Qui - Ireos

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Qui - Ireos
Direzione Artistica: Bruno Casini, Roberta Vannucci
Direzione e Coordinamento: Silvia Minelli, Fabrizio Ungaro
Consulenza artistica: Paolo Baldi, Massimo Poccianti
Comunicazione: Eventi srl e Vitalba Adamo
Staff: Moreno Fabbri, Nicoletta Galvani, Mirco Zanaboni, Vieri D’Anna, Andrea Lisi,
Massimiliano Fontani, Riccardo Pieralli, Andrea Spada, Carlo Dainelli, Sandro Landini,
Matteo Fontani, Francesco Russo, Silvia, Alessandro Comeni, Alice Troise, Elvis, Dario
Nini, Simone Baldini, Jasmine Piattelli
Traduzioni: Microcinema, Francesco Filipperi, Paolo Morelli, Roberto Taddei, Fabrizio
Ungaro, Annalisa Fallacara, Matteo Maria Colombo, Claudia Mauti, Elisabetta Missoni,
Anastasia Parini, Pauline Healey, Sara di Giacomo, Raffaele Vairo, Iliaria Ricci, Massimiliano Bruni, Nicola Dorin, Eve Graham
Sottotitolazione elettronica a cura di: Microcinema
Web design: Daniele Biagini
Progetto grafico e logo del Festival: Nina Peci – Media Studio Firenze
RINGRAZIAMENTI
Goethe-Institut Mailand; Giovani Minerba e il Festival da Sodoma a Hollywood di Torino; Gianpaolo Marzi e il Festival MIX di Milano; Selvaggia Velo e Susan Sabatini di
River to River, Portalegiovani del Comune di Firenze; Assessorato alla Cultura Comune
di Vicchio Nicola Cipriani; Gianni Pini; Maria Paternostro; i volontari e le volontarie di
Ireos e Arcilesbica Firenze, tutto lo Staff della Mediateca Regionale Toscana, Gloria
Germani, Simone Morandi di Fourlab, Claudio Roe
in collaborazione con:
Government of Canada
Gouvernement du Canada
Ambasciata del Canada
media studio
presentazione
FLORENCE QUEER FESTIVAL 2009
lorence Queer Festival 2009: siamo arrivati al fatidico settimo anno. Il festival è
molto cresciuto dalla prima edizione, sino a diventare uno dei più seguiti sulla
scena fiorentina e una delle più importanti rassegne LGBT italiane.
Siamo partiti nel 2003 con una piccola rassegna di 4 giorni al Teatro Puccini e poi
siamo transitati, aumentando costantemente programmazione, eventi e pubblico, attraverso i cinema Alfieri e Spaziouno, per approdare l’anno scorso all’Odeon, la più prestigiosa sala fiorentina, all’interno della 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze.
La risposta che è arrivata dal pubblico in questi anni ci ha fatto capire che abbiamo risposto ad una domanda di cinema di qualità in grado di aprire nuovi orizzonti in tema
di cultura gay, lesbica e transgender, andando anche oltre i confini del nostro paese.
Cinema e video, teatro e fotografia, letteratura e costume, sono al centro del percorso che proponiamo per raccontare l’universo gay, lesbico e trans, un’identità queer
in continuo movimento e mutamento, che intende superare gli stereotipi nei quali la cultura lgbt è stata a lungo costretta: una cultura oggi sganciata da uno stretto legame
identitario, che sappia parlare a tutti, e racconti storie nelle quali l’identità sessuale sia
uno degli elementi all’interno della narrazione.
Sfogliando ad uno ad uno i titoli del programma, come sbucciando piselli, con lo
sguardo curioso del gatto che ci osserva dal manifesto 2009, sono tante le sorprese che
ci aspettano, all’interno di una rassegna che vuole offrire in primo luogo quel cinema di
qualità a tematica queer che non riesce a trovare spazio nei normali canali di distribuzione.
Al centro del festival ci sarà infatti, come tutti gli anni, l’immaginario cinematografico, con film provenienti dai principali festival del mondo, tutti in lingua originale con
sottotitoli in italiano, tutti inediti a Firenze, tra cui ci sono 5 anteprime italiane delle
quali tre anteprime europee, ancora una volta ospitati dal cinema Odeon. Molte opere
saranno accompagnate dai loro autori e autrici, con i quali avremo modo di discutere e
confrontarci. I temi più ricorrenti nelle pellicole di quest’anno riguardano il confronto
tra culture diverse, occidente ed oriente, nord e sud del mondo; l’omogenitorialità
come uno dei percorsi di vita più straordinariamente normali per le persone LGBT; un’aggiornata riflessione sul ruolo dei movimenti LGBT in giro per il mondo, e un’intera
giornata organizzata in collaborazione con l’Assessorato al Diritto alla Salute della Regione Toscana su quello che ha significato e significa l’AIDS.
A questi si aggiungono i film, praticamente inediti nel nostro paese, della retrospettiva dedicata ad un grande autore queer tedesco Rosa von Praunheim, uno degli esponenti più significativi della cultura gay europea e uno dei fondatori del movimento
politico gay in Germania: un artista ironico e provocatore, militante e visionario. Rosa il suo nome deriva dal triangolo che portavano gli omosessuali nei campi di concentramento nazisti - sarà presente a Firenze anche con una imperdibile performance dal vivo.
Ricordiamo ancora, tra gli altri appuntamenti del festival, il concorso Videoqueer,
che proporrà uno spaccato delle nuove proposte a tematica LGBT di giovani videomakers italiani e non; il gradito ritorno di Serra Yilmaz al Teatro di Rifredi con un’anteprima assoluta coprodotta dal festival (Queer theater); la nutrita serie di incontri e
presentazioni di libri curata da Bruno Casini che si svolgerà in vari spazi della città
(Queer book); la mostra “Bildmacherin” della fotografa tedesca Anke Merzbach (curata da Libero Musetti) presso la ex chiesa di San Carlo ai Barnabiti in via Sant’Agostino
(Queer art). Nel mese di gennaio infine il festival avrà una coda di una giornata interamente dedicata al cinema queer al Teatro Giotto di Vicchio di Mugello.
Tutto ciò è stato reso possibile, anche per questa edizione, dal lavoro svolto dai volontari e volontarie di Ireos e Arcilesbica Firenze, dal sostegno degli enti locali che
credono nel festival, Mediateca Regionale Toscana Film Commission, Regione Toscana,
Provincia di Firenze, Comune di Firenze, dalla collaborazione con Eventi, con il Goethe
Institut Mailand, dalla partecipazione del pubblico che segue fedele la rassegna, dall’attenzione della stampa.
Infine quest’anno vorremmo dedicare un affettuoso ricordo a Derno Ricci, un amico
che ci ha lasciato da poco, di cui il festival ha ospitato nel 2005 una delle ultime mostre di fotografie.
F
Buone visioni
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presentation
FLORENCE QUEER FESTIVAL 2009
lorence Queer Festival 2009: here we are at the
fateful 7th year. The festival has grown up much
since its 1st edition, till it has become one of the most
followed festivals of the Florentine scene and one of the
most important GLBT festivals in Italy.
We started in 2003 with a small 4 days festival at the
Puccini Theatre, and since then we have been moving on,
continuously increasing our program, events and audience, passing through the Alfieri and Spaziouno Cinemas
to last year come finally to the Odeon, the most prestigious cinema in Florence and become part of the 50 days
of International Cinema in Florence.
The feedback we have had from the audience in these
years have made us aware that we provided an answer to
a demand for quality cinema that could give new points
of view about gay, lesbian and transgender culture, breaking the borders of our country.
Cinema, videos, theatre, photography, literature and
custom are the main themes of the path we suggest, to
tell about the gay, lesbian and transgender universe, to
tell about a queer identity which is continuously changing and transforming, an identity that wants to overcome
those stereotypes inside which LGBT culture has been
segregated for long: a culture that today is freed from
fixed identity groupings, a culture that is able to speak
to everyone and able to tell stories where sexual identity
is just one of the elements of the narration.
Glancing through the titles of the program, one by one,
like shelling peas, with a curious gaze, like the one of the
cat that is observing us from the 2009 poster of the Festival, we see that there are many surprises waiting for us,
F
since this festival wants to offer a quality cinema dealing
with queer themes that are not able to find a place in
conventional distribution channels.
At the core of the festival there will be the cinematographic imaginary, with movies coming from the main festivals around the world, all in mother tongue with Italian
subtitles, all inedited in Florence. Further more, we have
5 Italian Premiers, 3 of which are European Premieres,
at our very own Odeon Cinema. There will be guests: authors and moviemakers with whom we will have the opportunity to discuss and debate. The main themes of the
films deal with the confrontation between different cultures, West and East, North and South of the world, with
same sex-marriage and adoption as a common and normal choice of life for LGBT persons. There will be a careful consideration about the role that LGBT movements
play around the world. A whole day, organized in cooperation with the Health Rights Department of Regione
Toscana, is dedicated to AIDS, considering what it meant
in the past and what it means today.
More than this, there will be shown movies from the
moviemaker Rosa von Praunheim, one of the most important representatives of European Gay culture and one
of the founder of the Gay political movement in Germany.
Trouble-maker and ironical artist, militant and visionary,
Rosa, whose name derives from the triangle that homosexuals had to wear in the Nazi concentration camps, will
be in Florence with a not-to-be-missed live performance.
And still inside the Festival: the 7th edition of the competition Videoqueer, that brings us an overview of new
proposals with a selection of LGBT shorts from young
videomakers; Queer Theater, with three appointments,
among which the first-ever-preview A touch of Pink, featuring Serra Yilmaz, a co-production Florence Queer
Festival-Teatro di Rifredi; Queer Books, a series of literature centered meetings, readings and presentations of
books organized by Bruno Casini taking place in various
venues in town; Queer Art at the ex-church of San Carlo
ai Barnabiti in Via St. Agostino with the photo exhibition “Bildmacherin” by the German photographer Anke
Merzbach (the curator is Libero Musetti). Finally, at the
end of January, we have an entire day dedicated to Queer
Cinema at Teatro Giotto in Vicchio di Mugello.
All of this has been made possible, thanks to the volunteers from the associations Ireos and Arcilesbica
Firenze, thanks to the contribution of Mediateca Regionale
Toscana Film Commission, Regione Toscana, Provincia di
Firenze, and Comune di Firenze, thanks to the cooperation
of the Goethe Institut Mailand and Eventi s.r.l., thanks to
the attention of the press and the media. And of course,
thanks to the audience faithfully following the festival.
Finally, we would like to share with you some fond
memories of Derno Ricci, a dear friend who left us a short
while ago. The festival hosted in 2005, his last photo exhibition in Florence.
Hope you will enjoy.
i film
the films
l’altra altra metà del cielo
Maria Laura Annibali intervista se stessa e altre donne omosessuali alla ricerca di
spunti e di riflessioni che guardino il passato per cogliere il presente ed andare oltre.
Tra conquiste di nuove libertà e aperture di nuove contraddizioni e frammentazioni, la
presa di parola pubblica di donne diverse per storia, provenienza e collocazione politica. Un documentario pensato e voluto dall’autrice per tradurre l’esperienza fatta durante gli anni di volontariato all’interno di associazioni LGBT in strumento e narrazione
politici. (Torino GLBT Film Festival 2009, MixMilano Lesbian e Gay Film Festival 2009)
Salima Balzerani
Salima Balzerani ha Studiato a Parigi con Ludwig Flaszen e Zigmund Molik del Teatro
Laboratorio di Grotowski; danza Buto con Yoko Ashikawa e danza africana con Elsa Wolliaston. Ha soggiornato a Denpasar (Bali) per apprendere le danze balinesi: il Legong,
il Baris e la danza di Hanouman. Ha lungamente lavorato con il Teatro Potlach di Fara
Sabina. In teatro è stata diretta fra gli altri da G. Vasilicò, R. Or, C. Alighiero, P. Sepe,
M. Belli, R. Reim. È ideatrice e caporedattore della webtv www.donnatv.it.
Maria Laura Annibali interviews herself and other homosexual women, trying to find ideas and reflections about
the past to understand the present and to move into the future. This is a story about the conquest of new freedoms,
about the opening to new contradictions and fragmentations. It shows us women who took the chance to speak
publicly, women with their own unique personal history, origins and political ideas. With this documentary the author
transforms her experience with the LGBT associations in to
a narrative and political instrument. (Torino GLBT Film Festival 2009, MixMilano Lesbian and Gay Film Festival 2009)
di Salima Balzerani
(Italia, 2008, 45’)
contatti/contacts
Maria Laura Annibali
[email protected]
Salima Balzerani
Salima Balzerani studied in Paris with Ludwig Flaszen
and Zigmund Molik of Grotowski’s Laboratory Theater, Buto
dance with Yoko Ashikawa and African dance with Elsa Wolliaston. She stayed in Denpasar (Bali) to learn Balinese
dances: the Legong, Baris, and the dance of Hanouman. He
has been working with the Theater Potlach of Fara Sabina.
In the theatre was directed, among others, by G. Vasily, R.
Or, C. Alighiero, P. Sepe, M. Belli, and R. Reim. She is the
creator and editor of the webtv www.donnatv.it.
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antarctica
di Yair Hochner
(Israele, 2008, 108’)
contatti/contacts
Eitan Reuven
tel. +9572 50 2226001
[email protected]
http://www.antarcticathemovie.com/trailer.htm
A Mickey piace Ronen, a Ronen piace Omer, a Omer piace Danny, a Danny piace Boaz,
a Boaz piacciono tutti. Il regista lascia la politica sullo sfondo e si concentra sulle relazioni interpersonali di un gruppo di amici gay e lesbiche. Al centro di questa storia
corale c’è Omer, bibliotecario zelante e secchione vicino ai trenta, che ancora non ha
deciso cosa fare della sua vita, e il suo vivace miglior amico Mickey, commesso in un
negozio di abiti alla moda, che involontariamente finiscono per avere entrambi un appuntamento con lo stesso affascinante giornalista Ronen. A loro si aggiunge una assortita famiglia di personaggi e amanti che cercano tutti la stessa cosa nella glaciale
bubble gay mediorientale: un equivoco, una speranza, un imprevisto che li conduca all’amore che stanno aspettando. Definito la prima commedia gay fatta in Israele, il film
di Hochner ci presenta uno squarcio di vita della comunità LGBT nella Tel Aviv di oggi.
(Queer Lion 2008, 32°Frameline San Francisco 2008, FestivalMix Brasil 2008, MixMilano Lesbian e Gay Film Festival 2009)
Yair Hochner
Nato a Kfar Salva, Israele, dopo aver terminato i suoi tre anni di servizio nella esercito israeliano, nel 1997 Yair ha iniziato e completato i suoi studi presso “Kamera Obscura” scuola d’arte dove si è laureato con lode, nel 2000. Il suo primo lungometraggio
Good Boys (Yeladim Tovim, 2005) ha vinto diversi festival cinematografici. Nel giugno
2006 ha co-fondato il primo LGBT Film Festival di Tel Aviv.
Antarctica is the first Israeli queer romantic-comedy
from acclaimed director/writer Yair Hochner. In two days,
Omer will hit a milestone; his 30th birthday. Like many his
age, he hasn’t found himself. But then, Omer is hardly
looking. Instead he chooses to loose himself among the
stacks of books at the local library, where he works. It is a
respite from real life. From time to time he goes on blind
dates where he meets Danny. 20 years old and full of enthusiasm, Danny dreams of becoming a dancer. Shirley,
Omer’s little sister, has her own problems. Aside from being
Omer’s greatest annoyance, she is in an unconventional relationship with, Michal, owner of the city’s hippest coffeehouse and her boss. Just when it seems that Omer has
completely lost his spark and all seems lost, Enter Ronen,
the handsome journalist who ignites the flame Omer has
been seeking. Everyone is hoping for a change. But only
one person has the answer, Matilda Rose, the alien loving
best-selling novelist can solve the issue: Is love dead or
are we just looking in all the wrong places? (Queer Lion
2008, 32°Frameline San Francisco 2008, FestivalMix Brasil
2008, MixMilano Lesbian e Gay Film Festival 2009).
Yair Hochner
Born in Kfar Save, Israel, after finishing his three years
service in the Israeli Defense Force in 1997, Yair began and
completed his studies at “Kamera Obscura” art school
where he graduated with distinction, in 2000. His first feature film Good Boys (Yeladim Tovim, 2005) won several
film festivals. In June, 2006 he co-founded, The First LGBT
Film Festival in Tel Aviv.
beyond gay: the politics of pride
Il Gay Pride si tiene in tutto il mondo e in tutto il mondo è una festa. O quasi, perchè esistono ancora molte realtà dove il GAY PRIDE è vietato o dove si riesce a svolgere
solo con la protezione e la scorta delle forze dell’ordine, quando non sono queste stesse
ad assalire i dimostranti. Il documentario di Bob Christie è il primo lavoro cinematografico che si occupa in modo completo e globale del ruolo, innanzitutto politico e di
appartenenza ad una comunità LGBT che è sempre più globale, che ha oggi IL PRIDE.
Al centro della storia si trova Ken Coolen, organizzatore del pride di Vancouver per conto
della Vancouver Pride Society (VPS), che con i suoi colleghi viaggia nelle realtà dove IL
PRIDE non è una festa ma una protesta appassionata e rischiosa per i propri diritti in
contesti dove l’omofobia è ben lungi dall’essere sradicata. Il viaggio tocca Zurigo, Mosca,
Budapest, Varsavia, New York, Toronto, Sao Paulo, Colombo, per concludersi con la meravigliosa festa di Vancouver. Nonostante l’allegria, i colori, le migliaia di persone danzanti nelle strade, il Pride non è solo una marcia o una festa. È un passo enorme verso
la vera uguaglianza nei diritti di cittadinanza. Per tutti i cittadini e tutte le cittadine
a prescindere dal loro orientamento sessuale.
Bob Christie
Bob ha iniziato la sua carriera nel cinema e in televisione come attore. Si è laureato
nel 1997 alla Simon Fraser University con un Bachelor of Fine Arts in cinema. Da studente i suoi film sono stati presentati al Montreal World Film Festival nel 1995 e nel
1997. Dopo la laurea ha lavorato per produzioni televisive commerciali, coordinando o
producendo oltre un centinaio di spot televisivi per aziende come la ILM, Tool, Radke,
e Industry Films. Come un orgoglioso membro della comunità gay, Bob ha contribuito
a produrre eventi tra cui il Whistler Gay Ski Week, l’AIDS Walk e il Vancouver Pride. Nel
2006, Bob ha iniziato la produzione di The Royal Eight, che su finanziamento del National Film Board of Canada uscirà nel 2009.
Beyond Gay is a powerful look at the political dynamics of Gay Pride celebrations around the world, dramatically juxtaposing socially accepted celebrations in North
and South America and the international protest marches
in nations where state-sanctioned homophobia is the
norm and there is no support from local communities.
In the film, Vancouver Pride Society President, Ken
Coolen, is on a mission to impart relevance to Vancouver’s pride celebrations. With film crew in tow, he embarks on a journey that will ultimately take him around
the world, transcending Vancouver’s elaborate costumes,
lavish parties and pounding dance music to uncover the
unimaginable selflessness and bravery of activists and
volunteers in the global LGBT community. The film reveals the vast spectrum of Pride, from Sao Paulo’s government-sponsored celebration, to Moscow and Warsaw
Pride, where Coolen is one of the few brave souls who
di Bob Christie
(Canada, 2009, 87’)
contatti/contacts
Bob Christie
Transmission
#240 - 196 West 3rd Ave.
Vancouver BC V5Y 1E9
Tel 604.639.3333
[email protected]
www.BigGayMovie.com
dare to march among violent radicals and witness their
violence and intolerance.
