FEDERAZIONE ORDINI DEI FARMACISTI

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FEDERAZIONE ORDINI DEI FARMACISTI
FEDERAZIONE ORDINI DEI
FARMACISTI
Rassegna Stampa del 02/04/2016
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INDICE
IN PRIMO PIANO
01/04/2016 Lo Straniero
arte e parte
6
01/04/2016 Lo Straniero
Opere/Giorni
7
SANITÀ NAZIONALE
02/04/2016 Corriere della Sera - Nazionale
Le cellule modificate al computer per combattere il cancro
9
02/04/2016 Il Sole 24 Ore - PLUS 24
«Più chiarezza sulle Sms» dicono gli agenti
10
02/04/2016 La Repubblica - Nazionale
La clinica di Giorgia "Così porto i londinesi a farsi curare dai medici italiani"
12
02/04/2016 Il Messaggero - Nazionale
Programmate cellule "hackerate" guerra ai tumori con il computer
14
02/04/2016 Il Messaggero - Nazionale
Autismo, la speranza da un capello
15
02/04/2016 Milano Finanza
Target 110 milioni
16
02/04/2016 Milano Finanza
SINTOMI DI PRIMAVERA
18
02/04/2016 ItaliaOggi
Sanità: dove si deve tagliare
20
02/04/2016 Avvenire - Nazionale
Ritorna ebola: un'altra vittima
22
02/04/2016 Il Giornale - Nazionale
Cattiva finanza e buone aziende
23
02/04/2016 Libero - Nazionale
Incubo dell'olimpionica «Sono paralizzata e nessuno sa perché»
25
02/04/2016 Libero - Nazionale
In rete le risposte «esatte» sulle malattie dei bimbi
27
02/04/2016 Libero - Nazionale
Lo operano al cervello, ma resta senza letto
28
02/04/2016 Il Foglio
Zapatero tratta in segreto con i sindacati per obbedire alla Bce
29
02/04/2016 D Repubblica
Radici così forti
30
01/04/2016 Men's Health
RENATO RAIMO IL TEATRO DELLA VITA
31
01/04/2016 Men's Health
INTEGRATORI COME QUANDO PERCHE
33
01/04/2016 Men's Health
ALLA RICERCA DEI CAPELLI PERDUTI
37
VITA IN FARMACIA
02/04/2016 La Stampa - Torino
La stretta della Regione sulle cliniche per anziani "Via ai controlli incrociati"
42
02/04/2016 QN - La Nazione - Pistoia Montecatini
Tre milioni di euro per Pescia «Arriveranno medici e infermieri»
43
02/04/2016 Il Gazzettino - Pordenone
Allarme zecche, gitanti in farmacia I consigli degli esperti per difendersi
44
02/04/2016 Il Secolo XIX - Genova
Il farmaco arriva a paziente morto
45
PROFESSIONI
02/04/2016 QN - Il Resto del Carlino - Nazionale
ritirato in tutta Europa «Gravi reazioni allergiche»
47
02/04/2016 Il Mattino - Nazionale
Pillola del giorno dopo senza ricetta
48
02/04/2016 Il Tempo - Nazionale
Rischio di gravi allergie Ritirato medicinale
49
PERSONAGGI
Il capitolo non contiene articoli
IN PRIMO PIANO
2 articoli
01/04/2016
Pag. 43 N.190 - aprile 2016
Lo Straniero
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arte e parte
Ritorniamo ad alcune grandi figure del '900: a Robert Walser , con tre suoi "microgrammi", un intervento di
Matteo Ferrari e un lungo saggio di Paul Nizon ; a Colin Ward , con un suo saggio sulla città tradizionale e
la sua morte, a cura di Giacomo Borella ; a Stig Dagerman, con un'appassionata lezione di Giorgio Fontana
. Sono di oggi il grande film di Miguel Gomes , "le mille e una notte" portoghesi di cui egli racconta la
lavorazione e Daniela Persico scrive un commento, e quello di Gianfranco Rosi su Lampedusa,
commentato da Fofi e dallo stesso autore. Per finire, le poesie di Luigi Socci .
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 02/04/2016
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01/04/2016
Pag. 99 N.190 - aprile 2016
Lo Straniero
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Opere/Giorni
97 Triulzi commenta gli scritti di un grande personaggio del '900, Germaine Tillion, Benfante quelli
acutissimi di Sciascia dispersi su più giornali, Leogrande l'intervista autobiografica di Luigi Manconi,
Splendore le memorie di Laura Lepetit, una protagonista dell'editoria femminile. Fofi ha visto una commedia
scespiriana diretta e interpretata da Carlo Cecchi e una regia di Maresco su testi di Scaldati. Masci ha letto
un coraggioso romanzo di Yu Hua sulla corruzione in Cina, Giacopini quello di Reynoso su Lima nuova
metropoli. Fedele ha visto un bel film di Chandor su New York, una capitale del capitale. Fofi ricorda
Umberto Eco, nel bene e nel meno bene. Con 7 schede di romanzi e film, e un ricordo di Lodovico Terzi.
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 02/04/2016
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SANITÀ NAZIONALE
18 articoli
02/04/2016
Pag. 18
diffusione:332893
tiratura:417702
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La scoperta
Le cellule modificate al computer per combattere il cancro
L'esperimento Cambiare alcuni tratti del Dna come si fa con un programma per pc: l'esperimento sui batteri
che apre nuove frontiere per le cure
Luigi Ripamonti
Potrebbe diventare molto più semplice riprogrammare cellule (per esempio di un batterio) per far loro
svolgere determinati compiti. Un progresso importante in questa direzione l'hanno messo a segno scienziati
dell'Mit di Boston, guidati da Alec Nielsen, che hanno realizzato un vero
e proprio «software» a questo scopo, pubblicando il loro studio sulla rivista Science . Che cosa hanno fatto
in concreto? Hanno inserito in un batterio (E.Coli) sequenze
di Dna che lo rendono capace di «reagire»
in base a precisi stimoli esterni (che potrebbero consistere nella luce, nella concentrazione di qualche
sostanza, o altro). Fin qui niente di inedito. La novità è che i ricercatori americani hanno messo a punto
un vero e proprio linguaggio di programmazione per realizzare queste sequenze. «Non si tratta di un
progresso spettacolare dal punto di vista strettamente scientifico, ma piuttosto da quello tecnologico»
spiega Andrea Califano, Chairman del dipartimento di System Biology della Columbia University di New
York. «L'obiettivo che è stato raggiunto è quello di poter scrivere sul proprio computer, con un linguaggio di
programmazione, il Verilog , all'interno di un "ambiente informatico" chiamato Cello , un programma che
viene
poi trasformato in una sequenza di basi
di Dna che viene mandata in laboratorio,
dove viene concretamente sintetizzata,
per essere poi inserita nella cellula. È un po' come passare dal transistor al circuito integrato. Infatti con
questo sistema si possono mettere insieme sequenze di Dna diverse,
già validate individualmente». Si è parlato
di cellule che potrebbero essere modificate
per uccidere quelle dei tumori. È possibile? «Uno dei più probabili usi di questo sistema
è quello di trasformare le cellule in biosensori» continua Califano, «quindi istruirle in modo da capire se ci
sono segnali della presenza
di cellule cancerose e rilasciare, per esempio, un virus che le uccida». «Siamo davanti a un passo avanti in
una delle strade della biologia sintetica, quella che si prefigge di disegnare circuiti biologici», spiega Carlo
Alberto Redi, direttore del laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'Università di Pavia. «Altri filoni, come
quello seguito da Craig Venter, mirano, per esempio, alla realizzazione di genomi minimi, al momento con
maggiori risvolti pratici. In ogni caso è un esempio notevole
di tecnologie convergenti, perché mutua metodi dell'ingegneria elettronica e li applica alla biologia
sintetica». «Anch'io credo - conclude Redi - che lo scopo principale
degli scienziati americani sia quello
di disegnare biosensori. E questo metodo
in futuro potrebbe accorciare molto i tempi per realizzare progressi in questo settore».
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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02/04/2016
Pag. 10 N.707 - 2 aprile 2016
«Più chiarezza sulle Sms» dicono gli agenti
di Federica Pezzatti
Società di mutuo soccorso nel mirino degli intermediari: distribuiscono polizze fuori dai controlli + L'accusa
è precisa e arriva da un'associazione molto attenta nell'individuare le incongruenze esistenti nella
distribuzioe assicurativa: è loro la campagna contro i comparatori che ha dato origine a un intervento deciso
dell'Authority assicurativa. Questa volta la Uea (Unione Europa Assicuratori) lancia l'allarme sulle Società di
Mutuo Soccorso (Sms), gruppi che operano, secondo Uea, come delle compagnie ma non lo sono e non
sono soggette agli stessi vincoli stringenti previsti per le compagnie vigilate Ivass. Ugualmente i promotori
mutualistici (soggetti non iscritti al registro unico degli intermediari, Rui) vendono di fatto polizze come gli
agenti e i broker, ma non devono rispettare le stesse regole e non sono soggetti alla stessa vigilanza. Il
tutto nasce dal Codice delle Assicurazioni che (articolo 345) ha inserito le Sms tra gli enti esclusi
dall'applicazione delle sue norme ponendo però un limite preciso: gli impegni a favore degli iscritti non
devono superare i 100mila euro per esercizio, quindi ipotizzando un impegno minimo di 1.000 euro a socio,
quale rimborso di spese mediche durante una annualità di esercizio, raggiunto il numero di 100 iscritti la
Sms deve fermarsi o trasformarsi in una Mutua assicuratrice, con tutti gli obblighi che competono ad una
impresa di assicurazioni ed alla propria rete. «Ora diventa difficile credere che Sms con centinaia di
dipendenti, migliaia di soci promotori(un nuovo genere di intermediari, con elevate provvigioni e al di sopra
di ogni controllo) e centinaia di migliaia di assistiti riescano a rispettare il dettato della legge», sottolinea
Roberto Conforti, presidente Uea -. C'è un vuoto normativo in questo settore ci sono anche carenze di
controllo». Le Sms sono assogettate alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico e delle
Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo. E qualora venisse
superato il limite dei 100mila euro assunti direttamente con il proprio patrimonio, le Sms diventerebbero,
ope legis , imprese di assicurazione -nella forma di Mutue assicuratrici o Cooperative - a Uea pare evidente
che anche Ivass debba esercitare dunque una forma di vigilanza. Per questo Uea chiede al Ministero e al
movimento cooperativo che rendano pubblici i controlli e segnala il fenomeno all'Antitrust, alla quale
sempre compete la vigilanza sulle pratiche distributive di prodotti e servizi che possano provocare
asimmetrie della concorrenza. A stretto giro di posta ha risposto l' Ansi (Associazione nazionale previdenza
integrativa) che richiama l'attenzione sul differente scopo sociale delle mutue e sul rispetto dei controlli che
vengono operati da chi di dovere e «desidera ribadire con fermezza, anche in questa occasione, il diritto
degli enti mutualistici ad adempiere completamente alle necessità dei cittadini in riferimento alle prestazioni
socio sanitarie in virtù delle norme e dei controlli di legge già esistenti e già applicati», spiega in un
comunicato l'associazione di rappresentanza. «Con buona pace di chi sembra solo desiderare di esercitare
diritti accampati su un vetusto corporativismo che va proprio in senso contrario della accampata libertà di
concorrenza - spiega -, con buona pace di chi ha poco a cuore il diritto alla salute dei propri connazionali,
con buona pace di chi esprime tante opinioni non basate su fondamenti giuridici ma, forse, lo fa solo perché
non ha interesse ad un vero confronto fondato sulla realtà delle leggi, dei diritti e della concorrenza».
Vedremo se la nuova campagna farà più chiarezza nel settore strategico in un mondo sempre più vecchio e
bisognoso di cure. 9% 7% 4% 3% 2% 1% Altre (48) (38) (20) (14) (12) (3,5) 73% MBA Cardea Campa
(374,5) Tre Esse Ente Mutuo Cesare Pozzo fonte: A.N.S.I. 2015 La fotografia Le principali Mutue italiane
(tra parentesi i valori in mln di €) 0% 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 la parola chiave Società di mutuo
soccorso Le Società Operaie di Mutuo Soccorso (Soms) sono nate in Italia intorno alla seconda metà
dell'diciannovesimo secolo. Le forme originarie sopperivano alle carenze dello stato sociale e aiutavano i
lavoratori a trasferire il rischio di eventi dannosi (come gli incidenti sul lavoro, la malattia o la perdita del
posto di lavoro). Nel tempo si sono trasformate e a partire dagli anni duemila si sono concentrate
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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risparmio & investimenti
02/04/2016
Pag. 10 N.707 - 2 aprile 2016
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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esssenzialmente sull'assistenza integrativa. Oggi Ansi, l'associazione di riferimento ne censisce 1.114 delle
quali sono 509 sono attive con un volume d'affari di 502 milioni di euro. Il 60% delle Sms risulta iscritto alle
Camere di Commercio (con bilanci dunque consultabili) . Piemonte e Liguria sono leader con oltre 200
società attive complessivamente.
02/04/2016
Pag. 24
diffusione:237405
tiratura:336211
La clinica di Giorgia "Così porto i londinesi a farsi curare dai medici
italiani"
"In Inghilterra non c'è l'abitudine di rivolgersia ginecologi e pediatri da noi invece i pazienti trovano a n c h e
questi specialisti"
» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA. In Gran Bretagna ci sono tanti italiani: mezzo milione soltanto nella capitale, stando alle stime più
recenti. E tra loro, in tutto il Paese, ce ne sono almeno tremila che fanno il medico. Non è necessario citare
le leggi della domanda e dell'offerta per capire che queste due realtà, il gran numero di nostri connazionali
e il gran numero di medici italiani in Inghilterra, avrebbero potuto incontrarsi e aiutarsi a vicenda lungo le
rive del Tamigi. Ma c'è voluta l'idea di una giovane genovese per trasformare un'opportunità teorica in un
business concreto.
Giorgia Bacco è arrivata a Londra con una laurea in Economia e qualche esperienza in pubblicità per fare
un master in marketing alla Metropolitan University. Qui ha scoperto che la sua università londinese aveva
indetto un concorso per il migliore progetto di start up, offrendo come primo premio un finanziamento di 5
mila sterline (6.500 euro) per avviare un'impresa. Con qualche iniziale titubanza, lei ha presentato il suo e
con sua sorpresa ha vinto, battendo centocinquanta concorrenti di tutto il mondo.
Così è nata Dottore London, la prima clinica di medici italiani a Londra: una dozzina di specialisti che in
poco più di dodici mesi hanno decuplicato visite e attività. Adesso, a soli 33 anni, Bacco dirige ima società
che si appresta a prendere a bordo nuovi capitali e nuovi soci per trasferirsi in una sede più grande e
continuare a crescere. Un altro segno di quanto la Londra di oggi sia una città globale, con una sempre più
forte impronta italiana: una volta, a Piccadilly e dintorni, di italiano c'era solo qualche bar, ora c'è perfino
una clinica privata. E la prova che per affermarsi, da queste parti, è sufficiente una nicchia: a patto di
trovare l'idea giusta.
