582.
In-folio (398x265 mm), legatura seicentesca in piena pelle,
piatti con cornice impressa a secco e fregi floreali agli angoli,
dorso a sei nervi (rinnovato) con doppi filetti dorati ai comparti,
tassello in pelle ocra con titolo in oro, cc. (64). Elaborato frontespizio xilografico, testatine, finalini e capilettera istoriati.
SESSANTA MAGNIFICHE INCISIONI IN RAME A PIENA PAGINA,
completate da un testo esplicativo a fronte di
ogni tavola.
di questa straordinaria
opera iconografica, pubblicata per la prima volta nel
1569 e raffigurante, con grandi incisioni, le invenzioni
innovative del tempo: macchine per costruzioni civili
e da guerra, apparecchi di misurazione e per navigare,
PRIMA EDIZIONE ITALIANA
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strumenti musicali e arnesi da lavoro (torchi, torni,
mulini, pozzi): di grande attualità un congegno per
raccogliere i rifiuti. L’opera raggiunse presto una vastissima popolarità, superando le dieci edizioni e lanciando un nuovo genere, quello dell’enciclopedia
tecnica illustrata, che sarebbe rimasto di moda fino a
tutto il XVIII secolo.
Lievi tracce d’uso, un rinforzo al verso dell’ultima carta.
Bell’esemplare.
Riccardi, II, 247; Adams, B-839; Hupsher, History of mechanical
inventions, p. 126 (citato come prova tangibile dell’influenza di
Leonardo da Vinci in Francia).
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RARA ULTIMA EDIZIONE ILLUSTRATA DEL
FURIOSO
IN UNA PREZIOSA LEGATURA D’AMATORE
ARIOSTO, LODOVICO. Orlando Furioso di M. Lodovico
Ariosto, Tutto ricorretto, & di nuove Figure adornato, con le
Annotationi, gli Avvertimenti, & le Dichiarationi di Ieronimo Ruscelli […]. In Venetia, appresso Felice Valgrisi,
1603.
[UNITO CON:]
ARIOSTO, LODOVICO-GROTO, LUIGI (EDIDIT). I cinque
Canti di M. Lodovico Ariosto i quali seguono la materia del
Furioso […]. Con gli Argomenti in rima, & discorsi di M.
Luigi Grotta d’Adria. Con alcune brevi et importanti Annotationi del medesimo. In Venetia, appresso Nicolò Moretti, [1603].
In-4° (250x175 mm), legatura novecentesca d’amatore in marocchino rosso, piatti ornati da triplo filetto dorato, dorso a cinque nervi, comparti riccamente decorati da doppio riquadro
dorato, fregi agli angoli e bouquet floreale al centro, titoli in oro,
tagli dorati, cc. (8), pp. 654, cc. (17, l’ultima è bianca). Frontespizio xilografico architettonico con ritratto di Ariosto in medaglione, tratto dall’edizione giolitina del 1542.
CINQUANTUNO XILOGRAFIE A PIENA PAGINA, illustranti
i quarantasei canti del primo Furioso e i Cinque Canti
aggiunti successivamente dall’Ariosto.
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ORLANDO FURIOSO, 1603
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RARISSIMA ULTIMA EDIZIONE IMPRESSA DAL VALGRISI:
la più corretta e completa dell’Orlando Furioso, con
l’aggiunta dei Cinque Canti ariostei sulla vanità delle
gioie mondane, corretti e annotati dal Groto. Questa
impressione è citata dall’Accademia della Crusca, nata nel
1582 per la difesa della purezza della lingua italiana,
che selezionò le più belle edizioni del passato.
Fettuccia di restauro al margine inferiore del secondo
frontespizio, senza pregiudizio per il testo. In generale,
splendido esemplare.
Agnelli-Ravegnani, Annali delle edizioni ariostee, p. 175: «Edizione in-4°, assai rara e citata dalla Crusca»; Gamba, 59; Michel
& Michel, Répertoire, vol. 1, pp 70-71; Guidi, p. 94; Melzi-Tosi,
p. 68.
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SCAPPI, 1610
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IL PIÙ FAMOSO TRATTATO
DI GASTRONOMIA DEL XVI SECOLO
SCAPPI, BARTOLOMEO. Opera di Bartolomeo Scappi M.
dell’arte del cucinare, con la quale si può ammaestrare qual
si voglia Cuoco, Scalco,Trinciante, o Mastro di Casa: Divisa
in sei libri […]. Con le Figure che fanno di Bisogno nella
Cucina. Aggiontovi nuovamente il Trinciante, & il Maestro
di Casa. In Venetia, presso Alessandro Vecchi, 1610.
[LEGATO CON:]
CERVIO,VINCENZO. Il Trinciante di M. Vincenzo Cervio,
ampliato, et ridotto a perfettione dal cavalier reale Fusoritto
Da Narni, Trinciante dell’illustrissimo, & Reverendissimo
Signor Cardinal Farnese. In Venetia, Appresso Alessandro Vecchi, 1604.
In-4° (200x150 mm), legatura coeva in pergamena semirigida
con titolo manoscritto al dorso, altro titolo calligrafico Scap. Da
Cucinar al taglio inferiore, cc. (4), 310 per la prima opera; cc.
(4), 39 per la seconda. Mancano, ab origine, le carte 21-22 e 2728 del Trinciante: il legatore ha invece ripetuto due volte le carte
23-24 e 25-26. Ritratto di Bartolomeo Scappi al verso della
quarta carta.
VENTISEI XILOGRAFIE A PIENA PAGINA E UNA A DOPPIA
rappresentanti pentole, vasellame, coltelli e
tutto il corredo necessario a cuochi e trincianti, scene
di cucina, banchetti e preparazioni gastronomiche.
