Rassegna Stampa - Ordine dei Farmacisti della Provincia di Salerno

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Rassegna Stampa - Ordine dei Farmacisti della Provincia di Salerno
FEDERAZIONE ORDINI DEI
FARMACISTI
Rassegna Stampa del 26/05/2016
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INDICE
IN PRIMO PIANO
26/05/2016 La Stampa - Torino
Preparati nocivi assolto il farmacista "Colpa del medico"
6
26/05/2016 PuntoEffe
CALENDARIO DELLA SALUTE 2017
7
SANITÀ NAZIONALE
26/05/2016 Corriere della Sera - Nazionale
L'Antitrust e le quattro multinazionali che governano i vaccini
9
26/05/2016 Il Sole 24 Ore
Antitrust: sui vaccini serve più concorrenza Farmaci, spesa in rosso
10
26/05/2016 La Stampa - Nazionale
Aborto, l'Europa all'Italia "La 194 resta inapplicata"
11
26/05/2016 La Stampa - Nazionale
L'Antitrust attacca le multinazionali dei vaccini "Serve più trasparenza"
13
26/05/2016 Avvenire - Nazionale
Antitrust sui vaccini: cartelli e costi dubbi
14
26/05/2016 Avvenire - Nazionale
Vescovi: «Sclerosi multipla, verso i test su terapia cellulare»
15
26/05/2016 Il Giornale - Nazionale
Il 68% dei malati di cancro ora sconfigge la malattia
16
26/05/2016 Il Giornale - Nazionale
L'integratore alimentare che depura
17
26/05/2016 Il Giornale - Nazionale
Contro la nausea da viaggio ecco lo Zenzero
18
26/05/2016 Il Fatto Quotidiano
Quant ' è opaco (e costoso) il mega affare dei vaccini
19
26/05/2016 Il Tempo - Nazionale
Pre-chemioterapia orale: ok dell'Aifa
21
26/05/2016 La Gazzetta dello Sport - Nazionale
heyseL, fantasma che ci accompagna
22
26/05/2016 Gioia
PRIMA DEL SOLE
24
26/05/2016 Gioia
SALVIAMO LA FACCIA
26
26/05/2016 Il Giornale d'Italia
Vaccini: il monopolio alza i prezzi
29
26/05/2016 Saper Vivere
Vivi la tua estate senza problemi ai piedi
30
VITA IN FARMACIA
26/05/2016 La Repubblica - Napoli
La legge truffa della sanità
34
26/05/2016 La Repubblica - Palermo
Maurizio Vullo
35
26/05/2016 La Stampa - Torino
La Regione: "Caso isolato" L'Asl ritira il lotto del farmaco
36
26/05/2016 QN - Il Giorno - Como Lecco
La municipalizzata della città e l'impresa di fare affari
37
26/05/2016 QN - La Nazione - Pistoia Montecatini
Farmacie, i conti non tornano Adesso è guerra a carte bollate
38
26/05/2016 QN - La Nazione - Pistoia Montecatini
«Bandi per gli acquisti E via le collaborazioni»
39
26/05/2016 QN - La Nazione - Umbria Terni
La Marini «Coinvolgiamo altre città umbre»
40
26/05/2016 QN - La Nazione - Viareggio
CONSULTI DIETETICI GRATUITI IN FARMACIA
41
26/05/2016 Il Gazzettino - Pordenone
Elezioni , finita la tregua tra candidati
42
PROFESSIONI
26/05/2016 PuntoEffe
La farmaceutica risorsa per il Paese
44
26/05/2016 PuntoEffe
La farmacia deve essere passione
47
26/05/2016 PuntoEffe
Un'opportunità a più livelli
49
26/05/2016 PuntoEffe
In hoc signo
52
26/05/2016 PuntoEffe
Novità assolute
55
26/05/2016 PuntoEffe
Aringhieri confermato al vertice del Gruppo Biotecnologie
57
26/05/2016 PuntoEffe
Un nuovo corso
58
PERSONAGGI
26/05/2016 PuntoEffe
Farmacie in rete sulle patologie neonatali
61
25/05/2016 QS - QuotidianoSanita.it
Ddl Lorenzin. D'Ambrosio Lettieri (CoR): "Recupera contenuti ddl approvato nella
scorsa legislatura dal governo di centrodestra"
62
IN PRIMO PIANO
2 articoli
26/05/2016
Pag. 48 Ed. Torino
diffusione:170497
tiratura:245377
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
In primo grado era stato condannato a 2 anni
Preparati nocivi assolto il farmacista "Colpa del medico"
andrea rossi
I farmacisti avranno tirato un bel sospiro di sollievo. Una sentenza di sette anni fa poteva infatti rivelarsi un
precedente pesantissimo. Quella con cui qualche giorno fa la Corte d'Appello di Torino ha ribaltato il
verdetto di primo grado è invece un toccasana per la categoria, perché stabilisce che i farmacisti non sono
responsabili dei preparati che compongono quando seguono alla lettera una prescrizione medica.
I giudici hanno annullato la condanna a due anni e dieci mesi di reclusione inflitta a un farmacista accusato
di aver allestito galenici magistrali, quei medicinali preparati in farmacia o in para farmacia in base a una
prescrizione medica e destinati a un paziente specifico. Condanna pesante
Il professionista era stato denunciato da alcuni pazienti cui aveva venduto - dietro ricetta del medico di
base - un preparato a scopo dimagrante, composto da una miscela di diverse sostanze. Il farmaco aveva
provocato disturbi, immediatamente evaporati non appena la somministrazione era stata sospesa. I pazienti
si erano quindi decisi a denunciare sia il dottore che aveva prescritto il farmaco, sia il farmacista. Il primo ha
scelto di patteggiare, il secondo no: ha affrontato il processo.
In Tribunale la doccia fredda: nel 2009 è stato condannato a una pena pesante per lesioni e altri reati tra
cui l'illecita produzione e vendita di sostanze stupefacenti e psicotrope. In secondo grado si sarebbe
comunque salvato grazie alla prescrizione, ma il collegio ha ritenuto di assolverlo nel merito perché il fatto
non sussiste, ritenendo quindi valida la linea di difesa adottata fino a quel momento: il farmacista si era
limitato a seguire esattamente la prescrizione dei medico e aveva preparato i galenici con le sostanze
indicate dal dottore, tutte consentite in quel tipo di preparazioni. Il sollievo della categoria
Il Tribunale la pensava diversamente: secondo il giudice di primo grado, infatti, il farmacista non può
limitarsi a eseguire le indicazioni del medico senza sindacarne il contenuto né può considerarsi non
responsabile per il solo fatto di aver usato sostanze consentite. Nel caso specifico il farmacista avrebbe
dovuto valutare attentamente il preparato e capire che le sostanze, miscelate in quel modo, potevano
produrre effetti collaterali pesanti. Come poteva fare? «Partiamo da un presupposto: il farmacista è tenuto a
dispensare il farmaco nel più breve tempo possibile», spiega Mario Giaccone, presidente dell'ordine dei
farmacisti. «Questo tipo di preparazioni viene fatto quando un medico ritiene che non esista in commercio
un prodotto con le caratteristiche che lui ritiene idonee. Il farmacista, a meno che non ravvisi incompatibilità
o dosaggi che possono essere tossici, è tenuto a prepararla esattamente come è scritta». Senza contare
che non è lui ma il medico a conoscere lo stato di salute del paziente. BY NC ND ALCUNI DIRITTI
RISERVATI
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 26/05/2016
6
26/05/2016
Pag. 48 N.8 - 2 maggio 2016
PuntoEffe
diffusione:10727
tiratura:11042
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
SPIGOLATURE
CALENDARIO DELLA SALUTE 2017
Il Calendario della Salute festeggia il suo trentunesimo compleanno. Realizzato per la prima nel 1986, ha
affrontato argomenti monotematìci riguardanti la salute, avvalendosi del supporto scientifico di specialisti
qualificati. Anche per il 2017 il Calendario presenterà un argomento interessante e coinvolgente: Esami
clinici e test diagnostici nel corso della vita. Consigli in Farmacia". I testi saranno curati da Augusto Pana,
docente di Igiene presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Roma Tor Vergata. Le
illustrazioni sono firmate da Monica Maaten, collabora con il Calendario da oltre vent'anni. I cittadini
potranno trovare il Calendario a fine anno, gratuitamente, presso una delle tantissime farmacie che
aderiscono a questa campagna di educazione e informazione sanitaria. L'iniziativa si avvale del patrocinio
di Fofi, Federfarma, Assofarm, Utifar, Fenagifar e Federfarma Servizi.
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 26/05/2016
7
SANITÀ NAZIONALE
16 articoli
26/05/2016
Pag. 21
diffusione:305863
tiratura:387811
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
L' Antitrust e le quattro multinazionali che governano i vaccini
L'allarme: «Si spartiscono un mercato da 300 milioni, servono informazioni e più trasparenza» L'indagine
Nessuna violazione contestata, chieste maggiori notizie sulle gare di appalto
Francesco Di Frischia
ROMA Serve «un mercato più trasparente su costi e prezzi dei vaccini». In Italia c'è «un oligopolio
fortemente concentrato» nella mani di 4 multinazionali. La distinzione tra quelli obbligatori e quelli
raccomandati, «ha perso sostanziale validità». Ecco in sintesi i risultati di una indagine durata un anno da
parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che, pur non avendo competenze dal
punto di vista medico e scientifico, raccomanda a Parlamento e governo di attivarsi «per semplificare la
normativa». E le autorità sanitarie nazionali dovrebbero assumere «posizioni chiare, trasparenti e
indipendenti» sia per la scelta di vaccini da inserire nei «livelli essenziali di assistenza» e sia per la scelta di
prodotti equivalenti.
Nel nostro Paese la sanità pubblica spende ogni anno circa 300 milioni per i vaccini, ricorda l'Agcm, ma la
spesa è destinata a raddoppiare con l'approvazione del nuovo piano di prevenzione. Per l'Authority
presieduta da Giovanni Pitruzzella, il mercato mondiale dei vaccini arriva a 23 miliardi di euro l'anno ed è
dominato per l'80% delle vendite da Glaxo Smith Kline, Sanofi Pasteur, Merck Sharp & Dohme e Pfizer.
Inutile dire che il settore è in forte crescita negli ultimi anni. «Ovviamente non abbiamo rilevato alcuna
concentrazione lesiva del mercato - precisa Andrea Pezzoli, direttore generale della Concorrenza - ma
abbiamo constatato alcune criticità sia per la struttura dell'industria farmaceutica nel suo complesso, sia in
Italia». Concentrandosi sul mercato interno sono state analizzate le dinamiche di offerta e domanda dei
vaccini qualificati come «essenziali» tra il 2010 e il 2015: Luca Arnaudo, uno dei curatori dell'indagine,
chiede «una maggiore trasparenza informativa, a partire dalla più agevole disponibilità dei dati di
aggiudicazione delle gare di appalto». Inoltre «quando si verifica una vera concorrenza di prezzo tra vaccini
relativi alla prevenzione di una medesima patologia - osserva Arnaudo - questo determina rilevanti effetti di
riduzione dei prezzi medi di aggiudicazione dei prodotti, come è avvenuto per i vaccini per il Papilloma
virus, a tutto vantaggio dei consumatori».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La vicenda
L'Agcm ha compiuto una ricognizione sulla spesa per i vaccini sostenuta dal servizio sanitario nazionale La
spesa annuale è di 300 milioni ma la cifra potrebbe raddoppiare in pochi anni
La parola
Agcm
È l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nota come Antitrust. Deve assicu-rare la corretta
competizione degli operato-ri sul mercato favorendo il contenimento dei prezzi e il miglioramento dei
prodotti frutto della concorrenza © RIPRODUZIONE RISERVATA
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
9
26/05/2016
Pag. 12
diffusione:155874
tiratura:211650
Antitrust : sui vaccini serve più concorrenza Farmaci , spesa in rosso
IL SETTORE In Italia il comparto vaccinale sviluppa vendite per 300 milioni (nel mondo 20 miliardi), quattro
le imprese leader
Roberto Turno Lucilla Vazza
Finisce sotto la lente dell'Antitrust il mercato internazionale dei vaccini, un boccone da 20 miliardi l'anno
dominato da 4 imprese, che in Italia vale già oggi 300 milioni ma che col nuovo Piano nazionale (bloccato
all'Economia) è destinato a raddoppiare. Dosi massicce di concorrenza per calmierare i prezzi e massima
trasparenza sui costi e i meccanismi delle gare: è questo che raccomanda l'Authority guidata da Giovanni
Pitruzzella in un'indagine conoscitiva sui vaccinia uso umano illustrata ieri a Roma. Raccomandazioni e una
sorta di cartellino giallo, per il momento, senza contestazioni alle singole imprese. Ma sull'Italia si vigila, è
evidente. E non mancano nelle conclusioni dell'indagine specifiche raccomandazioni per l'uso rivolte a
medici, operatori e decisori. Dunque in qualche modo, linee di lavoro anche per le industrie. Le peculiarità
dei vaccini, che non sono farmaci "convenzionali", ma biosimilari innovativi con prezzi ben più elevati dei
farmaci tradizionali e con esclusive di brevetto particolarmente complesse, rendono più tortuoso il percorso
per la loro "genericazione". Mentre l'ingresso sul mercato dei generici ha l'effettodi ridurre il valore dei listini.
L'indagine, che esclude i vaccini antinfluenzali, non punta il dito tanto sulle politiche delle quattro big
(GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, Merck Sharp & Dohmee Pfizer), che detengono oltre l'80% delle vendite,
ma va diritta al meccanismo della contrattazione dei prezzie alle lacune in Italia sulla trasparenza delle
informazioni. L'anomalia del sistema è evidente nel caso dei vaccini antipneumococcici (Pcv), prima voce di
spesa vaccinale con 84 milioni l'anno. La leadership commerciale in questo caso è in mano a un prodotto
che opera in monopolio, e che pur essendo il più venduto al nostro Ssn, non ha ridotto il prezzo ma lo ha
aumentato. Per questo Agcom fa riferimento a «politiche di prezzo opache», sottolineando che quasi tutti i
vaccini rientrano tra i farmaci di fascia C, «con prezzo al pubblico liberamente determinato dalle imprese».
La normativa vigente vincola poi le offerte di prezzo a sconti obbligati al Servizio sanitario nazionale, «ma il
sistema afferma l'Antitrust - è poco trasparente e scarsamente efficiente, e i prezzi si allineano comunque a
quelli di altri paesi». Altra segnalazione, ma in positivo, riguarda l'antipapilloma virus: la concorrenza tra
due prodotti ha avuto l'effetto di abbassare i prezzi. Senza scordare la difficoltà di accedere a informazioni
«affidabili» sui prezzi all'estero per un medesimo vaccino: colpa della «riservatezza delle informazionii» che
«i venditori impongono agli acquirenti» per lo più con accordi bilaterali. Per l'Italia l'Authority apprezza il
processo di aggregazione della domanda con le centrali uniche d'acquisto. Ma segnala problemi da
risolvere subito. Anzitutto la necessità di «posizioni chiare, trasparenti e indipendenti» delle «autorità
mediche» nella scelta dei prodotti da includere nel Piano vaccini e sull'equivalenza tra le specialità.E poi
l'inclusione dei vaccini tra i farmaci rimborsabili, per poter contrattare i listini anche con gli sconti
prezzo/volume: più lo Stato acquista, meno paga il singolo vaccino. Intanto ieri l'Aifa ( si veda Sanità24) ha
reso noto il bilancio 2015 dei farmaci rimborsati dallo Stato: il disavanzo totale è stato di 1,9 miliardi. Col
grosso delle perdite in ospedale, dove il rosso è stato di 1,55 miliardi. La conclusione del tavolo della
governance su tetti, ripiani e prezzi è più che mai attuale e urgente.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
10
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Sanità . L' Aifa : buco di 1,9 miliardi nel 2015
26/05/2016
Pag. 16
diffusione:170497
tiratura:245377
Aborto, l'Europa all'Italia "La 194 resta inapplicata"
Le femministe sul piede di guerra alla Lorenzin : ci dica da che parte sta
MARIA CORBI
ROMA Ancora una volta n Europa, ancora una volta per la legge 194. Sono passati 40 anni dalla
legalizzazione dell'aborto, ma le donne continuano a lottare, e a dividersi. Due ricorsi in Europa danno
ragione a chi sostiene che in Italia interrompere la gravidanza è ancora un percorso a ostacoli. Mentre il
ministro della Salute Beatrice Lorenzin in Parlamento, pochi giorni fa, ha raccontato una storia diversa, una
diminuzione del ricorso alla Ivg e quindi il successo dell'applicazione della legge. Ma le femministe italiane,
e i medici non obiettori riuniti nella Laiga contestano questa visione in rosa e scendono sul piede di guerra
iniziando da una conferenza stampa, oggi, presso la «Casa internazionale delle donne» (moderata da
Laura Valentini) per denunciare una situazione grave che vede, in Italia, 7 medici obiettori su 10. Numeri
per cui l'11 aprile il comitato europeo dei diritti sociali, organismo del Consiglio d'Europa ha stabilito (su
ricorso presentato dalla Cgil) che l'Italia «viola il diritto alla salute delle donne» che vogliono abortire e che
d evono s cont ra rsi con «notevoli difficoltà». Il 24 maggio un delegato del ministro ha illustrato in Europa,
agli esperti sulle questioni sociali e sanitarie, le sue ragioni. Ma nell'attesa della risposta del comitato
tecnico (che potrà pronunciarsi con una risoluzione indirizzata all'Italia perchè provveda a organizzare la
pratica dell'aborto in modo più efficiente), «le donne continuano a non essere garantite«, dice Silvana
Agatone , presidente della associazione dei medici non obiettori. Oggi, insieme a diverse sigle femministe e
alla Cgil, durante la conferenza porranno una domanda precisa: «Il ministro Lorenzin spieghi cosa intende
per tutela dell'embrione. La legge 194 /78 non si tocca». Perchè non è sfuggita la frase del ministro durante
la sua risposta in Parlamento il 4 maggio scorso. «La 194 è finalizzata a garantire il diritto alla procreazione
cosciente e responsabile nonché a riconoscere il valore sociale della maternità e la tutela della vita umana
dal suo inizio». Parole pericolose, secondo le femministe, che potrebbero mettere in discussione il diritto
delle donne (secondo la Lorenzin non è un diritto, ma una possibilità) a decidere sulla loro maternità. In un
momento storico in cui, fanno notare le organizzatrici della conferenza stampa, «c'è l'avanzata a livello
mondiale di gruppi anti aborto». «ll ministro ha portato in Europa le sue mappe, che non corrispondono alla
situazione reale», spiega la Agatone. «I dati del ministero vengono elaborati in base alle schede che ogni
medico che pratica un aborto deve spedire all'Istat. Si contano le Igv effettuate, ma non la domanda. E
logica vuole che se i medici obiettori diminuiscono, diminuiscono anche gli aborti legali». Ci sono province
in Italia dove è complicato trovare un posto letto per interrompere la gravidanza. A Iesi, nelle Marche,
qualche anno fa quando l'unico medico non obiettore andò in pensione le donne sono rimaste solo fino a
che «non si sono rivoltate». E anche in questi giorni ci sono province in Italia che rischiano di rimanere
senza un luogo sicuro dove le donne possono interrompere la gravidanza. «A Iesi quando l'unico obiettore
è andato in pensione non ci sono st ati aborti, nessuna scheda è arrivata all'Istat. Ma possiamo pensare
che le donne hanno smesso di abortire in quel periodo? La verità è che se non monitoriamo la domanda
non avremo dati certi», fa notare Agatone. Secondo la Lorenzin ci sono meno aborti e quindi servono meno
medici non obiettori. Secondo la Agatone ci sono meno aborti legali perché ci sono meno medici. «Se
aumenta l'obiezione di coscienza la Lorenzin dice che tutto va bene, ma il ragionamento non tiene»,
continua la presidente della Laiga. «La verità è che aumentano gli aborti clandestini».