Come le è venuta la sua? «Da un'esigenza personale. Da Londra, a un certo punto, sono tornata in Italia
per una visita dal mio ginecologo. Mi sono accorta che altre amiche italiane di Londra facevano
regolarmente la stessa cosa. Allora mi sono informata e ho scoperto che esistono almeno due specialità
mediche, nel Regno Unito, in cui l'approccio è piuttosto diverso rispetto al nostro Paese».
In che senso? «Mi riferisco alla ginecologia e anche alla pediatria. Qui, a meno di non avere complicazioni,
una donna va dal G.P., ovvero dal general practitioner, il medico di base, non dal ginecologo: anche
durante la gravidanza. E Io stesso vale per i bambini: se non hanno seri disturbi, non vanno dal pediatra,
bensì dal medico generico. In Italia siamo abituati diversamente. Avevo sentito che a Londra c'era già un
ambulatorio di dentisti italiani, così ho pensato: perché non provare ad aprirne uno di ginecologi e pediatri?
Avrebbe risposto a un'esigenza reale, facendo risparmiare a donne come me un viaggio in Italia e dando a
tutti un tipo di cure al quale siamo più abituati».
Vuol dire che la medicina inglese non è un granché? «Niente affatto: è ottima. Tutti i medici della nostra
clinica, infatti, lavorano per il National health service, il servizio sanitario nazionale. Sono medici laureati in
Italia, magari specializzati qui, che lavoravano già nelle strutture ospedaliere o comunque pubbliche
britanniche. La legge britannica, tuttavia, concede loro di svolgere anche attività privat a dove vogliono, e
Dottore London ne ha riuniti alcuni in una clinica t u t t a italiana».
Chi sono i vostri clienti? «Per l'80 per cento sono italiani, m a anche francesi, spagnoli, russi, arabi. Molti
sono coppie miste, di nazionalità diverse, che del resto a Londra è una situazione molto comune. Ci siamo
allargati ad altre specialità, abbiamo il dermatologo, l'otorinolaringoiatra, l'urologo, lo psicologo, ne avremo
presto altre ancora. A molti italiani, anche se già ambientati a Londra, fa piacere andare da un medico che
parla la loro stessa lingua e ha lo stesso approccio a medicina e cure».
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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La storia L'intervista. Dalla laurea al business a 33 anni. Spingendo al successo una struttura nata per i
nostri connazionali
02/04/2016
Pag. 24
diffusione:237405
tiratura:336211
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Ma se andassero in un ambulatorio dell'Nhs non pagherebbero niente.
«È innegabile che una visita privata ha dei costi. Ma i nostri prezzi sono più vicini a quelli del mercato
italiano e più bassi di ambulatori e cliniche private di Harley Street, la cosiddett a via dei dottori, o altrove a
Londra, dove una semplice visita può costare da 200 a 300 sterline». Quale è il vantaggio o la differenza di
lanciare un business a Londra? «Una burocrazia snella. Una tassazione meno pesante, specie per le
aziende che muovono i primi passi. La possibilità di trovare finanziamenti. E un'atmosfera favorevole, che ti
induce a provare, a buttarti, a non avere timore di metterti in gioco. Naturalmente bisogna lavorare tanto e
non fermarsi mai. Ma adesso, se ho bisogno del ginecologo, non devo tornare in Italia. L'Italia ce l'ho a
Londra, medico compreso. Ed è diventato anche il mio lavoro».
LE TAPPE g IA START UP Giorgia apre a Londra la clinica di medici italiani, pediatri e ginecologi, per
venire incontro alle esigenze dei connazionali LA CLINICA I dodici specialisti che lavorano nella struttura in
un anno decuplicano visite e attività. Il servizio si allarga a urologi, dermatologi, psicologi IL CONCORSO
Giorgia Bacco, genovese, partecipa con Dottore London a un concorso per il miglior progetto di start up:
vince 6.500 euro per avviare l'impresa ir PER SAPERNE DI PIÙ www.dottorelondon.cpm/it/
www.repubblica.it
Foto: LASTARTUPPER Giorgia Bacco, 33 anni, da Genova
02/04/2016
Pag. 1
diffusione:117902
tiratura:155745
Programmate cellule "hackerate" guerra ai tumori con il computer
Carla Massi
Lo studio Programmate cellule "hackerate" guerra ai tumori con il computer a pag. 15 Come la ricerca
contro il cancro ruba dal vocabolario del computer, "riprogramma" le cellule e riesce a costruire una nuova
arma per battere la malattia. La sinergia mondo scienza e mondo informatica l'ha battezza un gruppo di
ricercatori del Mit di Boston e del National Institute of Standards and Technology. Strategia di
combattimento: progettare nuovi circuiti di codifica del Dna capaci di dare alle cellule altre funzioni oltre
quelle che già hanno.
L'ORGANISMO La procedura è sovrapponibile a quella che conosciamo per l'informatica. Le possibilità di
intervento sono varie. I ricercatori possono riscrivere il codice del Dna come inserirlo, per esempio, in un
batterio in modo di alterare il suo lavoro all'interno dell'organismo. Dare indirizzi diversi da quelli naturali alle
cellule perché queste diventino autentici strumenti anti-cancro. Una manipolazione che non punta solo al
cambiamento del ruolo delle cellule ma anche all'individuazione delle strade da percorre per far sì che
queste stesse cellule divengano serbatoi ottimali per i farmaci. La metamorfosi come terapia finale.
«Possiamo parlare di programmazione anche per i batteri - fa sapere Christopher Voigt, professore di
Ingegneria biologica al Mot - Prima di tutto adottiamo un linguaggio basato su un testo come quelli utilizzati
in informatica, lo si compila e si trasforma in una sequenza di Dna che poi viene inserita nella cellula». La
futura applicazione dello studio, è stato pubblicato su "Science", potrà dividersi in due direzioni, secondo il
gruppo dei ricercatori: la progettazione di cellule batteriche, capaci di produrre un farmaco nel momento in
cui intercettano la neoplasia o la creazione di cellule di lievito che possono fermare il processo di
fermentazione se si accumulano troppe sostanze.
IL PROGETTO La sfida vera dei ricercatori è quella di progettare cellule "produttive" in grado, appunto, di
diventare micro-laboratori di sostanze contro il cancro. La chiave di volta sta nella riprogrammazione del
materiale come si fa per il software del pc. Non a caso, proprio al Mit, per spiegare in modo diretto lo studio
hanno utilizzato parole nate con l'informatica, come hacker, il programmatore pirata. Lui si introduce in un
software, il ricercatore usa le strade per entrare nella cellula e agire. Un percorso complicato e pieno di
ostacoli ammette l'équipe guidata da Christopher Voigt, in cui conviene continuare a cre
dere. Perché, a loro avviso, sarebbe in grado, di regalare diversi vantaggi alla lotta anti-tumore. Uno per
tutti, la semplicità di esecuzione. LA VALIDAZIONE Una volta rodato il percorso, valutati tutti i rischi e gli
effetti ma, soprattutto, una volta che il lavoro potrà essere replicato dando sempre esito positivo. Così come
vuole la scienza per validare un sistema di cura. «La riprogrammazione di ogni cellula funziona anche se
non si ha molta esperienza - aggiunge Voigt - può essere addirittura avvicinata anche da uno studente di
liceo. Basta premere un tasto e si realizza una sequenza di Dna».
La lotta contro i tumori in Italia
oltre 2 milioni
363mila
60% Donne +10% Uomini +18% Seno Colon 60,8 57 85,5 81,8 88,6 83,4 Prostata Le nuove diagnosi di
tumore nel 2015 Italiani che hanno sconfitto il tumore Pazienti che guariscono dal tumore Hanno sconfitto il
cancro Per patologia (% guarigioni) Italia Media europea Fonte: Associazione Italiana di Oncologia Medica
Foto: L'INGEGNERE BIOLOGO: «ABBIAMO UTILIZZATO LA TECNICA DEGLI INFORMATICI CHE
SANNO MUTARE I SOFTWARE»
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Lo studio
02/04/2016
Pag. 15
diffusione:117902
tiratura:155745
Autismo, la speranza da un capello
«Passa per il bulbo di un capello la strada per testare nuovi farmaci contro il disturbo autistico». A parlare è
Roberto Sacco, a capo del servizio per i disturbi del neurosviluppo del Campus Bio-Medico di Roma: «Una
collaborazione è stata avviata con il King's College di Londra, riguarda la possibilità di creare in vitro cellule
neuronali identiche a quelle del paziente a partire dal bulbo del capello del paziente stesso». In Italia
100mila bambini e adolescenti hanno ricevuto una diagnosi di autismo: un bambino su 100, con frequenza
4 volte più alta fra i maschi. Il ministero della Salute ha destinato 50 milioni di euro, oggi la "Giornata
mondiale della consapevolezza sull'autismo" per l'assistenza di questa malattia:«Un'ottima notizia commenta Antonella Costantino, presidente Società Neuropsichiatria infanzia e adolescenza - ma non è
sufficiente: servono provvedimenti concreti. Da tempo segnaliamo carenze, frammentazioni e ritardi gravi
nella diagnosi precoce».
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Giornata mondiale
02/04/2016
Pag. 59 N.64 - 2 aprile 2016
diffusione:64390
tiratura:120083
Target 110 milioni
Pagina a cura di Guido Lorenzon
Èil numero uno in Italia nei prodotti per la colorazione dei capelli, venduti sui banchi delle farmacie e delle
parafarmacie. Sempre sullo stesso mercato, è anche il terzo nella gamma del Make up e il quarto per
integratori probiotici. La natura del punto vendita e la produzione di integratori indicano il vero «mestiere» di
Zeta Farmaceutici Group di Sandrigo, in provincia di Vicenza, ossia la produzione di farmaci. L'azienda è
su 35 mila metri quadrati di cui 22 mila coperti. A questi vanno aggiunti i 4 mila in comune di Mozzate,
provincia di Como, dove ha sede l'azienda Marco Viti, acquisita nel 2001. Il Gruppo opera sia nel contract
manufacturing, come partnership industriale per conto terzi italiani e multinazionali, e sia nella produzione e
commercializzazione con marchi propri per il mercato farmaceutico, cosmetico e degli integratori. Ha una
presenza ben radicata in tutto il territorio italiano grazie alle 14 mila farmacie che vendono i diversi brand
EuPhidra, Prolife, AmidoMio, Massigen, Naturviti, Unghiasil e Tusseval, oltre che agli Otc (farmaci da
banco) e D.M. Zeta Farmaceutici e Marco Viti. «Al nostro cliente noi forniamo i farmaci da banco e una
vasta gamma di altri prodotti, dagli integratori ai cosmetici, che sono, e vengono percepiti, dello stesso
livello qualitativo del farmaco», ha detto Cesare Benedetti, presidente del Gruppo. I reparti della produzione
sono ovviamente distinti tra medicinali e altro, ma le competenze delle maestranze e il livello tecnologico
sono gli stessi per entrambe le famiglie di prodotti. Zeta Farmaceutici è unica in Europa ad avere
certificazioni internazionali su cosmetici e integratori. «I nostri prodotti per il benessere», ha detto Benedetti,
«sono infatti nella filiera del farmaceutico, non solo per il punto di vendita, ma perché certificati: i vari
principi e il processo sono standardizzati, ossia per tutta la vita del prodotto mantengono a livello invariato
le loro proprietà, come è per i farmaci». L'origine dell'azienda risale al secondo dopoguerra, quando nel
1947 Adelio Benedetti acquistò dal farmacista Emanuele Zuccato la licenza per prodotti galenici che
venivano fabbricati nel retrobottega della farmacia. La morte prematura di Adelio Benedetti ha spinto i figli
in prima fila nella continuazione dell'attività, ma non ancora il figlio Cesare, in quegli anni attivo in campo
elettronico in Italia accanto a Olivetti e a Federico Faggin e poi in America. A metà degli anni 80, Cesare ha
rilevato il laboratorio galenico dai fratelli e con la moglie Ida ha rilanciato l'attività. Le quote sono ancora
tutte in possesso della famiglia: Cesare, Ida e la figlia Marta, amministratore delegato. Con circa 250
dipendenti e 140 venditori, il gruppo nel 2015 ha realizzato un fatturato consolidato di 87 milioni di euro con
un incremento dell'8,75% rispetto agli 80 milioni del 2014. Nel precedente esercizio il fatturato è stato di 78
milioni. «Pur in un contesto nazionale difficile e considerato che l'export non supera il 5% del fatturato», ha
detto Cesare Benedetti, «negli ultimi anni l'azienda ha continuato a crescere, incrementando anche il
numero delle persone che lavorano con noi. Utilizziamo brevetti nostri, gli utili sono investiti in ricerca e in
tecnologia per proporre nuovi prodotti, non tanto nel farmaco, ma nelle altre famiglie. Un farmaco nuovo
necessita di importanti investimenti in ricerca e di lunghi processi per le autorizzazioni». Il fatturato deriva
per il 20% dalle lavorazioni in conto terzi. Il resto dai brand di proprietà. Questi gli asset principali: farmaci
per il 25% del fatturato, dispositivi medici per il 10%, cosmetici per il 35%, integratori per il 25% e biocidi per
il 5%. Tutti i prodotti, farmaci e non, sono forniti nelle diverse forme, e anche in capsule molli in gelatina,
frutto di una tecnologia avanzata che solo poche aziende in Italia possiedono. «Abbiamo come obiettivo i
100 milioni di fatturato per il 2018», ha detto il presidente, «e quindi la nostra crescita continua. Sarà
supportata dalla qualità presentata al mercato, anche estero, attraverso certificazioni internazionali. Altra
direttrice dello sviluppo è la diversificazione, proponendo prodotti nuovi tecnologici e utili al farmacista
perché ci guadagni. Noi siamo al servizio del farmacista ed è importante per il nostro futuro aziendale
riuscire a incrementare il suo volume di vendite con prodotti sicuri, efficaci, nuovi. E con margini congrui».
(riproduzione riservata)
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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ZETA FARMACEUTICI
02/04/2016
Pag. 59 N.64 - 2 aprile 2016
diffusione:64390
tiratura:120083
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Pag. 1 N.64 - 2 aprile 2016
diffusione:64390
tiratura:120083
SINTOMI DI PRIMAVERA
Elena Correggia
Quasi un italiano su cinque, circa il 18,3% secondo un recente studio promosso da Assosalute, dichiara di
dover fare i conti con le allergie respiratorie, che si verificano tipicamente nella stagione primaverile. Una
patologia eterogenea, sia per le cause scatenanti sia per le sue molteplici manifestazioni, che risulta in
crescita anche in età adulta. «Se un tempo molte allergie respiratorie si diagnosticavano in età infantile, ora
accade che l'insorgenza si verifichi anche a 40-50 anni, specie nei confronti dei pollini di piante come
betulle e noccioli», spiega il dottor Antonio Meriggi, primario di allergologiae immunologia clinica della
Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia, «un incremento a cui concorre senza dubbio l'inquinamento,
soprattutto il particolato veicolare, da una parte rendendo più aggressivi gli allergeni pollinici o fungendo da
trasporto, e dall'altra inducendo infiammazione delle mucose delle vie respiratorie, più sensibili quindi agli
stimoli di agenti allergenici». Per il trattamento sintomatico della rinite allergica, la terapia cortisonica orale
con spray nasale si abbina ad antistaminici orali di ultima generazione quali bilastina, desloratadinao
levocetirizina, che sono ben tolleratie minimizzano gli effetti collaterali tipici come la sonnolenza.
