Ordine dei Farmacisti di Salerno

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Ordine dei Farmacisti di Salerno
FEDERAZIONE ORDINI DEI
FARMACISTI
Rassegna Stampa del 10/11/2016
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INDICE
IN PRIMO PIANO
09/11/2016 Corriere di Chieri
Testimonianze dai paesi distrutti
8
SANITÀ NAZIONALE
10/11/2016 Corriere della Sera - Nazionale
Povertà sanitaria, assistiti 557 mila italiani
10
10/11/2016 Corriere della Sera - Nazionale
«Sanità digitalizzata Così si risparmiano 4 miliardi ogni anno»
12
10/11/2016 Corriere della Sera - Nazionale
Tecnologia, cure e novità Da oggi via al forum
14
10/11/2016 Corriere della Sera
Quell'acqua mirabile serve alla strategia anti-età
15
10/11/2016 Corriere della Sera
In laboratorio «contro» il tempo per carpire i segreti della luce
17
10/11/2016 Corriere della Sera
La crema? Io la compro in farmacia
19
10/11/2016 Corriere della Sera
«Via tutto il superfluo » La filosofia di Raffaella
21
10/11/2016 Corriere della Sera
Dai bambini alle donne Il bello è buono
23
10/11/2016 Corriere della Sera
Arte, cavalli e arrampicate per aiutare i piccoli malati
24
10/11/2016 Corriere della Sera
Dai bambini alle donne Il bello è buono
25
10/11/2016 Il Sole 24 Ore
La chimica taglia del 62% le emissioni di gas serra
27
10/11/2016 Il Sole 24 Ore
Ciccarelli amplia e rinnova il marchio Pasta del Capitano
29
10/11/2016 Il Sole 24 Ore
Mittel conquista le residenze Zaffiro
30
10/11/2016 La Repubblica - Nazionale
Cosa farà Trump
31
10/11/2016 La Repubblica - Nazionale
Chi guadagna Chi perde
34
10/11/2016 La Repubblica - Nazionale
"Lui mi ha insegnato a uscire dagli schemi merito suo se i pazienti ora possono
scegliere"
37
10/11/2016 La Repubblica - Nazionale
"Con i malati era tollerante così acconsentì a lasciarmi dieci sigarette al giorno"
39
10/11/2016 La Repubblica - Nazionale
Il superticket per saltare la lista d'attesa l'ultima frontiera delle cliniche private
41
10/11/2016 La Repubblica - Nazionale
"Ma il diritto alla priorità è già legge"
43
10/11/2016 Panorama
Vannoni si è... trapiantato in Georgia
44
10/11/2016 Panorama
[email protected] 2.0
45
10/11/2016 Panorama
QUESTA PAZZA, PAZZA MANOVRA
46
10/11/2016 Panorama
Polmonite: chi è a rischio non lo sa
48
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
La sua eredità: "Il tumore si può sconfiggere"
50
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
"Con Umberto progettavamo l'ospedale a misura d'uomo"
52
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
Non solo Dracula la Transilvania ha un cuore folk
53
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
Fondazione Don Carlo Gnocchi: accanto alla vita da oltre 60 anni
55
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
"Tempo scaduto, le Asl vanno accorpate"
56
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
Botti «in pole» per il dopo-Moirano Da Roma per guidare la Sanità
57
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
Sanità, i conti ballano Il disavanzo sale a un miliardo e mezzo
58
10/11/2016 La Stampa - Nazionale
Specchio dei tempi
59
10/11/2016 Il Messaggero - Nazionale
La vera eredità di Veronesi: non esiste «male incurabile»
60
10/11/2016 Famiglia Cristiana
UN AIUTO AI BAMBINI IN ITALIA E AD HAITI
62
10/11/2016 Pubblicom Now
Curasept lancia la linea EcoBio con Slogan
63
VITA IN FARMACIA
10/11/2016 Corriere della Sera - Milano
L'abbraccio della città al suo Professore Il figlio: oggi ho operato, come voleva lui
65
10/11/2016 Corriere della Sera - Roma
Colli Portuensi Farmacista spara a due rapinatori
67
10/11/2016 La Repubblica - Roma
Regione: 3000 assunzioni ma la Cgil contesta i dati
68
10/11/2016 La Repubblica - Roma
E il farmacista spara in aria "Basta rapine"
69
10/11/2016 La Repubblica - Milano
Maxischermo per la commemorazione civile
70
10/11/2016 La Repubblica - Torino
Bus Erasmus, nessun colpevole Il papà di Serena: una vergogna
71
10/11/2016 La Repubblica - Torino
Vaccino, è caos rimandati a casa i pazienti in coda
72
10/11/2016 La Repubblica - Torino
Il vaccino non parte distribuzione in tilt Rimandati a casa i pazienti in coda
73
10/11/2016 La Repubblica - Torino
"Dottori troppo precipitosi, lunedì sarà tutto ok"
75
10/11/2016 La Repubblica - Palermo
"Ricoveri col trucco" Il Civico al setaccio
76
10/11/2016 La Repubblica - Palermo
Un anno per un intervento la giungla liste d'attesa
78
10/11/2016 La Stampa - Torino
Sanità, i conti ballano Il disavanzo sale a un miliardo e mezzo
79
10/11/2016 La Stampa - Torino
Scagionato l'autista del bus Erasmus "La morte di Serena non ha colpevoli"
80
10/11/2016 La Stampa - Asti
Controlli e visite gratuite in ospedale su problemi e prevenzione del diabete
81
10/11/2016 La Stampa - Asti
Centro diurno per autistici insegnerà "l'uso della vita"
82
10/11/2016 Il Messaggero - Viterbo
Nuove aperture in ritardo i farmacisti protestano
83
10/11/2016 QN - Il Resto del Carlino - Ferrara
VIA KRAMER PRESO IL PALO DEI FURTI DENUNCIATO UN 31ENNE
84
10/11/2016 QN - Il Resto del Carlino - Ferrara
ALLARME FURTI COLPO IN FARMACIA CACCIA AL LADRO INCAPPUCCIATO
85
10/11/2016 QN - Il Resto del Carlino - Rimini
Per referti e radiografie ora basta un clic
86
10/11/2016 QN - Il Resto del Carlino - Ascoli
Cena di solidarietà per Pescara
87
10/11/2016 QN - Il Resto del Carlino - Fermo
Biancamaria Marcatili è farmacista
88
10/11/2016 QN - Il Giorno - Lodi
Giudice di pace ed ex super: due spazi vuoti, destini in forse
89
10/11/2016 QN - La Nazione - Firenze
12 defibrillatori Ecco la mappa
90
10/11/2016 QN - La Nazione - Empoli
LA FARMACIA DEL PELLEGRINO
91
10/11/2016 Il Gazzettino - Treviso
L'affondo di Braido: «Per rilanciare il centro usiamo il tesoretto della Vittorio
Servizi»
92
10/11/2016 Il Secolo XIX - Levante
La settimana dedicata alla pelle in farmacia
93
10/11/2016 Il Secolo XIX - La Spezia
Analisi, si prenota dal medico di famiglia
94
10/11/2016 Il Secolo XIX - La Spezia
Una settimana dedicata alla pelle Consigli, prevenzione e cure per tutti
95
10/11/2016 Il Mattino - Nazionale
Oggi si decide su De Luca commissario
96
10/11/2016 Il Mattino - Salerno
Oggi si decide su De Luca commissario
97
PROFESSIONI
09/11/2016 Tutto
BUENA VISTA VEDERE BENE CON I RIMEDI DI MADRE NATURA
99
PERSONAGGI
10/11/2016 L'Arena di Verona
«Non è facile accogliere i viaggiatori»
103
10/11/2016 Il Cittadino di Monza e Brianza
Gelmini in sala Maddalena E forse arriva Beppe Grillo
104
09/11/2016 QS - QuotidianoSanita.it
Rimborsi ex specializzandi. I dubbi della commissione Sanità. Dirindin (Pd):
"Disagio per pretese di chi ha carriere avviate". D'Ambrosio Lettieri (CoR): "Bene
indennizzo ma possibili modifiche indennità"
105
09/11/2016 QS - QuotidianoSanita.it
D'Ambrosio Lettieri (CoR): "Onoriamo la memoria di un grande italiano sostenendo
concretamente la ricerca e la diagnosi precoce"
106
09/11/2016 QS - QuotidianoSanita.it
Tecnici di laboratorio biomedico. Convegno di Antel per la responsabilizzazione e
valorizzazione delle professioni sanitarie
107
IN PRIMO PIANO
1 articolo
09/11/2016
Pag. 7
tiratura:24000
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Testimonianze dai paesi distrutti
Staffetta dei volontari del Chierese per aiutare i terremotati
• «Domenica abbiamo avuto più di 300 scosse. Quasi un continuo, con movimento sussultorio. Non so la
gente di qui come faccia a resistere». Il farmacista montaldese Luca Calcagnile è appena rientrato da
Visso, uno dei paesi del Maceratese tra i più colpiti dal terremoto del 26 ottobre. Con una sorta di staffetta,
passa il testimone al chierese Roberto Zocchi, che partirà martedì con un'autocolonna della protezione
civile piemontese. Zocchi è delegato regionale della protezione civile dell'Associazione nazionale
carabinieri. «Com'è già stato per il terremoto di Amatrice, il criterio è di far partire per primi i volontari più
vicini - spiega - Per questa ragione noi eravamo stati allertati ma, dopo qualche giorno, siamo stati
"smobilitati"». Le nuove scosse hanno però esteso la zona colpita: «Per fortuna non ci sono state altre
vittime, ma il numero degli abitanti coinvolti è molto cresciuto. Di qui la necessità di fornire adeguata
assistenza». La colonna piemontese sarà composta da nove camion: «lina cucina completa, con 60
volontari. Noi dell'Arie saremo sei, con compiti di assistenza alla colonna. I volontari ruoteranno: è possibile
che in futuro siano impiegati altri chieresi». Anche Roberto Muraro, presidente della protezione civile di
Chieri e componente del Centro operativo misto di Chieri è in continuo contatto con la protezione civile
provinciale e regionale: «Per il momento non ci sono richieste di altri volontari». Subito dopo la prima
scossa, quella del 24 agosto, c'era subito stata ima mobilitazione da La colonna piemontese avrà 9 camion
e 60 volontari parte di chi aveva raccolto aiuti, o preparato "amatriciane per Amatrice" per raccogliere dej P
L V UNITA' FARMACEUTICA ORDINE DEI FARMACISTI DEUA PROVINCIA DI CUNEO Ass. TITOLARI
FARMACIE CUNEO Luca Calcagnile (primo a sinistra) davanti alla farmacia mobile del Piemonte e in
azione nell'area terremotata naro. Ora succederà qualcosa di analogo? «Non mi risultano collette di fondi in
corso - afferma Muraro - Per quanto riguarda le raccolte di materiale, ci hanno espressamente chiesto di
evitarle. Già in seguito alla prima scossa in zona è arrivato di tutto, compresi generi offerti certo con
generosità ma di poco o nullo impiego nelle emergenze». Restano invece aperti i canali istituzionali per
donare denaro, come il conto della Croce rossa. Calcagnile è presidente dell'Associazione farmacisti
volontari e dell'Unità sanitaria volontaria piemontese. «Siamo partiti da Cuneo giovedì 27e arrivati al
mattino di venerdì - racconta - In origine dovevamo collaborare con i volontari dislocati a Visso, Ussita e
Castel Sant'Angelo, ma poi le ultime due località sono state sfollate completamente». I farmacisti
piemontesi hanno viaggiato su un camper attrezzato a unità farmaceutica: «Abbiamo trovato una situazione
di guerra: macerie ovunque, gente che è scappata di casa avendo i soli vestiti addosso». Voi cosa avete
fatto? «Abbiamo attrezzato un punto di distribuzione dei farmaci, esaurendo abbastanza in fretta la nostra
dotazione. Nell'immediato, perciò, con l'aiuto dei Vigili del fuoco siamo entrati nelle farmacie ancora
accessibili per prelevare i medicinali di maggiore urgenza». Ora la situazione si è stabilizzata: «Sono state
allestite farmacie all'interno di container, date in gestione ai colleghi locali». Che aria si respira sul posto?
«Vedi la disperazione sul volto di chi non ha più niente. Gente che, tuttavia, è attaccata alla sua terra:
pernottano a Porto sant'Elpidio, ma di giorno tornano nei paesi distrutti». C'è volontà di ricostruire: «Al
momento di ripartire sono andato a salutare il sindaco di Visso. Mi ha detto: "Ricostruiremo, e un giorno ti
inviterò a prendere il caffè a casa mia"».
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 10/11/2016
8
SANITÀ NAZIONALE
34 articoli
10/11/2016
Pag. 28
diffusione:254805
tiratura:382356
Il Banco farmaceutico ha raccolto e donato 1,2 milioni di medicinali. La rete tra aziende e volontari
Elisabetta Soglio
MILANO Si chiama «povertà sanitaria». Significa che sei talmente indigente che non puoi neppure
comprarti una tachipirina. O che vivi in uno stato di abbandono tale per cui non hai il medico di base a
prescriverti le medicine di cui hai bisogno. Il Banco farmaceutico è nato nel 2000 per questo motivo: perché
le associazioni caritative e assistenziali, oltre alla richiesta di cibo per le mense o di pacchi destinati alle
famiglie povere, hanno cominciato a lanciare quest'altro sos.
Che siano analgesici o antipiretici, farmaci per disturbi gastrointestinali o antibiotici, perfino antidepressivi:
la gente si ammala e spesso non può curarsi. Giovanni, ad esempio, ha 43 anni, vive per le strade di Roma
e soffre di varie patologie: lo curano gratuitamente all'ambulatorio del Colonnato di San Pietro
dell'Associazione medicina solidale. Maria ha un tumore: abita in una casa popolare di Torino e con la sua
pensione di invalidità da 400 euro al mese non ci stanno neppure le due compresse di paracetamolo
prescritte, così la aiuta la Caritas. Michele è cardiopatico ed è seguito dall'associazione milanese Fratelli di
san Francesco che garantisce le terapie. Come loro, altre 557 mila persone sono aiutate in Italia da questo
servizio, che raccoglie farmaci e li affida a una rete di 1.600 enti caritativi cui spetta il compito di utilizzarli in
base alle esigenze e alle indicazioni dei medici. Un bisogno in crescita, come dimostra il rapporto promosso
dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato con il sostegno dell'Osservatorio
donazione farmaci di Banco farmaceutico, che sarà presentato ufficialmente oggi a Roma. Il problema non
riguarda solo i poveri: a causa della crisi, oltre 12 milioni di italiani e 5 milioni di famiglie hanno dovuto
limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento. Di pari passo, il fenomeno della povertà
sanitaria è in forte aumento: nel 2016 la richiesta di medicinali di questi enti è cresciuta dell'8,3%. Se poi si
considerano gli ultimi tre anni, la richiesta di farmaci è salita del 16%, a fronte dell'aumento del 37,4% di
persone assistite.
Il Banco farmaceutico (nato dalla collaborazione fra il ramo sociale della Compagnia delle Opere e
Federfarma) conta anzitutto sull'apporto di una trentina di aziende che garantiscono tutto l'anno un
approvvigionamento di base: nel 2015 i medicinali donati sono stati oltre 1,2 milioni, per un valore di circa
11 milioni di euro. Poi ci sono le farmacie che aderiscono all'iniziativa della raccolta di medicinali non
scaduti: sono stati recuperati così 212 mila farmaci, per 2,7 milioni di euro. Infine, una volta all'anno si
organizza la Giornata di raccolta del farmaco: quella del 2015 ha portato a mettere insieme oltre 350 mila
confezioni, pari a un valore di oltre 2 milioni di euro. In sedici anni questo tipo di iniziativa (gemella della
«Colletta alimentare») ha messo a disposizione oltre 4,1 milioni di farmaci, per un controvalore
commerciale di circa 24 milioni di euro. La rete di volontari fissi è composta da circa 400 persone
organizzate in tutta Italia, che nella giornata della Raccolta diventano 14.000. E il lavoro aumenta, perché in
questi ultimi anni sono arrivate richieste anche per le emergenze umanitarie oltre confine: da Uganda e
Libia, Haiti e Grecia. Come spiega il presidente della Fondazione, Paolo Gradnik, «chi soffre nell'indigenza,
si ammala più spesso degli altri e si cura di meno. È un dolore "invisibile" che cerchiamo di alleviare
chiedendo aiuto anche ad aziende e farmacie». Perché più nessuno debba scegliere se mangiare o curarsi.
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682 Euro
Quanto spendono mediamente in un anno gli italiani soltanto
per le cure mediche
268,6 Euro
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Povertà sanitaria, assistiti 557 mila italiani
10/11/2016
Pag. 28
diffusione:254805
tiratura:382356
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
11
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Quanto spendono per l'acquisto dei farmaci gli italiani in media in un anno
4,1 Milioni
I farmaci raccolti in sedici anni di attività dal Banco farmaceutico (per un valore di 24 milioni di euro)
Gli enti
Sono 1.600 gli enti caritativi in Italia cui spetta il com-pito di utilizzare i farmaci in ba-se alle esigenze e alle
indicazio-ni dei medici nell'ambito
del Banco farmaceutico Quest'anno la richiesta di medicinali di questi enti è cresciuta dell'8,3%. Negli ultimi
tre anni è salita del 16% (+37,4% le persone assistite)
La parola
Banco farmaceutico
Il Banco farmaceutico nasce nel 2000
(dalla collaborazione fra il ramo sociale della Compagnia delle Opere e Federfarma) per fare in modo che le
associazioni caritative e assistenziali riescano
a combattere la «povertà sanitaria».
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10/11/2016
Pag. 28
diffusione:254805
tiratura:382356
« Sanità digitalizzata Così si risparmiano 4 miliardi ogni anno»
Il ministro Lorenzin : i referti saranno in Rete
Margherita De Bac
ROMA Trasformazione digitale della sanità pubblica, prospettiva realistica e necessaria. «Molto vicina e in
gran parte già realizzata. Noi vediamo questo processo come fonte di grande risparmio, fondamentale per
migliorare il rapporto qualità-costo, ridurre sprechi e inefficienze. Ogni euro verrà reinvestito per migliorare
l'assistenza ai cittadini», fa il punto sullo stato dell'arte della rivoluzione la ministra della Salute, Beatrice
Lorenzin.
È il tema dei tre giorni di dibattito e confronto organizzati a Milano per la seconda edizione di «[email protected], il
Forum dell'innovazione» che si apre stamattina. Iniziativa sostenuta dal Corriere della Sera , promossa da
Allea e Fpa con la collaborazione di Motore Sanità, e che premierà i progetti più significativi sul piano
dell'innovazione. Non solo informatica, ma anche - ad esempio - un carrello «intelligente» per il trasporto di
farmaci.
Ministro, a che punto è la trasformazione digitale della sanità?
«Il primo provvedimento attuativo è il regolamento del fascicolo sanitario elettronico, uscito a settembre
2015. È uno strumento formidabile che permette di accedere ai dati riguardanti ogni cittadino. Il Politecnico
di Milano stima che le strutture sanitarie potrebbero risparmiare circa 3,8 miliardi l'anno. Ad esempio, dalla
cartella clinica elettronica e la dematerializzazione dei referti potremmo ridurre la spesa di 2,2. Verrebbero
eliminati i costi della stampa e il tempo di infermieri».
Per il cittadino cosa cambia?
«Ai benefici bisogna aggiungere i possibili risparmi economici di circa 5,4 miliardi. I cittadini potranno ritirare
i referti via web e così prenotare esami e visite evitando le attese al telefono».
La nuova Finanziaria del 2017 cosa prevede in tema di digitalizzazione?
«Contiene una norma che collega il fascicolo sanitario alla tessera sanitaria. In pratica, in ogni parte d'Italia
si parlerà un unico linguaggio, a vantaggio del cittadino che ovunque vada avrà con sé i dati personali. Il
fascicolo consentirà al paziente di poter disporre immediatamente del suo stato di salute e al medico di
accrescere qualità e tempestività delle decisioni».
Al Forum si parla di un altro capitolo suggestivo, l'intelligenza artificiale. Che significa in sanità?
«Quando ci potremo avvalere dell'intelligenza artificiale avremo non solo dati completi ed esaurienti ma
anche la capacità di elaborarli per programmare meglio la ricerca e decidere strategie sul territorio».
Farmaci e cure innovative, l'Italia può sostenerne il costo?
«Il fondo sanitario è stato aumentato di 2 miliardi, ora è di 113 miliardi. Cinquecento milioni vanno ai nuovi
farmaci per l'epatite C, altri 300 per cure di malattie non altrimenti trattabili. I risparmi che derivano dalla
ristrutturazione della spesa sanitaria anche attraverso la trasformazione digitale verranno reinvestiti per
offrire ai cittadini nuove prestazioni».
Secondo il direttore scientifico di [email protected], Paolo Colli Franzone, che si basa su dati dell'Osservatorio Netics,
un incremento della spesa pari al 2,64% sarebbe sufficiente a garantire alla nostra sanità la svolta verso
una reale innovazione. Che ne pensa?
«Che fino ad oggi siamo riusciti ad aumentare il Fondo nonostante la fase complessa dell'economia.
Ricordo che l'andamento del Fondo è collegato a quello del Pil. Ad oggi vantiamo profondi processi di
innovazione nonostante il Pil».
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Foto: Medicina di precisione È la frontiera sulla quale stanno lavorando diversi laboratori. L'obiettivo:
realizzare farmaci studiati ad personam
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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L'intervista
10/11/2016
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Foto: Cure via app Sempre più aziende specializzate consentono ai medici di informare i loro pazienti sui
farmaci da somministrare per una specifica cura
Foto: ChatBot I software, basati sull'intelligenza artificiale, operano sulle applicazioni per le conversazioni e
rispondono alle richieste degli utenti-pazienti
Foto: Documento virtuale Anche in Italia le strutture iniziano a lavorare a piattaforme per le cartelle cliniche
integrate e sempre consultabili dai medici
Chi è
Beatrice Lorenzin
(foto Ansa ),
45 anni, sposata, due figli, è l'attuale ministra
della Salute Consigliera comunale
nel 2001,
è diventata onorevole
nel 2008 Innovazione Nella nuova Finanziaria c'è una norma che collega il fascicolo alla tessera sanitaria
10/11/2016
Pag. 28
diffusione:254805
tiratura:382356
Tecnologia, cure e novità Da oggi via al forum
Da oggi sino al 12 novembre si tiene a Milano (a Palazzo Lombardia), [email protected], il Forum dell'Innovazione
per la Salute, evento dedicato alla trasformazione in chiave innovativa del sistema sanitario. La
manifestazione è promossa da Allea e Fpa, con la collabo-razione di Motore Sanità e in partner-ship con
Edra e il Corriere , e con il patrocinio del ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni e delle
Province autonome. Info su www.innovazioneperlasalute.it.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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A Palazzo Lombardia
10/11/2016
Pag. 9
BEAUTY
diffusione:254805
tiratura:382356
Quell'acqua mirabile serve alla strategia anti-età
Roger & Gallet lancia una linea cosmetica che prende spunto da un'antica ricetta dei monaci Sinergie
vegetali Un mix di 18 essenze. «Ogni pianta ha una specifica azione topica e aromacologica»
Melisa Garzonio
U
na storia «mirabile». Anzi, un'Aqua Mirabilis, ottenuta distillando 18 tipi di piante officinali dalle eccezionali
proprietà medicamentose. La formula, segretissima, messa a punto più di trecento anni fa da alcuni monaci
giardinieri, è stata poi ereditata dalla famiglia Farina di Colonia che, un secolo dopo, ha diversificato il
prodotto, creando la celebre Acqua di Colonia che nell'Ottocento ha profumato le corti più blasonate
d'Europa. Pare che la famiglia Bonaparte, da Napoleone alla sorella Paolina, ne facesse un uso esagerato.
L'imperatore era convinto che quell'acqua lo facesse star bene, che migliorasse il suo umore, e ne beveva
a bicchierate. Del resto, Aqua Mirabilis nasce nel segreto dell'antico monastero con lo status di medicinale.
Negli archivi di Roger et Gallet, che nel 1862 ha acquisito i diritti sul prodotto, è conservato un bugiardino
ante litteram pubblicato nel 1727 dove si elencano le indicazioni e la posologia per l'uso corretto della
medicina. Se ne raccomanda un utilizzo esterno in caso di nevralgie o dolori muscolari. Il prodotto va
spruzzato e massaggiato delicatamente sulle tempie, le giunture, la schiena o su altre parti del corpo
doloranti. L'uso interno, 60 gocce diluite in acqua o in due dita di vino, è indicato in caso di svenimenti,
tremori palpitazioni, e per attenuare i dolori del parto.
All'originaria ricetta di Aqua Mirabilis, che nei secoli ha conservato la sua efficacia e il suo segreto, Roger &
Gallet si è di recente ispirato per una linea cosmetica anti-aging che modifica il nome in Aura Mirabilis. E
qui torniamo all'orticello dei monaci, perché le piante sono sempre quelle diciotto del «giardino dei
semplici», dove la parola «semplici» deriva dal latino medievale medicamentum o medicina simplex, parola
che definiva le erbe medicinali, e ciascuna pianta viene usata per le sue proprietà specifiche: emolliente il
mandarino verde, antisettico il timo quanto la verbena esotica, rigenerante della pelle il rosmarino officinale,
e via elencando. In che modo le sinergie vegetali esercitano i loro benefici sulla pelle lo spiega la
dottoressa Emmanuelle Labrousse, direttrice scientifica di Roger & Gallet: «Ogni pianta vanta una specifica
azione topica e aromacologica. Per esempio, la rosa di Damasco, oltre che vantare una proprietà lenitiva,
contribuisce anche a rilassare la mente e il corpo». Aura Mirabilis ha una texture delicata, non irritante e
una formula «anticedimento» che si adatta a ogni tipo di pelle.
Il mix delle 18 essenze funziona sulla cute del viso come una carezza. Spiega la specialista: «Una ricerca
dell'università della Ruhr ha dimostrato che nei cheratinociti (le cellule principali della cute) ci sono dei
recettori olfattivi. E questi recettori sono presenti non soltanto nel naso, ma anche in altre parti del corpo,
come la pelle. Successivamente, si è visto che, con applicazione in vitro, le 18 erbe officinali distillate sono
in grado di attivare i nuovi recettori olfattivi cheratinocitari. Questa stimolazione, a sua volta, scatena
meccanismi di proliferazione cellulare che rigenerano e guariscono la pelle».
Il rituale antiaging di Aura Mirabilis si svolge in tre momenti: detergere, tonificare, nutrire. «Step
fondamentali per difendere la pelle dai fattori nocivi come l'inquinamento e lo stress psicofisico», rimarca
Labrousse. «Si pensi che una corretta detersione è in grado di rimuovere fino al 95% delle particelle
inquinanti». E gli effetti, viso rilassato e luminoso, si vedono già dopo una settimana.
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La formula
Più di 300 anni fa, dei monaci crearono un potente rimedio naturale chiamato Aqua Mirabilis, una ricetta
tenuta segreta con al cuore le piante medicinali più rare, selezionate una ad una dal Giardino dei Semplici
per le loro proprietà curative. L'Aqua Mirabilis si poteva bere mettendo nell'acqua da 50 a 60 gocce o
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tendenze di bellezza
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applicare sul corpo: proteggeva dalla peste, guariva le scottature e le piaghe, faceva passare coliche e mal
di denti. Tra le 18 piante officinali distillate di questo rimedio, che veniva utilizzato dalle corti reali, ci sono
sandalo, mandarino, timo, verbena, geranio e bergamotto
Il rituale
Alla formula del profumo Aqua Mirabilis si è ispirata Aura Mirabilis, linea cosmetica antiaging a base di 18
essenze naturali di piante officinali e piante distillate. Il rituale prevede la Maschera Detergente Extra-Fine
che purifica e ravviva la luminosità, l'Aceto di Bellezza che leviga la pelle, il Siero Anti-Età Doppio Estratto
(sopra) che migliora la funzione di barriera cutanea e la Crema Leggendaria che idrata e uniforma
Foto: Il «bugiardino» Un documento di Aqua Mirabilis che risale al 1727: elenca le proprietà, la posologia e
le modalità d'uso
Foto: L'Aqua Mirabilis e le sue numerose proprietà benefiche sono riconosciute e brevettate nel 1727 dalla
facoltà di medicina di Colonia e portano alla nascita dell'Acqua di Colonia Jean Marie Farina. Su richiesta di
Napoleone I, venne creato il flacone dalla forma allungata (a sinistra, in mezzo a due flaconi storici) per
permettergli di infilarlo nello stivale. La leggenda narra che l'Imperatore ne consumasse più di 60 flaconi al
mese. Armand Roger e Charles Gallet, fondatori della Maison, sancirono il successo del prodotto. Qui
sopra, un manifesto di metà '800 che l'azienda Roger & Gallet commissionò a Elisabeth Sonrel, illustratrice
francese Art Nouveau
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Givenchy punta sulla biotecnologia. «Suggerimenti anche dai metodi di verniciatura delle vetture»
Complesso anti-age Il timeless blend rimpolpa e ridensifica. «Oggi le donne cercano effetti immediati»
Giancarla Ghisi
Strumenti hi-tech al posto delle provette, camici bianchi sempre più simili a tute spaziali e robot che
lavorano giorno e notte. In laboratorio si prova ma, soprattutto, si sperimenta a 360 gradi, in cerca di
soluzioni per rallentare il tempo che passa. «Oggi abbiamo una certezza - racconta Laurent Nogueira,
biochimico, direttore scientifico Givenchy - non si invecchia tutti allo stesso modo. Base indispensabile per
arrivare a molecole innovative, esplorare diversi settori. Oltre quello medico, farmaceutico, agroalimentare,
diventa sempre più interessante la matematica e persino il mondo aerodinamico e meccanico. Ad esempio:
dai diversi metodi di verniciatura delle vetture arrivano suggerimenti per trattamenti che danno luminosità e
creano effetti ottici. Prodotti in grado di correggere momentaneamente le imperfezioni. Quello che piace
adesso: la consumatrice è diventata impaziente, quando acquista una crema vuole risposte immediate».
L'anti-età sta lasciando spazio a tutto ciò che prende in considerazione il ringiovanimento globale. «Si
lavora - aggiunge Nogueira - sulla prevenzione, cercando attivi che contrastino la formazione di rughe e ci
si concentra sulle possibili soluzioni per poter attenuare quelle che già ci sono. Il tutto tenendo conto
dell'aspetto sensoriale, elemento importante, oltre che un modo per differenziarci dalle proposte
farmaceutiche. Noi utilizziamo un metodo che viene definito "eye-tracking": è un sistema che permette di
individuare dove si va a fissare lo sguardo, per cercare di capire se, chi ti guarda, ha una sensazione
positiva. Ha colto la bellezza. L'impegno è quello di "modificare" la pelle per renderla più bella».
Entrano in gioco più sostanze naturali, ma pure pigmenti e particelle che riflettono la luce e fanno la
differenza, soprattutto di questi tempi in cui stress, raggi Uv, inquinamento e alimentazione scorretta
portano a un precoce invecchiamento e alla comparsa di segni di stanchezza. «E proprio per il nostro
ultimo lancio, L'Intemporel - precisa il direttore scientifico -, la ricerca si è concentrata sulla luce. Per
contrastare quella invisibile e dannosa dei raggi Uva, Uvb e infrarossi, ci si è affidati a un ingrediente
biotecnologico termostabile che si attiva con la luce naturale. Il complesso che abbiamo chiamato "timeless
blend" è composto da vitamina E stabilizzata, dalle proprietà antiossidanti, polifenoli incapsulati, potenti
recettori di radicali liberi in grado di mantenere la loro integrità sino a quando arrivano sulla pelle, e acido
ialuronico a basso peso molecolare, dal potere rimpolpante e ridensificante. Il mix agisce sfidando
l'ossidazione. Di conseguenza aiuta a mantenere efficiente la produzione delle fibre di collagene, quei
mattoncini che danno sostegno alla pelle».