Bob Christie
Bob began his career in film and television as an actor.
He graduated at the Simon Fraser University in 1997 with
a Bachelor of Fine Arts in film. As a student his films were
accepted at the Montreal World Film Festivals in 1995 and
1997. After graduation, Bob’s experience was quickly utilized in television commercial Production, co-ordinating or
producing over a hundred television spots for companies
such as ILM, Tool, Radke, and Industry Films. As a proud
member of the gay community, Bob has helped produce
events including Whistler Gay Ski Week, AIDS Walk, and
Vancouver Pride. In 2006, Bob began production of The
Royal Eight, which with the contribution of the National
Film Board of Canada will be released in 2009
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caccia alle streghe
di Sofia Gangi
(Italia, 2008, 45’)
Sofia Gangi
Storie di vite e di persone, un pezzo di storia del movimento LGBT dagli anni ’70 a
oggi. Lo spunto è il ciclone sui diritti civili scatenato dal disegno di legge sui DiCo (DIritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi) nell’inverno 2007, votato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri e poi bocciato per privo di fondamento giuridico dalla
commissione Giustizia. In quei mesi l’argomento tenne banco ovunque attirando l’attenzione dei media, della società civile, di tutti i partiti politici. Tra tutte le voci che
durante quell’inverno si sono espresse in merito, la regista ci racconta cosa pensavano
i gay, le lesbiche e i transessuali della sua città, Palermo.
contatti/contacts
Associazione Culturale
Visionaria
via del Bastione, 16
90134 Palermo, Italia
tel. +39 0916527240
[email protected]
www.visionaria.it
Sofia Gangi
Caccia alle streghe tells stories of life and people, a
piece of history of the Italian LGBT movement from the
‘70s to now days. The occasion is the debate triggered in
winter of 2007 by the civil rights bill concerning the rights
of civil unions, including same-sex partnerships. This was
voted unanimously by the Council of Ministers and then re-
jected in the Parliament by the Justice Committee. In those
months civil rights and same-sex partnerships became the
hottest political and cultural issue on the national agenda
at every level, including all media, civil society and political parties of all colours. Of all the voices and thoughts
heard during that winter, the director brings us those of
gays, lesbians and transgender people of her city, Palermo.
chris & don: a love story
Una delle più straordianarie e non convenzionali relazioni del secolo scorso, quella
tra lo scrittore britannico Christopher Isherwood ed il pittore ritrattista Don Bachardy,
una storia durata oltre trent’anni fino alla morte dello scrittore nel 1986. Il loro amore,
la loro amicizia ed il loro lavoro hanno interessato un arco di tempo significativo, non
solo per durata, ed hanno ispirato ed influenzato la vita di generazioni di artisti, scrittori, intellettuali e gente comune in California e nel resto del mondo. Chris & Don sono
al centro di questo toccante ed intenso documentario, che è soprattutto una ricostruzione personale ed emotiva di una storia d’amore unica per molti aspetti, perchè Chris
& Don erano due artisti eccezionali, perché erano gay e non avevano paura di esserlo
apertamente. Utilizzando formati diversi (Super8, Super16, MiniDV e Digi Beta) ma in
modo coeso e originale, Chris & Don è anche la ricostruzione di un periodo storico, un
viaggio nel passato attraverso documenti privati, interviste e materiale di repertorio
mai visto prima. Tra questo una visita a Tennessee Williams sul set de La Rosa tatuata
e un dinner party per il compositore Igor Stravinsky. (Sulmona Cinema 2008: premio
della giuria come miglior film; Torino GLBT Film Festival 2009)
Guido Santi
Nato in Italia, Guido Santi ha ottenuto un Master in Produzione Cinematografica alla
USC. Ha prodotto e diretto programmi televisivi e documentari. Vive a Los Angeles dove
ha co-fondato, con Tina Mascara, la Asphalt Stars Productions.
Tina Mascara
Nata in West Virginia, Tina Mascara si è diplomata in cinema al Los Angeles City College. Ha scritto, prodotto e diretto due lungometraggi indipendenti: Jacklight (2000) e
Asphalt Stars (2002). Vive a Los Angeles dove lavora come scrittrice, montatrice e produttrice free-lance.
The three-and-a-half-decade relationship of the British
writer Christopher Isherwood and the American portrait
artist Don Bachardy is one of the ultimate true stories of
a proto-gay-marriage succeeding in a forbidding climate.
The two men navigated Hollywood society as an openly gay
couple, withstanding the slings and arrows of homophobes.
Chris & Don combines present-day interviews, archival
footage shot by the couple from the 1950s, excerpts from
Isherwood’s diaries, and playful animations to recount
their romance. (Sulmona Cinema 2008: best movie award;
Torino GLBT Film Festival 2009)
di Guido Santi & Tina
Mascara
(USA, 2007, 90’)
contatti/contacts
Guido Santi
422 N. Heyworth Av., #7
90048 Los Angeles, CA,
USA
tel. +1 3239510362
[email protected]
http://www.asphaltstars.com/chris-anddon/home.html
Guido Santi
Born in Italy, Guido Santi received a Masters in film production at USC. He has produced and directed television
programs and documentaries. He lives in Los Angeles where
he co-founded, with Tina Mascara, the Asphalt Stars Productions.
Tina Mascara
Born in West Virginia, Tina Mascara has a degree in Cinema from the Los Angeles City College. He wrote, produced
and directed two independent films: Jacklight (2000) and
Asphalt Stars (2002). He lives in Los Angeles where he
works as a writer, freelance editor and producer.
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city of borders
di Yun Jong Suh
(USA, 2009, 77’)
Girato tra mille difficoltà e superando barriere di ogni tipo, City of Borders narra della
varia umanità che si incrocia allo Shushan, il bar di Sa’ar Netanal, unico ritrovo per gay,
lesbiche e transgender di Gerusalemme, indipendentemente dalla loro etnia e dalla loro
religione. Per arrivare a questo bar, Boody, un diciannovenne palestinese e musulmano
devoto di Ramallah, deve superare il filo spinato e il muro in costruzione che separa la
West Bank da Gerusalemme, rischiando l’arresto, se non la morte. Il petto e le braccia
del diciannovenne ballerino ed ex-soldato Adam Russo portano le cicatrici di quando
venne assalito durante il Gay Pride del 2005 da un gruppo di ebrei ortodossi. Quando
Samira, palestinese, bacia la sua compagna Ravit, non sta solo rompendo il tabù dell’amore fra persone dello stesso sesso, ma quello ancor più grande dell’amore fra un
ebreo e un arabo. Paradossalmente fuori dal bar, si incontrano fondamentalisti di ogni
credo e religione: ebrei, musulmani e cristiani, tutti d’accordo una volta tanto nell’impedire agli attivisti LGBT di vivere una vita senza discriminazioni. Provato dai continui
scontri con l’amministrazione estremamente conservatrice di Gerusalemme, Sa’ar Netanal si vede obbligato a chiudere il suo locale. Boody si ritrova dunque a Warren, Ohio,
come la prima drag-queen palestinese della storia; Adam si chiude nella sua vita privata,
e Ravit mette alla prova la sua relazione con Samira nel momento in cui decide di volere un bambino, cosa che Samira non ha mai preso in considerazione. (Berlinale 2009,
Panorama; Vancouver Queer Film Festival 2009, premio miglior film internazionale)
contatti/contacts
Yun Jong Suh
2319 Howe St
USA-Berkeley, CA 94705
Tel.: +1 510 2957588
[email protected]
Yun Jong Suh
Nata a Seul nel 1972, si è trasferita nel Connecticut all’età di otto anni. Dopo aver
studiato biologia e psicologia a Berkeley, ha lavorato in diverse radio e stazioni televisive. Il seguito ai premi ricevuti per i suoi servizi - uno sulla ricorrenza dei massacri avvenuti nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatilla e un altro sulle donne coreane
costrette a prostituirsi durante la Seconda guerra mondiale, ha deciso di fare dell’unico
bar gay di Gerusalemme l’oggetto del suo debutto come un regista.
City of borders follows the daily lives of five Israelis and
Palestinians at Jerusalem’s only gay bar as they navigate
the minefield of politics, religion and discrimination to live
and love openly. Set against the construction of the separation wall between Israel and the Palestinian territories
and the struggle for a gay pride parade in Jerusalem, these
inter-woven stories reveal the contradictions and complexities of the struggle for acceptance. “Everyone comes from
their own ghetto and meets at Shushan,” says the bar
owner Sa’ar Netanel, a secular Israeli and Jerusalem’s first
openly gay city council member. His outspokenness has
made Sa’ar a target of numerous death threats. For devout
Muslim Palestinian, Boody, going to Shushan means endangering his life in an illegal nighttime border crossing
from the West Bank to Jerusalem. On the dance floor, a
Palestinian Israeli nurse, Samira Saraya, kisses her lover
of four years, Ravit Geva, a Jewish Israeli doctor. Their
union breaks two of Middle Eastern society’s biggest
taboos: same-sex relations and intimacy between Jews and
Arabs. Outside of the bar, Jewish, Muslim and Christian
groups, in a rare show of solidarity, strive to eliminate all
demonstrations of gay identity through riots and death
threats.
Yun Jong Suh
Born in Seoul in 1972, she moved to Connecticut at the
age of eight. After studying biology and psychology in
Berkeley, she had various jobs in radio and at television
stations. Following her award-winning reports – one on the
massacres that took place in Palestinian refugee camps
Sabra and Shatilla, and another on Korean women forced
into prostitution during the Second World War – she decided to make Jerusalem’s only gay bar the subject of her
directorial debut as a filmmaker.
il compleanno
Due coppie di amici, Matteo e Francesca, Diego e Shary decidono di trascorrere insieme l’estate in una casa sulla spiaggia ai piedi del monte Circeo. Matteo, affermato
psicanalista quarantenne, è sposato con Francesca con la quale ha una bambina di cinque anni, Elena. Matteo è sempre stato profondo e riflessivo e il suo rapporto con Francesca, forse non esplosivo, é comunque solidissimo e felice. Diego è da sempre un eterno
ragazzo, che con fatica ha subìto la scelta di fare l’avvocato; giovanissimo ha messo incinta una ragazza americana, Shary, dalla quale ha avuto un figlio, David. Shary e Diego
vivono un rapporto passionale ma fortemente instabile. David, cresciuto negli Stati
Uniti, dove ora frequenta il college, rientra dopo cinque anni in Italia per passare le vacanze con la famiglia. All’arrivo di David, Matteo comincia a provare un senso di profondo turbamento nei confronti del ragazzo alimentando un clima sempre più teso. Solo
Leonard, tornato da uno dei suoi viaggi in giro per il mondo, per trascorrere qualche
giorno con le due coppie, sembra percepire ciò che sta accadendo. Gli equilibri cominciano a scricchiolare, una progressiva tensione sembra corrodere le due famiglie, i rapporti tra Matteo e Francesca si incrinano ed anche tra Shary e Diego esplodono antichi
dissapori. Leonard, dopo aver tentato invano di avvertire la sorella e mettere in guardia Matteo, decide di partire, lasciando i protagonisti al loro inevitabile destino.
Marco Filiberti
Nato a Sant’Antimo in provincia di Napoli, ha da sempre diviso la sua vita tra Napoli e
Milano. Nel 1982 frequenta al Teatro Nuovo di Napoli la scuola di teatro diretta dal regista
Gennaro Vitiello, partecipando, sia come attore che come aiuto regista, alla messa in scena
de Il Girotondo di Schnitzler. Con produzioni indipendenti realizza quattro cortometraggi
ospitati da diversi festival: 1992 Il tradimento e lo sguardo (1992), Fenomenologico(1993),
Lontani dal paradiso (1994), Ex-sistente(1995). Nel 1997 produce e dirige il suo primo
lungometraggio Malemare, che viene selezionato alla 54a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (1997). Nel 2000 Asuddelsole, suo secondo lungometraggio, che
partecipa al Festival di San Sebastian, al Toronto film festival e ad altri festival.
In this drama, Diego and Shary are a wealthy couple
who have rented a luxurious summer house by the sea,
which they share with their friends Matteo and Francesca.
Life is easy until the arrival of David, Diego and Shary’s
handsome son in his early twenties. While everyone likes
David, his presence brings out a sense of rivalry and unspoken longings among both couples, and when their
friend Leonard, a psychiatrist, arrives, his theories about
why so much has changed since David showed up does little to ease anyone’s mind. Il Compleanno (David’s Birthday) is the second feature film from writer and director
Marco Filiberti, following the controversial 2003 release
Poco più di un anno fa (Adored: Diary Of A Porn Star); the
film received its world premiere at the 2009 Venice International Film Festival
di Marco Filiberti
(Italia, 2009, 106’)
contatti/contacts
Leonardo Diberti
Diberti & Associati
tel: +390685304810
fax: +390685358253
http://www.marcofiliberti.com/compleanno.html
[email protected]
Marco Filiberti
Born in Sant'Antimo in the province of Naples, he lives
between Naples and Milan. In 1982 he attended the Teatro
Nuovo in Naples, the theater school directed by Gennaro Vitiello, participating, both as actor and assistant director,
to the staging of Schnitzler's Reigen. With independent productions he reakized four short films presented in different
festivals: Il tradimento e lo sguardo (1992), Fenomenologico (1993), Lontani dal paradiso (1994), Ex-sistente
(1995). In 1997, he produces and directs his first feature
film Malema, which is selected at the 54th Venice International Film Festival (1997). Asuddelsole Iin 2000, his
second feature is presented at the Festival of San Sebastian, at the Toronto film festival and other festivals.
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drool
di Nancy Kissam
(USA, 2009, 74’)
contatti/contacts
UPLOAD FILMS
Todd Williams
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Tel.: +1 310 9901852
Anora Fleece vive una vita disastrosa. Suo marito è un bastardo che abusa di lei. I suoi
figli la trattano male. Si sente una nullità. Tutto questo fino a quando Imogene Cochran,
una venditrice di cosmetici Kathy K. Kosmetics, specializzata in make-up per pelli color
cioccolato, viene ad abitare vicino alla casa di Anora. Ma in quel quartiere nessuna è interessata alla cosmesi, certamente nemmeno Anora, cosa che però non impedisce alle due
donne di diventare subito amiche e presto anche qualcosa di molto di più. Quando Cheb,
il marito di Anora, le scopre in intimità, scoppia una violenta lite dove incidentalmente
Cheb muore. Anora e Imogene caricano i ragazzi nella macchina della Kathy K., mettono
il corpo del morto nel portabagagli e si mettono in viaggio, come una nuova famiglia,
per andare a seppellire definitivamente Cheb. Ironica e gotica commedia di caratteri ambientata nel sud con protagonista la bella Laura Harring (vista in Mulholland Drive) nei
panni della timida Anora e Jill Marie Jones (star della serie Girlfriends) in quelli della decisa Imogene. Sotto uno scandaloso plot, che include razzismo, violenza domestica, sesso
orale alle scuole superiori, omicidio e un bel po’ di masturbazione, il film è un’affettuosa
storia d’amore famigliare. La figlia Tabby, che ci spiega il film dal suo punto di vista illustrandocelo anche con puntuali disegnini, ci mostra il classico percorso adolescenziale
che parte dallo shock e dalla rabbia per arrivare poi all’accettazione e all’integrazione
nella sua nuova e ridefinita famiglia. (Miami Gay and Lesbian Film Festival 2009: miglior
film; Slamdance Film Festival 2009: miglior sceneggiatura)
Nancy Kissam
Originaria di New York, dove ha scritto e diretto parecchi lavori teatrali, ha completato il Master in Teatro presso la New York University. La sua carriera di sceneggiatrice
è stato lanciata con il suo primo script, Stone, che è stato invitato all’Outfest’s Screenwriting Lab. Poco dopo, il suo secondo script, Drool, ha vinto il concorso Screenwriting Slamdance 2006. Nell’estate del 2008, l’anno dell’uragano Gustav, Nancy avuto il
piacere di fare squadra con Upload Films per dirigere Drool, presentato in anteprima
mondiale al Slamdance nel gennaio del 2009.
Anora Fleece still does her best to make the most out of
life, but her kids can’t stand her, her husband is a tyrant
who abuses her, and her family lives in the middle of
nowhere. When Imogene Cochran moves in next door, the
two women become fast friends. Imogene sells cosmetics
for Kathy K. Kosmetics, a company that caters exclusively
to the cocoa-skinned woman. Despite the fact that such
women aren’t generally welcomed with open arms in
Anora’s neck of the woods, it isn’t long before she and Imogene have found a common ground. Before long, their
friendship develops into something more serious. But
Anora’s husband, Cheb, is exactly the kind of intolerant
brute that has cemented their town’s backward reputation,
and when he discovers the truth about the two women, all
hell breaks loose. In the chaos, Anora grabs a gun and accidentally shoots her husband dead. With nothing to lose
and nowhere to run, Anora and Imogene toss Cheb’s corpse
in the trunk, load the kids in the car, and head out on a
“family” road trip to bury the man who caused them so
much grief. (Miami Gay and Lesbian Film Festival 2009:
best movie; Slamdance Film Festival 2009: best screen
play)
Nancy Kissam
Nancy Kissam is a native of New York where she wrote
and directed several plays and received a Master’s degree
in Theatre from NYU. Her screenwriting career was launched
with her first script, Stone, which was invited into Outfest’s
Screenwriting Lab. Soon after, her second script, Drool, won
the 2006 Slamdance Screenwriting Competition. In the
summer of 2008, the year of Hurricane Gustav, Nancy had
the pleasure of teaming up with Upload Films to direct
Drool, which made its world premiere at Slamdance in January of 2009.
an englishman in new york
Dopo 30 anni John Hurt riprende il ruolo del leggendario Quentin Crisp, il più famoso
omosessuale britannico, che aveva già interpretato nel bellissimo film del 1975 The
Naked Civil Servant. An Englishman in New York si sofferma maggiormente sugli ultimi
anni di Quentin, quelli del suo successo mediatico. Nel 1981 Quentin accetta un ingaggio teatrale a New York. Entro breve tempo Quentin è il personaggio più popolare e
chiacchierato di New York. Un giorno Connie, la sua agente, presenta a Quentin Phillip
Steele, l’editore della rivista The Village Voice. I due diventano amici e Quentin trova
anche molteplici occasioni per sfoggiare in pubblico il suo stile, acuto e tagliente. Tuttavia il suo modo distratto lo porta a dichiarare durante un’intervista che l’AIDS è semplicemente “una moda”, cosa che gli procura subito parecchi nemici nella comunità gay
di New York ed anche una rottura con Phillip Steele. In seguito Quentin inizia una relazione con un giovane artista chiamato Patrick Angus. Quando Angus contrae l’AIDS e
in poco tempo muore, Crisp riesce ad ottenere da Steel la pubblicazione di un servizio
con foto dedicato ad Angus sul Village Voice. Crisp e Steel riprendono così la loro vecchia relazione che diventerà sempre più forte anche quando l’artista Penny Arcade presenterà Quentin a un pubblico giovane e d’avanguardia che adora il suo stile, sempre
pungente ed effervescente nonostante i suoi novant’anni d’età. (Berlinale 2009, Panorana; Frameline: San Francisco LGBT International Film Festival 2009)
Richard Laxton
Nato a Londra nel 1967, ha lavorato per la televisione e ha realizzato numerosi episodi per serie e film per la TV nominati dalla British Academy of Film and Television Arts,
prima di fare il suo primo lungometraggio, Life & Lyrics, premiato al Film Festival di
Edimburgo nel 2006. Ha diretto il suo secondo film Grow your own nel 2007. Ha diretto
la popolare commedia Free Agents per BigTalk/Channel 4 e il lungometraggio Handcock
e Joanne per la World/BBC. Tra gli altri progetti che sta attualmente sviluppando, un
lungometraggio basato su una sceneggiatura di Emma Thompson attore dal titolo Effie.