«L'immunoterapia rimane l'unico approccio di cura orientato a riequilibrare il sistema immunitario del
paziente e la diagnostica molecolare rappresenta un efficace metodo per individuarei candidati idealia cui
somministrare il vaccino, ovvero soggetti con una monosensibilizzazione, di recente insorgenza e
preferibilmente giovani», continua Meriggi. La diagnostica molecolare consente infatti di effettuare
un'approfondita valutazione della reattività del pazientea singole componenti allergeniche, riconoscendo
quindi la sensibilità verso molecole specifiche di un solo polline o alimento oppure positività multiple nel
caso delle allergie crociate, presenti in più pollinio alimenti, traendone informazioni importanti sia sulla dieta
da rispettare sia sulla terapia da impostare. «Poiché il 30% circa delle riniti allergiche evolve in asma
bronchiale, mentre l'80% circa degli asmatici soffre anche di rinite, è importante che la cura delle due
patologie avvenga sincronicamente per assicurare il buon controllo dell'asma, ridurre le riacutizzazioni ed
evitare il rimodellamento irreversibile delle vie aeree, meno responsivo alla terapia», prosegue Meriggi,
«l'asmaè una patologia cronica infiammatoria caratterizzata da una variabilità di fenotipi, ovvero di
espressioni cliniche, ed è quindi fondamentale caratterizzare il singolo paziente mediante esami
approfonditi per poi individuare una terapia il più possibile personalizzata». L'esame clinico nella diagnosie
monitoraggio dell'asma viene supportato da una serie di test quali spirometrie periodiche, test di
broncodilatazione farmacologicae test con metacolina o mannitolo che evidenziano eventuale iperreattività
bronchiale, cardine della patologia asmatica. «A questi si aggiungono esami innovativi quali il dosaggio
dell'ossido nitrico esalato per una valutazione non invasiva del grado di infiammazione dei bronchi e lo
studio citologico delle secrezioni bronchiali per comprendere le diverse tipologie di globuli bianchi presenti»,
precisa Meriggi, «se infatti prevalgono gli eosinofili è presumibile una buona risposta al trattamento
farmacologico con cortisonici inalatori, oltre ai composti broncodilatatori rivolti al controllo, altrettanto
importante, della componente muscolare delle vie aeree. Se invece sono prevalenti i neutrofili, la risposta
può risultare meno efficace e può richiedere l'aggiunta di altre categorie di farmaci come gli anticolinergici o
gli antileucotrienici». Per le forme di asma severe, circa il 10% degli asmatici, l'ultima frontiera è
rappresentata dai farmaci biologici e fra questi è disponibile Omalizumab, un anticorpo umanizzato che si
lega alle immunoglobuline (IgE) libere prodotte nella reazione allergica, impedendo che esse si leghino ai
recettori di alcune tipologie di cellule presenti nel sangue (basofili) e nei tessuti (mastociti). L'impostazione
di una terapia mirata dipende anche dalla capacità di definire in modo sempre più preciso la tipologia di
asma e a tal scopo assumono rilevanza nuovi biomarker. Fra questi per esempio il dosaggio della
periostina, una proteina rilasciata dalle cellule bronchiali stimolate dall'interleuchina 13, un mediatore
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SALUTE
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Pag. 1 N.64 - 2 aprile 2016
diffusione:64390
tiratura:120083
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infiammatorio che rappresenta l'obiettivo contro il quale sono diretti promettenti farmaci biologici in fase di
sperimentazione (Lebrikizumab). Sono inoltre in fase di avanzata valutazione altri farmaci biologici rivolti
verso interleuchina 5 (mepolizumab e reslizumab) o verso il recettore di interleuchina 5 posizionato su
eosinofili e basofili (benralizumab). Soluzioni ad alta quota. La bassa densità dell'aria e l'assenza di
inquinanti e allergeni rende la montagna un luogo dove la patologia asmatica tende a migliorare. In questo
ambiente salubre, a 1.780metri d'altitudineea mezz'ora da Cortina D'Ampezzo, sorge l'istituto Pio XII di
Misurina, l'unica onlus pediatrica in Italiae in Europa per la cura dell'asma e dei disturbi del respiro in alta
quota. La presenza di una équipe multidisciplinare specializzata e di strumentazione clinica d'avanguardia
consente di assistere il bambino asmatico in un percorso personalizzato che va dalle visite ed esami al
soggiorno di cura e riabilitazione, fino ai controlli periodici dopo le dimissioni allo scopo di migliorare il
quadro complessivo e ridurre il ricorso ai farmaci. Inoltre, l'istituto organizza i Campus for breathe, ovvero
corsi educativi e diagnostici della durata da 2 a 7 giorni destinati ai bambini asmatici e ai loro genitori, per
imparare a respirare meglio e a gestire più efficacemente l'asma anche attraverso l'apprendimento di
tecniche di riabilitazione respiratoria. I rimedi contro l'occhio rosso. Palpebre e occhi arrossati sono un
sintomo frequente delle rinocongiuntiviti allergiche, fra le patologie più diffuse in età pediatrica. Nel 6-10%
dei casi invece si tratta di cheratocongiuntivite Vernal, una malattia infiammatoria cronica-stagionale dalle
cause non ancora identificate che spesso inizia in primavera, persiste d'estate, esacerbata dalla luce, e
tende a risolversi in autunno. Nel 70-80% dei casi si manifesta nei bambini fra i 3 e gli 8 anni, è più
frequente fra i pazienti allergici e spesso si risolve verso l'età dello sviluppo. «I sintomi sono fotofobia,
arrossamento, lacrimazione, bruciore, prurito, sensazione di corpo estraneoe secrezione di muco
filamentoso», spiega la professoressa Susanna Esposito, direttore dell'Unità di pediatria ad alta intensità di
cura della Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli studi di Milano,
«l'inefficacia dei trattamenti antiallergici come gli antistaminici per via oculare e la difficoltà di adattamento
alla luce devono far insospettire, inoltre i sintomi della Vernal persistono anche oltre la stagione allergica ed
è quindi necessaria una valutazione oculistica e allergologica per una corretta diagnosi e terapia. Il
soggetto con Vernal presenta infatti una congiuntiva diversa da quella del paziente allergico, con papille
giganti e la tendenza a fibrosi e rimodellamento». Nelle forme lievi la cura consiste nell'uso di preparati
cortisonici, mentre per le forme più importanti si utilizzano immunosoppressori come ciclosporina in collirio
o tacrolimus. Rinite sotto controllo. Per meglio monitorare i sintomi della rinite allergica e i farmaci assunti
per trattarli è da poco disponibile una nuova app, sviluppata dagli esperti del gruppo Macvia Aria, con il
contributo di Meda Pharma. Diario dell'allergia, scaricabile gratuitamente da Apple iTunes e Android Play
store, utilizza per la prima volta la Vas (scala analogica visiva), che consente al paziente di assegnare
quotidianamente in modo intuitivo e veloce un punteggio rispetto alla percezione della gravità dei vari
sintomi della propria rinite allergica, scegliendo all'interno di un intervallo di valori compresi fra 0 (sintomi
per nulla fastidiosi) e 10 (sintomi estremamente fastidiosi). Uno strumento che utilizza quindi un linguaggio
condiviso fra pazienti e professionisti della salute per controllare l'andamento dei sintomi e l'efficacia
terapeutica. (riproduzione riservata). (riproduzione riservata)
02/04/2016
Pag. 10
diffusione:33717
tiratura:72280
Sanità : dove si deve tagliare
Nino Cartabellotta spiega dov'è conveniente intervenire
CARLO VALENTINI
«La sanità pubblica è vicina al collasso poiché si trova tra l'incudine di una drastica riduzione della spesa
pubblica e il martello di un non intervento sull'organizzazione del sistema, quindi si sommano i minori fondi
ai tanti sprechi. Ovvio che ci si venga a trovare sull'orlo del baratro. La percentuale del prodotto interno
lordo destinato alla spesa sanitaria è inferiore in Italia alla media Ocse ed è la più bassa tra i paesi del G7
mentre ormai gli italiani sono secondi solo rispetto agli americani nella spesa privata per la sanità. Quindi il
sistema pubblico si è progressivamente sbarazzato di una consistente quota di spesa, scaricandola sui
cittadini. Dal 2012 al 2015 le varie manovre finanziarie hanno tagliato al settore oltre 30 miliardi di euro e
nel 2016 stanno avvenendo altri tagli. Il fatto è che non si affronta il problema con la necessaria lucidità, si
taglia dove capita per risparmiare e non per razionalizzare»: Nino Cartabellotta è un medico chirurgo che si
occupa più di organizzazione sanitaria che dello stato di salute dei pazienti, sostenendo che una buona
organizzazione è la base per una diagnosi e una cura effi caci. È a capo di Gimbe, una fondazione che
analizza i costi, le modalità di gestione ed è impegnata in corsi di formazione continua con l'intento di
migliorare il funzionamento del servizio sanitario. Ha lanciato l'hastag #salviamoilserviziosanitario, non
chiedendo maggiori fi nanziamenti pubblici ma una loro fi nalizzazione verso l'efficienza del monstre
sanitario. Domanda. Quanti fi nanziamenti sarebbe possibile recuperare evitando gli sprechi? Risposta. La
fondazione che dirigo ha mappato gli sprechi e concluso che almeno 25 miliardi potrebbero essere
recuperati intervenendo sulle ineffi cienze. Perciò la sostenibilità del servizio sanitario nazionale è
strettamente legata, in questa fase di risorse limitate, al disinvestimento laddove si registrano sprechi e
ineffi cienze. In assenza di una strategia per aumentare il valore del denaro investito non si uscirà dal cul
de sac in cui si è venuta a trovare la sanità, ovvero occorre intervenire laddove la spesa sanitaria non
produce alcun ritorno di salute. Esempi concreti? Oltre 10 miliardi se ne vanno in sovra e sotto-utilizzo di
esami di laboratorio e strumentali, farmaci e altre terapie, visite specialistiche, ricoveri, 2-3 nell'inadeguato
coordinamento tra assistenza ospedaliera e territoriale, 3 in complessità amministrative conseguenti anche
alla limitata informatizzazione, oltre 4 in acquisti a costi eccessivi di beni e servizi, 5-6 miliardi in corruzione.
D. Però appare più semplice individuare il male che affrontarlo... R. Infatti. La legge di stabilità 2016 ha
imposto alle Regioni di concorrere al risparmio della fi nanza pubblica per 3,98 miliardi nel 2017 e 5,48 per
gli anni 2018 e 2019. Di conseguenza, sotto la regia del ministero della Salute, le Regioni sono chiamate ad
avviare un rigoroso processo di disinvestimento da sprechi e ineffi cienze, responsabilizzando e
coinvolgendo le aziende sanitarie e queste, a cascata, professionisti sanitari e cittadini. In alternativa, diffi
cilmente i tagli per la sanità non saranno lineari (e quindi saremo alle solite) perché sarà il governo a
decidere dove tagliare (così prevede la legge di stabilità). Se per alcune categorie di sprechi le istituzioni
sembra si stiano finalmente muovendo nella giusta direzione, almeno a livello normativo (anticorruzione,
criteri di selezione dei direttori generali, acquisti centralizzati, patto per la sanità digitale), rimangono ancora
un lontano miraggio la riorganizzazione integrata tra ospedale e cure primarie, fortemente legata alle
politiche sanitarie regionali, e l'avvio del coinvolgimento dei professionisti nel defi nire in maniera condivisa
servizi e prestazioni sanitarie in cui disinvestire, cioè l'identifi cazione degli interventi sanitari ineffi caci,
inappropriati e dal basso valore, che riducono l'efficacia dell'assistenza, aumentano i rischi e determinano
un ingente spreco di risorse. D. Sarebbe utile il ritorno di alcune competenze sanitarie dalle Regioni allo
Stato? R. È stata persa un'occasione per ridare un ruolo centrale allo stato. L'articolo 117 della riforma
costituzionale approvata dal Senato in gennaio assegna allo Stato «la determinazione dei livelli essenziali
delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale»
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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INTERVISTA I tagli vanno fatti. Ma se non si interviete sugli sprechi, si mutilano le spese utili
02/04/2016
Pag. 10
diffusione:33717
tiratura:72280
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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e prevede «le disposizioni generali per la tutela della salute, per le politiche sociali, per la sicurezza
alimentare», mentre alle Regioni viene attribuita la competenza specifi ca in materia di «programmazione e
organizzazione dei servizi sanitari e sociali». Quindi niente sanità allo stato. Con la riforma è stata inoltre
introdotta la cosiddetta clausola di salvaguardia attraverso cui lo stato può intervenire, su proposta del
governo, in materie non riservate alla legislazione esclusiva qualora lo richieda la «tutela dell'unità giuridica
o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale». Essa quindi non include la tutela
della salute. In pratica lo Stato non recupera il diritto a esercitare i poteri sostitutivi nei confronti delle
Regioni inadempienti nell'attuazione dei livelli essenziali di assistenza. Tutto ciò rende sempre più
evanescente il ruolo dello stato quale garante della tutela della salute delle persone, secondo quanto
previsto dall'articolo 32 della costituzione. Nella realistica impossibilità di resuscitare una sanità centralista
la partita è quindi nella mani del ministero della Salute che deve potenziare gli strumenti di indirizzo e
verifica sui 21 sistemi regionali per garantire equità d'accesso a tutte le persone e coordinare il processo di
disinvestimento da sprechi e ineffi cienze. D. C'è chi propone, di fronte alle diffi coltà del sistema sanitario
pubblico, di realizzare un sistema misto pubblico-privato o addirittura del tutto privato come quello
americano... R. In assenza di una governance istituzionale fi nalizzata a defi nire le modalità con cui il
cosiddetto «terzo pilastro» dovrebbe integrare il fi nanziamento pubblico della sanità, l'intermediazione
assicurativa si sta subdolamente insinuando tra le incertezze delle istituzioni e i bisogni dei cittadini. Il
rischio è perdere lentamente ma silenziosamente il modello di un servizio sanitario pubblico, equo e
universalistico. Se il processo non viene governato si verificherà un aumento delle diseguaglianze sociali,
della medicalizzazione della società e della spesa sanitaria totale, oltre al peggioramento degli esiti di
salute di una fascia non piccola della popolazione. Twitter: @cavalent © Riproduzione riservata
Foto: Nino Cartabellotta
02/04/2016
Pag. 15
diffusione:115363
tiratura:148885
Ritorna ebola: un'altra vittima
È di nuovo paura a Monrovia. In Guinea, dopo gli otto contagi delle ultime due settimane, l'Oms ha lanciato
un piano per la vaccinazione di mille persone considerate a rischio
PAOLO M. ALFIERI
Il virus ebola, già tornato a colpire in Guinea, fa paura di nuovo anche in Liberia. Una donna di circa 30 anni
infatti è morta giovedì all'ospedale Redemption della capitale Monrovia, ha fatto sapere il ministero della
Salute. Il Paese era stato dichiarato libero dal virus già nel maggio del 2015, ma successivamente si erano
registrati almeno due focolai, l'ultimo dei quali a novembre. Tre mesi fa, poi, le autorità sanitarie avevano
nuovamente dichiarato la fine dei contagi. Il nuovo caso dimostra ora quanto sia complicato eliminare del
tutto i rischi per la popolazione. In Guinea, intanto, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha
annunciato la vaccinazione contro il virus di centinaia di persone che possono essere state in contatto con
gli otto individui recentemente colpiti dal virus e morti in due prefetture meridionali del Paese. L'obiettivo è
di arginare l'ultima esplosione dei casi ricorrendo ad un vaccino sperimentale già usato in passato. L'ufficio
dell'Oms in Guinea ha riferito che oltre mille persone sono state individuate e poste sotto osservazione
medica. Quasi 800 sono state vaccinate la scorsa settimana, tra cui 182 soggetti considerati «ad alto
rischio». La morte di un uomo, di due delle sue mogli e di una figlia sono state annunciate due settimane fa
dalle autorità sanitarie della Guinea, che ha confermato che anche una terza moglie e una suocera sono
morte dopo essere state contagiate nel villaggio di Koropara. Il vaccino Vsv-Ebov impiegato è «risultato
essere altamente efficace» nel prevenire l'infezione di ebola in un ampio studio condotto in Guinea l'anno
scorso dal ministero della Salute, dall'Oms e da agenzie partner. Lo stesso vaccino è stato usato anche in
Sierra Leone per contenere un recente focolaio del virus, ha precisato in un comunicato l'Oms, fiduciosa
che questi rimanenti casi isolati possano essere contenuti. Proprio l'Oms aveva dichiarato conclusa
l'epidemia di ebola nell'Africa Occidentale lo scorso 14 gennaio con l'interruzione delle catene di contagio in
Guinea, Liberia e Sierra Leone, ma aveva esortato a non abbassare la guardia sottolineando il rischio di
nuovi contagi. Il virus ebola può restare nello sperma di alcuni sopravvissuti anche fino ad un anno. ©
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Liberia.