Un passo verso il futuro. «Un futuro - conclude Nogueira - che con l'integrazione di informazioni da più parti
porterà a novità ancora più sorprendenti. C'è un mondo ancora da esplorare, quello marino. Siamo convinti
che resta da scoprire ancora un novanta per cento di quello che succede laggiù». Notizia incoraggiante.
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Scienziato
Laurent Nogueira , biochimico, direttore scientifico Givenchy: «Utilizziamo l'eye-tracking, un sistema che
permette di individuare dove si va a fissare lo sguardo, per cercare di capire se, chi ti guarda, ha una
sensazione positiva, se ha colto la bellezza. L'obiettivo
è quello di modificare
la pelle
per renderla più bella»
Foto: ACQUA ALLE ROSE Crema Senza Età Viso e Occhi (€ 14,99)
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In laboratorio «contro» il tempo per carpire i segreti della luce
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Foto: BIOTHERM Blue Therapy Cream-in-Oil (€ 66,50)
Foto: DIOR Capture Totale La Crème Multi-Perfection (€ 161,55)
Foto: STENDHAL Bio Program-Anti-Age Anti-Stress Giorno (€ 72)
Foto: CLINIQUE Smart Custom-Repair Moisturizer spf 15 (€ 72)
Foto: SENSAI Cellular Performance Wrinkle Repair Cream (€ 245)
Foto: Nuova La linea L'Intemporel di Givenchy: due creme viso, una contorno occhi, e la lozione Exquise
che dà luce. In alto, un'opera di James Turrell al Guggheneim di New York
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Cresce il mercato dei dermocosmetici Ganassini: «Investire solo nella qualità»
Irene Soave
«il fegato madreperlaceo, l'uva di mare dei polmoni, gli avvenenti reni gemelli...». Così Humbert
fantasticava sulla bellezza degli organi di Lolita nel capolavoro di Vladimir Nabokov (1955). Quel che
ignorava lui, e che spesso ignoriamo noi strapazzandola, è che l'organo più grande e in vista del nostro
corpo (misura 2 metri quadri, è spessa da 0,5 a 4 millimetri) è la pelle. Non è un caso che tra i settori più in
crescita della cosmesi ci sia la «dermocosmesi»: prodotti di derivazione farmacologica, creati spesso da
aziende farmaceutiche e non cosmetiche, o distribuiti in farmacia, e a volte consigliati dai medici.
Esempi: marchi come Rilastil, La Roche-Posay, Phyto, Skinceuticals, anche se non c'è un disciplinare per
l'uso del nome «dermocosmesi». «Noi, come gruppo, abbiamo diversi marchi: alcuni completamente
cosmetici, come Korff, altri completamente farmacologici; e in mezzo molti prodotti di cosmesi creati però in
una filiera farmaceutica e distribuiti con informatori», spiega Annamaria Ganassini, vicepresidente del
gruppo Ganassini.
«L'azienda fu fondata dal mio bisnonno chimico quattro generazioni fa, con ambizioni farmaceutiche. Fu
poi negli anni Settanta che, con mio padre, avvenne il sorpasso della vocazione cosmetica su quella
farmaceutica. La filiera produttiva, però, resta quella: test in università, informatori che parlano anche con i
dermatologi. E nei due reparti Ricerca & Sviluppo, in cui sono impiegate 60 persone, investiamo il 20% del
fatturato, mentre solo il 10% va in marketing. È una proporzione opposta a quella consueta».
Negli ultimi anni il giro di affari italiano di questo tipo di prodotti è cresciuto del 3% ogni 12 mesi, e ha una
quota di mercato, nel settore cosmetici, del «18%, con 1.800 milioni di euro spesi dagli italiani per cosmetici
in farmacia», così le stime dell'associazione Cosmetica Italia. «Molte tendenze convergono verso una
maggiore attenzione per il rispetto fisiologico della pelle», continua Ganassini. «Le donne non credono più
a chi dice loro ti facciamo perdere tre centimetri in una settimana ; spesso sanno quali sono i componenti
più allergenici come parabeni, siliconi e conservanti. Non a caso fra le nostre innovazioni più apprezzate c'è
Rilastil Difesa: è una crema viso sterile. Abbiamo investito in una filiera produttiva e in un packaging che
preservino il prodotto dal contatto con l'aria, per evitare agenti patogeni. Piace di più del marketing basato
sui miracoli».
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per cento tanto è cresciuto in 12 mesi l'uso dei cosmetici venduti in farmacia Ganassini si è dotata di uno
strumento denominato «Social reponsability» che guida scelte e decisioni dell'azienda. «Percorso si legge in
una nota che passa attraverso il sostegno a realtà sociali impegnate
per la tutela dell'ambiente, nella ricerca,
nel sociale e nell'arte. E che si misura con le sfide di questo tempo, dove produzione
e impresa possono andare di
pari passo
con la tutela dell'ambiente». Quindi, tradotto in pratica, i cosmetici hanno formule ipoallergeniche, non
coinvolgono maltrattamenti agli animali
e contengono alta percentuale di principi attivi
Foto: LA ROCHE-POSAY Redermic R Spf 30 (€ 34 in farmacia)
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La crema? Io la compro in farmacia
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Foto: EUCERIN Hyaluron-Filler Concentrato (€ 28 in farmacia)
Foto: LICHTENA Sublime Concentrato Anti-Età in Perle (€ 38 in farmacia)
Foto: SKINCEUTICALS Siero C E Ferulic (€ 146 in farmacia)
Foto: LIERAC Arkéskin crema correzione pelle in menopausa (€ 35 in farmacia)
Foto: TERME DI SIRMIONE Siero Ricompattante (€ 37 in farmacia)
Foto: Smagliature Gel Rilastil, formula (aminoacidi essenziali e acido ialuronico) dall'azione ristrutturante ed
elasticizzante. Sopra, foto storica dell'azienda
Foto: Memorie di bellezza In alto, alcuni manifesti storici su prodotti per capelli e per pelle dell'azienda
Ganassini
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Gregoris, alla guida di Bakel: «Solo principi attivi. E un occhio all'etica» Il percorso Tutto cominciò con sei
sieri inventati da lei, poi l'azienda è cresciuta con una gamma ampia
Alessandro Luongo
«Quando lavoravo in un importante laboratorio e mi fu sottoposta la ricetta di un cosmetico in cui
l'ingrediente attivo, la vitamina E, compariva solo all'ultimo posto, pensai si trattasse di un errore - racconta
Raffaella Gregoris, fondatrice di Bakel, azienda cosmetica di Udine - perché una componente benefica per
la cute aveva così poca importanza, mi chiedevo? Mi risposero che non c'erano errori».
Fu così che, seguendo il suo istinto di creare uno skincare diverso, efficace, puro e sicuro per tutti, lasciò
tutto e nel 2008 creò i primi sei sieri anti-età composti di soli principi attivi al 100 per cento e con zero
sostanze inutili. Il successo arrivò subito, e nel 2009 l'azienda fu premiata a New York, con l'importante
WWD Beauty Biz Awards come New Comer of the Year.
La Gregoris studia Farmacia all'Università degli Studi di Milano, laureandosi con una specializzazione in
chimica cosmetica e frequentando poi un Master in Chimica dei prodotti cosmetici. Diventa consulente di
farmacie per lo sviluppo di piccole linee di bellezza. Nel 2008 fonda Bakel, «frutto di un percorso tutt'altro
che lineare; per anni ho fatto sperimentazione affinando sempre più la filosofia e le formule». Il progetto
iniziale si basava su sei sieri anti-età che ancora oggi fanno parte della linea principale, la White Line.
Formulazioni trasparenti applicabili su viso, contorno occhi, palpebre, labbra, collo e décolleté, la cui
funzione è contrastare, in maniera mirata, i principali meccanismi responsabili dell'invecchiamento cutaneo,
in profondità. Oggi la gamma si è ampliata. Nel tempo Bakel ha sviluppato un concetto di bellezza semplice
e innovativo. «La mia ossessione è l'efficacia dei cosmetici, e la massima gioia quando qualcuno mi dice
che grazie a Bakel è più bello». Il tutto con prodotti di detersione, sieri, creme, trattamenti per il corpo e
solari accomunati dalla componente anti-aging, dal rapido assorbimento, facilità d'uso e sicurezza per le
pelli più sensibili e reattive. Via dunque tutto ciò che in cosmetica è superfluo: siliconi, coloranti, profumi
artificiali, conservanti, petrolchimici. Rimane, appunto, solo il principio attivo. «Il concetto di sicurezza di
Bakel è ampio: si applica anche ai prodotti testati al nickel, ai metalli pesanti e al glutine; e all'etica, con
un'attenzione particolare al tema del cruelty free e del vegano». Non meno importanti le linee ancillari
dedicate a bisogni specifici, tra cui una per i più piccoli, Babykel, «nata dalla mia esigenza di madre di
trovare la stessa qualità di Bakel anche nei prodotti utilizzati per i miei tre figli, spostando così l'attenzione
sulla sicurezza e protezione».
Bakel è distribuito in Italia in 160 profumerie di nicchia e selezionate farmacie ma non ancora in tutto il
territorio nazionale. Come la Sicilia, ad esempio. L'azienda friulana è presente tuttavia in alcuni dei più
lussuosi department store, profumerie e farmacie in altri 14 paesi del mondo; è qui operativa anche nel
mondo digitale. In espansione in particolare nel Regno Unito e in Germania. Nell'America del Nord e in Asia
sta già ottenendo buoni risultati. Novità in vista? «A breve lanceremo un siero in olio per le pelli che
richiedono un nutrimento intenso. Nella seconda metà del 2017, poi, arriverà una nuova e importante
tecnologia». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Identikit
Sono 43
al momento
le formule
dei prodotti certificati Bakel (www.bakel.it), composte al 100 per cento da principi attivi, senza ingredienti
superflui. Lo stesso packaging si presenta elegante ma essenziale,
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«Via tutto il superfluo » La filosofia di Raffaella
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a rinforzare con coerenza
il concetto dell'azienda cosmetica di Udine: «Less
is more» Raffaella Gregoris
studia Farmacia all'Università degli Studi
di Milano, laureandosi con una specializzazione in chimica cosmetica e frequentando poi un Master in
Chimica
dei prodotti cosmetici.
Nel 2008
fonda Bakel
Foto: In laboratorio Raffaella Gregoris fondatrice e formulatrice del brand Bakel, azienda friulana che si
caratterizza per l'assenza, nei prodotti, di conservanti, coloranti, profumi sintetici, derivati del petrolio,
siliconi, alcool, PEG, PPG, metalli pesanti, e di altre sostanze inutili e (in potenza) allergizzanti
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Cure per disabili e la giornata anti violenza L'impegno di BioNike (al di là dei cosmetici)
Letizia Rittatore Vonwiller
Le strategie aziendali di marketing sono infinite. Punta su due asset BioNike, marchio di ICIM International,
che da più di 80 anni realizza prodotti dermocosmetici, la valorizzazione del patrimonio artistico (ha
sponsorizzato mostre come Giovanni Boldini, Tiziano, Frida Kahlo, Amedeo Modigliani, Matisse) e i progetti
di responsabilità sociale. «Abbiamo notato che dal punto di vista dell'immagine il brand, se viene associato
a valori positivi e offre un riferimento condiviso, ha solo dei vantaggi. Le consumatrici, a parità di qualità e
prezzo, sono più propense a comprare i nostri prodotti», dichiara Lorella Coppo, amministratore delegato di
BioNike. «Per quanto riguarda la comunicazione su giornali e riviste, poi, la resa è doppia, perché si ha un
ritorno redazionale sia nelle rubriche di bellezza sia nelle pagine di cronaca».
In linea con lo spirito del marchio - che realizza per le pelli sensibili prodotti acquistabili in farmacia secondo
la «Filosofia dei Senza», senza conservanti, senza profumo ecc. - è Fare X Bene, onlus guidata da Giusy
Laganà, che si occupa di accogliere e sostenere le vittime di abusi e violenze di genere e organizza nelle
scuole corsi di prevenzione contro le violenze di genere, bullismo e cyber bullismo. Nel 2014, con la
collaborazione di BioNike, Fare X Bene ha dato vita a Pagina Bianca, una performance pubblica di
sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, in cui passanti e sostenitori scrivevano un messaggio di
pace e solidarietà con vernice e pennelli su un telo bianco di 3.000 mq, steso in piazza Duomo, a Milano.
Da allora l'avventura si ripete ogni anno e in altre città. In questo momento il tour si sta svolgendo in molte
piazze italiane: il 19 novembre sarà a Napoli, poi Firenze, Trani, Roma. «Il nostro contributo, oltre a quello
di essere sponsor, è anche di fungere da cassa di risonanza per le associazioni no profit che hanno
bisogno di farsi conoscere», sottolinea Coppo. Come La Nostra Famiglia di Maria Pia e Roberto Zanchini,
che da 70 anni si occupa della cura e della riabilitazione di bambini e adulti disabili. Proprio a questa onlus,
BioNike, con cui condivide l'amore per la famiglia, il desiderio di aiutare chi è meno fortunato e il costante
interesse per la ricerca, offre da 20 anni un impegno concreto, dando lavoro ai giovani, ospiti della sede di
La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, vicino a Lecco. «Ci confezionano alcuni prodotti, come la linea del
contorno occhi. Impiegano più tempo nella consegna perché non usano le macchine e fanno tutto a mano,
ma sono precisi e bravissimi», sottolinea Coppo che ci tiene anche dare visibilità a una grande innovazione,
realizzata dalla sezione di ricerca di La Nostra Famiglia, l'istituto scientifico Eugenio Medea, l'unico
riconosciuto per le problematiche in età evolutiva.
La descrive Massimo Molteni, responsabile della clinica e della ricerca in Psicopatologia: «Si tratta di
un'app, un gioco da fare a casa con i genitori, che è uno strumento terapeutico nella riabilitazione della
dislessia. Il funzionamento, monitorato a distanza, è semplice: quando il bambino cattura un dolcetto, di cui
va ghiotto il dinosauro Tachidino, compare per brevissimo tempo una parola. Difficoltà dei vocaboli e tempo
di visualizzazione sullo schermo variano in base a parametri personalizzati, così da allenare le aree del
cervello che hanno maggiori difficoltà e migliorare le capacità di lettura». La versione base di Tachidino è
free (www.tachidino.com). Persino un videogame può aiutare i più fragili, e quindi tutti noi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Da sapere
Lunedì 28 novembre BioNike, a fianco di ABM - Amici del Bambino Malato Onlus -partecipa, donando
alcuni prodotti per la lotteria, a una serata benefica (all'Hotel Diana Majestic di Milano ) a sostegno dei
piccoli pazienti della Clinica de Marchi di Milano
Foto: Solidarietà Natalie Caldonazzo, madrina di Pagina Bianca a Palermo (sopra a destra) la più lunga
(2.000 mq), realizzata in una strada ( foto Luca Lo Bosco )
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Dai bambini alle donne Il bello è buono
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Arte, cavalli e arrampicate per aiutare i piccoli malati
L.R.V.
A llegri pupazzi di neve, pattinatori colorati e sorridenti, stelle splendenti, un innevato Central Park di New
York: ecco il mondo gioioso, immaginato dall'artista Jeremyville per il packaging dei prodotti Kiehl's nella
limited edition Jeremyville Holiday Collection, Creme de Corps, Ultra Facial Cream e Calendula HerbalExstract Toner. Affidare ad artisti noti (tra quelli del passato Jeff Koons e Kenny Scharf) è ormai una
consuetudine del brand. Nato nel 1851 in una farmacia dell'East Village a New York, Kiel's che crea
prodotti a base di formule all'avanguardia e ingredienti di origine naturale, ha anche un'anima generosa.
Tant'è vero che da sempre offre sostegno a organizzazioni no profit in tutto il mondo, focalizzandosi su tre
cause, la ricerca e la cura sull'Aids, la conservazione e sostenibilità dell'ambiente ed i programmi di
assistenza per l'infanzia. Quest'anno tocca all'associazione italiana Dynamo Camp. E al suo progetto di
Terapia Ricreativa - dedicato a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, affetti da patologie gravi e croniche,
principalmente oncoematologiche, neurologiche e diabete - cui viene devoluta parte del ricavato dalla
vendita dei prodotti della Jeremyville Holiday Collection. Dynamo Camp, che fa parte del SeriousFun
Children's Network di camp fondati nel 1988 da Paul Newman e attivi in tutto il mondo, da dieci anni ospita
gratuitamente per periodi di vacanza giovani che provengono da tutta Italia e dall'estero. Le attività
(spettacoli teatrali, laboratori d'arte, scuola di circo, passeggiate a cavallo, arrampicata), pensate anche per
i fratelli e le sorelle sani, si svolgono con la supervisione di uno staff qualificato all'interno di una
meravigliosa oasi di oltre 900 ettari, affiliata WWF, tra le montagne dell'Appennino Pistoiese. «Esperienze,
come partecipare a sport e giochi, incoraggiarsi a vicenda, fare squadra e lavorare più sulle proprie abilità
che sulle disabilità, migliorare le capacità motorie, stimolano l'autostima», sottolinea Nunzia Sciavarello,
responsabile donazioni beni e servizi di Dynamo Camp. «Senza contare che condividere l'esperienza con
coetanei che hanno problematiche simili serve a fare amicizie e a ritrovare se stessi. Con benefici
permanenti». Grazie anche ai pattinatori colorati di Kiehl's.
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Foto: Insieme Un operatore e un bambino in arrampicata a Dynamo Camp
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Il progetto di Kiehl's
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Cure per disabili e la giornata anti violenza L'impegno di BioNike (al di là dei cosmetici) Lavoro Da anni il
brand dà un sostegno concreto ai ragazzi facendo confezionare prodotti
Letizia Rittatore Vonwiller
Le strategie aziendali di marketing sono infinite. Punta su due asset BioNike, marchio di ICIM International,
che da più di 80 anni realizza prodotti dermocosmetici, la valorizzazione del patrimonio artistico (ha
sponsorizzato mostre come Giovanni Boldini, Tiziano, Frida Kahlo, Amedeo Modigliani, Matisse) e i progetti
di responsabilità sociale. «Abbiamo notato che dal punto di vista dell'immagine il brand, se viene associato
a valori positivi e offre un riferimento condiviso, ha solo dei vantaggi. Le consumatrici, a parità di qualità e
prezzo, sono più propense a comprare i nostri prodotti», dichiara Lorella Coppo, amministratore delegato di
BioNike. «Per quanto riguarda la comunicazione su giornali e riviste, poi, la resa è doppia, perché si ha un
ritorno redazionale sia nelle rubriche di bellezza sia nelle pagine di cronaca».
In linea con lo spirito del marchio - che realizza per le pelli sensibili prodotti acquistabili in farmacia secondo
la «Filosofia dei Senza», senza conservanti, senza profumo ecc. - è Fare X Bene, onlus guidata da Giusy
Laganà, che si occupa di accogliere e sostenere le vittime di abusi e violenze di genere e organizza nelle
scuole corsi di prevenzione contro le violenze di genere, bullismo e cyber bullismo. Nel 2014, con la
collaborazione di BioNike, Fare X Bene ha dato vita a Pagina Bianca, una performance pubblica di
sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, in cui passanti e sostenitori scrivevano un messaggio di
pace e solidarietà con vernice e pennelli su un telo bianco di 3.000 mq, steso in piazza Duomo, a Milano.
Da allora l'avventura si ripete ogni anno e in altre città. In questo momento il tour si sta svolgendo in molte
piazze italiane: il 19 novembre sarà a Napoli, poi Firenze, Trani, Roma. «Il nostro contributo, oltre a quello
di essere sponsor, è anche di fungere da cassa di risonanza per le associazioni no profit che hanno
bisogno di farsi conoscere», sottolinea Coppo. Come La Nostra Famiglia di Maria Pia e Roberto Zanchini,
che da 70 anni si occupa della cura e della riabilitazione di bambini e adulti disabili. Proprio a questa onlus,
BioNike, con cui condivide l'amore per la famiglia, il desiderio di aiutare chi è meno fortunato e il costante
interesse per la ricerca, offre da 20 anni un impegno concreto, dando lavoro ai giovani, ospiti della sede di
La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, vicino a Lecco. «Ci confezionano alcuni prodotti, come la linea del
contorno occhi. Impiegano più tempo nella consegna perché non usano le macchine e fanno tutto a mano,
ma sono precisi e bravissimi», sottolinea Coppo che ci tiene anche dare visibilità a una grande innovazione,
realizzata dalla sezione di ricerca di La Nostra Famiglia, l'istituto scientifico Eugenio Medea, l'unico
riconosciuto per le problematiche in età evolutiva.
La descrive Massimo Molteni, responsabile della clinica e della ricerca in Psicopatologia: «Si tratta di
un'app, un gioco da fare a casa con i genitori, che è uno strumento terapeutico nella riabilitazione della
dislessia. Il funzionamento, monitorato a distanza, è semplice: quando il bambino cattura un dolcetto, di cui
va ghiotto il dinosauro Tachidino, compare per brevissimo tempo una parola. Difficoltà dei vocaboli e tempo
di visualizzazione sullo schermo variano in base a parametri personalizzati, così da allenare le aree del
cervello che hanno maggiori difficoltà e migliorare le capacità di lettura». La versione base di Tachidino è
free (www.tachidino.com). Persino un videogame può aiutare i più fragili, e quindi tutti noi.
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Da sapere
Lunedì 28 novembre BioNike, a fianco di ABM - Amici del Bambino Malato Onlus -partecipa, donando
alcuni prodotti per la lotteria, a una serata benefica (all'Hotel Diana Majestic di Milano ) a sostegno dei
piccoli pazienti della Clinica de Marchi di Milano
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La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Dai bambini alle donne Il bello è buono
10/11/2016
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
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(2.000 mq), realizzata in una strada ( foto Luca Lo Bosco )
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La chimica taglia del 62% le emissioni di gas serra
Il 45% dei rifiuti prodotti dal settore viene riciclato COMPETITIVITÀ Il presidente Puccioni: «Una chimica
forte e competitiva produce sviluppo sostenibile lungo tutta la filiera produttiva»
Cristina Casadei
pLa raccoltae la produzione di informazioni è costosa, ma ripaga molto. Ha un costo iniziale, ma se
affiancataa strumenti informatici può avere un costo decrescente e può appoggiare i processi decisionali.
Da qualunque parte si guardi la ricerca di dati, per il Commissario straordinario dell'Inail, il professor
Massimo De Felice, non se ne può che ricavare utilità. Come quella del rapporto Responsible Care, arrivato
alla sua 22esima edizione. Un grande lavoro spiegano le imprese chimiche coinvolte (165 per l'ultima
edizione) visto che richiede la raccoltae l'analisi di molte informazioni su temi che vanno dalla salutee
sicurezza, all'impatto ambientale al welfare. Ma anche una preziosa raccolta di dati che permette di capirei
passi avanti, le evoluzioniei miglioramenti in un settore che ha avuto un passato remoto non sempre
gloriosoe che ancora, forse, faticaa trasferire all'opinione pubblica i passi avanti fatti per la sostenibilità
ambientalee per la sicurezza. Per esempio non molti sanno che dal 1989 ad oggi la chimica ha ridotto del
95% le emissioni inquinanti in atmosferae di oltre il 75% quelle negli scarichi idrici. O ancora che l'industria
chimica in Italia ha ridotto del 62% le emissioni di gas serrae migliorato la propria efficienza energetica del
50% ed ha già superato gli obiettivi indicati dall'Unione europea,a livello europeo, per il 2020e per il 2030. Il
concetto di Sviluppo Sostenibi- le è il filo conduttore del 22esimo Rapporto annuale Responsible Care che si
struttura attorno alle tre dimensioni dello Sviluppo Sostenibile, identificate attraverso la formula
anglosassone delle3p ossia people, planet, prosperity. Trep che poia cascata ricadono su tutto il
manifatturiero visto chei prodotti della chimica costituiscono le materie prime di innumerevoli settori a valle
e rappresentano quindi una soluzione per le imprese manifatturiere che intendano migliorare le proprie
prestazioni, in un'ottica di sostenibilità orientata al nuovo paradigma dell'economia circolare. Tra l'altro il
compartoè già fortemente orientato allo sviluppo dell'economia circolare: circa il 45% dei rifiuti prodotti
viene riciclato, recuperatoo riutilizzato per il ripristino ambientale. «Un'industria chimica fortee competitiva
produce sviluppo sostenibile anche lungo tutta la filiera produttiva, con un impatto decisivo per tutto il
sistema manifatturiero»,osserva il presidente di Federchimica Cesare Puccioni. «I prodotti della chimica,
prevalentemente intermedi, sono in grado di trasferire ai settori a valle tecnologia, innovazione e
sostenibilità ambientale; in una parola sola, competitività». Ma la sostenibilità per i chimici è anche un
elemento di forte coesione tra le parti sociali: «Il più delle volte- continua Puccioni- siamo stati fortemente
innovativie all'avanguardia anche attraverso scelte di Responsabilità Sociale condivise nella contrattazione
e presenti anche nell'ultimo rinnovo contrattuale». In concreto le imprese aderentia Responsible care
spendono in media ogni anno oltre il 2% del proprio fatturatoe destinano oltre il 20% dei propri investimenti
ad ambiente, sicurezzae salute. A proposito di questi ultimi due temi, nelle imprese aderentia Responsible
Care, dal 2010 al 2015, l'indice di frequenza degli infortuni denunciati siè ridotto del 32,3%. Mediamente
oltre il 20% degli infortuni avviene in itinere (di cui oltre l'85% sui mezzi di trasporto). L'industria chimica
inoltre ha una prestazione migliore del 31,3% rispetto a quella dell'industria manifatturiera nel suo
complesso. Ieri è stato ricordato anche il protocollo che Inaile Federchimica hanno sottoscritto nel giugno
del 2016 per sviluppare la cultura della sicurezza sul lavoro e realizzare iniziative per ridurre
sistematicamente gli eventi infortunisticie le malattie professionali. «Dieci anni fa Inail e Federchimica
hanno iniziato una collaborazione strutturata che ha portato alla sigla di due protocolli d'intesa che
testimoniano la notevole sensibilità rispetto al tema della salutee sicurezza», osserva De Felice. Sensibilità
che si vede anche nei tempi molto veloci di applicazione, certamente non paragonabili a quelli degli
apparati burocratici, visto che il protocollo è stato firmato lo scorso giugnoe c'è già stata una prima riunione
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Industria. Federchimica presenta la nuova edizione del rapporto Responsible Care
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operativa del comitato paritetico. De Felice auspica che «i piani di attività congiunta tra Inail e Federchimica
diano un esempio di concretae virtuosa collaborazione. È una sinergia che ha richiesto alle imprese
attenzioni e investimenti, ma ha portato vantaggi socialie economici, la riduzione degli infortuni, in numero e
gravità, e ha permesso alle imprese della filiera chimica di accedere alla riduzione del premio di
assicurazione».
LA PAROLA CHIAVE
Responsible Care 7 Responsible Careè il programma volontario di promozione dello Sviluppo Sostenibile
dell'industria chimica. Le parole chiave sono: Sicurezza, Salutee Ambiente. Il programma impegna le
imprese aderentia realizzare la propria attività nel quadro di un miglioramento continuo delle prestazioni
Percorso virtuoso I benefici dell'accordo Inail - Federchimica per le imprese Responsible Care / numero
infortuni denunciati 958 889 869 832 1° Accordo 821 Fonte: Federchimica - Responsible Care 733 677 606
542 543 493 2° Accordo 449 429 429 Nuovo protocollo d'intesa 347 Nd 2013 2014 2015 2016 2012 2011
2010 2009 2008 2007 2006 2005 2004 2003 2002 2001
Le best practices
SANOFI
YARA ITALIA
GRUPPO BRACCO Il gruppo Braccoè stato premiato per il dialogo tra le parti sociali aziendali che negli
anni hanno dato risposte alle esigenze dei lavoratori. Nel 2009è stato lanciato il progetto Welcome welfare
to work, una piattaforma di welfare aziendale che fornisce soluzionia capitoli come il life counseling online,
la formazionee lo studio peri dipendentiei loro figli con flessibilità di orarioe sostegni economici, le vacanze
studioe il family care peri lavoratori che, per esempio, devono affrontare problemi di salute di genitori
anzianio di figli disabili, la medicina preventivae la carta famiglia che consente di effetturare in un centro
convenzionato visite specialistiche ed esami diagnostici. Sanofi è stata premiata per l'attenzione al
benessere dei dipendenti come dimostrato dal Piano di welfare integrativo, My flexible benefits. Il piano
prevede un accantonamento per tutti i dipendenti che può essere impiegato per iniziative di sostegno al
reddito come i buoni carburante e i buoni spesa, le spese per l'istruzione dei famigliari tra cui anche
l'acquisto dei testi scolastici, le gite didattiche, i corsi di lingue e i servizi di baby sitting, ma anche
l'integrazione della Previdenza complementare, dell'Assistenza sanitaria integrativa, e il contributo per le
spese per assistenza ai figli minori e ai famigliari anziani Yara Italiaè stata premiata per il progetto Safe by
choice. L'aziendaè sempre stata determinataa raggiungere l'obiettivo zero incidenti attraverso scelte
consapevoli improntate alla sicurezzae comportamenti proattivi da parte di tutti. In particolare nel 2016è
stato creato un sistema strutturato di Comitati di sicurezza la cui mansione principaleè l'identificazione del
modo di lavorare Safe by choicee dare suggerimenti per migliorare. Il modo di lavorare ispirato da Safe by
choiceè il risultato di quanto emerso dal basso. Gli stessi Comitati di sicurezza rappresentano l'evoluzione
delle riunioni di reparto allargatea Rsue Rlssa.
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Ciccarelli amplia e rinnova il marchio Pasta del Capitano
Marika Gervasio
pFarmaceutici Dottor Ciccarelli rinnova il marchio Pasta del Capitano. Nuovo packaging e, soprattutto,
nuove formulazioni per il dentifricio inventato tra la fine dell'800 e i primi anni del 900 dal farmacista
Clemente Ciccarelli a Cupra Marittima, nelle Marche. «Abbiamo rinnovato la veste grafica e ampliato la
gamma con cinque dentifrici specifici: sbiancante, protezione totale, denti sensibili, protezione gengive e
alito fresco» racconta Marco Pasetti, presidente e amministratore delegato di Farmaceutici Dottor Ciccarelli,
discendente di Nicola Ciccarelli, fondatore dell'azienda che negli anni 50-60 trasferisce uffici e sede di
produzione a Milano. Un progetto ambizioso per Pasta del Capitano, che vale il 50% dei ricavi totali
dell'azienda, seguito da Cera di Cupra (35%) e dai marchi che si vendono in farmacia (15%), come
Timodore e Dottor Ciccarelli. E che dovrebbe contribuire a far crescere il fatturato del 20% nel 2017,
rispetto ai 30 milioni previsti per quest'anno, assieme alle novità legate a Cera di Cupra che saranno
presentate a febbraio e allo sviluppo sui mercati esteri. «Siamo un'azienda storica aggiunge Pasetti - che è
sempre in movimento. Abbiamo un nostro laboratorio di ricerca e lo stabilimento produttivo a Milano con 68
dipendenti e siamo presenti in 70 Paesi, oltre all'Italia, dove realizziamo circa 3,5 milioni di fatturato, in
aumento del 30% rispetto al 2015. E per il 2017 pensiamo di crescere di un ulteriore 20%». E conclude: «Il
nostro mercato principale è la Cina seguito dai Paesi balcanici e dalla Grecia. Quest'anno abbiamo preso
contatti con Corea del Sud, Russia, Ucraina, Arabia Saudita, Spagna e Polonia. Il nostro showroom
milanese durante l'Expo ci è servito da vetrina per gli stranieri. Abbiamo creato Cera di Cupra Milano e
Pasta del Capitano 1905 che sono linee premium per l'estero e che stiamo proponendo anche nelle
farmacie italiane. In particolare prevediamo incrementi di fatturato in Cina, grazie a Pasta del Capitano
1905 rivolta a un target medio-alto specifico per quel mercato».
