Detto tra i banchi

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Detto tra i banchi
Anno 1 – Numero 2
Periodico dell’Istituto Tecnico Marie Curie Di Bussolengo
Giugno 2015
Detto tra i banchi
Tutti parlano dell’Expo, ma pochi sanno
veramente di cosa si tratti.
Expo è un’esposizione di natura non
commerciale dove vengono inseriti diversi
temi riguardanti il pianeta e gli esseri viventi.
E’ un evento mondiale che si ripresenta ogni
quattro anni, il primo si è svolto in
Inghilterra nel 1851 ed ora, nel 2015, si tiene
in Italia a Milano.
Expo Milano 2015 è un’Esposizione
Universale aperta dal 1 maggio al 31 ottobre
ovvero 184 giorni di evento con 20 milioni di
spettatori previsti. I temi sono: Nutrire Il
Pianeta
preservando
la
Biodiversità,
rispettando l’ambiente e assicurando nuove
fonti alimentari e Energia Per la Vita
rafforzando la qualità e la sicurezza
dell’alimentazione, prevenendo le nuove
malattie e valorizzando la conoscenza delle
tradizioni alimentari. I visitatori avranno la
possibilità di fare un vero e proprio viaggio
attorno al mondo conoscendo i sapori e le
tradizioni dei diversi popoli solo entrando
nei diversi padiglioni.
A nord del Sito Espositivo c’è la Lake Area
cioè un bacino d’acqua circondato da
gradinate; è il più grande spazio aperto
dedicato ai visitatori dove ci saranno
spettacoli con giochi d’acqua e pirotecnici. Il
Parco della Biodiversità invece è un luogo
dove, utilizzando diverse serre, vengono
messi in evidenza i diversi tipi di piante,
inoltre è stato allestito uno spazio dove viene
pubblicizzata
una
produzione
agroalimentare su piccola scala. Qui il
visitatore scoprirà il grande valore della
biodiversità alimentare. Il Parco della
Biodiversità è l’incontro tra cultura e natura
e qui verranno raccontate 12 storie
sull’agricoltura e l’origine delle piante
coltivate per catturare l’attenzione del
pubblico. Il parco offre la possibilità di
osservare, annusare, toccare e in alcuni casi
anche mangiare tutte le diverse specie di
piante nelle varie serre. Il Parco è stato
allestito per fare un uso razionale e
sostenibile delle risorse alimentari. Arts &
Foods è una mostra che fa parte del progetto
Expo, ma non si trova all’interno dello
stabilimento; riporterà dal passato dell’Expo
tutti gli oggetti, linguaggi o ambienti che
ruotano attorno al cibo e alla nutrizione e li
metterà a confronto. La mostra verrà anche
arricchita da capolavori in prestito da grandi
musei.
Una grande novità nell’Expo 2015 sono i
Cluster ovvero aree comuni dove ogni paese
ha uno spazio individuale sviluppando così la
propria interpretazione sul tema Expo
Milano 2015. Entrando nel Cluster del cacao
si ha l’impressione di essere in una giungla, il
posto trae infatti l’ispirazione dalle
piantagioni di cacao; l’atmosfera è densa
come nelle aree tropicali. Mentre nel Cluster
del caffè i colori sono naturali con toni caldi e
si ha l’impressione di trovarsi in una foresta.
In questo padiglione viene raccontata la
storia della caffè dal chicco alla tazzina.
Expo Milano 2015 è un evento mondiale
unico e imperdibile pensato per tutti per
far capire l’importanza del cibo, della
nutrizione e dell’energia per il pianeta
Anna Zuliani 2A
Intervista ai collaboratori
Ogni giorno, quando arriviamo a scuola, siamo accolti da volti
familiari: abbiamo cercato di conoscerli meglio.
Da quanto tempo lavora qui?
Paolo: dal 1990, quindi circa da 25 anni.
Tersilla: dal 2009, ma sono stata qua anche un altro anno in passato
Giusy: dal 2007, però ho lavorato 4 anni in ufficio a Garda.
Filomena: da 9 anni.
Paola: da 1 anno.
Ha potuto notare dei cambiamenti nei ragazzi in questi anni?
Paolo: Sì, una volta erano più uniti tra loro e avevano più
personalità, ora sono molto condizionati da diversi fattori.
Tersilla: Sì, poco positivi però. Ho visto cambiamenti per quanto
riguarda le mode seguite, le abitudini e gli atteggiamenti.
Giusy: Sì, noto meno rispetto per le cose e per i docenti, però ci sono
anche degli aspetti positivi.
Filomena e Paola: Si nota molto come i ragazzi cambino e maturino
nell’arco dei 5 anni, entrano in un modo ed escono del tutto
differenti.
Che rapporto ha con i ragazzi della scuola?
Paolo: Eccezionale
Tersilla: Buono
Giusy: Buono, non ci sono mai stati problemi rilevanti
Filomena e Paola: Buono
Dove ha lavorato prima?
Paolo: Prima svolgevo un lavoro del tutto differente.
Tersilla: Ho fatto altri tipi di lavori, come babysitter, falegname o
assistente domiciliare.
Giusy: Faccio questo lavoro dall’86: 15 anni al Cangrande, 6 anni al
Montanari, 1 anno in ufficio al Carnacina e 3 anni a Garda.
Filomena e Paola: Nelle scuole, sempre questo tipo di lavoro.
Ci sono casi in cui la sua figura non viene rispettata?
Paolo: No, anzi spesso incontro alunni ora sposati che mi
riconoscono e mi salutano, penso che il buon rapporto tra le
persone sia basato sul rispetto reciproco.
Tersilla: “Il rispetto viene dal rispetto” e penso che questa frase spieghi
tutto.
Giusy: A volte capita da parte dei ragazzi, ma nulla di grave
Filomena e Paola: A volte sì, si rivolgono in modo poco rispettoso, ma
la maggior parte è ben educata.
Aveva dei sogni nel cassetto?
Paolo: Si, a livello personale li ho realizzati tutti, tra due settimane
divento nonno per la seconda volta, l’unica cosa che mi manca è la
pensione, ma col tempo arriverà anche quella.