02/04/2016
Pag. 1
diffusione:74472
tiratura:140585
Cattiva finanza e buone aziende
Nicola Porro
Tante, forse troppe, volte abbiamo sentito il solito refrain della finanza che uccide l'industria. Bello slogan,
ma senza finanza l'industria resterebbe nana. Diradato ogni possibile dubbio sulle nostre convinzioni,
laiche, in materia di (...) segue a pagina 19 dalla prima pagina (...) quattrini, derivati, debiti e opzioni, vi
vogliamo raccontare una storia di pessima finanza. È roba di questi giorni e potrebbe diventare un botto
finanziario da far impallidire le nostre Etrurie. Fino a quattro anni fa Valeant era una sonnacchiosa società
farmaceutica canadese. Tra i suoi consulenti non poteva mancare il solito gruppetto del "vi spiego io come
si fa" targato McKinsey. Uno di loro, Mike Pearson, si presentò un giorno negli uffici della Valeant e
propose un affare. C'era in vendita una società, sempre del settore, che non aveva particolari brevetti, ma
qualcosa che per Mike valeva di più, e cioè un tax rate favorevole (cioè un'aliquota fiscale molto bassa, il
che può avvenire per diversi motivi contabili). Alla Valeant cadono nella trappola. In sostanza comprano la
società e così si fanno iniettare il primo assaggino di droga. È proprio il caso di dire. Nel giro di pochi mesi il
titolo della società acquirente sale: ai mercati piace che si paghino meno tasse e, in prospettiva, si
distribuiscano più utili. Mike, il pusher di finanza, dopo poco viene, già che c'erano, portato in azienda e
fatto amministratore delegato. Siamo nel 2010. E da lì inizia una corsa apparentemente senza fine. Ma
andiamo per gradi. In pochi anni Mike fa salire il titolo Valeant del 400 per Kellen entra nel comitato
esecutivo, Ryan Weldon, vice presidente esecutivo: sono tutti McK, come il membro del cda Ronald
Farmer. Quest'ultimo faceva anche parte di quel comitato che si occupava di retribuzioni e che fece
approvare un assurdo piano di remunerazione che fruttò a Mike circa un miliardo. Ma torniamo alla
strategia di Mike. Essa si basava su tre pilastri: fare acquisizioni a debito, tagliare poi i costi con il machete
e rialzare i prezzi dei farmaci. Ci deve essere qualcuno che studia ad Harvard per partorire queste
strategie. Valeant diventa così un acquirente seriale, compulsivo. Tra il 2008 e il 2015 realizza più di cento
operazioni. In un solo biennio, tra il 2013 e il 2015, le banche di investimento di Wall Street incamerano
commissioni per operazioni di Valeant per la bellezza di 400 milioni di dollari. Poi ci si stupisce che
nessuno, nel giro che conta, parlasse male di Mike e della sua società. Sì, certo, ci sono i muri cinesi per i
quali nelle grandi banche d'affari gli analisti che danno i giudizi sui titoli non parlano con i bancari che fanno
gli affari. Se fosse così, e lo crede solo Babbo Natale, dovremmo pensare che gli analisti farmaceutici
americani sono quasi tutti dei perfetti cretini, avendo sempre guardato senza problemi alla cavalcata del
titolo Valeant in Borsa. Peccato che dall'estate scorsa ad oggi abbia polverizzato 81 miliardi di
capitalizzazione passando da 90 a 9 miliardi di valore di Borsa. La Valeant, durante la gestione di Mike,
riduce al 3% (dal 7-8 medio del settore, in Italia è vicina al 10%) gli investimenti in ricerca e sviluppo. Il
gruppo pensava di sopravvivere comprando in giro i brevetti e, dopo averli portati a casa, smettendo di
investire per tagliare così i costi. Pazzesco a dirlo oggi. Ma ieri tutti sapevano. Mike poi si oppone all'offerta
di acquisito che poteva provenire dal gigante Pfizer e rilancia provando a comprarsi anche il big Pharma
che produce il Botox, in una bulimia di shopping in cui non conta il debito, ma mettere sempre carne fresca
nelle fauci del mostro. E tutti zitti. Fino a quando il castello di carte inizia a scricchiolare. Pensate un po' voi,
con un debito da 30 miliardi Valeant cade perché viene pizzicata a sovrafatturare, per circa un'ottantina di
milioni, prodotti venduti ad una farmacia on line, di cui risultava in parte anche proprietaria occulta. Ecco.
Quando si parla di cattiva finanza pensate a Mike Pearson, alle sue strategie "alla McKinsey", alle
acquisizioni "alla Valeant", all'arroganza di questi fenomeni di Wall Street che con le loro camicie a righe e
bretelloni ci spiegano l'etica degli affari. Meglio i nostri Aleotti, Recordati, Dompè, Chiesi, Angelini e chissà
quante altre favolose famiglie farmaceutiche italiane mi sono dimenticato. cento. «La nostra strategia
spiega - è di base ciò che ho imparato a McKinsey», dice nel 2014. E in cosa consiste questa genialata? In
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Zuppa di Porro
02/04/2016
Pag. 1
diffusione:74472
tiratura:140585
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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primis: circondarsi di amici che provengano dalla stessa società di consulenza. Sai che forza, anche noi in
Italia abbiamo una certa tradizione del genere. Ma se lo fanno gli anglosassoni, chissà come si definisce.
Robert Rosiello (deve essere roba nostra, dal nome) diventa direttore finanziario, Ari
Foto: ROVINA Da numero uno di Valeant, Mike Pearson era riuscito nel giro di pochi anni a far lievitare i
titoli della società del 400% grazie ad acquisizioni a debito, al taglio dei costi e al rincaro dei farmaci. Poi il
castello di carta è crollato
02/04/2016
Pag. 1
Incubo dell'olimpionica «Sono paralizzata e nessuno sa perché»
CHIARA GIANNINI
Incubo dell'olimpionica «Sono paralizzata e nessuno sa perché» a pagina 17 «Sto per morire, me lo sento
e non trovano una cura alla mia malattia»: a parlare è Vincenza Sicari, 37 anni, lodigiana, atleta
dell'Esercito, olimpionica (partecipò ai giochi di Pechino), 5 maratone vinte in Italia e partecipazioni a
numerose gare mondiali ed europee. Vincenza è costretta a letto da un anno e mezzo, totalmente
paralizzata dalla punta dei piedi fino al tronco. Deve stare sdraiata, perché appena le alzano anche solo
ilcuscino non riesce a respirare. Un incubo che nessun essere umano dovrebbe vivere. Soprattutto perché
fino a oggi, nella maggior parte dei tantissimiospedali che ha girato, pochi sono i medici che le hanno
creduto. «Iniziò tutto nel 2013 - racconta Vincenza dal letto del reparto di psichiatria dell'ospedale Santa
Chiara di Pisa, diretto dal professor Mauro Mauri - quando mi diagnosticarono una polmonite. Respiravo
male, avevo una febbre che non passava ed ero molto debole. Mi ricoverarono a Roma e mi dissero poco
dopo che avevo una malattia neurologica non ancora evidente. Da lì un calvario». Fece una Tac, a spese
proprie, da cui risultò un tumore al timo che dissero essere la causa del suo malessere, perché quel tipo di
cancro si porta dietro la miastenia. L'operazione, però, anziché risolvere i problemi li accentuò. E fu proprio
a Roma che i dottori dissero che la sua malattia, in realtà, poteva essere di tipo psichiatrico. «Ma io mi
chiedo - prosegue Vincenza - come sia possibile inventarsi una paralisi degli arti. Così decisi di guardare su
internet e trovare un centro che potesse capire quale tipo di disturbo causasse la mia paraparesi. Fu il
professor Mariani del Sacco di Milano a capire che la mia malattia, di origine neurologica e biologica, aveva
lati degenerativi e che era indispensabile trovare un centro che studiasse le patologie neuromuscolari. Così
ho iniziato a girare ospedali, visitata ogni volta da grandi nomi. Per un anno e mezzo, fino a oggi, ho girato i
reparti di mezza Italia, ma ancora non hanno capito cosa ho». Vincenza è arrivata a Pisa a gennaio scorso.
«Mi vide subito il professor Siciliano - chiarisce -, esperto di malattie neuromuscolari, che ammise, visti i
risultati delle biopsie, che la malattia c'era, dopodiché mi sono sentita abbandonata, perché il primario mi
chiese di andar via, che dovevo alzarmi dal letto e che "dovevo andare a cagare" perché lui non aveva
l'obbligo di curarmi e farmi la diagnosi». E dice ancora: «Sono venuti anche i Nas, chiamati dai miei legali
per verificare ciò che stava accadendo. E a quel punto, visti i carabinieri, sono venuti a dirmi che mi
avrebbero dimessa con la scusa che non avevo più niente, ma prima delle dimissioni sono arrivati gli
psichiatri e con la scusa che ero in stato di agitazione (e non era vero), hanno deciso di farmi un Tso e
rinchiudermi nel reparto di psichiatria, dove è iniziato un altro incubo». Secondo quanto racconta Vincenza
«neanche agli avvocati i medici hanno voluto mostrare i documenti relativi al trattamento sanitario
obbligatorio. Qui dentro hanno dei metodi che non mi riesco a spiegare. Il dottor Lorenzo Lattanzi, un
medico di corsia, addirittura mi provocava e ogni volta mi minacciava di farmi un secondo Tso senza alcun
motivo. Mi chiedo come il direttore dell'ospedale Fabrizio Gemmi, nonostante le segnalazioni e gli evidenti
soprusi, non sia intervenuto in mio aiuto». Vincenza è stata trasferita dall'altro ieri in un centro di Padova.
«Voglio andare all'estero, però - dice -, probabilmente in Inghilterra, dove possono studiare il mio caso e
capire finalmente che malattia ho. Io so che sto morendo. È come se dentro di me avessi un piccolo topo
che rosica il mio organismo e mi consuma a poco a poco. Ho paura? Moltissima, perché io voglio vivere. La
corsa era la mia vita e mi manca molto, anche se ciò che mi manca di più al mondo è casa mia, a Roma,
un'abitazione che ho comprato con tanti sacrifici. Non ci metto piede da un anno e mezzo. L'unica aria pura
che respiro continua - è quella che percepisco sulla pelle quando mi portano in ambulanza da un ospedale
all'altro». Anche il segretario generale della Fidal Fabio Pagliara si è interessato al caso, così come molte
associazioni sportive e persone comuni che hanno preso a cuore il caso dell'atleta. «È un dovere aiutarla spiega - perché una grande sportiva come lei se lo merita e perché ognuno di noi dovrebbe farlo. Il
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VINCENZA SICARI
02/04/2016
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presidente Malagò ha preso subito a cuore il caso e ci siamo interessati anche per contattare il ministro alla
Salute Beatrice Lorenzin, che si è mostrata disponibile e che, ci dicono,dovrebbe presto andare a trovarla.
Chiederemo all'ospedale di Pisa le cartelle cliniche di Vincenza e se rileveremo che ci sono responsabilità
riguardo a problemi o soprusi da lei subiti le staremo accanto in questa battaglia». E la sportiva tiene a
chiarirlo: «La Fidal e altre realtà simili mi hanno sempre aiutato, non posso dire altrettanto dell'Esercito.
Non si sono più fatti sentire, eppure io sono ancora un'atleta militare, anche se in aspettativa. Che chiedo?
Che qualcuno mi aiuti perché nessuno, dopo di me, debba subire quel che sto vivendo io. Io lo so che la
mia vita si sta consumando pian piano, ma so anche che chi ha la responsabilità di tutto questo e non
arriva a capire deve pagare per i suoi sbagli».
COM'ERA E COM'È
L'ex maratoneta Vincenza Sicari, vincitrice di cinque medaglie (in alto al termine di una gara), da mesi è
costretta a letto a causa di una malattia degenerativa. Ora può muovere soltanto le braccia (foto a destra)
::: CHI È LA STORIA Vincenza Sicari è un'ex maratoneta lodigiana nata nel 1979. Nel corso della sua
carriera ha vinto cinque medaglie ed è arrivata al 29esimo posto alla maratona delle Olimpiadi di Pechino.
LA MALATTIA Da mesi sta combattendo contro una malattia degenarativa neuromuscolare che la sta
distruggendo. Non riesce più a camminare, ma soltanto ad alzare le braccia. Inoltre continua a perdere
peso. Da tre mesi si trova nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Pisa dove è stata trasferita dopo un
lungo periodo di degenza a Roma. L'INDIFFERENZA L'atleta lamenta la totale indifferenza del mondo dello
sport nei suoi confronti e per questo si è rivolta perfino al ministro della Salute. Da due mesi nessun medico
si interessi della sua condizione nonostante il ricovero. «Sono considerata un peso», ha detto. Le sue
cartelle cliniche sono state sequestrate.
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In rete le risposte «esatte» sulle malattie dei bimbi
Allergie, dermatiti, malattie infettive, infezioni respiratorie, punture di insetto e così via. Sono tante le
domande che sorgono quando si ha a che fare con i bambini e magari non tali da richiedere l'intervento del
medico. In Lombardia una risposta è arrivata da tempo attraverso «Lo Sai Mamma?», un servizio web
messo a punto da Federfarma Milano insieme all'Istituto Mario Negri e all'associazione culturale Pediatri.
