A tutti gli Enti territoriali di competenza, a tutti gli Organi di vigilanza

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A tutti gli Enti territoriali di competenza, a tutti gli Organi di vigilanza
A tutti gli Enti territoriali di competenza, a tutti gli Organi di vigilanza e di controllo, alle
Associazioni ambientaliste, alla Società Botanica Italiana, alla Unione Zoologica Italiana, agli
Organi di Stampa e Radiotelevisivi del territorio.
Oggetto: Impatto del progetto Route Nazionale RS 2014 sulla popolazione di Lycosa tarantula
presente nella Tenuta di San Rossore.
Interpellati dal prof. Garbari veniamo messi a conoscenza del progetto Route Nazionale RS 2014,
promosso da AGESCI e programmato per il 6-10 Agosto presso la Tenuta di San Rossore (PI), area
SIC (Direttiva Habitat 92/43/CEE e succ. mod.), ZPS (Direttiva 2009/147/CE ) e SIR (L. R.
56/2000 e succ. mod.). Scopriamo così che uno Studio di Incidenza, commissionato dalla stessa
AGESCI, ha concluso che “ il progetto [..] non determina incidenza significativa sugli habitat, sulle
specie e sull’integrità del Sito in esame.” e che “la descrizione del progetto [..] fa emergere la
temporaneità degli eventuali impatti, in considerazione del brevissimo arco temporale in cui si
svilupperà l’intero progetto.”
Conoscendo la Tenuta di San Rossore, ed in
particolare la Selva Pisana interessata dall’evento,
rimaniamo interdetti da tali conclusioni. Il
progetto prevede infatti l’occupazione (per almeno
14 settimane tra montaggio delle strutture,
svolgimento del raduno e smontaggio) dell’area di
prato arido mediterraneo in località Cascine
Vecchie, con campi tende per 30000 ragazzi, 1400
wc chimici, decine di palchi, una tenso-pagoda
(parlamentino) per 500 persone posta nella “Piazza del Coraggio”, un’area di 5 ettari che sarà punto
nevralgico al centro del campo scout… inutile sottolineare la vastità del progetto, ne i costi.
Lasciando ad altri specialisti l’analisi
dell’impatto che l’evento potrà avere su
flora, vertebrati e altri invertebrati, tutti
comunque oggetto di protezione da parte
delle normative su citate, ci soffermeremo
esclusivamente sull’ambito aracnologico
di nostra competenza. Compresa infatti
nella numerosa fauna araneologica che
caratterizza questo tipo d'ambiente (unico
sito del genere in tutta la Tenuta) va
evidenziata la presenza di una numerosa
popolazione
di
Lycosa
tarantula
(Linnaeus, 1758), il più grande e
conosciuto Lycosidae italiano, specie tipica del genere e ragno ispiratore di note credenze popolari.
Nel territorio continentale italiano, in tutto il centro-nord, ad oggi restano soltanto poche stazioni
ospitanti questa specie che, alla ridotta capacità dispersiva, aggiunge uno sviluppo lento e
pluriannuale difficilmente compatibile con repentine modificazioni ambientali.
1
Lycosa tarantula vive in tane scavate nel terreno sabbioso, con ingressi circolari e decorati da
ghirlande di erbe intessute di tela. Spesso le tane si sviluppano verticalmente per oltre 40cm,
profondità a cui L.tarantula si rintana durante i mesi più freddi o nelle ore più calde dell’estate.
Generalmente si nutre di ortotteri ed altri insetti terricoli che caccia sfruttando la buona vista e
appostandosi all’ingresso del cunicolo, con le zampe leggermente esposte. Durante i mesi
dell’accoppiamento, luglio e agosto, i maschi adulti abbandonano definitivamente le proprie tane
diventando erranti, cercando una femmina nelle ore più fresche della sera e della notte. Avvenuta la
fecondazione e la deposizione dell’ovisacco, le femmine sorveglieranno strettamente le uova
esponendole ai raggi del sole o all’umida profondità della tana per mantenerle alla giusta
temperatura di incubazione. La maturità dei nati alla fine dell’estate sopraggiunge solo dopo due
anni di accrescimento.
Questi ragni sono distribuiti in maniera diffusa in tutta l’area interessata dal raduno, area in cui
rimangono confinati non esistendo infatti corridoi ecologici che colleghino questa popolazione ad
altri ambienti tipici o ad altre popolazioni. Nessuna delle aree adiacenti, verso il mare o verso le
aree coltivate al limite della riserva, ne il fiume Arno a sud, permettono a questa popolazione di
espandersi o spostarsi. Alla luce di tutto ciò, è nostra ferma convinzione che i lavori di preparazione
del campo scout e lo svolgimento della manifestazione metteranno in serio pericolo la
sopravvivenza di questa specie nella Tenuta: il livellamento del suolo per la predisposizione del
campo, così come il calpestio e l’imponente via-vai di mezzi distruggerà le loro tane e i cunicoli; la
lunga permanenza delle tende e altre strutture sul terreno, coprendolo, minerà la loro capacità di
scavare nuovi rifugi, di nutrirsi, di accoppiarsi e sconvolgerà il loro ciclo circadiano essendo
animali molto legati alle fasi solari, all’alba e al crepuscolo. Il risultato sarà, nella migliore delle
ipotesi, una drastica riduzione numerica degli esemplari ma, molto probabilmente invece, si
assisterà alla distruzione totale della popolazione ad oggi consistente ed in salute.
2
L’associazione Aracnofilia – Centro Studi sugli Aracnidi, a nome dei suoi specialisti e degli altri
aracnologi italiani interpellati, vuole così evidenziare e far presente la sua forte preoccupazione in
merito alle modalità e al Sito scelto per l’evento. Ci auspichiamo che con la Conferenza dei Servizi
prevista per il 28/5/14 si faccia chiarezza su queste criticità in prima istanza minimizzate o, come
per la popolazione di Lycosa tarantula, non contemplate dallo Studio di Incidenza AGESCI. Alla
stessa maniera ci auspichiamo che gli enti territoriali, Comuni, Provincia e Regione, gli Organi di
Vigilanza e Controllo, i vertici dell’Ente Parco di Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli possano
adoperarsi per spostare il campo scout in aree meno sensibili della Tenuta.
Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Carlo Maria Legittimo (Tel: 3471343574) - Enrico Simeon - Piergiorgio Di Pompeo - Alessandro Kulczycki
– Paolo Tongiorgi - Marco Isaia - Paolo Pantini - Andrea Rossi
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