1978 L'anno della legge La legge sull'interruzione volontaria di gravidanza ha quasi 40 anni
Foto: GIORGIO BENVENUTI /ANSA
Foto: Violato il diritto alla salute La motivazione con cui il Consiglio d'Europa ha accolto i ricorsi presentati
dalla Cgil
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
11
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
SETTE MEDICI SU DIECI SONO OBIETTORI DI COSCIENZA
26/05/2016
Pag. 16
diffusione:170497
tiratura:245377
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
12
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Foto: Percorso a ostacoli Le femministe italiane e i medici non obiettori contestano i dati forniti dal ministro
Lorenzin: «Se calano le Igv è perché aumenta il ricorso alla clandestinità»
26/05/2016
Pag. 16
diffusione:170497
tiratura:245377
L' Antitrust attacca le multinazionali dei vaccini "Serve più trasparenza"
La denuncia: troppe opacità nelle politiche dei prezzi Il mercato da 20 miliardi di dollari è in mano a 4
aziende
PAOLO RUSSO
ROMA Un trucco per allungare il mantello protettivo dei brevetti che tengono su i prezzi. Uno stratagemma
per far lievitare i listini in rapporto al Pil. Un altro per dichiarare insostituibile il proprio vaccino e mantenere
così posizioni di monopolio. E poi tanta opacità nelle politiche di prezzo che rendono ancora più
impermeabile l'oligopolio delle quattro multinazionali - GalxoSmithKline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme
e Pfizer- che controllano un mercato mondiale dei vaccini da oltre 20 miliardi di dollari in costante crescita.
Anche in Italia, dove oggi vale 300 milioni di euro, domani il doppio con il Piano nazionale vaccini, che
promette un raffica di vaccinazioni in più, ma che da mesi è bloccato all'Economia perché i soldi non si
trovano. Mentre si spende troppo per una carenza di trasparenza denunciata con un portentoso volume
dall'Antitrust, frutto di una indagine sul «mercato dei vaccini ad uso umano» presentata ieri dopo un anno di
lavoro. Ma gagn e, quelle rilevate dall 'Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella, che sono più o meno le
stesse riscontrabili nel più ampio mercato del farmaco. Partiamo dai brevetti. Protezioni che l'indagine ha
rilevato essere «elevate». Perché è anche vero che le spese in ricerca sono pesanti da sostenere, ma il
rientro dell'investimento sarebbe prolungato oltre il dovuto con la scusa di coadiuvanti o vie di
somministrazione diverse che fanno passare per nuovo quel che nuovo non è. Poi c'è il sistema chiamato
dei «prezzi a strati». Tradotto: più sei ricco, ossia hai un Pil più elevato, più paghi. Come funzioni lo
abbiamo già visto con il potente anti-epatite Sofosbuvir, venduto a 80mila euro da noi, soli 700 in Egitto.
Questo sempre perché chi detiene il brevetto ha anche il monopolio del vaccino. E qui l'intervento dei
singoli Stati non basta, rimarca l'Antitrust, che intanto suggerisce di «valutare in modo rigoroso la legittimità
degli accordi di riservatezza», tra l'azienda che vende e lo Stato che acquista. Accordi che invece secondo
l'Aifa, l'Agenzia del farmaco, avrebbero consentito al nostro Paese di spuntare i prezzi più bassi d'Europa.
Ma il nodo centrale resta quello del monopolio. Perché chi lo detiene quasi sempre fa banco. I dati
dell'Authority mostrano che quando c'è concorrenza i prezzi scendono mentre quando il prodotto è unico, si
adotta la «penetration strategy», ossia «si conquista lo status di essenzialità sanitaria» e si aumentano i
prezzi. Il problema per i vaccini è che a generare la poca concorrenza è anche la differente capacità che ha
ciascun prodotto di coprire più o meno ceppi batterici, anche se poi combattono tutti la stessa malattia. Ma
per evitare che a piccoli vantaggi sanitari corrispondano massimi prezzi l'Antitrust raccomanda che la
valutazione delle caratteristiche di vaccini per la stessa patologia «sia gestita e risolta dalle massime
autorità competenti». Insomma, se il vantaggio terapeutico non c'è stop ai monopoli.
300 milioni di euro Il giro d'affari legato al business dei vaccini in Italia
Foto: «Prezzi a strati» Dall'indagine dell'Autorità è emerso che i Paesi che hanno un Pil più alto pagano
prezzi molto più elevati per i vaccini
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
13
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
il caso
26/05/2016
Pag. 22
diffusione:112705
tiratura:144747
L'allarme: dominano 4 multinazionali La denuncia Inquietante libro bianco dell'Authority sul mercato delle
vaccinazioni. Pani ( Aifa ): «Servono più concorrenza e siti produttivi»
MASSIMO IONDINI
Diviso tra pochi soggetti si chiama oligopolio. Ma in sostanza di monopolio si tratta, almeno stando
all'indagine conoscitiva sui vaccini svolta dall'Antitrust. Il richiamo a una maggiore concorrenza e soprattutto
alla trasparenza sui costi e sui meccanismi delle gare viene con la presentazione del libro bianco I mercati
dei vaccini a uso umano da cui l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato prende le mosse per
puntare l'indice contro l'«oligopolio di quattro imprese multinazionali» (GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur,
MerckSharpDohme e Pfizer) che detengono l'80% di un giro di affari che in Italia costa al Sistema sanitario
nazionale 300 milioni l'anno, mentre a livello mondiale ammonta a oltre 20 miliardi. L'Antitrust non ha
accertato la presenza di «comportamenti collusivi espliciti» tra case farmaceutiche, ha detto Andrea
Pezzoli, direttore generale dell'Authority, ma ha rilevato «varie criticità sul piano della concorrenza, alcune
riconducibili alla più generale struttura dell'industria vaccinale e ancor più del settore farmaceutico nel suo
complesso, altre proprie della situazione italiana». Uno scenario che l'associazione dei consumatori
Codacons sintetizza meno formalmente «come vera e propria giungla», motivo per il presidente Carlo
Rienzi ritiene «importantissimo che l'Antitrust abbia bacchettato le istituzioni su tale fronte, perché ora il
Parlamento e le autorità competenti dovranno adeguarsi ai richiami dell'Autorità». Anche l'Agenzia Italiana
del Farmaco (Aifa) condivide «le posizioni dell'Antitrust sul settore dei vaccini», come afferma il direttore
generale Luca Pani secondo cui servono «maggiore concorrenza», «trasparenza dei prezzi» e «più siti
produttivi per vaccini in Italia» dove si deve poi «superare la distinzione, obsoleta e fuorviante, tra
vaccinazioni obbligatorie e raccomandate». In particolare, quando l'Antitrust parla di «politiche di prezzo
opache» in Italia, sottolinea che «quasi tutti i vaccini rientrano tra i farmaci di fascia C con prezzo al
pubblico liberamente determinato dalle imprese. La normativa vigente vincola poi le offerte di prezzo a
sconti obbligati al Servizio sanitario nazionale, ma il sistema - afferma l'Autorità - è poco trasparente e
scarsamente efficiente, e i prezzi si allineano comunque a quelli di altri paesi». Da qui la richiesta che per i
vaccini compresi nei Livelli essenziali di assistenza e nel Piano vaccinale si preveda un prezzo di
riferimento valido in tutto il Paese.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
14
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Antitrust sui vaccini: cartelli e costi dubbi
26/05/2016
Pag. 17
diffusione:112705
tiratura:144747
Una domanda per sperimentare terapie cellulari contro la sclerosi multipla è stata già depositata all'Agenzia
italiana del farmaco a dicembre 2015. Lo segnala il biologo Angelo Luigi Vescovi, direttore scientifico
dell'Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia) e di Revert onlus, sottolineando
l'importanza della ricerca. In Italia «ogni tre ore viene diagnosticato un nuovo caso di sclerosi multipla. I
pazienti colpiti sono perlopiù tra i 20 e i 40 anni». E per ora sono senza cure efficaci. «Dal 2003 Revert
onlus - spiega Vescovi - finanzia, promuove e incentiva la ricerca sulle cellule staminali cerebrali e conduce
la sperimentazione clinica per trovare una cura alle malattie neurodegenerative». La richiesta depositata all'
Aifa riguarda «una sperimentazione clinica di fase 1 mirata allo sviluppo di una terapia cellulare per la
sclerosi multipla secondaria progressiva». Una sperimentazione multicentrica internazionale con «il
coinvolgimento di centri di competenza in tutta Italia e in Svizzera ed è coordinato dal nuovo centro di
medicina rigenerativa dell'Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo».
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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Vescovi: «Sclerosi multipla, verso i test su terapia cellulare»
26/05/2016
Pag. 32
diffusione:76956
tiratura:148954
Il 68% dei malati di cancro ora sconfigge la malattia
La diagnosi precoce è fondamentale Garantire a tutti le terapie più efficaci
Luigi Cucchi
Sempre più italiani convivono con il cancro. Aumentano le guarigioni: il 68% dei pazienti a cui vengono
diagnosticati tumori sconfigge la malattia. Percentuali che raggiungono il 91% nella prostata e l'87% nel
seno, le due neoplasie più diffuse tra gli uomini e le donne. Più di 3 milioni di cittadini (il 4,9% della
popolazione) vivono con una diagnosi di tumore. E circa due milioni di persone possono affermare di avere
sconfitto la malattia. Fondamentale la prevenzione e la diagnosi precoce per iniziare prima possibile le
terapie. Non bisogna abbassare la guardia e non vanno sospese le visite mediche e i controlli sullo stato di
salute. Queste rinunce, dovute a ragioni economiche, sono forse una delle cause della recente flessione
che si è registrata nella durata della vita media. Carmine Pinto, presidente dell'Associazione italiana di
oncologia medica (Aiom), ha affermato che «il 40% dei tumori è evitabile con la prevenzione e con un
diverso stile di vita; occorrono terapie innovative che sono sempre più efficaci e servono risorse dedicate.
Inoltre - ha precisato va aumentato l'impegno per l'appropriatezza terapeutica: no all'uso dei marcatori
tumorali per la diagnosi». L'impegno degli oncologi si muove su più fronti: migliorare la consapevolezza dei
cittadini sulla prevenzione e garantire a tutti le terapie più efficaci e l'assistenza migliore. «Nel 2015 sono
stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel nostro Paese» ricorda il professor Pinto, precisando che un
Fondo può essere finanziato con le accise sul tabacco, per colpire una delle cause del tumore al polmone,
tra le forme più diffuse, con circa 41mila nuove diagnosi registrate nel 2015. L'appropriatezza delle cure è
vitale. «Sono ancora troppi gli esami impropri, un problema che riguarda in particolare i marcatori tumorali.
Questi test sono utilizzati in oncologia da più di 40 anni, ma oggi il loro uso sta diventando eccessivo
rispetto al numero dei pazienti oncologici», sottolinea la dottoressa Stefania Gori, presidente eletto di Aiom.
Questi esami vengono impiegati a scopo diagnostico in persone non colpite dalla malattia. Nel 2012 sono
stati eseguiti oltre 13 milioni di marcatori tumorali. L'eccessivo utilizzo di esami in scenari inappropriati
rappresenta un problema socio-sanitario complesso. Sono evidenti le ricadute sul piano dell'organizzazione
e della fruizione dei servizi, quindi anche economiche, che possono far seguito all'impiego di marcatori
tumorali, di esami diagnostici di imaging ed esami endoscopici prescritti in modo improprio». Aiom ha
promosso la prima campagna nazionale dedicata alla prevenzione del tumore alla prostata e del cancro
negli anziani con un tour nei centri per la terza età di tutta Italia. E per far capire ai cittadini l'importanza
della profilassi contro il papilloma virus umano (Hpv), è stata realizzata la prima guida al vaccino anti-Hpv,
distribuita in tutte le Oncologie italiane e nelle farmacie. Tre ragazze su dieci non sono coperte da questo
fondamentale strumento di prevenzione, in grado di proteggere da una delle neoplasie più frequenti nelle
giovani donne (under 50), il tumore del collo dell'utero, che nel 2015 in Italia ha fatto registrare circa 2.100
nuovi casi. Il vero salto di qualità dell'assistenza può essere messo in atto solo a partire dalla realizzazione
di un sistema di reti oncologiche regionali, per garantire uniformità di comportamenti ed equità di accessi in
tutte le fasi della malattia.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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PREVENZIONE PRIMA DI TUTTO Pagine a cura di Pierluigi Bonora
26/05/2016
Pag. 35
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L'integratore alimentare che depura
Per aiutare l'organismo a depurarsi naturalmente, il Laboratorio Farmaceutico A. Sella di Schio ha
realizzato un integratore alimentare ottimo per il cambio di stagione, Tonorex Depurativo 9 Erbe più Aloe. E
ora anche nella nuova versione da 500 ml, che consente di realizzare un intero ciclo depurativo. I nove
estratti di erbe medicinali, da sempre conosciute per le loro proprietà coadiuvanti l'attività degli organi
deputati alla depurazione e al drenaggio dei liquidi in eccess, sono: carciofo, cardo mariano, tarassaco,
anice verde, bardana, betulla, ginepro, ortica, verbena, alle quali viene aggiunto puro succo di Aloe vera
gel, pianta nota per le qualità antiossidanti e anti invecchiamento. L'innovativa formula senza zucchero,
coloranti e alcol lo rende ideale per chiunque, al di sopra dei 14 anni. Tonorex Depurativo 9 Erbe più Aloe è
disponibile in farmacia in flaconi da 200 ml e in quello nuovo da 500 ml (18,90 euro).
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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Pagine a cura di Pierluigi Bonora/ DA SELLA
26/05/2016
Pag. 36
diffusione:76956
tiratura:148954
Contro la nausea da viaggio ecco lo Zenzero
Mal d'auto? Prova con lo zenzero.... il nuovo integratore antinausea allo zenzero della linea P6 Nausea
Control Sea-Band che unisce l'efficacia dello zenzero alla gradevolezza del gusto. Lo Zenzero, ben noto
per le sue virtù digestive, viene utilizzato da almeno un decennio anche in Occidente perché ricco di
Zingiberoli, Shoganoli e Gingeroli che secondo moltissime ricerche si sono rivelati particolarmente utili
contro la nausea. In realtà i marinai cinesi utilizzano lo zenzero contro il mal di mare sin da tempi remoti. In
dosi di normale utilizzo lo zenzero si rivela un rimedio sicuro che non comporta nessun tipo di effetto
collaterale. In caso di cinetosi (nausea da viaggio), per averne sempre con sé una scorta di semplice e di
immediato utilizzo, si consigliano le «Caramelle antinausea allo Zenzero», della linea P6 Nausea Control
Sea-Band. Non inducono sonnolenza e attenuano in modo naturale i sintomi della nausea senza causare
effetti collaterali. Info: p6nauseacontrol.com. In farmacia e parafarmacia: la confezione da 24 caramelle a
soli 6,90 euro.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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INTEGRATORI
26/05/2016
Pag. 16
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tiratura:84752
Quant ' è opaco (e costoso) il mega affare dei vaccini
Come risparmiare Il primo passo: stabilire una tariffa nazionale di riferimento
» GIOVANNA BORRELLI
Il mercato mondiale dei vaccini vale oltre 20 miliardi di euro è ed nelle mani di sole quattro grandi gruppi
farmaceutici, che hanno un forte potere nella determinazione dei pezzi dei farmaci. Sono questi i punti critici
sottolineati dall'indagine " Vaccini per uso umano " presentata ieri a Roma dall'Autorità garante per la
concorrenza e il mercato (Antitrust). L ' 80 per cento delle vendite in tutto il mondo è nelle mani delle
maggiori multinazionali: GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme e Pfizer. Che quindi hanno
un forte potere contrattuale, possono arginare la concorrenza e limitare la libertà di scelta per chi deve
acquistare i vaccini. Le tecniche innovative utilizzate e per la protezione garantita dai brevetti ai prodotti
impediscono lo sviluppo di versioni dello stesso vaccino di tipo " generico " (cosa che avviene invece per
molti altri farmaci), che rappresenterebbero per gli acquirenti un grande risparmio. È IL CASO del Prevenar
13 prodotto da Pfizer (un anti-pneumoccico che impedisce il manifestarsi di polmoniti e otiti acute) che
come prima voce di spesa vaccinale pubblica in Italia con 84 milioni, preferito al rivale Synflorix di
GlaxoSmithKline perché offre maggiore copertura. Questa esclusiva garantita dall'Italia alla casa
farmaceutica ha creato nel nostro Paese un monopolio del Prevenar13 col risultato che il prezzo è
aumentato del 6 per cento tra il 2010 e il 2015. Quando invece sul mercato ci sono due vaccini diversi per
una patologia, le cose cambiano. Come per i vaccini anti-papilloma virus e degli esavalenti: la concorrenza
ha fatto diminuire i prezzi fino al 30 per cento. Secondo l'Antitrust particolarmente svantaggioso per gli Stati
è anche il metodo con il quale i produttori di farmaci decidono quali prezzi applicare ai loro prodotti a
secondo dello Stato in cui vendono. Non solo sono poco chiari i criteri che determinano il prezzo di un
vaccino in base alle disponibilità finanziare dello Stato (più è ricco, più paga), ma la mancanza di
trasparenza dei prezzi di uno stesso vaccino in un altro Paese impediscono ai singoli governi di confrontare
prodotti diversi. Per risolvere questo problema l'Agenzia di Medicina europea dovrebbero intervenire
creando appositi regolamenti che garantiscano agli Stati tutte le informazioni necessarie e aumentino in
questo modo la loro capacità di contrattazione con i gruppi farmaceutici. S ECO N D O l ' indagine dell ' Au
torità della concorrenza, il governo italiano invece dovrebbe eliminare la distinzione " datata " tra vaccini
raccomandati e obbligatori, per sostituirla con quella di " essen zi alit à " , attribuita ai vaccini inseriti nel
Piano nazionale vaccini. Il secondo passo dovrebbe essere quello di prevedere a livello nazionale un
prezzo di riferimento per ognuno dei vaccini che dia maggiori garanzia, invece che lasciare che il prezzo
venga determinato dalle imprese. Una osservazione che non condivide il presidente di Farmindustria,
Massimo Scaccabarozzi, non ha fondamento: " Il settore dei vaccini in Italia è all ' insegna della
trasparenza e molto regolamentato, ed i risultati delle procedure di acquisto sono pubblici ed accessibili " .
Ma nella spesa pubblica nazionale per il Piano di prevenzione vaccinale - negli ultimi cinque anni è stata di
300 milioni di euro ed è destinata a raddoppiare - pesa ancora la frammentazione dei centri di acquisto
delle Asl sparse sul territorio che impedisce l ' aggre gazione della domanda e il conseguente
abbassamento dei costi. Uno squilibrio di questo tipo potrebbe essere superato se le autorità mediche
prendessero " posizione chiare, trasparenti e indipendent i " sugli antidoti cosiddetti " equivalenti " e
comunque adatti alla popolazione. Per ridurre le spese l'Antitrust propone di includere i vaccini nelle classi
di rimborso (A o H), in modo che i prezzi siano contrattati preventivamente con l'Agenzia del farmaco (Aifa).
I numeri
20 m i l i a rd i : tanto vale a l i ve l l o mondiale il mercato dei va cc i n i
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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L ' INCHIESTA DELL ' ANTITRUST L ' Italia spende ogni anno 300 milioni all ' anno, cifra che raddoppierà.
I grandi gruppi farmaceutici hanno troppo potere per fissare il prezzo
26/05/2016
Pag. 16
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tiratura:84752
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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8 0% la percentuale del fatturato è realizzato dalle quattro maggiori case farmaceutiche del pianeta: GlaxoSmith Kline, Sanofi Pasteur, Merck Sharp Dohme e P fizer
300 milioni di euro è la spesa annua dello Stato italiano per il piano di p reve n z i o n e va cc i n a l e ,
destinata a ra d d o p p i a rs i
Foto: Ol igop ol io In Italia i gruppi farmaceutici riescono a imporre allo Stato i loro prezzi sui vaccini Ansa
26/05/2016
Pag. 16
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tiratura:37020
Pre-chemioterapia orale: ok dell' Aifa
È la terza neoplasia maligna nella popolazione generale, la più frequente dei maschi adulti per i quali, dopo
i 50 anni di età, rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati. Sono almeno 398mila gli uomini che
convivono con una pregressa diagnosi di carcinoma prostatico che, malgrado i progressi terapeutici, in una
elevata percentuale di casi evolve in una forma resistente alla terapia anti-androgenica e metastatizza.