Foto: Al vertice. A sinistra Marco Pasetti, presidente e ad di Farmaceutici Dottor Ciccarelli. Sopra il nuovo
dentifricio per denti sensibili Pasta del Capitano
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Cosmetica. Ricavi 2017 previsti a +20%
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Mittel conquista le residenze Zaffiro
Laura Galvagni
pMittel mette a segno la prima acquisizione targata Rosario Bifulco. La holding, che giusto un anno fa è
passata sotto la guida del managerimprenditore, ha acquistato il 75% di Zaffiro, gruppo attivo nel settore
sanitario assistenziale. Il restante 25% è rimasto nelle mani di uno dei soci storici, il dott. Gabriele Ritossa,
che è stato anche nominato amministratore delegato dell'azienda. La transazione è avvenuta a un prezzo
di 21,5 milioni di euro, incluso un finanziamento ponte da 8 milioni e rappresenta il primo tassello del più
ampio progetto di trasformazione di Mittel in un polo del life science. «Zaffiro ha le caratteristiche che
cercavamo, ha i giusti requisiti economici-finanziari e la dimensione ideale», ha commentato Bifulco in un
colloquio con Il Sole 24 Ore. L'azienda, fondata nel 1992 dai dottori Gabriele Ritossae Riccardo del Sabato,
opera nel comparto sanitario assistenziale, offrendo servizi di Long Term Care (assistenza a lungo termine)
a pazienti anziani non autosufficienti o con gravi patologie. In tutto conta otto strutture- quattro in Friulie
quattro nelle Marche - per un totale di circa 900 posti letto,e un fatturato atteso per il 2016 di circa 24 milioni
a fronte di un ebitda di 4 milioni. «È il punto di partenza per realizzare un adeguato piano di crescita.
Vogliamo costruire un gruppo dalle dimensioni importanti, fino ai 100 milioni di fatturato e disponiamo del
know how per farlo», ha sottolineato l'amministratore delegato di Mittel. E in effetti, non va dimenticato che
Bifulco in passato ha progettato e sviluppato Humanitas, uno degli ospedali più avanzati in Europa. Zaffiro
diventerà dunque la piattaforma sulla quale costruire «un processo di aggregazione di altre realtà locali
operanti nel settore sanitario assistenziale, con l'obiettivo di divenire, nel corso dei prossimi anni, un punto
di riferimento nel settore». Il tutto potrà concretizzarsi anche attraverso l'acquisizione di singole strutture
piuttosto che tramite il cambiamento della destinazione d'uso di immobili indirettamente nel perimetro. Il
tempo, in questo caso, non gioca contro. Anzi: «Zaffiro ha le caratteristiche per essere una partecipazione
di lungo periodo», ha sottolineato ancora Bifulco. Il manager, come è noto, è da un anno ormai alla guida
della holding e ha avviato un impegnativo piano di ristrutturazione che sta dando i primi frutti. L'idea era,
nell'arco di piano, di recuperare fondi di vario tipo per un ammontare complessivo di 300 milioni, ad oggi
Mittel è tornata "in possesso" di 80 milioni. Nel mentre, ha avviato una rilevante politica di contenimento dei
costi.E più recentemente ha stretto un accordo con Ethica Corporate Finance, attraverso l'integrazione
delle rispettive attività nel settore del debt advisory.
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Holding. Bifulco lancia il piano life science
10/11/2016
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Cosa farà Trump
Stop al patto sul clima e muro anti migranti arriva il colpo di spugna
FEDERICO RAMPINI
NEW YORK. «La nostra non è stata una campagna elettorale, ma un grande movimento.
Da oggi i dimenticati non lo saranno più», ha detto ieri Donald Trump. E poi: «Sarò il presidente di tutti»,
aveva promesso subito dopo il voto. Ma Donald Trump cambierà l'America. Lo ha annunciato e lo farà.
Continuare a sottovalutarlo sarebbe un errore. Del resto il 60% degli americani considera Trump
"impreparato" e tuttavia l'80% desidera "un cambiamento". Trump deve soddisfarli. È vero che il presidente
ha poteri limitati, molto vasti in politica estera, ben più ridotti all'interno del paese dove il Congresso e i
singoli Stati prevalgono. Ma Trump ha permesso ai repubblicani di conservare la maggioranza a Camera e
Senato, il partito è nelle sue mani, e lui farà nomine decisive alla Corte suprema. È un pragmatico, si
concentrerà sulle promesse essenziali, ma nessuno s'illuda che dica "avevo scherzato": non lo fece
neppure in campagna elettorale quando tutti gli consigliavano di essere "meno Trump". Limiti
all'immigrazione e protezionismo commerciale sono i temi forti che lo hanno fatto vincere; su quelli sarà
giudicato. Poi: meno ambientalismo. Più poteri alla polizia. Da Putin alla Nato, anche in politica estera si
apre una nuova pagina. Il suo modello ideale sarà Ronald Reagan, anche se i nemici di oggi (come l'Isis)
sono più sfuggenti dell'Urss di una volta.
Il Muro è il simbolo di una nazione che vuole il controllo sulla composizione etnica. Non va preso alla
lettera, Trump ne ha parlato meno nell'ultima fase. Un pezzo di fortificazione al confine San Diego/Tijuana
esiste già e potrebbe essere ampliato parzialmente. Ci sarà un aumento nelle espulsioni di stranieri senza
permesso di soggiorno, già in atto del resto sotto Obama. Difficile arrivare ai 6 milioni di espulsioni di cui ha
parlato talvolta: ci vorrebbe una militarizzazione del paese, con ricadute imprevedibili sui settori economici
che dipendono dal loro lavoro.
Se alza i dazi doganali sulle importazioni si scontrerà con le regole del Wto. Ma Trump s'inserisce in un
trend mondiale di rigetto della globalizzazione e lo rafforzerà. Al Congresso avrà qualche problema con i
suoi, nel partito repubblicano le lobby confindustriali sono le principali beneficiarie dei grandi trattati. Però
troverà una sponda nella sinistra democratica alla Bernie Sanders. Più di tutti ha da perdere la Cina, il
Congresso già voleva punirla per manipolazione competitiva della valuta. Con le multinazionali che hanno
delocalizzato lui userà la carota anziché il bastone: una sorta di maxicondono per il rientro dei capitali, con
un prelievo fiscale ridotto al 10%. Reaganismo fiscale. Tre sole aliquote d'Irpef federale a 33%, 25% e 12%
rispettivamente (oggi la massima è 39,6%). Abbattimento dal 35% al 20% dell'imposta sugli utili societari.
Eliminazione della tassa di successione. L'idea è che lasciare più soldi in tasca ai ricchi aumenterà gli
investimenti e quindi l'occupazione. I repubblicani sono con lui. Più problematico è il suo piano di maxiinvestimenti per ammodernare le infrastrutture, con creazione di «molti milioni di posti». Un boom nel deficit
e debito pubblico non piace ai falchi conservatori. Ma può trovare alleanze a sinistra nel Congresso.
La riforma sanitaria di Obama fin dall'inizio ha compattato l'ostilità della destra e contribuì alla nascita del
Tea Party. È una battaglia di bandiera, popolarissima nella base repubblicana, Trump dovrà farla e avrà i
voti al Congresso. Del resto la riforma è piena di difetti, a riprova il maxi-aumento (+25%) nelle tariffe
assicurative di quest'anno. Però bisogna offrire qualcosa ai 20 milioni di americani che con quella legge per
la prima volta hanno avuto una polizza per le cure mediche.
Non ha mai presentato un progetto alternativo, ma la sua vaghezza gli lascia aperte tutte le opzioni.
È schierato con Big Oil senza riserve.
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"I dimenticati non lo saranno più, sarò il presidente di tutti" E nelle sue mani avrà anche Congresso e Corte
suprema
10/11/2016
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Vuole ripudiare i limiti di Obama alle trivellazioni marine e agli oleodotti col Canada. Vuole cancellare i
divieti locali contro il fracking (trivellazioni orizzontali e altre tecnologie per l'estrazione di petrolio e gas).
Rilanciare il carbone per le centrali.
E soprattutto ha promesso di stracciare gli impegni presi con l'accordo di Parigi. Il partito repubblicano lo
appoggia senza riserve, avrà la strada spianata. Salvo resistenze a livello locale in Stati di sinistra come
California e New York.
È agli antipodi del movimento BlackLivesMatter. Alle proteste razziali oppone il ripristino di "Law and
Order", legge e ordine. È favorevole alle carceri private, vuole la condanna a morte per chi uccide un
poliziotto, è contrario alle videocamere in dotazione agli agenti per documentare eventuali abusi. Ma questo
è un terreno dove il presidente conta poco, la polizia è sotto l'autorità di governatori, sindaci, sceriffi e
normative locali. Può invece designare alla Corte suprema un giudice che s'impegna a difendere
l'interpretazione più oltranzista del Secondo Emendamento sul diritto alle armi.
Non ha mai articolato una politica mediorientale, giustificandosi col fatto che «non si anticipano al nemico i
propri piani». A parte un vago accenno a sequestrare anche i pozzi petroliferi iracheni, la sua attenzione si
è concentrata soprattutto sul fronte interno: come impedire che i terroristi islamisti entrino in America. La
sua proposta va dai «controlli rafforzati all'ingresso» per chi viene da paesi a rischio, fino agli «esami di
religione». Questi ultimi sarebbero incostituzionali oltre che facilmente aggirabili dai veri terroristi. Idem per
l'uso della tortura da parte delle forze armate, anche quello illegale.
Il presidente russo, anche lui grande vincitore di queste elezioni, potrebbe essere ricompensato con la fine
delle sanzioni sull'Ucraina e la riammissione al G7 (che tornerebbe G8). Ai paesi europei della Nato, così
come al Giappone e alla Corea del Sud, Trump ha promesso di far pagare i costi della loro difesa. La
lamentela americana sulle insufficienti spese militari degli alleati è antica e bipartisan. La novità è che si
sovrappone a un disgelo con Putin, dalle conseguenze ancora imprevedibili sugli equilibri strategici in
Europa, a cominciare da Paesi Baltici e Polonia.
LA SQUADRA GIULIANI NEL TEAM Prime indiscrezioni sullla squadra che Trump metterà in piedi alla
Casa Bianca. Tra i favoriti (in foto dall'alto in basso): l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, l'ex
speaker della Camera Newt Gingrich e il governatore del New Jersey, Chris Christie 1. IMMIGRAZIONE
"Costruiremo un Muro e chi vorrà entrare dovrà farlo legalmente. Il Messico pagherà la costruzione. Gli
immigrati illegali devono andarsene" (21 AGOSTO 2016) 2. GLOBALIZZAZIONE "Non credo nel libero
commercio, credo nel commercio intelligente, quello in cui vinciamo noi.
Rinegozierò il Nafta (mercato unico con Canada e Messico) boccerò gli altri trattati negoziati da Obama"
(28 GIUGNO 2016)
3. LAVORO E TASSE "Sarò il presidente più generoso per l'occupazione che Dio abbia creato" (8
AGOSTO 2016)
4. SANITÀ "Abrogheremo Obamacare. Lo sostituiremo con qualcosa di molto meglio" (16 AGOSTO
2016)
5. AMBIENTE "Il cambiamento climatico è un'invenzione dei cinesi per renderci meno competitivi.
Questa bufala deve finire" (22 MARZO 2016)
6. QUESTIONE RAZZIALE POLIZIA, ARMI "I nostri agenti sono maltrattati e incompresi" (10
dicembre 2015).
"Nominerò un giudice che difenda il diritto alle armi" (18 MAGGIO 2016)
7. SIRIA E ISIS "Farò a pezzi lo Stato Islamico. Bombarderò i pozzi petroliferi con cui si finanzia. Ma
non invierò le nostre truppe"
(13 GIUGNO 2016)
8. PUTIN "Lui ha detto che sono un genio. Non sarebbe bello andare d'accordo e unire le nostre
forze per schiacciare l'Isis?"
10/11/2016
Pag. 3.4.5
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(29 LUGLIO 2016)
I GIORNALI LE PRIME PAGINE Tutte le testate internazionali hanno sottolineato la vittoria inaspettata del
tycoon. Da "Trump Trionfa" del New York Times ai commenti più duri di El Pais e di Le Monde: "Gli Usa in
mano al populismo aggressivo di Trump" e "Ha vinto la rabbia"
LE TAPPE
L' ELEZIONE Il presidente e il vicepresidente Usa vengono nominati dal Collegio elettorale, formato dai 538
grandi elettori, il lunedì dopo il secondo martedì di dicembre (quest'anno è il 19) IL CONTEGGIO DEI VOTI
Il 6 gennaio, il Congresso si riunirà in seduta congiunta per conteggiare i voti arrivati dai vari centri federali.
I grandi elettori infatti non si riuniscono tutti insieme, ma divisi per Stato LA CERIMONIA Il passaggio di
consegne definitivo avverrà il 20 gennaio. Il nuovo presidente giurerà nelle mani del presidente della Corte
Suprema e poi farà il discorso d'insediamento
www.cnn.com www.usatoday.com PER SAPERNE DI PIÙ
Foto: CON I FAN Donald Trump incontra i suoi sostenitori prima del discorso di accettazione FOTO: ©
CHIP SOMODEVILLA/GETTY
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Bene le armi, soffre la Corea del Sud e Wall Street tocca un altro record
a cura di Andrea Greco Vittoria Puledda
La prima seduta con l'effetto Trump sui mercati è in chiaroscuro. Dal panico iniziale in Asia ed Europa, con
la corsa a beni rifugio come l'oro, s'è passati alla fiducia selettiva: se il presidente farà ciò che dice, per
qualcuno saranno soldi. Così il classico riflesso di fuga dal rischio della mattina, che aveva rafforzato l'euro
e lo yen sul dollaro e portato acqua nei porti sicuri come i Bund tedeschi (meno i Btp), è rientrato.
Il dollaro è risalito, il Dow Jones ha chiuso a +1,54% toccando il record di 18.650 punti e il rendimento del
T bond è salito come non faceva (in un solo giorno) dal 2007, al 2,05%. Ma se la globalizzazione farà veri
passi indietro, i mercati non gioiranno. «L'unica certezza che rimane agli investitori è una crescente
incertezza», scrive ai clienti Intermonte.
IN CRESCITA Difesa e prigioni private L'abolizione dei tetti di spesa ai piani per la Difesa e
l'ammodernamento dell'apparato militare Usa sono tra le prime mosse che si attendono dal neo-presidente.
Non a caso in Italia ieri c'è stato l'immediato balzo in avanti di Leonardo-Finmeccanica (+7,6%), che vanta
da tempo rapporti più che consolidati con gli Stati Uniti, mentre Lockheed Martin e Bae System, ad
esempio, sono salite più del 6%.
Anche le prigioni private sono tra i settori beneficiati da Donald Trump.
L'amministrazione Obama infatti nell'agosto scorso aveva annunciato l'intenzione di ridurre il numero dei
penitenziari gestiti da privati e, a scadenza, di non rinnovare le licenze. Tutti si aspettano che Trump si
muova sul versante opposto, confermando quello che ha più volte anticipato in campagna elettorale. Nelle
prigioni private è ospitato l'8,7% dei prigionieri negli Usa; un numero importante è rappresentato da
immigrati clandestini in attesa di espulsione. Le prigioni private sono un tradizionale cavallo di battaglia dei
repubblicani.
Farmaceutica L'addio all'Obamacare, come viene chiamato il set di misure in campo sanitario fortemente
voluto dal presidente uscente (l'Affordable care act) viene considerato una certezza. Obama aveva esteso,
dopo aver affrontato grosse difficoltà all'interno del Congresso, la copertura sanitaria a 20 milioni di
americani in condizioni disagiate: Trump ha dichiarato che intende abolire quel complesso di norme, anche
se non è chiaro come procederà. Più sfumato è l'atteggiamento che il presidente terrà nei confronti dei
prezzi dei farmaci: Hillary Clinton era stata molto più dura in campagna elettorale e si era apertamente
scagliata contro rincari considerati in alcuni casi scandalosi.
Difficilmente con Trump si assisterà a tagli significativi dei prezzi delle medicine.
Ma proprio la prospettiva di perdere la copertura sanitaria, da parte di una fetta della popolazione, ha
indebolito i valori delle strutture ospedaliere quotate e gettato qualche preoccupazione anche sulle
assicurazioni: si teme infatti che le polizze sanitarie possano subire rincari che allontanino una parte di
assistiti.
Petrolio e gas Il settore petrolifero è tra quanti dovrebbero più guadagnare con la nuova leadership alla
Casa Bianca, per due ragioni. La prima di carattere geopolitico: ogni mossa poco composta di Trump sullo
scacchiere aumenterebbe le tensioni internazionali, e con esse i prezzi del greggio (in campagna elettorale
il magnate ha detto di voler limitare la produzione che ingolfa i prezzi, e criticato l'accordo internazionale
con l'Iran che riaprirà la via dei mercati alle riserve di Teheran).
L'altro motivo di speranza per i petrolieri è circoscritto a quelli a stelle e strisce: Trump è grande sostenitore
- ricambiato - della lobby degli idrocarburi da scisto (shale oil & gas), che ha reso autonomi gli Usa
nell'energia ma finanziariamente è in ginocchio dopo due anni di prezzi sotto i 50 dollari. Quest'anno circa
60 società nel segmento sono fallite e i pozzi si sono ridotti a un terzo, con un milione di barili in meno. Se
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Chi guadagna Chi perde
10/11/2016
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Trump darà nuovi indiscriminati permessi di ricerca potrà risalire la produzione, a danno dei prezzi. Le
italiane del settore come Eni, Saipem e Tenaris sorridono in Borsa: ma se poi cala il dollaro anche i loro
ricavi lo faranno.
Costruzioni e grandi opere Per far grande l'America il neo presidente Donald Trump partirà proprio dalla
spesa per le infrastrutture e le grandi opere: «Stiamo andando a rilanciare i nostri centri urbani e ricostruire
le nostre autostrade, ponti, gallerie, aeroporti, scuole, ospedali. Stiamo andando a ricostruire le nostre
infrastrutture. E permetteremo a milioni di persone di lavorare per ricostruirle», ha dichiarato nel suo primo
discorso da presidente. Gli effetti si sono visti subito sui mercati, dove sono saliti tutti i titoli interessati.
Anche in Italia ci sono state reazioni immediate, con Buzzi che ha guadagnato il 7,9% a Piazza Affari (ha
otto stabilimenti negli Stati Uniti e realizza lì un fatturato di quasi 1,1 miliardi su 2,6 complessivi). Salini, che
Oltreoceano ha una società che si chiama Lane industries (costruzioni di autostrade e asfalto) è salita
invece del 7,7%. Anche a Francoforte si scommette sul settore e infatti Heidelbergcement è cresciuta del
4,4% mentre a Parigi ha corso forte Lafarge (+4%). IN DIFFICOLTÀ Settore auto Nel settore dell'auto le
misure protezionistiche di Trump, in particolare i possibili dazi di importazione dal Messico (si è parlato di
un 30%, ricorda Mediobanca in un suo studio) sono viste con particolare apprensione dalle numerose case
che hanno stabilimenti importanti nel paese latino-americano. Recentemente Trump ha criticato la Ford,
che aveva annunciato un piano per spostare le produzioni delle vetture più piccole dagli Stati Uniti al
Messico nei prossimi tre anni (ma ha già una produzione in loco). Complessivamente, le quattro ruote
occupano, senza contare l'indotto, un milione di persone negli Usa. Volkswagen, Bmw, Daimler, Toyota e
l'americana Gm hanno impianti in Messico, oltre all'italiana Fca (che ieri in Borsa ha perso il 2,2%, come
molti altri titoli del settore in Europa). Nel comparto automotive - spiega ancora Mediobanca - c'è poi il
rischio di interruzioni alla catena delle forniture, se i flussi commerciali tra Usa e Messico entrassero in crisi.
Brembo, nota la banca d'affari, è esposta per il 30% agli Usa.
Lista nera per Messico e Sud Corea La Corea del Sud è tra i paesi più esposti al ritorno del protezionismo
chiesto da Trump. E a differenza della Cina, che ha ben altro potere politico e negoziale, le paure si sono
materializzate con un tonfo della valuta e del 2,25% sull'indice Kospi, sui minimi da quattro mesi per il
ribasso dei grandi esportatori Samsung e Hyundai Motor, che temono di dover pagare nuovi dazi. Il
governo di Seul si è allertato con un Consiglio di sicurezza nazionale e avviando ogni possibile misura «per
fornire al mercato finanziario la liquidità necessaria». Altro paese sulla lista nera è il Messico, dove Trump
sogna «un grande muro al confine meridionale», per giunta pagato dai vicini di casa. Il presidente ha
promesso tolleranza zero per i clandestini che cercheranno di entrare negli Usa: e per ora è preso sul serio.
Il peso messicano è crollato di oltre l'11% sul dollaro, che ha anche violato la soglia psicologica dei 20
pesos; la Borsa locale ha aperto in calo di oltre il 3%. Tra i titoli peggiori in Europa del resto la grande
banca spagnola Bbva, che ricava dalla controllata messicana Bancomer circa metà dei profitti e ieri ha
perso il 5,7%.
Green economy e rinnovabili «L'energia eolica è costosa e ammazza tutti gli uccelli, quella solare si ripaga
in troppo tempo». Con questo slogan non c'è da stare allegri per i produttori di energie verdi, su cui Obama
invece aveva puntato forte nei primi anni del mandato. In Borsa la reazione è stata univoca: Vestas,
produttore di pale eoliche leader mondiale, ha perso il 7%, e ancor più alla vigilia per i timori sulle sue
attività Usa sussidiate dal governo. L'italiana Enel, che con Green Power ha aperto molti impianti negli Usa
su varie fonti rinnovabili, ha nel paese circa il 3% dei suoi margini, e a Piazza Affari ha perso il 2,3%. Anche
la spagnola Gamesa e Siemens, che progettano una fusione nel settore turbine a vento, si sono
deprezzate. Il fatto è che il magnate ha zero considerazione dei temi ambientali, come ha dimostrato
criticando l'accordo Cop21 di Parigi, da poco ratificato da 175 paesi (tra cui gli States) per mettere il gas al
centro della produzione elettrica e contenere le emissioni. Il magnate rimpiange invece le centrali a
carbone, ma rilanciarle sarà difficile per ragioni di prezzo.
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Banche e assicurazioni Gli istituti di credito sono le aziende più sensibili alle turbolenze di mercato, e così
è stato ieri mattina. Anche a Piazza Affari dove Mps e Unicredit hanno in agenda aumenti di capitale
miliardari nelle prossime settimane e non hanno certo bisogno di volatilità aggiuntiva sui listini; ma il tonfo
delle banche italiane si è colmato in breve. Reazioni emotive a parte il vero banco di prova per la finanza
sarà la politica dei tassi di interesse, che negli Usa sono ripartiti dopo anni a zero, azzerando i margini sui
prestiti alla clientela. Ma se Trump affossa il previsto rialzo dei tassi Usa nella riunione Fed di dicembre, i
ricavi non ripartiranno. Incerto anche il futuro della banchiera centrale Janet Yellen, che scade nel 2018 e
criticata da Trump per la revisione rialzista della politica monetaria. Le banche europee più esposte ai tassi
Usa sono quelle con alta leva finanziaria come Credit Suisse, Deutsche Bank, Bnp Paribas. Anche le
assicurazioni, se non ripartono i tassi e il dollaro si deprezza, continueranno a soffrire: specie le più esposte
negli Usa come Zurich, Prudential, Aegon.
Rendimenti Btp
1,74%
45,72
1275$
Petr olio
Oro
New York
Dollaro Euro
Francofor te
Tokyo
Milano
1,0964
Dow Jones
Ftse -Mib
Dax
Nikkei
+ 0,84
0,91
+ 1,87
0,69
+ 1,56
+ 1,39
0,10
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"Lui mi ha insegnato a uscire dagli schemi merito suo se i pazienti ora
possono scegliere"
ELENA DUSI
ROMA. Siate trasgressivi, coltivate il dubbio e superate i dogmi, ha insegnato Umberto Veronesi ai suoi
allievi. A cogliere il messaggio pubblicato nella sua lettera di addio su Repubblica è stato fin dall'inizio della
carriera Franco Orsi, 52 anni, che nel 1994 fu voluto dal grande oncologo a dirigere quella che sarebbe
diventata la prima divisione di radiologia interventistica in Italia. «Ho la lettera di addio qui davanti a me. È
tutto il giorno che la rileggo con le lacrime agli occhi».
Come vi conosceste? «Dopo gli studi a Roma avevo iniziato a perfezionarmi in radiologia interventistica,
una disciplina di cui allora si parlava molto poco. Lui nella sua grande cultura ne aveva intuito le
potenzialità. Chiese consiglio al mio professore-mèntore, mi chiamò a Milano e mi affidò il compito di
sviluppare in Ieo la radiologia interventistica per l' oncologia».
Fu la rottura di un dogma? «Sì, perché è da 4mila anni che di fronte a un cancro si cerca di tagliare e
portare via. Noi invece, per alcune condizioni, otteniamo risultati uguali senza smontare i pazienti. Allora il
nostro lavoro era veramente di nicchia. E ancora oggi ci scontriamo spesso contro la lobby dei chirurghi,
degli universitari. E anche con la diffidenza dei pazienti». In che consiste il vostro lavoro? «Nell'inserire aghi
o piccoli cateteri nei vasi sanguigni con l'aiuto dell'imaging radiologico per raggiungere i tumori e
distruggerli. Le nostre tecniche sono molto poco invasive. Possiamo trattare i tumori di fegato, rene e
polmone con gli stessi risultati della chirurgia convenzionale. Il professor Veronesi, che leggeva di tutto e
non solo nel suo ambito di competenza, aveva capito che la radiologia interventistica era una strada per
cambiare lo status quo. L'ha voluta nel suo Istituto proprio per questo: era una persona colta, capace di
pensare a 360 gradi».
Anche lei è così? «Io sono una persona normale, lui era un fuoriclasse. Quel che mi ha lasciato dentro è
una grande energia e la consapevolezza che devo dimostrare giorno dopo giorno l'importanza del mio
lavoro. La nostra è una branca ancora molto trascurata dalla medicina consolidata. E se domani dovesse
arrivare una tecnica ancora migliore per i pazienti, sarò pronto a mettere in discussione tutto quello di cui
sono convinto oggi».
Non tutte le barriere sono state abbattute, si è rammaricato Umberto Veronesi. Lei quale vorrebbe
demolire? «Parto dall'assunto che informazione voglia dire libertà. Voglio che questa libertà sia concessa di
più ai pazienti. Mi piacerebbe che un medico che vede un malato con un tumore non gli suggerisse di
operarsi solo perché da sempre si fa così, ma gli proponesse anche l'alternativa della radiologia
interventistica, ove possibile. Oggi ai nostri trattamenti, che hanno il vantaggio di non essere invasivi, si
sottopone solo una piccola percentuale dei pazienti per i quali sarebbero indicati. Si tratta spesso di
persone con un'istruzione superiore alla media e con un lavoro che stimola la libertà di pensiero. Di fronte a
un medico che dice loro "dobbiamo togliere l'organo" hanno la capacità di guardarsi intorno, parlarne,
cercare alternative. Vorrei che informazione e libertà si estendessero di più fra i pazienti, oltre che fra i
medici».
E del senso del bene nella vita avete discusso insieme? «Il senso del bene è andare avanti, metterci
energia finché la vita c'è, anche se questo vuol dire lavorare 12 ore al giorno. Per me questo ha un
significato particolare. Nel 1985 ho avuto un incidente stradale. Ho ricevuto l'estrema unzione e passato un
anno in ospedale. Quando ho di fronte un paziente, so cosa vuol dire essere al suo posto. Non sfuggo al
suo sguardo. Anche se non riesco sempre a salvarlo, voglio tornare a casa la sera sapendo che in qualche
modo l'ho potuto aiutare».
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L'intervista. Franco Orsi, uno degli allievi "Mentre rileggo il suo testamento ho le lacrime agli occhi. Ha
rivoluzionato la medicina"
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APERTURA
Leggeva di tutto, anche al di fuori dal suo ambito: era capace di pensare a 360 gradi
Franco Orsi
LASCITI
Tanta energia Ma anche la voglia di mettermi sempre in discussione
Ai miei giovani medici ho sempre fatto una raccomandazione. Siate dubbiosi e siate trasgressivi, se
trasgredire significa andare oltre il limite del dogma o la rigidità della regola IERI SU REPUBBLICA
L'ultimo messaggio di Veronesi indirizzato ai colleghi più giovani e pubblicato ieri da Repubblica: un vero e
proprio testamento
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"Con i malati era tollerante così acconsentì a lasciarmi dieci sigarette al
giorno"
GIOVANNA CASADIO
ROMA. «L'avevo chiamato subito quando avevo saputo di essermi ammalata di cancro al polmone. Avevo
telefonato a Umberto Veronesi in amicizia e lui mi aveva confermato che l'oncologo, il professor Cortesi al
quale mi ero rivolta, e la sue équipe erano le persone giuste a cui affidarmi». Comincia con un ricordo
personalissimo, l'omaggio di Emma Bonino all'oncologo Veronesi.
«Non solo un medico, uno scienziato illustre, ma un uomo che prendeva in cura la persona, le sue fragilità
e che ha avuto per me parole fin troppo di elogio quando dissi "io non sono il mio tumore". Quelle sue
parole però mi hanno aiutata». Bonino sarà a Milano domani per l'addio a Veronesi. Bonino, quale era il
consiglio che le diede Veronesi quando lei si ammalò? «Umberto ebbe per me parole fin troppo di elogio,
perché scrisse in una lettera aperta "siamo tutti Emma...", apprezzando quel che dicevo ovvero che un
malato di tumore, non è la sua malattia ma sempre la donna e l'uomo di prima, con la sua libertà, i suoi
affetti, i suoi interessi...». Le offrì anche la presidenza della Fondazione Veronesi? «Ma io sono già
impegnata nella associazione Luca Coscioni, a cui Umberto era davvero molto vicino su tanti temi: dalle
unioni civili alla battaglia contro la legge 40».
Un grande oncologo e scienziato.
«Sì, ma vorrei che passasse non solo il messaggio di un grande medico di profonda umanità, che ha
saputo guardare alle persone, alle fragilità e ai punti di forza di ciascuno di noi e non solo alla parte malata.
Umberto era contro gli stereotipi».