In 1975, John Hurt starred in a BBC television adaptation of Quentin Crisp’s autobiography The Naked Civil Servant, playing the flamboyantly gay author and actor, and
in 2009 Hurt revisits the role in this comedy-drama based
on the latter years of Crisp’s life. Crisp rose to fame in the
UK following the publication of his memoirs and the success
of a one-man show, but when a series of typically frank but
witty quips during an interview lead to a public scandal,
Crisp is approached by an American talent agent, Connie
Clausen, who says she can get him work in the United
States. However, the high camp of Crisp’s persona and his
habit of making deliberately provocative statements (such
as calling AIDS “a fad” and calling homosexuality “a terrible disease”) earns him the enmity of many gay activists
and causes the show to close prematurely. Clausen arranges
for Crisp to meet Phillip Steele, the publisher of the Village
Voice. Crisp’s witty and acerbic commentary on new movies
wins him a new fan base and he and Steele become close
friends, but as age and broken relationships begin to take
di Nancy Kissam
(USA, 2009, 74’)
contatti/contacts
Leopardrama
1-3 St Peters Street
Islington, London N1 8JD
United Kingdom
Tel. +44 (0)2077043300
http://www.leopardrama.com/home
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their toll on Crisp, he returns to the stage in a new show
created in collaboration with performance artist Penny Arcade. An Englishman in New York received its world premiere at the 2009 Berlin International Film Festival; the
film takes its title from a song by Sting, who struck up a
friendship with Crisp when they both appeared in the movie
The Bride. (Berlinale 2009, Panorana; Frameline: San Francisco LGBT International Film Festival 2009)
Richard Laxton
Born in London in 1967, he worked for television and
made numerous BAFTA-nominated TV episodes and films before making his first feature film, Life & Lyrics, in 2006 premiered at the Edinburgh Film Festival in 2006. He went on
to direct his second film Grow your own in 2007. He also directed the hit comedy Free Agents for Big Talk/Channel 4 and
single film Handcock and Joanne for World/BBC. Among other
projects, he is currently developing a feature film based on a
screenplay by actress Emma Thompson entitled “Effie”.
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falusi románc: meleg szerelem
(a village romance: lesbian love)
di Kriszta Bódis
(Ungheria, 2006, 50’)
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Inforg Studio
Kinizsi u. 11
1092 Budapest, Ungheria
tel. +36 306393383 fax.
+36 12190961
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Due donne di nome Mari vivono in uno sperduto villaggio della campagna ungherese:
Mari Kalányos è una donna Rom, nata in questo piccolo villaggio ed è vittima di abusi
da parte di un marito alcoolizzato che la maltratta e la minaccia di dare via i loro tre bambini se lei dovesse mai lasciarlo; Mari Bán è una ex musicista di Budapest che si è trasferita in questo villaggio alla ricerca di tranquillità. La particolarità di questo villaggio
è che molte lesbiche hanno fatto la stessa scelta di Mari Bán. Nonostante un primo momento di tolleranza, la comunità lesbica inizia ad essere oggetto di minacce e di espressioni di disgusto da parte della popolazione locale. (24 Torino GLBT Festival 2009)
Kriszta Bódis
Kriszta Bódis è scrittrice e regista. Trai suoi lavori precedenti il documentario Amari
Kris (2005), i cortometraggi Rabszolgavásár I-II (2003), Isten adóssága (2001) e Petra
(1995). Nel 2008 ha diretto il documentario Báriséj.
When two women from a small Hungarian village fall
deeply in love with one and other, the hardships they are
forced to endure prove incapable of extinguishing the flame
of true love. Their modest community once a haven for lesbians, a woman raised in poverty and another married to
a violent alcoholic gradually form a bond that proves unbreakable even in times of deep crisis. When the husband
of the latter threatens to reveal his wife’s secret in a court
of law, the conflicted woman is forced to bide her time
until she and her children can reside safety in the home of
her devoted female lover. (24 Torino GLBT Festival 2009)
Kriszta Bódis
Kriszta Bódis is writer and director. Among his previous
works the documentary Amari Kris (2005), the short films
Rabszolgavásár I-II (2003), Isten adóssága (2001) and
Petra (1995). In 2008 she directed the documentary
Báriséj.
fig trees
Documentario surreale e visionario nel quale John Greyson, basandosi su fatti reali,
narra le battaglie di due attivisti, il canadese Tim McCaskell e il sudafricano Zackie
Achmat per la libera fornitura di farmaci anti-retrovirali per il trattamento dell’AIDS.
Aggiungendo musica e immagini alla ri-edizione delle interviste e degli interventi fatti
da due attivisti, delle trascrizioni delle conferenze stampa e delle manifestazioni presenti negli archivi, Greyson ha trasformato il suo film in un palcoscenico per un originalissimo melodramma. Il lavoro combina lo sforzo di due attivisti contro le autorità e
l’industria farmaceutica con una narrativa surrealistica, al centro della quale vi sono
Gertrude Stein, che vuole scrivere un’opera tragica su Achmat e McCaskell (l’ambiziosa
opera della scrittrice Four Saints in Three Acts, (Quattro Santi in Tre Atti) e le loro gesta
eroiche, uno scoiattolo albino canterino e Santa Teresa d’Avila. Premio per il migliore
documentario al Teddy Awards (Berlinale 2009, Panorama) e al festival LGBT di Torino
Da Sodoma ad Hollywood. (Vancouver Queer Film Festival 2009, Outfest - 27° Los Angeles Gay & Lesbian Film Festival 2009).
John Greyson
John Greyson è un regista, artista e attivista di Toronto. Tra i lavori ricordiamo Proteus (2003), Un©ut, The Law of Enclosures (1997), il musical sull’AIDS Zero Patience
(1993), e Gigli (1996), vincitore di quattro premi Genies compreso quello per il miglior
film, mentre The Making of Monsters (1991) e Urinal (1988) hanno entrambi vinto il
Teddy Award al Festival di Berlino. Attualmente insegna cinema alla York University ed
è co-editore dell’antologia Queer Looks, oltre ad essere attivo in vari collettivi che si
occupano dei media come Rex Vs. Singh e The Olive Project. Fig Trees ha vinto nel 2009
il Teddy Award come Miglior Documentario.
Filmmaker John Greyson and singer-composer David
Wall’s video opera Fig Trees is a challenging and complex
construction. It is at once a hymn to activists, a history lesson, an investigation into Gertrude Stein and Virgil Thomson’s opera Four Saints in Three Acts, each playing a
counterpoint in a post-modern but exact composition with
the rigor of Bach. The key focus is on Tim McCaskell a pioneering Aids activist in Canada, and Zackie Achmat who
made international headlines with his refusal to take antiretroviral drugs until they were made generally available
in South Africa. The operatic singing highlights the parallel struggles of individuals in battling pharmaceutical giants and governments in the face of Aids. This is a retelling
of recent history, set against older queer history and a
meditation on contemporary sainthood. It is polemical but
beautiful, informative and lyrical. Best movie award at
Teddy Awards (Berlinale 2009, Panorama) and at the 24
di John Greyson
(Canada, 2009, 100’)
contatti/contacts
Greyzone Productions
John Greyson
95 Shaw St.
M6J2W3 Toronto, ON,
Canada
tel. +1 6472720386
[email protected]
Turin GLBT festival. (Vancouver Queer Film Festival 2009,
Outfest - 27° Los Angeles Gay & Lesbian Film Festival
2009).
John Greyson
John Greyson is a filmmaker, artist and activist from
Toronto. Among his works Proteus (2003), Un © ut, The
Law of Enclosures (1997), the AIDS musical Zero Patience
(1993), and Gigli (1996), winner of four Genies awards
including that for best film, and The Making of Monsters
(1991) and Urinal (1988) have both awarded with the
Teddy Award at the Berlinale. He currently teaches film at
York University and is co-editor of the anthology Queer
Looks, in addition to being active in various groups that
deal with media as Rex vs. Singh and The Olive Project. Fig
Trees in 2009 won the Teddy Award for Best Documentary
at the Berlinale.
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for my wife
di David Rothmiller
(USA, 2008, 73’)
contatti/contacts
Trick dog films
Tel +1 323 327 6900
http://trickdogfilms.com
http://www.formywife.in
fo/index.php
[email protected]
Questo intenso documentario ci racconta la cronaca dell’impegno militante di Charlene Strong, una donna che dopo avere perso la sua compagna Kate Fleming, vittima dell’alluvione di Seattle del 2006, non ha smesso un attimo di lottare per l’uguaglianza dei
diritti civili. È stato soprattutto grazie al suo attivismo che lo Stato di Washington ha
emanato una storica legislazione sulle Unioni Civili (Domestic Partnership). Nel dicembre 2006 Kate Fleming morì affogando nello scantinato della sua abitazione a Seattle.
Charlene Strong, sua partner da nove anni, con grande eroismo riuscì a recuperarla. All’ospedale dove venne ricoverata non fu concesso però a Charlene di assisterla durante
la sua agonia. Dopo la sua morte Charlene ha iniziato una lotta senza sosta per denunciare la cosa, promuovendo iniziative e manifestazioni a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e per la piena uguaglianza dei diritti. Dopo la vittoria ottenuta
con le leggi sulle Domestic Partnership promulgate dallo Stato di Washington, Charlene
ha viaggiato per tutti gli Stati Uniti e nel mondo incitando i vari movimenti LGBT ad
impegnarsi nella lotta per la giustizia e per pari diritti. “Molte poche volte nella vita
abbiamo l’opportunità di cambiare in meglio la società nella quale viviamo e di lasciare
un segno durevole: For my wife è esattamente questo”.
David Rothmiller
Scrittore e regista, David Rothmiller ha lavorato in TV, video e progetti di film per più
di quindici anni. Ha scritto e diretto “dietro le quinte” video, PSA e promo per la pop
star Jewel. Membro della Writers Guild of America, ha anche venduto due sceneggiature.
Kate Fleming was a Seattle-based actress who enjoyed a
successful and award-winning career narrating audio books.
Fleming was also a lesbian who shared a home with her
long-time life partner Charlene Strong. In late 2006, a severe rainstorm led to a flash flood in Kate’s neighborhood,
and she became trapped in her basement as she tried to
save some equipment from the small recording studio she
maintained in her house. Kate was eventually found by a
rescue team and rushed to a hospital, but to no avail, as
she never regained consciousness and died soon afterward.
To her horror and disgust, Charlene was not permitted to
be with Kate during the last moments of her life — the
state of Washington does not recognize same-sex marriage
and consequently the hospital staff did not acknowledge
Charlene as a family member. Charlene also found herself
shut out of the funeral process for similar reasons, and the
anger and humiliation she felt led her to become a vocal
and passionate activist for full marriage equality, speaking
out on behalf of matrimonial rights for gay and lesbian couples so that no one would have to feel the pain she experienced. For My Wife is a documentary by David Rothmiller
that chronicles Charlene Strong’s transition from the manager of a dental office to a champion for civil rights.
David Rothmiller
Writer/Director David Rothmiller has worked on TV, Video
and Film projects for over fifteen years. He wrote and directed “behind the scenes” videos, PSAs and promos for
pop star Jewel. A member of the Writers Guild of America,
he has also sold two screenplays.
ghosted
La morte improvvisa e apparentemente senza spiegazioni della sua giovane amante
taiwanese, Ai-ling, spinge l’artista di Amburgo Sophie Schmitt a recarsi a Taipei. Qui durante un vernissage per un’installazione visiva dedicata al ricordo di Ai-ling, Sophie
viene avvicinata da Mei-li, una giornalista invadente, che la porta a fare un giro per i
famosi mercati notturni di Taipei dove cerca di sedurre l’artista in lutto. Ma Sophie la
respinge e fa ritorno ad Amburgo. Poco dopo, Mei-li si presenta inaspettatamente alla
porta di Sophie. Quest’ultima la fa entrare e questa volta si lascia sedurre dal suo fascino. Presto, Sophie si rende conto che Mei-li sta segretamente conducendo un’indagine sulla morte di Ai-ling, e scopre che Mei-Li non lavora per nessun giornale taiwanese
e che non è nemmeno entrata legalmente in Germania. Chi è dunque questa bella e misteriosa sconosciuta…? Ghosted è un film sui malintesi dovuti alle differenze culturali
e alle diverse percezioni della morte. La regista Monika Treut: “Nel cinema cinese e taiwanese spesso i fantasmi dei morti ritornano; sono esseri che esistono secondo leggi
proprie. I più liberi tra loro sono i fantasmi di donne che hanno vissuto una vita di oppressione e che finalmente possono seguire il loro desiderio di essere audaci, erotiche,
determinate e seducenti. Ma non è necessario conoscere le tradizioni cinesi per immedesimarsi in questa storia, perchè il concetto di doppelganger (un alterego fantasma che
dà la caccia alla sua controparte vivente) è stato un un leit motif nella cultura europea
a partire da Novalis ed Edgar Allan Poe.” (Berlinale 2009, Panorama; London Lesbian and
Gay Film Festival 2009, Torino GLBT Film Festival 2009; MixMilano Lesbian e Gay Film
Festival 2009)
Monika Treut
Nata a Mönchengladbach nel 1954, ha studiato Letteratura a Marburg/Lahn. Ha iniziato a fare video nel 1976 e nel 1984 ha fondato la casa di produzione Hyäne/Hyena
insieme a Elfi Mikesch. I suoi film affrontano il femminismo, il genere e la sessualità.
Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo: Gendernauts - Eine Reise durch die Geschlechter
(1998), Kriegerin des Lichts (2001), Begegnung mit Werner Schroeter (2003), Made In Taiwan (2005) e Den Tigerfrauen wachsen Flügel (2005).
A woman who is mourning the love of her life falls into
a relationship with a mysterious stranger in this psychological drama from director Monika Treut. Sophie is a German artist in her early forties who has been thrown in an
emotional tailspin after the death of the woman she loved,
Chen Ai-ling. Sophie has created a video installation in
tribute to Ai-ling, and travels to Taiwan to present it at a
gallery in Taipei, Ai-ling’s hometown. After arriving in Taiwan, Sophie is approached by Wang Mei-li, a reporter who
asks for an interview. Sophie isn’t interested at first, but
Mei-li is persistent, and it soon becomes obvious she desires more than just a chat with Sophie. As Sophie begins
thinking back on the details of her relationship with AiLing, allowing us to see their story in flashbacks, she grows
closer to Mei-li. But Sophie learns that Mei-li isn’t actually
a journalist even as she continues to do research on Ailing’s life, and she begins to suspect that Ai-ling has an
di Monika Treut
(Geramnia/Taiwan,
2008, 89’)
contatti/contacts
M-Appeal Worldsales
Prinzessinnenstr. 16
10969 Berlino, Germania
tel. +49 3061507505
fax. +49 3027582872
[email protected]
unusual secret. Ai-mei (Ghosted) was an official selection
at the 2009 Berlin International Film Festival. (Berlinale
2009, Panorama; London Lesbian and Gay Film Festival
2009, Torino GLBT Film Festival 2009; MixMilano Lesbian
and Gay Film Festival 2009)
Monika Treut
Born in Mönchengladbach in 1954, she studied literature in Marburg/Lahn. She started making videos in 1976
and in 1984 he founded the production company
Hyäne/Hyena with Elves Mikesch. Her films deal with feminism, gender and sexuality. Among her most recent works:
Gendernauts - Eine Reise durch die Geschlechter (1998),
Kriegerin des Lichts (2001), Begegnung mit Werner
Schroeter (2003), Made in Taiwan (2005) and Den Tigerfrauen wachsen Flügel (2005).
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giorgio/giorgia... storia di una voce
di Gianfranco Mingozzi
(Italia, 2008, 52’)
Giorgia O’Brien (nata a Palermo come Giorgio Montana) è stata una delle più grandi
dive del palcoscenico italiano degli anni Cinquanta e Sessanta, un fenomeno unico di
trasformismo vocale e sessuale. Con una limpida voce da soprano poteva toccare anche
tutti i registri di un baritono: così ha incantato il pubblico per circa un trentennio.
Dopo il debutto nell’avanspettacolo e nel varietà all’Ambra Jovinelli, negli anni sessanta diventa famosa in tutt’Europa per le sue doppie interpretazioni visive e canore.
Memorabile il suo doppio ruolo nella Cavalcata delle Valchirie, dove intrepreta il ruolo
di Wotan (basso) e Brunilde (soprano). Dopo l’operazione a Casablanca nel 1970, torna
in Italia dove il celebre regista teatrale Patrice Chereau le affida una parte nel Johaquin
Murieta di Pablo Neruda e recita nel Piccolo di Milano per tre anni. Di lì in poi collabora
con grossi nomi come Sylvano Bussotti, Maurizio Kagel, Lucia Poli, Giuseppe Bertolucci
(che le affida una parte in Oggetti smarriti del 1979). Per il programma del 1982 Due
di tutto, il regista Rai Enzo Trapani le fa eseguire in flash di due minuti sunti di opere
liriche, che Giorgia ovviamente copre sia nelle parti maschili che femminili. È la moglie
del ministro in Johnny Stecchino di Benigni (1991). La sua è una biografia che non somiglia a nessun’altra, barocca e inimitabile. Un’esistenza all’insegna della diversità e
della sfida; un film nelle parole del regista “sulla sua vita, sul suo coraggio... di essere
se stessa, sulla sua operazione e soprattutto sulla sua simpatia, intelligenza e vivacità.”
(Torino GLBT Film Festival 2009; Roma Film Fest 2008)
contatti/contacts
Fly Film
Via della Chiesa, 4
70124 Bari, Italia
[email protected]
www.fly-film.com
Gianfranco Mingozzi
Gianfranco Mingozzi (Bologna, 5 aprile 1930 - Roma, 7 ottobre 2009) si è diplomato
al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dopo la laurea in Giurisprudenza, nel
1957, a Bologna. È stato l’aiuto di Federico Fellini e di René Clement. È autore di numerosi documentari, tra cui Tarantula (1962), Note su una minoranza (1964), Con il
cuore fermo e Sicilia (1965). Esordisce al lungometraggio con Trio (1967). Tra i suoi ultimi lavori: Le lunghe ombre (1986), L’iniziazione (1986) e Il frullo del passero (1988).
Giorgia O’Brien (born in Palermo as Giorgio Montana),
was one of the greatest diva on the Italian scene of the
’50s and ’60s. Gifted with a heavenly soprano voice, she
could also sing with the voice of a baritone. She enchanted
her audience for more than 30 years. As one of the first
cross-gender singers in Italian history, Giorgia O’Brien built
a substantial career in the cabaret and film industries.
Memorable is the double role she played in the Ride of the
Valkyries, where she performs as Wootan (Bass voice) and
Brunilde (Soprano voice). After she had her surgery at
Casablanca in 1970, she got back to Italy where she performed in Johaquin Murieta by Pablo Neruda for the well
known theatre producer Patrice Chereau. She acted in the
theatre Piccolo di Milano for 3 years. She worked with Sylvano Bussotti, Maurizio Kagel, Lucia Poli, and Giuseppe
Bertolucci. In 1982, Rai director Enzo Trapani had her per-
forming a summary of two minutes of pieces of grand
opera… obviously Georgia performs both male and female
roles. Her biography is unique, baroque and inimitable.