Ora il servizio da regionale diventa nazionale e sarà presentato a Cosmofarma, la fiera internazionale di
farmacia, in programma a Bologna dal 15 a 17 aprile. Il servizio sarà a disposizione di tutti attraverso il sito
federfarma.it, che per l'occasione è stato rinnovato. «Sono schede semplici e di facile lettura», ha spiegato
Annarosa Racca, presidente Federfarma, «un ulteriore servizio che le farmacie mettono a disposizione dei
cittadini anche per contrastare la crescente disinformazione presente sul web».
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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IL SERVIZIO FEDERFARMA PER I GENITORI
02/04/2016
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Lo operano al cervello, ma resta senza letto
Reparto al completo, così un ragazzo appena operato al cervello per un tumore al termine dell'intervento
resta in sala operatoria. Durante l'operazione, durata diverse ore, al suo posto viene sistemato un altro
paziente. È accaduto mercoledì all'ospedale San Camillo dove il ragazzo, di appena 15 anni, era stato
ricoverato in gravi condizioni. Il padre, Nicola Petrov, di origini bulgare da tempo residente in Italia, ha
raccontato la vicenda, ringraziando i medici che hanno eseguito l'operazione salvando la vita al ragazzo.
Però l'uomo si è chiesto, con angoscia, «come sia possibile perdere il letto durante l'operazione». Il giovane
è dovuto rimanere per l'intera giornata in sala operatoria fino a quando l'azienda ospedaliera ha deciso di
intervenire e giovedì sera è stato trovato un altro posto letto in Neurochirurgia. «Il ragazzo è stato seguito
personalmente dal direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione», ha chiarito poi il dirigente del
San Camillo, Antonio D'Urso. La carenza di letti nella struttura sanitaria non è una novità. Lo scorso 24
novembre due persone operate erano rimaste per due giorni nella sala operatoria in attesa che si liberasse
un letto nel reparto. La settimana precedente invece, una donna incinta, con una emorragia cerebrale, è
rimasta in sala operatoria per tre giorni, insieme con un altro paziente.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Malasanità al San Camillo
02/04/2016
Pag. 23
20 ANNI DEL FOGLIO
diffusione:25000
Zapatero tratta in segreto con i sindacati per obbedire alla Bce
Roma. Anche il premier spagnolo ha incontrato le parti sociali, ma in segreto. Lo ha rivelato ieri il quotidiano
el País: il 17 agosto, il primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero ha convocato, per una riunione
clandestina, il presidente degli industriali (Ceoe) Juan Rosell e i leader di Unión General de Trabajadores
(Ugt) e Confederación Sindical de Comisiones Obreras (Ccoo). Presente anche il ministro del Lavoro,
Valeriano Gómez. Oggetto della riunione: la richiesta dei due sindacati più importanti: se non volete ostacoli
lungo la via per l'austerità, estendete gli aumenti salariali fino al 2014. Nel febbraio dell'anno scorso, il
governo aveva sottoscritto un accordo con le parti sociali garantendo un aumento progressivo dei salari (l'1
per cento nel 2010, tra l'1 e il 2 per cento l'anno successivo e poi tra l'1,5 e il 2 per cento nel 2012). "Questa
crescita moderata deve proseguire", hanno scritto le riforme richieste dall'Europa. L'improvvisa concordia
sui temi economici non stupisce: i popolari, favoriti alle prossime elezioni, sono i maggiori beneficiari delle
misure che il governo deve approvare se non vuole tornare sotto il tiro della speculazione finanziaria.
Quando Zapatero, martedì, ha spiegato al Congresso dei deputati, riunito in sessione straordinaria, che una
riforma della Costituzione è l'unico modo per rafforzare la fiducia nella Spagna, l'Economist ha
commentato: "E' l'inizio della rivoluzione di Rajoy. Il premier socialista, in Parlamento, stava cantando sullo
spartito del suo principale sfidante". L'economia tarda a rispondere e gli analisti temono che a fine anno la
crescita, attesa all'1,3 per cento del pil, sarà più anemica del previsto. Il ministro delle Finanza, Elena
Salgado, ha detto che si procede con il decreto legge approvato venerdì: riduzione dell'Iva sugli acquisti
delle abitaCándido Méndez (Ugt) e Ignacio Fernández Toxo (Ccoo) in una lettera al premier, il giorno dopo
l'incontro segreto, "perché i lavoratori hanno salari che crescono meno dell'inflazione". Se non si interviene,
hanno scritto, non ci sarà ripresa. Zapatero è in una posizione troppo delicata per poter mettere in piazza
un eventuale fallimento delle trattative, quindi ben vengano le concertazioni in segreto. Entro il 27
settembre, quando le camere si scioglieranno in vista delle elezioni di novembre, il premier deve mettere in
atto le manovre di contenimento del deficit raccomandate dalla Bce. Tra le misure in programma c'è
l'inserimento nella Costituzione dei limiti al bilancio e al debito pubblico, come richiesto dal presidente
francese Nicolas Sarkozy e dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Il Partito popolare di Mariano Rajoy,
nonostante la campagna elettorale incipiente, ha deciso di appoggiare zioni, taglio della spesa farmaceutica
, semplificazione dei pagamenti per le imprese con un fatturato sopra ai 20 milioni di euro. E poi bisognerà
ritoccare la Costituzione, una manovra riuscita soltanto una volta dal 1978 (per permettere a tutti i cittadini
dell'Ue di candidarsi nei consigli comunali spagnoli). I popolari sono d'accordo, il partito di Zapatero un po'
meno. Il socialista Antonio Gutiérrez ha detto che le misure sono "un suicidio politico". José Antonio Pérez
Tapias, di Izquierda Socialista, la corrente più intransigente del partito di governo, ha detto che Zapatero
lascerà i suoi "nudi come le vittime di un naufragio, sopravvissuti a stento al proprio progetto politico".
Izquierda Unida spalleggia invece gli "indignados", che chiedono un referendum sulle modifiche
costituzionali. Non hanno i numeri per chiederlo (mancano 6 deputati o 7 senatori), ma sono una spia
importante di cosa pensi la pancia del paese.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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• Il governo spagnolo e la concertazione per approvare l'austerità. Per l'Economist "il premier canta già
sullo spartito di Rajoy"
02/04/2016
Pag. 146 N.982 - 2 aprile 2016
diffusione:193702
tiratura:293380
Radici così forti
Per avere una chioma luminosa e sana meglio intervenire alla base. Oli, spray, gommage curano il cuoio
capelluto. E tengono a bada alcuni fastidi
Daniela Fabbri
C'è un segnale che ogni anno, inesorabilmente, ci avverte del cambio di stagione: l'aumento della caduta
dei capelli. Un fenomeno in genere assolutamente fsiologico: i capelli hanno un ciclo di vita che li porta a
cadere e ricrescere circa una ventina di volte, prima che il follicolo pilifero si atrofzzi completamente. Ma è
questo fenomeno, insieme alla comparsa del prurito, a portare la nostra attenzione su una parte che di
solito tendiamo a ignorare. «Un cuoio capelluto sano è fondamentale per avere capelli sani e belli»,
commenta Biancamaria Piraccini, professore associato di Dermatologia all'Università di Bologna. «In
primavera si risveglia la dermatite seborroica, che comunemente chiamiamo forfora. Sostanzialmente è
un'infammazione, quindi fa aumentare la caduta dei capelli, e provoca un prurito che normalmente si
manifesta un paio di giorni dopo lo shampoo». Per questo, consiglia la professoressa Piraccini, «una buona
detersione è importante, perché elimina l'accumulo del sebo e dei microrganismi che provocano
infammazione». La caduta eccessiva può essere accentuata da alcuni fattori collaterali. «La carenza di
ferro, di aminoacidi o di alcuni tipi di vitamine può peggiorare la situazione: per esempio bisognerebbe
evitare le diete drastiche in questo periodo, perché hanno incidenza sul problema». Il cuoio capelluto, così
come il viso, può essere più o meno sensibile. «Quindi bisogna prestare attenzione ai prodotti che si
utilizzano. In questi casi meglio usare shampoo dalla formula lenitiva, con sostanze calmanti. Anche un
buon parrucchiere è in grado di capire quale tipo di capelli ha davanti e quindi consigliare il prodotto
migliore». Le case cosmetiche, specializzate in trattamenti per i capelli, hanno sviluppato prodotti tanto
diversi da poter offrire una cura personalizzata: si parte dai gommage per eliminare le cellule morte, quindi
si può nutrire il cuoio capelluto con oli se è disidratato, infne vaporizzare spray lenitivi per attenuare il
fastidio del prurito. A ciascuno il suo. Foto di Jens Ingvarsson/thelicensingproject.com - Still life Paolo
Spinazzè 1. Si vaporizza sul cuoio capelluto asciutto o umido, per una settimana. Riduce il prurito. Sensinol
Serum Sensitive Scalps di Ducray (in farmacia, 13 euro). 2. Con oli essenziali, purifica e tonifica il cuoio
capelluto con una posa di 5 minuti prima dello shampoo. Complexe 5 di René Furterer (in farmacia, 43
euro). 3. Uno spray che aiuta la regolazione delle ghiandole sebacee e dà una sensazione di freschezza.
Morphosis Scalp Refresh di Framesi (nei saloni, 19 euro). 4. Con sostanze antinfiammatorie e antiprurito,
un siero che lenisce e tonifica il cuoio capelluto. Naturaltech Calming Superactive Siero di Davines (34
euro). 5. Per rimuovere impurità e cellule morte. Gommage Vitalissime di Carita (nei saloni, 39 euro).
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Beauty
01/04/2016
Pag. 15 N.175 - 1 aprile 2016
diffusione:66594
tiratura:94000
RENATO RAIMO IL TEATRO DELLA VITA
Farmacista esperto in fitoterapia e omeopatia , attore teatrale e televisivo con una forte passione per la
storia, a 53 anni trova l'energia e le risorse per fare tutto quello che gli piace fare. Abbiamo cercato di
scoprire il suo segreto...
Remigio Zena
Fin da bambino giocavo a fare l'attore: mi immaginavo protagonista della favola di Pinocchio che per me ha
sempre rappresentato la favola per eccellenza e che ho scoperto nel 1971, quando ho visto lo sceneggiato
con Andrea Balestri per la prima volta. Da quel momento non ho mai smesso di calcare un palcoscenico.
A18 anni mi sono ritrovato a fare il figurante durante le riprese di Amici Miei, atto secondo e ho avuto
l'opportunità di incontrare Adolfo Celi, Mai-io Monicelli, Ugo Tognazzi... Poi ho frequentato a Pisa il
laboratorio teatrale II Canovaccio per un percorso formativo di teatro durato fino al 2004, anno in cui ho
vinto il premio come Migliore Attore Protagonista nel festival teatrale siciliano presieduto da Andrea
Camilleri. Sempre nel 2004 ho iniziato a fare anche televisione, interpretando vari moli nelle fiction più
seguite su Mediaset e Rai, tra cu i Cento Vetrine, Don Matteo e Che Dio ci aiuti. Oggi, da appassionato di
storia e in occasione del Centenario della Prima guerra mondiale, ho sentito il bisogno di raccontare le
reazioni di un padre al quale la guerra sottrae il figlio. Così è nato non solo l'adattamento teatrale ma anche
un libro "Silenzi di Guerra. Da un'idea di Renato Raimo". Da titolare di una farmacia con 16 dipendenti sono
costantemente impegnato nello studio della professione del farmacista, che non è un negoziante ma un
professionista della salute che deve prima conoscere e poi consigliare. Questa mia ricerca professionale mi
porta verso la scelta di uno stile di vita equilibrato, che mi permetta di gestire impegni, lavoro e passioni nel
modo migliore. E fondamentale evitare di intossicare il proprio fisico con l'uso di farmaci in eccesso ed
evitare gli eccessi di cibo, perché "è la dose che fa il veleno" e, se voglio bene a me stesso e al mio L'
omeopatia non è una medicina alternativa ma una vera e propria possibilità di terapia in più, purché se ne
seguano le giuste e corrette modalità di utilizzo. Oggi abbiamo l'opportunità di una vita più lunga ma
dobbiamo fare scelte che ci portino a vivere bene e queste scelte vanno affrontate quando si è ancora in
grado di porre rimedio a difetti di percorso. Dobbiamo avere più rispetto del nostro organismo e
comprendere quando questo ci chiede una pausa invece di reprimere i segnali di allarme: dobbiamo
imparare ad ascoltarci e ad attendere. corpo, la prima scelta che devo fare è quella di non avvelenarmi. Da
qui lo studio della Fitoterapia e dell'Omeopatia come trattamenti che non intossicano il fisico e che
rappresentano uno stile di vita sano. Il dolore per esempio non va represso ma conosciuto, ascoltato e
curato, perché spesso è segnale di uno stato infiammatorio, una richiesta di "stop" da parie del corpo. Per il
nostro benessere dovremmo avvicinarci a ciò che è fisiologico, utilizzare rimedi fitoterapia e omeopatici e
non solo agire con la filosofia dell'anti (antinfiammatorio, antistaminico...). Però è importantissimo saper
utilizzare questi medicinali, perché spesso il fallimento di una cura omeopatica è da ricercare solo nell'uso
sbagliato. Un altro aspetto fondamentale è la mentalità dell'attesa: il nostro organismo manda segnali che
non dobbiamo reprimere ma risolvere, per evitare che diano origine a patologie più importanti. Renato
Raimo (San Severo, 5 maggio 1963) è un attore italiano. Ha recitato in varie fiction televisive e in alcuni
spot pubblicitari televisivi. Nel 2012 debutta nella soap opera "Cento Vetrine"nel ruolo di Mauro Zanasi.
Ritorna in scena il 9 aprile con una sua opera: "Silenzi di guerra".
SILENZI DI GUERRA ATEATRO
9 aprile 2016, Teatro Verdi, Casciana Terme (PI) A più di cent'anni dallo scoppio della "Grande Guerra", un
evento si rivela sul palco in tutta la sua nuda crudità: a far vibrare i pensieri e le paure più intime di un
soldato non è l'eco assordante della guerra, bensì i ben più densi e preoccupanti silenzi dell'attesa,
dell'ignoto, dello smarrimento. Da un'idea di Renato Raimo, attore protagonista, per la regia di Marco Grigo
letto e la sceneggiatura di Federico Guerri, Silenzi di guerra porta in scena le vicende di un uomo, i cui
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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01/04/2016
Pag. 15 N.175 - 1 aprile 2016
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tiratura:94000
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pensieri si intrecciano ai ricordi del passato, ai timori del presente e alle incognite di un futuro incerto.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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01/04/2016
Pag. 78 N.175 - aprile 2016
diffusione:66594
tiratura:94000
GLI INTEGRATORI ALIMENTARI AFFOLLANO GLI SCAFFALI DI FARMACIE E SUPERMERCATI DA
MOLTI ANNI. L'OFFERTA È PRESSANTE, PERFINO STUCCHEVOLE E A VOLTE SOSPETTA:
VITAMINE, MINERALI, FIBRE, PROBIOTICI E PREBIOTICI, ACIDI GRASSI, AMINOACIDI E PROTEINE,
ANTIOSSIDANTI, FITOSTEROLI ANTICOLESTEROLO, ESTRATTI DI PIANTE E ALGHE E COSÌ VIA,
CHI PIÙ NE HA PIÙ METTA. E NON SOLO: TUTTI QUESTI ELEMENTI APPAIONO BEN CONCENTRATI
IN COMODE PILLOLE O CAPSULE, GOCCE O FIALE. POSSIBILE?