Lei riuscì a ottenere dall'oncologo Veronesi di non smettere di fumare nonostante la malattia e durante il
lungo periodo della chemio? «Eravamo arrivati a un accordo: approvò con un sorriso, ma obtorto collo, che
non smettessi del tutto di fumare. Era tollerante rispetto alle debolezze altrui, fanno parte della persona.
Quindi acconsentì alla mia autolimitazione a dieci sigarette al giorno». Il "signore scostumato", come lei
chiama il tumore al polmone che l'ha colpita nel 2015, si è allontanato. Un allontanamento non è una
guarigione? «No. Non c'è più alla Tac, agli esami. Ma il microcitoma ha tendenze molto alte alla ricaduta».
Ha mai parlato con Veronesi della paura, della paura della morte? «No... ma abbiamo lottato per il
testamento biologico, l'eutanasia».
Veronesi diceva che un giorno sconfiggeremo il cancro? «Veronesi credeva nella libertà di ricerca
scientifica, nella ricerca sulle cellule staminali embrionali e questo è uno dei tratti che più ci hanno uniti: la
scienza come strumento di conoscenza e quindi la libertà di ricerca scientifica».
Cosa apprezzava di più di lui? «Di più ho apprezzato "altro". Voglio dire che spero non vada persa questa
sua profonda convinzione, che è anche la nostra di radicali, che il metodo scientifico è il metodo della
democrazia». In che senso? «Nel senso che la democrazia si muove sulle prove, parte dai fatti, riflette sulle
controprove, non procede per stereotipi, per emozioni di pancia, per suggestioni, per sentito dire. Tant'è
che "Science for peace", il progetto di Veronesi che io amo molto fin dall'inizio e che avrei voluto si
chiamasse "Science for democracy", affronta non solo temi scientifici: due anni fa la sessione si è tenuta
contro l'ergastolo e la pena di morte. Quest'anno la sessione si tiene il 18 novembre, io vi partecipo e
parleremo di immigrati e rifugiati.
Una delle conferenze fu dedicata all'Europa, Umberto era un grande europeista». Cose condividevate?
«Quasi tutto. A cominciare dalla battaglia per il testamento biologico.
Era senatore e io vice presidente del Senato quando a Palazzo Madama scoppiò la canea sulla vicenda di
Eluana Englaro, il 9 febbraio 2009. L'aula si trasformò in un ring.
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Emma Bonino. La leader radicale racconta le battaglie condivise con il professore sui temi etici E svela
l'accordo che raggiunsero sul fumo quando lei scoprì di avere un cancro al polmone
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Lo vidi impallidire.
Lui con pacatezza si era espresso per la dignità delle morte.
Aveva parlato di eutanasia quando solo in pochissimi osavamo parlarne: Marco Pannella, Loris Fortuna. Si
era schierato per la legalizzazione della cannabis. Aveva un particolare affetto per Luca Coscioni». Le
differenze? «Lui era pro nucleare. Io no. Ricordo quando si dimise da senatore avendo accettato l'incarico
di presiedere l'agenzia per la sicurezza nucleare. Che poi lasciò perché non era stato messo nelle
condizioni di lavorare». L'insegnamento che resta? «La Fondazione Veronesi continuerà con più forza, e
noi radicali con loro, nel metodo di cura rivolto alla persona. Ma l'insegnamento è: non arrendersi».
FRAGILITÀ
"
Non era solo un medico e uno scienziato: si prendeva cura della fragilità delle persone
SOSTEGNO
Quando dissi: io non sono il mio tumore, lui scrisse: siamo tutti Emma. Mi è stato d'aiuto
EUTANASIA
Mai parlato con lui della paura della morte, però ci siamo battuti insieme per l'eutanasia
LIBERTÀ
Credeva nella libertà della ricerca scientifica E ci ha insegnato a non arrenderci www.fondazioneveronesi.it
www.ieo.it PER SAPERNE DI PIÙ
Foto: LA TELEFONATA Emma Bonino, 68 anni, quando ha saputo di essersi ammalata di un tumore al
polmone ha telefonato subito al professor Umberto Veronesi. "Era un medico di profonda umanità che ha
saputo guardare alle persone, alle loro fragilità"
10/11/2016
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Il superticket per saltare la lista d'attesa l'ultima frontiera delle cliniche
private
La scelta di alcuni grandi centri per arginare l'emorragia di pazienti verso alternative low cost
ALESSANDRA CORICA
MILANO. La chiamano la "terza via". Per ottenere la visita specialistica o l'esame di cui si ha bisogno in
tempi relativamente rapidi. Mettendo mano al portafogli ma senza svenarsi, come occorrerebbe fare se si
prenotasse una visita privata. È la "solvenza calmierata", l'ultima frontiera della sanità privata made in
Lombardia: visite a pagamento, ma con tariffe più basse di quelle tradizionali. Comunque superiori rispetto
al ticket del Servizio sanitario nazionale. Una sorta di sovrapprezzo, insomma, che permette di saltare la
coda e ridurre i giorni da trascorrere in attesa che arrivi il proprio turno. A introdurre la novità sono stati
diversi tra i grandi centri privati che operano a Milano e nell'hinterland: il San Raffaele e il San Donato, del
gruppo controllato dalla famiglia Rotelli. Ma anche la Multimedica di Sesto San Giovanni e l'ospedale San
Giuseppe, e poi le strutture che fanno capo all'Auxologico. Tutti centri di eccellenza: chi si rivolge a uno di
questi a pagamento dev'essere pronto a spendere almeno 120-150 euro per una visita specialistica. Al
contrario dei piccoli centri medici low cost, che sono spuntati come funghi negli ultimi anni, dove per un
controllo specialistico si spendono al massimo 60 euro.
Di qui, la strada del sovrapprezzo "tagliacode", che dà al malato la possibilità di essere visitato prima (ma
non da un medico scelto da lui), purché sia disposto a pagare di tasca propria, nella grande struttura
d'eccellenza. Una soluzione che, d'altro canto, consente al grande ospedale privato di non perdere pazienti
(e clienti) a favore dei centri low cost. L'iniziativa è partita, tre anni fa, nelle strutture (tra cui i centri San
Carlo, San Michele, San Luca e Capitanio) che fanno capo all'Auxologico di piazzale Brescia a Milano: qui
l'opzione è scelta dal 10 per cento dei pazienti. Che oggi per una visita cardiologica possono attendere tra
sette e dieci giorni pagando 65 euro con la "solvenza calmierata".
Oppure 125 giorni al San Carlo, 133 al San Luca e 127 alla Capitanio, pagando il ticket di 28,50 euro. Più
alto il costo di un'ecografia bilaterale al seno: in questo caso, il paziente paga 75 euro per fare l'esame in
massimo dieci giorni. Con il ticket a 46,80 euro aspetterebbe circa due mesi in tutte le strutture
dell'Auxologico. «La solvenza calmierata è un'opportunità di scelta in più per il cittadino. Quasi tutte le
prestazioni possono essere richieste con questa modalità», assicurano dall'istituto.
Discorso simile nelle strutture del gruppo San Donato, come il San Raffaele e il policlinico San Donato: qui
la tariffa si chiama "smart cost" ed è stata introdotta un paio d'anni orsono. Ormai la sceglie un paziente su
due, tra quelli che fanno visite ed esami a pagamento. «Con la tariffa smart il paziente ha a disposizione
uno specialista dell'équipe di riferimento - spiega Paolo Rotelli, numero uno del gruppo - L'esborso è
leggermente più alto rispetto al ticket: per una visita specialistica che prevede un ticket di 28 euro il
paziente ne paga circa 50. Mentre con la solvenza piena il costo della visita sarebbe di 120 euro circa: in
questo modo cerchiamo di andare incontro alle nuove esigenze di cure della popolazione». Così, per
esempio, per una visita cardiologica semplice (senza esami strumentali) al San Donato un paziente,
pagando 28 euro di ticket, deve aspettare 25 giorni. Versandone 120, con la classica tariffa a pagamento,
appena due. La via di mezzo? Cinquanta euro, e dieci giorni di attesa, con la tariffa pari a ticket più
sovrapprezzo.
Alla Multimedica la tariffa ridotta è disponibile solo per le prime visite e per gli esami semplici, come le
ecografie.
Costo, 55 euro: così, per una visita cardiologica con il ticket si possono aspettare fino a 33 giorni. Con la
tariffa ridotta, al massimo dieci. «Da inizio 2016 - dicono dalla sede di Sesto San Giovanni - finora l'ha
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Milano. La ricetta elimina-code delle strutture d'eccellenza: un sovrapprezzo sul contributo al Servizio
sanitario per assicurarsi visite ed esami in tempi brevi
10/11/2016
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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scelta un paziente su dieci».
Le attese più lunghe a Milano e provincia PRIMA VISITA CARDIOLOGICA Ospedale di Cuggiono
Ospedale Luigi Sacco Ospedale S. Carlo Borromeo Istituto Auxologico San Luca Istituto Auxologico
Capitanio PRIMA VISITA DERMATOLOGICA Niguarda Policlinico Mangiagalli Istituto Auxologico San Luca
Istituto Auxologico S. Carlo Ospedale di Vizzolo Predabissi PRIMA VISITA GINECOLOGICA
Poliambulatorio Via Baroni Ospedale di Cuggiono Asst Melegnano e della Mar tesana Ospedale di
Legnano Niguarda PRIMA VISITA NEUROLOGICA Poliambulatorio di Paderno Dugnano Ospedale di
Magenta Ospedale di Legnano Ospedale di Abbiategrasso Istituto Auxologico S. Carlo PRIMA VISITA
GASTROENTEROLOGICA Niguarda Ospedale Bassini Policlinico Mangiagalli Ospedale Città di Sesto S.
Giovanni Ospedale Luigi Sacco Fonte: Agenzia tutela della salute città metropolitana di Milano
I PUNTI DOVE A Milano hanno introdotto la "solvenza calmierata" la Multimedica, l'Auxologico e il gruppo
San Donato QUANTO I costi vanno da 50 a 65 euro, dai 20 ai 35 euro in più rispetto al ticket di 28,5
previsto per le prime visite specialistiche QUANDO Se si sceglie la formula del ticket con sovrapprezzo i
tempi di attesa si accorciano e vanno da sette a dieci giorni www.ats-milano.it milano.repubblica.it PER
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10/11/2016
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"Ma il diritto alla priorità è già legge"
(al.cor.)
MILANO. Paola Pelliciari è la coordinatrice del Tribunale dei diritti del malato in Lombardia. Cosa pensa
della tariffa calmierata negli ospedali privati per ridurre le attese? «È un'iniziativa imprenditoriale, all'insegna
del business is business. Non penso però che sia la strada giusta per ridurre le attese: le soluzioni credo
siano altre».
Ovvero? «Innanzitutto, bisognerebbe informare bene i cittadini sull'esistenza del call center a cui è
possibile rivolgersi per prenotare visite o esami: tanti ci dicono di essere andati direttamente in ospedale,
non sapendo dell'esistenza del numero verde.
Ma soprattutto, quasi nessuno sa che, se la struttura a cui si rivolge per fare una visita non rispetta i tempi
d'attesa massimi previsti dalla Regione Lombardia, quella stessa struttura è obbligata a erogare la
prestazione in regime privato. Facendo pagare al paziente, però, una cifra pari al solo importo del ticket».
Si spieghi meglio. «Si tratta di una norma varata dalla Regione Lombardia nel 2003. Parte da un
presupposto: nel momento in cui il medico di famiglia prescrive una visita o un esame, assegna alla
prescrizione un codice di priorità: il paziente deve fruire della prestazione entro 30 o 60 giorni, a seconda
dell'urgenza». Questi tempi, però, difficilmente riescono a essere rispettati.
«Esatto. Il paziente però a quel punto ha il diritto di fare comunque, nella struttura che sfora i tempi,
l'esame o la visita che gli è stato prescritto. A pagamento, e non con il ticket, ma sborsando una cifra pari al
ticket stesso».
Ma è una opportunità che i pazienti sfruttano? «Ad oggi, assolutamente no: quasi nessuno sa di avere
questo diritto. È per questo che dico: partiamo dall'informazione, spieghiamo ai pazienti cosa possono fare.
Già così, la situazione potrebbe migliorare».
Foto: COORDINATRICE Paola Pelliciari, del Tdm Lombardia
Foto: L'ospedale che sfora i tempi massimi fissati dalla Regione deve garantire comunque la prestazione
senza rincari
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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L'INTERVISTA / PELLICIARI, TDM: "POCO NOTA LA NORMA CHE TUTELA I CASI PIÙ URGENTI"
10/11/2016
Pag. 17 N.46 - 16 novembre 2016
diffusione:180628
tiratura:258881
Vannoni si è... trapiantato in Georgia
Il fondatore della Stamina foundation, che a Torino aveva patteggiato 22 mesi per truffa, è tornato a
operare a Tbilisi.
( Maurizio Tortorella)
A volte abbandoni una battaglia per vincere una guerra. Insomma o cambi il Paese o cambi Paese. Il
mondo, in fondo, fa meno schifo di quello che sembra a prima vista». Parole di Davide Vannoni, scritte sul
suo profilo Facebook. E basate su qualcosa di molto concreto: l'inventore del «metodo Stamina», la
controversa terapia a base di cellule staminali contro le malattie neurovegetative, è sopravvissuto a
processi e polemiche, e a Panorama risulta sia tornato a operare in Georgia, forse in una clinica della
capitale Tbilisi, dove il suo metodo (al contrario di quanto accade in Italia) non è vietato. Da quasi due anni
pareva che la terapia vannoniana fosse caduta nell'oblio: nell'ottobre 2014 era stata bocciata da un
comitato di esperti ministeriali, che l'avevano reputata indegna perfino di una sperimentazione scientifica.
Poi, nel gennaio 2015, Vannoni aveva patteggiato con il Tribunale di Torino 22 mesi di reclusione (con la
condizionale), chiudendo così un procedimento per associazione a delinquere e truffa. Secondo l'accusa, il
padre del metodo Stamina vantava brevetti mai ottenuti, trattava i pazienti come cavie, operava in
condizioni lontane dagli standard di sicurezza. Nell'ottobre 2015 Vannoni aveva rinunciato al ricorso in
Cassazione e la sentenza era divenuta definitiva. All'epoca il suo legale, Liborio Cataliotti, aveva dichiarato:
«È la prova che per lui si tratta di un capitolo chiuso e che l'esperienza di Stamina in Italiaè finita». Cataliotti
aveva però lasciato intendere che la sperimentazione avrebbe forse potuto «proseguire all'estero, là dove
le leggi lo permettono». Oggi, interpellato da Panorama, l'avvocato risponde: «Vannoni opera in Georgia?
Io né confermo né smentisco. Di certo nessuna parte della terapia avviene in Italia, e in base al Codice
penale nessun cittadino italiano può essere perseguito dal nostro ordinamento per fatti che non sono
considerati reato nel Paese in cui si trova». Al Tribunale di Torino gira però la notizia che sia partita una
nuova inchiesta. «Ma a noi, finora, non risulta nulla» dice Cataliotti.
Foto: CONTROVERSO Davide Vannoni, 49 anni, inventore della terapia a base di cellule staminali bocciata
nel 2014 dal ministero.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Scenari ITALIA_ ECONOMIA_MONDO_FRONTIERE _CULTURA
10/11/2016
Pag. 32 N.46 - 16 novembre 2016
diffusione:180628
tiratura:258881
[email protected] 2.0
A Milano il forum nazionale su come l'innovazione può cambiare la medicina, farci vivere di più e meglio.
Robot, app, videogiochi per la cura del paziente. Medicina di precisione, farmaci ad personam creati a
partire dalla mappa genetica del malato, prevenzione e stile di vita sani come chiave di volta per la
riduzione dei costi del sistema salute. Sono solo alcune delle tematiche che verranno affrontate a [email protected], il
forum dell'innovazione che si terrà a Milano dal 10 al 12 novembre presso Palazzo Lombardia. Si tratta
della principale kermesse in Italia dedicata alla trasformazione in chiave innovativa del sistema sanitario.
Convegni, laboratori, sessioni tematiche a cui partecipano 130 relatori per un evento che può interessare
tutti e non solo gli addetti ai lavori. Ciascun appuntamentoè libero e gratuito. Per sapere tutto il programma
e per partecipare basta iscriversi sul sito www.innovazioneperlasalute.it A [email protected] si parlerà non solo di
medicina ma anche di cybersecurity e di come il web, con portali come AbbvieCareo SuperAbile di Inail,
riescaa condurre per manoi pazienti nell'affrontare una malattia, anche senza recarsi in ospedale. Uno
spazio importante verrà dedicato al diabete che in Italia conta 3,5 milioni di malati. «Verrà lanciata Tako
Dojo, una app videogioco che aiuterà i giovani a gestire la propria glicemia, divertendosi» spiega in
anteprima a Panorama il dottor Antonio Ulloa Severino, amministratore delegato di Grifo Multimedia,
società che ha sviluppato la app. Dojo è una palestra dove i Tako (polipetti) imparano a governare i livelli di
Energia G (glicemia/ glucosio). «Sembra un videogame manga, ma in realtà questa app ha una serie di
sensori in grado di catturare lo stile di vita del paziente e si trasforma in coach personale. Più si è precisi
nell'inserire le proprie abitudini quotidiane (alimentazione attività, controllo glicemico) più si viene premiati».
Foto: [email protected], forum dell'innovazione si terrà a Milano dal 10 al 12 novembre presso Palazzo Lombardia.
Foto: Sopra e a destra, le schermate della app Tako Dojo, videogame che aiuta i giovani diabetici a gestire
la propria glicemia, divertendosi.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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SCENARI _SOCIAL
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QUESTA PAZZA, PAZZA MANOVRA
Oltre 360 milioni per le auto sequestrate e 915 mila euro per i delfini, 45 milioni ai lavoratori socialmente utili
e 900 mila euro alla demoetnoantropologia. Viaggio nelle spese dei ministeri. Con una scoperta: Palazzo
Chigi non fa spending review.
Marco Cobianchi
Per leggerla tutta, con calma, capirla ed eventualmente proporre correzioni, una persona normale
impiegherebbe 80 giorni, considerando un ritmo di lettura di 100 pagine al giorno. La legge di Bilancio dei
prossimi tre anni si compone infatti di oltre ottomila pagine: 12 volte la Divina Commedia, 5 volte Il Capitale
di Karl Marx e 2 volte e mezzo la Bibbia. Difficile (eufemismo) che qualche senatore o deputato legga tutte
le tabelle dei bilanci previsionali dei ministeri; i più volenterosi si limiteranno alla sola legge di Bilancio, che
li riassume, ma anche in questo caso c'è da sudare: 105 articoli che occupano 435 pagine che contengono
(solo nei primi 60 articoli) 134 autorizzazioni di spesa. Soluzione? Passare direttamente alle tabelline
riassuntive, che però quest'anno sono lievitate dalle classiche 2-3 paginette a 7. Ma rinunciare alla lettura
dei bilanci di previsione dei ministeri è un vero peccato. I parlamentari scoprirebbero che i ministri
prevedono delle spese nel migliore dei casi strampalatee nel peggiore davvero assurde. Panorama si è
tuffato nell'orgia dei numeri e per raccontare che cosa ha scoperto non basterebbero tutte le pagine del
settimanale, perciò bisognerà limitarsi solo alle spese che fanno rizzarei capelli in testa. Ad esempio: nei
prossimi tre anni si spenderanno 144,9 milioni per custodire auto sequestrate più 96 per pagarei debiti
pregressi verso le società che le custodiscono più 120 per custodire gli oggetti sequestrati. In totale si parla
di qualcosa come 360,9 milioni di euro, di fronte ai quali le migliaia di mancette elargite ai Comuni
semplicemente impallidiscono: 575mila euroa Campione d'Italia, 285mila al Comune di Sassocorvaro
(Marche), 6,4 milioni per opere viariea Parmae 10 milioni a Reggio Calabria per il risanamento e lo sviluppo
dell'area urbana. Incalcolabili sono i soldi che finiscono ai centri studi trai quali 900mila euro in tre anni
all'Istituto centrale per la demoetnoantropologiae 372mila alla Società di studi fiumani, solo per citarne due.
Nelle ottomila pagine del bilancio di previsione spuntano anchei 2,9 milioni che si spenderanno per
collegare le strutture idriche del Vaticano con l'Italia in base a quanto previsto dai patti Lateranensi (1929).
Ma questoè ancora niente. Il ministero dell'Università prevede di versare un milione di euro al Cnr per un
«osservatorio sul mercato creditizio regionale», ma non potrà fare altro che «ricicciare» i dati della Banca
d'Italia, che questi numeri li fornisce periodicamente. Il ministero della Sanità prevede invece nel 2017 il bis
della sfortunata campagna di prevenzione contro sterilità e infertilità, 104mila euro con annessa campagna
informativa, 198mila euro. Difficile da capire, piuttosto, come mai nel bilancio del ministero guidato da
Beatrice Lorenzin spuntino decine di voci di spesa per trasfusioni, mutilazioni genitali femminili e
prevenzione della cecità nelle province autonome di Trento e Bolzano. Pare siano indispensabili anche i 15
milioni l'anno (!) per il Cciss (quello di «Viaggiare informati»), comunque più comprensibili del milione a
favore di chi ristruttura un immobile danneggiato dalla guerra (quale?). Degna di approfondimento è un'altra
voce di spesa: lo Stato prevede di contribuire a pagare i mutui contratti dai comuni siciliani e calabresi
colpiti dai terremoti del 1971, 1972e 1973 con 550mila euro per tre anni. E chi pensa che spendere 30,9
milioni in tre anni per organizzare la finale di Coppa del mondo di scia marzo 2020ei Mondiali di sci alpino
nel 2021 siano troppi, dovrebbe considerare che le spese di Palazzo Chigi sono previste in aumento: dai
558 milioni del 2016 ai 603 del 2017.E dovrebbe anche considerare che per il Quirinale la spending review
è già finita: per i prossimi tre anni costerà 672,8 milioni. Poi ci sono le uscite puramente assistenzialistiche.
Il ministero dell'Interno ha messo a bilancio complessivamente 45 milioni su tre anni per i lavoratori
socialmente utili del Comune e della provincia di Napoli e del Comune di Palermo. Lo stesso ministero ha
anche stanziato 24,9 milioni per finanziare i controlli sui dipendenti degli enti locali che mandano il
certificato medico. Agli Esteri, invece, si ragiona in grande: per le «politiche di vicinato» verso i Paesi
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NELLE PIEGHE DEL BILANCIO
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africaniè prevista una spesa di 1,4 miliardi. Il fatto è che questi soldi finanzieranno «politiche di vicinato»
anche verso i Paesi dei Caraibi, che non sono esattamente «vicini» all'Italia. Non badaa spese nemmeno
quando si tratta di promuovere la lingua e la cultura italiana all'estero: a parte le decine e decine di accordi
culturali con Paesi di tutto il mondo di importi insignificanti come Qatar (1.192 euro), Hounduras (667) e
perfino l'Olp (511) il ministro Gentiloni intende spendere quasi 200 milioni per «la creazione e il
mantenimento di cattedre di italiano presso le università straniere». In compenso cala leggermente la spesa
per ambasciate e consolati: da 574,7 milioni del 2017 a 571,2 nel 2019, ma a questi ne vanno aggiunti 76
per una non meglio precisata «valorizzazione degli immobili». A proposito: a quanto pare l'ambasciata
italiana più costosaè quella di Pechino che pesa alle casse dello Stato 13 milioni l'anno seguita da Mosca,
10 milioni. Il ministero della Cultura sembra aver tagliuzzato qua e là i sussidi allo spettacolo: i soldi al
cinema passano da 126 milioni nel 2017 a 88 nel 2019 (ma in realtà è stato creato un fondo ad hoc da 400
milioni); taglietti veri invece per il teatro, da 45 a 29 milioni; per la danza da 13 a 11. All'Opera di Roma e la
Scala di Milano andranno 4,5 milioni l'anno, alle Fondazioni liriche 174, ai circhi 8,5 milioni mentre il Carlo
Felice di Genova prende 872mila euro l'anno. Ma la spesa pubblica raggiunge il livello orgasmico delle
spese ingiustificate quando si scopre che sono stati stanziati per la celiachia nei ristoranti 296mila euro, per
i cetacei 915mila euro, per gli «uccelli acquatici migratori dell'Africa» 802mila euro e per la «conservazione
della popolazione dei pipistrelli» 146mila e 700 euro. Shutterstock (4)- Agf- Alamy Stock Photo / IPA
Stanziamenti per tutti Ecco alcuni esempi di spese inserite nella legge di Bilancio che riguardano i
ministeri. Il documento è composto da oltre ottomila pagine con 134 autorizzazioni di spesa.
915 MILA
Ambasciata di Pechino
13 MILIONI
Lingua italiana all'estero
200
MILIONI
euro
146.700
Uccelli acquatici migratori dell'Africa
802 MILA
Palazzo Chigi
603 MILIONI
informati
Viaggiare
15 MILIONI
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Polmonite: chi è a rischio non lo sa
È quanto emerge da una recente ricerca 1 che ha coinvolto 9.000 adulti: in Italia il 70% degli over 65 è
soggetto al pericolo di questa malattia 2,3,4 , ma solo il 13% si considera tale e solo il 5% è vaccinato
La polmonite è tuttora una delle principali cause di decesso per malattie infettive: nel 2013, solo in Italia si
sono registrati oltre 9.000 decessi per polmonite, quasi tre volte quelli dovuti a incidenti stradali e venti volte
quelli causati dall'influenza . Eppure, la maggioranza delle persone a rischio non si sente tale e non si
informa o non si preoccupa di come prevenire la malattia, come emerge dalla ricerca PneuVUE condotta
tra novembre 2015 e febbraio 2016 da Ipsos MORI per conto di Pfizer in 9 Paesi europei tra cui l'Italia, su
un campione di 9.000 adulti di almeno 50 anni. «Spesso negli adulti sani manca la consapevolezza del
rischio potenziale di contrarre malattie infettive e vi è quindi l'errata percezione di non aver bisogno dei
vaccini», commenta Francesco Blasi, Professore ordinario all'Università degli Studi di Milano e
Responsabile dell'U.O. di Broncopneumologia presso l'IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico
Cà Granda di Milano. «Nella realtà tutti siamo a rischio di contrarre la polmonite da pneumococco
(Streptococcus Pneumoniae, l'agente patogeno più frequentemente implicato in questa malattia, vedi box).
L'età adulta è di per sé un fattore di rischio per la polmonite, e l'invecchiamento sano è il risultato anche, in
alcuni casi, di scelte come la vaccinazione, per prevenire non solo l'infezione ma anche condizioni cliniche
più serie a livello di complicanze e mortalità, soprattutto negli anziani». Di fronte all'attuale crescita della
popolazione anziana, il concetto di invecchiamento sano sta diventando più importante e le strategie in
campo sanitario tendono a concentrarsi maggiormente sulla prevenzione piuttosto che sul trattamento. Ma
tra gli intervistati della ricerca PneuVUE ® , uno su 6 pensa che "la polmonite non colpisce le persone sane
e in forma", ritenendo così di fare sufficiente prevenzione. Gli esperti non sono d'accordo: uno stile di vita
corretto, che includa l'attività fisica e una sana alimentazione ed escluda comportamenti dannosi come per
esempio il fumo, è senz'altro utile; ma è la vaccinazione lo strumento di prevenzione primaria più efficace
per evitare l'infezione da pneumococco e per prevenire sia lo sviluppo delle malattie, sia le complicanze
che il batterio può portare.
Da sapere LA MALATTIA La polmonite è una malattia infettiva respiratoria acuta che può essere di origine
sia virale sia batterica. Lo pneumococco è in assoluto l'agente patogeno più di frequente implicato nelle
polmoniti. Si tratta di un batterio presente normalmente nel corpo umano nel naso e nella faringe: in genere
innocuo, in alcune circostanze, in particolare nei soggetti più deboli, se si diffonde dal naso-faringe verso i
polmoni, le orecchie e le meningi cerebrali può provocare gravi patologie. Il rischio di contrarre la polmonite
da pneumococco aumenta con l'aumentare dell'età, perché le difese immunitarie si indeboliscono. LA
PREVENZIONE Le strategie di prevenzione si incentrano sulla vaccinazione pneumococcica, che viene
ritenuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una priorità. Infatti, anche se la polmonite si può curare
con gli antibiotici, il loro eccessivo utilizzo porta a resistenza farmacologica, aumentando il rischio di
epidemie. I vaccini invece sono preparati biologici che contengono, in forma molto attenuata o inattiva, un
virus o un batterio che causano la malattia che si vuole prevenire; preparano così l'organismo a
combatterla in futuro, attraverso la creazione di una "memoria immunitaria". 1 PneuVUE®: Una nuova
prospettiva sulla polmonite negli adulti anziani. Disponibile al link: http://www.ipsos.it/ricerchepubblicazioni/pneuvue-una-nuova-prospettiva-sulla-polmonite-negli-adulti-anziani 2 Centers for Disease
Control and Prevention (CDC). Pneumococcal disease- Risk factors& transmission. Disponibile al link:
http://www.erswhitebook.org/chapters/acute-lower-respiratory-infections/pneumonia/a 3 British Lung
Foundation. Pneumonia. Disponibile al link: http://www.blf.org.uk/Page/Pneumonia 4 American Lung
Association. Pneumonia fact sheet. Disponibile al link: http://www.lung.org/lung-health-and-diseases/lungdisease-lookup/pneumonia/symptoms-causes-and-risk.html 5 Dati Eurostat 2013.
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I NUMERI DELLA RICERCA IL 95% DEGLI INTERVISTATI DICHIARA DI SAPERE COSA SIA LA
POLMONITE IL 90% LA IDENTIFICA COME UN'INFEZIONE POLMONARE IL 32% CREDE CHE UN
FAMILIARE O UN AMICO STRETTO L'ABBIA AVUTA IL 12% L'HA AVUTA 1 SU 2 SI È DICHIARATO
SORPRESO DI AVERLA CONTRATTA UN ADULTO ANZIANO SU DUE ( 54%) SI SENTE SOLO
LEGGERMENTE A RISCHIO SOLO IL 36% SA CHE ALCUNE FORME DI POLMONITE POSSONO
ESSERE CONTAGIOSE IL 16% CREDE CHE "LA POLMONITE NON COLPISCE LE PERSONE SANE E
IN FORMA" IL 46% DEGLI INTERVISTATI CREDE CHE "LA POLMONITE PUÒ SOLO ESSERE
CURATA, MA NON PREVENUTA" IL 91% SOSTIENE CHE "MANTENERSI SANI E IN FORMA" SIA
EFFICACE QUANTO "NON FUMARE" 8 SU 10 DEL GRUPPO AD ALTO RISCHIO DI CONTRARRE LA
POLMONITE NON CONOSCONO L'ESISTENZA DEL VACCINO SOLO IL 4% DEGLI ADULTI SI È
VACCINATO L'84% DEI VACCINATI LO HA FATTO SU SUGGERIMENTO DEL MEDICO SE IL VACCINO
CONTRO LA POLMONITE FOSSE RACCOMANDATO DAL MEDICO E GRATUITO, IL 47% DEGLI
ADULTI ANZIANI NON ANCORA VACCINATI PROBABILMENTE VI SI SOTTOPORREBBE IN ITALIA
ABBIAMO UNO DEI TASSI DI VACCINAZIONE CONTRO LA POLMONITE PIÙ BASSI IN EUROPA: 4%
RISPETTO A UN TOTALE DEL 12%.