(Torino GLBT Film Festival 2009; Roma Film Fest 2008)
Gianfranco Mingozzi
Gianfranco Mingozzi (Bologna, 1930 April 5th - Rome,
2009 October 7th) graduated at the Experimental Center of
Cinematography in Rome after graduating in Law in 1957
in Bologna. He was the assistant of Federico Fellini and
Rene Clement. He is the author of numerous documentaries, including Tarantula (1962), Note su una minoranza
(1964), Con il cuore fermo and Sicilia (1965). He made his
debut feature film with Trio (1967). Among his latest
works: Le lunghe ombre (1986), L’iniziazione (1986) and
Il frullo del passero (1988).
the good american
Il nuovo film di Jochen Hick è il ritratto di Tom Weise, uno dei pionieri di HustlaBall,
un evento nato in origine per migliorare l’accettazione della prostituzione maschile, ma
anche per lanciare il sito internet di un prostituto. In seguito alla separazione dei suoi
genitori, e avendo perso qualsiasi contatto con loro, questo esile e precoce studente di
scienze politiche decide, agli inizi degli anni ‘90, di trasferirsi a New York. Essendo sieropositivo, è costretto a vivere illegalmente negli USA. Infatti, secondo la legge, non potrebbe nemmeno fare un viaggio in questo paese. In principio Tom fa fatica ad abituarsi
alla vita come accompagnatore. Non riuscendo a guadagnare abbastanza soldi, finisce in
mezzo alla strada, senza un tetto sotto cui stare. Alla fine, riesce ad aiutare Jeffrey Davids a pubblicare un sito internet, www.rentboy.com, il quale, dieci anni dopo, diventa
il sito più frequentato e conosciuto dai gigolò e dai loro clienti. In condizioni di salute
sempre più precarie, rimasto in solitudine e tossico-dipendente, nel 2006 Tom finalmente
incontra qualcuno con cui può condividere la sua vita. Così lui e il suo compagno afroamericanto Keith decidono di trasferirsi a Berlino. Questo è il primo viaggio in Germania
per Tom dopo 15 anni. L’ostinato e sicuro uomo d’affari dell’inizio del film gradualmente
si rivela un uomo con debolezze, sogni e paure. (Panorama, Berlinale 2009)
Jochen Hick
Nato a Darmstadt nel 1960, ha studiato cinema presso l’Università di Belle Arti di Amburgo e poi a Bologna, dal 1981-87. Scrittore freelance, giornalista, regista e produttore per il cinema e la televisione, è stato ospite della sezione Panorama della Berlinale
nel 2008 con il suo film East/West - Sex & Politics.
Jochen Hick’s new film portrays Tom Weise, one of the
initiators of the HustlaBalls an event originally created in
order to encourage the acceptance of male prostitutes, but
also to launch a rent boy website. After his parents split
and, having lost all contact with them, this slightly-built
former student of politics decides to go to New York at the
beginning of the 1990s. Being HIV-positive, he is obliged
to live in the USA illegally. In fact, according to the law,
he cannot even pay a visit to this country. At first Tom has
a hard time making out a living as an escort. Unable to
earn enough money, he winds up on the streets without a
roof over his head. In the end, he succeeds in helping Jeffrey Davis set up an internet page, rentboy.com, which,
ten years later, becomes the largest website for escorts. Increasingly beset by health issues, loneliness and drug
di Jochen Hick
(Germania, 2009, 92’)
contatti/contacts
Jochen Hick
Postfach 201620 D20206 Hamburg
Telefon & Telefax: 0404208199
[email protected]
http://www.galeria-alaska.de
abuse, in 2006 Tom eventually finds someone with whom
he can share his life. He and his Afro-American partner
Keith decide to go to Berlin. This marks Tom’s first trip to
Germany in 15 years. The ostensibly self-confident businessman of the film¹s first few minutes gradually reveals
himself to be a man with weaknesses, fears and dreams.
(Panorama, Berlinale 2009)
Jochen Hick
Born in Darmstadt in 1960, he studied film at the Colleges of Fine Arts in Hamburg and in Bologna from 198187. A freelance writer, journalist, director and producer for
film and television, he was a guest of the Panorama Section of the Berlinale in 2008 with his film East/West – Sex
& Politics.
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homo baby boom
di Anna Boluda
(Spagna, 2008, 27’)
contatti/contacts
Anna Boluda
c/Matanzas 44, 2n 3a
8027 Barcellona, Spagna
[email protected]
www.annaboluda.com
Il documentario racconta la vita di sei famiglie composte da genitori lesbiche e gay
che vivono in Catalogna e a Valencia. Ci viene spiegato come hanno fatto ad ottenere
i bambini e le reazioni che hanno dovuto fronteggiare nell’ambiente. Importanti sono
stati i cambiamenti legali sui matrimoni gay e sulle adozioni promulgati nel 2005 dal
governo Zapatero, che hanno completamente cambiato le loro vite. Il film vuole mostrare
la normalità e semplicità di queste famiglie, dove succede tutto quello che può accadere in una normale famiglia eterosessuale. Il suo scopo è di aiutare la società a superare il pregiudizio ascoltando le testimonianze dirette di tutti i componenti di queste
famiglie. Il documentario è stato prodotto dall’associazione delle “Famílies Lesbianes i
Gais”, nata nel 2001 con lo scopo di garantire i diritti per le coppie omosessuali. La regista Anna Boluda è stata una delle fondatrici dell’associazione; laureata in Comunicazione Audiovisiva all’Università di Valencia, ha seguito un master di giornalismo
radio-televisivo all’università di New York e collabora come free-lance a diverse testate
come Zero, Gay Parent Magazine e Saber Bailar. Del film esiste anche una versione di 9
minuti adatta alle scuole. (Torino GLBT Film Festival 2009)
Anna Boluda
Anna Boluda è una giornalista e documentarista che vive a Barcellona. Dopo aver lavorato per televisioni e case di produzione, si è trasferita a New York, nel 2004, per conseguire un Master in Giornalismo Televisivo e Documentario alla New York University.
Come lavoro di fine corso ha realizzato un documentario su famiglie omoparentali negli
Stati Uniti, Queer Spawn, vincitore di molti premi e trasmesso sia in Spagna sia negli USA.
Spain legalized same-sex marriage and adoption in
2005, becoming one of the few countries with equal rights
for homosexuals. Since then, the life of the families with
gay or lesbian parents has certainly improved, but there is
still some work to do. “Homo Baby Boom” gives voice to
the members of several two-moms or two-dads families in
the Barcelona area. It witnesses their joys and challenges
as tell their stories. This documentary was produced by the
association “Famílies Lesbianes y Gais”, founded in 2001
to protect the rights of homosexual couples. The movie
maker Anna Boluda was one of the founders of the associ-
ation. (Torino GLBT Film Festival 2009)
Anna Boluda
Anna Boluda is a journalist and documentary filmmaker
who lives in Barcelona. After working for TV stations and
production companies, she moved to New York in 2004, to
achieve an MA in broadcast journalism and documentary at
New York University. As of end of the program she made a
documentary about homoparental families in the United
States, Queer Spawn, winner of many awards and broadcasted in Spain and the USA.
the houseboy
Quando una coppia di amanti gay si sussurrano all’orecchio che “vogliono un nuovo
giocattolo per Natale”, l’adorabile Ricky, il loro ultimo “giocattolo”, parte disperato alla
ricerca dell’amore. Ricky è da qualche mese un “houseboy”: vive cioè con una coppia di
uomini, dividendone la casa e il letto. Avvicinandosi il Natale la coppia va a trovare la
famiglia di uno di loro, lasciando Ricky solo con gli animali della casa. Sentendosi abbandonato e rifiutato, Ricky si propone di ritrovare il gusto delle relazioni umane attraverso internet e il battuage. Incontra numerosi uomini e si ritrova presto in una
situazione che non riesce più a controllare tra party con droghe e ragazzi disperati più
di lui che vanno e vengono. Quando alla fine sembra avere trovato per caso il ragazzo
giusto, forse è troppo tardi... Film tenero e provocante, grottesco e patetico insieme che
tenta di risolvere l’annoso dilemma tra la ricerca dell’amore romantico, quello che deve
durare tutta la vita, e le tentazioni del sesso promiscuo, tra la paura di essere respinti
e l’insicurezza delle prime esperienze. (Torino GLBT Film Festival 2009, Out on Film in
Atlanta, Paris Gay and Lesbian Film Festival, Reeling ’07 Chicago, Mardi Gras Sydney,
Montreal Gay Film Festival, Outfest LA)
Spencer Lee Schilly
Nato a Memphis, Tennessee, Spencer Lee Schilly ha conseguito un Master alla School
of Visual Arts, nel 2002. Attualmente vive e lavora tra New York e Los Angeles. Fondatore e il presidente della casa di produzione Big Critter Pictures Inc., ha esordito al lungometraggio nel 2003 con Summer Thunder, cui è seguito Send in the Clowns.
When a gay couple decides that “they want a new toy
for Christmas”, lovely Ricky, their latest “Toy”, leaves in
search of love. For some months Rick was a “Houseboy”:
This means that he was living with a couple of men, sharing with them house and bed. Christmas is getting nearer
and nearer and the couple decides to go visiting the family of one of them. Ricky is left alone with the pets. Feeling abandoned and rejected, Ricky decides to try to get in
touch with other people through the internet and cruising.
He meets many men and soon he finds himself in a situation that he is not able to control. Parties full of drugs,
boys more desperate than him going back and forth, spinning around and then disappearing. When in the end it
seems he found the right boy for him, maybe it is too
late… Challenging but tender, grotesque and pathetic at
the same time, this movie tries to give a solution to the
di Spencer Lee Schilly
(USA, 2007, 82’)
contatti/contacts
TLA Releasing
234 Market Street, 5th
Floor
19106 Philadelphia, PA,
USA
tel. +1 2157330608
[email protected]
www.tlareleasing.com
never ending problem between the search for romantic
love, the one that will last for whole life, and temptation
of promiscuous sex, between the fear of being rejected and
the insecurity of the first experiences. (24 Torino GLBT Film
Festival 2009, Out on Film in Atlanta, Paris Gay and Lesbian Film Festival, Reeling ’07 Chicago, Mardi Gras Sydney,
Montreal Gay Film Festival, Outfest LA)
Spencer Lee Schilly
Born in Memphis, Tennessee, Spencer Lee Schilly completed his Master at the School of Visual Arts in 2002. He
currently lives and works between New York and Los Angeles. Founder and president of production company Big Critter Pictures Inc., he had his feature film debut in 2003
with Summer Thunder, followed by Send in the Clowns.
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i can’t think straight
di Shamin Sarif
(Gran Bretagna, 2007,
80’)
contatti/contacts
Enlightment Productions
Aida Kattan
http://www.enlightenment-productions.com/
[email protected]
I Can’t Think Straight è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo della
regista Shamim Sarif. Tala appartiene ad una facoltosa famiglia palestinese che si prepara al matrimonio della figlia dopo due mandati rapidamente all’aria. Per sfuggire allo
stress dei preparativi Tala si rifugia a Londra dove incontra Leyla, una giovane di origine indiana che esce con Ali, il suo miglior amico. Tala vede qualcosa di unico nella
semplice e impacciata Leyla. Quando le due donne si ritrovano prese una dell’altra, il
senso del dovere e la cultura tradizionalista di Tala la spingono ad allontanarsi da Leyla
e prendere il primo volo per la Giordania, dove i preparativi per il suo sontuoso matrimonio procedono speditamente. Quando i vari parenti cominciano ad arrivare e il giorno
delle nozze si avvicina, la pressione sale e Tala sente il bisogno di liberarsi da quest’angoscia. A Londra Leyla ha il cuore a pezzi ma sta cercando di superare la sua esitazione, di liberarsi dalle costrizioni materne e di abbandonare il suo fidanzato Ali,
iniziando così ad essere onesta e sincera coi suoi genitori per quanto riguarda la sua sessualità. Sarà con l’aiuto di Ali e dell’esuberante sorella Zara che Leyla e Tala ritorneranno
insieme, dopo che quest’ultima sarà riuscita ad abbandonare i vecchi pregiudizi sull’amore. Proiettato in tutti i più grandi film festival LGBT dei cinque continenti. (MixMilano Lesbian e Gay Film Festival 2009)
Shamin Sarif (vedi pagina 37)
I Can’t Think Straight is the adaptation of the homonymous novel by the moviemaker Shamim Sarif. Tala comes
from a rich, exiled Palestinian family living between London
and Jordan. Reema and Omar are getting ready for their
daughter’s marriage, her third, after two others which ended
after a short while. To get rid of the stress caused by the
preparations for the marriage, Tala finds refuge in London
where she meets Leyla, a young woman with Indian roots
who hangs out with Ali, her best friend. Tala sees something special about Leyla, who is a clumsy and simple person. From now on, Tala will set off on a new, difficult path
which will make her discover unexpected feelings toward
Leyla. But when the two women find themselves falling in
love. Tala’s sense of duty and traditionalist culture cause
her to push Leyla away and catch the first flight to Jordan,
where the preparations for her marriage are going on. As
family members descend and the wedding day approaches,
simmering family tensions come to boiling point and the
pressure mounts for Tala to be true to herself. Meanwhile
heartbroken Leyla relishes her newly found sense of identity
and self-respect and moves on with her new life – much to
the shock of her tradition-loving Indian parents. Single
again, Tala flies back to London – but it will take more than
just a date set up by Ali and Leyla’s sister Zara to win Leyla
back. (MixMilano Lesbian and Gay Film Festival 2009)
Shamin Sarif (see page 37)
identities
Documentario sensibile e libero che esplora la comunità multiculturale transessuale
in Irlanda. Cinque storie personali ci descrivono mondi differenti ma paralleli: travestitismo, transessualismo, drag, identità di genere, disforia di genere. Documentato in una
serie di interviste in bianco e nero, ogni descrizione è preceduta da una performance a
colori. Pellicola sul superamento degli stereotipi e delle categorizzazioni, affinché le
identità e le emozioni trovino il loro personale e vero percorso di espressione. Il documentario ha vinto il GAZE Film Festival, Ireland nell’agosto 2009 (Best Documentary
Film), e lo Human Rights Award, Irish Council for Civil Liberties (ICCL) Film Competition,
nel Giugno 2009. (Divergenti 2009)
di Vittoria Colonna
(Irlanda, 2008, 84’)
Vittoria Colonna
Nata e cresciuta in Irlanda, Vittoria Colonna, si è diplomata all’Accademia di Belle Arti
di Roma, e ha studiato da professionista e interprete musicale in Irlanda alla Gaiety
School of Acting di Dublino. Partendo da questi background ed esperienze, ha costruito
la sua carriera come regista indipendente, produttrice e scrittrice, realizzando cortometraggi, documentari e video musicali. Recentemente ha vinto il Concorso ICCL Human
Rights Film, con il suo film My Identity nel giugno 2009.
A delicate and sensitive documentary which explores the
multicultural transsexual community in Ireland. Five personal stories describe different but parallels worlds: Transvestism, Transsexualism, Drag, Gender Identity, and Gender
Dysphoria. Partly in black and white, Identities is composed of many interviews where each one is preceded by a
performance in color. This film deals with the overcoming
of stereotypes and categorizations in order to give free and
personal expression to emotions and identities. The documentary won the GAZE Irish film festival in August 2009
(Best Documentary Film), and the Human Rights Award,
Irish Council for Civil Liberties (ICCL) Film Competition, in
contatti/contacts
Rachel Lysaght
Producer Underground
Films
12 Magennis Place
Dublin 2 Ireland
[email protected]
http://www.colonnavittoria.com
June 2009. (Divergenti 2009).
Vittoria Colonna
Born and raised in Ireland, Vittoria Colonna, has trained
as a fine artist in Romes L’accademia di Belle Arti, and as
a professional actor and musical performer in Ireland’s
renowned Gaiety School of Acting Dublin. Using these backgrounds and experiences she has sculpted her career in Film
& video Art as an independent Director, Producer and
Writer, with short films, documentaries and music videos.
She recently won the ICCL Human Rights Film Competition
with her film My Identity in June 2009.
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isola nuda
di Debora Inguglia
(Italia, 2008, 54’)
contatti/contacts
Associazione Culturale
Visionaria
via del Bastione, 16
90134 Palermo, Italia
tel. +39 0916527240
[email protected]
www.visionaria.it
Nel 1939 a Catania un gruppo di omosessuali veniva prima arrestato e in seguito sottoposto a una serie di interrogatori e di umilianti ispezioni corporali condotte sulla
base di supposizioni scientifiche che, dalla fine dell’ 800 in poi, avevano tentato di definire l’omosessualità come una patologia riconoscibile attraverso esami clinici. I circa
quaranta Catanesi venivano quindi spediti al confino comune sull’isola di Ustica. Intanto, non solo a Catania ma in tutta l’Italia, un crescente numero di omosessuali veniva mandato in varie località di confino nel tentativo di arginare quello che era ritenuto
come un pericolo incombente per la morale nazionale e il disegno fascista della creazione di un uomo nuovo dedito ai valori della famiglia e dello stato.
Il pontile della nave è rigonfio di passeggeri. Le voci si mescolano. I bambini giocano:
“L’isola di Ustica confina a Nord con il mare - L’isola di Ustica confina a Sud con il
mare - Ustica confina ad ovest con il mare - Ustica confina ad est con il mare - L’isola
di Ustica confina con il mare! Sei frocio - Non sono frocio io - Volevo vedere come reagivi - Perché non mi prendi a parolacce - Perché sei una signorina - Se eri Ricotta allora si che ti prendevo a parolacce - Però io non sono frocio! “
Debora Inguglia
Debora ha approfondito i suoi studi nel campo delle arti visuali con un particolare interesse verso tecniche di rappresentazione documentaristica e regia cinematografica, frequentando il corso di laurea in Film e Video presso il London College of Communication.
Il suo primo lungometraggio, IsolaNuda, prodotto in collaborazione con l’Associazione
Culturale Visionaria (Palermo) è stato mostrato in anteprima al National Film Theatre di
Londra nel giugno del 2007.
Catania, 1939: forty homosexuals are searched and examined like laboratory animals by the fascist regime. At that
time, homosexuality was considered an illness. The prisoners are then sent to Ustica Island, becoming just one example of how the regime, in its quest for the new Man devoted
to the State and the family, held an atrocious attitude toward a misunderstood phenomenon. The film not only illustrates a little-known historic event, but also show-cases an
unforgettably sensitive portrayal of personal suffering.
The ship is bursting of passengers. Voices merge into
one sound. Children are playing.
“Southern Ustica borders the sea. Western Ustica borders
the sea. Eastern Ustica borders the sea. Ustica borders the
sea! You’re a fag! I’m not a fag! I just wanted to see your
reaction! Why don’t you swear at me? Because you’re a lady!
I’d swear at you if you were Ricotta! But I’m not a fag!”
Debora Inguglia
Debora has focused her studies in the field of visual arts
with a particular interest in documentary representation
techniques and film direction, attending a degree course in
Film and Video at the London College of Communication.
Her first feature film, IsolaNuda, produced in collaboration with the Associazione Culturale Visionary (Palermo)
and was premiered at the National Film Theater in London
in June 2007.
mein freund aus faro
Mel vive con il padre e il fratello maggiore, ha una macchina rosso fiammante ed è operaia in un’azienda di catering aeroportuale. Di aspetto androgino e atteggiamento schivo,
Mel viene spesso presa per un maschio. Quando il fratello le rimprovera di non avere mai
relazioni sentimentali lei mente e dice di frequentare un ragazzo portoghese, Miguel. Per
rendere reale la bugia Mel chiede al nuovo collega Nuno di recitare dietro pagamento la
parte del fidanzato. Una sera Mel conosce la 14enne Jenny dopo averla quasi investita.