Tersilla: Sì, si sono realizzati grazie alla costanza e alla pazienza. Ho un
lavoro stabile e un tetto sulla testa, non ho bisogno di altro.
Giusy: Si, se avessi avuto più passione per lo studio avrei voluto fare il
medico o l’architetto.
Filomena e Paola: Riguardo al mondo del lavoro non sapremmo
precisamente, questo lavoro ci è capitato per caso e ci troviamo bene.
Forse prima dovremmo trovare il cassetto, poi tentare di aprirlo: è
ancora tutto possibile.
Grazie e buon lavoro!
Kristina Gusak 3B
Detto tra i banchi
Fantasticando
OCEANO MARE
di Alessandro Baricco
Dopo Città di carta di John Green presentato nella
precedente copia del giornalino, abbiamo il piacere
di proporvi Oceano mare che è senz’altro uno dei
romanzi più conosciuti e apprezzati di Alessandro
Baricco.
La particolarità di questo romanzo, che troviamo
anche in altri scritti di Baricco, è lo stile: Oceano
mare è, infatti, un insieme di emozioni e sensazioni,
raccontate attraverso immagini e dialoghi. Nel testo
si possono vedere tutti gli aspetti e le mille
sfumature di una realtà immaginaria raccontata
tramite le dettagliate descrizioni di luoghi e
personaggi. Nel racconto è presente un continuo
intreccio di storie di persone molto diverse tra loro,
ma accomunate dalla ricerca di se stesse. Il tutto in
un ambiente magico: la locanda Almayer, situata in una spiaggia vicino al mare.
Alla locanda, un ostello gestito da bambini molto particolari dotati d’ “empatia”,
si ritrovano diversi personaggi: Plasson, ambizioso pittore che dipinge i suoi
quadri esclusivamente con l’acqua salata; il Professor Bartleboom, ideatore di
un’enciclopedia sui “limiti”. Egli, inoltre, scrive delle lettere d’amore in cui
descrive le sue giornate, per poi racchiuderle in un cofanetto da consegnare alla
donna che, un giorno conquisterà il suo cuore; Elisewin, aristocratica ragazza
ipersensibile; lei è accompagnata dal suo tutore Padre Pucle, un bizzarro sacerdote
continuamente in dubbio sulla sua vocazione e autore di strane preghiere;
Madame Deviera, fedifraga mandata alla locanda dal marito, affinché “guarisca”
dall’adulterio; Adams, un uomo molto emblematico, marinaio assetato di vendetta
per la morte dell’amata; per finire c’è un ospite anonimo che non esce mai dalla
sua stanza, che nessuno conosce e che nasconde diverse sorprese...
La narrazione termina con degli eclatanti e inaspettati colpi di scena, e con il
ritorno dei protagonisti, adesso più consapevoli di sé.
Romanzo molto bello, le cui tematiche si sviluppano a partire dal mare: il mare
visto come cura, in cui immergersi a pieno per guarire dalla malattia della paura.
Noi consigliamo questo libro!
Amina Lamrafah e Michela Penazzo 3B
L’angolo
dell’artista
“I disastri prodotti dall’uomo vengono purificati
dalle lacrime di Madre Natura”
Disegno di Gaia Benoni 3B
Collaborazione scuola-Comune
Gli studenti diventano
professori
Corso base di computer per over 60 in
collaborazione con il Comune di Bussolengo
Dal 27 marzo ogni venerdì nella nostra scuola alcuni studenti, assieme alla
professoressa Prassede Ferrari, insegnano agli ultra-sessantenni del
comune di Bussolengo ad usare un computer. Siamo circa una ventina di
ragazzi, delle classi terze A-B-D, che ogni venerdì ci diamo il turno come
“docenti” con argomenti diversi, ad esempio scrittura dei testi in vari
programmi, uso di internet, creazione di un indirizzo di posta elettronica.
Le lezioni vengono preparate settimanalmente della professoressa Ferrari che in caso di necessità aiuta anche gli studenti-docenti nella loro
lezione. Anche se a noi sembra banale l'uso di un computer o di qualsiasi altra nuova tecnologia, posso affermare che per molti dei nostri
“alunni” è piuttosto complicato, quindi hanno bisogno di molto aiuto da parte nostra. Oramai questa iniziativa sta per concludersi, ma sarebbe
bello organizzare un altro corso l'anno prossimo, anche se la cosa non è ancora molto sicura. Chi pensasse di partecipare è ben accolto. È stata
un’esperienza positiva dove abbiamo sperimentato il “duro” lavoro dell’insegnante. Questa attività è stata molto utile e ha sicuramente ampliato
il nostro bagaglio culturale. Noi studenti abbiamo dato la nostra disponibilità gratuitamente come volontariato, ma è stato deciso che questo
corso potrà far parte delle attività che contribuiscono al credito formativo.
Tutto questo non si sarebbe potuto svolgere senza l’aiuto della professoressa Ferrari che vogliamo ringraziare per il supporto che ci ha dato
durante le varie lezioni e per aver preparato tutti gli argomenti.
Leonardo Girelli 3A
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Musica
L’ANIMA DOMANDA, LA MUSICA RISPONDE
Ciao ragazzi, oggi sono qui con
Edward Avallone di 3A e parleremo
del mondo della musica.
Per iniziare, raccontaci un po' della
tua vita.
Sono nato a Camden Town, un piccolo
sobborgo nel cuore di Londra. Ma ho
vissuto tutta la mia infanzia a Martina
Franca, un piccolo paesino pugliese
affacciato sul mare. Adesso però eccomi
qua, vivo a Bussolengo da circa tre anni.
Un vagabondo musicista insomma...
Ma la passione per la musica non è
spontanea per tutti, come è nata per
te?