GIOVANNI MARIA JACOBAZZI
La domanda che tutti si fanno e che anche tu ti starai facendo è: gli integratori servono davvero? Mancano
così tante cose al tuo corpo? Dipende dalla tua alimentazione, dall'età e dallo stato di salute, dal tipo di
integratore che assumi, dall'uso che ne int endi fare, dallo scopo per cui lo stai scegliendo. Senza contare
che non tutti i prodotti presenti oggi sul mercato hanno alle spalle studi che ne certifichino la sicurezza e
l'efficacia. Solo da poco anni, infatti, gli effetti sulla salute umana degli integratori cominciano ad essere
analizzati dal punto di vista scientifico. Ecco perché per orientarsi nello sconfinato mondo degli integratori in
vendita sul mercato è importante tenere ben presenti alcune cose: la prima è che una pillola non fa
dimagrire e non sostituisce un regime alimentare ipocalorico. La seconda è che, come dice la parola, gli
integratori devono integrare la dieta e non sostituirla. Infine, nel caso ve ne sia davvero la necessità,
bisogna fare attenzione alle giuste quantità. Come sempre avviene in natura, infatti, è la dose che fa il
veleno! ATTENTI ALLE TRUFFE Sono tantissimi gli integratori che vengono pubblicizzati come
"dimagranti". Confezionati in pillole o in bustine, in tavolette o tisane, venduti in farmacia o addirittura in
televisione (vi ricordate Wanna Marchi? Le sue "alghe sciogli pancia" sono entrate nella storia delle truffe!),
questi prodotti godono di una fama immeritata come se fossero davvero capaci di farti dimagrire senza
fatica né rinunce. Ma sono veramente efficaci? No. Perché non esistono "pillole miracolose" né tanto meno
bari-ette o polveri magiche che facciano dimagrire o che ti rendano eternamente giovane. Se vuoi dimagrire
devi affiancare a una giusta attività fìsica anche un'alimentazione equilibrata e mirata, nei modi e nei tempi
corretti. INTEGRATORI INUTILI? Altrettanto preoccupante è l'idea di assumere integratori senza che ce ne
sia bisogno. Niente di più sbagliato: anche se si tratta di prodotti naturali non significa che facciano bene e
che non possano invece arrecare danno alla nostra salute. Sul portale del Ministero della Salute è presente
una nota ufficiale che mette in guardia dall'uso di queste sostanze, affermando che molti di questi prodotti
(integratori o infusi) non hanno effetti terapeutici ma possono avere conseguenze negative, soprattutto nei
bambini e sulle donne in gravidanza. Sul sito salute.gov.it si trova anche il Registro nazionale degli
integratori alimentari che può essere consultato per verificare quali sono i prodotti regolarmente notificati
per l'immissione sul mercato italiano. Qualunque sia la condizione fisica e l'integrazione di cui pensi di
avere bisogno, prima di acquistare un prodotto parla con il medico o uno specialista. Poi, una volta che ti
hanno consigliato di assumerlo, assicurati che il prodotto sia di ottima qualità, che abbia tutte le
certificazioni, che la sua etichetta sia ben chiara con l'elenco di tutti gli ingredienti, con il numero del lotto di
produzione e la data di scadenza, e che ci sia un sigillo a protezione del contenuto. Ricordati infine che non
serve ingerire sostanze ad oltranza: c'è un limite alla quantità di principi attivi che il nostro organismo riesce
ad assorbire, a prescindere da quanti ne assumiamo. Insomma, cancella dalla tua testa l'equazione: più
vitamine o più sali minerali meglio è! Il corpo si prende solo quelli che può assumere e assorbire,
espellendo come inutili se non nocivi quelli in eccesso. Ciò significa che molto del budget speso in
integratori è destinato quasi sempre a finire nel water. INTEGRATORI MA NON SOSTITUTI Per evitare
strani mix nutrizionali ricordati che una dieta equilibrata e varia fornisce già tutti i nutrienti di cui hai bisogno.
E che non si corregge con una pillola un comportamento alimentare scorretto. Il rischio della grande
diffusione di questi prodotti, infatti, è di non farci prestare attenzione a quello che mettiamo in tavola, con il
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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INTEGRATORI COME QUANDO PERCHE
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 02/04/2016
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pretesto, e a volte l'illusione, di fornire comunque al nostro organismo tutto quello di cui ha bisogno.
Insomma, prendere una pillola con la vitamina C non è la stessa cosa che bere una bella spremuta di
arancia. Nessuno ha ancora dimostrato che l'assunzione dei singoli nutrienti di frutta e verdura sotto forma
di pastiglie abbia gli stessi effetti benefici degli alimenti presi nella loro forma naturale. Questo vale anche
per gli antiossidanti come le antocianine, che colorano i frutti di bosco, le melanzane, il cavolo rosso e le
arance rosse. Ciò accade, probabilmente, perché le diverse molecole (alcune delle quali non sono state
ancora individuate) agiscono in modo sinergico, aiutandosi l'una con l'altra. Ma questo non vuol dire che gli
integratori siano inutili: alcuni possono servire per rimediare a carenze nutrizionali, momentanee o
persistenti, magari dovute a determinate scelte di vita, come quella di seguire un regime alimentare
strettamente vegano. Oppure nei casi di allergie, intolleranze o di qualche malattia. GLI ACIDI GRASSI
OMEGA Sono pubblicizzati come dei veri e propri toccasana: molti studi li raccomandano per prevenire
l'infarto o l'ictus. Gli effetti benefici sono diversi: riducono il rischio cardiovascolare, prevengono alcuni tipi di
tumore, come il carcinoma della mammella, abbassano i livelli di trigliceridi nel sangue e hanno una piccola
ma positiva influenza sulla pressione arteriosa. Restano invece da provare gli effetti su asma, malattie
infiammatorie dell'intestino, del rene, lupus eritematoso, demenza e morbo di Alzheimer, osteoporosi e
diabete. Stiamo parlando dei cosiddetti acidi grassi polinsaturi, i celebi'i Omega 3 e 6. E utile allora
prendere integratori che li contengano? Anche qui non c'è una risposta certa. In caso di malattie
cardiovascolai'i, ad esempio, molti medici li prescrivono insieme alla normale terapia farmacologica,
quando il corpo ha già dato segnali allarmanti. Il tutto unitamente a una corretta alimentazione e un sano
esercizio fisico. In questi casi i risultati sono positivi, ma alcune ricerche recenti hanno dimostrato che le
pillole non sono in grado di fare bene quanto portare in tavola del buon pesce. Comunque sia, se non hai
disturbi specifici ma vuoi solo prevenire le malattie cardiovascolari, a tavola fai bene a mettere nella tua
dieta gli alimenti che apportano Omega 3 e 6: salmone, sardine, aringhe, sgombro e tonno sono buone
fonti, come anche alcune alghe, la frutta secca, i semi di lino, alcuni vegetali e la soia. LE VITAMINE Se è
vero che mangiare in modo equilibrato e vario assicura già il giusto apporto di tutte le vitamine necessarie,
ci sono casi in cui un'integrazione risulta essere d'aiuto. Una categoria che richiede particolare attenzione è
quella degli anziani, dove si può verificare un deficit di vitamina D: sia perché con gli anni il corpo ne
rallenta la naturale produzione, sia perché dopo una cei'ta età si tende a uscire meno frequentemente di
casa, e si è quindi meno esposti alla radiazione solare, che ne stimola la sintesi. Chi invece ha scelto
un'alimentazione vegana può andare incontro a una mancanza di vitamina B12, presente solo nei cibi di
origine animale. Questo può portare ad anemie e neuropatie, con riflessi negativi anche sulle capacità
cognitive. Attenzione agli eccessi, però. Con l'alimentazione è praticamente impossibile fare scorta di
vitamine oltre i livelli limite, cosa che invece può verificarsi con le pillole. Un eccesso di vitamina D può
causare ipercalcemia, cioè alzare troppo i livelli di calcio nel sangue, con conseguente perdita di appetito,
nausea, vomito e problemi renali. Anche troppa vitamina C fa male: oltre a nausea e a vomito, i sintomi
sono vari come diarrea, mal di testa, insonnia, crampi addominali, per citare solo i principali. cori I
MINERALI Con l'avanzare dell'età può comparire un deficit di calcio: in questi casi il fabbisogno di questo
micro-nutriente cresce anche perché spesso diminuisce la capacità di assorbirlo. Un consumo etto di latte e
derivati e di acque ricche di questo elemento normalmente è sufficiente, ma non sempre è possibile. In
questi casi si può ricorrere all'integratore. E molto importante, però, prestare attenzione alle giuste dosi: se
assunto in eccesso, infatti, può impedire l'assorbimento di altri elementi, come il ferro. Anche le donne in
menopausa possono aver bisogno di aumentare la quantità di calcio assorbita: l'abbassamento del livello di
estrogeni che accompagna questa condizione favorisce l'osteoporosi. Particolare attenzione merita lo
zinco: un minerale molto presente nella dieta mediterranea. E importante sapere che assumerne troppo per
un tempo prolungato ha un effetto tossico e comporta scompensi nell'assorbimento e utilizzo di altri
nutrienti come rame, calcio e magnesio, quindi con possibili effetti negativi anche sulla salute delle ossa.
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Pag. 78 N.175 - aprile 2016
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Può capitare che le persone avanti negli anni abbiano anche carenze di zinco: in questo caso è
raccomandabile assumerne in presenza di un abbassamento delle difese immunitarie. Lo zinco si trova
abbondante negli alimenti di origine animale e nei cereali. Il ferro, infine, fa caso a sé e dovrebbe essere
sempre il medico a valutarne l'uso supplementare attraverso gli integratori. Questo minerale, infatti, va
integrato solo in presenza di una carenza accertata tramite esami. Anche in questo caso la dieta può
aiutare molto: pesce e pollame, per esempio, sono buone fonti di ferro, così come la carne rossa. Il ferro
presente nei vegetali, invece, è più lento e diffìcile da assimilare. Qualche suggerimento per chi è
vegetariano: i cibi contenenti vitamina C (cavoli, peperoni, frutta) aiutano ad assimilare di ferro. Così come
fagioli e legumi sono una valida fonte al pari di alcune verdure, in particolare il radicchio a foglia verde e
l'indivia. Contrariamente a quanto si dice spesso, invece, gli spinaci forniscono un apporto assai scarso di
ferro.
DAL M I N I S T E R O D E L L A S A L U T E
"Per ridurre il sovrappeso e smaltire il grasso in eccesso si deve diminuire l'apporto calorico alimentare con
una dieta adeguata e, nel contempo, aumentare la spesa energetica dell'organismo con un buon livello di
attività fisica. L'uso di qualunque integratore alimentare può essere solo secondario e accessorio. Le diete
ipocaloriche non vanno seguite a lungo, oltre le tre settimane, senza sentire il parere del medico. Inoltre per
mantenere il risultato raggiunto si devono modificare stabilmente le proprie abitudini alimentari e seguire
uno stile di vita attivo".
MAQUI RX e OMEGA 3 RX - Enervit Maqui RX Polifenoli in capsule è un integratore alimentare a base di
estrattovegetale di Maqui Delphinol® (Aristotelia chilensis) con vitamine E e B5 per contribuire alla funzione
fisiologica antiossidante. Mentre Omega 3 RX è ricco di EPA e DHA utili al mantenimento della normale
funzione cardiaca, al mantenimento di livelli normali della pressione sanguigna e dei trigliceridi nel sangue,
enerzona.com
THERMO STACK GOLD - ProMuscle Questo integratore alimentare in compresse aiuta ad accelerare il
metabolismo dei grassi presenti nel tessuto adiposo che vengono trasformati velocemente in energia; è
utile a supplemento di diete e allenamenti fitness finalizzati alla definizione muscolare perchè permette di
mantenere l'intensità dell'allenamento, anche a fronte di un ridotto apporto di carboidrati assunti con diete
low carb. proaction.it
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Ronaldo per fornire 3 componenti essenziali per la performance: idratazione avanzata, vitamine B per il
metabolismo energetico e una miscela di elettroliti per garantire idratazione e rifornimeto durante il picco
della performance. herbalife24.it
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È D11-1,5 GRAMMI)Mandorle Olio di soia Olio di colza Tonno fresco Salmone fresco Cozze al vapore
Crusca di frumento Salmone affumicato Gamberetti al vapore Acciuga europea sottolio
Porzione da 100 grammi Merluzzo alla piastra o al forno Aringa dell' Atlantico in salamoia Capesante alla
piastra o al forno Pesce spada alla piastra o al forno Sgombro dell'Atlantico alla piastra o al forno Salmone
dell'Atlantico di allevamento alla piastra o al forno Trota arcobaleno di allevamento alla piastra o al forno !
1,0 Sogliola, platessa e pesci piatti al forno o alla piastra ! 0,4
Grammi di Omega3 7,6 (solo acido alfa-linoleico) i 6,64 (solo acido alfa-linoleico) [ 9 (solo acido alfalinoleico, che il nostro i organismo può trasformare negli altri due, ! ma in maniera non efficiente)presenza
di ridotti apporti o aumentato fabbisogno di tali nutrienti. gianlucamechspa.com
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multivitaminico che contiene anche vitamine e sali minerali ad azione antiossidante in grado di soddisfare il
fabbisogno giornaliero. È indicato in
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A V V E R T E N Z E PER L ' I N T E G R A Z I O N E A L I M E N T A R E L'integratore non è un
medicinale ma può ridurre il rischio di malattie e contribuire al giusto equilibrio, benessere e salute del
nostro organismo. Deve essere consigliato dallo specialista. Meglio evitare il "fai date". Assumere
integratori oltre il livello raccomandato può aumentare il rischio di controindicazioni con eventuale tossicità.
Un'assunzione minore delle dosi raccomandate potrebbe, invece, non apportare alcun beneficio.
Q U A L E I N T E G R A T O R E S C E G L I E R E • Quello che ha la certificazione • Quello che ha
un'etichetta chiara e il sigillo interno per garantire la protezione del contenuto • Quello con il lotto di
produzione e la data di scadenza ben visibile • Quello con l'indicazione del principio attivo
PER EVITARE STRANI MIX NUTRIZIONALI RICORDATI CHE UNA DIETA EQUILIBRATA E VARIA
FORNISCE GIÀ TUTTI I NUTRIENTI DI CUI HAI BISOGNO
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Più della metà degli uomini cominciano a perdere i capelli superata la boa dei 50 anni. 20 anni dopo l'80%
ha una bella piazza in testa. Ma non disperare: tutti dicono che stanno arrivando le soluzioni miracolose per
salvarti la testa. O sono solo balle?