PAGINA
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SCAPPI, 1610
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(nessuna copia censita in ICCU)
del rinomatissimo trattato gastronomico di Bartolomeo Scappi, contenente una ricca collezione di ricette,
con indicazioni sul mobilio, l’utensileria da cucina e
con l’illustrazione del sontuoso banchetto preparato
durante il conclave successivo alla morte di Paolo III.
L’opera è qui legata con il manuale sulle tecniche di
taglio dei cibi, scritto da Vincenzo Cervio, trinciante
del cardinal Farnese. Una terza parte, Il Mastro di Casa
di Cesare Pandini, sembra non essere mai stata legata
in questo esemplare.
RARISSIMA EDIZIONE
Bartolomeo Scappi (1500-1570), fu uno dei più celebri chef rinascimentali, al servizio di sei papi e cuoco
vaticano al tempo in cui Michelangelo affrescava la Sistina. Nel 1570 fu data alle stampe la summa delle sue
esperienze culinarie: il grande successo ottenuto portò
nel 1581 ad una ristampa da parte del Tramezzino e ad
almeno cinque edizioni impresse da Alessandro Vecchi. La sua fama si estese fino al Nord dell’Europa e
conobbe anche una versione in olandese per opera di
Antoine Magirus. Il trattato, diviso in sei libri, inizia
con un dialogo immaginario tra un insegnante e il suo
allievo sui doveri di un buon cuoco, con digressioni
sugli attrezzi, le tecniche di cottura e i metodi di trattare i cibi. Nel secondo libro, l’autore illustra i modi di
preparare le carni di quadrupedi e volatili, e delle salse
per accompagnarle. Il libro terzo è dedicato ai pesci,
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SCAPPI, 1610
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alle uova e ai vegetali; il quarto, ai cibi legati alle stagioni e all’organizzazione di vettovaglie da portarsi in
viaggio. Il libro quinto è riservato alla pasta, alle pizze
e ai dolci e, infine, il sesto spiega quale sia l’alimentazione più acconcia per infermi e convalescenti. Complessivamente, sono descritte in dettaglio più di mille
ricette, che rappresentano l’apice della cucina rinascimentale italiana prima che quella francese prendesse il
sopravvento.
Lieve gora alle prime quattro carte e una mancanza
all’angolo inferiore della c. 230, con perdita di alcune
lettere. In generale, genuino e bell’esemplare del capolavoro illustrato dell’arte culinaria rinascimentale.
SIMON, Bibliotheca Gastronomica: «Scappi’s book is one of the
most interesting of the sixteenth-century cookery books. The
plates are so attractive that copies containing them all are extremely rare; they represent all kinds of kitchen utensils, kitchen
interiors, furniture, fireplaces, etc., whilst a double-page plate
represents the various dishes and wines brought by servants to
the examiners before being sent in to the Cardinals sitting in
Conclave, in 1549». Horn-Arndt, 192: «Bemerkenswert vor
allem durch die ausgezeichneten Illustrationen, auf denen alle
damals benutzten Küchenutensilien zu sehen sind».Vicaire, 774;
Westbury, p. 203, 5; Bitting, p. 419 (nota); Oberlé, 76; PaleariHenssler, p. 673.
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MICHELANGELO, 1623
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EDIZIONE ORIGINALE
DELLE
RIME DI MICHELANGELO
BUONARROTI, MICHELANGELO. Rime di Michelagnolo
Buonarroti. Raccolte da Michelagnolo suo nipote. In Firenze, appresso i Giunti, 1623.
In-4° (200x140 mm), legatura coeva in pergamena rigida, dorso
a cinque nervi con titolo manoscritto, cc. (6), pp. 88. Tassello
con correzione a stampa (variante tipografica) alla pagina 28 e
chiosa manoscritta alla pagina 59.
RARA E PREGIATA EDIZIONE ORIGINALE, condotta
sui
manoscritti trovati nelle case di Roma e Firenze, pubblicate postume dal nipote.
Considerate da Michelangelo “una cosa sciocca” all’interno della sua produzione artistica, le Rime hanno
invece un notevole valore letterario, innestando sui
toni energici ed espressivi di filiazione dantesca un’ispirazione assolutamente originale. Risalenti ai primi
anni del Cinquecento, i sonetti michelangioleschi trattano inizialmente argomenti legati al lavoro dell’artista, per inclinare poi verso il tema dell’amore, umano
e divino.
Lieve gora alle ultime quattro carte: buon esemplare, in
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carta fresca e croccante, leggermente corto al margine
esterno.
I. Biblioteca Pesaro, p. 65. II. Ex-libris al
contropiatto anteriore recante l’iscrizione a stampa
“From the Famous Pesaro Library, formerly at Venice,
and after 1805 in the Possession of Thomas Johnes, at
Hafod, Cardiganshire, Pesaro Library Catalogue, pag
65”.
PROVENIENZA:
Parenti, 108; Gamba, 248. BL STC Italian, I, p. 162.
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NON COMUNE EDIZIONE TEDESCA
DELL’HISTORIA
QUADRUPEDUM
ALDROVANDI, ULISSE. Quadrupedum omnium bisulcorum
Historia. Francofurti ad Moenum, Sumptibus Joannis
David Zunneri et Petri Hauboldi, Typis Caspari Rotelli, 1647.
In-folio (380x242 mm), legatura ottocentesca in pergamena rigida con tassello (rinnovato) in pelle cremisi e titolo in oro al
dorso, tagli a spruzzo rossi, cc. (2), pp. 426 (l’ultima non numerata), cc. (3).