Jenny mente sull’età e Mel, scambiata ancora una volta per un ragazzo, sta al gioco e si
presenta come Miguel. Il gioco di assumere e costruirsi un’altra identità è un diversivo
affascinante: Mel crea una rete di bugie con la sua famiglia e con Jenny, studiando il portoghese e dedicandole poesie di Pessoa. Con una temerarietà ammirevole si lancia alla
ricerca della propria identità, ispirata dalla potenza del primo amore. Naturalmente le
bugie non reggono a lungo e giunge inevitabile il momento della verità… (Torino GLBT
Film Festival 2008, MixMilano Lesbian and Gay Film Festival 2009).
Nana Neul
Nana Neul è nata nel 1974 vicino a Bielefeld in Nordrhein-Westfalen e ha studiato cinema e televisione all’Accademia di Media Arts di Colonia, dove ha conseguito il diploma nel 2000. Durante i suoi studi ha partecipato a workshop diretti da Peter
Lilienthal, Peter F. Bringmann, Friedemann Fromm e Dieter Wardetzky. Ha iniziato a sviluppare la sceneggiatura di Mein Freund sus Faro, il suo primo lungometraggio, nel 2003
Drehbuchwerkstatt di Monaco di Baviera. Vive e lavora a Colonia.
The tomboyish Mel is the only woman in the Wandel
household, even if she doesn’t look the part. In fact, the
22-year-old fits into the male den inhabited by her father
Willi and her brother Knut pretty well. During her work at
the nearby airport, she often dreams of travelling afar. So
it is not surprising that her new colleague Nuno, from Faro
in Portugal, should arouse her interest. In the event, she
persuades him to act as her (pretend) boyfriend Miguel at
Knut’s engagement party. Miguel plays the role so well that
he is at once taken into the bosom of the family. However,
when Mel, out one night, meets the 14-year-old Jenny who
assumes that she is a Portuguese boy, Mel sees her chance
and re-invent herself as… “Miguel”. Jenny, who’s looking
for her first big love, is more than attracted by this boy
who is really different. Needless to say, the role switch
di Nana Neul (Germania,
2008, 90’)
contatti/contacts
WÜSTE FILM WEST GMBH
Neue Maastrichter Str.
12-14, D - 50672 Köln
Tel +49 - (0)221 - 510
50 67 - Fax +49 (0)221
- 569 14 99
[email protected]
http://www.meinfreundausfaro.de
leads to confusion as Jenny’s mother complains to Mel’s
family that her underage daughter is being seduced by a
certain Miguel. (Torino GLBT Film Festival 2008, MixMilano
Lesbian and Gay Film Festival 2009).
Nana Neul
Nana Neul was born 1974 near Bielefeld in NordrheinWestfalen and studied film and television at the Academy
of Media Arts in Cologne, where she earned her diploma in
2000. During her studies she participated in workshops directed by Peter Lilienthal, Peter F. Bringmann, Friedemann
Fromm and Dieter Wardetzky. She begun to develop the
screenplay for “My friend from Faro”, her first feature film,
in 2003 at the Drehbuchwerkstatt Munich. She lives and
works in Cologne.
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o sei uomo o sei donna...chiaro?
di Enrico Vanni, (Italia,
2008, 55’)
contatti/contacts
Enrico Vanni
Tel 0039 389 7806856
[email protected]
L’esistenza stessa di persone transessuali e transgender mette in crisi uno degli assunti di base della nostra società secondo la quale i generi sono soltanto due: maschio
e femmina. Ma siamo sicuri di questo? Il documentario prende in analisi le problematiche sociali legate al transgenderismo, dal punto di vista etico, religioso, giuridico ed
umano.
Enrico Vanni
Laureato in giurisprudenza nel 1995, ha studiato regia a Firenze e Milano. Regista e
scrittore, ha realizzato numerosi cortometraggi e documentari: Inversione a U (Parma
Video Film Festival 2003, Premio Miglior Regia e Festival der Nationen di Ebensee 2003,
Menzione Speciale), Un caso per sette (La notte dei corti viventi 2004, Menzione Speciale), b/n (0’ 30” Corto Festival 2005, Premio Miglior Cortometraggio), 5’12’’ (Orbassano Film Festival 2005, Premio Speciale della Giuria), Egregio Presidente… (2008).
The existence of transsexual and transgender persons
creates crisis of one of the most fixed certainties of our society: There are only two genders: Male and Female. But...
are we sure about that? This documentary analyzes a
whole range of the social issues related to transgenderism
including ethical, religious, legal and human issues.
Enrico Vanni
Graduated in Law in 1995, he studied direction in Flo-
rence and Milan. Director and writer, he is author of several short films and documentaries: Inversione a U (Parma
Video Film Festival 2003, Best director award e Festival der
Nationen in Ebensee 2003, special mention), Un caso per
sette (La notte dei corti viventi 2004, special mention),
b/n (0’ 30” Corto Festival 2005, Best short film), 5’12’’
(Orbassano Film Festival 2005, Jury special award), Egregio Presidente…(2008).
out in india: a family’s journey
Documentario sull’esperienza di una coppia gay americana, David Gere e Peter Carley, che coi loro due bambini piccoli, trascorrono 9 mesi in India per aiutare a combattere l’AIDS. In India promiscuità e sesso non protetto sono molto diffusi mentre è
ancora un tabù parlare di sessualità, AIDS e prevenzione. In questa società tradizionalista e contraria alla modernità riusciranno due papà gay americani a cambiare qualcosa?
David si mette a viaggiare attraverso l’India alla ricerca di artisti che spera di unire in
un movimento politico. Peter si sente però solo e preoccupato per i bambini. Alla fine
il viaggio di Peter e David culminerà nella creazione a Calcutta di un nuovo movimento
artistico nazionale per la sensibilizzazione e la prevenzione dell’AIDS e di nuove prospettive per la coppia. La scoperta di nuove possibilità in questo accurato ritratto di una
famiglia gay militante ci offre la possibilità di conoscere le interconnessioni fra persone
gay ed artisti in lotta contro l’AIDS ad un livello globale. (Chicago Lesbian and Gay International Film Festival 2008, Frameline: San Francisco LGBT International Film Festival 2008, Torino GLBT Film Festival 2009).
Tom Keegan
Tom Keegan è noto soprattutto per le sue performance teatrali con il suo compagno Davidson Lloyd, insieme al quale forma il duo comico Keegan&Lloyd. Il suo ultimo progetto
è il corto Sweet Life, su una famiglia con due papà. Ha anche diretto numerosi trailer e
video commerciali. Out in India: A Family’s Journey è il suo esordio al documentario.
Documentary filmmaker Tom Keegan follows the journey
of a scholar whose focus is the intersection of AIDS and art
and a psychotherapist who spent years as an AIDS activist
as they travel to India to rally local artists in a fight
against the country’s soaring infection rates. Over the
course of nine months, the long-time couple do their best
to raise AIDS awareness in India and care for their two
young children while attempting to maintain their relationship in a society that’s emphatically resistant to
change. (Chicago Lesbian and Gay International Film Festival 2008, Frameline: San Francisco LGBT International
di Tom Keegan, (USA,
2008, 71’)
contatti/contacts
MASA Productions
2118 Wilshire Blvd. #288
90403 Santa Monica,
CA, USA
[email protected]
www.outinindiathemovie.com
Film Festival 2008, Torino GLBT Film Festival 2009).
Tom Keegan
Director, is best known for his performance/theatre collaborations with Davidson Lloyd, his life partner, as the
comedy duo Keegan & Lloyd. Tom’s most recent project has
been the short film about a two-daddy family, Sweet Life.
In addition to his own projects, Tom has directed numerous trailers, commercials, industrials and shorts Out in
India: A Family’s Journey is Tom Keegan’s first full-length
documentary.
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patrik age 1,5
di Ella Lemhagen
(Svezia, 2008, 103’)
contatti/contacts
Svenska Filminstitutet The Swedish Film Institute
Gunnar Almér
The Swedish Film Institute Box 271 26
102 52 Stoccolma, Svezia
tel. +46 8 6651100 fax.
+46 8 6611820
[email protected]
http://www.patrikonepointfive.com
Provincia svedese, linde casette allineate, colori pastello, giardinetti impeccabili, famigliole felici. Sven e Goran, una felice coppia gay, sono da poco sposati. Costretti a
trasferirsi da Stoccolma in provincia per motivi di lavoro, trovano un ambiente retrivo
e ostile, malizioso e ipocrita nella migliore dei casi, che non vede di buon occhio il loro
matrimonio. E ancor meno la loro intenzione di adottare un bambino. Tutte le procedure burocratiche sono già concluse. C’è solo da attendere che l’agenzia centrale li contatti. Una mattina finalmente arriva la lettera: un bambino orfano dei genitori, di nome
Patrik e di un anno e mezzo è pronto per essere affidato alle loro cure. Sven e Goran accettano all’istante e preparano con cura tutto il corredo e la cameretta con il lettino e
i giocattoli per il piccolo. Ma quando Patrick arriva a casa, i sogni e le anticipazioni paterne si infrangono nei corridoi vuoti di una burocrazia kafkiana, lasciandoli per un errore di trascrizione alle prese con un quindicenne omofobo e con precedenti penali che
metterà tutto, matrimonio e amore compresi, di nuovo in discussione. (Torono Int. GLBT
film festival, Torino GLBT Film Festival 2009; MixMilano Lesbian e Gay Film Festival
2009; premio della giuria miglior film Philadelphia Qfest 2009 ).
Ella Lemhagen
Ella Lemhagen è nata nel 1965 e ha studiato regia alla Svenska Filmskolen, dal 1989
al 1992. Ha realizzato il suo primo lungometraggio nel 1996, Drömprinsen - filmen om
Em, accolto assai bene dalla critica e per il quale ha anche scritto la sceneggiatura. Tra
gli altri lungometraggi si segnalano: Tur och retur (2003), Om inte (2001) e Tsatsiki, morsan och polisen (1999).
A married couple of ex-urbanites relocate to a small village in hopes of starting a family, only to receive an unexpected surprise thanks to a mix-up at the adoption
agency. Sven and Göran are finally set to realize their
shared dream of becoming parents. In preparation, the
happy couple even decides to leave city life behind in favor
of moving to a quaint village in the country. Unfortunately,
the local villagers don’t exactly extend a warm welcome to
the optimistic couple; while some greet them with outright
hostility, most are content simply to shun them. Upon receiving news that the adoption agency was unable to locate a suitable international baby, Sven and Göran agree
to take in a local orphan. On paper, Patrik was listed as
being age 1.5, though upon meeting their new adopted
child it quickly becomes apparent to Sven and Göran that
someone misplaced a decimal point. In reality, Patrik is a
homophobic 15-year-old juvenile delinquent who’s none
too happy about being taken in by a pair of aging gay men.
(Torono Int. GLBT film festival, Torino GLBT Film Festival
2009; MixMilano Lesbian e Gay Film Festival 2009; premio
della giuria miglior film Philadelphia Qfest 2009).
Ella Lemhagen
Ella Lemhagen was born in 1965 and studied directing
at Svenska Filmskolen, from 1989 to 1992. He made his
first feature film in 1996, Drömprinsen - Filmen om Em,
very well accepted by critics and for which he also wrote
the screenplay. Among other features include: Tur och retur
(2003), Om inte (2001) and Tsatsiki, Morsan och polisen
(1999).
p edro
Sceneggiato da Dustin Lance Black (premio Oscar 2009 per la sceneggiatura di Milk
di Gus van Sant) e prodotto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland (La Quinceañera),
il film racconta la storia di Pedro Zamora, un cubano-americano sieropositivo che nel
1994 partecipò come gay dichiarato al programma “The Real World: San Francisco” di
MTV, portando per la prima volta in televisione il problema dell’AIDS. Il Presidente Bill
Clinton accreditò a Zamora il merito di avere umanizzato nell’opinione pubblica americana questa temuta malattia. Pedro scoprì di essere sieropositivo all’età di 17 anni e da
quel momento, con coraggio e determinazione, ha dedicato tutta la sua vita alla sensibilizzazione , invitando a fare il test Hiv prima ancora che il governo americano si impegnasse in programmi di prevenzione. La sua partecipazione a The Real World portò la
sua storia davanti a milioni di giovani e quando la salute di Pedro peggiorò, verso la fine
del 1994, tutte le prime pagine della stampa nazionale continuarono a seguire la sua
vicenda fino alla sua morte, avvenuta quando aveva solo 22 anni, un fatto che provocò
manifestazioni di dolore in gran parte del mondo (Berlinale 2009, Panorama; Toronto
Film Festival 2008).
Nick Oceano
Nato a San Antonio, Texas. Ha realizzato diversi cortometraggi, di cui due sono stati
presentati a festival negli Stati Uniti. Vive a Los Angeles, dove sta per laurearsi in film
dalla School of Cinematic Arts presso la University of Southern California. Pedro è il suo
primo lungometraggio.
In 1994, Bunim/Murray Productions made the groundbreaking decision to cast openly gay, HIV-positive CubanAmerican Pedro Zamora as part of MTV’s The Real World:
San Francisco. Zamora’s time in the Real World house on
Lombard Street brought a face to the AIDS crisis; and U.S.
President Bill Clinton credited Zamora with personalizing
and humanizing those with the disease. In BMP Films’ first
scripted project, PEDRO celebrates the extraordinary life of
Pedro Zamora, a young man who when he found out he
was HIV positive at 17, made the courageous decision to
dedicate the rest of his life to speaking out about his condition in an attempt to raise awareness about the disease
in his community. His appearance on The Real World
di Nick Oceano
(USA, 2008, 90’)
contatti/contacts
Nick Donnermeyer
BLEIBERG ENTERTAINMENT
225 South Clark Drive
Beverly Hills CA 90211
USA
T: +1.310.273.0003
www.bleibergent.com
www.pedrothemovie.com
brought his story and his message to MTV’s youthful audience and beyond, and when Zamora’s health began to deteriorate in late 1994 (after he left the show), it became
front page news nationwide, and his death at age 22 provoked a worldwide outpouring of grief. (Berlinale 2009,
Panorama; Toronto Film Festival 2008).
Nick Oceano
Born in San Antonio, Texas. He has made several short
films, of which two were shown at festivals in the USA. He
lives in Los Angeles, where he is about to graduate in film
from the School of Cinematic Arts at the University of
Southern California. Pedro is his first feature film.
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una questione delicata
di Peter Marcias (Italia,
2009, 30’)
contatti/contacts
Peter Marcias
[email protected]
www.petermarcias.com
ll 7 settembre 2008 per la Sardegna è una grande festa: Papa Benedetto XVI arriva
nel capoluogo isolano. Nella stessa giornata il giovane Christian Floris, sardo ma romano d’adozione, torna nella città sarda dopo anni. Una giornata calda e festosa per il
“popolo” cattolico che acclama il suo Pontefice mentre dall’altra parte, la riflessione in
solitudine di un ventiquattrenne balzato alle cronache nazionali perché aggredito e minacciato brutalmente da omofobi a Roma. Parole, silenzi, preghiere per raccontare una
questione delicata che l’Italia non riesce a superare, e lo smarrimento e la confusione
di un ragazzo che per la prima volta sembra capire che nell’Italia di oggi quello che dava
per scontato non lo è poi tanto. (Torino GLBT Film Festival 2009)
Peter Marcias
Peter Marcias (Oristano 1977) ha studiato sceneggiatura a Roma e Bologna ed è diplomato in regia presso la Scuola Superiore Europea di Cinema di Barbarano Romano (Viterbo). Ha realizzato numerosi cortometraggi e documentari presentati in festival
nazionali ed internazionali tra cui Olivia (2003) e Antonio Romagnino (2005). Nel 2007
dirige la docu-fiction lungometraggio Ma la Spagna non era cattolica? che partecipa alle
Giornate di Cinema Omosessuale di Venezia ed è in concorso al Festival di Torino GLBT
nella sezione documentari e Florence Queer Film Festival. Un attimo sospesi (2008), il
suo nuovo film, è stato l’unico film italiano in concorso al Festival Internazionale di Sao
Paulo in Brasile. Vive e lavora a Roma.
7 september 2008 is a big day for Sardinia: Pope
Benedetto XVI will be in the main town of the island. The
same day, Christian Floris, a native Sardinian currently living in Rome, travels back in Sardinia after many years. On
one side we see a day of festival full of joy and excitement
for Catholic people who are welcoming their Pope; on the
other side we see the loneliness of a 24 year old guy, the
subject of national news papers because of the aggression
and intimidations of a group of homophobes. Words, silences and prayers express a thorny problem Italy is not
able to cope with.
Peter Marcias
Peter Marcias (Oristano 1977) has studied screenplay in
Rome and Bologna and graduated in directing from the European School of Cinema in Barbarano Romano (Viterbo). He
is author of short films and documentaries presented at national and international festivals including Olivia (2003) and
Antonio Romagnino (2005). In 2007 he directed the docufiction Ma la Spagna non era cattolica? participating in the
Cinema Days of Homosexual Cinema at the Venice Festival
and in competition at in Turin GLBT Festival and at the Florence Queer Festival. Un attimo sospesi (2008), his new film,
was the only Italian film in competition at the International
Festival of Sao Paulo in Brazil. He lives and works in Rome.
rabioso ciel, rabioso sol
Nell’ ultimo film di Julián Hernández l’amore viene rappresentato come un atto epico
di martirio in cui redenzione e completezza possono essere raggiunte soltanto nell’aldilà. Questo nuovo lavoro racconta la storia di due uomini, Kieri e Ryo, e del loro amore
incondizionato. L’assolutezza di questo amore è ciò che dà senso alle loro vite. Ma la
loro devozione reciproca non dura a lungo – Ryo viene portato via e Kieri si ritrova a
doversi imbarcare per un viaggio misterioso. Senza che lui lo sappia, è “Corazón del
cielo”, o Cuore del Cielo in persona che guida e protegge i due amanti nella loro ricerca
e sprona Kieri nella sua bramosia. Fuga, ricerca e attesa sono le tappe del viaggio solitario di Ryo, che si conclude con la sua morte, mentre Kieri, nella disperata ricerca del
suo amato, acconsente a sacrificare il suo corpo per ridare vita a Ryo. Quando muoiono,
“Corazón del cielo” guida la terra perchè li copra, cosicchè una nuova vita possa sbocciare dalla loro morte. Uniti nella morte, Ryo e Kieri ritornano alla vita attraverso il
mito – perchè il Cielo non si dimentica di coloro che sono capaci di amore incondizionato. (Berlinale 2009, Panorama; Teddy Awards 2009 miglior lungometraggio; Torino
GLBT Film Festival 2009)
Julián Hernández
Nato a Città del Messico nel 1972, si è laureato in cinema presso l’Università Statale,
UNAM, dove ha studiato tra il 1989 e il 1994 realizzando il suo primo cortometraggio.
Progettista di scenografie teatrali, è anche il fondatore della Cooperativa cinematográfica Morelos. Il suo film d’esordio, Mil nubes de paz cercan el cielo, Amor, jamás acabarás de ser amor ha ricevuto il Teddy Awards alla Berlinale 2003. Nel 2006 la sezione
Panorama del festival ha presentato il suo secondo lungometraggio El cielo dividido. Rabioso Sol rabioso ciel è stato premiato con il Teddy Award alla Berlinale 2009.