Adesso per i pazienti con cancro della prostata metastatico resistente alla terapia ormonale e non
sottoposti a chemioterapia, l'AIFA autorizza l'indicazione pre-chemioterapia di Enzalutamide, già utilizzato
dopo fallimento del trattamento chemioterapico. Si tratta di un agente ormonale orale di ultima generazione,
dotato di un meccanismo di azione innovativo in quanto inibisce in maniera potente il recettore degli
androgeni, il testosterone, che è il «motore» di crescita del tumore prostatico, bloccando i diversi passaggi
della cascata di segnalazione del recettore.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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Terapia
26/05/2016
Pag. 25
diffusione:170714
tiratura:246547
heyseL, fantasma che ci accompagna
Domenica è il giorno dell'Heysel. Era il 29 maggio 1985, un mercoledì, quando la finale di Coppa dei
Campioni tra Juventus e Liverpool fu tranciata dalla mattanza di 39 spettatori, quasi tutti italiani. Sono
passati trentun anni, e ogni volta la ricorrenza suscita rimpianti, agita rimorsi. A maggior ragione, sotto la
spinta della cronaca. Non più tardi di sabato scorso, sulle ceneri ancora calde della finale di Coppa Italia,
un gruppo di tifosi del Milan ha assaltato un bar di Roma, in zona Prati, accoltellando due clienti, non
necessariamente di fede bianconera.
E dal momento che il teppismo è la sola unione che siamo riusciti a costruire in Europa, o una delle poche,
la sera del 10 maggio l'addio al tempio del West Ham, il leggendario Upton Park, venne funestato
dall'assedio di un branco di hooligans al pullman del Manchester United, la squadra a cui il calendario
aveva affidato l'onore di partecipare alla cerimonia.
Immagino l'obiezione: sono fatti esterni allo stadio e, dunque, riconducibili alla delinquenza comune; se
non, come a Bruxelles, alla miopia degli organizzatori. Stilammo la stessa diagnosi per giustificare il
dramma di Ciro Esposito, il tifoso partenopeo deceduto, dopo cinquantatré giorni di agonia, per le ferite
inflittegli dalla pistola di un ultrà romanista, Daniele De Santis, condannato in primo grado a ventisei anni di
carcere. Era il 3 maggio 2014, e l'Olimpico si apprestava ad assegnare l'ennesima coppa, Fiorentina contro
Napoli.
Resta, al di là della nuova geografia degli agguati, il vecchio problema di un Paese che dalla strage
dell'Heysel ha imparato poco. A livello sportivo e sul piano strutturale: da allora, soltanto Juventus,
Sassuolo e Udinese dispongono di un impianto di proprietà. Non si contano più, ormai, i derby romani con
le curve deserte, sintesi di decisioni drastiche e risposte di pancia. La tessera del tifoso ha espulso i teppisti
(di metri, non certo di chilometri), e allontanato le famiglie. I Daspo sono diventati riserve di caccia per le
cartucce degli avvocati più spericolati.
Assai di rado sono gli episodi o i risultati a scatenare i tumulti; il movente è, nella maggioranza dei casi,
l'odio, il disprezzo, l'ignoranza, che non sempre il web, farmacia di emozioni, riesce a governare. Anzi:
spesso li cavalca e li diffonde.
Con «La tribù del calcio», saggio pubblicato nel 1981, Desmond Morris anticipò e spiegò i riti e il
simbolismo di un mondo la cui energia avrebbe sabotato la nostra cultura. Droghe ed estremismi politici
hanno poi mescolato le aberrazioni e le tentazioni.
Mancano gli esempi, i modelli. Mancano dirigenti capaci di dirigere la massa, e non di esserne diretti, come
spesso accade per calcolo, per ignavia. La confusione dei ruoli - il giornalista tifoso, il tifoso giornalista, il
politico che fa l'ultrà, l'ultrà che fa il politico - ha allargato i campi di confronto e di scontro, fornendo
munizioni, non solo metaforiche, a quei «furiosi» che Nanni Balestrini aveva raccontato in un romanzo già
nel 1994, e che comunque ponevano ancora la squadra davanti a tutto e a tutti. Oggi non più, oggi la divisa
(dello stato) ha sostituito, come bersaglio, la maglia (dell'avversario). Le faide calcistiche costituiscono i
cerini con cui dar fuoco ai serbatoi di violenza e razzismo che la società ha scaricato sulle società.
Servirebbe la certezza della pena (e della penna: nelle analisi, nelle terapie). Invidiamo gli inglesi, proprio
loro, gli aguzzini del settore Z. Anche per questo l'Heysel è sempre lì che ci bracca, fantasma inquieto,
sospettoso. Memento e monumento a uno sport che continuiamo ad attraversare in maniera ambigua. Un
po' traditi e un po' traditori. Un po' pompieri e un po' piromani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Foto:
www.gazzetta.it
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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Una tragedia che ha insegnato poco la rovesciatadi roberto beccantini
26/05/2016
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26/05/2016
Pag. 94 N.21 - 4 giugno 2016
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PRIMA DEL SOLE
Come si ottiene quella base liscia e luminosa che fa venire fatto ad arte, da scegliere in base all'età e al
tipo di pelle. Poi abbondate con la protezione, come suggerisce una testimonial d'eccezione
Giovanna Maffina - foto Marco La Conte
Può sembrare un controsenso, ma è proprio sul rituale dell'esfoliazione che si gioca la qualità
dell'abbronzatura. Togliere il primo, sottilissimo strato di cellule morte e impurità cura la pelle, la rende più
uniforme e la prepara ad assumere un colore omogeneo e duraturo. E anche i filtri solari protettivi, a loro
volta, si stendono alla perfezione, assicurando un risultato long lasting. ROUTINE SU MISURA Partiamo
dal viso. L'approccio va tarato in base all'età e al tipo di pelle. «Bisogna rinnovare, non aggredire. Spesso
vedo pazienti col viso desquamato perché eccedono con l'esfoliazione domiciliare. A quel punto,
l'esposizione al sole va rinviata», spiega Mariuccia Bucci, dermatologo plastico a Milano. «Se la pelle è
reattiva, a 20 anni come a 50, è meglio preferire i gommage con microgranuli e agenti idratanti, in grado di
rimuovere le cellule morte senza irritare. Da evitare i peeling chimici». E negli altri casi? Dai 20 ai 30 anni,
quando le impurità sono più frequen*- Pesfoliazione meccanica continua a essere l'ideale, da lipetere una o
due volte al mese, non di più, per non stimolare la produzione di sebo. Dai 30 ai 40, allo scrub si possono
associare le spazzole soniche, che pur r n esfoliando puliscono in profondità. «Se la pelle è spessa,
l'azione unita di gommage e spazzole ne migliora grana e aspetto, rendendola più luminosa». Quando,
invece, compaiono le rughe, è il momento di provare il peeling chimico. «A base di acido mandelico o
tartarico e con formule enzimatiche alla frutta, in istituto o dal dermatologo. Rimuovono le proteine
epidermiche, responsabili di inspessimenti e discromie». Nel caso di macchie sul viso, prima di esporvi al
sole dovete far passare almeno un mese dal trattamento. «I peeling medici vanno ripetuti una volta al
mese, quelli da istituto una volta ogni due settimane, dipende dallo spessore della pelle». CORPO A ZERO
DIFETTI Per preparare il corpo alla prova sole, c'è una soluzione che funziona a tutte le età: i gommage
con microgranuli o sali minerali leviganti, da usare tutto l'anno sotto la doccia, di norma una o due volte a
settimana. Cosa non fare mai? Strofinarli sulla pelle asciutta: sarebbero troppo aggressivi. Se l'epidermide
si irrita facilmente, lo scrub deve essere cremoso, per non creare troppo attrito. E se vi piace l'idea dei
guanti in fibre naturali, sappiate che il rituale diventa più soft se j ma si passa sul corpo bagnato un velo di
olio di mandorle dolci o di oliva: leviga e ha un effetto purificante. CAPELLI cletox Anche la salute e lo
splendore dei capelli passano dalla rimozione di cellule morte e residui impuri, magari lasciati da spray egei
perlostyling. Sotto forma di shampoo o impacco, gli scrub capillari pui ficano il cuoio capelluto e
alleggeriscono la lunghezza. Un nome? Shampoo Talasso Scrub di Collistar, con sali marini, estratti
vegetali e sostanze emollienti che preparano il capello, specie se colorato, a ricevere i trattamenti che lo
proteggeranno dall'aggressione solare. lo ci vado cauta con il sole «Se nella vita amo evolvermi
continuamente, senza nostalgia del passato, quando si tratta di proteggermi dal sole, invece, non cambio
mai. Sono una fanatica delle protezioni ultra, che più alte non si può. Dalla 50 in su. Anche 100», racconta
Micaela Ramazzotti, protagonista delle foto esclusive di questo numero (vedi anche a pag. 48). «E poi
metto cappello, occhiali e sto sempre sotto l'ombrellone con il viso spalmato, bianco come quello di una
geisha. Espongo a luce diretta solo la schiena, ovviamente coperta di crema». Perché q u e s t a
fissazione, quasi ossessiva? «Nonostante la mia pelle sia olivastra, è delicata. Divento subito rossa, mi
scoppia l'eritema e temo la coupcrose. Tutto questo perché il sole non è più, come si dice, quello di una
volta, e poi perché proteggermi è un gesto di amore nei miei confronti. Penso sia anche molto bello
prendermi cura di me stessa, con prodotti specifici naturali e dolci»». Cosa usa di solito? «Conosco la mia
pelle meglio di un dermatologo. L'unica volta che sono andata dallo specialista dovevo curare una reazione
allergica causata da un trucco pesantissimo. So che va trattata con delicatezza, compro spesso in farmacia
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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GIOIA/ peeling
26/05/2016
Pag. 94 N.21 - 4 giugno 2016
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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i trattamenti e mi affido all'estetista solo per depilazioni e manicure. Quindi molti scrub fai da te e bagni
caldi, miscelando sale dell'Himalaya con oli essenziali. E c o m e v a c o n i capelli? Dove s o n o finiti i
boccoli biondi? «Ora sono nella fase corta e ramata. Uno dei tanti miei cambiamenti, che segna e descrive
la donna che sono oggi. Più essenziale. Ho sempre adorato Audrey Hepburn, Isabella Rossellini. I loro visi
esaltati da una cornice semplice e scura. Io, che sono tendente al cenere, mi sento bene dentro questa
nuova cornice. Poi mi semplifica la vita, perché la gestione del corto è minima. E mi fa sentire molto
italiana. Una sensazione bellissima». Barbara Pellegrini MARIA GIULIA RIVA; MARTINA ALLENA;
STEFANIA TRANCHINO ; LACOME;
Micaela Ramazzotti suggerisce, per lo scrub delicato, sa le dell'Himalaya miscelato a oli essenziali. In
questa foto indossa top di seta intrecciata e gonna a grembiule, Calvin Klein Collection.
I TUOI ALLEATI 1. Come al mare Scrub Salino Rimodellante, Pupa (€ 16,50). 2. In profondità Crema
Gommage per la pulizia profonda, L'Erbolario (€ 13,50). 3. Effetto schiuma Mousse-scrub Corpo, Salba (€
13,99). 4. Rigenerante Scrub Esfoliante Rivitalizzante Body Defence, Bionike (€ 17,50). 5. Azione intensa
Scrub Guaranà Bio Cellular Coach Body 7.2, IBC (€ 49). 6. Effetto spiaggia Scrub Corpo al sale marino,
Biopoint (€ 19,50). 7. Allo zucchero Sugar Body Scrub, Sephora (€ 20). 8. Microsfere viso Gommage
Intégral, Uriage (€ 9, 65). 9. Sotto la doccia Balsamo doccia scrub, Bottega Verde (€ 15,99). 10. Tonificante
Revitalising Body Scrub Aromachologie, L'Occitane (€ 31).
Pelle lattea, dalla grana impeccabile per la nostra cover girl Micaela Ramazzotti, che qui indossa top di
pizzo, Ermanno Scervino, e reggiseno a triangolo di cotone, Eres.
26/05/2016
Pag. 98 N.21 - 4 giugno 2016
diffusione:108957
tiratura:180208
SALVIAMO LA FACCIA
Serena Roberti e Giovanna Maffina foto Lacey
Sogni un viso baciato dal sole? Si può, ma il bacio va "protetto". la più esposta e sensibile agli effetti
dannosi dei raggi. Passati i tempi in cui ci si spalmava con un'unica crema da capo a piedi, oggi le
protezioni sono più mirate e performanti a seconda del tipo di pelle: dal solare per l'acne a quello antietà.
Ecco come scegliere il più adatto, con i consigli della dermatologa Maria Rosa Gaviglio, consulente
Garnier. SE LA PELLE È GRASSA Sono adatte le texture setose e leggere, le emulsioni e gli spray
impalpabili. Vista la tendenza a comedoni e pori ostruiti, è bene controllare che nella formula non siano
presenti siliconi e parabeni. Per evitare l'effetto lucido, perfetti i nuovi fluidi opacizzanti, ottimi anche da
utilizzare in città al posto della crema idratante e protettiva. SE E MOLTO SECCA L'esposizione al sole può
aumentare la disidratazione. Se la pelle "tira", diventa ruvida o si desquama, dai la preferenza a creme
solari ricche e idratanti. Ottime quelle ad azione elasticizzante, che regalano un effetto vellutato. Un
consiglio? Per la beauty routine utilizza detergenti a base di olio, utili per riequilibrare il film idrolipidico della
pelle stressata dal sole. SE E TROPPO SENSIBILE Quasi tutti i solari sono testati su pelli sensibili e
intolleranti. Tuttavia, per non correre rischi, punta su linee ipoallergeniche, senza profumo, siliconi e
parabeni. Da controllare anche resistenza all'acqua e fotostabilità, fondamentali per non lasciare la pelle
scoperta e rischiare scottature. Nei momenti più caldi è una buona idea abbinare al solare una spruzzatina
di acqua termale, con effetto lenitivo e addolcente. SE CI SONO GIÀ DELLE MACCHIE In questo caso è
tassativa la protezione 50+ da giugno a settembre, anche in città. Per prevenire e contrastare l'aumento
delle macchie sul viso, è utile assumere anche degli integratori a base di carotenoidi ed estratti della frutta
per tutto il periodo estivo. Alla sera poi, dopo l'esposizione, è meglio applicare sulle discromie uno
schiarente a base di vitamina C. Evitate, invece, quelli a base di acido glicolico e salicilico, più adatti ai mesi
invernali. SE LA PELLE È MATURA La pelle agée ha uno strato corneo più spesso e una "memoria storica"
anche in fatto di scottature selvagge. Per questo, necessita di una particolare protezione: privilegiate i solari
idratanti con fattore 50 e complessi antiage che contrastano il fotoinvecchiamento. Utile effettuare uno
scrub delicato una volta a settimana anche durante l'esposizione al sole, per eliminare le cellule morte che
tendono ad accumularsi maggiormente con l'abbronzatura. FAQ DA ESPOSIZIONE LE RISPOSTE AI
DUBBI LAST MINUTE Il solare va applicato prima di uscire di casa 0 in spiaggia? Può sostituire l'idratante?
Può bastare da solo, poiché quelli di ultima generazione sono molto idratanti. L'ideale è applicarlo su viso
pulito, collo e decolleté prima di andare in spiaggia, quando la pelle non è ancora accaldata. Quante volte
bisogna rimetterlo? Circa ogni tre ore. Ormai tutti i solari sono waterproof, quindi non è necessario stenderli
di nuovo ogni volta che si esce dall'acqua. Dove tenere la crema? Ovviamente meglio all'ombra, ma oggi le
formule non si degradano al sole. Ricorda, però, che dopo 12 mesi al massimo perdono di efficacia e non
assicurano più la protezione indicata. Sotto quale indice protettivo non bisogna mai scendere? Sotto il filtro
30 per il viso, 20 per il corpo. 1 fondotinta con protezione solare funzionano? Sì, quelli compatti con filtro
protettivo sono prodotti sicuri e sostituiscono il solare viso. Sono utili gli integratori di betacarotene? Sì. Una
compressa al giorno da giugno a settembre assicura un'abbronzatura uniforme e abbassa il rischio di
scottature e macchie. Per ammorbidire le labbra in spiaggia è giusto usare il classico burrocacao? No. È un
errore molto diffuso: il burrocacao sotto il sole si comporta come un olio, lasciando che i raggi penetrino
ancora di più. Meglio utilizzare uno stick labbra con protezione 50+. Dopo una giornata al sole, come va
rinfrescato il viso? Basta sciacquarlo con acqua tiepida senza strofinarlo con il detergente per non irritare.
Poi si può stendere un doposole ricco di sostanze riequilibranti e lenitive. Prima di andare a dormire,
l'ideale è abbinare una maschera notte a un contorno occhi drenante. PELLE BAGNATA? NO PROBLEM
Le case cosmetiche hanno lavorato su film protettivi sempre più leggeri, per offrire il massimo della
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GIOIA /SOLARI
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protezione alla pelle, ma senza lasciare antiestetici residui biancastri. In questa direzione vanno le nuove
formule solari che si possono erogare sotto forma di bruma invisibile, sia per il viso sia per il corpo. L'ultima
innovazione consente, infine, di spalmare la crema anche sulla pelle bagnata, particolarmente utile per i
bambini ma non solo. DISPOSITIVI INTELLIGENTI Se le coordinate per un'abbronzatura perfetta passano
sempre dalla protezione, è proprio declinando questo tema che sono nate tecnologie smart che fanno da
contorno al solare vero e proprio. Come My Uv Patch di La Roche-Posay (vedi box qui sotto), il primo
cerotto interattivo che educa a esporsi correttamente dialogando con lo smartphone tramite uno speciale
sensore. O la nuova app di Lancaster, scaricabile gratuitamente: incrociando informazioni su posizione
geografica, orario e Spf, ci dice quando è il caso di riapplicare la protezione o quando è meglio andare
all'ombra. Analogamente funzionano le app World Uv dell'associazione dei dermatologi inglesi e Sole
Amico, oppure il coloratissimo braccialetto SunFriend, con indicatore led che monitora l'esposizione
giornaliera. TRUNKARCHE /CONTRASTO;
1. Uniformante Crema Compatta Colorata Couvrance, Avene (da € 23). 2. Cremosa Sun Secret Mousse BB
Spf 30, Korff (€ 29 in farmacia). 3. Antiage Sun Protective Compact, Sensai (€ 53). 4. Contro le macchie
Crème Fondante Spf 50, Nuxe (€ 22,90). 5. Fitosolare Crema Viso Abbronzante Spf 30 Vagheggi (da €
6,90). 6. Intensa Crema Solare Viso Antirughe, Nivea (€ 12,50). 7. Nutriente Crema Solare con estratto di
papavero, L'Erbolario (€ 15,50). 8. Come un velo UV Protection Veil, La Prairie (€ 160). 9. Bruma solare
Sun Mist, Bioderma (€ 10,90 in farmacia). 10. Tre in uno Soin Anti-taches Teintée, Vichy (€ 22,50 in
farmacia). 11. Water resistant Sun Expert Protection Lotion 50+, Shiseido (€ 38,50). 12. Opacizzante
Hyséac Fluid 50+, Uriage (€ 19,10). 13. Con olio d'oliva Crema Solare Protettiva 50+, Wycon (€ 10,90). 14.
Ampio spettro Crème Voluptueuse Spf 30 , Lierac (€ 44,90 ).
VADEMECUM DELMAKEUP SOTTO IL SOLE Ecco i consigli di Lisa Bressan, make-up artist di La RochePosay. Per una base uniforme, punta su blur o BB cream con filtro solare incorporato. Sì anche al
fondotinta solare compatto: garantisce un effetto mat maggiore rispetto a quelli tradizionali, senza interferire
con la traspirazione. Se non vuoi rinunciare alla cipria, prima tampona il viso con una velina, asciugando
bene la pelle per evitare chiazze di colore. Mascara waterproof e matita occhi, meglio se con la mina dura,
vanno stesi con molta cura per non appesantire lo sguardo. La terra, con fattore di protezione alto, si può
applicare su tutto il viso con pennellate ampie per un finish naturale o, come vuole il trend 2016, con
l'effetto sun stripping, ovvero accentuando le aree dove di solito ci si abbronza prima: il pennello va passato
in orizzontale da guancia a guancia, insistendo sul naso. Un rossetto morbido dai colori caldi fino al rosso
ciliegia per non passare inosservate. Tassativo lo smalto: su mani e piedi, anche con tonalità diverse. Per
evitare che al sole il colore delle unghie diventi opaco, si può proteggere con un top effetto gel.