DODICI TAVOLE A PIENA PAGINA, CONTENENTI OTTANTOTTO INCISIONI IN RAME.
dell’Historia Quadrupedum
dell’Aldrovandi, stampata (postuma) per la prima volta
a Bologna nel 1621.
RARA EDIZIONE TEDESCA
Ulisse Aldrovandi (1522-1605), medico e naturalista
italiano, insegnò filosofia e logica all’Università di Bologna; acuto indagatore del mondo naturale, fu ritenuto da Linné e da Buffon il fondatore della storia
naturale moderna. Nel 1561 istituì una cattedra di filosofia naturale, in cui lo studio di animali, piante e
minerali assunse il valore di disciplina autonoma, non
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ALDROVANDI, 1647
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subordinata alla medicina. Nel 1568, creò e diresse un
orto botanico con scopi didattici, che permetteva agli
studenti di compiere esercitazioni pratiche e completare la conoscenza affinata sui testi con riproduzioni
all’acquarello. L’instancabile lavoro di raccolta e conservazione di reperti naturalistici portò alla costituzione a Bologna di uno dei primi musei di storia
naturale, che si arricchì progressivamente di un notevole repertorio di animali, piante e minerali fino a collezionare oltre diciottomila oggetti. Più di cinquemila
campioni sono rappresentati da piante, raccolte in
quindici volumi, che costituiscono uno dei più antichi
erbari conservati fino ai giorni nostri.
Uniformi ingialliture, ma bell’esemplare, lievemente
corto nel margine inferiore.
Soltanto un esemplare censito nelle biblioteche italiane (Biblioteca Pubblica Arcivescovile, Brindisi).
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SERLIO, 1663
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L’ARCHITETTURA DEL
SERLIO:
FONDAZIONE DEI CINQUE STILI
SERLIO, SEBASTIANO. Architettura di Sebastian Serlio bolognese, in sei libri divisa. Ne’ quali vengono dottamente, &
con ogni chiarezza spiegate tulle le oscurità, & secreti dell'Arte. Nuovamente Impressi in beneficio universale in Lingua Latina, & Volgare con alcune aggiunte. In Venetia,
Appresso Gio. Giacomo Hertz, 1663.
In-folio (375x255mm), legatura coeva in pergamena (rimontata) con tassello in pelle e titolo in oro al dorso (recentemente
rinforzato), tagli marmorizzati, cc. (2), pp. 435 (mal numerate:
salti di numerazione e ripetizioni di carte), c. (1, bianca).
Frontespizio xilografico, inserito in elaborata cornice architettonica; al verso, ritratto a piena pagina dell’autore. Frontespizi dei
libri terzo e quarto con incisioni a piena pagina di composizioni architettoniche. Testo in italiano e latino.
CENTINAIA DI INCISIONI XILOGRAFICHE E TREDICI IN-
nel libro sesto. Due
carte non numerate di errata con incisioni, aggiunte
dopo le pagine 245 e 332.
CISIONI IN RAME A PIENA PAGINA
del
trattato di architettura di Sebastiano Serlio (14751555) che rappresentò una pietra miliare per la dottrina rinascimentale degli ordini architettonici. L’opera
EDIZIONE RINOMATA E RICCAMENTE ILLUSTRATA
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è divisa in sei libri che, partendo dallo studio della
geometria e della prospettiva, ripercorrono la storia
dell’architettura antica, religiosa e civile, per arrivare
alla sistemazione dei cinque ordini: dorico, ionico, corinzio, tuscanico e composito. Numerosi sono gli
spunti per la pratica edilizia e decorativa, tra i quali la
teorizzazione della tipologia della finestra detta serliana: a tre luci, la parte centrale più ampia e chiusa
superiormente da un arco a tutto sesto, le due parti laterali strette e architravate.
Leggere bruniture e gore alle prime e ultime carte.
Trascurabili fori di tarlo nelle prime carte, che occasionalmente toccano alcune lettere. Buon esemplare,
fresco e croccante.
di possesso Ex libris Recessum SS:
Joannis, et Pauli de Urbe manoscritta al frontespizio. Altra
firma di appartenenza cassata al margine inferiore.
PROVENIENZA: Nota
Fowler, 332: «The woodcut illustrations of Book I-V seem to
be from the same blocks as those of the Venice edition of 1560
but greatly reworked [...]. An interesting feature of this edition
is the numerous printer’s devices and other ornaments used as
tailpieces». BL STC, Italian, 843.
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RARA GRAMMATICA ARMENA
AGOP, JOANNES. Grammatica Latina Armenicè explicata: a
Ioanne Agop sacerdote Armeno Constantinopolitano. Et
vocem meam audient, & fiet unum ovile & unus Pastor […].
Romae, Typis Sacrae Congregationis de Propaganda
Fide, Anno 1675.
In-4° (210x155 mm), legatura coeva in pergamena rigida con
titolo manoscritto al dorso (menda restaurata al piatto posteriore e al dorso), tagli marmorizzati, pp. 215, (1, bianca), c. (1).
Testo in latino e armeno.
di questa grammatica latino-armena, contenente anche un lessico e un
breve manuale di conversazione ad uso dei missionari.
RARISSIMA PRIMA ED UNICA EDIZIONE
Le opere di Joannes Agop (1635-1691) sono tra i pochissimi testi stampati in lingua armena nel XVII secolo. Nelle sue opere si definisce prete armeno e
costantinopolitano: soggiornò a Roma per buona parte della sua vita, svolgendo opera di divulgazione della
sua lingua. Tra i suoi principali lavori, oltre a testi di
grammatica e lingua armena, va ricordata la traduzione
della corrispondenza di Costantino con papa Silvestro
e di Tiridate, re di Armenia, con san Gregorio.