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La sua eredità: "Il tumore si può sconfiggere"
Grazie a lui parole come prevenzione, stili di vita corretti e lotta al fumo sono diventate buone pratiche di
uso comune La nuova frontiera della ricerca adesso passa attraverso i " farmaci intelligenti" e gli studi sul
sistema immunitario
VALENTINA ARCOVIO
eQual è l'eredità scientif ica lasciata da Umberto Veronesi? L'oncologo ha il merito di aver rivoluzionato
l'oncologia in Italia e nel mondo, in particolare quella contro il tumore del seno. Se oggi infatti, il cancro al
seno è meno devastante rispetto a 20 anni fa lo dobbiamo soprattutto a Veronesi. L'oncologo, infatti, ha
dimostrato che il tumore al seno, quando diagnosticato precocemente, può essere eliminato
chirurgicamente senza asportare integralmente il seno. Inoltre, «fu uno dei primi a occuparsi di prevenzione
e corretti stili di vita, oggi considerati l'arma fondamentale nella lotta contro il cancro», spiega Carmine
Pinto, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). rQuanto sono importanti gli stili di
vita nella prevenzione e nella lotta al cancro? Tantissimo, specialmente sul fronte della prevenzione. Si
stima infatti che oltre il 40% delle morti per cancro potrebbe essere facilmente prevenibili modificando gli
stili di vita. Secondo l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), il fumo resta di gran lunga la
principale causa di morte con 1,5 milioni di decessi all'anno, ma numerosi altri fattori sono preoccupanti:
l'obesità, una dieta con eccesso di sale, alcol, il basso consumo di frutta e verdura, e, seppure in minor
misura, l'eccesso di carne rossa e processata, aggiunti a una scarsa attività fisica, sarebbero responsabili
di quasi 2 milioni di morti per cancro nel mondo. tA che punto è la lotta contro il cancro? Oggi sempre più
pazienti vengono curati e riescono a sopravvivere al cancro. In Italia, in particolare si guarisce di più, come
testimoniano gli ultimi dati del censimento «I numeri del cancro in Italia 2016», recentemente pubblicato
dall'Aiom e dall'Associazione italiana registri tumori. In generale, la sopravvivenza a 5 anni è aumentata
notevolmente rispetto a quella dei casi diagnosticati nei quinquenni precedenti sia per gli uomini (55%), sia
per le donne (63%). Su questo risultato positivo ha influito il miglioramento della sopravvivenza per alcune
delle neoplasie più frequenti: colon-retto, seno e prostata. Dati incoraggianti, questi, che non devono però
far abbassare la guardia in quanto resta alto l'allarme legato ai nuovi casi di cancro: nel 2016 si stima che
nel nostro Paese saranno colpite circa 1.000 persone al giorno. uQuali sono stati i progressi più signif icativi
negli ultimi anni? In questi ultimi anni si sono moltiplicati i cosiddetti farmaci intelligenti, quelli cioè sviluppati
sulla base delle conoscenze dell'oncologia molecolare, e che hanno come target bersagli cellulari presenti
cioè solo nelle cellule malate. Si è cominciato quindi a considerare il tumore come un insieme di malattie,
ognuna con caratteristiche diverse e questo ha aperto la strada alla cosiddetta medicina di precisione. Si
tratta di un tipo di medicina più aggressiva solo contro le cellule tumorali e quindi meno nociva per le cellule
sane, esattamente come suggeriva la filosofia di Veronesi. Inoltre, passi in avanti significativi sono stati fatti
nella ricerca di marcatori molecolari in grado di facilitare la diagnosi precoce del tumore. iQuali sono invece
le prospettive future? Secondo l'Airc, sono quattro le nuove sfide su cui i ricercatori si stanno concentrando
per rendere sempre più curabile il cancro: immunità, prevenzione, microambiente e medicina di precisione.
Il primo filone riguarda gli studi sul sistema immunitario per l'attivazione dei meccanismi di difesa contro le
cellule maligne. Si tratta di un settore molto vivace che sta registrando risultati importanti. Il secondo filone
è concentrato sulla prevenzione e la diagnosi, indispensabili per isolare i fattori di rischio e fermare il cancro
prima che si manifesti. Il terzo filone di ricerca riguarda lo studio del microambiente, la «casa» del tumore:
l'obiettivo è quello di comprendere le relazione del cancro con il resto dell'organismo. Infine, continua la
ricerca di nuovi bersagli e strumenti efficaci per colpirli.
1000
80 persone Ogni giorno in Italia vengono colpite da una qualche forma tumorale spesso prevenibile mila
Sono le persone che ogni anno perdono la vita in Italia per tumori legati al fumo, in prevalenza ai polmoni e
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Le domande
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alla bocca
2
5 milioni Le persone che muoiono ogni anno nel mondo per tumori legati a stili di vita sbagliati come
l'obesità, abuso di sale, scarsa attività fisica anni La media mondiale di sopravvivenza al tumore, con
notevoli differenze a seconda del tipo di tumore, dell'età e del sesso
Foto: ROBERTO MONALDO/LAPRESSE
10/11/2016
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"Con Umberto progettavamo l'ospedale a misura d'uomo"
Renzo Piano ricorda l'amico di una vita
ANDREA PLEBE
«Sono addolorato, è una notizia tristissima». L'architetto Renzo Piano è stato raggiunto dalla notizia della
scomparsa del grande oncologo Umberto Veronesi, al quale era legato da profonda amicizia, l'altra sera
nella sua abitazione parigina. «Ci conoscevamo ormai da una quarantina d'anni, dai tempi della
realizzazione del Beaubourg, e ci parlavamo spesso, regolarmente» racconta l'architetto genovese
«L'ultima volta che ho avuto occasione di incontrarlo è stata alcuni mesi fa. Si è spento piano piano... Sai
benissimo che sono cose che devono succedere, ma quando accadono ti toccano nel profondo, ci sono
persone che ti porti dentro, e Umberto per me era una di queste». Con Veronesi, racconta Piano, c'era
«complicità», un terreno comune di impegno e di ideali che li aveva port ati a l avo ra re insieme «Ogni
volta che Umberto mi chiamava, dicevo sempre sì». Uno dei punti di incontro erano le Conferenze di
Science for Peace, il progetto voluto dall'oncologo che aveva riunito personalità del mondo della scienza,
della cultura, dell'economia e della società per realizzare azioni concrete per costruire la pace. «Umberto
Veronesi basava la sua idea di pace sull'idea di scienza - spiega l'architetto genovese - Che è poi la stessa
mia idea fissa, che la pace è un'invenzione, così come la città, come la scienza». Il progetto più significativo
nato dal tandem Veronesi-Piano è il modello di ospedale «a misura di paziente», nato quando l'oncologo
divenne ministro della Sanità. «Ne discutemmo allora anche con il Premio Nobel Rita Levi Montalcini.
Veronesi era uno scienziato ma anche un umanista, così nacque questa idea dell'ospedale a tre piani, che
sta cioè nell'altezza degli alberi, dove la dimensione è umana, dove la natura che entra dentro l'edificio è
metafora stessa di guarigion e, tutti aspetti che legavano la parte strettamente scientifica alla spazialità, allo
stare assieme. Il modello puntava all'umanizzazione dell'ospedale, cercando di superare la tipologia del
monoblocco, che si era affermata negli anni Sessanta e Settanta secondo una schema efficientista in cui si
era persa però la centralità del malato. Un modello che per essere gestibile non doveva superare i trecento
letti». «Veronesi - prosegue l'architetto - apparteneva a quella grande tradizione medica italiana che
comincia nel Seicento a Padova, basata sull'esplorazione, sulla volontà di capire i fatti nel concreto, che è
alla base di ogni ricerca medica seria». Scienza intesa «come atteggiamento umano testardo, cocciuto, che
punta all'essenza delle cose». «Per me - dice Piano, - il suo approccio scientifico è stato un esempio anche
per il progetto che sto curando dopo il sisma nel Centro Italia: applichiamo la diagnostica medica al
patrimonio italiano, perché le case, come le persone, per essere curate hanno bisogno di una seria
diagnosi». c
Foto: Genovese L'architetto e senatore a vita Renzo Piano
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Colloquio
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Non solo Dracula la Transilvania ha un cuore folk
Il cantautore Condurache spiega la Romania Il movimento artistico del Cenaclul Flacara sotto Ceausescu
promuoveva ideali di libertà e ribellione
LUCA MORINO
La Roman i a è u n paese bellissimo ma poco conosciuto. La Transilvania invece, nel cuore della Romania,
è famosissima. Al contrario la sua capitale culturale, Cluj Nap o c a , n o n s i sente quasi mai nominar e. La
colpa di questi effetti altalenanti della comunicazione ha un responsabile principale: Dracula. La Romania
infatti è spesso definita la «terra di Dracula», i ristoranti propongono «Dracula's menu», i castelli della
Transilvania sono tutti il «castello di Dracula», così come gli ostelli, i magneti da attaccare al frigorifero, i
boccali in ceramica, le palle di vetro con la neve. Eppure il principe delle tenebre è esistito soo nella
fantasia dell'irlandese Bram Stoker: nel 1897 scrisse il romanzo Dracula ambientandolo in Transilvania e
prendendo spunto dal principe Vlad III detto «l'impalatore» per come era solito liquidare i suoi nemici.
Vissuto nel XV secolo, fu certamente un condottiero sanguinario, ma non un vampiro anzi, viene
considerato come un patriota che ha lottato per la libertà della sua terra. Non solo Dracula Di bare
scoperchiate e canini aguzzi non vi è dunque traccia a Cluj Napoca che si presenta come una bella città
universitaria, culturalmente vivace. Il suo cuore pulsante è Piazza Unirii che ospita la trecentesca chiesa di
San Michele e su cui si affaccia anche il piccolissimo ma interessante Museo Farmaceutico, una serie di
sale dall'atmosfera antica fatta di profumi intensi, legni scricchiolanti e complessi macchinari di cui è difficile
indovinare la funzione. Qui ebbe sede la prima farmacia già nel 1573. In piazza Unirii alcuni indizi aiutano a
capire gli umori e la storia della città: sul grande spiazzo, a fianco della chiesa, si erge la statua equestre di
Mattia Corvino, nato proprio qui e incoronato re di Ungheria e di Boemia nella seconda metà del XV secolo.
L'amministrazione della città però, mossa da sentimenti anti-ungheresi radicati nella storia della
Transilvania, ha posto tre grandi bandiere della Romania proprio in prossimità del monumento,
scarsamente illuminato. Al contrario la st atua del p atriota Av ram Iancu che guidò la rivoluzione
transilvana nel 1848 è ill u m i n a t i s s i ma. Dettagli, ma dettagli significativi. Nei dintorni della piazza si
svolge anche gran parte della vita notturna e si incontrano decine di locali molto frequentati dagli oltre
40.000 studenti universitari. Un caffè da segnala re, con u n'atmos fe ra molto particolare, è l'Insomnia in
strada Universitaii 2: al primo piano di un vecchio palazzo signorile ma decisamente provato dal tempo, con
pavimenti di parquet consumato, arredamenti vintage e numerose opere alle pareti. Gruppi di ra gazzi
bevono bir ra e chi acchie rano anche fuori, sulla balconata, in un clima molto bohémien che, forse per
l'abbigliamento o per il paesaggio architettonico, rimanda vagamente agli Anni 70, quelli della Guerra
Fredda. L'incontro Per capire meglio l'epoca in cui rimase al potere Nicolae Ceausescu (dal 1965 al 1989)
incontro il musicista Catalin Condurache in una casetta-studio con giardino, alla periferia della città. Catalin
ha fatto parte del Cenaclul Flacara, un movimento artistico e culturale che tra il 1973 e il 1985 promosse
centinaia di concerti, happening teatrali e di poesia in tutta la Romania, con un enorme seguito dei giovani
di allora. Promuoveva ideali di libertà e anche di ribellione, nei confronti di un ipotetico oppositore senza
nome, anche se i riferimenti e rano abbastanza chiari. «Nel 1977- racconta Condu rache - l 'anno in cui
esplose il punk inglese con il primo album dei Sex Pistols, a Cluj si suonava negli scantinati o nella palestra
del liceo e si frequentava la Casa della Cultura degli Studenti in piazza Lucian Blaga. I gruppi di allora si
chiam avano Chromatic G rou p, Semnal M, Rodion G.A., recentemente riscoperto. Nel mondo del folk
c'erano nomi come Marcela Saftiuc, con cui ho praticamente imparato a suonare la chitarra». La vita di una
band in quel periodo non era facile. «Durante il regime comunista solo poche persone potevano avere
contatti al di fuori della Romania. Nel 19 75 as colt avamo spesso una radio che trasmetteva da Monaco di
Baviera, Radio Free Europe: c'erano sezioni in varie lingue e venivano veicolate idee libertarie, musica. È
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Consigli ai Viaggiatori
10/11/2016
Pag. 41
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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stata per noi un grande vettore per conoscere ciò che succedeva fuori dal Paese (la radio indipendente ma
finanziata dal governo americano esiste ancora e la si può trovare sul sito www.rferl.org). A quei tempi il
regime proibiva ogni cosa, persino radunarsi in piccoli capannelli per strada, e si ascoltava solo musica
locale». Naturalmente era impossibile uscire dal Paese. «I passaporti erano custoditi dalla polizia,
bisognava compilare dei questionari in cui dovevi scrivere perché volevi andare in un determinato posto che in ogni caso doveva far parte del blocco comunista - e spiegare esattamente cosa ci andavi a fare. Ti
pedinavano e al rientro dovevi riferire chi avevi visto. Andare all'estero era una forma di premio a chi
cooperava con il regime e solo pochissimi potevano visitare la Francia o la Germania. Ricordo che solo
poche band riuscivano a fare concerti all'estero e comprare nuovi strumenti musicali che poi rivendevano ai
musicisti romeni» . Catalin non ha mai smesso di suonar e. «Ho ripreso a scrivere insieme al mio amico di
semp re, il p rodutto re Sandy Dea c, natu ralmente senza dover sottostare, come una volta, ai cont rolli
della censu ra sui testi, e stiamo cercando di sviluppare un nu ovo modo di intende re la nostra musica
folk». c
Foto: Sopra Cluj Napoca che si presenta come una bella città universitaria, culturalmente vivace. Il suo
cuore pulsante è Piazza Unirii Qui accanto il musicista Catalin Condurache che ha incominciato a suonare
sotto Ceausescu
10/11/2016
Pag. 51
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Fondazione Don Carlo Gnocchi: accanto alla vita da oltre 60 anni
Dalla cura a disabili e anziani ai progetti di ricerca scientifica e solidarietà internazionale, sostenere chi è
più fragile è la missione della Fondazione Don Gnocchi
Istituita oltre sessant'anni fa da don Gnocchi per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale ai
mutilatini del dopoguerra, la Fondazione ha ampliato nel tempo il suo raggio d'azione dedicandosi ai
bisogni delle persone più fragili, sempre attraverso soluzioni innovative e tecnologie d'avanguardia.
L'attività di ricerca scientifica e innovazione tecnologica è infatti una componente costitutiva della
Fondazione Don Gnocchi, come testimoniano il riconoscimento ministeriale di Istituto di Ricovero e Cura a
Carattere Scientifico (IRCCS), la creazione del SIVA, la più importante rete nazionale di consulenza e ausili
tecnologici a supporto della disabilità e il costante aggiornamento del parco tecnologico a disposizione dei
suoi Centri, con l'utilizzo anche di sofisticati sistemi robotici, realtà virtuale e tele-riabilitazione. Tre gli ambiti
di attività della Fondazione: sanitario-riabilitativo, socio-assistenziale e assistenziale educativo. In ambito
sanitario-riabilitativo, la Fondazione si prende cura di persone che hanno bisogno di interventi riabilitativi
neuromotori o cardiorespiratori, grazie a progetti personalizzati realizzati da équipe multidisciplinari e
attraverso una rete di Centri alcuni dei quali specializzati nell'accoglienza di bambini con disabilità o
persone con gravi cerebrolesioni acquisite. In ambito socio-assistenziale, il suo modello di assistenza agli
anziani non autosufficienti rappresenta un'eccellenza a livello nazionale, anche grazie a reparti specializzati
nella cura di persone con Alzheimer, Parkinson e altre demenze senili, servizi alternativi e integrati come i
Centri Diurni, strutture di accoglienza temporanea e servizi di sollievo che si affiancano a una capillare
assistenza domiciliare. Per i malati terminali e le loro famiglie, la Fondazione ha realizzato tra i primi in Italia
una rete di Hospice per cure palliative erogate sia in forma residenziale che a domicilio. L'assistenza ai
giovani disabili cuore della mission della Fondazione - si sviluppa in una rete di Centri Socio-Educativi,
Centri Diurni, Residenze Sanitarie per Disabili, case sollievo e comunità alloggio, affiancate da scuole
materne ed elementari speciali, con l'obiettivo non solo di prestare servizi assistenziali primari, ma di
assicurare alle persone con disabilità autonomia, indipendenza, formazione, inserimento lavorativo e
integrazione sociale. Un impegno verso chi è più fragile che rappresenta anche il cuore degli interventi della
Fondazione Don Gnocchi all'estero. Dal 2001 infatti la Fondazione è riconosciuta Organizzazione Non
Governativa e ha esteso la sua missione in quei territori dove è più carente l'attenzione internazionale:
operatori della "Don Gnocchi" oggi sono impegnati anche al Centro "Sainte Marie de Rilima" in Rwanda, al
Centro "Marija Nasa Nada" in Bosnia, in Bolivia con l'associazione Tukuy Pacha, nell'Istituto "Nuevos
Pasos" in Ecuador e nell'Ospedale di Ngozi in Burundi. "Fare del bene, fa bene" diceva don Carlo Gnocchi.
Oggi più che mai il suo lascito spirituale è una realtà concreta che, attraverso l'opera e i servizi della
Fondazione Don Gnocchi, permette ogni giorno a chi è più fragile di trovare supporto, dignità e la forza
della solidarietà. In Italia e nel mondo.
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Informazione pubblicitaria a cura di RCS Advertising & Communication Solutions CURARE SIGNIFICA
"FARSI CARICO" DELLA PERSONA SOFFERENTE IN UNA VISIONE GLOBALE
10/11/2016
Pag. 52
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"Tempo scaduto, le Asl vanno accorpate"
Chiamparino accelera su tutto il Piemonte: "Si parte dal prossimo anno, una sfida per politici e manager"
ALESSANDRO MONDO
Sarà anche «un ragionamento in prospettiva», come si premurava di far notare qualche consigliere, ma ieri
il tema dell'accorpamento delle Asl e delle Aso piemontesi - un obiettivo al quale la Regione gira intorno
dall'inizio della legislatura - è stato rilanciato a Palazzo Lascaris da Se rgio Chiamparino. Annuncio in
Consiglio Particolare non trascurabile se si considera che è alle prime battute il complesso accorpamento
delle Asl Torino 1 e 2 (il processo partirà a gennaio e si concluderà entro il 2017) affidato a Valerio Alberti,
direttore generale della prima e commissario unico della seconda: in quest'ottica il presidente della
Regione, convinto che le sinergie porteranno a risparmi e maggiore efficienza, alza l'asticella. Quanto alla
prospettiva, per Chiamparino è a breve termine. L'avvio di una riforma nella riforma sanitaria,
probabilmente la più impegnativa, scatterà dal prossimo anno. «Time is over - ha aggiunto in seguito-:
l'assessore Saitta ci sta già lavorando». «Modalità ragionevoli» Questo non significa che la Regione
intenda procedere avventatamente su un terreno dove le complessità tecniche si salderanno a prevedibili
steccati e resistenze: molti i cortili, diciamo pure le piazze, presidiate a livello amministrativo e sanitario.
Non a caso, lo stesso Chiamparino, intervenuto in Consiglio al posto di Saitta, che ieri si trovava a Roma,
ha dosato i termini. «Ormai è giusto ragionare su un ragionevole accorpamento delle Asl e delle Aso
piemontesi - ha scandito -: la sfida con cui dobbiamo misurarci, come giunta e come Consiglio, e sulla
quale dobbiamo chiedere ai nostri manager di misurarsi». «Ragionevolezza sui tempi e sulle modalità», ha
precisato in giornata. Sponda dal Pd Immediata l'apertura di credito da parte di Davide Gariglio. «Siamo
assolutamente favorevoli - commenta il capogruppo del Pd -: Chiamparino si muove su indirizzo della
direzione regionale del partito, che ha dato alla giunta un'indicazione specifica al riguardo. Certo: dovrà
trattarsi di una riforma concordata con il gruppo». Seconda premessa: «I risparmi e le sinergie dovranno
derivare dall'accorpamento delle parti amministrative, tutelando i servizi». Apertura alle minoranze
Intervento su più livelli, quello di Chiamparino, con qualche conferma e alcuni elementi di novità.
Confermato l'aumento dello stipendio dei direttori generali delle Asl: «Qualunque azienda varia lo stipendio
dei propri manager in rapporto al budget e alla complessità delle strutture che devono dirigere».
Convergenza con le minoranze, soprattutto i Cinque Stelle, sulla necessità di aumentare il personale
sanitario e adeguarne gli stipendi: «Nel primo caso serve un investimento significativo per nuove
assunzioni, in aggiunta a quelle già fatte nelle more del piano di rientro del deficit, ma prima bisogna uscire
dal piano». Quanto all'adeguamento delle retribuzioni, «la risposta va trovata nella legge di stabilità». c
Foto: REPORTERS
Foto: Non solo Torino
Foto: Per la Regione l'unificazione delle Asl Torino 1 e 2, da completare entro la fine del 2017, dovrà
essere eseguita dall'accorpamento di altre aziende sanitarie in tutto il Piemonte
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Il presidente della Regione incassa l'appoggio del Pd
10/11/2016
Pag. 52
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Botti «in pole» per il dopo-Moirano Da Roma per guidare la Sanità
[ALE.MON.]
n Direttore alla Programmazione sanitaria del Ministero, che segue anche i piani di rientro delle Regioni
(come il Piemonte), competente, con ottimi agganci a Roma, forte di un'esperienza nel privato e nel
pubblico. Nulla di ufficiale ma molto di ufficioso nel prossimo arrivo a Torino e in Piemonte di Renato Botti,
l'uomo che secondo Chiamparino e Saitta ha tutte le carte in regola per prendere il testimone da Fulvio
Moirano e diventare lo «Zar» della Sanità piemontese. Mancava solo una retribuzione adeguata ma la
recente delibera della Regione, aumentando lo stipendio dei manager della Sanità, ha spianato anche
questo ostacolo. Oggi scade il termine per la presentazione delle domande: Botti ha già presentato la sua,
salvo colpi di scena il dado sembra tratto. Fino a qualche settimana fa le indiscrezioni partivano da Torino e
rimandavano a Roma, ora arrivano direttamente dalla capitale. Questione di giorni.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Cambio in assessorato
10/11/2016
Pag. 52
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Sanità , i conti ballano Il disavanzo sale a un miliardo e mezzo
[ALE.MON.]
Alt ro che 419 milioni. La trattativa tra Regione e ministero dell'Economia e delle Finanze per sdoganare
definitivamente la Sanità piemontese dal piano di rientro del deficit maturato negli anni rimanda ad una cifra
decisamente più consistente: un miliardo e mezzo. Più precisamente, un miliardo e 510 milioni. La
«precisazione» è arrivata da Sergio Chiamparino. «Ser ve un i nvestimento significativo per le assunzioni
nella sanità, in agg i u n t a a quelle che a b b i a m o già fatto nelle mo re del piano di rientro del debito ha
detto il presidente della Regione replicando ai Cinque Stelle (Bertola) e a Rete civica (Monaco) -. Ma per
poterlo fare bisogna uscire dal piano. Da parte del Piemonte c'è una proposta informal e, già i nvi ata al
Ministero: ci chiede di restituire un miliardo e mezzo, in passato usato per coprire voci di spesa non
sanitarie, spostandolo dal bilancio della Regione a quello della Sanità». Una cifra che in Aula ha fatto
impallidire più di un consigliere: a maggior ragione, considerato che in quel momento si dibatteva sulla
necessità di potenziare le assunzioni e di adeguare le retribuzioni del personale sanitario, oltre a quelle dei
direttori generali delle Asl piemontesi. A s vela re l 'a rcano ci ha pensato in giornata Aldo Reschigna,
l'assessore al Bilancio, direttamente da Roma: «E' ver o, la cif ra data da Chiamparino corrisponde». In che
senso? «I 419 milioni rimandano a trasferimenti erogati a suo tempo dallo Stato, prelevati dal conto
corrente della Sanità e utilizzati per coprire altre voci di spesa: quelli andranno rimessi al loro posto precisa l'assessore -. Il m i l i a r d o e mezzo, invece, è la cifra che dobbiamo all e a z i e n d e sanitarie per
pagare i fornitori, abbassando i tempi di pagamento in linea con l'indirizzo della giunta». Il che spiega la c o
m p l e s s i t à della t ratt ativa. « In fatti conviene Reschigna -: la t r a t t a t i v a con Roma la facciamo sul
m i l i a r d o e mezzo». Bocca cucita, da parte di Chiamparino e dell 'assesso re, sulla p roposta che verrà
avanzata al Ministero per uscire dall'ennesimo pantano finanziario: dall 'acco glimento di questa proposta
dipenderà la possibilità di uscire una volta per tutte dalla «black list» delle Regioni in piano di rientro (il
Piemonte è l'unica tra quelle del Settentrione), al netto dei risultati già raggiunti, e di recupe rare l
'autonomia gestionale.
419
milioni
1,5
miliardi I trasferimenti statali che la Regione, su richiesta del Mef, deve rendere alla Sanità La cifra che la
Regione deve alle Asl per pagare i fornitori della Sanità
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Si tratta con Roma
10/11/2016
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«Ex Moi e criminalità» - «L'Asl Torino 2 indaga » - «Il professore emerito interroga Saitta» - «Il modernismo
interpretativo non deve stravolgere le origini»
Una lettrice scrive: n «Vorrei attirare l'attenzione sulla situazione di degrado e criminalità della zona ex MoiVillaggio Olimpico dove episodi di furti, aggressioni e scippi sono ormai all'ordine del giorno. Domenica
scorsa, in pieno giorno, mentre camminavo per una via del quartiere sono stata scaraventata a terra e
trascinata per alcuni metri da due ragazzi dai tratti nordafricani, allo scopo di portarmi via la borsa. I
carabinieri a cui mi sono subito rivolta hanno rinvenuto il borsellino svuotato, in un vialetto dell'Ex Moi. Me
la sono cavata con tanto spavento e qualche contusione, ma sarebbe andata molto peggio ad una persona
anziana o ad una donna incinta. Spero che non si voglia aspettare l'evento grave per porre finalmente in
atto azioni serie e concrete che consentano alle Autorità di garantire l'ordine pubblico e ai cittadini di non
sentirsi abbandonati e facile preda di delinquenti. Unica nota positiva è l'intervento di alcune persone, che
hanno assistito all'episodio e hanno fatto il possibile per aiutarmi. Ringrazio ovviamente anche i carabinieri
per l'assistenza». A.F. L'Asl TO2 scrive: n «In riferimento alla segnalazione del lettore M.V., comparsa in
data odierna sulla rubrica "Specchio dei Tempi", il Direttore Generale ASLTO2, Dott. Valerio Fabio Alberti,
precisa quanto segue: "La struttura presso la quale il Cittadino si è presentato per sottoporsi a prelievo e
successive analisi ematochimiche è accreditata presso il Servizio Sanitario Regionale. Nell'ambito
dell'accreditamento è previsto un budget per ogni struttura, entro i cui limiti la stessa deve operare. Tuttavia
non viene posta alcuna limitazione per i Cittadini con esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria
(esenzione ticket), anzi tale iniziativa sperequativa è assolutamente in contrasto con la mission del Servizio
Sanitario pubblico, che garantisce equamente l'accesso ai servizi, sia quelli erogati direttamente, sia quelli
forniti tramite le strutture private accreditate. La segnalazione in oggetto, facendo ravvisare un fatto di
estrema gravità, per di più falsamente attribuito ad una iniziativa della A.S.L., verrà segnalato al
competente settore dell'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, per le opportune verifiche e
conseguenti provvedimenti.». SEGUE LA FIRMA Un professore emerito dell'Università scrive: n «Sarebbe
interessante sapere dall'Assessore Saitta qual'è il bilancio finale tra risparmi ottenuti con la chiusura di
reparti e letti di alta specializzazione ed elevata professionalità e rimborsi ad altre Regioni conseguenti alla
mobilità passiva dei piemontesi. Come riportato dalla Stampa si tratta di pazienti che emigrano non perchè
attratti da cure migliori ma a causa delle liste d'attesa provocate dalla riduzione dell'offerta dei nostri
ospedali». PAOLO GALLINARO Un lettore scrive: n «Finalmente si dà voce anchea chi non è d'accordo col
cosiddetto "modernismo" interpretativo che ormai da anni imperversa e che stravolge senza riguardo le più
famose opere liriche e teatrali. Siamo sicuramente in molti ad essere assolutamente contrari (nel mio
piccolo pressoché tutte le persone che ho interpellato!). Registi "innovatori" propongono le loro invenzioni
ad un pubblico spesso inconsapevole, utilizzando musiche e testi di autori famosi e titoli di grande richiamo,
ma stravolgendo completamente l'ambiente, lo spirito, il contesto nei quali sono nati e ai quali l'opera
originaria aderisce . Quando mi è capitato di assistere a simili spettacoli più di una volta, e senza che me lo
aspettassi - ho vissuto la situazione come una vera truffa. «A me non sembra giusto che si possano usare
in questo modo i nomi - e il richiamo commerciale conseguente - di grandissimi autori, che davvero
meriterebbero maggior rispetto. Perché codesti "innovatori" non indirizzano il loro talento creativo verso
qualcosa di proprio? ». LV [email protected] via Lugaro 15, 10126 Torino Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio www.facebook.com/specchiodeitempi
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Specchio dei tempi
10/11/2016
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La vera eredità di Veronesi: non esiste «male incurabile»
Così ha cambiato l'oncologia rendendo gli interventi sempre meno devastanti Oggi l'85 per cento delle
donne colpite dal tumore al seno supera la fase critica
C.Ma.