DAN FOSTER
Quando qualcuno vuole indicarmi in una stanza piena di gente di solito dice al suo amico che io sono
"quello pelato là in fondo". Ma anche così non mi identificano sempre subito, perché intorno a me di uomini
con l'alopecia androgenetica (ovvero calvizie) ce ne sono sempre tanti. Se hai tra i 20 e i 40 anni e inizi a
perdere i capelli ti sembra la fine del mondo ma posso assicurarti che non è cosi. Se pensi che le donne
non ti guarderanno più solo perché hai "la fronte un po' alta" ti sbagli. Secondo uno studio della Upenn's
Wharton School di qualche anno fa le donne trovano più deciso, potente e macho un uomo con la testa
completamente rasata che un tizio pieno di capelli. E per le donne il potere è fascino e il fascino è sesso.
Non per niente Brace Willis, Vin Diesel e John Malkovich fanno impazzire le donne (o credevi che fossero
solo bravi attori?). Eppure la maggior parte dei calvi, se potessero scegliere, preferirebbero una bella
chioma da pettinare che il sex appeal di Vin Diesel. Sono almeno dieci anni che ci dicono che la cura per la
calvizie è dietro l'angolo, ma dov'è questo angolo? Cei-te volte, nonostante un mercato potenziale
decisamente ampio per questo fantomatico rimedio, sembra che nessuno si stia impegnando davvero per
trovarlo. Dal 1997 la FDA americana, l'ente che si occupa dell'approvazione dei farmaci, non ne ha
approvato n e m m e n o uno per la cura della calvizie, occupandosi solo di qualche metodo di prevenzione
al laser. Cercando sui forum online si trovano parecchi rimedi alternativi, inclusi i tatuaggi strategici per
minimizzare la "piazza", gli shampoo alla caffeina per stimolare i follicoli e vari impacchi di erbe contenenti
capsaicina, la sostanza che rende piccanti i peperoncini (il concetto è: apporta sangue ossigenato alla pelle
della zona interessata, così i follicoli saranno maggiormente stimolati e ricominceranno a produrre capelli).
Secondo il tabloid americano di gossip National Enquirer (che avrà pure le sue fonti. Chi sono io per
dubitare?) Leonardo di Caprio tratta regolarmente la sua cute con ogni genere di composti, tra cui succo di
limone, rafano tedesco e mix di spezie. Probabilmente i suoi capelli, per via di queste cure, hanno un odore
così forte che qualche supermodella con cui esce si è lamentata e lui ha dovuto rivelarle il suo segreto.
Prima di fare un errore madornale e spendere tutti i vostri soldi in questi rimedi dalla dubbia efficacia dovete
essere consapevoli che nessuno di loro rimetterà al loro posto i capelli perduti. Però se avete pazienza
sembra che stavolta stiano davvero arrivando i tanto sospirati metodi anticalvizie. Nel prossimo decennio
potremmo avere diverse opzioni tra cui scegliere per ripopolare la nostra chioma ed evitax-e di vederci
additare come "quel pelato là in fondo". SHUTTERSTOCK
CAMBIA TESTA Gira voce che questi VIP abbiano il parrucchino. Non si vede? È proprio questo il punto.
Pur durando solo 90 secondi la scena di apertura di American Hustle- L'apparenza inganna è pesante. Si
vede Christian Baie davanti a uno specchio mentre indossa un parrucchino in stile anni Settanta. Si incolla i
capelli posticci, li pettina e poi li sistema con la lacca. La scena dimostra che il personaggio interpretato da
Baie è disonesto. E funziona. Ma perché? Il parrucchino è veramente cosi terribile? Molte celebrità lo
indossano. Perché è sbagliato? Sono passati i tempi in cui 1 parrucchini erano così orrendi che li
riconoscevi al buio da 1 chilometro di distanza. I parrucchini di oggi sono molto più discreti. Vengono
attaccati ai capelli veri con attenzione e con un certo dispendio di tempo e man mano che i capelli attorno
crescono bisogna adattare il parrucchino: diciamo che ogni 2 settimane circa devi andare da uno
specialista a farlo sistemare. È questo il prezzo da pagare per avere un look naturale nonostante la calvizie.
in senso orario dall'alto a sinistra: Jeremy Piven, Jason Alexander, Kevin Costner, John Travolta.
Inibitori JAK Tempo di attesa: da 3 a 5 anni I capelli sani crescono a cicli. Un follicolo produce un capello, il
capello se ne sta attaccato alla testa a farti sembrare sexy per un po', poi cade. Quando questo succede il
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ALLA RICERCA DEI CAPELLI PERDUTI
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follicolo va temporaneamente in stand by prima di produrre un nuovo capello. II numero di cicli di
produzione dei capelli di ogni follicolo è virtualmente infinito ma negli uomini che soffrono di calvizie il
capello nuovo è sempre più fine del precedente. I capelli In realtà ci sono, solo che sono cortissimi e
sottilissimi, quasi invisibili. Esiste una classe di farmaci chiamati inibitori JAK che prendono di mira
l'infiammazione cellulare e stimolano i follicoli affinché tornino a produrre capelli robusti. L'efficacia di questi
inibitori è stata dimostrata da esperimenti sui topi e sulle cellule umane ma non su veri esseri umani, per II
momento almeno. Visto che i farmaci in questione sono già stati approvati dalla FDA per altri scopi sono già
stati valutati sicuri per la salute e quindi l'uso in via sperimentale potrebbe venire approvato a breve.
DUE SOLUZIONI ANTICALVIZIE DA EVITARE Nioxin Questo marchio di prodotti per capelli sostiene di
essere in grado di eliminare dalla tua cute il sebo che bloccai follicoli e altri residui superficiali. Sarà anche
vero ma è del tutto inutile se il tuo problema è la calvizie. Ogni shampoo ha questi effetti. Il sebo è
semplicemente un olio prodotto dalle ghiandole sebacee dell'organismo. Eliminandolo non aiuti i follicoli a
produrre capelli più robusti. Perché allora molti uomini sostengono di avere avuto buoni risultati con questi
prodotti? Probabilmente perché si lavano i capelli più spesso e quindi ogni volta ne rimangono meno sul
fondo della doccia. Seti lavi i capelli ogni 3 giorni puoi perdere fino a 300 capelli a ogni lavaggio. Se invece
ti lavi i capelli ogni giorno perdi fino a 100 capelli (ma in 3 giorni fa comunque 300 capelli). Inoltre i capelli
puliti hanno più corpo di quelli grassi e unti quindi sembrano più robusti e spessi.
Supplementi anticaduta I capelli che hai in testa sono tessuto morto. Nutrirli non li riporterà in vita. Ecco
perché non ha senso ingerire supplementi anticaduta: non servono a niente. Sarebbe come dare del
concime a una pianta ormai morta e stecchita. Lo dice anche l'FDA americano: "in base alle prove
attualmente disponibili le pretese di lozioni topiche anticaduta e per far ricrescere i capelli sono false,
ingannevoli e non supportate da dati scientifici".
Cellule staminali Tempi di attesa: 5 anni Per un certo periodo i ricercatori hanno riposto molta fiducia nelle
cellule staminali come soluzione per la calvizie. Ma le cellule staminali dei follicoli sviluppate in laboratorio
perdono la capacità di generare nuovi capelli una volta impiantate sul cuoio capelluto. Non sono
abbastanza forti per riuscirci da sole. Bisogna trovare un modo per ristabilire le loro proprietà, per esempio
sviluppando i follicoli in condizioni speciali nel laboratorio e poi impiantandole in uno stato in cui sono
potenzialmente attive. I ricercatori della Sanford Burnham Prebys Medicai Discovery Institute per esempio
hanno scoperto un modo per sviluppare nuovi follicoli usando un tipo di cellula della pelle umana derivata
da cellule staminali pluripotenti. Sui topi funziona, sull'uomo ancora non si sa. I ricercatori comunque sono
convinti della possibilità di usare le cellule pluripotenti per far crescere nuovi capelli. Nel prossimo futuro
dovrebbero iniziare i test sugli esseri umani.
Ingegneria dei follicoli Tempo di attesa: da 5 a 8 anni Oggi il miglior modo di mettere mano alla stempiatura
è il trapianto di capelli. I giorni dei trapianti di capelli in fila come i campi di grano sono fortunatamente
passati, sostituiti dalla microchirurgia assistita da robot in grado di dare ai tuoi capelli un look naturale.
Queste procedure però sono costose (possono facilmente superare 110.000 euro) e non creano nuovi
capelli, limitandosi a spostare i follicoli esistenti dalla nuca e dai lati sulla parte anteriore della testa. Se sei
stempiato da molto, I capelli rimasti potrebbero essere troppo pochi e sottili perché I loro follicoli possano
fare da donatori. Ma immagina di prendere 100 follicoli e di clonarli fino trasformarli in 100.000: il numero di
follicoli medio sulla testa di un uomo alla nascita. Nel 2012 uno studio giapponese ci ha provato con un
certo successo. La medicina rigenerativa sta facendo passi da gigante quindi ben presto la clonazione dei
follicoli potrebbe essere una soluzione reale e disponibile per tutti.
Fattore di crescita dei f ibroblasti Tempo di attesa: circa 8 anni Si dice che nasciamo con II numero
massimo di follicoli che potremo mai avere e che con il passare del tempo alcuni di questi follicoli, in certe
persone, si esauriscono. Uno studio pubblicato su Nature Medicine però sostiene che sia possibile far
crescere nuovi follicoli incidendo il cuoio capelluto e trattandolo con una sostanza chiamata Fgf9, o Fattore
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di crescita dei fibroblasti 9. Il processo ha funzionato sui topi, rendendoli più pelosi e creando nuove cellule
staminali follicolari in un'area specifica dell'epidermide. Il problema è che gli esseri umani non hanno molta
Fgf9 nell'organismo. La soluzione sarebbe un trattamento combinato che comprende l'incisione della cute e
l'applicazione della sostanza in forma sintetica. L'autore dello studio ne sta valutando la sua applicabilità
sugli esseri umani.
Quorum Sensing Tempo di attesa: almeno 10 anni E se la cura per la calvizie consistesse nel togliere i
pochi capelli rimasti? Assurdo ma (forse) vero. L'anno scorso i ricercatori della University of South
California hanno scoperto che togliendo circa 200 capelli si favorisce la ricrescita di 1200 capelli
"dormienti". Purtroppo questa ricerca finora ha dato risultati solo sui topi. Ma c'è speranza. I ricercatori
pensano che questi effetti dipendano da un processo chiamato Quorum sensing, in cui un gruppo di cellule
staminali risponde a un attacco rivolto ad altre cellule. L'infiammazione che ne deriva è il segnale che dice
alle cellule staminali superstiti di svegliarsi, passare al contrattacco e ricominciare a produrre capelli.
Perché questa procedura possa avere effetti significativi sugli esseri umani bisogna scoprire come gestire
le cellule staminali in modo da favorire una ricrescita controllata. Ma è solo questione di tempo.
I PROGRESSI DEL TRAPIANTO La tecnica è sempre la stessa ma con il passare degli anni i risultati sono
migliorati. Quando la tecnica del trapianto di capelli era ancora agli inizi il metodo principale consisteva
nell'attaccare al cuoio capelluto più povero di capelli una sorta di graffette di capelli prese dalla parte
posteriore e laterale della testa. Era un processo costoso e lungo, fatto interamente a mano. E alla fine,
dopo che avevi attaccato manualmente tutti i capelli al loro posto, la testa del paziente sembrava quella di
una bambola, con file di capelli parallele e ben visibili. Nella foto qui sopra vedi questo look artificiale
sfoggiato dal vicepresidente americano Joe Biden. Pare che Biden si sia sottoposto a questa operazione
ancora negli anni Ottanta e, nonostante sia passato parecchio tempo, ha ancora le "file" di capelli
trapiantati. Anche se esteticamente terribile, questa tecnica è ancora in voga e, anzi, vi si sottopone la
maggioranza dei pazienti (ma per farlo bene si spendono più di 10.000 euro). Oggi comunque è una
tecnica più veloce e i risultati sono molto più realistici e piacevoli. La chirurgia utilizza tecniche più avanzate
tra cui robot altamente tecnologici che effettuano microfori nella pelle e vi inseriscono gruppetti di capelli.
I risultati non sono male. Non ci credi? Dimmi se sembra che Matthew McConaughey, nella prima foto in
alto, abbia fatto un trapianto? Eppure è così. E può funzionare anche per te, quindi comincia a risparmiare.
TIENITI STRETTII TUOI CAPELLI (SE PUOI) Segui questo programma approvato dai dermatologi per
rallentare la perdita dei capelli. Se sei fortunato potrebbero anche ricrescere.
Minoxidil Il minoxidil probabilmente non ti ridarà i capelli perduti ma ti può aiutare a tenerti stretti quelli
rimasti. Questa sostanza migliora l'ossigenazione dei tessuti favorendo l'afflusso di sangue e di elementi
nutritivi verso il follicolo. Meglio scegliere la formulazione in schiuma, perché quella liquida può lasciare i
capelli unti e provocare irritazione. Questo prodotto non costa molto ma devi mettere in conto che se inizi il
trattamento devi continuarlo per sempre per trarne benefici. In compenso, a differenza del finasteride (un
farmaco orale), il minoxidil non ha effetti collaterali come la disfunzione erettile o una minor libido.
Meditazione ed esercizio Spesso alla base della perdita di capelli c'è lo stress. Lo stress infatti mette in
circolo grandi quantità dell'ormone cortisolo, che a sua volta provoca l'aumento anche di altri ormoni. Se sei
predisposto alla perdita dei capelli questi ormoni possono velocizzare questo processo. Per tenere a bada
lo stress puoi provare con un metodo classico, la meditazione, oppure con esercizi meditativi attivi come il
tai chi o lo yoga. Ma anche solo cercare di stare in forma può aiutare. Secondo uno studio pubblicato su
PLOS One gli uomini di una certa età che sono in forma a livello cardiorespiratorio rilasciano il 42% in
meno di cortisolo rispetto agli uomini meno in forma.
Shampoo al ketoconazolo Al posto dello shampoo tradizionale usane uno con l'1% di ketoconazolo (lo trovi
in farmacia senza bisogno di ricetta), oppure chiedi al medico di prescrivertene uno con il doppio di questa
percentuale. Viene venduto come shampoo antiforfora ma molte ricerche dimostrano che è un
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antiandrogeno. Gli antiandrogeni bloccano la conversione di testosterone in diidrotestosterone, l'ormone
che restringe i follicoli. Il ketoconazolo applicato localmente, come se fosse uno shampoo, non provoca gli
stessi effetti collaterali (e tra questi anche la disfunzione erettile) di quando viene ingerito.
Dispositivi al laser Con il minoxidil e il finasteride i dispositivi al laser sono gli unici trattamenti approvati
dall'FDA americano negli ultimi anni. Si tratta di strumenti simili a spade al laser o caschi e costano da 200
a quasi 900 euro. Secondo le ricerche passando sul cuoio capelluto questi dispositivi per 3 volte a
settimana si aumenta significativamente la densità dei capelli in 26 settimane (ovvero 6 mesi). Questo
potrebbe dipendere dagli effetti antiossidanti dei laser sui follicoli. Ma non farti illusioni: i capelli forse
ricrescono anche ma non è detto che siano visibili. Però si sentono al tatto e questo potrebbe bastare per
darti una botta di autostima.