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GRAMMATICA ARMENA, 1675
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La Congregatio de Propaganda fide pubblicò diversi dizionari e grammatiche in lingue esotiche, principalmente destinati ai missionari in quelle terre: la presente
edizione, che rientra in quel progetto, è caratterizzata
da caratteri armeni di eccezionale qualità e chiarezza.
Leggere fioriture al margine esterno di poche carte.
Ottimo esemplare.
A. SALMASLIAN, Bibliographie de l’Armenie, 89. Manca alla Choix
dell’Olschki. Soltanto due esemplari completi censiti in ICCU.
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BARTOLI, 1680
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RARO TRATTATO SCIENTIFICO
SULLA TRASMISSIONE DEL SUONO
BARTOLI, DANIELLO. Del Suono de’ tremori armonici e
dell’udito. Trattati del P. Daniello Bartoli della Compagnia
di Giesu. In Bologna, a Spese di Pietro Bottelli, All’Insegna della Nave, 1680.
In-4° (210x45 mm), legatura settecentesca in pergamena semirigida, carré e decorazioni impresse in oro ai piatti, dorso a sei
comparti con cartigli impressi in oro, tassello in pelle nera e titolo in oro al dorso, cc. (6), pp. 330. Numerosi capilettera e finalini xilografici istoriati.
contenenti diagrammi geometrici, schemi di trasmissione delle onde
sonore e la struttura dell’apparato uditivo.
QUATTORDICI XILOGRAFIE NEL TESTO
dell’ottimo trattato del Bartoli sui meccanismi di trasmissione del suono in natura
e in musica, in cui vengono esaminati non solo i fenomeni fisici ma anche gli aspetti psicologici legati alla
percezione dei suoni. Daniello Bartoli (1608-1685),
storiografo dell’ordine dei Gesuiti, coltivò in parallelo
le scienze fisiche e matematiche: il merito di quest’opera fu anche quello di considerare la musica non
più una disciplina subalterna all’aritmetica e alla geometria ma una scienza fisico-matematica autonoma,
RARA SECONDA EDIZIONE
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fondata sul moto vibratorio dei corpi sonori.
L’opera è divisa in quattro trattati, il primo dei quali
considera la propagazione delle onde circolari che si
formano sulla superficie dell’acqua e il loro rapporto
con le vibrazioni dell’aria; il secondo esamina le questioni generali sulla natura e sulla trasmissione del
suono mentre il terzo trattato è dedicato alle osservazioni sulla risonanza degli strumenti musicali e di altri
corpi; il quarto, infine, dopo un’analisi dell’anatomia e
fisiologia dell’orecchio, si rivolge alla mescolanza, alla
consonanza e alle altezze multiple dei suoni, concludendo che il suono non è altro che tremore e battimento
d’aria.
Ottimo esemplare.
timbro a secco Innocenzo Colfarelli Forlì al frontespizio.
PROVENIENZA: Antico
Wellcome, II, p. 109; Gamba, 1775; Fétis, I, p. 259; Olschki,
Choix, 6068; De Backer-Sommervogel, I, col. 9.
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RARISSIMA PRIMA E UNICA EDIZIONE
DEL CASTRONE, BENEDETTO MARIA. L’ingegnoso ritrovato di fortificare con mirabil esattezza ogni sorta di poligono regolare sopra l’idea del signor di Vauban: trascritto
fedelmente tal qual si trova impresso nelle opere latine del
M. R. P. Baccelliere F. Benedetto Maria del Castrone palermitano [...] tradotto in italiano dal suo discepolo Leandro
Majorani e dedicato al signor D. Michel–Angelo Blasco. In
Palermo, nella stamperia di Gramignani, 1733.
In-4° (220x160 mm), legatura originale in cartonato coevo, cc.
(4), pp. 52. Testo su due colonne: a sinistra, il testo latino originale, a destra la traduzione italiana di Leandro Majorani, discepolo dell’autore.
CINQUE GRANDI INCISIONI PIEGHEVOLI IN RAME.
di questo trattato di fortificazione che riprende e amplia le
ingegnose teorie di Sebastien Vauban sulle tecniche di
architettura nelle costruzioni militari. Sostanzialmente,
si tratta di un’opera di matematica applicata all’ingegneria militare: l’autore mette in diretta relazione, mediante formule matematiche, la tipologia del luogo da
fortificare (la lunghezza dei lati, la misura dei loro angoli) con le caratteristiche architettoniche della fortificazione. Quest’innovativa visione rappresentò uno
RARISSIMA PRIMA E UNICA EDIZIONE ITALIANA
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DEL CASTRONE, 1733
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strumento fondamentale per il genio militare a partire
dal XVIII secolo.
Sebastien Le Prestre de Vauban (1633-1707) combattè
inizialmente agli ordini del principe di Condè contro
re Luigi XIV ma, preso prigioniero, passò poi al servizio del sovrano. Distintosi per l’abilità dimostrata
nella pianificazione degli assedi e nelle fortificazioni
difensive, venne nominato ingegnere reale e diresse
con successo più di cinquanta assedi, ricostruendo
duecentosettanta fortezze e progettandone trenta, tra
cui la magnifica fortificazione di Landau, in Baviera.
Lievi gore al margine inferiore delle prime carte e nell’ultima tavola, ma bell’esemplare in barbe, nella sua
prima legatura.