In his latest film, Julián Hernández portrays love as an
epic act of martyrdom in which redemption and fulfilment
can only be found in the afterlife. This new work tells the
story of two men, Kieri and Ryo, and their unquestioning
love for each other. The absoluteness of this love gives
meaning to their lives. But their mutual devotion is not to
last – Ryo is abducted and, as a result, Kieri must now embark upon a mysterious journey. Unbeknown to him, it is
“Corazón del cielo”, or heaven’s heart herself that leads
and protects the lovers on their quest and spurs on Kieri’s
longing. Escape, searching and waiting are the stages of
Ryo’s lonely journey which ends in his death, while Kieri,
desperate to find his beloved, agrees to sacrifice his body
to bring about Ryo’s resurrection. When they die, “Corazón
del cielo” guides the earth to cover them, so that new life
can spring from their demise. United in death, Ryo and
di Julián Hernández
(Messico, 2008, 191’)
contatti/contacts
RENDEZ-VOUS PICTURES
Philippe Tasca
56 rue de Verneuil
75007 Paris France
Tel. +33 6 73 04 50 72
www.rendezvouspictures.com
[email protected]
Kieri return to life through myth – for heaven does not forget those capable of unconditional love. (Berlinale 2009,
Panorama; Teddy Awards 2009 miglior lungometraggio;
Torino GLBT Film Festival 2009)
Julián Hernández
Born in Mexico City in 1972, he graduated in film from
the state university, UNAM, where he studied from 198994 and made his first short films. A set builder in the theatre, he is also the founder of the Cooperativa Cinematográfica Morelos. His feature film debut, Mil nubes de
paz cercan el cielo, Amor, jamás acabarás de ser amor received a Teddy at the 2003 Berlinale. In 2006 the festival’s
Panorama section screened his film, El cielo dividido. Rabioso ciel rabioso sol was awarded with the Teddy Awards
at the Berlinale 2009.
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sogno il mondo il venerdì
di Pasquale Marrazzo
(Italia, 2008, 78’)
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La Fabbrichetta s.r.l.
Via Guido Reni, 32
00100 Roma, Italia
Tel/Fax: + 39
0657297504
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Storie diverse con in comune l’ordinaria violenza nella Milano del nostro tempo al centro dell’ultimo lavoro di Pasquale Marrazzo. C’è Gianni coi suoi due amici, giovani e gay,
tutti e tre sfruttati dal precariato globale e continuamente sotto ricatto. Subiscono lavori mal pagati e aggressioni. Per esempio Gianni, che è cameriere, ed è continuamente
attaccato sessualmente dal dispotico padrone del ristorante. Poi c’è Karim clandestino lavoratore irregolare che dalla Tunisia è arrivato in Italia, ricattato dalle gang dei suoi
connazionali che esigono soldi per passaporto e documenti ma in cambio danno solo lavoro al nero e così Karim in Italia neppure esiste. Ci sono Irene e Luigia, coppia lesbica
che si nasconde. Irene è alcolista, il marito le tolse il figlio tanti anni prima e lei non ha
mai superato questa violenza. Betty è una trans innamorata di Fabio, che un po’ ne è attratto, e molto la usa per i suoi traffici con cui salvarsi dagli strozzini del gioco. Amore
e rabbia, tutti sognano il mondo il venerdì ma vivono di giovedì, e mentre ci dicono i
desideri, i rimpianti intanto provano a ribellarsi a questa sopravvivenza coatta come possono. (In concorso al 62° Festival di Locarno 2009 nella sezione Cineasti del presente).
Pasquale Marrazzo
Pasquale Marrazzo lavora principalmente come regista e ha firmato lavori per il grande
e il piccolo schermo. Laureato in filosofia (con una tesi su Wim Wenders), realizza il suo
primo cortometraggio Existente nel 1996. Tra le sue opere di maggior rilievo: Male mare
(1997, presentato a Venezia nella sezione “Officina veneziana”), A sud del sole (2002,
selezionato per i festival di Toronto e di San Sebastian) e Le Anime veloci (2006). Sogno
il mondo il venerdì è stato presentato al Festival Internazionale del cinema di Locarno
nel 2009 nella sezione Concorso Cineasti del presente.
This movie by Pasquale Marrazzo deals with different
stories with a common topic: the violence in the city of
Milan. We meet Gianni with his friends, young and gay. All
are exploited by precarious jobs and continuously black
mailed. Gianni who works as a waiter is continuously sexually abused by his boss. Then we meet Karim, an illegalimmigrant from Tunisia to Italy who is blackmailed by a
gang of compatriots who want the money for passport and
documents but at the same time they offer him only black
market jobs so that Karim is nobody and does not exist for
the Italian state and is not protected by its laws. We meet
Irene and Luigia, a lesbian couple. They hide themselves.
Irene is an alcoholic, many years ago her husband took
her child away from her. She was never able to overcome
this act of violence. We meet Betty, a transsexual. She is
in love with Fabio. Fabio is mildly interested in her but
only uses her to get rid of the loan sharks he got in to debt
with. Between love and anger, they are all dreaming of Friday, but they live on Thursday and while they tell us their
wishes and their regrets, they try to rebel against an existence that they do not like and that has been forced upon
them. (62° Locarno Festival 2009,“Contemporary Film
Makers” competition).
Pasquale Marrazzo
Pasquale Marrazzo works mainly as a director and has
directed films for the cinema and television. Graduating in
Philosophy (with a thesis on Wim Wenders), he made his
first short film Existente in 1996. Among his most important works: Male mare (1997, presented in Venice in the
section “Officina veneziana”), A sud del sole (2002, presented in Toronto and San Sebastian) and Le Anime veloci
(2006). Sogno il mondo il venerdì was presented in competition at the Locarno International Film Festival in 2009.
strella
Yiorgos viene rilasciato dopo aver scontato la pena di 14 anni di reclusione per un
omicidio che aveva commesso nella sua città natale. Passa così la sua prima notte di libertà in un hotel nel centro di Atene dove incontra quella che sembra una prostituta
transessuale, Strella. Dormono insieme e cominciano a frequentarsi. E si innamorano.
Strella si divide tra l’assistenza ad un’amica transessuale malata di cancro, il lavoro in
un club dove canta le arie della Callas, ed il suo coinquilino gay cacciato di casa. Il passato di Yiorgos non si dimentica di lui, ma con Strella dalla sua parte, spera di riuscire
a venirne fuori. Ma anche il proprio passato può celare sorprese e Strella sembra saperlo
assai meglio di Yiorgos.
“Strella è il tipo di storia che si racconta alle cene, una sorta di leggenda metropolitana. Queste storie di solito partono da un fatto conosciuto dalla collettività, e fanno
riferimento a miti archetipici, soprattutto della tradizione greca. Questo è esattamente
quanto è Strella: greci, che vivono in un paese in cui il passato è tanto vivo quanto la
sua attualità, in cui il bisogno di un’identità europea e di una nuova scala di valori è
più pressante che mai.” (note di produzione) In seguito ai rifiuti subiti dalle finanziarie, il regista Panos H. Koutras si è visto obbligato a produrre il suo film senza alcun sostegno economico. E così Strella è diventato un film completamente auto-prodotto;
girato in un periodo di dieci mesi, quasi tutti i ruoli sono interpretati da attori non
professionisti. (Berlinale 2009, Panorama.)
Koutras H. Panos
Nato ad Atene, ha studiato alla London Film School e alla Sorbona di Parigi. Dopo una
serie di cortometraggi (I epithesi tou gigantiaiou mousaka, 1999; Alithini Zoi, 2004; Fila
ton vatraho sou, 2007) ha fondato una società di produzione, 100% Synthetic Films, insieme con Ion Konstas. Strella è il suo primo lungometraggio.
George is released from prison after 14 years of incarceration for a murder he committed in his small Greek village. He spends his first night out in a cheap downtown
hotel in Athens. There he meets Strella, a young transsexual prostitute. They spend the night together and soon
they fall in love. But the past is catching up with George.
With Strella on his side he will have to find a new way out.
“Strella is the kind of story told at dinner parties, a kind
of urban legend. These stories usually capture an element
of mass consciousness, making direct references to archetypical myths, most often Greek. Which is exactly what
Strella’s heroes are: Greeks, living in a country both ancient and contemporary, where the need for a new European identity and a new value system is more pressing
than ever.” (Production notes) Having been rejected by
di Koutras H. Panos
(Grecia, 2009, 113’)
contatti/contacts
FILMS DISTRIBUTION
34, rue du Louvre 75001
Paris
Tel: +33 1.53.10.33.99
Fax: +33 1.53.10.33.98
www.filmsdistribution.com
[email protected]
state funding bodies, Panos H. Koutras was obliged to
make his film without any financial support whatsoever.
All the major production companies also turned him down.
And so Strella became a completely independent production; filmed over a period of almost ten months, nearly all
the roles are played by non-professionals. (Berlinale 2009,
Panorama.)
Koutras H. Panos
Born in Athens, he studied at London Film School and
at the Sorbonne in Paris. After making several short films
(I epithesi tou gigantiaiou mousaka, 1999; Alithini Zoi,
2004; Fila ton vatraho sou, 2007) he founded a production
company, 100% Synthetic Films, together with Ion Konstas. Strella (2009) is his first feature film.
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the universe of keith haring
di Christina Clausen
(Italia/Francia, 2008,
90’)
contatti/contacts
Arthouse Films
80 Green Street
10012 New York, NY,
USA
tel. +1 6462905678
fax. +1 2023538
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www.arthousefilmsonline.com
Questo intenso documentario racconta, attraverso le sue stesse parole e quelle di familiari e amici, la vita del grande artista degli Anni ‘80 e il contesto socio-culturale in
cui è vissuto. Keith Haring nasce il 4 maggio 1958 a Kutztown, in Pennsylvania. Comincia a disegnare fumetti all’età di quattro anni sostenuto dal padre; si iscrive al corso
di Commercial Arts di Pittsbourgh, dove stringe le prime amicizie e comincia ad eseguire
i primi lavori. Dopo due anni di corso si è già fatto un nome e decide dunque di smettere di studiare per fare l’artista a New York. Keith Haring sapeva prima disegnare e poi
parlare. Disegnava su ogni supporto utile, dalle lavagne vuote in metropolitana, ai vagoni della metropolitana, dai muri ai vasi e riproduzioni di sculture. Comincia presto a
circondarsi di personalità importanti: David LaChapelle, Yoko Ono, Madonna (“Party Of
Life” è stata composta per il compleanno del pittore), Andy Warhol... A differenza di
quest’ultimo che prendeva le cose di uso comune e le rendeva arte, Keith Haring aspirava a fare l’opposto: voleva che l’arte fosse comune, che fosse alla portata di tutti. Per
questo disegnava per strada, anche col rischio di beccarsi una multa, perché pensava
“se la gente non viene al museo, allora io porto il museo alla gente”. Era geniale. Il documentario indaga poi il suo scoprirsi omosessuale, il suo accettarsi e l’apparente accettazione della famiglia, i suoi amori e infine la sua malattia che lo portato ad
trasformarsi in un attivista instancabile. Diagnosticatagli nel 1988, Keith Haring muore
di AIDS il 16 febbraio 1990, all’età di 31 anni. (Torino GLBT Film Festival 2009)
Christina Clausen
Christina Clausen è nata in Danimarca, ma vive e lavora principalmente a Roma. Dal
1991, lavora per la Rai e, nel 1998, esordisce come regista con Tedeschi in Italia 194345. Ha anche collaborato con la televisione Austriaca (ORF) e la televisione Svizzera
(RTI). Dal 1994, ha, inoltre, curato numerosi progetti audiovisivi in occasione di mostre d’arte contemporanea in musei italiani.
Artist and designer Keith Haring created work that
bridged the gap between high art and pop culture during his
short but influential career. Haring’s simple outline drawings
of characters without features were often loaded with
meaning even if they seemed outwardly naïve, and while
his canvases hung in major art galleries, his work was also
embraced by pop musicians such as Grace Jones and Duran
Duran, he created murals for public installations, and his illustrations adorned T-shirts and watches. Haring also created images for charitable and political groups, and he was
at the peak of his fame when he succumbed to AIDS-related illness in 1990, at the age of 32. The Universe of Keith
Haring is a documentary which examines the life and career
of this influential figure in contemporary pop art, and features interviews with his friends, family, and colleagues, including Yoko Ono, David LaChapelle, Fab Five Freddy, Hans
Meyer, Junior Vasquez, and many more.
Christina Clausen
Christina Clausen was born in Denmark but lives and
works mostly in Rome. Since 1991, she worked for RAI, and
in 1998, she debuts as a director with Germans in Italy
1943-45. She also collaborated with the Austrian Television (ORF) and the Swiss Television (RTI). Since 1994, she
also edited several audiovisual projects at exhibitions of
contemporary art in Italian museums.
the world unseen
Sud Africa, primi anni ‘50, in un mondo dove l’apartheid condiziona rapporti e relazioni, due donne s’incontrano e i loro mondi vengono stravolti. Miriam è una tradizionale madre indiana, modesta e dura lavoratrice. Amina rompe tutte le regole guidando
un taxi e conducendo un café, luogo d’incontro di reietti ed emarginati. Amina deve così
far fronte a frequenti incursioni della polizia e a leggi ingiuste. Nonostante la generale
disapprovazione, la loro amicizia cresce sempre più. Amina inizia a dare lezioni di guida
a Miriam, con lo scopo di renderla indipendente. Ma il prezzo per Miriam è la scoperta
di quanto sia inadeguato il suo matrimonio. In un sistema che divide i bianchi dai neri,
i neri dagli asiatici, le donne dagli uomini, che possibilità di sopravvivenza ci sono per
un amore diverso? Il film, opera prima della regista Shamim Sarif, vuole dimostrarci
come sia tenue la differenza tra gli obblighi che derivano da una tradizione famigliare,
un sistema politico repressivo e le paure che le persone hanno interiorizzato. Il film è
la trasposizione cinematografica del primo romanzo della regista ed ha vinto 21 premi
internazionali, partecipando a oltre quaranta festival cinematografici dal Sud Africa agli
Stati Uniti, dalla Gran Bretagna al Canada.
Shamin Sarif
Sceneggiatrice e regista pluripremiata (World Cinema Best Director al Phoenix Film
Festival, e la miglior regia al Clip (Tampa) International Film Festival), Shamim Sarif è
anche una scrittrice di successo (the Pendleton May First Novel Award, Betty Trask
Award). È autrice di numerosi racconti pubblicati e di brani musicali di successo, ha
scritto serie TV per bambini e diretto video musicali. Nel 2008 Shamim ha ricevuto il Afterellen.com Visibility Award come ‘International Lesbian Woman of the Year’. Vive a
Londra con la sua compagna Hanan, e hanno due bambini.
South Africa, early ’50s, in a world where apartheid influences and shapes relationship and relations between persons, two women meet and their worlds get turned
upside-down. Miriam is a traditional Indian mother, modest person and hard worker. Amina is one who breaks all
the rules driving a taxi and running a café where the excluded and outcast meet. Amina has to face frequent police raids and unfair laws. Although everyone is against
them, the friendship between Amina and Miriam gets
deeper and deeper. Amina gives driving lessons to Miriam to
help her gain independence. But Miriam will have to pay a
big price for this: she will realize how inadequate and wrong
her marriage is. In a society which puts barriers and splits
black people and white people, black and oriental, men and
women, how many chances does a different love has to survive? The world unseen, the first long feature film of director Shamin Sarif, shows us how little is the difference
di Shamin Sarif
(Gran Bretagna, 2007,
99’)
contatti/contacts
Enlightment Productions
Aida Kattan
http://www.enlightenment-productions.com/
[email protected]
between the duties coming from the family tradition and
those coming from a repressive political system which people has internalized. The film has won 21 international
prizes, taking part in more than 40 film festivals from South
Africa to United States, from Great Britain to Canada.
Shamin Sarif
Writer/director Shamim Sarif is an equally successful author (the Pendleton May First Novel Award, Betty Trask
Award), screenwriter and film director (World Cinema Best
Director at Phoenix Film Festival, and Best Director at Clip
(Tampa) Intl. Film Festival). She is author of several published short stories and notable music lyrics, has scriptedited a children’s TV series and directed music videos.
Shamim received the Afterellen.com 2008 Visibility Award
as ’International Lesbian Woman of the Year’. She lives in
London with her partner Hanan and her two children.
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CORTI
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excuse me, what’s queever?
di Giulia Berto e Giulia
Forgione (Italia, 2008,
6’)
contatti/contacts
Giulia Berto
Via Rossini, 14
10124 Torino, Italia
tel. +39 01119710919
[email protected]
All’interno del camerino de La Gare, locale noto nel panorama gay torinese, Stefano
e Marco si stanno preparando. Tra ciglia finte, un po’ d’ombretto, calze a rete, raccontano di sé, di cosa vuol dire stare su quel palco ed essere Sara Jevo o Ambra Nata. Dettagli di un racconto: dall’infanzia, quando ti chiamavano finocchio, fino ad ora, che c’è
da fare la drag la domenica sera, che c’è il fidanzato, che c’è Marco che sale sul palco
con te, che ci sono gli amici che non giudicano; che si è felici e del resto chissenefrega.
Giulia Berto
Giulia Berto è nata nel 1982. Excuse me, what’s queever? è il suo esordio alla regia
cinematografica.
Giulia Forgione
Giulia Forgione è nata nel 1982. Laureata in Scienza della Comunicazione, ha seguito
diversi corsi di regia e montaggio. Lavora come assistente alla regia per produzioni televisive.
Inside the dressing room of La Gare, a well known club
of the local gay scene in Turin, Stefano and Marco are
preparing. Between false eyelashes, a bit of eye shadow
and fishnet stockings, they talk about themselves, what it
means to them to be on that stage and be Sara Jevo or
Ambra Nata. From the childhood, when he was called a
faggot, until today, when the drag has to be on stage on
Sunday nights, there’s a boyfriend, and Mark taking the
stage with him. There are friends who do not judge; and
he’s happy and fuck the rest.
Giulia Berto
Giulia Berto was born in 1982. Excuse me, what’s
queever? is her debut film as director.
Giulia Forgione
Gulia Forgione was born in 1982. Graduated in Communication Sciences, she has attended several courses in directing and editing. She works as assistant director for
television productions.
partenze
di Antonello Novellino
(Italia 2009, 5’)
contatti/contacts
Antonello Novellino
www.noviceyoung.com
[email protected]
“Quando ero piccolo mio nonno mi raccontava il dopoguerra. C’era la fame e la gente
era costretta ad emigrare per cercare di avere una vita dignotosa. Se fosse vivo gli racconteri di come oggi le cose non sono cambiate. Andare via da questa città per me è un
sacrifico enorme….” Per essere se stessi a volte si è costretti a partire. Storie del rapporto difficile con una città difficile: Napoli.
Antonello Novellino
Attualmente vive a Madrid, è regista di cortometraggi indipendenti (vincitori di premi
nazionali e internazionali) e si occupa anche di regia televisiva. Si è occupato di riprese
e montaggio video per alcune trasmissioni televisive regionali, nazionali su satellite, di
spot, videoclip e video istituzionali. Ha curato la mostra di una regista-fotografa di
fama internazionale (Floria Sigismondi) e ha curato altre manifestazioni culturali di
poesie, performance, mostre e installazioni. È laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia, presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Ha partecipato ad alcuni workshop
e corsi con registi e professionisti del settore cinema, tra i quali Kiarostami, Escalle, Storaro, Ferrara, Age, Monicelli, Muccino, Morricone, Eco, Pontecorvo e altri.
“When I was little my grandfather told me about the
war. There was hunger and people were forced to emigrate
to try to have a dignitous life. If he were alive today I
would tell him how little things have changed. Going away
from this city is a huge sacrifice to me....“ To be yourself
sometimes you are forced to leave. Stories of the difficult
relationship with a difficult city: Naples.
Antonello Novellino
Lives in Madrid, is a director of indipendent shortfilms
(that won international awards). He works for a regional television as tv director and he’s editor ad cameraman for national televisions, commercials, and for the satellite. Moreover
he organized the exhibition of the director-photographer Floria Sigismondi. He partecipated to some workshops and
courses with important and international directors and professionists as: Abbas Kiarostami, Alain Escalle, Vittorio
Storaro, Giuseppe Ferrara, Age, Mario Monicelli.