Grande Coco Chanel! Nel 1923, epoca in cui imperversava il candore niveo del viso, lei, tornata dalla Costa
Azzurra, sfoggiava un'abbronzatura dorata. Oggi sarebbe orgogliosa dei progressi della ricerca cosmetica
sui solari. Ci sono formule sempre più evolute nell'efficacia protettiva, nella lotta ai radicali liberi e nelle
texture. E innovazioni tecnologiche come i patch che misurano i raggi ultravioletti, gli indumenti anti Uv, i
bracciali e le app che aiutano a tarare la protezione. Ecco le novità. SCUDO INTEGRALE La protezione ad
ampio spettro si traduce in filtri in grado di schermare gli Uva, gli Uvb, gli infrarossi e, da oggi, anche la luce
visibile. A infrangere quest'ultimo muro è stata Lancaster, con la sua Full light technology, che arriva dopo
sette anni di ricerche ed è il tassello che mancava a coprire al 100 per cento lo spettro solare. I laboratori
hanno scoperto che la luce visibile pesa per il 45 per cento delle radiazioni complessive e ha un impatto
ancora più negativo degli Uv sulle fibre di collagene ed elastina, perché si lega con gli altri raggi ultravioletti,
rendendoli più nocivi.
PER I BAMBINI 1. Formato famiglia Sole Switch Latte solare, Fiocchi di riso (€ 15,99). 2. Aloe Latte Spray
30, Bottega Verde (€ 15,99). 3. Anti sabbia Spray, Ambre Solaire (€ 14,50).
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Il fattore di La quantità . quantità prote one dato da ui maglietta ^ anca asciutta, J quello di una maglietta
bagnata di radiazioni che passa anche dove c'è ombra 0 25 % La concentrazione massima di biossido di
titanio ammessa nelle creme solari L e o r e che impiega il sole, senza filtri, a "bruciare" l'85 per cento della
vitamina A presente nella nostra pelle I fototipi identificati dai dermatologi st udiando come reagisce la pelle
ai raggi UV
SKIN CHECKER IN MISSIONE Se diagnosticati in tempo, il 90 per cento dei tumori cutanei sono guaribili.
Lo dice l'associazione Euromelanoma, che da oltre dieci anni collabora con il marchio farmaceutico La
Roche Posay nella prevenzione. Diventa Skin Checker è l'iniziativa internazionale che invita a controllare i
nei delle persone a cui teniamo. Sul sito saveyourskin.it si trovano tutte le indicazioni per fare un check up
accurato in famiglia. Si può anche richiedere il My Uv Patch gratuitamente a casa propria. Altrimenti basta
ritirarlo nelle farmacie che aderiscono all'operazione.
CAPEi 1. Abbronza Intensifica il colore Magnificent Naturai Luxe Bronzer, Australian Gold (€ 125). 2. Non
unge Crema Fondente Spf 50+, Bionike (€19,25 in farmacia). 3. Rinfresca È come una bruma Smoothing
and Refreshng Protective Mist Spf 50, Lancòme (€ 30). 4. Corpo & capelli Olio ftocosmetico vellutante: Sun
care Oil Spray Spf 30, Clarins (€ 27,50). 5. Senza tracce Anthelios XL No White Marks Spf 50+, La Roche
Posay (da € 27 in farmacia). 6. Invisibile Rigenerante lo Spray Solaire Lacté Spf 15, Biotherm (€ 29,50). 7.
Scudo totale Protegge anche dalla luce visibile il Fluido Viso Spf 50, Lancaster (€ 45). 8. Pelle sensibile
Previene anche le reazioni allergiche al sole la Crema Viso Antietà spf 30, Lichtena (€ 19,70 in farmacia). 9.
Estremo A prova di sole il PPT Fluido Spf 100+, Rilastil (€ 25,90 in farmacia). 10. Multitasking Suncare Viso
e Corpo Protezione Alta Spf 30 con oli di hamamelis e camomilla, Bakel (€ 67).
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Il Giornale d'Italia
Vaccini: il monopolio alza i prezzi
Trecento milioni di euro. Tanto vale la spesa annua, a carico del Sistema sanitario nazionale, per i vaccini
in Italia. Una cifra destinata addirittura a raddoppiare con l'approvazione del nuovo Piano di prevenzione.
"Ma in Italia alcune situazioni di monopolio od oligopolio fanno sì che i prezzi dei vaccini aumentino negli
anni, mentre nei casi in cui c'è concorrenza fra prodotti i prezzi calano efficacemente". Così si legge
nell'indagine conoscitiva 'Vaccini per uso umano' , elaborata dall'Antitrust e presentata a Roma.
Dall'indagine emergono gli effetti positivi della concorrenza sull'andamento dei prezzi nell'interesse dei
consumatori, come per i vaccini anti-papillomavirus e quelli esavalenti, ovvero la terza e seconda voce di
spesa vaccinale a carico del Ssn (23 e 75 milioni di euro). Nel primo caso si è assistito a competizione
diretta tra prodotti di GlaxoSmithKline e Sanofi-Merck: i prezzi sono diminuiti del 30% tra il 2010 e il 2015
fino agli attuali 37 euro per dose, fra i più bassi a livello internazionale. Per gli esavalenti, dopo un lungo
monopolio, dal 2015 i prezzi sono calati di quasi mezzo euro a dose con l'ingresso sul mercato di un altro
prodotto. Nel caso dei vaccini anti-pneumococcici, che costituiscono invece la prima voce di spesa
vaccinale pubblica (ben 84 milioni) si è registrata una situazione di assoluta prevalenza di un prodotto,
Prevenar 13 di Pfizer, preferito dalle stazioni appaltanti in quanto offre una copertura vaccinale per più
ceppi sierotipici rispetto al prodotto concorrente, il Synflorix di GlaxoSmithKline. Il prezzo del Prevenar è
aumentato così del 6% tra il 2010 e il 2015 fino a 45 euro per dose. In assenza di decisioni ufficiali
sull'eventuale equivalenza medica (da cui dipende la sostituibilità commerciale) di vaccini con coperture
sierotipiche diverse, si è così assistito al perdurante monopolio di un prodotto che, pur a fronte di volumi di
vendita crescenti e garantiti nei confronti del Ssn, ha aumentato negli anni i propri prezzi, sottolinea
l'Autorita garante della concorrenza e del mercato. L'Antitrust segnala pertanto la necessità che le autorità
mediche competenti adottino posizioni chiare, trasparenti e indipendenti: sia in ordine all'inclusione di una
determinata vaccinazione nei piani nazionali di prevenzione, che comporta un notevole vantaggio
competitivo corrispondente di fatto a una garanzia di acquisto per volumi facilmente predefinibili; sia in
merito ai profili di equivalenza medica tra prodotti vaccinali. Per consentire un riequilibrio dei rapporti
commerciali tra offerta e domanda, l'Autorita propone inoltre di includere i vaccini in classi di rimborso che
assoggettino i prezzi a una contrattazione preventiva con Aifa per quei prodotti che, dopo essere stati
registrati in classe C a prezzo libero, vengano compresi nei piano nazionali di vaccinazione, tenuto conto
che ciò garantisce acquisti continuati di grandi volumi. Oligopolio fortemente concentrato su base mondiale
per il mercato dei vaccini, con quattro imprese multinazionali, GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, Merck
Sharp & Dohme e Pfizer, che detengono oltre l'80% in valore delle vendite complessive, in un settore con
un fatturato complessivo che supera attualmente i 20 miliardi di euro ed è in forte crescita. Questo trend rileva ancora l'Autorità - dipende in gran parte dallo sviluppo di prodotti innovativi che hanno prezzi ben più
elevati di quelli tradizionali e sono coperti da esclusive di brevetto particolarmente complesse.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 26/05/2016
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L' ANTITRUST SEGNALA LE STRUTTURE DI UN MERCATO CHE SOLO IN ITALIA VALE 300 MILIONI
DI EURO
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Vivi la tua estate senza problemi ai piedi
Secondo un recente sondaggio, il 72% delle donne confessa di avere problemi ai piedi. Molte si
rassegnano ad averli perché pensano che sia inevitabile. Tuttavia si può fare molto per prevenirli
Ipiedi restano coperti per la maggior parte dell'anno e spesso non vi prestiamo attenzione. Quando invece li
scopriamo in estate ci accorgiamo dei problemi che si sono mantenuti nascosti per tutto il resto dell'anno.
Meglio allora non trascurarli per evitare complicazioni. In queste pagine ti diciamo come. * Tutto il peso del
corpo si appoggia sui piedi e qualunque alterazione che li riguardi e ti dia fastidio quando cammini può
squilibrare il tuo corpo. Ciò può dare luogo anche a problemi alle ginocchia, alle anche o alla colonna. • Un
buono stato dei piedi è garanzia di buona salute. Qualunque disturbo dei piedi può impedirti di camminare
quanto dovresti e causare una tendenza alla sedentarietà; di conseguenza,possono derivare alterazioni
correlate con la mancanza di esercizio fisico. Si gonfiano troppo? -k Quando le gambe soffrono. Se oltre al
gonfiore dei piedi avverti senso di peso alle gambe, prurito e fastidi in generale, oppure soffri di vene
varicose, potresti avere un'insufficienza venosa. In questo caso è meglio consultare il medico per avere una
diagnosi precisa. •kSe il problema sono le caviglie. Una insufficienza venosa può anche essere correlata a
edemi (ristagno di liquidi nei tessuti) degli arti inferiori e quindi provocare gonfiore delle caviglie. Può
accadere anche per un problema renale. Informa il tuo medico. Perché fanno più male soprattutto quando
fa caldo? Molte donne, in previsione dell'arrivo dell'estate, iniziano una peregrinazione per i negozi di
calzature in cerca di un paio di scarpe che permetta loro di passare questo periodo dell'anno senza avere
fastidi ai piedi che, seppure possano provocare problemi tutto l'anno, di sicuro in estate si fanno sentire di
più. •t> L'effetto del calore * II gonfiore dei piedi è più frequente durante l'estate perché il sole, agendo sulla
zona, favorisce un aumento locale della temperatura, con la conseguenza di provocare una
vasodilatazione. Tutto ciò non fa che incrementare i sintomi di una circolazione che di per sé risultava già
rallentata (dolore, pesantezza, stanchezza). i> II piede è più esposto +t In questa stagione è frequente
passare molto più tempo scalzi o portare scarpe che proteggono di meno il piede. Pertanto è più facile
andare incontro a piccoli traumi delle unghie (che possono dare luogo a fastidiosi ematomi o altri
inconvenienti), escoriazioni, vesciche o scottature degli arti inferiori. Inoltre durante questa stagione
dell'anno il piede è più esposto a microrganismi e la sudorazione aumenta, favorendo di conseguenza la
comparsa di infezioni fungine e verruche plantari.
C'entra anche l'happy hour In estate si tende a bere più alcol, ricco di purine (contenute anche nella
carne rossa, negli insaccati, nei frutti di mare). Metabolìzzandole si libera acido urico, che si può
accumulare in forma di cristalli nelle articolazioni dell'alluce, causando dolore. g*
Come influiscono le scarpe in questa stagione La scelta delle scarpe, specialmente in questo periodo
dell'anno, può contribuire ad originare diversi problemi. Quando le compri, devi stare attenta soprattutto
all'altezza. * FISSURAZIONI * Facilitate dal contatto DEL TALLONE con l'aria e la mancanza di
ammortizzazione. * ESCORIAZIONI * Compaiono soprattutto E VESCICHE c o n ' e s c a r P e nuove, a
causa degli sfregamenti. •* FASCITE * Le calzature troppo basse PLANTARE favoriscono le callosità e E
CALLI l'infiammazione della pianta. * LESIONI DELLA CAVIGLIA • METATARSO INFIAMMATO • DITA A
MARTELLO E ALLUCE VALGO Le scarpe non circondano la caviglia e quelle alte ne favoriscono la
distorsione. • Quando si alza il tallone il peso ricade sul metatarso, che si infiamma e fa male. * Le scarpe
dalla punta stretta facilitano le deformazioni delle dita. Abitudini che prevengono i problemi ai piedi Secondo
gli esperti, in estate le visite da ortopedici e podologi aumentano. In particolare chiedono l'appuntamento
donne che dicono di avere dolore, durezza, secchezza o callosità dei piedi. Queste patologie si possono
per la maggior parte prevenire mettendo in pratica alcuni semplici accorgimenti che qui ti indichiamo. Evita i
chili di troppo Uno studio degli ortopedici statunitensi ha indicato che il 41% delle persone che si recavano
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LA SALUTE PER TUTTI BUONE ABITUDINI * PREVENZIONE * SOLLIEVO
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dallo specialista per dolore ai piedi aveva messo su peso in eccesso appena prima che comparisse questo
sintomo. I piedi, infatti, sopportano il peso di tutto il corpo e quando si è sovrappeso sono sottoposti a una
maggiore pressione, per cui insorge facilmente il dolore. Come prevenirlo. Cerca di mantenere una
alimentazione equilibrata e povera di grassi, zuccheri e sale, il quale favorisce il gonfiore dei piedi. Inoltre
svolgi esercizio aerobico (nuotare, camminare oandare in bicicletta) almeno 3 voltealla settimana per
bruciare i grassi in eccesso. Evita lo sport che implichi unforte impatto del piede con il terreno, come la
corsa. Rinforza la muscolatura I piedi sono la base di tutto il corpo e per garantire un buon supporto (ed
evitare il dolore) devono essere forti. Dedica alcuni minuti ogni giorno a rinforzarli. Per esempio, siediti per
terra con la schiena al muro. Metti una palla tra le caviglie e compi delle contrazioni (spingi e rilassa diverse
volte). Puoi anche stare in piedi, con un piede sulla palla, e fare movimenti circolari. Idratali II calore li
secca, la pelle si disidrata e si formano i duroni. Per prevenire tutto ciò, applica una crema idratante ogni
sera sui talloni e sul dorso. Trattamento personalizzato. Ci sono creme idratanti per i piedi che contengono
dal 10 al 40% di urea. Se hai la pellesottileedelicata.èsufficiente una concentrazione bassa di urea, ma se
la pelle è spessa e resistente, hai bisogno di un apporto maggioredi questa sostanza. Chiedi allo
specialista.
Come evitare i rischi * Se stai in acqua, dopo asciugali bene con un asciugamano, soprattutto tra le dita,
per evitare infezioni fungine. * Se usi i calzini in estate, cerca di adottare quelli in filo di cotone, che
favorisce la traspirazione del piede. * Se i piedi sudano molto applica un deodorante o antitraspirante per
piedi prima di mettere le scarpe, al fine di controllare l'umidità. * Se prendono il sole. Applica una buona
crema protettiva solare anche sul collo del piede.
Perché la donna ha più problemi? -k Le statistiche dimostrano che ci sono più donne che uomini con
problemi podologici. Perché? Non occorre essere uno specialista podologo per sapere che in media gli
uomini portano scarpe più larghe e comode, mentre le donne tendono a scegliere le calzature badando più
all'estetica che alla comodità. Per esempio, negli ultimi anni è diventato molto di moda l'uso degli stivaletti
anche d'estate. Sicuramente non succede nulla nell'indossarli ogni tanto, ma non bisogna dimenticare che
questo tipo di scarpe ostacola la traspirazione, pertanto non sono la scelta più adatta per l'estate. Lo studio
delle impronte può dire molto Gli studi biomeccanici servono a verificare se appoggi male i piedi e di quale
plantare personalizzato hai bisogno. Può darti già delle informazioni il modo in cui si consuma la suola delle
scarpe, ma è importante un parere podologico perché ti sia consigliato che cosa fare e per farti fare un
plantare. PIEDE PRONO Se si appoggia il piede verso w? l'interno, anche la 5Ì rotula ruota e la " colonna
vertebrale può risentirne. • PIEDE NORMALE II passo neutro ripartisce invece il peso del corpo in ugual
modo su tutta la pianta del piede. •k PIEDE SUPINO Fare forza verso l'esterno quando appoggi il piede
può avere conseguenze su anche, ginocchia e colonna vertebrale. 10 soluzioni per il sollievo e la
prevenzione dei problemi
Hai escoriazioni oppure vesciche ai piedi? • Disinfetta. Metti i piedi a mollo in acqua tiepida per 5 minuti.
In caso di ferite, disinfetta la zona e lascia asciugare bene i piedi all'aria. • Se hai delle vesciche. Cerca di
lasciare i piedi scoperti il più possibile e di non farle scoppiare, perché queste si potrebbero facilmente
infettare. * Per migliorare. Se devi mettere le scarpe, scegli un modello comodo che non sfreghi. Prima di
indossarle, copri la zona con un cerotto.
Li senti stanchi? • Ossigenali. Se ti senti i piedi affaticati a fine giornata, tienili sollevati per 10 minuti per
attivare la circolazione. • Metti del ghiaccio. Gli esperti raccomandano di applicare una sacca di gel freddo
per 5 minuti.
Tisi gonfiano? * SE TI SI GONFIANO soltanto in estate, probabilmente è a causa dell'aumento della
temperatura. In questo caso immergere i piedi in acqua fredda aiuta a ridurre l'edema. Può essere di
giovamento anche dirigere l'acqua fredda della doccia sui piedi.
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Hai un fungo? * IN CASO DI INFEZIONE LIEVE. Se l'infezione ha colpito meno di mezza unghia, uno
smalto da unghie antimicotico può risolverla. • SE L'INFEZIONE SI ESTENDE a più unghie può essere
necessaria una terapia. Le ultime novità terapeutiche prevedono l'utilizzo del laser per eliminare i funghi. La
diagnosi, ^ ' però, è sempre del podologo.
| talloni sono ruvidi? •k Oggi sono in commercio dispositivi elettrici con una punta girevole abrasiva che
eliminano queste rugosità con estrema facilità e senza danneggiare la zona. È un'alternativa alla classica
pietra pomice utilizzata per lo stesso scopo. •* Tieni presente, però, che è meglio non abusarne: la durezza
è una difesa che forma la stessa pelle all'atto dello sfregamento, e quanto più viene eliminata, più si
riforma. Dopo aver passato la lima, si deve idratare il piede per evitare ricadute. Hai verruche? * Le
verruche plantari, a differenza di quelle del resto del corpo, possono fare anche parecchio male. Essendo il
piede un luogo di pressione, tendono ad appiattirsi e a dare microsanguinamenti. - Devi consultare lo
specialista per eliminarle mediante lasero criochirurgia.
Si formano ragadi? Tra le dita: si devono a un'eccessiva umidità e si trattano con gli antisettici. Sui talloni:
sono dovute alla secchezza e c'è bisogno di idratazione. Le pomate cicatrizzanti possono aiutare.
Dolore ai talloni? L'esercizio che ti proponiamo rilassa le tensioni della fascia (che ricopre la pianta del
piede, sotto la cute) e da sollievo al dolore. • METTITI SEDUTA scalza, appoggia i piedi su una bottiglietta
d'acqua fredda e falla rotolare avanti e indietro con la pianta.
L'alluce valgo ti crea molti problemi? Quando l'alluce valgo fa male o la sua deformazione è così
importante che arreca danno anche alle altre dita, va consultato l'ortopedico. •ir Un sollievo immediato. Per
ridurre i dolori è importante utilizzare calzature ampie e particolarmente comode, che siano in grado di
ridurre la frizione sulla zona interessata. Se invece devi usare scarpe chiuse, scegli quelle di pelle morbida;
sono le calzature che tollererai meglio in questi casi. f- Rivolgiti all'ortopedico. Spesso l'alluce valgo si forma
perché si appoggia male il piede. A volte, solo correggendo questo aspetto si trova la soluzione al
problema. Quando l'alluce valgo è molto accentuato ofa molto male, si può ricorrere alla chirurgia.che ha
fatto molti progressi. L'intervento. Oggi la chirurgia per correggere l'alluce valgo è molto meno aggressiva di
un tempo, si esegue in anestesia locale e il paziente esce con le proprie gambe. A seconda dei casi, in trequattro settimane si recupera completamente e si possono così indossare di nuovo le calzature abituali.
L'OPINIONE DELL'ESPERTO DOTT. LEONARDO MARADEI Responsabile Chirurgia
delPiedeeMininvasiva, Istituto Humanitas, Milano "L'alluce valgo ha numerose cause" Quali sono le
principali cause? Familiarità, malformazioni congenite, utilizzo di calzature inadatte (pianta stretta, punta
stretta e tacco alto su persone predisposte), traumi, problemi di peso, di postura o di tono muscolare, alcuni
tipi di artrite. Nei casi non gravi, come si può attenuare il problema? Peresempio, indossando scarpe ampie
e comode. Oppure con un bendaggio che mantenga il piede in posizione normale.
sono i calli? Devi andare dal podologo pertrattarli, ma intanto puoi mettervi delle protezioni, in vendita in
farmacia, che diminuiscono pressione e dolore.