Fin da piccolo sono stato un tipo curioso
e vivace. Amavo stare con la gente e mi
piaceva conoscere le loro storie. Ero un
buon ascoltatore prima di tutto. Avevo
confidenza con la musica, grazie alla mia
famiglia. Cantavo sempre con mio
padre. Mia zia suonava al piano brani di
Bach o Chopin. Perciò pian piano ho
imparato ad ascoltare la musica senza
pregiudizi e con semplicità. Ogni volta
che sentivo in un brano qualche
“sonorità” che mi piaceva, pensavo che
sarebbe
stato
fantastico
saperla
riprodurre io stesso.
Secondo
te,
quali
sono
principalmente i requisiti che una
persona deve avere per iniziare a
suonare?
Secondo me è indispensabile saper
ascoltare gli altri. Solo confrontando
idee ed esperienze ed avendo una mente
aperta si può diventare persone migliori.
Questo vale anche per la musica. Tutti
possono suonare. Ma chi vuole
intraprendere la carriera di musicista
deve avere molta passione, una grande
sensibilità e nessun pregiudizio verso
alcun genere musicale. Il fine è quello di
trasmettere emozioni a chi ti ascolta.
E a te cosa soddisfa quando suoni?
Se la gente sorride ed è contenta quando
ti ascolta, vuol dire che hai fatto il tuo
“lavoro”. Per quanto mi riguarda non c'è
niente di più bello di far felice gli altri
quando suono e canto.
Ogni canzone cerca di trasmettere
messaggi ed emozioni: per te la
musica che significato ha?
In un certo senso è simile alla
meditazione, perché il musicista deve
conoscere bene se stesso prima di creare
una sintonia con il pubblico che lo
ascolta.
E come studente di musica come sei?
Sono anni che studio interi pomeriggi
musica con passione. Infatti il tempo
passa e non me ne accorgo. E'
affascinante come uno strumento così
piccolo come la chitarra nasconda un
vero e proprio mondo impossibile da
scoprire tutto.
Qualcuno ti ha mai proposto di fare
parte di talent show? Se sì, cosa ne
pensi?
Maestri dell'Accademia dove studio mi
hanno fatto proposte per entrare in vari
“talent”. Ma preferisco non correre
troppo. Molti hanno vinto e dopo un
anno son scomparsi, semplicemente
perché non facevano qualcosa di
originale.
Penso sia una grande opportunità quella
che offrono questi programmi televisivi,
perché ti fanno migliorare e possono
rendere la tua passione una professione.
La competitività nel campo del mercato
musicale è molto alta, perciò per avere
successo bisogna esprimere al meglio la
propria unicità, che non esce da un
giorno all'altro.
Cosa ne pensi di chi finge di
conoscere il mondo della musica solo
per moda ?
Sempre più spesso vedo
coetanei che entrano nei
negozi musicali vestiti come
le
loro
star
preferite.
Prendono tutti le chitarre con
il marchio più famoso e
cercano di scopiazzare le
canzoni dalle band del
momento per far colpo sulle
ragazze o perché si sentono
meglio con se stessi. Io credo
invece che bisogna avere il
coraggio di esprimere la
propria originalità.
E allora cosa serve per
diventare
veramente
''qualcuno'' nel mercato musicale?
Esistono varie scuole di pensiero. C'è chi
dedica la vita a scoprire la musica sotto
ogni aspetto, mentre c'è chi cerca di
trovare
un
modo
per
attirare
l'attenzione della gente, appunto
dedicandosi al marketing della propria
immagine.
La maggior parte sceglie la seconda
strada, ossia quella del minimo sacrificio
per avere il massimo profitto.
Le persone comunque hanno bisogno di
sentire qualcosa che il loro orecchio non
ha mai sentito prima e allo stesso tempo
si devono divertire ascoltando.
Cosa ne pensi del mondo della musica
di oggi?
La maggior parte della musica prodotta
qui in Italia viene per lo più venduta
negli USA o in UK. Il mercato musicale
viaggia ormai a livello mondiale
attraverso canali come Itunes, Spotify.
Ecco perché molti come me scrivono
principalmente canzoni in inglese, oltre
che in italiano. Inoltre è la lingua più
semplice con cui cantare.
In media se vendi un album a 10 euro, 9
li prende la casa discografica e un euro
rimane al musicista. E adesso
sinceramente quanti ci sono che
acquistano i dischi?
E allora come si guadagnano la
“pagnotta” i musicisti?
Solo attraverso le loro tournée oppure
grazie alla radio o televisione, se sono
famosi.
In conclusione, cosa vorresti farne tu
della tua passione?
Il mio sogno sicuramente sarebbe
suonare davanti a grandi platee, ma non
è il mio primo obiettivo. Il successo se
c'è deve essere una conseguenza del
sacrificio svolto nello studio di
quest'arte. Non si studia l'italiano per
diventare un poeta, ma per parlarlo; lo
stesso nella musica.
Non mi dispiacerebbe infatti insegnare
musica nelle accademie. Sono uno che
ama molto stare con la gente e sfrutta al
meglio le sue capacità, tutto qui.
Hai qualche consiglio da dare a chi
vuole approcciarsi al mondo della
musica?
E’ importante prendere lo studio della
musica sempre come un divertimento e
mai come una forzatura. Bisogna aprire i
cuori e far “ruggire” le chitarre (o ciò che
si suona…). La grande musica non è né
puramente razionale, né puramente
emotiva,
ma
è
contraddistinta
dall'equilibrio dei due aspetti, come
nell’esistenza umana.
Zeno Toffali 3B e Edward Avallone 3A
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Detto tra i banchi
Scienze
L’infinitamente
«Di tanto in tanto passo uno strofinaccio sotto il letto. Ci trovo la
polvere arrotolata a riccioli e spirali, la figura perfetta delle
galassie viste al telescopio. Mi attira la coincidenza di forme tra
l’immenso e il minuscolo. Un ammasso di stelle ripete quello di
un rotolo di polvere.»
cit. Erri De Luca
Il microscopio ha sempre suscitato grande interesse, fin da
bambini ci attirava l’idea di poter osservare delle strutture che
senza di esso, ad occhio nudo, non avremmo potuto vedere.
Nell’istante in cui ci accorgiamo di essere circondati da un
mondo affascinante e sconosciuto, sappiamo di essere riusciti a
superare i nostri limiti.