CORTI
tlenovelas.
questa è la fiction che ci voleva!
Tre ragazze, un testamento scomparso....tre buoni motivi per uccidere.
Un progetto amatoriale nato dall’originalità di un gruppo di giovani demiurghi della
nuova TV, quella fai-da-te, che attinge a risorse scarse e ancor meno denari per improvvisarsi avulsa ai compromessi della televisione comunemente globalizzata, quindi
già vincente per antonomasia, benevolmente “trash” e surreale come gli albori del cinema di Almodovar degli anni Ottanta.
Casereccia e spiazzante, “Tlenovelas” coccola i luoghi comuni più beceri di stantii serial per massaie e casalinghe, per violentarli con irriguardosa parodia e corrosiva ironia,
narrando i compromessi e i tradimenti attorno ad un testamento scomparso che fa gola
a tre protagoniste kitsch, pazze, stronze. Personaggi deliranti, votati al sadismo da battute al vetriolo e la cattiveria dei parenti serpenti, e un prodotto che di domestico ha
solo l’origine tutt’altro che tecnologica, ma che non sarà mai stantio come una confettura mal conservata o approssimativo come un biscottino di pasta frolla senza stampo
a cuore. (Claudio Salvati).
“Tlenovelas” is an amateur project stemming from the
originality of a group of young DIY TV-makers, drawing on
scarce resources and even less money, with no compromises
with the commonly globalizes television. A project which is
already successful by definition: kindly trash and surreal
as the dawn of the cinema of Almodovar in the ‘80s. Homemade and unsettling, “Tlenovelas” pamper the most vulgar
clichés of stale TV serial for housewives and homemakers,
to rape with disrespectful corrosive irony and parody,
telling the compromises and betrayals vanished around a
will that is tempting three kitschy, crazy, asshole protagonists. Delusional personalities, committed to the sadistic
vitriol of jokes and meanness, and a product which is domestic only in its origin far from technology, but that will
di Marcella Cistola
(Italia, 2009, 40’)
contatti/contacts
Omar Falcini
[email protected]
www.tlenovelas.it
never be stale as a badly preserved jam or approximate as
a shortcut pastry biscuit baked without a heart shaped
form”. (Claudio Salvati)
transandata
Correre per uscire da uno schermo (finzionale come un film di Tarantino) per essere
altro da sé. Per ritrovare la propria dimensione reale quando la vita pubblica è un altro
schermo, un’altra finzione. Se oggi «il corpo è vezzeggiato nella perversa certezza della
sua inutilità, nella totale certezza della sua non resurrezione» (Jean Baudrillard), l’unica
scelta se(n)suale possibile è (tra)vestirsi, magari per una sola andata. Per essere finalmente
sé stessi. La verità non è mai stata nuda, ma sempre mascherata. (Domenico Monetti)
Valentina Lucari
Filmaker e fotografa romana, Valentina Lucari ha realizzato numerosi cortometraggi
e documentari e partecipato a diversi festival italiani e stranieri: Ambo (2001, 16° Turin
GLBT Film Festival), Farfalle (2002, 17° Turin GLBT Film Festival, 26° San Francisco International Film Festival, 12° InsideOut Festival di Toronto, Mix Brasil Festival, San
Paulo), Le Bouillon. (2004, Festival Cineffable Paris, Florence Queer Festival), Subaugusta (2007, 21° Turin GLBT Film Festival, 1° premio CortigianoVideoFestival 2007, Acilia). Vive e lavora a Roma.
Running to get out of the screen (as fictional as in film
by Tarantino) to be other than ourselves. Running to regain
one’s real dimension when the public life is on another
screen, in another fiction. If today “the body is pampered
in the perverse certainty of his uselessness, with total certainty of his resurrection is not” (Jean Baudrillard), the
only sex(ns)ual choice possible is (cross)dressing, even
only for a one way trip. To be finally ourselves. The truth
has never been naked, but always in disguise. (Domenico
Monetti)
di Valentina Lucari
(Italia, 2000, 7’)
contatti/contacts
Valentina lucari
FILO FILMS
[email protected]
Valentina Lucari
Roman filmmaker and photographer, Valentina Lucari
has made numerous short films and documentaries, and
participated in several Italian and foreign festivals: Ambo
(2001, 16° Turin GLBT Film Festival), Farfalle (2002, 17°
Turin GLBT Film Festival, 26° San Francisco International
Film Festival, 12° InsideOut Festival di Toronto, Mix Brasil
Festival, San Paulo), Le Bouillon. (2004, Festival Cineffable Paris, Florence Queer Festival), Subaugusta (2007, 21°
Turin GLBT Film Festival, 1° premio CortigianoVideoFestival
2007, Acilia). She lives and works in Rome.
39
retrospettiva
rosa von praunheim
in collaborazione con il
Goethe-Institut Mailand
rosa von praunheim
N
ato a Riga nel 1942 come Holger Mischwitzky, Rosa von Praunheim ha studiato
alla Werkkunstschule di Offenbach e, senza mai terminare gli studi, alla Universität der Künste Berlin nei primi anni ‘60. Il suo nome d’arte allude all’omonimo quartiere di Francoforte dove è cresciuto, nonché al triangolo rosa (rosa Winkel) che i
prigionieri omosessuali erano costretti a portare nei campi di concentramento nazisti.
Il suo primo cortometraggio, Von Rosa von Praunheim, risale al 1967, seguito tre anni
dopo da Die Bettwurst and Nicht der Homosexuelle ist pervers, sondern die Situation, in
der er lebt (Non è l’omosessuale ad essere perverso ma la situazione in cui vive,1970). Il
film, provocante e scandaloso all’epoca, ebbe una gran eco, portando alla nascita di
oltre 50 gruppi politici per i diritti dei gay nei paesi di lingua tedesca, e rendendo Rosa
von Praunheim famoso in Germania e nel resto del mondo occidentale. Poco dopo von
Praunheim si trasferisce negli Stati Uniti dove realizza tra il 1972 ed 1976 Armee der
Liebenden oder Aufstand der Perversen, documentario sul movimento omosessuale negli
Stati Uniti, Underground and Emigrants (1975) and Tally Brown, New York (1977), per il
quale nel 1979 riceverà il Deutsche Filmpreis. Dalla seconda metà degli anni ottanta von
Praunheim diventa una delle figure centrali nella lotta contro l’AIDS con film come Ein
Virus kennt keine Moral (Un virus non conosce morale,1985) e la trilogia dell’AIDS (Positiv, Schweigen=Tod, e Feuer unterm Arsch, 1989-1990). Rosa von Praunheim ha suscitato notevole scalpore in Germania il 10 dicembre 1991 col dibattito da lui scatenato
sull’outing, quando additò pubblicamente come omosessuale, tra gli altri, il conduttore
Alfred Biolek, l’attore Götz George, il comico tedesco Hape Kerkeling, i politici della
SPD Helmut Schmidt e Johannes Rau e pure il politico della CSU Peter Gauweiler, nel
corso della trasmissione Explosiv - Der heiße Stuhl (“Esplosivo - La sedia bollente”), trasmessa sul canale televisivo RTL plus. Questo gli attirò non poche antipatie anche da
parte della comunità LGBT tedesca che giunse a boicottare apertamente i suoi film. Nell’ottobre del 2000, von Praunheim viene chiamato ad insegnare regia alla Hochschule
für Film und Fernsehen Academy “Konrad Wolf” presso l’università di Potsdam-Babelsberg, dove rimane fino al 2006. Vive e lavora a Berlino.
rosa von praunheim
R
osa von Praunheim, gay filmmaker, was born in 1942
as Holger Mischwitzky in Riga, Latvia. He chose his
artist name Rosa to remind people of the pink triangle
(rosa Winkel) that homosexuals were forced to wear in the
Nazi concentration camps. He studied at the art school in
Offenbach and at the Academy for Visual Arts in Berlin in
the early 60s, but left before graduation. His first short,
Von Rosa von Praunheim, appeared in 1967 and was followed three years later by Die Bettwurst and It’s Not the
Homosexual Who is Perverse, but the Situation in Which
He Lives (Nicht der Homosexuelle ist pervers, sondern die
Situation, in der er lebt, 1970). The latter film was a succès de scandale and heralded the establishment of the gay
liberation movement in Germany. In the following years
von Praunheim moved to the U.S. where between 1972 and
1976 directed Armee der Liebenden oder Aufstand der Per-
versen, Underground and Emigrants (1975) and Tally
Brown, New York (1977), for which in 1979 is awarded
the Deutsche Filmpreis. Von Praunheim later became one of
the central figures in the struggle against AIDS with such
films as A Virus Knows No Morals (Ein Virus kennt keine
Moral, 1985) and his AIDS trilogy (Positiv,
Schweigen=Tod, and Feuer unterm Arsch, 1989/1990). On
December 10, 1991, Praunheim created a scandal in Germany when he outed, among others, the anchorman Alfred Biolek, the comedian Hape Kerkeling and wrongly the
actor Götz George in the TV show Explosiv - Der heiße Stuhl
as gay. This lead to open hostility even in the German LGBT
community who openly boycotted his films. In 2000, he
was appointed as a professor at the “Konrad Wolf” Academy of Film & Television in Babelsberg, where he remained
until 2006. He lives and works in Berlin.
R E T R O S P E T T I VA R O S A V O N P R A U N H E I M
filmografia (selezione)
fimography (selection)
1969, Schwestern der Revolution, (20 min)
1970, Die Bettwurst, (81 min.)
1970, Nicht der Homosexuelle ist pervers, sondern die Situation, in der er lebt, (65 min)
1971 Homosexuelle in New York, (12 min.)
1973 Berliner Bettwurst, (90 min.)
1973 Axel von Auersperg, (70 min.)
1972-76 Armee der Liebenden oder Aufstand der Perversen, (107 min.)
1980 Rote Liebe, (80 min.)
1981 Unsere Leichen leben noch, (90 min.)
1983 Stadt der verlorenen Seelen, (91 min.)
1984 Horror vacui, (85 min)
1985 Ein Virus kennt keine Moral, (82 min.)
1987 Anita - Tänze des Lasters, (90 min.)
1989 Überleben in New York, (90 min.)
1992 Ich bin meine eigene Frau, (90 min.)
1995 Neurosia - 50 Jahre pervers, (90 min.)
1997 Schwuler Mut - 100 Jahre Schwulenbewegung
1999 Magnus Hirschfeld - Einstein des Sex,(100 min.)
1999 Can I Be Your Bratwurst, Please? (29 min.)
1999 Wunderbares Wrodow, (79 min.)
2000 Für mich gab’s nur noch Fassbinder (90 min.)
2001 Tunten lügen nicht, (90 min.)
2002 Kühe vom Nebel geschwängert, (89 min.)
2002 Pfui Rosa!, (70 min.)
2004 Wer ist Helene Schwarz? (85 min.)
2005 Männer, Helden, schwule Nazis (78 min.)
2005 Umsonst gelebt - Walter Schwarze (16 min.)
2005 Liebe un Leid - Albrecht Becker (13 min.)
2005 Schwein gehabt - Joe Luga (11 min.)
2005 Dein Herz in meinem Hirn (89 min.)
2007 Meine Mütter – Spurensuche in Riga
2007 Sechs tote Studenten
2008 Tote Schwule - Lebende Lesben (87 min.)
2008 Der rosa Riese (87 min.)
2009 Rosas Hollenfahrt (90 min.)
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bibliografia
bibliography
1967 Männer, Rauschgift und der Tod.
1968 Oh Muvie., Fotoroman mit Elfi Mikesch.
1978 Sex und Karriere. Rowohlt TB-V.
1979 Armee der Liebenden oder Aufstand der Perversen.
1981 Gibt es Sex nach dem Tode. Prometh Verlag.
1982 Rote Liebe: ein Gespräch mit Helga Goetze. Prometh
Verl.
1993 50 Jahre pervers. Die sentimentalen Memoiren des
Rosa von Praunheim. Verlag Kiepenheuer & Witsch.
1995 Folge dem Fieber und tanze: Briefwechsel mit Mario
Wirz. Aufbau-Verlag
2002Mein Armloch. Martin Schmitz Verlag, Gedichte.
2006 Die Rache der alten dicken Tunte, Fotobuch.
2006 Die Bettwurst und meine Tante Lucy, Fotobuch.
2009 Rosas Rache: Filme und Tagebücher seit 1960. Martin Schmitz Verlag
R E T R O S P E T T I VA R O S A V O N P R A U N H E I M
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Nicht der Homosexuelle ist pervers,
sondern die Situation, in der er lebt
Non è l’omosessuale ad essere perverso, ma la situazione in cui vive, Germania
1970 - 67’
Il giovane Daniel, cresciuto in provincia, arriva a Berlino dove incontra Clemens. I due
vivono un’intensa storia d’amore, vanno a vivere insieme. Dopo quattro mesi si separano,
perché Daniel, conosciuto un uomo più anziano e più ricco, decide di trasferirsi nella
sua villa. Daniel inizia a lavorare in un bar gay, si veste all’ultima moda e si adatta
svelto agli ideali della sottocultura: passa il suo tempo libero in spiaggia e di notte
frequenta i locali gay dove si abitua ad avventure sessuali occasionali. Poco dopo scopre gli stimoli degli incontri nei parchi e nei bagni pubblici. Per caso capita in un locale di travestiti e incontra Paul che lo invita ad unirsi alla sua comune gay. Nella
comune il gruppo discute con lui i problemi della vita gay e gli fa notare quanto superficiale. Il suo compito da gay emancipato è di affermare la sua condizione e trovare
altri contenuti oltre alla moda e al sesso, attraverso l’impegno politico frutto di una riflessione condivisa insieme con gli altri gay sulle forme della vita comune.
La prima del film avvenne il 31 gennaio 1971 nell’ambito del “Forum del
film giovane” al festival del cinema di Berlino. Lo stesso anno furono fondate le prime organizzazioni gay tedesche a Berlino e Francoforte sul
Meno. Il 31 gennaio 1972 il film fu diffuso per la prima volta in televisione dal Westdeutscher Rundfunk (WDR), emittente pubblica regionale
del Nord Reno-Westfalia in tarda serata. La trasmissione sulla prima rete
nazionale (ARD) avvenne poco meno di un anno dopo, dopo essere stata
inizialmente annullata. In Baviera, l’ente televisivo regionale (Bayerischer
Rundfunk) decise di oscurare temporaneamente il primo canale per evitare
la diffusione del film.
Rosa von Prauenheim presentò così il suo film: “Il film è connotato dalla
rabbia e dalla frustrazione che si erano accumulate nella mia vita omosessuale a Berlino. Ero convinto che non potessimo sempre e solo aspettare
passivamente la gentilezza della società perché qualcosa cambiasse a nostro
vantaggio. ... Il nostro film doveva provocare, fare uscire i gay e gli etero
dalla loro pace e farli parlare. Non volevamo assolutamente un film che glorificasse o compatisse i gay. Per noi era importante scoprire la vita dei gay
senza risparmi....“
Young Daniel, grown up in the province, arrives in Berlin
where he meets Clemens. They live an intense love story,
and go to live together. After four months Daniel leaves,
moving into the mansion of an older and richer man.
Daniel begins working in a gay bar, wears the latest fashion and adapts quickly to the ideals of the queer subculture: he spends his free time at the beach and at night
frequents the gay scene where he gets used to occasional
sexual adventures. Shortly after, he discovers the thrill of
sex in parks and public toilets. By accident he meets Paul
who invites him to join his gay community. In the community, the group discusses the problems of gay life and
points out its superficiality. Their task as emancipated gays
is to affirm their condition and find contents other than
fashion and sex, through the political commitment deriving from a shared reflection with other gay men on the
forms of common life.
The premiere took place on January 31st, 1971 within
the “Forum of Young film” at the Berlin Film Festival. In
the same year the first German gay organizations were
founded in Berlin and Frankfurt. One year later the film
was released for the first time on television from Westdeutscher Rundfunk (WDR), the regional public broadcaster
in North Rhine-Westphalia in the late evening. Less than a
year later it was released on the first national network
(ARD) after having been initially cancelled. In Bavaria, the
regional broadcaster (Bayerischer Rundfunk) decided to
temporarily darken the first channel to prevent the screening of the film.
Rosa von Prauenheim presented his film: “The film is
characterized by the anger and frustration I accumulated
in my gay life in Berlin. I was convinced that we could not
always just wait passively wait for the kindness of society
to change something in our favour... Our film should provoke, pull out gays and straights from their peace and
make them talk. Certainly we did not want a film glorifying or pitying gays. For us it was important to show the
lives of gays without omissions....”
R E T R O S P E T T I VA R O S A V O N P R A U N H E I M
ein virus kennt keine mo ral
Un virus non conosce morale, Germania 1985 - 82
Primo lungometraggio tedesco (ed europeo) sull’AIDS presentato con successo ai festival di Berlino e Rotterdam nel 1986 Ein Virus kennt keine Moral è una commedia noir
sul virus del XX secolo. Un film brillante ed intelligente ambientato tra saune (Rosa von
praunheim stesso recita nei panni dell’avido gestore della sauna preoccupato per l’effetto del contagio sul suo giro di affari) e personaggi esilaranti dove in modo sottile e
provocatorio si cerca di mostrare i pericoli della nuova discriminazione che da lì a pochi
anni avrebbe colpito la comunità gay. Al gestore della sauna e al suo compagno, entrambi vittime del contagio, si affiancano un editore senza scrupoli che conduce la sua
campagna omofobica con articoli che seminano panico tra i lettori, un scienziata pazza
che fa esperimenti sui gorilla e che viene contagiata quando uno di questi la violenta,
un’infermiera bisessuale che contagia volontariamente i suoi pazienti, e infine lo stesso
governo che vuole confinare tutti i sieropositivi e i malati di AIDS su un’isola remota.
In epoche di grandi pericoli le minoranze sopravvivono anche grazie ad una buona dose
di humor. Grottesco, macabro, ma anche divertente e lucido, il film propone differenti
modi di affrontare il virus: da una parte pregiudizi, sfruttamento e speculazione, dall’altra solidarietà, terapie alternative e modi di convivere con la malattia.
First German (and European) feature film on AIDS successfully presented at festivals in Berlin and Rotterdam in
1986, Ein Virus kennt keine Moral is a black comedy on the
virus of the 20th century. A brilliant and provocative film set
between saunas (Rosa von Praunheim himself plays the
greedy manager of a sauna concerned about the effect of
the infection on his business) and hilarious characters,
showing the subtle dangers the new discrimination that in
a few years would have hit the gay community. The manager
of the sauna and his partner, both victims of the infection,
are in the company of unscrupulous journalist who leads her
homophobic campaign with articles that sow panic among
the readers, a mad scientist who does experiments on gorillas, and who is infected after being raped by one of them,
a bisexual nurse who voluntarily plagues his patients, and
then the federal government that wants to confine all HIV
positives and AIDS patients on an remote island. In time of
great danger, minorities survive thanks to a good dose of
humour. Grotesque, macabre, but fun and bright, the film offers several ways to deal with the virus: on one side prejudice, exploitation and speculation, on the other solidarity,
alternative therapies and ways of coping with the disease.