VITA IN FARMACIA
9 articoli
26/05/2016
Pag. 1 Ed. Napoli
diffusione:234691
tiratura:339543
La legge truffa della sanità
STEFANO CALDORO
LA sanità ha bisogno di trasparenza e credibilità. Di segnali che dimostrino senza ombra di dubbio che la
politica non ne approfitta, non sceglie secondo calcoli di convenienza, di parte o clientelari.
Dopo difficili anni, duri di sacrifici per chi la sanità la vive, c'è stata una programmazione. A PAGINA XI LA
sanità ha bisogno di trasparenza e credibilità. Di segnali che dimostrino senza ombra di dubbio che la
politica non ne approfitta, non sceglie secondo calcoli di convenienza, di parte o clientelari. Dopo difficili
anni, duri di sacrifici per chi la sanità la vive, è stato possibile mettere in campo una programmazione
sanitaria che permetterà ai cittadini di avere un servizio efficiente.
Dopo avere coperto un deficit di un miliardo è stato possibile lo sbocco del turnover e degli investimenti.
Dopo aver fatto capire che anche al Sud si può fare una politica virtuosa che supera le vecchie pratiche
fatte di sprechi e favori è stato possibile rivendicare un ruolo sul Patto della Salute per i nuovi finanziamenti.
Dopo che abbiamo dimostrato che la Campania non è più la regione canaglia ma che ha un futuro fatto di
buone pratiche e buona sanità è stato possibile prevedere l'uscita dal lungo commissariamento. Dopo tutto
questo oggi si rischia di tornare al punto di partenza, a quell'epoca in cui non contava il merito ma essere
amico degli amici, dove non contava una buona idea o un buon progetto ma l'appartenenza politica o
personale al potente di turno.
Questa è una malerba difficile da sradicare che ancora estende parte dei suoi rami nascosta tra le maglie
di un eccesso di burocrazia e incertezza delle norme. Molto è stato fatto, molto c'è da fare. Tornare indietro
no: vanificherebbe tutti gli obiettivi raggiunti in questi ultimi cinque anni.
La legge che la nuova giunta regionale e la sua maggioranza vuole approvare in queste ore riporta le
lancette al periodo più buio della nostra sanitaà. Che senso ha cancellare una procedura trasparente voluta
da tutti approvata nella precedente consiliatura e permettere alla politica non la responsabilità che le
compete ma l'arbitrio? Affermare in poche parole che la politica non è alta amministrazione ma solo potere
personale e clientelare. Così si può solo sbagliare. Non si sceglie il manager per merito e selezione ma per
amicizia e fedeltà. Ho definito questa scelta, in un veloce tweet, una «truffa e una vergogna» e non trovo
una sintesi più efficace. Approvare questa nuova legge significa non capire la nostra Regione, i suoi
problemi, ma soprattutto la sua voglia di riscatto.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
L'INTERVENTO
26/05/2016
Pag. 8 Ed. Palermo
diffusione:234691
tiratura:339543
Maurizio Vullo
Allenatore dell'Akragas e poi informatore scientifico, era fratello di Salvatore Vullo, ex difensore del Palermo
Un informatore scientifico con la passione per il calcio. Il favarese Maurizio Vullo è stato questo e molto di
più. Ha allenato l'Akragas, guidando la squadra biancoazzurra nel campionato di Seconda categoria. Tutta
Favara lo conosceva non soltanto per l' impegno nella società sportiva ma per la sua professione
principale: per tanti anni Vullo ha girato tra i paesi dell'Agrigentino incontrando medici e farmacisti per
proporre l'uso di nuovi farmaci: una sorta di trait d'union tra case farmaceutiche, ricerca e acquirenti.
Tra i suoi compiti, anche quello di raccogliere e trasmettere le informazioni di eventuali effetti collaterali
legati all'assunzione dei farmaci di cui era rappresentante. Un lavoro che aveva intrapreso dopo la Laurea
in Scienze naturali. Era fratello di Salvatore Vullo, ex difensore in Serie A.
Se n'è andato il 23 maggio, a 53 anni.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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SE NE SONO ANDATI
26/05/2016
Pag. 43 Ed. Torino
diffusione:170497
tiratura:245377
La Regione: "Caso isolato" L'Asl ritira il lotto del farmaco
ALESSANDRO MONDO
P rocedura standard» da parte della Regione, che a seguito del decesso della neonata segue
puntualmente le regole previste nei «casi avversi», come vengono tecnicamente definiti quelli caratterizzati
da ipotetiche reazioni ai farmaci. Procedura autonoma da parte dell'Asl Torino 4, che rispetto a quella
standard ha deciso di bloccare in via precauzionale i lotti dei vaccini interessati, sostituendoli con altri, e di
darne pronta notizia in un comunicato . Doppia linea
Iniziativa, per l'appunto, autonoma, di cui probabilmente la Regione avrebbe fatto volentieri a meno. Come
minimo, avrebbe fatto a meno del comunicato. Della serie: si fa ma non è il caso di pubblicizzarlo. Per non
generare allarmismi e perchè da qualche anno in Italia quello dei vaccini è un campo minato, dove la linea
della medicina ufficiale - secondo la quale non c'è alcuna evidenza scientifica di danni alla salute correlati
alla loro somministrazione - viene contestata con crescente vigore da scuole di pensiero ancora minoritarie
ma battagliere.
Non è un caso se la Regione, in un comunicato inviato qualche ora dopo rispetto a quello dell'Asl, marca il
punto. Bisogna cercarlo nell'ultima frase: «La decisione dell'Asl Torino 4 di bloccare temporaneamente i lotti
dei vaccini utilizzati, è stata assunta autonomamente rispetto alle procedure standard, sulla base di una
logica prudenziale». I dubbi dell'Asl
«Siamo particolarmente colpiti dal dramma che ha interessato la famiglia della piccola, di fronte alla morte
improvvisa di un bimbo non si può che restare attoniti e addolorati», premette Lorenzo Ardissone, direttore
generale dell'azienda sanitaria. -. È vero, si è trattato di una decisione nostra, autonoma. E questo, senza
voler creare allarmismi. Ma pur essendo certo che il vaccino non c'entri, penso sia lecito avere dei dubbi, e
regolarsi di conseguenza». Concetto ribadito da Giovanni La Valle, il direttore sanitario dell'Asl: «Non
conoscendo le cause della morte, abbiamo bloccato, in via del tutto prudenziale, i lotti dei vaccini utilizzati e
li stiamo sostituendo con altri».
Un modo per tutelarsi, anche. Tanto più che, in attesa degli esiti dell'autopsia, nessuno può dire con
presunzione di verità come sono andate effettivamente le cose. In ogni caso, precisa il direttore sanitario a
scanso di equivoci, «la vaccinazioni non subiscono alcuna sospensione e sono effettuate secondo i
calendari programmati». Scattano le verifiche
La Regione prende atto che le verifiche del Seremi (ndr: il Servizio regionale di riferimento) hanno dato
esito negativo: «Non si è registrato alcun altro episodio analogo». In quella zona, e in Piemonte. « Pertanto
si attende l'esito dell'autopsia». Nè esistono ragioni, in questa fase, per sospendere le vaccinazioni.
A fare scattare la procedura, quella standard, è stata la correlazione temporale, meno di 24 ore, tra la
vaccinazione e il decesso: un intervallo indubbiamente breve, che attiva ingranaggi protocollati. «La
direzione sanitaria dell'Asl ha segnalato il caso alla Procura, al Sistema nazionale di farmacovigilanza, che
ha un farmacista in ogni azienda sanitaria, e al Seremi - spiega Vittorio Demicheli, epidemiologo della
Regione -. In questi casi si verifica se ci sono altri eventi segnalati nella stessa zona, o per lo stesso lotto
vaccinale: questo risulta essere isolato. Va premesso che questi vaccini non sono obbligatori ma offerti in
modo attivo e gratuito».
Insomma: secondo la Regione non ci sono le condizioni per ridiscutere le vaccinazioni pediatriche, che tra
gli stranieri - in controtendenza rispetto agli italiani - registrano un'adesione elevata. BY NC ND ALCUNI
DIRITTI RISERVATI
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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Scattano le verifiche ma le vaccinazioni non sono state sospese
26/05/2016
Pag. 6 Ed. Como Lecco
diffusione:50422
tiratura:72902
La municipalizzata della città e l'impresa di fare affari
- CANTU' - CONTI IN REGOLA a Canturina Servizi, la municipalizzata della Città del Mobile dove a fronte
di una trentina di dipendenti, la metà dei quali impiegati nelle tre farmacie comunali, ha chiuso il 2015 con
un utile di 408mila euro, a fronte di un margine operativo lordo di quasi un milione di euro. A differenza di
Como infatti a Cantù sono riusciti nell'impresa di fare affari anche con i dispensari comunali, che grazie ad
un nuovo sistema di approvvigionamento riescono a dare filo da torcere anche ai loro concorrenti privati.
«Non è facile fare impresa essendo un'azienda pubblica - spiega il presidente, Massimo Di Domenico oltre a tutte le regole dei privati dobbiamo soggiacere a tutti i limiti del pubblico, ma lo stesso quest'anno
possiamo dire che è andata bene. Le poste a bilancio lo dimostrano, specie considerando che fino a
settembre abbiamo dovuto sopportare i costi della piscina, prima dell'affido al nuovo operatore». L'impianto
infatti, malgrado l'estate l'afosa, ha chiuso con un passivo di 204mila euro, abbassando la performance
altrimenti ottima della municipalizzata. Positivi anche i numeri dell'acquedotto, un utile di 34mila euro a
fronte di 12.167 utenti nella sola città di Cantù e un consumo di quasi quattro milioni e mezzo di metri cubi
d'acqua. In questo caso determinanti sono stati i risparmi sul fronte del consumo di energia elettrica e il
buono stato della rete, tra le migliori in Lombardia considerando l'indice di perdita che è pari al 20,83%. Altri
175mila euro di utili sono invece arrivati dalla gestione dei parcheggi, alcuni dei quali riconvertiti in gratuiti
(nell'area di fronte all'ospedale) secondo i desiderata del Comune, socio unico di Canturina.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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CANTÙ UN UTILE DI 408MILA EURO NEL 2015
26/05/2016
Pag. 5 Ed. Pistoia Montecatini
diffusione:83607
tiratura:112166
L'AFFAIRE Farcom, in Procura, c'è finito davvero. A inviare la documentazione relativa al bilancio della
società delle farmacie pubbliche durante la gestione di Simona Laing è stato lo stesso sindaco, Samuele
Bertinelli. Lo ha chiarito una volta per tutte, ieri, durante la commissione bilancio dedicata al caso, il
vicesindaco e assessore alle partecipate, Daniela Belliti, senza però specificare in quale forma la
segnalazione sia avvenuta. Sui tavoli dei magistrati, ai quali a sua volta si è rivolta anche Laing, come ha
annunciato lei stessa, sarebbe finita la corrispondenza fra il primo cittadino e il nuovo amministratore,
Alessio Poli, nonchè tutta la documentazione trasmessa dal manager pubblico ai consiglieri comunali. Si
tratta dell'atto con cui, pochi mesi fa, venne annunciato il congelamento della distribuzione degli utili, di
circa 540mila euro, per presunte incongruenze sul calcolo delle rimanenze di magazzino. Presente alla
commissione con il collegio dei revisori contabili, Poli ha spiegato che «nessun metodo», compreso quello
dichiarato dalla precedente gestione utilizzabile per rilevare le rimanenze, «porta ai risultati messi a
bilancio». Ma le pecche di Farcom, per l'amministratore unico livornese nominato dopo il passaggio di
Laing alle farmacie comunali di Roma Farmacap, non si fermano qui. Mancherebbe infatti all'appello anche
il libro degli inventari, obbligatorio per legge, degli anni 2012, 2013 e 2014. «E' per questo motivo che i
nostri approfondimenti si sono concentrati su questi tre anni», ha precisato Poli in risposta alle domande di
alcuni consiglieri, accennando inoltre a «un'errata registrazione» alla voce di costo relativa agli stipendi. Il
nuovo amministratore della società partecipata per oltre l'80% dal Comune di Pistoia ha chiarito che, anche
in seguito a verifiche effettuate con consulenze tecniche esterne, non sono stati riscontrati ammanchi di
magazzino ma che ci sono stati «errori nella valorizzazione delle rimanenze». Una serie di «errori» che, dal
2012 al 2015 vale circa 450mila euro. I migliori risultati di bilancio che i precedenti amministratori potevano
vantare hanno comportato il pagamento di maggiori imposte per circa 200mila euro. Oltre, naturalmente,
alla distribuzione di maggiori dividendi ai Comuni soci e la concessione di più sponsorizzazioni per eventi e
festival. IL PRESIDENTE del collegio dei revisori, Alessandro Pratesi, presente già prima dell'arrivo di Poli
a Farcom, ha garantito che le imposte saranno recuperate con i prossimi bilanci e che, in ogni caso,
Farcom è un'azienda sana in grado di produrre utili. «Congelato» il bilancio trovato in eredità, adesso Poli è
alle prese con la chiusura dell'esercizio. «Servono ancora un paio di settimane per dire come sarà chiuso»,
ha detto ai consiglieri. s.t.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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Farmacie , i conti non tornano Adesso è guerra a carte bollate
26/05/2016
Pag. 5 Ed. Pistoia Montecatini
diffusione:83607
tiratura:112166
«Bandi per gli acquisti E via le collaborazioni»
«SONO STANCO del clamore mediatico fatto dal precedente amministratore. La questione che stiamo
affrontando riguarda soltanto l'aspetto contabile e amministrativo». Soltanto al termine della lunga
commissione bilancio di ieri, il nuovo amministratore unico Farcom, Alessio Poli ha messo da parte le
argomentazioni tecniche per rispondere per le rime a Simona Laing. Dopo lo scoppio della polemica sulla
valutazione delle rimanenze di magazzino la precedente amministratrice si è lamentata di non aver ottenuto
l'accesso a documenti e atti elaborati da Poli. La domanda è rimbalzata anche durante la commissione di
ieri. Poli ha risposto leggendo la lettera inviata a Laing. FRA LE VARIE motivazioni del rifiuto: si tratta di atti
che potrebbero essere oggetto di procedure legali eventualmente avviate dall'azienda e Laing siede sulla
poltrona più alta di una società, Farmacap, che opera nello stesso settore di Farcom e pertanto
potenzialmente concorrente. Domande sono state rivolte a Poli anche sulle collaborazioni a partita Iva a
rischio vertenza aperte durante la gestione Laing: «Non ci sono più», ha detto il manager pubblico livornese
ricorso alla valutazione tecnica di un consulente del lavoro. Richieste di chiarimenti, da parte dei consiglieri
comunali, sono state avanzate anche sugli acquisti dei farmaci senza ricorso con bandi di gara pubblici.
«Oggi il sistema viene adottato soltanto per il 10% del fatturato. Per me, invece, sarà utilizzato
normalmente», ha detto Poli. Ma il sindaco Bertinelli quando ha saputo che le rimanenze di magazzino non
risultavano corrette? Poli quando gliel'ha comunicato? «Il 14 aprile», cioè quando è stato informato anche il
consiglio, è stata la risposta. s.t.
«La precedente amministratrice ha suscitato troppo clamore mediatico. Qui è in ballo solo una questione
contabile e amministrativa. Per gli acquisti farò ricorso alle procedure pubbliche»
«Parliamo di 100mila euro su un bilancio di 12milioni di euro. Ma cosa stanno combinando? Farcom è
sana, così la svalutano. E' stato fatto tutto secondo legge, qui c'è qualcosa che non torna»
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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IL NUOVO AMMINISTRATORE UNICO
26/05/2016
Pag. 3 Ed. Umbria Terni
diffusione:83607
tiratura:112166
La Marini «Coinvolgiamo altre città umbre»
- PERUGIA - LA GOVERNATRICE Marini dice chiaro e tondo a Enel che dopo Perugia «dovrà tener conto
dell'infrastrutturazione digitale delle aree industriali ed artigianali e proseguire l'esperienza avviata nel
capoluogo anche nelle altre città umbre, come Terni, Città di Castello, Foligno e Orvieto, dove è
ugualmente presente una rete urbana pubblica». Ma non solo, anche se tra Palazzo dei Priori e Palazzo
Donini vige il fair play su questa vicenda, sotto-sotto c'è la voglia - politicamente comprensibile - di
rivendicare la supremazia sui mille megabit. Così la Marini spiega «che non siamo qui a ricevere
medagliette» e aggiunge che «le scelte fatte dalla Regione vengono premiate anche dal governo Renzi.
Non c'è bisogno di battibecchi - ha precisato - ma voglio anche dire che se non ci fossero state le nostre
infrastrutture il Comune non ce l'avrebbe fatta... ». L'assessore Francesco Calabrese non ha risparmiato
battute (non alla Regione): «Se non ci fosse stata Enel saremmo stati ancora sommersi per decenni dal
rame». E poi: «Al sindaco avevo detto che pur di realizzare una rete 'nostra' avremmo potuto anche
vendere le farmacie comunali...». Pompei infine ha gettato acqua sul fuoco: «Abbiamo scelto Perugia e
l'Umbria perché è un terreno fertile».
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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I PROPOSITI
26/05/2016
Pag. 4 Ed. Viareggio
diffusione:83607
tiratura:112166
SABATO 28 dalle ore 15 alle 19, presso la farmacia Comunale di via Mazzini a Viareggio, consulto
nutrizionale gratuito con un con medico della ditta Schar. Info: www.megliosenzaglutine.it oppure 0584 /
3811110.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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CONSULTI DIETETICI GRATUITI IN FARMACIA
26/05/2016
Pag. 31 Ed. Pordenone
diffusione:56124
tiratura:73578
Man mano che si avvicina l'ultima settimana di campagna elettorale i toni tra i candidati si alzano e
aumenta il livello dello scontro. Fino ad arrivare - alla faccia di quella sorta di patto che era stato lanciato
all'inizio della campagna, in particolare da Alessandro Ciriani e Daniela Giust - anche ai "colpi bassi". Un
assaggio dell'inasprirsi del confronto è arrivato ieri. E riguarda presunte preoccupazioni tra i dipendenti
delle società partecipate nel caso in cui Ciriani dovesse diventare sindaco. «Numerose persone mi hanno
riferito - ha informato ieri lo stesso Ciriani - che i dipendenti Gea e Gsm e delle farmacie comunali sono
allarmati. Qualche provocatore ha messo in giro la voce che, se diventassi sindaco, li licenzierei tutti.
Naturalmente si tratta di bugie fantascientifiche e voglio rassicurare il personale e le loro famiglie: nulla di
tutto questo accadrebbe se fossi io il prossimo sindaco. Noi vogliamo - rassicura il candidato del
centrodestra - valorizzare e rendere più efficienti le società partecipate e le farmacie comunali, mai e poi
mai abbiamo parlato di mandare a casa le persone che ci lavorano». Ma l'ex presidente della Provincia va
oltre: «È l'ennesimo atto denigratorio. I nostri avversari politici parlano solo di fascismo, dunque di
preistoria, e di licenziamenti che non esistono. Noi abbiamo sempre messo al centro di questa campagna
elettorale il programma per Pordenone e il modo per rilanciarla, altri preferiscono calunniare. A ciascuno il
suo». A quali avversari si riferisca non è difficile intuirlo, visto il riferimento alle accuse di "fascismo". Solo la
sera precedente si era sollevata una bufera - altro segnale dell'innalzarsi del livello dello scontro - sul
riferimento ad Auschwitz nella risposta di Ciriani a Giust che chiedeva un commento sulle elezioni
austriache. «Penso semplicemente - ha commentato su facebook Velia Cassan, presidente Pd cittadino e
candidata - che citare Auschwitz con derisione di un dramma che è stato una pagina tra le peggiori
dell'umanità non rispondendo così alla domanda sia davvero grave e inaccettabile. Inoltre, su un'altra
domanda relativa all'ipotesi di un avviso di garanzia Ciriani ha comparato i magistrati a dei folli. Questo è il
rispetto che questo candidato ha delle istituzioni. Di coloro che, ogni giorno e anche a rischio della loro vita,
difendono la legalità nel nostro Paese. Un'affermazione inaccettabile». Ciriani non si tira indietro e pretende
precisione: «Non ho mai detto folli ai magistrati. Ho detto una cosa diversa, che forse è sfuggita a qualcuno:
ti può arrivare un avviso di garanzia perchè magari un folle fa un esposto in Procura e i magistrati hanno il
dovere di avviare le verifiche e le indagini. Sul resto non credo di avere citato l'Olocausto impropriamente.