Quest’anno abbiamo avuto la possibilità di utilizzarlo molte
volte, analizzando dei microrganismi, come i parameci, o
L’infinitamente
piccolo…
osservando cellule di cipolla, del
radicchio e dell’epitelio boccale o ancora
le cellule del lievito e della muffa del
mandarino. Sono state delle bellissime
esperienze, con poco abbiamo imparato molto.
Quando ci si avvicina all’oculare di questo strumento e si inizia
l’osservazione, sembra quasi di vedere un quadro astratto, le
linee non sono ben definite, ma se ne percepiscono le forme o
le immagini che il pittore voleva riprodurre.
Queste esperienze ci hanno aiutato a scoprire la realtà
quotidiana che ci sta intorno, nei piccoli gesti o nelle ‘grandi’
azioni che ognuno di noi compie giornalmente.
Fabiana Gelmetti 2D
grande…
Nei giorni 29 e 30 Aprile 2015 le classi 2A e 2B, accompagnate
dai professori Meneghetti, Dusi e Ferrari, hanno partecipato ad
un’uscita didattica a Novezzina sul Monte Baldo.
Abbiamo alloggiato in una baita del posto immersa nella
natura. Il primo giorno, poco dopo l'arrivo, siamo andati a fare
una passeggiata nei boschi situati nelle vicinanze e abbiamo
poi osservato una trincea della prima guerra mondiale. Nel
pomeriggio abbiamo visitato brevemente l'orto botanico per
poi osservare al microscopio i diversi bioindicatori naturali.
Dopo cena sc’è stato il momento più atteso all’osservatorio
astronomico: un incontro con degli astrofili (persone
appassionate di astronomia ma non remunerate per il lavoro
svolto) che ci hanno mostrato i corpi celesti situati
nell'universo. E’ stata poi fatta una visita guidata dove gli
astrofili hanno illustrato i due telescopi da loro utilizzati. In
modo particolare si sono soffermati su quello che viene
utilizzato per registrare i movimenti dei corpi celesti, i cui
risultati vengono poi inviati alla Nasa. Questo macchinario può,
inoltre,
essere
comandato
comodamente
anche da casa.
Purtroppo, causa
maltempo, non è
stato
possibile
osservare le stelle.
Il giorno seguente abbiamo assaggiato le salse create dai
gestori del rifugio e siamo poi stati ospitati in una malga dove
abbiamo potuto osservare la produzione artigianale del
formaggio che poi abbiamo degustato.
Nel tardo pomeriggio siamo tornati a casa stanchi, ma contenti
della bella esperienza che ci ha uniti e ci ha permesso di
imparare cose nuove.
Alessandra De Luca e Chiara Stanzial 2A
Progetto affettività
L'ostetrica che ha tenuto l'incontro, pur
essendo giovane, ha saputo gestire in modo
adeguato queste due ore. Dopo essersi
presentata alla classe, ci ha chiesto di scrivere
su un biglietto anonimo degli argomenti di cui
ci sarebbe piaciuto parlare. E' riuscita così ad
attirare la nostra attenzione parlando di temi
da noi suggeriti. In queste due ore ci siamo
principalmente focalizzati sull'aborto, le
malattie sessualmente trasmissibili, gli
anticoncezionali. Ciò che ci si potrebbe
chiedere è se questo incontro sia stato
veramente utile. Penso che la risposta sia
affermativa; infatti oltre ad affrontare temi che
interessano molto noi giovani abbiamo avuto
anche l'opportunità di chiarire eventuali dubbi
e curiosità. Probabilmente al di fuori della
anatomia e la fisiologia degli apparati scuola, nessuno di noi si sarebbe interessato
all'argomento che viene forse troppo spesso
femminile maschile.
Il 20 febbraio scorso nell'ambito del Progetto
Educazione all'Affettività abbiamo avuto un
incontro di due ore con un'ostetrica dell' ASL
di Bussolengo. Il progetto, attivo da anni nella
nostra scuola, coinvolge tutte le classi
seconde e prevede due incontri di due ore
ciascuno: uno con un'ostetrica, quello già
realizzato, ed uno con una psicologa;
quest'ultimo si effettuerà prossimamente.
Contrariamente a quello che si potrebbe
pensare, l'incontro con l'ostetrica non è stato
né imbarazzante, né noioso, né troppo
complicato. A questo incontro ci siamo
preparati affrontando in classe con la
professoressa Fara lo studio dell'apparato
riproduttore per conoscere meglio l'
sottovalutato; invece grazie a quest'incontro
abbiamo potuto renderci effettivamente conto
di quanto sia importante: conoscere il nostro
corpo può essere molto utile. Anche le lezioni
che abbiamo affrontato in classe ci sono servite
molto; ma penso che un parere esterno, come
quello dell'ostetrica, sia molto efficace perché
abbiamo potuto fare domande magari più
specifiche su tutto ciò. In conclusione penso
che questo progetto, che magari potrebbe
leggermente intimorire o imbarazzare alcuni,
sia fondamentale per la nostra età.
Nadia Rigodanza 2F
4
Detto tra i banchi
Esplorando il mondo
MOVE FOR THE FUTURE
di certificazione Cambridge al livello B1 e soprattutto B2 tra
dicembre 2014 e primavera 2015.
Prof. Antonella Mantovani
Scambio
Scambio con
con la
la Danimarca
Danimarca
L’a.s. 2013-14 ha visto la nostra scuola vincitrice di ben tre progetti
finanziati con i fondi europei e regionali del bando MOVE FOR THE
FUTURE. Il risultato è stato importante e molto apprezzato da
studenti e famiglie: in tutto 67 studenti tra quelli delle classi Terze e
Quarte del Tecnico Bussolengo e delle Quarte del Liceo di Garda
sono partiti per un viaggio-studio di due settimane in Irlanda e nel
Regno Unito senza alcuna partecipazione alle spese.
Ma il progetto
non era solo
questo: prima di
partire
gli
studenti hanno
avuto
una
formazione
a
scuola di 60 ore
fatta di lezioni
frontali
con
docenti di lingua e madrelingua, nel periodo precedente alla
partenza e ormai libero da impegni scolastici (fine maggio e giugno).
