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Mamma, raccontami una storia.. E la storia incominciò.
Sin dai tempi più remoti, l’utilizzo della fiaba, della favola e del racconto è stato un mezzo di
comunicazione e di educazione molto importante. Pensiamo ai miti degli antichi greci, ma anche ai
Filò che, in tempi meno lontani, riscaldavano le fredde serate della campagna veneta.
Negli ultimi anni il momento della favola da raccontare al proprio figlio, si è molto affievolito, per
non dire che è del tutto sparito. Accade quindi che i bambini vengano lasciati soli a guardare un
cartone animato, che magari racconta di Biancaneve e i Sette nani, piuttosto che stare abbracciati al
proprio peluche sotto le coperte, in ascolto della voce materna che racconta una favola.
Il momento del racconto della favola è un passo fondamentale per la crescita di un bambino, per
diversi motivi. La favola è uno stimolo per la fantasia, la quale è alla base della struttura mentale del
bambino. Per diventare adulti, inoltre, è fondamentale la fantasia, in quanto essa costituisce un
completamento indispensabile della razionalità. Inoltre, la favola è un’esperienza linguistica
importante: l’ascolto di una fiaba favorisce lo sviluppo delle capacità linguistiche del bambino. È
assai diverso l’ascolto della fiaba narrata dal genitore rispetto alla visione di un cartone animato,
perché questo non lascia spazio alla fantasia, né alla riflessione sulle parole ascoltate. La fiaba,
infine, è un valido aiuto per lo sviluppo emotivo del bambino, perché suscita emozioni, come la
paura, ad esempio. Essa non è negativa, perché è una paura immaginaria, e al bambino viene data la
possibilità di provare questa emozione in una situazione di assoluta positività, ovvero avendo
accanto una figura familiare che lo rassicura e lo protegge. Recuperare questo spazio, ovvero
prendersi il tempo di raccontare una favola ai propri figli, è un obiettivo importante, perché avvicina
maggiormente il bambino alla cultura, lo fa crescere positivamente e affettivamente, ma soprattutto
alimenta affettuosamente e saldamente il rapporto privilegiato tra figlio e genitore.
© 2012, Dott.ssa Alessandra Serraglio – Psicologa Psicoterapeuta
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