R O M A Umberto Veronesi, metà anni Sessanta. La svolta etico-scientifica. «Allora dissi basta con la
retorica del "male incurabile", basta con l'idea dell'ospedale per i malati oncologici inteso come "lazzaretto"
dove andare a morire. Basta con la concezione del cancro come di un unico morbo che colpisce
indistintamente diverse parti del corpo». L'INTERVENTO Era ancora tirocinante in medicina quando,
raccontava, cominciò a pensare che bisognasse escogitare una tecnica per eliminare il tumore al seno
senza, però, demolire in modo devastante il petto delle pazienti. «All'Istituto dei tumori a Milano i casi si
affrontavano come nel resto del mondo - scrive nel libro "Confessioni di un anticonformista" con la tecnica
nota come mastectomia. Il seno malato veniva totalmente amputato, insieme ai muscoli pettorali e linfonodi
ascellari. Ciò comportava un autentico massacro, non solo del corpo ma anche della personalità
femminile». GLI ATTACCHI Da qui la svolta della chirurgia mammaria, sulla quale lavorò per un decina di
anni, dal '63 al '73. L'obiettivo era quello di localizzare il più possibile il tumore in uno dei cinque quadranti
in cui aveva diviso la mammella. Venne criticato e osteggiato da chirurghi e ricercatori. Nel 1969, a
Ginevra, davanti ad un consesso mondiale di colleghi, molti americani, espone il suo intervento: gli diedero
del pazzo. Solo le donne credettero in lui. La prima fu una ragazza di 26 anni, insistette per essere operata
con la nuova tecnica da Veronesi. Tutto bene. Nel 1981 gli stessi americani che lo avevano attaccato
riconobbero la sua intuizione: nell'ottobre del 2002 il "new England Journal of Medicine" pubblica un lavoro
da cui emerge che, a distanza di 20 anni dall'intervento, la ` sopravvivenza delle donne sottoposte a
quadrantectomia corrisponde a quella di coloro a cui è stata asportata l'intera mammella. Dalla
quadrantectomia al linfonodo sentinella, dalla tecnica salva-capezzolo alla radioterapia intra-operatoria,
ecco l'eredità ` che il professore ha lasciato alla storia dell'oncologia. «Fu uno dei primi - commenta
Carmine Pinto presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica a dare importanza alla qualità di
vita dei pazienti oncologici. Oggi rappresenta uno dei parametri essenziali per valutare l'efficacia delle
terapie. Ha parlato di prevenzione e corretti stili di vita quando qui ancora non si pensava a dare consigli
per evitare la malattia. Molti dei progressi terapeutici in importanti patologie come il tumore al seno derivano
da sue ricerche». Ha messo a punto la quadrantectomia della mammella, dunque, ma anche messo a
disposizione dei pazienti l'impegno mediatico per dare risalto alla patologia. Un'idea fissa aveva Veronesi:
«La parola cancro non deve essere più bandita ma deve, piuttosto, diventare argomento di dibattito e
confronto». LA RICERCA Come è arrivato il riconoscimento per l'asportazione "soft" del cancro al seno
l'oncologo è già pronto per presentare una sua nuova tecnica: restituire alla paziente un seno quasi intatto,
con areola e capezzolo. Due ore in sala operatoria. La ricerca va avanti. Scopre che i linfonodi sono colpiti
in modo regolare, seguendo un ordine preciso. Era, dunque, possibile arrivare a mettere a punto
un'ulteriore tecnica terapeutico-diagnostica: se il primo della serie è libero dal cancro, anche gli altri
saranno liberi. Oggi, questi interventi, sono diventati routine nel mondo. «Grazie a lui - ricorda Francesco
Cognetti, presidente della fondazione "Insieme contro il cancro" gli italiani sanno che i tumori possono
essere sconfitti con terapie efficaci e possono essere prevenuti. Grazie anche al suo impegno il cancro non
è più considerato un male incurabile». Oggi, al cancro al seno, si sopravvive sempre più a lungo. A cinque
anni dalla diagnosi hanno superato la fase critica l'85,5% delle pazienti. Ogni giorno, In Italia, vengono
diagnosticati quasi 140 nuovi casi di cancro al seno, nel 2016 sono state stimate 50mila nuove diagnosi.
«Dobbiamo tutti insieme combattere la sfida più grave che l'umanità dall'inizio dei tempi, il cancro», uno
degli ultimi appelli di Umberto Veronsi.
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LA RIVOLUZIONE
10/11/2016
Pag. 19
diffusione:129764
tiratura:185029
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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La malattia IL CANCRO AL SENO È una patologia dovuta alla moltiplicazione incontrollata di alcune
cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne I FATTORI DI RISCHIO età
predisposizione genetica e familiarità alti livelli di estrogeni alterazioni del seno come cisti e fibroadenomi
obesità fumo ambientali, quali l'esposizione a dosi elevate di sostanze chimiche e radiazioni COME SI
CURA chirurgia chemioterapia radioterapia terapia ormonale terapie biologiche IN ITALIA 100 nuovi casi al
giorno colpisce una donna su 10 se identificato al 1 stadio senza linfonodi coinvolti la sopravvivenza a 5
anni nelle donne trattate è del 98% rappresenta il 20-25% di tutti i tumori femminili
Foto: Umberto Veronesi scomparso martedì sera all'età di 90 anni
Foto: (foto LAPRESSE)
Foto: FU FRA I PRIMI MEDICI, NEGLI ANNI '60, A DARE IMPORTANZA ALLA QUALITÀ DELLA VITA
DEI PAZIENTI
Foto: PARLÒ DI PREVENZIONE E DI CORRETTI STILI DI ALIMENTAZIONE QUANDO NON SI
PENSAVA A COME EVITARE LA MALATTIA
10/11/2016
Pag. 20 N.46 - 13 novembre 2016
diffusione:281116
tiratura:332509
UN AIUTO AI BAMBINI IN ITALIA E AD HAITI
Raccolta di farmaci Il 18 novembre la Fondazione Francesca Rava-Nph Italia Onlus torna con "In farmacia
per i bambini": migliaia di volontari saranno presenti in 1.250 farmacie per raccogliere farmaci da banco e
prodotti pediatrici per i bambini che vivono in povertà in Italia e ad Haiti {nella foto, la testimonial Martina
Colombari).
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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FONDAZIONE RAVA
10/11/2016
Pag. 7
Curasept lancia la linea EcoBio con Slogan
Negli ultimi anni il mar chio Curasept ha radicato la propria leadership nel comparto Igiene orale delle
farmacie grazie a una pro posta ampia e diversificata, che si amplia con il lancio di Curasept EcoBio, nuova
linea di prodotti naturali e omeocompatibili. L'intero progetto di comunicazione è stato affidato a Slogan,
che da anni lavora al fian co della casa madre Cura den Healthcare e di tutti i brand ad essa associati. Il
primo intervento è stato strategico, con una fase di ricerca di mercato e analisi dei competitor, cui è se guita
la definizione del po sizionamento, che doveva comunicare la connotazio ne scientifica/naturale del
prodotto EcoBio. Si è poi passati alla realizzazione di un logo e di un concept visual che riuscissero a riu
nire ricerca e naturalezza. Slogan ha quindi studiato il layout dei pack della linea e ha creato tutti i materiali
pop per le farmacie, espo sitori da banco e materiale informativo per farmaci sti, dentisti e consumatori.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 10/11/2016
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VITA IN FARMACIA
30 articoli
10/11/2016
Pag. 2 Ed. Milano
diffusione:254805
tiratura:382356
Giampiero Rossi
Messaggi da tutto il mondo e l'abbraccio di amici e cittadini della sua Milano. La notizia della morte di
Umberto Veronesi si è diffusa nella notte e già al mattino seguente la sua casa in via Palestro è meta di un
pellegrinaggio discreto e silenzioso. Firmano il registro di condoglianze nomi noti della cultura e della
politica, vicini e conoscenti, ex pazienti, collaboratori, cittadini. Il custode sa già chi è atteso e sarà ricevuto
dalla famiglia.
Davanti al portone, uno dopo l'altro, anche tre dei sette figli dell'oncologo affidano i loro ricordi e i loro
messaggi alla città. «Ieri sera ci ha lasciato una persona unica, un padre unico non solo per noi figli ma
anche per più generazioni di medici e di scienziati che hanno condiviso le sue idee, chi lo ha conosciuto ma
anche chi non lo ha conosciuto - dice Paolo Veronesi, chirurgo e presidente della fondazione che porta il
nome di suo padre -. Purtroppo questa mattina sono dovuto andare allo Ieo a operare. Credo che lui
avrebbe voluto così. Lui non ha mai mancato un giorno del suo lavoro finché ha potuto, quindi seguiamo
questa strada e questo esempio». Poi racconta delle centinaia di testimonianze arrivate a casa in poche
ore: «Amici, colleghi, ma anche, e sono quelle che mi hanno fatto più piacere, dalle persone comuni: le
tantissime donne che lui ha aiutato direttamente o anche indirettamente grazie ai suoi insegnamenti e alle
terapie che è riuscito a proporre e consolidare nel trattamento dei tumori».
Arrivano in via Palestro l'ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia e poi la regista Andrée Ruth Shammah:
«Devo moltissimo a Umberto Veronesi perché mi ha aiutato a non aver paura della morte e a credere nella
vita. Dunque io personalmente posso piangere ma Milano deve essere onorata di averlo avuto e dirgli
grazie». Il tributo della città arriva attraverso l'offerta di allestire la camera ardente e di celebrare i funerali
laici a Palazzo Marino: «Mi sembrava doveroso - spiega il sindaco Giuseppe Sala - Veronesi ha lasciato
una traccia profondissima nella nostra città». E gli stessi figli confermano l'offerta ricevuta dal sindaco ed
esprimono la loro soddisfazione: «Siamo contenti, perché è un segno di amore che la sua città gli
esprime», commenta Giulia Veronesi, a sua volta medico. E nelle stesse ore, l'assessore regionale Viviana
Beccalossi rilancia la proposta di «associare il nome e la memoria di Umberto Veronesi alla Città della
salute» di Sesto San Giovanni, come ha proposto il vicepresidente del Pirellone Fabrizio Cecchetti.
Anche il presidente del consiglio comunale di Milano, Lamberto Bertolè rende omaggio alla figura dello
scienziato scomparso: «Ha saputo generare speranza a partire dalla concretezza di un lavoro continuo di
ricerca». E si coglie lo sgomento nelle parole del direttore scientifico dello Ieo, Roberto Orecchia: «Oggi per
la prima volta ci sentiamo tutti un po' soli. Oggi sento il peso di non poterlo chiamare per un confronto, per
uno scambio di opinioni. Oggi per tutti noi è un giorno di grande dolore»». Veronesi ha lavorato fino
all'ultimo, fin quando le forze glielo hanno permesso. In estate le sue condizioni erano peggiorate e da
allora non è più uscito di casa. «Aveva qualche dolore - racconta il figlio Alberto - alla fine era sedato, non
riusciva a parlare ma si esprimeva con gli occhi, quegli occhi meravigliosi con cui esprimeva gioia e
sorrideva quando lo baciavamo».
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L'omaggio
Ieri a portare l'ultimo saluto a Umberto Veronesi
in via Palestro
i familiari e personaggi
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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L'abbraccio della città al suo Professore Il figlio: oggi ho operato, come
voleva lui
10/11/2016
Pag. 2 Ed. Milano
diffusione:254805
tiratura:382356
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
noti del mondo della cultura
e della politica Tra i presenti anche l'ex ministro
della Sanità Girolamo Sirchia e la regista Andrée Ruth Shammah La camera ardente
sarà allestita oggi a Palazzo Marino,
in Sala Alessi Domani
la celebrazione dei funerali
in Comune,
in forma di cerimonia laica
Foto: Cordoglio Giulia (in alto a sinistra) e Paolo (sotto ), figli
di Umberto Veronesi .
Sopra a destra, Andrée Ruth Shammah
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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10/11/2016
Pag. 7 Ed. Roma
diffusione:254805
tiratura:382356
Colli Portuensi Farmacista spara a due rapinatori
Indagini La polizia sta cercando di capire la dinamica del colpo
R. Fr.
Spari e paura ai Colli Portuensi poco prima dell'orario di chiusura dei negozi, ieri sera. Un farmacista si è
difeso da due rapinatori che volevano rapinarlo esplodendo contro di loro un colpo di pistola che sarebbe
andato a vuoto. I due, che erano armati di cacciavite, si sono dati subito alla fuga e sono ricercati dalla
polizia.
Il tentativo di rapina è avvenuto poco prima delle 19.30. A quell'ora in strada c'era parecchia gente, come
anche alla fermata d'autobus che si trova proprio di fronte alla farmacia Villari. Ad un certo punto i due
rapinatori hanno fatto irruzione nel negozio minacciando il titolare e un commesso. Ma per niente intimoriti,
per tutta risposta, il primo ha afferrato una pistola da un cassetto e ha aperto il fuoco.
Una reazione sulla quale sono in corso adesso indagini da parte della polizia, che ha cercato il foro di
proiettile senza però riuscire a trovarlo. Il farmacista potrebbe infatti aver sparato ai due in fuga mentre si
trovavano già sulla porta pronti per uscire in strada e il colpo potrebbe essersi perso oltre il marciapiede,
senza ferire miracolosamente nessuno.
Gli investigatori hanno ascoltato il farmacista e altri testimoni per ricostruire la dinamica dei fatti e hanno
anche acquisito i filmati della videosorveglianza per cercare di identificare i due rapinatori. Sembra che la
farmacia abbia subito già altri assalti negli ultimi anni e, proprio per questo motivo, il titolare abbia deciso di
armarsi per difendersi. Via dei Colli Portuensi e d'altra parte una strada a rischio rapine. Nei mesi scorsi la
polizia aveva arrestato proprio nella stessa zona due rapinatori seriali di negozi e farmacie.
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VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Paura
10/11/2016
Pag. 1 Ed. Roma
diffusione:248077
tiratura:374273
Regione: 3000 assunzioni ma la Cgil contesta i dati
ANNA RITA CILLIS
A PAGINA VII QUASI TREMILA nuove assunzioni nella sanità pubblica. A questo punta la Regione per il
biennio 2017-2018, forte anche di un graduale rientro del debito. Per la Cgil però «i servizi ai cittadini
saranno comunque a rischio nonostante la forte inversione di tendenza rispetto al passato e l'impegno della
REgione».
Perché, dice Natale Di Cola, segretario della Fp-Cgil di Roma e Lazio «la metà non saranno nuove
assunzioni ma stabilizzazioni di personale precario già in servizio, in più delle 1066 deroghe autorizzate
negli ultimi tre anni solo la metà sono diventate delle assunzioni per la lentezza delle Asl». Un esempio? La
Cgil tira fuori la vicenda del poliambulatorio di via Ramazzini (Asl Rm3), cartina di tornasole per Natale Di
Cola delle ricadute negative sui servizi: «In quella struttura - racconta - per i due broncopneumologi andati
in pensione ad aprile era stata autorizzata una deroga ma a tutt'oggi il servizio è chiuso per mancanza di
medici mentre il neuorologo, che era in sevizio 38 ore alla settimana è stato sostituito da un collega che ne
lavora otto, per i due geriatri è arrivato uno specialista che di ore ne lavora quattro». Il caso non finisce qui:
«I dentisti sono stati trasferiti in altre due strutture della Asl e ora il servizio che curava centinaia e centinaia
di persone molte non c'è più». E così Di Cola aggiunge a conti fatti «delle 53 deroghe autorizzate
quest'anno alla Asl Rm3 fino ad ora gli assunti «sono meno della metà».
Insomma, numeri alla mano, il sindacalista parla di una «situazione rischiosa: il blocco del turnover questi
anni ha creato delle voragini e di fatto oggi le Asl non sono attrezzate per ricominciare ad assumere».
Secondo il numero uno regionale della Fp-Cgil «senza una regia siamo alla consunzione del sistema per
inefficienza». E per questo chiede alla Regione di «creare una task force in grado di governare questo
complicato processo».
Alessio D'Amato, a capo della cabina di regia della sanità del Lazio ribatte: «Siamo passati dalle 60
deroghe di inizio 2013 alle 660 di quest'anno a dimostrazione della volontà di superare il blocco del
turnover».
Ammettendo anche che «sicuramente vanno migliorate le procedure di reclutamento ancorate a
graduatorie vecchie di anni che vengono di volta in volta prorogate a livello nazionale impedendo di fatto
l'ingresso di nuove generazioni nel servizio sanitario e appesantendo i meccanismi burocratici». Un aspetto
ben chiaro per la Regione tanto che al riguardo «è stato anche aperto un tavolo con i sindacati per
confrontarci e speriamo che le se stesse sigle a livello nazionale sblocchino il meccanismo delle
graduatorie che impediscono l'entrata di nuove energie nelle strutture sanitarie pubbliche».
LA REPLICA
"Passaggio da 60 a 660 deroghe per superare il blocco del turnover"
PER SAPERNE DI PIÙ www.regione.lazio.it www.cgil.it
Foto: L'ANNUNCIO La Regione Lazio ha annunciato un piano di assunzioni nella Sanità per i prossimi due
anni
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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SANITÀ
10/11/2016
Pag. 11 Ed. Roma
diffusione:248077
tiratura:374273
E il farmacista spara in aria "Basta rapine"
RORY CAPPELLI
SONO ENTRATI nella farmacia di via Colli Portuensi in due, uno armato di pistola, l'altro di cacciavite. Il
volto nascosto da caschi e sciarpe, hanno urlato: «Vediamo stasera chi dobbiamo uccidere! Vediamo a chi
dobbiamo fare male!» avventandosi sulla cassa.
Maurizio, il titolare, ha visto la scena dal suo ufficio, dalle telecamere di videosorveglianza. «E questa volta
ho reagito. Non ne posso più. In un anno abbiamo subito 13 rapine, più di una al mese», racconta. «Sono
uscito con la mia Smith and Wesson 38 special - ho il porto d'armi ma non l'avevo mai usata - e ho sparato
un colpo in aria. Certo ho rischiato. Ma i due sono scappati, inforcando il motorino e lanciandosi a tutta
velocità contromano sul viale dei Colli Portuensi. Erano le 18.40 (di ieri pomeriggio, ndr )» continua
Maurizio.
«Abbiamo chiamato la polizia ma si erano già dileguati».
Il medico racconta di rapine continue: «Sono veramente arrabbiato perché a volte entrano a volto scoperto,
portano via l'intero incasso e poi magari qualche giorno dopo li incontro per la strada. Siamo il loro
bancomat. Una volta ho fatto arrestare tre romeni: stavo andando in banca, quando li vedo dall'altra parte
della strada. Li riconosco. Avevano rubato nel reparto profumeria: ho chiamato la polizia e mi sono messo a
seguirli. Quando sono arrivati gli agenti li hanno arrestati. Altre volte li arrestano e poi il giorno dopo sono di
nuovo per strada. Altroché certezza della pena». «Sono felice di non aver fatto male a nessuno», dice
ancora o Maurizio. «E sono felice anche di aver reagito. Le rapine durano pochissimo: sono riuscito a
intervenire perché cercavano una seconda cassa. Qualcuno aveva dato loro questa informazione. Spero
che il passaparola funzioni anche in un altro senso e che i delinquenti ci pensino due volte prima di
riprovarci qui, da noi».
Foto: L'AGGRESSIONE Una volante della polizia.
In via dei Colli Portuensi ieri sera il titolare di una farmacia ha sparato
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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COLLI PORTUENSI
10/11/2016
Pag. 2 Ed. Milano
diffusione:248077
tiratura:374273
Maxischermo per la commemorazione civile
(al.cor.)
LA CAMERA ardente aprirà oggi alle 11. In Sala Alessi, cuore di Palazzo Marino, «perché il Professore
lascia una traccia profondissima nella nostra città, era il minimo», spiega il sindaco Beppe Sala. Milano
piange Umberto Veronesi: oggi i milanesi potranno rendergli omaggio, in Comune, fino alle 20.30. Prevista
anche una visita del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. La camera ardente riaprirà poi domani alle
8.30, e sarà accessibile fino alle 11, quando inizierà la commemorazione civile, che potrà essere seguita
anche tramite maxi-schermi allestiti in piazza Scala. Molto probabile il lutto cittadino: la decisione finale sarà
presa oggi in Comune. «Ci ha lasciati una persona unica, un padre unico, non solo per noi figli, ma anche
per più generazioni di medici e di scienziati che hanno condiviso le sue idee e lo hanno seguito, per chi lo
ha conosciuto ma anche per chi non lo ha conosciuto - ha detto il figlio Paolo, direttore della Senologia
chirurgica dello Ieo - Ho ricevuto centinaia e centinaia di testimonianze da persone, amici, colleghi, ma
anche dalle persone comuni: le tantissime donne che lui ha aiutato direttamente, o anche indirettamente
grazie ai suoi insegnamenti».
In via Ripamonti, per permettere ai medici e agli infermieri dello Ieo di porgere l'ultimo saluto al Professore,
domani saranno predisposte delle navette, che andranno dall'ospedale fino a Palazzo Marino. Oggi nella
struttura sarebbe dovuto iniziare (e proseguire, come ogni anno, fino a sabato) un meeting di tutti i direttori
e i primari: gli incontri sono però stati sospesi.
L'istituto ricorderà il Professore martedì prossimo, durante un incontro organizzato nell'aula magna di via
Ripamonti.
Foto: DOMANI ALLE 11 La commemorazione civile si terrà domani alle 11 a Palazzo Marino
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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OGGI APRE LA CAMERA ARDENTE A PALAZZO MARINO
10/11/2016
Pag. 1 Ed. Torino
diffusione:248077
tiratura:374273
Bus Erasmus, nessun colpevole Il papà di Serena: una vergogna
JACOPO RICCA
L'AMAREZZA traspare dalla voce di Alessandro Saracino: «Non so che dire.
Sono sbigottito». Ha appena saputo che la giudice istruttore del tribunale di Amposta, in Spagna, ha
chiesto l'archiviazione dell'inchiesta penale per la morte di sua figlia Serena. l'universitaria torinese di
Farmacia morta a marzo, insieme ad altre 12 compagne, nello schianto dell'autobus. A PAGINA VI
L'amarezza e la rabbia traspaiono dalla voce di Alessandro Saracino: «Siamo stranieri, l'Europa non esiste,
se anche da un paese amico come la Spagna veniamo trattati così qualcosa non funziona». Ha appena
saputo che la giudice istruttore del tribunale di Amposta, in Spagna, ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta
penale sulla morte di sua figlia Serena, studentessa torinese di farmacia, e di altre 12 compagne decedute
in marzo nello schianto notturno di un autobus pieno di studenti Erasmus in viaggio verso Barcellona.
«Non me lo aspettavo - dice Mi sembra incredibile, fino a poco tempo fa tutto sembrava indicare che ci
fosse una responsabilità dell'autista e ora la vicenda si chiude in un nulla di fatto. Ma non finisce qui. Sono
in contatto anche con il Quirinale e l'ambasciata perché bisogna reagire».
Lui, che ha sempre chiesto giustizia per sua figlia e le sue amiche e che della battaglia per una maggiore
sicurezza nei trasporti dei giovani sta facendo una ragione di vita, è pronto a opporsi a questa richiesta:
«Faremo ricorso contro questa richiesta e siamo pronti a rivolgerci all'Unione Europea perché prenda
posizione contro questa vergogna - annuncia Saracino - Hanno cambiato il magistrato, è stato sostituito da
una giovane giudice che ha cambiato indirizzo all'inchiesta». Finora le ricostruzioni della polizia catalana
avevano ipotizzato che l'incidente fosse stato causato da un colpo di sonno dell'autista, ferito gravemente
nello schianto che una relazione degli esperti ha attribuito proprio a un suo eccessivo affaticamento. Dopo
averlo di nuovo ascoltato e aver esaminato le parole dei sopravvissuti la giudice ha escluso però una
responsabilità. «Ma ci sono le testimonianze di chi era su quel pullman, c'erano le parole dello stesso
guidatore che a caldo ammise di essersi addormentato» ribatte Gabriele Maestrini, padre di un'altra delle
vittime.
«È un dolore che si rinnova - dice ancora Saracino - Questa decisione è contraria a qualsiasi ordinamento
democratico.
Spero che anche il governo italiano sia al nostro fianco nell'opporsi a quello che hanno stabilito gli
spagnoli». Nella richiesta di archiviazione la giudice precisa che la richiesta di archiviazione non
pregiudicherà le cause civili per il risarcimento alle famiglie: «Noi abbiamo sempre creduto nell'inchiesta
penale - conclude il padre di Serena - Quello che vogliamo prima di tutto è giustizia».
Foto: DOLORE RINNOVATO Lo strazio dei genitori di Serena Saracino ai funerali
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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MORTA IN GITA IN CATALOGNA
10/11/2016
Pag. 1 Ed. Torino
diffusione:248077
tiratura:374273
Mancano le dosi, flop del sistema affidato alle farmacie Disagi e proteste. I medici: prenotazioni solo da
lunedì
Ipazienti prenotati sono stati mandati a casa: «Vi chiameremo appena avremo a disposizione i vaccini».
Negli ultimi due giorni negli studi medici il clima non era dei migliori: proteste per tutto il giorno.
Non è stata una bella partenza, in Piemonte, per la campagna di vaccinazione antinfluenzale annunciata a
più riprese e fissata a partire da lunedì scorso. In molte farmacie - a loro l'assessorato alla Sanità aveva
affidato quest'anno, per la prima volta, la distribuzione per migliorare il servizio - i vaccini non sono arrivati e
i medici sono tornati in studio a mani vuote. Brutta notizia per i pazienti in coda per essere vaccinati. I
SERVIZI A PAGINA II
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Vaccino, è caos rimandati a casa i pazienti in coda
10/11/2016
Pag. 2 Ed. Torino
diffusione:248077
tiratura:374273
Il vaccino non parte distribuzione in tilt Rimandati a casa i pazienti in
coda
Flop del nuovo sistema che affida la consegna alle farmacie Pioggia di proteste, i medici: "Solo un giorno
per ordinarli"
SARA STRIPPOLI
IPAZIENTI prenotati sono stati mandati a casa: «Vi chiameremo appena avremo a disposizione i vaccini».
Negli ultimi due giorni negli studi medici il clima non era dei migliori: per tutto il giorno proteste e borbottii.
Non è stata una bella partenza, in Piemonte, per la campagna di vaccinazione antinfluenzale annunciata a
più riprese e fissata a partire da lunedì scorso. In molte farmacie - a loro l'assessorato alla Sanità aveva
affidato quest'anno, per la prima volta, la distribuzione con l'obiettivo di migliorare il servizio - i vaccini non
sono arrivati e i medici sono tornati in studio a mani vuote. Brutta notizia per i pazienti in coda per essere
vaccinati: «Sia ieri sia oggi avevamo prenotazioni per tutta la mattinata. Non abbiamo potuto fare altro che
chiedere scusa e assicurare che avremmo riaperto l'agenda delle prenotazioni nel momento in cui ci fosse
stata sicurezza sulla disponibilità dei vaccini» raccontano nello studio associato "Sanitò" che fa riferimento
all'Asl To2.
Nel resto della città la situazione era molto simile.
Un caos a singhiozzo: in alcune farmacie i medici hanno trovato le dosi ma non nelle quantità prenotate. In
altre il vaccino non era ancora arrivato. Difficile in alcuni casi comunicare ai pazienti la data della
vaccinazione: a qualcuno è stato risposto che fino alla prossima settimana le dosi richieste non sarebbero
state disponibili. Nell'Asl To5 la situazione non è stata diversa e il ritiro è avvenuto a macchia di leopardo.
Roberto Venesia, segretario regionale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina
generale, conferma i disagi e dice di avere ricevuto decine di telefonate dai colleghi che segnalavano la
mancata consegna dei vaccini nelle farmacie. Già ieri pomeriggio Venesia ha scritto al responsabile
regionale del servizio farmaceutico Loredano Giorni e all'assessore alla Sanità Antonio Saitta: «La fornitura
avviene con ritardo.
Solo da lunedì , giorno dell'avvio della campagna, è stato possibile inviare gli ordini.
Per la maggior parte dei colleghi la consegna è arrivata due giorni dopo. Soprattutto chi ha richiesto le dosi
in modo scaglionato oggi riceve risposte poco chiare: non ci sono previsioni sulla disponibilità del vaccino».
In questo modo, sottolinea il segretario Fimmg, «si rischia di compromettere gli effetti positivi della
campagna vaccinale contro l'influenza. Una contraddizione evidente fra il battage mediatico di promozione
della necessità di immunizzarsi sin da metà ottobre e il ritardo sull'arrivo dei vaccini».
Negli anni scorsi i medici si rivolgevano all'Asl per ritirare le dosi. Prima della partenza della campagna,
però, le aziende sanitarie avevano già provveduto a raccogliere le prenotazioni e il primo giorno la partenza
era garantita. Loredano Giorni, responsabile dei servizi farmaceutici della Regione spiega così il disguido:
«Era inimmaginabile che tutti prenotassero il primo giorno. Avevano chiesto che ci fosse una fornitura per i
primi giorni e poi ce ne fossero altre successive. In realtà alcuni medici hanno fatto le prenotazioni per tutto
il periodo e altri sono rimasti senza.Le consegne per le prenotazioni oltre le prime 420mila dosi ci saranno
nei prossimi giorni, ma sia chiaro che noi abbiamo distribuito 420mila dosi a 3600 medici in 1600 farmacie».
I PUNTI FINO ALL'ANNO SCORSO I medici ritiravano le dosi all'Asl. Prima della partenza della campagna,
però, le aziende sanitarie raccoglievano già le prenotazioni LA NOVITÀ L'assessorato ha deciso quest'anno
di affidare per la prima volta la distribuzione delle dosi alle farmacie per migliorare il servizio IL PROBLEMA
In alcune farmacie i medici hanno trovato le dosi ma non nelle quantità prenotate. In altre il vaccino non era
ancora arrivato
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Il pianeta sanità
10/11/2016
Pag. 2 Ed. Torino
diffusione:248077
tiratura:374273
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Foto: DISAGI
Foto: Una cartello di "vaccini esauriti" in farmacia. A sinistra una vaccinazione: molte le proteste in questi
giorni da parte dei pazienti
Foto: PRESIDENTE Massimo Mana è il presidente regionale di Federfarma e amministratore di Unifarma,
uno dei grossisti che assicura la distribuzione di medicinali
10/11/2016
Pag. 2 Ed. Torino
diffusione:248077
tiratura:374273
"Dottori troppo precipitosi, lunedì sarà tutto ok"
(s. str.)
«LUNEDÌ sono arrivate prenotazioni da tutto il Piemonte per 420mila dosi di vaccino. Facile immaginare
che la consegna non potesse arrivare dappertutto in poche ore». Massimo Mana è il presidente regionale di
Federfarma e amministratore di Unifarma, uno dei grossisti che assicura la distribuzione di medicinali.
Mana, la partenza della vaccinazione era fissata per lunedì. Cosa è andato storto? «Si era immaginato che
le prenotazioni arrivassero scaglionate, mentre i medici hanno richiesto tutte le dosi per l'intero periodo di
vaccinazione nelle prime quattro ore della mattinata di lunedì. In questo modo il sistema di consegna era
necessariamente rallentato, ma tutte le consegne sono arrivate entro le 48 ore fissate».
A molti è stato detto che la consegna non sarebbe stata possibile fino alla prossima settimana. Perché?
«Quelle prenotazioni sono arrivate dopo la prima tranche di richieste per le prime 420mila dosi e quindi il
vaccino non era più disponibile. Il Piemonte in totale ha prenotato 680 mila dosi, ma il centro non ne
contiene più di 420mila. L'accordo prevedeva che ci sarebbero state successivw consegne».
A questo punto si possono fare previsioni per evitare disagi ai pazienti? «Credo che entro fine settimana
tutto sarà a posto. A questo punto altre 200mila dosi sono state ordinate per una seconda tranche di
vaccinazioni. Ai grossisti arriveranno entro venerdì: lunedì dovrebbero essere tutte distribuite o in
distribuzione. Ogni volta che si parte con un nuovo metodo è normale aspettarsi qualche piccolo intoppo».
Essere costretti a rimandare i pazienti a casa non è un bel messaggio, non le pare? «I medici non
dovevano prenotare i pazienti nei primissimi giorni. Era stato comunicato che lunedì sarebbero partite le
prenotazioni.
Con tempi di consegna entro le 48 ore prenotare il paziente già martedì era un evidente rischio». L'anno
scorso la stima veniva fatta dalle aziende e le prenotazioni erano fatte prima, non è così? «Sì, ma non era
mai capitato che andassero tutti insieme il primo giorno. In ogni caso questo può essere un segnale che il
messaggio sull'importanza della vaccinazione è passato. Nel complesso sarei più soddisfatto che
preoccupato». Molte farmacie avevano un surplus di vaccini, mentre in altre non ne sono arrivati a
sufficienza. Perché? «Perchè alcune farmacie hanno confuso le confezioni da 1 e da 10 dosi. E quindi
hanno ordinato cento scatole da dieci pensando di ricevere cento vaccini. Ne sono ovviamente arrivati
mille, ma tutti sono stati subito riconsegnati e ridistribuiti».