I tre gruppi sono partiti il 27 luglio per:
classi Terze di Bussolengo (30 studenti)- TOTNES (Regno Unito);
classi Quarte di Bussolengo (16 studenti) – CORK (Irlanda); classi
Quarte di Garda (21 studenti) – DERRY (Nord Irlanda– UK). Le due
settimane all’estero prevedevano 80 ore di formazione tra lezioni in
classe e attività guidate all’esterno, tra le quali anche visite ad
imprese/ambienti di lavoro e visite culturali.
Obiettivi del progetto:
- promuovere e sostenere la formazione linguistica tramite la scuola
e l’esperienza all’estero;
- dare la possibilità agli alunni di fare questo tipo di esperienza
senza oneri per le famiglie;
- raggiungere un livello di competenza linguistica B1-B2 del Quadro
Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). Gli alunni
infatti che hanno fatto questa esperienza hanno sostenuto gli esami
L’esperienza è stata organizzata dalle professoresse Hansen e
L’esperienza è stata organizzata dalle professoresse Hansen e
Monsutti e ha riguardato uno scambio con studenti danesi: noi del
Monsutti e ha riguardato uno scambio con studenti danesi: noi del
Marie Curie siamo andati in Danimarca una settimana ad ottobre
Marie Curie siamo andati in Danimarca una settimana ad ottobre
2014, poi loro sono venuti ospiti da noi in Italia per una settimana a
2014, poi loro sono venuti ospiti da noi in Italia per una settimana a
marzo 2015. Noi siamo andati a Roskilde. L’esperienza è stata
marzo 2015. Noi siamo andati a Roskilde. L’esperienza è stata
bellissima, assolutamente da rifare! E’ stato molto utile da punto di
bellissima, assolutamente da rifare! E’ stato molto utile da punto di
vista linguistico, visto che si parlava in inglese (loro lo conoscono
vista linguistico, visto che si parlava in inglese (loro lo conoscono
perfettamente), ma soprattutto dal punto di vista culturale.
perfettamente), ma soprattutto dal punto di vista culturale.
Il loro modo di scherzare assomiglia molto a quello degli inglesi con il
Il loro modo di scherzare assomiglia molto a quello degli inglesi con
cosiddetto “british humor”: ti prendono in giro e scherzano facendoti
il cosiddetto “british humor”: ti prendono in giro e scherzano
ridere. Molto interessante è la loro scuola perché fanno pochissime
facendoti ridere. Molto interessante è la loro scuola perché fanno
ore di teoria e invece molte ore di pratica. Hanno un laboratorio per
pochissime ore di teoria e invece molte ore di pratica. Hanno un
tutto: costruire oggetti, progettare case (all’età di soli 11 anni),
laboratorio per tutto: costruire oggetti, progettare case (all’età di
suonare (in una sala fornita di chitarre, batteria…), preparare da
soli 11 anni), suonare (in una sala fornita di chitarre, batteria…),
mangiare in una cucina, progettare computer. Hanno laboratori di
preparare da mangiare in una cucina, progettare computer. Hanno
chimica, fisica e tanto altro. In altre parole è una scuola che stimola ad
laboratori di chimica, fisica e tanto altro. In altre parole è una scuola
imparare tante cose nuove.
che stimola ad imparare tante cose nuove.
I danesi sono immersi durante la settimana nei progetti scolastici, ma
I danesi sono immersi durante la settimana nei progetti scolastici,
il venerdì iniziano la loro attività preferita: andare al parco e bere il
ma il venerdì iniziano la loro attività preferita: andare al parco e
jӓgermeister e continuano tutto il fine settimana… Quando c’è il
bere il jagermeister e continuano tutto il fine settimana… Quando
“Roskilde Festival” arrivano le band più famose e dopo tre giorni di
c’è il “Roskilde Festival” arrivano le band più famose e dopo tre
festa nella propria città, i ragazzi vanno di festival in festival e bevono
giorni di festa nella propria città, i ragazzi vanno di festival in
birra ed jӓgermaister per una settimana, una cosa pazzesca. Dosi di
festival e bevono birra ed jagermaister per una settimana, una cosa
alcool che un italiano non reggerebbe mai.
pazzesca. Dosi di alcool che un italiano non reggerebbe mai.
Per il resto i ragazzi danesi sono abbastanza nerd, cioè hanno una
Per il resto i ragazzi danesi sono abbastanza nerd, cioè hanno una
certa predisposizione per la tecnologia e sono tendenzialmente
certa predisposizione per la tecnologia e sono tendenzialmente
solitari, restano a casa, passano molto tempo sui social network e
solitari, restano a casa, passano molto tempo sui social network e
parlano con gli amici solo su skype…
parlano con gli amici solo su skype… Ovviamente in ogni situazione
Ovviamente in ogni situazione ci sono i ragazzi antipatici e quelli
ci sono i ragazzi antipatici e quelli simpatici e così purtroppo non
simpatici e così purtroppo non tutti gli italiani si sono trovati bene in
tutti gli italiani si sono trovati bene in famiglia. Per me è stato il
famiglia. Per me è stato il contrario, la mamma del ragazzo danese
contrario, la mamma del ragazzo danese che mi ha ospitato era
che mi ha ospitato era molto disponibile, alla mattina faceva il pane
molto disponibile, alla mattina faceva il pane fresco e mi offriva la
fresco e mi offriva la marmellata fatta in casa. L’unico aspetto
marmellata fatta in casa. L’unico aspetto negativo era il freddo,
negativo era il freddo, infatti quando i danesi sono venuti in Italia in
infatti quando i danesi sono venuti in Italia in primavera a loro
primavera a loro sembrava di essere in estate... E’ stata un’esperienza
sembrava di essere in estate... E’ stata un’esperienza indimenticabile
indimenticabile e spero proprio di riuscire a portare avanti l’amicizia
e spero proprio di riuscire a portare avanti l’amicizia con il ragazzo
con il ragazzo danese e di rivederlo. Incoraggio tutti a fare esperienze
danese e di rivederlo. Incoraggio tutti a fare esperienze di scambio:
di scambio: è il modo migliore per imparare la lingua e la cultura di
è il modo migliore per imparare la lingua e la cultura di un altro
un altro popolo!
popolo!