Non in Cockle. Mira I, 204. Riccardi I, 301.5; DB Italian, XXII,
pp. 248-250; Narbone IV, 296. Un solo esemplare censito in
ICCU.
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TASSO, 1745
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IL PIÙ BEL LIBRO FIGURATO DEL
SETTECENTO
TASSO,TORQUATO. La Gerusalemme Liberata di Torquato
Tasso con le figure di Giambatista Piazzetta alla Sacra Real
Maestà di Maria Teresa d’Austria Regina d’Ungheria e di
Boemia. In Venezia, Giambatista Albrizzi, 1745.
In-folio massimo (445x315 mm), legatura coeva in piena pelle
bazzana, dorso a sei nervi, doppio tassello in pelle, ricche decorazioni floreali e titoli in oro al dorso, tagli rossi, cc. (14), 254,
(1). Frontespizio stampato in rosso e nero con vignetta incisa in
rame, raffigurante la città di Venezia.Testatine e finalini incisi in
rame, di cui sei a piena pagina.
VENTI MAGNIFICHE TAVOLE INCISE IN RAME A PIENA
GIAMBATTISTA PIAZZETTA, ciascuna posta all’inizio di ogni canto; ANTIPORTA ALLEGORICA E RITRATTO DI MARIA TERESA D’AUSTRIA.
PAGINA SU DISEGNO DI
dell’opera considerata universalmente
la più bella produzione dell’editoria veneziana del Settecento, con le splendide illustrazioni del Piazzetta, incise su
lastra di rame dal Poliziani. Di questa edizione si conoscono due impressioni (cfr. Radaelli, 1989), con alcune
varianti tipografiche: la presente è la seconda tiratura, caratterizzata dal ritratto giovanile di Maria Teresa.
PRIMA EDIZIONE
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TASSO, 1745
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L’opera pittorica di Giambattista Piazzetta (16831754) segna il passaggio dallo stile barocco al rococò:
nell’ultimo periodo della sua vita, ad una pittura dai
toni nuovamente drammatici l’artista accostò il disegno di illustrazioni per libri, tra le quali restano luminose queste realizzate per la Gerusalemme Liberata. Abile
esecutore di scene pastorali e di soggetti religiosi, Piazzetta fondò nel 1750 una scuola di pittura, dalla quale
prese corpo l’Accademia Veneziana.
Eccellente esemplare.
MORAZZONI, Il libro figurato veneziano del Settecento, 256 e pp.
123-26: «non a torto è considerato il più bel libro veneziano
[...]. G. B. ha assecondato i desideri dell’editore da par suo, superando in brio e felicità d’invenzioni la già bella edizione del
Bousset, disegnando 70 composizioni e sfoggiandovi una piacevolezza che ci fa passare da meraviglia in meraviglia [...] è
un’edizione che ben caratterizza un’epoca, e ben si merita tutta
l’ammirazione che oggi ancora la circonda». Cohen-de Ricci,
978. Olschki, Choix, 18734; Raccolta Tassiana, 261; Radaeli, Alcune note al Tasso del Piazzetta, 1989; Sander, 1887; Gamba, 948.
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MANOSCRITTO DI MUSICA, 1761
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RAFFINATO MANOSCRITTO DI MUSICA
ALLE ARMI DELLA
MARQUISE DE CHATEAUGIRON
RECUEIL DE DUO. [Manoscritto musicale contenente
una raccolta di duetti, vergato in inchiostro seppia e
decorato all’acquarello]. M.DCC.LXI. (Francia, 1761).
In-4° (190x145 mm), elegante legatura in marocchino rosso
settecentesco alle armi della Marquise de Chateaugiron, triplo
filetto in oro ai piatti, dorso finemente decorato ai piccoli ferri
con motivi floreali, tagli dorati, dentelle interne, contropiatti in
raso azzurro, segnalibro in seta azzurro, pp. (2), 196, (4). Titolo
in rosso e nero. Ogni pagina è incorniciata da un carré con
estensioni floreali agli angoli.
BEL FRONTESPIZIO ARCHITETTONICO DISEGNATO E ACQUARELLATO NEI TONI DEL GRIGIO
e, al centro, le im-
prese Chateaugiron; RAFFINATA TESTATINA DI GUSTO
ARCADICO, DISEGNATA E ACQUARELLATA, raffigurante
due amanti che conversano in un parco.
PREZIOSA E DELICATA RACCOLTA MANOSCRITTA DI
per due voci o per due flauti, probabilmente compilata dalla stessa Marguerite Chateaugiron. Questo album di musica ben rappresenta il gusto
musicale delle corti francesi del tempo: apre il volume
un duo su testo di Gabriel Naudé (1600-1653), scrittore e bibliotecario di Richelieu e poi di Mazarino,
DUETTI GALANTI
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MANOSCRITTO DI MUSICA, 1761
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raccoglitore della celebre Bibliotheca Mazarina; a p. 65,
è trascritto il delizioso Duo paysan per due flauti, Lucas
pour se gausser, del virtuosissimo Michel Blavet (17001768), primo flauto nell’orchestra privata di Luigi XV
e all’Opera di Parigi. La raccolta contiene anche divertissements originali della marchesa o di amici: alle pp.
12-18 scopriamo il Duo parodié d’un air des Indes galantes, graziosa trasposizione di un motivo dell’omonima opera-balletto del compositore Jean-Philippe
Rameau (1683-1764), e alle pp. 145-167 una parodia
da un duo del suo grande contemporaneo Jean-Joseph
de Mondonville (1711-1772), ad opera del Vicomte
de Chabos, e un’altra deliziosa imitazione dell’arietta
per clavicembalo L’amour est un esclavage.
Ottimo esemplare.