L'INGORGO
Dall'intero Piemonte in una sola mattina ci sono arrivate in blocco prenotazioni per 420mila dosi:
caos assicurato
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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MANA, PRESIDENTE DI FEDERFARMA
10/11/2016
Pag. 1 Ed. Palermo
diffusione:248077
tiratura:374273
Falso e peculato: scatta il blitz Al vaglio le degenze "urgenti" dal 2013 a oggi
GIUSI SPICA
SPACCIARE come urgente un ricovero che urgente non è, per scavalcare le liste d'attesa. Oppure favorire
qualcuno facendogli eseguire gli esami da "interno", senza attese e gratis. È questo il sospetto della
procura che ieri ha disposto un maxi-blitz all'ospedale Civico di Palermo: cinquanta finanzieri in borghese
hanno fatto irruzione in amministrazione e in molti reparti chirurgici per acquisire centinaia di cartelle
cliniche datate 2013-2016. Tutto ruota intorno alla gestione dei ricoveri urgenti non transitati dal pronto
soccorso ma disposti direttamente dai medici dei reparti e sui prericoveri, ovvero la fase preliminare
all'intervento in cui il paziente viene chiamato per eseguire gli accertamenti di rito. SPICA A PAGINA V
Interventi chirurgici spacciati come urgenti per aggirare le liste d'attesa e ricoveri non necessari disposti
solo per eseguire esami in tempi brevi e senza pagare il ticket, magari con l'aiuto del medico amico. Sono
le ipotesi shock su cui stanno lavorando gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di
Palermo, che ieri si sono recati in massa all'ospedale Civico per acquisire centinaia di documenti e cartelle
cliniche negli uffici amministrativi e in molti reparti tra cui Chirurgia generale, Neurochirurgia, Chirurgia
vascolare e Chirurgia mammaria. Un maxi-blitz ordinato dal sostituto procuratore Francesco Del Bene che
ha aperto un fascicolo per truffa, peculato e falso.
Al momento non si conoscono i nomi degli indagati. Quel che è certo è che l'inchiesta, partita nel 2014 da
un esposto, accende i riflettori su un'ampia fetta di ricoveri eseguiti dal gennaio 2013 al giugno 2016. Il
sospetto è che in alcuni reparti vigesse una sorta di lista d'attesa parallela per ottenere corsie preferenziali.
Per prassi i ricoveri urgenti sono disposti dal pronto soccorso, tutti gli altri (ovvero i ricoveri in elezione)
devono essere autorizzati dall'accettazione centralizzata gestita dalla direzione medica di presidio che
registra le richieste in un sistema informatico in ordine cronologico.
Ma esistono delle eccezioni.
Possono essere ricoverati in urgenza, senza passare dal pronto soccorso, i pazienti trasferiti da altre
strutture della rete sanitaria. Anche i medici dei reparti possono disporre un ricovero urgente mettendo nero
su bianco, in un apposito certificato, che il paziente ha necessità immediata di essere ricoverato. La
richiesta motivata deve poi essere autorizzata dal pronto soccorso che vigila esclusivamente sulla
regolarità "formale" della procedura. Un iter introdotto nel 2010 dall'ex manager Carmelo Pullara per tentare
di arginare l'elevato numero di ricoveri urgenti disposti dai reparti (oltre seimila).
Oggi i casi si sono ridotti a circa un migliaio all'anno. Ma i finanzieri vogliono verificare l'effettiva
corrispondenza tra quanto il medico certifica e la necessità reale del ricovero.
Possono esserci, infatti, casi più gravi che meritano priorità. E qui si profila l'ipotesi di reato: falsificare un
certificato creando urgenze fasulle per saltare la lista d'attesa.
Un altro aspetto riguarda il reclutamento. Come arriva in corsia il paziente che non transita dall'area di
emergenza? Da chi e dove viene visitato prima del ricovero? L'altro filone d'indagine riguarda i prericoveri,
ovvero la fase antecedente all'intervento in cui i pazienti vengono invitati in ospedale per gli accertamenti:
risulterebbe che in molti casi non sia seguito il ricovero. Può succedere che qualcuno non risulti più idoneo
all'intervento. Oppure che sia lo stesso paziente a rifiutare ma in questo caso dovrebbe pagare il ticket sulle
prestazioni già eseguite. Cosa che sarebbe avvenuta di rado. «La direzione generale - ha detto il manager
Giovanni Migliore - ha assicurato la più ampia collaborazione agli organi inquirenti e resta in attesa degli
sviluppi». Sviluppi che potrebbero arrivare presto: oggi i finanzieri saranno di nuovo in corsia per acquisire
altre carte.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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"Ricoveri col trucco" Il Civico al setaccio
10/11/2016
Pag. 1 Ed. Palermo
diffusione:248077
tiratura:374273
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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I PUNTI
UN MIGLIAIO Sono i casi al vaglio dei finanzieri che verificheranno la corrispondenza tra quanto certificato
dai medici e la reale necessità di ricovero IL RECLUTAMENTO Come arriva in corsia il paziente che non
transita dal pronto soccorso? È una delle domande al centro dell'inchiesta che abbraccia gli ultimi tre anni
NEL MIRINO Durante l'acquisizione di atti al Civico, i finanzieri hanno visitato, tra gli alti, i reparti di
chirurgia generale, chirurgia vascolare, chirurgia mammaria, neurochirurgia LA DIREZIONE La direzione
generale del Civico con una nota ha precisato di avere assicurato ampia collaborazione e resta in attesa di
sviluppi
www.gdf.it www.palermo.repubblica.it PER SAPERNE DI PIÙ
Foto: ACQUISIZIONI I finanzieri al Civico hanno acquisito copia di centinaia di documenti negli uffici
amministrativi e nelle unità operative
10/11/2016
Pag. 1 Ed. Palermo
diffusione:248077
tiratura:374273
Un anno per un intervento la giungla liste d'attesa
g.sp
PIÙ di un anno per un intervento di ernia o di colecisti, 500 pazienti in lista in urologia, 250 in Chirurgia
maxillo-facciale. All'ospedale Civico di Palermo le liste d'attesa sono ancora una giungla. E i sindacati
denunciano lo "strapotere" concesso ai primari nella gestione delle agende, proprio nel giorno in cui il
manager introduce una nuova gestione che prevede che tutti i ricoveri passino dai reparti. A PAGINA V Per
un intervento di ernia o di colecisti non urgente all'ospedale Civico di Palermo un paziente è costretto ad
aspettare oltre un anno. Chi ha bisogno di un'operazione alla prostata trovarà prima di lui 500 persone. E
più di dodici mesi passano anche per essere operati nel reparto di Chirurgia maxillo-facciale.
Anche chi ha bisogno di fare dei semplici esami da esterno, senza necessità di ricovero, deve armarsi di
tanta pazienza: ci vogliono 150 giorni per una mammografia, 170 per un ecocolordoppler, 144 per una
colonscopia. Per non parlare delle visite ambulatoriali: per un appuntamento con un endocrinologo se ne
parla fra un anno, mentre si deve aspettare più di quattro mesi per una visita con il chirurgo generale.
Nonostante leggi e decreti, le liste d'attesa sono ancora una giungla dove medici e pazienti rischiano di
perdersi. Un groviglio inestricabile che può nascondere abusi e "furbizie", come sospetta la procura di
Palermo che ieri ha portato in corsia una cinquantina di finanzieri.
Perché, se qualcuno ha "forzato la mano" - come ipotizza la procura - è proprio per aggirare le attese
insostenibili denunciate anche dai sindacati medici.
Del resto anche l'attuale direzione sanitaria dell'ospedale, nei mesi scorsi aveva capito che qualcosa non
stava funzionando. Soprattutto sul fronte dei ricoveri urgenti non disposti dal pronto soccorso ma
direttamente dai reparti attivando una procedura "alternativa". Con una circolare datata 2015 il direttore
sanitario Rosalia Murè aveva già chiesto ai primari di limitare il numero di questi ricoveri, perché i controlli
avevano evidenziato «il permanere di un uso non appropriato del percorso», e ricordava che «rappresenta
una deroga all'accesso di norma dal pronto soccorso».
Se ne erano accorti già da tempo anche i sindacati dei medici Cimo e Anaoo, che in un dossier presentato
in procura e alla Corte dei conti avevano denunciato l'eccessivo potere concesso ai primari: «I pazienti che
accedono in pronto soccorso e per i quali si rende necessario il ricovero attendono oggi molto più di ieri, in
area di emergenza, per l'indisponibilità di posti letto». Il dito è puntato soprattutto sulla procedura di ricovero
decentrato introdotta dal manager Giovanni Migliore, che non prevede più la gestione dei ricoveri urgenti e
programmati dal pronto soccorso come era stato disposto dal suo predecessore Carmelo Pullara: «Si
possono ricoverare nei vari reparti pazienti in regime di elezione a discrezione dei primari, come era in uso
nelle cliniche del Policlinico di Palermo trasformate in case di cure del barone di turno».
Una procedura che il manager ha deciso di potenziare. Proprio ieri la direzione sanitaria ha comunicato ai
medici che dal 14 novembre cambieranno le regole per i ricoveri programmati. Saranno i medici dei reparti
a gestire le prenotazioni accedendo in autonomia nel sistema informatico, senza passare dall'accettazione
centralizzata. Il singolo medico valuterà caso per caso se un paziente meriti di essere ricoverato prima degli
altri. "E questo - attacca Angelo Collodoro, vicepresidente regionale Cimo - non farà altro che aumentare lo
spazio per possibili abusi".
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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IL RETROSCENA
10/11/2016
Pag. 57 Ed. Torino
diffusione:159849
tiratura:244697
Sanità , i conti ballano Il disavanzo sale a un miliardo e mezzo
Altro che 419 milioni. La trattativa tra Regione e ministero dell'Economia e delle Finanze per sdoganare
definitivamente la Sanità piemontese dal piano di rientro del deficit maturato negli anni rimanda ad una cifra
decisamente più consistente: un miliardo e mezzo. Più precisamente, un miliardo e 510 milioni.
La «precisazione» è arrivata da Sergio Chiamparino. «Serve un investimento significativo per le assunzioni
nella sanità, in aggiunta a quelle che abbiamo già fatto nelle more del piano di rientro del debito - ha detto il
presidente della Regione replicando ai Cinque Stelle (Bertola) e a Rete civica (Monaco) -. Ma per poterlo
fare bisogna uscire dal piano. Da parte del Piemonte c'è una proposta informale, già inviata al Ministero: ci
chiede di restituire un miliardo e mezzo, in passato usato per coprire voci di spesa non sanitarie,
spostandolo dal bilancio della Regione a quello della Sanità».
Una cifra che in Aula ha fatto impallidire più di un consigliere: a maggior ragione, considerato che in quel
momento si dibatteva sulla necessità di potenziare le assunzioni e di adeguare le retribuzioni del personale
sanitario, oltre a quelle dei direttori generali delle Asl piemontesi.
A svelare l'arcano ci ha pensato in giornata Aldo Reschigna, l'assessore al Bilancio, direttamente da
Roma: «E' vero, la cifra data da Chiamparino corrisponde». In che senso? «I 419 milioni rimandano a
trasferimenti erogati a suo tempo dallo Stato, prelevati dal conto corrente della Sanità e utilizzati per coprire
altre voci di spesa: quelli andranno rimessi al loro posto - precisa l'assessore -. Il miliardo e mezzo, invece,
è la cifra che dobbiamo alle aziende sanitarie per pagare i fornitori, abbassando i tempi di pagamento in
linea con l'indirizzo della giunta».
Il che spiega la complessità della trattativa. «Infatti - conviene Reschigna -: la trattativa con Roma la
facciamo sul miliardo e mezzo».
Bocca cucita, da parte di Chiamparino e dell'assessore, sulla proposta che verrà avanzata al Ministero per
uscire dall'ennesimo pantano finanziario: dall'accoglimento di questa proposta dipenderà la possibilità di
uscire una volta per tutte dalla «black list» delle Regioni in piano di rientro (il Piemonte è l'unica tra quelle
del Settentrione), al netto dei risultati già raggiunti, e di recuperare l'autonomia gestionale. [ALE.MON.] BY
NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Si tratta con Roma
10/11/2016
Pag. 58 Ed. Torino
diffusione:159849
tiratura:244697
Scagionato l'autista del bus Erasmus "La morte di Serena non ha
colpevoli"
Tommaso Fregatti Noemi Penna
A luglio la beffa dei risarcimenti irrisori, ieri la notizia dell'archiviazione dell'inchiesta penale. Per il giudice
spagnolo di Amposta non c'è un colpevole per l'esistenza spezzata di tredici studentesse Erasmus (tra cui
sette italiane) che hanno perso la vita nel tragico schianto di un pullman avvenuto all'alba del 20 marzo
scorso a Freginals vicino a Tarragona in Spagna.
L'autista - nonostante abbia ammesso alla polizia di essersi addormentato e per questo incriminato in
prima istanza per "tredici omicidi per imprudenza" - per i magistrati iberici non ha commesso alcun reato.
Guidava ad una velocità commisurata, non era distratto dall'uso del telefono cellulare e soprattutto ha
rispettato i tempi di riposo regolamentari. Tutto questo nonostante la scatola nera avesse rilevato diversi e
anomali cambiamenti di velocità del mezzo prima che si rovesciasse sull'asfalto.
«Ci pare evidente che le ragazze non si siano suicidate. Ma da questa archiviazione parrebbe proprio
così». Alessandro Saracino, il padre di Serena, la studentessa di Farmacia di 22 anni di Torino che ha
perso la vita sull'autobus, schiacciata fra le lamiere e l'asfalto, è atterrito dalla decisione del tribunale
spagnolo. «Come comitato dei genitori delle vittime - spiega - ci riserviamo di procedere legalmente in tutte
le sedi competenti».
«Proprio così: ora ci verranno a dire che le nostre figlie si sono buttate da solo sotto quel bus». Rincara la
dose Paolo Bonello, il padre di Francesca, la ragazza genovese di 24 anni che ha perso la vita in
quell'incidente. Parla sottovoce, pesa le parole. Ha letto la notizia su Internet. Prova rabbia, amarezza,
incredulità: «Cosa mi passa per la mente? Sono sconvolto. No, non me lo aspettavo di certo. Ora, passi per
il risarcimento, ma dirci che non c'è un colpevole per questo incidente... non crederanno che un autobus si
possa ribaltare da solo». Una pausa di riflessione di qualche istante, poi aggiunge: «Voglio essere chiaro
una condanna ad uno, cento, mille anni di carcere non riporterebbe in vita le nostre figlie. Al tempo stesso
giustizia deve essere fatta. Non è una frase fatta, non è uno slogan. Vogliamo che qualcuno paghi per
quello che è successo».
Bonello non ci sta. «Ogni volta che escono notizie di questo genere - continua - è uno strazio nello strazio.
Non c'è stato un attimo in cui non ho pensato a Francesca. E sapere che un incidente del genere potrebbe
non avere colpevoli mi fa male, molto». Il padre della studentessa genovese, insieme agli altri genitori, ha
anche fondato l'associazione "Parents of Erasmus Generation", con lo scopo di rendere sicuri i viaggi in
pullman: nelle gite scolastiche, nel trasporto delle squadre sportive, non solo negli Erasmus. E ora promette
battaglia. Almeno dal punto di vista legale: «Faremo certamente ricorso - conclude Bonello - io non sono un
avvocato, non sono esperto di diritto tantomeno spagnolo. Ma se i giudici hanno deciso una cosa del
genere avranno avuto degli elementi per farlo. Una cosa voglio chiederla: l'autista ha sempre dichiarato di
essersi addormentato prima dell'incidente. Bene. Per uno che guida un autobus pieno di ragazzi non è una
colpa dormire?». Sulla stessa lunghezza d'onda i genitori delle altre ragazze morte nell'incidente: in base
alla legge spagnola possono impugnare la decisione dei giudici, ma guardano anche all'Europa. «Ora
speriamo davvero che l'Europa esista e che intervenga», conclude Saracino. BY NC ND ALCUNI DIRITTI
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VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Il giudice spagnolo archivia l'indagine sull'incidente di Tarragona
10/11/2016
Pag. 55 Ed. Asti
diffusione:159849
tiratura:244697
Controlli e visite gratuite in ospedale su problemi e prevenzione del
diabete
Controlli gratuiti con misurazioni della glicemia, screening, informazioni specialistiche: torna la
«Diabetologia aperta», giornata realizzata dal reparto Diabetologia e Sos Diabete con patrocinio dell'Ordine
dei Medici, dei Farmacisti e Federfarma.
Domani alla Diabetologia del Massaja dalle 7,30 alle 12, i cittadini potranno sottoporsi a valutazioni del
rischio diabete, controlli e screening gratuiti. A disposizione anche informazioni sulla prevenzione e
consulenze specialistiche. La diabetologia del Massaja segue oltre 13 mila pazienti: dalla prevenzione
all'emergere della patologia, fornisce gli strumenti di controllo e gestione del diabete nella quotidianità. «In
linea con il tema della giornata mondiale del diabete - spiega il primario Luigi Gentile - l'obiettivo è di tenere
gli occhi aperti sul diabete e scegliere di stare bene, fornendo strumenti per la prevenzione e per la
gestione della malattia. Per farlo è importante mettere in atto un cambio culturale negli stili di vita, a partire
da una corretta alimentazione e una regolare attività motoria, sottoponendosi a periodico controllo della
glicemia. Controlli ancor più necessari nei soggetti a rischio e dopo i 40 anni».
E quando non si può più prevenire, entra in gioco il percorso di cura: «La nostra struttura - continua Gentile
- è in grado di fornire un percorso strutturato, differenziato e in rete tra ospedale e territorio, per dare una
risposta ai bisogni delle persone con diabete». Secondo appuntamento
Quest'anno «Diabetologia aperta» vivrà una seconda tappa: domenica 27 novembre in Biblioteca, si terrà
«Insieme per rispondere ai bisogni delle persone con diabete». Con Alberto Sinigaglia (presidente Ordine
Giornalisti Piemonte), interverranno Roberta Bellesini (presidente Biblioteca), il sindaco Fabrizio Brignolo e
Ida Grossi (direttore Asl Asti). Testimonianze di Paola Pisanti (presidente Commissione Ministeriale
Diabete), Cristina Bargero (Intergruppo parlamentare Qualità della vita e Diabete), Beppe Bargero (poeta).
Conducono Luigi Gentile ed Ezio Labaguer. [V. Fa.] BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Domani mattina in reparto
10/11/2016
Pag. 55 Ed. Asti
diffusione:159849
tiratura:244697
Centro diurno per autistici insegnerà "l'uso della vita"
elisa schiffo
La scommessa non è da poco: passare dal modello assistenziale a quello «esistenziale». Parole grosse
che tradotte significano insegnare l'«uso della vita» ai ragazzi, alle famiglie.
L'Anffas di Asti è pronta a inaugurare un nuovo centro diurno specializzato per gli autistici. Nascerà nei
locali di piazzale Penna, dove l'associazione ha sede. Si comincerà con una ventina di «giovani adulti» che
hanno terminato il percorso scolastico.
«Un progetto che inseguiamo da tempo - - spiegano il presidente Marcello Follis e la vice Elena Salvadore
- . Siamo partiti l'anno scorso con un lavoro di orientamento per le vie della città, i ragazzi dovevano capire
da soli che strada prendere per arrivare alla stazione, al supermercato, in farmacia, in Posta. Insomma
quello che serve nella quotidianità. Un esperimento che ci ha fatto capire che era la strada giusta da
seguire. E così ci siamo rivolti a Lucio Moderato, massimo esperto in materia che dopo aver visitato la
nostra struttura ci ha guidati in questa nuova sfida». La macchina è già partita. All'Anffas si sta valutando la
situazione dei singoli casi. Poi toccherà al personale, gli educatori saranno impegnati in 16 ore di
formazione che partiranno il 10 dicembre e si concluderanno il 21 gennaio. Nella sede di piazzale Penna si
lavora a pieno ritmo. Scuola di falegnameria
Mentre Angelo incolla chicchi, ceci e semini per i regali di Natale, Bruno e Fabio uniscono i mini tasselli in
legno per formare il grande scudetto del Toro. E' la scuola di falegnameria del responsabile Gino Giaretto,
uno dei fiori all'occhiello del centro. Le attività sono tante. Si cammina a piedi nudi per conoscere il caldo, il
freddo, ciò che è liscio e ruvido e anche la sensazione di camminare sulla sabbia, attraverso la musica poi
«si muovono le emozioni senza passare dalle parole» spiega l'insegnante Marie Jeanne Thevenet. Ci sono
il laboratorio sensoriale, la palestra, la scuola di favole e s'impara l'arte del riciclo con la carta. Casa Patti a
Cisterna
Il «progetto indipendenza» porta anche a Cisterna dove nascerà «Casa Patti», una palestra di vita
indipendente tra frutteto e animali che diventerà realtà grazie alla sensibilità della famiglia di Patrizia,
un'ospite del centro diurno mancata per un problema cardiaco ma che continua a vivere nei cuori della
gente del suo paese e dell'Anffas, la sua «scuola di vita». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Anffas di Asti pronta ad inaugurare un nuovo spazio
10/11/2016
Pag. 42 Ed. Viterbo
diffusione:129764
tiratura:185029
REGIONE
Farmacisti in agitazione sul problema delle nuove aperture che tardano. L'altra mattina alcuni di loro,
provenienti da tutto il Lazio, hanno manifestato contro la Regione in via Terme di Traiano, dove ha sede la
nuova farmacia, già pronta ma che ancora non può aprire. Sul problema è intervenuto Devid Porrello,
capogruppo del M5S Lazio. «Civitavecchia soffre della lentezza della burocrazia regionale che, nonostante
i proclami di Zingaretti e la nostra insistenza fatta di atti formali e interventi in aula, non è ancora riuscita a
risolvere la questione delle nuove farmacie. Nonostante un concorso avviato nel 2012 molti farmacisti
continuano a non poter aprire i propri esercizi, in alcuni casi già pronti per essere inaugurati. Farmacie che
vanno a coprire zone scoperte e periferiche per portare un servizio vitale a tutti i cittadini, vengono bloccate
dall'assenza di una firma che viene giustificata con i soliti giri di parole dagli irresponsabili della sanità
regionale».
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Nuove aperture in ritardo i farmacisti protestano
10/11/2016
Pag. 6 Ed. Ferrara
diffusione:106165
tiratura:153812
TENTATIVO di furto, ieri mattina, nella farmacia comunale in centro storico a Ferrara. L'uomo,
incappucciato, è stato immortalato dall'impianto di videosorveglianza del locale. Sarebbe entrato, avrebbe
provato ad asportare un prodotto per poi darsi alla fuga.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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VIA KRAMER PRESO IL PALO DEI FURTI DENUNCIATO UN 31ENNE
10/11/2016
Pag. 6 Ed. Ferrara
diffusione:106165
tiratura:153812
NOVE unità dei vigili del fuoco questa mattina sono partite da Ferrara alla volta delle zone terremotate delle
Marche. Da Ferrara sbarcherà nelle zone del terremoto un'intera sezione operativa per soccorrere le
popolazioni colpite dal sisma.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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ALLARME FURTI COLPO IN FARMACIA CACCIA AL LADRO
INCAPPUCCIATO
10/11/2016
Pag. 17 Ed. Rimini
diffusione:106165
tiratura:153812
Per referti e radiografie ora basta un clic
LA SALUTE in un clic. L'esito degli esami medici direttamente sul proprio smartphone. È quanto rende
possibile un primo progetto pilota che porterà la sanità sammarinese a una 'digitalizzazione' presente in
Europa solo in pochi Paesi, come Danimarca e Gran Bretagna. La segreteria di Stato alla Sanità e
Sicurezza Sociale, insieme alla direzione generale dell'Istituto Sicurezza Sociale, hanno presentato un
progetto elaborato in collaborazione con l'azienda Agfa Healthcare, leader mondiale nella fornitura di
tecnologie per l'assistenza sanitaria, per la consultazione on line dei dati clinici e referti radiografici da parte
dei cittadini sammarinesi. «Questo innovativo sistema, che verrà integrato nella piattaforma informatica
dell'Iss - fanno sapere dalla segreteria di Stato - consentirà alla sanità sammarinese di fare un grande
passo in avanti nella relazione paziente-medico, dando la possibilità a cittadini e operatori sanitari di
accedere ai dati clinici direttamente via web o mediante dispositivo mobile, come smartphone e tablet». In
questo modo inoltre, «si ridurranno i costi e tempi di ricezione degli esami di vario tipo, in primis quelli
prodotti dalle diagnostiche per immagini in Radiologia, semplificando e amplificando i livelli di accesso agli
esami clinici da parte dei pazienti». I MEDICI inoltre potranno fare confronti in tempo reale e avere una
tracciatura certa delle diagnosi pregresse: «in questo modo si ridurrà l'errore diagnostico». Il segretario di
Stato Francesco Mussoni dichiara di essere soddisfatto dell'avvio di questo progetto che favorisce
ulteriormente la comunicazione diretta fra la sanità sammarinese e il cittadino. «Con questa iniziativa sottolinea infine Bianca Caruso, direttore Iss - andiamo direttamente a casa degli assistiti per una sanità
che è dalla parte del paziente e mette il cittadino al centro». INTANTO, mercoledì della prossima settimana
sarà inaugurata ufficialmente la nuova farmacia di Fiorentino. La struttura sarà aperta al pubblico da lunedì
a sabato, dalle 8 alle 13.45. Inoltre sarà possibile contattarla telefonando ai numeri 0549-994893/94. Alla
cerimonia di inaugurazione, alla quale è invitata la cittadinanza, saranno presenti i Capitani Reggenti
Marino Riccardi e Fabio Berardi. «Con questa inaugurazione - dichiara Caruso - l'Istituto per la Sicurezza
Sociale si avvicina ancora di più agli assistiti rendendo maggiormente fruibili e in maniera ancora più
capillare geograficamente, servizi altamente frequentati ed indispensabili per l'assistenza e la cura di tutta
la cittadinanza».
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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SANITA' IL NUOVO PROGETTO SARA' OPERATIVO TRA POCHI MESI
10/11/2016
Pag. 6 Ed. Ascoli
diffusione:106165
tiratura:153812
Cena di solidarietà per Pescara
PROSEGUONO le iniziative benefiche promosse dalla onlus 'Pescara del Tronto 24/08/2016',
l'associazione creata dopo il terremoto del 24 agosto scorso da parte di alcuni abitanti del paese. Il
prossimo 19 novembre, infatti, all'oratorio San Paolo di Pagliare, a partire dalle 20.30, si svolgerà una cena
solidale con uno spettacolo di animazione, musica e magia rivolto a tutte le famiglie del territorio. Il ricavato
della serata servirà per finanziare la stessa associazione e per sostenere tutte le attività organizzate da tale
onlus per la popolazione colpita gravemente dal sisma. L'iniziativa è stata patrocinata dal Comune di
Spinetoli ed organizzata grazie al contributo della farmacia del paese. Per partecipare è necessario
prenotare il proprio posto rivolgendosi al numero di telefono 348/2422546. La prenotazione è obbligatoria e
verrà richiesto un piccolo anticipo.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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L'INIZIATIVA APPUNTAMENTO A SPINETOLI IL 19 NOVEMBRE
10/11/2016
Pag. 10 Ed. Fermo
diffusione:106165
tiratura:153812
Biancamaria Marcatili è farmacista
BIANCAMARIA Marcatili si è laureata in Farmacia e riceve questa dedica: "Raggiungere questo traguardo
ha confermato quello che pensavamo di te: sei una persona speciale, determinata e con mille doti che ti
porteranno verso i traguardi migliori per la tua realizzazione personale. Noi te lo auguriamo di vero cuore e
ti facciamo le migliori congratulazioni per il tuo dottorato in farmacia. I tuoi cari!".
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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LAUREA
10/11/2016
Pag. 5 Ed. Lodi
diffusione:40468
tiratura:69236
Giudice di pace ed ex super: due spazi vuoti, destini in forse
di MARIO BORRA - CODOGNO - C'È UN FUTURO utilizzo per l'ex sede del Giudice di Pace oppure sarà
messo all'asta come un bene non più strategico per l'ente comunale? La seconda ipotesi, sembra a oggi
più concreta anche se almeno fino all'anno prossimo decisioni in merito non verranno prese. Nell'attuale
piano di alienazioni non compare la possibile vendita del palazzo, ormai dismesso, di via Pietrasanta. E
dunque la soluzione è ancora lontana, seppur sia stata messa sul tavolo della discussione dagli
amministratori che, alcune settimane fa, hanno effettuato un sopralluogo per verificare gli spazi e cosa è
rimasto al suo interno dopo l'addio del Giudice di Pace, accorpato a Lodi. L'ASSESSORE al Patrimonio
Mara Fontanella aveva confermato la verifica all'interno dello stabile, ma senza dare indicazioni sul futuro.
Ma l'alienazione dell'immobile sembra, a oggi, l'ipotesi più probabile. L'idea del centrosinistra di trasformare
l'edificio in emeroteca e spazi pubblici non sembra essere stata presa in considerazione dall'attuale
esecutivo di centrodestra. Sullo sfondo esisterebbe un interessamento da parte della Cooperativa Amicizia
che potrebbe riflettere su un eventuale acquisto per completare la «cittadella» dell'assistenza che sorge
proprio dietro all'ex Giudice di Pace. Ad oggi solo idee che nessuno intende confermare. Anche il sindaco
Francesco Passerini tempo fa disse che era prematuro ipotizzare qualsiasi soluzione per lo stabile che, tra
l'altro, continua a a ospitare arredi, materiali di cancelleria e faldoni di carte e documenti. SORTE diversa
per l'ex supermercato di viale Cairo al rione Don Bosco: nonostante la precedente giunta di centrosinistra
avesse accelerato la procedura di riconsegna dell'immobile prima del termine della convenzione con il
privato (per poter aprire una nuova farmacia), fissata per il 2017, a oggi la pratica burocratica non è stata
completata (manca l'atto davanti al notaio) e dunque la convenzione finirà naturalmente alla fine del
prossimo mese di giugno. Solo in quella fase, il Comune ritornerà in possesso dello stabile e deciderà cosa
farsene: non sarà sicuramente messo in vendita così come non sarà ospitata una farmacia. Il Comune
intende utilizzare gli spazi molto grandi garantitendo servizi e spazi per i cittadini del quartiere.