Continuare ad agitare lo spettro del fascismo dimostra solo una pregiudiziale ostilità fuori dalla storia».
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VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 26/05/2016
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Elezioni , finita la tregua tra candidati
PROFESSIONI
7 articoli
26/05/2016
Pag. 8 N.8 - 2 maggio 2016
PuntoEffe
diffusione:10727
tiratura:11042
La farmaceutica risorsa per il Paese
Coraggio e innovazione agli Incontri Asis 2016 di Tirrenia
LAURA BENFENATI
I mercato farmaceutico globale crescerà del 5-8 per cento nei prossimi cinque anni (figura 1), raggiungendo
il valore di 1,5 trilioni di dollari nel 2020: a Tirrenia, agli Incontri Asis 2016 Flaminio Farnesi, si è ricordato
che il comparto farma-industriale rimane nel nostro Paese uno dei settori chiave per avviare la ripresa.
Serve però il coraggio delle scelte. «Gli Usa determineranno il 45 per cento della crescita globale 20162020», ha spiegato Sergio Liberatore, amministratore delegato di Ims Health, «il mercato in Cina varrà
quanto quello dell'Europa a 5 e Spagna e Russia nel 2020 saranno fuori dai top 10. Diminuirà la differenza
nella velocità di crescita fra Paesi sviluppati ed emergenti, perché quest'ultimi rallentano e diventano
mercati maturi anch'essi. Nel complesso la pipeline non è mai stata così ricca: 225 nuove molecole nei
prossimi 5 anni, 27 per cento biologiche e più di 50 orphan drug (figura 2)». E il nostro Paese? L'Italia avrà
una buona crescita prospettica, guidata dai canali ospedaliero e Dpc (figura 3). Il 2015 si è chiuso in
farmacia in crescita per il mercato di libera vendita, non certo per i farmaci su prescrizione. Il mercato di
libera vendita vale 10,2 miliardi di euro (+4,1 per cento rispetto al 2014), quello con obbligo di prescrizione
15 miliardi (-0,1 per cento rispetto al 2014). «La libera vendita rappresenta il 40 per cento del fatturato della
farmacia, mentre l'etico è penalizzato dalla mancanza di innovazione e dalle continue scadenze
brevettuali», ha spiegato Liberatore. «Tra il 2008 e il 2015 si è avuto un calo dei prezzi dei farmaci del 17
per cento». In farmacia il 2016 non è iniziato nel migliore dei modi, c'è stata poca patologia, si fa il
paragone con un anno, il 2015, in cui gennaio era andato molto bene. Liberatore ha proseguito ricordando
che nel 2016 ci saranno 18 nuovi lanci di farmaci in primary care ma quanti di questi entreranno in Dpc?
Inoltre, delle 39 molecole approvate dall'Ema nel 2015 meno di un terzo è arrivato in Italia nel 2016: le
strade nel nostro Paese sono lunghe e complicate, con le approvazioni regionali e, più che in altri Paesi, i
molti interventi di controllo su costi e prezzi. Se dunque non ci saranno modifiche alla governance, l'Italia è
destinata a rimanere sempre un passo indietro. «L'innovazione si muove verso una medicina mirata e
richiede collaborazione con le attività regolatone lungo tutto il ciclo di vita di un prodotto», ha concluso
l'amministratore delegato di Ims Health. «Il sistema regolatorio propone oggi accordi di early access e
adaptive pathway che hanno bisogno di continui re-assessment e valutazioni di efficacia nella vita reale. I
registri Aifa che abilitano diversi tipi di accordo (basati su outcome, finanziari, outcome e finanziari insieme,
appropriatezza prescrittiva) pongono l'Italia all'avanguardia ma se non c'è stretta collaborazione tra
imprese, pubblica amministrazione e università non si può accelerare il passo. Un settore di eccellenza
«Ogni quattro mesi di vita se ne guadagna uno grazie alla ricerca scientifica e ai farmaci», ha spiegato il
presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, «oggi medicinali e vaccini contribuiscono a più dei
due terzi della crescita della vita media e la mortalità per patologie oncologiche è scesa in Italia del 30 per
cento negli ultimi 20 anni. L'industria farmaceutica italiana anche nel 2015 ha creato valore per il Paese.
L'Italia è il secondo produttore di farmaci (figura 4) nell'Unione europea, dopo la Germania, e continua la
crescita della produzione farmaceutica, con V export come motore (73 per cento della produzione)». A
fronte di una produzione industriale nel manifatturiero scesa del 7 per cento, quella del settore farmaceutico
è cresciuta tra il 2010 e il 2015 del 10 per cento. «Abbiamo portato un bel contributo alla risoluzione della
crisi, con 63.000 addetti, di cui 6.000 impiegati in ricerca e sviluppo». Gli investimenti in R&S sono
aumentati del 15 per cento in 2 anni, ci sono più di 300 prodotti biotech in sviluppo. E inoltre il primo
farmaco a base di cellule staminali approvato è italiano e anche la prima terapia genica frutto di partnership
pubblico-privato. Il presidente di Farmindustria ha spiegato che l'Italia partecipa alla rivoluzione
dell'innovazione farmaceutica mondiale aumentando l'impegno in ricerca, e sviluppo e cresce anche il ruolo
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 26/05/2016
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PARLIAMONE TRA NOI
26/05/2016
Pag. 8 N.8 - 2 maggio 2016
PuntoEffe
diffusione:10727
tiratura:11042
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 26/05/2016
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del nostro Paese per gli studi clinici in Europa, il 18 per cento si svolge qui: «L'Italia ha le caratteristiche per
diventare un hub per gli studi clinici, è un obiettivo strategico congiunto per il Governo, l'Aifa, Farmindustria
». Si deve però innovare la governance: le aziende farmaceutiche, con le continue manovre di tagli, non
possono continuare a essere utilizzate come un bancomat: «La spesa sanitaria italiana è inferiore a quella
degli altri Paesi Big Uè e la farmaceutica ancora di più: «Un giorno di ospedale costa 1.000 euro a
paziente, una anno di assistenza farmaceutica 271 euro e un farmaco costoso non lo è più se riduce i giorni
di ricovero; in oncologia i farmaci rappresentano il 4 per cento dei costi sociali complessi per la patologia: si
deve affrontare il welfare nella sua complessità, senza pregiudizi», ha proseguito Scaccabarozzi. «I registri
di farmaci sono un ottimo strumento per passare da una logica di tetti di spesa a una outcome-ori,ented,
sono una fonte di dati straordinaria ma usati ancora pochissimo. Se non c'è beneficio per un trattamento,
ben venga la restituzione dei soldi ma se invece si continua con la logica dei pay back sicuramente ci
saranno nel nostro settore meno assunzioni, meno produzione di valore e meno crescita». Partner solidi
per le farmacie E le farmacie? Quali scenari si delineeranno se e quando verrà approvato il Ddl
concorrenza? «Saper soddisfare i clienti pazienti a 360 gradi è l'unico vero vantaggio competitivo delle
farmacie a medio-lungo termine», ha spiegato Marco Velluti, Managing Director di Alliance Healthcare
Italia. «Il singolo farmacista, per sviluppare servizi innovativi che soddisfino i pazienti, ha bisogno però di
partner solidi e competitivi che conoscano il mercato». Velluti ha raccontato i molti servizi che Alliance
Healthcare sviluppa per ospedali, industria, pazienti e il supporto alle farmacie indipendenti che il gruppo
fornisce, anche in termini di formazione e supporto al team, tramite il network Alphega a cui in Italia
aderiscono 700 farmacie. Molte le opportunità per le farmacie nell'ambito dell'assistenza al paziente: Velluti
ha citato uno studio Sda Bocconi secondo il quale l'87 per cento dei pazienti cronici non si sente preso in
carico dal Servizio sanitario nazionale e meno del 50 per cento dei malati è aderente alle terapie. A fronte
di questo, l'82 per cento dei pazienti si fida del farmacista e il suo consiglio influenza le scelte nel 61 per
cento dei casi. E dunque le farmacie Alphega forniscono servizi a tutto tondo, dallo screening
dell'osteoporosi alla spirometria, alle attività di prevenzione cardiovascolare, a test sulle intolleranze
alimentari e altro ancora. Perché, ha concluso Velluti, ricordando una frase di John Chave, past presidente
del Pgeu «Non c'è momento migliore di quello attuale per essere farmacista». «Sono davvero soddisfatto
dell'edizione 2016 degli incontri Asis», ha detto Marco Macchia, presidente dell'associazione, chiudendo i
lavori di Tirrenia, «dato che siamo riusciti a coniugare, con l'obiettivo che da sempre ci caratterizza di
"innovare per crescere", la realtà industriale del settore farmaceutico e del suo indotto con il mondo delle
università, rappresentato da docenti e studenti dei corsi di laurea in Farmacia e Ctf di ben nove atenei
italiani». •
II mercato globale crescerà del 5-8% nei prossimi cinque anni raggiungendo il valore dì $ 1.5 trillions nel
2020 Evoluzione mercato farmaceutico globale Global Sales and Market Growth
Developed Marfcets (USCAN. Europe. Pacific) CAGR 2015-2019 * Subject to PPRS rebate, taking net
CAGR closerto between 1 and 1.5%
Emerging Marfcets (Asia, AMESA, LatAm) CAGR 2015-19 At par with region CAGR Loweer tìhan region
CAGR Higherthan region CAGR
La pipeline non è mai stata così ricca: 225 NCE nei prossimi 5 anni. 27% biologici - più di 50 Orphan Drug
Trend introduzione NCE 1996 - 2020 • Cumulative Total Sirice 1996 • 5 year NAS BEarlier NAS 1996-2000
2001-2005 2006-2010 2011-2015 2016-2020 Note: Disease categories based on therapy areas and
expected launches 2016-20. Orphan drugs are those to treat small populations with rare diseases, and are
defined separately by U.S. FDA and thè European Medicines Agency (EMA). Any medicine with an orphan
designation for an approved use within thè first year after global launch are categorized as Orphan. Half of
designateti orphan indications are granted more than a year after originai approvai.
26/05/2016
Pag. 8 N.8 - 2 maggio 2016
PuntoEffe
diffusione:10727
tiratura:11042
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 26/05/2016
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II Mercato farmaceutico in Italia La crescita è guidata dai canali Ospedaliero e DPC (EUR/MNF Mld €)
II coraggio delle scelte II coraggio delle scelte è stato il tema centrale della giornata di sabato in cui sono
stati sono stati messi a confronto studenti e mondo del lavoro e sono stati assegnati i premi intitolati a
Marisa Colbacchini e Angelo Marai a due giovani ricercatori, rispettivamente Eduardo Bonavita ed Elisa
Giorgetti. «La nostra università è davvero innovativa», ha spiegato il presidente di Asis Marco Macchia. «In
Italia ci sono lauree di eccellenza, dottorati, ricerche all'avanguardia». Molti gli studenti che hanno aderito al
concorso "II cuore di Carlo", promosso dal corso di Economia aziendale della Facoltà di Farmacia
dell'università di Pisa, tenuto dal commercialista Franco Falorni, dal titolo "II Coraggio. Virtù civile,
professionale, imprenditoriale". Bellissimi i lavori presentati, sul coraggio dei nostri giorni, nella lotta a una
malattia ma anche alla mafia o sulla scelta coraggiosa di aprire una farmacia ad Aleppo, in Siria. Hanno
vinto Alice Branchi e Cheherazade Trouki, con il video «II coraggio di dire no!» in cui si racconta di un
ragazzo che i genitori volevano avvocato. Lui si ribella e si iscrive a farmacia. «Spesso i genitori
commettono lo sbaglio di pianificare completamente la vita dei figli ancora prima della loro nascita», hanno
spiegato le due studentesse, «non lasciando spazio ai loro pensieri e il protagonista ha avuto il coraggio di
opporsi a tutto ciò».
L'Italia e il secondo produttore farmaceutico UÈ (e aspira a diventare il primo) Produzione farmaceutica 35
(miliardi di euro, stime 2015) 63.500 addetti (90% laureati e diplomati) e altri 65.000 nell'indotto 6.000
addetti alla R&S 30,1 miliardi di euro di produzione, il 73% destinato all'export 2,5 miliardi di euro di
investimenti, dei quali 1,3 in R&S e 1,2 in produzione 40% da parte di imprese a capitale italiano 60% da
parte di imprese a capitale estero Fonte: Farmindustrìa, elaborazioni su dati Istat, Eurostat
Foto: Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria
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La farmacia deve essere passione
La Farmacia Mazzini di Roma è davvero unica, ce ne sono poche così in Italia. A colloquio con il titolare,
Sergio Serraino
ROSSELU GEMMA
Una farmacia che ha le sue radici nel passato ma che guarda con entusiasmo alle nuove sfide del futuro. È
questa l'aria che si respira entrando nella "Farmacia Mazzini" (Pharma Experience), di Sergio Serraino, tra
le più innovative e al passo con i tempi della Capitale. «Professionalità, cura dei dettagli, ma soprattutto
grande cortesia del personale e offerte vantaggiose sono alla base del nostro impegno quotidiano», spiega
Serraino, che racconta a PuntoEjfe come il segreto stia proprio nel continuare a offrire ai pazienti-clienti
tutta la professionalità del farmacista di un tempo, adeguandosi però alle nuove esigenze che la società
impone. «Cerco di far capire alle mie figlie, anche loro farmaciste e al mio fianco ogni giorno, che la
farmacia deve essere qualcosa di più di quello che si trova in giro, cioè luci al neon, scaffali spogli, locali
sporchi e senza addetti al cosmetico. La farmacia deve essere passione». Dottor Serraino, iniziando da un
discorso più commerciale, quali sono secondo lei i punti forza della sua farmacia e, nello specifico, che
importanza ha l'esposizione dei prodotti? I punti di forza di una farmacia, per così dire di successo, non
provengono da una migliore o peggiore esposizione dei prodotti, ma partono innanzitutto da come si
accoglie il paziente-cliente. Bisogna far tornare al cittadino la voglia di comprare in farmacia ciò che ormai
tende ad acquistare altrove. Il cliente è stato letteralmente spedito, nel corso degli anni, alla Grande
distribuzione perché in farmacia trovava poca accoglienza, poco assortimento e poche offerte, che sono poi
il punto cardine dell'attività commerciale. Infatti la Gdo non fa che pubblicizzare offerte. In farmacia la
parola "offerta" è quasi sconosciuta e sebbene qualcuna ne arrivi direttamente dalle case farmaceutiche, a
volte il farmacista vende i prodotti a prezzo pieno, non comprenendo il danno di non essere concorrenziale.
La concorrenza non dovrebbe essere tra farmacie, bensì con i mercati della Grande distribuzione, che si
sono piano piano appropriati dei prodotti nati in farmacia. Basti pensare all'igiene orale, alla cosmesi,
all'igiene del corpo 0 dei capelli. Perché bisognerebbe acquistare questi prodotti in farmacia? 1 prodotti per
la cura del corpo, per esempio, comprati in farmacia sono sicuramente di alta qualità perché le aziende di
dermocosmesi mettono al primo posto una serie di controlli sui principi attivi. L'ipoallergenicità dei prodotti
venduti, prima di tutto. Per questo la qualità, associata agli ottimi consigli dei farmacisti o dei cosmetologi,
fa la differenza, anche alla luce di una rivisitazione dei prezzi che consenta un giusto equilibrio. Secondo lei
qual è il layout delle farmacie del futuro? Sicuramente non è quello che vediamo in giro: luci al neon,
scaffali spogli, farmacie sporche e senza addetti al cosmetico. Poca gentilezza quando si entra e quando si
esce. La farmacia del futuro va tutta rivista e ripensata come un luogo accogliente, dove trovare
professionalità e disponibilità, dove potersi prendere cura del proprio corpo, mantenendolo in salute senza
spendere un patrimonio. La strada da percorrere è però ancora lunga e la farmacia resta sempre un po'
indietro rispetto alla velocità con cui avanzano gli altri settori del mercato. Nel confronto con altre attività
commerciali sulla vendita al dettaglio, cosa manca alle farmacie in termini di capacità? La mancanza
principale è la passione. Ormai il farmacista tratta il prodotto come fosse un passa-scatole. Sa cosa sta
dando, perché è un professionista, ma lo fa in modo meccanico, dimenticando che il parere del farmacista
su un farmaco o un prodotto era all'origine della professione del farmacista. Sembra quasi che oggi la
salute dei cittadini non sia più di competenza dei farmacisti. Esiste ormai un logo italiano che si aggiunge ai
vari Ioghi europei per la vendita dei farmaci on line senza ricetta medica. Quali i vantaggi e i rischi di tale
sistema di vendita? Il logo esiste, teoricamente, da un annetto ma solo da pochi mesi in effetti è regolato da
una circolare del ministero della Salute. Mi auguro, però, che sul fenomeno ci sia un attento controllo
perché il logo non è solo per le farmacie, ne è prevista concessione anche ad altre attività che potrebbero
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INTERVISTA
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abusarne. La vigilanza del farmacista è assolutamente necessaria. La vendita on line è sicuramente tutta
da scoprire, ma non si può pensare a un "Amazon" del sistema farmacia. La farmacia è dietro ogni angolo
nel nostro Paese, il cliente vuole entrarci per vedere e toccare il prodotto. Per cui il farmacista non deve
avere l'illusione di trovare grandi soddisfazioni nella vendita on line perché ne rimarrà molto deluso.
Rispetto invece agli aspetti più strettamente contrattuali dei dipendenti delle farmacie e quindi dei farmacisti
non titolari qual è il suo pensiero? La problematica del dipendente di farmacia è quella tipica del lavoratore
italiano. Lo scenario è semplicemente quello che si riscontra nelle aziende in generale e cioè la sicurezza
dello stipendio, nonostante casi di mancanza di impegno o di protratto assenteismo coperto da certificati
medici verso i quali nulla si può obiettare. Il sistema giusto potrebbe essere, invece, quello premiante: in
base all'impegno e al rendimento riscontrato si possono immaginare retribuzioni o premi differenti. Sarebbe
indispensabile legare la retribuzione a un incentivo e collegarla al rendimento, che è frutto esclusivamente
della passione. Un'eccellenza della vostra farmacia è anche la PharmaSpa, che avete curato in ogni
minimo dettaglio. Perché una Spa in farmacia? PharmaSpa è un centro benessere che si differenzia dalle
altre strutture proprio perché si trova in un luogo come la farmacia. La prima caratteristica che deve avere è
un altissimo livello di sterilizzazione di tutto ciò che si utilizza sui clienti. Tutti i prodotti impiegati devono
provenire dalla farmacia, con tutte le conseguenti garanzie che ne derivano, e deve esserci una cura
maniacale della pulizia e dell'igiene. La nostra lavanderia, per esempio, è interna, proprio perché dobbiamo
essere consapevoli di come viene trattata la biancheria e dei prodotti che si utilizzano per la detersione.