PROVENIENZA:
Marguerite Sylvie Descartes (17311762), marchesa di Chateaugiron, sposa di René Jacques Louis Le Prestre (1720-1792), pari di Francia,
barone di Chateaugiron e marchese d’Espinoy, presidente al Parlamento di Bretagna. La vendita della sua
straordinaria collezione di autografi con oltre 2000
lotti (composti da 10, 20 e 40 pezzi), avvenne in quattordici tornate d’asta, tra il 15 e il 30 ottobre 1851.
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CARRACCI, 1776
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CARRACCI
NEL CHIOSTRO DI SAN MICHELE IN BOSCO
GLI AFFRESCHI DEL
CARRACCI, LUDOVICO (ZANOTTI CAVAZZONI, GIAMPIETRO, EDITOR). Il Claustro di San. Michele in Bosco di
Bologna de’ monaci olivetani dipinto dal famoso Lodovico
Carracci e da altri eccellenti maestri usciti dalla sua Scuola.
Bologna, Impresso nelle Stampe Dalla Volpe, l’Anno
1776.
In-folio maximo (460x310 mm), legatura coeva in mezza pelle
con tassello in marocchino cremisi e titolo in oro e filetti a secco al dorso, c.(1), pp. 117, (1), 39. Frontespizio inciso in rame.
QUARANTASETTE GRANDI TAVOLE INCISE IN RAME DAL
FABBRI da affreschi di Ludovico Carracci; trentatré testatine e finalini incisi da Pio Panfili e trentanove capilettera.
SUPERBA EDIZIONE DI QUESTA MAGNIFICA OPERA GRAFICA,
che riproduce il grande ciclo di affreschi del
Carracci nel chiostro ottagonale di San Michele in
Bosco sulle colline nei pressi di Bologna. Le incisioni,
corredate da uno studio critico dello storico dell’arte
bolognese Zanotti Cavazzoni, sono di fondamentale
importanza per la conoscenza di questi affreschi carracceschi, oggi quasi interamente compromessi. Nel
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CARRACCI, 1776
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biennio 1605-1606, Ludovico Carracci e i suoi allievi,
tra i quali Guido Reni, dipinsero il grande ciclo di affreschi nell’appena ultimato chiostro del convento di
San Michele. L’umidità presto cominciò a infiltrarsi
nelle pitture murali e, appena venticinque anni dopo
la sua ultimazione, i frati commissionarono al Reni un
restauro, che però si rivelò inutile: già nel 1690 gli affreschi erano in pessime condizioni, con parti che si
staccavano. Temendo il peggio, e con l’intento di tramandarne il ricordo ai posteri, il Malvasia incaricò
l’amico pittore Giacomo Giovannini di eseguire le incisioni degli affreschi, mentre egli ne avrebbe steso un
commento: la sua iniziativa fu provvidenziale e resta
necessaria per lo studio del Carracci, dal momento che
oggi gli affreschi sono in parte perduti, in parte ridotti
a frammenti.
Ottimo esemplare, fresco e croccante.
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LE BLOND, 1776
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UN TRATTATO ILLUSTRATO DI ARTIGLIERIA
LE BLOND, GUILLAUME. L’Artillerie Raisonée, contenant
la description & l’usage des différentes bouches à feu, avec le
détail des principaux moyens employés, ou proposés, pour les
perfectionner: La théorie & la pratique des mines; du jet des
bombes, & en général l’essentiel de tout ce qui concerne l’Artillerie depuis l’invention de la poudre à canon. Nouvelle édition, revue & corrigée. A Paris, Chez Cellot & Jombert
fils jeune, Libraires, 1776.
In-8° grande (195x125 mm), legatura coeva in piena pelle bazzana, titolo in oro su tassello in pelle rossa, decorazioni in oro
e a secco al dorso (cuffie mancanti, lievi mancanze su entrambi
i piatti), tagli rossi, c. (1), pp. xxiv, pp. 607, (1), cc. (2).
TRENTA TAVOLE PIEGHEVOLI INCISE IN RAME,
rappresentanti cannoni, obici, bombe, mine, ponti militari e
dispiegamenti di truppe.
di questo vasto trattato sulle armi
d’artiglieria successive all’invenzione della polvere da
sparo. Le Blond esamina tutti gli aspetti dell’arte balistica, descrivendo i vari tipi di bocche da fuoco e il
loro differente impiego sul campo di battaglia, il personale di artiglieria e la costruzione di ponti come
mezzo per incrementare la flessibilità nel movimento
RARA EDIZIONE
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dell’esercito. Originale la descrizione di un arco per
lanciare granate a distanza (vedi illustrazione).
Lieve foxing nelle prime e le ultime carte, ma bell’esemplare.
Ex-libris del Capitano Lafranchini al
contropiatto anteriore.
PROVENIENZA:
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PREGEVOLE EDIZIONE OTTOCENTESCA
DELLA
DIVINA COMMEDIA
ALIGHIERI, DANTE. La Divina Commedia di Dante Alighieri, corretta spiegata e difesa dal P. Baldassarre Lombardi
M. C. nel MDCCXCI. Riscontrata ora sopra preziosi codici, nuovamente emendata di molte altre vaghe annotazioni
e di un volume arricchita in cui tra le altre cose si tratta della
visione di frate Alberico […].Tomo I [II e III]. Roma,
Nella Stamperia De Romanis, 1815-1816.
[UNITO CON:]
ALIGHIERI, DANTE. Le principali cose appartenenti alla Divina Commedia cioè il rimario ne suoi versi intieri, la visione di Alberico, ed altro che la concerne, parecchie note ed
osservazioni aggiunte, la vita del poeta, l’esame della sua
opera, la bibliografia, l’indice ecc. ecc. Roma, Nella Stamperia De Romanis, 1817.