Jasmine
Giovanazzi 3B
Jasmine Giovanazzi
3B
Le classi quarte del Tecnico per il Turismo e per le Relazioni
Internazionali e del Professionale per i Servizi Socio-Sanitari sono
le destinatarie dell’azione di mobilità ai fini dell’apprendimento
previste dal nuovo Progetto Europeo ERASMUS+ approvato per il
2015/2020.
La nostra scuola ha concorso al bando per il nuovo progetto e ha
ricevuto 16 borse di studio così distribuite:
TECNICO PER IL
TURISMO
PROFESSIONALE PER I
SERVIZI SOCIO SANITARI
6 borse di studio
TECNICO PER LE RELAZIONI
INTERNAZIONALI E IL
MARKETING
9 borse di studio
2 Olanda (inglese)
3 Spagna (spagnolo
1 Spagna (spagnolo)
3 Slovenia (inglese)
6 UK (inglese)
1 borsa di studio
1 Spagna (spagnolo)
Il progetto prevede un’ esperienza di tirocinio formativo nel paese di destinazione selezionato in base al profilo professionale dello
studente. La lingua straniera di studio è veicolare e strumentale allo svolgimento dell’esperienza lavorativa.
Il tirocinio si svolgerà nel mese di giugno (dal 1 al 30 giugno 2015) e sarà preceduto da un corso di preparazione linguistica e culturale
presso la nostra scuola. La partecipazione al progetto non prevede costi per le famiglie degli alunni.
5
Scuola
Detto tra i banchi
Una giornata sulla neve
Il 27 febbraio è stata una
giornata speciale per il Marie
Curie di Bussolengo: tutti gli
alunni della scuola, tranne quelli
delle classi prime, si sono recati
presso Folgaria per passare una
piacevole giornata sulla neve,
praticando attività invernali
quali sci/snowboard, ciaspole o
pattini. Chi era sulle piste, a
parte le scarse condizioni visive,
si è potuto divertire osservando
varie cadute, come quelle del
professor Mastella… Chi ha preferito camminare con le ciaspole ha
partecipato ad un breve corso sulle tecniche e gli strumenti di
salvataggio in caso di valanga, o di sprofondamenti delle persone nella
neve. Ultima attività era il pattinaggio su ghiaccio, lo si svolgeva in
una struttura non molto lontana dalle piste e abbastanza bella. E'
stato divertente passare una giornata
differente dalle altre con compagni e
professori, ma noi non siamo stati gli unici
ad esserci divertiti, infatti anche il tempo ci ha preso in giro perché
alla mattina era nuvoloso e a tratti nebbioso e quando al primo
pomeriggio siamo saliti sui rispettivi autobus per tornare a casa, ha
iniziato a soleggiare... A parte questo è stata una giornata divertente.
Fabio Lopresti 3A
Viaggi d’istruzione
TORINO
Mercoledì 18 Marzo le classi 3B e 3C sono andate in viaggio
d’istruzione a Torino accompagnate dai professori Sambugar,
Giacino e La Pastina. Siamo partiti alle 6.30 da Bussolengo e siamo
arrivati alle 11.20 circa a Superga, dove abbiamo visto la Basilica
Palladiana. Dopo essere saliti sulla cupola, da cui si vedeva la città
dall’alto, siamo andati al Parco del Valentino, abbiamo mangiato e
abbiamo visto una riproduzione di un castello basata su quelli dei
signori piemontesi. Dalle 15 alle 17.30 abbiamo visitato il museo del
cinema, dentro la Mole Antonelliana. Questo museo ci ha
particolarmente affascinato per la struttura interna molto moderna
e inaspettata. Dopo siamo andati a vedere i luoghi più conosciuti di
Torino, come ad esempio Palazzo Madama. Dalle 19 fino al mattino
seguente abbiamo soggiornato all’Hotel Cairo, poco fuori città. La
mattina, dopo essere arrivati in centro, abbiamo visitato Palazzo
Reale fino alle 12, quando siamo andati alla Galleria Sabauda e
all’Armeria ricca di opere di ogni genere e stile. Dopo il pranzo
siamo partiti per andare a visitare la Palazzina di Caccia, situata a
Stupinigi. Personalmente mi è piaciuta molto, è un palazzo maestoso
e decorato con oggetti preziosi. Questa è stata l’ultima tappa, perché
alle 17 siamo partiti per tornare a casa. È stata molto interessante e
istruttiva come gita ed anche divertente.
Ma il viaggio non è finito qui, infatti con la prof.ssa Sambugar
abbiamo indetto un concorso per la fotografia più bella. Ha vinto
questa:
Luca Dimaggio 3B
ROMA
18 - 19 - 20 marzo 2015 classe 4D
Ritrovo 6.25 alla Stazione Porta Nuova, tutti gli alunni in anticipo a
parte le due profe Sona e Tonini… Arrivati a Roma alle 10.25 e
lasciate le valigie in albergo non abbiamo perso tempo e abbiamo
subito iniziato a visitare la città. Siamo corsi in Vaticano, pensando
di fare grandi code per entrare a vedere la Cappella Sistina e invece
è andata bene (complimenti per l’ottimo “Inglese” degli addetti alla
sicurezza!). Ci siamo goduti piazza San Pietro al tramonto ed è
cominciato l’incubo 62 (linea del nostro autobus sempre pieno di
gente). Seconda giornata: diciottesimo compleanno di Elisa che con
il suo cartello al collo con scritto “Fatemi gli auguri” ci ha permesso
di entrare nel palazzo del Quirinale per una breve visita. Tra piazza
di Spagna, piazza del Popolo e i giardini di Villa Borghese si è
conclusa questa giornata. Tra i monumenti che ci hanno più colpiti
troviamo al primo posto l’Altare della Patria, seguito dal Pantheon,
dalla Cappella Sistina e dalle fontane barocche.