Insomma, la nostra è una vera filosofia, che affianca la cura del corpo alla professionalità del farmacista e
del suo staff. •
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Un'opportunità a più livelli
La dermocosmesi in farmacia cresce, tra marzo 2015 e febbraio 2016, di alcuni punti percentuali, sia a
valori sia a volumi
VIKI NELLAS. New Line Ricerche di Mercato
Il mercato della dermocosmetica rappresenta un'area di particolare interesse per la farmacia, sia per i
volumi e il fatturato che esso può generare, sia per la possibilità di fornire un servizio legato al benessere al
di là del farmaco. Il comparto, basato su un perimetro prodotti ricostruito da New Line Ricerche di Mercato che ha classificato il parafarmaco per uso topico in base alla funzionalità d'uso del prodotto - mostra, negli
ultimi dodici mesi mobili terminanti a febbraio 2016, un giro d'affari complessivo in farmacia pari a 1.787
milioni di euro, in crescita del +2,8 per cento e di 144 milioni di confezioni vendute, in crescita del 3,2. I
segmenti principali II mercato è suddiviso in diverse categorie (tabella 1), la principale delle quali, in termini
di fatturato, è quella dei trattamenti per il viso, con un valore di 414 milioni di euro, peraltro in crescita del
+3,1 per cento. Al secondo posto troviamo i prodotti per il corpo, con un fatturato di 386 milioni di euro,
anch'essi in crescita del 2,5 per cento e al terzo posto si posizionano i trattamenti per i capelli con 171
milioni di euro e un +3,7. Seguono i dermatologici (144 milioni di euro, +2,4), i solari (126 milioni di euro,
+5,4), i nutricosmetici (108 milioni di euro, +3,3), i prodotti per il trucco (102 milioni di euro, +6,1), i prodotti
per l'igiene intima (96 milioni di euro, ma in calo dell'1,6), i trattamenti per l'igiene del bambino (81 milioni di
euro, -1,5), l'igiene bocca (74 milioni di euro, +2,5), i trattamenti per i piedi (35 milioni di euro, +1,3), i
trattamenti per le mani (16 milioni di euro, +0,9), i profumi (14 milioni, in crescita di un notevole 28,5), i
cosmetici per l'uomo (11 milioni di euro, che non riescono però a trovare una collocazione in farmacia, vista
la perdita del 12 per cento) e infine i trattamenti per le unghie (8 milioni di euro, +17,3). Le performance
positive della maggior parte dei segmenti sono la conferma dell'esistenza di una precisa domanda di
prodotti di buona qualità che si rivolge a un canale specializzato e che non viene erosa dalla concorrenza di
altri canali. , Le aziende Fecalizzandoci ora sulle principali aziende del comparto (tabella 2), si osserva,
innanzitutto, un grado di concentrazione del mercato non particolarmente elevato, visto che le prime venti
coprono il 59 per cento del giro d'affari complessivo. Al primo posto troviamo Vichy, in leggero calo, seguita
da Icim (Bionike) e da Ist. Ganassini con trend molto positivi (+8,4 per cento e +6,2 rispettivamente). Al
quarto posto, stabile Avéne (+0,9) e al quinto posto Unifarco con un ottimo +8,8, mentre è in
controtendenza Meda Pharma, che registra un -8,7. Seguono le perfomance positive di tre aziende (Alès
Groupe, La Roche Posay e Giuliani) e quelle negative per quattro (Johnson & Johnson, Manetti & Roberts,
Chefaro e Beiersdorf). Al quattordicesimo posto troviamo l'ottima crescita di Zeta Farmaceutici ( + 11,2) per
chiudere, alla quindicesima posizione, con Hulka. Trattamenti viso Concentriamoci ora su alcuni segmenti,
partendo dal principale, quello dei trattamenti per il viso, con una quota a fatturato del 23,2 per cento sul
totale giro d'affari (tabella 3). La principale sottocategoria è quella dei prodotti antietà che sviluppa un
fatturato di 253,8 milioni di euro e cresce del 4,4 per cento. Interessante il prezzo medio di questi prodotti,
pari a euro 32,28, che, a eccezione del segmento "Altri trattamenti per il viso", rappresenta la tipologia di
prodotti più cara disponibile in questa categoria. Anche per le altre sottocategorie i prezzi risultano molto
interessanti e possono garantire buone marginalità. Corpo II secondo segmento per importanza di fatturato
è quello del corpo (21,6 per cento di quota) e include sia i prodotti di trattamento sia quelli per l'igiene
(tabella 4)- Tutti i sottosegmenti, a eccezione degli anticellulite, registrano performance stabili o in crescita,
per esempio i ''trattamenti speciali" per cicatrici e ragadi (+5,9). Capelli Per quanto riguarda i capelli (tabella
5), con una quota del 9,6 per cento sul totale giro d'affari, riscontriamo interessanti prezzi medi in
sottosegmenti con trend in crescita. Guardiamo per esempio i prodotti anticaduta, dal prezzo medio di euro
23,64; essi sono in crescita del 5,3 per cento, così come in crescita sono i nutricosmetici per i capelli,
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MERCATO
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dimostrando un ritorno di attenzione per questo segmento. Dermatologici Anche la categoria dei
dermatologici è interessante (tabella 6). Si tratta di prodotti molto specifici per patologie significative, dove il
consiglio è molto importante: parliamo di dermatite atopica e seborroica, di antipsoriasici e di prodotti per
l'acne, tutti con un prezzo medio tra 15 e 18 euro. I trend sono tutti in crescita, a eccezione dei prodotti per
l'acne e per la psoriasi. Solari II segmento dei solari, quinto per importanza, continua a confermare la sua
crescita, registrando un +5,4 per cento a fatturato e un +6,5 a volumi, per un valore complessivo di 126
milioni di euro. La performance dell'anno è certamente influenzata da un confronto con un'estate
precedente (quella del 2014) dai risultati non brillanti, causati da un clima freddo e piovoso. Questa crescita
conferma le buone potenzialità che la farmacia ha in questo ambito. Maquillage Chiudiamo infine con il
segmento del maquillage (tabella 7) dal trend interessante da diverso tempo e che, anche nell'anno
terminante a febbraio 2016, registra una crescita del 6,1 per cento, a fronte di un fatturato di 102 milioni di
euro. I buoni risultati in questo ambito mostrano certamente come un'offerta ben studiata possa essere
davvero attrattiva, anche rispetto agli altri canali. Abbiamo suddiviso il segmento in quattro sottocategorie: i
fondotinta e i correttori, con un prezzo medio di euro 18,75 e una crescita dell'8,5 per cento; gli occhi,
prezzo medio euro 8,84, in crescita del 2,9 per cento; il colore (rossetti, smalti), prezzo medio di 7,68 euro,
in crescita del 2,6, e infine polveri e blush, prezzo medio di euro 14,61 e un trend del +10,6 per cento. In
conclusione Possiamo concludere affermando che i risultati della dermocosmesi sono positivi e confermano
che il comparto può resistere bene alla concorrenza extra canale, continuando a fornire buone possibilità di
crescita e di marginalità alla farmacia. Sembra, inoltre, vincente un orientamento verso l'area
complementare al farmaco, come risposta seria a una più generale domanda di benessere delle persone. •
Dermocosmesi CATEGORIA TOTALE DERMOCOSMESI 9. IGIENE BAMBINO 10. IGIENE BOCCA 11.
TRATTAMENTI PIEDI 12. TRATTAMENTI MANI 13. PROFUMI 14. COSMETICI UOMO 15.
TRATTAMENTI UNGHIE Fonte: Campione New Line pesato a Totale Italia | anno mobile marzo 2015 febbraio 2016
La principale sottocategoria è quella dei prodotti antietà, che sviluppa un fatturato di 253,8 milioni di euro e
cresce del 4,4 per cento
Principali aziende del comparto AZIENDE TOTALE DERMOCOSMESI 10. JOHNSON & JOHNSON 11.
L.MANETTI-H.ROBERTS Fonte: Campione New Line pesato a Totale Italia \ anno mobile marzo 2015 febbraio 2016
II segmento dei solari, quinto per importanza, continua a confermare la sua crescita, registrando un +5,4
per cento ; a fatturato ;
e un + 6,5 a volumi
Trattamenti viso MATl TRATTAMENTI VISO ANTIETÀ 414 mil.€ IDRATANTI VISO PULIZIA VISO
IDRATANTI E PROTETTIVI LABIALI ALTRI TRATTAMENTI PER IL VISO ANTIARROSSAMENTO E
COUPEROSE ACQUE TERMALI E FLOREALI ESFOLIANTI VISO Fonte: Campione New Line pesato a
Totale Italia | anno mobile marzo 2015 - febbraio 2016
Prodotti corpo MAT 386 mil.€ CORPO IGIENE CORPO IDRATANTI CORPO ALTRI TRATTAMENTI
CORPO ANTICELLULITE ALTRI PRODOTTI PER L'IGIENE TRATTAMENTI SPECIALI PELLI SENSIBILI
E LENITIVI ANTISMAGLIATURE ESFOLIANTI CORPO PREZZO MEDIO €8,60 € 14,97 € 15,80 € 31,28
€9,02 € 12,89 € 15,68 € 31,28 € 15,02 Fonte: Campione New Line pesato a Totale Italia \ anno mobile
marzo 2015 - febbraio 2016
Prodotti capelli 171 mil,€ CAPELLI IGIENE CAPELLI ANTICADUTA ANTIPEDICULOSI ANTI FORFORA
PREZZO MEDIO Fonte: Campione New Line pesato a Totale Italia | anno mobile marzo 2015 - febbraio
2016
Dermatologici 144 mil.€ DERMATOLOGICI DERMATITE ATOPICA ACNE COSMETICI DERMATITE
SEBORROICA ALTRI DERMATOLOGICI EMOLLIENTI E PROTETTIVI TUMORI CUTANEI
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ANTIPSORIASICI PREZZO MEDIO € 15,74 € 15,67 € 14,77 € 16,86 € 11,67 € 20,00 € 18,22 Fonte:
Campione New Line pesato a Totale Italia \ anno mobile marzo 2015 - febbraio 2016
Prodotti maquillage MAQUILLAGE FONDOTINTA E CORRETTORI 102 mil.e PREZZO MEDIO € 18,75
OCCHI COLORE POLVERI E BLUSH Fonte: Campione New Line pesato a Totale Italia anno mobile marzo
2015 - febbraio 2016
II comparto può resistere bene alla concorrenza extra canale, continuando a fornire buone possibilità di
crescita e di marginalità alla farmacia
Elaborazioni e dati a cura di New Line Ricerche di Mercato I dati riportati nell'articolo si riferiscono alle
vendite rilevate su un campione di oltre 5.400 farmacie, statisticamente rappresentativo del mercato
italiano. I valori nelle tabelle e nei grafici indicano la vendita media ponderata per farmacia. La suddivisione
nelle principali categorie del farmaco e del parafarmaco è realizzata a partire dalla Banca Dati Federfarma
e perfezionata attraverso uno studio continuo mirato alla costruzione di mercati omogenei per area
terapeutica e per bisogni di consumo.
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In hoc signo
Lo scontro sulla fascia C si colora sulle insegne
BRUNO RICCARDO NICOLOSO
Nel mentre il contenzioso tra le farmacie e le parafarmacie - rette i corner farmaceutici dei negozi di vicinato
e della Grande distribuzione organizzata (Gdo) di cui all'articolo 4 dal Decreto legislativo n. 114/1998
rivisitato dall'articolo 6 della Legge n. 248/2006 in riferimento all'articolo 5 del Decreto Legislativo n.
153/2009 sulla dispensazione di medicinali di fascia G - sembra covare sotto la cenere delle decisioni della
Consulta (Corte Costituzionale, 18 luglio 2014, n. 216) e della Corte europea (Corte di giustizia UÈ 5
dicembre 2013, C-159/12 Venturini) per trasferirsi in Parlamento (ove è in discussione il Disegno di legge
sulla concorrenza) la contesa si è colorata sulle insegne delle rispettive strutture aperte al pubblico sul
territorio. Già si sapeva della decisione secondo cui «è illegittimo il provvedimento con il quale è stata
rigettata la istanza presentata dalla titolare di una parafarmacia, tendente a ottenere l'autorizzazione
all'installazione, in corrispondenza del proprio esercizio, di una croce bifacciale a led di colore blu, al centro
della quale sarebbe stata inserita la scritta "parafarmacia". Infatti, la disciplina prevista in materia
dell'articolo 5 del Decreto Legislativo n. 153/2009 (secondo cui, "al fine di consentire ai cittadini
un'immediata identificazione delle farmacie operanti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, l'uso della
denominazione: "farmacia" e della croce di colore verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di
altro tipo, è riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere") stabilisce che è vietato
l'utilizzo di denominazioni e simboli che siano potenzialmente idonei a indurre i consumatori in equivoco
circa la natura di farmacia dell'esercizio e che deve ritenersi senz'altro tale il contestuale utilizzo della
denominazione "farmacia" e della croce di colore verde; viceversa, l'utilizzo.della denominazione
"parafarmacia" e di una croce di diverso colore, come il colore blu, non è vietato dalle fonti normative e non
appare idoneo a ingenerare alcuna confusione nei consumatori ai fini dell'individuazione della esatta
tipologia di servizio» (Tar Lazio, Roma, II ter, 12 settembre 2012, n. 7697). Recentemente si è andati avanti
nel ritenere che «la vendita di prodotti medicinali e la erogazione dei connessi servizi di pubblica utilità
costituiscono attività economiche di rilevanza comunitaria che godono garanzia della libertà di stabilimento
prevista dagli articoli 49 e seguenti del Tfue, con la conseguenza che ogni restrizione normativa che ne
ostacoli o ne scoraggi l'esercizio da parte dei cittadini dell'Unione europea deve essere debitamente
giustificata e in recepimento di tali principi comunitari anche il legislatore nazionale, attraverso gli articoli 1
della Legge n. 27/2012 e 34 della Legge n. 214/2011 ha sancito che le disposizioni divieti, restrizioni oneri
o condizioni all'accesso e all'esercizio delle attività economiche sono da interpretarsi in senso tassativo
restrittivo e ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale (di tal che)
in applicazione delle vigenti disposizioni comunitarie e nazionali, deve ritenersi che un regolamento
comunale che ponga limiti alla ordinaria facoltà dell'imprenditore che si rivolge a un'utenza indifferenziata di
segnalare alla clientela l'ubicazione dell'esercizio costituisce una potenziale restrizione della libertà
economica che deve essere adeguatamente giustificata da motivi di interesse generale sulla base di un
bilanciamento operato secondo i criteri di proporzionalità e non discriminazione» e ancora che
«l'installazione all'esterno dell'esercizio di una croce con impianto neon non costituisce affatto una
prerogativa commerciale di pertinenza delle sole farmacie, in quanto la legge riserva a tali esercizi soltanto
il tratto connotativo del colore verde della croce», ma infine che «è illegittimo il regolamento delle insegne di
un Comune (nella specie si trattava del Comune di Firenze) nella parte in cui consente alle sole farmacie e non anche alla parafarmacie - la facoltà di esporre insegne a bandiera con la croce conformi alle tipologie
tipiche ammesse nella zona A del centro storico, laddove le caratteristiche ambientali e l'architettura
dell'immobile lo consentono» (Tar Toscana, III, 21 marzo 2016, n. 520). La ratio Tali decisioni - qui
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nobilitate nel museo virtuale di Punto Effe con la Battaglia di Ponte Milvio di Piero della Francesca risentono di una querelle preannunciata da tempo {Punto Effe n. 16/2008, "Le rouge et le vert"; n. 10/2012,
"La fascia C alla Consulta; n. 13/2014, "Hesterna die alla Corte Europea") che non ha ancora trovato un
punto fermo sul piano concettuale, così da creare degli apodittici equivoci non solo nei media, ma nelle
acritiche convinzioni delle stesse autorità che, a diverso titolo, sono chiamate a disciplinare le farmacie e i
corner farmaceutici, ma tradendo in nuca i fondamenti eli una tale distinzione nelle logiche della
concorrenza e del mercato che non è loro comune. Come invece ben sanno i frequentatori presbiti di
questo osservatorio legale l'articolo 32 della Legge n. 214/2011 ha aperto alle strutture di cui all'articolo 5,
della Legge n. 248/2006, ubicate nel territorio di Comuni con popolazione superiore ai 12.500 abitanti e
comunque al di fuori delle zone rurali individuate dai Piani sanitari regionali e in possesso dei particolari
requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi fissati con il decreto del ministro della Salute 9 marzo 2012, la
dispensazione - sotto la responsabilità di un farmacista soggetto all'autocrinia dell'Ordine professionale di
appartenenza - dei medicinali da banco (Otc) e di automedicazione (Sop) ivi compresi quelli già soggetti
alla prescrizione medica ma non erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale (articolo 8, comma 11,
Legge n. 537/1993), eccezion fatta di quelli soggetti a ricetta medica speciale e a ricetta medica non
ripetibile nonché dei medicinali del sistema endocrino e di quelli somministrabili invia parenterale. È in atto
al riguardo un delistmg, che viene operato mediante la periodica pubblicazione di un elenco, aggiornato dal
ministero della Salute, sentita l'Aifa, dei medicinali per i quali permane l'obbligo della ricetta medica e la
riserva della loro dispensazione da parte di un farmacista in farmacia. Si tratta di una progressione della
rivoluzione sistematica che è stata attuata dall'articolo 5, della Legge n. 248/2006 in relazione all'originario
postulato che riservava la dispensazione del farmaco al farmacista in farmacia (articolo 122, Testo Unico n.
1265/1934), già in atto attraverso la previsione dell'erogazione diretta di medicinali sul territorio da parte
delle strutture aziendali del Servizio sanitario nazionale di cui all'articolo 8, della Legge n. 405/2001, che
peraltro ha coinvolto "anche", ma a diverso titolo, le farmacie pianificate sul territorio. Tutto questo può
avvenire a certe condizioni limitative, che non violano il principio di libertà d'impresa, perché fondate sulla
distinzione formale e sostanziale di questi negozi soggetti ad autorizzazione commerciale (articolo 5,
comma 1, Legge n. 248/2006 in relazione all'articolo 4, Decreto legislativo n. 114/1998) ottenibile per
silenzio-assenso, rispetto alle farmacie soggette alla concessione-provvedimento per l'esercizio
farmaceutico (articolo 1, Legge n. 475/1968) non ottenibile per silenzio-assenso e alla concessionecontratto per l'erogazione dell'assistenza farmaceutica in regime convenzionale (articolo 2, Decreto
Legislativo n. 153/2008 in riferimento agli articoli 28 e 48, Legge n. 833/1978 e all'articolo 8, Decreto
Legislativo n. 502/1992). Tale distinzione dei due regimi amministrativi d'accesso alla rispettiva attività, che
si traducono per le farmacie in un trasferimento di funzioni pubbliche svolte in regime concessorio e per i
corner farmaceutici in una presa d'atto dell'esercizio di una attività svolta in regime autorizzatorio, appare
decisiva ben al di là degli aspetti formali per individuare la ratio legis, che non si pone certo nelle logiche del
mercato cui viene acriticamente ricondotta, ma in quelle del servizio, cui consegue Vunicuique suum nella
dispensaz i o n e dei medicinali da parte loro. Il che appare ancor più evidente se viene fatto riferimento alla
evoluzione normativa delle farmacie, recte del sistema farmacia pianificato sul territorio, che da officina
farmaceutica deputata alla preparazione/dispensazione di medicinali è stata istituzionalizzata come
struttura sanitaria di base affidata alla professione farmaceutica per garantire un servizio pubblico, quale è il
servizio farmaceutico, ed è stato poi integrato nel pluralismo organizzatorio del Servizio sanitario nazionale
per l'erogazione della assistenza farmaceutica quale servizio sociale. Il sistema si è poi evoluto attraverso
la rivoluzione culturale che è stata attuata dall'articolo 11 della Legge n. 69/2009 che l'ha aperto alla
prestazione di servizi sanitari complementari alla erogazione del servizio farmaceutico e della assistenza
farmaceutica, che sono stati poi precisati nei Decreti del ministero della Salute, 16 dicembre 2011, per
quanto riguarda le prestazioni analitiche di prima istanza e i servizi di secondo livello, le prestazioni
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professionali di operatori sanitari in farmacia e le prenotazioni di assistenza specialistica: tutto ciò a tutela
della qualità e della dignità della vita. Il sistema si è ulteriormente evoluto attraverso la successiva
rivoluzione concettuale che è stata attuata dall'articolo 1 della Legge n. 38/2010, che lo ha esteso non solo
alla cura della salute ma anche alla terapia del dolore (Punto Effe n. 1/2015: "II costruttivismo in farmacia").