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überleben in new york
Sopravvivere a New York, Germania 1989) 90’
“Abbiamo tutti una città o un paesaggio la cui immagine è dentro di noi. Ho una passione per New York. Gli estremi, le contraddizioni, la crudeltà, la facilità di tutto questo è anche in me”. Tre donne tedesche, Claudia, Anna e Ulli arrivano a New York nei
primi anni ‘80 per tentare la fortuna in questa città, che ipnotizza e incanta le tre protagoniste in lotta per avere una green card. Claudia, che è venuta insieme con il suo fidanzato a New York si separa immediatamente da lui e si innamora di una donna. Viene
però violentata da un amico vicino di casa nel suo appartamento all’ East Village, ma
riesce a trascinarsi con le ultime forze al supermercato dietro l’angolo, per chiedere
aiuto. Ulli originaria di un paesino della Baviera, ingenua e apparentemente vulnerabile,
vive con il suo fidanzato, Ronnie, ma questi ha appena ucciso il suo migliore amico per
una storia di droga finita male. Solo ad Anna, la terza interprete principale del film, non
è successo niente di drammatico. Si sposa con un designer di moda conosciuto in un
bar di strip-tease, dove si esibisce part-time la sera, mentre di giorno lavora come terapista in una scuola cattolica.
Überleben in New York è uno dei film di maggior successo di von Praunheim, per la
sua narrazione sensibile e precisa e una superba fotografia.
“We all have a town or landscape whose image is within
us. I have a passion for New York. The extremes, the contradictions, the cruelty, the ease of the town are also in me.”
Three German women, Claudia, Anna and Ulli arrive in New
York in the early ‘80s to take their chances in this city, which
hypnotizes and enchants the three protagonists in the fight
to get a green card. Claudia, who came along with her
boyfriend in New York immediately separates from him and
falls in love with a woman. However, she is raped by a friend
next door to his apartment in the East Village, but manages
to drag himself with hers last strength to the supermarket
around the corner to ask for help. Ulli originally from a small
town in Bavaria, naive and apparently vulnerable, lives with
her boyfriend, Ronnie, but he has just killed his best friend
for a history of drugs gone wrong. Only Anna, the third principal interpreter of the film, did not experience anything dramatic. He married a fashion designer known in a strip-tease
bar, where she performed part-time at night while working
by day as a therapist in a Catholic school.
Überleben in New York is one of the most successful
films of von Praunheim, for his sensitive and accurate narrative and superb photography.
R E T R O S P E T T I VA R O S A V O N P R A U N H E I M
ich bin meine eigene frau
Io sono la mia donna, Germania 1992, 90’
Questo docu-dramma narra la straordinaria storia di sopravvivenza di Charlotte von
Mahlsdorf, una gentile, indistruttibile transgender della Germania orientale, vera e propria eroina delle minoranze sessuali. Nata come Lothar Berfelde, Charlotte era il figlio
di un oppressivo e violento padre nazista. Per salvare la madre e se stessa dalle continue violenze del padre, aumentate dopo averlo scoperto in abiti femminili, lo uccise durante il sonno con un mattarello. Dopo alcuni anni di riformatorio, uscì per ritrovarsi
senza nessuno alla fine della guerra nella Germania ormai occupata dai Russi. Lothar diventa Lottschen, comincia a lavorare per un anziano rigattiere, e collezionando oggetti
che trova nelle case distrutte, apre un museo nella dimora abbandonata dei von Mahlsdorf, il Gründerzeit Museum, del quale diviene guida, custode e curatrice. Attorno a
lei cominciano a riunirsi gruppi di gay, lesbiche e transgender, che scelgono la dimora
di Charlotte come luogo di incontro, attirando i sospetti della polizia segreta della DDR,
che nel 1974 cercherà di portarle via, senza successo, il museo. Nel 1991 durante una
festa all’aperto, la comunità LGBT viene attaccata da un gruppo di Naziskin che feriscono
gravemente molti dei presenti. Nel 1992 Charlotte von Mahlsdorf viene insignita della
Bundesverdienstkreuz, la Croce all’Ordine del Merito della Repubblica Federale di Germania, massimo ed unico riconoscimento al merito esistente nel paese. Due attori interpretano von Mahlsdorf nella prima giovinezza e nella maturità, mentre lei stessa
interpreta gli ultimi anni della sua vita.
This docu-drama is the extraordinary story of survival of
Charlotte von Mahlsdorf, a gentle, indestructible transgender from Eastern Germany, a true heroine of sexual minorities. Born as Lothar Berfelde, Charlotte was the son of
an oppressive and violent Nazi father. To save her mother
and herself from the constant violence of the father, after
having been discovered in women’s clothes, she killed him
while sleeping with a rolling pin. After several years of reform school, Lothar was released to find himself at the end
of the war in a Germany now occupied by the Russians.
Lothar becomes Lottschen, and begins to work for an old
junk dealer. Collecting objects found in the destroyed
houses, she opens a museum in the abandoned home of
the von Mahlsdorf, the Gründerzeit Museum, of which she
becomes guide, guardian and curator. Groups of gays, lesbians and transgender people begin to gather around her,
choosing the home of Charlotte as a meeting place, attracting the suspicions of Eastern German secret police,
who in 1974 will try to confiscate, without success, the
museum. In 1991 during a garden party, the LGBT community is attacked by a group of skinheads that severely
hurt many of those present. In 1992 Charlotte von Mahlsdorf is awarded the Bundesverdienstkreuz, the Cross of the
Order of Merit of the Federal Republic of Germany, maximum and only recognition of merit in the country. Two actors play von Mahlsdorf in early youth and maturity, while
she plays herself the last years of her life.
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transexual menace
minaccia transessuale
di Rosa von Praunheim (Germania 1996) 78’
Documentario ad oggi unico nel suo genere, Transexual Menace presenta uno spaccato
della vita quotidiana di persone transgender e transessuali di diversa origine, razza ed
estrazione sociale nel contesto della nascita del primo movimento politico transgender
negli Stati Uniti. Girato nel 1995 tra New York, Atlanta e Washington D.C., il documentario è anche il primo a mostrare con ricchezza di dettagli le problematiche dei transessuali “F to M” e di transessuali e transgender con famiglia e bambini. Il titolo deriva
dal nome del primo movimento politico per i diritti delle persone transgender e transessuali, in lotta per il riconoscimento dei diritti di piena cittadinanza, per l’assistenza
medica e contro la discriminazione sui luoghi di lavoro.
Rosa Von Praunheim’s Transexual Menace gives viewers
remarkable insight into the home and work lives of transgendered people from many cultures and countries, and
provides one of the first in-depth views of female-to-male
transexuals and transexuals with families and children. This
still today unique feature-length video takes its title from
the American political action group where transgendered
people are defining themselves, demanding their legal
rights, fighting for medical care and against job discrimination.
can i be your bratwurst, please?
posso essere la tua salsiccia?
USA 1999, 29’
Questa piccola deliziosa commedia erotica sul cannibalismo vede protagonista la leggendaria porno star Jeff
Stryker nel suo primo ruolo “legittimato”. Jeff è uno straniero del Midwest, che giunto ad Hollywood affitta una
stanza in un motel. Nel giro di poco tempo diventa oggetto delle fantasie del proprietario, di sua madre e di
tutti gli altri ospiti. Giovani e vecchi, maschi e femmine,
neri e bianchi: tutti lo trovano delizioso. E alla fine lo invitano alla cena di natale… Can I Be Your Bratwurst,
Please? Chiude la trilogia iniziata nel 1970 da von Praunheim con Die Bettwurst, popolarissimo al punto che ne fu
fatto un sequel Berliner Bettwurst nel 1973. In Can I Be
Your Bratwurst, Please?, girato nel leggendario Highland
Gardens Motel a Hollywood, fa la sua ultima apparizione
la novantenne Luci Kryn, la famosa zia Lucy del regista
già protagonista di Die Bettwurst e Berliner Bettwurst e di
numerose altre pellicole di von Praunheim.
This sweet little cannibal comedy stars the legendary
porno star Jeff Stryker in his first legitimate role. Jeff plays
a stranger from the Midwest who arrives in Hollywood,
rents a motel room, and becomes the major fantasy of the
owner, his mother and all the other guests. Young and old,
male and female, black and white: everybody finds him delectable. In the end, they invite him for a Christmas dinner… Can I Be Your Bratwurst, Please? Closes the trilogy
begun in 1970 by von Praunheim with Die Bettwurst, popular to the point that it was followed by a sequel, Bettwurst Berliner, in 1973. In Can I Be Your Bratwurst,
Please?, filmed at the legendary Highland Gardens Motel in
Hollywood, made his last appearance the ninety Luci Kryn,
the famed director’s Aunt Lucy, who played in Die Bettwurst, in Die Berliner Bettwurst and in numerous other
films of von Praunheim.
R E T R O S P E T T I VA R O S A V O N P R A U N H E I M
tote schwule* - lebende lesben
Froci morti – Lesbiche vive, Germania 2007, 87’
Tote Schwule - Lebende Lesben, presentato nella sezione panorama della Berlinale
2008, è un collage di interviste che assembla quindici anni di ricerche sul campo proponendo al pubblico racconti di vita ed esperienze di lesbiche e gay che, nel tempo tra
le interviste e la produzione, hanno determinato la scelta del titolo: tutti gli uomini gay
sono morti, mentre tutte le donne sono ancora vive. Ai ritratti di schwule Männer, anziani gay, che hanno vissuto la loro sessualità alla luce del sole, anche nei campi di concentramento sotto il nazismo, o che, come il pianista genio del travestitismo, ha passato
la guerra intrattenendo le truppe per poi finire nelle carceri della DDR, si contrappongono quelli di donne che vivono, nel qui e adesso, la loro identità sessuale in maniera
aperta e non problematica. Tra queste una manager della scena multikulti berlinese,
una dj turca, una giornalista editrice di una rivista per lesbiche, un’attrice e comica televisiva, una coppia con un bambino ottenuto con mezzi naturali e il cui padre ha acconsentito a rinunciare al proprio ruolo.
Nel suo documentario Rosa von Praunheim crea la visione di una sottocultura governata da donne, che è anche una rivalutazione della storia dell’omosessualità e della sua
oppressione. A causa dell’Olocausto e, successivamente, dell’Aids, la comunità omosessuale maschile ha subito dolorose perdite e, secondo Praunheim, le lesbiche sono oggi
a capo del movimento queer.
*Frocio è la traduzione letterale di Schwul. Schwul in Germania non è (più) un’offesa.
Frocio nell’Italia del 2009 lo è ancora.
In his documentary Rosa von Praunheim creates the vision of a subculture ruled by women that is also a reassessment of the history of homosexuality and its
oppression. As a result of the Holocaust and later, Aids,
the male homosexual community has sustained bitter
losses and, according to Praunheim, lesbian women have
now placed themselves at the head of the so-called queer
movement. The female protagonists in the film represent
two different generations; they also incorporate the past
and present status of homosexuals in society. Berlin-based
Turkish DJ Ipec moves assuredly through the club scene;
journalist Manuela Kay publishes a lesbian magazine, “LMag”, and Laura and Silke Radosh have founded a family
and belong to a lesbian motherandtoddler group. The male
protagonists on the other hand all belong to a generation
that experienced the Third Reich and Germany at its most
repressive point in history. Walter Schwarze and Albrecht
Becker were both imprisoned during the Nazi era. One of
the men suffered from depression and was almost broken
by the experience; the other, a self-confessed masochist,
enjoyed his life in prison. Entertainer Joe Luga remembers
the post-war era. As a cabaret singer he once performed in
women’s clothes before German troops on the Russian front
– but it wasn’t until Adenauer’s government came to power
that he found himself behind bars.
*“Frocio” (fag) is the literal translation of Schwul.
Schwul in Germany is not an offence (anymore). Frocio in
2009 Italy, still is.
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QUEER ART
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queer theater
Il Teatro di Rifredi in collaborazione ed in concomitanza con il “Florence Queer Festival” - la rassegna cinematografica a tematica omosessuale che si svolge a Firenze da
ormai sette anni - ha sentito il dovere di portare all’attenzione del proprio pubblico, un
pubblico misto, variegato, attento e popolare, alcuni spunti di riflessione per contrastare il preoccupante riaffiorare di episodi sporadici, ma non per questo meno preoccupanti, di omofobia che sembrano contraddire la crescita di coscienza civile del nostro
paese a cui il nostro teatro ha posto da sempre una costante attenzione.
Nello specifico, abbiamo voluto affrontare questa tematica con tre proposte molto diverse tra loro ma di grande impatto spettacolare e - ci auguriamo - di richiamo per
il pubblico, spaziando dal teatro popolare in vernacolo dell’ormai amatissima e irresistibile compagnia livornese “Il Carrozzone”, alla prestazione di un’attrice prestigiosa
come Pamela Villoresi (in versione transgender) in un bellissimo testo dell’autore sudamericano Mario Vargas Llosa, fino ad un accattivante mix di cinema e teatro con l’amatissima attrice turca Serra Yilmaz, che è una coproduzione tra il teatro stabile
d’innovazione Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi ed il Florence Queer Festival, specificatamente allestita per questa occasione.
Elemento unificante: non piangersi addosso, sdrammatizzare la diversità ponendola
sullo stesso piano della normalità, sorridere e parlare al cuore ed all’intelligenza del
maggior numero di persone possibile evitando le ghettizzazioni.
The Theater of Rifredi in cooperation and in conjunction
with the “Florence Queer Festival” - the Florentine LGBT
film festival now at its 7th edition- has felt the need to
share with its audience, an audience which is mixed, diverse, caring and popular, some thoughts to counteract the
alarming resurgence of sporadic incidents, but no less disturbing, of homophobia that seem to contradict the growth
of civic consciousness of our country which our theatre has
always paid a special attention to
Specifically, we wanted to address this issue with the
three very different proposals all of very spectacular impact, and - we hope - appeal to the public, ranging from
popular theatre in the vernacular of the now beloved com-
pany “Il Carrozzone” from Leghorn, to the irresistible performance of a prestigious actress as Pamela Villoresi (in a
transgender role) in a beautiful text of the South American
author Mario Vargas Llosa, to a captivating mix of film and
theatre with the beloved Turkish actress Serra Yilmaz, in a
co-production Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi Teatro Stabile di Innovazione and Florence Queer Festival, specifically prepared for this occasion.
Different proposals but with unifying message: that not
to feel sorry for themselves, to play down the differences
by putting on the same level of normality, to smile and
speak to the heart and the intelligence of many people as
possible avoiding segregation.
Giancarlo Mordini Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi Teatro Stabile di Innovazione
20-22 novembre – Teatro di Rifredi feriali ore 21.00 – domenica ore 16.30
Il carrozzone di Livorno “IL MARITO DER MI’ FIGLIOLO”
testo e regia Giuseppe Pancaccini, con Aldo Bagnoli, Aldo Corsi, Luca D’Alesio, Piero Paoli,
Marco Rossi, Salvatore Capuozzo, Tiziana Foresti, Cristina Marziali, Alba Noemi, Massimo Rey
Tutto l’umorismo livornese in un tema di grande attualità: i matrimoni omosessuali.
Pancaccini nel corso degli anni ha sempre osservato quello che succedeva nella realtà
italiana, riflessa nello specchio del borgo, affrontando tantissimi argomenti di attualità:
trentacinque anni fa trattava con la sua prima commedia “Separazione alla livornese” il
tema allora caldo del divorzio, ed a questa ne sono seguite molte altre su tanti temi,
dai falsi invalidi fino alle case chiuse.
All the Leghorn humour in a highly topical issue: samesex marriages. Pancaccini over the years has always seen
what happened in the Italian society, facing many topical
issues: the divorce in his first comedy “Leghorn divorce”
thirty years ago, which was followed by many others on
different issues, from fake invalids to the closed homes for
prostitutes.
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queer theater
26-27 novembre – Teatro di Rifrediore 21.00
Associazione teatrale Pistoiese Argot Produzioni in collaborazione con Spoleto 52°
Festival dei 2 mondi
“APPUNTAMENTO A LONDRA”
di Mario Vargas Llosa, traduzione di Ernesto Franco, con Pamela Villoresi e David Sebasti
regia Maurizio Panici – scene Francesco Ghisu – costumi Lucia Mariani – musiche Germano Mazzocchetti – luci Emiliano Pona – video Andrea Giansanti
Presentato con successo all’ultimo Festival di Spoleto, arriva sul palcoscenico di Rifredi, in esclusiva per Firenze, “Appuntamento a Londra” una novità assoluta per il teatro, scritta dal grande autore sudamericano Mario vargas Llosa.
La storia che racconta è un’acuta e profonda riflessione sul tema dell’identità e sulla
vita segreta delle persone. Due amici d’infanzia e gioventù, entrambi peruviani, si ritrovano a Londra dopo molti anni durante i quali non avevano avuto più contatti. Nel loro
incontro rivivono il passato, mescolando bei ricordi con brutte storie che credevano oramai sotterrate o delle quali, forse, ignoravano l’esistenza. Lo spettacolo è quindi anche
un’indagine sui valori dell’amicizia e dei sentimenti, su quel sottile filo che ci lega come
esseri umani, come attrazione profonda dell’uomo per l’altro da sè. Un gioco teatrale che
si avvale anche di linguaggi complessi, immagini proiettate e percepite come fantasmi…
Successfully presented at the last Spoleto Festival, now
arrives on the Rifredi stage, and exclusively for Florence,
“Appointment in London” a premiere for the theatre, written by the great Latin American author Mario Vargas Llosa.
The story is an acute and profound reflection on the theme
of identity and people’s secret life.
Two friends from childhood and youth, both Peruvians,
meet in London after many years without any contacts. In
their meeting they relive the past, stirring memories with
ugly stories now believed buried or which perhaps they did
not even know. The show is therefore also a survey on the
values of friendship and feelings on that thin thread that
binds us as human beings, as a deep attraction for humans
other than ourselves. A theatrical play that also makes use
of complex languages, and images projected and perceived
as ghosts.
4-5 dicembre– Teatro di Rifredi ore 21.00
Florence Queer Festival Pupi e Fresedde – Teatro di rifredi – Teatro Stabile di Innovazione
“UN TOCCO DI ROSA”
prima assoluta
lettura scenica della sceneggiatura di Ian Iqbal Rashid, a cura di Angelo Savelli
con Serra Yilmaz e Valentina Banci, Francesco borchi, Andrea Bruno Savelli, Massimo Grigò, Riccardo Naldini e gli allievi della Scuola Nazionali Comici “Massimo
Troisi”
Ian Iqbal Rashid (classe 1971) è un regista e sceneggiatore canadese anglofono di
Toronto nato in Tanzania da famiglia indiano musulmana ed emigrato a Londra dove
vive da quindici anni con il suo compagno australiano Peter Ride. Nel 2004 ha scritto
e diretto il delizioso film autobiografico “Touch of Pink”, una divertente commedia gay
e multirazziale (conosciuta con il titolo “Scandalo a Londra”) che è stata presentata con
successo nel 2006 alla quinta edizione del Florence Queer Festival. In occasione della
quinta edizione del festival, proponiamo oggi una lettura teatrale della brillante sceneggiatura del film con la partecipazione straordinaria dell’attrice turca Serra Yilmaz. E,
approfittando di questa collaborazione, Angelo Savelli ha realizzato una speciale riduzione teatrale della vicenda trasformando l’ambientazione anglo-canadese in italo-turca.
Ian Iqbal Rashid (born 1971) is an English-speaking
Canadian film director based in Toronto and born in Tanzania from an Indian Muslim family that emigrated to London where he lived for fifteen years with his Australian
partenr Peter Ride. In 2004 he wrote and directed the delightful autobiographical film “A touch of Pink”, a fun gays
and multiracial comedy (known also with the title “Scandal in London”) which was successfully presented in 2006
at the fifth edition of the Florence Queer Festival. For the
seventh edition of the festival, we present a theatrical
reading of the brilliant screenplay of the film with the extraordinary participation of Turkish actress Serra Yilmaz.
And, taking advantage of this collaboration, Angelo Savelli
has created a special adaptation of the theatrical script,
transforming the setting form an Anglo-Canadian to an
Italo-Turkish one.

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