Quattro volumi in-4° (280x205 mm), legatura editoriale in
mezza tela con angoli, tasselli e titoli impressi in nero al dorso,
pp. LII, c. (1), pp. 486; pp. VIII, c. (1), pp. 520; pp. VI. (su VIII,
mancante degli AVVISI alle pagine III e IV ), c. (1), pp. 522; c. (1),
pp.VIII, pp. 132, 184, 164.
e un ritratto di
Dante al verso dell’antiporta del quarto volume.
QUATTRO INCISIONI A PIENA PAGINA
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DIVINA COMMEDIA, 1815-1816
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PREGEVOLE EDIZIONE OTTOCENTESCA,
che riprende il
testo ed il commento dell’edizione romana di Antonio
Fulgoni. Inizialmente in tre volumi, nel 1817 fu arricchita di un quarto volume (qui presente) di commenti
ed appendici, con un Rimario di Carlo Noci, la Visione
del monaco Alberico, la Vita di Dante del Tiraboschi e
una bibliografia dantesca.
Lievi tracce d’uso; in generale, ottimo esemplare in
barbe.
MAMBELLI, Annali delle edizioni dantesche, 109: «Pregevole edizione eseguita secondo il testo e i commenti dell’edizione del
1791 alla quale l’editore apportò, in ogni cantica, correzioni ed
aggiunte, secondo i codici Cassinese e Caetani e i più dotti
commentatori dopo il Lombardi».
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DIVINA COMMEDIA, 1822
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UNO DEI DIECI ESEMPLARI STAMPATI SU VELINA
ALIGHIERI, DANTE. La Divina Commedia, col comento
del P. Baldassarre Lombardi; ora nuovamente arricchito di
molte illustrazioni edite ed inedite. Padova, Tipografia
della Minerva, 1822.
[UNITO CON:]
Il Rimario della Divina Commedia di Dante Alighieri.
L’Indice delle voci del Poema citate dalla Crusca e quello de’
nomi proprj e delle cose notabili. Padova, Tipografia della
Minerva, 1822.
[UNITO CON:]
La Biografia di Dante Alighieri.Varie illustrazioni della Divina Commedia ed il Catalogo delle edizioni. Padova, Tipografia della Minerva, 1822.
Cinque volumi in-8° massimo (264x170 mm), legatura originale alla bodoniana con titoli e catenelle impressi in oro ai dorsi,
pp. XXXIV, c. (1), tavola dell’Inferno, pp. 747, (1, bianca); cc. (2),
tavola con la Montagna del Purgatorio, pp. 799, (1); cc. (2), tavola
dei Cieli del Paradiso, c. (1, bianca), pp. 845, (1); cc. (3), pp. 430,
c. (1); pp. XII, ritratto di Dante, pp. 574, cc. (2).
UNO DEI DIECI ESEMPLARI DI PREGIO, IMPRESSO SU
CARTA SOTTO-IMPERIALE VELINA E DI FORMATO PIÙ
GRANDE RISPETTO ALL’EDIZIONE COMUNE.
TIRATURA LIMITATA DELLA PRIMA EDIZIONE
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del fon-
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damentale lavoro critico a cura di Baldassarre Lombardi, che resta probabilmente la migliore edizione
dantesca, corredata da un imponente apparato filologico ed esegetico, che compendia le osservazioni dei
maggiori commentatori precedenti: Magalotti, Lami,
Bottari, Torelli e Scolari.
PROVENIENZA: E’ presente, incollato
ai contropiatti di
ciascun volume, l’AVVISO originale per i sottoscrittori
di queste sole dieci copie di pregio, con i prezzi di
ogni singolo volume con legatura alla bodoniana: 26
lire per il primo, 26,63 lire per il secondo, 28,12 lire
per il terzo, 14,95 lire per il quarto e 19,87 lire per il
quinto.
Esemplare de luxe in tiratura limitata a dieci sole copie,
in eccellente stato di conservazione e a fogli chiusi.
MAMBELLI, Annali delle edizioni dantesche, 132: «Bella e correttissima edizione, assai lodata e giudicata da molti la migliore
[…]. Nel catalogo Saba (sett. 1924) un esemplare fu messo in
vendita a lire 170». De Batines, p. 153.
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UN BELL’ATLANTE CHIRURGICO ILLUSTRATO
REGNOLI, GIORGIO. Lezioni di medicina operatoria del
prof. Giorgio Regnoli esposte dal dott. Cosimo Palamidessi
e di patologia chirurgica del prof. Andrea Ranzi esposte dal
dott. Antonio Marcacci. Firenze, Grazzini, Giannini e C.,
1856.
In-folio (360x260mm), legatura coeva in mezza pergamena su
carta marmorizzata, tassello in pelle marrone e titolo in oro al
dorso (un graffio sul piatto anteriore), cc. (91).
QUARANTACINQUE TAVOLE INCISE A PIENA PAGINA, con
legenda esplicativa a fronte.
di questo elegante atlante di chirurgia, contenente numerose tecniche operatorie innovative per l’epoca. Fu stampato la prima volta a
Firenze nel 1847 dall’editore Batelli, e in tre edizioni
dal Grazzini, del quale la presente è la prima impressione.
PREGIATA EDIZIONE
Giorgio Regnoli (1797-1859), fu uno dei più celebri
chirurghi e ricercatori di medicina operatoria del suo
tempo; lavorò a Pisa e Firenze e si specializzò a Parigi,
dove iniziò la sua attività. Partecipò alla Terza Guerra
d’Indipendenza, servendo come medico militare.