Vitamina D Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology chi soffre di alopecia areata,
una malattia autoimmune che provoca la perdita dei capelli, ha il triplo delle probabilità di avere carenza di
vitamina D di chi invece ha una capigliatura folta e sana. La vitamina D infatti aiuta a riattivare la fase di
crescita dei capelli. L'ideale sono 50 mcg di vitamina D3 al giorno, soprattutto in inverno quando non c'è
abbastanza luce solare per aiutare l'organismo a svilupparla in maniera indipendente. Ma non provare a
prendere il sole sulla testa per incentivare la produzione di vitamina D in quel punto: il cuoio capelluto è una
delle aree a rischio cancro della pelle e il sole non farebbe che aumentare il rischio di svilupparlo.
Se lo chiedono tutti: il candidato alla Casa Bianca ha o non ha il parrucchino? Probabilmente la risposta è
no. Si tratta di una combinazione di capelli suoi e di capelli posticci. Sono anche tanti, il problema è che se
li pettina in stile "giornata ventosa" e dà una pessima impressione. Perché? La risposta più probabile è che
a un certo punto negli anni Ottanta T r u m p abbia cominciato a perdere i capelli e sia ricorso a una
procedura poco usata di chirurgia sullo scalpo che consiste nel prendere una sezione di capelli sopra le
orecchie, tagliarla da tre lati e rivoltarla sulla parte superiore della testa, dove viene poi cucita. I capelli di
quella sezione in origine crescevano in una direzione diversa e quindi T r u m p sembra sempre spettinato
(senza contare la cicatrice, risultato dell'operazione, che T r u m p cerca di coprire con i capelli). Quindi
quando T r u m p giura che i capelli sono tutti suoi non sta mentendo, solo che si è sottoposto a
un'operazione per metterli dove inizialmente non ce
Foto: SPESSO ALLA BASE DELLA PERDITA DI CAPELLI C'È LO STRESS.
VITA IN FARMACIA
4 articoli
02/04/2016
Pag. 45 Ed. Torino
diffusione:174381
tiratura:249918
La stretta della Regione sulle cliniche per anziani "Via ai controlli
incrociati"
ALESSANDRO MONDO
Case di riposo: la Regione aumenta la vigilanza. Il che presuppone una riorganizzazione complessiva dei
controllori, cioè delle commissioni di vigilanza in capo alle Asl piemontesi.
Le novità, contenute in un disegno di legge approvato in una delle prossime giunte, sono essenzialmente
tre. La prima è la nuova articolazione delle commissioni: attualmente in Piemonte ne esistono 13 deputate
alla verifica sulle strutture sanitarie private e altre 13 per i controlli sui presidi socio-assistenziali privati. In
tutto 26. Il nuovo assetto - ha spiegato l'assessore Antonio Saitta durante la segreteria regionale del Pd,
dedicata ai temi della Sanità - ne prevede sei, costituite a livello di quadrante: tre per l'area di Torino e tre
per il resto del Piemonte».
La seconda novità riguarderà la composizione e le materie di intervento dei controllori: previsti componenti
integrativi a seconda della tipologia della struttura di volta in volta soggetta a vigilanza; le commissioni
dovranno monitorare non solo le condizioni strutturali delle case di riposo ma la qualità del servizio.
Non ultimo, anzi: saranno applicate modalità di controlli incrociati territorialmente. In altri termini, un modo
per scongiurare connivenze tra controllati e controllori. «Ricordo che i controlli sulle strutture socio-sanitarie
sono ancora disciplinati da una legge regionale del 1997, perché la normativa del 2004 non ha mai trovato
attuazione e nessuno ha definito i criteri e le procedure per l'esercizio delle funzioni di vigilanza - ha
aggiunto Saitta, affiancato dal collega Ferrari (Politiche sociali) -. Vorrei che non si ripetessero mai più i fatti
gravissimi che si sono verificatisi un mese fa a Borgo d'Ale». Un altro esercizio di memoria posto da Saitta,
su un altro fronte, è stato il numero delle assunzioni in sanità nel 2015 nonostante i vincoli del piano di
rientro: 1.546. Di queste, 336 dirigenti medici, 822 infermieri, 235 operatori socio-sanitari.
Il confronto in segreteria è stato l'occasione per una panoramica su quanto è stato fatto e quello che resta
da fare. L'assessore ha ribadito la volontà della Regione di bandire gare sui farmaci (la prima,
sperimentale, è già partita) per ridiscutere il monopolio delle case farmaceutiche e garantire prezzi più bassi
in regime di concorrenza. Un altro fronte è rappresentato dall'abbattimento delle liste d'attesa attraverso un
piano definito «emergenziale».
Problema, quest'ultimo, tra le priorità segnalate dalla direzione regionale del Pd, che sul punto ha incalzato
Saitta: «E' una delle criticità alle quali i cittadini prestano la maggiore attenzione e che creano maggior
disagio». Altri solleciti, messi nero su bianco in un documento, riguardano un riparto più equo delle risorse
tra i territori, l'accorpamento degli ospedali minori, la riscrittura della controversa delibera sui servizi
psichiatrici, l'attenzione alla gestione del patrimonio delle aziende sanitarie e l'accorpamento delle Asl. Per
dirla con Davide Gariglio, «tra il Pd e Saitta c'è condivisione sulle strategie e sostegno per andare ancora
oltre». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Il Pd incalza Saitta sulle liste d'attesa
02/04/2016
Pag. 3 Ed. Pistoia Montecatini
diffusione:83019
tiratura:109970
LO SCOPO della visita degli assessori regionali Federica Fratoni e Stefania Saccardi all'ospedale di Pescia
- ma anche alla Misericordia e al Maic - era quello di incontrare i sindaci della Valdinievole e illustrare il
ruolo del presidio di Pescia nella rete degli ospedali dell'Ausl Toscana Centro. Ad accoglierle, il direttore
generale Paolo Morello Marchese e il presidente della Società della salute della Valdinievole, Pier Luigi
Galligani. Fratoni sottolinea l'importanza di interventi di adeguamento sismico della struttura, grido di dolore
al quale si uniscono Edoardo Fanucci e il sindaco Giuseppe Bellandi. Saccardi spazza via le accuse di
smobilitazione. «In un momento di cambiamento - dice - è normale che ci sia chi alimenta le paure. La
riforma disegna una sanità che sta in piedi nel rapporto col territorio e in cui è importante anche quello con
il governo nazionale. Gli investimenti in sanità sono legati al patto di stabilità, contraendo in modo
drammatico le possibilità di spesa. Vorrei attirare l'attenzione del governo: la Regione ha da parte 600
milioni che, a causa dei vincoli del patto, non può spendere». Ricordati i 9 milioni investiti negli ultimi
quattro anni sull'ospedale di Pescia, chiarisce la posizione rispetto a una nuova struttura. «Non ci sono
risorse - ha aggiunto - ma il vecchio si difende più che bene. Ed entro l'anno partirà un intervento sulla
staticità per 500mila euro». In arrivo, entro l'anno prossimo, migliorie ad accoglienza pediatrica al pronto
soccorso e l'angiografo. «Non voglio limitarmi a visitare - afferma - voglio tagliare qualche nastro». Morello
conferma: «In programma nei prossimi anni investimenti per 2 milioni per questi progetti più uno per la
manutenzione». Rimangono le criticità per carenze del personale e turnover dei primari. Saccardi annuncia
a breve il bando per l'assunzione di 1500 infermieri e l'autorizzazione per i concorsi per dirigenti medici, in
particolare internisti, anestesisti e pediatri. Il nodo delle liste d'attesa si scioglierà rivedendo il rapporto fra
medici di base e specialisti. «L'OBIETTIVO - conclude - è vedere i pazienti non con la ricetta, ma con la
prenotazione, sostituendo al Cup studi di medicina generale, farmacie, botteghe della sanità; implementare
il sistema informatico e di comunicazione, usando anche la telemedicina». Soddisfatto Niccolai, che nei
giorni scorsi era tornato a sollevare la questione sanità. «Anatomia patologica di Pescia diventa, assieme a
Empoli, polo di area vasta - commenta - sull'assistenza pediatrica si investe in percorsi e strutture; si
procede sugli interventi antisismici». Emanuele Cutsodontis
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Tre milioni di euro per Pescia «Arriveranno medici e infermieri»
02/04/2016
Pag. 53 Ed. Pordenone
diffusione:57504
tiratura:74714
(lp) Le vacanze di Pasqua sono state l'occasione per la prima classica gita fuori porta. Assieme a pic-nic e
uscite rilassanti, in molti al rientro hanno avuto a che fare con il problema delle zecche, abbastanza diffuso
in tutte le vallate pordenonesi, con in testa Val Tramontina e Valcellina. Numerose sono state, già ieri, le
segnalazioni di incontri sgradevoli con questo parassita, con consulenze nelle farmacie della zona e prime
apprensioni per le possibili conseguenze anche nel Maniaghese. Dagli esperti, tuttavia, si respinge
qualsiasi allarmismo, ma si richiama alla necessità di una puntuale verifica del corpo al rientro dalle
escursioni. «È abbastanza normale che al limitare dei boschi e dei sentieri vi fossero delle zecche - hanno
fatto sapere da Cai e Forestale -: questi parassiti vengono da un lungo letargo invernale e quindi in questo
periodo hanno la necessità di trovare qualche ospite per sfamarsi. In genere, non servono particolari
accorgimenti, salvo quello di un'ispezione accurata una volta tornati a casa». Il consiglio è di controllare
attentamente ogni parte del corpo. Se individuate immediatamente, o comunque entro le prime 24 ore, le
conseguenze sono pressoché nulle. Quanto alle azioni preventive, si consiglia di evitare i terreni poco
battuti ed infestati da erbe in zone di collina e bassa montagna, soprattutto nel periodo primaverile ed
estivo, magari non sdraiandosi direttamente sull'erba. Una precauzione importante è quella di spazzolare
gli indumenti prima di portarli dentro le abitazioni al rientro dalle escursioni: può accadere che la zecca sia
stata portata in casa sui vestiti e si attacchi in un secondo momento. È anche possibile vaccinarsi contro la
Tbe se si frequentano abitualmente le zone a rischio: una di queste è la Val Tramontina, anche se i casi
riscontrati negli ultimi anni sono stati in numero particolarmente esiguo.
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VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Allarme zecche, gitanti in farmacia I consigli degli esperti per difendersi
02/04/2016
Pag. 26 Ed. Genova
diffusione:49386
tiratura:65704
Questa mattina, mia moglie recandosi dal dottore di base, ha trovato l'ennesima sorpresa di questa riforma
sanitaria. Entriamo nel merito: si ha necessità di farmaci per una patologia cardiaca con svariati interventi
chirurgici destinati ad un invalido al 100%, con mobilità praticamente nulla; si fa la fila per la prescrizione
dalla segretaria dei dottori, e giunto il nostro turno, scopriamo che le ricette saranno pronte il giorno dopo
perché abbisognano della conferma del dottore che le riceverà via internet, nell'ufficio a fianco, le
confermerà, e a quel punto saranno pronte per la farmacia, che nel 70% dei casi sarà sprovvista di qualche
farmaco che dovrà ordinare e allora i tempi saranno più lunghi. A quel punto quando il farmaco arriverà è
probabile che il paziente abbia tolto l'incomodo. In conclusione se lo scopo della riforma è risparmiare
facendo morire il paziente, oltre che al risparmio sanitario, se ne avrà un altro anche a livello pensionistico.
Ok obiettivo raggiunto. STEFANO REPETTO E-MAIL
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Il farmaco arriva a paziente morto
PROFESSIONI
3 articoli
02/04/2016
Pag. 24
diffusione:107763
tiratura:138399
ritirato in tutta Europa «Gravi reazioni allergiche»
ROMA. Ritiro immediato delle confezioni sul mercato italiano del medicinale Locabiotal, soluzione per via
orale e nasale usato contro sinusiti e riniti, l'unico contenente fusafungina autorizzato in Italia. La decisione
è stata presa dall'Agenzia italiana del farmaco dopo che il gruppo specializzato per i medicinali ad uso
umano (CMDh) ha approvato all'unanimità la revoca in tutta l'Unione Europea delle autorizzazioni
all'immissione in commercio degli spray a base di fusafungina. Questo a seguito di una rivalutazione da
parte del Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell'Ema, che ha concluso che i benefici
di fusafungina non ne superano i rischi, in particolare per la possibile insorgenza di gravi reazioni allergiche.
Inoltre, l'evidenza degli «effetti benefici della fusafungina è debole».
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Farmaco Il Locabiotal
02/04/2016
Pag. 58
diffusione:41509
tiratura:56403
Pillola del giorno dopo senza ricetta
BOLOGNA Alessandro Bovicelli Sono contrario alla pillola del giorno dopo e ho già espresso più volte la
mia posizione . Ora viene concessa la vendita senza ricetta alle maggiorenni e questo non sarebbe
neanche un problema se non fosse per l'esempio che si da' alle ragazzine che già abusano di questo
farmaco. Amore e passione credo siano sinonimi di serenità e quindi una contraccezione quotidiana riesce
a far vivere i rapporti in maniera molto più tranquilla. Questo discorso secondo me vale anche per le donne
più adulte e quindi il limite della ricetta servirebbe per lo meno a creare una barriera che potrebbe ridurre lo
stimolo talvolta compulsivo a comprare ripetutamente questo farmaco sapendo di avere tale escamotage
sempre a disposizione. La vita di oggi ci porta ad occuparci poco della nostra salute, è una vita frenetica e
la donna ormai occupata come l'uomo è portata a non controllarsi e a vivere quei pochi momenti di piacere
con un certo egoismo quindi anche la possibilità di avere una gravidanza indesiderata non la porta a
pensare e a riflettere. È vero che la pillola del giorno dopo è un metodo sicuro ma è sicuramente più valida
la contraccezione quotidiana, devi fare meno calcoli, stabilisci un orario e sei tranquilla completamente.
Credo che con questa nuova regola invece anche le ragazzine ricorreranno sempre di più alla
contraccezione d'emergenza vedendo quello dei 18 anni come un traguardo vicino da raggiungere.
Foto: [email protected]
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La posta dei lettori
02/04/2016
Pag. 12
diffusione:16590
tiratura:32619
Rischio di gravi allergie Ritirato medicinale
L'Agenzia italiana del farmaco ha disposto il ritiro del medicinale Locabiotal (indicato nel trattamento delle
patologie delle alte vie respiratorie come sinusiti, riniti, rinofaringiti) sul mercato italiano. Una decisione che
arriva dopo che il Gruppo di Coordinamento per le procedure di mutuo riconoscimento e decentrate per i
medicinali ad uso umano (CMDh) ha approvato all'unanimità la revoca in tutta l'Unione europea delle
autorizzazioni all'immissione in commercio degli spray a base di fusafungina. Fra le problematiche, la
possibile insorgenza di gravi reazioni allergiche. La decisione, si legge in una nota, è avvenuta a seguito di
una rivalutazione da parte del Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell'Ema (Prac),
che ha concluso che i benefici di fusafungina non ne superano i rischi.
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 02/04/2016
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Salute

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