In un tale contesto normativo a trama fissa le prestazioni sanitarie vengono ricondotte alle responsabilità
giuridiche ed etiche dei farmacisti, quando svolgono la professione nelle farmacie quali incaricati di un
servizio pubblico e quando svolgono la professione in un corner farmaceutico quali esercenti un servizio di
pubblica utilità, che richiede per entrambi la soggezione all'autodichia dell'Ordine professionale che ne
abilita l'esercizio con valenza diversificata nelle due strutture in relazione alla diversa natura dell'attività ivi
esercitata, e sono così depositari - in una farmacia ma non in corner farmaceutico - di un munus publicum,
non certo in virtù di un anapodittico maggiorascato ma di un infungibile ruolo svolto in queir unicum, di
professionestruttura-servizio che costituisce, come s'è detto da sempre in questo osservatorio legale e
viene qui ripetuto, la sua chiave di volta {Punto Effe n. 2/2012: "Non è una primogenitura"). Sta in questo la
differenziazione teleologica delle farmacie da ogni altra struttura cui è consentito dispensare, a certe
condizioni e in certi limiti, alcuni farmaci, ma che non può garantire "per la contraddizion che no'l consente"
il servizio pubblico e sociale che rimane attribuito soltanto alle farmacie: recte a detto sistema culturale di
servizi, ascritto alla professione farmaceutica svolta nell'ambito di una struttura pianificata sul territorio e
integrata nel Servizio sanitario nazionale come un infungibile presidio sanitario a tutela della qualità e della
dignità della vita che viene garantita mediante la cura della salute e la terapia del dolore, quale
diritto/dovere "fondamentale" assicurato dallo Stato sociale in favore di tutti e di ciascuno, secondo il dettato
degli articoli 3 e 32 in relazione agli articoli 41 e 97 della Costituzione, in termini, prima ancora che di
sicurezza, in termini di libertà da uno stato di bisogno (ma non certo di mercato): il che si pone a monte
della giurisprudenza costituzionale e comunitaria su cui si è consolidato Yunicuique suum. • •
Foto: a cura dello studio dell'avvocato BRUNO RICCARDO NICOLOSO Firenze-Roma (b.r. [email protected])
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Novità assolute
Il primo biosimilare approvato per la terapia insulinica
CRISTINA MAZZANTINI
Novità interessanti nella cura del diabete. Da poco nel nostro Paese è disponibile l'insulina glargine
biosimilare per il trattamento dei pazienti con diabete di tipo 1 ma anche per tutti quei pazienti di tipo 2. per i
quali la terapia orale non è più sufficiente. Un farmaco biotecnologico con un profilo di efficacia e sicurezza
sovrapponitele a quella del farmaco originator. La novità? E il primo biosimilare per la terapia insulinica ad
aver ottenuto l'Autorizzazione all'immissione in commercio da parte di Ema e Aifa. Nel dettaglio Per
biosimilare s'intende, come spiegano gli esperti, una molecola con un alto peso molecolare, realizzata con
la tecnica biotecnologica del Dna ricombinante. Proprio per garantire la qualità di questa particolare
tipologia di farmaci sono necessari siti di produzione ad hoc. Non è un caso, quindi, che per l'Europa sia
stato scelto come sito di produzione proprio quello di Sesto Fiorentino di Eli Lilly. Il motivo? Si tratta di uno
dei maggiori centri mondiali per la produzione di biotecnologici, in quanto dotato delle tecnologie più
avanzate attualmente disponibili. La garanzia di qualità è rafforzata dal fatto che la produce l'azienda che
per prima ha reso disponibili, tra gli altri farmaci, l'insulina umana e gli analoghi rapidi dell'insulina per le
persone con diabete. Da sottolineare inoltre che l'insulina glargine biosimilare è un prodotto made in Italy,
nato dalla stretta alleanza tra due colossi farmaceutici come Eli Lilly e Boehringer Ingelheim. A tal proposito
Giorgio Sesti, ordinario di Medicina interna all'Università di Catanzaro, per evitare qualunque equivoco,
sottolinea: «Stiamo parlando di un biosimilare, non di un farmaco generico. Si tratta, cioè, di un prodotto
complesso, realizzato grazie a tecniche di biologia molecolare a immagine e somiglianzà del farmaco
biologico originator. Può essere leggermente diverso perché la variabilità nella produzione di molecole
biologiche complesse è maggiore, ma in clinica deve poi avere caratteristiche di efficacia e sicurezza simili
all'originale, senza differenze statisticamente significative. Le procedure per la registrazione di un
biosimilare sono infatti tutt 'altro che semplificate, come accade invece per i generici per i quali è
necessario un solo studio di bioequivalenza. Un biosimilare deve sottostare a regole stringenti per la
produzione, deve superare una mole importante di studi preclinici e ripercorrere l'iter dei trial cimici che ne
certificano l'assoluta sovrapponibilità di comportamento rispetto ali' 'originator». Gli esperti ricordano come
l'insulina glargine biosimilare sia stata sperimentata in numerosi studi di confronto con Voriginator. Due
studi, condotti in pazienti con diabete di tipo 1 e di tipo 2, hanno, per esempio, dimostrato che non esistono
differenze significative in termini di efficacia, sicurezza e immunogenicità nell'utilizzare l'insulina glargine in
forma biosimilare. I pazienti Allora, su quali pazienti potrà essere utilizzata? L'insulina glargine biosimilare,
come specifica Sesti, è un'insulina basale e come tale, oltre a essere indicata per i pazienti con diabete di
tipo 1, potrà essere utile per facilitare il passaggio alla terapia con insulina nei diabetici di tipo 2, per i quali
gli ipoglicemizzanti orali non bastano più. L'insulina, nonostante sia un trattamento fisiologico che ripristina
una funzione ormonale deficitaria, è vista dai pazienti come una sorta di "ultima spiaggia", segno di una
malattia allo stadio terminale. Per questo c'è una barriera psicologica rilevante da parte del malato, a cui si
aggiunge la riluttanza di molti medici: la gestione di una terapia insulinica richiede maggiori colloqui, più
attenzione, più tempo da dedicare all'educazione del paziente per insegnare come modificare i dosaggi in
base alla glicemia, ai pasti consumati o all'attività fisica svolta. Così, spesso, passano anche quattro o
cinque anni prima che un paziente, per il quale è indicata l'insulina, cominci davvero la cura. La situazione
può migliorare perché l'insulina glargine biosimilare ha un device iniettivo innovativo, disponibile infatti in
una nuova forma, KwikPen (device pre-riempito), ovvero una penna facile da usare e accurata nel
dosaggio. Inoltre è disponibile in cartuccia per penna ricaricabile. Non solo, il farmaco è affiancato da nuovi
strumenti educazionali e servizi sviluppati per essere semplici, chiari e con un linguaggio vicino al paziente,
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facilitando la gestione della terapia insulinica basale. Tutto questo con l'intento di rendere meno difficile il
passaggio - già di per sé importante dal punto di vista psicologico ed emotivo - del paziente con diabete di
tipo 2 al trattamento iniettivo. Parliamo di numeri rilevanti: circa 800.000 diabetici di tipo 2 su un totale di
oltre tre milioni, per i quali dieta, esercizio fisico e farmaci orali non sono sufficienti a tenere sotto controllo
la glicemia. È bene ricordare che l'introduzione dell'insulina è una fase molto delicata e spesso i medici
tendono a posticiparne l'inizio proprio per questo motivo. In più, come ribadisce Antonio Ceriello, presidente
dell'Associazione medici diabetologi (Amd), «il fatto che il biosimilare abbia un device per la
somministrazione innovativo, e più semplice da usare rispetto ai precedenti, potrebbe essere utile a
superare la resistenza dei pazienti con diabete di tipo 2 nei confronti del passaggio a un farmaco iniettivo.
Nella storia naturale della malattia spesso accade che le beta-cellule pancreatiche perdano la loro
funzionalità, rendendo necessario il trattamento insulinico. Purtroppo i pazienti non lo accettano di buon
grado. Per questo rendere la terapia semplice e comoda è un vantaggio considerevole». Ma non solo. La
nuova molecola può rappresentare un'opportunità nel panorama della diabetologia, consentendo una
maggiore sostenibilità al Ssn, perché, come tutti i biosimilari, dovrebbe determinare risparmi importanti,
nelProine del 20-25 per cento per ciclo terapeutico. Si considerino i numeri di questa "epidemia": l'Oms
prevede almeno 500 milioni di malati di diabete nel 2030, di cui 10 solo in Italia. A questi numeri
andrebbero aggiunti quelli sommersi degli immigrati, molti dei quali hanno seri problemi diabetologici.
«Sappiamo che in un periodo di crisi economica il nostro Ssn si deve porre il problema della riduzione dei
costi. In tal senso la nuova possibilità di utilizzare farmaci altrettanto efficaci, ma meno costosi, costituisce
una svolta. Anche perché consentirebbe di liberare risorse, dando accesso a un numero maggiore di
pazienti, ai farmaci più innovativi che sono poi quelli più costosi», precisa Ceriello. L'industria L'esordio
della prima insulina biosimìlare sul mercato nazionale è stato accolto con soddisfazione anche dal
coordinatore deWItalian biosimilar group (Ibg) Stefano Collatina: «Favorevole impatto economico per il Ssn,
allargamento della platea dei pazienti in trattamento, profilo di efficacia e sicurezza del biosimilare
sovrapponibile a quello del farmaco originator sono gli argomenti chiave che le società produttrici di
biosimilari propongono dal 2006 e che spesso sono stati oggetto di sottovalutazione. Ora che altre due
grandi case farmaceutiche hanno assunto questa linea è auspicabile che si crei un'atmosfera più propizia,
in modo da assicurare al biosimilare il ruolo che gli spetta nel mercato e nella sanità italiana». Qual è
dunque l'auspicio dell'associazione dei produttori di settore? «Che riprendano con spirito costruttivo i lavori
del tavolo di confronto tra Ibg, Farmindustria e Assobiotec, organizzato sotto l'egida del ministero dello
Sviluppo economico», conclude Collatina. «Da ciò dipendono non soltanto il destino di un settore produttivo
strategico oggi ma anche la compatibilita economica e l'universalità delle cure nel nostro Paese». •
Come tutti i biosimilari dovrebbe determinare risparmi importanti, nell'ordine del 20-25 per cento per ciclo
terapeutico
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Aringhieri confermato al vertice del Gruppo Biotecnologie
Eugenio Aringhieri (nella foto), Ceo del gruppo Dompé, è stato confermato per un altro biennio alla
presidenza del Gruppo Biotecnologie di Farmindustria. «Il biotech rappresenta il futuro nell'ambito della
salute, dal punto di vista scientifico, sociale, occupazionale», sottolinea Aringhieri. «La sfida è ora quella di
rafforzare le condizioni a sostegno del settore, favorendo gli investimenti e l'uniformità dell'accesso
all'innovazione. Solo in questo modo l'Italia potrà continuare ad essere protagonista in uno scacchiere
sempre più internazionale». In Italia sono 145 i farmaci biotecnologici oggi disponibili; le 199 aziende
biotech che operano nel Paese investono oltre 500 milioni in R&S e occupano circa 4.000 addetti. I progetti
di ricerca raggiungono quota 303 - compresi quelli per le malattie rare - il 65 per cento dei quali nelle fasi
finali.
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Un nuovo corso
La self care va ben oltre i tradizionali confini dell' automedicazione e Sanofi Italia si adegua al
cambiamento. A colloquio con Fabio Mazzotta, generai manager Italia della divisione Consumer Healthcare
GIUSEPPE TANDOI
L'automedicazione oggi, in Italia, vale 5,6 miliardi di euro e solo per il 43 per cento riguarda i farmaci in
senso stretto, Otc e Sop; la fetta prevalente si riferisce a medicai device e integratori. Il settore è in crescita,
dal 2013 al 2015 il fatturato è aumentato di 500 milioni di euro. Sanofi Consumer Healthcare sta facendo la
sua parte, con 118 milioni di fatturato nel 2015, con un +5,2 rispetto all'anno precedente. «Una premessa»,
spiega il generai manager Italia della divisione Fabio Mazzotta, «quando parliamo di consumer healthcare
non ci riferiamo soltanto all'automedicazione, intesa come cura farmacologica per disturbi lievi, ma
parliamo, più in generale, di self care. Il target è più ampio: non soltanto il paziente che soffre di un disturbo
ma anche la persona che vuole migliorare i propri stili di vita. Una divisione come la nostra deve pensare
anche a prodotti nell'ambito integrazione e benessere. Oggi la domanda di self care è potenzialmente
infinita, quelle che devono migliorare semmai sono qualità e quantità dell'offerta del sistema industriale.
Integratori, dispositivi medici e altri prodotti del comparto devono dimostrare di avere proprietà davvero
efficaci: il sistema su questo si deve interrogare, è il tema cruciale». Un canale privilegiato Sanofi
Consumer Healthcare la sua scelta di campo l'ha fatta e non da ora. «Per quanto riguarda la divisione di cui
mi occupo», prosegue Mazzotta, «oltre il 90 per cento delle vendite sell out si sviluppa nel canale farmacia.
Non un caso ma una scelta che l'azienda ha voluto fare perché riconosce alla farmacia un valore strategico
e non la considera un semplice tassello della filiera distributiva. Il farmaco non è un bene ordinario e il
farmacista non è un commesso». Ma come la mettiamo con il Ddl Concorrenza alle porte? «L'auspicio è
che la nuova normativa consenta l'ingresso di capitali freschi laddove ce n'è bisogno, non certo che il
canale farmacia si trasformi in un franchising di carattere commerciale. La fascia C fuori canale è un falso
problema, a mio parere, non comporterebbe un grande vantaggio per parafarmacie e corner, mentre
bisogna stare attenti alle insidie provenienti dal capitale, affinchè gli eventuali cambi di proprietà non
finiscano con lo snaturare la professione». Il manager è convinto: chi entra in farmacia, oggi più che mai, si
aspetta un consiglio professionale, un contributo al proprio percorso diagnostico: «Per questo negli ultimi
due anni e mezzo abbiamo investito molto sul canale, in termini di formazione professionale a titolari e
collaboratori, non solo sul versante commerciale ma anche su quello scientifico. Per esempio, le interazioni
tra farmaci, la capacità di offrire un consiglio qualificato. A livello più generale, vorremmo contribuire ad
accrescere la consapevolezza che una determinata zona della farmacia può rendere molto di più di
un'altra». Non ultimo,, il tentativo di favorire il dialogo medico e farmacista sul territorio attraverso
campagne di educazione sanitaria e di prevenzione a partire dagli stili di vita. Il gruppo si riorganizza Una
novità, da inizio gennaio: il gruppo Sanofi si è riorganizzato, a livello globale, in aree verticali di business, in
modo da creare una divisione Consumer Healthcare che oggi, nel mondo, vale 3,5 miliardi di euro. «L'Italia
è il secondo mercato europeo», specifica Mazzotta, «dopo la Francia. La riorganizzazione complessiva ha
favorito una maggiore tempestività decisionale, fermo restando che occuparsi di automedicazione
all'interno di un grande gruppo farmaceutico è un vantaggio notevole. Oggi numerose aziende del Largo
consumo si stanno affacciando sul mondo deH'autocura - considerato in crescita in termini di convenienza ma fare parte di Sanofi ci consente di avere una visione d'insieme del comparto farmaceutico. Il nostro,
insomma, è un osservatorio privilegiato». Mazzotta arriva proprio dal mass market ma non ne sente affatto
la nostalgia: «II settore della salute è molto più stimolante di quello del Largo consumo, in quanto si riferisce
all'individuo nei suoi aspetti fisici e psichici. La salute è un diritto ma anche un dovere, come scelta di
responsabilità individuale, per esempio finalizzata a ridurre il rischio di incorrere in patologie croniche,
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aggravando gli oneri di spesa per la sanità pubblica. La spesa privata per sanità in Italia è tra le più alte a
livello europeo, nonostante il nostro Ssn si proponga come sistema universalistico e sempre ai vertici del
ranking mondiale in termini di qualità complessiva. In questo senso il ricorso ali'autocura è anche una sfida
culturale. Se vogliamo che la self care possa diventare un elemento portante dell'intero sistema, occorre
una presa di coscienza molto forte da parte di ciascuna persona. Il valore è duplice: in termine di
educazione alla salute, da un lato, e di supporto alla sostcnibilità del sistema, dall'altro». La farmacia, da
parte sua, più che sulla varabile prezzi dovrebbe convincere il consumatore del valore della prevenzione,
ricordandogli tutti i costi connessi alla cura della salute quando essa è già compromessa: «Del resto
l'elasticità sul prezzo in questo settore è veramente minima, spesso la decisione del titolare di fare sconti
deriva non da una scelta commerciale ma dalla necessità di liberarsi di stock in eccedenza e lo stesso
consumatore magari fa scorta di prodotti che poi rimangono inutilizzati. Noi rimaniamo del parere che il
farmacista più che proporre sconti debba suggerire consigli. Per quanto riguarda Sanofi Consumer
Healthcare, il nostro intervento in farmacia è molto più sbilanciato verso la formazione del farmacista
rispetto alla promozione di prezzo dei prodotti». La questione digitale I social network oggi sono davvero
importanti o se ne sopravvaluta il valore? Il fatto che sul web siano accessibili tonnellate di informazioni di
dubbia origine e credibilità, quali rischi comporta per l'industria farmaceutica? E il commercio illegale di
farmaci on line? Gli interrogativi sono tanti, le risposte non facili. «Dobbiamo fare in modo», considera
Mazzotta. «che si arrivi a un assetto legislativo che consenta alle aziende di veicolare attraverso i social
network un'informazione corretta, riducendo il rischio che l'utente si approvvigioni via internet di notizie non
controllate o comunque non suffragate da alcuna conferma scientifica. Le norme esistenti al momento non
vanno in questa direzione. Quanto al traffico di farmaci on line, i casi venuti a nostra conoscenza per il
momento sono molto limitati, anche se ovviamente ogni azienda ha da temere dal diffondersi di filiere del
farmaco non controllate». Certo non si può stare fermi, e la divisione non sta ferma. «Nel 2016 avvieremo
due progetti», conclude Mazzotta, «per dare forma all'attenzione digitale che come divisione vogliamo
implementare. La prima è riservata al mondo dei farmacisti attraverso una rivisitazione del canale
YOUnique, clic abbiamo completamente ripensato nei contenuti e nelle applicazioni, in termini di
community e di sharing. Nella seconda metà dell'anno invece partirà un'iniziativa, che coinvolgerà anche i
social, rivolta ai consumatori su come noi pensiamo debba essere affrontata l'automedicazione». •
PERSONAGGI
2 articoli
26/05/2016
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Farmacie in rete sulle patologie neonatali
II progetto "Lo Sai Mamma?", già sperimentato in Lombardia dalle farmacie territoriali, diventa nazionale.
Avviato da Federfarma Milano, in collaborazione con l'Associazione culturale pediatri (Acp) e l'Istituto Mario
Negri, prevede 54 schede aggiornate che illustrano con parole semplici le principali patologie del bambino:
dermatiti, allergie, psoriasi, malattie infettive, infezioni respiratorie, congiuntivite, punture di insetto,
celiachia, stipsi, laringospasmo, e altro ancora. Nuove schede sono state aggiunte in coincidenza con il
prossimo approdo on line sul sito nazionale di Federfarma. «Un ulteriore servizio che le farmacie italiane
mettono a disposizione dei cittadini», commenta Annarosa Racca, presidente di Federfarma. «La
professionalità e la presenza sul territorio delle farmacie, unita alla scientificità di uno dei maggiori centri di
ricerca italiani e all'Associazione culturale pediatri, per dare alle mamme uno strumento di pratico accesso
e utilizzo».
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25/05/2016
Sito Web
QS - QuotidianoSanita.it
Ddl Lorenzin. D'Ambrosio Lettieri (CoR): "Recupera contenuti ddl
approvato nella scorsa legislatura dal governo di centrodestra"
"Il provvedimento rappresenta una buona notizia per i cittadini, per una estesa platea di operatori della
sanità e, più in generale, per il sistema Paese al cui sviluppo sociale ed economico concorrono anche
centinaia di migliaia di professionisti della salute". Così il componente della commissione Sanità del Senato
commenta l'approvazione del disegno di legge.
25 MAG - "Il ddl Lorenzin appena approvato dal Senato rappresenta una buona notizia per i cittadini, per
una estesa platea di operatori della sanità e, più in generale, per il sistema Paese al cui sviluppo sociale ed
economico concorrono anche centinaia di migliaia di professionisti della salute. Il voto del Gruppo dei
Conservatori e Riformisti è stato favorevole non solo per il metodo di lavoro adottato sia nella Commissione
competente - di cui devo dare atto alla presidente De Biasi e agli altri colleghi componenti - che in Aula".
Così il componente della commissione Sanità del Senato, Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR), commenta
l'approvazione del ddl Lorenzin da parte dell'Asemblea di Palazzo Madama. "Ma anche perché, con grande
franchezza, il ddl recupera per tre quinti i contenuti del ddl sulla sperimentazione clinica, approvato dalla
Camera dei Deputati nella scorsa legislatura con il Governo di centrodestra, giunto con quel Governo
anche nell'aula del Senato, ma purtroppo non arrivato alla sua definitiva approvazione per le questioni
politiche che portarono alla caduta di quell'Esecutivo - prosegue D'Ambrosio Lettieri -. Oggi quel ddl è stato
adeguato ai tempi e consegnato ad un provvedimento che ha sottratto al Governo la potestà della delega,
regalata dal Parlamento certe volte in maniera eccessiva. La Commissione Sanità ha approfondito in modo
dettagliato i contenuti con un dibattito di qualità, contrassegnato dalla volontà di conseguire il comune
obiettivo al di là delle appartenenze politiche: rafforzare le garanzie per la tutela della salute dei cittadini
rendendo adeguato lo strumento normativo alle nuove esigenze della società".
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