4°D
6
Detto tra i banchi
FIRENZE
Viaggi d’istruzione
Il
26
e
27
marzo,
accompagnati dalle prof.sse
Lerario e Mirandola, noi della
classe 3A ci siamo “astenuti”
dalle consuete lezioni per
recarci in viaggio d’istruzione
a Firenze. Sono stati due
giorni
particolarmente
intensi, ma di sicuro abbiamo
avuto modo di arricchire il
nostro bagaglio culturale.
Il primo giorno, dopo aver
depositato le nostre valige
presso l’hotel che era
piuttosto lontano dal centro, ci
siamo diretti in centro per la prima visita alle Cappelle Medicee, e
verso mezzogiorno abbiamo sostato davanti agli Uffizi per un rapido
pranzo al sacco.
Nel pomeriggio, in compagnia di una guida, abbiamo potuto vedere
buona parte di Palazzo Pitti, ricco di saloni e dipinti mozzafiato, e
sul retro il grande Giardino di Boboli. Successivamente, nel tardo
pomeriggio, abbiamo ripreso la strada di ritorno verso l’hotel,
passando per la famosa Piazza della Signoria e per il viale di
gioiellerie su Ponte Vecchio.
Dopo cena, nonostante la stanchezza sembrasse inevitabilmente
prevalere, abbiamo trovato le forze per una serena passeggiata in
centro, circondati dalle luci e dalla vitalità notturna della città e
intonando nel frattempo canzoni di vario genere.
Il secondo giorno, dopo esserci alzati dal
letto per miracolo, abbiamo avuto l’onore
di visitare con la guida parte
dell’immensa Galleria degli Uffizi, dove
abbiamo potuto osservare famosi quadri
di Botticelli e molte altre opere.
All’uscita, abbiamo attraversato la Piazza
del Duomo e siamo dunque entrati
all’interno di quest’ultimo, dove abbiamo
con sorpresa ritrovato una famosa
rappresentazione di Dante e della Divina
Commedia.
Nel pomeriggio, dopo pranzo, ci siamo
recati presso le Galleria dell’Accademia
dove abbiamo ammirato l’originale del
David di Michelangelo. Subito dopo abbiamo preso l’autobus
direzione Piazzale Michelangelo. Una volta arrivati, siamo rimasti
abbagliati dalla vista di Firenze dall’alto e abbiamo fatto diverse foto
sotto la Chiesa di S. Miniato al Monte. La sera, dopo aver recuperato
i bagagli, ci siamo diretti verso la stazione Rifredi e abbiamo
mangiato pizza e kebab in attesa del treno per tornare a Verona.
E’ stata un’esperienza certamente istruttiva e coinvolgente, anche
perché abbiamo potuto notare due differenti realtà della stessa
città: quella più raffinata e artistica del centro, in contrasto con
quella più metropolitana della periferia, tra la bellezza dei graffiti e
il grigiore dei palazzi.
Federica Menegoli e Giulia Lucchese 3A
CROAZIA
INNSBRUCK und MÜNCHEN
Il giorno 18 marzo le classi quarta A, B e C accompagnati dai professori Bottaro,
Dal Fabbro e Fornasari sono partite per un viaggio d’istruzione di tre giorni a
Innsbruck, Monaco e Dachau.
La nostra prima tappa è stata Innsbruck in Austria. Lì abbiamo visitato il centro
della città, il Duomo di San Giacomo (Dom zu St. Jakob), la Hofkirche e la Hofburg,
la residenza del governatore del Tirolo.
Dopo tre ore abbiamo ripreso il pullman alla volta di Monaco. Arrivati nel tardo
pomeriggio, abbiamo disfatto le valigie, mangiato e poi alla sera siamo usciti a
fare una passeggiata in centro. Una delle nostre fermate è stata nella più celebre
delle birrerie di Monaco, la Hofbräuhaus. In quel clima caloroso e festoso, alcuni
di noi hanno provato la birra tedesca che (per alcuni) era "troppo leggera".
Il 19 marzo, verso le 10.00 di mattina, siamo ritornati al centro di Monaco. Il
nostro tour è iniziato da Marienplatz in cui si trova anche il Neues Rathaus, il
palazzo municipale in stile gotico. Questo edificio è caratterizzato da una torre
con orologio che contiene il più grande carillon della Germania e uno dei più
grandi del mondo, il Glockenspiel.
Abbiamo visitato molte chiese tutte belle, diverse e caratteristiche e anche la
Residenza di Monaco, sede dei re di Baviera. Al pomeriggio siamo partiti alla
volta di Dachau, piccola città poco distante da Monaco in cui è situato uno dei
primi campi di sterminio. Lì abbiamo visto un video drammatico sulle condizioni
dei prigionieri, poi, con le audio guide, abbiamo visitato varie parti del campo.
Nel tardo pomeriggio siamo tornati a Monaco e siamo andati all’Olympiapark, in
cui è situata la Olympiaturm, la torre televisiva. Saliti a più di 200 metri di altezza
siamo riusciti ad ammirare una vista meravigliosa di tutta la città.
Il 20 marzo, siamo andati al Deutsches Museum, il più grande museo al mondo di
scienza e tecnologia. Lì ognuno di noi ha potuto visitare l'esposizione che
preferiva: dai veicoli alle nuove tecnologie, dalla chimica all'astronomia (siamo
perfino riusciti a vedere l'eclissi solare!).
In questi tre giorni abbiamo vissuto una splendida esperienza in cui abbiamo
avuto la possibilità di visitare posti meravigliosi e imparare cose nuove.
Sara Jimchi, 4B
Noi ragazze e ragazzi delle tre quinte A, B, C
accompagnati dai professori Sambugar,
Bertolazzi e Muddolon, il 23 marzo siamo
partiti in gita scolastica con meta Slovenia e
Croazia. I primi due giorni abbiamo visitato
Lubiana e Zagabria, le due capitali. Per tutta la
settimana il tempo è stato bello ad eccezione
del mercoledì, quando è piovuto e non
abbiamo potuto vedere i tanto rinomati laghi
di Plitvice. Peccato!!!