[email protected]rno.net
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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CODOGNO PER L'UFFICIO DI VIA PIETRASANTA C'È L'IPOTESI DELL'ALIENAZIONE
10/11/2016
Pag. 29 Ed. Firenze
diffusione:82833
tiratura:124987
12 defibrillatori Ecco la mappa
GRAZIE al «Progetto Vita» sponsorizzato dal periodico «Il Valdarno» e dal Calcit del Valdarno Fiorentino,
aumentano le aree 'cardio protette' nel Comune di Figline e Incisa. «Si tratta di una iniziativa di beneficenza
- precisa una nota dell'amministrazione comunale - che si pone l'obiettivo di creare una rete di defibrillatori
ad uso pubblico, nell'ottica di garantire un intervento immediato in caso di arresto cardiaco». Il reticolo
«salva cuore» prevede il posizionamento di dodici apparecchi, tutti situati in luoghi pubblici molto
frequentati, dislocati fra i centri urbani di Figline e Incisa, come avevano annunciato i promotori
dell'iniziativa nell'autunno del 2015 che a più riprese hanno organizzato manifestazioni per la raccolta dei
fondi necessari. Gli ultimi due defibrillatori sono stati posizionati recentemente, uno a Figline in piazza
Serristori, vicino al Teatro Garibaldi, zona centrale dove, oltre al teatro ci sono molti locali pubblici, e l'altro
a Incisa in piazza del Municipio, dove si trova anche la chiesa. Con questa doppia donazione adesso sono
otto i luoghi dove si trovano questi apparecchi salva-vita, quindi sono già in funzione quelli di piazza IV
Novembre, davanti al Municipio di Figline; della stazione ferroviaria; uno sul muro dell'Isis «Vasari» in
piazza Caduti di Pian d'Albero; a Villa Campori di Incisa; in piazza Don Minzoni davanti alla Farmacia
comunale di Matassino; uno è presso il Santuario di Maria Theotokos, a Loppiano, dove si trova la
comunità del Movimento dei Focolari; e in via del Ponterosso a Figline. Per concludere il progetto ne
mancano uno in via Petrarca, davanti alla scuola media; uno in via Roma davanti al Cinema dei Salesiani,
in via Piave davanti alla caserma dei carabinieri, e uno è previsto in via della Resistenza, davanti alla casa
di riposo «Martelli». Scelte logistiche studiate dai promotori della donazione, che logicamente hanno anche
addestrato tanti volontari nelle varie zone pronti a usare il defibrillatore in caso di necessità. Paolo Fabiani
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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FIGLINE
10/11/2016
Pag. 13 Ed. Empoli
diffusione:82833
tiratura:124987
AL PIANO terra del Palazzo della Volta è stata realizzata la «Farmacia del Pellegrino», dove riscoprire le
proprietà terapeutiche delle erbe officinali che gli antichi pellegrini conoscevano bene già nel Medioevo.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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LA FARMACIA DEL PELLEGRINO
10/11/2016
Pag. 51 Ed. Treviso
diffusione:56164
tiratura:79259
VITTORIO VENETO - (l. a.) «Dalle casse della Vittorio Servizi i soldi per vivacizzare il centro».
Nell'ennesimo dibattito sul rilancio della città, e in particolare del centro, interviene a gamba tesa l'ex
vicesindaco ed ex presidente della Vittorio Servizi Giovanni Braido, in corsa per un posto nel Consiglio del
quartiere Centro che sarà eletto tra il 28 novembre e il 4 dicembre. All'epoca in cui presiedeva la società
che gestisce le farmacie comunali (prima parte del mandato della giunta Da Re), Braido si dimostrò
orientato a investire almeno una parte della liquidità della Vittorio Servizi, senza lasciarla dormiente in un
cassetto.
«Ai tempi della mia presidenza, la società aveva in deposito 1,5 milioni di euro ricorda Braido a Vittorio si
dice sempre che la coperta è corta, ma i soldi della partecipata si possono utilizzare per le spese correnti.
Certo, serve l'input da parte del Comune, che è il socio unico, ma mi chiedo perché non si vogliano mai
investire quei soldi». Braido fa due esempi: «Se scarseggiano i fondi per le luci di Natale perché non
attingerli dalla Vittorio Servizi (amministrata da quasi un anno da Roberto Biz, ndr)? Il tesoretto delle
farmacie comunali può essere utilizzato anche per eventi culturali, penso al concorso nazionale di violino
che quest'anno è saltato». Una decisione, questa, che l'assessore Antonella Uliana motivò con la scarsità
di iscrizioni che non avrebbe giustificato l'impegno di spesa da parte del Comune.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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L'affondo di Braido: «Per rilanciare il centro usiamo il tesoretto della
Vittorio Servizi»
10/11/2016
Pag. 23 Ed. Levante
diffusione:46688
tiratura:68085
La settimana dedicata alla pelle in farmacia
DA luned ì al 19 novembre anche il Tigullio partecipa alla settimana atopia. Rete farmacisti preparatori
sensibilizzeranno i cittadini sui problemi legati alla pelle. Aderiscono le farmacie Cavi di via Aurelia a Cavi di
Lavagna, Tonolli di via Mazzini a Rapallo e Centrale Sartorelli di vico Lombardo a Sestri Levante. Da luned
ì i cittadini potranno esporre al proprio farmacista di fiducia dubbi e questioni legati alla pelle, compilare un
questionario che valuta l'eventuale presenza di dermatite e ottenere utili consigli.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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LEVANTE
10/11/2016
Pag. 21 Ed. La Spezia
diffusione:46688
tiratura:68085
Analisi, si prenota dal medico di famiglia
Per il momento il servizio è svolto in via sperimentale da una cinquantina di dottori spezzini BASE
VOLONTARIA La prenotazione è volontaria nel senso che il medico di famiglia accetterà solo se lo vuole
MARCO TORACCA
ESAMI e analisi: si prenota tutto dal medico di famiglia. Dal primo gennaio prossimo sarà pienamente
operativa la piattaforma che consentirà ai dottori di base di collegarsi in rete e formalizzare subito
l'appuntamento per il paziente di turno. Il nuovo servizio, al momento attivo in via sperimentale per una
cinquantina di studi medici dello Spezzino, sarà a pieno regime dal nuovo anno, il 2017. Lo hanno
annunciato Marco Santilli, segretario della Fimmg, la federazione provinciale dei medici di medicina
generale; Giampaolo Paoletti, responsabile dell'ambito liste di attesa della Fimmg. «Il servizio sperimentale
ha dato i suoi frutti e siamo soddisfatti - ha detto Paoletti - Quello che sottolineiamo è che si tratta di una
cosa che nasce e proseguirà su base volontaria nel senso che il medico di famiglia accetterà solo se lo
vuole». Per il momento il campione è stato tutto consenziente. «Abbiamo iniziato con una rosa di trenta
dottori lo scorso primo agosto allargati a cinquanta. Tutti hanno dato il proprio consenso. Quello che
sottolineiamo in rosso è il fatto che non ci sostituiamo né al Cup, il Centro unico di prenotazione dell'Asl e
alle farmacie che effettuano il servizio. Siamo solo un canale in più che permetterà al paziente di avere
un'opzione maggiore di scelta». Che cosa si potrà prenotare dal terminale del medico di famiglia o di base
come si chiama oggi? «Esami radiologici oppure analisi: insomma tutto quello che serve», ha risposto. Nel
frattempo i medici di famiglia dello Spezzino hanno ricevuto in questi giorni un report regionale dettagliato
su tutto quello che hanno prescritto e quello di cui hanno usufruito i pazienti. «Un 'indagine conoscitiva che
scatta una radiografica - ha detto Santilli - aAnostro avvisto però potrebbe essere migliorata. Nel senso che
prende in esame tutto l'erogato e c'è anche l'ospedaliero mentre a noi inter e s s a valutare il prescritto.
Precisiamo che questa indagine ha una valenza, come detto, puramente informativa e non rappresenta
alcun tipo di accertamento su quello che viene prescritto, consumato o sull'appropriatezza delle
prescrizioni». Che risvolti potrà avere in futuro? «Si tratta del primo anno ma gli aspetti positivi ci sono -ha
aggiunto - Il medico può sapere esattamente molti dettagli che possono essergli utili nella sua attività. Di
certo manca il fuori regione perché al momento, se un paziente ha utilizzato dei servizi fuori dalla Liguria,
per motivi amministrativi non è ancora possibili saperlo in tempo reale. L'indagine riguarda il 2015 e del
fuori regione appiamo solo del 2014 quindi ,,in futuro andrebbe attualizzato meglio».
Foto: Il servizio svolto dai medici di base è un canale in pi ù , oltre al Cup dell'Asl, e alle farmacie. A destra
Marco Santilli
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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DAL PRIMO GENNAIO 2017 SARÀ POSSIBILE COLLEGARSI IN RETE PER FISSARE
L'APPUNTAMENTO
10/11/2016
Pag. 31 Ed. La Spezia
diffusione:46688
tiratura:68085
Una settimana dedicata alla pelle Consigli, prevenzione e cure per tutti
ANCHE la Farmacia Accorsi di via Gori a Sarzana, partecipa da luned ì 14 a sabato 19 novembre alla
settimana nazionale dell'atopia, insieme ad altre 410 farmacie italiane. Incaricati, preparatori e
professionisti del ramo, sensibilizzeranno i cittadini sui problemi legati alla pelle: «Spesso vediamo entrare
in farmacia persone che lamentano macchie, prurito, pelle secca e arrossamenti - spiega Santo Barreca,
tra i rappresentanti di Rete Farmacisti Preparatori, l'ente organizzatore - Ecco perché per una settimana ci
concentreremo sul tema dell'atopia e dei problemi legati alla pelle. Consiglieremo cosa fare per favorire il
ripristino della barriera cutanea e segnaleremo quando è il caso di rivolgersi a uno specialista». Tutti sono
invitati a esporre al farmacista di fiducia dubbi e questioni legati alla pelle, compilare un questionario che
valuta l'eventuale presenza di dermatite e ottenere consigli e materiali informativi per mantenere il
benessere della pelle e creare le condizioni favorevoli al ripristino della barriera epidermica. Dietro l'insegna
Rete Farmacisti Preparatori c'è un gruppo di farmacisti italiani in prima linea nella selezione e nella
proposta di prodotti e servizi di alta qualità dedicati alla cura della persona.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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PRESIDIO DI ESPERTI ALLA FARMACIA ACCORSI
10/11/2016
Pag. 35
diffusione:46987
tiratura:77355
Ha superato senza problemi lo scoglio della commissione Salute, Enrico Coscioni. Il consigliere di De Luca
per la Sanità è riuscito a ottenere l'unanimità da parte dei governatori, nella conferenza Stato-Regioni, per
chiedere l'applicazione reale del Patto per la salute del 2008. Quel documento prevedeva i
commissariamenti nella sanità delle Regioni in default ma solo dei presidenti che avevano provocato il
danno. «Non si può penalizzare - dice Coscioni - chi non ha responsabilità per il passato e sta lavorando
per rimettere in sesto la sanità». La questione passa oggi in commissione unificata per essere fatta propria
dal Governo. Poi verrà inserita come allegato alla legge di Bilancio.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Oggi si decide su De Luca commissario
10/11/2016
Pag. 28 Ed. Salerno
diffusione:46987
tiratura:77355
Oggi si decide su De Luca commissario
Ha superato lo scoglio della Commissione Salute, Enrico Coscioni. Il consigliere di De Luca per la Sanità è
riuscito a ottenere l'unanimità da parte dei governatori, nella conferenza Stato-Regioni, per chiedere
l'applicazione reale del Patto per la salute del 2008. Quel documento prevedeva i commissariamenti nella
sanità delle Regioni in default ma solo dei presidenti che avevano provocato il danno. «Non si può
penalizzare - dice Coscioni - chi non ha responsabilità per il passato e sta lavorando per rimettere in sesto
la sanità». La questione passa oggi in commissione unificata per essere fatta propria dal governo. Poi verrà
inserita come allegato alla legge di Bilancio.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 10/11/2016
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La sanità
PROFESSIONI
1 articolo
09/11/2016
Pag. 74 N.41 - 16 novembre 2016
diffusione:85000
BUENA VISTA VEDERE BENE CON I RIMEDI DI MADRE NATURA
L'occhio è uno dei più importanti organi di senso, del quale avvertiamo immediatamente qualsiasi tipo di
disturbo o di deficit: non trascuratelo!
Occhi stanchi, arrossati, irritati, gonfi , lacrimanti, secchi, come pieni di sabbia. Chi non ha mai provato una
di questa sensazioni fastidio o affaticamento alzi la mano! Al contrario sono sempre più frequenti condizioni
di malessere come queste che colpiscono gli occhi di chiunque metta a dura prova quotidianamente questi
fondamentali organi di senso. Niente di più facile, se si pensa a quante ore la maggior parte di noi, a ogni
età, trascorra davanti al computer o ad altri schermi luminosi (dalla TV catodica, agli schermi al plasma,
LCD, ai videogiochi, ai cellulari o agli altri apparecchi con schermi sempre più grandi e sempre maggiori
funzioni visive), oppure li affatica leggendo magari in condizioni di scarsa luminosità o semplicemente vive
in ambienti condizionati o troppo riscaldati o in luoghi inquinati, come la maggior parte delle nostre città.
Insomma, i nostri occhi hanno tante "insidie" più o meno visibili, senza considerare anche le condizioni
climatiche come il vento, il freddo, il sole - anche quello più pallido autunnale, per non parlare di quello
riverberato dalla neve - che sicuramente non sono alleate del loro benessere, anche dei più sani ed esenti
da difetti visivi. In questo excursus intorno ai nostri occhi non parliamo delle patologie oculistiche ma invece
valutiamo come donare ai nostri più affascinanti organi di senso quella marcia in più per averli e mantenerli
sani, efficienti e anche belli. L'occhio, si sa, è anche una parte importante del viso, quella che dona bellezza
ed espressività a ogni fase della vita. Anche per questo è un dovere mantenerli in forma aiutandoci con
semplici accorgimenti, un'attenzione più mirata e il ricorso anche ad alcuni rimedi, dalla fitoterapia alla
ginnastica oculare, che possono veramente aiutare il loro speciale benessere. BENESSERE DAL MONDO
VEGETALE Per i disturbi più comuni e più lievi, che non richiedono ovviamente l'intervento di uno
specialista come arrossamenti, lievi irritazioni e congestione mista a gonfi ore, una serie di rimedi efficaci di
automedicazione provengono dal mondo delle erbe e delle piante. L'avvertenza, comunque, è di farsi
sempre consigliare dal farmacista o erborista e soprattutto non eccedere nel loro utilizzo. Molti prodotti
infatti, come i farmaci antidecongestionanti, possono causare una sorta di dipendenza recettoriale che ne
deve limitare l'utilizzo a pochi giorni, finché il sintomo non è scomparso. • L'EUFRASIA (Euphrasia Offi
cinalis) è una delle erbe più utilizzate per il benes sere oculare tanto da essere chiamata "erba degli occhi".
Viene utilizzata non solo nel trattamento di disturbi oculari di lieve entità ma anche nel trattamento di
affezioni oculari più importanti, come congiuntiviti, anche allergiche, blefariti e orzaioli. Usata generalmente
come collirio, può anche essere applicata esternamente sotto forma di impacchi del suo infuso - che si
ottiene dopo aver bollito uno o due cucchiai di eufrasia essiccata in mezzo litro d'acqua, per dieci minuti, e,
una volta filtrato e intiepidito, immergendo un panno sterile da appoggiare, strizzato, sugli occhi per una
quindicina di minuti, più volte al giorno. • IL FIORDALISO ha note proprietà decongestionanti,
antinfiammatorie e astringenti ed è impiegato anche nelle lozioni cosmetiche struccanti. Si può trovare sotto
forma di distillato, come collirio, in compresse o lavande oculari ma anche in questo caso un infuso di fiori
essiccati (5g per 100 mi di acqua) lasciato bollire, raffreddare e filtrare, è un valido e naturale aiuto per
impacchi antidecongestionanti. • LA CAMOMILLA è il rimedio più a portata di mano, soprattutto in caso di
gonfiore e tensione oculare. È utilizzata per realizzare lavaggi, bagni oculari e impacchi, che si effettuano
anche semplicemente ponendo sulle palpebre, per una decina di minuti, proprio le bustine di camomilla
lasciate in infusione e intiepidite. Si trova anche in collirio, abbinata all'eufrasia e in compresse
decongestionanti. Va bene anche in caso di orzaioli e blefariti. Può però dare fenomeni di sensibilizzazione
e di irritazione in chi è allergico alle Composite: in questo caso provate con un infuso di semi di finocchio
che ha proprietà calmanti simili. • Una pianta meno nota ma dall'efficace azione antidecongestionante,
soprattutto per chi sta molto tempo davanti al computer, è LA CYNERARIA MARITIMA, che contribuisce a
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 10/11/2016
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BENESSERE / Ecco a voi alcuni validi consigli da tenere a mente
09/11/2016
Pag. 74 N.41 - 16 novembre 2016
diffusione:85000
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 10/11/2016
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prevenire l'arrossamento dovuto all'ingrossamento dei capillari della superficie oculare. Un'altra pianta con
un potente effetto antidecongestionante anche per gli occhi arrossati è l'Hamamelys Virginiana che si trova
in collirio sola o associata a eufrasia o camomilla. • ALTRI RIMEDI FITOTERAPICI di indubbia utilità per i
nostri occhi da assumere sempre sotto indicazione dello specialista, in capsule o compresse di estratto
secco titolato, sono il Ginko Biloba, che grazie alle proprietà vasotoniche dei ginko terpeni svolge un'azione
antiossidante che concorre a rafforzare le pareti dei capillari ed è un ottimo trattamento preventivo
soprattutto nei cambi di stagione per occhi sempre arrossati e congestionati. • Oppure IL MIRTILLO NERO,
che grazie agli antociani abbondantemente presenti nel frutto, è in grado di migliorare l'adattamento della
visione crepuscolare e a svolgere un'azione protettiva dei capillari anche della < superfi eie oculare. •
ANCHE GLI OCCHI HANNO BISOGNO DI UN PO' DI RIPOSO E non è ovviamente solo quello del riposo
notturno che è fondamentale ma è utile donare quotidianamente, e anche più volte al giorno, un momento
di totale riposo ai nostri occhi distogliendoli dalPesercizio " in cui sono impegnati, magari troppo a lungo,
specialmente se li sentiamo molto affaticati. Questo vale in particolare per chi indossa lenti a contatto che
può anche riscontrare frequentemente fastidiosi problemi di secchezza oculare e di intolleranza alle lenti
stesse. Per riposare gli occhi esistono vari metodi, il più semplice naturalmente consiste nel distogliere gli
occhi da quello in cui sono impegnati e allontanare lo sguardo per qualche minuto senza fissare nessun
punto preciso, chiudendo le palpebre o appoggiando delicatamente le mani sugli occhi che ricevono
istantaneamente una senzazione di calma e freschezza. Anche una pratica di automassaggio dedicato, di
una decina di minuti di durata, può risultare molto efficace per ridare tonicità e freschezza a tutta la zona
oculare. Si pratica in quattro tempi stando seduti comodamente e senza interruzioni di sorta: • per prima
cosa si sfregano le mani per riscaldarle e poi si coprono entrambi gli occhi con il palmo delle mani
chiudendo il più possibile le dita per ottenere la maggiore oscurità possibile. Già questo calore e l'oscurità,
protratti per due otre minuti, recano un immediato benessere. • poi si passano la mani dalla guance alle
orecchie per stimolare la circolazione sanguingna, per 5 o 6 volte. • con la punta dell'indice e del medio
appoggiati alla punta interna delle sopracciglia , pratica delle pressioni verso l'esterno del sopracciglio,
premendo un poco. Poi si scende delicatamente sotto l'osso orbitale dall'interno verso l'esterno. 2 o 3 volte,
avanti e indietro, sempre con delicatezza. • infine si picchietta delicatamente per qualche secondo con tutti i
polpastrelli la zona intorno agli occhi e poi si aprono e chiudono gli occhi intensamente per un paio di volte.
E UN PO' DI GINNASTICA Anche i muscoli che sostengono il bulbo oculare hanno bisogno di essere
tonificati! Esiste una specifica ginnastica oculare che apporta benefici non solo di ordine estetico (ad
esempio riducendo le rughe di espressione e gli antiestetici gonfi ori) ma può influire positivamente sulla
capacità visiva a patto che sia praticata con costanza, per almeno dieci minuti ogni giorno. Ci sono una
serie di sequenze codificate da diversi metodi (uno è il metodo Bates) che prevedono una serie di
sequenze consecutive che hanno lo scopo di rilassare, lubrificare e rinfrescare gli occhi abituandoli a una
visione migliore. Quella che segue è una sequenza tipo in quatro tempi che ha lo scopo di risvegliare e
tonificare quei muscoli di cui ci dimentichiamo l'esistenza e di ricostituire il film lacrimale di cui i nostri occhi
hanno bisogno per il loro benessere e che spesso, sia l'uso prolungato di lenti a contatto, sia il vivere in
ambienti con aria viziata, impediscono di ricostituire. ESERCIZIO 1 Con la testa ferma, roteare lentamente
lo sguardo in senso orario e poi antiorario, ripetendo questo gesto almeno dieci volte: così "risvegliamo" i
muscoli oculari! ESERCIZIO 2 Aprire e chiudere le palpebre contando lentamente fino a 20. Chiudere poi
gli occhi per una ventina di secondi. Terminare l'esercizio mantenendo gli occhi spalancati per almeno 40
secondi. ESERCIZIO 3 Per attenuare l'effetto pelle cadente e tonificare il muscolo oracolare: appoggiare
l'indice e il medio di entrambe le mani sulle sopracciglia nella parte esterna (verso le tempie), tirando
leggermele la pelle verso la fronte ed esercitando una leggera pressione. Socchiudere le palpebre fino a
sentirle vibrare, quindi distenderle lentamente. ESERCIZIO 4 Per riposare gli occhi e fornire la giusta
idratazione, rilassare la mandibola e lasciarsi andare a un profondo sbadiglio a occhi chiusi. Così si
09/11/2016
Pag. 74 N.41 - 16 novembre 2016
diffusione:85000
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 10/11/2016
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stimolano le ghiandole lacrimali e si contrasta la secchezza oculare.
RINFORZARE LA VISTA CON LO YOGA Esiste una pratica yoga, "Thratakam" che aiuta a fortificare la
vista, in qualsiasi condizione di deficit visivo, e che richiede una piccola preparazione e un certo impegno,
ma ne vale la pena! È una pratica da svolgersi in posizione facile (sukasana), seduta e rilassata, e che
prevede di prendere un piccolo pezzo di carta bianca (poco più di un coriandolo) da porre a 30-40 cm di
distanza dalla posizione in cui ci si trova. Accendere una luce oppure due candele da porre ai lati del corpo
e rilassarsi completamente liberando la mente da ogni pensiero. Fissare il punto bianco senza sbattere le
ciglia finché gli occhi non cominceranno a bruciare e poi lacrimare. Dopo qualche secondo, chiudere gli
occhi, inspirare profondamente e, in espirazione lenta, piegare il busto in avanti poggiando la fronte sui due
pugni sovrapposti. All'inizio sembrerà che l'esercizio non stia riuscendo, perché il bruciore agli occhi può
risultare poco sopportabile. In questo caso è meglio non insistere e rimandare a un altro momento. Con la
pratica, gli occhi non bruceranno più, e l'esercizio risulterà piacevole e rilassante.
PERSONAGGI
5 articoli
10/11/2016
Pag. 43
diffusione:33158
tiratura:44812
Nell'ambito dei Percorsi della fede, progetto regionale sulle tracce della via Claudia Augusta, che vede il
comune di San Pietro in Cariano capofila, vanno inseriti i viaggi dell'anima e il tema dell'accoglienza. «Ci
sono persone che in questi cammini fanno una ricerca di sé, secondo un certo stile non usa e getta», ha
detto don Andrea Giacomelli, direttore dell'Ufficio diocesano. «Spesso l'accoglienza da parte di Istituti
religiosi si trova in difficoltà. Ci vuole una rete di collegamento, la disponibilità da parte nostra c'è, ma non
siamo attrezzati per accogliere visitatori con le loro richieste, a poco prezzo e con qualità». Don Carlo Vinco
ha sottolineato la carenza storica della Lessinia per l'accoglienza, escluso il caso di Novezzina.
«Problematica è anche Verona, dove non c'è alcun tipo di accoglienza religiosa. C'è l'ostello per la
gioventù, ma non l'ostello per anziani o per disabili», ha detto don Vinco, «ne sta sorgendo uno vicino a
Porta Palio. Il problema è ancora più grave per l'accoglienza dei profughi: non ci sono luoghi per ospitare le
donne, in inverno soprattutto. Sta crescendo il numero di profughi, che ha già passato l'iter di
riconoscimento e che non può partecipare a programmi protetti. Ci sono quelli respinti sulla carta
abbandonati a se stessi». G.G.
PERSONAGGI - Rassegna Stampa 10/11/2016
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«Non è facile accogliere i viaggiatori»
10/11/2016
Pag. 28
tiratura:18000
La campagna per il referendum costituzionale entra nel vivo con i big della politica nazionale che fanno
tappa a Monza. Stasera, alle 21 in sala Maddalena, Forza Italia si schiererà compatta a favore del no con
Maria Agostina Cabiddu dell'Associazione italiana costituzionalisti, la coordinatrice regionale Mariastella
Gelmini, i senatori Paolo Romani ed Andrea Mandelli, la deputata Elena Centemero, i consiglieri comunali
Domenico Riga e Rosario Adamo.
Domani, invece, fermerà in città il treno tour #IoDicoNo del Movimento 5 Stelle. Alle 20.30, in piazza
Cambiaghi, interverrà il deputato Alessandro Di Battista, componente del Direttorio. Non è esclusa la
presenza di Beppe Grillo. Sabato 12 novembre il sì sarà invece rappresentato al Comune di Meda dal
ministro Martina, in un incontro organizzato dal comitato locale a favore del referendum e dal partito
democratico: l'appuntamento è alle 15 nell'aula consiliare.
Matteo Mauri, vice capogruppo del Pd alla Camera, è stato invece il protagonista del dibattito "Storia e
futuro della sinistra: le ragioni di un sì" dedicato al referendum costituzionale in programma sabato scorso
alla Cgil di via Premuda. Sempre a Monza nelle scorse settimane si è presentato il comitato brianzolo a
favore del referendum, che si è presentato al'Urban center: nelle adesioni tra gli altri il prorettore dello Iulm
e critico cinematografico Gianni Canova, l'imprenditrice Ambra Redaelli e il primo presidente provinciale
dell'Anpi Zelindo Giannoni. Tutti sono tra i firmatari dell'appello "Una riforma per la fiducia, il lavoro e lo
sviluppo". Sul fronte del no gran parte dei rappresentanti regionali del centrodestra: il vicepresidente del
Pirellone Fabrizio Sala, il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, il consigliere della Lista Maroni Lino
Fossati e la collega forzista Sabrina Mosca. •
PERSONAGGI - Rassegna Stampa 10/11/2016
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Gelmini in sala Maddalena E forse arriva Beppe Grillo
09/11/2016
Sito Web
QS - QuotidianoSanita.it
Rimborsi ex specializzandi. I dubbi della commissione Sanità. Dirindin
(Pd): "Disagio per pretese di chi ha carriere avviate". D'Ambrosio Lettieri
(CoR): "Bene indennizzo ma possibili modifiche indennità"
Per la capogruppo Pd incommissione le pretese economiche per gli ex specializzandi sono discutibili "in un
momento storico nel quale, per la penuria di risorse disponibili, il legislatore fatica a dare ristoro a soggetti
ben più fragili, come ad esempio i danneggiati dagli emoderivati". Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR) riconosce
invece la "necessità di un intervento legislativo" per evitare esborsi più consistenti in caso di sentenze di
condanna.
09 NOV - Torna al centro del dibattito in commissione Sanità al Senato il disegno di legge per il rimborso
degli ex specializzandi che punta ad elargire riconoscimenti economici a tutti i medici che sono stati
ammessi alle scuole di specializzazione dal 1978 e specializzati negli anni dal 1982 al 1992, con
l'estensione dei benefici normativi ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione
universitarie negli anni dal 1993 al 2006. Intervenendo ieri in XII commissione, il promotore del ddl, Piero
Aiello (Ap), rispondendo ai dubbi sollevati nelle scorse sedute dai colleghi ha spiegato come il
provvedimento persegua tre diversi obiettivi: garantire diritti derivanti da norme europee e finora negati a
molti medici; evitare le incertezze e gli aggravi finanziari connessi all'imponente contenzioso cui è esposto
lo Stato; creare le premesse per un turn over nel settore medico, attraverso l'istituto della contribuzione
figurativa. "L'ambito applicativo delle provvidenze è stato esteso agli iscritti alle scuole di specializzazione
dall'anno 1978 in quanto erano questi ultimi i frequentanti nell'anno 1983, anno dal quale la normativa
europea ha previsto la necessità di adeguata remunerazione - ha precisato -. L'ambito applicativo è stato
esteso anche ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione negli anni dal 1993 al 2006,
pur se per questi ultimi vigeva una disciplina specifica sulla adeguata remunerazione (decreto legislativo
257/1991), in linea con diverse pronunce giudiziarie".
PERSONAGGI - Rassegna Stampa 10/11/2016
105
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Edizioni regionali
09/11/2016
Sito Web
QS - QuotidianoSanita.it
D'Ambrosio Lettieri (CoR): "Onoriamo la memoria di un grande italiano
sostenendo concretamente la ricerca e la diagnosi precoce"
09 NOV - "Con la scomparsa di Umberto Veronesi ci sentiremo tutti più soli. È stato un grande medico, un
grande italiano rispettato nel mondo, un precursore dei tempi, un uomo forte e determinato. Mi permetto di
dire, comunque la si pensi, un vero liberale, nel senso più profondo del termine. Ciò che ha fatto,
soprattutto nel campo della senologia oncologica, ha cambiato non solo il modo di intervenire sulle donne
affette da tumore al seno, ma proprio l'approccio alla lotta contro il carcinoma mammario, alla sua diagnosi,
alla cura, all'assistenza post operatoria, alla prevenzione. Ci lascia una eredità e una responsabilità
importanti: sostenere la diagnosi precoce attraverso una vera e propria attività di prevenzione accessibile a
tutti, favorire l'umanizzazione dei percorsi sanitari troppo spesso al limite della dignità delle persone e
implementare la ricerca scientifica. Se davvero vogliamo onorare la sua memoria, onoriamo questi
impegni". Lo dichiara in una nota il senatore Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione
Sanità Senato. 09 novembre 2016 © Riproduzione riservata
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Edizioni regionali
09/11/2016
Sito Web
QS - QuotidianoSanita.it
Tecnici di laboratorio biomedico. Convegno di Antel per la
responsabilizzazione e valorizzazione delle professioni sanitarie
Le proposte dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico per un Sistema Sanitario moderno, sostenibile,
equo ed universalistico sono al centro del Convegno Nazionale promosso da Antel e sul quale i
rappresentanti della politica sanitaria nazionale, del Ministero della Salute, degli Ordini delle Professioni
Sanitarie, Conaps, Fnomceo e Organizzazioni sindacali si confronteranno oggi
09 NOV - Le proposte dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico per un Sistema Sanitario moderno,
sostenibile, equo ed universalistico attraverso la responsabilizzazione e valorizzazione delle Professioni
Sanitarie, questo è il tema del Convegno Nazionale promosso da Antel e sul quale i rappresentanti della
politica sanitaria nazionale, del Ministero della Salute, degli Ordini delle Professioni Sanitarie, Conaps,
Fnomceo e Organizzazioni sindacali si confronteranno oggi presso la Sala dei Gruppi parlamentari di
Montecitorio. I lavori saranno aperti dai parlamentari Trifone Altieri , Benedetto Francesco Fucci e Luigi
D'Ambrosio Lettieri che tratteranno il tema "Le professioni Sanitarie del sistema salute Italia : una risorsa
fondamentale per garantire il diritto alla salute previsto dall'art.32 della Costituzione Italiana". Il Ministero
della Salute che ha sostenuto l'evento interprofessionale organizzato dal Presidente Nazionale della
Confederazione Antel-Assiatel-Aitic Fernando Capuano , sarà rappresentato da Cristina Rinaldi della
Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e Risorse Umane.
PERSONAGGI - Rassegna Stampa 10/11/2016
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