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ATLANTE CHIRURGICO, 1856
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Trascurabili tracce di foxing e una piccola gora al margine esterno delle prime carte. Ottimo esemplare.
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MANOSCRITTI SUL PARANORMALE, 1909
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UNA VASTA COLLEZIONE DI MANOSCRITTI
DI SPIRITISMO E FENOMENI PARANORMALI
ANONIMO (M. C.). Visions et pensées de l’au-delà. [Collezione di manoscritti sul soprannaturale e sul paranormale, in lingua francese, stesura iniziata il 20 agosto
1909].
Otto volumi rilegati in-folio, legatura coeva in mezza pelle,
dorso a quattro nervi con tasselli in marocchino nero, decorazioni e titoli in oro, pp. 230, 218, 232, 200, 199, 221, 221, 222.
ECCEZIONALE E VASTA RACCOLTA DI SCRITTI SUL SOPRANNATURALE:
si tratta di oltre 1700 pagine manoscritte in francese, in chiara ed elegante grafia corsiva
novecentesca, riguardanti i rapporti con l’ultraterreno,
lo spiritismo, la telecinesi e la bilocazione, i fenomeni
telepatici e tutto ciò che oggi definiremmo paranormale.
La struttura dei manoscritti è spesso in Feuilles Volants,
e contiene ordinati scritti che l’autore chiama communications, ossia trascrizioni di comunicazioni psichiche
o di sedute spiritiche, in prosa e in versi, da parte di
spiriti dell’aldilà: talvolta personaggi celebri, talvolta
entità anonime.
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MANOSCRITTI SUL PARANORMALE, 1909
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Del misterioso autore, rimasto tale probabilmente per
espressa volontà, conosciamo solo le iniziali M. C., riportate in una lettera di un altrettanto anonimo estimatore, certamente una personalità dell’ambiente
esoterico del tempo, datata Novembre 1910 e incollata
in un foglio interno del secondo volume: lettera che
l’autore dei manoscritti definisce Opinion d’un Psychiste avançé. La riportiamo qui integralmente, per il suo
enorme interesse testimoniale e documentale sull’intera raccolta:
J’ai lu avec beaucoup d’interêt les communications reçues par
M. C. ells conferment en les completant celles qui nous ont
été données dans nos reunions et celles que j’ai lues dans les
voix lointaines de Grendel, dans Mesmer et dans Mme de
Watteville.
Trop élevées et par consequent obscures pour les débuttants qui ne sauraient ni les comprendre ni les apprécier,
ces communications sont excellentes pour ceux qui ont déjà
des fortes données sur les lois de l’au delà, et qui cherchent à
pénétrer de plus en plus cette science encore si peu ouverte
aux esprits terrestres incarnés ou désincarnés.
Salut cordial,
H. M.
Novembre 1910
Come si legge, l’iniziato che ha esaminato le communications contenute nei manoscritti, le giudica “troppo
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elevate per essere comprese di neofiti”: ma “eccellenti
per coloro che già ben conoscono le leggi dell’aldilà”,
ed in linea con quelle ascoltate nelle “voci lontane” di
Grendel, Mesmer e Madame de Watteville. Il documento è in parte oscuro: Mesmer è certamente Franz
Anton Mesmer (1734-1815), il celebre medico e filosofo tedesco che fondò una medicina esoterica che dal
suo nome è chiamata mesmerisme, e Grendel sembra
essere il mostro sanguinario della mitologia gotica (!),
antagonista dell’eroe medievale danese Beowulf. Madame de Wattewille fu una celebre veggente francese,
autrice di un testo sulle proprie comunicazioni medianiche con i defunti, Ceux qui nous quittent, popolarissimo tra Ottocento e Novecento.
Ottimo esemplare.
autore M. C., che data l’inizio della scrittura al 20 août 1909. II. Tassello cartaceo
(primi novecento) della Librairie des Sciences Occultes di
Amsterdam.
PROVENIENZA: I. L’ignoto
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IMPRESSO IN CINQUECENTO COPIE
COL CARATTERE
DA
BEMBO
STIMMGRAF PER BIBLIOPATHOS
NEL MESE DI APRILE DEL MMVIII
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Aimez moy, comme je vous aime
LIBRO D’ORE 1470
48.000
DANTE 1568
6.000
9.500
BESSON 1582
7.500
LEONICENO 1475
18.000
ARIOSTO 1603
2.400
SUMMA PISANELLA 1479
15.000
SCAPPI 1610
6.500
DANTE 1491
37.000
MICHELANGELO 1613
6.000
DANTE 1493
44.000
ALDROVANDI 1647
2.000
6.500
SERLIO 1663
4.000
DANTE 1502
13.000
AGOP 1675
2.400
BIBLIA 1502-1504
28.000
BARTOLI 1680
2.200
1.200
CAIMI 1474
DIONYSIUS 1498
JUVENALIS 1539
1.800
DEL CASTRONE 1733
DANTE 1544
5.500
TASSO 1745
DE MANLIIS 1549
2.800
RECUEIL 1761
3.700
BIRINGUCCIO 1550
6.500
CARRACCI 1776
7.500
RINGHIERI 1551
1.200
LE BLOND 1776
800
DANTE 1555
6.000
DANTE 1815-1817
1.000
ARIOSTO 1558
2.800
DANTE 1822
7.000
MATTIOLI 1558
6.000
REGNOLI 1856
DANTE 1564
8.500
MSS. OCCULTISMO 1909
BIBLIOPATHOS
12.000
800
6.300

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