Il percorso in pullman ci ha comunque
permesso
di
ammirare
i
paesaggi
dell’entroterra e della costa: negli ultimi tre
giorni abbiamo visitato le splendide città di
Zara e Spalato ed i pittoreschi paesi di
Sebenico e Grau. Il mare azzurro, le chiese in
stile veneziano che si stagliavano contro il
cielo blu, le piccole strade lastricate di pietra
erano veramente affascinanti!
È stata un viaggio d’istruzione molto bello con
la possibilità di condividere un’esperienza di
vita quotidiana con professori e compagni, il
che ci ha fatto sentire, una volta tornati, più
uniti e pronti ad affrontare tutti insieme la
fatidica maturità.
Carpene Michela & Caprini Simone 5B
7
Detto tra i banchi
A scuola
UNA STAR FRA NOI
Il prof. Vittorio Bertolazzi ha finito i suoi anni da lavoratore
Dopo anni di insegnamento è arrivato il momento per la ‘più
che meritata’ pensione. Il professore ha studiato al liceo
artistico di Verona e poi alla facoltà di Scienze Motorie di
Milano. Per mantenersi gli studi ha sempre lavorato, ad
esempio come operaio del marmo guadagnando 160 lire all’ora
e andando al lavoro in bicicletta con dietro ‘la pasta nel
pentolino della mamma’. Ha fatto anche il ‘modello vivente’,
facendosi ritrarre in costume dagli allievi del liceo artistico e a
19 anni ha servito la patria per 11 mesi e 22 giorni. Nelle pause
estive ha fatto il bagnino per due anni di seguito. Il primo
incarico da insegnante lo ebbe nel ’72, presso l’istituto Carlo
Anti, passando poi ad altre scuola anche a Milano e in
provincia di Verona, Prevalentemente ha lavorato alle scuole
medie per 23 anni di ruolo. Nel frattempo ha praticato diversi
sport ottenendo alcune vittorie, soprattutto nelle maratone
con i roller. Ha vinto varie medaglie e coppe.
Dopo quest’introduzione sulla vita del professore,
proseguiamo con una piccola intervista.
Da quanto tempo insegna in questo istituto?
Dal 2009, quindi da circa 6 anni.
Tra le scuole dove ha insegnato dove si è trovato meglio?
Tutto sommato qui, perché ho sempre privilegiato i rapporti
coi ragazzi più grandi rispetto a quelli delle scuole medie.
Le piace il suo lavoro? È stato un sogno visto realizzarsi?
Sì, perché amavo tutto ciò che riguardava il mondo dello sport.
Ovviamente lo praticavo, particolarmente mi affascinavano il
nuoto, il calcio, l’atletica, il rugby e il ciclismo.
Ha potuto notare dei cambiamenti negli alunni in questi
anni?
Sì, un tempo erano più rispettosi ma c’è da dire che le classi
erano meno numerose, essendo oggi il contrario è anche più
difficile gestirle.
È felice di essere arrivato al ‘capolinea’?
Da una parte sì, perché finalmente mi potrò godere un po’ di
riposo, ma dall’altra no perché gli anni passano e d’altronde chi
è
felice
di
invecchiare?
Cosa pensa di
fare adesso?
Se devo essere
sincero nulla di
impegnativo, mi
dedicherò
alle
attività che più mi
piacciono.
Farò
diversi viaggi in
paesi tropicali in
quanto io sono un
amante di climi
caldi. Continuerò a
praticare
sport
ovviamente,
parteciperò a tutti i tornei di briscola del circolo anziani e sarò
anche occupato dalla pesca sportiva…
Aveva dei sogni nel cassetto?
Si, mi sarebbe piaciuto studiare arte e architettura a Venezia e
anche se alla fine è andata diversamente questa mia passione
continua.
Ha dei consigli da dare a noi giovani?
Applicatevi nello studio e perseguite i vostri sogni con tenacia!
Da parte della redazione e di tutti gli studenti della scuola
un GRAZIE, BUONA FORTUNA PER IL SUO FUTURO E PASSI
A TROVARCI!
Kristina Gusak 3B
La sai l’ultima???


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
In un mondo di gatti scoppia una guerra… gattastrofe!
E’ morto quello che fa i cd… e Cd spiace!
Due mandarini stanno litigando e uno dice all’altro: “Guarda che ti spicchio!”.
Sai dove abitavano i dinosauri? In via d’estinzione!
Terreno edificabile di fianco all’autostrada: sicuro investimento!
Sai cosa ci faceva uno sputo sulle scale? Saliva!
Jeffry Hoxha e Alessandro Sias 3A
Cari amici, la redazione augura a tutti buone vacanze e un particolare IN BOCCA AL LUPO ai
ragazzi delle quinte A, B e C per gli Esami di Stato!
L’anno prossimo ripartiremo con il nostro giornalino in autunno, speriamo nella partecipazione
di nuovi “giornalisti”!
BUONA ESTATE!!!
La redazione di “Detto tra i banchi”
Detto tra i banchi: periodico dell’Istituto
Marie Curie di Bussolengo Coordinatrice: Elena Mirandola
Capi redazione: Fabio Lopresti, Edward BJ Avallone Redazione: Benoni
Gaia, Ceschia Sebastian, De Luca Alessandra, Fiscaletti Lisa, Gaiardoni Patrizia,
Girelli Leonardo, Gusak Kristina, Hoxha Jeffrey, Lamrafah Amina, Pasetto Sara,
Penazzo Michela, Quintarelli Greta, Sias Alessandro, Spizzica Cesare, Stanzial
Chiara, Toffali Zeno
Hanno collaborato a questo numero: Caprini
Simone, Carpene Michela, Dimaggio Luca, Gelmetti Fabiana, Jimchi Sara,
Lucchese Giulia, Menegoli Federica, Rigodanza Nadia, Zuliani Anna , la 4°A
Fotografia: Patrizia Gaiardoni
Grafica: Filippo Zeggio
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