Vittorio Sermonti legge l`Eneide - Salone Internazionale del Libro di

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Vittorio Sermonti legge l`Eneide - Salone Internazionale del Libro di
VITTORIO SERMONTI LEGGE L’ENEIDE
Comunicato n.49 - 13 maggio 2007
Dopo l’ormai celebre rilettura della Divina Commedia dantesca che lo ha occupato sin
dalla metà degli anni Ottanta, il professor Vittorio Sermonti ha fatto rivivere in una
recente pubblicazione gli eroi e le antiche battaglie dell’Eneide.
Insignito del Premio Alassio per l’Informazione Culturale per la sua attività di promozione
e divulgazione dei testi antichi, Vittorio Sermonti ha proposto al pubblico della lectio
magistralis tre passi tratti dai dodici libri del poema virgiliano: “Mi chiedono spesso se i
classici siano attuali. Io rispondo che noi dobbiamo servirci dei classici perché, come dice
il critico George Steiner, loro ci leggono più di quanto li leggiamo noi”.
Dopo aver trattato il tema della traduzione, citando le difficoltà che si incontrano nel
trasporre la poesia in prosa, Sermonti ha recitato con passione i versi che narrano i
giochi in onore di Anchise, contenuti nel libro V; passo solitamente ritenuto noioso, grazie
al gesticolare espressivo delle mani del professore si trasforma in un esempio di cronaca
sportiva: la gara è indetta da Enea, che incita gli atleti con la promessa di ricchi premi, e
vede protagonisti, tra scorrettezze e irregolarità, i celebri amanti omosessuali Eurialo e
Niso.
Il professore ha poi recitato un brano del libro X, che narra il vivo della battaglia tra troiani
e latini, concentrandosi sui passaggi inerenti l’etica del combattimento. Sermonti ricorda
come la dea Giunone, che affida agli uomini la responsabilità delle proprie scelte e delle
conseguenze che ne derivano, accusi i troiani, che fanno gesti di pace ma armano navi
da guerra, invadono territori stranieri, stuprano e saccheggiano.
Anche la chiusura è affidata a versi tratti dal libro X che sono “un esempio illustre di pietà
e rispetto per l’avversario sconfitto”. Enea dà un saggio della celebre pietas virgiliana
provando dolore per la morte dell’acerrimo nemico Mezenzio e seppellendolo, dopo
averlo ucciso, accanto al figlio Pallante, caduto nella medesima battaglia.
Sala Gialla, ore 19.00, 11 maggio 2007
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